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Indebitamento, dalla Lombardia fondi per assistenza legale a cittadini

Regione Lombardia sostiene i costi di assistenza legale per l’avvio delle procedure di ristrutturazione dei debiti. Il contributo a fondo perduto, con uno stanziamento complessivo di 400.000 euro, è stato approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, di concerto con il vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza Marco Alparone e gli assessori Guido Guidesi (Sviluppo economico) ed Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità).

La misura destinata agli Organismi di Composizione delle Crisi da sovraindebitamento con sede in Lombardia

La misura è destinata agli Organismi di Composizione delle Crisi da sovraindebitamento (OCC) iscritti nel registro nazionale, con sede legale e operativa in Lombardia, che impiegheranno il contributo per l’avvio delle procedure di composizione della crisi. Il sostegno economico ai soggetti in difficoltà punta a coprire i costi, in forma parziale o totale, di assistenza legale e tecnica per l’uscita dallo stato di sovraindebitamento.

I contributi, inoltre, mirano a promuovere campagne d’informazione e sensibilizzazione per prevenire e contrastare le condizioni che favoriscono l’insorgere delle difficoltà economiche. Sono previste anche consulenze in materia di gestione del denaro e del debito e assistenza psicologica. L’obiettivo è sostenere la ripresa economica e l’inserimento sociale e occupazionale dei cittadini.

La Russa: collaborazione tra istituzioni per una rete di aiuto efficace

In foto l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, a sostegno di persone in difficoltà con il sovraindebitamento “Con questo intervento – sottolinea l’assessore La Russa – Regione Lombardia intende offrire un sostegno concreto a chi si trova in una situazione di difficoltà economica. Infatti, puntiamo a garantire la necessaria assistenza legale e tecnica. Il nostro obiettivo è accompagnare i cittadini in un percorso di risanamento e reinserimento sociale”.

“Grazie alla collaborazione tra istituzioni – aggiunge l’assessore La Russa – vogliamo rafforzare una rete di aiuto efficace e capillare sul territorio. Il fine è prevenire situazioni di disagio e promuovere la sicurezza economica delle famiglie”.

Alparone: misura concreta per chi si trova in difficoltà

In foto l’assessore regionale al Bilancio, Marco Alparone, interviene a sostegno di persone in difficoltà con il sovraindebitamento “Con questa delibera – dichiara il vicepresidente Alparone – attuiamo una misura concreta di prevenzione, contrasto e interventi a sostegno verso chi si trova in una situazione critica a causa del sovraindebitamento. Regione Lombardia si pone al fianco di famiglie e imprese fornendo gli strumenti necessari per affrontare e prevenire situazioni di difficoltà economica. Il debito può causare solitudine e isolamento”.

“Riaccendere la speranza – conclude Alparone –, tutelando l’equilibrio economico e sociale delle nostre famiglie, significa avere gli strumenti per poter ripartire dalle difficoltà per costruire insieme un futuro migliore. Ringrazio il consigliere regionale Chiara Valcepina, prima firmataria del provvedimento, per il grande lavoro svolto”.

Indebitamento, le risorse in Lombardia per l’assistenza legale

Le risorse di 400.000 euro sono suddivise per Enti locali e Camere di Commercio (200.000 euro), Ordini professionali (150.000 euro) e Segretariati sociali (50.000). Il fine è favorire la collaborazione fra istituzioni e soggetti pubblici e privati operanti nel settore, agevolandone il coordinamento per un efficace accesso alle procedure. Viene data anche importanza all’ottimizzazione dell’attività svolta dagli Organismi di composizione delle crisi da sovraindebitamento.

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Il ‘Distretto della Calza’ mantovano compie 100 anni

Il ‘Distretto della Calza‘, di cui il Mantovano è il territorio più vocato per la produzione, compie 100 anni. Per celebrare questo anniversario, il Belvedere di Palazzo Lombardia ha ospitato un evento al quale hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana,  il vicepresidente Marco Alparone,  e gli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Barbara Mazzali (Turismo, Marketing territoriale e Moda). Presenti, tra gli altri, anche Alessandra Cappellari, segretario Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia, Paola Bulbarelli, consigliere regionale della Lombardia, Massimo Bensi, presidente del Csc Centro Servizi Impresa, Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, Fabio Viani, presidente Confindustria Mantova, William Gambetti, presidente Mantova Export, Luciano Vignoni, vicepresidente di Credito Padano Gruppo Bcc Iccrea. Con loro anche parlamentari e sindaci del territorio.

Il ‘Distretto della Calza’ compie 100 anni

Un secolo di vita in cui il ‘Distretto della Calza’ ha vissuto stagioni straordinarie, in cui la capacità di produrre è cresciuta proporzionalmente al numero degli occupati,  ha saputo ritagliarsi un ruolo prestigioso nell’ambito della moda, è stato protagonista di pellicole cinematografiche indimenticabili ma ha anche dovuto fronteggiare momenti di flessione a causa dell’andamento contradittorio del mercato a cui ha risposto con la capacità di sapersi innovare.

I numeri

Con 92 imprese attive e circa 10.000 addetti, il distretto genera un fatturato complessivo di circa un miliardo di euro, a conferma del valore economico e occupazionale di una filiera radicata e competitiva capace di competere sui mercati globali mantenendo il suo legame con il territorio.

Sulla innovazione come leva della competitività e sul pieno sostegno da parte di Regione Lombardia al comparto si sono soffermati il governatore della Lombardia Fontana e l’assessore Guidesi .

“Regione Lombardia  – hanno assicurato – è pronta a favorire, anche in questo specifico ambito, un connubio virtuoso tra università,  ricerca, trasferimento tecnologico alle aziende per garantire competitività a livello mondiale.

Filiera strategica

Il ‘Distretto della Calza’ è  riconosciuto come filiera produttiva strategica da Regione Lombardia, segno dell’importanza che riveste nell’ecosistema industriale lombardo e nella valorizzazione delle eccellenze territoriali.

Alparone: aiutiamo la filiera con la semplificazione

“Oggi ci vogliono strumenti nuovi per una stagione nuova. Prima di tutto – ha sottolineato il vicepresidente Marco Alparone – ci vuole un cambio di mentalità: noi dobbiamo guardare a questo distretto, a questo ecosistema della calza con un approccio che non è solamente lombardo, italiano e europeo. Possiamo mettere a disposizione di una filiera così importante innanzitutto la semplificazione, cioè strumenti semplici che siano facilmente accessibili che permettano di fare innovazione partendo dall’idea di questi imprenditori e dalla loro capacità. Noi stiamo provando a fare questo anche all’interno di un panorama europeo. Abbiamo bisogno di una legislazione sicuramente più leggera e di tanta semplificazione, ma non dobbiamo perdere quello che siamo. Noi siamo innovatori da sempre, la Lombardia l’ha dimostrato all’Italia, l’ha dimostrato all’Europa, l’ha dimostrato al mondo”.

Mazzali: un simbolo del made in Italy nel mondo

“Il Distretto della Calza Mantovano con i suoi 100 anni di storia – ha sottolineato Mazzali – è uno straordinario esempio di eccellenza italiana. L’imprenditorialità locale ha saputo unire saperi artigianali e innovazione tecnologica, costruendo una filiera integrata e altamente specializzata. Con oltre un secolo di storia – ha ricordato ancora l’assessore – questo distretto, non solo ha consolidato un patrimonio di competenze uniche, ma si è affermato come motore economico strategico per la Lombardia e per l’Italia, con una forte incidenza occupazionale, una capacità di export che guarda ai mercati più esigenti e un impatto produttivo riconosciuto a livello internazionale”.

Design creativo, qualità e sostenibilità

Qualità delle fibre, innovazione nei trattamenti, design creativo e attenzione crescente alla sostenibilità  – ha puntualizzato – sono i tratti distintivi che rendono questo distretto un simbolo del Made in Italy nel mondo. Qui l’innovazione non è un concetto astratto, ma un processo quotidiano che si traduce in investimenti costanti in Ricerca e Sviluppo, automazione e digitalizzazione dei processi produttivi, con l’obiettivo di garantire performance sempre più elevate e di rispondere a un mercato in rapida evoluzione”.

Bando ‘Next Fashion’ Un momento della sfilata organizzata al Belvedere 'Berlusconi' di Palazzo Lombardia in occasione dell'evento che celebra i 100 anni del Distretto della Calza

“Regione Lombardia – ha continuato – sostiene e promuove questo impegno con strumenti concreti: penso al bando ‘Next Fashion‘, aperto in questi giorni, che con 13 milioni di euro del programma Fesr 2021-2027 finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in ambito moda e accessorio. Un’opportunità per le imprese che vogliono investire su tecnologie sostenibili, tracciabilità, nuovi materiali e modelli di produzione responsabile, confermando ancora una volta la capacità lombarda di fare della tradizione un punto di partenza per competere nel futuro”.

Beduschi: puntiamo su quel che sappiamo fare bene

“Ci sono – ha evidenziato l’assessore Beduschi – un forte legame e una tradizione che si sono creati in questi 100 anni di storia. L’occasione che ci è stata data di affrontare un nuovo mondo, la cosiddetta ‘Via della Seta‘, dà a noi un ruolo importante, come europei, italiani e lombardi. È quello di puntare su quel che sappiamo fare bene, cose belle, diverse da quel che fanno altri. Dobbiamo difendere le nostre opere d’ingegno, le intuizioni, altrimenti saremmo travolti dal punto di vista commerciale. La concorrenza a basso costo che ci inonda senza alcuna tutela non possiamo più reggerla”.

“Gli imprenditori consorziati nel Csc, il Centro servizi calza, – ha proseguito – hanno saputo fare della lealtà e della collaborazione straordinarie virtù . Noi, nelle istituzioni, vi appoggiamo e lo faremo sempre nel solco dell’innovazione, della ricerca, della formazione.  Dobbiamo far capire, dunque, al consumatore finale quanto è diverso un prodotto fatto a Castel Goffredo rispetto a un altro proveniente dal Far East”.

I Comuni del ‘Distretto della Calza’

I Comuni che  fanno parte del ‘Distretto della Calza‘ sono: Acquafredda, Asola, Carpenedolo, Casalmoro, Casaloldo, Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Ceresara, Guidizzolo, Isorella, Medole, Piubega, Remedello, Rodigo, Solferino, Visano.

A conclusione della giornata celebrativa, il Belvedere ha ospitato anche una speciale sfilata di cui sono state protagoniste le calze nelle loro declinazioni più fashion .

 

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Midsummer School 2025, a Milano il punto sulle cure oncologiche

A Palazzo Lombardia al via  la Midsummer School 2025 ‘Il futuro delle cure oncologiche si incontra a Milano’ un importante momento di confronto scientifico internazionale sul presente e sul futuro della medicina oncologica.

L’iniziativa, articolata in tre giornate di lavoro, prosegue il 10 e l’11 luglio all’Istituto europeo di oncologia (Ieo). L’evento, promosso da Regione Lombardia e Motore Sanità, ha l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca, clinica e politiche sanitarie, promuovendo modelli innovativi per la prevenzione, la diagnosi e la terapia dei tumori.

La scelta di Milano e della Lombardia per discutere di questa branca della medicina non è casuale. La Lombardia e il nord Italia hanno, infatti, una lunga storia nell’ambito oncologico rappresentando la prima regione la Lombardia, seguita dal Veneto e dall’Emilia-Romagna come attrattiva per ciò che concerne la mobilità interregionale. La Lombardia è sede del primo Cancer Center in Italia con l’Istituto nazionale dei Tumori di Milano che diede impulso alla ricerca onco-chirurgica sul tumore alla mammella, è la regione con il più alto numero di Irccs con ampia propensione alla cura ed alla ricerca onco-ematologica, è sede di una rete oncologica collaborativa e non organizzativa, è attenta alla prevenzione primaria e secondaria, ed è capace di offrire diagnostica, cura e gestione tecnologicamente avanzate.
La Midsummer School esaminerà quindi i punti di forza e le criticità della Lombardia e del Sistema sanitario nazionale che dovrà rigenerarsi per mantenere i suoi princìpi fondativi.

Ad aprire i lavori istituzionali a Palazzo Lombardia, è stato il vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone, a seguire sono intervenuti gli assessori regionali Romano La Russa (Sicurezza e Protezione Civile) e Alessandro Fermi (Università, Ricerca e Innovazione).

Ricerca e innovazione pilastri della sanità

“Regione Lombardia – ha dichiarato il vicepresidente Marco Alparone – considera la ricerca e l’innovazione due pilastri fondamentali della propria azione in ambito sanitario. I nostri istituti rappresentano da tempo eccellenze nazionali e internazionali, dove la ricerca si sviluppa all’interno di un ecosistema integrato che coinvolge università, mondo industriale e un sistema sanitario regionale solido e altamente qualificato. Come istituzioni abbiamo il compito di sostenere, anche attraverso investimenti mirati e programmazione strategica, un modello che consenta a tutti i cittadini, non solo lombardi, ma provenienti da ogni parte d’Italia, di accedere alle migliori terapie disponibili senza alcuna disparità. I numeri che gestiamo quotidianamente, dal bilancio alla programmazione, non sono mai fini a sé stessi: servono a garantire l’universalità del diritto alla salute, soprattutto nelle aree più delicate come quella oncologica, dove la ricerca salva vite ogni giorno”.

Midsummer School 2025, tre giorni di confronto sull’oncologia

Durante le tre giornate, esperti, clinici, ricercatori e rappresentanti istituzionali si confrontano su temi cruciali come l’oncologia di precisione, le nuove tecnologie terapeutiche, l’intelligenza artificiale applicata alla diagnosi, l’equità di accesso e la sostenibilità dei sistemi sanitari.

Grande supporto da innovazione tecnologica e intelligenza artificiale

“È bello che si parli di futuro – ha sottolineato l’assessore Alessandro Fermi – ovviamente non dimenticando i grandi passi in avanti che grazie al mondo della ricerca, ai medici, ai ricercatori, a tutti coloro che hanno contribuito negli ultimi 20 anni a fare degli straordinari miglioramenti sulle cure oncologiche. Se solo pensiamo dove eravamo 20 anni fa e dove siamo arrivati oggi dobbiamo essere orgogliosi. Nei prossimi 5-10 anni faremo importanti passi in avanti rispetto a quelli che sono stati fatti negli ultimi 20. L’innovazione tecnologica e il contributo dell’intelligenza artificiale potranno dare un grande supporto alle cure oncologiche”.

Regione Lombardia al fianco degli ospedali pubblici e privati

“Qualche anno fa al semplice sentir nominare la parola cancro – ha commentato l’assessore Romano La Russa – sarebbe stata una tragedia:  indubbiamente è sempre e comunque un evento estremamente grave, ma offriamo ai cittadini qualche speranza in più rispetto al passato. Tutto ciò solo ed esclusivamente grazie alla ricerca che negli anni è stata condotta in Italia e in particolare in Lombardia. La Regione Lombardia è infatti da sempre impegnata al fianco di tutti gli ospedali pubblici e privati“.

 

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Palazzo Lombardia, porte aperte agli studenti delle scuole superiori

Come gestire il bilancio di una pubblica amministrazione e in particolare quello della Regione Lombardia. Questo il tema centrale della visita di un gruppo di studenti dell’Istituto paritario Cavallotti di Cassano Magnago (Varese) con indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing. A illustrare la struttura e contenuti del bilancio regionale il vicepresidente  Marco Alparone e il direttore generale del settore Bilancio e Finanza, Manuela Giaretta. Entrate, regole di bilancio, investimenti e sviluppo economico di Regione Lombardia: questi alcuni dei temi esposti ai futuri diplomati.

Studenti delle scuole superiori a Palazzo Lombardia

“Avere i conti in ordine – ha dichiarato Alparone – non è da tutti. Noi abbiamo l’orgoglio di paragonarci alle più importanti Regioni europee. Questo deve essere il nostro modello di riferimento. Infatti, grazie alla capacità produttiva dei suoi cittadini e delle sue imprese, la Lombardia è l’unica regione italiana che fa parte dei ‘Quattro motori per l’Europa‘. Insieme ad Auvergne-Rhône-Alpes (Francia), Baden-Württemberg (Germania) e Catalogna (Spagna), siamo una regione strategica per l’Europa”.

Grande attrattività della Lombardia per gli studenti

“Qui, inoltre – ha spiegato ancora Alparone – ci sono industrie e università che attraggono studenti meritevoli che possono studiare anche grazie a borse di studio cofinanziate da Regione Lombardia”.

Dietro ai numeri storie, persone e opportunità

“Occuparsi di bilancio – ha concluso il vicepresidente riferendosi agli studenti – include anche e soprattutto comprendere che dietro ai numeri ci sono storie e persone. Le opportunità si costruiscono di certo con le regole di bilancio, ma anche con una visione di cosa si può fare con quelle risorse”.

Gli studenti al 39esimo piano

Al termine dell’incontro i giovani hanno visitato il Belvedere Berlusconi, al 39esimo piano di Palazzo Lombardia. Un momento formativo che, auspica Regione Lombardia, possa diventare sempre più un modello per altri Istituti scolastici che, a vario titolo e su differenti materie, desiderano confrontarsi con i rappresentanti della ‘macchina regionale’ all’interno di quella che il presidente Fontana ha sempre definito la ‘Casa di tutti i lombardi’.

Scuole superiori e studenti, come venire a Palazzo Lombardia

Per incontri e visite scolastiche a Palazzo Lombardia contattare eventi@regione.lombardia.it.

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Giornalisti, Alparone: la formazione è un’opportunità oltre che un dovere

“Momenti come questi sono particolarmente utili, non solo per i giornalisti, perché ci rendono consapevoli di come la formazione sia, rispetto al proprio futuro, non solo un’opportunità ma anche un dovere”.

Lo ha detto Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia , intervenendo al corso di formazione per giornalisti ‘Casagit Salute, Inpgi, Fondo Giornalisti, Fnsi: tutela della salute e nuovo welfare anche per i freelance’.

Formazione per giornalisti a Palazzo Lombardia

L’iniziativa svolta a Palazzo Lombardia e promossa da Casagit Salute in collaborazione con gli enti di categoria, ha fornito ai partecipanti informazioni e aggiornamenti sulle prestazioni offerte per l’assistenza sanitaria dei giornalisti italiani, approfondendo anche le opportunità offerte dagli enti previdenziali e dal sindacato di categoria.

Giornalisti formazione
Marco Alparone vicepresidente Regione Lombardia in un momento del suo intervento al corso di formazione per giornalisti

Contrattualizzati e freelance

“Un appuntamento – ha proseguito Alparone – che riveste un’importanza particolare perché si riferisce sia ai giornalisti ‘contrattualizzati’, sia ai freelance. Cercare di fare squadra insieme significa rispondere ai bisogni dei ‘meno strutturati’ all’interno della stessa categoria”.

Opportunità di crescita

“È sempre un piacere ospitare a Palazzo Lombardia iniziative che riguardano i giornalisti e i rappresentanti dell’informazione – ha concluso Alparone – soprattutto se incentrati su tematiche care a questo luogo che ha tra i suoi obiettivi proprio quello di essere al fianco del cittadino cercando di offrire opportunità di crescita e di miglioramento”.

I partecipanti

All’incontro sono intervenuti anche Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi; Domenico Affinito, segretario generale aggiunto vicario Fnsi; Gianfranco Giuliani, presidente Casagit Salute; Roberto Ginex, presidente Inpgi; Edmondo Rho, consigliere di amministrazione del Fondo di previdenza complementare dei giornalisti italiani e Gianfranco Summo, vicepresidente vicario Casagit Salute. Antonello Capone, fiduciario per la Lombardia di Casagit Salute, ha moderato l’evento.

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Genova, Alparone a cerimonia accensione Albero Natale in piazza De Ferrari

Tradizionale accensione dell’Albero di Natale a Genova alla presenza del vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone e del presidente della Regione Liguria Marco Bucci.  Il Coro delle voci bianche del Teatro Carlo Felice di Genova,  con un medley di canzoni natalizie ha accompagnato lo spettacolo.

L’Albero di Natale di Genova è Comasco

L’Albero di Natale è un abete rosso (Picea abies) alto oltre 17 metri, con un diametro alla base di circa 50 centimetri. Proviene da un’area di pascolo sulle Alpi in località Alpe Grande, in valle d’Intelvi. L’albero è donato dal Comune di Centro Valle Intelvi, in provincia di Como. È un esemplare isolato cresciuto in un’area oggetto di un intervento di recupero del pascolo da parte del Consorzio Forestale Lario Intelvese. L’obiettivo del progetto è infatti quello di aumentare la superficie a disposizione degli allevatori locali per l’alimentazione del bestiame.

“Mi fa particolarmente piacere intervenire a Genova – sottolinea il vicepresidente Alparone – per un momento così speciale come l’accensione dell’albero di Natale.

Amicizia consolidata

L’abete che proviene dalla Lombardia, è donato alla città Marinara e consolida un rapporto di grande amicizia tra le due regioni.  Questa è infatti solo una delle tante iniziative organizzate insieme sia a Milano che nel capoluogo ligure.

È bello condividere la gioia dell’arrivo della festa della cristianità soffermandosi sugli sguardi curiosi, meravigliarsi osservando le emozioni che i bambini e le loro famiglie provano ammirando questo albero coloratissimo, immergendosi nel clima dell’attesa che dona pace e serenità di cui tanto abbiamo bisogno”.

“Assieme al presepe, l’illuminazione della piazza e dell’albero di Natale – commenta il presidente Bucci – ci proiettano nelle festività, un periodo importante per le famiglie, per la spiritualità ma anche per l’economia della nostra regione. Voglio augurare a tutti buone feste, con uno sguardo al futuro e all’anno nuovo che sta arrivando. Il nostro obiettivo è infatti quello che sia pieno di soddisfazioni​. Noi ci impegneremo affinché il 2025 sia un anno in cui faremo tanto per una grande regione. Questo è infatti quello che i genovesi e i liguri si meritano”.​

Lombardia e Liguria insieme

Presenti all’evento,  e all’accensione, anche il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi. A pochi passi da Palazzo Ducale, gli assessori regionali alla Cultura Simona Ferro, al Turismo Luca Lombardi  e alla Sanità Massimo Nicolò. Con loro anche  il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari e,  in rappresentanza del Comune di Centro Valle Intelvi, il consigliere Gabriele Andreoli.

Albero e Presepe

L’arcivescovo di Genova Marco Tasca, insieme alle autorità, ha inaugurato anche il tradizionale presepe. Come ogni anno è  allestito al piano terra del Palazzo della Regione di piazza De Ferrari ed è visibile dall’esterno attraverso un vetro. È una storica composizione del ‘700, vincolata e di grande pregio sia per la fattura delle statuine scolpite, che per gli abiti in tessuto. Proviene dalla Chiesa di San Bartolomeo Apostolo del quartiere genovese di Staglieno. Uno degli aspetti più significativi che identificano questa natività come emblematica della tradizione genovese è la presenza di una figura che indossa un paio di pantaloni di tessuto jeans Tutto ciò a testimonianza di come questo materiale fosse già usato nel 1700.  

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Bormio, Coppa del mondo sci vetrina olimpica per Lombardia e Italia

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore agli Enti locali e Montagna, Massimo Sertori, insieme al sottosegretario con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, hanno presentato  la Coppa del Mondo di sci e le iniziative di fine anno a Bormio. Presente anche il vicepresidente Marco Alparone.

Ancora una volta la località valtellinese sotto i riflettori nello scenario dei Grandi eventi della Lombardia, destinazione straordinaria per lo sport e non solo, d’inverno e d’estate. Con la pista Stelvio, marchio di eccellenza dello sci italiano e internazionale ai massimi livelli, protagonista il 28 e 29 dicembre con la libera e il super G maschili. Dal 1993 la pista Stelvio è entrata stabilmente nel circuito della Coppa del Mondo maschile. Vittoria, il 29 dicembre di quell’anno, per lo specialista austriaco Hannes Trinkl.

Un evento che ogni volta regala tante emozioni esaltando il talento dei più grandi campioni. Alla presentazione sono intervenuti Silvia Cavazzi, sindaco di Bormio, Matteo Bonfà, presidente di Fondazione Bormio, e Lara Magoni, europarlamentare.

A Bormio la Coppa del mondo di sci

“A Bormio – ha detto il presidente Fontana – si respireranno già le emozioni delle gare maschili di sci alpino, disciplina regina della rassegna olimpica. La pista Stelvio sa sempre stupire per le sfide di grandi campioni che si sono misurati con tecnica e coraggio in uno dei tracciati più impegnativi. La Coppa del Mondo è da sempre un’opportunità mediatica e volano per il mondo economico – produttivo valtellinese e lombardo. Una vetrina di eccellenza e un’ulteriore occasione per coniugare l’offerta turistica e ricettiva con quella sportiva. Siamo pronti ad accogliere i tanti appassionati di una gara evento che segna l’inizio di un anno avvincente”.

Obiettivo, Olimpiadi 2026

“Ormai – ha ricordato Sertori – siamo a un appuntamento consueto, quello della Coppa del mondo di sci,  con varianti importanti in vista delle Olimpiadi grazie alla Fondazione Bormio. Una gara che ci è invidiata da tutti; in qualche modo anche la discesa libera e la Stelvio hanno inciso nell’assegnazione del dossier olimpico. Traguardiamo un momento importante, Bormio e Livigno saranno protagoniste delle gare olimpiche di sci alpino. Noi valtellinesi abbiamo sempre dimostrato anche di essere ottimi preparatori delle piste. Quest’anno saremo protagonisti anche di tutta l’organizzazione, che sarà testata  in vista dell’evento del 2026. Ce la metteremo tutta con Regione Lombardia, che ha sempre sostenuto il nostro lavoro. Insieme riusciremo a dimostrare la nostra capacità presentando a tutto il mondo le bellezze del nostro territorio”.

Eclatante gioco di squadra

“Questa tappa a Bormio –  ha detto Picchi – rappresenta un esempio eclatante del gioco di squadra.  Per la prima volta vede, tra l’altro, l’impegno della Fondazione Bormio nell’organizzazione degli eventi. Bormio è una terra che vive di emozioni forti, di sfide sulle nevi, di impegno e passione. Il gioco di squadra è importante, con l’accoglienza, l’ospitalità e l’offerta gastronomica. Questi sono tutti fattori che insieme mostrano quanto siamo forti e riusciamo anche a fare economie di scala. L’apertura al mondo giovanile con iniziative e attività promozionali che stiamo approntando, anche con i social, è un passo in più per la buona riuscita di un evento. Regione Lombardia da sempre lo sostiene convintamente”.

Le gare di Super G e Discesa libera

Il 28 e 29 dicembre la ‘magica Contea’ sarà protagonista dell’ormai consueto doppio appuntamento con la Coppa del Mondo, nelle specialità della libera e del super gigante, con i più forti velocisti pronti alla sfida mondiale. Un weekend test per verificare l’avanzamento delle operazioni verso Milano-Cortina 2026, quando Bormio sarà casa dello sci alpino al maschile in tutte le discipline, oltre che del debutto assoluto dello sci alpinismo in un evento a cinque cerchi. Dal 6 al 26 febbraio 2026, infatti, il capoluogo dell’Alta Valtellina ospiterà le gare di sci alpino maschile e l’esordio olimpico dello sci alpinismo.

Territorio straordinario, ricco di opportunità

“Dopo un anno in affiancamento a Fisi – ha spiegato Matteo Bonfà, presidente di Fondazione Bormio – il 28 e 29 dicembre Fondazione Bormio è pronta alla sua prima edizione di Coppa del Mondo Fis ufficialmente in cabina di regia. Alla Federazione italiana sport invernali e al presidente Flavio Roda dobbiamo gratitudine per aver contribuito a consolidare Bormio e la Stelvio fra le classiche della velocità di Coppa del Mondo. Adesso è il momento per noi, per Fondazione Bormio, ma soprattutto per Bormio, di iniziare a scrivere una nuova pagina. Non è un caso se all’interno di Fondazione Bormio sono rappresentate tutte le anime di un territorio straordinario, ricco di opportunità e di sfaccettature.  Oggi è chiamato a farsi trovare pronto alle nuove sfide: quella della Coppa del Mondo Fis, ma anche dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026″.

Grandi campioni

” Quelli appena trascorsi – ha detto il sindaco di Bormio, Cavazzi – sono stati anni importanti. Bormio è cresciuta in notorietà e in prestigio sulla spinta della Pista Stelvio e delle gare appassionanti che hanno avuto un’eco mondiale. È il nostro asso nella manica e lo sarà anche alle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Avremo infatti l’onore di ospitare la competizione più attesa e seguita. Non vediamo l’ora di accogliere i grandi campioni dello sci alpino, gli uomini jet che tutti ammiriamo, di vedere la nostra pista Stelvio brillare sugli schermi televisivi di tutto il mondo”.

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Milano, ‘Uffici di prossimità’ punto di incontro tra giustizia e territorio

Con quello di Milano sono 42 gli ‘Uffici di prossimità’ inaugurati in Lombardia. La Regione ha infatti aderito al progetto avviato dal Ministero della Giustizia nell’ambito del ‘Programma operativo nazionale di governance e capacità istituzionale 2014-2020’ e volto ad attivare a livello nazionale, negli enti locali, una rete di sportelli in grado di creare dei punti di contatto tra la Giustizia e i cittadini.

Uffici di prossimità, quello di Milano è in via Oglio

All’inaugurazione dello ‘sportello’ di via Oglio 18 a Milano,  sede del Municipio 4, presente, per la Regione Lombardia, il vicepresidente  e assessore al Bilancio, Marco Alparone.

“Mi fa particolarmente piacere – ha commentato il vicepresidente – per chi come me viene dal territorio, parlare di prossimità, oggi è infatti sempre più importante. Parlare di prossimità nella Giustizia, in particolare, vuol dire parlare alle fasce più deboli. Qui trovano un punto di ascolto e di confronto per quello che è la giustizia ordinaria, vicino a casa loro, per rispondere ai loro bisogni”.

“Sono molto contento  – ha sottolineato – che Regione Lombardia abbia investito, non solo qui a Milano, ma in 42 sportelli in tutta la Lombardia costruendo così un legame sempre più stretto tra cittadini e Giustizia, partendo proprio dai più fragili”.

Milano Uffici di prossimitàI servizi per i cittadini

I 42 uffici di prossimità di Regione Lombardia, che rappresentano 297 Comuni, offrono un servizio gratuito di orientamento, informazione e anche di  inoltro pratiche per tutti i cittadini. Il loro obiettivo è infatti quello di assicurare una ‘giustizia di prossimità’, garantendo così la tutela dei diritti senza dover andare direttamente negli uffici giudiziari.

È possibile rivolgersi agli ‘sportelli’ , ad esempio per inoltrare al Tribunale le pratiche per l’amministrazione di sostegno o per il rilascio di un’autorizzazione o di documenti validi per l’espatrio. Gli ‘Uffici di prossimità’ garantiscono anche supporto nella compilazione della modulistica  degli uffici giudiziari e informazioni sugli istituti di protezione giuridica come ad esempio la tutela dei minori.

I 42 Uffici di prossimità in Lombardia

I 42 ‘Uffici di prossimità’ della Lombardia sono distribuiti in dieci province.

Milano: 11

Bergamo: 1

Brescia: 5

Como: 5

Cremona: 2

Lecco: 1

Monza Brianza: 3

Pavia:8

Sondrio: 1

Varese: 5 .

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Città della Salute. Sopralluogo al cantiere, qui vera rigenerazione urbana

Sopralluogo al cantiere della Città della Salute e della Ricerca sulle ex aree Falck di Sesto San Giovanni alla presenza del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, del vicepresidente Marco Alparone, del sindaco della città Roberto Di Stefano.  Con loro i presidenti delle Fondazioni Besta e Istituto dei Tumori Marta Marsilio e Gustavo Calmozzi e del presidente di Aria Marco Ambrosini. Presente anche l’architetto Mario Cucinella.

Città della SaluteLa Città del futuro

“Questo è il più grande intervento di rigenerazione urbana a livello europeo. Qui – ha evidenziato il governatore Fontana – si sta creando una città del futuro, qualcosa di mai tentato in passato, partendo dalle bonifiche e andando a individuare quali sono gli interventi che possono essere realizzati per poi passare alla fase realizzativa. È un progetto affascinante, sicuramente molto sfidante, lo ha promosso Regione Lombardia. Saranno trasferiti su questa area di due tra gli istituti più importanti e di qualità della nostra sanità: il Besta e l’Istituto dei Tumori. Qui avranno una sede assolutamente innovativa e tecnologica e qui potranno svolgere in modo ancora migliore la loro preziosa attività”.

“Quando si avviano progetti di rigenerazione urbana di questa portata – ha proseguito il presidente – bisogna avere coraggio. E noi abbiamo dimostrato di possederne. La Città della Salute sarà un fiore all’occhiello per Sesto San Giovanni, per la Regione Lombardia e per la nostra Italia. È la dimostrazione che quando le istituzioni e i privati vogliono e possono collaborare si riesce a realizzare anche quello che sulla carta sembra impossibile”.

Besta e Istituto dei Tumori

Besta e Istituto dei Tumori – ha aggiunto il vicepresidente Alparone – sono l’eccellenza della sanità pubblica, parlare del loro futuro significa dunque parlare del futuro della sanità lombarda, italiana e permettetemi di dire europea. Il tutto in un contesto di rigenerazione urbana per certi aspetti unico”.

“Due istituti – ha concluso Marco Alparone – che già oggi sono sinonimo di innovazione e ricerca, che lavorano sul capitale umano, sui nostri studenti e che quindi troveranno qui gli spazi pe poter continuare questo percorso anche all’insegna dell’innovazione tecnologica, in un contesto nuovo e moderno” .

Città della Salute, i numeri

La Città della Salute e della Ricerca avrà 750 posti letto, 20 sale operatorie e oltre 5.000 operatori. Ci saranno cinque cortili con i giardini, e spazi attrezzati ‘domestici’ per accogliere i familiari degli ammalati in un ambiente confortevole, un aspetto di cura molto importante. È riservata una grande attenzione anche alla sostenibilità: i solai saranno, ad esempio, coperti con pannelli fotovoltaici. Le strutture dovrebbero essere completate entro marzo 2026. Il collaudo è previsto ad agosto 2027 e successivamente sarà avviata la fase di trasloco.

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Ue, Fitto. Fontana: darà la giusta attenzione al sistema delle Regioni

“Congratulazioni e buon lavoro in Ue a Raffaele Fitto. Lo attende – commenta il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana –  una sfida importante. Sono certo che la affronterà con la professionalità e la determinazione che lo hanno sempre contraddistinto nei suoi percorsi istituzionali.

“Sono sicuro  – sottolinea – che, anche in virtù del suo passato di presidente della Regione Puglia, saprà porre la giusta e necessaria attenzione al coinvolgimento del sistema delle Regioni nelle politiche di coesione”.

Ue, Raffaele Fitto nominato vice presidente esecutivo

Raffaele Fitto, all’Unione europea  è  vicepresidente esecutivo con delega alla Coesione e alle Riforme. Lo ha nominato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen .

In evidenza Foto Ansa 

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Maione nuovo vicepresidente di rete internazionale delle regioni sul clima

L’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Giorgio Maione è stato nominato vicepresidente per l’Europa di Regions4, il network internazionale delle Regioni impegnate nei negoziati per preservare la biodiversità, contrastare il cambiamento climatico e favorire lo sviluppo sostenibile.

Maione: modello lombardo riconosciuto a livello internazionale

La nomina è avvenuta a Rio De Janeiro durante l’assemblea generale della rete.  “È la conferma che il modello Lombardia è riconosciuto a livello internazionale” ha commentato l’assessore.

Maione, nuovo vicepresidente della rete internazionale per il clima, ha spiegato le ragioni della leadership lombarda sottolineando fondata sull’ “impegno delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini della nostra regione”.

“Investimenti in innovazione – ha chiarito – insieme ad un approccio pragmatico e a una rinnovata coscienza ambientale: questi i tratti salienti della visione lombarda sulle politiche ambientali”.

Regions4 rappresenta 49 governi regionali di 22 Paesi in 4 continenti. Il presidente della rete per i prossimi due anni è il premier scozzese, John Swinney. L’assessore Maione sarà il suo vicepresidente all’interno del network regionale Regions4, la rete internazionale per il clima.

Confronto sulle best practice più innovative

“La collaborazione internazionale – ha aggiunto Maione – permette lo scambio di buone pratiche e il confronto tra progetti innovativi. Per noi sostenibilità ambientale, sostenibilità economica e sostenibilità sociale vanno di pari passo”. “Negli ultimi 20 anni – ha precisato – le misure adottate dalla Regione Lombardia, gli investimenti fatti dalle imprese e i comportamenti virtuosi dei cittadini hanno portato in effetti a una riduzione del 39% delle concentrazioni di Pm10 e del 45% delle concentrazioni di No2″.

“Nel 2023 – ha proseguito – la Lombardia ha registrato infatti i dati migliori di sempre sulla qualità dell’aria”.

L’impegno di Regione Lombardia per la sostenibilità

“Quest’anno – ha chiosato l’assessore – investiamo oltre 50 milioni di euro per misure di abbattimento delle emissioni. Interveniamo attraverso il ricambio dei veicoli e degli impianti di riscaldamento inquinanti e bandi innovativi. Tra questi, anche quello sulle strade verdi”.

“I cittadini – ha concluso  Maione – devono essere protagonisti. Bisogna coinvolgerli nel processo di transizione ecologica”.

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Al via restauro Palazzo ‘Stelline’ a Milano, Regione è protagonista

Presentato  il progetto di restauro e ristrutturazione della sede della Fondazione Stelline di Milano. L’intervento prevede importanti interventi sia negli spazi che ospitano eventi culturali e artistici sia in quelli ricettivi.  Regione Lombardia è protagonista con un investimento di 5,5 milioni di euro.

Da spesa a investimento

“Da spesa a investimento, da costo a valore”. Così il vicepresidente e assessore a Bilancio e Finanza Marco Alparone ha sintetizzato l’impegno di Regione Lombardia in questo progetto. Un intervento di rigenerazione urbana ha spiegato, “passa anche dalla capacità della progettazione finanziaria. E quindi dal contributo annuale di un tempo, abbiamo scelto di percorrere la strada di un grande investimento. Tutto ciò permette a questa realtà di operare con efficacia ed efficienza. Svolgerà  cioè la sua importante opera culturale attraverso una capacità finanziaria propria.  Questa è la grande azione di Regione Lombardia: concordare cioè con la Fondazione di uscire dalla logica del contributo annuale. Tutto ciò per fare con coraggio un grande investimento. L’obiettivo è infatti dare alle Stelline un futuro in grado di poter camminare sulle sue gambe”.

Centralità culturale di Milano

Un ruolo sempre più centrale della Fondazione è stato sottolineato dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso. Regione Lombardia, ha detto, “è concretamente vicina alla Fondazione Stelline.  Questo intervento di riqualificazione conferma linfatti a sua centralità culturale per Milano, e più in generale, per l’intero territorio lombardo. Per il progetto mettiamo in campo 5,5 milioni di euro con l’obiettivo di rendere questo luogo, la cui importanza è cresciuta negli anni, ancora più attrattivo. L’intento è quello di trasformarlo in una fucina culturale ricca di incontri, conferenze e formazione. Vogliamo anche farlo diventare polo innovativo e all’avanguardia per l’intera Lombardia”.

Biglietta da visita per i turisti

“Oltre ad essere uno dei palazzi storici più grandi e affascinanti di Milano, Palazzo delle Stelline è anche un albergo di lusso nel cuore del capoluogo lombardo, e rappresenta, quindi, un importante ‘biglietto da visita’ per i nostri turisti, anche in vista delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026”. Così Barbara Mazzali, assessore al Turismo, Moda e Marketing Territoriale di Regione Lombardia, ha evidenziato uno degli aspetti salienti del progetto di ristrutturazione.
“Situato di fronte alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie – ha chiuso Mazzali – l’hotel gode di una posizione ottimale, elemento strategico per una struttura recettiva di alta qualità che già oggi ha successo e deve continuare ad averne” .

Il progetto del restauro della Fondazione Stelline di Milano

Gli interventi previsti nella sede della Fondazione Stelline prevedono da un lato il restauro del Palazzo delle Stelline, che vedrà interventi sull’anello idrico, sull’efficientamento energetico (con il cambio di tutte le finestre dei chiostri), sull’abbattimento delle barriere architettoniche e sul rifacimento del tett. Dall’altro vi è il rifacimento ex novo dell’Hotel delle Stelline che con il progetto di restauro firmato dallo studio Stefano Boeri Interiors passerà da tre a quattro stelle. L’obiettivo è quello di diventare un’eccellenza ricettiva, contemporanea ed elegante, in grado di rispondere agli standard dell’alta hôtellerie e di godere di una sempre maggiore e riconosciuta attrattività nazionale e internazionale. Quando sarà operativo, garantirà l’autonomia finanziaria alla Fondazione.

Gestore con gara pubblica

In prossimo gestore dell’Hotel, ha infatti illustrato il presidente della Fondazione Stelline Fabio Massa, “verrà individuato tramite gara pubblica, e non sarà più un affittuario. La Fondazione manterrà il controllo dell’hotel e si affiderà a un partner di catena, la cui selezione è in dirittura d’arrivo. Questa formula rappresenta un passo importante – ha spiegato – perché consentirà alla Fondazione di fare propri i profitti e restituirli alla collettività. Saranno investiti nelle attività culturali e artistiche, con l’obiettivo di una totale sostenibilità ad autonomia finanziaria dal 2027. Ma è già dal 2026, in concomitanza con le Olimpiadi di Milano-Cortina, che si prevede la piena funzionalità della struttura alberghiera. L’intento è coniugare l’ospitalità di coloro che da turisti diventano partecipi della missione della Fondazione.  Vogliamo anche affermare che la cultura può non essere un costo, ma un investimento che si sostiene autonomamente, restituendo solo benefici”.

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Grazie a sinergia con Governo, 65 milioni per bonificare 18 ‘siti orfani’

Grazie ad uno stanziamento di 14 milioni di euro (risorse interamente regionali) che vanno ad aggiungersi ai 51 previsti dal Pnrr, sarà possibile realizzare la bonifica dei primi 18 ‘siti orfani’  (aree potenzialmente contaminate dove non è individuabile il responsabile dell’inquinamento) in Lombardia.

Questo l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta del vicepresidente e assessore al Bilancio, Marco Alparone, di concerto con quello all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione.

Maione: interveniamo su situazioni per le quali oggi è difficile rivalersi

“Si tratta di interventi che i nostri territori attendono da decenni. In Lombardia – ha spiegato Maione – stiamo attuando un maxi piano di bonifiche che caratterizzerà le politiche ambientali e di rigenerazione urbana per molto tempo. In passato la sensibilità sui temi territoriali era decisamente più bassa. Scontiamo situazioni provocate magari cinquant’anni fa e per le quali ormai è difficile rivalersi sui responsabili. In questi casi dunque l’onere degli interventi sostituivi di bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale è in carico alla Pubblica Amministrazione. E la Regione vuole intervenire”.

Bonifica ‘siti orfani’ della Lombardia, integrazione di risorse possibile grazie a bilancio solido

“Questa integrazione di risorse – ha spiegato – è resa possibile dalla solidità del nostro bilancio e da un rapporto sinergico con il Governo. I contatti con il ministro sono quotidiani. La Lombardia non può più aspettare e oggi diamo una risposta straordinaria”.

Tempistiche variano da progetto a progetto

“Chiaramente – ha proseguito l’assessore – ogni situazione è differente. di conseguenza anche le tempistiche variano da progetto a progetto. Tuttavia il Pnrr prevede la riqualificazione di almeno il 70% della superficie del suolo dei siti orfani entro il primo trimestre del 2026. I tempi sono dunque stretti e l’intervento della Regione è stato puntuale”.

I ‘siti orfani’ suddivisi per provincia

Provincia di Milano:

  • Milanfer, progettazione esecutiva e realizzazione bonifica dei suoli
  • Abbiategrasso, Area ex Inceneritore. Area dismessa di proprietà comunale adibita ad impianto di incenerimento rifiuti urbani. L’inquinamento del sito riguarda il suolo, in particolare per la presenza di metalli. L’intervento di bonifica riguarda la rimozione dei rifiuti presenti e la messa la messa in sicurezza permanente dell’area, attraverso la messa in opera di un capping di impermeabilizzazione delle superfici. Le ultime analisi condotte sulle acque sotterranee (marzo 2023), hanno mostrato una situazione di conformità ai limiti normativi.
  • Boffalora Sopra Ticino, sversamento SS11 – sinistro del 23/11/2006. Battistrada della ex SS 11 contaminato da idrocarburi a seguito di uno sversamento accidentale. Il procedimento di bonifica era fermo al collaudo che aveva evidenziato ancora superamenti; pertanto, si è proceduto al rifacimento del collaudo in contradditorio con Arpa che ha evidenziato l’assenza dei superamenti rilevati in passato.
  • Morimondo, ex SIECAM. L’area industriale è attiva ed è composta da due corpi fabbrica principali uniti tra loro: capannone produttivo e edificio ad uso uffici. Attualmente sul sito opera la società Eurosat S.r.l. (affittuario non responsabile) che si occupa della satinatura di tubi in acciaio inox. Il procedimento di bonifica era stato avviato nel 2003 a seguito di ordinanza sindacale che ordinava alla società SIECAM la rimozione dei rifiuti abbancati e lo svolgimento delle indagini ambientali, a seguito delle quali sono risultati contaminati i suoli per il parametro idrocarburi pesanti. Dalle indagini passate presenti agli atti e da quelle svolte nell’autunno 2023 sono stati individuati 4 hotspot di contaminazione per cui il progetto di bonifica prevede la rimozione tramite scavo e smaltimento di 3 hotspot ad eccezione di uno per cui è stata elaborata l’analisi di rischio che ha evidenziato l’assenza di rischio per la salute umana.
  • Sesto San Giovanni, Area Sacri. Area industriale/artigianale dismessa. L’ultima attività svolta sull’area era quella di Falegnameria svolta a partire dagli anni ’50, in precedenza era un’area industriale che lavorava i metalli e prima ancora un’azienda che produceva bacchette per ombrelli. L’area è interessata da contaminazione dei suoli per i parametri idrocarburi nella zona ove erano ubicati i serbatoi per il riscaldamento e per la presenza di scorie. La progettazione è ancora in corso.
  • Sesto San Giovanni, Area Viale Italia 936. Area industriale dismessa dove veniva svolta lavorazione di carpenteria metallica. L’area dall’avvio del procedimento di bonifica, avvenuto nel 2010 a seguito di indagini ambientali funzionali al cambio di destinazione d’uso, è stata oggetto di conferimento di rifiuti derivanti da lavori di edilizia. La contaminazione riguarda i suoli per i parametri metalli ed idrocarburi. Nel 2023 sono state svolte delle indagini integrative al fine dell’aggiornamento del progetto di bonifica e la caratterizzazione dei rifiuti presenti sull’area. Attualmente la progettazione è ancora in corso.
  • Turbigo, Area Agricola Molinara. Intervento in capo ai privati.
  • Vimodrone, Area Nova–Elfe. Ex Discarica E.C.A. Trattasi di un’area di discarica ante-norma con presenza di rifiuti solidi di viario genere e attualmente area oggetto di insediamenti abusivi. Risultano contaminati i terreni da metalli pesanti e composti organici e risultano superamenti in falda per i solventi clorurati non sono imputabili alla discarica in quanto rilevati anche nei piezometri di monte idrogeologico e imputabili ad inquinamento diffuso. La progettazione prevede la messa in sicurezza permanente tramite chiusura superficiale e ripristino ambientale del sito e il monitoraggio post operam dei biogas.

Provincia di Como:

  • Como, Area Condominio Annunciata. Palazzina ad uso residenziale per cui sono risultati contaminati i suoli e la falda da idrocarburi a seguito della fuoriuscita da serbatoi interrati per uso domestico nell’area delle cantine. L’intervento di bonifica prevede la messa in sicurezza tramite resine epossidiche dell’area cantine e il monitoraggio della falda post-intervento per verificare l’attenuazione naturale.

Provincia Di Lecco:

  • Vercurago, Area ex Safilo. L’attività industriale riguardava la produzione di acceleranti per la vulcanizzazione della gomma e di manufatti in cemento amianto. L’inquinamento del sito riguarda i suoli, in particolare per la presenza di idrocarburi, metalli, PCB e amianto.  L’intervento di bonifica, previa analisi di rischio, prevede la rimozione di hot-spot e la messa in sicurezza permanente dell’area attraverso la messa in opera di un capping di segregazione per l’area con presenza di rifiuti e la messa in sicurezza permanente della restante area attraverso l’impermeabilizzazione delle superfici. È inoltre previsto il monitoraggio delle acque di falda al fine di valutare lo stato qualitativo della stessa.

Provincia di Monza e Brianza:

  • Monza, area F.lli Re di Schiantarelli. Ex Area industriale ora dismessa. Lo stabilimento era adibito alle lavorazioni di cromatura, ramatura, cadmiatura, argentatura e verniciatura di parti metalliche con un piano seminterrato occupato dagli impianti di depurazione. L’inquinamento del sito riguarda solo la matrice suolo, per la presenza di metalli, in particolare cromo VI, e idrocarburi.  L’intervento prevede la rimozione dei rifiuti presenti in loco, la demolizione delle strutture, l’asportazione del primo metro di terreno contaminato e la messa in sicurezza permanente per le restanti quote attraverso l’impermeabilizzazione delle superfici.
  • Monza, Area Diefenbach. Intervento in capo ai privati.
  • Bovisio Masciago (MB) – Area Ex RELUB. Area industriale dismessa dove a partire dagli anni ’50 fino al 1993 è svolta attività meccanica e di trattamento termico di carpenteria. Dalle indagini condotte in passato risultavano contaminati i suoli da idrocarburi, ammine aromatiche e rame, le indagini aggiornate al 2023 hanno mostrato superamenti solo a carico dei metalli. Il procedimento di bonifica si è concluso con l’Analisi di Rischio che ha, appunto, escluso il rischio per la salute umana. Il sito, pertanto, risulta non contaminato.
  • Cesano Maderno, aree Ex SNIA. Discarica abusiva cessata prima del 1980. sono presenti rifiuti solidi di vario genere classificabili come pericolosi e non pericolosi e fusti di stoccaggio e deposito combustibili. Il suolo è contaminato da composti aromatici policiclici, idrocarburi, metalli, composti organici aromatici e PCB. La progettazione prevede la messa in sicurezza permanente dell’area tramite la realizzazione di diaframma e la rimozione tramite scavo e smaltimento degli hot-spot di contaminazione esterni all’area di discarica.
  • Villasanta, area Ex Lombarda Petroli. Area industriale dismessa. Sull’area veniva svolta attività di deposito e stoccaggio di prodotti petroliferi. La contaminazione dell’area riguarda i suoli e la falda per la presenza di idrocarburi  e metalli.  La progettazione dell’intervento di bonifica è attualmente in corso.

Provincia di Varese:

  • Malnate, Area ex SIOME (2 lotti). Area industriale ora dismessa, adibita in passato alla fabbricazione, lavorazione e fusione di prodotti in metallo. Nel suolo sono presenti metalli, idrocarburi pesanti e IPA. L’intervento di bonifica riguarda la rimozione dei serbatoi interrati e lo scavo e smaltimento dei terreni contaminati. È previsto il monitoraggio in corso e post-operam della rete piezometrica esistente al fine di valutare lo stato qualitativo delle acque sotterranee, oggetto in passato di situazioni di non conformità.

Provincia di Sondrio:

  • Sondrio, Area Ex Cotonificio Fossati. Zona industriale dismessa in cui a partire da fine ‘800 fino al 2011 è stata svolta attività di filatura e lavorazione tessile. Risultano contaminati i suoli da metalli e idrocarburi e presenza di rifiuti. La progettazione è attualmente in corso.

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Patto Sviluppo, vicepresidente Alparone: utilizzate risorse UE al 100%  

Relazioni internazionali, programmazione comunitaria, agricoltura e qualità dell’aria. Questi sono solo alcuni dei temi affrontati agli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo dal vicepresidente della Giunta di Regione Lombardia Marco Alparone insieme  agli assessori regionali Guido Guidesi (Sviluppo economico), Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica), Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi), Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile) e al sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo.

Patto per lo Sviluppo, impegno condiviso tra Regione e stakeholder

Il Patto per lo Sviluppo dell’economia, del lavoro, della qualità e della coesione sociale, è nato da un primo Patto siglato nel maggio 1998. Il documento è stato sottoscritto il 19 settembre 2001.  Regione e i soggetti del partenariato economico-sociale hanno così assunto – ciascuno secondo il proprio ruolo e nell’autonomia delle proprie competenze e prerogative – il reciproco impegno a cooperare. L’obiettivo è agire sinergicamente per azioni condivise sulle politiche regionali e sugli atti di programmazione più significativi.

Alparone: Lombardia ha primato per utilizzo di risorse UE

“Il confronto sul patto per lo sviluppo si è incentrato su un tema preciso: le risorse europee. Ho scattato una fotografia di chi siamo e di dove stiamo andando, ovvero la prima programmazione che abbiamo concluso, quella relativa al periodo 2014-2020 – ha commentato il vicepresidente Alparone – che ha visto questa regione utilizzare il 100% delle risorse. Siccome spesso sui giornali si parla dell’incapacità di utilizzare appieno le risorse europee, sottolineo che noi, sulla programmazione precedente, abbiamo rendicontato il 100% delle risorse disponibili mettendole a disposizione del territorio”.

“Ora ci aspetta una stagione ancora più importante, quella dal 2021 al 2027 – ha proseguito – che mette in campo più di 4,4 miliardi di risorse europee. L’obiettivo è di utilizzarle tutte per la riduzione dei divari territoriali, per l’innovazione delle nostre imprese, per la digitalizzazione, per la sostenibilità ambientale”.

Guidesi: nel manifatturiero abbiamo primato europeo

‘La Lombardia è una regione che contribuisce notevolmente al prodotto interno lordo europeo e che chiede ascolto attraverso proposte e attraverso una richiesta di sostegno a tutto il suo sistema economico’ ha sottolineato l’assessore Guidesi. ‘Per quanto riguarda in particolare il manifatturiero – ha proseguito – siamo la prima regione d’Europa e vogliamo continuare a esserlo’.

‘Le imprese lombarde – ha detto ancora – si sono già attrezzate per affrontare lo stallo economico verificatosi dopo l’espansione post pandemica. Abbiamo il problema delle influenze esterne, a volte paradossali. Questo perché, da un lato, l’Europa ci chiede di raggiungere degli obiettivi che noi condividiamo e su cui vogliamo essere protagonisti, ma, dall’altro, rende complicato l’accesso al credito, che è centrale per raggiungere questi risultati’.

BCE rende difficile il credito alle aziende

‘Per raggiungere questi obiettivi europei – ha spiegato – abbiamo bisogno infatti di investire e, per investire, le nostre imprese hanno bisogno di liquidità. Tuttavia la stessa Europa, in particolare un’istituzione europea, la BCE, attua una politica monetaria che rende inaccessibile il credito alle aziende per favorire investimenti’.

‘Per questo motivo – ha concluso – abbiamo procrastinato gli investimenti, cosa che non possiamo permetterci. Questo è uno dei tanti paradossi europei che va risolto’.

Comazzi: coniugare sostenibilita’ ambientale e sviluppo imprese

“Prosegue il confronto con tutti i grandi punti di riferimento di Regione Lombardia, le categorie, chi è veramente rappresentativo su questo territorio”, ha affermato Comazzi. “L’obiettivo è tracciare il percorso, da qui alla fine della legislatura. Ciò va fatto non soltanto per la nostra Lombardia, ma anche per la proiezione della nostra Regione, dell’economia, del lavoro, della produttività. Il tutto agendo sia  a livello europeo e a livello internazionale”.

“Noi stiamo portando avanti  – ha evidenziato – una grande messa a sistema sia della sostenibilità ambientale sia di quella economica.  Ciò vuol dire quindi sviluppo dei parchi, tutela di nuove aree, meno consumo di suolo, ma anche grande attenzione alla rigenerazione urbana e a tutto ciò che può far girare la nostra economia’.

Sertori: politiche energetiche protagoniste

“Abbiamo parlato di energia e del processo di decarbonizzazione, dello sviluppo di fonti rinnovabili e del minor consumo che dobbiamo portare avanti a partire dagli edifici pubblici” ha chiarito l’assessore Sertori.

“Regione Lombardia si sta muovendo in questa direzione – ha detto ancora – già dalla passata legislatura: abbiamo investito più di 100 milioni di euro per migliorare le condizioni di efficienza degli edifici pubblici. Proprio in questo momento c’è un bando, il bando Recap, che va in questa direzione e mette a disposizione risorse per 25 milioni e altre se ne aggiungeranno. Stiamo portando avanti le Comunità energetiche che sviluppano l’energia prodotta da fonti rinnovabili. Stiamo facendo un lavoro, ormai da anni, sull’energia prodotta dall’idroelettrico che, ricordo, rispetto alle fonti da energia rinnovabile, ancora oggi rappresenta il 40 per cento della produzione di tutta Italia.

È in atto una discussione importante, forte, con il Ministero per quanto riguarda le aree idonee per sviluppare pannelli fotovoltaici oppure agrofotovoltaici. Noi, su questo siamo abbastanza critici con la bozza di decreto che è stata presentata al momento alle Regioni. Stiamo cercando di lavorare insieme, di trovare una sintesi e i GigaWatt/ore che sono stati destinati alla Regione Lombardia. Sono elementi di discussione proprio in queste settimane.

“Quindi bene la direzione che ci porta verso una decarbonizzazione e un’implementazione delle fonti rinnovabili. Tuttavia questa strada deve essere percorsa in modo equilibrato e tenendo conto che, peraltro, Regione Lombardia è la prima regione agricola d’Italia. Non possiamo quindi pensare di sostituire i terreni destinati all’agricoltura con pannelli fotovoltaici’.

Lucente: investiamo su innovazione per migliorare servizio trasporti

“Vogliamo investire sulla neutralità tecnologica e sull’innovazione – ha dichiarato l’assessore Lucente per far funzionare al meglio il servizio. Perciò è fondamentale confrontarsi e ascoltare, soprattutto quelle che sono le novità in termini di innovazione“. “È un percorso che stiamo seguendo da tempo e che continueremo a seguire anche per i prossimi mesi – ha  precisato – anche in relazione ai trasporti”.

Maione: regione protagonista per politiche ambientali

“L’incontro di oggi  – – ha detto Maione – è stata l’occasione per raccontare agli stakeholders le iniziative sulle politiche ambientali di Regione Lombardia in Europa e nel mondo” . Il tutto promuovendo il protagonismo delle regioni a livello globale. Non è un caso che per la prima volta viene affidato un ruolo alle regioni.  E’ stato infatti destinato loro un punto nel documento finale di Cop 28, la 28ª conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi a a Dubai tra il 30 novembre e 13 dicembre 2023. Una vittoria politica importante della Lombardia. Apparteniamo a una serie di reti internazionali in tema di ambiente. Tra  queste la rete globale Regions Four, di cui Regione Lombardia è vicepresidente, e il Protocollo di intesa tra i rappresentanti dei governi statali e regionali  Under 2 Coalition”.

“Vogliamo portare nel mondo – ha concluso – quanto sta facendo Regione Lombardia in termini positivi. Lo faremo, in futuro, anche raccontando quel che fanno le nostre imprese e il sistema produttivo nel suo insieme”.

Cattaneo: missioni internazionali per promuovere sistema lombardo

“La dimensione internazionale è da sempre connaturata alla nostra Regione. Dopo le limitazioni degli anni del Covid – ha detto Cattaneo – oggi è il tempo di ricominciare un lavoro sistematico di apertura al mondo. Ciò deve avvenire attraverso le nostre missioni internazionali che, come ribadito a tutti i protagonisti del ‘Patto per lo Sviluppo’, non sono pensate per essere missioni ‘dell’ente Regione Lombardia’, ma della Regione come ‘sistema”.

“Perciò abbiamo chiesto – ha specificato – la partecipazione delle associazioni di categoria, delle università, del mondo della formazione e di quello della cultura. Vogliamo infatti portare all’estero il sistema lombardo. Al tempo stesso, vogliamo utilizzare tutte le occasioni che si presentano, dalla cooperazione internazionale alla valorizzazione delle comunità dei lombardi nel mondo, per rafforzare questa attività su scala internazionale e poi, in maniera più mirata e forte, all’interno dell’Europa. Ciò deve essere fatto attraverso i progetti europei, che pure abbiamo approfondito”.

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