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Beduschi: Consiglio di Stato su prelievo in deroga incomprensibile 

“Come sempre le sentenze dei tribunali vanno rispettate, ma la decisione del Consiglio di Stato di venerdì 31 ottobre è davvero difficilmente comprensibile, visto che tutti gli atti di Regione Lombardia sul prelievo in deroga hanno seguito rigorosamente quanto previsto dalla legge e osservato il parere di Ispra sulle piccole quantità, così come ribadito dal TAR Lombardia che ci aveva dato ragione in occasione del primo ricorso”. Così l’assessore regionale ad Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, commenta la notizia dell’ordinanza con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in appello di alcune associazioni ambientaliste. E che ha sospeso i provvedimenti della Lombardia che autorizzavano la caccia in deroga a Fringuello e Storno.

Lombardia continua a lavorare in modo non ideologico

“Continuiamo a lavorare non in modo ideologico ma con il supporto e il rigore dei dati scientifici – conclude Beduschi – per assicurare che la caccia possa svolgersi nel pieno rispetto delle normative. Spiace notare come sia oggettivamente sempre più difficile farlo in un contesto di incertezza del diritto, a seconda di chi esamina le istanze. Con sentenze che spesso contraddicono di anno in anno quelle precedenti”.

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Caccia. Beduschi: approvato calendario venatorio 2025/2026

Calendario venatorio 2025/2026 approvato da Regione Lombardia. Lo comunica l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi. Il calendario regionale si compone di più atti. Una deliberazione di Giunta regionale che contiene le disposizioni integrative comuni all’intero territorio regionale e quelle territoriali specifiche. Il numero di giornate integrative settimanali di caccia da appostamento fisso nei mesi di ottobre e novembre. Un decreto, cosiddetto ‘riduttivo’, infine, col quale vengono disposte riduzioni al prelievo di alcune specie di avifauna in stato di conservazione non favorevole.

Calendario venatorio 2025/2026, istruzioni per l’uso

calendario caccia 2025/26La stagione venatoria prenderà avvio domenica 21 settembre 2025 e chiuderà il 31 gennaio 2026. Da evidenziarsi la sospensione del prelievo venatorio delle specie combattente, pavoncella e tortora selvatica, e la riammissione al prelievo della specie moretta. A livello dei singoli territori provinciali, l’attività venatoria è, altresì, definita dai decreti con i quali i competenti dirigenti delle strutture Agricoltura, Foreste, Caccia e Pesca dispongono, per i territori di competenza, l’eventuale l’anticipo o il posticipo della stagione venatoria per determinate specie nonché l’attività venatoria in selezione agli ungulati, nelle forme collettive al cinghiale e alla tipica fauna alpina.

Beduschi: calendario equilibrato senza preconcetti

“Un documento articolato e dall’allestimento complesso – ha commentato Beduschi – per il quale gli uffici si sono impegnati su una tematica variegata, producendo una documentazione dotata di rigore tecnico-scientifico e senza nessun preconcetto ideologico. Si è cercato di produrre un calendario equilibrato che, ponendosi in continuità con quanto fatto lo scorso anno e considerando il rispetto dei termini di pubblicazione posti dalla legge 157, possa condurre a una stagione venatoria stabile”. “Vogliamo garantire ai cacciatori – ha concluso Beduschi – di svolgere l’attività in modo sereno e con certezza del diritto, nel rispetto delle istanze di tutela della fauna selvatica e di un suo utilizzo venatorio sostenibile”. Tutti i dettagli del calendario saranno disponibili sul Burl e sul portale di Regione Lombardia a partire da mercoledì 11 giugno 2025.

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Caccia, Beduschi: giusto rivedere la Legge nazionale

L’assessore della Regione Lombardia all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, entra nel dibattito sull’annunciata riforma della Legge 157/92 sulla caccia e gestione della fauna selvatica, che sarà oggetto di un Disegno di Legge annunciato nei giorni scorsi dal Governo.

Il Disegno di Legge del MASAF

Il Disegno di Legge proposto dal MASAF intende garantire il medesimo livello di protezione della fauna selvatica e, al contempo, la tutela delle attività dell’uomo, poste a rischio dalla incontrollata diffusione della fauna selvatica: in sintesi l’obiettivo è quello di ripristinare un corretto rapporto di convivenza tra l’uomo e gli animali selvatici.

Riforma Legge caccia

Alessandro Beduschi ritiene che la riforma della Legge sulla caccia vada fatta“Serve il coraggio di metter mano alle cose che non funzionano – dichiara l’assessore lombardo Alessandro Beduschi – e la Legge 157, a oltre trent’anni dalla sua approvazione, va ovviamente aggiornata”.

“Un lavoro – sottolinea – da fare tenendo conto degli studi scientifici più recenti, ma anche della realtà concreta dei territori, dove la fauna selvatica sta diventando una vera e propria emergenza ambientale, agricola e sanitaria”.

Il legame con il clima

L’assessore ha, inoltre, evidenziato come la proliferazione incontrollata di alcune specie, sia legata anche ai cambiamenti climatici e all’abbandono delle aree rurali. In Lombardia i danni diretti e indiretti all’agricoltura e agli allevamenti ammontano a diverse decine di milioni di euro l’anno, senza contare l’aumento degli incidenti stradali con gravi conseguenze per cose e persone. A tutto questo si aggiunge la recente sentenza del TAR che ha bloccato la caccia in 475 valichi lombardi, limitando le azioni di contenimento della fauna selvatica e ponendo un serio pregiudizio al contrasto della diffusione della peste suina africana.

Plauso al ministro Lollobrigida

“Un plauso va al ministro Lollobrigida – prosegue Beduschi – per aver scelto di affrontare una questione complessa con determinazione, esponendosi a critiche che troppo spesso sono il risultato di un approccio ideologico e distante dalla realtà”. “Il compito di un amministratore – conclude l’assessore – non è assecondare il consenso facile, ma assumersi la responsabilità di decisioni anche scomode, quando queste servono a tutelare l’interesse generale. E in questo caso il Governo lo sta facendo con coraggio”.

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Caccia. Beduschi: sentenza TAR premia al 100% nostra linea

Il calendario venatorio 2024/2025 della Regione Lombardia è confermato in pieno sia per le date di chiusura sia per le giornate integrative. Lo ha stabilito, nella mattinata di lunedì 7 ottobre 2024, la seconda sezione del TAR Lombardia, che ha respinto il ricorso contro la delibera di Giunta 2774 del 15 luglio 2024, presentato da diverse associazioni. Lo annuncia l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.

Caccia, sentenza TAR vittoria per la Lombardia

Alessandro Beduschi“Questa è una vittoria su tutta la linea – dichiara l’assessore regionale Alessandro Beduschi – che conferma, in toto, le nostre buone ragioni. E che premia il grande lavoro svolto dagli uffici dell’assessorato Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste per elaborare un calendario equilibrato e basato su motivazioni fondate, anche nelle parti in cui ci si discosta dal parere rilasciato da ISPRA. Che, giova ancora ricordarlo a tutte e tutti, è infatti sì obbligatorio ma non è vincolante”.

Attività venatorie avanti come previsto

Dopo la sentenza del TAR, le attività venatorie in Lombardia della stagione 2024/2025 proseguono quindi regolarmente come previsto dalle disposizioni regionali.

Decisione tutela interessi cacciatori e provvedimenti scientifici

“Salutiamo positivamente questa decisione – conclude l’assessore Beduschi – che tutela gli interessi legittimi dei cacciatori lombardi e dimostra che quando si assumono provvedimenti basati sul rigore scientifico questi non possono che essere accolti. Ciò al di là delle barriere ideologiche”.

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Caccia 2024, Nota Regione Lombardia: apertura confermata dal 2 ottobre

“A seguito dell’udienza che si è tenuta martedì 1 ottobre presso il TAR di Milano, in attesa di quanto verrà disposto con la sentenza, che dovrebbe essere depositata nei prossimi giorni, si conferma che la caccia sarà normalmente aperta da mercoledì 2 ottobre, secondo le disposizioni del calendario venatorio e suoi allegati territoriali di cui alla DGR n. 2774 del 15 luglio 2024“. Così Regione Lombardia in una Nota, inviata ad AFCP, Polizie Provinciali e associazioni venatorie sull’apertura della stagione venatoria in Lombardia prevista per mercoledì 2 ottobre.

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Caccia, dal 18 settembre attività consentite per alcune specie di avifauna

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha approvato alcune disposizioni integrative al calendario venatorio regionale 2024-25 per quanto riguarda la caccia alle specie previste.

Alessandro Beduschi“Con questa delibera – commenta l’assessore Beduschi – modifichiamo il calendario, uniformandolo al parere di ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), che espressamente consente l’apertura della caccia al 15 settembre alle specie prese in considerazione dal provvedimento”.

Caccia, le specie interessate

A partire da mercoledì 18 settembre sarà pertanto consentita, esclusivamente nelle forme da appostamento fisso e temporaneo, e come da raccomandazioni ISPRA, la caccia a un determinato numero di specie. Che sono: Colombaccio, Cornacchia Grigia, Cornacchia nera, Gazza, Ghiandaia, Merlo, Tordo bottaccio, Tordo sassello e Cesena.

A seguito del decreto del Presidente TAR 01067/2024 del 14 settembre, la caccia alla restante avifauna è sospesa fino al giorno 2 ottobre 2024.

Cosa già si può cacciare

Come da calendario è consentita dal 15 settembre la caccia a Lepre, Minilepre, Coniglio selvatico e Volpe. Così come sono previste le attività di prelievo degli ungulati e l’addestramento cani, secondo disposizioni vigenti.  Gli atti impugnati presso il TAR, inoltre, non riguardano gli istituti faunistico-venatori a gestione privata. A eccezione dell’avifauna migratoria non allevata. Per la quale la caccia è sospesa.

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Caccia. Beduschi: incontro positivo con Ispra su temi di maggiore attualità

L’assessore della Regione Lombardia all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha partecipato, giovedì 20 giugno, a Roma, presso la sede del Mase, a un incontro con il sottosegretario di Stato, Claudio Barbaro, l’assessore Alessio Piana per la Regione Liguria e il prefetto Stefano La Porta, presidente di Ispra sulla caccia. Una riunione convocata per arrivare alla quantificazione della ‘modica quantità’ di avifauna cacciabile in deroga, tema che riguarda le due Regioni, che hanno una consolidata cultura venatoria, ma in genere tutti i calendari venatori.

Proficuo incontro con Ispra sulla caccia

“L’incontro – sottolinea Beduschi – è stato molto proficuo e nell’occasione sono stati affrontati anche temi squisitamente lombardi. Tra questi quelli dei valichi di montagna, dell’utilizzo dei roccoli e dei richiami vivi. Esprimo piena soddisfazione per l’incontro con il sottosegretario perché ha recepito benissimo le istanze del territorio”.

Chiesto e ottenuto cambio di paradigma

“Chiedevamo – prosegue l’assessore – un cambio di paradigma nel rapporto con Ispra e con il Ministero. In particolare su quegli assunti che, in passato, hanno portato a delle frizioni. Questo perché si discostavano dalle evidenze scientifiche. Con questo incontro, invece, la scienza ha fatto pace con la politica. Finalmente abbiamo istaurato un rapporto diretto e costante e con il Ministero e con Ispra. Ciò all’infuori dei pregiudizi riscontrati in passato. E, di questo, ringrazio il presidente La Porta”.

Barbaro: agiremo su modiche quantità derogabili

“Nel rispetto del mandato popolare ricevuto a settembre del 2022 – ha espresso il sottosegretario Barbaro – intendo agire con risolutezza sul tema delle modiche quantità derogabili, considerando i troppi anni in cui non si è fatto alcun avanzamento. Dopo questo primo incontro, che reputo essere stato utilissimo, il Ministero ha inteso farsi parte diligente. E già dalle prossime settimane inizieranno i confronti con le Regioni, il nuovo Direttore generale del Mase per la protezione della natura e il nuovo capodipartimento dell’Ispra della biodiversità; anche confrontandoci con l’operato degli altri Paesi comunitari ci siamo dati l’obiettivo di definire, con la dovuta ponderazione, una modica quantità per la stagione venatoria 2025-2026 da verificare e monitorare anno dopo anno”.

Attenzione a ripopolamento e immissioni nelle acque dolci

A margine dell’incontro si è affrontato anche il tema delle immissioni e dei ripopolamenti di fauna ittica nelle acque dolci. Il sottosegretario di Stato ha ribadito che il Ministero intende consentire un maggior peso decisionale ai territori. Ciò unitamente a una più flessibile interpretazione del concetto di autoctonia. Confidando che agli esiti del lavoro del Nucleo di Valutazione sia possibile semplificare le immissioni di trota fario, trota iridea, coregone, persico trota, salmerino alpino e temolo proprio attraverso l’impiego di rinnovate Carte Ittiche Regionali, che disciplineranno, previa procedura di valutazione ambientale strategica, i criteri delle immissioni.

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Spreco alimentare, Beduschi: oltre un milione di pasti in più nel 2023

Con ‘Cinghiale solidale’ oltre 150 kg di carne a enti caritatevoli

Oltre un milione di pasti recuperati contro lo spreco alimentare. È quanto è stato possibile servire, nel 2023, a persone che ne avevano bisogno, grazie a oltre 571 tonnellate di cibo raccolto. Attraverso sforzo e impegno volontari di 70 associazioni attive tra le province di Bergamo, Brescia e Mantova. I risultati del progetto di ‘recupero alimentare‘ organizzato da Lions International sono stati presentati oggi in Regione Lombardia, dall’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi. Alla conferenza stampa sono intervenuti Pietro Fiocchi, europarlamentare, membro commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare, Fortunato Busana, presidente Cpa (Caccia, Pesca e Ambiente) e ideatore del progetto ‘Cinghiale solidale‘, e Michele Bornaghi, presidente Federcaccia Bergamo.

“Questo progetto solidale – dichiara Beduschi – rappresenta un modello innovativo di gestione sostenibile delle eccedenze alimentari. Uno dei grandi temi in fatto di sprechi della nostra società. Quello che avanza non viene buttato ma utilizzato per fare del bene. Gli animali donati sono sanissimi.  Particolarmente importante, inoltre, è stato il lavoro svolto dai cacciatori nel ridurre il disequilibrio che ha portato l’eccessiva prevalenza del cinghiale in territori non vocati. L’aiuto solidale dato, poi, alle associazioni rappresenta un fil rouge molto importante. Perché questo esempio possa ripetersi positivamente anche in altre province lombarde”.

Il progetto contro lo spreco alimentare (2019-2023)

Il progetto, nato nel 2019 per iniziativa del Lions Club International, ha previsto la realizzazione di una piattaforma di raccolta e smistamento del cibo: Importante, a riguardo, la collaborazione tra associazioni di volontariato, aziende produttrici, commercianti e distributori. I prodotti ricevuti in dono vengono distribuiti gratuitamente alle associazioni che assistono famiglie in difficoltà. Dal 2019 al 2023, sono state raccolte in totale oltre 1.500 tonnellate di derrate alimentari, per un valore di oltre 4 milioni di euro.

“Quando finisce la stagione – ha detto Fortunato Busana – il cacciatore è custode della natura e sentinella dell’ambiente. Diventa volontario di protezione civile, donatore di sangue, in tanti sono alpini. Lo spirito della solidarietà ci accomuna, infatti,  la caccia non è solo passione ma etica”.
Iniziativa nell’iniziativa è quella del ‘cinghiale solidale’ che, grazie alla disponibilità del mondo venatorio bergamasco, ha portato lo scorso anno alla distribuzione di oltre 150 chili di carne. Cibo donato in occasione di pranzi a due enti caritativi durante le scorse festività.

‘Cinghiale solidale’, recuperati 150 chili di carne

“Il recupero alimentare è un caso di successo tra Regione Lombardia, Lions e mondo venatorio – ha detto Michele Bornaghi, Federcaccia Bergamo -. “Le squadre di caccia al cinghiale bergamasche, come pure diverse realtà di Federcaccia e più in generale del mondo venatorio, da tempo sono solite a perseguire attività benefiche. I ‘Cinghialai bergamaschi‘, chiamati a sostenere il progetto “Cinghiale solidale”, hanno risposto concretamente. Federcaccia Bergamo ha organizzato le prime forniture di carne alle mense e sostenuto l’avvio dell’iniziativa con un contributo di 400 euro”.

“Caccia e cacciatori – ha ribadito, in conclusione, l’assessore Beduschi – sono spesso oggetto di una campagna denigratoria che purtroppo fa breccia presso l’opinione pubblica. Aderire, quindi,  a questo progetto di recupero alimentare mette in evidenza l’impegno del mondo venatorio. Impegno che, infatti,  si declina nella solidarietà e diventa fondamentale nell’ottica del contenimento del cinghiale per contrastare la piaga della Peste Suina Africana (PSA)”.

 

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