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Gaza, altri 3 bambini feriti accolti in Lombardia: 23 da inizio 2025

Nella tarda serata del 29 settembre 2025, un C-130 dell’Aeronautica Militare è atterrato all’aeroporto militare di Villafranca di Verona, proveniente da Eilat Ramon (Israele).

Trasferiti agli ospedali di Bergamo, Brescia e Milano

"Quattro

A bordo vi erano quattro bambini palestinesi accompagnati dai familiari. Dopo una prima valutazione medica effettuata sottobordo, i piccoli pazienti sono stati trasferiti con ambulanze verso le strutture ospedaliere italiane individuate per garantire cure immediate. Di questi, 3 in Lombardia, dai 7 agli 11 anni, e 1 a Trieste. In particolare, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stata ricoverata una bimba di 11 anni, agli Spedali Civili di Brescia un bimbo di 10 anni e al Niguarda di Milano un bimbo di 7 anni, tutti con lesioni neurologiche da esplosione.

Sono 23 i bambini di Gaza in Lombardia

Sono in tutto 23 i piccoli pazienti presi in carico dalla Lombardia dall’inizio dell’anno.

Bertolaso: da parte nostra grande disponibilità ad accogliere

“Ancora una volta – evidenzia l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – la Lombardia conferma la grande disponibilità ad accogliere e curare bambini che arrivano da scenari di guerra con gravi ferite e traumi. Il lavoro in rete con il Governo, la Protezione civile e i nostri sanitari sempre in prima linea, consente di offrire loro cure salvavita e una speranza di futuro. Allo stesso tempo, con la raccolta fondi vogliamo dire alle famiglie che qui non saranno mai sole”.

Il coordinamento

"Quattro

L’operazione è stata resa possibile grazie al coordinamento tra vari Enti e Ministeri. Tra cui Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Difesa, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Ed ancora, Ministero dell’Interno, Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Regione Lombardia, AREU e la rete ospedaliera regionale. 
Il trasferimento è avvenuto tramite il servizio Medevac (Medical Evacuation), con la collaborazione della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia, per assicurare ai piccoli pazienti il miglior trattamento medico possibile.

Italia primo Paese occidentale

L’Italia si conferma il primo Paese occidentale ad aver organizzato il trasferimento e la presa in carico ospedaliera di pazienti dalla Striscia, offrendo assistenza sanitaria e supporto umano a chi fugge da scenari drammatici.

La raccolta fondi per i bambini di Gaza in Lombardia

Prosegue intanto la raccolta fondi promossa da Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Progetto Arca, per garantire ai bambini e ai loro familiari  il sostegno necessario durante la permanenza in Italia. Le donazioni permetteranno di coprire i bisogni quotidiani di chi si trova in un Paese nuovo e spesso senza nulla: abbigliamento, materiale scolastico, giochi e tutto ciò che serve per ricominciare.

È possibile contribuire tramite la pagina web:
https://sostieni.progettoarca.org/campagna/mai-soli/

Un centro di raccolta per abiti e materiale utile è attivo a Milano, in via Sammartini 124 (lunedì-venerdì, 9.30-16.30).

 

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La ‘3 giorni’ dedicata a sport e salute in piazza Città di Lombardia

“Una bella iniziativa che anima la nostra piazza Città di Lombardia nel segno dello sport e della salute. Un binomio che, fin dall’inizio del mandato di questa Giunta, è sempre stato al centro della nostra attenzione, diventando sempre più importante un modello per favorire stili di vita corretti“.

Sport e salute in piazza Città di Lombardia

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana dopo aver segnato un calcio di rigore e messo a segno un canestro, in piazza Città di Lombardia, a Milano, trasformata per tre giorni in una grande arena sportiva in occasione di ‘One health day’. Un evento gratuito e aperto a tutti che propone un grande laboratorio a cielo aperto dedicato al tema della salute coniugata allo sport. L’obiettivo, grazie alla collaborazione di Regione Lombardia e con il patrocinio di Coni, Cip e delle federazioni sportive, nonché di associazioni ed enti di cultura, coinvolge istituzioni, università, Irccs e realtà di volontariato.

Tre giorni in piazza Città di Lombardia

In piazza, per la giornata d’apertura, anche l’assessore regionale alla  Sicurezza  e Protezione Civile Romano La Russa, e il sottosegretario allo Sport e Giovani Federica Picchi che aprendo i lavori ha evidenziato “l’impegno e l’attenzione che Regione Lombardia mette in campo per valorizzare ogni disciplina, esaltandone il valore e l’importanza che assume anche e soprattutto a livello sociale”.

“Vedere nella nostra piazza – ha aggiunto Federica Picchi – ospitare, con successo, campi da calcetto, da pallacanestro e da pallavolo, così come spazi dedicati alla scherma, al baseball, alle arti marziali e al golf, è motivo di grande soddisfazione. Un esperimento riuscito che ci spinge a proseguire in questo tipo di iniziative”.

Uno spazio dedicato ad Areu

Uno spazio importante è dedicato anche ad Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza). Qui il presidente Fontana, nel ringraziare operatori, personale e il direttore generale Massimo Lombardo, si è impegnato in una simulazione di manovra di rianimazione cardiopolmonare.

 

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Altri sei bambini trasferiti da Gaza in Lombardia per essere curati

Sei bambini provenienti da Gaza sono arrivati in Lombardia per essere curati negli ospedali regionali. Un C-130 dell’Aeronautica Militare è atterrato all’aeroporto militare di Milano Linate, proveniente dallo scalo israeliano di Eilat Ramon. Ad accoglierli sulla pista dell’aeroporto militare Massimo Lombardo, direttore generale dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (AREU) della Lombardia, che ha coordinato le operazioni in stretto contatto con l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso. Tra i ricoverati, anche la mamma e il papà di uno dei bambini, entrambi gravemente feriti in patria.

Gli ospedali dove saranno curati i bambini di Gaza

I piccoli pazienti – di età compresa tra quattro mesi e sette anni – erano accompagnati dai familiari e, dopo una prima valutazione medica effettuata sottobordo, sono stati trasferiti in ambulanza verso le strutture ospedaliere individuate:

  1. ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo: bimbo di 5 mesi con patologia cardiaca, con 4 familiari;
  2. ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo: bimbo di 3 anni con gravi ferite da scoppio destinato a Padova, ma che l’equipe sanitaria del Veneto ha preferito accompagnare a Bergamo;
  3. ASST Niguarda di Milano: bimbo di 4 mesi con problemi cardiaci, con 4 familiari;
  4. ASST Niguarda di Milano: bambino di 4 anni con ferite da esplosione, ricoverato insieme ai genitori gravemente feriti e 2 familiari;
  5. ASST Spedali Civili di Brescia: bambina di 7 anni con problemi ossei, con 2 familiari;
  6. Ospedale dei Bambini ‘Vittore Buzzi’ di Milano: bimbo di 7 mesi con immunodeficienza, con 7 familiari.

Bertolaso: Regione Lombardia sta facendo la sua parte

“Stiamo continuando – spiega l’assessore Bertolaso – a dare la massima disponibilità ad accogliere i bambini malati e feriti che necessitano cure salvavita. Si tratta di casi complessi che a Gaza hanno ricevuto al massimo i primi interventi di emergenza ma che ora necessitano di un’assistenza continuativa e multidisciplinare. Ringrazio AREU e le strutture ospedaliere che si occuperanno dei pazienti, sia bambini che adulti, visto che tra di loro c’è anche un’intera famiglia composta da genitori e figlio, feriti tutti da una bomba”.

“La Lombardia – evidenzia Bertolaso – anche questa volta sta facendo la sua parte,  in sinergia con le strutture nazionali“.

Cure ospedaliere urgenti

“Era previsto l’arrivo in Lombardia di 5 bambini – continua l’assessore al Welfare – ma i medici hanno ritenuto che le condizioni di un paziente di 3 anni, con ferite da scoppio, che doveva essere trasportato in Veneto, fossero tali da necessitare cure ospedaliere urgenti”.

“Già durante il volo c’era stato un aggravamento e, con il coordinamento tra Protezione Civile, CROSS, AREU e Regione Lombardia – precisa Bertolaso – si è deciso il trasferimento urgente all’ospedale Papa Giovanni XIII di Bergamo, con il supporto dell’equipe sanitaria di Padova, di modo da ridurre la tempistica di trasporto”.

Sinergia tra le strutture regionali e nazionali

L’operazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Difesa, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Interno, Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Regione Lombardia, AREU e la rete ospedaliera regionale.

Il trasferimento è avvenuto attraverso il servizio Medevac (Medical Evacuation), con il coordinamento di AREU e della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia, per assicurare ai piccoli pazienti il miglior trattamento medico possibile. Nello stesso volo sono arrivati anche 5 pazienti con i familiari destinati agli ospedali di Padova e Verona. Altri due voli sono atterrati a Pisa per i pazienti diretti in Emilia-Romagna e Toscana, e uno a Ciampino per quelli destinati al Lazio. Complessivamente, ad agosto sono 34 i bambini accolti in Italia e 91 i familiari che li accompagnano.

Prosegue la raccolta fondi per sostenere i bambini di Gaza curati in Lombardia

Prosegue intanto la raccolta fondi lanciata da Regione Lombardia, in collaborazione con Fondazione Progetto Arca, per garantire il sostegno necessario a questi bambini ai loro genitori, fratelli e sorelle. Le risorse raccolte serviranno a coprire le esigenze di chi si trova in un Paese nuovo, spesso senza nulla con sé: abbigliamento, materiale scolastico, giochi e tutto ciò che serve per vivere con dignità la quotidianità, e ricominciare. È possibile donare con le modalità indicate collegandosi alla pagina web qui. Il Centro di raccolta per la donazione capi di abbigliamento e materiale utile è in via Sammartini 124, a Milano (orari apertura: lunedì – venerdì, 9.30/16.30).

 

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Varese, il Numero Unico di Emergenza 112 compie 15 anni

La Centrale Unica di Risposta (CUR) del Numero Unico di Emergenza 112 di Varese compie 15 anni. È la prima attivata in Italia dall’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (AREU) e il punto di partenza di un sistema che ha trasformato radicalmente l’accesso ai soccorsi nel nostro Paese. Il 21 giugno 2010 nasceva infatti qui il primo centro operativo di quello che sarebbe diventato il cuore del modello lombardo e, successivamente, il riferimento per l’intera rete nazionale. Proprio in occasione di una ricorrenza così significativa è stato presentato anche il nuovo sito nazionale 112.gov.it, voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

I presenti alla celebrazione dei 15 anni del Numero unico di Emergenza 112 di Varese

La doppia ricorrenza è stata celebrata con un momento istituzionale cui hanno partecipato, fra gli altri, Raffaele Cattaneo, sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed Europee; Giorgio Cotroneo, delegato del prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello; il questore, Carlo Ambrogio Mazza; il comandate provinciale dei Carabinieri, Marco Gagliardo; il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Fabrizio Rella; il responsabile della Sala Operativa provinciale dei Vigili del Fuoco, Fabio Bruno; il direttore generale dell’ASST Sette Laghi, Giuseppe Micale e dell’Ats, Salvatore Gioia, e Guido Bonoldi delegato del sindaco di Varese.

Il direttore generale di AREU, Massimo Lombardo, affiancato dal coordinatore regionale del NUE, Fabrizio Canevari e dai coordinatori delle Centrali di Varese, Simone Carradore e di Milano, Marco Contini, introducendo i lavori, ha portato i saluti del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, che per l’occasione hanno fatto pervenire un contributo tramite videomessaggio.

Fontana: il modello operativo di Varese continua a fare scuola

varese 112 numero emergenza

“Possiamo essere fieri – ha detto il governatore lombardo nel contributo video – di quella che è nata come una sperimentazione di Regione Lombardia, in collaborazione con il ministero dell’Interno, allora guidato da Roberto Maroni,  perché il NUE ha rappresentato una svolta per il sistema di emergenza-urgenza italiano, e Varese continua a fare scuola. Io ero sindaco di Varese e Guido Bertolaso era assessore regionale e capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile.

“In questi 15 anni, a partire dal nostro esempio – ha aggiunto-AREU ha trasmesso il proprio sapere a favore di numerose centrali in Lombardia e in altre regioni del Paese. Dal 2018, Varese è pioniera anche del sistema eCall. I numeri testimoniano la tenacia, la professionalità e la dedizione di ogni singolo operatore. Per questo vi ringrazio di cuore, tutti, uno ad uno, per essere parte di questa straordinaria avventura: una storia di eccellenza per Varese, per la Lombardia e per il servizio pubblico».

Bertolaso: siete un esempio e un punto di riferimento

«Credo che non vi sia realtà migliore da ringraziare – ha evidenziato Bertolaso nel video – perché sappiamo tutti cosa è iniziato a Varese e cosa, da qui, si è diffuso: la più straordinaria, rapida ed efficace rete di gestione della comunicazione di emergenza esistente a livello mondiale. Ho sempre indicato Varese come modello, esempio e pilastro su cui è stato costruito il Numero Unico di Emergenza, che oggi ha fatto passi avanti fondamentali. Ricordo molto bene quel giorno, come pure lo sforzo degli anni precedenti per arrivare a una realtà unica e condivisa”.varese 112 numero emergenza

“Sappiamo bene cosa succedeva nei casi di emergenza, quando gli approcci variavano a seconda del territorio da cui proveniva la chiamata. L’esigenza di unificare il sistema nasce proprio da quello spirito di squadra che è nel DNA di chi si occupa di emergenza-urgenza, fornendo il proprio contributo in base a esperienza, competenza e mission. Il ‘chi fa che cosa’ nell’ambito dell’emergenza e nella ricezione delle chiamate è un comandamento che non può essere messo in discussione. Siete un esempio, un punto di riferimento e dovete essere orgogliosi del percorso compiuto da quel lontano giugno del 2010. Oggi rappresentate un modello internazionale e i numeri parlano chiaro, così come l’organizzazione che avete costruito”.

Grande professionalità

“Voglio ricordare – ha concluso – anche la capacità di rispondere in più lingue e in soli 9 secondi di media: risultati straordinari, insieme alla prontezza con cui sapete supportare altre regioni. Ancora grazie: il Paese vi guarda, sapendo di poter contare sulla vostra grande professionalità e passione”.

Cattaneo: operatori sono testimonianza di grande professionalità e umanità

“Mi hanno impressionato i dati – ha detto Cattaneo – quasi 5 milioni di chiamate ricevute ogni anno a testimonianza che questa Centrale offre un servizio reale garantendo un aiuto concreto nel momento del bisogno ai cittadini che trovano negli operatori capacità di ascolto e di re-indirizzamento nei luoghi adeguati. Una testimonianza non solo di grande professionalità, ma anche di umanità”.

varese 112 numero emergenza

Cattaneo ha poi sottolineato l’importanza dell’integrazione fra realtà diverse per garantire un servizio sempre all’altezza delle necessità.

Lombardo (Dg AREU): iniziativa con grande impatto nazionale

“Quando nel 2010 le donne e gli uomini di AREU hanno acceso per la prima volta il NUE 112 a Varese – ha detto il Direttore generale di AREU, Massimo Lombardo – sapevano di fare qualcosa di importante, ma nessuno poteva immaginare l’impatto che avrebbe avuto a livello nazionale. Possiamo dire con orgoglio che da qui è partito un modello che ha migliorato la sicurezza di milioni di persone. Il mio apprezzamento più sincero va a tutti gli operatori che in questi 15 anni hanno reso la CUR di Varese un esempio di professionalità, passione e spirito di servizio”.

La nascita e lo sviluppo del NUE

A maggio 2013 il servizio 112 è stato esteso al resto della Lombardia, con l’attivazione delle CUR di Milano e Brescia (dicembre 2014). La Legge n. 124/2015 (Legge Madia) ha previsto l’estensione del Numero Unico di Emergenza 112 su tutto il territorio nazionale. Il progetto ha dato forma al cosiddetto ‘modello lombardo‘, che ha posto le basi per la diffusione del NUE in tutta Italia.

Il sistema prevede una Centrale Unica di Risposta di primo livello (PSAP1), che filtra, localizza e smista le chiamate agli enti di soccorso competenti (sanitari, forze dell’ordine, vigili del fuoco, guardia costiera). Questo approccio ha migliorato la tempestività dei soccorsi e ottimizzato l’uso delle risorse.

Il territorio di competenza della CUR di Varese

varese 112 numero emergenza

La CUR NUE 112 di Varese è attualmente competente per le province di Varese, Lecco, Como, Bergamo e Monza Brianza. L’area servita conta circa 4 milioni di abitanti, rendendola la CUR con il bacino di utenza più ampio della Regione Lombardia e tra le prime in Italia. La gestione di un territorio così vasto, che comprende grandi città ma anche aree rurali e montane, richiede grande flessibilità, collaborazione con numerosi enti e profonda conoscenza del territorio.

Dietro la tecnologia e i numeri ci sono 57 operatori altamente qualificati e un coordinatore che, 24 ore su 24, rispondono con professionalità e umanità a migliaia di richieste d’aiuto. La loro voce è la prima che un cittadino sente in un momento di difficoltà.

I numeri di un successo nazionale

Dal 2010 a oggi, le CUR 112 della Lombardia hanno gestito oltre 56,7 milioni di chiamate, di cui 22.486.109 solo dalla CUR di Varese. Nel solo 2024, le centrali NUE 112 in Italia hanno ricevuto più di 18,3 milioni di chiamate. Quelle inoltrate ai servizi di soccorso pubblico sono state 9,6 milioni (52%).

In Lombardia, le tre centrali regionali hanno ricevuto 4.916.450 chiamate (27% del totale nazionale), di cui 1.757.406 gestite dalla sola centrale di Varese (10% del totale).

  • Media giornaliera: quasi 4.800 chiamate
  • Tempo medio di risposta: 9 secondi

Nel 2024 la CUR di Varese ha gestito un numero importante di chiamate:

  • oltre 356.000 in ambito sanitario
  • più di 287.000 ai Carabinieri e 82.000 alla Polizia di Stato
  • circa 50.000 per soccorso tecnico
  • circa 250  alla Guardia Costiera

Il NUE in Italia

Attualmente, il NUE112 è attivo in 16 regioni italiane e copre oltre l’81% della popolazione nazionale (circa 47,6 milioni di cittadini). Oggi in Italia sono operative 24 centrali destinate a diventare 29 una volta terminato il percorso cominciato, appunto, 15 anni fa.

Il nuovo sito nazionale

E’ online il nuovo sito 112.gov.it, il portale informativo, multilingue, dedicato al Numero Unico di Emergenza europeo 1 1 2 (uno, uno, due). Il nuovo portale, attraverso una veste grafica intuitiva e semplice, fornisce informazioni sulla copertura, sulle modalità d’uso e sull’accessibilità al Numero Unico di Emergenza.

Una sezione del sito è dedicata alla funzionalità del Servizio e delle Centrali Uniche di Risposta e illustra come vengono trattate e, successivamente smistate, le comunicazioni di emergenza alle centrali di secondo livello di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del fuoco, Guardia costiera o soccorso sanitario.

Schede informative

Novità del portale è l’area delle ‘Emergenze più comuni’ dove l’utente può trovare delle schede informative con pratici e utili consigli su come gestire le prime fasi dell’emergenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Altro elemento di novità è rappresentato dalla sezione dei dati relativi alle chiamate di soccorso, dove trimestralmente saranno aggiornati i numeri delle chiamate ricevute dalle CUR, di quelle smistate all’ente di soccorso e di quelle ‘filtrate’ e che, quindi, non vengono inoltrate alle CUR perché non necessitano di un reale intervento operativo.

Il servizio 112Sordi e l’App ‘Where are U’

Attraverso un link interattivo si può accedere direttamente al servizio 112Sordi, che viene gestito, per tutto il territorio nazionale, dalla Regione Piemonte. Infine, una sezione è dedicata all’app ‘Where are U’. Il sito è stato sviluppato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ed è finanziato dall’Unione europea con i fondi del programma Next Generation EU.

L’App ‘Where ARE U’ e il sistema ‘eCall’

Innovazione e qualità del servizio sono elementi distintivi della CUR di Varese, che è l’unica centrale in Italia certificata per la gestione del sistema eCall: nel 2024 ha processato oltre 173.000 chiamate provenienti da dispositivi eCall installati nei veicoli di tutta Italia.

A questo si affianca l’uso dell’app ‘Where ARE U’, sviluppata da AREU, che permette a chi chiama il 112 di trasmettere automaticamente la propria posizione GPS, accedere via chat o in modalità silenziosa e segnalare in modo più preciso il tipo di emergenza. L’app offre inoltre supporto per persone sorde e traduzione in tempo reale per chiamanti stranieri.

Cos’è ‘eCall’

Il sistema eCall è un servizio di emergenza automatizzato per i veicoli, progettato per ridurre i tempi di intervento in caso di incidente stradale. Attivo in tutta Europa dal 2018 e obbligatorio su tutti i veicoli di nuova produzione, eCall connette direttamente l’auto con il NUE 112, trasmettendo dati essenziali per il soccorso. In Italia, tutte le chiamate generate dal sistema eCall vengono gestite dalla Centrale Unica di Risposta di Varese, che funge da hub nazionale per la ricezione e il coordinamento delle richieste di soccorso. Da qui, le chiamate vengono inoltrate alla centrale di emergenza territorialmente competente (Sanità, Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine), garantendo rapidità ed efficienza nell’intervento. Una gestione centralizzata assicura infatti una presa in carico uniforme, con operatori specializzati nell’identificazione delle emergenze stradali. Nel 2024  sono state ricevute 173.036 chiamate eCall

Come funziona

Il sistema eCall può essere attivato in due modalità:

  • Automatico: si attiva in caso di impatto violento del veicolo inviando automaticamente una chiamata al NUE 112, trasmettendo la posizione GPS dell’auto il numero di passeggeri a bordo (se rilevato), il tipo di veicolo e il carburante utilizzato (informazioni utili in caso di incendi o fuoriuscite pericolose).  Anche se gli occupanti sono incoscienti, la CUR NUE 112 di Varese riceve la segnalazione e attiva immediatamente i soccorsi.
  • Manuale: può essere attivato dal conducente o dai passeggeri premendo il pulsante SOS nel veicolo, utile in caso di malore, aggressione, incendio o altre emergenze.  La chiamata viene sempre gestita dalla CUR NUE 112 di Varese, che valuta la situazione e inoltra l’intervento agli enti competenti.

eCall riduce i tempi di soccorso in quanto la chiamata automatica permette di inviare i soccorsi in modo più rapido, anche se chi è a bordo non può chiedere aiuto. Offre inoltre maggiore sicurezza perché aiuta a prevenire situazioni critiche, come la mancata segnalazione di incidenti su strade isolate.

App ‘Where ARE  U’: il nue 112 a portata di smartphone

L’app ‘Where Are U’ è uno strumento essenziale per contattare il NUE 112 in modo rapido e preciso, migliorando l’efficacia della risposta alle emergenze. Disponibile gratuitamente per iOS e Android, permette agli utenti di comunicare con i soccorsi in modalità avanzata.

Funzionalità principali:

  • Localizzazione automatica: trasmette in tempo reale la posizione GPS del chiamante, anche in ambienti chiusi (se il dispositivo è connesso alla rete).
  • Chiamata d’emergenza diretta al NUE 112: garantisce un contatto immediato con gli operatori della Centrale Unica di Risposta più vicina.
  • Chiamata silenziosa (muta): consente di richiedere aiuto senza parlare, utile in situazioni di pericolo come furti o aggressioni.
  • Chat per persone con difficoltà di comunicazione o sorde: offre la possibilità di interagire con il NUE 112 in modalità testuale.

Vantaggi di ‘Where ARE  U’

Diversi e notevoli i vantaggi offerti dall’uso dell’app. Anzitutto una maggiore precisione nella localizzazione dell’emergenza, poi la riduzione dei tempi di intervento grazie a informazioni dirette e dettagliate, l’accessibilità per tutti, incluse persone con disabilità uditive o difficoltà di comunicazione e una copertura nazionale e interoperabilità con il sistema NUE 112 europeo. Ad oggi sono oltre 3,5 milioni le registrazioni avvenute sull’app Where Are U.

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A Sondrio e Lecco l’elisoccorso per trasportare le pazienti ostetriche

Al via la sperimentazione organizzativa del Servizio di Trasporto Assistito Materno (STAM) tramite elisoccorso nei territori delle ASST di Lecco e della Valtellina e Alto Lario. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Il progetto, elaborato da AREU – Agenzia Regionale Emergenza Urgenza con la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia e il Comitato Percorso nascita, mira a garantire una maggiore sicurezza e tempestività nel trasferimento delle pazienti ostetriche tra ospedali, soprattutto in aree montane o difficilmente raggiungibili, rafforzando così la rete dei punti nascita e l’assistenza alle gravidanze a rischio.

Coinvolte nella sperimentazione le ASST di Lecco e della Valtellina

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell'assessore Guido Bertolaso, ha dato il via alla fase di sperimentazione del modello Eli-STAMLe strutture coinvolte nella sperimentazione, della durata di 24 mesi, sono l’AREU, l’ASST Lecco – Presidio Ospedaliero Manzoni di Lecco e l’ASST Valtellina e Alto Lario. Il progetto è attivo tra l’alta Valtellina (compreso Livigno) e Lecco. Prevista inoltre l’assunzione di ostetriche dedicate al progetto all’ASST di Lecco. Durante la fase sperimentale, sarà redatta una relazione intermedia dopo il primo anno di attività e, al termine, una valutazione finale complessiva che permetterà alla Direzione Generale Welfare di esprimersi sull’eventuale estensione del modello a livello regionale.

Trasferimento di donne in gravidanza da ospedali periferici

Concretamente, il modello ‘Eli-STAM‘ prevede l’impiego dell’elicottero per il trasferimento in urgenza di donne in gravidanza da ospedali periferici, spoke, (come quelli di Sondalo e Sondrio) verso il centro di riferimento (hub) di Lecco, quando le condizioni cliniche e la distanza lo richiedono. A bordo, oltre all’equipe medica dell’elisoccorso per il trasporto materno, sarà presente anche l’ostetrica per garantire la continuità assistenziale durante il volo. Il coordinamento operativo è affidato ad AREU, che attiva il vettore tramite le centrali regionali di trasporto e elisoccorso, sulla base di una valutazione clinica congiunta tra medici dello spoke e dell’hub.

Assessore Bertolaso: passo in avanti nella tutela della salute materno-infantile

“Con questa sperimentazione innovativa – ha detto Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia – vogliamo garantire alle donne in gravidanza che vivono nei territori montani della nostra regione lo stesso livello di sicurezza e rapidità d’intervento disponibile nei grandi centri. L’introduzione dell’ Eli-STAM rappresenta un passo avanti concreto nell’organizzazione dell’emergenza ostetrica e nella tutela della salute materno-infantile, soprattutto nelle aree più periferiche”.

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Gaza, a Progetto Arca la gestione dei doni per i bimbi in Lombardia

Regione Lombardia ha individuato in Fondazione Progetto Arca il soggetto che si occuperà della raccolta e gestione dei doni destinati ad Adam e agli altri bambini arrivati nei giorni scorsi dalla Striscia di Gaza con un volo dell’Aeronautica Militare e ricoverati a Milano e Bergamo.

Gaza, Progetto Arca raccoglierà i doni per i bambini

Numerosi cittadini lombardi hanno espresso la volontà di inviare fondi oltre a regali, giocattoli e beni di prima necessità per i bambini palestinesi attualmente assistiti nelle strutture sanitarie lombarde e per rispondere a questo desiderio di solidarietà, Regione Lombardia ha individuato in Progetto Arca, fondazione no profit attiva sul territorio, il soggetto più idoneo a raccogliere e distribuire le donazioni.

I fondi e i beni raccolti verranno utilizzati per l’acquisto di vestiti, giocattoli e per fornire supporto alla famiglia di Adam e ad altri bambini nelle medesime condizioni.

Bertolaso: donazioni testimoniano grande cuore dei lombardi

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, in foto al momento dell’arrivo dell’aereo da Gaza con sopra Adam: il giovane è stato trasferito al Niguarda

“Abbiamo ricevuto moltissime richieste da parte di cittadini, associazioni ma anche aziende private – ha dichiarato l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso – che desiderano attivarsi per portare un aiuto concreto”.

“Per questo motivo – ha spiegato l’assessore – abbiamo deciso di coordinare l’iniziativa con il prezioso supporto di Progetto Arca che ringraziamo per la disponibilità e la professionalità. È, questo, un gesto che testimonia il grande cuore dei lombardi”.

Progetto Arca: grazie a Regione Lombardia con cui collaboriamo attivamente

“Fondazione Progetto Arca – ha aggiunto il presidente Alberto Sinigallia – è in prima linea in questa emergenza per portare aiuto ai bambini gravemente feriti nel conflitto a Gaza e ai loro familiari che sono arrivati nel nostro territorio. Grazie a Regione Lombardia con la quale collaboriamo attivamente per averci coinvolti ad essere così veicolo di raccolta fondi e materiale per tutte le esigenze che le persone fragili in arrivo potranno incontrare. Siamo in costante osservazione dell’evoluzione delle necessità di chi arriva per poter al meglio garantire il nostro aiuto”.

Come donare

Le modalità per partecipare alla raccolta fondi sono indicate al seguente link.

Centro di raccolta per la donazione capi di abbigliamento e materiale utile: via Sammartini 124, Milano – dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 16.30.

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Gaza, Bertolaso a Niguarda da Adam: dalla Lombardia massimo impegno

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha incontrato, all’Ospedale Niguarda di Milano, Adam, il giovane paziente palestinese di 11 anni, giunto l’11 giugno 2025 dalla Striscia di Gaza con un volo dell’Aeronautica Militare e attualmente ricoverato presso la struttura milanese. Il ragazzo è arrivato in Lombardia insieme ad altre due minori, anch’esse provenienti da Gaza e attualmente affidate alle cure del Policlinico di Milano e dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

All’incontro hanno partecipato anche il direttore generale dell’Ospedale Niguarda, Alberto Zoli, il direttore sanitario, Giuseppe Sechi, la pediatra Chiara Moretti, e il presidente della comunità palestinese in Lombardia, Khadher Tamini.

Adam da Gaza al Niguarda: l’impegno della Lombardia

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, in foto al Niguarda con il piccolo AdamI tre minori, accolti nelle strutture lombarde nell’ambito di un intervento sanitario umanitario, presentano condizioni cliniche complesse ma stabili.

Adam ha riportato fratture agli arti superiori e presenta un quadro neurologico che richiederà ulteriori approfondimenti.

Le due bambine evidenziano traumi toracici e fratture multiple e sono in corso trattamenti multidisciplinari.

Tutti e tre risultano fortemente provati sul piano psicologico, a seguito delle gravi esperienze vissute nei territori di provenienza. Regione Lombardia ha già attivato le necessarie forme di supporto psicologico in coordinamento con le rispettive équipe ospedaliere.

Bertolaso: Adam giocava, la mamma ci ha ringraziato

“Abbiamo fatto una riunione di coordinamento con i tre ospedali che stanno ospitando i bambini – ha detto Bertolaso al termine della visita – e la notte è trascorsa tranquillamente. Hanno incominciato a fare le prime visite e i primi esami. Ci preoccupa un po’ la bambina che sta al Papa Giovanni a Bergamo perché ha subìto delle lesioni molto serie da scoppio di bomba. Ha anche qualche lesione degli organi interni ed è in terapia intensiva. La stanno curando soprattutto per quello che riguarda il rischio di infezioni”.

“La ragazza che è ricoverata al Policlinico – ha aggiunto l’assessore – ha cominciato a fare anche lei i controlli, a Gaza le è già stato asportato un polmone, quindi ha problemi di riabilitazione più tutta una serie di fratture”.

“Ho visto Adam – ha ribadito Bertolaso – che stava giocando con il Lego realizzando una Ferrari solo con la mano destra perché la mano sinistra è completamente bloccata. Ha una frattura del braccio e una serie di lesioni ai nervi in valutazione. La mamma, che mi ha detto quanto bravo sia Adam a risolvere il cubo di Rubik, è insieme a lui, ed è molto grata per quello che stiamo facendo. Tutti e tre sono coccolati come meritano. Ci stiamo occupando soprattutto anche delle famiglie, delle mamme e dei genitori”.

Farnesina, Regione Lombardia, Areu: lavoro in sinergia

“La diplomazia italiana – ha aggiunto Bertolaso – ha fatto un lavoro straordinario e di questo ringrazio il ministro Tajani. Infatti credo che siamo l’unico Paese che in questo momento stia accogliendo i bambini che hanno subito dei traumi, hanno perso i genitori o uno dei due genitori e comunque sono in condizioni serie. E questo è stato possibile grazie all’intervento della Farnesina, al lavoro della diplomazia italiana. C’è tutto un importante lavoro diplomatico”.

“Sono loro – ha evidenziato l’assessore al Welfare – che hanno scelto di venire in Italia. Voglio ricordare che la mamma di Adam, come sapete, ha ricevuto decine di offerte per essere accolta in tanti Paesi europei e anche fuori dall’Europa. Lei ha deciso di optare per l’Italia. Milano e la Lombardia l’hanno accolta a braccia aperte e con il consueto grande spirito di solidarietà”.

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Bambini Gaza, Bertolaso: prima notte trascorsa serena, ora le cure

“I bambini  di Gaza e i loro familiari hanno trascorso la prima notte serena negli ospedali lombardi che li ospitano. Adesso inizia formalmente il loro percorso di cura e di sostegno. Desidero ancora una volta ringraziare tutti coloro che, a partire da Areu, hanno contribuito a rendere possibile questa importante operazione sanitaria e di solidarietà“.

Così Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia dopo aver contattato le strutture che ospitano i pazienti giunti da Gaza.
I tre minori, accompagnati dai loro familiari, riceveranno le cure specialistiche necessarie e si aggiungono agli 11 bambini giunti in Lombardia tra febbraio e maggio.

Bambini di Gaza, prima notte serena negli ospedali lombardi

Tra loro c’è anche l’undicenne Adam, con lesioni agli arti, ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano. Altre due minori saranno curati in Lombardia: si tratta di una quindicenne, presa in carico dal Policlinico di Milano per gravi lesioni al torace e fratture multiple e di una dodicenne, che ha riportato varie fratture complesse, destinata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

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Atterrato a Milano l’aereo con i bambini provenienti da Gaza

All’aeroporto militare di Milano-Linate è atterrato, nella serata di mercoledì 11 giugno 2025, l’aereo dell’Aeronautica con a bordo i pazienti, i bambini, provenienti da Gaza che la Lombardia accoglie per le cure. I minori, accompagnati dai loro familiari, riceveranno cure specialistiche in tre ospedali lombardi. Ad attenderli, al loro arrivo, il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso.

Lombardia accoglie i bambini feriti di Gaza

Il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, e l'assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, accolgono i feriti provenienti da Gaza“Ancora una volta – ha dichiarato Bertolaso – Regione Lombardia e la sanità lombarda si mettono a disposizione per sostenere chi è in difficoltà. L’ennesima conferma del nostro impegno nel nome della solidarietà. Le parole che più mi hanno colpito nell’attesa dell’arrivo dell’aereo a Linate sono state quelle del rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che si è congratulato con noi ringraziando la Lombardia, definendola un esempio per il mondo intero. I 3 bambini appena atterrati si aggiungono agli 11 arrivati sul nostro territorio tra febbraio e maggio. Inoltre, abbiamo ribadito la disponibilità ad accoglierne altri, perché la Lombardia è sempre pronta ad aiutare i più piccoli che si trovano in condizioni complesse. Nella nostra regione – ha concluso Bertolaso – il sistema sanitario è solido, efficiente ed efficace con competenze di assoluto livello. A tutti gli operatori di questo settore va, ancora una volta, il nostro ringraziamento”.

Comazzi: prezioso e qualificato impegno del nostro sistema sanitario lombardo

Presente anche l’assessore regionale a Territorio e Sistemi verdi, Gianluca Comazzi, che ha voluto ringraziare “tutto il sistema sanitario lombardo per il prezioso e qualificato impegno dimostrato anche in questa occasione”.

Adam al Niguarda, due altre ragazze a Policlinico Milano e Papa Giovanni XXIII Bergamo

L'aereo che ha trasportato i feriti di Gaza che la Lombardia accoglie per curarliTra i bambini arrivati a Linate c’è anche l’undicenne Adam, con fratture multiple e una lesione neurologica: sarà ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, accompagnato dalla madre e altri familiari. Anche altre due minori saranno curate in Lombardia, si tratta di una quindicenne, presa in carico dal Policlinico di Milano per gravi lesioni al torace e fratture multiple e di una dodicenne, che ha riportato varie fratture complesse, destinata all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Trasferimento curato da AREU

Il trasferimento dei bambini nella struttura sanitaria di destinazione è curato da AREU con un’ambulanza medicalizzata, con a bordo due autisti soccorritori, un medico e un infermiere.

Sinergia istituzionale virtuosa

L’intervento rientra nell’ambito del servizio Medevac (Medical Evacuation), promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in collaborazione con il Dipartimento nazionale di Protezione civile.
L’organizzazione sul territorio è stata garantita da Regione Lombardia, con il coordinamento operativo di AREU e della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia.

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Incidente scuolabus Lomazzo, il cordoglio della Lombardia

“Esprimo il mio profondo cordoglio e quello della Regione Lombardia per la tragica scomparsa dell’insegnante che ha perso la vita nell’incidente avvenuto in una galleria a Lomazzo, in provincia di Como. L’impatto, tra un camion e lo scuolabus che trasportava gli alunni della Primaria di Cazzago Brabbia (Varese), in gita scolastica”.

Lo dichiara il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

“Alla famiglia della donna, all’intera comunità scolastica e ai genitori dei bambini coinvolti – aggiunge – va il mio pensiero e la mia più sincera vicinanza in questo momento di grande dolore”.

Incidente scuolabus a Lomazzo, il cordoglio della Regione Lombardia

“Sul posto – conclude – sono intervenuti Areu, sette ambulanze, diverse automediche, l’elisoccorso di Como, numerose squadre dei Vigili del fuoco e delle Forze dell’ordine. Desidero ringraziare tutte le donne e gli uomini impegnati nei soccorsi che, con prontezza e professionalità, hanno messo in sicurezza e rassicurato i piccoli passeggeri”.

Tragedia che colpisce nel profondo

“La notizia della tragica scomparsa di un’insegnante ci colpisce profondamente e lascia anche un dolore indelebile in tutta la comunità.
Si tratta di una tragedia che colpisce nel profondo e che richiama l’importanza e il valore di chi ogni giorno si dedica con responsabilità e passione all’educazione dei nostri giovani”.

Lo dice esprimendo anche  “le più sentite condoglianze ai familiari e ai cari della vittima” l’assessore all’Istruzione e Formazione Simona Tironi,

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Primo soccorso a scuola: la Lombardia forma gli studenti

Insegnare le tecniche di primo soccorso sin dai primi anni di scuola in Lombardia. È quanto prevede un progetto contenuto in una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Simona Tironi, per la promozione della cultura della sicurezza nelle scuole lombarde.

nomine lombardia ats asst irccs

Tecniche di primo soccorso a scuola: l’impegno di Regione Lombardia

Il progetto, realizzato in collaborazione AREU e con il supporto delle associazioni sul territorio, mira a fornire agli studenti conoscenze pratiche fondamentali per affrontare situazioni di emergenza. Il programma prevede l’insegnamento di manovre salvavita come la rianimazione cardiopolmonare di base (RCP), l’uso del defibrillatore (DAE) e la disostruzione delle vie aeree.

Attraverso percorsi formativi mirati a scuola, il progetto coinvolgerà gli istituti dell’infanzia, primari e secondari di primo e secondo grado, contribuendo non solo alla crescita culturale e personale degli studenti, ma anche all’incremento della capacità di risposta in caso di emergenze mediche di primo soccorso da parte di studenti e personale scolastico in Lombardia.

Gli studenti coinvolti

Il programma formativo è strutturato per diversi livelli scolastici e mira a educare gli studenti sull’importanza del Numero Unico di Emergenza 112 e sulle tecniche di primo soccorso.

– Scuola dell’infanzia (4-5 anni): introduzione al 112 e riconoscimento delle emergenze.

– Scuola primaria (8-10 anni): concetti base di primo soccorso e gestione delle chiamate di emergenza.

– Scuola secondaria di primo grado (11-14 anni): formazione più avanzata su gestione emergenze e rianimazione cardiopolmonare.

Scuola secondaria di secondo grado (16-18 anni): corso BLSD con certificazione regionale, esercitazioni pratiche per 5.000 operatori.

Programma accessibile anche al personale scolastico

Le iniziative di formazione saranno accessibili, su base volontaria, anche ai docenti e al personale amministrativo, tecnico e ausiliario. È, infatti, ritenuto essenziale che il personale scolastico acquisisca o perfezioni le conoscenze sulle tecniche di primo soccorso. Si mira, così, a contribuire all’incremento del livello di sicurezza all’interno degli istituti scolastici e garantendo interventi tempestivi e potenzialmente salvavita in caso di emergenza. Gli insegnanti saranno inoltre coinvolti nei progetti di formazione sul primo soccorso verso i propri studenti.

Bertolaso: contenuti adeguati all’età e coinvolgimento diretto degli insegnanti

L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parla durante un evento. Ribadito l'impegno della Giunta per promuovere tecniche di primo soccorso nelle scuole della regione“Quando si verifica un’emergenza sanitaria – ha sottolineato Guido Bertolaso – chi si trova vicino alla persona colpita può fare la differenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Ci sono gesti, come la rianimazione cardiopolmonare o la manovra di Heimlich per disostruire le vie aeree, che possono salvare vite. Per questo è fondamentale diffondere la cultura del primo soccorso già dai primi anni di scuola. Se riusciamo a sensibilizzare i nostri ragazzi, potremo formare generazioni di adulti consapevoli e pronti a intervenire in caso di necessità”.

“Con questo progetto, – ha continuato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia – realizzato in collaborazione con AREU, vogliamo offrire un percorso strutturato che accompagni gli studenti dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Un obiettivo da raggiungere con contenuti formativi adeguati all’età e il coinvolgimento diretto degli insegnanti. Inoltre, per gli studenti di quarta e quinta superiore, attiveremo corsi di BLSD, in linea con la legge 116 del 2021 che promuove la diffusione e l’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici esterni”.

“Ricordo – ha concluso Bertolaso – che chiunque può utilizzare un defibrillatore e praticare le manovre di rianimazione: chiamando il 112, si viene messi in contatto con operatori specializzati che forniscono istruzioni in tempo reale. Il massaggio cardiaco può essere eseguito con le sole mani ed è un gesto salvavita che tutti dovremmo essere pronti a compiere”.

Tironi: primo soccorso a scuola e salute giovani priorità in Lombardia

L'assessore all'Istruzione di Regione Lombardia, Simona Tironi, parla durante un evento. Ribadito l'impegno della Giunta per promuovere tecniche di primo soccorso nelle scuole della regione“La salute e la sicurezza dei nostri giovani – ha evidenziato Simona Tironi – sono priorità assolute per la Regione Lombardia. Con il progetto di introduzione del primo soccorso nelle scuole vogliamo dare ai ragazzi gli strumenti concreti per affrontare qualsiasi situazione di emergenza. Fondamentale la collaborazione con AREU e il supporto delle numerose associazioni locali”.

“Insegnare manovre salvavita, – ha proseguito l’assessore all’Istruzione, Formazione, Lavoro – l’utilizzo del defibrillatore e la disostruzione delle vie aeree sin dai primi anni di scuola, è un passo fondamentale. Vogliamo promuovere una cultura della sicurezza e responsabilizzare le nuove generazioni, affinché i nostri giovani diventino cittadini consapevoli e pronti ad agire nei momenti del bisogno”.

“Questo progetto, – ha concluso Tironi – coinvolgerà tutte le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo e secondo grado. Contribuirà anche alla crescita culturale e personale degli studenti. Inoltre, rafforzerà anche la capacità di risposta in caso di emergenze mediche, sia da parte degli studenti che del personale scolastico. Il nostro impegno è garantire un futuro più sicuro e consapevole per tutti, con i giovani protagonisti di un cambiamento importante per la comunità”.

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Podcast AREU, Fontana: si vede l’impegno di operatori e volontari

“Ogni missione è una corsa contro il tempo, dove preparazione, prontezza e sensibilità possono fare la differenza”. Parte da questo principio il podcast ‘Operatori in prima linea’, dedicato da Regione Lombardia ad AREU, l’Agenzia che coordina il servizio sanitario di emergenza urgenza garantendo interventi tempestivi sul territorio attraverso il numero unico 112. “Per realizzare un’offerta ‘al passo con i tempi’ – spiega Pierfrancesco Gallizzi, direttore della Comunicazione di Regione Lombardia – abbiamo deciso di dare spazio anche ai podcast con l’obiettivo di valorizzare tematiche che possano interessare il grande pubblico. Da qui la partenza con puntate dedicate alle nostre sedi, Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli, e al cammino di avvicinamento alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. E ora, con i riflettori puntati su una struttura d’eccellenza quale AREU”.

Il podcast sull’AREU Lombardia

Nel podcast – che può essere ascoltato su Spotify sul canale ‘Ascolta la Lombardia’ o nella sezione ‘Eventi’ del sito internet della Regione Lombardia – attraverso le voci degli operatori e le loro esperienze sul campo, si racconta l’organizzazione capillare, il lavoro di squadra e l’umanità di chi affronta ogni giorno situazioni critiche. “Un podcast lanciato in concomitanza della ‘Giornata contro la violenza verso gli operatori sanitari e sociosanitari’ – commenta il presidente Attilio Fontana – che celebra l’impegno costante degli operatori di AREU, protagonisti positivi delle emergenze in Lombardia. Un viaggio che ci permette di scoprire come, dietro le sirene, ci sono sempre donne e uomini ‘in prima linea’ cui deve sempre andare il nostro ringraziamento”.

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Assessore Bertolaso accoglie i bambini di Gaza in Lombardia per cure

È atterrato nella serata di giovedì 13 febbraio l’aereo che ha portato in Italia i cinque bambini provenienti dalle zone di guerra a Gaza. I minori, sbarcati all’aeroporto militare di Milano Linate, saranno curati negli ospedali della Lombardia.

Il ruolo di AREU nell’accoglienza dei bambini di Gaza in Lombardia

bambini gaza lombardia

I cinque bambini, accompagnati dalle loro famiglie, sono stati accolti dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso, insieme ai mediatori culturali della Croce Rossa. Gli adolescenti sono stati trasportati nelle strutture sanitarie in ambulanza con il supporto di medici, infermieri e soccorritori dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (AREU).

Il sistema sanitario della Lombardia ha coordinato le operazioni insieme a Ministero degli Affari Esteri, Dipartimento Nazionale di Protezione civile e Organizzazione Mondiale della Sanità.

Bertolaso: garantiremo cure in strutture specializzate

“Regione Lombardia – ha affermato l’assessore Bertolaso – sotto l’egida del Dipartimento della Protezione civile si è messa a disposizione per ospitare i casi che avevano bisogno di assistenza. I bambini riceveranno cure adeguate nelle strutture sanitarie tra le più specializzate della regione. Questo fa parte della grande capacità di solidarietà e collaborazione che la Lombardia e il nostro Paese garantiscono a qualsiasi cittadino del mondo che abbia bisogno di assistenza e aiuto”.

Gli ospedali che accoglieranno i minori

Le strutture coinvolte sono:

Questi ospedali si sono messi subito a disposizione per garantire la migliore assistenza possibile, condividendo un piano di presa in carico dedicato.

Il coordinamento di Regione Lombardia

Il servizio Medevac (Medical Evacuation), attivato dal Ministero degli Affari Esteri e dal Dipartimento della Protezione civile, ha garantito il trasferimento dei bambini in Italia con un volo sanitario appositamente organizzato. Regione Lombardia, attraverso AREU, ha coordinato con la Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia il piano di accoglienza e assistenza per garantire ai piccoli pazienti il miglior trattamento medico possibile.

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Cinque bambini provenienti da Gaza curati negli ospedali lombardi

Cinque bambini provenienti dalle zone martoriate dalla guerra a Gaza, accompagnati da genitori e fratellini, saranno curati negli ospedali lombardi. I minori  atterreranno all’aeroporto di Linate dopo uno scalo in quello di Ciampino e saranno ricoverati ed ospitati in strutture del Sistema sanitario regionale. Grazie a un’importante operazione di solidarietà e coordinamento tra il sistema sanitario regionale, il Ministero degli Affari Esteri, il Dipartimento nazionale di Protezione civile e l’Organizzazione mondiale della Sanità, i piccoli potranno finalmente ricevere le cure necessarie.

Qui nessuno è straniero

“Regione Lombardia – ha affermato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – ha subito dato ogni tipo di disponibilità per accogliere e curare questi bambini colpiti dalla tragedia della guerra e dalla difficoltà della malattia. Come affermato dal presidente Mattarella, l’Italia è un Paese accogliente e aperto e qui nessuno è straniero. La salvaguardia della salute di ogni persona – ha concluso Bertolaso – è il principio che ci guida sempre. Non solo quindi per casi particolari come questi ma anche nella gestione quotidiana dell’assistenza sanitaria.

Gli ospedali lombardi che cureranno i bambini di Gaza

Papa Giovanni XXIII di Bergamo – Un bimbo di soli 4 mesi.
Ospedale Niguarda di Milano – Una bimba di 6 mesi.
Spedali Civili di Brescia – Un bambino di 4 anni.
Ospedale San Gerardo di Monza – Un bambino di 7 anni.
Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – Una ragazza di 14 anni.

Queste strutture si sono subito messe a disposizione per garantire la migliore assistenza possibile, condividendo un piano di presa in carico dedicato.

La collaborazione strategica

Grazie al servizio Medevac (Medical Evacuation), attivato dal Ministero degli Affari esteri e dal Dipartimento di Protezione civile, i bambini sono stati trasferiti in Italia con un volo sanitario appositamente organizzato.

Regione Lombardia, attraverso l’Agenzia regionale emergenza urgenza (Areu), ha coordinato, in stretta collaborazione con la Centrale remota operazioni soccorso sanitario (Cross) di Pistoia, il piano di accoglienza e assistenza. Questo garantirà ai piccoli pazienti il miglior trattamento medico possibile.

Coordinamento sanitario

Il sistema sanitario lombardo si è attivato per gestire ogni fase dell’arrivo e della presa in carico dei bambini attraverso la Struttura Maxi-Emergenze di Areu, che è in costante contatto con il Dipartimento di Protezione Civile per pianificare l’intervento nei minimi dettagli.

Accoglienza in pista

Ad attenderli in pista, un team di professionisti composto da medici, infermieri e soccorritori, pronti a prendersi cura di loro valutando le condizioni cliniche. Un mediatore culturale di lingua araba è stato fondamentale per rassicurare i piccoli e le loro famiglie, aiutandoli a sentirsi meno soli in un Paese straniero.

Trasporto e ricovero

Il trasferimento sarà gestito da team sanitari specializzati, sulla base delle necessità assistenziali.

L’impegno e la solidarietà del Sistema sanitario lombardo

L’intervento testimonia l’efficienza e la grande collaborazione tra tutti gli enti coinvolti nel Sistema sanitario regionale. La Lombardia si conferma quindi un punto di riferimento nell’accoglienza e nella gestione delle vittime di guerre e disastri. Mette, infatti, a disposizione competenze e risorse per garantire ai meno fortunati le cure di cui non potrebbero godere nei loro Paesi.

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In Lombardia 56 milioni di chiamate gestite dal 112

In occasione della Giornata Europea del Numero Unico di Emergenza 112, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha visitato la Centrale Unica di Risposta (CUR), gestita da AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), all’interno della Caserma ‘Annarumma’ di Milano.

Durante la visita, Bertolaso ha incontrato il personale operativo e ha assistito in prima persona alla gestione delle chiamate d’emergenza che ogni giorno contribuiscono a garantire la sicurezza dei cittadini lombardi. All’incontro sono intervenuti il direttore generale di Areu, Massimo Lombardo, il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia, i vertici di Carabinieri, Vigili del Fuoco, delle altre forze dell’ordine e del soccorso.

Sono 3 le Centrali Uniche di Risposta 112 in Lombardia

Dal 21 giugno 2010, con l’apertura della centrale sperimentale di Varese, Regione Lombardia è stata la prima realtà italiana a lanciare il progetto NUE112. Il modello lombardo, finalizzato nel 2014, è stato successivamente adottato su scala nazionale, divenendo punto di riferimento per tutto il Paese.

La CUR di Milano, insieme a quelle di Varese e Brescia, rappresenta il cuore del sistema NUE112 lombardo, che ha gestito oltre 56 milioni di chiamate dal 2010. Il servizio offre una risposta immediata di localizzazione precisa grazie a tecnologie avanzate come la rete telefonica, l’app 112 Where Are U, il sistema AML e l’innovativo eCall per i veicoli. Il sistema eCall è un servizio di emergenza automatizzato, progettato per ridurre i tempi di intervento in caso di incidente stradale. Attivo in tutta Europa dal 2018 e obbligatorio su tutti i veicoli di nuova produzione, eCall connette direttamente l’auto con il NUE 112, trasmettendo dati essenziali per il soccorso.

I pulsanti antiaggressione negli ospedali lombardi

Un’attenzione particolare è stata dedicata anche al contrasto delle aggressioni contro il personale sanitario. Dal 2022, Regione Lombardia ha installato pulsanti di allarme antiaggressione nei pronto soccorso di 22 ospedali regionali, con 424 interventi attivati nel 2024 grazie al collegamento diretto con la CUR NUE112.

Bertolaso: 112, un servizio che salva vite

“Il NUE112 – ha dichiarato Bertolaso – non è solo un numero, ma un servizio essenziale che salva vite ogni giorno. Da quando è nato il 112 ha gestito 56 milioni di chiamate, con tempi medi di risposta ormai di soli 5 secondi. Regione Lombardia è orgogliosa di essere la prima in Italia a sperimentare e implementare questo modello, che oggi rappresenta un esempio a livello nazionale e internazionale. La professionalità degli operatori e l’efficienza della nostra Centrale Unica di Risposta (CUR) sono un patrimonio per tutti noi. Continueremo a investire in tecnologia e formazione per migliorare ulteriormente questo servizio fondamentale”.

Esperienza 112 Lombardia modello di eccellenza

L’esperienza lombarda nel campo delle emergenze si conferma un modello di eccellenza, con l’obiettivo di un’integrazione sempre maggiore a livello nazionale ed europeo, oltre all’introduzione di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale per la gestione delle chiamate e il potenziamento dei sistemi di prevenzione e monitoraggio delle emergenze.

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In Lombardia anche i soccorritori misurano la glicemia in ambulanza 

Passo avanti nella gestione delle emergenze sanitarie su tutto il territorio della Lombardia per il controllo della glicemia in ambulanza. Grazie alla nuova procedura di rilevazione della glicemia attivata dall’Agenzia Regionale dell’Emergenza Urgenza (AREU),  dal 2 dicembre 2024, infatti, tutti i 25.000 soccorritori che operano sulle ambulanze presenti sul territorio e che progressivamente completeranno lo specifico corso di formazione potranno eseguire anche questo test. Questo importante passo avanti è stato condiviso con la Federazione Nazionale Ordini Professioni infermieristiche che ha dato parere positivo all’utilizzo dei glucometri da parte dei soccorritori.

“Si tratta di uno step molto importante – spiega l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – perché potrà permetterci di inquadrare meglio il bisogno di cura dei pazienti. Ora con una semplice goccia di sangue potremo avere un parametro prezioso per usare ancora più accuratamente le risorse ospedaliere, indirizzando il paziente verso il trattamento più appropriato”.

Saranno distribuiti oltre 500 glucometri

Per arrivare a questo risultato AREU sta dotando di oltre 500 glucometri tutti i mezzi di soccorso di base (ambulanze) convenzionati della Lombardia e sta formando i soccorritori così da poter effettuare questo semplice, ma importante test, su larga scala.

“È un grande risultato – spiega il direttore generale di AREU, Massimo Lombardo – che abbiamo inserito formalmente nella procedura per la valutazione del paziente. Questa iniziativa che rappresenta praticamente un unicum in Italia se non altro per il fatto che è codificata ed estesa a tutte le ambulanze operativa in regione, ci permette di fornire ai soccorritori strumenti sempre più efficaci per un inquadramento precoce e più appropriato direttamente sul campo”.

Perché misurare la glicemia

Le variazioni della glicemia possono simulare i sintomi di un ictus cerebrale, portando a una errata ipotesi di diagnosi iniziale. In circa l’8% dei casi, pazienti sospetti ictus presentano in realtà quadri clinici legati a sbalzi glicemici. Inoltre, molti casi di malessere generico al domicilio si rivelano essere causati da significative alterazioni della glicemia.

Bertolaso: Lombardia conferma il suo impegno nell’innovazione e nella ricerca

“Grazie a questa iniziativa –  aggiunge Bertolaso – la Lombardia conferma il suo impegno nell’innovazione e nella ricerca della massima qualità assistenziale. La misurazione della glicemia sul campo rappresenta un importante passo avanti verso una medicina sempre più personalizzata e basata sull’evidenza scientifica”.
“Voglio ringraziare le Associazioni di soccorso – conclude Lombardo – senza le quali non sarebbe possibile arrivare a questo livello di assistenza durante le operazioni sul campo”.

 

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L’Hub regionale per le emergenze sorgerà a Gallarate. Approvato il progetto

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha approvato un progetto innovativo per la realizzazione di un ‘Hub delle Emergenze’ a Gallarate (VA).

La struttura sarà infatti ospitata nell’ex ‘2° Deposito Centrale dell’Aeronautica Militare’, un complesso immobiliare strategico, che sarà trasformato in un punto di riferimento per la gestione delle emergenze sanitarie.

Da Regione Lombardia 21,6 milioni per l’Hub emergenze di Gallarate

L’investimento complessivo di Regione Lombardia ammonta a 21,6 milioni di euro. Prevede quindi la conversione dell’intero sito, attualmente di proprietà dell’Agenzia del Demanio, con un primo stanziamento di 12 milioni di euro già approvato nell’agosto 2023 e ulteriori 9,6 milioni di euro ora messi a disposizione per completare l’opera.

Centro strategico

L’Hub delle Emergenze di Gallarate rappresenterà infatti un centro strategico per la gestione di crisi sanitarie. Integrando funzionalità avanzate e rispondendo alle necessità emergenziali della regione. Il progetto nasce in risposta alle nuove esigenze emerse con la pandemia da COVID-19. E dimostra quindi la volontà della Regione di rafforzare le infrastrutture sanitarie e aumentare la capacità di risposta rapida in caso di nuove emergenze.

Assessore Bertolaso: pronti a gestire emergenze di diversa natura

“Questo intervento – ha sottolineato l’assessore Guido Bertolaso – rappresenta un importante passo avanti per il territorio regionale. Con la realizzazione del nuovo Hub, potremo contare su una struttura all’avanguardia, pronta a gestire emergenze di diversa natura, grazie a un sistema flessibile e moderno”.

Il progetto di Areu

Il progetto di utilizzo formulato da Areu prevede di ospitare nell’area le sale operative a completamento e supporto dei servizi territoriali, un polo logistico di rilievo regionale a supporto delle attività connesse all’emergenza territoriale. Tra questi, la gestione mezzi di soccorso per attività ordinaria, maxi-emergenze, maxi-eventi, treno sanitario, elisoccorso (HEMS), NBCR (eventi a rischio Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico). Ed infine un polo logistico a supporto dell’attività ospedaliera delle strutture limitrofe. Prevista anche la possibilità di future espansioni, in modo da adattare la struttura alle esigenze sanitarie emergenti e garantirne l’evoluzione in un polo di eccellenza.

L’area formazione dell’Hub emergenze di Gallarate

Una parte fondamentale del progetto prevede anche lo sviluppo di attività di formazione. L’Hub includerà spazi dedicati agli operatori. E, all’interno della struttura, saranno localizzati un centro di formazione di Areu dedicato alle maxi-emergenze e i grandi eventi e aree per le squadre. Ed ancora aule destinate a corsi e addestramenti in condivisione con altri enti e organizzazioni. All’interno dell’Hub di Gallarate sarà istituita una ‘Sala Operativa Totipotente’ per formare il personale a gestire maxi-emergenze.

 

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Sicurezza sul lavoro, Regione Lombardia tra formazione e prevenzione

Regione Lombardia, in occasione della Settimana Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (SSL) ha organizzato una serie di iniziative finalizzate alla promozione della cultura della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro. In piazza Città di Lombardia l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha inaugurato un’area con stand tematici e attività esperienziali dedicate principalmente agli studenti delle scuole superiori e ai tecnici della prevenzione. Presente anche il direttore generale dell’Inail Marcello Fiori. La fiera prevede vari stand, tra i quali, Areu, Inail, Università e altri soggetti istituzionali coinvolti nella promozione della sicurezza sul lavoro. Gli eventi sono in collaborazione con i Servizi di Prevenzione delle ATS e le Unità Operative Ospedaliere di Medicina del Lavoro (UOOML) presenti sul territorio.

Obiettivi dell’iniziativa

L’obiettivo principale di questa settimana è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza delle attività di prevenzione negli ambienti lavorativi per ridurre infortuni e malattie professionali. L’iniziativa si rivolge a lavoratori, datori di lavoro, istituzioni, parti sociali, cittadini e studenti, con un focus speciale sulla formazione delle nuove generazioni.

Assessore Bertolaso: promuovere una cultura diffusa della sicurezza

“Come Regione Lombardia siamo costantemente impegnati nella lotta contro infortuni e malattie professionali attraverso la pianificazione di attività di prevenzione, in linea con gli obiettivi del Piano Socio Sanitario Regionale. Grazie al Sistema Integrato di Prevenzione, che coinvolge istituzioni, associazioni datoriali, sindacali e sanitarie, ci poniamo l’obiettivo di ridurre gli incidenti sui luoghi di lavoro e di promuovere una cultura diffusa della sicurezza. Una delle priorità di Regione Lombardia è promuovere la formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro già a partire dalle scuole”.

Marcello Fiori (Inail): occasione per riflettere su questa delicata tematica

“Con grande orgoglio inauguriamo la Settimana Europea per la Sicurezza sul Lavoro in Lombardia, occasione per riflettere su questa delicata tematica. I dati Inail evidenziano un lieve calo degli infortuni denunciati rispetto allo scorso anno, ma il nostro impegno deve continuare. Progetti come ‘In Lombardia la sicurezza stradale’ e il protocollo per la legalità e la sicurezza dei cantieri per Milano-Cortina 2026 sono esempi concreti della collaborazione tra Inail e Regione Lombardia. La formazione e la prevenzione restano centrali per tutelare lavoratori e futuri professionisti.”

Massimo Lombardo (Areu): un investimento nel futuro dei nostri ragazzi

“La sicurezza in tutte le situazioni – ha spiegato il direttore generale di Areu, Massimo Lombardo – non solo sulla la strada che spesso è il nostro primo punto di intervento, ma anche sui luoghi di lavoro, va sempre messa al primo posto. Questo è un cambio culturale e un investimento nel futuro soprattutto dei nostri ragazzi. E Areu oggi vuole offrire agli studenti la testimonianza di chi, tutti giorni, è concretamente in campo a tutela della salute”.

Programma Settimana Sicurezza e Salute luoghi di lavoro

Dal 21 al 25 ottobre sono previsti convegni rivolti ai professionisti della prevenzione, durante i quali si discuteranno temi cruciali come la sicurezza delle macchine, l’igiene industriale, i Piani Mirati di Prevenzione e la promozione della qualità della sorveglianza sanitaria. Saranno presentati progetti innovativi, tra cui la promozione della “Total Worker Health” e iniziative di formazione sulla sicurezza per studenti e lavoratori.

Gli appuntamenti

Qui di seguito il link con l’elenco delle iniziative

I premiati

Nel corso dell’incontro sono stati premiati gli studenti dell’I.I.S. Caterina da Siena di Milano per la realizzazione di murales sulla sicurezza e la salute sul lavoro. Presentati anche i cortometraggi ‘Alle prime luci del giorno’, tratto da ‘Storie di infortunio’, realizzato da ATS Brescia e ‘Sicuri, ogni giorno’ realizzato da ATS Val Padana.

 

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A Dossena/BG innovativo progetto di telemedicina per i pazienti fragili

Presentato a Dossena (Bergamo), venerdì 6 settembre, un progetto innovativo di telemedicina per pazienti fragili, ‘Accorciamo le distanze’. Una novità finanziata nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e poi transitata nell’ambito delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC). Il servizio è frutto della collaborazione del Comune di Dossena con ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII e l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza (AREU).

A Dossena la sperimentazione di telemedicina per i pazienti fragili

Il progetto di telemedicina di Dossena ‘Accorciamo le distanze’ è stato sviluppato in risposta alla necessità di fornire servizi sanitari efficienti e personalizzati ai residenti di aree montane e rurali. Ovvero zone spesso svantaggiate dalla lontananza dai centri ospedalieri e dai servizi sanitari. Grazie a questa iniziativa, i cittadini più fragili, come gli anziani soli e i malati cronici, potranno beneficiare di servizi avanzati di telemonitoraggio, teleconsulto e televisita. E tutto senza doversi spostare dal proprio domicilio.

Dispositivi tecnologici all’avanguardia

L’iniziativa prevede l’installazione di dispositivi tecnologici all’avanguardia, che permetteranno il monitoraggio continuo dei parametri vitali dei pazienti, la gestione degli allarmi in caso di emergenze e la trasmissione sicura dei dati alla centrale di telemonitoraggio. In questo modo, il progetto intende non solo migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma anche alleggerire il carico sui servizi sanitari di emergenza. E gestendo così, tempestivamente, le situazioni meno critiche direttamente sul territorio.

Assessore Franco: Lombardia anticipa i tempi anche nelle aree periferiche

dossena telemedicina fragiliAl progetto è garantito il sostegno di Regione Lombardia, rappresentata alla presentazione dall’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco. “Ancora una volta – ha detto Paolo Franco – Regione, con ‘Accorciamo le distanze’, conferma di essere al passo con i tempi, anzi di saperli anticipare bruciando le tappe in fatto di attenzione ai bisogni del territorio e di ogni cittadino, anche di quelli che vivono in realtà magari un po’ più periferiche e più difficoltose da raggiungere ma che, comunque, contribuiscono a rendere grande la nostra Lombardia”.

La sinergia fondamentale

Il progetto vede la collaborazione tra il Comune di Dossena e partner istituzionali e sanitari, tra cui ATS Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII e AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza). Una sinergia che intende garantire un supporto capillare e un’integrazione efficace tra i servizi sanitari esistenti e le nuove tecnologie messe a disposizione dalla telemedicina. AREU, in particolare, ha messo a disposizione la propria esperienza e competenza per lo sviluppo di sistemi di gestione dei pazienti atti a discriminare le situazioni di emergenza urgenza rispetto a bisogni di salute che possono essere gestiti a livello territoriale. ASST Papa Giovanni XXIII manterrà il contributo degli infermieri di famiglia e di comunità, componente strutturale a sostegno della continuità delle cure. ATS Bergamo, infine, si impegna a facilitare i collegamenti tra la centrale operativa di Dossena e le strutture sanitarie regionali. Assicurando così un’integrazione fluida ed efficiente.

Approccio inclusivo

Uno degli aspetti più significativi del progetto è il suo approccio inclusivo, che vede la partecipazione attiva dell’intera comunità, globalmente intesa. Coinvolti, infatti, infermieri di famiglia e di comunità, medici di medicina generale, farmacisti, caregiver e volontari. Questo modello organizzativo permette di creare una rete di assistenza capillare e di prossimità. Con l’obiettivo non solo di migliorare la qualità della vita dei pazienti, ma anche di rafforzare il tessuto sociale della comunità.

Come aderire al progetto

Sarà l’utente stesso, in accordo e tramite il suo medico di medicina generale, a chiedere di aderire al nuovo servizio che sarà attivato con la consegna del device tecnologico e l’inserimento nel sistema di monitoraggio. La tecnologia svolge un ruolo chiave, con l’utilizzo di una centrale operativa presso il Comune di Dossena. Questa potrà essere interconnessa con i sistemi di continuità assistenziale già attivi a livello regionale. Questo sistema permetterà di rispondere tempestivamente agli allarmi inviati dai dispositivi di monitoraggio. E di garantire, quindi, interventi rapidi e mirati. Anche in situazioni di emergenza.

Dossena, luogo ideale

Dossena, con la sua collocazione geografica peculiare, si presenta come un contesto ideale per la sperimentazione di questo modello di telemedicina. Il progetto ha l’ambizione di diventare un esempio virtuoso da replicare in altre aree della provincia di Bergamo, di Regione Lombardia, ma anche a livello nazionale nei comuni di area vasta. L’obiettivo è contribuire a ridurre il divario tra le zone urbane e quelle rurali in termini di accesso ai servizi sanitari.

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