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Levanto, il borgo ligure poetico affacciato sul mare e vicino alle Cinque Terre

Se pensi che Levanto sia solo una tappa comoda per visitare le Cinque Terre, preparati a ricrederti. Il borgo ligure elegante e verace al tempo stesso è un concentrato irresistibile di spiagge dorate, storia millenaria, cultura viva e panorami che non smettono mai di stupire. Scopriamo insieme cosa fare a Levanto, le spiagge più belle e le cosa visitare.

Cosa vedere a Levanto

Hai presente quei posti che iniziano a piacerti piano piano… e poi non riesci più a lasciarli? Levanto è così. Un mix perfetto tra fascino ligure, vibes autentiche e panorami da cartolina. Perfetta per un weekend, ottima come base per esplorare le Cinque Terre, sorprendente se decidi di rimanerci di più.

 Centro storico

La prima cosa da vedere a Levanto?  Sicuramente il centro storico che incanta con i suoi caruggi, i tipici vicoli liguri. Ad ogni angolo si trovano botteghe, focaccerie, panetterie e casette color pastello con balconi fioriti e panni stesi. L’olfatto ci guida tra mille profumi fino ad arrivare alla piazza del Popolo dove si può osservare la loggia comunale del XIII secolo oggi riconosciuta patrimonio Unesco.

Chiesa di Sant’Andrea e le altre nascoste

Impossibile non notarla: con la facciata a strisce bianche e nere, la Chiesa di Sant’Andrea è il simbolo di Levanto. Costruita nel 1222 rappresenta pienamente il gotico ligure e internamente troverai colonne alternate, un campanile spettacolare e qualche chicca artistica nascosta tra le navate.

Qui si respira davvero la storia. Oltre alla celebre Sant’Andrea, Levanto custodisce veri gioiellini poco conosciuti. C’è la Chiesa della Santissima Annunziata con dipinti antichi, quella di Santa Maria della Costa che risale al XIII secolo, e l’Oratorio di San Giacomo, usato un tempo per le processioni religiose. Poi c’è il Santuario di Nostra Signora della Guardia, più moderno ma immerso nel verde e raggiungibile con una passeggiata tra gli ulivi.

Cosa vedere a Levanto: la Chiesa di Sant’Andrea
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Chiesa di Sant’Andrea a Levanto

Castello di Levanto

Sali lungo le scalette medievali e arriverai al castello Malaspina, oggi di proprietà privata ma sempre affascinante da ammirare dall’esterno; da quassù si apre una vista wow sul borgo e sulla costa. Scendendo, ti troverai immerso tra eleganti ville d’epoca e profumatissimi giardini mediterranei.

Il lungomare e villa La Pietra

Dopo tanto camminare, ci vuole una pausa sul lungomare. Passeggia senza fretta e raggiungi villa La Pietra, un belvedere affacciato sul golfo, perfetto per scattare foto o semplicemente perdersi nel blu e volendo prenota uno dei traghetti per le vicine Cinque Terre, lo splendido borgo di Lerici o la meravigliosa località di Portovenere.

Cosa fare a Levanto

Tra le attività da fare a Levanto ci sono ottimi percorsi, trekking e ovviamente gite fuori porta per raggiungere i dintorni. Chi si ferma per un weekend a Levanto dovrebbe prevedere queste attività.

La pista ciclopedonale Maremonti

Una delle attività più amate da grandi e piccini. La pista Maremonti collega Levanto a Bonassola e Framura attraverso un percorso pianeggiante di circa 6 km, realizzato sulla vecchia linea ferroviaria. Tra una galleria e l’altra, si aprono scorci sul mare davvero fotogenici. Puoi farla a piedi, in bici, in monopattino… o come vuoi tu.

Trekking a Punta Mesco

Hai voglia di camminare? Allora prepara scarpe comode e acqua nello zaino: il sentiero per Punta Mesco ti regala uno dei panorami più belli delle Cinque Terre. Si parte dal lungomare di Levanto e si sale tra ulivi, pini marittimi e profumo di erbe spontanee. Arrivati in cima, è d’obbligo fermarsi a guardare il mare: pura poesia.

Il Festival Amfiteatrof

Se capiti a Levanto in estate, controlla il programma del Festival Amfiteatrof. Concerti di musica classica e da camera prendono vita in scenari unici: chiostri, cortili storici, antiche chiese. Una vera chicca per chi ama unire arte e atmosfera.

Gita a Bonassola e alle Cinque Terre

A soli 10 minuti di bici (o una piacevole camminata) si arriva a Bonassola, un borgo super tranquillo incastonato tra mare e colline. Da vedere: la Chiesa di Santa Caterina, la passeggiata sul lungomare, e ovviamente… un’altra focaccia da assaggiare! Il borgo è perfetta anche come base per visitare le Cinque Terre. I treni passano ogni mezz’ora e in pochi minuti sei a Monterosso, Vernazza, Manarola o Corniglia. Ma sappi che ogni volta che tornerai a Levanto sarà un’emozione.

Assaggia la cucina tipica

A Levanto si mangia bene… anzi, benissimo. La cucina ligure qui è protagonista assoluta, con piatti semplici ma carichi di gusto. Inizia con un bel piatto di trofie al pesto (vero protagonista ligure), prova le famose acciughe locali, marinate o ripiene, e non perderti il gattafin, un raviolone fritto ripieno di erbette e formaggio. Per un morso veloce? Focaccia genovese a volontà.

E per brindare come si deve, un calice di Vermentino fresco con vista mare fa miracoli. Le spiagge di Levanto Levanto sorprende fin dal primo sguardo con il suo ampio litorale, tra i più estesi della Riviera di Levante.

Le spiagge di Levanto

Sono capaci di accontentare ogni gusto, tra tratti sabbiosi per le famiglie e zone con ciottoli apprezzate dagli sportivi. Raggiungere il mare è facile come bere un caffè: basta scendere la scalinata davanti alla stazione e passeggiare per corso Roma, tra negozietti, palme e aria salmastra. In meno di dieci minuti sei già con i piedi nella sabbia.

 Tra le spiagge più belle:

  • Spiaggia della Pietra. Sabbia fine e fondale basso, perfetta per i più piccoli; Via au Mô. A ridosso della diga, ideale per lo snorkeling;
  • Spiaggia da “Pipetta”. Piccola, sabbiosa e comoda, con un bar a pochi passi;
  • Vallesanta. Sul confine con Bonassola, tranquilla e circondata dal verde;
  • Dog beach. Una caletta immersa nella natura dove anche gli amici a 4 zampe sono i benvenuti.
Cosa fare a Levanto: le spiagge più belle
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Spiaggia a Levanto dove fare il bagno

Dove si trova Levanto e come arrivare

Levanto è uno dei borghi più belli d’Italia e si trova in Liguria lungo la Riviera di Levante al confine con il parco nazionale delle Cinque Terre. Molti lo scelgono proprio come tappa per poter partire all’esplorazione del golfo e si può raggiungere in auto, oppure più comodamente in treno con ottimi collegamenti da Genova, La Spezia, Pisa e Milano.

Paradisi della Liguria: le isole più belle da scoprire in estate

Scogliere selvagge, grotte segrete e un mare mozzafiato che incanta solo a guardarlo. È vero, la Liguria non è famosa per la quantità delle sue isole, tuttavia quelle poche che custodisce tra le sue coste sono capaci di lasciare il segno e conquistare i cuori di chi decide di visitarle. Piccole e misteriose, spesso selvagge, sono luoghi ideali per chi desidera un’estate all’insegna dell’esplorazione e della scoperta. Sono isole che vanno scoperte piano, a piedi o in barca, tra sentieri immersi nel verde e calette dove l’acqua si tinge di turchese. In questa guida, ti raccontiamo le isole della Liguria più belle, da scoprire nei mesi estivi, per un’estate diversa dal solito.

Isola di Palmaria

Salpando da Portovenere, a pochi minuti di traversata, puoi sbarcare in un mondo parallelo dove il caos non esiste. L’Isola di Palmaria è la più grande della Liguria e anche la più sorprendente; con sentieri immersi nella natura che si aprono su panorami selvaggi, un mare turchese, spiagge nascoste, scogliere a picco e un aroma inconfondibile di pino e rosmarino. Luogo ideale per chi vuole vivere l’incanto del mare nella calma più totale, tra silenzi e contemplazioni, l’Isola di Palmaria va esplorata, ascoltata e respirata.

Vivere l’Isola di Palmaria in estate: cosa vedere e cosa fare

Nonostante sia suggestiva in ogni stagione, in estate l’Isola di Palmaria si illumina di tutta la sua bellezza, con una natura rigogliosa che la ricopre e che risalta sullo sfondo di cieli azzurri e mari turchesi. Inoltre, le giornate lunghe e soleggiate sono un invito a godersi tutte le esperienze che l’isola ha da offrire, tra cui:

  • Giro dell’isola a Piedi: con una passeggiata ad anello della durata di circa 3 ore puoi fare il giro completo dell’isola, scoprendo gli scorci mozzafiato che si aprono sul mare e sulla splendida Portovenere. Il sentiero è considerato di media difficoltà, con tratti misti tra pianeggianti e rocciosi. Consigliato abbigliamento sportivo e scarpe da trekking.
  • Scoprire la Grotta Azzurra: a sud dell’isola, la Grotta Azzurra è uno di quei luoghi mistici che sembrano appena usciti da un libro di leggende folcloristiche. Puoi raggiungerla solo in barca o in kayak ma, una volta entrato, resterai senza fiato; la luce che filtra riflette il turchese del mare sulle pareti avvolgendo tutta la grotta di una luce azzurra surreale. Se vuoi godertela al meglio, affitta un kayak da Portovenere e raggiungila la mattina presto quando è ancora deserta.
  • Forte Cavour: se ami la storia, visita il Forte Cavour. Un’ex-struttura militare, oggi abbandonata, che offre uno sguardo sulla storia dell’isola e un’atmosfera sospesa nel tempo. Il forte non è visitabile al suo interno ma è una sosta imperdibile da fare durante l’escursione sull’anello dell’isola.
  • Relax in spiaggia: se vuoi goderti lunghe giornate rilassanti in spiaggia, l’Isola di Palmaria è il posto giusto. Nel prossimo paragrafo ti racconteremo le tre spiagge più belle dell’isola, per momenti di totale relax vista mare.
  • Sport: se invece sei un’anima sportiva, l’estate all’Isola di Palmaria ha tante attività da offrire tra cui SUP, kayak, snorkeling, immersioni subacquee ed escursioni guidate via mare.

Le 3 spiagge più belle dell’Isola di Palmaria

Vista sull'Isola di Palmaria in Liguria
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La pittoresca Isola di Palmaria, a poco da Porto Venere in Liguria

Tra le isole della Liguria, quella di Palmaria non è sicuramente un’isola da stabilimenti balneari organizzati ma, nonostante ciò, è quella che offre più possibilità di balneazione. Qui le spiagge sono lasciate nelle mani della natura e ognuna differisce dall’altra per qualche caratteristica. Dai ciottoli levigati alle calette rocciose, ogni spiaggia è da scoprire e da vivere secondo i propri gusti e le proprie attitudini di viaggio: c’è la spiaggia perfetta per chi vuole nuotare, quella per prendere il sole in solitudine e quella per immergersi con maschera e boccaglio. Ecco la nostra top 3:

  • Spiaggia del Pozzale: a sud-est dell’isola è la spiaggia più famosa di Palmaria, forse anche grazie alla facilità con la quale si può raggiungere. La spiaggia offre ciottoli chiari, mare turchese e una vista incredibile su Portovenere. Apprezzata molto anche dai locals, è tra le più gettonate soprattutto in alta stagione.
  • Cala della Fornace: molto più intima della Spiaggia del Pozzale, è una spiaggetta piccola e selvaggia, perfetta per chi cerca tranquillità e preferisce le soluzioni lontane dai sentieri battuti.
  • Spiaggia dei Gabbiani: un nome che non è un caso; qui i gabbiani sono di casa, proprio perché è una spiaggia protetta e raggiungibile solo in barca. Qui puoi trovare mari cristallini e una vita sottomarina che toglie il fiato. Se decidi di visitarla, porta con te maschera e boccaglio. Non te ne pentirai!

Come raggiungere l’Isola di Palmaria

Puoi raggiungere l’Isola di Palmaria comodamente da Portovenere (la quale dista solo 300 metri) con i taxi-boat, molto frequenti sopratutto in estate, che arrivano principalmente nella Spiaggia del Pozzale. In alternativa, puoi optare per i battelli turistici che partono da La Spezia e che includono nel loro itinerario tappe a Portovenere o Palmaria. Infine, puoi raggiungerla in kayak o con una barca privata qualora ne possedessi o ne affittassi una. Un consiglio: sull’isola ci sono pochi punti di ristoro e nessun esercizio, dunque porta con te cibo e acqua se hai intenzione di stare lì tutto il giorno.

Isola di Bergeggi

Vista panoramica sull'Isola di Bergeggi in Liguria
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L’Isola di Bergeggi: piccola perla ligure

Come vedrai leggendo i paragrafi successivi, le isole della Liguria sono avvolte da un fascino misterioso. Così come le altre, anche l’Isola di Bergeggi è abbracciata da un’aura che sa di leggende secolari. Un piccolo gioiellino rigoglioso adagiato nel mare della Riviera ligure di ponente. L’isola si colloca di fronte all’omonimo borgo, a una distanza di una manciata di metri, ed emerge dal mare come uno scoglio misterioso, ricoperto di vegetazione mediterranea e avvolto da acque limpidissime e turchesi. L’isola, come molte altre delle sue sorelle, non è visitabile in loco ma la si può ammirare avvicinandosi con imbarcazioni di ogni tipo. Forse è proprio per questo motivo che solo a guardarla si inizia a pensare a storie antiche di pirati, fanciulle da salvare e monaci eremiti. L’Isola di Bergeggi è una destinazione piccola solo sulla mappa, ma piena di grandi in emozioni.

Scoprire l’Isola di Bergeggi in estate: cosa vedere e cosa fare

Se è vero che non si può approdare sull’isola, è altrettanto vero che in estate ci sono molte cose che puoi fare per godere della sua bellezza, rispettando questo ordine restrittivo pensato per conservarne l’autenticità e l’integrità. In questo periodo dell’anno l’isola si colora di nuance vivide e, essendo una Riserva Naturale Regionale e Area Marina Protetta, offre un contesto incontaminato e lontano dalla quotidianità. Ecco alcune attività che puoi fare attorno all’isola senza scendere a terra:

  • escursione guidata: come dicevamo, l’accesso autonomo sull’isola non è consentito. Tuttavia, vengono organizzate alcune visite guidate in determinati periodi dell’anno che si avvicinano all’isola e ne svelano i suoi segreti.
  • Kayak attorno all’isola: unendo attività sportiva e relax, puoi provare l’esperienza di circumnavigare l’isola pagaiando. Partendo dalla spiaggia di Bergeggi, che si trova di fronte allo scoglio, puoi prendere un kayak a noleggio e avvicinarti all’isola. Ma la meta non è tutto, tra una pagaiata e l’altra potrai trovare piccole grotte e acque cristalline che tolgono il fiato.
  • Snorkeling e immersioni subacquee: se i fondali marini ti attirano come il canto di una sirena, non riuscirai a resistere al richiamo dell’Isola di Bergeggi; il mare che la circonda, infatti, è un microcosmo che pullula di vita. Stelle marine, praterie di posidonia, spugne, pesci e ricci di mare, vorrai passare ore a galleggiare equipaggiato di maschera e boccaglio. Per un’esperienza completa puoi anche prendere parte a un corso di diving che puoi trovare facilmente nella zona.
  • Vedere l’alba sul mare: se ami gli scenari romantici e a tratti poetici, goditi l’alba sul mare da una delle spiagge di fronte all’Isola di Bergeggi. Vedere il sole sorgere lentamente e abbracciare di luce l’isola è un’esperienza magica difficile da dimenticare.

Le 3 spiagge più belle nei dintorni dell’Isola di Bergeggi

È vero, l’Isola di Bergeggi, come tante altre isole della Liguria, non è accessibile per la balneazione diretta. Tuttavia, la costa che la fronteggia e che dista appena 200 metri dallo scoglio è ricca di spiagge incredibili che soddisfano i gusti di ogni viaggiatore. Abbiamo fatto una selezione delle tre spiagge più belle con vista sull’Isola di Bergeggi, per assaporarne l’atmosfera nel modo più diretto possibile.

  • Spiaggia libera di Bergeggi: è la spiaggia più vicina all’isola, con solo 200 metri di mare che le separano. Questa spiaggia è adatta per tutti quelli che amano le distese larghe e gli ingressi morbidi in mare. Ampia, fatta di ciottoli chiari e lambita da un mare turchese mozzafiato, è la scelta migliore per chi desidera avvicinarsi il più possibile all’isola. È proprio da questa spiaggia che si possono noleggiare equipaggiamenti come kayak e suo o prendere parte a escursioni guidate in barca che ti porteranno nelle vicinanze dell’isola e ne circumnavigheranno le coste.
  • Spiaggia del Lido delle Sirene: un’altra spiaggia mozzafiato, meno inflazionata della spiaggia libera di Bergeggi, è la Spiaggia del Lido delle Sirene. Per accedervi dovrai affrontare un breve sentiero, adatto a tutti i tipi di allenamento. Si tratta di un caletta nascosta, incastonata tra le scogliere, tranquilla e lontana dal caos vacanziero. I fondali in questa zona sono un vero spettacolo, facendo di questa spiaggia la meta ideale per chi ama fare snorkeling e ammirare la vita sottomarina.
  • Baia delle Vele: ultima spiaggia della nostra selezione è la Baia delle Vele. Una perla raggiungibile solamente a piedi o in barca. Come la Spiaggia del Lido delle Sirene, anche questa è intima e riservata, selvaggia e silenziosa. Perfetta per chi vuole ritrovare una connessione diretta con la natura e per godersi un’atmosfera di calma e relax totale. Da qui, la vista sull’Isola di Bergeggi è spettacolare, soprattutto nelle ore del tramonto quando il cielo si tinge di arancione e il tempo sembra sospendersi improvvisamente.

Come raggiungere l’Isola di Bergeggi

Come ti abbiamo raccontato, l’Isola di Bergeggi dista solo 200 metri dalla costa, ecco tutte le opzioni che hai per poterti avvicinare quanto consentito e goderti al meglio la bellezza dell’Isola.

  • In kayak o SUP: noleggiando uno di questi due mezzi e partendo direttamente dalla Spiaggia libera di Bergeggi. In pochi minuti sarai vicino alla costa dell’isola e potrai girarla in autonomia.
  • Barca privata (o diving boat): se possiedi una barca privata puoi raggiungere facilmente l’isola e circumnavigarla. In alternativa, se sei un fan delle immersioni, puoi partecipare a un tour di diving.
  • Escursioni guidate: alcune associazioni ambientali, inoltre, organizzano tour autorizzati con accesso all’isola. Questo avviene solo per piccolissimi gruppi e in poche date selezionate, quindi monitora i siti di riferimento per capire se c’è qualche opzione valida durante la tua permanenza.

Isola del Tino

Se Palmaria è l’isola da esplorare in lungo e in largo, quella del Tino è da contemplare. Decisamente la più misteriosa tra le isole della Liguria, è chiusa al pubblico per gran parte dell’anno. Scrigno che custodisce perle storiche e naturali, quest’isola non solo è patrimonio UNESCO ma è anche zona militare. A guardarla dalla costa sembra solo una montagna rocciosa che emerge dal mare ma, in realtà, al suo interno si trova un’antica abbazzia, fortificazioni e sentieri boscosi.

Scoprire l’Isola del Tino in estate: cosa vedere e cosa fare

Se stai visitando queste zone in settembre, non perderti l’occasione di approdare sull’isola. Questa, infatti, è visitabile solo ed esclusivamente in occasione di San Venerio – patrono del Golfo della Spezia – festività che cade ogni anno il 13 settembre e il weekend successivo. In questi giorni, l’isola apre al pubblico e offre visite guidate, eventi religiosi e culturali. Durante tutto il resto dell’anno la puoi ammirare solo dal mare, prendendo parte a qualche tour in barca che costeggia l’arcipelago. Anche se piccina, ecco tutto quello che puoi fare, quando possibile, sull’isola di Tino.

  • Visitare l’Abbazia di San Venerio: fondata nel IX secolo nel luogo dove San Venerio trascorse la sua vita da eremita, quest’abbazia è il cuore pulsante dell’isola. Resti medievali e tracce romaniche contribuiscono ad amplificare il fascino misterioso di un tempo sospeso.
  • Salire sul faro del Tino: costruito nel 1840, questo faro sorge sontuoso e imponente sulla sommità dell’isola e rappresenta uno dei simboli più iconici del Golfo della Spezia. Nei giorni in cui l’isola è aperta al pubblico, è possibile salire in cima per godere di un panorama incredibile dove il mare e il cielo si fondono.
  • Esplorare le fortificazioni militari: l’Isola del Tino è punteggiata da fortezze militari dismesse costruite tra ottocento e novecento. Oggi è possibile osservarle camminando tra i sentieri dell’isola e le postazioni che si mimetizzano nella vegetazione rigogliosa.

Come raggiungere l’Isola del Tino

Non essendo aperta al pubblico tutto l’anno, per raggiungere l’isola del Tino hai solo due opzioni:

  • Per l’occasione di San Severio: durante la festa del patrono, vengono organizzati tour speciali in barca partendo da Portovenere o da La Spezia. È l’unica occasione che hai per poter scendere sull’isola, esplorarla a piedi e visitare le sue attrazioni principali.
  • In barca: tutto il resto dell’anno puoi navigare intorno all’isola senza sbarcare, poiché zona militare. Per farlo puoi optare per un tour organizzato o utilizzando la tua imbarcazione privata o kayak. Anche se non potrai scendere, ti accorgerai presto della meraviglia che si apre ai tuoi occhi, con falesie a picco sul mare e il suggestivo faro che domina il panorama.

Isola del Tinetto

L’isola del Tinetto è, più che un’isola, un grande scoglio che emerge dal mare. Insieme a Palmaria è l’Isola del Tino è considerata Patrimonio dall’UNESCO. Nonostante sia la più piccola dell’arcipelago, la sua superficie ridotta è uno scrigno spirituale e archeologico. Come sua sorella maggiore, l’Isola del Tino, non vi è possibile sbarcare per preservarne l’integrità ma puoi circumnavigarla e ammirare dal mare le sue meraviglie. Tra queste troviamo:

  • Il Monastero e l’Oratorio del VI secolo: protetti tra le rocce dell’isola, si possono ancora riconoscere i resti di un antico complesso monastico scolpito direttamente nella pietra. Una testimonianza unica di uno dei primissimi insediamenti eremitici della zona.
  • Fauna e flora: sull’Isola del Tinetto non vi è molta vegetazione ma è possibile scorgere alcune specie tipiche della macchia mediterranea. Ma il vero tesoro è il mare che pullula di vita, perfetto per chi ama fare snorkeling e immersioni.

Come raggiungere l’Isola di Tinetto

Come ti abbiamo raccontato, l’Isola del Tinetto non è visitabile su terra ma la si può scoprire dal mare. Per raggiungerla puoi partecipare a un tour in barca da Portovenere o da La Spezia: ti avvicinerai il giusto per poter ammirare i resti del monastero e le falesie a picco sul mare. In alternativa, puoi circumnavigarla con un’imbarcazione privata o raggiungerla con kayak o un SUP da Portovenere. Non dimenticarti di portare con te maschera e boccaglio, un tuffo nelle acque che avvolgono il Tinetto di permetterà di scoprire un mondo sottomarino che pullula di vita.

Isola Gallinara

Ultima perla tra le isole della Liguria, è l’Isola della Gallinara, esattamente di fronte al litorale di Albenga. Anche quest’isola, come le sue sorelle Tino, Tinetto e Bergeggi, non è accessibile ma ne puoi vivere la magia dal mare. Con una forma inconfondibile, l’Isola Gallinara emerge dal mare come una tartaruga gigante addormentata che si lascia cullare dalle onde che ne bagnano il profilo. Oggi l’isola è considerata riserva naturale protetta e custodisce una biodiversità ampia e variegata e tante storie e leggende dal fascino antico. Misteriosa, protetta, perfetta nella sua distanza.

Scoprire l’Isola della Gallinara in estate: cosa vedere e cosa fare

Anche in questo caso, l’approdo non è consentito ma ciò non significa che tu non possa godere delle esperienze magiche che ha da offrire. Il suo perimetro è infatti esplorabile in diversi modi, tutti che garantiscono non solo la possibilità di riempirsi gli occhi di meraviglia guardando la natura dell’isola, ma anche di tuffarsi nelle sue splendide acque. Ecco cosa puoi fare attorno all’Isola della Gallinara, senza scendere su terra:

  • Esplorarla in kayak o in barca: che tu scelga un’imbarcazione privata, un tour guidato o un’avventura in kayak, potrai navigare lentamente lungo tutta la costa dell’isola, ammirandone le scogliere a picco sul mare, le sue grotte e la vegetazione che la ricopre. Per circumnavigarla ci vuole in media un’oretta, tempistiche che variano a seconda dell’imbarcazione che scegli e del tempo che vuoi dedicarle.
  • Snorkeling e immersioni: la vita sottomarina nelle vicinanze dell’isola pullula di vita ed è un vero e proprio paradiso per chi ama armarsi di maschera e boccaglio e scoprire pesci colorati, scogli ricchi di vegetazione marina e altri simpatici abitanti del mare. Le acque turchesi e limpide facilitano l’avvistamento delle creature marine facendoti dimenticare il tempo trascorso in acqua.
  • Scoprire la sua storia ammirandola da lontano: la Gallinara è uno scrigno che custodisce storie e leggende. Dal suo antico monastero benedettino ai relitti e reperti storici che ne popolano i fondali, ci sono tantissime storie che puoi leggere e scoprire seduto comodamente sul tratto di costa che si affaccia su questa magnifica isola. I punti panoramici migliori dove ammirarne la bellezza sono sul lungomare di Albenga, soprattutto al tramonto; da Capo Mele, un promontorio nei pressi di Alassio dove l’isola si mostra da un’angolazione differente ma altrettanto affascinante; dal Belvedere di regione Torretta: un punto panoramico che regala una vista mozzafiato sulla grande tartaruga dormiente.

Con questa guida sulle isole della Liguria ti abbiamo raccontato di posti magici, accessibili e meno accessibili. Piccoli mondi sospesi tra cielo e acqua, ognuno dei quali possiede un carattere e un’anima differente ma, soprattutto, tante storie da raccontare per rinvigorire l’immaginazione di chi ha voglia di starle a sentire. Belle e suggestive in ogni stagione, l’estate è sicuramente il periodo dell’anno migliore per visitarle o ammirarle da lontano; quando la vegetazione che le ricopre si fa fitta e quando il sole ne bacia il profilo esaltandone la bellezza. Dalla vivace Palmaria, alla misteriosissima isola del Tino, queste isole sono scrigni che custodiscono storie millenarie e una natura intatta e incontaminata. Perfette per lunghi momenti di contemplazione, le isole della Liguria non saranno tra le più famose d’Italia ma riescono a stupire per varietà e conformazione.

Le spiagge di sabbia in Liguria: dove la costa si fa dolce

La Liguria è celebre per i suggestivi paesaggi scolpiti dal vento e dal mare, con scogliere verticali, insenature selvagge e promontori che si tuffano nelle acque blu del Mediterraneo: chiunque abbia percorso anche solo una manciata dei suoi 350 chilometri di costa, conosce bene l’alternanza di roccia e vegetazione, di borghi arroccati e spiagge nascoste come gioielli. Ma esiste anche un altro volto, meno atteso forse, ma sorprendente: quello delle spiagge di sabbia.

Se è vero che la Riviera ligure non è spesso conosciuta per i litorali sabbiosi, è altrettanto vero che chi non ama la sensazione dei ciottoli sotto i piedi può trovare lungo la costa delle autentiche oasi di sabbia dorata. Scopriamo insieme alcune delle spiagge sabbiose più affascinanti della regione, da Levante a Ponente.

La Spiaggia di Monterosso, incantevole eccezione

Tra le meraviglie delle Cinque Terre, una delle mete più visitate d’Italia, si cela una rarità preziosa: una spiaggia di sabbia vera. Monterosso al Mare è l’unico dei cinque borghi a vantare una distesa sabbiosa, e ciò lo rende ancora più speciale. La spiaggia di Fegina, infatti, si apre luminosa con la sabbia chiara e fine, lambita da acque turchesi che ricordano angoli di Mediterraneo più noti.

È facile da raggiungere, grazie alla vicinanza alla stazione ferroviaria, e propone numerosi stabilimenti ben curati, perfetti per una giornata al mare in totale relax.

Ma la sua fama ha un prezzo: soprattutto nei mesi estivi, può risultare affollata, ma basta un bagno all’ora giusta o una passeggiata al tramonto per dimenticare tutto.

Cavi di Lavagna, un litorale di quattro chilometri

Poco distante da Genova, Cavi di Lavagna è una vera sorpres: la frazione costiera, che ogni anno si guadagna la Bandiera Blu per la limpidezza delle acque, ospita una spiaggia sabbiosa che si estende per ben quattro chilometri, uno dei tratti sabbiosi più lunghi e continui di tutta la Liguria.

Cavi è perfetta per le famiglie, come dimostra anche la presenza della Bandiera Verde, simbolo di spiagge a misura di bambino. Gli stabilimenti offrono comfort e servizi, ma è l’atmosfera a  conquistare subito: il borgo, con le case variopinte che si affacciano sul mare, crea un contesto rasserenante, dove il tempo sembra scorrere più lentamente.

La sabbia si fonde con la quotidianità del vivere ligure, per un’esperienza autentica, lontana dal turismo di massa.

Moneglia, il segreto meglio custodito del Levante

La bellissima spiaggia di Moneglia in Liguria
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La paradisiaca spiaggia di Moneglia

Chi conosce la Liguria sa che spesso le località più belle sono anche le meno celebrate: Moneglia è uno di queste. Adagiata tra i monti e il mare, conserva un fascino discreto che incanta: la spiaggia sabbiosa, molto ampia per gli standard liguri, è abbracciata dal verde degli Appennini e si specchia in acque calme e limpide.

La vera magia, però, la si scopre nei momenti di quiete: all’alba, quando le prime luci accarezzano la sabbia ancora intatta, o al tramonto, quando il borgo si tinge d’oro, Moneglia rivela tutta la sua bellezza intima. Non troverete il clamore delle località più blasonate, ma un’armonia silenziosa che ammalia.

È il posto ideale per chi cerca una pausa dalla frenesia, senza rinunciare alla meraviglia e alla comodità di una spiaggia sabbiosa.

Laigueglia, la cartolina perfetta

Se sognate una spiaggia da cartolina, con sabbia soffice sotto i piedi e un borgo incantevole alle spalle, Laigueglia è la vostra destinazione: questo tratto di costa savonese è una delle rare località in cui la sabbia regna incontrastata. Il litorale, lungo circa tre chilometri, è un piccolo paradiso per chi vuole vivere una giornata al mare senza dover “combattere” con i ciottoli.

Il borgo di Laigueglia, dalle stradine strette e le case color pastello, è uno dei più belli d’Italia: passeggiare qui, con il profumo del mare nell’aria e la sabbia ancora tra le dita, è un qualcosa che non si dimentica. E se vi fermate a guardare l’orizzonte, quando la luce del sole scivola lenta sul mare, capirete perché la spiaggia continua a sedurre chiunque vi metta piede.

La Spiaggia di Varigotti, un quadro che prende vita

La spiaggia di Varigotti con le case colorate, Savona, Liguria
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L’inconfondibile spiaggia di Varigotti con il borgo saraceno

C’è un angolo di Liguria che sembra disegnato da un artista: si tratta del borgo marinaro di Varigotti, parte del comune di Finale Ligure, una di quelle tappe che restano nella memoria per sempre. Le case colorate, così vicine al mare da toccare quasi l’acqua, si affacciano su una spiaggia che definire straordinaria è dire poco.

Varigotti non vanta una spiaggia esclusivamente sabbiosa nel senso più classico, ma il suo fascino è così potente da conquistare anche i puristi della sabbia fine. Il litorale alterna tratti di sabbia a ciottoli levigati, così piacevoli al tatto da risultare persino comodi per stendersi al sole. In più, ogni dettaglio è studiato per accogliere: le fontanelle, le docce pubbliche, i tratti di spiaggia libera ben distribuiti accanto agli stabilimenti balneari.

Il mare, davanti, è un mosaico di blu e turchese che scintilla sotto il sole. E alle spalle, il borgo custodisce tutto ciò che serve: ristorantini con vista, negozi di artigianato locale, piccoli market. Famiglie, coppie, amanti del mare e della fotografia troveranno una meta da vivere e da ricordare.

La Spiaggia delle Calandre a Ventimiglia, gemma nascosta al confine

Chi arriva in Liguria dalla Francia si trova subito davanti a una delle sorprese più insolite dell’intera costa, ovvero la Spiaggia delle Calandre a Ventimiglia, proprio dove le Alpi toccano il mare: la spiaggia rappresenta un’eccezione preziosa in un tratto di litorale in prevalenza roccioso.

Il sentiero che porta fino al piccolo angolo di paradiso è scosceso e richiede un po’ di impegno, ma la ricompensa vale ogni passo. Una volta arrivati, ci si trova davanti a una soffice striscia di sabbia dorata, con un fondale che degrada con dolcezza, ideale anche per chi viaggia con bambini o ama l’acqua bassa.

Le Calandre vivono un equilibrio fragile con il mare: le dimensioni cambiano con il vento e le mareggiate, e nei giorni in cui le onde sono impetuose, la sabbia può sparire sotto l’acqua: è un fenomeno che ne racconta tutta la delicatezza, e la minaccia di fenomeni erosivi sempre più frequenti. Nonostante ciò, rimane uno dei tratti più suggestivi e selvaggi della Liguria occidentale, con un piccolo bar a supporto che permette di godere del paesaggio in totale relax.

Zoagli, in questo borgo c’è la passeggiata nella roccia su un mare da sogno

C’è un piccolo borgo in Liguria che è un vero e proprio sogno a occhi aperti. Incastrato tra le colline e il mare, di piccole dimensioni, ricco di tesori e con una spiaggia di ciottoli che si affaccia su un’acqua da sogno, Zoagli è anche il luogo giusto per una passeggiata sul mare, tra roccia e acqua.

Si trova in provincia di Genova, vicinissimo ad altre località che vale la pena visitare ed è una tappa perfetta per chi cerca una vacanza in un luogo autentico, in cui il tempo sembra essersi fermato e scorre lento tra scenografie incredibili e quel senso di relax che ti avvolge.

Qui c’è una delle passeggiate sul mare più belle, tra roccia e acqua, che regala scorci suggestivi e che diventa il posto ideale per fare il pieno di bellezza.

Zoagli, dove la passeggiata è tra roccia e mare

La Liguria è tutta un susseguirsi di borghi di mare, cittadine e centri urbani più grandi che si affacciano alla costa, il più delle volte regalando passeggiate sul mare decisamente suggestive. Ma ce n’è una che, forse, vince su tutte le altre. È quella di Zoagli che, dalla piazzetta principale, si estende in due direzioni diverse e che regala scorci indimenticabili.

Un posto che sembra fuori dal tempo: tra la roccia che si getta tra le onde e il mare, infatti, vi è questo camminamento speciale che regala la sensazione di essere sospesi, di trovarsi lontani da tutto. A fare da sfondo i colori: il grigio della pietra, il blu dell’acqua e l’azzurro del cielo.

Un posto dal fascino romantico, che si srotola tra scogli, piccole calette e un mare da sogno. Di giorno la vista spazia e da qui si può abbracciare con lo sguardo una parte del golfo del Tigullio, quel tratto di costa e mare che va dal promontorio di Portofino e si allunga fino a Sestri Levante, comprendendo al suo interno – e senza ripetere gli estremi – località magnifiche come Santa Margherita, Rapallo, Chiavari e Lavagna. La sera, invece, la passeggiata Canevaro diventa la location perfetta per una camminata romantica e indimenticabile.

Oltre a questo, però, Zoagli offre anche molto altro: storia, eccellenze architettoniche, paesaggi che lasciano il segno e percorsi escursionistici per immergersi nella natura. Un piccolo scrigno di tesori da scovare ed esplorare.

Zoagli, il lungomare
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Un tratto della passeggiata di Zoagli

Cosa fare a Zoagli

Oltre a una passeggiata (ma anche più di una) lungo il percorso sul mare Canevaro, a Zoagli ci sono tantissime altre cose da fare e da vedere.

Tra le prima ci sono, senza ombra di dubbio, le giornate in spiaggia: qui si può godere dei raggi del sole in estate, ma anche in autunno e primavera. Da non sottovalutare, poi, l’invrno, quando invita a stare all’aperto per godere di quelle giornate di cielo terso e incredibile che regalano gennaio e febbraio.

Il mare è bellissimo, le spiagge con ciottoli, mentre dall’acqua affiorano qua e là delle rocce: indossare la maschera e il boccaglio permette di esplorare sotto la superficie dell’acqua e andare alla scoperta dei suoi tesori. Uno di questo è la Madonna del Mare, scultura in bronzo alta 1,60 metri realizzata dall’artista Marian Hastianatte. Si trova a nove metri di profondità, d’innanzi alla Rotonda Grande che si trova sulla passeggiata.

Se si ama camminare Zoagli, poi, regala tantissimi percorsi. A partire dalle creuze, strade pedonali tipiche della Liguria e che qui si arrampicano verso le colline. Ve ne sono due, in particolare, che portano da una parte a San Pietro di Rovereto e dall’altra a San Pantaleo e Sant’Ambrogio. Le frazioni sono tutte particolarmente affascinanti e da lì si gode di una vista che leva il fiato. Poi vi sono anche percorsi escursionistici come quello noto come Sentiero dei 5 Campanili che si snoda per 11 chilometri – circa – e accompagna alla scoperta dei dintorni e delle chiese presenti.

Spiaggia e mare a Zoagli
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La spiaggia e il mare a Zoagli

Cosa vedere a Zoagli

A Zoagli non mancano le cose da vedere, del resto pare che questo luogo abbia fatto breccia nel cuore di artisti celebri.

Come detto, ci sono molti edifici religiosi, tra cui segnaliamo la chiesa di San Pietro di Rovereto dove si può vedere un’urna cineraria in marmo, databile intorno al I secolo d. C., quella di San Giovanni Battista nella frazione di Semorile, invece, conserva parte delle ceneri del santo, mentre la più antica e databile intorno al XII secolo è la chiesa di San Pantaleo.

Le testimonianze, invece, del periodo delle incursioni dei pirati saraceni si riconoscono nelle torri di avvistamento che si trovano nel territorio del borgo. Vicino alla spiaggia centrale di Zoagli, infatti, si incontrano la Torre Saracena di Levante e la Torre di Ponente inglobata nel Castello Canevaro.

Tra gli edifici civili di pregio presenti sul territorio comunale, vale la pena citare Castello Canevaro, che nel corso del tempo si è sviluppato proprio intorno alla torre di avvistamento, che è stata innalzata a partire dal 1550, successivamente all’attacco del corsaro Dragut avvenuto a Rapallo nel 1549.

Tra le meraviglie di Zoagli, vi è un’antica tradizione: si tratta di quella della tessitura di damaschi e velluti.

Senza dubbio questo è un borgo marinaro in cui assaporare l’atmosfera tipica della Liguria, fatta di tradizioni, autenticità, cultura viva e sapori deliziosi. Non si può dire di essere passato per questa regione senza aver assaporato alcune sue tipicità come focaccia, pesce, pesto e olio.

La piazza centrale di Zoagli in Liguria
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Liguria, la piazza centrale del borgo di Zoagli

Come raggiungere il borgo

Arrivare a Zoagli è davvero semplice. Innanzitutto, è servita dalla stazione ferroviaria, per cui chi soggiorna in altre zone del Tigullio può raggiungere il borgo marinaro senza alcun impedimento con il treno. Inoltre, è vicino a due uscite autostradali. Quella di Rapallo è la più vicina, mentre poco più distante vi è quella di Chiavari.

Un borgo stupendo, incastrato tra le colline e che si affaccia sul mare, con una delle passeggiate più belle, romantiche e suggestive di tutta la Liguria. Zoagli è la meta perfetta per una vacanza in ogni momento dell’anno: in estate, per godere del suo mare incredibile, in inverno per ammirarla senza fretta, ma anche durante l’autunno e la primavera quando il clima mite invita a vivere questa cittadina di mare.

Spiagge libere in Liguria, questi angoli di paradiso gratuiti sono perfetti per l’estate

La Liguria non è solo terra di pesto e borghi da cartolina, ma anche un susseguirsi di calette segrete, baie turchesi e spiagge che si aprono all’improvviso tra le scogliere come piccoli miracoli estivi. Qui il mare sa essere fiero e selvaggio, ma anche quieto e abbracciante. Le spiagge libere in Liguria sono poche, ma intense: angoli di libertà dove sentirsi parte della natura, tra ciottoli levigati e acque cristalline, tra vento salmastro e sguardi persi all’orizzonte. Ecco le più belle perfette per l’estate.

Le Calandre Beach a Ventimiglia

Sembra uscita da un sogno californiano, e invece è ligure fino al midollo. Le Calandre è una delle poche spiagge sabbiose del Ponente, un piccolo miracolo naturale nascosto tra le scogliere di Ventimiglia. Il suo arenile dorato, soffice e mutevole – spesso modellato dalle mareggiate – si stende di fronte a un mare che passa dal blu profondo al turchese tropicale.

Per raggiungerla, bisogna affrontare un sentiero scavato nella roccia lungo la passeggiata Marconi: pochi minuti, ma l’arrivo è da batticuore. È amatissima dai surfisti, grazie alle onde generose che si infrangono tra novembre e marzo, ma d’estate diventa il rifugio perfetto per chi cerca libertà e panorama.

Spiaggia dei Tre Ponti a Sanremo

A pochi minuti dal cuore glamour di Sanremo, si nasconde una spiaggia che sa di autenticità e sale marino. Tre Ponti è una lunga lingua di sabbia dorata e sottile, lambita da un mare limpido e circondata da un paesaggio semplice, ma magnetico. Gran parte della spiaggia è libera, ma c’è anche qualche comodità: docce, noleggio lettini, chioschetti con bibite fresche.

Perfetta per una giornata al mare senza fronzoli, tra un tuffo e una lettura sotto l’ombrellone. E se ami il surf, qui il vento non manca mai.

Spiaggia di San Donato a Finale Ligure

Finale Ligure non è solo passeggiata sul lungomare e gelati al tramonto. Non è molto distante dalla precedente ed è una vera meraviglia: la spiaggia di San Donato è perfetta per le famiglie. L’acqua è incredibilmente limpida e alle spalle c’è una collina verdeggiante che crea un angolo di bellezza a tratti ombreggiato.

Baia dei Saraceni a Varigotti

Un nome evocativo per una delle baie più spettacolari d’Italia. La Baia dei Saraceni, tra Varigotti e Finale, è un quadro marino che lascia senza parole. Il mare qui ha tonalità quasi caraibiche: dal celeste al blu profondo, con fondali bassi che si prestano a nuotate infinite e snorkeling.

L’arenile è di sabbia fine e chiara, incorniciato da pareti rocciose e vegetazione mediterranea. Nonostante la bellezza paradisiaca, è una spiaggia in gran parte libera, raggiungibile a piedi dalla via Aurelia. Ma attenzione: in alta stagione può essere molto frequentata, quindi meglio arrivare presto.

Punta Crena a Varigotti

Punta Crena è un segreto ben custodito. Una minuscola spiaggia nascosta sotto una falesia, raggiungibile solo in barca o con un sentiero avventuroso e ripido, a picco sul mare. È una delle spiagge più isolate e suggestive della Liguria: ciottoli bianchi, mare turchese, silenzio assoluto. Chi arriva fin qui, si sente naufrago felice.

Spiaggia dei Pescatori a Noli

Noli è uno dei borghi più belli d’Italia ma oltre al suo centro storico con caratteristiche pavimentazioni e negozietti tipici qui si trova la spiaggia dei Pescatori, una striscia di sabbia mista ghiaia e ciottoli perfetta per bambini e famiglie.

Ideale per chi ama tuffarsi tra storia e mare, tra la vista di antiche torri e il profumo di acciughe fritte che arriva dai vicoli del borgo. Il mare è trasparente e calmo, adatto anche ai più piccoli.

Spiaggia libera di Sori

Tra Genova e Camogli, Sori è una piccola perla ligure che custodisce una spiaggia libera a ridosso degli scogli. Qui il mare incontra le rocce con dolcezza, disegnando insenature intime, perfette per stendere un asciugamano e perdersi nel suono delle onde. Il borgo alle spalle è autentico e accogliente, perfetto per un pranzo a base di focaccia e vino bianco.

Dove andare in spiaggia a Sori gratis
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Spiaggia libera di Sori, in Liguria

Spiaggia libera di Bogliasco

Un pugno di case colorate che si riflettono nel mare, un ponte di pietra che abbraccia la costa, e piccole spiaggette dove ci si sente a casa: Bogliasco è un sogno ad occhi aperti. Le sue calette libere sono piccole ma suggestive, perfette per una nuotata tra amici o un tuffo al tramonto.

Il mare qui ha mille riflessi e la luce si rifrange tra le case creando giochi di colore che sembrano dipinti. Poco conosciuto dal turismo di massa, Bogliasco è un angolo di Liguria ancora autentico, da vivere con il cuore aperto.

Spiaggia libera di Bogliasco
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Tra le spiagge libere della Liguria c’è quella di Bogliasco

Spiaggia San Bastian a Celle Ligure

Tra Celle Ligure e Albissola, nascosta tra le curve della costa e protetta da alte falesie verticali, si apre San Bastian, una spiaggia dal fascino selvaggio. Il sentiero per raggiungerla parte dalla statale Aurelia e richiede qualche minuto a piedi, tra vegetazione e scale scavate nella pietra.

Ma una volta giunti, ci si trova davanti a un piccolo paradiso: sabbia dorata punteggiata da scogli, acqua cristallina e un silenzio rotto solo dalle onde. È una delle poche spiagge libere della zona, ma ospita anche un piccolo stabilimento per chi vuole un po’ di comfort.

Baia di San Fruttuoso

Camogli ha una splendida spiaggia libera ma la vera chicca è raggiungere San Fruttuoso. C’è un trekking a disposizione oppure un più pratico battello che conduce in questo luogo unico. Si parte da Camogli stesso, Portofino, Recco o Santa Margherita e si raggiunge una baia silenziosa dove il mare diventa smeraldo.

Spiaggia del Pozzetto a Rapallo

A pochi chilometri dal centro di Rapallo, si trova una caletta poco conosciuta e dal fascino intimo: la spiaggia del Pozzetto. Immersa in un tratto frastagliato di costa, è composta da ciottoli e sabbia scura, e offre un panorama raccolto, fatto di silenzi e riflessi. Il mare qui è limpido, perfetto per una nuotata rigenerante. Non ci sono servizi, né bar, né ombrelloni. Solo mare, roccia e cielo. Un piccolo angolo per chi vuole davvero staccare da tutto.

Baia Blu a Lerici

Tra Punta Santa Teresa e Punta Galera, la Baia Blu è un luogo che incanta per contrasto: da un lato, le scogliere coperte di ulivi e lecci, dall’altro, un arenile sabbioso che si apre all’improvviso come un invito a entrare in un mondo segreto.

Situata nei pressi di San Terenzo, è raggiungibile da Pozzuolo e offre sia tratti di spiaggia libera che zone attrezzate. L’acqua è trasparente, perfetta per lo snorkeling, e l’atmosfera è quella di una piccola oasi dove ogni dettaglio, dal profumo dei pini al rumore lieve delle onde, racconta l’estate.

Baia del Silenzio a Sestri Levante

Se c’è un luogo in Liguria dove il nome descrive perfettamente l’anima del posto, è la Baia del Silenzio. Incorniciata dalle tipiche case liguri color pastello, da chiese antiche e piccoli moli in pietra, questa spiaggetta è un gioiello senza tempo.

La sabbia è fine, dorata, mentre il mare sembra sempre calmo, specchio di un cielo spesso azzurro. Alle spalle, la penisola separa questa baia dalla “sorella rumorosa”, la Baia delle Favole. Qui si viene per sognare, per innamorarsi, per fermare il tempo con un tuffo dolcissimo.

Spiaggia libera di Sestri Levante
La baia del silenzio di Sestri Levante è tra le spiagge libere più belle della Liguria

Spiaggia del Gigante a Monterosso al Mare

Le Cinque Terre sono autentica meraviglia ma dove tuffarsi? A Monterosso c’è la spiaggia del Gigante considerata libera. Il nome è legato alla statua di Nettuno alta 14 metri che domina la piccola baia.

Punta Corvo ad Ameglia

Ultima spiaggia libera della Liguria che vogliamo consigliare è Punta Corvo nella zona di Ameglia. La sabbia qui si fa scura, misteriosa e per accedervi serve una bella camminata: si devono affrontare circa 700 gradini. Una fatica ripagata dalla meraviglia che ci si trova davanti.

Cammino dei Ribelli: sulle tracce di partigiani e banditi

Ci sono luoghi che resistono ai riflettori, terre di confine che restano fuori dalle rotte del turismo di massa. La Val Borbera è una di queste: una valle incastonata tra Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna, all’apparenza ruvida e silenziosa. Ma chi ha il coraggio di rallentare e mettersi in cammino scopre un mondo ricco di bellezza autentica, memorie vive e vite ostinate.

Il Cammino dei Ribelli nasce proprio qui, come gesto di cura verso un territorio che lotta contro lo spopolamento. È un viaggio a piedi che parla di resistenza – quella storica, dei partigiani, e quella quotidiana, di chi continua a vivere e coltivare questi luoghi con passione. Un cammino per chi cerca la meraviglia fuori dai circuiti abituali.

La storia del Cammino dei Ribelli

Il Cammino dei Ribelli è un itinerario escursionistico lungo circa 130 km, diviso in sette tappe, che attraversa la Val Borbera, una valle poco abitata dell’Appennino settentrionale, nel Basso Piemonte, al confine con Liguria ed Emilia-Romagna.

Il nome richiama le tante forme di ribellione che hanno segnato la storia di questa terra: dalle popolazioni liguri che si opposero ai Romani, ai banditi rurali che rifiutarono il potere dei feudatari, fino ai partigiani che combatterono il nazifascismo. È una valle che ha sempre detto “no” a chi voleva piegarla, e che oggi rivive grazie a chi sceglie di camminarla, abitarla o tornarci a vivere.

Il cammino è nato per valorizzare questo patrimonio storico e umano: camminare qui significa ascoltare una voce antica, ma ancora capace di parlare al presente. È un invito a riscoprire, attraverso il passo lento, il senso profondo di appartenenza a una terra che ha fatto della resistenza uno stile di vita.

Le tappe del Cammino dei Ribelli

Il Cammino dei Ribelli si compone di 7 tappe per un totale di circa 130 km e oltre 4.000 metri di dislivello positivo. Si snoda lungo sentieri CAI, antiche mulattiere e tratti di strade secondarie poco trafficate. Le tappe sono pensate per essere affrontate in 7 giorni, ma il ritmo può essere adattato in base alle proprie esigenze e al proprio passo.

Il cammino è pensato come un grande anello: parte e termina alla stazione ferroviaria di Arquata Scrivia, rendendolo facilmente accessibile anche senza automobile. Di tappa in tappa, si attraversano villaggi di pietra, boschi selvaggi, terre coltivate, paesi abbandonati e luoghi carichi di memoria partigiana.

Tappa 1: da Arquata Scrivia a Persi

(13 km, 400 D+, 4h)

Il cammino inizia dalla stazione ferroviaria di Arquata Scrivia, facilmente raggiungibile in treno. Dopo aver attraversato il centro storico, si sale verso il piccolo borgo di Castel Ratti, dove si incontra una quercia secolare che domina il paesaggio.

Si prosegue passando per Liveto e Cerreto Ratti, piccoli nuclei rurali, fino a raggiungere Persi, frazione affacciata sul torrente Borbera. In estate è possibile immergere i piedi nelle sue acque limpide: un ristoro perfetto dopo questa prima giornata, breve ma già ricca di bellezza e silenzi.

Tappa 2: da Persi ad Albera Ligure (versione estiva)

(15,5 km, 360 D+, 5h)

Percorribile da giugno a settembre, questa tappa è tra le più spettacolari del cammino: si svolge in gran parte nel greto del torrente Borbera, tra pozze, massi levigati e canyon naturali.

Dopo la partenza da Persi, si entra subito nelle celebri Strette del Borbera, un tratto di rara bellezza dove l’acqua ha scavato gole profonde nella roccia. Si prosegue verso Pertuso, teatro di una battaglia partigiana cruciale nell’agosto del 1944, e si raggiungono i paesi di Cantalupo e Rocchetta Ligure, con il suo Museo della Resistenza. La tappa termina nei pressi di Albera Ligure, dove è possibile pernottare o fare tappa ristoro.

Tappa 2: da Persi ad Albera Ligure (versione invernale)

(18,5 km, 850 D+, 6h)

Da ottobre a maggio, il greto del Borbera diventa impraticabile, e questa variante alternativa risale i versanti della valle offrendo grandi panorami.

Si parte da Persi in direzione del borgo medievale di Roncoli, quindi si raggiunge Rivarossa, oggi abbandonato, ma ricco di suggestioni e testimonianze della vita contadina di un tempo. Si prosegue lungo un crinale che affaccia dall’alto sulle Strette, per poi scendere nei pressi di Pertuso, dove il percorso si ricongiunge all’itinerario estivo, evitando però il guado del fiume presso Rocchetta. La tappa termina, come nella versione estiva, ad Albera Ligure.

Tappa 3: da Albera Ligure a Cosola

(15 km, 800 D+, 5h)

Questa tappa inizia da Albera Ligure e risale gradualmente i versanti boscosi della valle, attraversando un paesaggio sempre più montano. Si toccano i piccoli borghi di Vigo e Centrassi, per poi scendere brevemente verso Casella e proseguire fino a Cabella Ligure, uno dei paesi più grandi del cammino.

Da qui si sale verso la frazione di Teo, conosciuta per essere il luogo d’origine della nonna di Papa Francesco, e si attraversa il borgo di Piuzzo, che offre una vista splendida sulle montagne circostanti. La giornata termina a Cosola, importante snodo dell’alta Val Borbera e ottimo punto di ristoro e pernottamento.

Tappa 4: da Cosola a Fontanachiusa

(22 km, 1.000 D+, 7h)

Questa è la tappa più lunga e impegnativa dell’intero itinerario, ma anche una delle più varie e suggestive. Si parte da Cosola, si attraversa la frazione di Montaldo di Cosola e si scende verso i paesi di Daglio e Cartasegna, dove è possibile visitare una piccola cantina-museo e un ponte romano ben conservato.

Da qui si continua verso Connio e si entra nel territorio di Carrega Ligure, il comune più alto e meno popolato della provincia di Alessandria. L’arrivo è previsto a Fontanachiusa, o, in alternativa, nella vicina Magioncalda, a seconda della disponibilità di accoglienza. È una tappa ideale per chi ama attraversare borghi remoti, respirare storie antiche e immergersi nella dimensione più autentica della montagna.

Tappa 5: da Fontanachiusa a Dova Superiore

(20 km, 900 D+, 6h)

Si lascia Fontanachiusa (o Magioncalda) iniziando una tappa immersa nel silenzio dei boschi e nei segni del tempo. Si attraversa il minuscolo borgo di Magioncalda e si raggiunge il suggestivo paese abbandonato di Chiapparo, uno dei luoghi più emblematici dello spopolamento della valle.

Si continua poi verso Vegni, frazione viva e simbolo di ritorno alla terra, per poi scendere verso il Mulino di Agneto, uno dei mulini storici della valle. Da qui si risale al paese di Agneto e, attraverso un tratto panoramico, si raggiunge il valico di San Fermo, da cui si gode una vista ampia sulle valli circostanti. L’ultima parte è una discesa dolce verso Dova Superiore, piccolo borgo incastonato tra prati e boschi.

Tappa 6: da Dova Superiore a Roccaforte Ligure

(18 km, 700 D+, 6h)

Da Dova Superiore si parte in direzione di Casalbusone, attraversando boschi fitti e zone di pascolo. Il cammino prosegue poi verso Gordena e Canarie, piccoli nuclei rurali dal fascino immutato. Da qui si sale verso il Monte Bossola, che offre una delle visuali più ampie sul crinale appenninico.

Dopo la salita, si scende attraversando le frazioni di Prato, Cavanna e Castellaro, per poi raggiungere il territorio di Mongiardino Ligure, dove si guada un piccolo torrente. L’ultima parte dell’itinerario prevede una breve salita verso Montemanno, da cui si scende infine a Roccaforte Ligure, il paese di arrivo.

Chi preferisce spezzare o variare la tappa può optare per deviazioni notturne verso la zona di Sisola o il Mulino di Serventin, dove sono presenti strutture di accoglienza immerse nella natura.

Cosa sapere prima di partire

Il Cammino dei Ribelli attraversa un territorio remoto e poco abitato, in cui la presenza umana è rarefatta e i servizi essenziali non sono sempre a portata di mano. Per questo motivo è importante partire ben preparati, con alcune attenzioni particolari.

  • Quando partire: il periodo migliore per percorrere il cammino è tra maggio e luglio, quando il clima è stabile, le giornate lunghe e i sentieri ben percorribili. Da giugno a settembre, è attiva la versione estiva della Tappa 2, che si svolge nel greto del Borbera: un tratto spettacolare ma accessibile solo in condizioni di secca. Fuori da questi mesi è obbligatorio seguire la variante invernale, più lunga e con maggiore dislivello.
  • Durata e ritmo: le tappe sono pensate per essere percorse in 7 giorni consecutivi, ma in alcune giornate (come la Tappa 4 da Cosola a Fontanachiusa) può essere utile suddividere il percorso, soprattutto se si cammina con zaini pesanti o in condizioni di caldo.
  • Tracciato e orientamento: il cammino si sviluppa su una rete mista di sentieri CAI, mulattiere e strade asfaltate secondarie. In alcuni tratti l’orientamento può essere impegnativo: la segnaletica dedicata (cartelli bianchi con logo nero) è presente ma non ancora uniforme su tutto il percorso. È fondamentale avere con sé le tracce GPS delle tappe, scaricate prima della partenza e funzionanti offline, perché in molti punti non c’è segnale telefonico.
  • Punti acqua: ogni borgo attraversato ha almeno una fontana pubblica, ma alcuni tratti (soprattutto tra Chiapparo e San Fermo o tra Bossola e Montemanno) sono lunghi e isolati. In estate è indispensabile partire con almeno 1,5–2 litri d’acqua a persona, da integrare lungo il tragitto.
  • Fondi e fondo percorso: il fondo varia da roccia, terra battuta, prati e ghiaia fino a brevi tratti asfaltati. Alcuni passaggi nel greto del fiume (Tappa 2 estiva) possono prevedere camminata su sassi instabili e tratti bagnati. Serve buona stabilità e attenzione al meteo.

Come arrivare al Cammino

Il Cammino dei Ribelli parte e termina ad Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, ed è facilmente raggiungibile sia in treno che in auto.

  • In treno: la stazione di Arquata Scrivia si trova lungo le linee Genova–Torino e Genova–Milano, con collegamenti diretti da città come Genova, Alessandria, Milano, Torino e altre località del Nord Italia. All’arrivo si può iniziare a camminare subito, seguendo le indicazioni per la prima tappa.
  • In auto: si può arrivare percorrendo l’autostrada A7 Milano–Genova, uscita Vignole–Arquata Scrivia. In paese e nei pressi della stazione sono disponibili parcheggi gratuiti dove lasciare l’auto per tutta la durata del cammino.
  • Dall’aeroporto: gli aeroporti più vicini sono Genova Cristoforo Colombo (circa 50 km), Milano Linate (circa 100 km) e Milano Malpensa (circa 130 km). Da ognuno si può raggiungere Arquata in treno, con cambio a Genova, Milano o Alessandria, a seconda della tratta.

Le regole da seguire

Non esiste un regolamento formale per percorrere il Cammino dei Ribelli, né sono necessari permessi specifici per camminare lungo il tracciato. Tuttavia, ci sono alcune indicazioni e strumenti utili per vivere il cammino in modo consapevole e rispettoso:

  • Non è richiesto alcun permesso ufficiale per percorrere il Cammino dei Ribelli. Il percorso è libero e accessibile a tutti.
  • È disponibile una Credenziale del Ribelle, un documento simbolico che identifica il camminatore. Non è obbligatoria, ma consente di accedere a tariffe scontate presso le strutture convenzionate, raccogliere i timbri delle tappe e contribuire al sostegno del cammino. Può essere ritirata ad Arquata Scrivia o ordinata online.
  • Le aree tenda presenti lungo il percorso non sono libere né selvagge: sono spesso collegate a bar, agriturismi o realtà locali. È necessario prenotare o avvisare con anticipo per essere accolti correttamente.
  • In alcune tappe si attraversano zone con attività agricole o pastorizie, dove sono presenti cani da guardiania (liberi e protettivi). Si raccomanda prudenza, calma e rispetto: non agitare bastoni o urlare, evitare di avvicinarsi agli animali e seguire eventuali indicazioni locali.
  • È importante camminare con rispetto: non accendere fuochi, non campeggiare fuori dalle aree consentite, non abbandonare rifiuti e privilegiare, quando possibile, le strutture locali per mangiare e dormire.

Spiaggia dei Balzi Rossi a Ventimiglia, un angolo di giurassico tra Riviera ligure e Costa Azzurra

Esiste un angolo di Liguria che guarda la Francia con la stessa eleganza rarefatta della Costa Azzurra. È la spiaggetta dei Balzi Rossi, incastonata nella località Grimaldi di Ventimiglia, affacciata sul Golfo di Mentone come una terrazza, dove le Alpi Marittime sembrano scendere a toccare il mare. Abbracciata da un’imponente falesia rocciosa a picco sul mare, è impreziosita da grotte abitate nella Preistoria. Stupendo il colorato contrasto donato dai ciottoli bianchi, il mare turchese e le rosse rocce.

Dove si trova e come arrivare ai Balzi Rossi

Si trova proprio sul confine francese, tra la provincia di Ventimiglia e il territorio di Mentone, prima cittadina della Costa Azzurra. Per chi arriva dall’Aurelia o Strada Statale 1, è appena dopo il tunnel (anche chiamato Grotta dei fanciulli), per chi è in Francia, invece, appena prima, subito dopo il confine delimitato dai gabbiotti dei gendarmi che controllano chi va e chi viene da e verso la Francia. C’è un grosso parcheggio dove lasciare l’auto, la moto o la bicicletta nei pressi dell’edicola, famosissima tra gli italiani in vacanza in Francia perché è il punto più vicino al confine dove poter comprare ancora i giornali e le sigarette a “prezzi italiani” (le stesse cose, in Francia, costano più del doppio).Volendo, si può arrivare in treno regionale francese (TER) che parte d Ventimiglia scendendo alla fermata di Mentone-Garavan e poi farsela a piedi per 1,7 chilometri in direzione Italia.

Balzi Rossi, non solo una spiaggia

Una volta imboccata la strada pedonale che porta alla spiaggia si incontrano diversi punti di interesse: innanzitutto c‘è un famosissimo ristorante stellato, Balzi Rossi, appunto, dove pranzare o cenare con un menu da 5 portate costa circa 120 euro, vini esclusi. È uno dei locali più famosi della costa oltre che per i piatti di alta cucina ligure anche per la vista meravigliosa che la sua terrazza panoramica regala. Proseguendo, c’è il Museo preistorico dei “Balzi Rossi”, nato per raccontare la storia antichissima di questo luogo. Alle spalle della famosa spiaggetta, infatti, ai piedi di una imponente parete rocciosa di calcare dolomitico del Giurassico, si aprono delle grotte divise in due dalla linea ferroviaria. Da Occidente a Oriente, i Balzi Rossi comprendono la grotta di Conte Costantini, la grotta dei Fanciulli, la grotta di Florestano, la grotta del Caviglione a nord della ferrovia; la Barma Grande e la Barma du Bausu da Ture (distrutta da lavori di cava) a Sud, infine la grotta del Principe ancora a Nord.

Particolare della Spiaggia dei Balzi Rossi a Ventimiglia
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La bellissima spiaggia dei Balzi Rossi a Ventimiglia con vista su Mentone

Scoperte nell’800 da un team italo-francese, fu Sir Thomas Hanbury a finanziare, nel 1898, la costruzione di un edificio museale l’attuale Museo vecchio, dove venne esposta la famosa “triplice sepoltura”, una sepoltura paleolitica datata 25.000 anni fa, che comprende gli scheletri di un Homo sapiens adulto e di due giovani sepolti contemporaneamente e con un ricco corredo. I due edifici museali sono raggiungibili tramite un percorso attrezzato che consente di visitare alcune grotte. So o aperti dal martedì alla domenica 8.30-19.30 e la prima domenica del mese l’ingresso è gratuito, altrimenti costa 4 euro il biglietto intero, 2 il ridotto (18-25 anni) mentre i minori di 18 anni entrano gratis. È perfetto anche per una pausa culturale durante una giornata in spiaggia.

Ma veniamo alla Spiaggetta dei Balzi Rossi. C’è la zona libera e quella privata con lo stabilimento balneare. La prima è quella prevalentemente rocciosa e con poca battigia di sassi bianchi. Tra un anfratto e l’altro, ognuno trova il proprio angolino dove rilassarsi e prendere il sole. La parte più pratica e invece quella che è stata privatizzata, molto scenografica, con gli ombrelloni e i lettini bianchi, ma che ha tolto il côté selvaggio di questa caletta fino a pochi anni fa nota solo a pochi. L’acqua, comunque, è la stessa: cristallina e azzurrissima per via del fondale di pietre bianche. Un piccolo angolo di paradiso sconosciuto ai più fino a pochi anni fa ma che ultimamente è diventato sempre più popolare. Da questo punto, tra l’altro, si gode di una bellissima vista sulla cittadina di Mentone con le sue case color pastello e le barche a vela attraccate al porto. Una cartolina impagabile della Costa Azzurra.

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Panorama dall’alto del promontorio dei Balzi Rossi

Le caratteristiche della spiaggia

Piccolissima, quasi sospesa tra cielo e acqua, affascina per il contrasto tra la semplicità e l’atmosfera esclusiva che vi si respira. Da un lato, un raffinato, anche se piccolissimo, stabilimento balneare nato negli ultimi anni, con ristorante vista mare, trattamenti benessere, cinema galleggiante nelle sere d’estate e perfino una navetta privata per chi approda ai Balzi Rossi in barca. Dall’altro, un tratto di spiaggia rocciosa, libera e salvaggia, dove il tempo pare essersi fermato. Trovare posto nelle belle giornate estive è una vera impresa, vista la popolarità del luogo sia tra gli abitanti della vicina Mentone sia tra i villeggianti che arrivano dall’altra parte del tunnel che divide la costa francese da quella italiana.
Alle spalle della spiaggia si apre il sito archeologico di valore mondiale, composto da grotte e caverne dove, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, sono stati ritrovati reperti risalenti al Paleolitico. Un viaggio nel tempo che si può approfondire visitando il piccolo ma suggestivo Museo dei Balzi Rossi, immerso nel verde, a pochi passi dalla battigia.

Perché i Balzi Rossi sono famosi

Sono tanti i motivi per cui la Spiaggia dei Balzi rossi è diventata famosa, soprattutto negli ultimi anni. Prima di tutto perché è una caletta nascosta in fondo a un promontorio lontano dalla folla e dalla strada. Poi perché l’acqua è bellissima e trasparente per via del fondale di sassi bianchi che sono quelli che ricoprono, in parte, anche la battigia, mentre il resto è fatto di rocce. Famoso è il piccolo stabilimento balneare che è aperto d’estate da qualche anno e che attira villeggianti alla ricerca del comfort e non soltanto coloro che amano spiagge amene e selvagge senza servizi. La posizione dove si trova è il suo punto forte, da dove si gode di una bellissima vista sulle case solo pastello di Mentone. Qui è bello venire anche all’ora del tramonto quando il cielo si tinge di rosa e si riflette nell’acqua rendendo ovattata tutta l’atmosfera. Un posto davvero magico. Ma non ditelo a nessuno se volete che resti così il più a lungo possibile.

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Le grotte Giurassiche ai Balzi Rossi

Bonassola, lo spettacolare borgo marinaro tra Portofino e le Cinque Terre

C’è un luogo in Liguria, tra le Cinque Terre e Sestri Levante che è un piccolo gioiello da scoprire. Si chiama Bonassola ed è un comune incastonato tra le alte colline e che spicca come una pietra rara tra natura e mare. Un’ampia spiaggia, acqua cristallina, un luogo autentico in cui si possono riconoscere a ogni passo le caratteristiche tipiche del borgo ligure.

Case color pastello, strette stradine, piazzette, ma anche le frazioni abbracciate alle colline, perché la Liguria di Levante è il luogo dell’ingegno: dove l’uomo ha trovato poco spazio, ha trasformato il mondo intorno a sé per vivere comunque bene. Quindi anche salendo in verticale il territorio è abitato e lì dove prima magari c’erano ripide colline, si possono trovare case e coltivazioni.

Tutto quello che puoi vedere e fare a Bonassola, autentico borgo ligure da scoprire.

Bonassola, la posizione perfetta di un suggestivo borgo di mare: cosa fare

La costa della Liguria è punteggiata di borghi, cittadine e città, che si affacciano sul mare con le loro peculiarità che le rendono uniche e tanto amate. Anche l’entroterra rigoglioso è meta interessante e speciale, in cui andare alla scoperta di posti meno conosciuti, ricchi di tradizioni e bellezze.

Ci sono destinazioni più celebri, in cui muoversi tra i turisti diventa a volte faticoso, e altre meno battute ma comunque meravigliose.

È il caso di Bonassola, vicinissima alle straordinarie Cinque Terre e altrettanto speciale. Il punto perfetto per trascorrere delle belle giornate di mare, ma anche per partire alla volta di gite ed escursioni nei dintorni.

Le tappe comode da raggiungere sono le più disparate: muovendosi verso La Spezia – oltre alle già citate Cinque Terre – si incontra ad esempio Levanto, spiengendosi oltre il capoluogo di provincia si può raggiungere Porto Venere, mentre andando in direzione Ponente si possono visitare Deiva Marina, Moneglia, Sestri Levante, Lavagna, Chiavari e spingersi fino a Portofino.

Quindi è il luogo perfetto, non solo da vivere, ma anche come base per visitare tantissimi posti diversi, muovendosi comodamente in treno.

E, come se non bastasse, è un luogo davvero delizioso per chi sogna lunghe giornate di mare immersi in un’acqua da sogno, oppure per chi desidera una vista da cartolina che si può ottenere se si raggiungono punti panoramici da cui lo sguardo si allunga verso l’orizzonte. Uno di questi è la chiesetta della Madonnina della Punta da cui la vista spazia e si gode di un panorama da cartolina.

La vista dal santuario Madonnina della Punta
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Bonassola: la vista dal santuario Madonnina della Punta

Poi per chi ama fare una vacanza attiva si possono fare delle belle gite in bici (da qui passa la ciclabile che collega Levanto a Framura e che transita nelle vecchie gallerie) oppure lungo i sentieri.

Vale la pena anche visitare le frazioni, che si trovano immerse tra vigneti e orti, luoghi di pace e storia, ad esempio si può scorgere un’antica fortificazione che era stata innalzata a scopo difensivo contro i saraceni, si tratta della Torre Ardoino.

E imperdibili, poi, sono le Rocce Rosse: si può arrivare lì solo via mare procedendo in direzione Genova e la magia che si spalanca d’innanzi agli occhi è incredibile; infatti sembrano delle bolle e sono di colore rosso scuro. La costa va esplorata in barca per ammirare le rocce che si gettano in queste acque da sogno.

Queste alcune delle esperienze da vivere a Bonassola, immersi in una suggestiva scenografia fatta di natura, mare e storia. E in gusti unici e tipici: i sapori autentici della zona sono quelli della focaccia, del pesto, del pesce cotto in tanti modi diversi, della pasta fresca, della farinata e della torte salate.

Bonassola ciclabile nelle gallerie tra Levanto e Framura
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Bonassola, da qui passa la ciclabile nelle gallerie che collega Levanto e Framura

Cosa vedere a Bonassola, lo splendido borgo ligure

Se Bonassola è un borgo tutto da vivere è anche vero che ci sono delle cose che meritano un’attenzione particolare. Come alcuni edifici religiosi di particolare pregio. Tra questi la chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, che pare sia stata edificata nella prima metà del XVI per poi essere successivamente modificata. Dello stesso periodo anche l’ex Oratorio di Sant’Erasmo, oggi utilizzato per convegni e come museo.

Se si sale nella frazione di Montaretto, da cui si gode di scorci davvero spettacolari, si possono incontrare l’Oratorio di San Rocco e la chiesa parrocchiale di San Pietro. Molto antica, poi, è la chiesa di Santa Maria Assunta databile tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 che si trova nella frazione di Reggimonti.

Da non perdere alcuni edifici come Palazzo Paganetto del Settecento, oppure Palazzo Vinzoni del XVI secolo, o – ancora – le fortificazioni militari come il castello che si trova alle spalle del centro storico, edificato nel 1561.

Non mancano i luoghi intrisi della magia delle leggende e delle storie che si tramando nel tempo. Uno di questi è quello che viene denominato Salto della Lepre, posto tra Bonassola e Framura è legato a una storia secondo la quale una lepre avrebbe preferito lanciarsi da lì, invece di essere presa dai cacciatori.

A Punta del Carlino, invece, si racconta che sotto uno scoglio abbia la casa un essere marino che alza o abbassa il mare per prendersi gioco dei pescatori che – improvvisamente – possono essere travolti da un’onda inaspettata.

Punti panoramici, storia e leggende, ma anche un mare cristallino di tante sfumature di blu rendono Bonassola la meta perfetta per una vacanza, punto ideale per esplorare anche i borghi nelle immediate vicinanze, tutti con le loro peculiarità e caratteristiche uniche.

Definita la porta delle Cinque Terre è la location da cui partire per andare alla scoperta di Monterosso, Manarola, Corniglia, Vernazza e Riomaggiore.

Ma anche degli altri borghi e cittadine liguri tra Genova e La Spezia, un tratto di costa ricco di luoghi da sogno fatti di rocce, calette da scovare, colline ripide e frazioni che si affacciano sul mare regalando panorami unici al mondo.

Bonassola santuario Madonnina della Punta
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Bonassola, la vista suggestiva dal santuario Madonnina della Punta

Questi angoli di paradiso segreti sono le spiagge della Liguria senza folla in estate

Liguria fa rima con overtourism, specialmente in estate. Che si tratti di brevi weekend o di settimane di mare, la regione accoglie un numero elevato di visitatori che provengono soprattutto da Lombardia e Piemonte ma non solo. Le spiagge, per conformazione, sono più strette e meno spaziose rispetto a quelle dell’Adriatico, dunque, per potersi rilassare e godersi il mare meraviglioso è importante scegliere le spiagge della Liguria senza folla.

Spiaggia delle Calandre a Ventimiglia

Siamo quasi sul confine con la Francia e qui il mare ricorda molto quello della Costa Azzurra. Una delle spiagge segrete e meno frequentate della Liguria è quella di Calandre. Il piccolo tratto selvaggio e autentico si raggiunge dopo un piccolo sentiero ed è spesso frequentata da surfisti.

Punta Crena a Noli

Noli è uno dei borghi più belli d’Italia e oltre agli stabilimenti attrezzati e liberi in pieno paese vanta delle chicche come Punta Crena. Si tratta di una piccola caletta segreta che molti raggiungono attraverso un trekking con un sentiero impervio sul mare adatto solo ad escursionisti esperti. Poco frequentata proprio perché difficile da raggiungere, il nostro consiglio è di visitarla noleggiando una barca, oppure spostandosi con un pedalò o una canoa a noleggio dagli stabilimenti vicini.

Le spiagge nascoste di Noli
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La baia di Noli è una meraviglia poco conosciuta della Liguria

Punta Corvo a Montemarcello

Nella zona di Spezia quando si pensa al mare tutti puntano alle Cinque Terre a Lerici o Tellaro ma ci sono delle chicche meno battute come Punta Corvo che meritano attenzione. Rientra nel territorio di Ameglia e più precisamente nella frazione di Punta Corvo. I local la chiamano “la spiaggia di crò” e si posiziona di fronte all’isola della Palmaria. Premiata persino da Legambiente come una delle più belle d’Italia non è facilmente accessibile: proprio per questo sono pochi ad avventurarsi nel sentiero per raggiungerla, eppure il mare qui è un gioiellino.

C’è una scalinata da Montemarcello di circa 30 minuti, il percorso risulta decisamente più impegnativo al ritorno quando dopo una giornata di sole si deve affrontare la salita. La spiaggia è intima, non attrezzata e con piccoli sassolini che decorano il fondale. Un modo più pratico è noleggiare una barca partendo da bocca di Magra o Fiumaretta.

Punta Murena ad Alassio

Alassio non è conosciuta per spiagge ampie e poco battute eppure allontanandosi un po’ dal centro storico e posizionandosi di fronte alla Gallinara si può fare il bagno a punta Murena, una spiaggia attrezzata che regala però spazio ad ogni avventore mixando sabbia, mare azzurro e un po’ di verde dato dalla pineta alle spalle.

Caletta a Lerici

Nel Golfo dei Poeti a Lerici si trovano insenature come Caletta di Lerici. Arrivarci è impegnativo e ci si trova immersi tra lecci, pini ed olivi con un profumo che caratterizza la riviera. La spiaggia è un incanto e lo è altrettanto il fondale. Molti snorkeler la frequentano per ciò che si può osservare a livello di fauna ma chi pratica immersioni può persino scorgere i resti di una nave romana naufragata durante un trasporto di colonne che avrebbero dovuto essere utilizzate per il tempio di Venere.

Attenzione alla luce: è soleggiata solo la mattina, mentre nel pomeriggio diventa ombreggiata. Per arrivarci serve spostarsi da Lerici verso Tellaro scegliendo la direzione Fiascherino percorrendo poi un sentiero stretto fino a raggiungere una scalinata che conduce alla spiaggia.

Cala di Maramozza

Lerici è uno dei borghi più belli d’Italia e qui si trovano alcune spiagge da sogno. C’è chi paragona Cala di Maramozza ad una piccola Thailandia e vedendo le foto si nota il motivo di questo soprannome. C’è chi la raggiunge in canoa o con un sup godendosi lo snorkeling ma è anche possibile percorrere un sentiero con scalinata ripida per chi ama il trekking nella natura.

Baia dei Saraceni

Tra Noli e Varigotti in estate è difficile trovare spiagge poco affollate ma la Baia dei Saraceni è sicuramente una di queste. È circondata dalle rocce e proprio questo la rende così esclusiva; seppur non rientri tra le spiagge segrete, per raggiungerla serve un buon passo e delle scarpe adatte. I turisti che cercano massimo comfort non la scelgono e grazie a ciò non è sovraccarica neppure ad agosto. Da qui il punto migliore è Punta Prodani, una baia davvero poco nota e dai colori unici.

Punta Prodani a Bergeggi

Non solo la zona di Spezia ha dei gioielli, in provincia di Savona a Bergeggi i local amano punta Prodani un vero gioiello conosciuto per una scalinata diventata iconica quanto pericolosa. Libera e dall’animo selvaggio, si trova tra Varigotti e la baia dei Saraceni, altri gioielli da non perdere durante una vacanza in Liguria. Sui fondali è presente un relitto, quello del transatlantico Transylvania affondato durante la Prima guerra mondiale.

Lido delle Sirene a Bergeggi

Un’altra perla a Bergeggi è il Lido delle Sirene che si trova proprio di fronte all’isola. Per raggiungerla bisogna avere scarpe comode e un po’ di pazienza. Bisogna percorrere 187 scalini per arrivare alla baia ma la fatica viene ampiamente ripagata dal mare cristallino e dalla vista. C’è anche chi, per praticità, la raggiunge via barca.

Cala del Pozzale a Porto Venere

Porto Venere è un borgo da sogno in Liguria ma dove andare a fare il bagno per non trovarsi sommersi di turisti? La risposta è certamente cala del Pozzale. Si trova poco distante, sull’isola di Palmaria e si raggiunge solo tramite un sentiero impegnativo e impervio ma noleggiando una barca a Porto Venere la si raggiunge in pochi minuti di navigazione. Qui il mare è di un turchese intenso, la spiaggia è di ciottoli e a profumare l’aria ci pensano mirti, lecci e ginestre.

Spiagge segrete sull’isola di Palmaria
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sull’isola di Palmaria ci sono calette da sogno

Spiaggia del Gigante a Monterosso al Mare

Tra le Cinque Terre, Monterosso al Mare è una di quelle con spiagge più spaziose; eppure, in alta stagione trovare uno spazio è complicato. Spostandosi dalla spiaggia centrale e raggiungendo la baia del Gigante con ciottoli misti a sabbia si può fare il bagno con più tranquillità e pace specialmente la mattina.

San Fruttuoso, la baia ligure segreta con un “tesoro” in fondo al mare

Grazie ai social e ai numerosi tour che partono da Camogli e Portofino oggi è più famoso, ma un tempo questo luogo era segreto: si tratta di San Fruttuoso. Il piccolo paradiso raggiungibile a piedi tramite sentieri tortuosi e impegnativi o via mare, accoglie con una piccolissima spiaggia esclusiva, un’abbazia storica e una torre che offre uno dei panorami più suggestivi sulla baia. In più? nelle acque è custodito un segreto: una statua immersa a 15 metri di profondità visibile solo dai sub più esperti. C’è chi definisce il luogo un rifugio dove anima, natura e storia si fondono in perfetta armonia e non possiamo essere più d’accordo.

Cosa vedere a San Fruttuoso

San Fruttuoso è una vera e propria chicca della Liguria, un posto in cui il mare è un incanto e ogni angolo racconta pezzi di storia. La baia è davvero piccola e si raggiunge tramite barca o trekking; eppure, nonostante le piccole dimensioni custodisce tesori preziosi.

Non è un vero e proprio centro abitato ma attira ogni anno migliaia di visitatori che, per una giornata o poche ore si fermano per visitare l’abbazia, la torre, godersi la spiaggia o fare immersioni.

Si trova non lontano da Camogli e Portofino o da Santa Margherita Ligure e Genova ed è, a tutti gli effetti, un luogo da non perdere. Le leggende dicono che sia stato proprio il santo ad indicare questo luogo per la costruzione dell’abbazia e per poter custodire le proprie reliquie.

Seppur compatta e con una spiaggia sottile e limitata, riesce a conquistare tantissime persone che scelgono l’angolo di paradiso per godersi un po’ di relax, fare un tuffo nella storia o fermarsi per un pranzo tipico.

L’abbazia

Si può visitare sia internamente sia esternamente ed è proprio il monumento principale qui. Si erge a pochi metri dalla battigia e si integra alla perfezione con il paesaggio. La cupola è discreta ma è riconoscibile da tutta la baia; è stata costruita nell’VIII secolo e ricostruita tra il X e l’XI secolo grazie all’intervento della famiglia Doria che ne ha richiesto l’ampiamento. C’è stato un tempo in cui l’acqua lambiva direttamente gli archi inferiori dell’edificio e i pescatori attraccavano direttamente sotto l’abbazia per riempire le reti.

L’interno è altrettanto suggestivo: si parte con il chiostro superiore, uno spazio silenzioso del XII secolo affacciato sul mare e si sale al secondo piano dove le trifore gotiche e la canonica svelano un piccolo giardino segreto.

Nel chiostro inferiore si trova invece l’area più antica del complesso con colonne in marmo bianco e verde sormontate da capitelli riccamente decorati con motivi vegetali e animali. Proprio in questa zona giacciono i Doria che hanno scelto questa location per le proprie tombe.

Si possono visitare poi la chiesa medievale e la cripta oltre alla chiesa pubblica con reliquiario contenente le spoglie dei martiri Augurio ed Eulogio Fruttuoso.

La spiaggia della baia di San Fruttuoso
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La spiaggia di San Fruttuoso divisa tra libera e attrezzata

La spiaggia

Una volta sbarcati, la prima meraviglia è proprio la spiaggia di San Fruttuoso. La distesa di ciottoli e sabbia di strette dimensioni non è adatta ad accogliere un numero elevato di turisti; eppure, sa regalare momenti d’incanto. L’acqua è davvero trasparente e il contrasto tra le rocce più scure e il verde dei monti regalano uno scenario mozzafiato.

Seppur di piccole dimensioni riesce a rispondere alle esigenze di ogni viaggiatore: una parte è destinata a spiaggia libera, dunque senza lettini ed ombrelloni. Gratuita, è perfetta per chi cerca un’esperienza a contatto con la natura o non vuole spendere troppo. Un’altra area è invece destinata alla spiaggia attrezzata con tanto di ombrellini e lettoni a pagamento. Il momento migliore per godersela? La mattina presto, oppure nel tardo pomeriggio: in questi momenti l’affluenza è più bassa.

Il Cristo degli abissi

Una delle attrazioni da non perdere? Il Cristo degli abissi. Una statua di bronzo alta 2 metri e posizionata a 15 metri di profondità. È stata posizionata sul fondale in memoria di Dario Gonzatti, subacqueo che ha perso la vita proprio in questo territorio durante un’immersione. L’opera d’arte è stata progettata dallo scultore Guido Galletti nel 1954.

La rappresentazione è quella del redentore con le braccia rivolte verso l’alto in un chiaro gesto di benedizione; per raggiungerlo serve un brevetto per immergersi e aggregarsi ad un gruppo guidato. All’interno dell’abbazia è comunque presente una replica.

La torre Doria

Oltre all’abbazia a spiccare sul panorama è la torre Doria, una costruzione datata 1562 e nata ovviamente per scopi difensivi. In quel periodo erano frequenti gli attacchi dei pirati saraceni e i Doria hanno desiderato questo punto di controllo strategico per tutelare la baia. Oggi ovviamente ha uno scopo prettamente decorativo e da qui si gode uno dei panorami più belli sulla costa ligure.

La si raggiunge a piedi con una salita relativamente breve: in cima il panorama mozzafiato e da qui si possono scattare foto davvero incredibili da condividere sui social o da far stampare.

La Torre Doria nella Baia di San Fruttuoso
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La Torre Doria domina la Baia di San Fruttuoso

Dove si trova la Baia di San fruttuoso e come arrivarci

Si chiama baia di San Fruttuoso ed è uno dei gioielli della Liguria a largo delle coste di Camogli e non lontano dal parco naturale di Portofino. Si raggiunge esclusivamente via mare, o attraverso impegnativi sentieri escursionistici, e a renderlo così celebre non è solo l’abbazia benedettina ma soprattutto le acque cristalline.

La baia di San Fruttuoso è raggiungibile tramite barca o traghetto. Le opzioni più comode sono quelle di imbarcarsi tramite i numerosi passaggi che partono da Punta Chiappa, Camogli o da Recco. Il punto più vicino e comodo è comunque Camogli, bastano appena 5 minuti di navigazione per raggiungere questa meraviglia.

Per chi fosse invece amante del trekking buone notizie, in circa 2 ore e mezzo di camminata dal parco naturale regionale di Portofino si snodano diversi sentieri che permettono di raggiungere proprio il monastero con scorci di tutto rispetto affacciati sul mare.

Insomma, San Fruttuoso nella baia di Capodimonte è una vera chicca da non perdere, un gioiellino che racconta la Liguria più autentica proponendo intrattenimenti per tutti. Trekking, mare, immersioni, arte, storia, cultura e ovviamente una spiaggia di tutto rispetto. Dalle immersioni fino al Cristo degli abissi all’opportunità di vedere internamente l’abbazia o ancora percorrere i sentieri per raggiungere la spiaggia soffermandosi sulla torre Doria: è un angolo nascosto che merita di essere scoperto.

Le spiagge di Santa Margherita Ligure sono un mix di lusso e meraviglia

La riviera di Levante della Liguria custodisce borghi autentici e speciali come Rapallo o Portofino, ma tra le zone più esclusive si conferma Santa Margherita che viene apprezzata da vip, e non solo, per i servizi e l’acqua pulitissima. Perla del Tigullio, ha numerosi stabilimenti balneari privati e litorali pubblici. Ecco quali sono le spiagge di Santa Margherita Ligure più belle da scoprire, alcune sono delle chicche che pochi conoscono.

Spiaggia di Paraggi

Chi trascorre una vacanza a Santa Margherita Ligure, nella zona del Tigullio, non può certo non trascorrere almeno una giornata nella spiaggia di Paraggi. Un vero e proprio mondo con la sua sabbia soffice e dorata e un mare che riflette le sfumature acquerello del verde smeraldo. Attorno una cornice di vegetazione mediterranea che ricorda quello che è il vero paesaggio ligure tipico.

Un motivo in più per visitarlo? Qui è immerso un relitto del 1917 ed è possibile nuotarci attorno. Ma non solo, i fondali sono ricchi di vita e con grande rispetto della natura si può fare snorkeling o organizzare immersioni per scoprire le meraviglie. Si tratta di una località chic non lontano da Portofino e spesso si trovano VIP che trascorrono proprio qui un momento di relax. Non lontana si raggiunge agilmente la caletta dell’eremo di Niasca: il nostro consiglio è di noleggiare un gommone per godersi tutte le insenature e gli angoli di pace di questa zona.

Spiaggia di Ghiaia

Un’alternativa gratuita e meno luxury è la spiaggia di Ghiaia a Santa Margherita Ligure. Si tratta di una spiaggia pubblica comunale lunga circa 250 metri e direttamente sul lungo mare di viale Andrea Doria. È un punto di riferimento per molti, tanto da essere baby-friendly con servizi su misura per famiglie e accessibile a persone con disabilità grazie alle passerelle che proseguono fino alla riva.

Il comfort non manca e nonostante si tratti di un litorale libero si possono noleggiare a pagamento. Qui non c’è sabbia fina ma piccoli ciottoli ma questo dà modo all’acqua di essere ancora più limpida e irresistibile.

Le migliori spiagge di Santa Margherita Ligure
Le spiagge di Santa Margherita Ligure da visitare

Spiaggia di Minaglia

Non lontano dal porto turistico di Santa Margherita Ligure è possibile raggiungere la spiaggia di Minaglia, un vero gioiello che qualcuno dice addirittura far concorrenza ai Caraibi per i suoi colori. Libera, ma attrezzata, offre un servizio di salvataggio con bagnino presente in alta stagione.

In più sono presenti campi da calcetto, kayak e tavole da sup a pagamento. Ristoranti e bar non mancano ed è proprio uno splendido luogo dove rilassarsi e fare sport outdoor a contatto con il mare.

Spiaggia Regina Elena

L’anima retrò della Liguria traspare tutto dalla spiaggia Regina Elena: lungo la riviera di Levante incastonata tra rocce e piccole insenature questa baia nascosta è fuori dai circuiti più battuti eppure è apprezzatissima.

Mixa sabbia e ciottoli dando una discesa graduale in acqua. Il paesaggio è rilassante e, oggettivamente, suggestivo. Si possono scattare splendide foto e non mancano stabilimenti attrezzati con ombrelloni, lettini, sdraio, tavole da SUP e tanto altro.

Scogliera Pagana

Chi ama il contatto con la natura potrà apprezzare la scogliera Pagana: piatta e tranquilla, è un ottimo luogo in cui prendere il sole. Siamo a Santa Margherita nella zona di confine con Rapallo e più precisamente nella frazione di San Michele dove il paesaggio cambia e si fa più rude, proprio come quello raccontato da Montale nelle sue poesie.

Non una vera spiaggia con stabilimenti ma un luogo con rocce e scogli a contatto diretto con il mare. Chi ama lo snorkeling e cerca privacy o tranquillità potrà apprezzarla in tutta la sua anima selvaggia.

Punta Pedale

Un mix equilibrato tra natura e mondanità: Punta Pedale è la spiaggia a due passi dal centro con stabilimento attrezzato. La baia è tranquilla, il mare pulitissimo e alterna tratti liberi con altri privati con noleggio di sdraio, lettini e ombrelloni a pagamento. Il fondale tende a diventare profondo ma digrada lentamente, tanto che viene scelto anche da famiglie con bambini.

La Cycling Riviera, che costeggia il mare, è la migliore pista ciclabile d’Italia 2025

Il mare e le due ruote? Una coppia perfetta. La Liguria con la sua Cycling Riviera conquista il primo posto della classifica della migliore pista ciclabile d’Italia 2025. Durante il Green Road Award, l’oscar del cicloturismo, la regione ha sbaragliato la concorrenza puntando sul turismo sostenibile, green e bike friendly.

Cycling Riviera, la miglior pista ciclabile d’Italia 2025

In Italia il cicloturismo è in crescita e gli oscar Green Road Award vogliono premiare eccellenze come la Cycling Riviera per l’impegno e il servizio offerto. Il primo posto per la classifica 2025 viene quindi conquistato dalla Liguria che ottiene il riconoscimento da Trieste, luogo in cui si è svolta la premiazione. La pista ciclabile tra verde e mare ha lasciato tutti a bocca aperta: si snoda per circa 33 chilometri lungo la costa del Ponente, collegando Ospedaletti a Imperia e riqualificando il tracciato di una vecchia ferrovia dismessa, oggi diventato un paradiso per chi ama pedalare o camminare.

Il percorso non è impegnativo, ma pensato per tutti: famiglie con bambini, sportivi, anziani, cicloturisti esperti o principianti. Pianeggiante, ha una vista da sogno ai lati che permette di scoprire quella che è la classica costa della regione ligure, incantevole da percorrere: alterna strade all’aria aperta con tunnel panoramici, aggiungendo poi punti di ristoro e toilette automatizzate. E se ci si stanca? Niente paura, nessuno è costretto ad affaticarsi: il progetto nasce integrando alcune tratte in treno, dunque basterà salire a bordo dopo aver acquistato il biglietto per raggiungere la destinazione desiderata.

Il percorso della Cycling Riviera in Liguria
Fonte: Ufficio Stampa
La Cycling Riviera è la miglior pista ciclabile italiana nel 2025

L’aspetto green non è dato solo dalla creazione di una pista ciclabile, ma dal desiderio di recuperare un’infrastruttura ormai dismessa dandogli un nuovo volto. Tutto parte nel 2009 con un breve tratto, per poi crescere fino all’ultima inaugurazione ad aprile 2025 in cui è aggiunta la tratta tra San Lorenzo al Mare e Imperia.

Un traguardo che arriva nel decimo anno di questo importante concorso: il Green Road Award spegne nel 2025 le dieci candeline analizzando ben 30 candidature. L’obiettivo del premio è valorizzare le infrastrutture migliori tenendo a mente criteri quali la progettazione, l’accessibilità, la qualità del servizio, la promozione turistica e il rispetto dell’ambiente. E la Cycling Riviera ha superato tutti i test a pieni voti.

Il premio è un riconoscimento importante, specialmente nell’anno in cui il cicloturismo sta registrando un vero e proprio boom, come confermato dal rapporto Isnart-Unioncamere “Viaggiare con la bici 2025”, in cui viene segnalato un +54% di presenze cicloturistiche nella Penisola rispetto al 2023.

Le altre classificate

La Cycling Riviera ha brillato, ma non è stata l’unica protagonista; altrettante le candidate tra le piste ciclabili italiane che hanno partecipato al Green Road Award 2025.

Sul secondo gradino del podio c’è la Basilicata con la ciclovia Meridiana: un itinerario caratterizzato da paesaggi tanto selvaggi quanto silenziosi. Terza classificata? La Puglia con la Ciclonica, un sentiero tra ulivi e masserie. Menzionati poi il Gran Tour del Lazio, il Bar to Bar del Piemonte e la Ciclovia del Sole della Lombardia. L’Umbria, invece, ha ricevuto il premio speciale “Cammini” per la Via di Francesco.

Un’estate a Finale Ligure: le spiagge più belle

Finale Ligure: basta pronunciarne il nome per evocare immagini di sole, scogliere e acqua trasparente che danza tra riflessi d’oro e d’argento: tra il verde delle colline e il suono del mare, ogni angolo racconta una Liguria capace di incantare chi cerca una vacanza lenta e rigenerante.

Finale è una meta facile da raggiungere, sia in auto che in treno, e altrettanto facile da amare. Il centro conserva la grazia di un borgo marinaro, con la vita che scorre lungo i vicoli e le passeggiate sul lungomare, ma a pochi minuti si aprono baie appartate, calette selvagge e lidi sabbiosi pronti ad accogliere chiunque abbia voglia di tuffarsi nell’estate.

Varigotti: poesia e immersioni

Chi arriva a Varigotti non si limita a trovare una spiaggia bensì un paesaggio che è ispirazione: da secoli, la piccola e graziosa località seduce viaggiatori, pittori, poeti. Le case colorate che si affacciano direttamente sulla sabbia raccontano storie di pescatori e artisti, di quiete e luce che cambia a ogni ora del giorno.

La spiaggia di Varigotti si allunga tra sabbia dorata e mare limpido. Le acque sono cristalline e invitano a tuffarsi, ma è sotto la superficie che si svela uno degli aspetti più affascinanti di questo tratto di costa: i fondali rocciosi. Ideali per chi ama lo snorkeling o le immersioni, regalano incontri sorprendenti con la fauna marina e scorci subacquei ricchi di suggestione.

La vicinanza con il centro di Finale Ligure (appena un paio di chilometri) rende Varigotti facilmente raggiungibile anche senza auto.

Baia dei Saraceni: incanto tra le rocce

Quando ci si lascia alle spalle Varigotti, lungo la Statale 1 che abbraccia la costa, ci si ritrova dinanzi a uno spettacolo naturale di rara bellezza: la Baia dei Saraceni. Un angolo sospeso nel tempo, dove la sabbia dorata si stende tra due promontori che sembrano sorvegliare l’ingresso al mare.

L’acqua, nei giorni di calma, assume sfumature turchesi che ricordano certe insenature mediterranee lontane, ma con la fortuna di essere a portata di mano. Il fondale digrada dolcemente e permette anche a chi non è un esperto di godersi il bagno senza timori, mentre gli accessi sono facilitati da sentieri che si intrecciano tra le rocce.

Quasi completamente libera, la baia mantiene un’atmosfera selvaggia e raccolta, senza rinunciare però a piccoli comfort. È il luogo perfetto per chi cerca una giornata di mare all’insegna della natura, del silenzio interrotto solo dallo sciabordio delle onde e di quella rara sensazione di essere davvero lontani da tutto.

La Spiaggia di Finalmarina: comodità e vita da lungomare

Chi preferisce restare in città troverà nella spiaggia di Finalmarina il perfetto equilibrio tra praticità e bellezza. Lunga, ampia, ordinata, si sviluppa proprio accanto al centro abitato e segue il profilo del lungomare con una continuità che invita a passeggiare, sostare, godersi il relax.

Alterna tratti liberi a stabilimenti attrezzati ed è la scelta ottimale per ogni tipo di esigenza: famiglie, coppie, giovani. I servizi non mancano, così come i bar, i ristoranti, le gelaterie e tutti quei piccoli comfort che rendono semplice godersi una giornata al mare senza pensieri.

È la spiaggia di chi vuole “tutto a portata di mano”, senza rinunciare a un tuffo in acque pulite e a un tramonto che, dalla passeggiata, regala riflessi da cartolina.

Spiaggia di Selva: sabbia fine e quiete

Tra le spiagge meno conosciute ma più sorprendenti di Finale, la Spiaggia di Selva si distingue per una caratteristica insolita: l’ampiezza e la finezza dell’arenile sabbioso, che invita a camminare lentamente, con l’acqua che accarezza i piedi e il mare che resta basso per decine di metri.

È un luogo che piace molto alle famiglie, perché permette ai bambini di giocare in sicurezza, ma conquista anche chi cerca un’atmosfera più intima, meno affollata. L’accesso è libero, la vegetazione alle spalle offre un senso di protezione e i suoni della natura accompagnano la permanenza come una melodia discreta.

Selva è il posto giusto per leggere in riva al mare, per stendersi sotto il sole, per conoscere una Liguria dove tutto sembra ancora a misura d’uomo.

Spiaggia del Castelletto: tra falesie e natura

Panorama della Spiaggia di Castelletto a Finale Ligure
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La meravigliosa Spiaggia di Castelletto o San Donato

A chiudere la selezione delle migliori spiagge di Finale, ecco una spiaggia che è un vero e proprio sogno mediterraneo: la Spiaggia del Castelletto, un tratto di costa dove sabbia e ciottoli sono vegliati da imponenti falesie, alte pareti di roccia su cui si rifugiano numerose specie di uccelli.

Il mare si insinua con eleganza in un paesaggio che ha conservato il suo carattere selvaggio: l’acqua è limpida, le tonalità cambiano con la luce e l’intera spiaggia (punteggiata da due stabilimenti discreti e da aree libere ben curate) trasmette un senso di pace e riservatezza.

Alle sue spalle si estende il tratto tra Capo della Colombara, dominato dal Castello, e Capo San Donato, dove si erge una torre d’avvistamento dal fascino antico.

Viaggio a Lerici: cosa vedere in un borgo che profuma di mare e poesia

Affacciata sul caratteristico Golfo dei Poeti, Lerici è una gemma della riviera di Levante in Liguria che incanta chiunque ami il mare, la cultura e i paesaggi da cartolina. Questo borgo pittoresco, con il suo porto affacciato su acque limpide, i vicoli storici, le fortezze e le spiagge, è una meta ideale in ogni stagione.

Passeggiare tra i suoi caruggi significa immergersi in secoli di storia e godere di atmosfere autentiche, dove l’anima ligure si respira ovunque. Il profumo del mare si mescola a quello del pesto appena fatto, mentre le facciate colorate delle case raccontano un passato vivo e vibrante.

Ma Lerici non è solo bellezza visiva: è anche condivisione, spiritualità e tradizione. Un esempio toccante è la processione che si tiene ogni anno a fine maggio, quando i fedeli percorrono insieme il tratto dalla Chiesa di San Rocco a Maralunga, luogo dove si tramanda sia stata ritrovata una sacra immagine della Madonna. Un momento di unione e raccoglimento, che coinvolge tutta la comunità.

Dove si trova Lerici: tra mare e natura protetta

Lerici si trova in Liguria, nella provincia di La Spezia, ed è situata nella parte orientale del celebre Golfo dei Poeti, proprio dalla parte opposta di Portovenere. È inserita nel contesto del Parco Naturale Regionale di Montemarcello-Magra-Vara, un’area verde tutelata che protegge la biodiversità e valorizza i borghi marinari.
Circondata da promontori, scogliere e acque trasparenti, Lerici è anche vicinissima alle Cinque Terre e si presenta come una base perfetta per esplorare la costa ligure orientale.

Come arrivare a Lerici: tutte le soluzioni per raggiungere il borgo, tra auto, treno, bus e battelli turistici

Arrivare a Lerici è facile e comodo grazie ai numerosi collegamenti. Ci si può muovere sia in macchina che in treno, sia in autobus che con il battello. Ecco quali sono i vari modi per giungere in questa splendida cittadina ligure.

  • In auto, dall’autostrada A12 si esce a Sarzana o La Spezia, poi si prosegue lungo la SP331. In alta stagione è consigliato lasciare l’auto nei parcheggi esterni e usare i bus navetta,
  • in treno, la stazione di riferimento è La Spezia Centrale, da cui partono autobus frequenti (linea L) diretti a Lerici,
  • in autobus, ci sono linee regolari da La Spezia e Sarzana, con fermate nei principali punti di interesse,
  • in battello, durante la primavera e l’estate partono traghetti giornalieri da Portovenere, La Spezia e le Cinque Terre, offrendo un arrivo panoramico via mare.

Cosa vedere a Lerici: luoghi imperdibili tra castelli, chiese antiche e panorami mozzafiato

Il patrimonio culturale e naturale di Lerici è straordinariamente ricco e sfaccettato, un perfetto connubio tra storia millenaria, architettura affascinante e paesaggi che lasciano senza fiato. Ogni strada, ogni scorcio e ogni costruzione raccontano un pezzo di identità locale, custodita con orgoglio dalla comunità e valorizzata per i visitatori di oggi.

Questo borgo sa conquistare tanto gli appassionati di storia, incuriositi da castelli, chiese e vicoli antichi, quanto i viaggiatori in cerca di bellezza visiva, luoghi da immortalare e momenti da ricordare. A Lerici, anche una semplice passeggiata può trasformarsi in un’esperienza culturale e sensoriale, grazie alla varietà di elementi che convivono in armonia: l’arte sacra, le fortificazioni medievali, le piazze vivaci e i panorami sul mare aperto. Ogni angolo ha un’anima, ogni luogo una storia da ascoltare.

Il Castello di Lerici: una fortezza medievale che domina il mare

castello di lerici in liguria
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Castello di Lerici visto dal basso

Situato in posizione panoramica su uno sperone roccioso, il Castello di Lerici è una delle fortificazioni più suggestive della Liguria. Risalente al XIII secolo, offre una vista spettacolare sulla baia e ospita mostre d’arte. All’interno si trovano una cappella gotica e sale espositive, mentre all’esterno si può percorrere un bel camminamento tra le mura, perfetto per scattare foto indimenticabili.

La Chiesa di San Francesco: un edificio sacro del XIII secolo ricco di arte e spiritualità

Tra le tappe religiose da non perdere, spicca la Chiesa di San Francesco, costruita nel 1632 sulle rovine di un edificio più antico. La sua facciata semplice nasconde un interno ricco di affreschi, sculture e una grande pala d’altare. Luogo di pace e raccoglimento, è anche testimone delle tradizioni religiose locali e spesso sede di concerti e cerimonie.

Il centro storico di Lerici: un intreccio di caruggi, piazzette e case dai colori liguri

Il cuore autentico di Lerici pulsa tra i suoi vicoli, le piccole botteghe artigiane, le enoteche e i ristoranti tipici. Passeggiando senza meta, si incontrano scorci pittoreschi, archi in pietra, salite e discese che raccontano storie antiche. Perfetto per una passeggiata serale o per una sosta gastronomica, il centro storico è anche luogo di eventi, mercatini e manifestazioni locali.

Il lungomare e il porto turistico: una passeggiata tra barche a vela, palme e scorci romantici

cosa fare a lerici
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Tramonto al porto di Lerici

Il lungomare Vassallo collega Lerici alla vicina frazione di San Terenzo con una bellissima passeggiata vista mare. Qui si susseguono locali all’aperto, stabilimenti balneari e panchine per godersi il tramonto.
Il porto turistico è animato da barche a vela e motoscafi, ed è punto di partenza ideale per esplorare il Golfo in barca o raggiungere Portovenere e le Cinque Terre.

Il Giardino di Villa Rezzola: un’oasi verde riaperta nel cuore della Liguria

Il Giardino di Villa Rezzola, situato nella frazione di Pugliola a Lerici, è stato recentemente restaurato e riaperto al pubblico dopo un lungo lavoro di recupero. Questo splendido giardino storico, che si estende su una superficie di circa quattro ettari, rappresenta uno degli esempi più eleganti di giardino all’inglese della Riviera di Levante. Nel corso del restauro, curato dal FAI, sono stati valorizzati gli elementi naturali e architettonici, come i vialetti in ghiaia, le pergole di glicine, le scalinate in pietra e le fontane che rendono il luogo unico e suggestivo. Oggi il giardino è accessibile a visitatori e appassionati di natura, che possono immergersi in un ambiente di grande fascino e tranquillità, a pochi passi dal mare.

Cosa fare a Lerici: esperienze da vivere tra mare, sentieri panoramici e tradizioni

Oltre alle meraviglie da visitare, Lerici offre una vasta gamma di esperienze autentiche, capaci di emozionare ogni tipo di viaggiatore. Questo borgo ha qualcosa da regalare in ogni stagione dell’anno sia per chi cerca relax che per chi ama l’avventura. Le sue spiagge accoglienti invitano a lunghe giornate al sole, mentre i sentieri panoramici sorprendono con scorci da cartolina e profumi mediterranei.

Non mancano le occasioni per praticare sport acquatici, esplorare calette nascoste o lasciarsi coinvolgere dalla vita locale, fatta di eventi, riti religiosi e tradizioni antiche che ancora oggi uniscono la comunità. Vivere Lerici significa abbracciare un ritmo più lento e autentico, lasciandosi guidare dalla bellezza del paesaggio e dall’anima del luogo.

Trascorrere una giornata in spiaggia: mare pulito, stabilimenti accoglienti e relax totale

dove andare al mare a lerici
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Lerici – caratteristica spiaggetta

Le spiagge di Lerici sono tra le più amate della costa ligure, grazie alla loro bellezza e ai servizi disponibili. La spiaggia della Venere Azzurra è perfetta per famiglie e sportivi, mentre San Terenzo è ideale per chi cerca tranquillità e acque limpide.

C’è poi Fiascherino perfetta per un giorno di mare romantico e Cala Maramozza un piccolo paradiso ligure a cui si accede tramite un sentiero piuttosto ripido che arriva fino al mare. In zona si trovano anche calette più selvagge raggiungibili a piedi o in kayak, per chi ama la natura più incontaminata.

Fare trekking lungo i sentieri panoramici: natura rigogliosa e scorci sul mare a ogni passo

Lerici è circondata da sentieri escursionistici che si snodano tra colline e scogliere. Il percorso verso Tellaro è uno dei più amati, con tratti immersi nella macchia mediterranea e viste spettacolari sul mare. L’anello di Lerici regala uno spettacolare panorama sull’arcipelago di Portovenere e sulla valle del Magra e le Apuane.

Questo percorso si snoda parallelo alla costa e attraversa – dall’alto – Cala di Maramozza, Fiascherino e Tellaro e poi sale verso Zanego ed Ameglia, per poi scendere per Cambià e La Serra e ritornare a Lerici.
Anche i sentieri del Parco di Montemarcello offrono itinerari più lunghi per camminatori esperti, ideali nelle mezze stagioni.

Praticare sport acquatici nel Golfo dei Poeti: kayak, vela, immersioni e snorkeling per ogni età

Il mare limpido di Lerici è perfetto per attività outdoor e sport acquatici. Numerosi centri offrono noleggio attrezzature, corsi e gite guidate per adulti e bambini. Per chi cerca una vacanza indimenticabile in Liguria a Lerici e vuole godere del mare in completa libertà, ecco le attività da non perdere:

  • nuoto per abbracciare l’energia del mare,
  • kayak per esplorare la costa in modo sostenibile,
  • canoa per godere della pace,
  • sup per rilassarsi con i suoni della natura,
  • vela per farsi incantare dalla forza del vento,
  • immersioni e snorkeling per scoprire il mondo sott’acqua.

Partecipare alla processione da San Rocco a Maralunga: fede, tradizione e comunità in un evento suggestivo

Sabato 31 maggio la comunità pastorale “Don Andrea Cappelli” di Lerici celebra la conclusione del mese mariano con una processione molto sentita dalla comunità. L’evento inizia alle ore 20:30 con la partenza dalla Chiesa di San Rocco, in Piazza Garibaldi, e prosegue a piedi fino a Maralunga, località affacciata sul mare.

Secondo la tradizione, proprio qui fu ritrovata un’antica immagine della Madonna. La processione si conclude con una Santa Messa all’aperto alle ore 21:00, presieduta da don Federico Paganini e altri sacerdoti. Un’occasione unica per vivere Lerici non solo come turista, ma come parte della sua anima profonda.

Baie incantate e acque cristalline: le spiagge liguri più belle

La Liguria è una terra che abbraccia il mare con eleganza e fierezza, accarezzandolo con scogliere scoscese, spiagge dorate e intime calette: da Levante a Ponente, lungo i suoi 350 chilometri di costa, si snoda un viaggio tra baie scolpite nella roccia, acque trasparenti e borghi marinari che sembrano dipinti.

Regina indiscussa delle estati italiane, la Liguria conquista ogni anno il podio delle Bandiere Blu grazie alla qualità delle sue acque e dei servizi. Ma non è solo questione di classifiche bensì di emozioni. Ecco una selezione (difficile, perché qui la bellezza è ovunque) delle spiagge più affascinanti della regione, da vivere con il cuore colmo di meraviglia.

Spiaggia di Fegina, Monterosso al Mare (La Spezia)

Nel cuore delle Cinque Terre, tra le case colorate e le colline terrazzate che si tuffano nel blu, Monterosso al Mare custodisce una delle spiagge più celebri e amate della Liguria: la Spiaggia di Fegina. È la più ampia di tutto il tratto di costa e si apre come una promessa proprio davanti alla stazione ferroviaria, facilmente raggiungibile anche senza auto.

La sabbia dorata è finissima, punteggiata da stabilimenti balneari, mentre l’acqua assume incredibili sfumature tra il verde smeraldo e il turchese profondo. A rendere inconfondibile il lido è poi lo scoglio monumentale che si protende in mare.

Baia di Paraggi, Santa Margherita Ligure (Genova)

Appena prima di raggiungere la mondana Portofino, la Liguria svela un piccolo gioiello che potrebbe benissimo appartenere ai tropici: la Baia di Paraggi, un’insenatura nascosta, avvolta da una vegetazione lussureggiante e da ville che occhieggiano tra i pini marittimi, dove il mare si fa trasparente come cristallo.

Qui la sabbia è chiarissima, quasi bianca, e i fondali brulicano di vita. Nuotare in queste acque è come fluttuare in una piscina naturale, protetti dalla quiete della baia. Ma attenzione: l’incanto di Paraggi è noto e molto amato. Per goderselo al meglio conviene arrivare al mattino presto, quando la luce è ancora dorata e il lido si sta appena risvegliando. Anche se attrezzata, la spiaggia è piccola e il posto (come ogni angolo prezioso) va conquistato con calma e dedizione.

Spiaggia di San Fruttuoso, Camogli (Genova)

Scorcio della Spiaggia di San Fruttuoso
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L’incanto della Spiaggia di San Fruttuoso

C’è un luogo, incastonato tra le pieghe selvagge del Monte di Portofino, da vedere almeno una volta nella vita. È San Fruttuoso, dove la spiaggia si apre proprio sotto l’antica abbazia benedettina, vegliata dalla Torre Doria e lambita dal ritmo lento delle onde.

Raggiungibile solo a piedi, seguendo i sentieri panoramici che attraversano la macchia mediterranea, oppure via mare, in battello, San Fruttuoso è una ricompensa, una baia che lascia senza fiato per la scenografia indimenticabile tra storia e natura.

Qui si può nuotare in un’acqua color smeraldo e poi immergersi, con maschera e pinne, per incontrare il Cristo degli Abissi, la statua posata a 17 metri di profondità in memoria del pioniere della subacquea Dario Gonzatti.

Baia del Silenzio e Baia delle Favole, Sestri Levante (Genova)

Sestri Levante ha due anime, e le ha affidate a due baie che portano nomi poetici: la Baia del Silenzio e la Baia delle Favole, separate da una sottile striscia di terra, la stessa su cui sorgono le case, i giardini, le botteghe della città.

La Baia del Silenzio è un rifugio per romantici e sognatori. Piccola, raccolta, con le facciate color pastello che si specchiano sull’acqua, è perfetta per lasciarsi cullare dalla quiete e dal rumore gentile delle onde. Il mare è basso e trasparente. La Baia delle Favole, invece, è più ampia e animata: una spiaggia attrezzata dove si respira voglia di fare e di muoversi, tra corsi di vela, escursioni in canoa e sport acquatici.

Per chi ama il diving, i fondali offrono l’occasione di esplorare relitti della Seconda guerra mondiale, affondati non lontano dalla costa.

Spiaggia di Varigotti, Savona

Varigotti è una tavolozza di colori accesi, un quadro a cielo aperto dove mare, sabbia e architettura creano armonie visive indimenticabili. Qui, sulla Riviera di Ponente, le onde si infrangono con dolcezza su una spiaggia di ciottoli dorati, mentre le case saracene del borgo, dalle facciate gialle, rosse, arancio, sembrano brillare sotto il sole.

È un luogo dove la vita scorre lenta, tra passeggiate sul lungomare, cene sulla riva e bagni. Ma il vero incanto si svela salendo verso Punta Crena, dove spiccano una torre d’avvistamento e i ruderi di un antico convento. Da lassù, lo sguardo abbraccia tutta la baia. E, per un po’ di avventura, un sentiero scende fino alla caletta nascosta sotto la punta: un angolo segreto, protetto, dove il mare si fa più silenzioso.

Spiaggetta dei Balzi Rossi a Ventimiglia (Imperia)

Particolare della Spiaggia dei Balzi Rossi a Ventimiglia
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La bellissima spiaggia dei Balzi Rossi a Ventimiglia

Esiste un angolo di Liguria che guarda la Francia con la stessa eleganza rarefatta della Costa Azzurra. È la spiaggetta dei Balzi Rossi, incastonata nella località Grimaldi di Ventimiglia, affacciata sul Golfo di Mentone come una terrazza, dove le Alpi Marittime sembrano scendere a toccare il mare.

Piccolissima, quasi sospesa tra cielo e acqua, affascina per il contrasto tra la semplicità e l’atmosfera esclusiva che vi si respira. Da un lato, un raffinato stabilimento balneare con ristorante vista mare, trattamenti benessere, cinema galleggiante e perfino una navetta privata per chi arriva da lontano. Dall’altro, un tratto di spiaggia libera dove il tempo pare essersi fermato, anche se trovare posto è una vera impresa, vista la popolarità del luogo tra gli abitanti della vicina Mentone.

Alle spalle della spiaggia si apre un sito archeologico di valore mondiale, composto da grotte e caverne dove, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, sono stati ritrovati reperti risalenti al Paleolitico. Un viaggio nel tempo che si può approfondire visitando il piccolo ma suggestivo Museo dei Balzi Rossi, immerso nel verde, a pochi passi dalla battigia.

Baia di Fiascherino, Tellaro

Tra le pieghe silenziose del Golfo dei Poeti, si cela un gioiello che pochi conoscono davvero: la Baia di Fiascherino. Nascosta tra Lerici e Tellaro, si raggiunge con lentezza, come tutte le cose più belle, ed è proprio questa la sua magia.

Due piccole spiagge si affacciano su acque calme e limpide, abbracciate da una vegetazione che profuma di macchia mediterranea. I colori qui sembrano esagerati: il verde brillante dei pini si riflette nel mare che vira dal turchese al blu cobalto, incorniciato da scogliere alte e bianchissime. È, inoltre, un mare perfetto per chi ama fare snorkeling.

Intorno, solo silenzio, rocce, e il fruscio del vento tra gli ulivi. La baia è minuscola, protetta, quasi segreta: qui si viene per staccare da tutto.

Spiaggia di San Terenzo a Lerici (La Spezia)

A San Terenzo, frazione di Lerici, soggiornarono Percy Bysshe Shelley, Mary Shelley e Lord Byron, ispirati da un golfo che ancora oggi è custode di meraviglie e silenzi.

Sabbia chiara, acqua limpida, una spiaggia libera, come quella poco più in là della Marinella, un’insenatura sabbiosa incastonata ai piedi di un antico castello quattrocentesco che veglia discreto sul borgo.

Poco distante ecco Lerici, dai lidi più ampi, spesso affollati ma sempre suggestivi.

Cosa vedere ad Albenga, gemma ligure tra storia, torri e mare

Affacciata sul blu intenso della Riviera di Ponente, Albenga è una graziosa cittadina balneare ricca di storia, fascino medievale e antiche suggestioni.

Poco distante dalla più mondana Alassio, a circa 48 chilometri a sud di Savona, vanta uno dei centri storici meglio conservati di tutta la Liguria occidentale: passeggiare tra le mura e le torri è come attraversare i secoli, tra palazzi nobiliari, chiese paleocristiane, echi longobardi e resti romani.

Albenga: 6 cose da vedere

La chiamano la “città delle cento torri”, e basta uno sguardo al suo skyline per capire perché: le torri svettano con fierezza fra i tetti rossi, testimoni di un nobile passato.

Ma Albenga è molto più di una cartolina medievale: è un meta da esplorare con calma, lasciandosi guidare dalla curiosità.

1. La Cattedrale di San Michele

Nel cuore del centro storico si erge maestosa la Cattedrale di San Michele, le cui origini risalgono tra la fine del IV e l’inizio del V secolo, quando venne edificata sopra un sito paleocristiano. Oggi, ogni parte della struttura racconta un’epoca diversa: la base della facciata centrale è dell’XI secolo, mentre i portali laterali sono gotici, risalenti al XIII secolo; quello centrale, invece, fu aggiunto nel 1669. Il campanile, raffinato esempio di gotico tardivo, fu eretto alla fine del Trecento sulle rovine di una torre romanica più antica.

All’interno, le tre navate custodiscono meraviglie: un organo monumentale ottocentesco incastonato in una cassa seicentesca, un ex voto in marmo del 1456, un Crocifisso affrescato nell’abside centrale, e volte affrescate nel XIX secolo.

I restauri degli anni Sessanta hanno riportato alla luce un prezioso frammento: sotto il presbiterio, infatti, riaffiorano l’abside altomedievale e una cripta carolingia.

2. Il Battistero

Uscendo dalla Cattedrale e imboccando la loggia del Palazzo Comunale, una scala scende nel tempo: conduce, infatti, al livello originario della città del V secolo e al Battistero paleocristiano, raccolto, silenzioso, quasi intimo. Le finestre sono ornate da transenne in arenaria traforata, delicate come merletti, con motivi propri dell’arte longobarda.

Vi si trovano tombe con incisioni altomedievali, una vasca battesimale ancora integra e, soprattutto, una nicchia decorata da un mosaico risalente al V-VI secolo, con una rappresentazione della Trinità avvolta dagli Apostoli, raffigurati come colombe.

È un’immagine rara, preziosa, l’unico mosaico bizantino rimasto nell’Italia settentrionale, al di fuori di Ravenna.

3. I Palazzi del centro storico

Il centro storico di Albenga è un piccolo scrigno in cui ogni angolo rivela un palazzo, una torre, un dettaglio d’epoca che parla al presente. Su Piazza San Michele si affaccia il Palazzo Peloso Cepolla, che un tempo possedeva una torre poi trasformata in terrazza. Il Palazzo Vescovile, ristrutturato nel Cinquecento, vanta due eleganti facciate e poggiava su un loggiato trasformato in botteghe e magazzini. Più austero è il Palazzo Vecchio, antica sede comunale: da un lato mostra la Torre Civica e ospita la Sala dei Consoli e il Museo Civico; dall’altro, verso il Battistero, si apre una scalinata che porta al Salone del Podestà e ai piani superiori.

A pochi passi ecco il Palazzo Costa Del Carretto di Balestrino, oggi conosciuto come Palazzo Vescovado, con lo straordinario soffitto ligneo a cassettoni del XVI secolo. Infine, merita una menzione il seicentesco Palazzo Scotto Niccolari.

4. Le torri

Scorcio del centro storico di Albenga
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Scorcio dell’affascinante centro storico di Albenga

Non si può parlare di Albenga senza tornare alle sue torri. Alte, possenti, severe, alcune con pietre rosse, altre squadrate o smussate, non erano semplici strutture difensive. Dal Trecento in poi, venivano costruite accanto alle case delle famiglie nobili per mostrare il loro potere. Alcune si sono conservate intatte, altre sono state integrate negli edifici o trasformate nel tempo, ma tutte contribuiscono a delineare il volto verticale e orgoglioso della città.

Quelle che spiccano di più sono in Piazza San Michele, ma anche Torre Oddo, Torre della Paciotta, Torre Navone e la Torre del Municipio raccontano storie di ambizione, rivalità e identità.

5. La Chiesa di Santa Maria in Fontibus

Adiacente alla Cattedrale, la Chiesa di Santa Maria in Fontibus sorprende grazie alla struttura basilicale a tre navate. I pilastri robusti, le alte lesene e le arcate a tutto sesto conferiscono all’interno una solennità che si percepisce fin dal primo passo. La volta a botte della navata centrale si innalza fino al presbiterio, mentre quelle delle navate laterali si rincorrono in una successione di volte a crociera.

Nel tempo, la chiesa ha subito trasformazioni. All’inizio del Novecento, per rinnovare via Enrico d’Aste, fu arretrata di alcuni metri, con parziale demolizione della facciata. Tuttavia, il portale medievale è ancora lì.

All’interno, spiccano una statua della Vergine Maria in marmo del 1622, un crocifisso ligneo del 1638 e una tela della Madonna con i Santi Cosma e Damiano firmata da Orazio De Ferrari nel 1639.

6. L’Isola Gallinara

L'isola Gallinara lungo la costa di Albenga
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L’isola Gallinara a forma di tartaruga

Poco al largo della costa, l’Isola Gallinara, dalla curiosa forma che ricorda una tartaruga, emerge come un piccolo paradiso incontaminato, oggi riserva naturale. Il nome deriva dalle galline selvatiche che un tempo la abitavano, ma la sua storia è spirituale: nel IV secolo fu rifugio di San Martino di Tours e, in epoca longobarda, sede di un monastero che poi passò ai Benedettini. Dopo secoli, nel 1842, fu venduta a privati.

Nei fondali sono stati rinvenuti relitti risalenti fino al V secolo a.C., probabilmente provenienti da Marsiglia. Tra anfore e reperti, oggi conservati nel Museo Navale di Albenga, si racconta una storia di scambi, viaggi e civiltà.

L’isola è anche una meta per appassionati subacquei. Due sono i principali punti di immersione: Punta Falconara, dove nel 1998 è stata posata una statua del Cristo Redentore, e Punta Sciusciau, dove si possono ammirare cernie, murene, polpi, scorfani e spugne di grandi dimensioni. I fondali, ricchi di margherite di mare e nudibranchi, sono un giardino sommerso che lascia senza fiato.

Cosa fare ad Albenga: esperienze da vivere

Oltre all’affascinante centro storico e alle celebri torri, la città offre esperienze che coinvolgono tutti i sensi: dalla cultura al paesaggio, dal gusto alla natura, con percorsi che raccontano l’anima più autentica della Riviera di Ponente.

Visitare il Museo dell’Olio

Il Museo Sommariva “Civiltà dell’Olio”, voluto e curato con passione dalla Famiglia Sommariva, è una “dichiarazione d’amore” per una delle tradizioni più radicate della Liguria.

Raddoppiato negli spazi nel 2010, si estende su ben 400 metri quadrati, collegati da un tunnel sotterraneo che conduce al frantoio attivo, in un percorso fluido tra storia, cultura e sapere artigianale che mette in risalto antichi strumenti, macchinari storici e testimonianze delle tecniche che hanno reso l’olio extravergine ligure un’eccellenza.

Ma c’è di più. Le sale del museo si aprono anche all’arte contemporanea, e accolgono opere di pittura, scultura, fotografia. Artisti locali e non trovano spazio per esprimersi, mentre il museo diventa teatro di eventi, presentazioni letterarie, incontri con scrittori e realtà culturali del territorio.

Fare trekking lungo la Via Iulia Augusta

Per chi ama camminare (o pedalare) tra storia e natura, la Via Iulia Augusta (l’antica strada romana voluta dall’Imperatore Augusto che univa la pianura Padana alla Gallia e alla Spagna) oggi, in un tratto suggestivo, collega Albenga ad Alassio e regala scorci che sanno di Mediterraneo, profumi di macchia e memorie di pietra.

Lungo il percorso, si svelano resti dell’antico anfiteatro, piccole chiese campestri, ruderi romani immersi tra ulivi e ginestre. L’Isola Gallinara appare e scompare all’orizzonte come una sentinella discreta, mentre il sentiero segue il profilo dolce delle colline che degradano verso il mare.

L’itinerario si sviluppa per circa 10 chilometri tra andata e ritorno, con un dislivello modesto e una difficoltà adatta a tutti. È perfetto per escursioni a piedi, in mountain bike o con i bastoncini da nordic walking, e può essere affrontato in qualsiasi stagione.

Godersi la spiaggia

Scorcio della spiaggia di Albenga
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Il bellissimo mare di Albenga

Chi visita Albenga d’estate sa che non si tratta solo di storia e cultura: la cittadina custodisce anche un litorale che invita al relax, allo svago, e alla sensazione di “lasciarsi andare al ritmo lento delle onde”. Le spiagge si estendono per circa un chilometro e mezzo lungo una costa che guarda dritta verso l’Isola Gallinara, quasi fosse un miraggio all’orizzonte.

La sabbia è fine, mescolata a ghiaia, e l’accesso al mare è semplice e sicuro: perfetto per le famiglie con bambini, ma anche per chi ama camminare sul bagnasciuga al tramonto o godersi una giornata spensierata sotto l’ombrellone. Alcuni tratti sono liberi, altri, invece, sono attrezzati con ogni comfort (lettini, bar, docce) per un’esperienza di totale relax.

C’è spazio per tutti, anche per chi viaggia con il proprio cane: Albenga ospita una spiaggia dog-friendly ben organizzata, con servizi pensati su misura per accogliere al meglio anche gli amici a quattro zampe.

Albenga: come raggiungerla

Arrivare ad Albenga è semplice, sia che si viaggi in auto, in treno o in aereo. L’uscita dedicata sull’autostrada A10 Genova-Ventimiglia conduce verso il centro città o la costa, dove la vita si muove tra carruggi e stabilimenti balneari. La stazione ferroviaria è ben collegata con tutta la Riviera ligure con treni regionali e intercity verso Genova e Milano.

Per chi arriva da più lontano, l’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova (a circa 85 chilometri) è lo scalo più comodo, servito anche da voli low cost.

La Via della Costa: 12 tappe imperdibili tra mare e storia ligure

Qual è il nesso tra il celeberrimo cammino di Santiago di Compostela e la panoramica costa ligure? In questo approfondimento vi sveliamo tutti i dettagli di un percorso nuovo e davvero splendido, che ricalca antiche vie di comunicazione e nasce con l’obiettivo di collegare due grandi mete di pellegrinaggio, Santiago di Compostela e Roma.

Benvenuti sull’itinerario di Via della Costa!

Le origini del cammino e come raggiungerlo

La Via della Costa si trova in Liguria e si estende da Sarzana ad Est fino al confine francese ad Ovest, partendo ufficialmente da Ponte San Ludovico e terminando a Sarzana. La si può percorrere utilizzando i bellissimi sentieri esistenti, che sono stati scelti per formare un unico percorso lineare – percorribile in entrambe le direzioni –  con l’obiettivo di collegare il grande itinerario di pellegrinaggio tra Santiago, Roma e Gerusalemme, nonché la Via Francigena tra Canterbury e Roma, e offrendo un’alternativa marittima per chi voglia evitare l’attraversamento delle Alpi.

La Via della Costa è nata grazie al lavoro di Anna Rocchi e Silvio Calcagno, che per anni, a partire dal 2005, hanno condotto ricerche e verifiche sul territorio: nel tracciare l’itinerario migliore, hanno cercato sentieri e vie di comunicazione alternativi per cercare di includere meno strade asfaltate possibili, riscoprendo antichi tratti di via Romana – a tratti asfaltati o acciottolati – ma anche sentieri medioevali e le bellissime ‘crose’, mulattiere a picco sul mare, cantate anche da De André nelle sue canzoni.

Mentone o Ponte San Ludovico: qual è la prima tappa?

Sebbene il tracciato della Via della Costa venga spesso descritto con partenza da Ponte San Ludovico, al confine tra Italia e Francia, molti camminatori scelgono di iniziare il percorso da Mentone, la prima cittadina francese appena oltre il confine. Ponte San Ludovico rappresenta il punto d’ingresso ufficiale in Italia e segna l’inizio del tracciato ligure vero e proprio, con segnaletica specifica e una continuità ben definita lungo le tappe della Riviera di Ponente.

Tuttavia, Mentone viene spesso considerata una sorta di prologo simbolico o geografico del cammino, in particolare da chi arriva dalla Francia o dai cammini provenienti da Santiago, per dare al percorso una dimensione più ampia e internazionale. Entrambi i punti di partenza sono validi: chi cerca un itinerario più lungo e coerente con i cammini europei potrà iniziare da Mentone, mentre chi vuole percorrere la Via della Costa nella sua interezza italiana potrà partire da Ponte San Ludovico, primo passo sul suolo ligure.

Genova
Fonte: 123
Genova, tappa della Via della Costa

Le tappe del cammino

Il Cammino si compone di 12 tappe, per un totale di circa 352 km e un dislivello positivo di circa 9.620 metri. Ecco i principali punti d’interesse:

  • Tappa 1, Ponte San Ludovico – Sanremo (26 km, 230 D+, 220 D-, 6h 30’): il cammino ha inizio accanto al confine francese, seguendo un percorso costiero che alterna scorci sul mare a strade secondarie e sentieri dolci.
  • Tappa 2, Sanremo – Torrazza (30.5 km, 1.080 D+, 960 D-, 8h): si esce da Sanremo risalendo verso Bussana Vecchia e il Monte Calvo, in un itinerario lungo e impegnativo, che alterna ambienti urbani e paesaggi selvaggi.
  • Tappa 3, Torrazza – Andora (30 km, 990 D+, 1.100 D-, 8h): il cammino si snoda tra santuari, crinali e boschi, con una discesa finale verso la costa. I continui saliscendi e alcuni tratti tecnici rendono la tappa adatta a camminatori esperti e ben allenati.
  • Tappa 4, Andora – Loano (30.7 km, 650 D+, 640 D-, 7h): si affronta una prima parte in salita, più impegnativa, poi il sentiero si distende offrendo viste sulla costa e passaggi storici come il ponte sul Merula.
  • Tappa 5, Loano – Noli (29.1 km, 1.050 D+, 1.050 D-, 7h): si cammina lontano dal mare, attraversando ambienti più aspri e selvaggi, dove il dislivello e alcuni tratti tecnici richiedono passo sicuro ed esperienza.
  • Tappa 6, Noli – Varazze (28.2 km, 420 D+, 420 D-, 7h): il percorso segue l’antica via Aurelia e offre scorci costieri e sentieri botanici.
  • Tappa 7, Varazze – Genova (36.7 km, 330 D+, 300 D-, 9h): la tappa più lunga dell’intero cammino, ma anche una delle più lineari. Si cammina su ciclopedonali costiere, attraversando borghi e marine liguri, con un tracciato molto panoramico.
  • Tappa 8, Genova – Camogli (23.7 km, 630 D+, 640 D-, 6h 30’): dopo i quartieri cittadini, il cammino si inoltra nella natura, attraversando Sori e Nervi.
  • Tappa 9, Camogli – Sestri Levante (31.4 km, 1.060 D+, 1.080 D-, 8h): si entra nel Parco di Portofino, tra boschi, crinali e lunghi tratti a gradini. Il dislivello, unito alla lunghezza, rende questa tappa fisicamente impegnativa.
  • Tappa 10, Sestri Levante – Levanto (30.9 km, 1.400 D+, 1.400 D-, 9h): è la tappa più dura del cammino, con un saliscendi continuo e sentieri esposti. Serve allenamento, passo fermo e resistenza per affrontare senza affanno l’intera giornata.
  • Tappa 11, Levanto – Volastra (20.7 km, 1.030 D+, 710 D-, 7h 30’): si entra nel cuore delle Cinque Terre, camminando tra boschi, terrazze e dislivelli importanti.
  • Tappa 12, Volastra – Sarzana (32.5 km, 760 D+, 1.070 D-, 8h 30’): il cammino si chiude con una tappa lunga e varia, tra vedute sul mare e lunghe discese. Nonostante la bellezza del paesaggio, è un tratto che mette a dura prova le gambe, soprattutto nei chilometri finali.

Per chi preferisce pedalare, segnaliamo che la Via della Costa può essere anche percorsa in mountain bike, riducendo le tappe da 12 a 6.

I luoghi più belli lungo il cammino

Il cammino della Via della Costa non è soltanto un itinerario escursionistico, ma un vero viaggio culturale e paesaggistico attraverso secoli di storia, architettura e spiritualità ligure. Lungo le 12 tappe si incontrano borghi antichi, chiese, porti pittoreschi e scorci mozzafiato che raccontano il profondo legame tra la Liguria e il mare.

Alcuni dei punti principali che troverete lungo il cammino sono:

  • Chiesa di Sant’Ampelio (Bordighera): edificio religioso risalente all’XI-XII secolo, con cripta protoromanica, dedicato al patrono della città.
  • Chiesa di San Giovanni Battista (Cervo): nota anche come “Chiesa dei Corallini”, costruita nel XVIII secolo con i proventi della pesca del corallo, rappresenta un esempio di barocco ligure.
  • Santuario della Madonna della Costa (Sanremo): situato su un poggio dominante il centro storico della Pigna, risale al XIV-XV secolo e ospita un’immagine venerata della Madonna.
  • Basilica di San Biagio (Finalborgo): chiesa rinascimentale del XV secolo, situata nel cuore del borgo fortificato di Finalborgo.
  • Cattedrale di San Lorenzo (Genova): principale luogo di culto cattolico della città, costruita tra il XII e il XIV secolo, con una facciata in stile gotico-genovese.
  • Palazzi dei Rolli (Genova): insieme di residenze nobiliari del XVI e XVII secolo, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, che ospitavano dignitari in visita alla Repubblica di Genova.
  • Abbazia di San Fruttuoso (Camogli): complesso monastico benedettino situato in una baia isolata, accessibile solo via mare o attraverso sentieri, risalente all’XI secolo.
  • Chiesa di San Giovanni Battista (Monterosso al Mare): costruita tra il 1282 e il 1307, presenta una facciata in stile gotico-genovese con paramento a strisce bianche e nere e un rosone finemente decorato.
  • Cattedrale di Santa Maria Assunta (Sarzana): edificio religioso costruito tra il XIII e il XV secolo, con una facciata in marmo bianco e un interno ricco di opere d’arte.

Quando partire

La Via della Costa è un cammino che si presta ad essere percorso tutto l’anno, grazie al clima mite della Liguria e alla vicinanza costante del mare, che attenua le escursioni termiche e rende rare le condizioni atmosferiche davvero proibitive. Tuttavia, i periodi migliori per intraprendere l’intero itinerario sono la primavera (marzo–giugno) e l’inizio dell’autunno (settembre–ottobre), quando si cammina con temperature gradevoli, giornate lunghe e un paesaggio che offre il massimo in termini di colori, fioriture o atmosfere luminose.

In primavera, le colline liguri si accendono di verde, i sentieri si animano di profumi di macchia mediterranea e l’intensità del sole è ancora contenuta, ideale per affrontare anche le tappe più lunghe o con dislivello importante. L’autunno, invece, offre un clima asciutto e fresco, con cieli limpidi, luce calda e meno affollamento nei borghi costieri e nei sentieri del Parco di Portofino e delle Cinque Terre.

Nei mesi estivi (luglio e agosto) il cammino resta percorribile, ma è richiesto un buon allenamento e una gestione attenta del caldo: molte tappe, come quelle tra Loano e Noli o tra Sestri Levante e Levanto, si snodano su crinali assolati, con lunghi tratti privi di ombra e fonti d’acqua. Inoltre, la forte affluenza turistica lungo la costa può rendere meno piacevole il passaggio nei centri storici.

Anche in inverno, chi è abituato a camminare può affrontare il cammino, soprattutto nei tratti costieri, dove le temperature restano spesso sopra i 10°C. Occorre però fare attenzione alla variabilità del meteo: piogge intense, vento e terreni scivolosi possono compromettere la sicurezza, in particolare nei tratti più tecnici come quelli tra Camogli, San Fruttuoso e Levanto.

Camogli
Fonte: 123RF
Camogli, tappa della Via della Costa

La credenziale e i timbri del pellegrino

Per percorrere la Via della Costa non è necessario alcun permesso obbligatorio, ma è fortemente consigliato munirsi della Credenziale del pellegrino, il documento ufficiale che identifica chi intraprende un cammino a piedi, in bicicletta o a cavallo verso una meta di culto. La credenziale consente di accedere a strutture dedicate all’ospitalità dei pellegrini e sarà necessaria per ottenere, al termine del viaggio, la certificazione dell’avvenuto pellegrinaggio.

La prima parte della credenziale va compilata alla partenza con i dati personali del pellegrino (nome, cognome, indirizzo, numero di carta d’identità), il luogo e la data di inizio del cammino, il timbro della parrocchia di riferimento e la modalità scelta per il pellegrinaggio (a piedi, in bici o a cavallo). La seconda parte è destinata a raccogliere i timbri e le date delle località attraversate: possono essere apposti da chiese, parrocchie, municipi, commissariati, caserme dei pompieri e, naturalmente, dagli hospitales e strutture convenzionate dove si pernotta.

Il documento deve essere firmato per essere considerato valido e la data con il timbro finale della meta raggiunta (in questo caso Sarzana, o eventualmente Santiago o Roma se si prosegue oltre) attesterà ufficialmente il compimento del pellegrinaggio.

La credenziale può essere richiesta attraverso le associazioni riconosciute, come:

Raccogliere i timbri lungo il percorso non è solo una formalità: è un gesto simbolico che racconta, passo dopo passo, il cammino vissuto e i luoghi attraversati.

Cosa mangiare sulla Via della Costa

Percorrere la Via della Costa significa anche assaporare tutta la Liguria, Regione dalla cucina semplice ma profondamente legata al territorio. Lungo il cammino si incontrano piccoli ristoranti, osterie, focaccerie e agriturismi che offrono accoglienza e ristoro ai camminatori, spesso con menu dedicati a base di prodotti locali.

Tra i piatti da provare, la focaccia genovese e quella con formaggio di Recco, la panissa fritta, i trofie al pesto, la buridda di pesce (una sorte di zuppa simile al cacciucco), il cundigiun (una sorta di insalata tipica ligure con pane raffermo, acciughe, pomodori e olive) e naturalmente i dolci come il pandolce (che è anche super energetico, con la sua dose abbondante di uvetta, quindi adatto ai camminatori!).

A Camogli, è bene non perdersi una sosta per assaggiare la famosa focaccia con le cipolle, mentre alcuni rifugi e parrocchie offrono la cosiddetta “cena del pellegrino”, con pasti caldi e semplici, spesso condivisi su tavolate comuni con altri viandanti. Il cibo, lungo questo cammino, diventa davvero un momento di condivisione e scoperta autentica del territorio.

Perché scegliere di percorrere Via della Costa

Sono gli stessi creatori dell’itinerario, sul sito ufficiale, a dare uno spunto ai pellegrini e ai camminatori che vogliono mettersi alla prova con la Via della Costa. Scegliere di percorrere la Via della Costa significa intraprendere un cammino per “cercare se stessi”, sospesi tra terra e mare. È un’opportunità per riscoprire e vivere un territorio che può ancora offrire grandi emozioni attraverso i suoi paesaggi, lo charme dei suoi borghi antichi, cogliendo lo spirito profondo della Liguria nelle luci, nei profumi, nell’arte e nell’opera dei nostri antenati. E poi, cosa c’è di più poetico di un cammino che – nel suo procedere da Est e Ovest – permette di ammirare albe e tramonti sul mare?

Via Francigena, il viaggio dell’anima verso il riconoscimento Unesco

Il cammino della Via Francigena verso il riconoscimento come Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco ha compiuto un importante passo avanti il 17 maggio 2025. In occasione del 4° Festival delle Regioni a Venezia, infatti, è stato firmato un protocollo d’intesa fondamentale tra il Ministero della Cultura italiano e le sette regioni attraversate dal celebre itinerario: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Questo accordo sancisce un impegno vero e concreto a sostenere la candidatura ufficiale del tratto italiano della Via Francigena, da nord a sud.

Il documento nasce dalla volontà condivisa di valorizzare un cammino che incarna la memoria storica europea e promuove un turismo lento, inclusivo e sostenibile, capace di generare benefici culturali, economici e ambientali per le comunità locali coinvolte lungo tutto il percorso, rafforzando al tempo stesso l’identità dei territori e la loro capacità di attrarre visitatori consapevoli e rispettosi del patrimonio.

Una candidatura simbolo di dialogo tra culture e territori

Alla cerimonia della firma del protocollo, avvenuta sotto la guida della Regione Toscana in qualità di capofila, erano presenti il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e il Presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), Francesco Ferrari. Durante l’intervento ufficiale, il ministro Giuli ha sottolineato come la candidatura della Via Francigena non sia solo un riconoscimento storico, ma un vero e proprio simbolo di dialogo tra popoli, religioni e culture europee, capace di ispirare nuove forme di cooperazione culturale.

Via Francigena: un modello di turismo lento e sostenibile

La Via Francigena è molto più di un itinerario storico: oggi rappresenta un modello di turismo sostenibile e lento, capace di valorizzare i borghi medievali, le aree interne e le tradizioni locali. Ogni anno, migliaia di camminatori, italiani e stranieri, percorrono le sue tappe per riscoprire un’Italia autentica, ricca di bellezze naturali, culturali ed enogastronomiche.

la Via Francigena si prepara a entrare nella lista UNESCO
Fonte: iStock
Cartello della Via Francigena e campo di girasoli, Toscana

L’ingresso nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco darebbe un ulteriore impulso alla valorizzazione del territorio, favorendo investimenti in accoglienza, promozione e infrastrutture lungo tutto il tracciato della Via Francigena.

Il percorso tecnico della candidatura

Il processo di candidatura della Via Francigena italiana prevede la redazione di un dossier tecnico-scientifico, che documenta l’unicità e il valore universale del percorso, con approfondimenti paesaggistici originali. Per questa iniziativa, il Ministero della Cultura ha stanziato nel 2022 1,1 milioni di euro, destinati alla Regione Toscana per la costruzione del dossier. I fondi sono stati ufficialmente assegnati tramite decreto ministeriale nel 2024.

Le prossime tappe verso il riconoscimento Unesco

Il percorso verso il riconoscimento ufficiale prevede alcuni passaggi cruciali:

  • entro il 15 giugno 2025, la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco valuterà attentamente il dossier presentato dalle regioni
  • in caso di risposta positiva, l’Italia presenterà formalmente la candidatura al Centro del Patrimonio Mondiale Unesco entro il 15 settembre 2025 per una prima valutazione.

L’inserimento della Via Francigena nella Lista del Patrimonio Unesco sarebbe un risultato di portata internazionale, capace di rafforzare l’identità culturale dell’Italia e di promuovere un turismo consapevole e rispettoso dell’ambiente. Il cammino verso questo obiettivo è ancora in corso, ma i passi compiuti finora dimostrano una forte coesione tra istituzioni e territori nel valorizzare un patrimonio condiviso da tutta Europa.

Alla scoperta di 7 borghi imperdibili della provincia di Savona

Il territorio savonese è uno scrigno di meraviglie: tra profili collinari ammantati di boschi e un litorale che alterna falesie a scorci più dolci, si celano borghi che sembrano sospesi nel tempo. Basta qualche giorno a disposizione per entrare in punta di piedi nel loro ritmo lento, percorrere vicoli lastricati che raccontano antiche storie, assaporare la genuinità di una focaccia appena sfornata e, se la stagione lo consente, tuffarsi nel mare che bagna le sue coste.

Ecco, allora, una selezione di sette borghi della provincia di Savona che meritano una visita. Alcuni sono insigniti del titolo di “Borghi Più Belli d’Italia”, altri si rivelano lungo strade secondarie, piccoli scrigni che raccontano la Liguria più autentica e sorprendente.

Millesimo, uno dei Borghi Più Belli d’Italia

Nel cuore della Val Bormida, terra di passaggio e di confine tra Liguria e Piemonte, Millesimo si svela come un borgo discreto, raccolto, capace di incantare chiunque decida di soffermarsi per davvero, con lo sguardo e con l’anima.

Il centro storico ha una forma curiosa, quasi triangolare, e conserva l’impronta medievale lungo i portici e le strade acciottolate. Passeggiando da Piazza Italia verso il lungofiume, si percepisce subito la vocazione artigiana e gastronomica del paese: le vetrine delle botteghe locali raccontano una passione che si tramanda di generazione in generazione, contraddistinta da pane fragrante, dolci tradizionali e prodotti a chilometro zero.

Ma è soprattutto il tartufo a raccontare l’identità di Millesimo. Non a caso, il borgo è conosciuto in tutta Italia come “città del tartufo”, grazie al microclima e ai boschi tutt’intorno che rappresentano l’habitat perfetto per il pregiato tubero. Ogni settembre, la Festa Nazionale del Tartufo trasforma il paese in una vera capitale del gusto, dove il profumo intenso si mescola alle note musicali e alla vivacità delle bancarelle.

Noli, antica Repubblica Marinara

Adagiato tra mare e colline, Noli è uno di quei luoghi che sanno unire la poesia del paesaggio alla grandezza della Storia. Inserito nel prestigioso circuito dei Borghi Più Belli d’Italia, conserva ancora oggi un fascino aristocratico e una dimensione quasi intima, nonostante il suo glorioso passato da Repubblica Marinara.

Una passeggiata tra i caruggi è come varcare la soglia di un’epoca lontana. Le torri che svettano nel centro storico (superstiti delle 72 originarie) sembrano vegliare sull’abitato: la Torre Papona, la Torre del Comune, quella dei Quattro Canti e la Torre San Giovanni sono silenziosi guardiani di pietra che raccontano una storia fatta di indipendenza, scambi marittimi e tenacia.

Noli ha infatti il primato di essere stata l’ultima delle Repubbliche Marinare a cedere sotto la pressione napoleonica, nel 1797. Una resistenza che ne ha consolidato il carattere fiero e la reputazione di piccola grande potenza ligure. La Chiesa di San Paragorio, splendido esempio di romanico, testimonia le origini antichissime del borgo: è uno dei luoghi più suggestivi e sacri di tutta la Liguria, custode di secoli di fede e arte.

Dal centro, lo sguardo si alza verso il Castello di Monte Ursino, costruito dalla famiglia Del Carretto. Raggiungibile con una camminata tra ulivi e muretti a secco, osserva il mare e vanta una delle viste più belle della costa savonese. Le mura che collegano il castello al borgo sono ancora perfettamente conservate.

Zuccarello, il borgo di Ilaria

Il borgo di Zuccarello, Savona
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Veduta di Zuccarello sul sul fiume Neva

Immerso nella verde Val Neva, poco lontano da Albenga, Zuccarello si presenta come un gioiello incastonato tra boschi, colline e ricordi. È uno di quei borghi che si svelano piano, passo dopo passo, lasciando che siano i dettagli a conquistare: le pietre levigate dal tempo, le arcate dipinte a trompe l’oeil, i silenzi.

Il cuore del paese è un’unica via, stretta e accogliente, protetta da portici sorretti da colonne di ispirazione ligure-piemontese. Alle due estremità spiccano le porte turrite, da cui un tempo si dipartivano le mura difensive che scendevano dalla collina del castello. Oggi resta il rudere, testimone muto della potenza dei Del Carretto, la famiglia che qui aveva costruito la sua roccaforte.

Ma Zuccarello è anche il borgo dell’amore e della nostalgia, legato alla figura dolce e tragica di Ilaria Del Carretto, nata proprio qui. La sua storia è conosciuta in tutta Italia grazie al celebre sarcofago scolpito da Jacopo della Quercia, custodito nella Cattedrale di Lucca. Ma prima di diventare la giovane sposa di Paolo Guinigi, Ilaria ha camminato sotto questi portici, ha guardato da queste finestre, ha vissuto nel castello che sovrastava il borgo. E ancora oggi, camminando lungo il ponte medievale a schiena d’asino, sembra di sentire l’eco lieve dei suoi passi.

Laigueglia, sogno di mare

C’è qualcosa di irripetibile nell’atmosfera che si respira a Laigueglia. Può essere la luce che accende i colori delle case al tramonto, oppure la voce del mare che si insinua tra le piazzette e i caruggi o, ancora, il molo, con le barche addormentate, o il silenzio operoso dei pescatori che ancora oggi rammendano le reti all’alba. Quel che è certo è che Laigueglia incanta.

La sua anima è marinara, ma basta risalire verso Colla Micheri per cambiare prospettiva e ritrovarsi in un piccolo borgo medievale, che sembra appartenere a una fiaba. Da qui, lo sguardo si apre su Capo Mele, il punto del continente più vicino alla Corsica.

Sul crinale, il faro e la chiesetta della Madonna delle Penne vegliano su Laigueglia e sul suo passato. Giù, il mare si distende lento su una spiaggia di sabbia morbida, dal fondale basso e dorato: una rarità in Liguria, dove la costa è spesso frastagliata e sassosa.

Laigueglia è un vecchio borgo saraceno che ha saputo conservare intatta la propria bellezza. Lungo i caruggi stretti e sinuosi, tra le case color pastello, si nasconde una malinconia leggera, un senso di appartenenza profondo.

Balestrino, il borgo fantasma

Nascosto tra le pieghe delle colline liguri, in un paesaggio punteggiato da ulivi e attraversato dal rio Ponte, Balestrino racconta una storia fuori dall’ordinario. A renderlo unico non è solo la sua posizione panoramica o l’eredità medievale che ancora si respira tra i ruderi, ma soprattutto il silenzio: sì, perché Balestrino è un borgo fantasma.

Durante gli Anni Sessanta, l’intero nucleo abitativo venne abbandonato a causa dell’instabilità del terreno e del rischio di frane. Gli abitanti si spostarono più in alto, fondando un nuovo centro e lasciandosi alle spalle case, piazze, chiese e memorie. Da allora, il borgo antico è rimasto fermo nel tempo.

Tra i resti di quello che un tempo era un villaggio vivo e operoso, emergono due anime distinte: quella sacra e quella fortificata. La vecchia Chiesa di Sant’Andrea, ormai in rovina, conserva ancora le tracce della sua bellezza, con altari in marmo policromo e un pulpito decorato con gli stemmi della nobile famiglia Del Carretto, a cui si deve gran parte della storia locale. Più moderna e funzionale è la nuova chiesa, edificata nella parte alta del paese, ma l’eco del passato continua ad abitare i ruderi antichi, tra muri punteggiati da crepe e affreschi sbiaditi.

Non lontano dal cimitero, la piccola Chiesa di San Giorgio svela una struttura medievale e preziosi affreschi risalenti al Quattrocento. E poi, il Castello dei Del Carretto, che svetta con eleganza su tutta la vallata, una fortezza costruita su bastioni imponenti, parzialmente distrutta dai Francesi nel 1795, e restaurata nel corso del Novecento fino ad assumere l’aspetto di un austero palazzo fortificato. Le sue mura hanno fatto da sfondo anche al cinema: è qui che sono state girate molte scene del film Inkheart – La leggenda di cuore d’inchiostro, tratto dal celebre romanzo di Cornelia Funke.

Varigotti, l’incanto del borgo saraceno

Incantevole borgo di Varigotti
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Tutto il fascino di Varigotti

Varigotti non ha bisogno di presentazioni, ma ogni volta che ci si torna sembra di scoprirlo di nuovo. Forse è per l luce dorata che accarezza le case, per il profumo del mare che qui arriva prima ancora di vederlo, oppure per le origini saracene, che gli conferiscono un’impronta architettonica inconfondibile e un’anima vagamente esotica.

Con le casette color ocra affacciate direttamente sulla sabbia, è una delle mete più amate della Riviera di Ponente. In estate, la Baia dei Saraceni è una delle spiagge libere più ampie e suggestive di tutta la Liguria.

Ma Varigotti non è solo mare. Ha anche un altro volto, che si scopre indossando scarpe comode e affrontando il sentiero che parte da Piazza Cappello del Prete. È l’anello di Varigotti, un percorso che si arrampica tra macchia mediterranea, scorci panoramici e profumi di erbe selvatiche.

Celle Ligure, tra cielo e mare

Sospeso tra cielo e mare, tra caruggi e passeggiate vista mare, Celle Ligure è un piccolo tesoro ligure, inserito a pieno titolo tra i Borghi Più Belli d’Italia, dove l’equilibrio tra natura e architettura sembra raggiunto nella sua forma più poetica: le case colorate allineate lungo la costa, le spiagge sabbiose che invitano alla quiete, i vicoli che salgono verso le colline.

Celle è il luogo perfetto per una vacanza al mare, ma non solo. Oltre al litorale che ammalia in estate, propone sentieri tra uliveti e pinete, ideali per passeggiate durante tutto l’anno. Dai percorsi che salgono verso le frazioni collinari si aprono panorami che fanno bene all’anima: scorci che abbracciano il blu del mare, il verde delle alture e i colori pastello delle pareti delle case.

Il borgo custodisce anche un ricco patrimonio storico e artistico. Le chiese, gli oratori, gli edifici signorili raccontano un passato di mare e devozione, di commercio e cultura. Passeggiando per il centro, si scoprono cortili nascosti, facciate decorate, piccoli giardini che sembrano custodire segreti.

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