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Nascosto tra laguna e mare, c’è un castello che racconta il volto più autentico dell’Albania: Ali Pasha

Pare quasi di entrare con il corpo in una pagina di storia antica. Sì, è proprio questa la sensazione che trasmette il Castello di Ali Pasha, una piccola fortezza adagiata su un isolotto alla foce del canale di Vivari, nel cuore del Parco Nazionale di Butrinto. Siamo in Albania, in un tratto del Paese in cui l’ambiente rende il tutto assolutamente speciale: da una parte il lago di Butrinto, dall’altra il Mar Ionio, mentre davanti agli occhi si apre lo stretto di Corfù.

In sostanza, chiunque controllasse questo tratto d’acqua aveva la possibilità di sorvegliare l’ingresso verso il lago, le attività della pesca, le imbarcazioni mercantili e gli spostamenti militari lungo una delle rotte più importanti del Mediterraneo orientale. E in questo contesto il castello si presenta come una costruzione compatta perfettamente integrata nel territorio. Pietra chiara, mura robuste e torri emergono dalla vegetazione con naturalezza, quasi appartenessero da sempre alla laguna.

Il nome richiama, invece, Ali Pasha di Tepelenë, figura tra le più influenti dei Balcani tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Proprio lui trasformò la struttura in un presidio militare in grado di controllare l’accesso al lago di Butrinto, lasciando un’impronta ancora oggi ben visibile.

Breve storia e leggende del Castello di Ali Pasha

Le origini del castello precedono lo stesso Ali Pasha: la prima struttura nacque durante il dominio della Repubblica di Venezia, tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo secondo alcune fonti, oppure tra il XVII e il XVIII secolo secondo gli studi archeologici più recenti. In entrambi i casi la funzione rimase identica, ovvero quella di difendere gli interessi veneziani attorno a Butrinto, ricco di risorse naturali, oliveti, pascoli e attività legate alla pesca.

All’epoca la zona rappresentava una preziosa porta d’accesso verso Corfù, territorio veneziano dal 1386. Una semplice casa fortificata sorvegliava il canale, offrendo protezione ai proprietari terrieri e garantendo il controllo delle acque circostanti. Il destino cambiò radicalmente nel 1804, quando dopo la caduta della Serenissima e una breve presenza francese, Ali Pasha conquistò l’area, inserendola nel vasto territorio amministrato da Ioannina. Ambizioso, abile diplomatico e straordinario stratega militare, trasformò il piccolo edificio veneziano in una vera fortificazione.

Le ricerche archeologiche hanno individuato almeno 4 campagne di ampliamento durante il suo governo. Le mura vennero rialzate, comparvero torri più massicce, le difese furono rinforzate con bastioni inclinati e vennero installate batterie di cannoni rivolte verso la baia e l’imboccatura del canale. Anche l’edificio centrale acquisì un piano aggiuntivo, mentre nuovi ambienti completarono il cortile interno. Ciò vuol dire che nel giro di pochi anni una modesta costruzione agricola si convertì in una macchina difensiva progettata per respingere eventuali attacchi navali.

L’assassinio di Ali Pasha nel 1822 segnò anche il declino della fortezza. Priva del suo principale sostenitore, perse gradualmente importanza strategica. Alcune strutture andarono incontro al degrado, altre vennero adattate alle necessità dei pescatori locali, mentre la vegetazione riconquistò lentamente gli spazi.

Attorno al personaggio di Ali Pasha si sono sviluppate numerose leggende: cronache popolari lo descrivono tanto spietato quanto raffinato, molto abile ad alternare dure campagne militari a un sincero interesse per arte, architettura e commercio. Il soprannome di Leone di Giannina testimonia ancora oggi il carisma che esercitò sull’intera regione balcanica.

Come funziona la visita al Castello di Ali Pasha e cosa vedere

Il solo raggiungere questo angolo sospeso d’Albania rappresenta già una parte dell’esperienza. Come è possibile intuire dalla sua posizione, non esistono strade che conducono direttamente fino alle mura. Serve una breve traversata in barca attraversa il canale di Vivari, che però regala prospettive sempre nuove sulla laguna e sulla vegetazione del Parco Nazionale di Butrinto.

Durante la navigazione lo sguardo abbraccia un ambiente ricchissimo dal punto di vista naturalistico: acque salmastre, canneti, boschi mediterranei e numerose specie di uccelli fanno da cornice a una delle aree protette più importanti del Paese. Appena sbarcati, la fortezza rivela tutta la sua essenzialità. Le mura esterne conservano ancora l’imponente spessore pensato per resistere ai colpi dell’artiglieria. Le torri raccontano chiaramente le diverse fasi costruttive, frutto delle modifiche volute da Ali Pasha.

Il corpo centrale mantiene ancora la disposizione originaria dell’antica casa fortificata veneziana. Gli archeologi ritengono che uno degli ambienti al piano inferiore fosse collegato direttamente all’acqua e funzionasse da piccolo approdo nascosto, ideale per far entrare una barca lontano da occhi indiscreti.

L’interno presenta pochi elementi decorativi, caratteristica tipica di un edificio concepito principalmente per esigenze militari. Proprio questa semplicità rende più facile immaginare la vita della guarnigione, tra turni di sorveglianza, manutenzione delle difese e controllo continuo delle imbarcazioni in transito.

Gran parte del fascino deriva anche dal panorama: dalle mura si distinguono chiaramente il lago di Butrinto, la foce del canale, il profilo verde del parco nazionale e, nelle giornate limpide, la costa dell’isola greca di Corfù. Pochi metri separano due Stati, due culture e una storia condivisa che attraversa secoli di commerci, conflitti e incontri.

Chi dedica tempo anche al territorio circostante può proseguire la giornata visitando l’antica città di Butrinto, sito UNESCO ricco di testimonianze greche, romane, bizantine e veneziane.

Dove si trova e come arrivare

Il Castello di Ali Pasha si trova nel Parco Nazionale di Butrinto, nel sud dell’Albania, pochi chilometri a sud di Ksamil e circa 20 km da Saranda. L’isolotto occupa la foce del canale di Vivari, passaggio naturale che collega il lago di Butrinto al Mar Ionio. L’itinerario più semplice parte da Saranda lungo la strada SH81 in direzione Butrinto. Dopo circa 30 minuti si raggiunge il parcheggio situato accanto all’ingresso del sito archeologico. Proprio qui alcuni barcaioli organizzano brevi traversate verso la fortezza con un viaggio che dura pochi minuti.

Chi preferisce i mezzi pubblici può utilizzare gli autobus diretti da Saranda a Butrinto, attivi con corse frequenti durante la stagione turistica. Una volta arrivati nei pressi dell’ingresso del parco, il punto d’imbarco si trova a brevissima distanza. L’accesso alla fortezza risulta libero, mentre il costo riguarda esclusivamente il servizio in barca.

Castello di Ali Pasha, Butrinto
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Veduta dall’alto del Castello di Ali Pasha

Tra acqua dolce e mare aperto, tra Venezia e Impero Ottomano, tra natura protetta e memoria storica, il Castello di Ali Pasha custodisce una delle pagine meno conosciute dell’Albania.

Grama Bay, la baia selvaggia in Albania tra scogliere, storia e trekking vista mare

Quella di cui vi parliamo in questo articolo non è la solita Albania. Affacciata sul Mar Ionio e protetta dalle imponenti falesie della Penisola di Karaburun, Grama Bay è uno dei luoghi più spettacolari e tuttavia ancora meno noti del Paese. Fino a pochi anni fa era conosciuta soprattutto dagli appassionati di trekking e dai navigatori, mentre oggi è finita sotto i riflettori internazionali grazie al riconoscimento ottenuto nella classifica Europe – World’s 50 Best Beaches 2026, che l’ha inserita tra le spiagge più belle del continente.

Merito di un paesaggio ancora incontaminato, dove l’acqua cristallina incontra alte pareti di roccia calcarea, grotte marine e una natura protetta che conserva il fascino più autentico della Riviera Albanese. Raggiungerla richiede un po’ di organizzazione, ma è proprio questo a renderla una delle mete più attrattive per chi desidera vivere un’esperienza lontana dalle spiagge più affollate.

Cosa fare e vedere a Grama Bay

Il primo impatto quando ci si trova davanti al profilo di Grama Bay è quello con il mare dalle incredibili sfumature turchesi, che fa subito venir voglia di tuffarsi, nuotare e fare snorkeling grazie alla trasparenza dell’acqua e ai fondali ricchi di fauna marina.

Uno dei motivi per cui questa baia in Albania è così apprezzata ed è stata premiata di recente sono indubbiamente le numerose grotte marine che punteggiano la costa. Molte di queste possono essere raggiunte esclusivamente via mare, in kayak o durante le escursioni in barca che partono dalle principali località della Riviera Albanese. L’escursione, inoltre, risulta particolarmente suggestiva, soprattutto per via dei giochi di luce che si creano all’interno delle cavità naturali.

Oltre ai suoi tesori naturalistici, Grama Bay custodisce anche un importante patrimonio storico. Il suo nome infatti deriva dal termine greco gramma, “lettera”, perché per secoli marinai greci, romani e bizantini utilizzavano la baia come riparo durante le tempeste, incidendo sulle pareti rocciose nomi, simboli e iscrizioni votive. Ancora oggi è possibile osservare centinaia di queste incisioni, considerate tra le testimonianze storiche costiere più significative dell’Albania.

E a proposito del trekking per cui fino ad oggi è stata nota la zona, gli amanti della natura possono percorrere i sentieri che si sviluppano sopra la baia e raggiungere alcuni punti panoramici da cui ammirare il contrasto tra il bianco delle scogliere e il blu intenso del Mar Ionio, particolarmente spettacolare al tramonto. Chi desidera vivere un’esperienza ancora più immersiva sceglie spesso di fermarsi per una notte in campeggio libero, una pratica diffusa tra gli escursionisti, sempre nel rispetto dell’ambiente e dell’area protetta.

Dove si trova e come raggiungerla

Grama Bay si trova sulla costa occidentale della Penisola di Karaburun, all’interno del Parco Nazionale Marino Karaburun-Sazan, una delle aree naturalistiche più importanti dell’Albania. La baia è completamente isolata e non è collegata da strade, caratteristica che ha contribuito a preservarne l’integrità paesaggistica. Il modo più semplice per raggiungerla è partecipare a un’escursione in barca con partenza da località come Dhërmi, Himarë o Valona.

Per chi ama il trekking esiste anche un itinerario panoramico che parte da Palasë e attraversa i sentieri della Penisola di Karaburun. Il percorso richiede diverse ore di cammino ed è consigliato a escursionisti con un minimo di esperienza, ma regala viste spettacolari lungo tutto il tragitto.

Data la totale assenza di servizi, è consigliabile arrivare ben equipaggiati con acqua, protezione solare, scarpe adatte agli scogli e, per chi desidera fare snorkeling, tutta l’attrezzatura necessaria. Il periodo migliore per visitare Grama Bay va da giugno a settembre.

Estate nelle isole greche fuori dai radar: quale scegliere con le nuove offerte easyJet

Scegliere le migliori isole greche per la vostra fuga nel Mediterraneo può rivelarsi una vera sfida. Con ben 227 isole abitate disseminate tra il Mar Egeo, lo Ionio e il Mar Libico, capire da dove iniziare non è affatto semplice. Non si tratta solo dell’imbarazzo della scelta: ogni meta ha un’anima completamente diversa dalle altre.

Per scegliere, però, potete valutare anche i voli più convenienti. easyJet, per esempio, ha appena lanciato una nuova offerta che vi permetterà di volare nelle più belle destinazioni della Grecia con biglietti scontati del 15%.

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Palizzi, in Calabria, è il bellissimo borgo che segna l’inizio d’Italia

Nella punta meridionale della Calabria ionica, in provincia di Reggio Calabria, per la precisione nel territorio grecanico che conserva memorie linguistiche e culturali legate al mondo ellenico, resiste allo scorrere del tempo Palizzi. No, non è un luogo qualsiasi, perché questo è il borgo da cui comincia l’Italia. Tale fascia di terra, infatti, rappresenta il comune più meridionale della Penisola.

Non è di certo la sua unica particolarità, perché a colpire chi lo vista è pure il suo paesaggio: da una parte il mare Ionio, limpido e largo; dall’altra colline aride, valloni profondi, costoni d’arenaria, filari di vite e montagne che annunciano l’Aspromonte meridionale. In mezzo c’è lui, un paese che sale verso l’alto.

Palizzi si divide in 4 nuclei principali: Palizzi Marina lungo la costa, Palizzi Superiore arroccato sulla roccia, Pietrapennata tra panorami montani e Spropoli vicino al litorale. Il cuore emotivo resta il borgo alto, medievale, stretto sotto un castello poderoso che domina case, gradinate e vicoli. E poi c’è anche un altro orgoglio, ovvero il vino rosso locale chiamato Palizzi IGT, che risulta intenso e generoso. Non stupisce, quindi, che il paese sia conosciuto anche come Città del Vino.

Cosa vedere a Palizzi

La struttura urbana di questo borgo della Calabria ricalca perfettamente la gerarchia medievale, con il castello che domina l’abitato fungendo da vertice di una piramide di roccia. Le case sembrano quasi colare lungo le pareti della montagna, collegate da una rete di vicoli che si attorcigliano attorno ai rilievi naturali.

Palizzi, tra le altre cose, va osservato nel suo rapporto con la rupe, con il vuoto attorno e con il mare lontano che appare all’improvviso tra una casa e l’altra.

Castello di Palizzi

Simbolo assoluto del borgo, il castello si alza su un gigantesco sperone roccioso a circa 300 metri sul livello del mare. La posizione basta a spiegare il suo valore strategico nei secoli segnati da assalti, rivalità feudali e incursioni dal mare. Le origini medievali rimandano tra XIII e XIV secolo, con interventi successivi dei Ruffo, dei Colonna, degli Arduino e dei De Blasio.

Il risultato è un edificio stratificato, metà fortezza e metà residenza signorile. Recentemente restaurato, mostra oggi murature consolidate, una scenografica volta a crociera ricostruita nell’androne, tetti in castagno e raffinati interni in cotto e legno che rendono gli spazi storici pronti per ospitare eventi culturali e visitatori.

Centro storico di Palizzi Superiore

Il borgo antico pare cesellato nella pietra: case addossate l’una all’altra, passaggi stretti, gradini senza tregua e architetture adattate alla pendenza. Molte abitazioni mostrano soluzioni costruttive pensate contro i terremoti, frutto di esperienza accumulata nei secoli. Tra una salita e l’altra si aprono scorci improvvisi sulla vallata e sul blu dello Ionio che incantano davvero.

Chiesa di Sant’Anna

Affacciata sulla piazza principale, la Chiesa di Sant’Anna rappresenta il centro religioso del paese alto. Custodisce statue lignee e marmoree di pregio, tra cui opere cinquecentesche e la figura di Sant’Anna commissionata nel 1827. Il suo elemento distintivo, però, è la cupola di gusto bizantino, percepibile anche all’esterno.

I Catoj

Tra gli spazi più affascinanti del nucleo antico figurano i Catoj, ambienti seminterrati scavati o ricavati sotto le abitazioni. Servivano per conservare derrate alimentari, botti e strumenti agricoli grazie alla temperatura stabile. Oggi rappresentano una memoria concreta della vita contadina e vinicola locale.

Pietrapennata

Pietrapennata è una frazione posta a quota 673 metri che regala un volto diverso del territorio in cui il paesaggio cambia ritmo, per farsi più severo e montano. Alla zona si lega la devozione alla Madonna dell’Alica, venerata da secoli.

Palizzi Marina e Torre Mozza

Sul litorale sorge la parte più recente e popolosa del comune. Spiaggia a conca, alternanza di sabbia e ciottoli chiari, acqua trasparente e atmosfera tranquilla anche in estate. A ricordare il passato costiero resta invece Torre Mozza, una costruzione difensiva del 1595, mutilata nella parte superiore.

Palizzi Marina, Calabria
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La frazione di Palizzi Marina

I Calanchi Bianchi

Queste formazioni geologiche circondano l’abitato trasformando il paesaggio in uno scenario lunare. Trattasi di profonde incisioni prodotte dall’acqua piovana su rocce argillose, che creano creste affilate e canaloni d’un bianco latteo.

Sotto la luce del tramonto, le colline sembrano brillare di luce propria, regalando un contrasto cromatico violento con l’azzurro del mar Ionio visibile in lontananza.

Cosa fare a Palizzi

Attraversare Palizzi è quasi come partecipare a un rito collettivo legato alla terra, specialmente durante il periodo della vendemmia. Più che collezionare tappe, infatti, conviene lasciarsi prendere dai silenzi, dal profumo di mosto, dal sale nell’aria e dalla pietra scaldata dal sole. Tra le migliori esperienze da fare:

  • Salire al borgo alto nelle prime ore del mattino: la luce radente accende muri e scalinate, mentre la vallata resta ancora quieta.
  • Assaggiare il Palizzi IGT in una cantina locale: rosso strutturato, profondo e nato da vigne battute dal sole e dalla brezza ionica.
  • Provare la cucina del territorio: pasta al nero di seppia sul mare, carni caprine nell’interno, formaggi stagionati e conserve casalinghe raccontano due anime gastronomiche.
  • Raggiungere un punto panoramico verso lo Ionio: nei giorni limpidi l’orizzonte sembra infinito e la costa appare tagliata con precisione.
  • Visitare il paese durante le feste estive: piene di musica popolare, incontri serali, vino e strade vive che restituiscono un volto caloroso e conviviale.
  • Osservare il litorale legato alla Caretta Caretta: questo tratto di costa rientra nelle aree di nidificazione della tartaruga marina, presenza preziosa del Mediterraneo.
  • Fotografare il castello al tramonto: le murature assumono toni ramati e la rupe acquista un profilo drammatico.

Dove si trova e come arrivare

Il borgo di Palizzi si trova nella Calabria meridionale ionica, circa 60 km a sud-est di Reggio Calabria, lungo il tratto finale della Penisola italiana. Chi arriva in auto percorre la SS 106 Jonica, arteria principale della costa, con uscita verso Palizzi Marina. Da lì una strada interna sale in direzione Palizzi Superiore tra vigneti e valloni.

In treno si può utilizzare la linea ionica con fermata a Palizzi Marina, utile per chi desidera base sul mare. Gli aeroporti più pratici sono Reggio Calabria e Lamezia Terme, da dove poi è necessario il trasferimento su strada o ferrovia.

Il consiglio è quello di fermarsi almeno una notte, perché Palizzi cambia volto tra alba, pomeriggio assolato e sera ventosa. In poche ore si visita, mentre in più tempo si capisce davvero.

Lo squarcio d’azzurro nelle viscere di Cefalonia: un viaggio nella Grotta di Melissani

L’affascinante isola di Cefalonia, in Grecia, attira migliaia di viaggiatori ogni anno per le sue spiagge abbaglianti. Se da un lato quello appena scritto è un fatto certo, dall’altro è anche una semplificazione: questa perla del Mar Ionio conserva un volto nascosto, che però si trova nelle viscere della Terra. A pochi chilometri da Sami, nell’area di Karavomilos, si apre una fenditura nel suolo che conduce verso uno dei fenomeni naturali più sorprendenti dell’arcipelago. Si chiama Grotta di Melissani e già al primo sguardo rimane profondamente impressa.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, dovete immaginare un soffitto di roccia calcarea che cede sotto il peso dei secoli, aprendo una finestra ovale direttamente verso il cielo. Poi ancora dovete pensare alla luce solare, che precipita verticalmente dentro una sorta di imbuto naturale, fino a colpire una massa d’acqua dolce e salata (non è uno scherzo) che reagisce accendendosi di un blu elettrico quasi soprannaturale.

Sì, avete capito bene! Questa cavità cela un lago racchiuso da pareti calcaree, ma ciò che ancora non vi abbiamo svelato è che sono alte fino a 36 metri. Scoperta nel 1951 dallo speleologo Giannis Petrochilos insieme alla moglie Anna, la caverna rivelò subito una doppia anima: meraviglia geologica da una parte, santuario antico dall’altra. Durante ricerche successive, infatti, l’archeologo Spyridon Marinatos individuò sul suo isolotto centrale tracce di culto risalenti al IV e III secolo a.C. Lucerne, piatti in terracotta con figure danzanti e persino una statuetta del dio Pan.

Formazione e caratteristiche

Melissani porta anche un soprannome evocativo: Grotta delle Ninfe. Tale appellativo riflette perfettamente la dimensione sacrale attribuita al posto in età classica. Per gli abitanti dell’isola, infatti, l’acqua sotterranea rappresentava una forza misteriosa, degna di venerazione.

Melissani, Cefalonia
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La Grotta di Melissani vista dall’alto

In realtà, questa caverna di Cefalonia costituisce un esempio compiuto di fenomeno carsico, ovvero un processo meccanico e chimico chiamato carsificazione. L’acqua piovana, arricchita di anidride carbonica, penetra nelle fratture del calcare e nel tempo dissolve la roccia. Cavità inizialmente piccole si ampliano fino a generare ambienti spettacolari.

L’intero sistema sotterraneo supera i 3 chilometri di sviluppo. La sala principale misura più o meno 160 metri in lunghezza e 40 in larghezza, mentre l’altezza massima è di 36 metri. Al centro, come vi abbiamo accennato precedentemente, emerge un isolotto lungo una trentina di metri, elemento che divide la grotta in due camere distinte.

Non mancano stalattiti, che da migliaia di anni pendono dalle pareti con forme irregolari. Alcune assumono sagome curiose, talvolta ricordano delfini, figura presente nella mitologia greca. Ma non è finita qui, perché è anche l’acqua del lago di questo gioiello della Grecia a possedere una composizione particolare: è un bacino salmastro costituito approssimativamente per il 60% da acqua marina e il 40% da acqua dolce. Non vi sorprenderà sapere che l’origine di questa miscela affascinò studiosi per decenni.

A nord di Argostoli si trova l’area chiamata Katavothres, termine greco che indica inghiottitoi. In quel punto il mare scompare nel sottosuolo attraversando fenditure naturali. Nel 1963 geologi austriaci versarono del colorante nelle acque di Katavothres per tracciarne il percorso. Dopo circa 14 giorni, il tracciante riapparve proprio a Melissani, un metro sopra il livello del mare: è la dimostrazione concreta di un sistema idrico sotterraneo che attraversa l’isola da ovest a est prima di tornare al mare.

La leggenda della ninfa Melissanthi

Un posto così magnetico non poteva non essere avvolto da una particolare leggenda. Secondo il racconto popolare, una naiade chiamata Melissanthi abitava la grotta. Le ninfe nella tradizione greca rappresentano spiriti femminili connessi a sorgenti, fiumi, boschi e grotte. Creature giovani, affascinanti e, soprattutto, compagne degli dei.

Melissanthi si innamorò di Pan, divinità metà uomo e metà capra, simbolo di istinto e natura selvaggia, ma egli respinse quel sentimento. Fu così che la ninfa, travolta dal dolore, si gettò nel lago ponendo fine alla propria vita. Da quel gesto deriverebbe il nome Melissani, trasformazione linguistica del nome originario. Il mito trova un’eco nei reperti rinvenuti sull’isolotto centrale, come piatti decorati con ninfe danzanti e una figurina del dio Pan.

Come funziona la visita alla Grotta di Melissani

La grotta è certamente visitabile e l’accesso avviene tramite un tunnel realizzato nel 1963 per rendere il sito fruibile al pubblico. Si tratta di un corridoio inclinato che conduce a una piattaforma in legno. Da lì partono piccole barche a remi condotte da barcaioli esperti per un tour che dura circa 15 o 20 minuti.

L’imbarcazione avanza prima nella sala illuminata e, se il sole è alto (tra le 11:00 e le 14:00), il raggio centrale trasforma l’acqua in una lastra brillante, con il colore che varia anche attraverso il movimento delle nuvole. In giornate coperte l’effetto si attenua, e le tonalità diventano inevitabilmente più scure.

Si passa poi a un passaggio stretto lungo l’isolotto, il quale introduce nella seconda camera. Qui la luce naturale diminuisce e dominano sfumature verdi e grigie. Le stalattiti scendono a grappoli, alcune sottili come aghi, altre massicce. Curiosa è anche l’eco, che amplifica parole e risate dando vita a un sottofondo quasi teatrale.

In primavera ed estate l’apertura è quotidiana dalle prime ore del mattino fino al tardo pomeriggio o sera (vi consigliamo comunque di controllare i siti di riferimento perché l’orario può sempre cambiare), ma è bene sapere che periodi nuvolosi o piogge intense possono influire sull’esperienza visiva.

Come arrivare

La magnifica Grotta di Melissani si colloca tra Sami e Agia Efimia, lungo la costa orientale di Cefalonia. La distanza da Sami è di circa 2 chilometri verso nord-ovest, nei pressi del villaggio di Karavomilos. Provenendo da Argostoli si segue la strada costiera in direzione Sami, poi si svolta a sinistra poco prima del centro abitato seguendo indicazioni chiare. Un breve ponte e pochi metri conducono al parcheggio.

Il trasporto pubblico è disponibile durante stagione turistica, ovvero autobus KTEL con fermata a Karavomilos. Diverse agenzie organizzano escursioni giornaliere che includono anche la Grotta di Drogarati, altra cavità celebre caratterizzata da imponenti stalagmiti.

Infine, è importante sapere che uscendo all’aperto gli occhi impiegano qualche istante per riabituarsi alla luminosità ordinaria. Sensazione che rimane, anche perché è un azzurro che appartiene soltanto a questo straordinario lago sotterraneo.

Cosa vedere a Gallipoli, il borgo sul mare più affascinante del Salento

Affacciata sulle acque turchesi del Mar Ionio, Gallipoli è una di quelle destinazioni che sanno conquistare fin dal primo sguardo. Nel cuore del Salento, racchiude un patrimonio di storia, arte e tradizioni che convive con il fascino irresistibile del mare: le antiche mura, i palazzi nobiliari, le chiese barocche e le spiagge dorate ne fanno un vero e proprio paradiso a cielo aperto.

Dal centro storico arroccato su un’isola collegata alla terraferma da un ponte seicentesco, alle lunghe distese di sabbia che si aprono lungo la costa, fino a candidi vicoli illuminati dal sole, profumo di salsedine e tavole imbandite di specialità, il borgo pugliese rivela un carattere autentico e vivace, una delle mete più amate, capace di offrire tutto ciò che serve per una vacanza memorabile.

Cosa vedere a Gallipoli

Il punto di partenza ideale per scoprire Gallipoli è senza dubbio il suo affascinante centro storico, un dedalo di stradine lastricate che si snoda sull’isola collegata alla terraferma da un ponte del Seicento, tra cortili nascosti, archi in pietra e case che riflettono la luce del mare.

Le vie custodiscono splendidi palazzi nobiliari che raccontano un passato prestigioso: Palazzo Tafuri, Palazzo Pirelli, Palazzo Specolizzi e Palazzo Venneri, eleganti dimore che testimoniano l’importanza commerciale e culturale di Gallipoli nei secoli passati. Passeggiando al loro cospetto si percepisce ancora l’atmosfera di una città che per lungo tempo fu un importante porto del Mediterraneo.

Tra i monumenti più significativi spicca poi la Basilica di Sant’Agata, autentico capolavoro del barocco salentino e uno dei simboli più rappresentativi: sorge sui resti di una precedente chiesa medievale distrutta nel 1126 e si distingue subito per l’imponente facciata in carparo, la pietra tipica del territorio. Le decorazioni elaborate, le nicchie con le statue dei santi e la torre civica rendono l’esterno della basilica scenografico e ricco di dettagli.

Non appena varcata la soglia, si rimane colpiti dalla maestosità della struttura a tre navate, scandite da dodici colonne doriche che convogliano lo sguardo verso l’altare maggiore. Si susseguono dodici altari barocchi finemente decorati, impreziositi da fregi, stucchi e opere pittoriche. Tra gli elementi più sorprendenti, la grande tela dedicata al Martirio di Sant’Agata, un’imponente opera che domina l’altare maggiore in un’atmosfera solenne e suggestiva.

Un’altra tappa imperdibile è il Castello Angioino Aragonese, una fortezza scenografica che sembra emergere dalle acque che la delimitano come in un abbraccio. L’attuale struttura fu costruita dagli Angioini nel XV secolo sui resti di una precedente fortificazione medievale e in seguito ampliata dagli Aragonesi nel XVI secolo per rafforzare il sistema difensivo.

Veduta del Castello Angioino Aragonese a Gallipoli, Puglia
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Il magnifico Castello Angioino Aragonese

Il castello si distingue per le possenti torri circolari e per la posizione strategica all’ingresso del centro storico. All’interno si sviluppa un intricato percorso di sale monumentali con volte a botte e a crociera, corridoi e ambienti che illustrano la storia militare cittadina. Tra gli spazi più interessanti va menzionata la Torre del Rivellino, che durante la stagione estiva si trasforma in un affascinante cinema all’aperto. Dalle mura della fortezza si apre inoltre una vista senza parti su Gallipoli e sullo Ionio, uno dei panorami più emozionanti che si possano immaginare.

Le spiagge più incantevoli

Il fascino di Gallipoli non si esaurisce certo tra monumenti e vicoli storici: il borgo è infatti celebre anche per le spiagge da sogno, che negli anni hanno contribuito a renderla una delle destinazioni balneari più amate del Salento.

Tra le località più rinomate troviamo Punta della Suina e Punta Pizzo, due autentici paradisi naturali spesso soprannominati i “Caraibi dello Ionio” per la bellezza delle loro acque cristalline e della sabbia chiara: insieme all’Isola di Sant’Andrea, fanno parte di un grande parco naturale protetto dove il mare incontaminato si alterna a pinete e tratti di macchia mediterranea. La meta ideale per trascorrere giornate di totale relax tra bagni rigeneranti e passeggiate all’ombra degli alberi, immersi nei profumi della macchia mediterranea.

Spiaggia e mare a Punta Pizzo, Gallipoli, Puglia
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Tutto il fascino del mare a Punta Pizzo

Anche le spiagge cittadine riservano piacevoli sorprese. Nel cuore del centro storico si trova la Spiaggia della Purità, l’unico arenile nel perimetro della città vecchia: piccola ma ineguagliabile, è particolarmente amata dagli abitanti e rappresenta uno degli scorci più fotografati di Gallipoli, con la sabbia dorata che si stende ai piedi delle mura storiche.

Lasciando il borgo antico si incontrano lunghi tratti di costa sabbiosa sia a nord che a sud della città moderna: procedendo verso sud lungo il Lungomare Galilei si raggiunge Lido San Giovanni, una spiaggia ampia e accogliente ancora all’interno del territorio comunale. Poco più avanti si apre la celebre Baia Verde, una delle zone più animate della costa, dove lidi attrezzati e tratti di spiaggia libera si alternano lungo un mare limpido e poco profondo.

A nord, invece, si estende una lunga striscia di sabbia che dalla pineta di Rivabella arriva fino a Lido Conchiglie: questo tratto di costa offre un ambiente naturale oltremodo piacevole, con ampie spiagge sabbiose e fondali trasparenti perfetti per nuotare o semplicemente rilassarsi al sole. Tra Rivabella e Gallipoli la costa assume invece un profilo più roccioso, caratterizzato da piccole calette e anfratti nascosti dove è possibile scovare angoli tranquilli e meno frequentati, un edene per chi cerca un contatto più autentico con la natura.

Dove si trova e come raggiungerla

Gallipoli si trova sulla costa occidentale della penisola salentina, in Puglia, affacciata sul Mar Ionio. La sua posizione la rende facilmente raggiungibile sia in auto sia con i mezzi pubblici.

Se arrivate dal Nord o dal Centro Italia potete percorrere l’autostrada A14 oppure la A16 fino a Bari Nord. Da qui si prosegue sulla superstrada Brindisi–Lecce fino allo svincolo della Tangenziale Ovest in direzione Gallipoli. Una volta imboccata la strada, in circa trenta chilometri si raggiungono le varie uscite.

Se provenite dalla Calabria o dalla Sicilia il percorso più semplice è seguire la SS16 fino a Taranto e poi continuare verso Brindisi con la SS7. Da qui si prosegue in direzione Lecce e infine verso Gallipoli, a circa quaranta chilometri dal capoluogo salentino.

Per gli amanti del treno, le principali città italiane come Roma, Bologna, Milano, Torino e Venezia sono collegate con Lecce tramite la rete ferroviaria nazionale. Una volta arrivati a Lecce è possibile proseguire con i treni locali o con autobus diretti che portano a Gallipoli.

Infine, se preferite viaggiare in aereo potete fare riferimento agli aeroporti di Brindisi “Papola Casale”, distante circa 80 chilometri, e di Bari “Karol Wojtyla”, a circa 194 chilometri. Da entrambi gli scali sono disponibili servizi di transfer, autobus e collegamenti ferroviari che permettono di raggiungere Gallipoli in modo comodo e veloce.

Alla scoperta di Nardò, il gioiello barocco del Salento

Nel cuore del Salento, sorge una delle cittadine più affascinanti della Puglia: benvenuti a Nardò, laddove il paesaggio rurale incontra un litorale lungo quasi 22 chilometri lambito dalle limpide acque del Mar Ionio, e punteggiato da scogliere e piccole calette.

Custode di una storia antica e stratificata, conserva un patrimonio culturale di grande valore: il centro storico è un vero scrigno di bellezza, dove tra vicoli e piazzette scenografiche si stagliano chiese, palazzi nobiliari e raffinate architetture barocche che raccontano secoli di arte e tradizioni.

Cosa vedere a Nardò

Il viaggio alla scoperta di Nardò non può non partire dalla monumentale Piazza Salandra, che cattura subito lo sguardo per l’armonia delle architetture e la ricchezza dei dettagli decorativi: ecco il Sedile, antico edificio civico che un tempo ospitava le assemblee cittadine, il Palazzo della Pretura, con il suggestivo porticato e la Torretta dell’Orologio, e la Guglia dell’Immacolata, monumento barocco alto circa 19 metri.

La scenografica Piazza Salandra a Nardò, Puglia
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Tutto il fascino della scenografica Piazza Salandra

Proseguendo la passeggiata, incontriamo edifici religiosi di grande valore artistico, a partire dalla Chiesa del Carmine, riconoscibile per il sontuoso portale rinascimentale che introduce a un ambiente raccolto e suggestivo. Altrettanto splendida è la Chiesa di San Domenico, la cui facciata in pietra color miele appare decorata e integrata alla perfezione nell’estetica barocca della città: all’interno custodisce una preziosa opera dell’artista Donato d’Orlando, la Vergine del Rosario con i Misteri, che testimonia la vitalità artistica del territorio tra Seicento e Settecento.

Tra i luoghi simbolo, ovviamente, non può mancare la Cattedrale di Maria Santissima Assunta del XI secolo, quando venne fondata come abbazia. Nel corso dei secoli ha subito numerosi interventi e trasformazioni, che ne hanno modificato l’aspetto pur mantenendo intatto il fascino originario. L’interno presenta un impianto basilicale a tre navate, separate da due ordini di archi (alcuni a tutto sesto, altri a sesto acuto), un ciclo di affreschi datati tra il Trecento e il Quattrocento, e un antico Crocifisso ligneo del XIII secolo.

Non lontano dal centro, merita una sosta il Castello di Nardò, attribuito all’architetto Giulio Antonio Acquaviva e risalente alla seconda metà del XV secolo, quando il territorio passò dalla dominazione angioina a quella aragonese. La struttura, a pianta quadrangolare, è caratterizzata da quattro torri cilindriche poste agli angoli e da una facciata decorata con un raffinato motivo a bugnato che ne esalta la solidità e l’eleganza. Oggi ospita alcuni uffici amministrativi, ma soprattutto il Museo della Civiltà Contadina e delle Tradizioni Popolari.

Altro monumento singolare è poi l’Osanna, nell’omonimo piazzale, una struttura pubblica del 1603, che si distingue per la forma ottagonale piuttosto rara: i pilastri sostengono una colonna centrale sormontata da una cupola, per una composizione architettonica armoniosa e originale.

L’incanto delle spiagge

Veduta della spiaggia di Porto Selvaggio, Nardò, Puglia
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La favolosa spiaggia di Porto Selvaggio

Dopo aver ammirato il centro storico e i suoi monumenti, basta allontanarsi di pochi chilometri per raggiungere uno dei tratti di costa più suggestivi dello Ionio salentino.

Una delle località più caratteristiche è Santa Maria al Bagno, dove si incontrano palazzi nobiliari e villette affacciate su un lungomare panoramico, mentre una lunga scogliera abbraccia una minuscola spiaggia di sabbia dorata accarezzata da onde cristalline.

Poco distante troviamo Santa Caterina, dalla costa più frastagliata e selvaggia, le Quattro Colonne, ciò che resta di una struttura difensiva costruita per proteggere una sorgente di acqua dolce dalle incursioni dei predoni del mare, e Porto Selvaggio, parco naturale di oltre 500 ettari di pineta dove i sentieri conducono a calette rocciose bagnate da acque trasparenti e freschissime. Lungo il percorso è possibile visitare la Grotta del Cavallo, una cavità di grande interesse archeologico, e scorgere antiche torri costiere come Torre dell’Alto e Torre Uluzzo.

Tra le località balneari più tranquille spicca infine Sant’Isidoro, piccola marina caratterizzata da un mare particolarmente calmo grazie all’isolotto che attenua il moto ondoso.

Tutto il litorale offre sia spiagge libere sia stabilimenti balneari attrezzati.

Dove si trova e come arrivare

Se arrivate in aereo potete fare riferimento all’aeroporto di Brindisi, il più vicino a circa 54 chilometri. Dallo scalo è possibile raggiungere Lecce tramite collegamenti diretti e proseguire poi verso Nardò con autobus locali o con un trasferimento privato. Il viaggio complessivo dura meno di un’ora.

Se preferite muovervi in auto, il percorso più semplice è quello dell’autostrada A14 Bologna–Taranto. Uscendo a Bari si continua in direzione sud lungo la SS613 Brindisi–Lecce. Una volta arrivati nei pressi di Lecce basta seguire le indicazioni per Gallipoli e prendere lo svincolo per Nardò all’altezza della zona industriale.

In treno, la stazione di riferimento è quella di Lecce da cui proseguire utilizzando le Ferrovie del Sud Est oppure servendosi di autobus o taxi che portano direttamente nel centro storico di Nardò.

Concerto di Capodanno Rai 2026 a Catanzaro: una notte di musica tra cielo e mare

Il Concerto di Capodanno Rai 2026 arriva a Catanzaro, portando nel capoluogo calabrese uno degli eventi televisivi più seguiti “L’Anno che Verrà”, storico appuntamento di Rai 1 che accompagna milioni di italiani nel passaggio al nuovo anno. Trasmesso in diretta nazionale la sera del 31 dicembre 2025, la kermesse quest’anno si svolgerà sul Lungomare “Stefano Pugliese” di Catanzaro Lido, affacciato sul Mar Ionio.

La scelta di Catanzaro conferma il ruolo sempre più centrale della Calabria nel panorama dei grandi eventi culturali e musicali (dopo Crotone e Reggio Calabria, la grande kermesse di Capodanno torna in Calabria per il terzo anno consecutivo).

Il cast del Capodanno Rai 2026

Il concerto di Capodanno Rai è da sempre sinonimo di grandi artisti e intrattenimento di qualità, e l’edizione 2026 non fa eccezione. A guidare la serata sarà Marco Liorni, volto amatissimo della televisione italiana, affiancato dalla cantante Nina Zilli, che ricoprirà anche il ruolo di co-conduttrice.

Sul palco si alterneranno alcuni dei nomi più noti della musica italiana, offrendo uno spettacolo pensato per un pubblico trasversale.

Tra gli artisti annunciati figurano Anna Oxa, Orietta Berti, Patty Pravo, Rocco Hunt, Clementino, Ivan Cattaneo, Cristiano Malgioglio, Rosanna Fratello, Ice Mc e Antonino.

A completare il cast anche formazioni storiche come i Cugini di Campagna e i Neri per Caso, mentre le esibizioni di Serena Brancale e Sal Da Vinci contribuiranno ad aprire e scandire i momenti più emozionanti della serata. Ancora in forse, invece, per problemi personali, la presenza di Massimo Ranieri e Nino Frassica.

Non mancheranno poi durante la serata momenti di spettacolo e comicità. Il risultato è un mix di generi musicali, epoche e stili che rende il Capodanno Rai 2026 a Catanzaro un evento capace di coinvolgere famiglie, giovani e appassionati di musica in Calabria.

Catanzaro protagonista del Capodanno

Il cuore dell’evento sarà il quartiere marino Catanzaro Lido, zona balneare della città con la spiaggia Bandiera Blu e la Riserva Naturale delle Dune di Giovino, scelta per la sua ampiezza e per la scenografia naturale offerta dal mare. Il grande palco allestito sul lungomare permetterà al pubblico di assistere dal vivo allo spettacolo e al tradizionale countdown di mezzanotte.

Per chi non riuscirà ad avvicinarsi all’area del palco, la città prevede maxischermi in punti strategici (in Piazza Dogana e in Località Giovino), consentendo a residenti e visitatori di vivere comunque le vibrazioni del concerto.

Come raggiungere il concerto

Per il Concerto di Capodanno Rai 2026 a Catanzaro è stato predisposto un piano speciale di mobilità per facilitare l’afflusso del pubblico verso il Quartiere Lido.

Tra le principali soluzioni previste c’è l’utilizzo dell’area parcheggio dell’Ente Fiera “Giovanni Colosimo”, collegata al Lungomare tramite bus navetta dedicati attivi dal pomeriggio fino a notte inoltrata (dalle 16 alle 4). Un servizio simile sarà operativo anche dal Centro Storico (Terminal Kennedy) verso la Stazione FDC Sala (dalle 18 alle 4:30).

Nella serata del 31 dicembre sarà disponibile anche il parcheggio del Parco Commerciale “Le Fontane”, da cui partiranno navette dirette verso l’area del concerto (dalle 18 alle 4) al costo di 4 euro andata/ritorno.

I biglietti per i servizi navetta saranno acquistabili nei principali hub di partenza o direttamente a bordo dei mezzi.

Spiagge della Basilicata ionica: le 5 più suggestive +1 bonus

C’è una zona della Basilicata che non ha bisogno di farsi notare al mondo; non appare sulle vetrine delle agenzie di viaggio e nemmeno sulle bacheche social dei più celebri influencer. Tuttavia, chi la scopre non la dimentica né la lascia più. Stiamo parlando della Basilicata e, in particolare, della parte lambita dalle acque del Mar Ionio. Un tratto di costa silenzioso e tranquillo, caratterizzato da pinete profumate, sabbia fina e un mare che non ha nulla da invidiare a quelli che, ogni estate, invadono i nostri social. Qui tutto si calma: il tempo, il ritmo, il proprio spirito… per lasciare spazio alla contemplazione e all’apprezzamento di una vita lenta, vera. Se per quest’estate sei alla ricerca di una vacanza al mare, dove passeggiare per chilometri con i piedi nudi sulla sabbia e ascoltare il rumore delle onde, sei nel posto giusto. In questa guida troverai la nostra selezione delle 5 spiagge più belle della Basilicata ionica, più una spiaggia bonus da scoprire assolutamente.

1) Marina di Policoro – Bosco Pantano

Molto più di una zona marittima, Policoro è una vera e propria oasi protetta, una delle poche spiagge italiane dove potresti condividere lo spazio con una splendida tartaruga Caretta caretta. Questa spiaggia si trova a pochi passi da Bosco Pantano, un’oasi del WWF tra le più influenti del Mediterraneo che si apre alla vista con dune selvagge, una vegetazione lussureggiante e la promessa di un contatto stretto e incontaminato con la natura. Ovviamente, in questa spiaggia non sono presenti file di ombrelloni, bar che offrono happy hour al tramonto o DJ set alla sera; qui si viene per ritrovare sé stessi e un rapporto con la natura ormai perduto. Se hai intenzione di visitare questa spiaggia, ecco alcune informazioni utili:

  • Come raggiungere la spiaggia di Bosco Pantano: da Policoro dovrai seguire le indicazioni per la Riserva Naturale Bosco Pantano e, dopo, potrai raggiungere la spiaggia attraverso dei sentieri nel mezzo della pineta.
  • Presenza di servizi: la spiaggia è completamente libera, soprattutto nella zona protetta dove non ci sono servizi di alcun tipo. Più in lontananza potresti trovare qualche punto attrezzato.
  • Consigli: non essendoci servizi, porta con te tutto il necessario per affrontare una giornata in spiaggia come acqua, ombra e cibo. Il consiglio più importante è quello di rispettare rigorosamente le regole dell’area protetta.

2) Marina di Pisticci – Lido Quarantotto

Se sei una persona che ama l’ordine, le linee pulite e il minimalismo, la Marina di Pisticci è il posto giusto per te: niente scogliere a picco o calette dalla bellezza drammaticamente sublime, ma una lunga striscia di sabbia chiara che entra morbida nel blu del mare, avvolta dal silenzio e dal profumo di una pineta ombrosa. Orizzontale, lineare, pacifica. Proprio qui, a Marina di Pisticci, c’è una delle spiagge della Basilicata ionica più belle: il Lido Quarantotto. Un nome che profuma di nostalgia e foto in bianco e nero, per una location dall’anima autentica. È una spiaggia che accoglie calorosamente chi non vuole distrazioni offrendo un’ampia distesa di sabbia, tanto spazio libero e quella cura lenitiva che solo il mare sa regalare. La spiaggia perfetta per chi vuole perdersi tra le pagine di un libro o tra i suoi pensieri camminando lungo il bagnasciuga.

  • Come raggiungere Marina di Pisticci: una volta arrivato a Marina Scalo segui le indicazioni che portano verso Marina di Pisticci. Il Lido Quarantotto è uno degli accessi principali di tutta l’area.
  • Presenza di servizi: questa zona della costa della Basilicata ionica offre alcuni stabilimenti balneari ben organizzati, ma se cerchi il mare più autentico prediligi i tratti di spiaggia libera, sono ampi e poco frequentati.
  • Consigli: il lungomare di Marina di Pisticci è un posto perfetto per montare in sella alla bici e pedalare al tramonto, con il vento tra i capelli e il profumo di mare e pini che ti accarezza.

3) Lido di Metaponto

C’è qualcosa di surreale nel nuotare in acque un tempo solcate dalle antiche navi greche, una surrealismo che diventa pura magia quando il sole del pomeriggio fa brillare la sabbia di una luce ambrata e accarezza dolcemente i templi poco distanti. Siamo nel Lido di Metaponto, una delle spiagge della Basilicata ionica dove il tempo si è fermato e il mare è una presenza antica e consapevole, custode delle storie millenarie della Magna Grecia. Una spiaggia lunga e sabbiosa, punteggiata da ombrelloni ordinati dove l’eco del passato si mescola alle risate dei bambini che si divertono sul bagnasciuga e dove basta spostarsi poco più in là, verso i margini meno battuti del litorale, per trovare una quiete assoluta dove il tempo viene scandito dal rumore delle onde del mare. E se vorrai prenderti una pausa dai tuoi pensieri e toccare la storia di una grande civiltà con mano, puoi farlo. A pochi minuti dalla spiaggia si trova il Parco Archeologico di Metaponto, un luogo sospeso tra passato e presente, tra cielo e mare, dove le colonne doriche del Tempio di Hera fungono da sentinelle silenziose vegliando su una storia che non morirà mai.

Tempio di Hera, Metaponto
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Splendido tramonto sul Tempio di Hera, a pochi passi dal Lido di Metaponto nella Basilicata ionica
  • Come raggiungere il Lido di Metaponto: partendo dalla SS106 Jonica, prendi l’uscita per Metaponto e segui le indicazioni per il Lido. Potrai parcheggiare comodamente nelle aree di sosta che circondano la zona.
  • Presenza di servizi: il Lido di Metaponto offre qualcosa per tutti i gusti; dalle spiagge attrezzate con ristoranti, bar, noleggio di pedalò e zone per bambini alle ampie zone di spiaggia libera, ogni viaggiatore può trovare la sua dimensione.
  • Consigli: se sei un appassionato di fotografia, non scordare la macchina fotografica, le colonne del tempio al tramonto offrono uno dei panorami più suggestivi di tutta la costa ionica. Se puoi concederti una sosta più lunga, fermati da queste parti per cena. Spesso vengono organizzate cene con musica dal vivo.

4) Scanzano Jonico – Terzo Cavone

Un tempo agosto era un mese tranquillo, di pausa, con poco caos e tanto relax. A Scanzano Jonico, il tempo sembra essersi fermato in quel preciso istante e la sua spiaggia più ambita – quella di Terzo Cavone – continua a offrire quelle atmosfere a chi sogna un’estate diversa, fatta di lentezza, teli stesi sotto alle pinete e silenzi riempiti dal rumore delle onde o dei gabbiani in lontananza. È una spiaggia che non pretende nulla, se non il rispetto di chi la frequenta. Lontana dalle rotte turistiche offre un mare dalle tonalità turchesi e dalle profondità placide, perfette per lunghe nuotate in acqua e per intrattenere grandi e piccini per ore e ore. Se la tua indole selvaggia è alla ricerca di un luogo di mare che la rispecchi e che la nutra, prosegui verso sud: troverai un paesaggio onirico, fatto di dune sabbiose, qualche macchia di vegetazione e nessuna presenza umana. Questo luogo è per chi vuole rallentare ma, soprattutto, per chi desidera disconnettersi dal mondo e riabbracciare il vero concetto di vacanza.

  • Come raggiungere la spiaggia di Terzo Cavone: sempre dalla SS106, prendi l’uscita per Scanzano Jonico e dirigiti verso la località (sempre segnalata) di Terzo Cavone. Passerai per un breve tratto sterrato in mezzo ai campi coltivati che ti porterà dolcemente verso la pineta costiera e ai parcheggi che abbracciano l’intera zona.
  • Presenza di servizi: si tratta di una zona principalmente selvaggia, con ampi tratti liberi di spiaggia. Tuttavia, è possibile trovare un paio di stabilimenti discreti che non deturpano lo scenario circostante. Se sei un camperista, c’è anche un’area camper dedicata.
  • Consigli: questa spiaggia è l’ideale sia per chi viaggia in famiglia, sia per le coppie o le anime solitarie. Porta con te tutto l’occorrente per goderti questa perla in totale relax come, ad esempio, una sedia da campeggio, frutta fresca e una buona lettura. Il rumore delle onde farà tutto il resto.

5) Marina di Nova Siri

Spiaggia di Nova Siri, Basilicata ionica
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Cielo e mare sfumano a Nova Siri, una delle spiagge più belle della Basilicata ionica

Come le altre spiagge della Basilicata ionica anche Nova Siri non si presenta con grandi scenografie o immagini da rivista patinata, ed è proprio per questo motivo che resta un luogo fuori dalle rotte mainstream offrendo una distesa di sabbia, silenzio, ampi orizzonti e un invito a rallentare. Se stai cercando un’estate discreta fatta di riti consolidati e semplici questo è il posto giusto per te; per camminare a piedi scalzi sul bagnasciuga, apprezzare la sensazione della sabbia tra le dita e lasciare che il sole accarezzi morbido i tuoi pensieri. Spazi liberi e stabilimenti silenziosi e senza pretese si alternano su una distesa di sabbia fine e dorata, bagnata da un mare cristallino e dai fondali bassi e sicuri anche per i più piccini. Non è una spiaggia da colpo di fulmine, ma conquista il tuo cuore lentamente a colpi di tramonti lenti, suoni di cicale in lontananza e profumo di brezza marina.

  • Come raggiungere Marina di Nova Siri: arrivando sempre dalla SS106 Jonica, dovrai seguire le indicazioni per Nova Siri Marina, fino ad arrivare agli ampi parcheggi che fiancheggiano il lungomare.
  • Presenza di servizi: oltre ai tratti di spiaggia libera, perfetta per le anime solitarie, ci sono anche dei tratti di spiaggia attrezzati con bar e ristorantini vista mare.
  • Consigli: questa è una delle spiagge della Basilicata ionica con i tramonti più belli, pertanto, se puoi, fermati fino a sera per goderti i cieli infuocati tingere di rosa il mare e, perché no, un bell’aperitivo e una cenetta vista mare.

Bonus: Marina di Ginosa, dove la Basilicata sfuma nella Puglia

Situata a pochi passi dal confine, poco dopo il Lido di Metaponto, la Basilicata inizia a sfumare verso la Puglia, in un continuum dolce come quando l’orizzonte del mare si mescola al turchese del cielo. È a questa altezza che si trova Marina di Ginosa, il prolungamento naturale della costa metapontina che viene frequentata molto dagli amanti del mare della Basilicata ionica. Calmo, trasparente e placido è accompagnato da spiagge di sabbia fine e chiara e abbracciato sempre dalla solita pineta che abbiamo ritrovato anche nelle altre spiagge che ti abbiamo raccontato. Ma Ginosa non è solo mare, è anche un piccolo borgo che custodisce ancora tutti quei riti e sapori della tradizione che stiamo lentamente perdendo. Ecco alcune informazioni utili se deciderai di scavallare il confine e visitare questa perla d’Italia:

  • come raggiungere Marina di Ginosa: arrivando da Nova Siri o Policoro, prosegui sulla SS106 verso Taranto, una volta arrivato all’altezza di Ginosa Marina svolta per il lungomare, ti ritroverai presto nei pressi degli ampi parcheggi del litorale e potrai parcheggiare con comodità.
  • Presenza di servizi: anche in questo caso ce n’è per tutti i gusti; dagli ampi tratti di spiaggia libera e selvaggia a quelli attrezzati con stabilimenti balneari dotati di tutti i comfort come ombrelloni, esercizi, bar e ristoranti vista mare.
  • Consigli: il centro di Ginosa è molto suggestivo, dopo la giornata di mare concediti una passeggiata fino al paese per goderti un gustoso gelato o una deliziosa cenetta in una trattoria dalla cucina casalinga. Se proprio non puoi trattenerti a cena, goditi almeno la golden hour assistendo a un tramonto semplice ma d’impatto.

Come avrai sicuramente intuito, questo tratto della Basilicata non ha bisogno di effetti speciali per lasciare il segno ma, anzi, conquista il tuo cuore con dolcezza grazie ai suoi paesaggi autentici, le sue storie vere e la promessa di un tempo ritrovato. Il mare, qui, non fa rumore, ti racconta una storia fatta di onde leggere, profumo di resina di pini marittimi e con dei colori che trasformano tutto in poesia. Ognuna delle spiagge della Basilicata ionica che ti abbiamo raccontato ha qualcosa da dire: dalle storie antiche di Metaponto ai racconti di lentezza di Nova Siri; dai servizi essenziali di alcuni tratti di costa all’indole selvaggia di alcune spiagge. Se cerchi un luogo dove l’estate si vive a piedi nudi, nella semplicità più totale, la Basilicata ionica è il rifugio perfetto a cui non saprai dire di no. Un angolo d’Italia ancora poco conosciuto, ma che merita di essere incontrato almeno una volta nella vita.

Come arrivare all’Isola Bella di Taormina, la “Perla del Mediterraneo”

L’Isola Bella di Taormina, una splendida località collegata alla terraferma con una sottile striscia di sabbia, è uno dei luoghi più belli della Sicilia. Si trova ai piedi del centro storico di Taormina ed è affacciata sulle acque color smeraldo del Mar Ionio.

Sono numerose le opzioni per arrivare all’Isola Bella di Taormina, disabitata ma tutta da ammirare, collegata a una delle spiagge più suggestive della Sicilia orientale. Quest’isola è stata soprannominata la “Perla del Mediterraneo” in virtù della sua particolare ubicazione e della sua rigogliosa natura, elementi che l’hanno resa una delle località più incantevoli (e imperdibili) di tutta la Sicilia. Ecco come raggiungere questo luogo dal fascino unico.

A piedi

Non c’è un modo diverso per raggiungere fisicamente l’Isola Bella: si arriva all’isolotto esclusivamente a piedi. Quando il ritmo delle maree svela la stretta lingua di sabbia che la collega alla terraferma, è possibile raggiungere l’Isola Bella di Taormina rigorosamente a piedi, con il golfo che si allontana alle spalle e l’isolotto che si fa sempre più grande davanti agli occhi: un’esperienza imperdibile.

Nei momenti di bassa marea, infatti, il tragitto è breve e comodamente percorribile a piedi (ma attenzione ad evitare gli orari più caldi della giornata durante l’estate!), mentre quando il livello del mare inizia ad alzarsi può arrivare fino alle ginocchia, rendendo più faticosa la camminata, ma altamente suggestiva: vi sembrerà quasi di camminare sull’acqua in totale libertà.

In funivia

Se vi trovate nel centro storico di Taormina, il mezzo più comodo, ecologico e veloce per raggiungere l’Isola Bella è la funivia. La linea raggiunge in soli 3 minuti Mazzarò, la zona costiera che si trova a soli 500 metri dalla spiaggia di Isola Bella, dove si allunga l’isolotto. Quella a bordo delle cabine panoramiche della funivia di Taormina non è solo un viaggio, ma un’esperienza emozionante che vi permette di ammirare dall’alto la sua splendida costa.

In estate, la linea Taormina-Mazzarò è aperta dalle 8:00 all’1:30 di notte, mentre in inverno dalle 8:00 alle 20:00, con partenza ogni 15 minuti. La corsa singola ha un costo di 6 euro, il biglietto Andata e Ritorno, invece, 10 euro (ma sono previsti anche pacchetti settimanali e mensili, per risparmiare).

In auto

Se state viaggiando lungo la Sicilia orientale con la vostra auto o ne avete noleggiata una, per raggiungere l’Isola Bella dovrete dirigervi verso Taormina. Da Catania, dovete seguire l’autostrada A18 in direzione Messina, uscendo ai Giardini-Naxos, dove si imbocca la strada statale 114. Percorso inverso invece per chi proviene da Messina, che dovrà uscire a Taormina una volta imboccata la A18 in direzione catanese.

Arrivati a Taormina, dovrete lasciare l’auto in un parcheggio: i più vicini sono a pagamento e si trovano lungo la SS 114, oppure presso la stazione della funivia di Mazzarò. Ma attenzione, soprattutto nell’alta stagione i prezzi sono più elevati ed è più difficile trovare parcheggio, visto il maggior afflusso di turisti.

In autobus

Un mezzo comodo per arrivare all’Isola Bella è l’autobus diretto al centro di Taormina. Una soluzione ottimale se si alloggia nelle vicinanze o a Messina, oppure se si ha un’auto a disposizione, ma si vuole evitare una ricerca di parcheggi onerosa in termini di tempo e soldi. Lasciate quindi il mezzo nelle zone periferiche di Taormina e prendere la linea 25 del bus locale che, grazie al servizio di Interbus, vi condurrà nel pieno centro di Taormina. Da lì potrete proseguire in funivia o a piedi fino all’isola. Per consultare orari e prezzi dei biglietti vi consigliamo di controllare il sito Interbus.it.

In treno

Anche il treno è una soluzione comoda per raggiungere Taormina e la sua Isola Bella. Da Messina, diverse soluzioni Trenitalia raggiungono la stazione Taormina Giardini-Naxos a partire da 35 minuti di viaggio. Da Catania il viaggio dura invece poco più di un’ora.

La stazione dei treni di Taormina si trova a circa 2,5 chilometri dalla spiaggia dell’Isola Bella. Potrete quindi proseguire in autobus con un viaggio di 10 minuti, oppure a piedi, ammirando a passo lento gli incredibili scorci sul mare che si aprono lungo la strada principale.

Siracusa, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, culla del teatro classico e dell’alta cucina

In occasione dell’apertura del Festival delle Tragedie Greche, sbarca a Siracusa un’esperienza culinaria unica nel suo genere, ricercata e prestigiosa, proposta dallo chef di alta cucina Yannick Alléno, capace di unire l’eleganza della gastronomia francese ai sapori autentici e decisi della tradizione italiana.

Situata nella Sicilia sud-orientale, affacciata sul Mar Ionio, Siracusa richiama a un viaggio nel tempo tra le meraviglie dell’Antica Grecia e del mondo romano. Riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, questa città costiera rappresenta un crocevia di civiltà e culture. Le sue strade, i monumenti e le tradizioni raccontano una storia millenaria che continua a vivere, anche grazie a eventi di grande rilievo, culturali e non solo.

Cultura classica e alta cucina: l’offerta pluristellata di chef Yannick Alléno

Il 10 e 11 maggio è un viaggio nel viaggio quello riservato a soli 50 ospiti selezionati, e un’opportunità unica per celebrare il 20° anniversario dell’inserimento di Siracusa nella lista dei siti UNESCO. Il pacchetto VIP include tre momenti esclusivi, servizi di lusso e una cena gourmet eccezionale firmata dallo chef di alta cucina Yannick Alléno, detentore di 17 stelle Michelin, lo chef più decorato al mondo. Per prenotazioni cliccare qui.

Il pacchetto completo: tesori antichi e sapori contemporanei

Un soggiorno pensato per chi desidera vivere Siracusa in modo privilegiato ma autentico. All’arrivo, gli ospiti hanno l’opportunità di partecipare alle celebrazioni ufficiali per il ventesimo anniversario dell’inserimento della città tra i Patrimoni Mondiali dell’UNESCO. Un’occasione unica per scoprire alcuni dei luoghi simbolo della storia e dell’identità siracusana.

Il percorso prosegue sull’Isola di Ortigia, con una visita privata a Palazzo Borgia del Casale, storica dimora della famiglia Borgia. Qui, tra saloni affrescati e atmosfere d’epoca, prende vita un’esperienza gastronomica irripetibile firmata da uno dei nomi più autorevoli della cucina mondiale.

Lo chef Yannick Alléno guida una cena esclusiva in cui l’eleganza della gastronomia francese incontra i sapori decisi della tradizione italiana. Ogni piatto è concepito come un dialogo tra tecniche d’avanguardia e ingredienti mediterranei, in un equilibrio raffinato e sorprendente. A completare il percorso, una selezione di vini pregiati scelti per esaltare ogni portata. Una leggenda vivente della cucina internazionale in una cornice storica d’eccezione.

Il soggiorno include anche un pernottamento in hotel 5 stelle con prima colazione e tutti i trasferimenti organizzati. Un’esperienza curata nei minimi dettagli, tra archeologia, arte e alta cucina.

Parole dello chef: tradizione e identità a tavola

Nato nel 1968, con 19 ristoranti in tutto il mondod – da Londra a Dubai, da Montecarlo a Osaka- e un totale di 17 Stelle Michelin, chef Yannick Alléno è noto per valorizzare l’identità di un territorio attraverso ingredienti locali e stagionali, portando uno stile culinario estremamente personale e creativo.

pacchetto vip siracusa
Fonte: @SimonDetraz
Yannick Alléno, detentore di 17 Stelle Michelin, lo chef più decorato al mondo

Questa esperienza coincide con un grande evento culturale e una celebrazione UNESCO. Vede un parallelo tra alta cucina e patrimonio culturale? E come interpreta il concetto di “eredità” nel suo lavoro?

Sì, assolutamente. L’alta cucina e il patrimonio culturale riguardano entrambi la trasmissione di conoscenze, emozioni, memoria. Quando creo un menu, penso a ciò che comunica non solo nel presente, ma anche all’artigianalità, alla visione, al pensiero che ci stanno dietro. L’eredità, per me, non è statica, è attiva. Si tratta di prendere qualcosa che si è ereditato e portarlo avanti con intenzione.

Con tante esperienze globali alle spalle, luoghi specifici influenzano mai il suo istinto creativo – anche in modo sottile – oppure il suo processo è più isolato dalla geografia?

Direi che il mio processo creativo è radicato nella precisione e nell’identità è il mio linguaggio personale. Detto ciò, quando si entra in un nuovo ambiente, soprattutto uno con così tanta storia come Siracusa, avviene una sorta di dialogo. Non è letterale, non si tratta di usare un’erba locale o un olio d’oliva, ma c’è una sensazione, una vibrazione, che può influenzare il ritmo o l’atmosfera di ciò che creo.

Gran parte del suo lavoro sfida l’idea di cucina “locale” o “autentica”. Nel 2025, cosa significa per lei autenticità?

Autenticità è una parola molto carica. Spesso viene confusa con la nostalgia. Per me, l’autenticità significa essere intellettualmente onesti. Se vengo in Sicilia e provo a “imitare” la cucina siciliana, non sarebbe autentico. Ciò che è autentico è portare il mio punto di vista, le mie tecniche, i miei sapori, la mia logica, in qualsiasi contesto.

La cucina siciliana riflette secoli di influenze stratificate, incluso un periodo di dominazione normanna (e francese). Nota mai queste eco nei suoi viaggi, e la incuriosiscono? E quale impressione o quale sapore spera di lasciare personalmente in questa terra?

Sì, la Sicilia è affascinante per questo motivo. Si sente la complessità nell’architettura, nelle strade e sì, nel cibo. Ci sono momenti in cui qualcosa sembra quasi familiare, come se fosse passato per la Francia prima di diventare siciliano. Quel tipo di stratificazione culturale è bellissimo. Ciò che spero di lasciare qui è un senso di sorpresa, un sapore che non appartiene a nessun luogo preciso, ma che le persone ricordano perché ha fatto provare loro qualcosa di nuovo.

Il Festival delle Tragedie Greche a Siracusa: il fascino del teatro antico sotto le stelle

Ogni primavera, il Teatro Greco di Siracusa si anima di parole antiche e gesti senza tempo. È qui, tra le gradinate scolpite nella pietra e lo sfondo del cielo che sfuma verso il mare, che prende vita il Festival delle Tragedie Greche, uno degli appuntamenti culturali più suggestivi del Mediterraneo. Nato nel 1914 e giunto alla sua sessantesima edizione, il festival rappresenta non solo un omaggio alla grande drammaturgia classica, ma anche un’occasione per restituire senso e presenza al patrimonio archeologico di Siracusa.

Le opere di Eschilo, Sofocle ed Euripide vengono rappresentate nel luogo per cui furono pensate, riportando in scena emozioni universali e interrogativi ancora attuali. Lo spettacolo non è solo nella parola, ma anche nello spazio: la luce del tramonto apre le rappresentazioni, e poi lentamente la notte e le stelle calano sul pubblico e sulla scena.

Lancio della 60ª edizione del festival: cosa sapere

Dal 9 maggio al 6 luglio 2025, il Teatro Greco di Siracusa ospita la 60ª stagione delle rappresentazioni classiche promossa dalla Fondazione INDA. Un’edizione che conferma la linea di alta qualità artistica seguita negli ultimi anni, con il ritorno di Robert Carsen, l’esordio nella regia di classici di Roberto Andò e Serena Sinigaglia, la nuova creazione originale firmata da Giuliano Peparini, e un cast che comprende, tra gli altri, Sonia Bergamasco, Vinicio Marchioni, Lella Costa e Giuseppe Sartori.

Il programma si articola in quattro spettacoli: Elettra di Sofocle (9 maggio – 6 giugno), Edipo a Colono di Sofocle (10 maggio – 28 giugno), Lisistrata di Aristofane (13 – 27 giugno) e L’Iliade, spettacolo di chiusura con musica, danza e poesia (4 – 6 luglio). Le rappresentazioni sono accompagnate da traduzione simultanea in inglese, francese e spagnolo, per un pubblico sempre più internazionale.

I biglietti sono disponibili online sul sito ufficiale della Fondazione INDA e presso il botteghino del Teatro Greco. I prezzi variano da 35 a 70 euro a seconda del settore e della data, con riduzioni previste per under 25, over 65 e residenti a Siracusa. Disponibili anche formule di abbonamento per tre o quattro spettacoli, con sconti dedicati.

Il Teatro Greco si raggiunge facilmente dal centro storico di Siracusa, con possibilità di parcheggio nei pressi dell’ingresso. Chi arriva da fuori può contare su collegamenti ferroviari diretti con Catania e Messina, e sull’aeroporto di Catania-Fontanarossa, distante circa un’ora in auto.

Con il contributo di Yannick Alléno

Cosa fare a Paxos, in gita sull’isola di Poseidone

L’isola di Paxos, o Paxi, come viene chiamata dai locali, a circa 12 chilometri a sud della famosa e splendida isola di Corfù, è un vero e proprio gioiello della Grecia e nel cuore del Mar Ionio. Questa isola veniva chiamata in antichità “isola di Poseidone”, che nella mitologia greca era considerato il dio del mare, dei terremoti e dei maremoti, ed è la più piccola tra le isole abitate che si trovano in questo parte del Mediterraneo e dove è possibile ancora respirare un’aria autentica della tradizione greca.

Paxos è la destinazione ideale per chi è alla ricerca di una località dove passare le proprie vacanze lontano dalle folle turistiche e per chi vuole vivere esperienze tradizionali e locali. Visitare quest’isola contribuirà a creare ricordi unici delle proprie vacanze.

Cosa fare a Paxos?

Alla scoperta della capitale Gaios

Come punto di partenza di un tour alla scoperta dell’isola di Paxos, non si può che partire dalla sua capitale: Gaios. Questo villaggio si trova lungo un’area naturale, protetta da di Panagia e Agios Nikolaos, due isolotti che trasformano il porto in uno dei luoghi più affascinanti della Grecia e dell’intero Mar Ionio.

Proprio Agios Nikolaos, che protegge il porto, è una meta che consente di visitare le rovine di un’antica fortezza di epoca medievale, dalle cui mura è possibile godere di una vista unica sul villaggio di Gaios e sulle acque turchesi che bagnano l’isola di Paxos.

C’è poi il centro storico di Gaios, formato da piccole stradine strette e tortuose, che sono circondate da edifici in stile ionico tradizionale, arricchiti da persiane colorate. Qui è possibile trovare diverse boutique nei quali acquistare ed ammirare prodotti di artigianato locale, ma anche numerose taverne e locali dove assaporare i sapori tipici della Grecia.

Spiagge da sogno: un tuffo nel paradiso

Come già detto in precedenza, l’isola di Paxos è una vera e propria perla del Mar Ionio. Un piccolo angolo di paradiso dove poter immergersi nella cultura greca, ma soprattutto scoprire paesaggi unici e godere di un mare altrettanto unico ed impareggiabile. Per fare ciò, bisogna partire alla scoperta delle spiagge più famose e belle di Paxos:

  • La prima è Mongonissi Beach. Si tratta di una piccola baia sulla costa meridionale dell’isola, dove trovare acque calme e poco profonde, che rendono questa destinazione ideale per le famiglie con bambini o per chi vuole passare una giornata all’insegna del relax. Sono presenti diversi servizi, tra cui il beach bar nelle vicinanze della baia, per un pranzo veloce o un drink per godersi al meglio il sole greco del Mar Ionio;
  • La seconda spiaggia è una tappa quasi obbligatoria per chi visita l’isola di Paxos. Si tratta dell’Erimitis Beach, una spiaggia raggiungibile tramite un piccolo sentiero, alla fine del quale si ergono alte scogliere bianche che circondano la sabbia, in contrasto con il mare color smeraldo che crea un effetto decisamene affascinante.

Escursione giornaliera ad Antipaxos

Un’escursione da non perdere in una gita a Paxos è la visita all’isola di Antipaxos, abitata da appena 100 persone nel villaggio di Agrapidia, che è praticamente la sua isola gemella. Si parla di un’isola affascinante, famosa per le sue bianche spiagge che creano dei paesaggi naturali indimenticabili.

Tra le spiagge più belle dell’isola si trova Voutoumi Beach, caratterizzata da una sabbia bianca e fine e bagnata da un mare splendido e turchese, che la rendono una delle destinazioni balneari più belle dell’intera Grecia. Inoltre, i fondali di Voutoumi Beach sono ideli per chi è appassionato di snorkeling. Inoltre, è possibile passare una giornata di relax anche raggiungendo la spiaggia di Vrika, località nella quale sembrerà di immergersi in una cartolina e dove poter gustare deliziose ricette locali con vista mare.

È possibile anche noleggiare una barca o un kayak per esplorare le baie nascoste e gli angoli più tranquilli dell’isola di Antipaxos.

Vista della bellissima spiaggia di Vrika, sull'isola di Antipaxos, circondata da una ricca e verde vegetazione e mare cristallino
Fonte: iStock
Vista della spiaggia di Vrika, sull’isola di Antipaxos

Le grotte marine di Paxos

Per chi ama il mare e, soprattutto, vuole vivere esperienza davvero uniche a contatto con la natura, da Paxos è possibile partecipare a diversi tour che partono per diverse grotte marine scavate nella roccia calcarea. Fra queste si trova la grotta di Ypapanti, accessibile solo via mare ed una delle più grandi ed impressionanti dell’isola, conosciuta anche coma la grotta del dio greco Poseidone, all’interno della quale i colori del mare e la luce del sole creano effetti unici.

Un’altra grotta è quella di Papanikolis, famosa per essere stata il nascondiglio di un sottomarino della marina greca durante la Seconda Guerra Mondiale.

Escursioni a piedi e panorami mozzafiato

Per chi, invece, ama rimanere “con i piedi per terra” e preferisce delle camminate immersi nella natura, invece che fare escursioni in barca, l’isola di Paxos ha molto da offrire. Sono presenti, infatti, diversi sentieri escursionistici. C’è il sentiero degli ulivi, che attraversa l’entroterra dell’isola e passa per antichi uliveti e piccole chiese tradizionali, per un viaggio all’indietro nel tempo.

Un’altra escursione da non perdere è quella che porta ad una delle formazioni naturali più belle e sorprenderti dell’isola di Paxos: il Tripitos Arch. Questo arco naturale di roccia, che si affaccia sul mare, è raggiungibile facilmente a piedi e la vista dall’alto è unica. La destinazione ideale per chi vuole fare scatti unici con la propria macchina fotografica o con il proprio smartphone.

Tripitos Arch, formazione naturale rocciosa a forma di arco, visitabile in barca dall'isola di Paxos, in Grecia
Fonte: iStock
Tripitos Arch, formazione naturale visitabile da Paxos

Nonostante la sua estrema vicinanza a mete più turistiche e famose come, ad esempio, la bellissima isola di Corfù, l’isola di Paxos è qualcosa di decisamente unico. Una piccola isola in grado di conservare e mantenere intatta quell’atmosfera autentica, tradizionale e così affascinante, oltre che le sue bellezza naturali. Dalle spiagge alle grotte marine, passando per sentieri escursionistici in grado di donare paesaggi indimenticabili e ricordi indelebili di una vacanza nel cuore del Mar Ionio.

L’isola di Paxos, in Grecia, rappresenta la destinazione ideale per chi è alla ricerca di una destinazione in cui godere di un mix unico di relax, natura e divertimento, lontano dal turismo di massa e dal caos delle destinazioni turistiche più importanti. La scelta è una sola: lasciarsi incantare dall’affascinante isola di Poseidone!

Spiaggia della Purità, tra le insenature più belle della Puglia

Gallipoli, in provincia di Lecce, è una meta che si trova lungo la costa occidentale del Salento, affacciandosi sul bellissimo mar Ionio. Amata dai visitatori di tutte le età, regala un centro storico suggestivo e anche alcune spiagge che sono un sogno a occhi aperti. Una di queste è la Spiaggia della Purità, che nel 2023 è stata incoronata da “The Guardian” come una delle più belle d’Europa.

La Spiaggia della Purità, cosa aspettarsi

La Spiaggia della Purità è da molti ritenuta come una delle insenatura più suggestive della Puglia. Il merito è della sua sabbia dorata che si stende ai piedi di un antico muraglione che venne edificato per proteggere la città dal mare grosso e dalle incursioni dei nemici, dando vita a un qualcosa di straordinario a ridosso del centro storico di Gallipoli.

Il mare è pulitissimo e limpido, spesso anche così tanto calmo da far credere ai bagnanti di nuotare in una piscina antica. Si tratta di una caletta, tra le altre cose, che è bella a tutte le ore del giorno e della notte, grazie alle luci, ai colori e alle atmosfere da sperimentare nei piccoli ristoranti e chioschi che impreziosiscono il lungomare.

Il viaggiatore, quindi, si trova al cospetto di una candida lingua di sabbia, a sua volta lambita dalle acque trasparenti con sfumature di blu dello Ionio.

La spiaggia è libera e accessibile a tutti, ma i mesi estivi migliori per goderne sono giugno e settembre, quindi quando l’afflusso dei turisti è inferiore rispetto al solito. Inoltre, risulta ben collegata con il centro cittadino e si caratterizza per essere uno dei lidi più antichi della zona: in passato era l’unico luogo dove gli abitanti potevano recarsi per trovare un po’ di refrigerio dalle temperature roventi delle estati pugliesi.

Ma perché si chiama così?

Questo piccolo gioiello della Puglia (le dimensioni sono ridotte, per questo si consiglia di raggiungerlo la mattina presto), sorge immediatamente sotto l’abitato e, secondo molti, il suo nome è dovuto alla vicina chiesa barocca, chiamata Santa Maria della Purità. 

Si tratta di una delle più antiche di Gallipoli (fondata nel 1600) che colpisce per la sua facciata bianca e sobria. Molto interessante è anche l’interno ricoperto di stucchi e tele Letizia e Riccio risalenti al XVIII secolo. Sull’altare, invece, ecco che il visitatore può ammirare la Madonna della Purità di Giordano.

Ma ad essere del tutto onesti, per altre persone non è questa la vera origine del suo nome. Ci sono ben tre leggende, infatti, che tenterebbero di spiegare perché questo angolo pugliese si chiami così: la prima leggenda narra che proprio sulla candida sabbia di cui è caratterizzata sia stato rinvenuto il seno di Sant’Agata, patrona di Gallipoli; la seconda racconta di un bambino che veniva allattato da una donna che non era la sua mamma, la quale si accorse di questo seno sulla spiaggia; la terza ci parla sempre di un bambino, che però smise di farsi allattare quando venne pronunciato da qualcuno il nome di Sant’Agata.

Non vi sorprenderà sapere, quindi,  che la Spiaggia della Purità è spesso chiamata dagli abitati della cittadina con il nome di “Seno della Purità“.

Citera, la perla nascosta delle isole greche

Se si pensa alle isole greche, probabilmente le prime immagini che vengono in mente sono quelle relative all’isola di Santorini, con le sue iconiche case bianche e tetti blu, oppure di Mykonos con le sue spiagge e la sua vivace e famosa vita notturna. Tuttavia, se si è alla ricerca di una destinazione meno battuta, ma altrettanto affascinante, Citera, o Kythira in greco, potrebbe essere la scelta perfetta. Si tratta di una piccola isola situata nel Mar Ionio, al largo della punta sud-est del Peloponneso, una gemma nascosta che offre paesaggi mozzafiato, una ricca storia ed un’autenticità unica, che difficilmente si potrebbe trovare nelle isole più famose.

Un tuffo nella storia di Citera

Citera ha una storia antica e affascinante. Nell’antichità, l’isola era conosciuta come l’isola sacra di Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza. Secondo la leggenda greca, infatti, Afrodite sarebbe nata dalla schiuma del mare proprio vicino alle coste di Citera. Questo mito ha reso l’isola un importante centro di culto durante l’epoca degli antichi greci.

Nel corso dei secoli, poi, Citera è stata dominata da varie potenza, inclusi i Veneziani, i Bizantini e gli Ottomani, anni nei quali ognuno di essi ha lasciato la propria impronta sull’isola. Un miscela di influenze culturali che lasciato un segno nell’architettura, nelle tradizioni e nella cucina locale.

Come arrivare a Citera?

Raggiungere l’isola di Citera richiede un po’ di pianificazione. L’isola, infatti, dispone di un piccolo aeroporto con voli regolari per la capitale Atene e, durante l’estate, da altre città greche. Altrimenti, è possibile raggiungere Citera in traghetto dal porto del Pireo ad Atene o da altre isole vicine come, ad esempio, Creta. Il viaggio in traghetto può essere lungo, ma offre l’opportunità di ammirare dalla nave il meraviglioso panorama del Mar Egeo.

Esplorare l’Isola, ecco cosa fare e vedere a Citera

Chora, capitale e cuore di Citera

Chora è una pittoresca cittadina situata su una collina con vista sul mare, capitale di questa bellissima isola dello Ionio. Le sue stradine strette e tortuose sono caratterizzate dalla presenza case bianche con porte colorate, tipiche dell’architettura greca. Passeggiando per Chora, è possibile scoprire oltre ai diversi negozi di artigianato locale, anche numerosi caffè e ristoranti tradizionali.

Uno dei punti di riferimento principali di Chora è il Castello Veneziano, costruito nel tredicesimo secolo, che ospita anche un museo archeologico. Da qui, è possibile godere di una vista spettacolare sull’intera isola e sul mare circostante.

Le spiagge da sogno dell’isola di Afrodite

Citera vanta alcune delle spiagge più belle della Grecia, che non hanno nulla da invidiare alle più famose spiagge di Zante o Corfù. Qui si trovano spiagge perfette per rilassarsi e godersi il sole del Mar Ionio. Alcune delle spiagge più belle sono:

  • La spiaggia di Kapsali, situata vicino alla capitale, caratterizzata da spiagge di sabbia dorata ed acque limpide cristalline. Il luogo ideale per nuotare e fare snorkeling. Qui è possibile trovare anche diversi ristoranti e caffè dove poter gustare deliziosi piatti di pesce fresco della cucina greca;
  • La spiaggia di Fyri Ammos, famosa per la sua bellezza naturale e dai ciottoli rossi che la formano, oltre che per la su tranquillità. È meno affollata rispetto ad altre spiagge e ciò la rende perfetta per chi cerca pace e relax;
  • La spiaggia di Kaladi, considerata una delle spiagge più belle di Citera, divisa in tre baie, ognuna delle quali offre un’esperienza unica, grazie anche alle sue acque turchesi e la scogliera che la circonda.
Vista della spiaggia di Kaladi sull'isola di Citera
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Spiaggia di Kaladi, una delle spiagge più belle dell’isola di Citera

I villaggi tradizionali

Oltre a Chora, Citera è un’isola piena di piccoli villaggi tradizionali che meritano assolutamente una visita. Tra questi spicca sicuramente Potamos, uno dei più grandi e vivaci villaggi di Citera. Qui, ogni domenica mattina si tiene un mercato locale dove è possibile acquistare prodotti freschi e di artigianato locale.

Un altro villaggio da non perdere è Mylopotamos, noto per le sue cascate e per il mulino ad acqua. Passeggiando per le sue stradine, sembrerà di essere catapultati nel passato.

Le grotte di Citera, un’attrazione naturale

Citera è anche famosa per le sue spettacolari grotte. La grotta di Agia Sophia, ad esempio, è una delle più conosciute e si trova vicino al villaggio di Mylopotamos. Al suo interno, per i visitatori è possibile ammirare impressionanti formazioni naturali di stalattiti e stalagmiti, oltre che un piccolo santuario dedicato a Santa Sofia.

Un’altra grotta affascinante è la grotta di Koufogialos, questa, però, accessibile solo via mare. Questa grotta marina è famosa per le sue acque turchesi e per le affascinanti formazioni rocciose che la rendono imperdibile.

Sentieri per gli amanti delle escursioni

Per gli amanti della natura e delle escursioni, sull’isola di Citera è possibile percorrere numerosi sentieri, che attraversano paesaggi naturali mozzafiato. Uno dei percorsi più popolari è il sentiero di Afrodite, che parte dalla cittadina di Chora e conduce fino alla spiaggia di Kapsali.

Un’altra escursione consigliata è quella verso il faro di Moudari, il punto più settentrionale di Citera. Da qui sarà possibile godere di una vista spettacolare sul Mar Ionio e, nelle giornate più limpide, si potrà persino scorgere le coste del Peloponneso. Insomma, il luogo ideale per gli amanti della fotografia e delle avventure all’aperto.

Chiesa abbandonata che si affaccia sul porto principale di Citera
Fonte: iStock
Piccola chiesa tipica abbandonata sul porto principale di Citera

Eventi e feste tradizionali da non perdere a Citera

Citera è un’isola che ama celebrare le sue tradizioni con eventi e feste durante tutto l’anno. Se si ha la fortuna di visitarla durante uno di questi momenti, sarà possibile immergersi nella cultura locale e vivere un’esperienza indimenticabile.

Una delle celebrazioni più importanti è la festa di Afrodite, che si tiene ogni estate in onore dell’antica dea dell’amore greca. Una festa che anima l’isola con musica, danze e rappresentazioni teatrali tradizionali che rievocano i miti legati alla dea.

Un’altra festa importante è quella che si svolge al villaggio di Potamos, che ospita un grande panigiri, una festa tradizionale greca che attira visitatori da tutta l’isola e non solo. Durante il panigiri di Potamos è possibile gustare le numerose specialità greche locali, oltre che ascoltare musica dal vivo e partecipare a balli tradizionali, un modo per immergersi nella cultura locale.

Citera è una destinazione che combina bellezze naturali, storia affascinante e un’atmosfera autentica e rilassata. La destinazione ideale se si è alla ricerca di una vacanza tranquilla, lontana dal turismo di massa e dalle mete più affollate e scoprire i veri tratti della cultura greca.

Saranda, cosa vedere e le spiagge più belle

La città di Saranda, affascinante località della Riviera Albanese, vanta una storia molto antica e ricca di influenze culturali diverse. Ma non solo, perché si tratta di una destinazione che sembra esotica pur trovandosi a non troppa distanza dall’Italia, in quanto si affaccia su un pittoresco Mar Ionio che, a sua volta, offre paesaggi mozzafiato, spiagge paradisiache e un mare cristallino da far invidia a mete molto più gettonate.

Saranda, viaggio low-cost

Saranda è l’ultima città dell’Albania, prima del confine con la Grecia, tanto da sorgere davanti alla bellissima isola di Corfù. Particolarmente gettonata dagli albanesi in vacanza, ultimamente è entrata anche nel radar di molti viaggiatori stranieri (italiani compresi) che qui trovano un paradiso vacanziero anche piuttosto economico.

Certo, il boom turistico ha alzato di molto i prezzi rispetto a qualche anno fa, ma nonostante questo l’Albania rimane ancora una meta fattibile ed economica, anche grazie al cambio favorevole con la moneta locale, il Lek.

Piena di alberghi e ristoranti che possono accontentare tutte le tasche, nei suoi immediati dintorni offre magnifiche spiagge, oltre ad essere anche il punto di partenza ideale per una serie di gite di un giorno alla scoperta delle bellezze dell’Albania.

Saranda: le spiagge cittadine più belle

Le spiagge di Saranda sono particolarmente rinomate per l’acqua cristallina e la possibilità di spaziare tra sabbia bianca o roccia calcarea. Gli amanti delle immersioni subacquee qui riescono a trovare diversi luoghi in cui praticare tale sport, con la possibilità di noleggiare l’attrezzatura necessaria. Le spiagge, inoltre, si alternano in selvagge e organizzate.

La Spiaggia Centrale è la più vicina al centro di Saranda, tanto da essere comodamente raggiungibile a piedi. Si rivela l’ideale per le famiglie perché dotata di tutte le comodità del caso. Proseguendo in direzione del porto ci sono alcuni stabilimenti balneari ben organizzati e frequentati soprattutto dai giovani.

Spiaggia Centrale, Saranda
Fonte: iStock
La bellissima Spiaggia Centrale

Molto interessante è anche Heaven Beach che si distingue per essere una caletta che prende il nome dall’albergo che la domina dall’alto. È una spiaggia di ghiaia poco frequentata e riservata, raggiungibile percorrendo una strada sterrata di 2 km.

La più tranquilla di Saranda è la Spiaggia del Monastero che sorge a circa 6 km di distanza dal centro. Si distingue per essere una delle spiagge più selvagge e suggestive della zona e in cui riuscire ad ammaliarsi del prezioso contrasto tra il verde della vegetazione e il blu del mare. Lontano dalla folla e dal rumore, è perfetta per rilassarsi in tutta tranquillità.

Le più belle spiagge nei dintorni di Saranda

Come accennato, anche i dintorni di Saranda offrono spiagge che sembrano uscite direttamente da una cartolina. È il caso di Ksamil, la spiaggia più famosa dell’Albania, che prende il nome dall’omonimo villaggio situato a circa 10 minuti di auto da Saranda. Qui il mare sfoggia dei colori incredibili e anche un paesaggio speciale grazie a tre curiosi isolotti che si possono scorgere all’orizzonte. Non eccessivamente grande, è in parte di sabbia naturale e in parte ricavata su piattaforme di legno o cemento.

Molto suggestiva è anche la Spiaggia degli Specchi che offre un paesaggio selvaggio che si apre su un mare cristallino e un fondale roccioso. Perfetta per coloro che vogliono dedicarsi a immersioni e snorkeling, è divisa in due parti, una libera e una totalmente attrezzata per i turisti.

Poi ancora Pulëbardha Beach, che si fa spazio ad appena a dieci chilometri a sud di Saranda. Si tratta di un piccolo gioiello pieno di ciottoli bianchi che a loro volta sono lambiti da acque turchesi. Inoltre, è una meta molto apprezzata dai giovani e dalle coppie e non troppo distante da un’altra perla dell’Albania: la Spiaggia di Gjiri Hartes.

Vale la pena fare un salto anche presso la Spiaggia di Lukova dove, secondo l’opinione di molti, è possibile ammirare alcuni dei tramonti più emozionanti di tutta l’Albania. Non a caso, è una spiaggia particolarmente amata dalla coppie che si trovano ad ammirare una paesaggio selvaggio fatto di sabbia bianca e fine mista a ghiaia incastonata tra imponenti scogliere. In zona sono presenti anche delle affascinanti grotte marine che permettono di ammirare molte specie di pesci.

Spiaggia di Lukova
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La sabbiosa Spiaggia di Lukova

Movida e vita notturna

Sin dall’antichità, Saranda è conosciuta per essere una delle località più vivaci dell’Albania: è piena di ristoranti, locali e discoteche che sono aperte soprattutto nel periodo estivo.

Molto prezioso e amato, infatti, è il suo Lungomare poiché qui si sviluppa maggiormente la movida. Saranda, al calar del sole, accende le luci dei suoi locali e quelle che prima erano semplici spiagge si trasformano in vibranti luoghi di incontro per persone di tutte le età.

Saranda, cosa vedere in città

Tra le cose da vedere in città c’è senza ombra di dubbio il Porto che, pur essendo dedicato alle grosse imbarcazioni, riesce a conservare un particolare fascino: è lui a dare il benvenuto in questa colorita cittadina.

Come già accennato, vale anche la pena passeggiare sul suo prezioso Lungomare che risulta molto caratteristico e suggestivo, per poi cambiare completamente volto la sera quando si anima con chioschi e musica.

Bellissimi sono anche i resti dell’antica Sinagoga Ebraica situati proprio al centro della città: rappresentano uno dei più datati insediamenti di questa comunità nel Mediterraneo. Poi ancora il Monastero dei 40 Santi, da molti ritenuto il simbolo della città. Purtroppo, a causa dei bombardamenti avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale, sono oggi visibili solo le rovine.

Non può di certo mancare una sosta presso il Castello di Lekursi che si distingue per essere il luogo più panoramico di tutta la città: da qui si ammira tutta la baia, il porto, l’isola di Corfù e le valli. Da queste parti è presente anche un ristorante che propone piatti tipici, un bar e una sorta di piccolo palcoscenico pieno di concerti e spettacoli di musica dal vivo.

Infine, vale la pena fare una sosta anche al Parco Nazionale di Butrinto, un’area archeologica e naturale, che ospita diverse specie animali in pericolo di estinzione globale e una ricca storia culturale, tanto da essere stato inserito nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Castello di Lekursi
Fonte: iStock
Il magnifico Castello di Lekursi

Come raggiungere Saranda

Saranda si trova lungo la costa meridionale dell’Albania e il modo più veloce e agevole per raggiungerla è il traghetto. In città, infatti, non esiste un aeroporto internazionale e per questo si consiglia di guidare fino a Bari o Brindisi dove poter salire a bordo di un traghetto per Valona o Durazzo.

Successivamente si può prendere l’autostrada A2 per Saranda. In città, invece, vale la pena muoversi piedi. Ottime alternative sono anche la bicicletta e i mezzi pubblici locali.

L’isola col faro che galleggia sul Mar Ionio

Il Salento è una destinazione incantevole che attira ogni anno i turisti di tutto il mondo per le sue coste mozzafiato, il mare cristallino e le spiagge sabbiose, il luogo l’ideale per gli amanti del sole e del mare.

Un vero scrigno di storia e cultura, tra uliveti secolari e masserie tradizionali, che nasconde tesori incredibili che aspettano solo di essere scoperti.

Le isole che costellano il territorio sono poche, ma tutte meritano senza dubbio di essere visitate. Il viaggio di oggi ci conduce sull’Isola di Sant’Andrea, una terra caratterizzata da una bellezza selvaggia e incontaminata. Qui è impossibile non rimanere incantati di fronte alle scogliere a picco sul mare, le acque turchesi e le grotte suggestive, una meta imperdibile per coloro che desiderano immergersi nella natura e scoprire la magia del Salento.

L’Isola di Sant’Andrea: un paradiso mediterraneo

L’Isola di Sant’Andrea, conosciuta anche come Isola di Gallipoli, sorge appena sopra il livello del mare, raggiungendo un’altitudine di poco più di tre metri, una caratteristica che la rende estremamente vulnerabile all’impeto delle onde e dei venti.

Quest’area protetta si estende per circa 50 ettari ed è una testimonianza della straordinaria ricchezza della biodiversità mediterranea.

Infatti, l’intera area fa parte del Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea e Litorale di Punta della Suina, un luogo di grande rilevanza per la fauna, soprattutto per la nidificazione del Gabbiano Corso. Nonostante attualmente sia disabitata, l’isola è aperta alle visite e regala uno spettacolo mozzafiato da ogni prospettiva.

Una delle attrazioni più affascinanti è il suo imponente faro, un edificio che si erge maestoso e si lascia ammirare anche da lontano. Con la sua architettura distintiva e la sua storia secolare, rappresenta non solo un punto di riferimento, ma anche una testimonianza silenziosa del passato dell’isola.

Nel 1997, il Ministero della Difesa propose l’inserimento dell’Isola di Sant’Andrea nella lista dei beni da vendere a privati. Tuttavia, nel 2000, grazie alle azioni intraprese da associazioni e partiti politici, il Tribunale di Lecce emise una sospensione che ne vietava qualsiasi forma di vendita. Questo provvedimento legale sottolineò la consapevolezza del valore intrinseco e dell’importanza di conservare questo luogo unico. L’Isola di Sant’Andrea è diventato un bene invendibile, garantendo così la preservazione nel tempo e la sua bellezza naturale per le generazioni future.

Spiaggia Punta Pizzo Gallipoli
Fonte: iStock
Spiaggia Punta Pizzo, Parco Naturale Regionale Isola di Sant’Andrea, Gallipoli

Cosa fare sull’Isola di Sant’Andrea

L’Isola di Sant’Andrea offre una vasta gamma di attività e attrazioni per i visitatori che desiderano vivere un’esperienza all’insegna del relax, immersi completamente nella natura. Il suggerimento è quello di dedicare del tempo alle passeggiate lungo i sentieri panoramici alla scoperta della sua bellezza brulla e selvaggia.

Imperdibile è la salita fino alla cima del faro che permette di ammirare panorami emozionanti e godere di una vista privilegiata sulla bellezza dell’isola e delle sue acque cristalline.

Questa destinazione è anche un vero paradiso per gli amanti dello snorkeling e delle immersioni. Il mare limpido invita, infatti, all’esplorazione della meravigliosa e variegata vita marina che anima questi fondali. Inoltre, è possibile sperimentare diverse attività acquatiche, come il kayak, il paddleboard e numerose escursioni in barca, consentite esclusivamente tramite visite guidate o personale autorizzato.

Per maggiori informazioni riguardo le modalità e gli orari, è possibile consultare il sito ufficiale del Comune di Gallipoli. Inoltre, segnaliamo che è vietato l’ormeggio, lo sbarco, il transito, la balneazione e qualsiasi attività subacquea a meno di 100 metri dalla costa, per ridurre al minimo l’impatto umano sull’ambiente marino, garantendo la sopravvivenza di tutte le specie che vi abitano.

L’Isola di Sant’Andrea è un tesoro che merita di essere custodito e valorizzato, un luogo magico che lascia un’impronta indelebile nel cuore di chiunque lo visiti.

Isola Sant'Andrea al tramonto
Fonte: Getty Images
Isola di Sant’Andrea al tramonto, Gallipoli, Puglia

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