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Frontalieri. A Comunità Montane e Province oltre 14 milioni di euro

Frontalieri, alle Comunità montane e alle Province (CO, LC, MB, SO e VA) oltre 14 milioni di euro di ristorni. In dettaglio, 14.173.000 euro che Regione Lombardia trasferisce, sulla base del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), a Province e Comunità Montane, per le imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Lo annunciano il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore a Enti locali, Montagna e ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori. La delibera dell’attribuzione delle risorse ai territori è stata approvata dalla Giunta regionale.

“I frontalieri Lombardi – spiegano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – ogni giorno, portano le loro conoscenze, capacità e abilità al servizio dell’economia della vicina Confederazione elvetica. Lo fanno inserendo nei processi dei diversi Cantoni il ‘saper fare lombardo'”.

“Le leggi vigenti – continuano Fontana e Sertori – stabiliscono precisi criteri perché il ritorno fiscale delle imposte versate da questi lavoratori torni ai territori di confine. L’obiettivo è finanziare opere e interventi nelle Comunità Montane e nelle Province all’interno dei cui territori sono situati i Comuni di frontiera. A queste risorse si aggiungono quelle versate direttamente ai comuni di frontiera. Enti locali che hanno una percentuale di frontalieri minore del 3% dei cittadini residenti”.

Fontana: da ristorni frontalieri risorse importanti per  territori comunità montane

Il presidente della Giunta regionale della Lombardia, Attilio Fontana“Si tratta di risorse importanti – sottolineano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – che potranno essere utilizzare per interventi concreti sui territori di frontiera. Dove i lavoratori risiedono, dormono e da cui, ogni giorno, partono, spesso anche molto presto, per lavorare nella vicina Svizzera“.

Regione Lombardia ha deciso di erogare l’importo in unica soluzione a Comunità Montane e Province per la quota derivante del ristorno fiscale delle imposte. Ha previsto, inoltre, criteri di erogazione, da parte delle Province beneficiarie, delle quote spettanti ai singoli Comuni interessati dalla realizzazione dei progetti definiti nei piani provinciali. Criteri che prevedono di assegnare il 50% a titolo di anticipazione e il restante 50% a conclusione dei lavori e alla presentazione della corretta esecuzione degli stessi.

Sertori: meccanismo ristorni in vigore fino al 2033

“Risorse – afferma l’assessore Sertori – che ogni anno eroghiamo ai territori in unica soluzione. Fermo restando il vincolo, per i progetti del territorio, di presentare alla Direzione generale competente, entro 6 mesi dalla pubblicazione della delibera di assegnazione dei fondi sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, l’atto con cui approvano il dettaglio della programmazione e la relativa tempistica di attuazione dei lavori attuati con l’uso dei fondi derivanti dai ristorni. Il meccanismo dei ‘ristorni’ sarà in vigore fino al 2033″.

“E’ un provvedimento molto importante – sottolinea l’assessore Alessandro Fermi – visto che si tratta di risorse rilevanti che tornano ai territori per finanziare interventi e servizi a beneficio delle comunità locali. Ora sarà fondamentale che gli enti beneficiari utilizzino in modo efficace queste risorse. Trasformandole in opere e servizi capaci di migliorare la qualità della vita dei cittadini e di sostenere lo sviluppo dei territori di confine. I frontalieri nel Comasco rappresentano una corposa rappresentanza che presta la propria opera lavorativa nei Cantoni svizzeri: attraverso questi ristorni vengono ‘compensate’ le zone territoriali di loro appartenenza”.

Frontalieri, ristorni alle  Comunità Montane in dettaglio

  • Valli del Lario e del Ceresio (CO) 189.181 euro;
  • Lario Intelvese (CO) 73.483 euro;
  • Triangolo Lariano (CO) 1.180.432 euro;
  • Lario Orientale-Valle San Martino (LC) 129.769 euro;
  • Valsassina, Valvarrone Val d’Esino e Riviera (LC) 186.054 euro;
  • Valchiavenna (SO) 429.958 euro;
  • Valtellina di Sondrio (SO) 367.419 euro;
  • Valtellina di Morbegno (SO) 146.967 euro;
  • Valtellina di Tirano (SO) 206.380 euro;
  • Alta Valtellina (SO) 306.443 euro;
  • Valle Camonica (BS) 54.722 euro;
  • Valli del Verbano (VA) 494.061 euro.

La suddivisione delle risorse per Province

  • Como 4.487.206 euro;
  • Lecco 131.332 euro;
  • Monza e Brianza 1.563 euro;
  • Sondrio 132.896 euro;
  • Varese 5.655.131 euro.

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Eventi naturali 2024 e 2025, dalla Lombardia 4,5 milioni per ristori

Sono oltre 4,5 milioni di euro i fondi per ristori a Comuni, Comunità Montane, Città Metropolitana e Province della Regione Lombardia che hanno sostenuto spese di prima e post emergenza in occasione degli eventi calamitosi naturali negli anni 2024 e 2025 (fino al 30 giugno). È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa, di concerto con l’assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni, Massimo Sertori.

Segnale di attenzione verso chi è stato in prima linea nell’emergenza

L’assessore regionale alla Protezione civile, Romano La Russa, in foto durante l’intervento a un evento, ha proposto una delibera per fondi a ristoro per eventi calamitosi negli anni 2024 e 2025“Con questo provvedimento – ha sottolineato l’assessore Romano La Russa – forniamo un sostegno concreto agli enti locali che hanno gestito situazioni complesse legate a eventi calamitosi. Finanziamo le spese di prima emergenza affrontate per l’assistenza alla popolazione, il ripristino dei servizi essenziali e la messa in sicurezza delle aree colpite”.

“Si tratta di un segnale di attenzione – ha proseguito La Russa – verso chi è stato in prima linea nell’emergenza nei momenti più complicati, ma anche di un richiamo all’importanza della prevenzione. È fondamentale che ogni amministrazione continui a investire nella cura del territorio e nella pianificazione, perché solo così potremo affrontare in modo più efficace fenomeni che, purtroppo, si fanno sempre più frequenti e intensi”.

Ristori 2024 e 2025, Regione Lombardia al fianco dei territori

L’assessore regionale agli Enti locali, Massimo Sertori, in foto durante l’intervento a un evento, a sostegno della delibera per fondi a ristoro per eventi calamitosi negli anni 2024 e 2025“Regione Lombardia – ha detto l’assessore Massimo Sertori – definisce con questa delibera i criteri per la concessione dei contributi a ristoro delle spese di prima emergenza sostenute dagli enti locali riconoscendone il ruolo, anche economico, negli eventi calamitosi registrati in Lombardia nel 2024 e fino al 30 giugno 2025″.

“Regione – ha concluso Sertori – mette a disposizione oltre 4,5 milioni per Comuni, Comunità Montane, Città Metropolitana di Milano e Province che abbiano sostenuto spese per le emergenze. Come Regione ci dimostriamo ancora una volta al fianco dei territori“.

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Progetto Cuori Olimpici, Giunta Regione approva collaborazione con Ersaf

Approvato dalla Giunta della Regione Lombardia l’aggiornamento dell’accordo con Ersaf (Ente regionale servizi agricoltura foreste) per il triennio 2025-2027 finalizzato alla promozione del territorio lombardo con il progetto  ‘Il Cuore dei giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano – Cortina 2026′.  La proposta è dell’assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda Barbara Mazzali.

Il piano, attraverso la collaborazione dei Comuni capoluogo, connetterà i territori in un viaggio lungo un anno, con un articolato calendario di eventi, alla scoperta delle peculiarità e delle eccellenze lombarde. Culminerà  poi con il grande evento Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026.

Copertura finanziaria e destinatari

La spesa totale per l’attività di Ersaf ammonta a 20.000 euro e trova copertura sul bilancio di previsione 2025 -2027. I soggetti destinatari sono i Comuni capoluogo di provincia.

Mazzali: Ersaf partner strategico

“Ersaf – ha commentato Mazzali – è un partner strategico del progetto.  Attraverso questa collaborazione, abbiamo così l’opportunità di valorizzare e raccontare l’eccellenza enogastronomica della Lombardia in tutte le sue sfumature. Un lavoro determinante che ci consente di promuovere, in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026, l’unicità e la ricchezza delle nostre 12 province”.

“Ringrazio quindi Ersaf e il collega Alessandro Beduschi – ha concluso l’assessore – per l’impegno condiviso in questa importante iniziativa di marketing territoriale, che rafforza il legame tra sport, tradizione e territorio”.

Progetto Cuori Olimpici, con Ersaf viaggio in 12 province

Cuori Olimpici è un viaggio che si articola in un’ideale staffetta olimpica. Inizierà il 9 marzo da Brescia con la ‘Bam-Brescia art marathon’ e proseguirà attraverso le dodici province lombarde, ognuna con la sua tappa dedicata.  Pavia rievoca i 500 anni della storica battaglia con la ‘CorriBattaglia’,  mentre a Milano, si svolge la maratona più veloce d’Italia e la ‘Family run’. A Lodi ci saranno invece i ‘Laus open games’.  Cremona rende invece omaggio alla sua identità fluviale con ‘La grande festa del fiume Po’.

Mantova, ospiterà la storica ‘Minciomarcia’, mentre Varese punterà su un percorso musicale e sportivo al Sacro Monte. Lecco inviterà a riscoprire le sue vette con ‘Ama la montagna’ e Monza accoglierà gli appassionati del motorsport con ‘Monza fuori GP – Cuori Olimpici’.

Bergamo porterà invece alla scoperta delle sue scale con la camminata culturale ‘Millegradini’. A Sondrio, in Valtellina, l’enogastronomia incontrerà la corsa tra i vigneti con la ‘Wine trail family’. Como infine chiuderà l’anno sulle rive del lago con la spettacolare ‘Lake half marathon’.

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Federalismo fiscale, presidente Fontana: urgente attuare la legge

La necessità urgente di applicare le norme, già approvate, che introducano un reale federalismo fiscale, consentendo alle Province di poter far fronte alle necessità e alle esigenze di amministrazione con risorse proprie che garantiscano i servizi ai cittadini; i decreti attuativi risalgono ad oltre dieci anni fa, non è più possibile attendere oltre.

La specificità della Lombardia e della sua capacità di investire le risorse dei Fondi di coesione europei non può essere limitata dalle oggettive difficoltà che altre Regioni incontrano per impiegare fondi destinati a capitoli importanti come il sostegno alle imprese e il potenziamento del sistema formazione con l’obiettivo di disporre di un capitale umano in grado di competere a livello internazionale.

Questi alcuni dei temi affrontati dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e dal senatore monzese Massimiliano Romeo che, assieme all’assessore regionale agli Enti Locali Massimo Sertori, hanno partecipato al convegno ‘La riforma delle province e il modello lombardo. La resilienza delle Province alla Legge 56/2014’, tenutosi alla sede della provincia di Monza e Brianza.

Fontana: necessaria gestione diversa della fiscalità

“Il federalismo fiscale – ha affermato il presidente Fontana – è una legge che non si può più aspettare ad applicare. È stata approvata nel 2011 e, nel 2012 stati approvati i decreti attuativi. Non esiste una motivazione tecnica che costringa a continua a rinviarne l’applicazione, al di là del fatto che sia inserita tra gli obiettivi previsti dal PNRR”.

legge federalismo fiscale

“Non c’è veramente ragione che – ha continuato – ci imponga di dover rinviare una riforma orientata verso la direzione che tutti abbiamo auspicato. Mi riferisco a una maggiore delega, una maggiore autonomia territoriale, una possibilità di gestire in maniera più diretta le risorse, sapendo quali sono quelle che possono essere programmate e quelle che non lo sono”.

Una gestione diversa della fiscalità

“Se penso ai fondi che la Lombardia trasferisce al Governo centrale – ha spiegato Fontana – e al fatto che, paradossalmente, siamo noi a doverci rivolgere a Roma per poter disporre di quanto ci serve per far funzionare bene la Regione, allora mi chiedo se non sia il caso di pensare ad una gestione completamente diversa della fiscalità. Dovremmo essere noi ad poter utilizzare quanto viene raccolto, nell’esclusivo interesse di offrire servizi a cittadini ed imprese, e non, invece, dover chiedere al Governo, quasi con il cappello in mano, fondi per noi essenziali”.

La gestione dei fondi di coesione

“Siamo stati un mese fa a Bruxelles – ha proseguito Fontana – e quando abbiamo incontrato il commissario Raffaele Fitto, ci ha detto che i fondi di coesione probabilmente dovrebbero essere gestiti a livello nazionale e non più delegati alle Regioni. Questo perché ci sono alcune Regioni che non li utilizzano in maniera efficace. Io penso che non sia corretto pagare le conseguenze di questa situazione che coinvolge qualche Regione. Se ci venisse sottratta la gestione dei fondi di coesione si creerebbero dei gravi problemi nella gestione della nostra Regione, perché parte di questi viene da noi utilizzata per sostenere le attività produttive e per sostenere la formazione professionale, che sono due capisaldi per lo sviluppo della Lombardia”.

“Sono risorse molto importanti – ha rimarcato il governatore Fontana – e non possiamo assolutamente permettere che una scelta di questo genere vada avanti. Ciò vorrebbe dire andare a togliere linfa vitale a quella parte del territorio che sta facendo da locomotiva per il resto del Paese”.

Sertori: riforma Delrio è stata un disastro

legge federalismo fiscale “Scardinare un’istituzione come le Province – ha dichiarato l’assessore Sertori – è stata una disgrazia per l’Italia. La Lombardia ha contenuto il danno perché con responsabilità ha mantenuto il ruolo delle Province. Questi enti, non dimentichiamolo, hanno tra le loro competenze gli edifici scolastici e le strade”.

“In sostanza – ha detto ancora – un miliardo all’anno di tributi delle Province non vengono impiegati per le funzioni provinciali, ma vengono girati a Roma. Anche per questo la riforma Delrio è stata un disastro. Dobbiamo ripristinare una situazione che è sfuggita di mano. La Regione ha funzioni di controllo e legifera, ma chi amministra i territori sono Comuni e Province. La situazione si è, di fatto, tradotta in una grave inefficienza. Ora responsabilmente, insieme, dobbiamo trovare una soluzione: l’obiettivo è erogare i servizi per i cittadini, questo è il mandato”.

I relatori del convegno

Ai lavori sono intervenuti anche Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano e Presidente Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Pasquale Gandolfi, presidente UPI – Unione Province Italiane, Luca Santambrogio, presidente UPL – Unione Province Lombarde e Presidente Provincia di Monza e Brianza. Tra i presenti il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani, parlamentari ed esponenti politici del territorio.

ben/As2

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Bando ‘Dissesti 2024’, 267 domande pervenute Regione stanzia 7,7 milioni

Si è chiuso il termine per la presentazione delle domande del bando ‘Dissesti 2024’: le richieste presentate sono 267 per un totale investimenti di 110.460.938 euro e una richiesta di contributo regionale per complessivi 88.295.830 euro.

Misura nata su input dell’assessore Sertori

La misura, nata su input dell’assessore della Regione Lombardia a Enti locali, Montagna e Risorse Idriche, Massimo Sertori, finanzia la realizzazione di interventi e opere di difesa del suolo con 7,7 milioni di euro derivanti dai trasferimenti dello Stato delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit).

Le risorse

Le risorse sono quindi destinate a fondo perduto a Comuni montani o parzialmente montani e loro Unioni, Comunità montane, Province, Enti gestori dei Parchi e delle Riserve regionali.
È previsto infatti un contributo fino al 50% (estendibile al 90% per soggetti beneficiari i Comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti, le Comunità Montane e gli Enti gestori delle aree protette) della spesa dell’intervento ritenuta ammissibile e realizzabile. Gli interventi dovranno essere completati entro il 31 agosto 2026.

Al bando ‘Dissesti 2024’ 267 domande

Massimo Sertori“La risposta al bando ‘Dissesti 2024’ con 267 domande – dichiara l’assessore Massimo Sertori – evidenzia infatti quanto l’iniziativa proposta nasca da un’esigenza tangibile dei territori montani. Si avvia ora quindi la fase istruttoria per la selezione degli interventi ammissibili e, sulla base della graduatoria, di quelli finanziabili”.

Sicurezza del territorio

“Regione Lombardia – conclude Sertori – considera di primaria importanza garantire la sicurezza del territorio. Per questo sostiene le zone montane nel fronteggiare le criticità causate da eventi meteorici estremi”.

Il riparto per province

Di seguito, ecco quindi il quadro delle domande presentate, suddivise per province:

  • Bergamo: 20.865.348 euro per 59 interventi;
  • Brescia: 19.056.109 euro per 63 interventi;
  • Como: 14.462.787 euro per 39 interventi;
  • Lecco: 6.611.510 euro per 26 interventi;
  • Pavia: 4.469.081 euro per 15 interventi;
  • Sondrio: 16.368.174 euro per 43 interventi;
  • Varese: 6.462.818 euro per 22 interventi.

Tipologie di interventi

Gli interventi finanziabili sono infatti questi: realizzazione e manutenzione straordinaria di opere idrauliche e di regimazione idraulica del reticolo minore di competenza comunale e ripristino di versanti e porzioni di territorio montano soggette a fenomeni di dissesto idrogeologico, di instabilità strutturale, erosione superficiale, degrado delle caratteristiche geotecniche di terreni e ammassi rocciosi. Fondi anche per realizzazione e manutenzione straordinaria di opere per la mitigazione e la prevenzione di fenomeni valanghivi. Finanziabili anche opere per la mitigazione e la prevenzione di fenomeni di incendio boschivo. Risorse, infine, anche per acquisto e installazione di sistemi di allarme e di monitoraggio strumentale.

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Ristorni frontalieri, da Lombardia 13 milioni a Province e Comunità montane

Approvato dalla Giunta della Regione Lombardia il riparto, alle Province e alle Comunità montane, da quasi 13 milioni di euro derivanti dai ristorni fiscali delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Lo stabilisce una delibera approvata lunedì 11 novembre 2024 in Giunta su proposta del presidente, Attilio Fontana, di concerto con l’assessore a Enti locali, Montagna e ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori.

Da Lombardia trasferimento a Province e Comunità montane dei ristorni dei frontalieri

“Trasferiamo a Province e Comunità montane lombarde – spiegano il presidente Fontana e l’assessore Sertori – 12.921.697,47 euro, le somme spettanti alla Regione Lombardia dal ristorno delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri relativamente al 2022 versate nei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese”.

La Legge 83 del 2023

Il meccanismo dei ristorni, in base all’accordo Italia-Svizzera sui frontalieri, è regolato dalla legge 83 del 2023, che evita le doppie imposizioni fiscali, e prevede il riconoscimento di una quota ‘compensativa’ alle Comunità Montane e alle Province all’interno dei cui territori sono situati i Comuni di frontiera con una percentuale di lavoratori frontalieri minore del 3% sul totale dei cittadini residenti.

Fontana: operosità lombarda si traduce in ‘tesoretto’

Attilio Fontana“Si tratta di soldi pagati, sotto forma di tassazione nei Cantoni della Confederazione elvetica – ricorda il presidente lombardo –, dalle nostre lavoratrici e lavoratori che in Svizzera lavorano contribuendo a produrre una ‘ricchezza’ che torna, come ‘tesoretto’, in Lombardia per opere pubbliche”.

Corposa rappresentanza

“I frontalieri – conclude Fontana – rappresentano infatti una corposa rappresentanza. Donne e uomini che, ogni giorno, lavorano nell’economia svizzera, nel commercio, nel terziario e nelle industrie dei Cantoni svizzeri. Attraverso i ristorni vengono quindi ‘compensate’ le zone territoriali lombarde di loro appartenenza”.

Sertori: trasferimento fondi in unica erogazione

Massimo Sertori“Anche nel 2024 – dice l’assessore Sertori – Regione Lombardia ha scelto di erogare in un’unica soluzione alle Province e alle Comunità montane beneficiarie, le somme attribuite derivanti dal ristorno fiscale delle imposte a carico dei lavoratori frontalieri. Alle realtà assegnatarie dei contributi il compito di presentare alla Direzione Generale competente, entro 6 mesi dalla data di pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, il provvedimento con il quale approvano il dettaglio della programmazione con la tempistica riguardo all’esecuzione dei lavori relativamente a ogni singolo progetto che si intende realizzare usufruendo dei fondi derivanti dai ristorni”.

Meccanismo ristorni fino al 2033

“Voglio ricordare – prosegue l’assessore – che il meccanismo dei ristorni sarà in vigore fino al 2033, come stabilito nell’Accordo Italia-Svizzera che ha individuato un periodo transitorio decennale, a partire dal 2023, cessato il quale sarà il Governo italiano a ‘compensare’ i territori dei frontalieri”. “I fondi – conclude Sertori – serviranno a Province e Comunità montane per realizzare progetti e interventi sul territorio”.

I riparti

Comunità montane

Di seguito ecco quindi il riparto dei fondi derivanti dai ristorni per Comunità montane:

Como

  • Valli del Lario e del Ceresio: 171.119,25 euro;
  • Lario Intelvese: 67.277,65 euro;
  • Triangolo Lariano: 1.074.979,92 euro.

Lecco

  • Lario Orientale-Valle San Martino: 122.854,85 euro;
  • Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera: 172.581,82 euro.

Sondrio

  • Valchiavenna: 100.916,48 euro;
  • Valtellina di Sondrio: 340.775,95 euro;
  • Valtellina di Tirano: 193.057,62 euro;
  • Alta Valtellina: 312.987,35 euro;
  • Valtellina di Morbegno: 124.317,42 euro.

Brescia

  • Valle Camonica: 46.801,85 euro.

Varese

  • Valli del Verbano: 450.467,78 euro.

Province

E questo. infine, il riparto dei ristorni per le singole Province:

  • Como: 4.314.545,29 euro;
  • Lecco: 118.467,17 euro;
  • Monza e Brianza: 2.925,12 euro;
  • Sondrio: 112.616,94 euro;
  • Varese: 5.195.005,01 euro.

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Province, sottoscritte Intese per valorizzarne ruoli e competenze

Sottoscritte a Palazzo Lombardia le Intese con le Province e la Città Metropolitana di Milano (triennio 2024-2026) per le funzioni regionali conferite a questi Enti.

“È auspicabile che a guidare l’Unione Province d’Italia sia un presidente della Lombardia. Perché la nostra regione è l’unica a delegare alle Province una serie di funzioni che danno loro la dignità che meritano”. Lo ha detto l’assessore regionale Massimo Sertori (Enti locali e Montagna) durante la conferenza stampa per illustrare il provvedimento.

Le deleghe

Nello specifico le materie delegate riguardano: Protezione civile, vigilanza ittico-venatoria (esclusa la Provincia di Sondrio, titolare della funzione), turismo, cultura (esclusa della Città Metropolitana). Fanno parte anche:  Politiche sociali-registro unico nazionale del terzo settore, servizi portuali di Cremona e Mantova, funzioni ambientali, governo del territorio, trasporti. Sono inoltre ricomprese le funzioni in materia di servizi per il lavoro – centri per l’impiego e collocamento mirato dei disabili, opere pubbliche e rete escursionistica della Lombardia. Nell’elenco anche le attività d’interesse regionale tra le quali: disabilità ed eliminazione barriere architettoniche e sperimentazione in tema di riscossione dell’imposta provinciale di trascrizione per gli autoveicoli.

Province sottoscritte inteseSottoscritte Intese con le Province

Presenti per la sottoscrizione il presidente dell’Unione Province Lombarde Luca Santambrogio (Monza Brianza), il vicesindaco della Città Metropolitana di Milano Francesco Vassallo e i presidenti delle Province Pasquale Gandolfi (Bergamo), Emanuele Moraschini (Brescia), Fiorenzo Bongiasca (Como), Paolo Signoroni (Cremona), Alessandra Hofmann (Lecco), Fabrizio Santantonio (Lodi), Massimiliano Gazzani (vicepresidente Mantova), Giovanni Palli (Pavia), Davide Menegola (Sondrio), Marco Magrini (Varese).

Le risorse

“Le Intese – ha spiegato l’assessore Sertori – hanno un valore complessivo, per il triennio 2024-2026, pari a un budget regionale di 58 milioni di euro. Sono inoltre così confermate le funzioni già conferite da Regione alle Province prima della ‘Riforma Delrio’ che ne aveva invece ridotto competenze e dotazioni”.

Gestione dei territori

“Con queste Intese – ha concluso Sertori – Regione Lombardia ha definito regole e contenuti dei rapporti istituzionali con Province e Città Metropolitana, che costituiscono veri e propri centri di competenze, professionalità e strutture amministrative per la gestione dei territori. La Lombardia è ora pronta a dare attuazione alle riforme nazionali sull’Autonomia differenziata, di recente approvazione. Pronta anche per la  revisione degli impianti istituzionali e delle competenze di Province e Città Metropolitane, in itinere con importanti ricadute sul ruolo non solo delle Regioni, ma anche di Province, Città Metropolitane e Comuni”.

Intesa quadro Città Metropolitana

Sottoscritta, inoltre, l’Intesa-Quadro con Città Metropolitana che, alla luce della specificità riconosciutale dalla legge, ha definito ulteriori modalità di collaborazione su numerosi temi strategici. L’Intesa-Quadro prevede modalità di raccordo costanti tra i due Enti su 13 ambiti strategici. Tra questi ci sono: sviluppo sostenibile, e tutela del territorio e dell’ambiente, famiglia, solidarietà sociale e disabilità. Tra le altre materie anche: Governo del territorio, sicurezza, sistema dei parchi, infrastrutture e opere pubbliche, trasporti e mobilità sostenibile, sviluppo economico, turismo, cultura e grandi eventi sportivi. Non mancano riferimenti neppure a istruzione e politiche per il lavoro, nonché alla trasformazione digitale.

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Efficientamento energetico scuole, da Lombardia 72 milioni alle Province

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche, ha approvato una delibera mirata a garantire un futuro più green per scuole della Lombardia. Obiettivo della manifestazione di interesse contenuta nel provvedimento, l’efficientamento energetico e l’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili del patrimonio edilizio delle scuole della Lombardia di proprietà delle Province lombarde e della Città metropolitana di Milano.

Al via l’efficientamento energetico delle scuole della Lombardia

La proposta, per le scuole di proprietà delle Province lombarde e di Città metropolitana di Milano, si inserisce nelle linee di finanziamento PR FESR 2021-2027.

Obiettivo risparmio

“L’iniziativa – spiega l’assessore a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche della Regione Lombardia – è destinata a interventi per il risparmio energetico delle scuole secondarie di secondo grado. In particolare, interessa azioni riguardanti sia la riqualificazione degli involucri edilizi per l’incremento dell’efficienza energetica sia la generazione di energia da fonti rinnovabili”.

Un plafond complessivo di 72 milioni di euro

“Mettiamo a disposizione di questa iniziativa di efficientamento energetico delle scuole pubbliche – continua l’assessore alle Risorse energetiche – complessivamente 72 milioni di euro”.

La cifra è così ripartita. 45 milioni sull’Azione 2.1.1 ‘Sostegno a interventi di ristrutturazione e riqualificazione per l’efficientamento energetico di strutture e impianti pubblici’. I restanti 27 sull’Azione 2.2.1 ‘Incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili'”.

Gli interventi finanziabili

Tra gli interventi finanziabili si elencano, a titolo d’esempio, la coibentazione delle superfici esterne e il rifacimento delle coperture. Quindi ci sono la sostituzione dei serramenti, gli interventi che contribuiscono alla sostenibilità ambientale e resilienza dell’edificio e delle sue pertinenze con particolare riferimento ai cambiamenti climatici (soluzioni progettuali bioarchitettoniche e bioclimatiche, de-impermeabilizzazione di aree pertinenziali, schermature naturali). A questi si aggiungono l’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, sistemi a pompe di calore, l’utilizzo e la gestione degli impianti ai fini dell’ottimizzazione dei consumi energetici.

Il contributo a fondo perduto viene concesso fino al 100% dei costi ammissibili sostenuti, per un investimento superiore a 200.000 euro.

La tipologia di progetti

Le proposte progettuali devono essere caratterizzate da interventi di efficientamento energetico dell’involucro o opere di ristrutturazione importante almeno di secondo livello. Le proposte dovranno prevedere anche interventi finalizzati alla generazione e alla gestione dell’energia da fonti rinnovabili.

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Efficientamento energetico, Sertori: grande successo Bando ‘Recap 2023’

Grande successo, con ben 180 proposte progettuali presentate a Regione Lombardia per il Bando ‘Recap 2023’, misura a sostegno di interventi di efficientamento energetico eventualmente integrati con interventi impiantistici alimentati a fonte di energia rinnovabile su edifici di proprietà di enti locali destinati ad attività istituzionale, scuole materne, elementari e medie inferiori, biblioteche.

Il Bando ‘Recap 2023’ sull’efficientamento energetico

Alla chiusura del Bando ‘Recap 2023’, avvenuta alle 16 del 14 dicembre, sono state numerose le proposte progettuali pervenute da parte di Comuni, Unione di Comuni, Province, Parchi e Comunità montane.

La prima sintesi delle domande, che ora entrano nella fase di istruttoria tecnica e valutazione, che si completerà in 90 giorni, indica che sono stati presentati 180 progetti, di cui:

  • 1 da parte di una Unione di Comuni;
  • 2 da parte di Comunità montane;
  • 1 da parte di una Provincia;
  • 1 da parte di un Ente Parco;
  • 175 da parte di Comuni.

Sertori: davvero un grande successo

Massimo Sertori“Siamo – afferma l’assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica della Regione Lombardia, Massimo Sertori – di fronte a un grande successo. Con progetti presentati che hanno un valore pari a 157.756.249 euro e un costo richiesto a finanziamento di 142.691.618 euro“.

“Una risposta – prosegue l’assessore – che mi sprona a lavorare ancora di più. Un lavoro che mira a reperire risorse utili a incrementare la dotazione iniziale del bando di 25 milioni di euro. Con l’obiettivo di arrivare a finanziare più domande possibili di quelle che saranno validate e ammesse al finanziamento dopo l’approvazione della graduatoria”.

Gli edifici interessati

Gli interventi di efficientamento energetico interessano diverse tipologie di immobili. E vedono proposte che riguardano 16 biblioteche, 28 scuole dell’infanzia, 34 scuole primarie, 20 scuole secondarie di primo grado, 14 sedi distaccate e 68 sedi principali.

Risposta significa attenzione ad ambiente e al risparmio

“Come Regione Lombardia – conclude Sertori – siamo ben felici di rilevare una così massiccia risposta del territorio al Bando ‘Recap edizione 2023’. È il segnale che l’efficientamento energetico, che significa attenzione all’ambiente e anche al risparmio per l’ente e, quindi, anche per le tasche dei cittadini, è sempre più al centro dei pensieri degli amministratori lombardi”.

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Lombardia, Beduschi: piano triennale da 1,2 milioni per contrasto nutrie

Entrerà in vigore il 1° gennaio 2024 il piano regionale triennale 2024-26 per l’eradicazione, controllo e contenimento delle nutrie. Lo stanziamento di 1,2 milioni di euro è a favore di province e Città metropolitana. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta della Regione Lombardia su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi.

“Con questo nuovo piano triennale – dichiara l’assessore Beduschi – prosegue il lavoro che da tempo sta impegnando Regione ed enti locali per contrastare questa specie invasiva. Specie che arreca non solo pesantissimi danni all’agricoltura, ma mette seriamente a rischio l’equilibro idrogeologico e la sicurezza, danneggiando gli argini dei corsi d’acqua e delle strade sovrastanti”.

Oltre 2 milioni di esemplari in Lombardia

Secondo le stime in possesso, la popolazione della nutria supera in Lombardia i 2 milioni di esemplari. L’attività di controllo svolta nel periodo 2020-2022 ha portato allo smaltimento di oltre 210.000 capi, tramite l’attuazione dei piani locali delle province e della Città metropolitana.  In conformità alle prescrizioni del Piano regionale.

I criteri del piano di contrasto alle nutrie

Per il piano triennale 24-26 le risorse finanziarie messe a disposizione (400.000 euro per ogni annualità) saranno assegnate con un criterio che prevede di ripartire il 10% della somma complessiva in parti uguali tra province e Città metropolitana. Il 90% dei fondi sarà assegnato proporzionalmente sulla base dei dati storici dell’ultimo triennio relativi al numero di nutrie smaltite.

“Il meccanismo di riparto dei fondi – sottolinea Beduschi – è un incentivo all’impegno di tutti i territori, a partire dai Comuni. Scriverò personalmente a tutti i sindaci, che sollecito ad attivarsi al massimo affinché l’attività sia svolta nel modo più possibile uniforme. Soprattutto in pianura dove il problema è più evidente”.

Collaborazione tra istituzioni

Il piano di contrasto alle nutrie prevede tra l’altro, l’equiparazione al contenimento del cinghiale. Quella alla nutria non è considerata caccia, ma contenimento di specie invasiva. Le province, inoltre, potranno istituire delle ‘centrali operative‘ di coordinamento con prefetture, comuni, consorzi di bonifica, associazioni agricole e venatorie, per monitorare i risultati e condividere obiettivi. I corsi per operatori abilitati al controllo della nutria verranno erogati anche online.

Regione Lombardia – conclude l’assessore Beduschi – continuerà a coordinare le attività degli enti locali in questo lavoro necessariamente lungo, che deve però essere capillare, nei confronti di una specie assolutamente dannosa, da contenere fino all’eradicazione”.

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Acque pubbliche, Sertori: da Regione 8,95 milioni di canoni a Province

La Giunta Fontana, su proposta dell’assessore regionale a Enti locali, Montagna, Risorse Energetiche e Utilizzo Risorsa Idrica, Massimo Sertori, ha approvato la quota dei canoni delle acque pubbliche da trasferire quindi nel 2023 alle Province lombarde e alla Città Metropolitana di Milano per l’esercizio delle funzioni conferite in materia di piccole derivazioni d’acqua. L’importo trasferito nel corrente anno fa riferimento alle somme introitate nell’anno 2022.

La Giunta ha altresì approvato i relativi criteri di riparto tra i diversi territori, condivisi preventivamente con UPL (Unione Province Lombarde).

Trasferimento record a Province per canoni acque pubbliche

“Regione – spiega Massimo Sertori – trasferisce nel 2023 alle Province e alla Città Metropolitana di Milano un importo complessivo di 8.950.000 euro, evidenziando che tale importo è il più elevato degli ultimi anni”.

“La ripartizione – continua Sertori – tiene infatti conto delle particolarità e delle caratteristiche territoriali, nonché dell’attività amministrativa svolta”.

Risorse importanti che restano ai territori

“Risorse importanti – sottolinea l’assessore Sertori – che restano quindi alle Province per spese correnti in ragione del 50% delle somme trasferite. Mentre la restante quota è destinata infatti a concorrere al finanziamento di misure e interventi di miglioramento e riqualificazione ambientale del territorio e delle risorse idriche”.

Il riparto

Qui di seguito ecco quindi la ripartizione per ogni singola Provincia:

  • Bergamo 1.042.903 euro;
  • Brescia 2.020.448 euro;
  • Como 339.403 euro;
  • Cremona 757.944 euro;
  • Lecco 219.626 euro;
  • Lodi 279.179 euro;
  • Mantova 1.176.338 euro;
  • Città Metropolitana di Milano 1.299.411 euro;
  • Monza e Brianza 274.510 euro;
  • Pavia 623.610 euro;
  • Sondrio 478.121 euro;
  • Varese 438.501 euro.

TOTALE 8.950.000 euro.

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