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Screening oncologici in Lombardia, le novità del 2026

Regione Lombardia conferma e rafforza per il 2026 il proprio impegno nella prevenzione oncologica, estendendo i programmi di screening per il tumore della mammella, della cervice uterina, del colon-retto e del tumore della prostata.  Per il prossimo anno saranno diverse le modifiche e integrazioni importanti per gli screening oncologici, con l’obiettivo di aumentare la copertura, ridurre i tempi di attesa e rendere più efficace l’organizzazione del Sistema Sanitario Regionale. Una delibera, approvata recentemente dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, contiene le indicazioni per il 2026.

Lo screening mammografico

tumore mammella lombardia

Il programma di screening mammografico è infatti rivolto a tutte le donne dai 45 ai 74 anni: mammografia annuale per la fascia 45-49 anni; e la mammografia biennale, invece, per le donne di età compresa tra i 50 e i 74 anni.

Regione Lombardia ribadisce quindi l’estensione fino ai 74 anni, in linea con le più recenti raccomandazioni scientifiche, e prevede un ulteriore rafforzamento dei centri senologici dedicati.

Prevenzione cervice uterina

Lo screening per il tumore della cervice uterina prosegue senza interruzioni: alle donne tra i 25 e i 29 anni viene proposto il Pap test ogni tre anni; alle donne tra i 30 e i 64 anni l’HPV test ogni cinque anni. Nel 2026 sarà data particolare attenzione al recupero di chi, negli anni passati, non ha aderito al programma, con campagne mirate e solleciti personalizzati.

Screening per prevenire il tumore al colon retto

Per il tumore del colon-retto, lo screening resta rivolto a donne e uomini dai 50 ai 74 anni, con test del sangue occulto fecale ogni due anni. In caso di positività, è prevista la colonscopia gratuita di approfondimento. La novità è l’ampliamento dei punti di distribuzione e consegna dei kit, grazie al coinvolgimento crescente delle farmacie e dei centri prelievi, così da rendere il servizio ancora più vicino ai cittadini.

Progetto sperimentazione prostata

Prosegue anche nel 2026 la sperimentazione per lo screening del tumore della prostata, avviata nel 2024. Sono attualmente coinvolti gli uomini dai 50 ai 54 anni, selezionati in base all’anno di nascita, con un percorso che prevede un questionario iniziale e, in caso di positività, il dosaggio del PSA e la visita urologica. L’obiettivo della Regione è consolidare i primi risultati e valutare, entro il 2027, la possibilità di estendere stabilmente il programma.

Tutti gli screening oncologici in Lombardia restano gratuiti e accessibili tramite invito diretto a casa. Oltre alla lettera cartacea, un software unico di screening permetterà maggiore interazione con i cittadini.
In caso di positività agli screening, le prestazioni di secondo livello, come colonscopie ed ecografie, non hanno liste d’attesa, sono organizzate direttamente dai ‘Centri Screening’ e offerte gratuitamente.

Gli obiettivi degli screening oncologici in Lombardia

La sfida principale per il 2026 sarà incrementare l’adesione, in particolare nelle fasce di popolazione che tradizionalmente partecipano meno, come i giovani adulti o gli uomini nello screening del colon-retto. Regione Lombardia punta a raggiungere una copertura di almeno il 70% della popolazione target, soglia che permette di ottenere i maggiori benefici in termini di salute pubblica.

Bertolaso: più precoce è la diagnosi, maggiori sono le possibilità di guarigione

“Lo screening oncologico – ha detto l’assessore regionale al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso – è una delle armi più efficaci che abbiamo per salvare vite umane. Più precoce è la diagnosi, maggiori sono le possibilità di guarigione”.

“Per questo – ha concluso l’assessore – il nostro impegno è garantire percorsi semplici, diffusi e accessibili a tutti i cittadini. In pratica puntiamo sempre più su tempestività, digitalizzazione, target ampliati e anche servizi dedicati agli utenti meno raggiungibili”.

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L’Intelligenza Artificiale nella diagnosi del carcinoma prostatico

Sperimentare l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale (AI) in Lombardia nella diagnosi del carcinoma prostatico. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, per la partecipazione al bando europeo ‘InnoMatch – Open Call for EIC Awardee + Buyer‘.

Screening prostata con AI: il progetto pilota

In foto un paziente al consulto con un medico per lo screening alla prostata tramite AI: Regione Lombardia partecipa al bando europeo su proposta dell’assessore al Welfare Guido BertolasoIl progetto pilota prevede l’uso di software avanzati di AI per supportare la refertazione della risonanza magnetica (RM) negli screening della prostata.

Sperimentazione

In caso di esito positivo alla richiesta avanzata con la delibera, la sperimentazione in Lombardia si svolgerà in quattro centri sanitari selezionati dall’Istituto Nazionale Tumori di Milano.

Bertolaso: fiduciosi per approvazione progetto europeo

“La partecipazione a questa iniziativa – ha dichiarato l’assessore di Regione Lombardia, Guido Bertolaso – può rappresentare un passo avanti nella lotta contro il carcinoma prostatico. Attendiamo l’esito del bando, siamo comunque fiduciosi per l’approvazione del progetto europeo”.

Con Intelligenza Artificiale più accuratezza

In foto Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, mentre parla al microfono da un palco: la Lombardia partecipa al bando europeo per lo screening alla prostata tramite AI“L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale – conclude Bertolaso – ci permetterà di migliorare l’accuratezza diagnostica, ridurre i tempi di valutazione clinica e ottimizzare il percorso di cura dei pazienti”.

Tecnologie avanzate per screening alla prostata

Il progetto si inserisce nell’ambito del Programma europeo ‘SPIN4EIC – Public Buyers Assistance’ che mira a sostenere le amministrazioni pubbliche nella sperimentazione e adozione di tecnologie avanzate. L’iniziativa, potrà consentire di valutare i benefici dell’integrazione dell’AI nei processi diagnostici e di definire i requisiti minimi per la futura implementazione su scala regionale.

I risultati ottenuti potranno migliorare il programma di screening basato sull’utilizzo del test PSA in combinazione con l’imaging RM, potenziando così la capacità di individuare precocemente il carcinoma prostatico.

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Cancer day, in Lombardia dal 4 al 10 febbraio screening gratuiti

Regione Lombardia celebra la Giornata mondiale della lotta contro il cancro che ricorre il 4 febbraio ed è promossa dall’Union for International Cancer Control (UICC). Dal 4 al 10 febbraio sono previste vaccinazioni a pazienti oncologici e screening oncologici gratuiti per tutta la popolazione in target, con la collaborazione di ATS e ASST. Il World Cancer Day rappresenta infatti un’importante occasione per riflettere su ciò che istituzioni e individui possono fare nella lotta contro il cancro. Il tema della campagna 2025, ‘United by Unique’, sottolinea l’importanza di mettere le persone al centro dell’assistenza.

Giornata cancro, gli screening in Lombardia

Previsti, in particolare, screening dei tumori del collo dell’utero, del colon-retto e della mammella e della prostata. Oltre alle vaccinazioni per i pazienti oncologici e altre iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei tumori (test Hcv) e di promozione di un sano stile di vita (counselling antifumo).

Iniziative divise per ATS sulla Giornata mondiale contro il cancro in Lombardia e screening gratuiti

Qui di seguito ecco quindi i link delle varie ATS con i programmi di screening divisi per territorio:

ATS Milano

ATS Brianza

ATS Insubria

ATS Pavia

ATS Bergamo

ATS Brescia

ATS Montagna

ATS Valpadana

Assessore Bertolaso: screening oncologici, consulenze gratuite e workshop

“Il 4 febbraio – dichiara l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – rappresenta infatti una giornata di grande importanza per sensibilizzare tutti sul tema della prevenzione e della lotta contro il cancro. Invito pertanto i cittadini a partecipare alle numerose iniziative organizzate da Regione Lombardia”.

Promozione di stili di vita sani

“È fondamentale – conclude Bertolaso – cogliere quindi questa opportunità per accedere a screening oncologici, consulenze gratuite e workshop finalizzati alla promozione di stili di vita sani. La prevenzione è, infatti, la nostra arma più efficace, e con l’impegno di istituzioni, operatori sanitari e cittadini, possiamo fare la differenza nella lotta contro questa terribile malattia”.

 

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Salute Uro-Andrologica, Bollino Azzurro a 33 ospedali lombardi

Sono 33 gli ospedali lombardi che nel corso di una cerimonia a Palazzo Pirelli a Milano, hanno ricevuto il ‘Bollino Azzurro’ dalla Fondazione Onda ETS. Un attestato che individua i centri virtuosi per l’offerta di servizi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione in ambito uro-andrologico in ottica multidisciplinare, con focus sul tumore della prostata e alle complicanze funzionali postchirurgiche. Complessivamente, a livello nazionale, sono 156 le strutture che hanno ottenuto questo riconoscimento.

Come è stato assegnato il Bollino Azzurro agli ospedali della Lombardia

Il ‘Bollino Azzurro’ viene assegnato considerando la presenza nell’ospedale di servizi di promozione della prevenzione della salute sessuale e riproduttiva maschile, di percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari per le problematiche uro-andrologiche, di servizi clinico-assistenziali dedicati al tumore della prostata e alle complicanze funzionali post-chirurgiche e ulteriori servizi volti a garantire un’adeguata accoglienza e assistenza dei pazienti. Gli obiettivi invece sono migliorare l’accessibilità ai servizi erogati dai centri, potenziare il livello di offerta terapeutica e diagnostica, migliorare la qualità della vita delle persone con tumore della prostata e promuovere un’informazione consapevole tra la popolazione maschile sui centri in grado di garantire una migliore presa in carico del paziente.

Assessore Bertolaso: importante traguardo per il sistema sanitario regionale

“Il riconoscimento del ‘Bollino Azzurro’ a 33 ospedali lombardi – ha detto l’assessore Bertolaso – rappresenta un importante traguardo per il nostro sistema sanitario regionale. Questo risultato testimonia l’eccellenza e l’impegno costante delle nostre strutture nell’offrire servizi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione in ambito uro-andrologico, con un approccio multidisciplinare e centrato sui bisogni dei pazienti. La lotta contro il tumore alla prostata e la gestione delle complicanze post-chirurgiche sono quindi sfide cruciali per la salute maschile. Il fatto che così tanti ospedali lombardi abbiano raggiunto questo standard elevato è motivo di orgoglio per tutti noi. Questo riconoscimento non solo sottolinea la qualità delle cure offerte, ma rafforza il nostro impegno a migliorare ulteriormente l’accessibilità ai servizi, la qualità della vita dei pazienti e la consapevolezza sulla salute maschile”.

Le campagne prevenzione di Regione Lombardia

“Tra l’altro come Regione Lombardia – ha concluso l’assessore – abbiamo costantemente avviato campagne di prevenzione, particolarmente apprezzate dai cittadini. Ringrazio la Fondazione Onda ETS per l’importante lavoro di valorizzazione e certificazione delle eccellenze in ambito sanitario e tutte le equipe mediche e professionali che, con dedizione e competenza, hanno contribuito a raggiungere questo risultato. Come Regione Lombardia continueremo a sostenere con forza progetti e iniziative che promuovano la salute e il benessere dei nostri cittadini”.

Presidente Merzagora: i centri che hanno ottenuto il Bollino costituiranno una rete di scambio di esperienze

“Questa seconda edizione del ‘Bollino Azzurro’ – ha affermato Francesca Merzagora, Presidente di Fondazione Onda ETS, – che ha visto la partecipazione di 165 strutture ospedaliere italiane, rinnova il nostro impegno nel coinvolgere sia la popolazione maschile che quella femminile sulle tematiche relative alla salute. Rispetto alla prima edizione che era focalizzata sulla gestione multidisciplinare del tumore della prostata, ora, il Bollino Azzurro si è ampliato, ponendo l’attenzione alla salute uro-andrologica con un focus sul tumore della prostata e alle complicanze funzionali postchirurgiche. I centri che hanno ottenuto il Bollino costituiranno una rete di scambio di esperienze e di prassi virtuose. Offriranno pertanto alla popolazione l’opportunità di essere correttamente informata attraverso campagne di comunicazione mirate e di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate, con l’obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare a diagnosi e cure appropriate”.

Ospedali con Bollino Azzurro della Lombardia valutati da un apposito Advisory Board

Gli ospedali che hanno aderito all’iniziativa sono stati valutati da un apposito Advisory Board costituito da Fondazione Onda ETS, fra cui figurano i nomi di Carlo Bettocchi, Direttore USD di Andrologia e Chirurgia Ricostruttiva dei genitali Esterni, Azienda Ospedaliero Universitaria di Foggia – Ospedali Riuniti. Ed ancora Orazio Caffo, Direttore oncologia medica, APSS Trento Presidio Ospedaliero S. Chiara, Roberto Carone, già primario della Neuro-Urologia e Unità Spinale e Presidente Emerito, AOU Città Della Salute di Torino – Fondazione Italiana Continenza. Infine Giario Conti, Segretario SIURO, e Rolando Maria D’Angelillo, Direttore U.O.C. Radioterapia del Dipartimento di Oncoematologia, Policlinico Tor Vergata di Roma.

I patrocini

L’iniziativa è patrocinata da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), AIRO (Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologia Clinica), AURO (Associazione Urologi Italiani), Cipomo (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri), Europa Uomo Italia, Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica). Ed anche da ROPI (Rete Oncologia Pazienti Italia), SIA (Società Italiana di Andrologia), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie), SIU (Società Italiana di Urologia), SIUD (Società Italiana di Urodinamica), SIUrO (Società Italiana di Uro-Oncologia).

ELENCO OSPEDALI PREMIATI:

BERGAMO (5)

ASST Papa Giovanni XXIII – Bergamo
Cliniche Gavazzeni S.p.A. – Bergamo
Policlinico San Marco di Istituti Ospedalieri Bergamaschi  – Osio Sotto
Policlinico San Pietro di Istituti Ospedalieri Bergamaschi  – Ponte San Pietro
ASST Bergamo Ovest – Ospedale di Treviglio e Caravaggio – Treviglio

BRESCIA (3)

ASST Spedali Civili di Brescia – Presidio Ospedaliero di Brescia
Fondazione Poliambulanza Istituto Ospedaliero – Brescia
ASST Valcamonica – Ospedale di Esine

COMO (1)

ASST Lariana – Ospedale Sant’Anna – San Fermo della Battaglia

CREMONA (2)
ASST Crema – Ospedale Maggiore di Crema
ASST Cremona – Ospedale di Cremona

LECCO (1)
ASST Lecco – Presidio Ospedaliero Alessandro Manzoni

MILANO (15)
ASST Nord Milano – Ospedale Edoardo Bassini – Cinisello Balsamo
ASST Rhodense – Presidio Ospedaliero di Garbagnate Milanese
ASST Ovest Milanese – Ospedale Civile di Legnano
ASST Fatebenefratelli Sacco – Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico – MIlano
ASST Fatebenefratelli Sacco – Ospedale Luigi Sacco – Milano
ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Milano
Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico – Milano
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori – Milano
Humanitas San Pio X – Milano
IRCCS S. Raffaele di Milano
Istituto Clinico Città Studi – Milano
Istituto Europeo di Oncologia – Milano
ASST Rhodense – Presidio Ospedaliero di Rho
Istituto Clinico Humanitas di Rozzano
ASST Nord Milano – Ospedale Città di Sesto San Giovanni

MANTOVA (1)
ASST Mantova – Presidio Ospedaliero C. Poma – Mantova

PAVIA (2)
Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo – Pavia
Istituto Maugeri IRCCS – Pavia

SONDRIO (1)
ASST Valtellina e dell’Alto Lario – Ospedale di Sondrio

VARESE (2)
Humanitas Mater Domini – Castellanza
ASST Sette Laghi – Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese.

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In Lombardia un programma di screening gratuito per il tumore alla prostata

Regione Lombardia ha avviato un percorso di screening gratuito per la diagnosi precoce del tumore alla prostata. Obiettivo, individuare l’eventuale carcinoma aumentando le possibilità di guarigione e riducendo il rischio di trattamenti invasivi. Il percorso avviato dalla Regione, prima in Italia, è stato presentato in conferenza stampa a Palazzo Lombardia, dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Al tavolo dei lavori anche Aldo Bocciardi, direttore di Urologia all’ospedale Niguarda di Milano, Marco Cozzoli direttore generale del Welfare di Regione.

Chi può partecipare allo screening gratuito

In questa fase possono effettuare lo screening gli assistiti in Regione Lombardia nati a novembre del 1974 e successivamente, in aggiunta ogni mese, i cittadini che compiono 50 anni nel mese in corso. In pratica a dicembre 2024 potranno partecipare i nati a dicembre 1974, a gennaio 2025 potranno partecipare anche i nati a gennaio 1975 e così a seguire.

A seguire tutti i cittadini assistiti in Lombardia dai 50 ai 70

Il programma di screening per il tumore alla prostata, quando sarà completamente avviato, sarà rivolto agli uomini di età compresa tra i 50 e i 70 anni, residenti e assistiti in Lombardia. In ogni caso chi partecipa allo screening ma non aderisce immediatamente, mantiene il diritto di partecipare in qualsiasi momento fino al compimento del 70esimo anno di età.

Assessore Bertolaso: Lombardia prima in Italia

“Un’iniziativa unica in Italia – ha detto l’assessore Bertolaso – fondamentale per la salute dei nostri cittadini che si inserisce perfettamente nei nostri obiettivi di prevenzione. Grazie a questo programma, possiamo individuare tempestivamente eventuali tumori alla prostata, offrendo maggiori possibilità di trattamento e di guarigione, riducendo la necessità di trattamenti invasivi.”

Gli esclusi temporaneamente

Sono temporaneamente esclusi dallo screening i cittadini che nei 2 anni precedenti hanno eseguito il test del PSA e i cittadini che nei 5 anni precedenti si sono sottoposti ad alcuni esami diagnostici specifici. Cioè biopsia prostatica, eco trans-rettale, TAC e RM addome/total body. Il percorso inoltre non è proposto ai cittadini che hanno già avuto una diagnosi di tumore maligno della prostata. Oppure a quelli che presentano una mutazione genetica, già diagnosticata in precedenza, che predispone allo sviluppo di tumori e per cui è necessaria una presa in carico dedicata.

bertolaso prostata

Aldo Bocciardi (Niguarda): tecnologia ha fatto passi da gigante

“La tecnologia ha fatto passi da gigante in particolare sulla robotica urologica – ha sottolineato il prof. Bocciardi – ma la diagnosi precoce è fondamentale per una terapia sempre meno invasiva”.

“In Lombardia parte lo screening su uno dei tumori con maggior incidenza. In Italia ci sono oltre nuovi 40.000 casi l’anno di tumore alla prostata – ha detto il Direttore Generale Welfare Cozzoli – di questi 6.500 nella nostra regione”.

Come partecipare al percorso di screening

Per partecipare allo screening, il cittadino deve compilare un questionario disponibile nel proprio Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Il documento raccoglie informazioni sulla storia familiare e personale e permette di determinare l’idoneità ad accedere al programma organizzato di screening e quindi a effettuare il test del PSA. Se il cittadino non ha accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico o preferisce un’assistenza diretta, si può recare presso uno dei punti di accesso (clicca qui ) dove il personale qualificato lo supporterà nella compilazione del questionario.

Test del Psa, nessuna impegnativa del medico curante

Per effettuare il test il cittadino può recarsi presso uno dei laboratori aderenti (a questo link i centri). È gratuito e non richiede prenotazione né impegnativa del medico curante. A seconda del valore di PSA rilevato nel sangue e della storia familiare di tumore alla prostata registrata tramite il questionario, il programma di screening si struttura diversamente.

Lombardia prevenzione tumore prostata

Come funziona il programma

Il percorso si basa sulla misurazione del PSA (Antigene Prostatico Specifico) attraverso un semplice esame del sangue. Il test del PSA è un indicatore che può segnalare anomalie alla prostata, permettendo di individuare precocemente eventuali problemi, anche in assenza di sintomi. Sulla base del rischio individuato tramite il questionario e il test del PSA, vengono previsti, se necessari, ulteriori approfondimenti diagnostici. Tra cui la visita urologica, la risonanza magnetica e la biopsia.

Cosa succede se viene rilevato un tumore

Se, in seguito agli approfondimenti diagnostici, viene rilevato un tumore alla prostata, il paziente sarà immediatamente preso in carico dal Servizio Sanitario Regionale per definire il percorso di cura più adatto.

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Tumore alla prostata, al San Gerardo di Monza radiochirurgia con sonda Gps

Il San Gerardo di Monza ha dimostrato la possibilità di trattare i pazienti con tumore alla prostata con radiochirurgia in una singola applicazione, anziché con un lungo ciclo di radioterapia. Lo dimostra lo studio ABRUPT (Ablative Radiotherapy for Unfavorable Prostate Tumors), pubblicato su Science Direct, la più importante rivista mondiale di radioterapia.

Attraverso una sonda alloggiata all’interno di un catetere vescicale che funziona come un sistema GPS (Global Positioning System), si localizza in tempo reale il bersaglio durante il trattamento e si somministra una dose ultra-selettiva. Si minimizza, quindi, l’irraggiamento degli organi sani circostanti e, di conseguenza, il rischio di effetti collaterali.

La sonda, una volta terminato il trattamento viene rimossa completamente. L’elevata precisione garantita da questo sistema consente di concentrare il ciclo di radioterapia in una singola, unica, applicazione. Al contrario di quanto avviene normalmente, con piccole dosi ogni giorno per evitare di danneggiare gli organi sani.

I pazienti che possono beneficiare di questa strategia innovativa sono quelli affetti da carcinoma della prostata localizzato a rischio intermedio sfavorevole ed alto. Soggetti candidati a un trattamento di combinazione radio-ormonoterapico in alternativa all’intervento chirurgico di prostatectomia radicale.

Questo trattamento ha potenziali notevoli vantaggi sia per pazienti e caregivers sia per i centri di radioterapia. Infatti sono in grado di scaricare più rapidamente le liste di attesa e garantiscono una più tempestiva presa in carico di tutti i pazienti che necessitano di radioterapia.

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Screening gratuito in Lombardia per la prevenzione del tumore alla prostata

Al via in Lombardia il programma di screening gratuito per la prevenzione del tumore alla prostata, attraverso l’esame del PSA che, questa prima fase, riguarderà i cittadini 50enni di sesso maschile. È quanto deciso dalla Giunta regionale che ha approvato una delibera su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Si tratta del primo progetto in Italia che segue le raccomandazioni della Commissione Europea e dei documenti nazionali di indirizzo in tema di screening oncologici. Il protocollo approvato da Regione Lombardia delinea gli indirizzi tecnico organizzativi da seguire.

Lo screening della prostata in Lombardia riguarda i cittadini dai 50 ai 69 anni

La partenza della fase di prevenzione e screening è fissata per il prossimo mese di novembre ed il reclutamento verrà attivato su tutto il territorio regionale a partire dai soggetti con 50 anni di età (negli anni sarà progressivamente esteso a tutte le fasce di età sino a 69 anni). I cittadini saranno invitati ad accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico di Regione Lombardia per aderire. Già attiva una ricognizione sul territorio regionale finalizzata a mappare e coinvolgere le strutture pubbliche e private accreditate.

Assessore Bertolaso: primi in Italia a implementare un progetto della commissione Ue

“Un semplice esame del sangue – ha detto l’assessore Bertolaso – può essere salvavita. Questo programma rappresenta un passo importante nella tutela della salute dei nostri cittadini, inserendosi con coerenza nei principi di prevenzione che guidano il Piano Socio Sanitario, recentemente approvato in Consiglio Regionale. La Lombardia è la prima Regione in Italia a implementare un progetto conforme alle raccomandazioni della Commissione Europea”.

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Regione Lombardia avvia programmi screening per tumore a prostata e polmoni

In Lombardia nel 2024 saranno attivati specifici programmi di screening per i tumori alla prostata e ai polmoni. Campagne che si aggiungono a quelle già attive  sul territorio (carcinoma mammario, cervice e colon retto). L’attivazione dei nuovi programmi di screening è prevista da una delibera approvata dalla Giunta regionale relativa agli indirizzi di programmazione 2024.

Bertolaso: previsti anche momenti di sensibilizzazione e open day

“Completati i lavori scientifici finalizzati alla definizione dei protocolli di lavoro – ha detto l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – passeremo alla parte pratica vera e propria. Ad accompagnare le campagne di screening ci saranno anche momenti di sensibilizzazione, open day e iniziative sui territori. Queste due patologie sono tra le più frequenti e gravi tra gli uomini, ma se individuate precocemente hanno maggiori possibilità di guarigione”.

Screening tumore a prostata

L’attivazione del percorso ha come target indicativo i maschi nella fascia di età compresa tra i 50 e 69 anni con un primo invito per l’esecuzione del valore del PSA e la compilazione di un questionario sulla familiarità e i comportamenti. Il dato del PSA (antigene prostatico specifico) e del questionario verranno valutati congiuntamente e, ove indicato, il paziente verrà sottoposto ad una Risonanza Magnetica ed eventuale biopsia.

Screening carcinoma polmonare

Lo screening prevede l’identificazione dei fumatori o ex fumatori tra i 55 e i 75 anni tramite la somministrazione di un questionario. Per le persone che rientrano in determinati criteri (avere fumato 1 pacchetto al giorno per 20 anni o una quota analoga) si proporrà TC (Tomografia Computerizzata) al torace. Con ripetizione dell’esame ogni due anni, se l’esito dovesse essere negativo. Oppure altri approfondimenti diagnostici di secondo livello se l’esito è positivo. Prevista anche attività di consulenza per smettere di fumare.

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Nel 2024 in Lombardia al via nuovo Cup e liste d’attesa ridotte

Messa in esercizio del nuovo Cup, il centro unico di prenotazione, con la fase iniziale per 8 Asst, potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata, stanziamento di 20 milioni per 257 nuovi posti di centro diurno nell’area Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. E, ancora, bandi per l’assunzione anche di infermieri evitando il ricorso ai ‘gettonisti’.

La delibera della Regione Lombardia sulla programmazione in sanità nel 2024

È quanto prevede la delibera sugli indirizzi di programmazione 2024 approvata oggi dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di concerto con il vicepresidente e assessore Marco Alparone (Bilancio e Finanza) e gli assessori Alessandro Fermi (Università, Ricerca, Innovazione) ed Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità).

Particolare attenzione ai Pronto Soccorso

Tra i principali punti di sviluppo contenuti nel documento è prevista la riqualificazione della rete trapianti e della rete trasfusionale, il miglioramento delle attività di Pronto Soccorso con contenimento dei tempi di attesa e di permanenza negli spazi del Pronto Soccorso di pazienti in attesa di ricovero (boarding) e la creazione, in ogni punto, di un servizio di accoglienza a supporto dei pazienti.

lombardia rsa

Misure innovative per popolazione fragile nella programmazione 2024 della sanità in Lombardia

Stanziati 60 milioni per la popolazione fragile (Rsa aperte, villaggi Alzheimer e comunità per minori). Per i cronici, Regione Lombardia ha previsto la garanzia della prenotazione direttamente da parte delle strutture ospedaliere per assicurare il percorso di cura.

Ottimizzazione liste d’attesa ed efficientamento utilizzo grandi apparecchiature

Parte fondamentale della programmazione 2024 riguarda l’ottimizzazione dei processi delle liste d’attesa, un maggiore utilizzo delle grandi apparecchiature e l’intensificazione dei controlli per garantire la sicurezza negli ambienti di lavoro.

Vaccino RSV e programma screening prostata e polmoni

Nell’area prevenzione Regione Lombardia ha inserito nel calendario delle offerte preventive il vaccino per il virus respiratorio sinciziale (RSV) e l’attivazione dei programmi di screening per il cancro alla prostata e ai polmoni. Infine, 24 milioni di euro serviranno per l’assunzione di personale addetto alla prevenzione nelle ASST e nelle ATS. E sempre sul personale, sarà semplificato il riconoscimento dei titoli stranieri attraverso specifici accordi internazionali con Paesi esteri. In sinergia con le Università per la formazione specifica.

Bertolaso: piano da oltre 21 miliardi, dalla politica della idee alle azioni concrete

“Dalla politica delle idee alla politica delle azioni – ha detto l’assessore Bertolaso -. Portiamo avanti un nuovo modello che abbiamo disegnato in modo chiaro nel Piano Socio-Sanitario quinquennale. Un atto che definisce modalità e tempi per attuare tutto quello che abbiamo scritto nel PSSR per un quadro complessivo di 21,6 miliardi di euro”.

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Tumore prostata, Bertolaso: grande successo nostra campagna prevenzione 

Un successo la campagna di prevenzione del tumore alla prostata di Regione Lombardia. Tutte prenotate le visite urologiche gratuite messe a disposizione dei cittadini lombardi dai 50 ai 75 anni. L’iniziativa è avvenuta in occasione del mese dedicato alla prevenzione della salute maschile.

Campagna di prevenzione della prostata

“L’adesione alla campagna di prevenzione – ha commentato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – è stata davvero massiccia e ne siamo molto soddisfatti. I cittadini hanno dimostrato di capire l’importanza della visita urologica preventiva e in breve tempo gli spazi disponibili si sono esauriti. Ringrazio tutte le strutture che hanno aderito e i professionisti sanitari che si sono messi a disposizione. Visto il successo e il valore di questa iniziativa, ci impegneremo per ripeterla ed estenderla”.

Screening con Piano Oncologico Nazionale

Regione Lombardia attiverà, nel primo quadrimestre del 2024, lo screening alla prostata in coerenza con il Piano Oncologico Nazionale garantendo ai cittadini controlli specifici in base ad un’analisi dei principali indicatori per il tumore della prostata: età, caratteristiche individuali, valori dell’Antigene Prostatico (PSA) e familiarità.

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Visite gratuite in Lombardia per la prevenzione del tumore alla prostata

Regione Lombardia, nel mese dedicato alla prevenzione della salute maschile, propone ai cittadini lombardi dai 50 ai 75 anni visite urologiche gratuite per la prevenzione del tumore della prostata e sono più di 3.000 le visite messe a disposizione da enti pubblici e privati che hanno aderito a questa iniziativa.

I numeri da chiamare in Lombardia per la prevenzione del tumore alla prostata

È possibile prenotare, fino al prossimo 3 dicembre, chiamando il Call Center Regionale 800.638.638 (rete fissa) e 02.999599 (rete mobile). E’ attivo dal lunedì al sabato dalle ore 8.00 alle ore 20.00. Non è necessaria la prescrizione medica.

Assessore Bertolaso: fondamentale aderire all’iniziativa, la prevenzione prima di tutto

“Lo slogan della campagna ‘Tumore della prostata: ogni momento è buono per la prevenzione’ dice una grande verità – ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso -. Non bisogna mai esitare in tema di prevenzione, quando c’è un’occasione come questa bisogna coglierla. Gli uomini sono sempre un po’ titubanti quando si parla di visite urologiche. Ma è necessario vincere le resistenze e trovare il tempo per effettuare un controllo di prevenzione, soprattutto se si sono superati i 50 anni. Le strutture lombarde e i professionisti faranno la loro parte dando la possibilità ai cittadini di effettuare la visita gratuita, agli uomini resta solo da prenotare. Il mio consiglio, da medico ma anche da uomo, è: chiamate oggi stesso per prenotare la visita urologica”.

La situazione in Italia

In Italia il tumore della prostata è quello più diffuso nella popolazione maschile. Uno degli aspetti più preoccupanti del tumore della prostata è che, nella maggior parte dei casi, durante le fasi iniziali dello sviluppo, i soggetti colpiti dalla malattia non avvertono alcun sintomo. L’età è un fattore di rischio: le possibilità di ammalarsi aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e la frequenza della malattia aumenta con l’età. Il rischio è inoltre maggiore per chi ha un parente di primo grado (padre, fratello, ecc.), che ha avuto questo tumore rispetto a chi non ha nessun caso in famiglia (per questo, in caso di familiarità, è importante sottoporsi a dei controlli già a partire dai 40-45 anni di età).

Qui la locandina

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A 9 ospedali lombardi menzione speciale per trattamento tumore prostata

Sono 9 gli ospedali lombardi che hanno ottenuto la ‘menzione speciale’ nella prima edizione del concorso ‘Best Practice’, organizzato dalla Fondazione Onda, riservato alle strutture sanitarie che si sono distinte nella gestione delle complicanze post trattamento per il tumore alla prostata.

Si tratta dell’Ospedale Maggiore di Crema (CR), Ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia (CO), degli Spedali Civili di Brescia, del Papa Giovanni XXIII di Bergamo, delle Cliniche Gavazzeni di Bergamo, Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, dell’IRCCS San Raffaele di Milano, dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI) e dell’Istituto Maugeri IRCCS di Pavia.

Nel corso dell’appuntamento, realizzato in collaborazione con Regione Lombardia, è intervenuto l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.

bertolaso prostata

Assessore Bertolaso: prevenzione fondamentale, nella nostra regione strutture di eccellenza

Bertolaso ha subito sottolineato quanto sia “fondamentale la prevenzione”. “Nella nostra regione – ha aggiunto l’assessore regionale al Welfare – sono presenti numerose strutture di eccellenza e i riconoscimenti di oggi ne sono una concreta testimonianza. E non è un caso che anche cittadini provenienti da altre regioni vengano a farsi curare e operare in Lombardia. È fondamentale portare avanti iniziative che aiutino a tenere accesa l’attenzione su malattie così importanti e complesse come il tumore della prostata. C’è sempre molto da fare in questo ambito e ringrazio Fondazione Onda per l’impegno e l’attenzione su queste tematiche”.

I numeri

Sono circa 564.000 gli italiani con pregressa diagnosi di tumore della prostata. E’ la neoplasia più frequente nella popolazione maschile. Rappresenta oltre 19,8 per cento di tutti i tumori diagnosticati negli uomini, tanto che solo nel 2022 sono stati diagnosticati 40.500 nuovi casi.

Il concorso Best Practice

Per contribuire a migliorare la qualità e l’accesso ai servizi sanitari per la diagnosi e il trattamento precoce di questa malattia e promuovere un’assistenza multidisciplinare e qualificata, Fondazione Onda, ha indetto il concorso Best Practice per premiare gli ospedali italiani, partendo dal network del Bollino Azzurro, che si distinguono per l’approccio all’avanguardia e interdisciplinare nella gestione delle complicanze funzionali urinarie e sessuali post trattamento per il tumore della prostata. Nel dettaglio, il concorso si prefigge di contribuire al miglioramento dei percorsi integrati per eventuali problematiche post-trattamento, Ed anche di incoraggiare l’implementazione negli ospedali che a oggi ne sono sprovvisti.

Francesca Merzagora presidente Fondazione Onda

Siamo lieti – ha dichiarato Francesca Merzagora presidente della Fondazione Onda – di dedicare quest’edizione del Concorso Best Practice alla salute maschile. In particolare, a quelle strutture che si sono distinte per la creazione di percorsi dedicati alla gestione delle complicanze funzionali post trattamento per tumore della prostata. L’iniziativa parte dal Bollino Azzurro, nato di recente proprio con l’idea di costruire una rete di ospedali che si occupano di tumore prostatico. Obiettivo offrire alla popolazione l’opportunità di essere correttamente informata, come nel caso delle problematiche funzionali legate al post-trattamento”.

 

 

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