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Forbes incorona Sestri Levante: perché gli europei non smettono di amarla

Allontanandosi (ma non troppo) dalle Cinque Terre, la Liguria non smette di stupire con borghi incantevoli dai ritmi lenti. Una delle perle che ha fatto il giro del mondo? Sestri Levante, l’iconico paese della Riviera con la Baia del Silenzio ha conquistato il Forbes.

Spiagge di sabbia (una rarità su una costa perlopiù rocciosa), tavolate all’aperto fino a tarda sera, prezzi ancora abbordabili rispetto ai vicini più blasonati. Una formula semplice, che evidentemente funziona.

Vernazza frena l’overtourism: le novità della perla delle Cinque Terre

Il problema overtourism alle Cinque Terre è davvero sentito e i borghi corrono ai ripari: l’ultima novità riguarda Vernazza che frena con regole precise da conoscere, seppur non partiranno da questa estate.

Il Consiglio comunale guidato dal sindaco Marco Fenelli si esprimerà nei prossimi giorni su una modifica al regolamento di polizia urbana. L’obiettivo è quello di ridare respiro ai residenti, liberare i vicoli, rendere la visita un’esperienza e non una processione.

Alle Cinque Terre arriva il Sentiero Uno: un itinerario meraviglioso per combattere l’overtourism

Le Cinque Terre sono un luogo meraviglioso e forse uno dei simboli più conosciuti della Liguria, anche all’estero. Oltre alle gite in barca e all’esplorazione dei borghi, però, c’è un modo di scoprire il territorio attraverso il trekking. Il Sito UNESCO sta provando a cambiare proponendo una soluzione contro l’overtourism a ritmo lento con il nuovo Sentiero Uno. L’obiettivo? Allontanare dai centri dei borghi e dal mare andando verso l’alto, attraverso un percorso che collega l’intero territorio da crinale a crinale.

Ufficialmente finanziato dal ministero del Turismo, è una delle novità del 2026.

Il Parco nazionale delle Cinque Terre è tra i più popolari al mondo: l’unico italiano in top 10

Non è il Grand Canyon, né lo Yosemite National Park, e non si trova nemmeno dall’altra parte del mondo, tra le spettacolari cascate dell’Iguazú. Eppure, tra i parchi nazionali più amati e recensiti del pianeta, c’è anche un angolo d’Italia che si è fatto spazio tra i giganti della natura: è il Parco nazionale delle Cinque Terre, che secondo una recente classifica è riuscito a entrare nella top 10 globale dei parchi nazionali patrimonio UNESCO più popolari al mondo. Un risultato che non parla solo di bellezza, ma di un modo unico di vivere il territorio, capace di conquistare i viaggiatori da ogni parte del mondo.

Come scoprire le Cinque Terre in modo diverso: i nuovi itinerari da provare

Le Cinque Terre continuano a essere tra le destinazioni più amate d’Italia, grazie ai loro borghi colorati affacciati sul mare e ai panorami mozzafiato. Tuttavia, un nuovo progetto di valorizzazione ha appena lanciato cinque nuovi itinerari tematici per vivere questo territorio in modo originale, andando oltre le solite rotte conosciute.

Queste proposte collegano Porto Venere, le Cinque Terre e le isole di Palmaria, Tino e Tinetto, puntando l’attenzione sulla storia millenaria delle fortificazioni e dei sistemi difensivi che caratterizzano il paesaggio ligure.

I 5 nuovi itinerari da provare

Le proposte lanciate puntano a offrire esperienze di visita che si integrano con il paesaggio e la storia, permettendo di scoprire la costa della Liguria da prospettive differenti rispetto ai percorsi turistici tradizionali.

1. “I custodi del mare”, un itinerario di mezza giornata che collega il Castello di Levanto e il Castello di Monterosso passando per punti panoramici come Punta La Gatta, Podere Casa Lovara e Punta Mesco. Questo tracciato mette in dialogo due presidi storici affacciati sul mare e offre viste spettacolari sulla costa.

2. “La Via dei Castelli”, pensato per un’esperienza di due giorni, questo percorso collega la riviera all’entroterra intrecciando storia militare e paesaggio agricolo. L’itinerario è perfetto per chi vuole esplorare e conoscere antiche fortificazioni, borghi e sentieri rurali.

3. “Le origini della Spezia”, un cammino di circa quattro ore che parte dal Forte Parodi per raggiungere i piccoli borghi di Carpena, Codeglia e Castè.

4. “Tra costa e collina: dal Varignano a Biassa”, questo itinerario, sospeso tra simbologia e fisica, collega tratti costieri a borghi collinari ricchi di storia.

5. “L’Isola Palmaria e il Porto di Venere”, un percorso giornaliero immersivo che unisce natura e architettura. Attraverso l’arcipelago e il promontorio ligure, il visitatore può osservare le testimonianze storiche e gli elementi naturali che caratterizzano l’area di Portovenere e delle isole.

Questi cinque percorsi offrono un’esperienza completa del territorio: non solo camminate, ma itinerari ricchi di storia, cultura e natura che ampliano la prospettiva del visitatore oltre i classici borghi e i sentieri più conosciuti.

5 nuovi itinerari nella zona UNESCO "Porto Venere, Cinque Terre e le Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)"
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La città di Portovenere

Perché il sito UNESCO è unico e cosa comprende

Il sito UNESCO “Porto Venere, Cinque Terre e le Isole (Palmaria, Tino e Tinetto)” rappresenta uno dei paesaggi culturali più straordinari d’Italia: un territorio modellato dall’interazione tra uomo e ambiente, dove borghi, terrazzamenti, panorami sul mare e strutture difensive raccontano una storia profonda.

Questa zona della Riviera ligure di Levante include insediamenti storici come i borghi delle Cinque Terre (Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore) e il borgo di Portovenere con le isole di Palmaria, Tino e Tinetto.

Sito UNESCO della Liguria di Levante: 5 nuovi itinerari
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Veduta aerea di una spiaggia dell’Isola Palmaria

Il riconoscimento UNESCO del 1997 sancisce l’eccezionale valore culturale del paesaggio, frutto di secoli di lavoro umano che ha trasformato pendii scoscesi in terrazzamenti coltivati e ha reso possibile uno stile di vita sostenibile in territori impervi.

Grazie a questo mix di natura, storia e cultura, il sito offre tantissime opportunità di scoperta. Con i cinque nuovi itinerari tematici, visitare le Cinque Terre e l’area UNESCO significa non solo ammirare bellezze naturali super conosciute, ma anche comprendere la storia di un paesaggio unico al mondo.

La Liguria degli anelli, 4 nuovi percorsi tra mare, borghi ed entroterra

La Liguria investe sempre di più sul turismo e lo fa provando a proporre itinerari alternativi fuori dalle classiche mete come le Cinque Terre per rivelare quella che è la sua anima più autentica. Borghi, entroterra e un passato storico rilevante fanno da accompagnamento al nuovo progetto conosciuto come la Liguria degli Anelli presentato alla BIT di Milano a febbraio 2026.

Il progetto Liguria degli Anelli

La Liguria degli Anelli non nasce come una semplice operazione cicloturistica; si vuole proporre un’idea di territorio che prova a rimettere in equilibrio costa ed entroterra, mare e montagna, stagioni piene e mesi dimenticati.

Il progetto, sostenuto dal Ministero del Turismo, prende la Ciclovia Tirrenica come spina dorsale naturale: una linea continua che attraversa la regione da ovest a est e che diventa punto di partenza per spingersi all’interno. Da lì si aprono gli anelli, ognuno con una propria identità, ma tutti pensati per raccontare una Liguria meno scontata.

L’obiettivo è chiaro: distribuire meglio i flussi turistici, ridurre la pressione sulla costa, riportare attenzione e opportunità economiche nelle aree interne. Destagionalizzare e valorizzare senza snaturare.

Vista panoramica sul borgo di Dolceacqua
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Dolceacqua è tra le tappe di uno degli itinerari della Liguria degli Anelli

I 4 itinerari

Ogni anello è un viaggio a sé dove cambiano le pendenze, le atmosfere, i colori e persino il modo in cui il mare appare: a volte lontano, altre improvviso, altre ancora solo immaginato.

  • Anello dell’Alta Valle Argentina. Parte dalla Riviera di Ponente e risale verso l’interno, attraversando borghi di pietra e vallate dove il tempo sembra aver preso un’altra velocità. È un percorso ideale per il bikepacking, un giro completo che tiene insieme terme, architetture medievali, panorami alpino-marittimi e il ritorno al mare lungo la ciclabile costiera. Il percorso prende avvio tra Bordighera e Ventimiglia, sfruttando la Ciclovia Tirrenica come primo tratto pianeggiante. Da qui si lascia il mare per risalire verso Dolceacqua, porta naturale dell’entroterra ponentino, e proseguire fino a Pigna, borgo termale raccolto tra le montagne;
  • Anello San Romolo – Sanremo. La bici incontra la storia delle antiche vie commerciali, come la Via del Sale, e attraversa luoghi che portano nomi carichi di immaginario: Bajardo, Triora, il Colle Melosa. È l’anello delle grandi salite e delle discese lunghe, delle quote alte e dei silenzi. Un percorso che non fa sconti, ma ripaga con scenari ampi, quasi inattesi per una regione spesso raccontata solo in orizzontale;
  • Anello del Melogno. Parte dal mare, sale tra ulivi e colline, entra nei boschi, tocca borghi che sembrano sospesi e poi scavalca il crinale verso il Piemonte, prima di tornare indietro. La partenza è a Loano, lungo il litorale, da cui si risale verso l’interno passando per Castelvecchio di Rocca Barbena, uno dei borghi medievali più integri della regione. Il percorso continua tra boschi e altipiani fino a Bardineto e Calizzano, in un ambiente sempre più montano.
    Raggiunto Murialdo, la strada si apre sulla Val Bormida e conduce a Bagnasco, primo centro piemontese dell’itinerario. Da qui inizia la salita più panoramica verso il Bric Campazzo, seguita dalla discesa verso Perlo e le località di Isolagrande e Caragna;
  • Anello mare-entroterra dell’area genovese. Si rivela il più complesso e forse il più sorprendente. Un itinerario che mette insieme funicolari, treni storici, strade di valle e ciclabili fluviali. Si parte dal cuore urbano di Genova, si sale sopra i tetti della città, si entra nell’Appennino e si ridiscende verso il mare, seguendo fiumi e antiche vie di collegamento. Da qui si raggiunge Casella grazie alla storica ferrovia Genova–Casella, attrezzata per il trasporto bici. Il percorso prosegue lungo la valle Scrivia toccando Montoggio e Torriglia, porta del Parco dell’Antola, per poi attraversare l’alta Val Fontanabuona fino a Gattorna. L’ultima parte segue il corso del fiume Entella, passando per Carasco e arrivando al mare a Lavagna, lungo la ciclovia dell’ardesiali.
Liguria degli Anelli: gli itinerari creati
Ufficio Stampa
Mappa degli itinerari della Liguria degli Anelli

Qualsiasi percorso si decida di intraprendere, la logica è la stessa: non arrivare in fretta, ma assaporare la lentezza concedendosi il lusso di guardare attorno. La Liguria degli Anelli non promette imprese eroiche né record personali ma qualcosa di più sottile e, forse, più duraturo: un modo diverso di attraversare una regione che, a ogni curva, cambia volto.

Manarola, la perla delle Cinque Terre premiata da Forbes

Manarola, il pittoresco borgo delle Cinque Terre in Liguria, continua a conquistare viaggiatori da tutto il mondo ed esperti del turismo internazionale. Forbes l’ha elogiato come uno dei 50 borghi più belli del mondo nel 2025, sottolineandone il fascino unico e la straordinaria combinazione di natura, storia e cultura.

Con le sue case color pastello che si affacciano sul Mar Ligure e i panorami mozzafiato tra mare e vigneti, Manarola è una meta imperdibile per chi cerca un’esperienza autentica e romantica in Italia.

Perché il borgo di Manarola conquista Forbes

Il borgo di Manarola si arrampica sulle ripide scogliere della Liguria e sembra uscito da una cartolina troppo bella per essere vera. Le sue case dai colori pastello, che si sovrappongono vertiginosamente, si affacciano sul meraviglioso Mar Ligure.

Qui i vigneti si estendono tra antichi terrazzamenti, dando vita al celebre vino Sciacchetrà – vino passito, dolce e liquoroso. I pescatori di Manarola riparano le reti vicino alle barche ormeggiate in un porto baciato dal sole.

La Via dell'Amore a Manarola
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Via dell’Amore: strada panoramica nel Parco Nazionale Cinque Terre

Da questo borgo parte anche il suggestivo sentiero, la Via dell’Amore, che conduce gli innamorati e i curiosi verso Riomaggiore – un altro borgo delle Cinque Terre. I visitatori possono godere di un tempo sospeso bevendo un caffè in piazza o tuffandosi nelle acque cristalline del mare.

Quando il sole tramonta, il borgo vibra di una luce meravigliosa mentre i rintocchi delle campane della chiesa gotica di San Lorenzo – patrono di Manarola – risuonano nella natura circostante.

Questa perfetta armonia tra paesaggio naturale, architettura e tradizioni locali ha catturato l’attenzione di Forbes, consacrando Manarola tra i borghi italiani più affascinanti e fotografati del mondo nel 2025.

Cosa vedere a Manarola

Visitare Manarola significa immergersi in un affascinante borgo di pescatori che offre panorami spettacolari e esperienze autentiche in Liguria. Ecco una selezione di luoghi imperdibili e di attività da fare se si visita Manarola:

  • Il porto di Manarola. Il piccolo porto non è solo il luogo di approdo delle barche, ma è anche uno dei punti più panoramici più impressionanti da cui ammirare il borgo. Le sue acque profonde attraggono qui nuotatori e tuffatori in cerca di emozioni indimenticabili;
  • L’antico borgo storico. Il paese di Manarola è un continuo saliscendi tra vicoli stretti e ripidi che conducono a una graziosa piazzetta dove si trovano ristoranti di pesce e caffè all’aperto, ideali per vivere l’atmosfera locale;
  • Passeggiate tra i vigneti. Gli agricoltori coltivano la vite su terrazze che producono il celebre Sciacchetrà. Il percorso panoramico, che si può intraprendere, parte dal cimitero di Manarola e raggiunge la chiesa di San Lorenzo, attraversando vallate e terrazze spettacolari;
  • La chiesa di San Lorenzo. Costruita nel XIV secolo in stile gotico, la chiesa era anche punto di osservazione difensivo. Le sue finestre in marmo rosa di Carrara e gli interni barocchi la rendono una tappa culturale imperdibile per chiunque visiti Manarola;
  • Il sentiero Manarola – Volastra – Corniglia. Il percorso tra i vigneti coltivati su terrazze con muretti a secco, che circondando Volastra, regala viste uniche sul mare e sulla vallata.

Il borgo di Manarola combina perfettamente natura, cultura e gastronomia, offrendo esperienze indimenticabili a chi desidera scoprire la vera essenza delle Cinque Terre.

Stabilimenti balneari record in Italia, ma a Riomaggiore il mare è “free”

In un panorama italiano sempre più dominato da stabilimenti balneari e concessioni private, emerge un caso unico e autentico: Riomaggiore, incantevole borgo delle Cinque Terre, dove il mare è davvero “free”. Qui non si paga per accedere alla spiaggia, non ci sono ombrelloni né attrezzature a noleggio e la natura è vissuta in modo genuino e senza filtri.

Riomaggiore emerge come un modello di resistenza culturale e naturale in un’Italia sempre più ingessata dalle concessioni balneari. La scelta di mantenere il mare gratuito, tra scogli e onde autentiche, valorizza un rapporto diretto con l’ambiente che può ispirare altre località italiane.

In un contesto nazionale dove fino all’70% delle spiagge è privatizzato, il mare libero delle Cinque Terre rappresenta una boccata d’aria fresca e autentica.

A Riomaggiore il mare è davvero libero

A Riomaggiore non troverai stabilimenti né ombrelloni a pagamento: una scelta dovuta sia alla conformazione geografica, caratterizzata da scogliere e spiagge di difficile accesso – alcune raggiungibili solo via mare – sia a una visione politica chiara.

La sindaca Fabrizia Pecunia sottolinea: “Mai pensato di dare qualcosa in concessione” e confessa che si è solo valutata l’idea di un presidio con bagnini per garantire assistenza, mantenendo sempre la filosofia del mare libero.

Chi sceglie Riomaggiore, borgo delle Cinque Terre, lo fa consapevolmente: i bagni vanno guadagnati, il contatto con l’acqua è spesso un incontro tra uomo e natura, dove bisogna fare i conti con le onde e la conformazione rocciosa.

La costa di Riomaggiore senza stabilimenti balneari
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Vista aerea di Riomaggiore

Anche le infrastrutture, come una doccia pubblica, sono state realizzate nel rispetto dell’equilibrio fra territorio e comunità, evitando impatti negativi sulle abitazioni soprastanti. Da questo punto di vista, il mare libero diventa un valore, non solo una scelta economica.

Mare autentico e accessibilità consapevole

In un attuale contesto nazionale attraversato da rincari costanti – dove i prezzi di ombrelloni e lettini aumentano di anno in anno – Riomaggiore in Liguria rappresenta un modello alternativo fatto di fruizione autentica e accessibile.

La gratuità dell’accesso consente di abbattere un costo che pesa soprattutto sui residenti e sui visitatori che affrontano spese di trasporto e soggiorno. Questa scelta enfatizza il rapporto diretto con il mare, senza filtri o comfort artificiosi, e valorizza l’identità del territorio in modo sostenibile.

L’Italia dei record: stabilimenti balneari in crescita

In Italia, la situazione delle spiagge libere appare in costante declino. Le spiagge italiane si estendono per circa 3.400 km – corrispondenti al 41% della costa nazionale – ma occupano solo 120 km² di superficie.

Di questi, ben 8 arenili su 10 sono in concessione, lasciando alle aree pubbliche soltanto una quota residuale. In alcune regioni come la Liguria, l’Emilia-Romagna e la Campania, la percentuale di costa occupata da stabilimenti raggiunge persino il 70%, posizionando l’Italia tra i primissimi Paesi in Europa per privatizzazione delle spiagge.

Questi numeri evidenziano quanto sia raro trovare località come Riomaggiore, dove la visione del mare libero non è solo un ideale, ma una realtà concreta. In un Paese dove il 70% delle coste è sotto controllo privato, la scelta di lasciare il mare realmente libero costituisce un atto di tutela e autenticità, oltre che di diritto di accesso.

Questa spiaggia italiana è uno dei segreti meglio custoditi del Mediterraneo

Anche nel 2025, l’Italia continua a rappresentare una meta di viaggio irresistibile. C’è chi ama visitare le località più famose, come la Costiera Amalfitana o le Cinque Terre, e chi invece preferisce scoprire le spiagge meno conosciute. Queste, molto spesso si trovano in zone remote o in piccole comunità insulari, lontane dal turismo di massa.

Il loro isolamento naturale, tra le insenature più tranquille della Sardegna e le coste appartate della penisola, mantiene basso il numero di visitatori e preserva l’essenza del luogo. Qui il tempo sembra rallentare: si può assaporare pesce freschissimo in trattorie a conduzione familiare, percorrere antichi sentieri costieri, fare snorkeling in acque cristalline o esplorare grotte marine senza la folla delle località più blasonate.

Per individuare queste destinazioni, FerryHopper ha condotto uno studio sui tesori costieri meno conosciuti del Mediterraneo utilizzando TripAdvisor come fonte primaria. La ricerca ha applicato due filtri simultanei (“hidden gems” e “beaches”) per ogni Paese analizzato. Di ogni spiaggia selezionata sono stati raccolti tre dati chiave: nome, valutazione e numero di recensioni. L’analisi, basata su un sistema di ranking percentuale, ha incluso solo le spiagge con meno di 200 recensioni.

Questa la classifica delle spiagge segrete del Mediterraneo!

Spiaggia Sv. Ivan, Croazia

Al decimo posto troviamo la spiaggia di Sv. Ivan (San Giovanni in italiano) in Croazia. Situata ai piedi di Lubenice, un borgo arroccato su uno sperone roccioso da cui si può ammirare la spiaggia sottostante, è considerata una delle spiagge più belle sull’isola di Cres. Eppure, è anche una gemma ben custodita dove respirare un’atmosfera solitaria e incontaminata, lontano dalla folla.

Il motivo, probabilmente, è da ricercare nell’impegno che i viaggiatori devo metterci per raggiungerla: l’unico modo per arrivarci è percorrendo a piedi un sentiero scosceso che parte dal paese di Lubenice, oppure arrivarci via mare, in autonomia o con un’escursione organizzata.

Spiaggia di Erimoupolis, Grecia

Al nono posto troviamo la spiaggia di Erimoupolis, situata nel nord-est di Creta, a breve distanza dalla spiaggia di Vai, famosa per il suo palmeto. È una spiaggia unica per diversi motivi: non solo perché rappresenta una vera e propria oasi di pace e tranquillità, lontano dalle folle, ma anche per il suo fascino storico. I suoi fondali marini, infatti, custodiscono i resti sommersi dell’antica città di Itanos.

Nonostante la sua bellezza e la sua importanza storica, però, Erimoupolis rimane una destinazione poco battuta, l’ideale per chi cerca un’esperienza balneare autentica e ricca di fascino.

Spiaggia di Erimoupolis
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La spiaggia di Erimoupolis

Cala Napoletana, Italia

All’ottavo posto troviamo la prima italiana, precisamente in Sardegna. Stiamo parlando di Cala Napoletana, dove l’acqua è talmente limpida e trasparente che le barche sembrano sospese nel vuoto. Ad arricchire il tutto ci pensa un paesaggio da cartolina caratterizzato da una sabbia bianca e finissima, da rocce di granito levigate dal vento e da una rigogliosa macchia mediterranea che incornicia la piccola baia. L’arenile è diviso in tre calette, separate da massi di granito, offrendo angoli perfetti per trovare la propria tranquillità.

Situata nell’arcipelago de La Maddalena, Cala Napoletana è anche un vero paradiso per gli amanti dello snorkeling. Se invece preferisci rilassarti, le ore centrali della giornata sono le migliori, quando il sole esalta i colori naturali della spiaggia, creando giochi di luce indimenticabili.

Naracu Nieddu, Italia

Per il settimo posto restiamo in Sardegna, ma questa volta andiamo nella zona dell’Aglientu. Qui si trova la spiaggia di Naracu Nieddu, lunga un chilometro e contraddistinta da sabbia dorata e soffice, interrotta solo da qualche roccia affiorante, creando un paesaggio di rara bellezza. Il mare vanta un verde smeraldo incredibilmente limpido e un fondale basso e sabbioso che digrada dolcemente, perfetto per i bambini e per chi desidera fare un bagno in totale sicurezza.

L’accesso a questo angolo di paradiso è altrettanto suggestivo: si attraversa una rigogliosa pineta che regala ombra e frescura, immergendovi in una natura incontaminata prima di raggiungere la spiaggia.

Spiaggia di Faneromeni, Grecia

La Sardegna e la Grecia si giocano queste posizioni, perché al sesto posto troviamo la spiaggia di Faneromeni. Situata sull’isola di Antiparos, rappresenta un angolo di paradiso lontano dalle folle. Il suo fascino risiede proprio nella sua natura selvaggia e nella difficoltà di accesso. Per raggiungerla potete scegliere tra due percorsi: un’emozionante navigazione in barca o, per i più avventurosi, percorrere una strada sterrata che si snoda attraverso la tipica macchia mediterranea.

La spiaggia, protetta dai venti, è l’ideale per nuotare in tranquillità e per godersi il mare in una cornice da sogno. Non aspettatevi stabilimenti balneari o servizi: qui la natura è la vera protagonista!

Spiaggia di Glyka Nera, Grecia

Anche al quinto posto troviamo una spiaggia greca, questa volta quella di Glyka Nera a Creta. Situata sulla costa meridionale dell’isola, vicino a Chora Sfakion, è considerata una delle spiagge più affascinanti e meno accessibili. Il suo nome, che significa letteralmente “acqua dolce”, deriva dalle sorgenti naturali che sgorgano direttamente dalla spiaggia e dal mare, creando un’esperienza unica e rinfrescante.

La bellezza di Glyka Nera è davvero scenografica, specialmente se vista dall’alto dei sentieri. Le acque hanno un colore blu intenso e una trasparenza cristallina, mentre le imponenti scogliere delle montagne si ergono a centinaia di metri alle spalle della spiaggia.

Spiaggia di Mare Deus, Grecia

Per il quarto posto restiamo in Grecia, ma salpiamo sull’isola di Samos dove troviamo la spiaggia di Mare Deus. Questo rappresenta il luogo ideale per una sosta rigenerante, soprattutto se state tornando dalla visita al Tempio di Hera e desiderate un momento di puro relax. Con le sue acque turchesi e cristalline, la spiaggia di Mare Deus offre un mix di sabbia e piccoli ciottoli ed è attrezzata con tutti i comfort per garantirvi una giornata serena e piacevole.

Spiaggia di Fteri, Grecia

Arriviamo alle posizioni sul podio, dove al terzo posto troviamo la spiaggia di Fteri. Ciò che colpisce maggiormente di questa spiaggia, oltre naturalmente alla sua bellezza, è l’incredibile pace che regna qui. Formata da ciottoli bianchissimi, la spiaggia, pur estesa, accoglie pochissimi turisti: generalmente non più di una decina di persone. A rendere il luogo ancora più straordinario è il mare: l’acqua cristallina mostra una gamma di colori che spaziano dal trasparente all’azzurro, dal verde al celeste fino al blu intenso.

Alle spalle della spiaggia, una fitta vegetazione crea un contrasto spettacolare tra il verde intenso degli alberi e il bianco quasi accecante della sabbia, esaltando ulteriormente un paesaggio già di per sé mozzafiato.

Spiaggia di Talmone, Italia

Al secondo posto c’è la spiaggia di Talmone, un piccolo gioiello di calette rocciose che affascinano con le loro pietre granitiche di un delicato grigio chiaro, simbolo distintivo di questa parte dell’isola. Le acque di Talmone sfoggiano colori straordinari, dal verde smeraldo all’azzurro intenso, invitando i visitatori non solo a rinfrescarsi con un tuffo, ma anche a esplorarne i fondali, ricchi di vita marina. Nei dintorni si trova inoltre la Batteria Militare Talmone, Bene del FAI di grande valore storico, testimone delle vicende legate all’Unità d’Italia e alle guerre mondiali.

Cala Corsara, Italia

Al primo posto troviamo un’altra perla della Sardegna: Cala Corsara. Si narra che fosse un antico covo di pirati, da cui deriva il suo nome. E potremmo dire: che rifugio! Chiunque se ne innamora al primo sguardo: è un luogo dove la natura selvaggia e il contrasto cromatico tra il verde intenso della vegetazione che si arrampica sulle rocce granitiche e le infinite sfumature del mare, dal turchese allo smeraldo, dall’azzurro al blu profondo, lasciano senza fiato. Cala Corsara è una piccola baia paradisiaca situata sulla costa meridionale dell’isola di Spargi, una delle perle più brillanti del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena.

Levanto, il borgo ligure poetico affacciato sul mare e vicino alle Cinque Terre

Se pensi che Levanto sia solo una tappa comoda per visitare le Cinque Terre, preparati a ricrederti. Il borgo ligure elegante e verace al tempo stesso è un concentrato irresistibile di spiagge dorate, storia millenaria, cultura viva e panorami che non smettono mai di stupire. Scopriamo insieme cosa fare a Levanto, le spiagge più belle e le cosa visitare.

Cosa vedere a Levanto

Hai presente quei posti che iniziano a piacerti piano piano… e poi non riesci più a lasciarli? Levanto è così. Un mix perfetto tra fascino ligure, vibes autentiche e panorami da cartolina. Perfetta per un weekend, ottima come base per esplorare le Cinque Terre, sorprendente se decidi di rimanerci di più.

 Centro storico

La prima cosa da vedere a Levanto?  Sicuramente il centro storico che incanta con i suoi caruggi, i tipici vicoli liguri. Ad ogni angolo si trovano botteghe, focaccerie, panetterie e casette color pastello con balconi fioriti e panni stesi. L’olfatto ci guida tra mille profumi fino ad arrivare alla piazza del Popolo dove si può osservare la loggia comunale del XIII secolo oggi riconosciuta patrimonio Unesco.

Chiesa di Sant’Andrea e le altre nascoste

Impossibile non notarla: con la facciata a strisce bianche e nere, la Chiesa di Sant’Andrea è il simbolo di Levanto. Costruita nel 1222 rappresenta pienamente il gotico ligure e internamente troverai colonne alternate, un campanile spettacolare e qualche chicca artistica nascosta tra le navate.

Qui si respira davvero la storia. Oltre alla celebre Sant’Andrea, Levanto custodisce veri gioiellini poco conosciuti. C’è la Chiesa della Santissima Annunziata con dipinti antichi, quella di Santa Maria della Costa che risale al XIII secolo, e l’Oratorio di San Giacomo, usato un tempo per le processioni religiose. Poi c’è il Santuario di Nostra Signora della Guardia, più moderno ma immerso nel verde e raggiungibile con una passeggiata tra gli ulivi.

Cosa vedere a Levanto: la Chiesa di Sant’Andrea
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Chiesa di Sant’Andrea a Levanto

Castello di Levanto

Sali lungo le scalette medievali e arriverai al castello Malaspina, oggi di proprietà privata ma sempre affascinante da ammirare dall’esterno; da quassù si apre una vista wow sul borgo e sulla costa. Scendendo, ti troverai immerso tra eleganti ville d’epoca e profumatissimi giardini mediterranei.

Il lungomare e villa La Pietra

Dopo tanto camminare, ci vuole una pausa sul lungomare. Passeggia senza fretta e raggiungi villa La Pietra, un belvedere affacciato sul golfo, perfetto per scattare foto o semplicemente perdersi nel blu e volendo prenota uno dei traghetti per le vicine Cinque Terre, lo splendido borgo di Lerici o la meravigliosa località di Portovenere.

Cosa fare a Levanto

Tra le attività da fare a Levanto ci sono ottimi percorsi, trekking e ovviamente gite fuori porta per raggiungere i dintorni. Chi si ferma per un weekend a Levanto dovrebbe prevedere queste attività.

La pista ciclopedonale Maremonti

Una delle attività più amate da grandi e piccini. La pista Maremonti collega Levanto a Bonassola e Framura attraverso un percorso pianeggiante di circa 6 km, realizzato sulla vecchia linea ferroviaria. Tra una galleria e l’altra, si aprono scorci sul mare davvero fotogenici. Puoi farla a piedi, in bici, in monopattino… o come vuoi tu.

Trekking a Punta Mesco

Hai voglia di camminare? Allora prepara scarpe comode e acqua nello zaino: il sentiero per Punta Mesco ti regala uno dei panorami più belli delle Cinque Terre. Si parte dal lungomare di Levanto e si sale tra ulivi, pini marittimi e profumo di erbe spontanee. Arrivati in cima, è d’obbligo fermarsi a guardare il mare: pura poesia.

Il Festival Amfiteatrof

Se capiti a Levanto in estate, controlla il programma del Festival Amfiteatrof. Concerti di musica classica e da camera prendono vita in scenari unici: chiostri, cortili storici, antiche chiese. Una vera chicca per chi ama unire arte e atmosfera.

Gita a Bonassola e alle Cinque Terre

A soli 10 minuti di bici (o una piacevole camminata) si arriva a Bonassola, un borgo super tranquillo incastonato tra mare e colline. Da vedere: la Chiesa di Santa Caterina, la passeggiata sul lungomare, e ovviamente… un’altra focaccia da assaggiare! Il borgo è perfetta anche come base per visitare le Cinque Terre. I treni passano ogni mezz’ora e in pochi minuti sei a Monterosso, Vernazza, Manarola o Corniglia. Ma sappi che ogni volta che tornerai a Levanto sarà un’emozione.

Assaggia la cucina tipica

A Levanto si mangia bene… anzi, benissimo. La cucina ligure qui è protagonista assoluta, con piatti semplici ma carichi di gusto. Inizia con un bel piatto di trofie al pesto (vero protagonista ligure), prova le famose acciughe locali, marinate o ripiene, e non perderti il gattafin, un raviolone fritto ripieno di erbette e formaggio. Per un morso veloce? Focaccia genovese a volontà.

E per brindare come si deve, un calice di Vermentino fresco con vista mare fa miracoli. Le spiagge di Levanto Levanto sorprende fin dal primo sguardo con il suo ampio litorale, tra i più estesi della Riviera di Levante.

Le spiagge di Levanto

Sono capaci di accontentare ogni gusto, tra tratti sabbiosi per le famiglie e zone con ciottoli apprezzate dagli sportivi. Raggiungere il mare è facile come bere un caffè: basta scendere la scalinata davanti alla stazione e passeggiare per corso Roma, tra negozietti, palme e aria salmastra. In meno di dieci minuti sei già con i piedi nella sabbia.

 Tra le spiagge più belle:

  • Spiaggia della Pietra. Sabbia fine e fondale basso, perfetta per i più piccoli; Via au Mô. A ridosso della diga, ideale per lo snorkeling;
  • Spiaggia da “Pipetta”. Piccola, sabbiosa e comoda, con un bar a pochi passi;
  • Vallesanta. Sul confine con Bonassola, tranquilla e circondata dal verde;
  • Dog beach. Una caletta immersa nella natura dove anche gli amici a 4 zampe sono i benvenuti.
Cosa fare a Levanto: le spiagge più belle
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Spiaggia a Levanto dove fare il bagno

Dove si trova Levanto e come arrivare

Levanto è uno dei borghi più belli d’Italia e si trova in Liguria lungo la Riviera di Levante al confine con il parco nazionale delle Cinque Terre. Molti lo scelgono proprio come tappa per poter partire all’esplorazione del golfo e si può raggiungere in auto, oppure più comodamente in treno con ottimi collegamenti da Genova, La Spezia, Pisa e Milano.

Bonassola, lo spettacolare borgo marinaro tra Portofino e le Cinque Terre

C’è un luogo in Liguria, tra le Cinque Terre e Sestri Levante che è un piccolo gioiello da scoprire. Si chiama Bonassola ed è un comune incastonato tra le alte colline e che spicca come una pietra rara tra natura e mare. Un’ampia spiaggia, acqua cristallina, un luogo autentico in cui si possono riconoscere a ogni passo le caratteristiche tipiche del borgo ligure.

Case color pastello, strette stradine, piazzette, ma anche le frazioni abbracciate alle colline, perché la Liguria di Levante è il luogo dell’ingegno: dove l’uomo ha trovato poco spazio, ha trasformato il mondo intorno a sé per vivere comunque bene. Quindi anche salendo in verticale il territorio è abitato e lì dove prima magari c’erano ripide colline, si possono trovare case e coltivazioni.

Tutto quello che puoi vedere e fare a Bonassola, autentico borgo ligure da scoprire.

Bonassola, la posizione perfetta di un suggestivo borgo di mare: cosa fare

La costa della Liguria è punteggiata di borghi, cittadine e città, che si affacciano sul mare con le loro peculiarità che le rendono uniche e tanto amate. Anche l’entroterra rigoglioso è meta interessante e speciale, in cui andare alla scoperta di posti meno conosciuti, ricchi di tradizioni e bellezze.

Ci sono destinazioni più celebri, in cui muoversi tra i turisti diventa a volte faticoso, e altre meno battute ma comunque meravigliose.

È il caso di Bonassola, vicinissima alle straordinarie Cinque Terre e altrettanto speciale. Il punto perfetto per trascorrere delle belle giornate di mare, ma anche per partire alla volta di gite ed escursioni nei dintorni.

Le tappe comode da raggiungere sono le più disparate: muovendosi verso La Spezia – oltre alle già citate Cinque Terre – si incontra ad esempio Levanto, spiengendosi oltre il capoluogo di provincia si può raggiungere Porto Venere, mentre andando in direzione Ponente si possono visitare Deiva Marina, Moneglia, Sestri Levante, Lavagna, Chiavari e spingersi fino a Portofino.

Quindi è il luogo perfetto, non solo da vivere, ma anche come base per visitare tantissimi posti diversi, muovendosi comodamente in treno.

E, come se non bastasse, è un luogo davvero delizioso per chi sogna lunghe giornate di mare immersi in un’acqua da sogno, oppure per chi desidera una vista da cartolina che si può ottenere se si raggiungono punti panoramici da cui lo sguardo si allunga verso l’orizzonte. Uno di questi è la chiesetta della Madonnina della Punta da cui la vista spazia e si gode di un panorama da cartolina.

La vista dal santuario Madonnina della Punta
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Bonassola: la vista dal santuario Madonnina della Punta

Poi per chi ama fare una vacanza attiva si possono fare delle belle gite in bici (da qui passa la ciclabile che collega Levanto a Framura e che transita nelle vecchie gallerie) oppure lungo i sentieri.

Vale la pena anche visitare le frazioni, che si trovano immerse tra vigneti e orti, luoghi di pace e storia, ad esempio si può scorgere un’antica fortificazione che era stata innalzata a scopo difensivo contro i saraceni, si tratta della Torre Ardoino.

E imperdibili, poi, sono le Rocce Rosse: si può arrivare lì solo via mare procedendo in direzione Genova e la magia che si spalanca d’innanzi agli occhi è incredibile; infatti sembrano delle bolle e sono di colore rosso scuro. La costa va esplorata in barca per ammirare le rocce che si gettano in queste acque da sogno.

Queste alcune delle esperienze da vivere a Bonassola, immersi in una suggestiva scenografia fatta di natura, mare e storia. E in gusti unici e tipici: i sapori autentici della zona sono quelli della focaccia, del pesto, del pesce cotto in tanti modi diversi, della pasta fresca, della farinata e della torte salate.

Bonassola ciclabile nelle gallerie tra Levanto e Framura
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Bonassola, da qui passa la ciclabile nelle gallerie che collega Levanto e Framura

Cosa vedere a Bonassola, lo splendido borgo ligure

Se Bonassola è un borgo tutto da vivere è anche vero che ci sono delle cose che meritano un’attenzione particolare. Come alcuni edifici religiosi di particolare pregio. Tra questi la chiesa parrocchiale di Santa Caterina d’Alessandria, che pare sia stata edificata nella prima metà del XVI per poi essere successivamente modificata. Dello stesso periodo anche l’ex Oratorio di Sant’Erasmo, oggi utilizzato per convegni e come museo.

Se si sale nella frazione di Montaretto, da cui si gode di scorci davvero spettacolari, si possono incontrare l’Oratorio di San Rocco e la chiesa parrocchiale di San Pietro. Molto antica, poi, è la chiesa di Santa Maria Assunta databile tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 che si trova nella frazione di Reggimonti.

Da non perdere alcuni edifici come Palazzo Paganetto del Settecento, oppure Palazzo Vinzoni del XVI secolo, o – ancora – le fortificazioni militari come il castello che si trova alle spalle del centro storico, edificato nel 1561.

Non mancano i luoghi intrisi della magia delle leggende e delle storie che si tramando nel tempo. Uno di questi è quello che viene denominato Salto della Lepre, posto tra Bonassola e Framura è legato a una storia secondo la quale una lepre avrebbe preferito lanciarsi da lì, invece di essere presa dai cacciatori.

A Punta del Carlino, invece, si racconta che sotto uno scoglio abbia la casa un essere marino che alza o abbassa il mare per prendersi gioco dei pescatori che – improvvisamente – possono essere travolti da un’onda inaspettata.

Punti panoramici, storia e leggende, ma anche un mare cristallino di tante sfumature di blu rendono Bonassola la meta perfetta per una vacanza, punto ideale per esplorare anche i borghi nelle immediate vicinanze, tutti con le loro peculiarità e caratteristiche uniche.

Definita la porta delle Cinque Terre è la location da cui partire per andare alla scoperta di Monterosso, Manarola, Corniglia, Vernazza e Riomaggiore.

Ma anche degli altri borghi e cittadine liguri tra Genova e La Spezia, un tratto di costa ricco di luoghi da sogno fatti di rocce, calette da scovare, colline ripide e frazioni che si affacciano sul mare regalando panorami unici al mondo.

Bonassola santuario Madonnina della Punta
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Bonassola, la vista suggestiva dal santuario Madonnina della Punta

Cosa vedere a La Spezia, un viaggio inatteso nella città creativa UNESCO 2025

Spesso percepita come “semplice porta d’accesso” alle Cinque Terre, La Spezia viene a torto liquidata come una città di passaggio, relegata tra i binari della stazione e la hall di un hotel. Eppure, chi decide di andare oltre tale fugace impressione scopre un’anima sorprendente, ricca di storia, arte, architetture futuristiche e un profondo legame con il mare.

Lasciatevi incuriosire dal suo volto meno conosciuto, perché La Spezia, inserita tra le città creative UNESCO 2025, sa raccontare molto più di quanto si possa immaginare a prima vista.

5 cose da vedere a La Spezia

A La Spezia è sufficiente solo dare un po’ di tempo. Ecco allora cinque tappe da scoprire in una delle Città Creative UNESCO 2025 prima di partire per le celebri località liguri che ne contraddistinguono la provincia.

1. Il Museo Civico Amedeo Lia

Una passeggiata tra le vetrine di Via del Prione, cuore pedonale della città, conduce a un tesoro nascosto che fa la gioia degli appassionati d’arte: il Museo Civico Amedeo Lia. Pochi minuti a piedi dalla stazione bastano per trovarsi dinanzi a un edificio che custodisce meraviglie. La sua collezione, composta da più di mille opere, è un dono generoso del collezionista genovese Amedeo Lia.

Inaugurato nel 1996, propone un viaggio che attraversa secoli e correnti artistiche, dall’antichità al XVIII secolo. Sale dopo sala, si susseguono dipinti, miniature, vetri, sculture, maioliche e oggetti d’arte raffinati, espressioni della creatività italiana ed europea, raccolte con passione e gusto.

2. Il Castello San Giorgio

Dall’alto del colle del Poggio, il Castello San Giorgio osserva La Spezia come chi ne conosce i segreti più antichi. Voluto nel 1252 da Niccolò Fieschi per affermare il proprio potere, e poi ampliato dai Genovesi nel Seicento, oggi si presenta come un complesso affascinante, dotato di due ingressi e affacci che dominano la città e il golfo.

Ma non è solo la sua architettura a incantare. Dal 2002, ospita infatti il Museo Civico Archeologico “Ubaldo Formentini”, che, tra i reperti più straordinari, accoglie le statue stele dell’Età del Bronzo e del Rame, dalle incisioni misteriose che raccontano la vita dei Liguri antichi, abitanti di castellari arroccati.

Al piano superiore, la “Collezione Fabbricotti” è una miniera di storia, con reperti provenienti dall’area di Luni, che abbracciano oltre dieci secoli di vita. Mosaici, statue, utensili e frammenti di quotidianità bizantina e carolingia sono esposti in un percorso che unisce emozione e scoperta. Tra i pezzi più recenti spiccano un mosaico lunense con una Nereide e mostri marini e lastre architettoniche romane in terracotta.

Per raggiungere il castello, occorre incamminarsi lungo Via del Prione e servirsi degli ascensori gratuiti che portano alla sommità.

3. Il Teatro Civico

Un palcoscenico che racconta La Spezia sotto una luce inedita è il Teatro Civico. Fu il primo edificio civile a rompere i confini delle antiche mura, segno tangibile della volontà della città di aprirsi, di espandersi verso il mare e verso la modernità. Il 6 luglio 1840 iniziarono i lavori su progetto dell’architetto Ippolito da Cremona e, sei anni dopo, il sipario si alzava per la prima volta.

Negli anni Trenta, il teatro venne completamente rinnovato dallo stile razionalista dell’architetto Franco Oliva. La semplicità geometrica, le superfici lisce e i toni sobri disegnano tuttora uno spazio raffinato e armonico, che conserva però la classicità dei tre ordini di palchi e delle barcacce. Un dettaglio da notare è la cupola: decorata con i segni dello Zodiaco, può essere aperta per garantire il ricambio d’aria, un piccolo tocco d’ingegno.

Nel 1933 fu la “Tosca”, interpretata da Bianca Scacciati, a segnare l’inizio di una nuova era per il teatro. Oggi, dopo molte trasformazioni, il Civico è riconosciuto come uno dei Teatri Storici della Liguria. La programmazione è ricchissima: dalla lirica al teatro contemporaneo, dal balletto ai concerti, fino agli spettacoli per i più giovani. E d’estate diventa il cuore pulsante del Festival internazionale del Jazz, attivo senza interruzioni dal 1969.

4. Il Museo Tecnico Navale

Se c’è un luogo dove si può toccare con mano il legame profondo tra La Spezia e il mare, è il Museo Tecnico Navale. Accanto all’Arsenale, è un museo vivo, parte integrante della storia marittima italiana. Non solo il più grande d’Italia nel suo genere, ma anche uno dei più antichi al mondo, racconta la storia della navigazione e dell’ingegneria navale con una ricchezza eccezionale di dettagli e reperti.

Visitandolo, si entra in un mondo caratterizzato da modelli in scala, strumenti, cimeli e testimonianze delle varie flotte che hanno solcato i mari: dalle marine preunitarie alla Regia Marina, fino all’attuale Marina Militare. Il percorso è suddiviso in quattro sezioni tematiche che svelano le origini dell’Arsenale, le abilità delle maestranze, le imprese eroiche di uomini coraggiosi e le meraviglie della tecnica navale.

Tra le chicche più affascinanti, troverete la collezione di 28 Polene. In legno, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte, sembrano pronte a solcare di nuovo le onde, collocate su travi che evocano il ponte di una nave in partenza.

5. Il Ponte Thaon di Revel

Ponte Thaon di Revel
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L’avveniristico ponte levatoio

A concludere l’itinerario, un simbolo della La Spezia contemporanea: il Ponte Thaon di Revel. Ponte levatoio costruito nel 2014, è un segno architettonico che unisce passato e futuro, porto e città, mare e terra. Attraversa i Giardini Pubblici e collega il centro storico al porto turistico con una leggerezza quasi eterea.

La struttura avveniristica si riflette sulle acque, e crea giochi di luce soprattutto al tramonto o durante le ore serali, quando diventa una passerella sospesa tra cielo e mare. Percorrerlo a quell’ora può significare sentirsi parte di un quadro in movimento, tra barche ormeggiate e la brezza salmastra che accarezza il volto. È il posto ideale per lasciarsi alle spalle la frenesia del giorno e prepararsi a salutare La Spezia con un ultimo, indimenticabile scorcio.

3 cose da fare a La Spezia

Dopo aver scoperto i luoghi imperdibili, viene naturale chiedersi: cosa si può fare a La Spezia per conoscerla davvero, oltre ai musei e ai monumenti?

1. Camminare lungo la Passeggiata Morin

Tra le esperienze che restano nel cuore c’è sicuramente la Passeggiata Morin, un viale ampio e curato che segue il profilo del mare come un abbraccio. Si tratta di è uno dei luoghi più rappresentativi, punto d’incontro tra chi vive La Spezia ogni giorno e chi la visita per la prima volta. Camminare lungo la doppia fila di palme è un invito a rallentare, a respirare la brezza salmastra e a lasciarsi incantare dal panorama che cambia a ogni passo.

Da un lato il porto e le barche ormeggiate, dall’altro la vista si apre sulle colline verdeggianti e, nelle giornate più limpide, si riescono persino a scorgere le vette delle Alpi Apuane.

2. Godersi un momento di relax ai Giardini Pubblici

A pochi passi dalla Passeggiata Morin non mancano i Giardini Pubblici, una vera oasi urbana dove rifugiarsi per trovare un po’ di quiete. Tra aiuole curate e vialetti alberati, si respira un’atmosfera d’altri tempi. L’architettura liberty dei padiglioni e dei dettagli ornamentali dialoga con la natura e dà vita a un equilibrio che invita alla sosta.

Sedersi su una delle panchine all’ombra, leggere un libro, osservare la vita che scorre o rimanere in silenzio ad ascoltare i rumori della città, è un modo per sentirsi parte integrante di La Spezia: ogni angolo del parco regala scorci interessanti, tra statue, fontane e una ricca varietà botanica che segue il corso delle stagioni.

3. Dedicarsi allo shopping

Se desiderate aggiungere un tocco di leggerezza alla vostra visita, Via del Prione è la meta ideale. Conosciuta dai locali come il Carugio Drito, è la strada più antica e più amata, il cuore commerciale di La Spezia, con una vasta gamma di negozi, boutique, librerie e botteghe artigiane, ma anche caffè e ristoranti dove concedersi una pausa golosa tra un acquisto e l’altro.

Non lontano si trova anche il Mercato, raggiungibile da Corso Cavour: è un tripudio di banchi colmi di prodotti freschi, verdura e frutta di stagione, specialità liguri e soprattutto pesce appena pescato, testimonianza viva del legame di La Spezia con il mare.

Come arrivare a La Spezia

Lo skyline de La Spezia
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Veduta panoramica de La Spezia

Proprio come Faenza, è stata riconosciuta Città Creativa UNESCO 2025 ed è un gioiellino da scoprire. All’estremo levante della Liguria, quasi a sfiorare la Toscana, La Spezia si adagia al centro di un profondo golfo naturale dal nome evocativo: il Golfo dei Poeti. Raggiungerla è semplice, grazie alla posizione strategica e a una buona rete di collegamenti.

Il modo più pratico per arrivare è senza dubbio il treno. La stazione di riferimento è La Spezia Centrale, sulla linea Genova-Pisa. Una volta scesi dal treno, basta uscire sul lato sinistro della stazione e imboccare la breve discesa che porta a Piazza Saint Bon. Da qui, proseguendo sempre dritti lungo Via del Prione, ci si immerge subito nel centro storico, tra negozi, musei e caffè all’aperto.

Chi preferisce viaggiare in auto può contare su due arterie principali: l’autostrada A12 e la A15. In entrambi i casi, l’uscita da imboccare è quella di La Spezia. Una volta superato il casello, le indicazioni stradali sono chiare e ben segnalate. Si percorre il raccordo autostradale, si prosegue lungo via Carducci e si seguono le frecce verso il centro.

Infine, per chi arriva da più lontano, vi sono diversi aeroporti di riferimento. Il più vicino è il Cristoforo Colombo di Genova, ma anche il Galileo Galilei di Pisa rappresenta un’ottima alternativa. Chi vola su Milano ha a disposizione sia Linate che Malpensa. In ogni caso, una volta atterrati, si può raggiungere La Spezia in treno o noleggiando un’auto.

Sentiero Azzurro alle Cinque Terre: il cammino che incanta l’Europa

Anche il quotidiano britannico The Independent non ha saputo resistere al fascino dei sentieri delle Cinque Terre. Tra i suoi consigli sui migliori cammini d’Europa da intraprendere nel 2025, spicca infatti il Sentiero Azzurro, l’itinerario che, come un filo magico, cuce insieme i borghi di Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore. E non è difficile capire il perché: ogni anno, oltre 2,5 milioni di visitatori scelgono di perdersi tra le sue meraviglie.

Già nel Medioevo, quando le strade come le conosciamo oggi non esistevano, rappresentava la sola possibilità di collegamento tra gli abitanti della costa. Unico tratto nato in epoca moderna è la celebre Via dell’Amore, che risale agli Anni Venti del Novecento, vero gioiello incastonato a picco sul mare.

Passeggiare qui significa immergersi in un paesaggio vivo, dove ogni scorcio racconta la pazienza dell’uomo che ha modellato terrazze, costruito muretti a secco e aperto stradine che si arrampicano fino ai santuari sulle alture. Conosciamolo meglio.

Le tappe del Sentiero Azzurro

Il Sentiero Azzurro è una delle attrazioni imperdibili delle Cinque Terre, la via più conosciuta e amata, quella che regala panorami da cartolina senza richiedere sforzi eccessivi. Correndo dolcemente vicino alla linea del mare, il suo tracciato è perfetto per chi desidera godere appieno dell’inconfondibile bellezza del territorio senza affrontare ripide salite o lunghi tratti impegnativi.

Si estende per quasi 12 chilometri e, a passo deciso, lo si può completare in circa sei ore. Ma chi sceglie davvero di ascoltare il respiro della natura e il mormorio delle onde, preferisce spezzare il cammino in più tappe, concedendosi il tempo di assaporare ogni borgo, ogni scorcio, ogni profumo che sale dal mare.

Riomaggiore – Manarola: la magia della Via dell’Amore

Esiste un tratto del Sentiero Azzurro che, più di ogni altro, incarna il romanticismo delle Cinque Terre: la Via dell’Amore, passeggiata sospesa tra cielo e mare che unisce Riomaggiore e Manarola con una striscia di pietra lunga appena 950 metri. È il sentiero dell’anima, quello dove il mare si fa sottofondo musicale e le pareti rocciose sembrano custodire sussurri d’amore.

Il cammino è accessibile a tutti, dai più piccoli agli adulti, senza grandi dislivelli da affrontare. La bellezza si amplifica nelle ore serali, quando la Via si illumina e diventa una scia brillante che accarezza il buio. Durante la passeggiata, tra un cespuglio di macchia mediterranea e una falesia di arenaria, ci si può fermare e scendere a lambire l’acqua, lasciando che il tempo si dilati e il mondo attorno sfumi in un sogno.

L’accesso, su prenotazione, avviene solo da Riomaggiore verso Manarola ed è legato all’acquisto della Cinque Terre Card, con un piccolo supplemento. Ma ogni passo varrà la magia che vi accompagnerà ancora per molto tempo dopo averlo lasciato.

Manarola – Corniglia: il cammino sospeso tra vigneti e mare

Questo tratto del Sentiero Azzurro, che dovrebbe collegare Manarola a Corniglia, al momento si mostra a metà, colpito da una frana. Solo i primi 300 metri, partendo da Manarola, sono accessibili (aprile 2025). Per poterlo attraversare nella sua interezza si dovrà attendere, con un po’ di pazienza, probabilmente fino a maggio 2026.

Quando sarà di nuovo percorribile, si distenderà per 2,5 chilometri lungo un percorso semplice ma meraviglioso, dove la linea sottile del sentiero sfiora il mare e si arrampica tra i terrazzamenti coltivati. Partendo dalla stazione di Corniglia, si potrà scegliere se affrontare la lunga scalinata della Lardarina, con i suoi 382 gradini, o salire in autobus.

Salendo verso Volastra, il paesaggio si apre su vigneti abbracciati da muretti a secco, mentre il mare luccica all’orizzonte. Dal Santuario della Madonna della Salute, antico presidio di fede e speranza, si scende verso Manarola, accompagnati dai profumi intensi della macchia mediterranea. Per chi vuole evitare il tratto più impegnativo fino a Volastra, da Manarola è disponibile un comodo bus navetta.

Corniglia – Vernazza: tra terrazzamenti e panorami mozzafiato

Il colorato borgo di Vernazza con sentiero escursionistico
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Vernazza con sentiero escursionistico

Corniglia, il più raccolto dei borghi, attende il viaggiatore arroccato su un promontorio a 100 metri sul mare. Da qui parte il sentiero verso Vernazza, un percorso dove la meraviglia si conquista metro dopo metro.

Dopo aver raggiunto il centro di Corniglia dalla stazione (a piedi oppure con l’autobus) si imbocca la via principale e si seguono le indicazioni per Vernazza. Inizia così un cammino tra salite e discese che mettono alla prova le gambe ma riempiono il cuore. I panorami sulla spiaggia di Guvano e sulle acque turchesi sono un incanto continuo, mentre il sentiero serpeggia tra uliveti, vigneti e prati in fiore.

Quando la torre di Vernazza si profila all’orizzonte, il cuore batte più forte. Dalla sua sommità si apre una vista indimenticabile sul porticciolo, sulle case colorate e sul blu infinito del mare. È qui che la fatica si dissolve e lascia spazio solo al sogno.

Vernazza – Monterosso: la sfida più bella

Da Vernazza a Monterosso il sentiero chiede un po’ più di impegno, ma il premio per chi lo affronta è un tripudio di emozioni e paesaggi.

La scalinata iniziale sembra non finire mai, eppure ogni gradino svela nuovi scorci: orti di limoni, uliveti secolari, vigneti che si aggrappano alla terra come a volerla trattenere. I saliscendi si susseguono, il sentiero si stringe e si apre in rapidi pendii che precipitano verso il mare e donano viste vertiginose e struggenti.

Arrivati nei pressi di Monterosso, si attraversano la spiaggia libera di Tragagià e l’hotel Porto Roca, fino a entrare nella parte antica del borgo. Se si percorre il sentiero da Monterosso verso Vernazza, la salita iniziale sarà ancora più ripida, ma la vista durante il cammino ripagherà gli sforzi con emozioni da incorniciare.

Info utili: come organizzare l’escursione

Per camminare lungo il Sentiero Azzurro è necessario acquistare la Cinque Terre Card, disponibile presso i punti d’ingresso dei sentieri, che permette l’accesso a tutti i tratti percorribili, ed è obbligatoria anche se si intende esplorare soltanto una singola sezione.

La Via dell’Amore, per la sua unicità e popolarità, richiede un supplemento di 10 euro e la prenotazione anticipata di una fascia oraria online.

Prima di partire, è sempre consigliabile verificare lo stato dei sentieri: i cambiamenti climatici, soprattutto in autunno, possono provocare frane e chiusure improvvise. Consultare la mappa aggiornata o la pagina ufficiale delle Cinque Terre vi aiuterà a organizzare il viaggio senza sorprese.

Il Sentiero Azzurro è un invito a rallentare, ad ascoltare il vento che scompiglia le vigne, a lasciarsi rapire dai colori intensi della natura ligure. È un’esperienza da vivere con intensità.

Corniglia, un angolo di paradiso tra i sentieri delle Cinque Terre

Corniglia, frazione del Comune di Vernazza, è un delizioso borgo che sembra rubato al tempo, incastonato tra roccia e cielo, con lo sguardo rivolto verso l’orizzonte ma ben saldo su una terrazza naturale a novanta metri di altezza. È la più appartata delle Cinque Terre, e forse proprio per questo la più autentica. Infatti, a differenza di Monterosso, Riomaggiore, Manarola e della stessa Vernazza, Corniglia non si affaccia direttamente sul mare, ma si lascia abbracciare da una corona di vigneti che ne proteggono l’identità. Un gioiello discreto, che si lascia scoprire solo da chi ha voglia di salire, camminare, fermarsi. E ascoltare.

Persino Boccaccio, nel suo Decamerone, ne cantava la bellezza. Oggi come allora, Corniglia incanta.

Tra vicoli, chiese e terrazze: cosa vedere e cosa fare

Il cuore del borgo si snoda lungo Via Fieschi, l’asse principale su cui si spiccano strette casette colorate, botteghe, scorci improvvisi. Camminando senza fretta si arriva alla parrocchia di San Pietro, punto d’inizio di una piccola grande meraviglia: la terrazza panoramica di Santa Maria, dove lo sguardo si perde tra i monti e il Santuario della Madonna delle Grazie da una parte, e il blu profondo della baia che forma la Marina di Corniglia e la spiaggia di Guvano dall’altra.

E proprio sotto il piazzale della chiesa, alcuni resti medievali raccontano di un passato che affiora, discreto, tra pietre scolpite e architetture antiche.

La Chiesa di San Pietro

Chiesa di San Pietro a Corniglia
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Scorcio della Chiesa di San Pietro

La Chiesa di San Pietro, costruita nel 1334, ingloba nelle sue mura una facciata ancora più antica, risalente a prima dell’anno Mille. Voluta dai Fieschi in stile gotico ligure, mostra oggi una felice armonia tra gotico e barocco.

La facciata, in pietra grigia locale, è impreziosita da un rosone in marmo bianco di Carrara del 1351, racchiuso da archetti e cornici a denti di sega. All’interno, la pianta a tre navate è coperta da una volta barocca a botte. Conserva un fonte battesimale del XII secolo e un polittico sull’altare della navata destra, che aggiungono profondità e memoria all’edificio sacro.

Il Santuario della Madonna delle Grazie

Poco fuori dal centro, su un’altura che domina il paesaggio, sorge il Santuario di Nostra Signora delle Grazie. Il suo aspetto attuale è frutto di una ristrutturazione ottocentesca, ma l’anima è ben più antica. L’icona della Madonna con Bambino, un tempo affiancata da San Bernardo da Chiaravalle e San Bernardino da Siena, è stata incoronata nel 1874 e oggi troneggia sopra l’altare.

L’8 settembre, giorno della festa patronale, Corniglia si anima di devozione e riti antichi che resistono al passare delle stagioni.

L’Oratorio di Santa Caterina e la terrazza sul mare

Affacciato sulla piazzetta di Largo Taragio, l’oratorio dei Disciplinati di Santa Caterina conserva il fascino delle architetture del Settecento. La vera sorpresa, però, è alle sue spalle: la terrazza panoramica che si apre sul blu e dona una delle viste più poetiche di tutto il borgo.

Scorci segreti, torri antiche e scalinate vertiginose

Veduta di Corniglia
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Veduta mozzafiato di Corniglia

Corniglia va esplorata con lentezza, lasciandosi guidare dalle scalinate e dai percorsi silenziosi. Da Largo Taragio, una rampa conduce alla Torre, unico frammento rimasto delle antiche fortificazioni genovesi del 1556. Un’altra scala scende invece verso la Marina di Corniglia, con pochi posti barca riservati ai residenti. Il mare si mostra in tutta la sua potenza, incorniciato dalle rocce e protetto come un segreto.

Dal piazzale di San Bernardino (frazione di Vernazza lungo la strada dei Santuari) si può godere di un colpo d’occhio straordinario sulla spiaggia e sulla costa, uno di quei panorami che non si dimenticano.

Spiagge nascoste tra scogliere e sentieri

Chi ama il mare troverà due anime differenti lungo la costa di Corniglia. Da un lato la spiaggia di Guvano, un angolo selvaggio e quasi mitico, raggiungibile solo con i 377 gradini della scalinata Lardarina: durante gli anni ’70 era rifugio della comunità hippy ed è una spiaggia naturista, protetta da una parete rocciosa, dove il mare è limpido e pulitissimo.

Più accessibile è invece lo spiaggione di Corniglia, proprio di fronte alla stazione ferroviaria. Si raggiunge attraversando una fila di bungalow, ed è caratterizzato da grandi ciottoli bianchi e vegliato da un’alta scogliera. Da qui parte anche un sentiero che collega il borgo a Manarola, ideale per chi vuole unire mare e trekking.

Il Sentiero tra Corniglia e Vernazza

Se amate camminare, troverete in Corniglia un punto di partenza ideale per uno dei tratti più incantevoli della costa ligure. Il sentiero che conduce a Vernazza può essere percorso in entrambe le direzioni, ma c’è un piccolo trucco per goderselo al meglio: prendere il bus dalla stazione di Corniglia fino al centro del borgo, e da lì partire a piedi. Il cammino è in gran parte pianeggiante, con un finale in discesa verso Vernazza, tra vigneti, uliveti e terrazze coltivate che sembrano dipinte a mano.

Dalla strada principale di Vernazza si accede al sentiero da un dedalo di viuzze e da una scalinata che porta alla torre. Da lì, la salita si fa più ripida fino a Punta Palma, a 208 metri di altezza. Poi si alternano saliscendi, scorci sulla spiaggia di Guvano e passaggi tra prati fioriti e silenzi profondi, fino a rientrare nel borgo di Corniglia.

Da Corniglia a Manarola passando per Volastra

Un altro sentiero indimenticabile parte da Corniglia e si arrampica tra i vigneti verso Volastra. In circa trenta minuti di salita, si attraversano antiche mulattiere e paesaggi che si aprono in panorami vertiginosi sul mare.

Arrivati a Volastra, a 300 metri sul livello del mare, si incontra il Santuario della Madonna della Salute e poi si scende verso Manarola tra la macchia mediterranea. Per chi volesse evitare la salita iniziale, c’è un comodo bus che collega Manarola a Volastra in dieci minuti.

Come arrivare a Corniglia

Corniglia è raggiungibile in treno da La Spezia, Levanto, Genova o Savona. La sua stazione ferroviaria è collegata al centro del paese da una navetta (inclusa nella Cinque Terre Card), oppure dalla già citata scalinata Lardarina, un “esercizio per le gambe” ma anche un preludio alla meraviglia.

Chi arriva in auto deve mettere in conto una camminata finale: l’accesso al borgo è riservato ai residenti. L’autostrada A12 va lasciata a Santo Stefano di Magra, da cui si prosegue verso La Spezia e poi lungo la Litoranea delle Cinque Terre. Il parcheggio si trova appena fuori dal paese, e da lì si sale a piedi, lentamente, come si addice ai luoghi che vogliono essere conquistati passo dopo passo.

Il mare della Liguria attraverso i binari, tornano i Treni del Mare per l’estate 2025

Che cosa c’è di più affascinante di un viaggio che ti porta dritto verso il mare, senza stress, senza traffico? Tornano i tanto amati Treni del Mare, che ogni sabato e nei giorni festivi, a partire dal 29 marzo e fino a domenica 28 settembre 2025, collegheranno la Lombardia alla splendida Liguria, regalando a tutti gli appassionati del mare un’opportunità imperdibile per godersi il sole, la sabbia e il mare blu della Riviera.

Un viaggio perfetto, dove il comfort si fonde con la voglia di scoperta e, come ogni anno, il servizio si arricchisce con nuove rotte e orari per soddisfare le esigenze di chi cerca un modo comodo e veloce per scappare dal caldo cittadino. In questo modo, i passeggeri potranno scoprire la bellezza delle Cinque Terre e di altri luoghi della Riviera Ligure, senza rinunciare alla praticità, ogni volta che si vorranno ricaricare le batterie, immergendosi nello splendore estivo della Liguria.

Treni del Mare: le nuove rotte e i nuovi orari

A partire dal 29 marzo, i Treni del Mare torneranno a solcare le rotaie ogni sabato e nei giorni festivi, con una serie di corse che collegano i principali centri lombardi alle incantevoli spiagge liguri. Quest’anno, infatti, saranno 10 i treni aggiuntivi che partiranno da città come Milano, Bergamo, Treviglio, Como, Monza, Seregno, Gallarate, Busto Arsizio, Legnano, Pavia e Voghera, per arrivare direttamente alle località balneari della Riviera di Levante e di Ponente. E la novità assoluta riguarda l’introduzione del treno che partirà da Saronno per raggiungere Arma di Taggia.

Di seguito, ecco l’elenco completo delle corse e degli orari per ogni tratta:

  • Saronno (5:34) – Taggia Arma (10:08)
  • Taggia Arma (18:32) – Saronno (23:09)
  • Como S. Giovanni (7:05) – La Spezia Centrale (12:56)
  • La Spezia Centrale (18:10) – Como S. Giovanni (22:49)
  • Gallarate (8:24) – Ventimiglia (13:40)
  • Ventimiglia (16:35) – Gallarate (22:08)
  • Bergamo (6:30) – Ventimiglia (11:25)
  • Ventimiglia (18:25) – Bergamo (23:27)
  • La Spezia Centrale (16:50) – Milano Porta Garibaldi (21:05)
  • Milano Porta Garibaldi (8:23) – La Spezia Centrale (12:50)

Inoltre, è importante sapere che durante il periodo dal 21 luglio al 29 agosto, i treni subiranno però una leggera rimodulazione degli orari e delle corse, in seguito ai lavori infrastrutturali programmati da RFI per la chiusura del ponte di Bressana nel Pavese. Nonostante ciò, il servizio rimarrà comunque efficiente e i passeggeri potranno continuare a godere della bellezza del viaggio verso il mare, in modo ecologico e sostenibile rispetto all’automobile o ad altri mezzi di trasporto.

L’assessore regionale ai Trasporti, Franco Lucente, ha anche sottolineato che i Treni del Mare sono molto apprezzati dai lombardi e hanno registrato un successo crescente negli anni. Nonostante i disagi legati alla chiusura della tratta nel Pavese, ha assicurato che Regione Lombardia, insieme alla Liguria, Trenord e RFI, si impegneranno a garantire un servizio che risponda alle esigenze di chi già utilizza regolarmente i treni.

Come acquistare i biglietti per i Treni del Mare

Acquistare il biglietto per i Treni del Mare è semplicissimo: basta recarsi presso una delle biglietterie Trenord, anche quelle delle stazioni principali di Milano Porta Garibaldi, Bergamo, Treviglio, Como San Giovanni, Monza, Saronno, Seregno, Gallarate, Busto Arsizio FS, Legnano, Pavia, Voghera, oltre a tutte le stazioni servite dalle corse. In alternativa, i biglietti sono disponibili anche sui canali online e presso le emettitrici Trenitalia. Una volta acquistato il biglietto, non resta che salire a bordo e partire per una giornata all’insegna del relax e del mare.

Su TikTok si sogna l’estate italiana: le mete più amate

I social network sono ormai protagonisti delle tendenze di viaggio. I content creator sanno come attirare l’attenzione su un luogo o un evento tanto da aver causato in alcuni casi l’overtourism. Per l’estate 2025 però, c’è un nuovo trend e a guidarlo non sono influencer e blogger, ma utenti comuni che amano viaggiare e mostrano un forte desiderio di visitare il Belpaese. Il trend si chiama “Manifesting an Italian Summer” e mostra clip di pochi secondi di vari spot. In cima a tutti? Le Cinque Terre in Liguria, Capri e la Costiera Amalfitana, le bellissime isole Egadi e le Eolie in Sicilia, senza mai dimenticare la Puglia.

Non solo mare però: i turisti hanno compreso quanto possano essere magici i borghi con sagre, eventi, arte e castelli. Ecco perché l’estate italiana piace tanto: ottimo cibo, storia, cultura e ovviamente spiagge. Il tutto con un tocco in più, ovvero il concetto di “dolce far niente”, con tanto di audio tratto dal film “Mangia, prega, ama”.

Capri e la costiera

La protagonista assoluta del trend estivo su TikTok è Capri, che si associa alla costiera amalfitana. Le immagini della Grotta Azzurra, dei faraglioni al tramonto e delle piazzette animate all’ora dell’aperitivo riempiono i feed di milioni di utenti. Capri è l’estate chic, quella delle boutique eleganti, dei sandali su misura e degli scorci da cartolina.

Ma l’isola non è solo bellezza: a tavola si celebra la semplicità e il sapore del Mediterraneo. Da non perdere lo spaghetto alle vongole, magari gustato in una terrazza affacciata sul blu, accompagnato da un bicchiere di vino Falanghina. I più golosi non possono lasciarsi sfuggire la torta caprese, con mandorle e cioccolato fondente. E ovviamente perché non una bella pizza? Ci si sposta poi tra Positano, Amalfi e Ravello: i 3 luoghi cult della costiera Amalfitana. Borghi colorati, giardini fioriti e stradine in pietra vengono accompagnati dal profumo di limoni che sembra essere ovunque nell’aria.

La costiera amalfitana in estate
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Visitare la costiera amalfitana in estate seguendo i consigli di TikTok

Le Cinque Terre e i dintorni

La Cinque Terre card ha dato modo ai turisti di spostarsi da La Spezia e raggiungere splendidi paradisi. Vernazza, Manarola, Monterosso, Corniglia e Riomaggiore offrono panorami incredibili: case colorate arroccate sul mare, scogliere spettacolari e sentieri tra vigneti. Tra un tuffo e una camminata, ci si ferma nei piccoli ristoranti a gustare le specialità liguri: le trofie al pesto, rigorosamente con basilico DOP, pinoli e Parmigiano, sono il piatto simbolo. Non manca il pesce azzurro e la focaccia ligure, ideale per uno snack veloce in spiaggia.

Accanto alle Cinque Terre, anche località meno affollate come Levanto, Lerici e il borgo incantato di Tellaro stanno vivendo un momento d’oro. Tellaro, in particolare, è uno di quei posti che sembrano usciti da un libro di favole, perfetto per i reel romantici con tramonti sul mare e silenzi dorati. Cosa non perdere? Sicuramente una masterclass per imparare a fare il pesto, un buon cono gelato o un conetto di fritto di calamari. Chi ha un po’ di tempo in più si può spostare verso Portovenere: si raggiunge in traghetto comodamente dal porto di La Spezia e ha davvero tanti scorci da godersi, tra cui la grotta di Byron.

Le isole Egadi

Da non perdere le isole Egadi: i turisti su TikTok mostrano diversi scorci di Favignana, ma non meno rilevanti sono Levanzo e Marettimo, che guadagnano sempre più views grazie ai contenuti virali sul social. Snorkeling, relax, arte e storia si mescolano. Favignana, la più conosciuta, regala paesaggi incredibili come Cala Rossa e Cala Azzurra. Tra una nuotata e una pedalata (la bici è il mezzo migliore per girare l’isola), ci si ferma per un pranzo veloce con pane cunzato, condito con pomodoro, acciughe, origano e olio d’oliva.

A Marettimo, regno degli escursionisti e degli amanti della natura incontaminata, si gustano piatti come il cous cous di pesce, eredità delle influenze arabe. E ovunque, la regina dell’estate siciliana è lei: la granita, da provare al limone, ai gelsi o al caffè, con l’imperdibile brioche col tuppo.

Le isole della laguna di Venezia

I turisti stranieri che non hanno mai visitato l’Italia mettono Venezia nella top 3 dei luoghi da non perdere. Una volta arrivati, però, scoprono che i veri tesori della Laguna non si trovano solamente in città. Sono molti, infatti, ad acquistare i biglietti dei traghetti per visitare le isole più autentiche. Burano è uno spot fotogenico con casette colorate, mentre Murano è il luogo cult per acquistare un oggetto artigianale in vetro e magari assistere alla realizzazione. L’aperitivo a base di spritz e cicchetti è super fotografato.

Roma, nonostante il caldo

Gli italiani non amano visitare Roma in piena estate: il centro sa essere davvero difficoltoso da affrontare nelle giornate più calde. Il patrimonio artistico e la curiosità degli stranieri, però, non li ferma e mettono proprio la capitale tra queste mete top. Da una passeggiata ombreggiata a villa Borghese all’opportunità di vedere la città di notte, sono tante le proposte che hanno conquisto i viaggiatori. Durante la bella stagione ci sono anche musei che aprono ad orari speciali, un esempio celebre sono i musei Vaticani.

Tra una visita ai Fori Imperiali e una passeggiata in Piazza Navona, è impossibile resistere a un gelato artigianale: pistacchio, nocciola o i gusti più trendy come fichi e mandorle. E a pranzo? La carbonara è un must, così come la cacio e pepe o l’amatriciana, da gustare in una trattoria con tovaglie a quadri e vino della casa nel quartiere di Trastevere.

Roma tra le mete top dell'estate italiana
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Visitare Roma in estate seguendo i consigli di TikTok

La campagna toscana

Ultima proposta che sembra tornare come leitmotiv nel trend? La Toscana. E no, non parliamo di Firenze. Nonostante la culla del Rinascimento venga apprezzata, durante i mesi più caldi i turisti sembrano preferire la zona dei borghi e più rurale. Ci si sposta verso Siena e Volterra, mettendo località come San Gimignano e il Chianti tra le mete imperdibili. Qui, tra degustazioni di vini, piatti della tradizione, come i pici all’aglione e i crostini con fegatini, ci si gode un’estate slow soggiornando in agriturismo.

Insomma, le opportunità di viaggio in Italia sono tante da Nord a Sud e TikTok, con il suo trend “Manifesting an Italian Summer”, sta consolidando la popolarità di alcune destinazioni, mettendone in luce anche altre meno battute.

Non è Natale senza il presepe di Manarola: tutte le info utili

Il più grande presepe luminoso al mondo è quello di Manarola. Un appuntamento imperdibile per chi ama il Natale e riesce a fare un salto nelle Cinque Terre per le feste. Dall’8 dicembre a metà gennaio 2025 si può ammirare questo spettacolo suggestivo ed evocativo all’aperto che colora le serate invernali durante le feste di Natale da tanti anni. Una manifestazione tradizionale considerata ormai un rito che incanta grandi e piccoli provenienti dall’Italia e dal mondo, sottolineando lo spirito comunitario e la creatività del territorio.

La storia del presepe di Manarola

Creato nel 1976 da Mario Andreoli, il presepe di Manarola illumina un’intera collina con 300 personaggi tra cui pastori, pecore, angeli, contadini, Re Magi e pescatori, illuminati e costruiti con materiali riciclati. Oltre 15.000 luci per 7 km di cavi elettrici occupano 4000 metri quadrati di vigneti e campi a picco sul mare per regalare uno spettacolo che toglie il fiato a chi lo riesce a vedere da lontano o da più vicino. Il 22 dicembre 2022 è venuto a mancare l’ideatore Andreoli, ma la tradizione del presepe è rimasta viva grazie all’impegno di alcuni volontari dell’Associazione del Presepe di Mario che si impegnano per continuare il progetto e illuminare la collina per i visitatori affezionati e i nuovi avventori. Nel 2008 il presepe è diventato anche ecologico grazie all’utilizzo di un impianto fotovoltaico costruito apposta per rendere il progetto al passo con i tempi.

Date e orari del presepe di Manarola

Il presepe luminoso di Manarola è visibile dall’8 dicembre 2024 al 14 gennaio 2025 gratuitamente, ma è bene tenere presente che nei giorni feriali le luci si accendono al tramonto verso le 17-17.30 e si spengono alle 22, mentre nei giorni festivi si possono ammirare fino alle 24. Il Presepe sulla Collina delle Tre Croci sarà acceso fino a metà gennaio 2025.

Natale a Manarola
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Natale a Manarola con il presepe luminoso più grande del mondo

Dove si trova e come raggiungere il presepe di Manarola

Per osservare bene il presepe di Manarola la posizione migliore è il sentiero Manarola – Riomaggiore in via Beccara che attraversa la cima del colle e inizia nella piazza del paese. La vista sul presepe da lì è spettacolare, ma si consiglia l’uso di una torcia perchè la sera la visibilità non è ottima. Altrimenti una seconda possibilità è il piazzale della chiesa o via Rollandi.

Programma del presepe di Manarola

L’8 dicembre è prevista l’inaugurazione ufficiale del presepe di Manarola a partire dalle 14.30 quando la Banda Giacomo Puccini di Migliarina intratterrà il pubblico con la sua performance, per poi lasciare spazio verso le 15 al laboratorio per bambini che dura circa un’ora nel Piazzale della Chiesa. Quest’ultimo è denominato Impariamo l’arte del presepe luminoso per avvicinare anche i più piccoli a questa tradizione importante del territorio. Alle 16 Dario Vergassola intervista Oscar Farinetti nel Piazzale della Chiesa e a seguire, alle 17.30 ci sarà il concerto gospel alla Chiesa di San Lorenzo con i The Smiling Faces Choir. Prevista poi una fiaccolata del CAI La Spezia e l’accensione del Presepe per chiudere la giornata. Dalle 15.30 alle 18.30 sarà aperto al pubblico il Mulino di Piè del Campu.

Cinque Terre, riapre la Via del Bastione con una vista mozzafiato

È stato inaugurato un tratto restaurato della Via del Bastione, nel comune di Monterosso al Mare. Un percorso che torna a far emozionare abitanti e turisti, che possono esplorare le Cinque Terre a passo lento, camminando lungo la costa, tra i suoi pittoreschi borghi e nella natura, regalando scorci di incredibile bellezza.

Inaugurato il tratto restaurato della Via del Bastione a Monterosso

È stato inaugurato il 15 novembre, alla presenza del Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Lorenzo Viviani e del
Sindaco di Monterosso, Francesco Sassarini, il percorso restaurato della Via del Bastione di Monterosso al Mare, una delle perle delle Cinque Terre, sito Unesco che ogni anno attira milioni di visitatori.

Si tratta del primo tratto, con una lunghezza di circa 180 metri, del percorso pedonale che collega la frazione di Fegina al Convento dei Frati Cappuccini. Un cammino immerso nella natura, nato come alternativa alla strada costiera.

Un intervento, quello realizzato sulla Via del Bastione, realizzato dall’Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre e reso possibile grazie a un investimento di 300.000 euro derivanti dai proventi delle Cinque Terre Card.

I lavori, che hanno permesso di valorizzare il percorso esaltandone l’identità senza alterarne le caratteristiche originali, sono iniziati nel dicembre del 2023 e si sono conclusi con il collaudo avvenuto tra fine ottobre e inizio novembre 2024. Un progetto che restituisce ai cittadini e ai turisti che ogni anni esplorano le Cinque Terre, un’opera in cui passeggiare immersi nelle bellezze naturali e paesaggistiche del territorio, rispettando tutti i requisiti di sicurezza che la legge impone per i percorsi pubblici ad alto affollamento.

“L’amministrazione comunale auspica che questo sia solo il primo lotto di una più articolata opera di riqualificazione di tutti i percorsi pubblici della Collina dei Cappuccini”, ha commentato in occasione dell’inaugurazione il Sindaco di Monterosso, Francesco Sassarini.

Presente all’inaugurazione anche Lorenzo Viviani, Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre, che ha dichiarato: “È emozionante essere testimoni oggi di una nuova, importante restituzione al territorio da parte del Parco”, aggiungendo che “riconsegnare alla comunità uno spazio pubblico di valore come la Via del Bastione rappresenta un traguardo significativo, sia per il benessere dei cittadini, che qui ritrovano un ambiente aperto e familiare, sia per i visitatori, che, a pochi passi dagli itinerari più frequentati, possono guadagnarsi visioni inedite sul Mesco, sulla costa delle Cinque Terre e su uno dei luoghi di maggiore interesse storico e spirituale del territorio, il Convento dei Cappuccini”.

Sentiero di Monterosso al Mare, Liguria
Fonte: iStock
Sentiero di Monterosso al Mare, Liguria

Il Sentiero Azzurro: le Cinque Terre a passo lento

La Via del Bastione si collega con il suggestivo percorso pedonale che parte da Monterosso al Mare e arriva a Riomaggiore. Si chiama Sentiero Azzurro, e tocca tutte le cinque terre della Liguria (Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore) in un itinerario lungo 12 chilometri. È suddiviso in diversi tratti, ma non tutti sono aperti al pubblico a causa di lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza a causa di frane, come la Via dell’Amore, il percorso più famoso e nuovamente chiuso per lavori dopo la recente frana che l’ha colpito.

Quello del Sentiero Azzurro delle Cinque Terre è un piacevole saliscendi che si snoda lungo la costa ligure, immerso tra la natura rigogliosa e i pittoreschi borghi dalle casette colorate, ma con un occhio sempre rivolto al mare e ai panorami incredibili sul paesaggio circostante. L’accesso è a pagamento ed è possibile acquistare la Cinque Terre Card per percorrere tratti cumulativi e usufruire di diversi servizi, come l’utilizzo della navetta, l’accesso ai servizi igienici nelle stazioni o la partecipazione a visite guidate e laboratori.

Da Monterosso a Vernazza: itinerario e punti di interesse

Nel tratto più breve del Sentiero Azzurro, da Monterosso a Vernazza, il percorso lungo 3,6 chilometri (e con un dislivello di 217 metri) attraversa luoghi di rilevante interesse storico e culturale, come il convento dei Cappuccini e la Chiesa di San Francesco di Monterosso. Spiccano lungo il pendio del colle di San Cristoforo, a metà strada tra Fegina e Monterosso. Costruiti tra il 1619 e il 1622, conservano opere pittoriche di estremo valore, come la Crocifissione attribuita al celebre pittore fiammingo Antoon van Dyck.

Il percorso raggiunge poi la magnifica scogliera di Punta Corone, dalla quale si ha una vista panoramica sul borgo vecchio di Monterosso. Proseguendo ci si addentra in un paesaggio caratterizzato da antiche limonaie, vigneti terrazzati e rigogliosa macchia mediterranea, tra diversi saliscendi, per poi giungere alla piazzola panoramica tra gli ulivi di Costa Mesorano e raggiungere infine Vernazza, con la Chiesa di Santa Margherita e il castello Doria, risalente all’epoca medievale.

Vernazza, Liguria
Fonte: iStock
Vernazza, Liguria

Gli altri tratti del Sentiero Azzurro dalla vista mozzafiato

Il Sentiero Azzurro che unisce i comuni delle Cinque Terre offre scorci di incredibile bellezza passeggiando lungo la costa ligure a metà tra il blu intenso del mare e il verde delle alture, lì dove la natura fa da padrona.

Il tratto che parte da Monterosso, collegato con la Via del Bastione recentemente ristrutturata e resa sicura, e giunge a Vernazza, non è l’unico a regalare emozionanti viste sul paesaggio ligure. Tra gli altri percorsi altrettanto suggestivi in cui è suddiviso c’è sicuramente la cosiddetta Via dell’Amore, il tratto che unisce Riomaggiore a Manarola. Riaperto dopo molti anni di lavori nell’estate del 2024, è stato chiuso nuovamente a causa di una frana che ha reso impraticabile alcuni segmenti del percorso. La sua riapertura è prevista per Natale.

Si tratta del sentiero più corto (circa 900 metri), ma anche il più celebre delle Cinque Terre. La strada è a picco sul mare e passa proprio ai piedi della montagna: da qui si scorgono i più bei panorami sui borghi e sulle coste frastagliate della Liguria. Per accedervi è necessario pagare un importo di 10 euro da aggiungere alla Cinque Terre Card, oppure acquistare una carta che include questo sentiero.

Via dell'Amore, del percorso Sentiero Azzurro in Liguria
Fonte: Ufficio Stampa
La Via dell’Amore illuminata di notte

Da non perdere è anche il sentiero Corniglia – Vernazza (purtroppo il tratto Manarola – Corniglia è chiuso al pubblico) che per 3,2 km accompagna attraverso la zona boschiva e poi apre la vista sulla riviera, sul borgo di Corniglia e sul piccolo villaggio di San Bernardino, che svetta sulla cima del monte.

Dal sentiero di Corniglia-Vernazza si può seguire anche una deviazione che raggiunge l’intima spiaggia di Guvano, una delle tre spiagge di Corniglia. Un luogo leggendario per l’immaginario di coloro che vivono queste terre, poiché ha una storia di spiaggia naturista. Per raggiungerla è importante prestare particolare attenzione, poiché il sentiero è abbastanza ripido.

Cinque Terre, non solo borghi. Cosa fare in questo angolo di Liguria

L’incanto delle Cinque Terre non ha bisogno di presentazioni: amati e apprezzati a livello internazionale, i pittoreschi borghi che le disegnano (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso) lungo una costa selvaggia attraggono da sempre milioni di visitatori.

Certo, il fascino delle casette colorate e delle piazzette a picco sul blu è innegabile ma le Cinque Terre non sono “soltanto i borghi”. Questo magico angolo di Liguria, infatti, è custode di un favoloso Parco che è il paradiso dei trekker e degli escursionisti, nonché di tradizioni secolari, storia e cultura tutte da scoprire.

Turismo attivo nel Parco delle Cinque Terre

Il Parco Nazionale delle Cinque Terre e l’Area Marina Protetta sono uno dei fiori all’occhiello del favoloso territorio ligure in provincia di La Spezia, fulcro di un turismo attivo a pieno contatto con la natura.

E, dal 1° maggio al 31 ottobre, torna “Cinque Terre Walking Park 2024″, un fitto calendario di appuntamenti con trekking in natura, pedalate, snorkeling, visite in cantina: da est a ovest, dalla costa al crinale, i visitatori hanno così un’opportunità unica per conoscere un lato inedito delle Cinque Terre al ritmo delle stagioni, andando alla scoperta del Parco e della sua biodiversità grazie agli innumerevoli sentieri e alle attività nell’area marina protetta insieme a guide esperte e al Centro di Educazione Ambientale del Parco.

Tra gli appuntamenti clou troviamo trekking lungo la ricca rete sentieristica del Parco, attraverso habitat naturali, insediamenti antichi, santuari e paesaggi terrazzati, e ancora, snorkeling, pedalate al tramonto e visite in cantina e nei borghi.

Novità del 2024 il foraging alla scoperta degli “erbi” ovvero le erbe spontanee come le chiamavo le nonne, ancora oggi utilizzate nella cucina tradizionale, e da non perdere anche il plogging, attività che abbina la raccolta dei rifiuti allo sport in natura, offrendo un’occasione di riflessione sulle abitudini quotidiane che impattano maggiormente sull’ambiente.

Le iniziative tutte da vivere

Le iniziative del Cinque Terre Walking Park sono comprese tra i servizi offerti dalla Carta servizi Cinque Terre Card (sia treno che trekking), salvo diversa indicazione (sono previsti anche appuntamenti gratuiti).

La partenza è sempre presso uno dei Centri Accoglienza del Parco situati nelle stazioni ferroviarie dei borghi delle Cinque Terre, a eccezione delle escursioni previste nella zona di Tramonti (a est dell’area protetta).

Tra gli appuntamenti da segnare in agenda ecco, ad esempio, “Tra Mito e Storia“, un tour di Vernazza e Monterosso della durata di circa tre ore con guida che spiegherà l’origine e le caratteristiche dei due borghi per comprenderne i punti di contatto, “Foraging (andar per erbi), un trekking tra Monterosso, Soviore, Monterosso per imparare a riconoscere le erbe spontanee adatte all’utilizzo in cucina, e “Tour al Tramonto – Tradizioni secolari, storia e cultura“, per apprezzare le bellezze storico, artistico e culturali del borgo “meno noto” di Corniglia.

Ma non è certo tutto.

Pedalando al tramonto nel Parco” è un entusiasmante e-bike tour andata e ritorno tra Levanto, Legnaro e Monterosso, “Sulle orme dei pittori” conduce nei luoghi (Manarola e Riomaggiore) che ispirarono Telemaco Signorini, mentre “Dal vigneto alla cantina” è l’occasione per visitare la Cantina Sociale della Cooperativa Agricoltura Cinque Terre in località Groppo (sopra l’abitato di Manarola).

Ancora, “Trekking nel paesaggio terrazzato” è l’ideale per ammirare gli arditi terrazzamenti della zona camminando tra Manarola, Volastra e Corniglia, “I Luoghi dell’Anima – Santuario di Soviore” è un trekking escursionistico per vedere il duecentesco complesso religioso in posizione scenografica, e “Gli Alberi Monumentali – Lecci e Cipressi” è il trekking tra Vernazza e Reggio che porta a uno dei sentieri verticali più belli delle Cinque Terre.

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