Il ‘Modello Lombardia’ nell’innovazione infrastrutturale protagonista a Expo Osaka, con particolare riferimento alla trasformazione della Brescia-Iseo-Edolo nella prima linea ferroviaria ad idrogeno d’Italia. “Il progetto H2iseO, che prevede la circolazione dei treni a idrogeno lungo la linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo, attualmente alimentata a diesel, conferma l’impegno e l’interesse di Regione verso progetti dal forte carattere innovativo. Andiamo avanti con determinazione, confermando i primati della Lombardia come Regione virtuosa e attenta a coniugare efficienza, sviluppo imprenditoriale e infrastrutturale, e tutela dell’ambiente”.
Condivisione di competenze per il futuro della mobilità sostenibile
Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, intervenendo con un videomessaggio al convegno ‘Progettare la società futura per le nostre vite: una regione che punta a decarbonizzare la mobilità attraverso l’idrogeno’: “Grazie all’occasione fornita dal convegno organizzato con Fnm a Expo – ha proseguito Terzi – abbiamo potuto parlare di mobilità ferroviaria sostenibile illustrando il ‘Modello Lombardia’, confrontandoci con una realtà come quella giapponese, leader nella produzione di energia alternativa e negli investimenti per la ricerca di innovative tecnologie per la transizione verde. L’auspicio è che dal confronto tenutosi oggi nascano sinergie virtuose tra Paesi all’insegna della condivisione di competenze finalizzata al futuro della mobilità sostenibile”.
Impegno nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile
“Siamo felici – ha spiegato il presidente di Fnm, Andrea Gibelli – di aver avuto l’opportunità, grazie a Regione Lombardia e a Padiglione Italia, di presentare in un contesto internazionale così prestigioso i progetti del Gruppo Fnm. Il progetto H2iseO e la rete di stazioni di rifornimento stradale a idrogeno rappresentano un passo avanti fondamentale, che si affianca al rinnovo delle flotte e all’impegno nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile”.
La linea a idrogeno Brescia-Iseo-Edolo
Il progetto H2iseO si sviluppa in Valcamonica, lungo la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo di Ferrovienord su cui il servizio è gestito da Trenord, e punta a realizzare la prima Hydrogen Valley italiana nel territorio bresciano. L’iniziativa prevede la messa in servizio di 14 nuovi treni ad idrogeno, 3 impianti di produzione di idrogeno a Iseo, Edolo e Brescia, 4 impianti di rifornimento di idrogeno a Rovato, Iseo, Edolo e Brescia, un impianto di deposito e manutenzione dei treni a Rovato, l’adeguamento tecnico e infrastrutturale delle stazioni interessate dal servizio dei nuovi treni. Il progetto H2iseO prevede un investimento complessivamente pari a 367 milioni di euro, di cui: 183 milioni relativi a 14 treni e 184 milioni relativi alle infrastrutture.
Sessanta milioni di euro per sostenere l’agricoltura di montagna e la gestione delle foreste della Lombardia. È la dotazione complessiva dei bandi e delle misure attivate da Regione Lombardia per il biennio 2025-2026, presentate mercoledì 8 ottobre 2025 dall’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, nel corso di due incontri che si sono tenuti in Valle Camonica, a Breno ed Edolo, con i rappresentanti della Comunità Montana di Valle Camonica e dei consorzi forestali del territorio.
Agricoltura di montagna e foreste importanti per la Lombardia
“Le aree montane rappresentano una parte essenziale del patrimonio ambientale e produttivo lombardo – ha sottolineato Beduschi – ma chi lavora in questi territori sa quanto sia impegnativo garantire la continuità delle attività agricole e forestali. Per questo Regione Lombardia ha scelto di intervenire in modo concreto e mirato, mettendo in campo strumenti che affrontano a 360 gradi le necessità delle imprese, dei consorzi e degli enti locali”.
Il pacchetto delle misure
Il pacchetto di misure comprende tra l’altro: 17 milioni di euro per il sostegno alle imprese agricole in zone svantaggiate, attraverso contributi a ettaro; 2 milioni per supportare le strutture tecniche di montagna come malghe e alpeggi; 7 milioni destinati alla salvaguardia ambientale, alla sorveglianza e alla prevenzione degli incendi boschivi e alla manutenzione delle strade agro-silvo-pastorali; 4 milioni per il bando dedicato ai macchinari delle imprese forestali e della prima trasformazione (segherie); 28 milioni per gli investimenti necessari a proteggere le foreste, contrastare i rischi naturali e ripristinare le aree colpite da eventi meteorologici estremi. Cui si sommano altri interventi per circa 2 milioni.
Beduschi: ogni bando per sostenere chi abita e presidia aree montane
“Dietro ogni bando – ha aggiunto l’assessore – c’è una visione precisa: sostenere chi abita e presidia la montagna, riconoscendo il valore di chi garantisce la manutenzione del territorio, previene il dissesto idrogeologico e mantiene vive tradizioni e saperi che sono parte della nostra identità”.
“È anche così – ha sottolineato Beduschi – che si contrasta l’abbandono dei terreni e si restituisce futuro a un patrimonio che appartiene a tutti”.
Rafforziamo i ruoli di tutti gli attori in campo
Le risorse, ha spiegato Beduschi, rafforzano inoltre il ruolo dei consorzi forestali, degli agricoltori e degli enti locali, considerati interlocutori fondamentali per una gestione sostenibile e moderna delle risorse montane.
Nessuna assistenza, territorio montano vuole opportunità
“La montagna – ha concluso Beduschi – non chiede assistenza, ma opportunità. Il nostro compito è creare le condizioni perché chi sceglie di restare possa farlo con dignità, innovazione e prospettive di reddito, valorizzando un territorio che è cuore autentico della Lombardia”.
Il ‘Distretto della Calza‘, di cui il Mantovano è il territorio più vocato per la produzione, compie 100 anni. Per celebrare questo anniversario, il Belvedere di Palazzo Lombardia ha ospitato un evento al quale hanno partecipato il presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana, il vicepresidente Marco Alparone, e gli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Barbara Mazzali (Turismo, Marketing territoriale e Moda). Presenti, tra gli altri, anche Alessandra Cappellari, segretario Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia, Paola Bulbarelli, consigliere regionale della Lombardia, Massimo Bensi, presidente del Csc Centro Servizi Impresa, Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, Fabio Viani, presidente Confindustria Mantova, William Gambetti, presidente Mantova Export, Luciano Vignoni, vicepresidente di Credito Padano Gruppo Bcc Iccrea. Con loro anche parlamentari e sindaci del territorio.
Il ‘Distretto della Calza’ compie 100 anni
Un secolo di vita in cui il ‘Distretto della Calza’ ha vissuto stagioni straordinarie, in cui la capacità di produrre è cresciuta proporzionalmente al numero degli occupati, ha saputo ritagliarsi un ruolo prestigioso nell’ambito della moda, è stato protagonista di pellicole cinematografiche indimenticabili ma ha anche dovuto fronteggiare momenti di flessione a causa dell’andamento contradittorio del mercato a cui ha risposto con la capacità di sapersi innovare.
I numeri
Con 92 imprese attive e circa 10.000 addetti, il distretto genera un fatturato complessivo di circa un miliardo di euro, a conferma del valore economico e occupazionale di una filiera radicata e competitiva capace di competere sui mercati globali mantenendo il suo legame con il territorio.
Sulla innovazione come leva della competitività e sul pieno sostegno da parte di Regione Lombardia al comparto si sono soffermati il governatore della Lombardia Fontana e l’assessore Guidesi .
“Regione Lombardia – hanno assicurato – è pronta a favorire, anche in questo specifico ambito, un connubio virtuoso tra università, ricerca, trasferimento tecnologico alle aziende per garantire competitività a livello mondiale.
Filiera strategica
Il ‘Distretto della Calza’ è riconosciuto come filiera produttiva strategica da Regione Lombardia, segno dell’importanza che riveste nell’ecosistema industriale lombardo e nella valorizzazione delle eccellenze territoriali.
Alparone: aiutiamo la filiera con la semplificazione
“Oggi ci vogliono strumenti nuovi per una stagione nuova. Prima di tutto – ha sottolineato il vicepresidente Marco Alparone – ci vuole un cambio di mentalità: noi dobbiamo guardare a questo distretto, a questo ecosistema della calza con un approccio che non è solamente lombardo, italiano e europeo. Possiamo mettere a disposizione di una filiera così importante innanzitutto la semplificazione, cioè strumenti semplici che siano facilmente accessibili che permettano di fare innovazione partendo dall’idea di questi imprenditori e dalla loro capacità. Noi stiamo provando a fare questo anche all’interno di un panorama europeo. Abbiamo bisogno di una legislazione sicuramente più leggera e di tanta semplificazione, ma non dobbiamo perdere quello che siamo. Noi siamo innovatori da sempre, la Lombardia l’ha dimostrato all’Italia, l’ha dimostrato all’Europa, l’ha dimostrato al mondo”.
Mazzali: un simbolo del made in Italy nel mondo
“Il Distretto della Calza Mantovano con i suoi 100 anni di storia – ha sottolineato Mazzali – è uno straordinario esempio di eccellenza italiana. L’imprenditorialità locale ha saputo unire saperi artigianali e innovazione tecnologica, costruendo una filiera integrata e altamente specializzata. Con oltre un secolo di storia – ha ricordato ancora l’assessore – questo distretto, non solo ha consolidato un patrimonio di competenze uniche, ma si è affermato come motore economico strategico per la Lombardia e per l’Italia, con una forte incidenza occupazionale, una capacità di export che guarda ai mercati più esigenti e un impatto produttivo riconosciuto a livello internazionale”.
Design creativo, qualità e sostenibilità
“Qualità delle fibre, innovazione nei trattamenti, design creativo e attenzione crescente alla sostenibilità – ha puntualizzato – sono i tratti distintivi che rendono questo distretto un simbolo del Made in Italy nel mondo. Qui l’innovazione non è un concetto astratto, ma un processo quotidiano che si traduce in investimenti costanti in Ricerca e Sviluppo, automazione e digitalizzazione dei processi produttivi, con l’obiettivo di garantire performance sempre più elevate e di rispondere a un mercato in rapida evoluzione”.
Bando ‘Next Fashion’
“Regione Lombardia – ha continuato – sostiene e promuove questo impegno con strumenti concreti: penso al bando ‘Next Fashion‘, aperto in questi giorni, che con 13 milioni di euro del programma Fesr 2021-2027 finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale in ambito moda e accessorio. Un’opportunità per le imprese che vogliono investire su tecnologie sostenibili, tracciabilità, nuovi materiali e modelli di produzione responsabile, confermando ancora una volta la capacità lombarda di fare della tradizione un punto di partenza per competere nel futuro”.
Beduschi: puntiamo su quel che sappiamo fare bene
“Ci sono – ha evidenziato l’assessore Beduschi – un forte legame e una tradizione che si sono creati in questi 100 anni di storia. L’occasione che ci è stata data di affrontare un nuovo mondo, la cosiddetta ‘Via della Seta‘, dà a noi un ruolo importante, come europei, italiani e lombardi. È quello di puntare su quel che sappiamo fare bene, cose belle, diverse da quel che fanno altri. Dobbiamo difendere le nostre opere d’ingegno, le intuizioni, altrimenti saremmo travolti dal punto di vista commerciale. La concorrenza a basso costo che ci inonda senza alcuna tutela non possiamo più reggerla”.
“Gli imprenditori consorziati nel Csc, il Centro servizi calza, – ha proseguito – hanno saputo fare della lealtà e della collaborazione straordinarie virtù . Noi, nelle istituzioni, vi appoggiamo e lo faremo sempre nel solco dell’innovazione, della ricerca, della formazione. Dobbiamo far capire, dunque, al consumatore finale quanto è diverso un prodotto fatto a Castel Goffredo rispetto a un altro proveniente dal Far East”.
I Comuni del ‘Distretto della Calza’
I Comuni che fanno parte del ‘Distretto della Calza‘ sono: Acquafredda, Asola, Carpenedolo, Casalmoro, Casaloldo, Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Ceresara, Guidizzolo, Isorella, Medole, Piubega, Remedello, Rodigo, Solferino, Visano.
A conclusione della giornata celebrativa, il Belvedere ha ospitato anche una speciale sfilata di cui sono state protagoniste le calze nelle loro declinazioni più fashion .
La Giunta di Regione Lombardia ha approvato, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, un accordo di collaborazione con UNIMONT, polo d’eccellenza dell’Università degli Studi di Milano con sede a Edolo (BS), in Valle Camonica, per la definizione di percorsi di ricerca finalizzati all’individuazione di strumenti a supporto della transizione ecologica e dell’adattamento climatico nelle comunità montane lombarde. Particolare attenzione sarà dedicata a un focus sulle aree montanebresciane, dove ha sede il polo UNIMONT.
Risorse per dottorato UNIMONT sul futuro green delle montagne
L’iniziativa stanzia 70.100 di euro per fare ricerca e sperimentare strategie innovative, attivare processi partecipativi e rafforzare il dialogo tra istituzioni e territori, con l’obiettivo di accelerare l’adozione di modelli di economia circolare e sostenibili.
Maione: ricerca centrale per transizione ecologica
“Con questo accordo – ha sottolineato l’assessore Maione – vogliamo fornire strumenti concreti agli attori del territorio. Vogliamo supportarli per affrontare al meglio le sfide del cambiamento climatico, promuovendo al contempo uno sviluppo sostenibile e inclusivo. La ricerca e l’innovazione sono leve fondamentali per una regione leader internazionale nella transizione ecologica come la Lombardia. E il polo UNIMONT di Edolo è un punto di riferimento importante su questi temi”. L’accordo prevede una borsa di dottorato di ricerca biennale e si inserisce nella strategia regionale per la sostenibilità, in linea con gli obiettivi del Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile‘Lombardia Green’.
Con dottorato UNIMONT innovazione a servizio di tutela delle montagne
“Questo progetto – ha concluso Maione – dimostra la volontà di investire nel capitale umano e nella conoscenza. L’obiettivo è generare soluzioni innovative e durature per il nostro territorio. Il contributo del polo UNIMONT sarà determinante per il successo di questa iniziativa”.
La vertenzaStanadyne protagonista del Tavolo in Regione Lombardia con le organizzazioni sindacali e il liquidatore dell’azienda Angelo Rodolfi. L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi ha coordinato i lavori.
La Stanadyne di Castenedolo (Brescia) opera nel comparto dell’automotive e realizza principalmente iniettori per i motori diesel e da 100 giorni i lavoratori protestano davanti ai cancelli dell’azienda.
Vertenza Stanadyne, nuove prospettive
“L’incontro di oggi apre nuove prospettive – commenta l’assessore Tironi – in quanto stiamo cautamente ricevendo segnali positivi di un probabile nuovo soggetto imprenditoriale. Sono fiduciosa per le possibilità che questa nuova fase offre e garantisco il mio impegno costante, come già avvenuto in passato, per mantenere nel territorio una presenza che assicura lavoro e dignità alle famiglie di chi lavora alla Stanadyne”.
Nota congiunta
Al termine dell’incontro, infatti è stata condivisa questa nota congiunta.
“Oggi il liquidatore si è impegnato ad aggiornare quotidianamente i lavoratori rispetto alla trattativa che sta dando concrete prospettive e che pare possano accelerare nei prossimi giorni. Contestualmente, e solo a fronte di un dialogo costante, in attesa di raggiungere un buon accordo, i lavoratori si impegnano a collaborare costantemente per garantire la continuità dell’azienda e dei livelli occupazionali. Le parti si rivedranno il 31 marzo ore 12 nella sede Utr di Brescia”.
Presentati a Rovato, in provincia di Brescia, il primo treno italiano a idrogeno e il primo impianto italiano di manutenzione e rifornimento dei nuovi convogli che saranno in servizio sulla linea Brescia-Iseo-Edolo. Sul primo dei 14 treni acquistati attraverso i finanziamenti di Regione Lombardia, arrivato lo scorso 23 gennaio, sono in corso i test e le attività di collaudo necessari per l’avvio del servizio commerciale, previsto entro il primo semestre del 2026.
Alla presentazione questa mattina hanno preso parte il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, gli assessori Franco Lucente (Trasporti e Mobilità sostenibile) e Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Opere pubbliche). Presenti anche il sottogretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Alessandro Morelli, il presidente di Ferrovienord Milano Andrea Gibelli, il consigliere delegato di FNM Fulvio Caradonna, il presidente di FNM Pier Antonio Rossetti, l’amministratore delegato di Trenord Andrea Severini, il presidente di Alstom Michele Viale, il presidente di Sapio Alberto Dossi.
L’impianto di Rovato, realizzato da Ferrovienord e dotato di attrezzature all’avanguardia, sarà, in Italia, il primo deposito specificatamente progettato e realizzato per la manutenzione dei treni a idrogeno nonché il primo impianto per il rifornimento di idrogeno per i treni.
Presidente Fontana: Lombardia terra di primati e di eccellenze
“Questa è una giornata molto importante – ha dichiarato il presidente Fontana – che conferma la vocazione della Lombardia ad essere terra di primati e di eccellenze, sia per quanto riguarda la prima Hydrogen Valley, sia per la messa in funzione del primo treno alimentato interamente ad idrogeno. Il percorso di modernizzazione nei trasporti e nelle infrastrutture prosegue all’insegna della sostenibilità. Oggi tocchiamo con mano un nuovo servizio offerto ai cittadini che contribuisce a migliorare l’efficienza del trasporto ferroviario, in un’area in cui inizia un serio percorso di decarbonizzazione. Negli ultimi anni abbiamo investito 1,7 miliardi di euro per 214 nuovi treni che daranno forte slancio al settore ed entro il prossimo anno la Lombardia potrà contare su una flotta totalmente rinnovata. Anche per questo – ha concluso Fontana – saranno fondamentali i lavori di ammodernamento della rete ferroviaria”.
Assessore Lucente: verso decarbonizzazione dei trasporti
“Prosegue senza sosta – ha affermato l’assessore Lucente – la rivoluzione della mobilità che sta interessando la Lombardia. Una trasformazione che coinvolge tutti i mezzi di trasporto, dall’immissione dei nuovi treni sino al rinnovamento del parco autobus, tutti a ridotto impatto ambientale, e al trasporto pubblico locale lacuale, con battelli elettrificati. Il primo treno italiano a idrogeno è un’innovazione importante, che risponde in pieno all’esigenza di percorrere in maniera convinta la strada della neutralità tecnologica. Dobbiamo essere in grado di valorizzare tutte le fonti energetiche, trovando la giusta sintonia tra mezzi moderni, confortevoli ed un servizio di alto livello ed efficiente, con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Progetti importanti che mirano alla graduale decarbonizzazione dei trasporti, per un Tpl a emissioni zero”.
Assessore Terzi: nuove prospettive per il settore ferroviario a livello nazionale
“La Lombardia si conferma protagonista di un’innovazione concreta al servizio dei cittadini – ha evidenziato l’assessore Terzi – con la trasformazione della Brescia-Iseo-Edolo nella prima linea ad idrogeno d’Italia, aprendo così nuove prospettive per il settore ferroviario a livello nazionale. È l’inizio di un cambiamento rilevante, in cui il Sebino e la Valcamonica si ritrovano al centro di nuove soluzioni per un trasporto a basso impatto ambientale, caratteristica questa ancora più cruciale per una Regione dinamica e densamente popolata come la nostra. Abbiamo creduto fin da subito nella bontà del progetto investendo anche nell’infrastruttura connessa all’attivazione dei convogli. Ci saranno ricadute positive per la qualità del trasporto pubblico e si creerà una nuova economia attorno all’idrogeno, con nuove occasioni di crescita e di lavoro”.
Treni a idrogeno in Lombardia
L’entrata in servizio commerciale dei treni a idrogeno in Valcamonica, lungo la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo di Ferrovienord su cui il servizio è gestito da Trenord, fa parte del progetto H2iseO, che mira a realizzare la prima Hydrogen Valley italiana nel territorio bresciano. Promosso da FNM, Ferrovienord e Trenord, il progetto H2iseO ha l’obiettivo di sviluppare in Valcamonica una filiera economica e industriale dell’idrogeno, a partire dal settore della mobilità, avviare la conversione energetica del territorio, contribuire alla decarbonizzazione di una parte significativa del trasporto pubblico locale. Si tratta di un progetto altamente innovativo, che prevede, ad oggi:
messa in servizio di 14 nuovi treni ad idrogeno in sostituzione dell’intera flotta diesel oggi circolante;
realizzazione di 3 impianti di produzione di idrogeno rinnovabile senza emissioni di CO2 a Iseo (mediante tecnologia Steam Reforming del biometano, con energia elettrica rinnovabile e cattura della CO2), ad Edolo e a Brescia (mediante tecnologia a elettrolisi partendo da energia elettrica da fonte rinnovabile);
realizzazione di 4 impianti di rifornimento di idrogeno a Rovato (destinato principalmente alle attività di messa in servizio e successivamente alle fasi di manutenzione dei treni) e a Iseo, Edolo e Brescia (dotati di stoccaggio e destinati a rifornire i treni nel corso del servizio commerciale);
realizzazione di un impianto di deposito e manutenzione dei treni a Rovato, specificatamente progettato e realizzato per treni a idrogeno;
adeguamento tecnico e infrastrutturale delle stazioni interessate dal servizio dei nuovi treni.
Impianto idrogeno a Rovato
Nell’impianto di Rovato sono presenti:
cinque binari di sosta dei treni all’aperto;
un impianto di manutenzione treni dotato di due binari al chiuso per la manutenzione (attrezzati per l’accesso al treno tramite fossa di visita e tramite passerelle aeree), un binario coperto all’aperto per il lavaggio dei treni, carroponte, calacarrelli, magazzini, armadi per lo stoccaggio delle batterie di ricambio dei treni, colonnine per la connessione dei treni alla rete elettrica e zona uffici e servizi per il personale;
un impianto di rifornimento dei treni a idrogeno, attrezzato con dispenser per erogare idrogeno alla pressione di 350 bar e baia per ricovero del carro bombolaio, nonché di impianto di flussaggio e inertizzazione (utile per lo svuotamento dei serbatoi dell’idrogeno del treno quando previsto ai fini manutentivi).
L’impianto è costruito nel pieno rispetto delle normative vigenti, incluse le normative relative alla sicurezza associate alla presenza di un treno a idrogeno e ad un impianto di rifornimento di idrogeno. I dispositivi di sicurezza includono, tra gli altri, sensori per la rilevazione di eventuali fughe di idrogeno, l’impianto antincendio e sistemi automatici di miglioramento della ventilazione.
L’investimento complessivo per il sito è pari a euro 30 milioni, di cui 1 milione (relativo all’impianto di rifornimento di idrogeno) finanziato dal PNRR. La messa in servizio del sito (da parte di Trenord e FNM Power) avverrà progressivamente con le corse prova del treno a idrogeno lungo la linea Brescia-Iseo-Edolo e, successivamente, con l’avvio del servizio commerciale.
Il progetto ‘Serrah2valle’
L’introduzione dell’idrogeno in un percorso di transizione energetica rappresenta un ambito di sviluppo strategico per il Gruppo FNM che, insieme a ‘H2iseO’, sta portando avanti il progetto ‘serraH2valle’. Il progetto serraH2valle prevede la realizzazione di 5 impianti di rifornimento stradali di idrogeno, che rappresentano la prima rete completa in Italia a servizio del traffico veicolare leggero e pesante: 2 lungo la A7 Milano-Genova (a Tortona, uno per direzione), 2 in Tangenziale Est Milano (a Carugate, uno per direzione), 1 in Tangenziale Ovest Milano (a Rho, in direzione sud).
Oltre 183 milioni di euro destinati a 14 nuovi treni ‘Donizetti’ alimentati a idrogeno. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente di concerto con l’assessore alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi.
Lucente: lavoriamo per migliorare il servizio
“Circa un anno fa, a ottobre 2023 – ha spiegato l’assessore Lucente -, abbiamo presentato il primo treno a idrogeno d’Italia che entrerà in servizio commerciale in Valcamonica lungo la linea non elettrificata Brescia-Iseo-Edolo di Ferrovienord. Diamo seguito al nostro progetto, finalizzato a migliorare il servizio proposto agli utenti, sia in termini di offerta che di sostenibilità. Da tempo stiamo lavorando con grande impegno per rinnovare la flotta dei nostri treni che, entro la fine del prossimo anno, sarà totalmente rinnovata con mezzi rispettosi dell’ambiente e a emissioni ridotte. Oggi, grazie a un importante sforzo e all’impegno in sinergia con il Governo nazionale, abbiamo centrato un altro ambizioso traguardo”.
Terzi: nuove prospettive per il trasporto ferroviario
“Regione – ha affermato l’assessore Terzi – fin dall’inizio ha supportato il progetto dei treni a idrogeno come avanguardia di una nuova soluzione per il trasporto a basso impatto ambientale, caratteristica questa ancora più importante in una regione densamente popolata come la Lombardia. A partire da un’infrastruttura strategica come la Brescia-Iseo-Edolo si apriranno nuove prospettive per il settore ferroviario. La Lombardia è al centro di questo processo di innovazione. Ringrazio il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Matteo Salvini, per l’impegno e l’attenzione dimostrata”.
La delibera conferisce a Ferrovie Nord Milano il mandato per l’acquisto di nuovi treni con alimentazione ad idrogeno destinati alla linea Brescia-Edolo nel quadro del progetto ‘H2IseO’. Sono previsti 14 treni: 7 finanziati dal Pnrr, 5 dal Accordo per lo Sviluppo e la Coesione sottoscritto lo scorso anno e 2 dalla legge di Bilancio 2019. L’immissione in servizio dei primi 7 treni è prevista entro il 30 giugno 2026, gli altri 7 seguiranno nei mesi successivi.
Nuovi treni a idrogeno in Lombardia, la scheda
Sui 14 nuovi treni con alimentazione ad idrogeno, realizzati da Alstom e destinati alla linea ferroviaria Brescia-Edolo, a partire dal 2026 si sperimenterà questo tipo di trazione nell’ambito del progetto ‘H2IseO’ di decarbonizzazione, in luogo degli attuali treni diesel.
Alstom ha elaborato il proprio treno ad idrogeno partendo dalla piattaforma Coradia Stream, la stessa dei treni Donizetti già in servizio in Lombardia. Il treno ad idrogeno si presenta al viaggiatore sostanzialmente identico al Donizetti, per struttura e layout, ma ha un veicolo intermedio in più, non destinato ai passeggeri, che ospita l’impianto ad idrogeno.
Offre 260 posti a sedere e 8 posti bici, ma è stata studiata anche una variante che incrementa i posti per venire incontro alla vocazione turistica della linea Brescia-Edolo. I convogli rispondono a tutte le specifiche di interoperabilità per le persone a mobilità ridotta e i posti a sedere risultano adeguati alla linea, che vede treni con 110 o 240 posti. Anche le prestazioni risultano coerenti con la linea che non richiede velocità superiori ai 100 km/h. Il percorso Brescia-Edolo di 103 km verrà pertanto svolto come oggi in circa 2 ore.
I treni sono acquistati da FNM S.p.A. che ha iniziato a sviluppare il progetto a partire dal 2020 e i primi due convogli, già ultimati, stanno effettuando le prove del nuovo sistema.
Sono 20 i ragazzi che hanno concluso con successo l’edizione n°1 del master di primo livello in ‘Project Management per la montagna’ al Polo Unimont dell’Università Edolo. A l Belvedere al 39esimo piano di Palazzo Lombardia, hanno ricevuto il diploma da parte dell’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione.
Il Master è organizzato in collaborazione con il Dipartimento Affari regionali e Autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri. Fornisce le competenze necessarie nella gestione dei fondi europei e dei progetti relativi alle misure di sostegno alla montagna italiana.
Master al polo Unimont dell’Università di Edolo
Il percorso si articola in 1.500 ore totali (60 Cfu) e prevede 506 ore di lezione e attività laboratoriali e 400 ore di tirocinio formativo. Queste ore devono essere svolte negli enti territoriali. Il corso è stato erogato attraverso modalità blended-learning, ossia in modalità mista presenza/online.
L’obiettivo è quello di formare ‘facilitatori dello sviluppo’, capaci di interagire con il tessuto socioeconomico e amministrativo delle aree montane. Saranno inoltre in grado di accompagnare gli enti pubblici nelle attività di fund raising.
“Sono un grande sostenitore – ha detto l’assessore – della Lombardia dei territori. E, in questo senso, le sedi distaccate delle Università hanno un grande compito. Regione Lombardia vuole sostenerle concretamente per dare opportunità anche a chi vive sui territori periferici di formarsi ad alto livello. Ho dunque ringraziato professori e ragazzi del coraggio e della volontà di crederci. Unimont è una sfida vinta e la testimonianza di come avere sedi sui territori, anche montani, faciliti la diffusione capillare del nostro sistema universitario”.
Sbocchi professionali
Diversi gli sbocchi professionali: dalle attività imprenditoriali, alle consulenze fino ad arrivare ai dipendenti con ruoli di coordinamento, redazione e proposta di progettualità e responsabilità. Le possibilità sono nelle in aziende private o pubbliche, comunque nei settori strategici per l’economia montana.
Una serie di visite e sopralluoghi in Valcamonica (Brescia) per fare il punto sugli interventi di difesa del suolo. Ad effettuarle l’ assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi con la collega all’Istruzione, Formazione e Lavoro.
Alcuni di questi sono conseguenti agli eventi climatici degli ultimi mesi. Il più recente quello dello scorso primo aprile, quando una frana ha invaso la SS42 del Tonale, bloccando la circolazione in entrambe le direzioni, tra Edolo e Monno.
L’evento ha coinvolto anche la SS39 ‘del Passo di Aprica’, anch’essa invasa dai detriti e chiusa al traffico. Gli interventi finanziati e in corso di attuazione nella sola Val Camonica sono ben 62 per un totale di quasi 53 milioni di euro messi a terra da Regione Lombardia.
Tra le tappe effettuate dagli assessori della Regione Lombardia anche Edolo, Malonno e Sonico.
Difesa del suolo, sopralluoghi in Valcamonica
“Per Edolo, Malonno e Sonico – ha sottolineato l’assessore al Territorio – abbiamo finanziato azioni per oltre 11 milioni di euro suddivisi su nove interventi di cui 4 sui Comuni di Edolo e Sonico e uno su Malonno. Tra i lavori la messa in sicurezza del fiume Oglio e dei versanti montuosi contro il rischio di crolli e la mitigazione del rischio idraulico sui torrenti Finale e Rabbia. La messa in sicurezza dei territori è la nostra priorità. È un lavoro costante che vede mobilitati milioni di euro di risorse”.
Interventi a tutela dei cittadini
“Il lavoro e il confronto con i Comuni coinvolti – ha quindi puntualizzato l’assessore al Lavoro – è fondamentale. Con loro ci impegniamo a realizzare interventi concreti e mirati alla tutela dei nostri cittadini assicurando la sicurezza delle infrastrutture e della viabilità”.
Le tappe
A Malonno sono stati verificati i danni causati dalla frana che ha interessato il versante a monte della linea ferroviaria in via Manfredina. Lo smottamento, causato dalle piogge di fine marzo, ha infatti interrotto la circolazione ferroviaria.
La seconda parte della visita ha interessato il comune di Sonico. Lo scorso agosto un violento smottamento ha infatti riversato oltre 50.000 metri cubi di materiale sulla cittadina. Inoltre, lo scorso primo aprile, una frana ha interessato la strada che collega le frazioni di Rino e Garda. Per far fronte alle prime emergenze, l’Utr di Brescia e il Comune hanno stanziato oltre 97.000 euro.
L’ultima tappa è stata quella di Edolo dove è stato fatto il punto sullo stato dell’avanzamento dei lavori. I più importanti riguardano opere per la mitigazione del rischio idraulico lungo il tratto superiore del fiume Oglio. Il totale investito nel solo comune di Edolo è di 4.800.000 euro.
Investimenti in nuove infrastrutture viabilistiche per 319 milioni di euro e 120 milioni di euro per la manutenzione dell’esistente. Sono i numeri relativi alla Lombardia contenuti nel Contratto di programma tra Anas e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, approvato dal Cipess e presentato oggi a Palazzo Lombardia dal presidente della Regione Lombardia, dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche e dal sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri. Complessivamente sono 19 le nuove opere stradali inserite nel Cdp.
Presidente Lombardia: opere fondamentali volute dalla Regione
“Il Contratto – ha evidenziato il governatore – mette nero su bianco opere fondamentali fortemente volute dalla Regione e per le quali ci siamo spesi affinchè fossero inserite nella programmazione della società statale Anas. Abbiamo ascoltato i territori e ci siamo fatti interpreti delle loro necessità. Si tratta di interventi strategici che efficienteranno la viabilità in Lombardia a beneficio dei cittadini e del sistema economico-produttivo”.
Assessore infrastrutture: al lavoro per obiettivi importanti
“L’inserimento delle opere nel Contratto di Anas – ha sottolineato l’assessore alle Infrastrutture – rappresenta una garanzia rispetto al reperimento dei finanziamenti necessari alla loro realizzazione. Diverse opere sono già state finanziate e appaltate, altre lo saranno da qui ai prossimi anni. Come Regione continueremo a monitorare l’iter degli interventi e lavorare col Governo per raggiungere gli obiettivi comuni. Il Cdp di Anas inoltre è uno strumento flessibile che può essere aggiornato e integrato con ulteriori interventi. Non dimentichiamo che alle opere incluse nel documento si aggiungono anche le infrastrutture stradali finanziate in chiave Olimpiadi 2026, opere funzionali ai Giochi ma anche essenziali e necessarie per il sistema viario lombardo”.
Sottosegretario di Stato: riqualificazione e potenziamento rete
“Il Cipess – ha affermato il sottosegretario di Stato – ha approvato il nuovo Contratto di programma Mit-Anas 2021-2025, con il quale sarà finanziata una complessa lista di opere del valore di 22,5 miliardi di euro già stanziati, utili per lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Complessivamente Anas in Lombardia ha attivato investimenti per 4 miliardi di euro. 1 Miliardo è destinato alla manutenzione programmata delle strade esistenti. Nello specifico, tra i principali investimenti già finanziati ricordiamo i lavori di collegamento tra la SS 11 a Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano – Variante di Abbiategrasso e adeguamento in sede del tratto Abbiategrasso Vigevano fino al ponte sul fiume Ticino: 1° stralcio da Magenta a Vigevano – Tratta A. La Lombardia può contare su importanti risorse per la riqualificazione, il potenziamento della rete stradale, per il miglioramento dei trasporti, della loro sicurezza, manutenzione e ampliamento”.
Di seguito l’elenco delle opere incluse nel Contratto di programma Mit/Anas 2021-2025.
Province di Varese e Milano
– SS 341 – Gallaratese. Lavori di costruzione del collegamento stradale tra Samarate ed il confine con la Provincia di Novara. Tratto compreso tra l’autostrada A8 e la S.S. 527 in Comune di Vanzaghello 1° stralcio tra il Km 6+500 ed il Km 8+844. Costo dell’intervento: 223.870.065 euro, già assegnati. Opera già appaltata.
– SS 341 – Gallaratese. Lavori di costruzione del collegamento stradale tra Samarate ed il confine con la Provincia di Novara. Tratto compreso tra l’autostrada A8 e la S.S. 527 in Comune di Vanzaghello 2° stralcio tra il Km 0+000 ed il Km 6+500. Costo dell’intervento: 366.778.125 euro. Già assegnati 2.500.000 euro. Opera appaltabile nel 2025.
Provincia di Varese
– Peduncolo di Vedano Olona (SS 342 – Briantea).
– Nuovo Ponte sul Ticino tra Oleggio e Lonate Pozzolo (inserito nel contratto di programma Anas per il Piemonte).
Province di Milano e Pavia
– Vigevano-Malpensa (SS 11 – SS 494 – Padana Superiore e Vigevanese). Lavori di collegamento tra la SS 11 a Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano – Variante di Abbiategrasso e adeguamento in sede del tratto Abbiategrasso Vigevano fino al ponte sul fiume Ticino: 1° stralcio da Magenta a Vigevano – Tratta C. Costo dell’intervento: 169.434.770 euro, già assegnati. Opera già appaltata.
– Vigevano-Malpensa (SS 11- SS 494 – Padana Superiore e Vigevanese). Lavori di collegamento tra la SS 11 a Magenta e la Tangenziale Ovest di Milano – Variante di Abbiategrasso e adeguamento in sede del tratto Abbiategrasso Vigevano fino al ponte sul fiume Ticino: 1° stralcio da Magenta a Vigevano – Tratta A. Costo dell’intervento: 184.189.619 euro. Già assegnati 17.000.000 euro, mentre i restanti 167.189.619 sono stati coperti con proposta in Legge di Bilancio 2024. Opera appaltabile nel 2024.
Provincia di Pavia
– Nuovo Ponte della Becca (SS 617 – Bronese). Lavori di realizzazione di un nuovo ponte sul fiume Po lungo la S.S. 617 ‘Bronese’. Costo dell’intervento: 168.750.000 euro.
Provincia di Lodi
– Cavalcavia rotonda della ‘Faustina’ (SS 9 – ‘Emilia’). Cavalcavia in corrispondenza della rotonda denominata ‘Faustina’. Costo dell’intervento: 20.295.430 euro. Opera appaltabile nel 2025.
Provincia di Mantova
– Nuovo Ponte tra Ostiglia e Revere (SS 12 – dell’Abetone e del Brennero). Realizzazione di un nuovo impalcato stradale in sostituzione di quelli esistenti (ferroviario e stradale) sul Po ad Ostiglia e Revere. Costo dell’intervento: 61.926.606 euro. Già assegnati 3.500.000 euro. Opera appaltabile nel 2025.
Province di Brescia e Mantova
– SS 343 – Asolana. Potenziamento del tratto di SS 343 ‘Asolana’ tra i comuni di Acquafredda (BS) e Asola (MN).
Provincia di Brescia
– Variante Est di Edolo (SS 42 – del Tonale e della Mendola). Costo dell’intervento: 141.945.994 euro, già assegnati. Opera già appaltata.
– Galleria in variante tra Gargnano e Tignale (SS 45 Bis – Gardesana occidentale). Opere di costruzione della galleria in variante tra il km 86+567 e il km 88+800 finalizzata a sottendere le attuali gallerie ogivali a sezione ristretta. Costo dell’intervento: 126.225.000 euro. Già assegnati 6.459.936 euro. Opera appaltabile nel 2025.
Provincia di Como
– Variante di Solbiate Comasco (SS 342 – Briantea). Variante all’abitato di Solbiate Comasco. Costo dell’intervento: 32.292.480 euro. Già assegnati 1.500.000 euro.
Provincia di Sondrio
– Bypass frana Ruinon (SS 300 – del Passo di Gavia). Intervento di by-pass viario sulla ex S.P. 29 di 3 km sezione categoria C1 innesto abitato Santa Caterina all’altezza dell’immissione torrente Sobretta, per ricondursi sulla ex S.P. del Gavia in corrispondenza dell’abitato di San Antonio, per la messa in sicurezza della frana del Ruinon. Costo dell’intervento: 157.410.000 euro. Già assegnati 100.000.000 euro.
– Variante Tartano – Sondrio (SS 38 – dello Stelvio).
Provincia di Bergamo
– Variante di Comun Nuovo (SP 119 – Stezzano-Spirano). Variante alla SP 119 nel Comune di Comun Nuovo. Costo dell’intervento: 7.851.487 euro. Opera appaltabile nel 2025.
Province di Bergamo e Lecco
– Collegamento Lecco-Bergamo, Variante di Calolziocorte (SS 639 – dei Laghi di Pusiano e di Garlate). Variante alla SS 639 nel territorio della provincia di Lecco, ricompresa nei Comuni di Lecco, Vercurago e Calolziocorte (Variante di Calolziocorte).
– Collegamento Lecco-Bergamo, Variante di Cisano Bergamasco, Lotto 2 (SS 639 – dei Laghi di Pusiano e di Garlate). Collegamento Lecco-Bergamo, SP ex SS 639 dei Laghi Pusiano e Garlate (Variante di Cisano Bergamasco – Lotto 2).
Provincia di Cremona
– Nuovo Ponte di Casalmaggiore (SS 343 – Asolana).
A partire da sabato 30 marzo sarà riattivata l’intera linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo.
“Finalmente – evidenzia l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Franco Lucente – ripristiniamo una tratta importante per il bresciano, potenziandola con nuove corse orarie. Un servizio atteso dai viaggiatori del territorio, dopo anni di criticità e disagi, che porterà benefici anche da un punto di vista turistico e attrattivo. Permetterà, infatti, di raggiungere con maggior comodità e puntualità località di indiscussa bellezza della nostra Lombardia”.
Assessore Lucente: servizio importante per il territorio
In concomitanza con la riapertura completa della linea il servizio verrà anche potenziato sulla tratta Breno – Edolo. Da dopodomani, sabato 30 marzo, infatti, saranno prolungati a Edolo anche i treni che oggi fanno capolinea a Breno ogni 120′.
“Grazie all’impegno di Trenord e Regione Lombardia – aggiunge Lucente – ci sarà una nuova offerta di servizi, con il passaggio di un treno ogni ora tra Edolo e Brescia. Saranno 11 le corse che da Breno prolungheranno il servizio fino a Edolo; complessivamente, la stazione sarà servita da 28 treni giornalieri. Si tratta di un altro tassello nell’ambito di un progetto strategico che vedrà il completo rinnovo della flotta entro il 2025, con 214 nuovi convogli a fronte di un investimento regionale di 1,7 miliardi di euro”.