Centri per la famiglia, nuove linee guida e un ulteriore finanziamento di 4,5 milioni di euro destinato. La Regione prosegue così il suo impegno a favore dei nuclei familiari con l’aggiornamento delle linee guida e la programmazione degli interventi finanziati dal Fondo nazionale per le politiche della famiglia.
La Giunta regionale ha infatti stanziato 4.528.000 euro destinati al potenziamento dei Centri per la Famiglia, con l’obiettivo di rafforzare le progettualità già attive, sostenere nuove iniziative e aumentare il numero dei Centri presenti sul territorio lombardo di almeno il 40%.
Centri per la famiglia, nuove linee guida
Le risorse saranno ripartite tra le ATS lombarde, che agiranno come soggetti attuatori: il 20% del fondo sarà distribuito sulla base della popolazione residente e l’80% in parti uguali, per assicurare un’equa diffusione territoriale degli interventi.
Ogni progettualità potrà beneficiare di un contributo regionale fino a 70.000 euro per una durata di 18 mesi, coprendo fino all’80% del costo complessivo, con un cofinanziamento minimo del 20% da parte dei soggetti proponenti.
Promuovere il benessere delle famiglie
“L’iniziativa si inserisce tra gli obiettivi strategici del Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile – dichiara l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – e intende sostenere le attività dei Centri per la Famiglia, confermando la centralità del ruolo di questi presìdi territoriali nel promuovere il benessere delle famiglie e il protagonismo delle comunità locali”.
“I Centri per la Famiglia – prosegue Lucchini – rappresentano un punto di riferimento stabile per i cittadini, offrendo servizi di orientamento, ascolto, supporto psicologico e mediazione familiare, oltre a percorsi educativi e di accompagnamento alla genitorialità, benessere psicofisico degli adolescenti, promozione della natalità e buone pratiche di invecchiamento attivo“.
Un punto di prossimità, ascolto e accompagnamento
Dopo l’importante stanziamento di quasi 8 milioni di euro della scorsa settimana – conclude Lucchini – oggi, con questo ulteriore investimento, rafforziamo la rete di servizi a sostegno delle famiglie lombarde, puntando su prossimità,ascolto e accompagnamento in ogni fase della vita. I nostri Centri devono sempre più diventare un punto di riferimento affidabile, capace di promuovere benessere, relazioni solide e una comunità più coesa e accogliente. È una scelta strategica, perché sostenere le famiglie significa costruire una Lombardia più forte e attenta ai bisogni dei cittadini”.
Pubblico e privato insieme per una coprogrammazione che genera valore sociale. Sostenere la famiglia, contrastare il fenomeno della denatalità, promuovere l’autonomia delle persone con disabilità e prevenire le fragilità realizzando progetti sperimentali e innovativi attraverso accordi di collaborazione tra soggetti privati e la Direzione generale Famiglia di Regione Lombardia.
È questo l’intento dell’Avviso consultabile sulla piattaforma regionale che resterà aperto sino al prossimo 15 dicembre.
L’iniziativa, voluta dall’assessore alla Famiglia, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, si rivolge per la prima volta direttamente a soggetti privati e del privato sociale per operare in coprogrammazione e coprogettazione con l’amministrazione regionale.
“Per Regione Lombardia – ha dichiarato l’assessore Lucchini – l’alleanza tra pubblico e privato, da sempre, risulta essere un volano di sviluppo capace di generare valore sociale. Una sinergia, che attraverso questo Avviso, una novità assoluta, vogliamo potenziare e promuovere per creare infrastrutture sociali che possano generare servizi diretti ai cittadini e alle famiglie”.
“Per definire un modello di collaborazione con i privati abbiamo individuato alcuni ambiti prioritari – ha spiegato l’esponente della Giunta – dal sostegno alla natalità sino alla conciliazione vita-lavoro, dal contrasto alla povertà educativa sino alla promozione del senior housing e all’autodeterminazione delle persone con disabilità. Tutti ambiti sociali strategici che richiamano le priorità del Programma di Sviluppo sostenibile regionale”.
“Grazie a questa manifestazione d’interesse – ha concluso l’assessore Lucchini – rafforzeremo il welfare generativo e di comunità e daremo attuazione al richiamo del Codice del Terzo settore che prevede proprio una costante e costruttiva collaborazione con la Pubblica Amministrazione. Sono certa che la realtà privata saprà rispondere con grande entusiasmo a questa opportunità confermando i tanti primati sociali della nostra regione”.
‘Centri per la famiglia’, un modello lombardo. All’Auditorium ‘Testori’ di Palazzo Lombardia istituzioni, enti gestori e operatori hanno dialogato facendo un bilancio e tracciando le prospettive future di questi veri e propri punti di riferimento per le famiglie sul territorio. Luoghi in cui i diversi attori, istituzionali e non, convergono per costruire insieme interventi volti a promuovere il benessere e lo sviluppo della famiglia, a partire dalla genitorialità e dall’infanzia fino ad arrivare alle tematiche legate alla terza età.
Un logo dal forte significato
Presentato anche il nuovo logo dei Centri per la famiglia, appositamente studiato con un’identità grafica che illustra la ‘mission’ impostata da Regione Lombardia per questi servizi. A spiegarlo è stata l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, aprendo i lavori. “Abbiamo scelto di utilizzare la lettera C, simbolo del Centro per la famiglia, e frammentarla in varie forme e colori: tutti i segmenti di questa C, abbracciati tra di loro, servono a identificare i target diversi che vogliamo indicare e che si uniscono sotto l’egida di una Regione che diventa lei stessa un grande cappello in grado di contenere tutti i nuclei famigliari che essa racchiude e protegge”.
“Ogni segmento fa riferimento un componente del nucleo: i genitori, i figli, ma anche i nonni che rappresentano un punto di riferimento importante per tutta la famiglia”, ha illustrato l’esponente della Giunta annunciando anche che nelle settimane a venire “approveremo un’importante delibera perché – ha affermato Lucchini – vogliamo rafforzare e consolidare questa esperienza con ulteriori risorse. Vogliamo potenziare ulteriormente questa rete, che ha dato prova di essere un importante riferimento di prossimità sul territorio”.
Più visibilità sul territorio
Ora quindi i Centri per la famiglia sono ancora più ‘riconoscibili’ e ‘visibili’ grazie al nuovo logo sui cartelli apposti all’interno e all’esterno delle strutture.
Nati in via sperimentale nel 2019, nel 2025 in Lombardia sono presenti e attivi sul territorio 90 Centri per la famiglia (HUB) e 346 Spoke con la governance delle 8 ATS lombarde e gestiti da Ambiti, ASST, Comuni e soggetti del terzo settore in rete con i soggetti che costituiscono punti di accesso/prossimità tra cui Ambiti, soggetti del terzo settore, scuole, oratori, tribunali, RSA, UdOS, ASST anche attraverso le Case della comunità.
Un modello di successo
Sono state accolte e intercettate oltre 30.000 persone. Numeri che confermano il successo del modello regionale a rete dei Centri, nella logica di filiera, di struttura Hub&Spoke (capofila e partner). La logica di filiera, che si configura come luogo privilegiato di scambio di conoscenze e innovazione, garantisce un modello flessibile, non solo come copertura territoriale (come Hub o come Spoke in ogni ambito/distretto) ma soprattutto un approccio a più livelli ai servizi socioeducativi, sociali, sanitari, sociosanitari, con le organizzazioni formali e informali presenti sul territorio lombardo.
Nel corso dei lavori trasmesso anche l’intervento video del ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, Eugenia Roccella, che ha sottolineato l’impegno di Regione Lombardia che, attraverso i Centri per la famiglia, sta dimostrando di essere apripista a livello nazionale, testimoniando buone pratiche e molte competenze.
Si è tenuta a Milano l’ultima tappa del 2024 degli ‘Stati Generali della natalità in tour’, il percorso promosso dalla ‘Fondazione per la natalità’ per sensibilizzare istituzioni, aziende e società civile sul tema della natalità, cruciale per il futuro del Paese.
L’evento, realizzato in collaborazione con Regione Lombardia, si è svolto presso il Belvedere Silvio Berlusconi di Palazzo Lombardia, riunendo rappresentanti istituzionali, vertici di importanti aziende, esperti e stakeholder per discutere delle relazioni tra politiche di welfare, conciliazione lavoro-famiglia e incremento demografico.
Presidente Fontana: ‘sistema famiglia lombardo’ un punto d’orgoglio
“La denatalità – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – rappresenta una delle sfide più significative che la nostra società si trova ad affrontare. Un fenomeno che non riguarda solo il futuro demografico, ma che impatta profondamente sulla sostenibilità del sistema economico, sociale e culturale del nostro territorio. Come presidente di Regione Lombardia – ha proseguito il governatore – sento il dovere di sottolineare che la nostra Regione sta affrontando questa sfida con determinazione, mettendo in campo politiche innovative e investimenti concreti”.
Un punto di orgoglio per noi, ha evidenziato Fontana, “è il ‘Sistema Famiglia Lombardo’, un modello integrato e unitario di misure a sostegno delle famiglie, che si regge su ingenti investimenti. Tra le principali iniziative, voglio ricordare: La misura ‘Nidi Gratis’, che allevia il peso economico per le famiglie, permettendo ai genitori di conciliare meglio il lavoro con la cura dei figli”.
Assessore Lucchini: costruire insieme interventi integrati
La natalità, ha osservato l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini, “deve essere sempre più considerata un’esperienza che richiama l’attenzione e l’impegno dell’intera comunità. Per questo Regione Lombardia promuove convintamente la misura ‘Nidi Gratis’ per facilitare l’accesso ai servizi per la prima infanzia e la misura ‘Sprint! Lombardia Insieme’ per l’accesso ai servizi di supporto alle responsabilità di cura”.
Dovere del nostro sistema sanitario e socioassistenziale, ha proseguito Lucchini, “è quello di rendere sempre più serena l’attesa e la crescita di ogni nuovo nato accompagnando la famiglia e i suoi componenti lungo tutte le transizioni del ciclo di vita. Per questo stiamo investendo, con uno stanziamento di oltre sei milioni di euro, nei ‘Centri per la Famiglia’ veri e propri punti di riferimento sul territorio, nei quali diversi attori istituzionali e del terzo settore, convergono per costruire insieme interventi integrati volti a promuovere il benessere e lo sviluppo della genitorialità, a fronte degli eventi critici inaspettati che colpiscono le famiglie. Crediamo, infine, come testimoniato da questo evento, che – ha concluso l’assessore – per favorire la natalità sia necessaria un’imprescindibile alleanza tra pubblico e privato”.
Assessore Tironi: con misura ‘Lombardia per le donne’ siamo apripista
“La natalità va aiutata soprattutto prendendo in considerazione il tema lavoro – ha evidenziato l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi – perché non ritengo sia corretto che le donne si debbano trovare davanti al fatidico bivio: scegliere di avere un figlio o lavorare”.
“La nostra misura ‘Lombardia per le donne’ – ha proseguito – è la risposta che Regione Lombardia ha messo in campo: un aiuto concreto di 400 euro al mese per le donne disoccupate da almeno 3 mesi e intendono tornare ad un’occupazione a tempo pieno ma devono fare i conti con i costi di una baby sitter o un carico di cura a casa”.
“Il nostro contributo – ha chiarito – coprirà 12 mesi, destinando quindi 4.800 euro a ciascuna donna lavoratrice. Una misura di cui tutte le donne possono usufruire, con facilità, perché non è previsto alcun limite Isee”.
“Siamo apripista a livello nazionale – ha concluso – e posiamo raggiungere due importanti obiettivi: garantire posti di lavoro alle mamme che possono guardare al tempo pieno con maggiore serenità e, contemporaneamente, contribuire all’emersione del ‘lavoro nero’ di colf e badanti che non sempre sono regolarmente contrattualizzate”.
Presidente De Palo: il futuro dipende da scelte
“Il futuro del Paese – ha dichiarato il presidente della Fondazione per la Natalità e ideatore degli Stati Generali della Natalità Gigi De Palo – dipende dalle scelte che facciamo oggi per sostenere le famiglie e i giovani. Investire nella natalità significa investire nel nostro domani. Serve un grande gioco di squadra tra istituzioni, aziende e cittadini per dare un nuovo impulso alla famiglia e rendere la genitorialità compatibile con le aspirazioni professionali dei giovani. In un’Italia spesso divisa – ha aggiunto De Palo – abbiamo cercato di far comprendere che la natalità riguarda tutti, senza distinzioni politiche o ideologiche”.
L’evento a Palazzo Lombardia, ha visto la partecipazione del ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, che ha parlato delle iniziative del Governo per bilanciare il rispetto per la libertà individuale con la necessità di intervenire efficacemente per affrontare la crisi demografica e dell’impegno per favorire politiche aziendali family-friendly e incentivare la natalità coinvolgendo le imprese e il settore privato.
Nel corso dei lavori, si sono tenuti anche due momenti di approfondimento – sulle sfide delle donne lavoratrici e sulla conciliazione vita-lavoro – che hanno visto numerose testimonianze da parte di esponenti del mondo delle imprese.
“Regione Lombardia investe sulla natalità con uno stanziamento di quasi 14 milioni di euro. Mettiamo in campo un programma di sviluppo regionale a 360 gradi per favorire la natalità e la salute riproduttiva che prevede anche iniziative all’avanguardia come la possibilità di crioconservazione dei gameti per le giovani coppie, visto che l’età media della prima gravidanza si sta innalzando sempre di più”.
Lo ha detto l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, illustrando la delibera approvata dalla Giunta di Regione Lombardia, da lui proposta di concerto con gli assessori Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità) e Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro).
Natalità, presidente Fontana: in Lombardia arricchiamo l’offerta sanitaria
“La denatalità – ha commentato il presidente Attilio Fontana – che anche nella nostra regione presenta dati allarmanti, è un fenomeno che necessita di interventi urgenti come quello che abbiamo appena approvato. Sono tanti i fattori che concorrono a determinarla, sociali, economici e culturali. Con misure come ‘Nidi Gratis’, abbiamo sostenuto le famiglie dal punto di vista economico. Oggi, invece, ci occupiamo di tutte quelle cause di carattere sanitario ampliando l’offerta di screening ed esami prenatali gratuiti, consentendo l’accesso a terapie efficaci per coppie con problematiche riproduttive e promuovendo un’attività formativa per la tutela e prevenzione della salute riproduttiva tra i giovani”.
Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
Il provvedimento garantisce l’accesso alla crioconservazione dei gameti maschili e femminili a qualsiasi età, con la possibilità di rivolgersi anche a strutture private con tariffe calmierate. Viene inoltre ridefinito il sistema di monitoraggio delle liste d’attesa nei centri di PMA pubblici e privati.
Assistenza durante la gravidanza
Viene confermato ed esteso lo screening prenatale gratuito delle anomalie cromosomiche e data la possibilità a tutte le donne, attraverso un progetto sperimentale biennale, di usufruire gratuitamente delle prestazioni strumentali e di laboratorio ritenute essenziali per la corretta sorveglianza della gravidanza.
Dopo il parto
Il programma potenzia l’assistenza alla donna dimessa dopo il parto e prevede l’implementazione di ‘Home visiting’ a cura delle ostetriche dei consultori facilitando inoltre l’accesso al supporto psicologico e sociale in caso di vulnerabilità.
Endometriosi
Il programma revisiona i criteri di esenzione per la patologia e per l’accesso alla procreazione medicalmente assistita, ridefinisce il ‘Registro regionale endometriosi’ e l’identificazione dei centri regionali di riferimento.
Attività di prevenzione per i giovani
Tra le attività previste, inoltre, anche quelle informative, come la promozione della salute e della fertilità nelle scuole secondarie di II grado e l’elaborazione di materiale informativo multilingue sui fattori che incidono sulla fertilità. Saranno incentivate inoltre l’adesione ai programmi di consultazione specialistica ginecologica presso i consultori, per le ragazze di 18 anni e di visita andrologica per i ragazzi tra i 17 e i 18 anni.
Natalità, Assessore Bertolaso: la Lombardia sostiene chi vuole avere figli
“I dati italiani degli ultimi anni – ha sottolineato Bertolaso – indicano una significativa diminuzione della popolazione e, in Lombardia, abbiamo osservato negli ultimi dieci anni una riduzione dei nati da 93.284 nel 2012, a 68.397 nel 2022, quasi il 30%”.
“Regione Lombardia – ha continuato – già da molto tempo è intervenuta su questo tema, con vari provvedimenti finalizzati a migliorare l’intero percorso nascita. Questo programma di sviluppo conferma alcuni servizi che abbiamo già attivato negli anni e prevede l’offerta di nuove attività, alcune gratuite e altre a prezzi calmierati, interventi concreti che miglioreranno le condizioni di chi vuole avere figli e di chi è in gravidanza”.
Assessore Lucchini: al fianco delle donne per favorire la natalità in Lombardia
“Con questo intervento – ha affermato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – intendiamo anche integrare al meglio la nostra rete di consultori familiari, sia pubblici che privati accreditati. L’obiettivo è valorizzarne il ruolo all’interno del percorso nascita e potenziare la nostra offerta sociosanitaria in raccordo con le strutture della prevenzione-territorio-ospedale”.
“La nostra Regione – ha proseguito – considera centrale l’assistenza alle donne in gravidanza, alle neomamme e alle donne dimesse dopo il parto. Per questo promuoviamo l’assistenza domiciliare (Home Visiting) a cura dell’ostetrica, monitoriamo la salute dei primi 1000 giorni e sosteniamo una genitorialità responsiva, accrescendo la consapevolezza dell’allattamento e prevenendo fattori di rischio comportamentali attivando la rete specialistica, psicologica e sociale”.
“La maternità – ha concluso Lucchini – deve essere sempre più considerata un’esperienza che richiama l’attenzione e l’impegno dell’intera comunità. Dovere del nostro sistema sanitario e socioassistenziale è quello di rendere sempre più serena l’attesa e la crescita di ogni nuovo nato e questi percorsi vanno nella giusta direzione”.
Assessore Tironi: grande attenzione gli aiuti alle lavoratrici
“L’approvazione di questa nuova delibera rappresenta un importante passo avanti nel favorire la natalità e nel garantire un adeguato supporto alle donne in gravidanza e nel periodo post-parto”, ha dichiarato l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi. “Abbiamo posto particolare attenzione agli aiuti lavorativi che possono essere forniti alle donne in gravidanza, al fine di garantire loro un ambiente lavorativo sereno e sicuro, libero da discriminazioni e ostacoli.”
“Inoltre, abbiamo introdotto misure di Smart working per le neo-mamme – ha aggiunto Tironi – consentendo loro di conciliare le esigenze familiari con quelle professionali. Questa modalità di lavoro flessibile ridurrà lo stress e faciliterà il ritorno al lavoro post-parto”.