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Il turismo culturale cresce e rigenera i territori italiani tra borghi e festival

La cultura traina il turismo italiano; il richiamo di città d’arte, borghi, territori segreti, musei e siti archeologici conquista i viaggiatori nazionali e internazionali. Questo è ciò che emerge dal 22° Rapporto Annuale Federculture, intitolato Impresa Cultura. La cultura che cambia i territori e presentato a Roma: l’edizione ha analizzato i dati del 2025 misurando quanto il patrimonio culturale riesce a incidere su turismo ed economia.

I dati del turismo culturale nel Rapporto di Federculture

I numeri confermano la ripresa. Nel 2025 l’Italia ha registrato 476,4 milioni di presenze turistiche, con un incremento del 2,2% rispetto all’anno precedente e del 9,8% nel confronto con il 2019, prima della pandemia. Il punto, però, non è soltanto quanto sia cresciuto il turismo.

La maggior parte dei pernottamenti si concentra infatti in un gruppo ristretto di destinazioni. Sono 1.024 i comuni classificati come territori a vocazione culturale e paesaggistica: rappresentano circa il 13% del totale nazionale, ma raccolgono il 63% delle presenze turistiche italiane.

Non si parla soltanto di Roma, Firenze, Venezia o delle altre città più note. Nel gruppo rientrano anche centri minori, aree caratterizzate da più forme di turismo e comuni nei quali la dimensione culturale convive con quella naturalistica, spirituale o gastronomica. Eppure, il divario rimane. Alcune destinazioni devono gestire un numero crescente di visitatori, altre faticano a farsi conoscere.

Il turismo internazionale sceglie le destinazioni culturali

La presenza straniera è uno degli elementi più evidenti del rapporto. Nei territori culturali i visitatori internazionali rappresentano oltre il 55% del movimento turistico. La percentuale sale al 58% nei comuni a prevalente vocazione culturale e raggiunge il 73% nelle grandi città.

Il turismo urbano internazionale, secondo le analisi riportate da Federculture, ha ormai raggiunto dimensioni tali da superare quello legato alle tradizionali destinazioni balneari. Una trasformazione che cambia anche il modo in cui si viaggia.

Le città vengono visitate durante tutto l’anno, non soltanto nei mesi estivi, e attirano un pubblico disposto a spostarsi per una mostra, un concerto, un anniversario storico o l’apertura di un nuovo spazio culturale. La crescita, però, porta con sé la difficoltà di gestione dei flussi che in alcuni periodi dell’anno provocano affollamento e il problema degli affitti brevi.

Il futuro della rigenerazione urbana

Uno dei passaggi più interessanti del rapporto riguarda la rigenerazione urbana. Federculture ha esaminato i progetti sostenuti attraverso un programma del Ministero dell’Interno legato al PNRR. Circa un intervento su cinque presenta una componente culturale.

Biblioteche, ex fabbriche, teatri, edifici storici e spazi pubblici vengono recuperati con l’obiettivo di restituirli alle comunità. Secondo Bonisoli, questi dati mostrano un potenziale ancora sottovalutato: la cultura può riattivare luoghi abbandonati e creare nuove forme di partecipazione, a condizione che la trasformazione non si limiti ai lavori edilizi.

Dopo il restauro, però, servono personale e risorse per poter mantenere vivi i progetti rilanciati. Accanto alla rigenerazione l’analisi individua tutti gli strumenti utili per ampliare la geografia del turismo culturale sfruttando festival, il legame spirituale con la rete di cammini, abbazie, santuari e non solo. Queste opportunità vanno ad alleggerire la pressione sulle mete più frequentate per proporre aree interne e meno conosciute.

Zagreb Classic, la sinfonia dell’estate nel cuore di Zagabria

Quando il sole tramonta su Piazza Re Tomislav e le luci soffuse raggiungono la facciata del maestoso Padiglione d’Arte, cambia qualcosa nell’aria di Zagabria. Il fruscio degli alberi si confonde con le prime note di un violino, mentre il cielo si apre come un sipario. È in quel preciso momento che Zagreb Classic prende vita, trasformando una delle piazze più importanti della Capitale croata in un teatro a cielo aperto.

Dal 19 giugno al 2 luglio 2025, questa rassegna musicale tornerà ad accogliere residenti e viaggiatori, confermandosi come uno degli appuntamenti musicali più raffinati della bella stagione oltre che una celebrazione del potere della musica condivisa.

Zagreb Classic, Piazza Re Tomislav
Fonte: Julien Duval
Zagreb Classic, Piazza Re Tomislav

Un palcoscenico di stelle sotto le stelle

È certamente straordinario sentire una sinfonia di Čajkovskij o un’aria di Verdi echeggiare nel cuore pulsante della città, sotto le stelle, circondati da architetture eleganti e da un pubblico che ascolta in silenzio, oppure si lascia andare a un applauso spontaneo. Zagreb Classic porta i grandi nomi della musica classica in un contesto accessibile e umano.

Il palco di Zagreb Classic
Fonte: Marin Tomaš
Il palco di Zagreb Classic

Sul palco estivo, allestito tra il verde del parco e l’eleganza del centro storico, si alterneranno alcuni dei migliori musicisti croati e internazionali. Orchestre filarmoniche, solisti brillanti e direttori di grande carisma si presentano ognuno con il proprio stile ma con l’unico obiettivo di coinvolgere il pubblico. Il repertorio è ampio e spazia dai grandi capolavori della tradizione sinfonica fino ad arrivare alle composizioni contemporanee, senza dimenticare balletto e opera. Un vero e proprio viaggio sonoro che affascina tanto gli appassionati quanto chi si avvicina per la prima volta a questo universo musicale.

Zagreb Classic, balletto
Fonte: Marin Tomaš
Zagreb Classic, il balletto

Un festival per tutti

A volte si pensa alla musica classica come a un linguaggio elitario e riservato a pochi. Ma basta una serata a Zagreb Classic per capovolgere questa idea. Qui non esistono barriere culturali, né economiche perché l’ingresso è gratuito e l’atmosfera rilassata. Puoi arrivare con un plaid sotto braccio, scegliere un angolo sul prato e lasciarti trasportare dalla musica, magari mentre i bambini rincorrono bolle di sapone tra un movimento orchestrale e l’altro.

Questo è il nucleo vivo di Zagreb Classic in cui l’arte viene vissuta come un bene comune, come una bellezza da condividere senza formalità, senza biglietti costosi, senza dress code. Famiglie, coppie, studenti, anziani, turisti di passaggio: tutti trovano posto su quel prato. Ed è proprio questa apertura che dà senso all’evento. La piazza si fa teatro, il parco si fa platea e la città si fa comunità.

Musica e ambiente, un’armonia consapevole

In un momento in cui l’attenzione all’ambiente non può più essere ignorata, anche un festival come Zagreb Classic sceglie di accordarsi con i tempi. L’invito rivolto ai visitatori è semplice ma significativo ed è quello di portare con sé le proprie bottiglie d’acqua ricaricabili. Una scelta che, oltre a ridurre l’uso della plastica, rafforza il legame tra cultura e sostenibilità.

Lo spettacolo di Zagreb Classic
Fonte: Julien Duval
Lo spettacolo di Zagreb Classic

Le stazioni di rifornimento d’acqua – conosciute come Zagrebački Franceki – si trovano nelle immediate vicinanze, in Piazza Strossmayer e proprio in Piazza Re Tomislav, dove l’evento prende vita. Qui, tra una sinfonia e l’altra, è possibile fermarsi, ricaricarsi e contribuire con un piccolo gesto al grande obiettivo comune di prendersi cura della città che ospita. Anche questo è parte della magia di Zagreb Classic. Un festival che non suona soltanto bene, ma vive bene il proprio tempo.

La Napoli di Pino Daniele torna sullo schermo con le riprese di Je so’ pazzo. Tutte le location

Napoli torna a raccontarsi attraverso la musica e la vita di uno dei suoi figli più amati: Pino Daniele. Con l’inizio delle riprese di Je so’ pazzo, film dedicato all’indimenticabile cantautore partenopeo, la città si è trasformata in un set cinematografico a cielo aperto, restituendo al pubblico le atmosfere, i vicoli, e le sonorità che hanno ispirato il genio musicale di Pino. Il film, diretto da Nicola Prosatore intende offrire uno sguardo autentico sulla vita dell’artista, mescolando biografia, musica e poesia urbana. Un omaggio che non si limita al personaggio pubblico, ma scava nell’anima dell’uomo dietro la chitarra, nel ragazzo che da Piazza Santa Maria La Nova sognava di cambiare il mondo con le sue note.

Il film ripercorre la vita e la carriera dell’artista, dagli esordi nei quartieri popolari di Napoli fino al successo internazionale, mettendo in luce sia il suo genio musicale che le sue fragilità personali. Nel ruolo di Pino Daniele troviamo Massimiliano Caiazzo, noto per la serie TV Mare Fuori. Il cast include anche Mariasole Pollio (Dorina), Giovanni Ludeno (Gennaro Daniele), Giuseppe Brunetti (Rosario Jermano), Leonardo Bianconi (Willy David), Giampiero De Concilio (Claudio Poggi), Antonia Truppo (Zia Bianca), Monica Nappo (Zia Lia) e Demi Licata (Rita). Ovviamente la città campana è lo sfondo di questo lungometraggio molto atteso dai fan del cantautore partenopeo, ma vediamo nel dettagli quali sono le location delle riprese.

Pino Daniele film
Fonte: Ufficio stampa Rai Cinema
Una scena del film su Pino Daniele

Dove è stato girato

Le riprese di Je so’ pazzo si sono ufficialmente concluse il 17 maggio 2025 a Napoli, dopo sette settimane di lavorazione. Le riprese si sono svolte in diverse location emblematiche di Napoli, tra cui Piazza del Plebiscito, dove è stato ricreato il celebre concerto del 1981 che vide la partecipazione di circa 200.000 persone. Poi via Andrea D’Isernia, Riviera di Chiaia, via Caracciolo e Salita Tasso sono tra le altre location selezionate dalla produzione.

Le riprese toccano i luoghi simbolo della vita di Pino Daniele, che diventano protagonisti silenziosi del racconto. I Quartieri Spagnoli, cuore pulsante della città, teatro di mille contraddizioni, sono il posto da cui il giovane Pino assorbe il ritmo e il respiro della strada, elemento centrale nella sua musica.

Piazza del Plebiscito
Fonte: iStock
Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito è una delle piazze più iconiche di Napoli, che ha ospitato memorabili concerti del cantautore. Le riprese qui saranno anche un omaggio ai live storici che hanno unito intere generazioni.

Spaccanapoli, la lunga arteria che taglia il centro storico, simbolo della stratificazione culturale della città. Le telecamere la percorrono per evocare la Napoli dei sogni e dei contrasti che tanto ha influenzato Pino. Porto di Napoli e Molo Beverello sono luoghi simbolo del legame con il mare, elemento ricorrente nei testi di Daniele, metafora di libertà e malinconia.

Quartieri Spagnoli Napoli
Fonte: iStock
Quartieri Spagnoli Napoli

A Via Medina e nella zona di Piazza Municipio sorgevano i primi locali nei quali si esibiva Daniele, portando al pubblico le sue sperimentazioni tra blues, jazz e napoletanità. Infine Rione Sanità e Rione Traiano, quartieri popolari in cui si respira ancora oggi la Napoli autentica e dolorosa, hanno fatto da sfondo a molte delle sue canzoni più intense.

Un film tra musica e memoria

Je so’ pazzo non sarà solo un film su Pino Daniele, ma una lettera d’amore a Napoli. Le strade, i suoni, i colori e gli odori della città faranno da cornice a un racconto intimo e potente, reso ancora più vibrante dalle musiche originali e dagli arrangiamenti che riproporranno i brani iconici del cantautore. L’uscita del film è prevista per l’inizio del 2026, ma già cresce l’attesa tra fan e cittadini, desiderosi di rivedere sul grande schermo una Napoli che non è solo sfondo, ma vera protagonista. Con Je so’ pazzo, la memoria di Pino Daniele si riaffaccia nei vicoli della sua città, dove ogni angolo riecheggia ancora le sue parole: “Napule è mille culure…”.

New Orleans, cosa vedere nella città che incanta a suon di jazz

New Orleans, la città più folkloristica degli Stati Uniti, è un caleidoscopio di emozioni dove storia, musica e culture si fondono in un mix irresistibile. Fondata dai francesi nel 1718, battezzata dagli spagnoli e plasmata dalle influenze afro-caraibiche, la Big Easy seduce con il suo fascino decadente, le note del jazz che risuonano nelle strade e gli aromi speziati della cucina cajun.
In questo articolo ti guidiamo alla scoperta dei luoghi simbolo della metropoli adagiata sul delta del Mississippi, tra quartieri storici, musei, mercati, parchi e persino cimiteri misteriosi. Preparati a esplorare una destinazione che è al tempo stesso radicata nel passato e sorprendentemente vivace, dove la festa sembra non finire mai. Ecco cosa non perdere a New Orleans, tra tradizione, un pizzico di mistero e puro laissez les bon temps rouler.

Il Quartiere Francese, dove tutto ebbe inizio

Il French Quarter, o Vieux Carré, è il centro storico di New Orleans. Simbolo delle radici francesi e spagnole della città, conserva intatta gran parte della sua architettura settecentesca, nonostante incendi e modernizzazioni. Tra gli edifici in stile creolo con i balconcini in ferro battuto, il quartiere ospita autentici gioielli d’epoca come l’Old Ursuline Convent Museum, risalente al 1745, lo stabile più antico non solo della città, ma di tutta la valle del Mississippi. Accanto ai ristoranti iconici come Antoine’s e Brennan’s, templi della cucina cajun, sorgono oggi cocktail bar creativi e boutique alla moda. Al tramonto, su Bourbon Street inizia la festa, le note delle orchestrine jazz risuonano a ogni angolo, mescolandosi alle leggende di spiriti e fantasmi che aleggiano sul quartiere.

Bourbon Street, è qui la festa

Bourbon Street è la via più celebre e animata del French Quarter. Intitolata in onore della dinastia reale francese dei Borbone nel 1721, all’epoca della pianificazione della città, si estende per 13 isolati da Canal Street a Esplanade Avenue, proseguendo poi nel vivace quartiere Marigny. Piuttosto tranquilla di giorno, si anima di notte, in particolare durante i numerosi festival del Quartiere Francese e il Mardi Gras. La parte più affollata è la “upper Bourbon Street”, verso Canal Street, un tratto di otto isolati ad alta concentrazione di bar, ristoranti, negozi di souvenir, strip club e attrazioni varie come la Marie Laveau’s House of Voodoo. In questa zona si trova anche il New Orleans Musical Legends Park, che ospita performance di musica jazz dal vivo, con sculture e tributi alle leggende musicali della città.

Preservation Hall, il tempio del jazz

Nascosta in un edificio modesto su St. Peters Street, nel Quartiere Francese, la Preservation Hall è il tempio del jazz tradizionale. Ogni sera, i pochi fortunati che riescono a entrare nell’angusto locale possono assistere alle travolgenti jam session della sua leggendaria band. In un ambiente spartano ma carico di atmosfera, vibra il jazz più autentico, attirando appassionati e celebrità, soprattutto durante il Jazz Fest. Più che una sala concerti, è un’esperienza emotiva che cattura l’essenza musicale di New Orleans.

Jackson Square, il cuore spirituale della città

Centro nevralgico del French Quarter, Jackson Square è un teatro a cielo aperto dove va in scena l’identità creola e multiculturale di New Orleans con la presenza continua di artisti di strada, musicisti e cartomanti. Un tempo nota come Place d’Armes, è un vasto giardino in riva al Mississippi incorniciato da edifici storici, tra cui l’imponente Cattedrale di Saint Louis, la più antica degli Stati Uniti ancora in funzione, risalente al 1724, ma consacrata nella sua forma attuale nel 1794.

New Orleans, Louisiana, Jackson Square
Jackson Square al tramonto, New Orleans

Il Cabildo, custode della storia della Louisiana

Ai lati della Cattedrale di Saint Louis, si ergono due edifici ricchi di storia: il Cabildo e il Presbytère. Costruiti alla fine del XVIII secolo, ospitarono in passato importanti funzioni governative, tra cui le deliberazioni della Corte Suprema della Louisiana. Oggi, entrambi sono musei che raccontano l’anima storica di New Orleans. In particolare, il Cabildo è considerato uno degli edifici più significativi della storia americana: costruito tra il 1795 e il 1799 durante il periodo coloniale spagnolo, fu sede del governo cittadino e teatro di eventi cruciali come la firma dell’acquisto della Louisiana dalla Francia nel 1803 e il processo “Plessy v. Ferguson”, pietra miliare nella storia dei diritti civili. Oggi è un museo che conserva migliaia di reperti, documenti e opere d’arte, offrendo uno sguardo prezioso sul passato di New Orleans.

Il Presbytère, alle origini del Mardi Gras

Gemello del Cabildo, il Presbytère celebra il Mardi Gras, la festa più spettacolare della città, con una straordinaria collezione di oggetti e cimeli. Una visita è quindi d’obbligo per comprendere l’anima festosa di New Orleans, soprattutto se non si ha la fortuna di partecipare all’evento di persona. La mostra permanente racconta in modo coinvolgente l’evoluzione di questa tradizione unica, dalle sue origini più antiche fino alla nascita, nel XIX secolo, delle spettacolari sfilate e dei sontuosi balli in maschera che ancora oggi animano la città, attirando ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo.

French Market, shopping in stile creolo

Antico e moderno si fondono nel French Market, il caratteristico mercato all’aperto dal sapore creolo che si snoda per cinque isolati tra bancarelle, street food e l’immancabile sottofondo di musica dal vivo. Tra i suoi simboli c’è il leggendario Café du Monde, dove gustare i tradizionali beignets e café au lait, mentre il mercatino delle pulci, in fondo a Esplanade Avenue, offre un’esperienza autentica tra banchi di prodotti locali, arte, artigianato fatto a mano e sapori tipici della cucina cajun. Oltre allo shopping, si possono scoprire istituzioni culturali come il New Orleans Jazz Museum e murales che raccontano l’identità della città.

I cimiteri, le misteriose “città dei morti”

Veri musei a cielo aperto, i cimiteri di New Orleans sono tra le attrazioni più suggestive della città. Le celebri Cities of the Dead con le scenografiche tombe sopraelevate in marmo, hanno avuto origine dalla necessità di seppellire i defunti in un luogo circondato dalle paludi e raccontano secoli di storia locale. Il più famoso, il St. Louis Cemetery No. 1, ospita personaggi celebri, tra cui la regina del voodoo Marie Laveau e l’attivista per i diritti civili Homer Plessy. Visite guidate illustrano le pratiche funerarie risalenti a tre secoli fa e consentono di ammirare le architetture più originali di sepolcri e mausolei, tra cui quelle realizzate da Benjamin Latrobe, l’architetto del Campidoglio di Washington.

City Park, il polmone verde cittadino

Con i suoi oltre 500 ettari, il City Park è un polmone verde ricco di attrazioni per tutte le età, in cui sono disseminati musei, caffè, ristoranti d’alta cucina, impianti sportivi, specchi d’acqua. Per gli amanti della natura, la Couterie Forest ospita otto ecosistemi diversi e il punto più elevato della città, la Laborde Mountain. Tra i luoghi di maggiore richiamo, spicca il New Orleans Museum of Art, imponente struttura in stile neoclassico circondata da un incantevole giardino di sculture, che ospita collezioni d’arte francese, americana e contemporanea. I più piccoli trovano invece giochi e svaghi nel parco divertimenti Carousel Gardens e nel Louisiana Children’s Museum.

Cosa vedere a Barcellona in 3 giorni: itinerari e consigli per scoprire la città

Barcellona è una delle città più visitate d’Europa, apprezzatissima da turisti e viaggiatori di ogni età. Mare, arte e architettura, enogastronomia, e ancora musica e divertimento: la città catalana è perfetta per un weekend lungo, e si presta comodamente a viaggi di 3 o 4 giorni durante tutto l’anno. Ecco una proposta di itinerario di tre giorni, con qualche curiosità e consigli utili.

Barcellona in tre giorni, l’itinerario

Giorno 1: Barri Gòtic, Rambla, El Born e Sagrada Familia

Il primo giorno va dedicato al cuore storico della città. Si parte dalla piazza della vita sociale di Barcellona, la centrale Plaça Catalunya. Questa è una delle piazze più grandi e animate della città, dominata dalla coppia di Torri Veneziane, e anche punto di incontro strategico per spostarsi verso altre zone.

Si prosegue verso il Barri Gòtic, il quartiere gotico che durante il Medioevo ha visto la costruzione di chiese, palazzi e monasteri. L’influenza dell’architettura gotica è evidente e la Cattedrale di Barcellona (Cattedrale della Santa Croce e Santa Eulalia è il suo nome) ne è un esempio, con le sue guglie e le decorazioni scolpite della facciata. Il quartiere si presta a una passeggiata lenta, alla scoperta di Plaça de Sant Felipe Neri, del Puente del Bisbe, e delle moderne gallerie d’arte e di artigianato. Da non perdere un passaggio alla Plaça de Sant Jaume, ora sede del Comune e della Generalitat di Barcellona, che ospita durante tutto l’anno alcuni degli eventi più importanti della città.

Proseguendo verso la Rambla, si scopre il viale emblematico per eccellenza, sempre animato da artisti di strada, bancarelle e locali storici. La tappa è d’obbligo al Mercato della Boqueria, cartolina della tradizione gastronomica catalana, dove comprare prodotti locali o fermarsi per mangiare delle tapas. Poco distante, il Teatro Liceu e il mosaico di Miró sul pavimento della Rambla ricordano l’anima artistica della città.

Come raggiungere La Boqueria
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Pittoresca e colorata, La Boqueria a Barcellona è un tripudio di emozioni

Il cammino prosegue verso il quartiere El Born, dove l’atmosfera medievale incontra la creatività contemporanea. Qui si trova la chiesa di Santa Maria del Mar, esempio perfetto di gotico catalano, e il Museo Picasso, ospitato in una serie di palazzi storici. I vicoli ospitano gallerie, laboratori artigianali e caffè.

Ultima tappa della giornata, la Sagrada Familia è uno dei simboli indiscussi di Barcellona. Questo straordinario tempio, progettato da Antoni Gaudí, è ancora in costruzione dopo oltre 140 anni dall’inizio dei lavori. Si parla di chiusura del cantiere nel 2026; ma in pochi ci credono. La sua sagoma svetta nel cielo della città con torri appuntite e dettagli architettonici ispirati alla natura, alla fede e all’arte gotica e modernista.

cosa vedere a Barcellona
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La Sagrada Familia è uno dei simboli indiscussi di Barcellona

Le facciate sono spettacolari: la Facciata della Natività, la più vicina allo stile originale di Gaudí, è un intreccio di figure, animali e simboli religiosi scolpiti nella pietra con un realismo quasi surreale. La Facciata della Passione, invece, ha linee più essenziali e drammatiche, mentre la Facciata della Gloria è ancora in fase di completamento. All’interno, lo spazio si apre in una foresta di colonne ramificate e giochi di luce colorata che filtrano dalle vetrate: un’atmosfera sospesa, silenziosa, completamente diversa dall’iperattività delle strade intorno.

La visita richiede tempo: meglio prenotare online per evitare code e scegliere un orario con luce naturale, ideale per apprezzare le vetrate artistiche. È possibile salire su una delle torri (prenotando un biglietto specifico) per una vista panoramica su Barcellona e scoprire i dettagli del cantiere ancora in corso. Il museo interno invece ripercorre la storia della basilica, il pensiero di Gaudí e i modelli originali delle sue strutture complesse.

Giorno 2: Parc Güell, Passeig de Gràcia, Casa Batlló, Casa Milà e Quartiere Eixample

Il secondo giorno è dedicato all’esplorazione della Barcellona modernista. Si parte con una delle opere più iconiche di Gaudí, il Parc Güell, un giardino pubblico collinare ricco di strutture fiabesche, scalinate, colonne che ricordano tronchi d’albero e la celebre salamandra colorata. Il parco unisce natura, architettura e urbanistica in un progetto unico, inizialmente pensato come complesso residenziale. Si può partire proprio dalla colorata salamandra sulla scalinata all’ingresso del parco, e passeggiare fino alle altre aree monumentali, come la Plaza de la Naturaleza con le panchine ondulate panoramiche sulla città; la sala ipostila con le colonne doriche che la sostengono o il curioso Pórtico de la Lavandera. Per la visita è necessario acquistare il biglietto in anticipo, che include l’area monumentale, dichiarata Sito patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO per cui sono previsti ingressi contingentati, e le zone verdi e panoramiche del parco. Sono organizzate visite guidate in varie lingue della durata di 50 minuti.

cosa vedere a Barcellona
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Parco Guell a Barcellona

Ancora tracce di Gaudì nel barrio Gràcia: qui tra bar e negozi, si trova Casa Vicens, una delle prime opere dell’artista, e un vero e proprio gioiello architettonico. Questa casa in stile modernista, decorata  in facciata con piastrelle di ceramica bianche e verdi, è una meraviglia di dettagli intricati e motivi floreali ispirati alla natura. Con un po’ di tempo a disposizione, si può visitare  l’interno della casa per apprezzare ogni dettaglio. Ogni estate, durante la Festa Major di Gràcia, le vie del quartiere si trasformano con scenografie spettacolari.

Si può rientrare verso il centro percorrendo il Passeig de Gràcia, elegante viale commerciale dove si concentrano alcune delle opere più famose dell’architettura modernista catalana. Spiccano due edifici firmati da Gaudí: Casa Batlló, con la sua facciata ondulata e i mosaici di ceramica, e Casa Milà (conosciuta anche come La Pedrera), caratterizzata da forme organiche e dalla terrazza con i celebri comignoli scultorei. Entrambe meritano una visita interna.

cosa vedere a Barcellona
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Facciata del capolavoro modernista Casa Batllo, Barcellona

Durante la passeggiata, vale la pena soffermarsi anche su edifici progettati da altri grandi architetti, come Casa Amatller di Puig i Cadafalch, o Casa Lleó Morera di Domènech i Montaner. Questo tratto del Passeig de Gràcia è chiamato anche l’Isola della Discordia, proprio per la convivenza di stili differenti su pochi metri.

La giornata può concludersi in uno dei bei ristoranti del quartiere Eixample, con le sue strade ordinate, i cortili interni e i caffè all’aperto.

Giorno 3: Montjuïc, Barceloneta e tramonto sulla spiaggia

Il terzo giorno inizia con la collina di Montjuïc (il suo nome deriva dalla parola catalana Mont dels Jueus, che significa “montagna dei giudei”, nome che richiama il fatto che nel Medioevo la collina ospitava un cimitero ebraico), raggiungibile con la funicolare da Paral·lel o con la teleferica panoramica. In cima, il Castello di Montjuïc coi suoi giardini offre una vista aperta sul porto e sul mare.

Scendendo, si possono visitare alcune delle istituzioni culturali della zona, come il Museu Nacional d’Art de Catalunya (MNAC), all’interno del Palau Nacional de Montjuïc, che ospita collezioni di artisti come Rubens, Velázquez, Goya, Tiepolo e Tintoretto, oppure la Fundació Miró, dedicata al celebre artista catalano.

Nel pomeriggio, ci si può dirigere verso la zona del porto e della Barceloneta, il quartiere marinaro famoso per le sue spiagge. Prima delle Olimpiadi del 1992, questo era ancora un quartiere popolare e di pescatori che negli anni ha vissuto una fase di grande riqualificazione.

cosa fare a Barcellona
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Barceloneta è la spiaggia di Barcellona

Si può partire da Plaça del Poeta Boscá, dove si svolge il mercato di quartiere e che vanta ancora dettagli e decorazioni del XIX secolo. Uno dei simboli della trasformazione post-Olimpiadi della Barceloneta è la famosa scultura in spiaggia, che ha preso il nome di los cubos de la Barceloneta (“i cubi della Barceloneta”). Il nome ufficiale è Estel Ferit, che in catalano significa “stella ferita”, ed è opera della scultrice tedesca Rebecca Horn. I quattro cubi che la compongono immortalano i popolari casotti del litorale della Barceloneta e che furono eliminati prima delle Olimpiadi.

Altra immagine iconica del quartiere è il profilo dell’Hotel W (Plaça Rosa Del Vents 1), chiamato anche Hotel Vela, alla fine della spiaggia della Barceloneta, che la sera si illumina con diversi colori. Dietro l’hotel si aprono i panoramici Mirador Vela e il Mirador del Mediterránei.

Ma, se il clima lo permette, il modo migliore per godersi la Barceloneta è prendere un po’ di sole in spiaggia, fare un bagno o mangiare uno snack in uno dei tanti chiringuitos lungomare. Per la cena, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Con un giorno in più

Chi ha a disposizione quattro giorni può distribuire questo itinerario con più calma, aggiungendo visite più approfondite e musei, oppure può approfittarne per esplorare quartieri meno turistici. A pochi passi dalla Rambla, il Barrio del Raval è un quartiere multietnico, in passato considerato uno dei quartieri più pericolosi di Barcellona e oggi riqualificato. Oltre a bar, locali e negozi, uno dei suoi centri culturali più famosi e visitati è il MACBA (Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona), che ospita una ricca collezione di opere d’arte contemporanea.

Con più tempo a disposizione, si può salire al Tibidabo, la montagna con la chiesa del Sagrat Cor e il parco divertimenti perfetto per chi viaggia con bambini, o raggiungere i Bunkers del Carmel per una delle viste più ampie sulla città, splendido al tramonto. L’Hospital de Sant Pau, poco distante dalla Sagrada Família, è un altro capolavoro modernista, progettato da Lluís Domènech i Montaner, con padiglioni decorati e giardini interni. Un luogo meno frequentato ma di grande valore storico e architettonico.

Cosa fare a Barcellona:  esperienze da non perdere

Sono tantissime le cose da fare a Barcellona, per tutte le età e tutto l’anno. Ecco qualche proposta, dalle più turistiche a quelle più originali.

  • Tapas al Mercato della Boqueria. Tappa obbligata per chi ama i sapori locali. Fondata nel 1836, la Boqueria è un vero spettacolo per i sensi: banchi colorati carichi di frutta tropicale, jamón iberico, olive, pesce fresco e spezie. Alcuni chioschi offrono tapas preparate al momento, ideali per una pausa gustosa tra una visita e l’altra. Per evitare la folla, è consigliabile arrivare al mattino presto.
  • Tramonto dalla terrazza con panchine ondulate del Parc Güell si gode una delle viste più suggestive sulla città, soprattutto al tramonto.
  • Partita di beach volley sulla spiaggia della Barceloneta. Questa è una delle zone più animate e vissute dai residenti e non è raro incontrare chi corre, pratica yoga o squadre di amici che giocano a beach volley.
  • Una serata al barrio di Gràcia,  Alcune delle sue piazze non dormono mai, come Plaça del Sol e Plaça del Diamant, luoghi perfetti per una serata in puro stile barcellonese.
  • Passeggiata al Parco della Cittadella, il polmone verde di Barcellona a pochi passi dalla folla del Born. Costruito tra il 1875 y 1888, il parco è stato il sito dell’ex cittadella militare, voluta da Filippo V per dominare la città dopo la guerra di successione spagnola nel XVIII secolo: oggi sono 17 ettari di prati, laghetti, fontane e aree picnic. Da non perdere, il lago della Ciutadellaai piedi della Cascata Monumentale, progettata da Josep Fontseré insieme al giovane Antoni Gaudi. Qui ci si può rilassare sul prato o fare un giro sul lago noleggiando una barchetta a remi.

    cosa fare a Barcellona
    Fonte: iStock
    Parc de la Ciutadella
  • Anche chi non è tifoso conosce il mito del Barça. Il Camp Nou, attualmente in ristrutturazione, rimane un simbolo della città. Il nuovo percorso del Barça Immersive Tour propone un viaggio tra trofei, emozioni e tecnologie immersive. Video 360°, installazioni sonore e realtà aumentata ricostruiscono la storia del club e i momenti più iconici, da Cruijff a Messi.
  • Cena al quartiere Born: tra le sue stradine acciottolate e gli antichi edifici dei mercanti medievali di Barcellona, oggi spuntano boutique alla moda, gallerie d’arte e di artigianato, taverne di tapas, e numerosi bar e ristoranti.
  • Un selfie panoramico da un punto di vista privilegiato e gratuito dalla terrazza del centro commerciale Las Arenas, imponente edificio circolare che sostituisce l’antica arena per le corride di Barcellona.
  • Leggere il libro di Ildefonso Falcones “La cattedrale del mare” prima di partire. Gli appassionati di romanzi storici possono apprezzare questo romanzo storico ambientato nel XIV secolo che racconta la storia di un giovane lavoratore che partecipa alla costruzione della Basilica di Santa Maria del Mar.

Barcellona: come raggiungerla

Barcellona è servita dall’aeroporto El Prat, collegato al centro con metro, treni regionali e bus. Da molte città italiane partono voli diretti, anche low cost, per la città catalana. Chi arriva in treno o in bus da altre zone della Spagna può scendere alla stazione di Sants o a Estació del Nord, entrambe ben collegate con la metro. Chi viaggia con auto al seguito per una vacanza più lunga in Spagna può valutare il viaggio in nave: GNV gestisce i trasferimenti dal porto di Genova, sia in estate che in inverno, che hanno una durata di 20 ore circa.

Per girare la città si possono noleggiare bici e monopattini. La Hola Barcelona Travel Card è invece c’è la tessera per 48, 72 ore o 4 e 5 giorni per viaggi illimitati in metropolitana, autobus e tram, anche per l’aeroporto (la Teleferica di Montjuic non è inclusa). I bambini sotto i 4 anni non pagano. Per chi ha poco tempo a disposizione o preferisce la comodità, il Barcelona Bus Turístic è il modo migliore per vedere tutti i monumenti e i luoghi di maggiore interesse.

Manchester ti cambia, un viaggio che lascia il segno: cosa vedere

Un cielo che sembra sul punto di rompersi da un momento all’altro, il rumore dei passi sull’asfalto bagnato e una colonna sonora che suona a ritmo di Britrock. Welcome to Manchester! Una città del nord-ovest dell’Inghilterra che ha tanto da raccontare e che conquista il cuore di chi ama la musica, la cultura in tutte le sue forme, lo sport, la storia e la letteratura. Manchester è più di una città: è il ruggito forte e dirompente dell’Inghilterra industriale. E per sentirlo, basta osservare i Mancunian, gli abitanti di Manchester: lo si coglie nel loro look deciso, nell’accento ruvido e autentico, in un’identità così forte da risultare contagiosa. Qui si spinge per il futuro, ma il legame con il passato – industriale, rivoluzionario, fiero – è ancora vivido. Lo si legge nelle birrerie artigianali, nelle gallerie d’arte post-industriali e negli stadi che smuovono il mondo al ritmo di alcuni dei cori da stadio più iconici di sempre. Questa città è uno stile di vita. E per capirla va visitata da cima a fondo. In questa guida, scopriamo insieme cosa vedere a Manchester!

Cosa vedere a Manchester se ami l’architettura

Manchester è una città che si comprende leggendo le facciate dei suoi edifici. Dalle torri neogotiche ai magazzini in mattone rosso, dai suoi ponti di ferro alle testimonianze di epoca vittoriana, ogni costruzione è un vero libro di storia a cielo aperto. Ecco le tappe imperdibili per chi ama visitare le città con il naso all’insù.

Manchester Cathedral

A pochi passi dal fiume Irwell che attraversa la città, si erge un luogo che vanta oltre 600 anni di storia e che narra racconti di sopravvivenza, restauri e modernizzazioni. Stiamo parlando della Cattedrale di Manchester, il cui attuale edificio risale al XV secolo. La basilica è caratterizzata da un vestito di pietra scura, pinnacoli gotici e vetrate colorate che si mischiano a elementi moderni dovuti ai restauri post-bellici, restituendo uno spettacolo unico. All’interno della chiesa potrai ammirare gli stalli del coro e il celebre “Angel Stone”, un frammento sassone del IX secolo. Di seguito alcune informazioni per pianificare al meglio la tua visita.

  • Orari di apertura: la cattedrale di Manchester è visitabile dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 16.00. La domenica dalle 12.00 alle 16.00.
  • Costo di accesso: l’ingresso è gratuito ma si possono lasciare donazioni per la manutenzione della chiesa.

Manchester Town Hall

Facciata del Town hall di Manchester
Fonte: iStock
L’imponente facciata del Town Hall di Manchester

Un esemplare edificio neogotico tra i più impressionanti di tutto il Regno Unito. Inaugurato nel 1877 è una dichiarazione di potere e orgoglio della Manchester vittoriana in piena rivoluzione industriale. Nei 90 metri di torre dell’orologio, è custodita anche la “Great Abel” celebre campana mancuniana. Anche l’interno stupisce per la sua solennità, tra affreschi in pietra e vetrate colorate. Fino al 2027 non si può accedere all’interno dell’edificio per lavori di ristrutturazione ma la sua bellezza è visibile anche solo dall’esterno.

Castlefield

Se per te l’architettura è la fotografia che immortala l’anima di una città, allora devi passare per Castlefield. Un quartiere che racconta il carattere industriale di Manchester grazie ai suoi canali, edifici in mattoni rossi, ponti di ferro e rotaie dimesse. Proprio qui nasce il primo canale industriale al mondo: il Bridgewater Canal, il quale ha contribuito al successo commerciale della città di Manchester. Oggi, questa zona è stata riconvertita in un’area chic della città con bar che si affacciano sul canale, passeggiate pedonali, loft moderni, gallerie e boutique.

Cosa vedere a Manchester se ami i libri

Manchester è una città fatta per i bookworms: gli appassionati di letteratura che contano più libri sul comodino che vestiti da indossare. La città, infatti, è disseminata di librerie indipendenti e biblioteche. Dopo aver fatto scorta di nuove letture, ti consigliamo di visitare le tre biblioteche più suggestive della città e lasciarti incantare dalle pile di volumi che custodiscono. Ecco la nostra top 3:

  • John Rylands Library: un tempio della cultura e della conoscenza, con i suoi soffitti a volta, le vetrate colorate e un silenzio che rasenta la sacralità, ammirare un libro qui è come abbandonarsi a un vero e proprio rituale mistico. Questa biblioteca custodisce libri rari e manoscritti.
  • Chetham’s Library: con radici che affondano nel lontano 1653, è la biblioteca pubblica più antica nel mondo anglosassone. Legno scuro, libri antichi e un’atmosfera immutata… se ci immergiamo nel mood e osserviamo bene, possiamo ancora intravedere personaggi del calibro di Marx ed Engels studiare tra queste mura.
  • Manchester Central Library: rispetto alle sue cugine, le vibes di questa biblioteca sono più contemporanee e vivace. Maestosa e accogliente ospita ogni giorno lettori, studenti e visitatori curiosi.

Cosa vedere a Manchester se ami la musica

Joy Division, The Stone Roses, The Smiths, Oasis: Manchester è stata la culla di un’intera cultura musicale. Qui la musica è parte integrante dell’identità della città, percepibile nei locali storici, nei club, nei pub e per le strade stesse. Ecco due delle attrazioni da non perdere se il tuo cuore batte a ritmi di Rock ‘n’ Roll.

The Haçienda

Un club che ha fatto la storia della vita notturna mondiale. Aperto nel 1982 e chiuso nel 1997, ha lanciato il concetto di rave e acid house e ha ospitato band incredibili come i New Order e gli Stone Roses. Oggi l’edificio è stato riconvertito in appartamenti ma potrai ammirare da fuori un luogo che ha fatto la storia della musica, in un periodo di anarchia e rivoluzione culturale. A celebrarne i fasti del passato una targa commemorativa immortalata dalle macchine fotografiche di milioni di appassionati musicali.

Albert Hall

Una vecchia cappella oggi sconsacrata e trasformata in sala da concerti, uno dei luoghi più suggestivi in cui concedersi l’esperienza di un concerto live a Manchester. Se stai programmando un viaggio in questa incredibile città inglese, controlla il programma sul sito ufficiale e goditi uno spettacolo in un’atmosfera intima e potente.

Cosa vedere a Manchester se ami il calcio

Vista dall'alto di Old Trafford
Fonte: iStock
Old Trafford, lo stadio del Manchester United

A Manchester il calcio è un vero e proprio credo capace di creare rapporti e distruggerli allo stesso tempo. Manchester United o Manchester City, la squadra del tuo cuore determina la persona che sei e non puoi farci assolutamente nulla. Ecco tre tappe imperdibili se al posto del cuore hai una palla da calcio.

Old Trafford

Per i tifosi del Manchester United è un vero e proprio santuario. Conosciuto come “Il Teatro dei Sogni”, Old Trafford è stato inaugurato nel 1910 e ha visto calcare il suo manto erboso (sempre impeccabile) da leggende come George Best, Eric Cantona e Cristiano Ronaldo. Per respirare appieno l’atmosfera di questo posto, ti consigliamo un tour guidato per vedere da vicino i suoi spazi e conoscerne la sua storia. Ma se hai la fortuna di assistere a una partita dal vivo, allora hai raggiunto l’apice: non stai solo guardando una partita, stai vivendo un rito.

Etihad Stadium

L’altra perla calcistica di Manchester è l’Eithad Stadium, casa del Manchester City (e casa di Liam Gallagher degli Oasis che non perde l’occasione per dichiarare il suo amore per la squadra). Qui l’amore per questo sport diventa spettacolo: strutture all’avanguardia, tecnologia e un’atmosfera elettrizzante. Anche in questo caso, ti consigliamo di prendere parte al tour guidato dello stadio o, se ne hai la possibilità, di presenziare a un match.

National Football Museum

A pochi passi dalla Cattedrale, il National Football Museum è il museo del calcio più grande e importante di tutto il Regno Unito. Un’esposizione che appassiona anche i meno esperti di calcio; tra maglie storiche, curiosità legate ai club e alle tifoserie e un’ottima architettura interattiva che coinvolge grandi e piccoli. Se decidi di visitarlo, il museo è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00, il costo del biglietto per gli adulti è di 17 sterline, i bambini tra i 5 e i 15 anni pagano 11 sterline. Sono disponibili soluzioni convenienti per gruppi, studenti e famiglie.

Cosa vedere a Manchester se ami la storia

Manchester è una città che ha avuto la capacità di cambiare il mondo intero. È qui che è nata la Rivoluzione Industriale e, con essa, anche le idee di uguaglianza, diritti e progresso. Se ami a storia, qui c’è pane per i tuoi denti. Ecco cosa vedere a Manchester, per tutti gli appassionati di storia.

Science and Industry Museum

Questo museo meriterebbe una visita anche solo per la location che lo ospita. Ambientato in una ex stazione ferroviaria datata 1830, qui potrai apprendere e toccare con mano l’ascesa industriale della città, ammirando locomotive a vapore, telai tessili, turbine e innovazioni originali che hanno fatto conoscere al mondo la parola progresso. Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00, prevede un costo d’ingresso di 5 euro per gli adulti che può aumentare se il visitatore decide di lasciare una piccola donazione. I bambini sotto i 16 anni non pagano l’ingresso.

People’s History Museum

Se a Londra la storia è stata fatta da re e regine, a Manchester è stata fatta dalle persone comuni. Che hanno lottato per i propri diritti, per quelli del mondo intero e per una visione della città più equa e solidale. Il People’s History Museum racconta proprio le storie e le vicende delle persone più coraggiose del novecento: suffraggette, sindacalisti e attivisti. Un percorso avvincente che testimonia lo schieramento di Manchester in prima linea per cambiare il mondo. Se stai pianificando di visitare questo museo devi sapere che è accessibile tutti i giorni (a esclusione del martedì) dalle 10.00 alle 17.00. L’ingresso è gratuito ma è apprezzata una donazione.

Manchester Jewish Museum

La comunità ebraica di Manchester ha avuto una forte influenza nella città. per scoprirne la storia, ti consigliamo una visita al Manchester Jewish Museum, situato in un’ex sinagoga restaurata nei minimi dettagli. Un percorso emozionante che parla di migrazione, integrazione e identità. Anche questo museo è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00 e il costo d’ingresso è di 10 sterline per gli adulti e 7 sterline per i bambini dai 10 ai 17 anni.

Cosa fare a Manchester per un’esperienza completa

Uno dei canali di Manchester, Regno Unito.
Fonte: iStock
Una passeggiata tra gli iconici canali di Manchester, Regno Unito.

Dopo averti raccontato le attrazioni e i luoghi da non perdere in questa splendida città inglese è arrivato il momento di aggiungere alcuni tasselli a quest’esperienza di viaggio. Di seguito troverai una lista delle esperienze da provare assolutamente per vivere come un vero mancunian la vibrante Manchester!

  • Fare un pub crawl come si deve: come tutte le città inglesi, anche Manchester è costellata da pub storici. Puoi perderti l’esperienza di girare i pub più iconici? Assolutamente no! Ti consigliamo, quindi, di fare un pub crawl e scoprire l’anima godereccia degli abitanti di Manchester.
  • Ascoltare musica live: come ti abbiamo raccontato, Manchester è terra di musica e musicisti. Non perderti assolutamente l’esperienza di un concerto dal vivo; che sia un concerto alla Albert Hall o in un pub, la musica live è parte della cultura di questa città.
  • Iniziare la giornata con una vera English Breakfast: uova, bacon, fagioli, funghi, salsiccia, pane e una tazza di tè fumante. La colazione all’inglese (che per noi italiani somiglia più a un pranzo) è una vera istituzione ed è un ottimo modo per iniziare la giornata e per iniziarti alla cucina tipica del Regno Unito.
  • Passeggiare lungo i canali di Castlefield: passeggiare a Castlefield è come sfogliare un album della rivoluzione industriale. Ideale al tramonto, con una pinta di birra in mano e il rumore dei passi che riecheggia tra le mura storiche.
  • Scoprire il quartiere di Northern Quarter: a tratti punk e a tratti vintage, è il quartiere degli artisti, della musica e della street art. Tra murales, caffetterie indipendenti, barber shop e negozi second-hand, passeggiare per le sue vie significa perdersi nella Manchester più giovane e alternativa.
  • Partecipare a un walking-tour: che tu sia un appassionato di musica, sport o letteratura, a Manchester puoi trovare tanti tour a piedi organizzati che ti porteranno a scoprire i luoghi iconici legati a una determinata tematica. Non ti resta solo che scoprire quelli che ti ispirano di più.

Come arrivare a Manchester

Manchester è una delle città più famose d’Inghilterra, pertanto è perfettamente collegata e facilmente raggiungibile dall’Italia e dalle principali città europee. Ecco alcune opzioni per programmare la tua visita secondo le tue esigenze di viaggio.

  • In aereo: Manchester ha il suo aeroporto, che dista circa 15 chilometri dal centro città e offre voli diretti dalle principali città italiane. Una volta atterrati è possibile arrivare in centro in 15-20 minuti con treni diretti o con il servizio di navetta.
  • In treno: se sei già nel Regno Unito e Manchester è una delle varie tappe del tuo viaggio, puoi raggiungerla agevolmente in treno. Il servizio ferroviario del Regno Unito è tra i più efficienti al mondo e puoi arrivare da Londra a Manchester in due ore e mezzo con corse frequenti. Inoltre anche Liverpool, Leeds, Birmingham ed Edimburgo sono perfettamente collegate.
  • In bus: ci sono molte compagnie di bus che organizzano tratte che collegano le città del Regno Unito a Manchester e che possono essere una valida soluzione se non ami prendere aerei o treni.

E mentre nella tua testa starai canticchiando una canzone degli Oasis o qualche coro da stadio, sognando il tuo prossimo viaggio nella città di Manchester, questa sarà lì ad aspettarti con la sua identità forte e il suo carattere unico. Che tu sia un amante del calcio, della musica o dei libri, in questa guidi trovi tutte le cose da vedere a Manchester. Ma preparati: da questa città non tornerai uguale a prima.

La discoteca pop-up più famosa d’Europa dal fascino Anni ’70 arriva finalmente anche in Italia

Avete mai immaginato di vivere negli Anni ’70, magari a New York, abbracciando quella scena disco fatta di liberazione, creatività e inclusività, lasciandovi andare semplicemente al ritmo della musica? Se la risposta è si, l’esperienza da non perdere quest’anno è una: Detour Discotheque. Si tratta di una serie di eventi musicali pop-up che negli ultimi anni hanno fatto parlare molto di sé per la loro capacità di unire location straordinarie, remote e particolari, a esperienze disco immersive ispirate agli Anni ’70.

Dopo essere stato organizzato in un fiordo remoto in Islanda, in una piccola isola in Scozia e su una cima montuosa in Svizzera, uno degli eventi migliori d’Europa arriva finalmente anche in Italia. La location scelta è una masseria del XVI secolo in Puglia dove potrete partecipare all’edizione speciale chiamata La Dolce Vita Disco, tra musica ed esperienze di viaggio autentiche a contatto con il territorio.

Detour Discotheque: la festa più cool d’Europa arriva in Italia

Riempite la valigia di outfit Anni ’70, tra top in crochet, abiti in lamé, bomber satinati e leggings effetto metallizzato e preparatevi a un viaggio in Puglia unico. Partecipando al party rétro più suggestivo d’Europa, Detour Discotheque, avrete la possibilità di vivere un’esperienza unica nel suo genere immersa tra quelli che vengono considerati i paesaggi pugliesi più belli, tra masserie e architetture barocche.

L’evento internazionale arriva per la prima volta in Italiadal 19 al 21 settembre 2025, e potranno parteciparvi solo 300 persone. Come ha dichiarato il fondatore Jonny Ensall: “Dopo aver ballato tra fiordi, isole e montagne, siamo entusiasti di portare Detour Discotheque in Italia, in particolare tra il calore e la bellezza della Puglia. L’edizione di quest’anno celebra lo spirito delle comunità locali e quello del nostro pubblico internazionale amante della disco. Connettiamo il fascino rurale pugliese con l’euforia inclusiva delle nostre feste.”

La location in Puglia di Detour Discotheque
Fonte: Ufficio Stampa
La location dell’evento Detour Discotheque

La location italiana di Detour Discotheque

L’evento si terrà a metà settembre, quale modo migliore di salutare l’estate se non ballando in una splendida masseria pugliese e scoprendo il territorio partecipando a esperienza uniche? Per l’edizione italiana di Detour Discotheque, infatti, è stata scelta una masseria fortificata del XVI secolo nei pressi di Lecce, immersa in cinque ettari di terreno. Si tratta di un luogo dal fascino unico dov’è presente anche un ristorante tradizionale, una discoteca ricavata sotto antichi archi in pietra, una pagoda a bordo piscina decorata con sfere specchiate e una delle piscine più grandi del Sud Italia, circondata da palme.

Oltre all’evento in sé, Detour Discotheque propone tutta una serie di attività per conoscere il territorio, alcune incluse nel biglietto d’ingresso, altre da prenotare a parte. Tra queste ci sono i laboratori di pasta fresca per cimentarsi nella preparazione delle specialità pugliesi più amate, da provare anche in occasione di degustazioni e banchetti e visite guidate per scoprire il centro storico di Lecce. Non mancheranno anche eventi legati alla musica e talk dedicati al mondo dei vinili.

Eurovision 2025: tutto pronto per Basilea, la città svizzera che si trasforma in palcoscenico pop dell’anno

Dopo la vittoria strepitosa di Nemo con la magnetica “The Code”, lo scorso anno, l’Eurovision Song Contest torna dove tutto è cominciato: la Svizzera. Più precisamente, a Basilea, città d’arte e cultura, che per una settimana si trasformerà nel cuore pulsante della musica europea.

Le date da segnare in agenda sono il 13, 15 e 17 maggio, quando la 69ª edizione dell’evento più spettacolare del vecchio continente prenderà vita alla St. Jakobshalle, un’arena che promette di lasciare tutti a bocca aperta.

Come da tradizione, lo show sarà un trionfo di luci, suoni, bandiere, glitter e coreografie da far girare la testa. Ma quest’anno si aggiunge un tocco tutto svizzero fatto di precisione, scenografia mozzafiato e tanta, tantissima montagna (sì, avete capito bene, sarà coinvolta anche la natura!). Eurovision 2025 si preannuncia come un’esplosione di creatività in salsa elvetica e l’attesa è alle stelle.

Una Basilea da palcoscenico: cosa sapere sulla città che ospita l’evento

Elegante, cosmopolita, affacciata sul Reno e incastonata al confine con Francia e Germania: Basilea è la scelta perfetta per ospitare un evento che unisce Paesi, lingue e culture. Con i suoi musei di fama internazionale, i tram colorati e quell’aria da piccola metropoli ordinata ma vivace, la città accoglierà fan da tutto il continente in una cornice urbana che sa stupire.

Per i visitatori e gli appassionati di musica pop, sarà l’occasione per perdersi tra le stradine della città vecchia, gustare una raclette post-concerto o lasciarsi travolgere dall’energia dell’Eurovision Village, dove musica, eventi e maxi schermi animeranno le piazze principali. E con i treni svizzeri che funzionano come orologi, spostarsi tra hotel, centro città e arena sarà più semplice di una modulazione di tonalità a metà canzone.

Il palco? Montagne, LED e un’estensione scenografica incredibile 

La scenografia è già sulla bocca di tutti. Il palco di Eurovision 2025, firmato per l’ottava volta dal leggendario Florian Wieder, è un omaggio alla diversità e alla natura svizzera. Le montagne, protagoniste laterali della struttura, incorniciano un impianto scenico dominato da una passerella centrale che si estende verso il pubblico, in pieno stile “abbraccio collettivo”. Al di sopra, una grande arcata squadrata tappezzata di LED sovrasta il tutto, regalando un effetto immersivo degno di un viaggio alpino in technicolor.

Da domani, il palco sarà testato dalle 37 delegazioni in gara, ciascuna pronta a conquistare pubblico e giuria tra look sopra le righe e ritornelli impossibili da dimenticare.

L’Italia in prima fila (e su Rai 1): commentano Corsi e BigMama

E Sanremo? Presente, ovviamente! Il vincitore del Festival di Sanremo 2025 ha dichiarato che non sarà presente, ma sarà l’artista Lucio Corsi a rappresentare l’Italia nella finalissima del 17 maggio, trasmessa in diretta su Rai 1, con il commento spumeggiante di Gabriele Corsi e della travolgente BigMama. Le due semifinali andranno invece in onda su Rai 2, mentre l’intera kermesse sarà disponibile anche su RaiPlay, Rai Radio 2 e sul canale 202 del Digitale terrestre.

A condurre l’evento sul palco della St. Jakobshalle saranno Sandra Studer e Hazel Brugger, affiancate nella serata finale da una regina delle tv europee: Michelle Hunziker, che torna nel suo Paese natale per brillare sotto i riflettori internazionali.

Dove festeggiare il weekend del 1° maggio: le sagre e gli eventi da non perdere in Italia

Come ogni anno e giorno festivo, arriva la fatidica domanda: “cosa fare il 1° maggio?“. C’è chi si prende una meritata pausa e trascorrerà la giornata dedicata ai diritti dei lavoratori da qualche parte in Europa e nel mondo e chi, invece, ha organizzato le vacanze più avanti, ma non vuole rinunciare a passarla in un modo divertente, speciale o semplicemente diverso. Se da una parte i concertoni restano un grande classico, non mancano anche altre iniziative, da quelle a contatto con la natura alle più culturali.

Noi di SiViaggia abbiamo fatto una selezione e queste sono le sagre e gli eventi da non perdere in Italia dove festeggiare il 1° maggio.

Palchi sull’Acqua, Gaiba (RO)

Per chi vuole trascorrere il weekend del 1° maggio in Italia a contatto con la natura, l’evento da segnare in agenda è quello che si terrà nel borgo di Gaiba, in provincia di Rovigo. Qui ci sarà il primo appuntamento della rassegna Palchi sull’Acqua, pensata per permettere ai visitatori di scoprire il territorio con lentezza, in modo autentico e attraverso esperienze indimenticabili.

Quello che potrete fare domenica 4 maggio è una pedalata notturna alle 5:00 del mattino con partenza da Occhiobello o da Rovigo fino a Gaiba, che si concluderà alle prime luci dell’alba con un concerto jazz, dove si esibirà il Quartetto Flumen. Infine, alle ore 10:00, ci sarà anche un incontro dedicato alle esperienze di cicloturismo. Per partecipare all’evento è necessaria una prenotazione, da fare telefonando ai numeri presenti sul sito ufficiale.

Fiera del 1° maggio, Montepulciano

Nella cornice medievale del borgo di Montepulciano, giovedì 1° maggio si terrà, come di consueto, la fiera che unisce tradizione e divertimento. Durante la giornata si svolgerà il corteo da Piazza Grande, con partenza alle 8:00, fino alla Chiesa di Sant’Agnese, durante il quale la Banda Poliziana suonerà l’Inno dei Lavoratori. Giunti in chiesa, i visitatori potranno ascoltare la messa e assistere all’offerta dei ceri da parte delle Contrade del Bravìo.

In Piazza P. Nenni, invece, troverete ad aspettarvi le oltre 40 attrazioni del luna park, che continueranno a essere attive sino a domenica 4 maggio, e stand di prodotti, da capi di abbigliamento a specialità gastronomiche del territorio.

Officinalia, Pavia

A Pavia, dal 1° al 4 maggio 2025, si terrà la storica fiera sul mondo biologico al Castello di Belgioioso. Arrivato alla sua 37ª edizione, l’evento immerge i visitatori in un’esaltante esperienza sensoriale dedicata alla cultura del biologico attraverso profumi, sapori ed esperienze. Oltre alla degustazione di prodotti come pane, olio, miele e aceto balsamico, l’edizione di quest’anno propone workshop, incontri con esperti del settore, dimostrazioni culinarie che evidenziano l’importanza di uno stile di vita sostenibile e i Tai Chi Days, quattro giornate di pratica e approfondimento con la Scuola Itcca Italia, punto di riferimento nazionale per il Tai Chi Chuan tradizionale.

Ci saranno anche diversi stand espositivi dove acquistare prodotti alimentari biologici certificati, prodotti naturali per la cura della persona e capi di abbigliamento realizzati in fibre naturali.

Evento 1 maggio a Pavia
Fonte: Ufficio Stampa
Stand di prodotti biologici per il corpo all’evento Officinalia

Floravilla, Castel San Giovanni (PC)

A Castel San Giovanni, il 3 e il 4 maggio, torna Floravilla, la celebre mostra mercato dedicata ai fiori e alle piante da giardino. Quest’anno si svolgerà nella magica cornice di Villa Caramello, alle porte della città piacentina, dove saranno presenti oltre 50 espositori florovivaisti provenienti da varie regioni d’Italia per offrire ai visitatori una ricchissima scelta di fiori e piante da giardino.

Oltre a questo, ci saranno anche laboratori, workshop, seminari e convegni, con la presenza di esperti del settore pronti a fornire consigli e condividere i segreti per un giardino sano e rigoglioso. Chi è interessato, potrà anche partecipare alle visite guidate per scoprire Villa Caramello, un gioiello barocco risalente al XVIII secolo. Queste si terranno dalle 11:00 alle 18:00 ed è necessaria la prenotazione.

Cocco…Wine Stories – Messaggi in bottiglia, Cocconato d’Asti

Il 1° maggio, il borgo del gusto Cocconato d’Asti organizza l’evento “Cocco…Wine Stories” – Messaggi in bottiglia, un’intera giornata (dalle 11:00 alle 20:00) dedicata ad assaggi, incontri e riflessioni sul mondo del vino, avvolti dall’atmosfera ospitale e conviviale del centro storico. Le cantine partecipanti saranno suddivise in aree tematiche, ognuna con enoteca dedicata. Ci saranno anche tre punti ristoro lungo il percorso che completeranno l’esperienza, insieme a talk e masterclass.

Il costo della degustazione è di 15,00 euro, da prenotare sul sito ufficiale. Dalle 21:30, invece, la festa continua in piazza con i DJ set Avanzi di Balera.

Città del Formaggio 2025, Poggioreale (TP)

Dal 2 al 4 maggio, ci saranno incontri, degustazioni e momenti culturali per festeggiare la nomina di Poggioreale a Città del Formaggio 2025. Il riconoscimento, conferito dall’ONAF – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio, celebra l’identità casearia del piccolo comune belicino e lo proietta tra le eccellenze nazionali nel panorama lattiero-caseario.

Il programma prevede diversi eventi come degustazioni, incontri scientifici e momenti di festa. Tra gli appuntamenti principali citiamo il workshop su agroecologia, educazione alimentare e turismo sostenibiledegustazioni in piazza, passeggiata trekking nei sentieri degli Elimi e la degustazione guidata di formaggi DOP in collaborazione con il Consorzio DOS Sicilia.

Borgolibri, Borgofranco d’Ivrea (TO)

Gli appassionati di libri e cultura potranno partecipare alla quinta edizione del festival letterario che celebra libri, cultura e territorio. Borgolibri, che si terrà a Borgofranco d’Ivrea dal 2 al 4 maggio, darà spazio ad autori locali, con presentazioni di libri e letture, ma non solo. La cultura viene raccontata anche attraverso rappresentazioni teatrali ed esposizioni artistiche.

CantinArte, Nurachi (OR)

Dal 3 al 31 maggio, a Nurachi in provincia di Oristano, ci saranno diversi eventi legati a CantinArte. Le iniziative si svolgeranno presso le antiche mura della Cantina Caddeo, un edificio che racconta la storia di Nurachi, edificata nel 1800, dove al suo interno è possibile ammirare la bellezza della lavorazione della terra cruda. La rassegna comincerà sabato 3 maggio con una serata d’inaugurazione che prevede l‘installazione artistica “La Battigia Traslucida” di Filippo Martinez alle 19:30, mentre alle 21:30 salirà sul palco il celebre musicista Gavino Murgia con un concerto jazz. La serata si chiuderà con il DJ set di Luca Ponti, che animerà il pubblico con sonorità Funky Tech House.

Sagra del Gorgonzola, Cavallermaggiore (CN)

Fino al 4 maggio, Cavallermaggiore omaggia quest’amato formaggio durante la Sagra del Gorgonzola. Durante le giornate di festa, cibo, musica e tradizione si uniranno per offrire ai visitatori un’esperienza unica e divertente. Qui troverete oltre 20 produttori di formaggi blu provenienti da tutta Italia e dalla Francia.

Sagra dell’Asparago, Poggio Moiano (RI)

A Poggio Moiano, in provincia di Rieti, torna la Sagra dell’Asparago Selvatico. Domenica 4 maggio potrete assaporare tante specialità preparate con questo ingrediente: dalle 13:00 ci sarà l’apertura degli stand gastronomici con un menù a base di asparagi selvatici. Il tutto è arricchito da musica dal vivo con il gruppo Born to run e dalle 14:00 dalla box in piazza. La sagra è anche l’occasione per conoscere la Sabina e organizzare un’escursione nei boschi a caccia di asparagi.

Gemme di gusto, Trentino

Tutti i cinque fine settimana di maggio, a partire dal ponte del 1° maggio, in Trentino si svolgono tantissimi eventi. Il Castello di Avio, dall’1 al 4 ospita “Herbarium”, un appuntamento dedicato alle erbe officinali, ai fiori e alle piante aromatiche con laboratori, visite guidate e pranzi a tema; a Nogaredo, il 2 e 3 maggio appuntamento con Tasting Spring e una degustazione guidata di vini, formaggi e prodotti locali; a Cembra Lisignago sabato 3 appuntamento tra i vigneti della Val di Cembra dove si ha l’opportunità di degustare i migliori vini, accompagnati da stuzzichini che celebrano i sapori autentici del territorio.

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Fonte: @Pelz
Gli eventi gastronomici in Trentino per tutto il mese di maggio

Londra a ritmo di leggenda, il tour dei miti della musica

Tutti conosciamo Londra come una metropoli affascinante, ma la verità è che è anche molto di più: è un vero e proprio tempio della musica. Qui, tra strade iconiche, locali storici e studi di registrazione leggendari, sono nate le colonne sonore di intere generazioni. Dai primi accordi rock dei Beatles fino alla teatralità dei Queen, vi portiamo a fare un tour sulle tracce dei miti musicali in città, nei luoghi dove la leggenda ha preso vita.

Abbey Road: sulle orme dei Beatles

Tra i luoghi più simbolici di Londra e il suo legame con la musica ci sono sicuramente le strisce pedonali di Abbey Road. Da queste parti, i Beatles hanno immortalato la copertina del loro omonimo album, trasformando così una semplice strada in un luogo di pellegrinaggio per milioni di fan da tutto il mondo. Alberto Angela condurrà i telespettatori all’interno degli Abbey Road Studios, qui dove la magia musicale ha preso vita, offrendo un punto di vista esclusivo su uno dei templi della musica mondiale.

Wembley Stadium: l’energia dei Queen

Il viaggio musicale prosegue raggiungendo il maestoso Wembley Stadium, teatro di eventi storici come il Live Aid del 1985. In quell’occasione, i Queen, guidati da Freddie Mercury, hanno regalato una esibizione indimenticabile davanti a 72.000 spettatori, un vero e proprio esempio di come la musica possa unire le persone in esperienze collettive memorabili.

Camden Town: l’anima di Amy Winehouse

Poi ancora Camden Town, quartiere vibrante e cuore pulsante della scena musicale di Londra. Qui ha vissuto Amy Winehouse, la cui voce unica e struggente ha lasciato un’impronta indelebile nella musica contemporanea. Tra i vicoli che hanno ispirato le sue canzoni, è possibile comprendere un ritratto intimo e personale della cantante e del contesto culturale dove è cresciuta.

Royal Albert Hall: il tempio della musica

La Royal Albert Hall rappresenta una delle tappe più prestigiose del tour musicale di Londra, un luogo voluto dal principe Alberto, consorte della regina Vittoria. Questa sala da concerto è diventata un simbolo della cultura musicale britannica, tanto da aver ospitato artisti di importanza mondiale. Anche oggi continua a essere un punto di riferimento per la musica sia classica che contemporanea, tanto da essere considerato il tempio della musica rock, pop e lirica.

Brixton: le radici di David Bowie

A Brixton, quartiere multiculturale e dinamico, ha visto la luce David Bowie, artista camaleontico e innovatore. Si può quindi camminare sulle stesse strade che hanno influenzato la sua crescita artistica, esplorando i luoghi che hanno ispirato il suo stile inconfondibile e la sua musica rivoluzionaria.

French Quarter a New Orleans, dove tutto è (davvero) possibile: cosa vedere

Conosciuto anche con il nome di Vieux Carré, il French Quarter (o Quartiere Francese) a New Orleans, negli Stati Uniti, è il quartiere più antico della città. Sappiamo che New Orleans è stata fondata nel 1718: la città si è sviluppata proprio intorno a questa zona, che era rinomata con il termine di “Vecchia Piazza”. Il nome rievoca tutt’oggi la storia di questo magnifico luogo in cui si susseguono luci al neon, bar e locali, ma anche attrazioni che meritano di certo una visita. Ecco dunque cosa vedere a New Orleans.

French Quarter a New Orleans, informazioni utili

La tradizionale architettura di New Orlenas
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La tradizionale architettura di New Orlenas

Prima di strutturare insieme l’itinerario di cose da vedere a New Orleans e in particolare, abbiamo pensato di dare qualche informazione utile sul Quartiere Francese, tappa imperdibile e fissa di ogni turista che programma una visita qui. La prima cosa da sapere è che la maggior parte degli edifici storici presenti sono stati costruiti alla fine del XVIII secolo. Tra i quartieri adiacenti troviamo Faubourg Marigny a est e Iberville e Tremé a nord.

Questo angolo è il cuore della città: ci troviamo vicino alla foce del fiume Mississippi. Il quartiere è a forma di rettangolo e si sviluppa su due strade maestre, ovvero la famosissima Bourbon Street e Orleans Street, che culmina in Jackson Square, dove è possibile vedere la Cattedrale di St Louis. Un po’ come Roma, tutte le strade di New Orleans portano al Quartiere Francese. Lo possiamo raggiungere facilmente con la fermata principale del tram Toulouse della linea 49. In alternativa, possiamo fermarci al Canal at Bourbon.

Bourbon Street

Bourbon Street è il cuore pulsante di New Orleans, una strada iconica nel Quartiere Francese. La conosciamo per la sua atmosfera vivace, per il jazz dal vivo e i cocktail fino a notte fonda, ma anche per essere un esempio dell’architettura coloniale affascinante. Possiamo davvero scoprirne l’anima: di giorno affascina con il suo charme storico, di notte si trasforma in un’esplosione di luci, energia e pura joie de vivre.

Bourbon Street
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Uno scorcio di Bourbon Street

Oggi questa strada è di certo il fulcro della movida serale, e c’è un motivo: nel Novecento, a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, offriva degli spettacoli di striptease, ma non solo, poiché le persone qui venivano in cerca di intrattenimento musicale, di locali in cui ascoltare musica jazz, di cocktail da bere fino a tardi divertendosi insieme. Oggi questa via ha subito una sorta di trasformazione rispetto al passato ed è dunque un punto di riferimento per chi ha scelto di trascorrere le vacanze a New Orleans per la vivace e mai noiosa vita notturna.

Jackson Square

Non possiamo parlare di New Orleans senza menzionare Jackson Square, che si trova proprio a pochi passi dalla sponda del Mississippi River. Si tratta di un vero e proprio parco che è stato dichiarato monumento storico nazionale. Il motivo è presto spiegato: siamo in un luogo storico per gli Stati Uniti, in quanto qui è stata firmata l’acquisizione della Louisiana. Rispetto ad altri angoli della città, qui è davvero possibile riscoprire il legame tra New Orleans e la Francia, in quanto è stata progettata sul modello di Place des Vosges, ovvero la piazza più antica di Parigi. Jackson Square un tempo si chiamava Place des Armes. Da non perdere, infine, la statua equestre di Andrew Jackson.

St. Louis Cathedral

La cattedrale di Saint Louis, che si trova a New Orleans, è stata realizzata tra il 1789 e il 1794. Ad oggi è tra le cattedrali più antiche esistenti negli Stati Uniti. È stata fatta in seguito una piccola aggiunta, ovvero la torre centrale con l’orologio e la campana: nel 1850 è stato inoltre previsto un ampliamento della chiesa e, purtroppo, il campanile è crollato durante i lavori. In seguito è stato ricostruito. Nel 1964, Paolo VI l’ha elevata a basilica minore.

Louisiana State Museum

Il Louisiana State Museum è stato fondato nel 1906 ed è un vero e proprio sistema statale di monumenti storici nazionali: al suo interno troviamo una vastissima collezione di manufatti e di opere d’arte che possono raccontarci la diversità culturale e l’identità della Louisiana. In ambito culturale, questo museo propone diverse iniziative da non perdere per scoprire la storia del paese.

New Orleans Jazz Museum

Il jazz è nato a New Orleans e con il New Orleans Jazz Museum si cerca dunque di celebrare la storia di questo genere musicale attraverso programmi educativi, spettacoli musicali coinvolgenti e persino mostre interattive e dinamiche. Per chi ama il jazz, è un’occasione da non perdere in alcun modo.

French Market Aperto

Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, compresi i giorni festivi, il French Market District è composto da vari negozi. Le attività del mercato francese includono non solo il mercato delle pulci, ma anche quello degli agricoltori con ristoranti e bar all’aperto dove fermarsi ad assaggiare il cibo tipico del posto. Parliamo dunque di un luogo che ha più di 200 anni, in quanto il primo mercato francese è stato aperto nel 1791 ed è fonte di orgoglio per la comunità.

Pontalba Buildings

Parliamo degli edifici che vanno a formare due lati di Jackson Square nel French Quarter di New Orleans: realizzati in mattoni rossi e costruiti alla fine del 1840 dalla Baronessa Micaela Almonester Pontalba. Al piano terra si trovano negozi e ristoranti, mentre ai piani superiori ci sono appartamenti che sono tra i più antichi negli Stati Uniti. Osservare questa struttura è un’occasione unica, considerando che, prima di tutto, siamo di fronte a un monumento storico nazionale, dichiarato nel 1974, ma questi edifici sono stati spesso anche presenti nei romanzi e nei film, in quanto famosissimi, uno dei simboli dell’architettura di New Orleans.

Vicolo dei Pirati

Infine, è impossibile lasciare New Orleans senza aver visitato il Vicolo dei Pirati, o Pirate Alley, che è tutt’oggi circondato da tantissime leggende e tradizioni, molte delle quali, a dire il vero, false. In passato c’era chi diceva fosse un rifugio per pirati: fino alla metà degli anni ’60 è stato conosciuto con il nome di Orléans Alley. Un altro dei suoi tratti caratteristici? La bellezza di Pirate Alley cambia in base alle stagioni (New Orleans è nota per il suo clima e le temperature alte in estate): soleggiata e cordiale, o spettrale e nuvolosa!

Mozartplatz di Salisburgo, un gioiello per tutti gli amanti della musica

La bellezza di Salisburgo è intricata, tra le città più eleganti in Europa, un vero e proprio trionfo di arte, tra influenze medioevali e barocche. Siamo nella Capitale Europea della Musica Classica, quindi nel nostro itinerario non può mancare una visita alla Mozartplatz di Salisburgo, dove si trova la Statua di Mozart. Assolutamente a misura d’uomo, qui storia, natura, arte e cultura convivono al meglio: vediamo cosa vedere.

Mozartplatz di Salisburgo, cosa vedere: le attrazioni

Statua di Mozart a Mozartplatz
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Statua di Mozart a Mozartplatz

Un tempo era conosciuta con il nome di Michaelsplatz: oggi Mozartplatz è la piazza centrale, quindi il cuore di Salisburgo in Austria: al suo centro, è possibile ammirare, come anticipato, il monumento in memoria del compositore, ovvero Wolfgang Amadeus Mozart. A creare la piazza è stato Wolf Dietrich von Raitenau, dopo aver ordinato la demolizione di alcune case. Nel 1841, per costruire la Statua di Mozart, alla fine è stata rimossa la fontana barocca con la Statua a San Michele, realizzata in origine.

Possiamo definire Mozartplatz uno dei punti nevralgici della città, considerando che proprio qui, sul lato nord, si trova l’ufficio per le informazioni turistiche della città. Dietro l’Imhofstöckl, invece, possiamo fermarci ad ammirare le vecchie mura cittadine, che risalgono al 1619–1653. Sul lato sud della piazza, la Neue Residenz, ovvero la sede del Museo di Salisburgo. Al numero 8 delle case poste sul lato est, si trova una piccola chicca: la casa di Constanze Mozart-Nissen, vedova di Mozart. E le cose da vedere non sono finite qui, perché in piazza sono presenti cafè e il Museo del Natale di Salisburgo.

La Statua di Mozart a Mozartplatz

Questa piazza rettangolare ospita, dunque, la Statua di Mozart: siamo, come abbiamo visto, nel cuore di Salisburgo, dove possiamo immergerci in un’atmosfera vivace – è un luogo molto amato dai turisti – per scoprire anche un pezzo importante della storia della musica classica. La Statua di Mozart al centro della piazza è stata suggerita dallo scrittore polacco Julius Schilling. Originariamente doveva essere svelata durante il 50esimo anniversario dalla morte di Mozart, quindi nel 1841, ma alla fine l’inaugurazione è avvenuta più tardi, il 4 settembre 1842, poiché fu rinvenuto un mosaico romano. Ed è il motivo per cui ai piedi della statua possiamo osservare l’iscrizione latina con una copia del mosaico “hic habitat (felicitas), nihil intret mali”, ovvero “Qui vive (la fortuna o la felicità), niente di male può entrare”.

Realizzata dallo scultore tedesco Ludwig Schwanthaler, la statua è tutt’oggi una delle attrazioni più visitate quando ci si reca a Salisburgo. Parlando di Mozartplatz, è impossibile non consigliare di avvicinarsi al Palazzo arcivescovile per sentire il Glockenspiel, un carillon che risuona ogni giorno. Mozartplatz si trova precisamente tra l’Alten Markt e la piazza Residenzplatz. Da qui possiamo inoltre dirigerci verso la Nuova Residenz e il Duomo di Salisburgo.

Una tappa imperdibile per ogni viaggiatore, una piazza che racconta la storia di un passato fatto di musica e di cultura: la sensazione, camminando per le sue vie, è di essere in un luogo immerso in un’atmosfera senza tempo, il posto perfetto per respirare la magia della città natale del genio musicale.

Itinerario a Genova sulle tracce di Fabrizio De André

Seguire le tracce di Fabrizio De André a Genova è un viaggio nell’anima di una città che lo ha ispirato, cullato, amato. Un’esperienza che va ben oltre la semplice visita turistica ma che consente di immergersi nei luoghi dove è nato, cresciuto e ha composto alcune delle sue più celebri canzoni. Camminare per Genova con Faber nel cuore significa lasciarsi guidare tra i contrasti di una città verticale e profonda, plasmata da luce e ombra, da ricordi e vita vera.

Chi arriva con la voglia di conoscere la sua Genova deve dimenticare le rotte facili. Deve inoltrarsi nei vicoli, ascoltare il mormorio del porto, perdersi nel groviglio dei caruggi. Solo così si può avvicinare l’essenza di un artista che ha saputo dare voce a chi non ne aveva.

Villa Saluzzo Bombrini

La storia di Fabrizio De André comincia in un contesto borghese, tra i saloni eleganti di Villa Saluzzo Bombrini, nel quartiere di Albaro. Una dimora storica che, nei primi anni della sua vita, fu casa e rifugio. I genitori vi si trasferirono quando lui era ancora un bambino, e quella villa, soprannominata “il Paradiso”, diventò il suo primo universo, fatto di regole, agi e silenzi.

Ma De André non fu mai prigioniero di quel mondo. Nonostante le origini, sentiva forte il richiamo della libertà, l’urgenza di cercare un senso diverso alle cose. Come ricordava don Andrea Gallo, il suo spirito era già in rotta verso l’altrove, animato da un’urgenza profonda di ribellione, di esplorazione, di verità.

Villa Saluzzo non fu mai rinnegata, ma certo fu il punto da cui salpò per inseguire la poesia della vita, in direzione ostinata e contraria.

Via del Campo 29 rosso

Poi c’è Via del Campo. E non servirebbe nemmeno aggiungere altro, perché basta pronunciarla per evocare una delle canzoni più amate e struggenti di De André. Al civico 29 rosso, nel cuore pulsante della città vecchia, oggi si trova un museo che porta proprio quel nome. Un luogo che raccoglie memorie, immagini, strumenti, parole. Ma soprattutto, emozioni.

Qui sorgeva lo storico negozio di Gianni Tassio, appassionato e custode della musica della “Scuola genovese”. Oggi quello spazio è diventato un punto di riferimento per chi vuole conoscere l’uomo, oltre che l’artista: la voce di De André risuona ancora tra queste mura, e chi entra lo fa in punta di piedi, quasi a non disturbare.

I portici di Sottoripa

Scorcio di Sottoripa, Genova
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Particolare dei Portici Di Sottoripa

Per chi cerca il battito quotidiano della Genova di Faber, i portici di Sottoripa sono una tappa imprescindibile. Sotto queste arcate si mescolano odori, dialetti, volti. È qui che, negli anni Cinquanta, Fabrizio passava le serate in compagnia dell’amico Paolo Villaggio, al Ragno Verde, un locale popolare citato anche nel romanzo Un destino ridicolo. E poco distante, in via XX Settembre, si esibiva per la prima volta al locale La Borsa di Arlecchino.

Era un’epoca di fermento, di canzoni che nascevano tra le friggitorie, le pescherie, i bar rumorosi. Qui De André ascoltava, osservava, prendeva appunti con gli occhi e con l’anima. Ogni sguardo, ogni parola, diventava materia viva per le sue ballate. Qui la Genova reale diventava poesia.

Confetteria Romanengo

Passeggiando nei pressi della Maddalena, tra quelle vie che oggi sono multietniche e vibranti ma conservano ancora l’anima antica dei tempi duri, ci si imbatte in un gioiello raro: la Confetteria Romanengo. Fondata nel 1780, si trova in via Roma 51 e sembra appartenere davvero a un’altra epoca. Eppure, proprio qui, tra pasticcini e caramelle di violetta, si snoda una delle immagini più graffianti di De André, nella canzone dedicata al naufragio della London Valour.

Romanengo è simbolo e metafora: della città divisa, della dolcezza che coesiste con la crudeltà, della bellezza che non cancella la sofferenza. Qui si respira il contrasto tipico della “città vecchia”, quella che “non dà i suoi raggi”, ma accoglie tutti: santi e peccatori, marinai e mendicanti, donne innamorate e prostitute stanche. Una città che non giudica, ma racconta.

Il Teatro Carlo Felice

Teatro Carlo Felice
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Largo Sandro Pertini a Genova, dove si affaccia il Teatro Carlo Felice

Ma ci sono anche luoghi dove la musica si fa solenne, e uno di questi è il Teatro Carlo Felice. A pochi passi da Piazza De Ferrari, il grande teatro cittadino accolse nel 1997 uno dei concerti più memorabili di De André: quello della vigilia di Natale. Una data diventata leggenda, un momento in cui la sua voce si mescolava con la suggestione delle luci, con l’acustica perfetta, con il cuore del pubblico che lo ascoltava in religioso silenzio.

Oggi il teatro è sede della stagione lirica e sinfonica, ma chi conosce la storia di Faber non può non sentirne ancora l’eco, tra le file rosse delle poltrone e i velluti che trasudano emozioni.

Piazza Cavour

Scendendo verso il mare, si arriva in Piazza Cavour. È un altro scorcio della “crêuza” genovese, dove si intravede l’anima del vecchio mercato ittico, quello stesso che ha ispirato Crêuza de mä. Una piazza che vive al ritmo delle voci, dei richiami, delle cassette di pesce appena pescato.

Poco più in là, oggi, si cammina lungo una strada pedonale che affianca l’Acquario, e che porta il nome di Fabrizio De André. Sedersi su una panchina, qui, è come mettersi in ascolto: delle onde, della città, dei ricordi. Alle spalle, i vicoli e i palazzi. Davanti, il mare. È il punto perfetto per capire Genova, e forse anche un po’ sé stessi.

La Stazione di Sant’Ilario

Chi conosce Bocca di Rosa sa bene quanto sia importante questa tappa. A Sant’Ilario, sulle alture che dominano la città, c’è una vecchia stazione ferroviaria. È lì che arrivava, tra l’imbarazzo e la curiosità, la protagonista della celebre ballata. E oggi, proprio accanto ai binari dismessi, spicca una scultura a forma di libro, con un acrostico dedicato a lei, a quella donna che ha scardinato i moralismi di un intero paese.

La vista da qui è a dir poco spettacolare ed è impossibile non pensare a De André, alla sua voce che raccontava gli ultimi con dignità, che trasformava lo scandalo in umanità.

Nervi

Il viaggio si conclude a Nervi, uno dei luoghi del cuore di De André. Qui, dove la costa ligure si fa poesia, Faber veniva a passeggiare, a respirare il mare, a cercare ispirazione. La passeggiata Anita Garibaldi è uno dei percorsi più suggestivi della riviera, sospeso tra la scogliera e i profumi della macchia mediterranea.

È facile immaginare “Il pescatore” seduto all’ombra dell’ultimo sole, con la pipa tra le dita e lo sguardo perso nell’infinito. Nel quartiere di Nervi, il tempo sembra rallentare. E Genova, ancora una volta, si rivela: malinconica, intensa, irripetibile.

I musei di Salisburgo: tra storia, arte e musica

Salisburgo è una città dal fascino intramontabile, famosa per il suo patrimonio storico, artistico e musicale. I suoi musei raccontano secoli di storia, dalle residenze nobili fino ai luoghi legati al celebre compositore Wolfgang Amadeus Mozart. Vedremo insieme come in realtà questa incantevole città sappia conquistare ogni tipo di viaggiatore grazie anche alla sua capacità di unire il fascino della sua storia con la contemporaneità.

Salisburgo oltre Mozart

Salisburgo deve molto al suo compositore simbolo ma offre molto di più: ti permette un viaggio nel suo centro storico barrocco ma anche in un luogo in cui storia, cultura e innovazione si fondono perfettamente.

Dai castelli medievali ai moderni hangar aeronautici, ogni museo offre un’esperienza unica che attira visitatori da tutto il mondo. Scopriamo insieme quindi le principali attrazioni museali di Salisburgo attraverso un itinerario perfetto per conoscere il cuore culturale della città e immergersi nella sua magia senza tempo.

Se hai intenzione di visitare diversi musei e attrazioni, considera la possibilità di acquistare la Salzburg Card, che ti consentirà gli ingressi gratuiti in molti di questi, l’utilizzo dei mezzi di trasposto pubblici, sconti e agevolazioni per manifestazioni culturali, concerti e altre mete turistiche. Inoltre, c’è sempre il vantaggio di non dover fare la fila alla cassa. La carta può essere valida per 24, 48 o 72 ore.

DomQuartier Salzburg, scopri il cuore barocco della città

Il DomQuartier di Salisburgo è il cuore storico del potere politico e religioso della città, un complesso museale che riunisce la Residenza, il Duomo e l’Abbazia di San Pietro. Questo insieme architettonico rappresenta il centro barocco del patrimonio mondiale dell’UNESCO e offre ai visitatori un viaggio affascinante attraverso 1300 anni di storia, arte, musica e architettura.

statua mozart
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Salisburgo è intimamente legata a Mozart ma offre anche molto altro

La Residenza di Salisburgo 

Nel cuore del centro storico sorge la Residenza di Salisburgo, un tempo centro del potere dei principi arcivescovi. Oggi, l’Antica Residenza è visitabile grazie al percorso del DomQuartier, che comprende anche il Duomo e il Monastero di San Pietro.

Attraversando le sontuose sale di gala della Residenza, si può ammirare un’eccezionale collezione di pittura europea dal XVI al XIX secolo. Il percorso museale inizia dalla Sala dei Carabinieri, costruita intorno al 1600 sotto il principe arcivescovo Wolf Dietrich, utilizzata sia come soggiorno sia per spettacoli teatrali e grandi feste.

Un’altra sala di grande rilievo è la Sala dei Cavalieri, dove il 1° maggio 1816 l’imperatore Francesco I ricevette il giuramento di fedeltà degli stati salisburghesi, sancendo l’annessione di Salisburgo all’Austria.

Nel corso dei secoli, la Residenza ha subito molte trasformazioni. Sotto Wolf Dietrich von Raitenau ha acquisito l’aspetto attuale e fino all’Ottocento è stata il luogo in cui i sovrani salisburghesi prendevano le decisioni più importanti per il loro regno. Tra gli ospiti più celebri figura Napoleone III, ricevuto dall’imperatore Francesco Giuseppe nel 1867.

Oggi la Residenza non è solo un museo, ma ospita anche eventi di grande prestigio: ricevimenti, congressi e concerti, soprattutto nella Sala dei Cavalieri, nota per la sua acustica eccellente. Inoltre, alcune aree del palazzo arcivescovile sono utilizzate dall’Università di Salisburgo, tra cui l’Ala Toscana, sede della facoltà di giurisprudenza.

Orari di apertura:

Gli orari possono variare a seconda della stagione, per questo ti consigliamo di controllare il sito ufficiale prima della visita.

Residenza Salisburgo
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Visita la Residenza per conoscere in modo approfondito la storia di Salisburgo

Le sale di rappresentanza della Residenza

Per secoli, la Residenza è stata il centro del potere dei principi arcivescovi, fungendo da palazzo e luogo di rappresentanza. Le sue sontuose Sale di Rappresentanza raccontano l’evoluzione artistica dal Rinascimento al Classicismo, con decorazioni raffinate e affreschi spettacolari. Questo luogo è anche profondamente legato alla musica:

  • nel Carabinierisaal, nel 1617, venne messa in scena la prima opera a nord delle Alpi.
  • nella Sala delle Conferenze Wolfgang Amadeus Mozart, all’età di soli sette anni, si esibì per la corte principe-arcivescovile, dando inizio alla sua carriera musicale.

La Galleria della Residenza

Fondata nel 1923, la Galleria della Residenza ospita mostre temporanee con capolavori dell’arte olandese, italiana, francese e austriaca dal XVI al XIX secolo, offrendo una panoramica affascinante dell’arte europea.

La Terrazza Dombogen, per una vista mozzafiato

Il passaggio Dombogen collega la Residenza con il Duomo e conduce a una terrazza panoramica che offre una vista spettacolare sul centro barocco di Salisburgo. Da qui si ammirano le piazze più iconiche della città: la Piazza del Duomo, la Piazza della Residenza e la Piazza del Capitolo.

A partire dal 2024, nella Galleria Dombogen i visitatori possono esplorare un’animazione digitale sulla trasformazione architettonica di Salisburgo in una città barocca, iniziata nel 1600 sotto il principe arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau.

Il Nordoratorio, arte e storia nel Duomo

All’interno del Duomo, il Nordoratorio ospita mostre temporanee in quattro sale riccamente decorate con stucchi risalenti al 1628. Un ambiente particolarmente suggestivo è l’Oratorio di San Rupert, con un altare e affreschi che raccontano la vita del santo patrono della città.

L’Organo del Duomo

Il percorso del DomQuartier conduce sopra l’organo principale del Duomo, da cui si può ammirare l’intera navata della cattedrale, uno degli esempi più spettacolari del primo barocco. Qui, potrai percepire l’acustica unica di questo luogo sacro e immaginare le magnifiche esecuzioni musicali che hanno risuonato nei secoli.

Il Museo del Duomo e i 1300 anni di tesori ecclesiastici

Fondato nel 1974 nel Nordoratorio, il Museo del Duomo raccoglie alcuni dei tesori più preziosi della storia della Chiesa salisburghese. Tra i pezzi più importanti:

  • Il Tesoro del Duomo, con calici, ostensori e manufatti liturgici di straordinaria bellezza.
  • Opere d’arte gotiche e barocche provenienti da chiese e monasteri di Salisburgo.
  • La Croce di San Rupert, la più grande croce metallica dell’Alto Medioevo conservata in Austria.

La Camera delle Meraviglie e dell’Arte

Nel XVII secolo, il principe arcivescovo Guidobald Thun creò una straordinaria Camera delle Meraviglie, raccogliendo oggetti esotici, opere d’arte e invenzioni scientifiche per stupire i suoi ospiti.

Ancora oggi, questa collezione affascina i visitatori con il suo mix di curiosità naturali, arte e tecnologia. Il pavimento in marmo, la volta a stucco e le vetrine originali conferiscono all’ambiente un fascino d’altri tempi.

La Galleria Lunga 

Con i suoi 70 metri di lunghezza e il soffitto decorato da elaborati stucchi, la Galleria Lunga è una delle prime gallerie d’arte costruite a nord delle Alpi. Un tempo serviva come collezione privata dei principi arcivescovi, mentre oggi ospita imponenti dipinti provenienti dall’Abbazia di San Pietro.

Il Museo di San Pietro 

Nel Wallistrakt, il Museo di San Pietro espone opere d’arte sacra appartenenti all’abbazia più antica del mondo germanofono. Tra i pezzi più preziosi vi è la Mitra Pretiosa (1480), un copricapo episcopale decorato con gemme e perle, simbolo della potenza spirituale e politica dell’epoca.

Orari di apertura

Visitando il DomQuartier di Salisburgo ti immergerai in un viaggio attraverso la storia, la musica e l’arte barocca. Ogni sala, ogni galleria e ogni terrazza raccontano la grandezza della città e dei suoi principi arcivescovi, offrendoti un’esperienza culturale senza pari.

Il DomQuartier è visitabile:
  • Dal mercoledì al lunedì, ore 10:00 – 17:00
  • Luglio e agosto tutti i giorni, ore 10:00 – 18:00
  • Dal primo dicembre al 6 gennaio tutti i giorni, ore 10:00 – 17:00
  • Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
  • Chiuso il 24 dicembre
casa mozart
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Impossibile non notare la casa natale di Mozart

La casa natale di Mozart: sulle orme del genio

Un’attrazione imperdibile per gli amanti della musica e in generale per chiunque arrivi in città è la Casa natale di Mozart, situata al numero 9 di Getreidegasse. Qui, il 27 gennaio 1756, nacque il grande compositore. La famiglia visse in questo edificio per 26 anni, fino al trasferimento nella nuova residenza di Makartplatz.

Oggi, la casa è un museo tra i più visitati dell’Austria. Il percorso espositivo permette di immergersi nell’epoca di Mozart, ammirando gli spazi originali, ricostruiti con l’arredamento tipico del Settecento. Tra gli oggetti più preziosi figurano:

  • Il violino da bambino di Mozart,
  • Il clavicordo su cui compose numerose opere,
  • Lettere e documenti originali della famiglia Mozart.

Inoltre, un’interessante collezione di ritratti ti permetterà di conoscere il compositore attraverso i dipinti realizzati quando era ancora in vita.

Orari di apertura:

  • Tutti i giorni: ore 9:00 – 17:30
  • 24 dicembre: ore 9:00 – 13:00
  • 1 gennaio: ore 12:00 – 17:30
  • Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura

Mozart Residence: la vita del compositore a Salisburgo

Nel 1773, la famiglia Mozart si trasferì in Makartplatz, nella cosiddetta “Casa del Maestro di Danza”, oggi nota come Mozart Residence. L’appartamento era più spazioso e adatto per ospitare eventi musicali.

Dopo la morte di Leopold Mozart, il padre del compositore, nel 1787, la casa passò di mano fino a essere parzialmente distrutta durante un bombardamento nel 1944. La Fondazione Internazionale Mozarteum la acquistò e, nel 1996, fu riaperta come museo.

Oggi vi si trovano esposti documenti e ritratti originali, oltre al pianoforte di Mozart. Sono disponibili anche proiezioni multimediali, concerti e mostre temporanee.

Orari di apertura:

  • Tutti i giorni: ore 9:00 – 17:30

La Casa del Flauto Magico

All’interno del cortile della Mozart Residence si trova una piccola casa in legno, nota come Casa del Flauto Magico. Secondo la tradizione, fu qui che Mozart compose l’omonima opera nel 1791, poco prima della sua morte.

Originariamente situata a Vienna, nel giardino del Freihaustheater, fu trasferita a Salisburgo nel 1873 grazie all’iniziativa della Fondazione Mozarteum. Dopo un attento restauro nel 2022, la casetta è tornata al suo aspetto originale, con la tipica colorazione verde dell’epoca di Mozart.

terrazza panoramica Hohensalzburg
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Fermati ad ammirare la magnifica vista sulla terrazza panoramica di Hohensalzburg

La Fortezza di Hohensalzburg 

Arroccata sopra la città, la Fortezza di Hohensalzburg è una delle sue principali attrazioni turistiche. Al suo interno potrai esplorare diversi musei:

  • Il Museo della Fortezza, che racconta la vita dei principi-arcivescovi con reperti storici.
  • Il Museo delle Marionette e il Museo del Reggimento Rainer, che esplorano la cultura e la storia militare della regione.
  • Le Sale dei Principi, perfettamente conservate dal 1501, con la suggestiva Camera d’Oro.

Il Tour Panoramico permette di attraversare le antiche prigioni e raggiungere una piattaforma da cui si gode la vista più spettacolare della città.

Palazzo e Giardini Mirabell, bellezza barocca e cinema

Anche se il Palazzo Mirabell è oggi la sede del municipio, la sua Sala di Marmo è una delle più spettacolari d’Europa, spesso scelta da sposi in arrivo da tutto il mondo. Tuttavia, la vera attrazione sono i Giardini Mirabell, un autentico capolavoro barocco che i turisti riconoscono per la loro apparizione nel film musicale del 1965 Tutti insieme appassionatamente. Tra le aree più interessanti ti segnaliamo il Giardino dei Nani, il Teatro di Siepi e la Fontana di Pegaso.

Giardini Mirabell
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I famosi Giardini di Mirabell sono una tappa imperdibile del tuo viaggio a Salisburgo

Hangar-7, tra aerei storici e arte contemporanea

Se ami la tecnologia e il design, Hangar-7 è una tappa obbligata. Ospita la collezione di aerei storici dei Flying Bulls, tutti perfettamente funzionanti, ed è un luogo in cui l’arte si fonde con l’ingegneria aeronautica.

Grazie alla sua struttura in acciaio e vetro, il museo cambia aspetto a seconda della luce del giorno, creando un’atmosfera unica. L’Hangar-7 è un centro di scambio culturale, dove esposizioni artistiche e incontri tra creativi arricchiscono l’esperienza dei visitatori.

Orari di apertura:

  • Lunedì ore 9:00 – 20:00
  • Dal martedì al sabato ore 9:00-22:00
  • Domenica ore 9:00-17:00
  • Chiuso dal 22 al 26 dicembre, dal 31 dicembre al 2 gennaio e da gennaio a maggio per manutenzione.
Hangar-7
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Questo moderno museo saprà lasciarti a bocca aperta

Il Museo del Natale, per chi ama la magia delle Feste tutto l’anno

Situato sopra il Café Glockenspiel, il Museo del Natale è una vera chicca per gli amanti delle tradizioni. Qui si può ammirare una collezione unica di oggetti natalizi storici che raccontano come la festività veniva celebrata tra il 1840 e il 1940. Durante l’Avvento, il museo è ancora più suggestivo, grazie alle decorazioni e alle mostre speciali.

Orari di apertura:

  • Dal mercoledì alla comenica, ore 10:00 – 18:00
  • Aperto tutti i giorni in estate e durante l’Avvento
  • Chiuso da febbraio a metà marzo

Il Mondo della Birra Stiegl, tra storia e degustazioni

Per chi vuole scoprire il legame tra Salisburgo e la birra, il Mondo della Birra Stiegl è un’esperienza imperdibile. Oltre a un museo interattivo che racconta la storia della birra, è possibile visitare la sala di produzione e assistere all’imbottigliamento, con un ritmo impressionante di 90.000 bottiglie all’ora. Un plus? La degustazione finale di birre artigianali.

Orari di apertura:

  • Museo e negozio: ogni giorno, ore 10:00 – 19:00 (chiuso il 1° e 6 gennaio, 25 e 26 dicembre, 31 dicembre).
  • Visite guidate: tutti i giorni con tour in tedesco e inglese
Birrificio Stiegl
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Vivi un’esperienza particolare nel birrificio di Salisburgo

Museum der Moderne, due sedi per approfondire l’arte moderna

Salisburgo ospita due sedi del Museum der Moderne, che insieme offrono una panoramica dell’arte contemporanea in un contesto storico affascinante. Entrambe le sedi offrono guide multimediali interattive tramite l’app MuseumStars.

  • Rupertinum (Altstadt): situato in un edificio barocco, è noto per la sua collezione fotografica e l’archivio della Generali Foundation.
  • Mönchsberg: un’architettura moderna che si affaccia sulla città, con esposizioni su quattro piani dedicate all’arte del XX e XXI secolo.

Orari di apertura:

  • Martedì – domenica, ore 10:00 – 18:00, giovedì fino alle 20:00
  • Chiuso il 25 dicembre

I musei di Salisburgo rappresentano un viaggio attraverso la storia, l’arte e la tradizione, offrendo esperienze adatte a ogni tipo di visitatore. Dalla grandezza medievale della Fortezza di Hohensalzburg alla modernità dell’Hangar-7, fino alla magia del Natale e all’arte contemporanea, ogni museo ti aprirà una finestra sull’anima di questa straordinaria città.

Al Museo della Scienza arriva un pezzo unico per la storia artistica di Milano

Il Teatro alla Scala è uno dei luoghi più importanti di Milano perché, sin dalla sua istituzione nel 1778, ha accompagnato l’evoluzione sociale e culturale della città. Tempio della lirica e luogo della “prima” più famosa d’Italia, dal 15 marzo 2025 sarà anche protagonista di una mostra allestita al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci. O meglio, è un suo dettaglio storico a essere il soggetto principale.

Il nuovo allestimento “In Scena”, infatti, racconta il rapporto tra teatro, musica e tecnica attraverso la valorizzazione di un modulo del palcoscenico storico del Teatro alla Scala. Qui viene approfondita la sua complessa ingegneria, insieme ad alcuni beni provenienti dalle collezioni di strumenti musicali e tecnologie del suono del museo e ai costumi di scena scaligeri.

La storia del palcoscenico del Teatro alla Scala

Il Teatro alla Scala è uno dei teatri italiani più famosi, nato nella Milano asburgica di fine Settecento. Da sempre uno dei principali luoghi di incontro dell’alta società, nel corso dei secoli è stato protagonista di lavori ingegneristici innovativi che hanno permesso il suo funzionamento e successo. Uno di questi è il palcoscenico storico a ponti mobili realizzato nel 1938 su progetto dell’ingegnere Luigi Lorenzo Secchi, conservatore del Teatro alla Scala dal 1932 al 1982.

A renderlo unico è un particolare sistema, innovativo al tempo, che ha consentito di realizzare cambi di scena rapidi e sicuri. Il palcoscenico fu utilizzato per oltre 60 anni (dal 1938 al 2002), sopravvivendo anche ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che danneggiarono profondamente l’intero edificio, tanto da non poter essere utilizzato per i tre anni successivi. L’attuale palcoscenico del Teatro alla Scala, progettato nel 2004 dall’ingegner Franco Malgrande, è stato modellato ispirandosi a questa storica struttura.

Cosa vedere alla mostra “In Scena”

Il progetto “In Scena”, realizzato grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, la Fondazione Teatro alla Scala, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano e al contributo di Fimesa – Famiglia Sordi, permette di ammirare il palcoscenico, lungo 6 metri e largo 2,40, ma non solo.

Tutt’intorno al manufatto è stata allestita una mostra iconografica con foto, locandine e disegni provenienti dal Politecnico di Milano, che conserva il fondo archivistico Secchi e documenta più di mezzo secolo di progetti per il teatro, dal Teatro alla Scala, con il Museo Teatrale e l’Archivio Fotografico, dalla Raccolta delle Stampe Bertarelli presso il Castello Sforzesco di Milano e dalla Biblioteca Comunale di Foligno, che conserva i disegni di Giuseppe Piermarini.

A completare l’esposizione ci sono tre gruppi di beni storici. Il primo è dedicato al rapporto tra musica e teatro, con l’esposizione di alcuni strumenti musicali del XIX secolo appartenenti alle collezioni del museo, restaurati per l’occasione, tra cui un’Arpa Gotica Érard del 1844. Il secondo gruppo comprende filmati di rappresentazioni scaligere e due costumi di scena provenienti dai Laboratori del Teatro alla Scala, mentre il terzo è dedicato alla nascita delle tecniche di registrazione del suono e alla importante opportunità di immortalare musiche e voci dei grandi cantanti.

Come ha dichiarato Emanuela Carpani, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano: “L’esposizione riesce a valorizzare efficacemente un modulo dei ponti mobili del palcoscenico realizzato nel 1938, inserendolo nel percorso espositivo del museo e corredandolo di alcuni elementi funzionali alla sua lettura, compresi accorgimenti expografici e supporti audiovisivi di qualità”.

New Orleans, cosa vedere e cosa fare nella città del voodoo

Viene chiamata amichevolmente ‘The Big Easy”, un soprannome che evoca quella particolare atmosfera vivace e rilassata, il ricco patrimonio culturale, la scena musicale e lo stile di vita generalmente spensierato che differenzia la splendida New Orleans dalle altre città statunitensi. Inoltre, un’altra caratteristica che avvalora la sua atmosfera da vita lenta, è il fatto di essere una città facilmente esplorabile a piedi.

Gran parte del centro storico è stato progettato nel XVIII secolo, quindi le strade si prestano a essere percorse con una tranquilla passeggiata. Qui, a differenza della maggior parte delle città americane, viaggiare in auto è spesso superfluo. E così, lasciandovi avvolgere dal suo fascino d’altri tempi, scoprirete cosa vedere e cosa fare, dal visitare il Museo d’Arte o il Museo Nazionale della Seconda Guerra Mondiale all’assistere a un concerto di musica dal vivo. D’altronde siete a New Orleans, la musica non può assolutamente mancare nel vostro itinerario.

Dove si trova New Orleans

New Orleans si trova nel sud degli Stati Uniti d’America, precisamente nello stato della Louisiana. Appartiene alla regione del delta del Mississippi ed è situata lungo entrambe le rive del fiume: i suoi quartieri più famosi, come il celebre Quartiere Francese, si trovano sulla riva sinistra.

Cosa vedere a New Orleans

Qui abbiamo raccolto le nostre scelte su cosa vedere a New Orleans, coprendo sia i classici che le attrattive più insolite, così da aiutarvi a pianificare al meglio il vostro viaggio.

I cimiteri di New Orleans

Potrebbe essere un po’ insolita come cosa da vedere a New Orleans, ma in realtà i suoi cimiteri rappresentano un luogo fondamentale per approfondire la storia della città. Le famose tombe e i mausolei sono realizzati fuori terra in marmo, una soluzione elaborata in passato per contrastare il problema del terreno umido e paludoso. Spesso chiamati ‘città dei morti’, offrono un’esperienza allo stesso tempo cupa e affascinante che, nei cimiteri più famosi, può essere vissuta in compagnia di una guida che vi racconterà con cura la storia del luogo.

I cimiteri a New Orleans sono tantissimi e, a meno che non siate storici appassionati al tema, visitarli tutti è quasi impossibile. Se volete vederne alcuni, potete cominciare dal St. Louis Cemetery, location del famoso film Easy Rider, dov’è presente la tomba di Marie Laveau, la Voodoo Queen di New Orleans. Se siete appassionati di musica, sicuramente vi piacerebbe visitare il Lafayette 2 dove sono sepolti tanti musicisti famosi come Edgar “Dooky” Chase Jr., Paul Barbarin, Danny Barker ed Ernie K-Doe.

St. Charles Avenue

Tra le strade più famose di New Orleans c’è St. Charles Avenue. Estendendosi attraverso due quartieri (sia il centro che Uptown), la strada, ricca di storia, è lunga più di otto chilometri e possiede una propria linea di tram che sicuramente avrete visto nella maggior parte delle foto scattate in città. Conosciuta come una delle arterie residenziali più importanti della città, qui sono presenti numerose dimore storiche che cominciarono a comparire a partire dal 1800.

Il viale alberato St. Charles Avenue, infatti, ospita case maestose risalenti al XIX e XX secolo, le quali sfoggiano facciate a doppia galleria e dettagli in stile neoclassico greco e italiano. Gli appassionati di architettura si entusiasmeranno per siti come Gallier Hall, The Elms Mansion e la Wedding Cake House all’angolo tra Rosa Park e St. Charles.

Tram New Orleans
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Il tram storico che percorre St. Charles Avenue

I musei della città

Nella città di New Orleans c’è un museo per tutti! All’interno delle loro sale potrete scoprire le storie dietro i costumi e la cultura del Mardi Gras (il Carnevale) o immergervi nella più grande collezione d’arte degli Stati Uniti del Sud. Nel Museo d’Arte di New Orleans, infatti, troverete splendide collezioni con opere francesi e americane, oltre che mostre itineranti che spaziano dalla moda ai media digitali. Il museo merita una visita anche solo per l’edificio in cui è ospitato, situato all’interno di City Park, imponente e grandioso con le sue pareti di alabastro e le colonne greco-romane.

Particolarmente interessante è anche il Backstreet Cultural Museum, situato in uno dei più antichi quartieri afroamericani del Paese. Tra le collezioni più interessanti citiamo quella dedicata alle maschere e ai costumi di Mardi Gras, riccamente decorate con paillettes e perline, dalle influenze africane e dei nativi americani. La collezione include anche informazioni e manufatti relativi ai funerali jazz, alle “second lines” e ai “social aid and pleasure clubs”. Le mostre sono principalmente permanenti, anche se si tratta di un archivio in continua crescita di costumi, manufatti, cimeli, fotografie e film.

Le case degli scrittori americani più famosi

Non solo musicisti, l’atmosfera di New Orleans ha attirato a sé anche alcuni dei più importanti scrittori americani. “A New Orleans sentivo un piacevole sentimento di libertà. Qui potevo riprendere fiato”, lo disse durante un’intervista Tennessee Williams che visse in un appartamento al 722 di Toulouse dal 1938 al 1939 (ora parte della Historic New Orleans Collection), e in una casa a schiera al 632 di St. Peter St. nel 1946-1947. È qui che scrisse l’opera teatrale “Un tram che si chiama Desiderio”. Successivamente, nel 1962, Williams acquistò una casa a schiera al 1014 di Dumaine St.

Tra gli altri scrittori che vissero a New Orleans citiamo George Washington Cable, Kate Chopin e William Faulkner, che qui scrisse il romanzo “La paga dei soldati” mentre viveva al 624 di Pirate’s Alley, vicino all’iconica Cattedrale di St. Louis.

Cosa fare a New Orleans

Non solo cose da vedere, New Orleans è una città che si vive anche e soprattutto attraverso diverse esperienze, dall’ascoltare un concerto di musica jazz ai tour a bordo dei suoi tram storici.

Partecipare a un tour guidato

Soprattutto se avete poco tempo, il modo ideale per scoprire la città è partecipando a un tour guidato. A New Orleans sono davvero tantissimi! Dai classici tour a piedi, grazie ai quali visiterete i luoghi principali, dal French Quarter al Garden District, da Lafayette Cemetery a Frenchman Street, a quelli più particolari e divertenti come il ghost tour e il voodoo tour, organizzati solitamente di sera per creare un’atmosfera più inquietante.

Se cercate un tour più rilassato, l’ideale è salire sul battello a vapore Natchez per una crociera giornaliera che vi permetterà di approfondire la storia di New Orleans e del fiume Mississippi. In base al tour scelto, potreste avere anche musica jazz dal vivo. Oppure, se è proprio la musica l’aspetto che vi interessa, potreste partecipare al New Orleans Music & Heritage Tour: la visita inizia alla Louisiana Music Factory e racchiude tre secoli di storia musicale approfondendo luoghi storici come il Royal Orleans Hotel, da sempre uno dei preferiti di Led Zeppelin, Jefferson Airplane e The Grateful Dead, il tutto con i brani chiave condivisi tramite un altoparlante bluetooth.

Battello a vapore New Orleans
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Il battello a vapore Natchez

Salire sui tram storici

Tra i mezzi migliori per vedere la città ci sono i tram storici. Questi sono ideali per esplorare in modo economico e confortevole le numerose aree di New Orleans. Ci sono quattro linee distinte, ognuna con partenza dal centro, che vi porteranno attraverso il Quartiere Francese e oltre, in luoghi che altrimenti potreste non avere l’opportunità di visitare se non avete abbastanza tempo a vostra disposizione.

Prima di salire, ricordatevi alcune informazioni utili: se pagate in contanti, è necessario avere il resto esatto. Per gli adulti, il biglietto costa 1,25 dollari a corsa (i bambini dai cinque anni alla scuola superiore pagano 0,50 dollari e gli anziani/passeggeri con disabilità 0,40 dollari). Se volete pagare senza contanti, potete scaricare Le Pass, l’app ufficiale della New Orleans RTA, per visualizzare i percorsi con aggiornamenti in tempo reale, acquistare pass e ottenere maggiori informazioni sull’accessibilità.

Assistere a un concerto di musica jazz

Se volete assistere a un concerto in uno dei luoghi più autentici della città, andate al The Spotted Cat Music Club. In questo piccolo bar avrete l’occasione di ascoltare quartetti e quintetti di ottoni, assoli di clarinetto e voci potenti e swing. Il venerdì e il sabato sera potrebbe essere un po’ affollato, i giorni feriali invece sono una buona occasione per avvicinarsi alla band senza troppa folla. L’ingresso è gratuito, ma è necessario consumare almeno una bevanda.

Entrare alla Preservation Hall

Bisogna arrivare in anticipo e avere un po’ di pazienza per riuscire ad aggiudicarsi questa esperienza, ma ne vale davvero la pena. All’interno di un fatiscente edificio su St. Peters Street, nello storico Quartiere Francese, si trova uno dei locali di musica più rispettati al mondo, considerato la casa spirituale del jazz di New Orleans: la Preservation Hall.

Si tratta di una piccola stanza quadrata con alcuni posti a sedere e un piccolo palco dove la Preservation Hall Jazz Band, custode delle tradizioni del jazz di New Orleans com’era nel suo periodo d’oro cento anni fa, suona quattro o cinque set incandescenti di un’ora ogni sera per le circa 100 persone che riempiono le panchine.

Salisburgo e le sue meraviglie tra bontà, Mozart e film memorabili

Quando si parla di viaggi in Austria, una delle prime destinazioni che salta alla mente di molti viaggiatori è Salisburgo. Tanti incontrano, per la prima volta, questa città grazie alle immagini di film come Tutti insieme appassionatamente che, proprio nel 2025, è arrivato al traguardo dei sessant’anni d’età. Per altri viaggiatori Salisburgo è sinonimo di grande musica classica, grazie al fatto di aver dato i natali a Mozart ed essere sede di un festival musicale che tutto il mondo le invidia. Musica e film a parte, Salisburgo è un luogo che ha molto da mostrare a chi decide di passare qualche giorno in città. Tra bellezze storiche, arte e quel pizzico di cose gustose che non mancano mai, Salisburgo saprà conquistare anche i viaggiatori con le aspettative più alte.

Come raggiungere Salisburgo dall’Italia

Salisburgo è semplice da raggiungere, soprattutto per chi vive nel Nord Italia. Da molte città, infatti, sono sufficienti cinque ore di viaggio in auto per arrivare da quelle parti. Chi ama viaggiare in treno non resterà deluso perché i tempi di percorrenza sono simili e i collegamenti – soprattutto da Verona Porta Nuova – sono giornalieri e attivi anche su più fasce orarie.

Chi parte da più distante, può approfittare di un volo per l’aeroporto internazionale di Salisburgo, dove atterrano sia compagnie di bandiera che low-cost. Salisburgo è collegata, attualmente, con Napoli, Olbia e Lamezia Terme. La programmazione dei voli è sempre in cambiamento: aggiunte e cambiamenti di destinazione potrebbero esserci di stagione in stagione.

Salisburgo e la sua storia di città-stato

Dalla fine della Prima Guerra Mondiale, Salisburgo è a tutti gli effetti parte dell’Austria. Sapevi che non è stato sempre così? Per praticamente più di mille anni, questa città ha lottato per mantenere il suo status di territorio indipendente. Da chi? Dalla vicinissima Germania e da tutto il resto dell’Impero degli Asburgo.

Venne definita città già alla fine del VIII Secolo, periodo in cui sfruttava già ampliamente il suo “oro bianco”: il sale, lo stesso elemento da cui nasce il suo nome. Salisburgo divenne presto una città-stato governata da un vescovo-principe. I tanti monasteri e chiese del centro sono testimonianza del fatto che appartenesse alla chiesa.

Il grande periodo di prosperità e ricchezza di Salisburgo arriva del XVII Secolo: i tanti palazzi barocchi della città lo testimoniano.  Il secolo dopo nacque Mozart e la fama di Salisburgo divenne immensa. Tutti la volevano così tanto che, nel 1921, venne fatto un referendum per far decidere agli abitanti se essere tedeschi o austriaci. Vinse l’Austria ma, poco tempo dopo, Salisburgo il primo territorio invaso dai tedeschi.

La storia della città è un leitmotiv che accompagna ogni viaggiatore, ancora oggi, in giro per le strade di Salisburgo, mostrando tutto il bello che tanti secoli di vita hanno lasciato sul territorio cittadino.

La fortezza di Hohensalzburg
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Il cortile interno della fortezza di Hohensalzburg

La Hohensalzburg : dove si ammira Salisburgo dall’alto

Sei a Salisburgo per la prima volta? Vai a visitare Hohensalzburg, ovvero la fortezza che domina dall’alto e dà una connotazione inconfondibile allo skyline della città. Entrare in questo luogo che fu, a lungo, un presidio militare e di difesa molto importante, ti permetterà di ammirare Salisburgo dall’alto e renderti conto della sua forma e delle sue caratteristiche.

La fortezza è in uso dal 1077 e venne fatta costruire proprio da un Vescovo-principe, durante un periodo particolarmente turbolento. Questo luogo di difesa subì varie ristrutturazioni e ampliamenti, arrivando alla forma attuale indicativamente nel XVI Secolo.

Una cosa bella della visita alla fortezza di Hohensalzburg è il fatto di poterla raggiungere con la funicale. Questa parte da un piccolo vialetto pedonale del centro città, luogo che rivela ancora un po’ dell’aspetto che Salisburgo aveva nel Medioevo. Chi vuole, però, può salire e scendere anche a piedi.

All’interno della fortezza, si possono visitare le stanze dei Principi e troverai anche un museo che mostra la storia di questa che è considerata una delle più grandi fortificazioni medievali europee. Il fiore all’occhiello di Hohensalzburg è proprio il panorama: aperto, immenso e pronto a mostrarti sia la città dall’alto che la celebre Nonntal, la valle delle monache (da cui il suo nome) dove si trovava il monastero dove viveva la celebre Maria Von Trapp, la cui storia vera ha ispirato “Tutti insieme appassionatamente”.

Per quanto riguarda i biglietti, esistono diverse opzioni che includono o meno la funicolare e l’accesso alle varie aree della fortezza. I prezzi possono variare ma, se hai la Salzburg Card, sia l’ingresso che la funicolare saranno gratuiti.

A casa del vescovo: Duomo e Residenz

Il Duomo di Salisburgo si chiama, in realtà, Cattedrale di San Ruperto e San Vigilio ma nessuno la nomina così. Per tutti è Der Dom, il duomo. Anch’esso parte fondamentale del tipico profilo di Salisburgo che possiamo ammirare in foto e cartoline.

Il Duomo di Salisburgo visibile attualmente è una grandissima chiesa barocca con degli interni capaci di strabiliare. Venne costruito dopo un grande incendio sullo stesso sito in cui, fin dal VIII Secolo, si sono susseguite chiese di varia misura e stile.

Collegata al duomo, c’è anche la Residenz, ovvero la residenza del Vescovo-principe: si tratta di un vero e proprio palazzo degno di un re, il cui allestimento attuale è dovuto al gusto estetico si deve a Wolf Dietrich von Reitenau, un vescovo vissuto nel 1600 e particolarmente interessato a rendere la sua casa un’opera d’arte.

Duomo e Residenza a Salisburgo
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L’area del Duomo e della Residenz a Salisburgo

A casa di Mozart: due luoghi da conoscere

Mozart è il più celebre tra gli abitanti di Salisburgo e, in città, esistono ancora due case in cui la famiglia Mozart ha vissuto. La prima è la Mozart Gerburtshaus, ovvero la casa natale del musicista. Si trova sulla Getreidegasse, via che ti racconteremo tra poco. Viene chiamata anche Hagenauer Haus e vi troverai un museo dedicato non solo a Wolfgang ma anche al padre e alla sorella Anna. La musica era passione comune in famiglia!

La seconda casa di Mozart si trova al nr. 8 di Makartplatz ed è la Wohnhaus, ovvero l’abitazione in cui la famiglia visse dal 1773 al 1787. Si trasferirono perché la casa in cui nacque Wolfgang era diventata troppo piccola. Questa abitazione è ricostruita: venne, infatti, distrutta da un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale. La città, però, teneva troppo a questo luogo e si decise di ricostruirlo secondo i disegni e la planimetria originali. Qui si tengono mostre temporanee e anche molti concerti.

Il cuore pedonale di Salisburgo: la Getreidegasse

La Getreidegasse è la via pedonale più famosa di Salisburgo e costituisce una l’arteria principale del centro storico. Questa via affascinante è conosciuta per le sue eleganti case medievali e le caratteristiche insegne in ferro battuto. Ogni negozio, infatti, deve avere un’insegna nello stile della via: non sono concesse eccezioni moderne e persino un celebre fast food si è dovuto adattare.

La Getreidegasse, come ti dicevamo, è la via in cui si trova la casa natale di Mozart e dove gran parte dei turisti passeggia e ammira le case più antiche di Salisburgo. Ai lati di questa via si aprono alcuni “passage, ovvero una sorta di passaggio segreto che perfette di fare delle scorciatoie attraverso i cortili delle case e arrivare, per esempio, dal lato opposto rispetto alla facciata sulla Getreidegasse. Mai perdersi un passage a Salisburgo: nascondono meraviglie da ammirare e fotografare.

La Getreidegasse a Salisburgo
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Le tipiche insegne della Getreidegasse

Il Mönchsberg e il suo ascensore

La fortezza non è stata abbastanza, per te, per ammirare Salisburgo dall’alto? Bene: prendi l’ascensore e raggiungi la terrazza panoramica del Mönchsberg. Le varie alture che circondano, molto da vicino, il centro storico di Salisburgo sono state tutte, in passato, di proprietà di confraternite religiose: per questo troverai nomi come Mönchsberg o Kapuzinerberg.  L’ascensore per il Mönchsberg parte da Anton-Neumayr-Platz ed è compreso nella Salzburg Card. Chi non la possiede, pagherà un biglietto di 4,60€ che comprende sia andata che discesa

Il Mönchsberg è un luogo speciale, non solo per il panorama. È anche sede di un museo di arte moderna davvero degno di nota, capace di stupire già dall’architettura che gli ha dato forma.

Il Petersfriedhof: il cimitero più antico di Salisburgo

Un luogo molto affascinante da vedere a Salisburgo è il Petersfriedhof, il cimitero che si trova nei pressi della chiesa di Sankt Peter, in pieno centro. È il più antico cimitero di Salisburgo e uno dei luoghi più suggestivi della città. Uno degli elementi più affascinanti del cimitero sono le catacombe scavate nella roccia dell’attiguo Mönchsberg.

Lo si visita gratuitamente e, al suo interno, si trovano alcune tombe barocche molto decorate, note soprattutto per le croci in ferro battuto particolarmente lavorate. Tra le personalità sepolte qui, potrai trovare Anna “Nannerl” Mozart, ovvero la sorella (amatissima) di Wolfgang.

I giardini dello Schloss Mirabell di Salisburgo
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I giardini dello Schloss Mirabell di Salisburgo

Dall’altro lato del Salzach: Lo Schloss Mirabell

Vuoi sapere da dove scattare la foto più bella dello skyline di Salisburgo? La risposta è semplice: dai giardini dello Schloss Mirabell. Si tratta di una delle attrazioni più affascinanti di Salisburgo. Fu costruito nel 1606 dall’arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau come residenza per la sua amante. In seguito, il castello fu ristrutturato in stile barocco e, successivamente, con un tocco più neoclassico dato che, nel 1818, un incendio lo danneggiò.

Perché lo Schloss Mirabell è così celebre? Semplice: è sempre merito di Tutti insieme appassionatamente. Nei giardini del castello, infatti, si svolge una delle scene più iconiche del film. Questo castello è ora sede dell’ufficio del sindaco di Salisburgo ma i giardini sono aperti a tutti e anche alcune sale sono visitabili. Il tutto sempre gratuitamente.

Il Sebastiansfriedhof: uno dei segreti di Salisburgo

Spesso, in viaggio, si cercano quei luoghi in cui non ci si trova proprio in compagnia di troppi altri viaggiatori. Salisburgo è una città molto amata dai turisti e potrebbe capitare, soprattutto visitando i posti più celebri, di trovarsi in compagnia di molte persone.

Questa cosa, di solito, non accade entrando nel Sebastiansfriedhof, un altro degli antichi cimiteri della città. Si trova dallo stesso lato della città dello Schloss Mirabell e, molto facilmente, lo incontrerai sulla tua strada per raggiungere i giardini del castello.

Questo cimitero ha un aspetto molto gotico e sembra quasi uscito da un romanzo. Fu aperto nel 1595 per volere dell’arcivescovo Wolf Dietrich von Raitenau, che desiderava un cimitero ispirato ai modelli italiani.

Tutta la famiglia Mozart (con esclusione di Wolfgang, che è al Zentralfriedhof di Vienna) è sepolta qui. Questo cimitero custodisce le spoglie di Paracelso, l’importante medico del periodo rinascimentale.

Cosa mangiare a Salisburgo: Bosna Wurst
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Bontà da mangiare a Salisburgo: il Bosna Wurst

Salisburgo per viaggiatori golosi

Quante cose si possono mangiare a Salisburgo? Tantissime e ce ne sono per tutti i gusti. Ogni locanda e chiosco di Salisburgo offre cucina tipica dell’area mitteleuropea: non mancherai di trovare Schnitzel di ogni tipo, così come strudel e torte pronte a farsi mangiare.

Ci sono tre particolarità da conoscere se hai voglia di scoprire l’essenza di Salisburgo a tavola. La prima ci porta dritti nella tradizione gastronomica dell’Impero Austro-Ungarico. Per via del commercio del sale, lungo il Salzach arrivavano genti di ogni parte dell’area sotto l’influenza degli Asburgo. Con i lavoratori dell’area balcanica è arrivato anche un panino che, ancora oggi, fa furore in città: si chiama Bosna ed è una delizia a base di wurst, cipolla e tante spezie.

La seconda delizia da conoscere a tavola a Salisburgo non è un piatto in sé, bensì un qualcosa che dà forte connotazione a un momento della giornata: la merenda. A Salisburgo troverai molte lavagne, fuori dai locali, che riportano la parola Jause. È quella che, in tedesco, si usa per la merenda. A Salisburgo si fa merenda con affettati locali, pane, qualche cetriolino e un po’ di formaggio.

Il cioccolatini – per dirla in modo esatto: le praline – sono qualcosa da assaggiare a Salisburgo. Tutti conoscono le Mozartkugeln ma pochi sanno che sono in ottima compagnia, soprattutto nella vetrina della pasticceria dove sono nate. Si tratta di Fürst Konditorei, fondata nel 1884 da Paul Fürst, un maestro pasticcere che nel 1890 inventò la famosa pralina di marzapane, pistacchio, nougat e cioccolato. La pasticceria produce le Mozartkugeln seguendo la ricetta originale e a mano, distinguendosi dalle versioni industriali che troviamo, di solito, ovunque. Le Mozartkugeln fatte artigianalmente hanno l’incarto argentato.

La pasticceria ha mantenuto il suo fascino storico e la sede principale si trova ancora in Brodgasse 13, nel cuore di Salisburgo. Quando entrerai lì dentro, non esitare ad assaggiare le praline dedicate a un altro celebre cittadino di Salisburgo: Christian Doppler.

Dove bere birra a Salisburgo
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Salisburgo è un luogo dove trovare ottima birra

Salisburgo per gli amanti della birra

Ami la birra e vuoi gustare qualcosa di molto buono in luogo unico? Salisburgo è la città giusta per te e lo è ancora di più il convento degli Agostiniani che trovi in città. Conosciuta come Augustiner Bräu, questo birrificio con annesso Biergarten (e, ricordiamolo, convento ancora attivo) è stato aperto nel 1621, ai piedi del Mönchsberg e, oggi, accoglie le persone dal primo pomeriggio fino a sera inoltrata.

La particolarità dell’Augustiner Bräu: si vende solo da bere. Per questo motivo, è possibile portarsi da mangiare dall’esterno e arrivare, addirittura, con il proprio cesto del pic-nic. All’interno dell’area del Biergarten sono stati dati in concessione degli spazi ad alcune attività di ristorazione, in modo da fornire cibo a vuole passare un bel momento in quel luogo così particolare.

Non c’è servizio al tavolo: si va in cassa e, dopo il pagamento, ti verrà consegnato il tuo boccale da far riempire con la birra che sceglierai. Ne vuoi un’altra? Torni in cassa, paghi, risciacqui da solo il tuo bicchiere e lo fai riempire nuovamente. Soprattutto con la bella stagione, trascorrere un tardo pomeriggio o una serata dall’ Augustiner Bräu di Salisburgo rappresenta un’esperienza indimenticabile.

Ora puoi visitare gratuitamente 5 palazzi storici (e privati) campani

In attesa della primavera, la Campania si conferma una terra di straordinaria bellezza e ricchezza culturale, pronta ad accogliere visitatori desiderosi di un’esperienza autentica e immersiva. Per il secondo anno prende il via “In dimora”, un’iniziativa che offre l’opportunità di conoscere gratuitamente alcune delle più belle e importanti dimore storiche della regione, comprese quelle private.

Grazie a questa iniziativa, il pubblico potrà varcare le soglie di residenze normalmente chiuse, partecipando a un viaggio tra storia, arte e musica che si snoderà dal mese di febbraio a marzo. Un’occasione unica per ammirare palazzi di pregio e riscoprirne il valore culturale e artistico, durante gli ultimi weekend che precedono l’arrivo della bella stagione.

“In dimora”, il progetto di riscoperta dei palazzi storici

L’iniziativa “In dimora” rientra nei Progetti Speciali in ambito culturale e turistico promossi dalla Regione Campania e finanziati attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali. L’obiettivo di questo progetto, oggi alla sua seconda edizione, è quello di valorizzare edifici di grande interesse storico – spesso poco conosciuti – e restituirli simbolicamente alla comunità.

Si tratta di un’iniziativa culturale a 360°: le aperture straordinarie, gratuite per il pubblico, sono infatti arricchite da visite guidate, concerti esclusivi e degustazioni, così da permettere ai visitatori di vivere questi spazi in maniera realmente immersiva. Ogni appuntamento sarà dunque accompagnato dalla performance di un artista, che renderà ciascuna visita un’esperienza multisensoriale e suggestiva.

Come sottolineato da Pantaleone Annunziata, amministratore unico di Scabec, “Questi edifici, pur essendo di proprietà privata, custodiscono un’eredità collettiva che merita di essere condivisa”. Ecco perché “In dimora” si preannuncia anche quest’anno come un appuntamento imperdibile per appassionati di storia, arte e tradizioni locali che si trovano in Campania.

Alcune delle dimore visitabili fino a marzo

Il viaggio prenderà il via sabato 22 e domenica 23 febbraio con l’apertura di Palazzo San Carlo a Santa Maria Capua Vetere (CE), un’elegante residenza settecentesca, unica casa-museo dedicata alla lirica napoletana. Qui i visitatori potranno immergersi nella storia della musica e scoprire l’eredità artistica legata a questo luogo. L’1 e il 2 marzo, invece, si apriranno le porte di Palazzo Mustilli a Sant’Agata de’ Goti (BN), situato nello splendido borgo medievale, che racconta la storia della viticoltura nel Sannio, testimoniando la tradizione vinicola di una delle zone più rinomate della Campania.

Dall’8 al 9 marzo, i visitatori potranno ammirare la neoclassica Villa Wenner a Pellezzano (SA), residenza appartenuta a una famiglia di imprenditori di origine svizzera, un esempio straordinario di architettura ottocentesca immersa nel verde della provincia salernitana. Il 15 e 16 marzo, l’itinerario proseguirà con Palazzo Iorio a Candida (AV), situato all’interno delle Tenute Casoli. Oggi cuore pulsante di una prestigiosa azienda vinicola, il palazzo ospita le cantine in cui i vini pregiati invecchiano e si affinano, costituendo quindi un’esperienza enologica di grande fascino.

Per l’ultimo appuntamento, in programma per il 29 e 30 marzo, tocca al Palazzo Capece a Caivano (NA) essere il protagonista, un edificio ottocentesco che custodisce al suo interno una straordinaria collezione di oggetti storici e artistici, che raccontano ai visitatori la storia di una famiglia e del suo legame con il territorio.

Nella Milano alternativa di Lucio Corsi, una città diversa che ti fa sentire a casa

Non avrà vinto Sanremo, ma una cosa è certa: Lucio Corsi ha decisamente conquistato tutti. Il cantautore toscano è salito sul palco portando la sua personalità spontanea e una canzone che è un vero e proprio elogio della normalità. “Volevo essere un duro” è la canzone di cui avevamo bisogno, con i suoi toni da ballata rock che raccontano una realtà in cui la maggior parte di noi sicuramente si ritrova.

“Ma l’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale​​”, cantava Lucio Dalla. E questa normalità, Lucio Corsi la esprime anche nella sua quotidianità. Nato nella Maremma, dopo il liceo si trasferisce a Milano dove comincia a frequentare luoghi che, nella loro genuinità, lo fanno sentire come a casa. Un microcosmo poco conosciuto da chi visita il capoluogo lombardo e da chi vede la città solo nella sua veste più moderna e di design.

In un’intervista su Twitch per AmazonMusicIT, Lucio Corsi ha rivelato, infatti, un inaspettato legame con una particolare zona della città: quella a nord di Milano.

Il rapporto di Lucio Corsi con i parchi milanesi

Lucio Corsi ha più volte dichiarato nelle sue interviste che non è un amante delle città. Lui, nato e cresciuto in una casa di campagna in Toscana senza avere nessuno nei paraggi, sente la mancanza degli spazi immensi che lo hanno accompagnato durante la sua infanzia e adolescenza. Milano, come ben sappiamo, di campagne ne ha ben poche e lo stesso musicista ha sottolineato come la città tenda a chiudere i parchi durante la notte e come possano sembrare ‘finti’, ma con delle eccezioni.

Il primo è Parco Nord, situato vicino a dove vive, considerato più ‘selvatico’ rispetto ai parchi più centrali, come il BAM. Il secondo è il parco di Porta Venezia, dove c’è il museo di Scienze Naturali. In generale, però, il pensiero di Lucio Corsi sui parchi è molto preciso, come ha dichiarato in un’intervista: “I parchi cittadini sono come uno zoo che rinchiude la campagna”.

La trattoria nel quartiere di Niguarda

Un altro luogo al quale Lucio Corsi è particolarmente affezionato è una trattoria situata nel quartiere di Niguarda, zona periferica a nord ovest di Milano che, proprio dopo le interviste rilasciate dal cantautore, sta vivendo un momento di popolarità.

L’Antica Trattoria Ambrosiana è il posto in cui ha dichiarato di sentirsi a casa tanto da volerla utilizzare come location per la conferenza stampa pre-Sanremo. Durante l’intervista, ha raccontato vari episodi che dimostrano l’affetto che prova per questo luogo e le persone che ci gravitano attorno, tanto che, alla domanda su cosa avrebbe fatto con i fiori ricevuti a Sanremo, il cantante ha risposto: “Devo portarne un po’ a Giusy, la cuoca della trattoria di Niguarda, una mia seconda famiglia a Milano. Me li ha chiesti e glieli porto con piacere”.

La trattoria, dall’aspetto rustico, rispecchia appieno l’atmosfera di famiglia che Lucio Corsi porta con sé in tutte le sue storie. Non a caso, infatti, ha raccontato più volte del ristorante della nonna a Macchiascandona, nella campagna maremmana, e del fatto di essere cresciuto in un ambiente domestico accogliente composto da sole donne.

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