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Proposta della Lombardia: una Expo itinerante delle Dop e Igp europee

Una grande ‘ expo ‘ itinerante dedicato ai prodotti europei a Denominazione di Origine e Indicazione Geografica , capace di portare in Europa e nel mondo l’esperienza, la tradizione e la qualità dei territori che li producono. È la proposta lanciata dal presidente di AREPO (Associazione delle Regioni Europee dei Prodotti d’Origine) e assessore lombardo all’Agricoltura Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi , nel corso dell’Assemblea generale svoltasi a Barcellona e ospitata dalla Regione Catalunya.

Una Expo itinerante per promuovere i prodotti d’eccellenza

L’idea ha l’obiettivo di promuovere i prodotti certificati nei principali mercati del continente e del mondo , raccontando ai cittadini cosa distingue davvero i prodotti d’origine e qual è il significato dei marchi e dei loghi di qualità europei.

L'assessore all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, interviene a Barcellona all'Assemblea generale di Arepo (Associazione delle Regioni europee dei prodotti d'origine) di cui è il presidente

“Le Indicazioni Geografiche rappresentano l’identità e la storia dei nostri territori – ha affermato Beduschi – ma troppo spesso il loro valore non è pienamente conosciuto. Con questa iniziativa vogliamo il racconto dei nostri prodotti fuori dai confini regionali e nazionali , in un viaggio attraverso l’Europa e il mondo, per far scoprire la cultura, il lavoro e la qualità che stanno dietro a ogni DOP e IGP . La prima tappa si terrà nel 2026 in Italia, e saranno i nostri consorzi di produttori i protagonisti nel dialogo diretto con i cittadini ei consumatori ”.

L’ingresso della Calabria all’AREPO

A margine dei lavori, Beduschi ha inoltre annunciato la richiesta di ingresso nell’associazione della Regione Calabria, che si unisce alle regioni italiane già aderenti – Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto e Sardegna – portando a dieci la rappresentanza nazionale in AREPO.

Con oltre 35 regioni membri provenienti da Italia, Francia, Spagna, Germania, Grecia, Polonia e Portogallo, AREPO rappresenta oggi la principale rete politica e istituzionale a difesa e promozione dei prodotti a indicazione geografica d’Europa.

Lombardia ed Europa, essere comunità del cibo

“Il futuro del sistema agroalimentare europeo – ha concluso l’assessore Beduschi – passa dalla capacità di unire le forze e raccontare il valore autentico delle nostre produzioni. Solo così potremo rendere le DOP e le IGP non soltanto un simbolo di eccellenza, ma un linguaggio comune tra territori diversi che condividono lo stesso orgoglio: quello di essere comunità del cibo e della qualità “.

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Dermatite bovina. Beduschi: situazione in Lombardia immutata

Una nuova riunione, nella mattinata di lunedì 30 giugno in videoconferenza, dell’unità di crisi per affrontare la situazione in Lombardia dell’emergenza legata alla dermatite nodulare bovina. Al tavolo, con i Ministeri competenti, i rappresentanti delle Regioni e il direttore generale della Sanità Animale, Giovanni Filippini, si è tracciato il quadro relativo all’evoluzione epidemiologica in Lombardia, dove non si registrano novità.

Dermatite bovina, situazione in Lombardia circoscritta

“Resta confermato – afferma l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – un unico episodio, circoscritto al comune di Porto Mantovano. In quanto altri casi considerati inizialmente come sospetti sono quindi risultati negativi”.

Beduschi: restano norme su latte, novità per i reflui

L'assessore Alessandro Beduschi ha fatto il quadro della situazione della dermatite bovina in LombardiaL’assessore Beduschi ricorda che restano valide le disposizioni sul latte vigenti e precedentemente comunicate. Per quanto invece concerne la gestione di letame e liquami sono stati definiti nuovi protocolli condivisi tra Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Misure che prevedono il conferimento esclusivamente in impianti di biodigestione (biogas) anche al di fuori delle zone di sorveglianza e protezione previa autorizzazione. L’utilizzo agronomico degli stessi, sempre previa autorizzazione, è limitato a terreni ricompresi nelle zone di protezione e sorveglianza.

Resta alta la soglia di attenzione

“Pur considerato il caso lombardo isolato e riconducibile a un solo capo bovino provenuto già infetto dalla Sardegna – conclude Beduschi – resta alta la soglia di attenzione. Si tratta, infatti, di una malattia finora sostanzialmente sconosciuta in Europa. E ciò anche alla luce di un caso registrato proprio nelle ultime ore in Francia, nella regione della Savoia”.

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Via Francigena, Regione firma intesa per la candidatura a sito Unesco

Sviluppare un progetto condiviso con i territori per la valorizzazione della Via Francigena che in Lombardia coinvolge le province di Pavia e Lodi. Con questo obiettivo Regione Lombardia ha sottoscritto il protocollo d’intesa per la candidatura della Via Francigena italiana alla lista dei siti culturali e naturali patrimonio dell’Unesco. L’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, ha firmato il documento nell’ambito del ‘Festival delle Regioni’ in corso a Venezia.

Caruso: itinerario millenario che merita riconoscimento

Sottoscritto accordo per promuovere la via Francigena a patrimonio Unesco: l’impegno di Regione Lombardia, in foto l’assessore regionale Francesca Caruso durante la firma a Venezia“Il protocollo – ha commentato l’assessore Caruso – firmato dalla Lombardia rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento della Via Francigena come patrimonio dell’Unesco. Un’occasione per rendere più attrattivo un itinerario millenario dal grande valore storico, culturale, turistico e paesaggistico, su cui Regione Lombardia crede fortemente”.

“La Via Francigena – ha concluso Caruso – attraversa i nostri territori di Pavia e Lodi portando con sé un’eredità unica fatta di spiritualità, identità e dialogo tra culture”.

Via Francigena, le Regioni coinvolte nel protocollo

Il protocollo d’intesa per la candidatura della Via Francigena nella ‘World Heritage List’ rientra nell’elenco dei luoghi considerati dall’Unesco patrimoni mondiali dell’umanità. È stato sottoscritto, oltre che da Regione Lombardia, anche dal Ministero della Cultura e dalle Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.

Il documento rappresenta un importante tassello per proseguire e rafforzare il lavoro in sinergia con i territori per la promozione della Via Francigena e degli itinerari di interesse collegati. L’accordo ha durata triennale ed è elaborato dall’Associazione europee Vie Francigene (Aevf).

La Via Francigena in Lombardia

In Lombardia, la Via si snoda per oltre 120 chilometri, dalla provincia di Pavia (Palestro, Robbio, Mortara, Tromello, Garlasco, Gropello Cairoli, Pavia, Belgioioso, Santa Cristina e Bissone, Chignolo Po, Lambrinia) fino a quella di Lodi (Orio Litta e Corte Sant’Andrea), dove si trova l’imbarco dei pellegrini che vogliono proseguire il cammino oltre il Po.

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Alleanza tra Lombardia ed Emilia-Romagna per supportare l’economia

Lombardia ed Emilia – Romagna avviano un’alleanza strategica per ‘fare rete’ con l’obiettivo di supportare sempre più i rispettivi sistemi economico-produttivi, tra i più importanti d’Europa.

Mercoledì 14 maggio a Senna Lodigiana (LO) si è svolta una giornata di lavoro, promossa dagli assessori regionali allo Sviluppo economico Guido Guidesi (Lombardia) e Vincenzo Colla (vicepresidente Emilia – Romagna), per definire azioni comuni da mettere in campo e proposte congiunte da sottoporre al Governo, funzionali a rafforzare la competitività dei rispettivi territori.

Risorse per la transizione digitale, green e ricerca

L’incontro odierno, preceduto da tavoli tecnici svoltisi il mese scorso, ha portato alla declinazione di una serie di linee di intervento per le quali le due Regioni chiedono di individuare risorse a livello nazionale e che riguardano, nello specifico, i temi della transizione digitale e green e il rilancio degli investimenti in ricerca, sviluppo e beni strumentali.

Strumenti a sostegno delle imprese

Le Regioni Lombardia ed Emilia – Romagna concordano sulla necessità di attivare o implementare bandi specifici per le imprese che devono affrontare le diverse transizioni e i cambi di settori, e sulla necessità di creare strumenti finanziari condivisi in grado di supportare la crescita e lo sviluppo delle aziende, con una particolare attenzione alle imprese incluse in filiere o cluster trasversali ai due territori.

Foto di gruppo del tavolo di lavoro che si è svolto in occasione dell'alleanza Lombardia-Emilia per l'impresa

La sinergia tra Lombardia ed Emilia – Romagna è stata illustrata in un luogo simbolico del Basso Lodigiano al confine tra le due Regioni, ovvero il Transitum Padi in località Corte Sant’Andrea, storicamente centrale rispetto al guado del Po e dunque ai rapporti tra le due sponde del fiume.

Territori con molte analogie

“Lombardia ed Emilia – Romagna – ha sottolineato l’assessore di Regione Lombardia, Guidesi – sono due territori contigui che presentano molte analogie dal punto di vista del tessuto economico-produttivo: lavoriamo insieme per connettere le eccellenze delle due Regioni, per costruire strumenti di sostegno alle imprese che siano condivisi e per unire le forze rispetto alle richieste comuni da presentare ai tavoli nazionali ed europei. La sinergia può produrre risultati tangibili”.

Progettualità comune

“Un incontro importante – ha evidenziato il vicepresidente e assessore della Regione Emilia – Romagna, Colla – che ha consolidato una progettualità comune per il sistema industriale e dei servizi delle nostre due regioni, che stanno nel mondo in una situazione geopolitica e geoeconomica inedita e in veloce cambiamento. Abbiamo discusso di filiere innovative nei due grandi filoni strategici della digitalizzazione e della sostenibilità e abbiamo condiviso la necessità di posizionare proposte ai tavoli ministeriali e in Europa, dando mandato alle nostre strutture tecniche di elaborare soluzioni operative”.

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Maltempo, volontari di Protezione civile della Lombardia in Emilia-Romagna

Sono 16 i volontari e 2 i funzionari della Protezione civile della Lombardia partiti ieri, domenica 20 ottobre, con i mezzi e le attrezzature necessarie per supportare i colleghi al lavoro in Emilia-Romagna, regione duramente colpita dal maltempo. La Colonna mobile regionale è partita alla volta della zona di Imola.

“I nostri uomini – ha affermato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa – sono impegnati nelle attività di soccorso e messa in sicurezza della popolazione. Siamo vicini umanamente e concretamente ai cittadini messi a dura prova dalla pioggia caduta nelle ultime ore e ringraziamo i nostri volontari per l’impegno profuso in queste ore”.

 

 

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Maltempo Emilia-Romagna, in partenza 30 volontari dalla Prociv Lombardia

“Trenta volontari della Protezione civile della Lombardia sono in partenza per intervenire nei luoghi colpiti dal maltempo in Emilia-Romagna”. Lo dichiara l’assessore regionale Romano La Russa. “La sala operativa regionale – aggiunge – è in costante collegamento con l’Emilia-Romagna e con il Dipartimento nazionale di Protezione Civile per il monitoraggio della situazione e per pianificare gli interventi necessari”.

Da mezzogiorno la Regione Emilia-Romagna ha emesso l’allerta rossa per rischio idraulico e idrogeologico.

“I nostri volontari sono dislocati sul territorio in supporto alle squadre locali di Protezione civile – sottolinea l’assessore regionale alla Protezione Civile Romano La Russa – e sono pronti ad intervenire immediatamente. Il nostro supporto alla popolazione e al territorio è massimo”.

“Le squadre inviate – conclude l’assessore regionale – sono specializzate negli interventi relativi al rischio idraulico e nel soccorso acquatico. I volontari arriveranno sul posto con le attrezzature necessarie per affrontare gli effetti delle esondazioni dei fiumi. In particolare, con pompe idrovore, torre fari per l’impiego notturno, gommoni per il soccorso e il modulo telecomunicazioni. Nelle squadre della Colonna mobile sono presenti anche funzionari di Regione Lombardia che si occuperanno del coordinamento operativo”.

 

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Peste Suina, Beduschi: massimo rispetto delle regole per evitare diffusione

La situazione merita certamente grande attenzione ma al momento i nove focolai di Peste Suina Africana non si sono ulteriormente diffusi. Occorre massimo rispetto delle regole per evitarne la diffusione.

È questa la notizia emersa dal vertice convocato a Palazzo Lombardia da Giovanni Filippini, direttore generale Sanità Animale, e nuovo Commissario di Governo per la lotta alla Peste Suina Africana (PSA). All’incontro ha preso parte l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, insieme ai colleghi di Piemonte ed Emilia-Romagna, e ai tecnici delle direzioni generali interessate.

Il punto sulle indagini epidemiologiche

peste suina regole“In questa seconda riunione fissata a poche settimane di distanza dalla prima che si è tenuta il 1° agosto – ha commentato l’assessore regionale Beduschi – si è fatto il punto sulle indagini epidemiologiche. Obiettivo, accertare le ragioni che motivino come sia potuto accadere quanto stiamo vivendo. L’ingresso del virus negli allevamenti, tra  i suini domestici, non accadeva dal 2023”.

“Sono state valutate le misure e i provvedimenti da applicare nelle zone di restrizione, in particolare quelle di sorveglianza e di protezione – ha spiegato il commissario Filippini – al fine di ridurre la potenziale circolazione del virus negli allevamenti e nei territori infetti”.

Contro la Peste Suina rispettare norme e regole per proteggere animali allevati

“Come assessore all’agricoltura – ha sottolineato Beduschi – voglio fare un richiamo al massimo rispetto delle norme di biosicurezza per garantire la massima protezione degli animali allevati”.

La Peste Suina è un virus dall’alta contagiosità che si trasmette da razza suina, quindi da cinghiale a maiale. Può avere una durata di diversi mesi e non rappresenta un pericolo per l’uomo.

“I veicoli della peste – ha detto ancora Beduschi – possono essere i  cinghiali e il fattore umano che indirettamente può veicolare il virus negli allevamenti. E sappiamo bene che in Lombardia ci sono troppi cinghiali. Per questo, la Regione ha varato un’azione di depopolamento importante. L’impegno morale è alzare il livello da parte di tutti, continuare a ridurre il numero dei cinghiali con determinazione, senza mai abbassare la guardia”.

“La Peste Suina – ha concluso Beduschi – ha provocato una situazione che mette a repentaglio 30  miliardi di reddito per mancata esportazione. Gravi le conseguenze anche per la Lombardia. Fa piacere sapere che il commissario Filippini diramerà alcune note utili per affrontare al meglio la situazione. Ne apprezziamo il pragmatismo, convinti che ci sia bisogno di meno regole ma più ferree e centralizzate”.

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Biodiversità,al via progetto ‘Natural connections’ da 46 milioni su 9 anni

Con l’apertura del convegno sulla biodiversità  ‘Life Natconnect 2023’ parte il progetto ‘Natural Connections for Natura 2000 in Northen Italy to 2030’ – NatConnect 2030. Tra gli obiettivi la conservazione della biodiversità attraverso lo sviluppo delle azioni definite con i ‘Prioritised Action Frameworks 2021-2027’ (PAF) della Rete Natura 2000. Diffusa su tutto il territorio dell’Unione europea, questa rete è nata per garantire, in particolare,  il mantenimento  degli habitat naturali. Tra i suoi obiettivi anche quello di  tutelare le specie di flora e fauna minacciati o rari.

Budget, tempi e partner

“Con un budget di oltre 46 milioni di euro e dalla durata di 9 anni (2024-2032)  il progetto vede Regione Lombardia capofila, e la partecipazione di 15 partner. Fra questi troviamo il Piemonte, l’Emilia Romagna, il WWF Italia e la Lipu. È articolato  su 5 linee strategiche di intervento. Tra queste troviamo il ripristino ecologico di habitat e specie di interesse conservazionistico e il  rafforzamento degli elementi di connessione della rete ecologica. Tra gli obiettivi da raggiungere anche la  mitigazione, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la riduzione dell’impatto delle specie aliene invasive”.

Lo ha spiegatol’assessore regionale al Territorio e Sistemi Verdi Gianluca Comazzi, a margine dell’apertura dei lavori.

“Tutto ciò – ha continuato –  anche per rafforzare la governance e la sostenibilità della ‘Rete Natura 2000’. Per Regione Lombardia si tratta infatti di un ulteriore passo significativo verso la protezione e la conservazione dell’ambiente naturale”.

Biodiversità, il progetto ‘Natural Connections ‘

Il progetto intende movimentare circa 540 milioni di euro di Fondi complementari. Tra questi, quelli del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (49%), del Pr-Fesr (15%), del Programma Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021-2027, della Strategia forestale nazionale Lombardia, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per il contenimento delle specie esotiche di interesse unionale della Lombardia, del Piano nazionale recupero e resilienza (33%) dedicati al progetto ‘rinaturazione del Po’ e altri fondi regionali e privati.

 

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