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Disabilità, apre il bando per l’inclusione sociolavorativa

Da lunedì 8 settembre, e sino al 13 ottobre 2025, sarà possibile aderire all’avviso pubblico per il finanziamento di progetti per l’inclusione attiva e l’integrazione sociolavorativa delle persone con disabilità. L’avviso è consultabile sulla piattaforma dei Bandi regionali. Sosterrà interventi volti a rendere accessibile e continuativa la dimensione occupazionale nell’ambito dei progetti di vita indipendente per la piena ed effettiva partecipazione nella società.

I progetti saranno rivolti ad adolescenti, giovani e adulti (dai 16 ai 64 anni) con disabilità fisica, psichica o sensoriale residenti o domiciliati in Lombardia in diverse condizioni occupazionali.

Inclusione sociolavorativa, 15 milioni per le persone con disabilità

Il bando, proposto dall’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, di concerto con l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, ha una dotazione finanziaria pari a 15 milioni di euro. Con risorse del Programma Regionale Lombardia Fse+ 2021-2027.

Un bando che offre continuità e programmazione efficace

L'assessore Elena Lucchini

“Rinnoviamo una misura – ha dichiarato l’assessore Lucchini – che si estende sul prossimo triennio 2026-2028. Offriremo ancor maggior continuità e una più efficace programmazione agli operatori. Grazie al nostro consueto modello operativo – ha aggiunto – che valorizza il welfare territoriale e nel solco della ‘Riforma della disabilità’, offriamo una presa in carico multidisciplinare. Innovando e personalizzando le misure di intervento sempre più attenti alla cooperazione tra pubblico e privato. E sempre più consapevoli della necessità di valorizzare talenti e attitudini”.

Attenzione alla disabilità acquisita per trauma o malattia degenerativa

“Dopo gli importanti risultati – ha spiegato Lucchini – arriveranno grazie al bando della precedente edizione. Che ha permesso di concretizzare 57 progetti regionali, potremo nuovamente finanziare progetti capaci di trasmettere competenze e valore. Per la prima volta, saranno coinvolte anche le persone con disabilità acquisite a causa di un trauma o per malattie degenerative. Proprio a loro – ha sottolineato – è dedicata una linea di intervento per l’acquisizione di nuove abilità e strategie funzionali all’inserimento/reinserimento nel contesto sociolavorativo. Tutti i percorsi – ha concluso Lucchini – saranno realizzati dagli Enti beneficiari in partenariato tra loro per promuovere un’autentica alleanza sociale tra Terzo settore ed Enti locali, Servizi di formazione e autonomia, Istituti professionali e Centri socio educativi”.

 

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Invecchiamento attivo, ‘Generazioni in cammino’ a Como e Lecco

Ultime due tappe, a Como e Lecco, del tour GenerAzioni in cammino – Radici per il futuro. Prima a Como, presso il Chiostro di Sant’Abbondio – sede dell’Università dell’Insubria –  e poi a Lecco all’Officina Badoni,  gli incontri nel corso del quale l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha presentato i risultati e i percorsi finanziati dalla misura che promuove l’invecchiamento attivo e favorisce il patto tra generazioni. Presente anche l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi.

La tappa di Como

Nel corso dell’evento sono stati illustrati i progetti e i protagonisti del Piano territoriale degli interventi – denominato ‘Pro Senectute’ – che coinvolge gli Enti del Terzo Settore, Asst, Comuni e Ambiti con la regia dell’ATS grazie alla misura regionale di innovazione sociale in coprogettazione con i territori che ha ricevuto un contributo pubblico totale pari a 563.502 euro per un costo totale di 746.421 euro.

Gli assessori di Regione Lombardia Elena Lucchini e Alessandro Fermi

“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato l’assessore Lucchini – degli esiti della nostra iniziativa sperimentale che, con un investimento di 4,3 milioni di euro, promuove per la prima volta il valore della longevità come opportunità e che sta innescando un processo culturale che ci consentirà di sostenere buone pratiche e creare infrastrutture sociali per le nostre comunità. Abbiamo voluto investire su socializzazione e inclusione sociale, sull’autonomia e sul benessere, sulla partecipazione e la cittadinanza attiva lasciando però ai territori la facoltà di immaginare e proporre soluzioni sulla scorta delle loro esigenze.

A Como, ha proseguito Lucchini, “ho molto apprezzato il lavoro di ‘Auser insieme Lomazzo Aps/Ets’ che ha illustrato la buona pratica di ‘Vivere con intensità, ad ogni età’ e di Auser Como con il progetto ‘La Pantera Grigia’”.

I progetti per gli anziani

I progetti consentono di accompagnare persone anziane o fragili presso strutture sanitarie, ospedaliere, ed ambulatoriali, residenze anziani, farmacie e per ogni necessità di mobilità, offrire un servizio di compagnia telefonica e di periodiche visite domiciliari, organizzare attività aggregative e di socializzazione con corsi di lingue, informatica, ginnastica, balli e giochi di gruppo, passeggiate, e molto altro. Il progetto punta a promuovere ed organizzare insieme alle realtà associative del territorio iniziative rivolte alla popolazione anziana puntando ad intercettare in un quadro di attività intergenerazionali coinvolgendo anche la popolazione più giovane.

Patto fra generazioni

Molto valido, ha aggiunto Lucchini, “anche il progetto dedicato alla riscoperta del gioco delle bocce che promuove proprio la salute, l’inclusione e il benessere intergenerazionale perché capace di coinvolgere persone anziane, famiglie e i ragazzi valorizzando una nostra tradizione e al contempo contrastare il disagio giovanile.   Passo dopo passo sta prendendo corpo un modello sempre più attento alle esigenze delle persone anziane, che al tempo stesso è in grado di fare innovazione e coinvolgere le nuove generazioni in quel ‘patto’ transgenerazionale che abbiamo voluto al centro delle nostre politiche per l’invecchiamento attivo. Grazie a questi percorsi e grazie all’attenzione testimoniata da ATS Insubria sarà possibile tramandare il valore della memoria collettiva e superare gli stereotipi connessi al progredire dell’età”.

La situazione demografica ATS Insubria

Il territorio di ATS Insubria che coincide con la Provincia di Varese e con parte della Provincia di Como è caratterizzato da una popolazione complessiva al 31.12.2024 pari a 1.463.621 abitanti distribuiti in 268 Comuni, suddivisi in tre ASST (Sette Laghi, Valle Olona e Lariana). I dati ISTAT aggiornati al 31 dicembre 2023 rilevano che nel territorio gli anziani over 65 sono quasi il 25% della popolazione, ridistribuiti per sesso e per fasce di età. Nell’anno 2023 le persone over 65 erano 352.303 (153.805 i maschi e 198.498 le femmine). Nel 2024 le persone over 65 erano in totale 362.317 (159.028 i maschi e 203.289 le femmine).

La tappa di Lecco

A Lecco, ha raccontato Lucchini, “ho avuto modo di conoscere il valore del ‘Piano ATTIVATI!’ e   la straordinaria realtà sociale che tra la città capoluogo, Bellano e Merate intende proporre un’azione in grado di valorizzare le RSA presenti, quali luoghi di incontro e offerta di opportunità, anche per altri anziani del territorio non inseriti in accoglienza, promuovendo iniziative aggregative e di animazione come concerti aperti alla cittadinanza, momenti conviviali, attività di stimolazione cognitiva. Il tutto in un’ottica di scambio tra generazioni che possa tramandare un prezioso patrimonio materiale e immateriale di cultura e tradizioni per rafforzare legami e fiducia tra generazioni”.

Il custode sociale

Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia

Molto significativa poi la promozione della figura del ‘custode sociale’ in alcuni quartieri/paesi del territorio individuati in raccordo con i comuni, con compiti di monitoraggio e supporto nella creazione di reti di vicinato e di prossimità funzionali al mantenimento delle autonomie dei cittadini anziani che vivono al domicilio in presenza di scarse reti familiari e sociali.

Infine, ha concluso la responsabile alla Famiglia, “questo Piano d’Azione Territoriale per l’Invecchiamento Attivo garantirà una sempre più efficace integrazione con i Centri per la Famiglia. Ringrazio ATS Brianza per l’attenzione e la cura testimoniata in questo percorso e che abbiamo voluto sostenere nella provincia di Lecco con un finanziamento regionale pari a 185.058,00 euro a cui abbiamo aggiunto anche 13.879,00 euro da destinare alle attività di orto terapia”.

La situazione demografica ATS Brianza

Il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione costituisce una caratteristica del nostro paese ancor più di molti altri paesi sviluppati. Tale realtà, se da un lato trova ragione nel calo della natalità e nell’aumento dell’aspettativa di vita, dall’altro è eredità del passato, di epoche ad alta natalità (es. Baby Boom), i cui componenti oggi occupano i vertici della piramide demografica. I dati ISTAT a riguardo mostrano con particolare evidenza un incremento della popolazione anziana in questi ultimi anni. Nel ventennio più recente l’età media della popolazione italiana ha registrato un incremento di 4 anni, passando da 42 anni nel 2002 a 46,6 anni all’01/01/2024. Allo stesso modo, l’indice di vecchiaia riporta un incremento da 131 nel 2002 a 193 nel 2023 (che significa la presenza di 193 persone ultrasessantacinquenni ogni 100 bambini di età compresa tra gli 0 e i 14 anni).

139 comuni in due province

Il territorio dell’ATS Brianza comprende 139 comuni dei territori delle province di Monza e Brianza (55 comuni) e di Lecco (84 comuni), coincidenti con le ex ASL di Monza e Lecco. All’ ATS Brianza afferiscono l’IRCCS San Gerardo, l’ASST Lecco e l’ASST Brianza, e a livello sociale i seguenti ambiti: nella provincia di Lecco, Lecco, Bellano e Merate, mentre nella provincia di Monza e Brianza, Carate Brianza, Seregno, Desio, Monza e Vimercate.

La popolazione residente in ATS Brianza a gennaio 2024 è pari a 1.211.258 persone (595.639 maschi, 615.619 femmine). La fascia d’età 65-74 è pari a 138.541 persone (65.791 maschi, 72.750 femmine) e rappresenta l’11,4% della popolazione totale, mentre gli over 75 risultano essere 151.960 persone (62.854 maschi, 89.106 femmine), ovvero il 12,5% della popolazione totale, per un totale di over65 pari al 23,9% della popolazione complessiva.

L’invecchiamento della popolazione

La tappa di Lecco del tour della Regione sull'invecchiamento attivo

Con riferimento all’invecchiamento, la popolazione dell’Agenzia segue la linea di tendenza nazionale, pur con alcune peculiarità: mentre la provincia di Monza e Brianza riporta un indice di vecchiaia (184,5) inferiore sia al livello regionale (188,2) che nazionale (199,8), la provincia di Lecco mostra invece un valore significativamente superiore, pari a 207,8. Se si osserva il dettaglio territoriale di ATS Brianza relativo a tale indice si denota un persistente incremento negli ultimi 20 anni, più marcato nel distretto più periferico, quello di Bellano, che raggiunge valori pari a 232,6. Nelle zone più urbanizzate i valori sono progressivamente meno estremi, cominciando dal Distretto di Lecco e proseguendo verso gli altri ambiti distrettuali (Carate, Desio, Seregno, Monza, Vimercate e Merate), che, pur mostrando valori di rilievo, evidenziano una situazione territoriale in cui molti Comuni, presentano un Indice di vecchiaia inferiore al dato di ATS.

 

 

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Fondo sociale regionale 2025, risorse per 59 milioni 

Via libera al piano di riparto delle risorse del Fondo sociale regionale. La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha approvato lo stanziamento da 59 milioni di euro per il 2025. I fondi sono destinati al cofinanziamento delle unità di offerta sociali relativi alle aree Minori e Famiglia, Disabili, Anziani.

“La nostra Regione – ha spiegato l’assessore  – considera centrali le politiche a sostegno dei bisogni della persona e della famiglia e ritiene dunque necessario programmare e promuovere azioni, interventi e progettualità sempre più personalizzati e integrati che consentano ai diversi attori locali di operare in rete per una sempre più efficiente allocazione delle risorse”.

Elena Lucchini

“Proprio per questo – ha sottolineato Lucchini – reputiamo fondamentale il ruolo di regia regionale volta a una collaborazione strategica che sostenga la programmazione locale di servizi e interventi sociali – ha chiarito – per agire in un’ottica di prevenzione in grado di intercettare anche i bisogni emergenti. Prioritario è garantire la continuità e il rafforzamento di tutti quei servizi che possano contribuire alla coesione sociale delle comunità. E questo, come sempre, è possibile grazie a un’alleanza tra Regione, Enti locali, Terzo settore e Enti gestori”.

“Le risorse del Fondo sociale regionale  – ha concluso la responsabile alla Famiglia –  unitamente a quelle autonome dei Comuni, concorrono alla realizzazione delle azioni previste dalla programmazione sociale dei Piani di zona”.

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Università, borse studio più alte a studenti disabili e meno abbienti

Regione Lombardia innalza gli importi delle borse di studio destinati agli studenti che frequentano una delle università del territorio. Approvata la delibera della giunta che determina i criteri e le linee di finanziamento per l’assegnazione dei benefici a concorso per il diritto allo studio universitario (borse di studio) per l’anno accademico 2025-2026.

Università e borse di studio, le novità approvate da Regione Lombardia

Due le novità da mettere in rilievo. Da un lato, l’aumento  dell’importo delle borse e dell’ISEE/ISPE per l’accesso alla borsa che verranno adeguati alla variazione ISTAT dei prezzi a livello nazionale (+0,8%). Dall’altro,  la disciplina delle nuove procedure per l’assegnazione dei benefici DSU (Diritto allo Studio Universitario) a favore degli studenti che accederanno al semestre filtro quale percorso didattico preliminare ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, medicina veterinaria erogati in lingua italiana dalle università statali.

Fermi: più risorse per studenti disabili e meno abbienti

borse studio università lombardia

“Si tratta senza dubbio – sottolinea l’assessore regionale all’ Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – di due notizie positive. L’adeguamento Istat ci permette di alzare il livello medio delle borse di studio. Nello specifico si arriva a 7.073 euro per gli studenti fuori sede, a 4.134 euro per i pendolari e 2.950 per gli studenti in sede. Prevediamo anche ulteriori incrementi per gli studenti con maggiori difficoltà economiche (+15%), con disabilità (+40%), per quelli iscritti a più corsi di laurea e per le studentesse iscritte alle Lauree STEM scientifiche (+20%)”.

Lombardia prima regione a disciplinare ‘semestre filtro’ a Medicina

Di particolare rilevanza il provvedimento riguardante gli studenti che si iscrivono a Medicina, alle prese per la prima volta con il ‘semestre filtro’.  “Siamo la prima Regione italiana che, in accordo con le indicazioni ministeriali – spiega l’assessore – disciplina le procedure per accedere alle borse di studio per questi studenti. Le nostre indicazioni potrebbero poi essere mutuate anche dalle altre Regioni”.

“Vorrei solo sollecitare – aggiunge – tutti i ragazzi che intendono iscriversi a questi corsi di laurea. Le iscrizioni scadono infatti il 25 luglio e bisogna presentare la richiesta della borsa di studio entro i termini previsti dai bandi degli atenei. Attualmente i bandi sono in fase di pubblicazione: non c’è moltissimo tempo a disposizione”.

 Su borse di studio e università Regione Lombardia in linea con riforma nazionale

Quanto deliberato da Regione Lombardia, dunque, è coerente con la recente riforma avviata a livello nazionale. Tra i punti previsti l’abolizione del test di ingresso ai corsi e il superamento del numero chiuso; l’istituzione di un semestre filtro, quale percorso didattico preliminare comune ai corsi di laurea in medicina. E ancora l’espletamento, al termine del semestre filtro, di esami di merito per misurare le attitudini e le competenze degli studenti. La norma prevede inoltre l’approvazione di una graduatoria unica nazionale di merito. Infine si introduce la possibilità, per gli studenti che non risultino collocati in posizione utile nella graduatoria nazionale, di iscriversi ad un corso affine prescelto o ad altro corso di studio.

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Peba, dalla Regione Lombardia nuovi fondi ai Comuni

Nuovi fondi dalla Regione Lombardia per i Peba. La Giunta della Regione Lombardia su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha approvato una misura di sostegno per la redazione dei Piani per l’accessibilità, l’inclusione e il benessere ambientale (Peba). Agevolerà i Comuni nel predisporre i piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Nuovi fondi da Lombardia sui Peba per oltre 203.000 euro in più

I Comuni beneficiari dei fondi per i Peba sono gli Enti con popolazione sino a 70.000 abitanti. Si terrà conto prioritariamente della classe dei comuni con una popolazione compresa tra 5.000 e 20.000 abitanti. Le risorse stanziate sono pari 203.214 euro per l’esercizio 2024, in aggiunta a quanto già nelle disponibilità per i residui dell’edizione 2023.

Peba, un sostegno concreto ai Comuni

“Il nostro intervento – ha dichiarato l’assessore Lucchini – intende promuovere il miglioramento delle condizioni di accessibilità nel territorio lombardo. Attraverso l’erogazione di questo contributo incentiviamo i comuni lombardi ad adottare un Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) che possa anche integrarsi con le politiche già attive sul territorio e che sia, come definito dalle linee guida, anche condiviso dalle associazioni e dalla cittadinanza per un concreto incentivo all’accessibilità universale e all’inclusione sociale delle persone con disabilità”.

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Regione Lombardia investe 3 milioni per inclusione lavorativa disabili

Regione Lombardia rafforza il suo impegno per un mondo del lavoro più inclusivo, lanciando il nuovo bando per l’ ‘Innovazione a servizio dell’inclusione dei disabili’. Con uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro, l’iniziativa dell’Assessorato al Lavoro mira a sostenere l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie.

Lombardia, bando per inclusione disabili

Questo bando ha un obiettivo ambizioso: favorire lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni tecnologiche innovative che rendano i luoghi di lavoro più accessibili e personalizzati per le persone con disabilità. Grazie all’intelligenza artificiale, alla robotica e ad altre tecnologie all’avanguardia, il bando permetterà alle imprese di creare strumenti e ambienti che garantiscano pari opportunità lavorative e favoriscano l’autonomia dei dipendenti con disabilità.

Innovazione tecnologica

“L’innovazione tecnologica – ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi – non deve essere un privilegio, ma una risorsa che abbatte le barriere e offre nuove opportunità di inclusione. Con questo bando, vogliamo fornire gli strumenti necessari affinché le persone con disabilità possano partecipare attivamente e con successo al mondo del lavoro”.

Partecipanti

Il bando è rivolto a micro, piccole e medie imprese con sede operativa in Lombardia e competenze nel settore delle tecnologie digitali. Queste imprese potranno presentare progetti per la creazione di soluzioni che migliorino l’adattamento delle postazioni di lavoro alle esigenze specifiche delle persone con disabilità. I progetti ammissibili dovranno essere basati su tecnologie innovative. Queste ultime dovranno essere già pronte per l’utilizzo e l’immessione sul mercato.

Dotazione finanziaria

Con un finanziamento massimo di 300.000 euro a fondo perduto, pari al 50% delle spese ammissibili, le imprese avranno quindi la possibilità di realizzare progetti concreti di inclusione lavorativa. Le imprese che intendono partecipare dovranno dimostrare di avere un business plan solido e un team qualificato per lo sviluppo delle soluzioni proposte.

Le domande

Per accedere al bando, le imprese dovranno prevedere un investimento minimo di 150.000 euro, da realizzare entro il 2026. Le domande potranno essere presentate a partire da novembre 2024, con la chiusura prevista a febbraio 2025.

“Con il nostro impegno e le risorse messe in campo – ha concluso l’assessore Tironi – vogliamo davvero creare un futuro dove nessuno venga lasciato indietro. La tecnologia deve cioè essere il ponte che unisce competenze, talenti e persone con disabilità al mondo del lavoro”.

Obiettivi

Questi gli obiettivi del bando:

– migliorare la gestione delle attività lavorative.

– Implementare soluzioni tecnologiche per l’adattamento e anche  la personalizzazione degli ambienti di lavoro. Tutto ciò per soddisfare anche le esigenze specifiche dei lavoratori con disabilità.

– Creare sistemi di supporto digitale che favoriscano innanzitutto l’autonomia e l’efficacia lavorativa.

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Treni, anche a Villasanta/MB assistenza ai viaggiatori con mobilità ridotta

Da lunedì 9 settembre, nella stazione di Villasanta (MB) sarà attivo il servizio di assistenza gratuito Sala Blu, dedicato ai viaggiatori a ridotta mobilità e con disabilità di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). Questo servizio rappresenta un ulteriore passo avanti nel garantire l’accessibilità alle infrastrutture ferroviarie della Lombardia, confermando l’impegno di Regione Lombardia e del Gruppo FS nel rendere il trasporto ferroviario inclusivo per tutti.

Assessore Lucente: un percorso virtuoso che Regione Lombardia sostiene con convinzione

“L’attivazione del servizio Sala Blu a Villasanta – ha dichiarato Franco Lucente, assessore ai Trasporti di Regione Lombardia – è un traguardo significativo che rende la stazione accessibile a tutti i cittadini. È un percorso virtuoso che Regione Lombardia sostiene con convinzione, permettendo a tutti i viaggiatori di spostarsi in autonomia e utilizzare i treni con facilità. Il nostro obiettivo è garantire un sistema di trasporti moderno, puntuale ed efficiente. Viaggiare deve essere alla portata di tutti, soprattutto per le persone con ridotta mobilità. Questo è un segnale di civiltà che vede Regione Lombardia impegnata in prima linea. Il nostro obiettivo finale è rendere accessibili tutte le stazioni ferroviarie della Lombardia.”

assessore lucchiniAssessore Lucchini: grande attenzione verso un settore delicato

Soddisfatta l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini: “Questo intervento – ha detto – conferma l’attenzione di Regione Lombardia al tema dell’inclusività. Un principio che decliniamo in maniera concreta in tutti i settori, non ultimo quella della mobilità, che sappiamo essere particolarmente delicato per le persone con fragilità”.

Assessore Terzi: impegno costante per favorire accessibilità

Plaude all’iniziativa anche l’assessore regionale alle Infrastrutture, Claudia Terzi: “Bene e avanti sempre più con interventi di questo genere. Come Regione lavoriamo da tempo per favorire ogni tipo di azione che consente di rendere sempre più agevole l’accessibilità. E anche nel settore dei trasporti e della mobilità il nostro impegno è costante”

Sono stati oltre 50.000 i servizi di assistenza nel 2024 effettuati in Lombardia

Dall’inizio del 2024, sono stati oltre 50.000 i servizi di assistenza effettuati in Lombardia attraverso la Sala Blu di Milano Centrale. Struttura che coordina le attività in 40 stazioni regionali del circuito. L’ampliamento del circuito di assistenza, che ora include anche la stazione di Villasanta, è parte integrante di una strategia volta a essere sempre più vicini alle esigenze dei viaggiatori, in particolare quelli con mobilità ridotta.

Parallelamente, RFI sta continuando il programma di interventi strutturali e tecnologici in tutte le sue stazioni, con l’obiettivo di eliminare le barriere architettoniche e garantire a tutti i viaggiatori la completa autonomia negli spostamenti.

I contatti

Per prenotare il servizio Sala Blu, è possibile inviare una mail a SalaBlu.MILANO@rfi.it, telefonare al numero verde gratuito 800.90.60.60 (da telefono fisso) o al 02.32.32.32 (da telefono fisso e cellulare). Inoltre, grazie all’app Sala Blu Plus e al portale Sala Blu online, l’assistenza può essere richiesta direttamente dal web. Anche utilizzando una chat dedicata alle persone con disabilità uditiva. Maggiori informazioni sono disponibili su www.rfi.it nella sezione Accessibilità stazioni.

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Atleti paralimpici, Lucchini: anche loro meritano il logo con i 5 cerchi

“Un vero orgoglio per la Lombardia. Vi faremo sentire il nostro tifo e la nostra vicinanza. Tutta la nostra comunità è fiera di voi”. Così l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, rivolge il suo in ‘bocca al lupo’ agli atleti paralimpici lombardi impegnati nei Giochi di Parigi dal 28 agosto all’8 settembre.

La rappresentanza lombarda, ricorda Lucchini, che conta ben 35 partecipanti, “è la più numerosa all’interno della delegazione italiana. “Siamo il territorio più rappresentato – osserva – è anche questo, è per noi motivo di vanto. Nonché di soddisfazione, perché dimostra l’attenzione che i nostri centri sportivi dedicano a questo movimento”.

5 cerchi, giusto riconoscimento

Sudore, fatica, impegno, risultati. Per la responsabile della Disabilità di Palazzo Lombardia, “sono valori che meritano il giusto riconoscimento. Mi auguro, afferma, “che questa seconda fase dei Giochi abbia la copertura mediatica che merita anche su tv, giornali e media digitali. So che le Olimpiadi sono una manifestazione internazionale con le sue regole e i suoi organi di governo e disciplina. A me piacerebbe che in futuro anche le Paralimpiadi potessero fregiarsi del simbolo dei cinque cerchi”.

Attualmente, infatti, il logo paralimpico rappresenta tre ‘agitos’ (dal latino agito, ovvero io mi muovo) in blu, rosso e verde, i tre colori più utilizzati nelle bandiere dei Paesi del Mondo.

Il dibattito parta dall’Italia

“È un bel simbolo, dal significato profondo”, premette Lucchini, ma “i ‘cinque cerchi’ sono più immediatamente riconoscibili e collegabili a quel grandioso evento sportivo rappresentato dalle olimpiadi. Usarli anche per gli atleti con disabilità – osserva – a mio avviso potrebbe essere un ulteriore elemento di inclusione, perché le gesta atletiche di questi ragazzi non hanno nulla da invidiare rispetto a quelle dei loro colleghi normodotati. Anzi, sono la dimostrazione di come impegno, passione e dedizione sappiano essere più forti anche di eventuali limitazioni fisiche”.

Un’idea, conclude l’assessore Lucchini, “sulla quale si potrebbe, ragionare. Sarebbe bello che il dibattito partisse proprio dall’Italia, il Paese che per primo ha ospitato i Giochi paralimpici estivi di Roma 1960”.

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Fondo sociale regionale: 59 milioni per famiglie, minori e disabili

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha approvato  il Piano di riparto delle risorse del Fondo sociale regionale per il 2024 da 59 milioni di euro.

I fondi sono destinati al cofinanziamento delle unità di offerta sociali afferenti alle aree Minori e Famiglia, Disabili, Anziani.

Fondo sociale regionale,  Piano di riparto da 59 milioni

“La nostra Regione – ha spiegato l’assessore  – considera prioritario l’intervento a sostegno dei bisogni della persona.  Promuove, infatti,  azioni, interventi, progettualità che vedono i diversi attori locali operare in rete per una reale integrazione delle politiche e ricomposizione delle risorse”.

“Consideriamo strategica la programmazione locale di servizi e interventi sociali – ha aggiunto – pertanto vogliamo operare in sinergia per raccogliere i bisogni presenti e quelli emergenti. Tutto ciò  per garantire la continuità e il rafforzamento di tutti quei servizi che possono contribuire a mantenere la massima coesione sociale delle comunità. Questo è possibile grazie a una costante collaborazione tra Regione, Enti locali, Terzo settore e Enti gestori”.

“Le risorse del Fondo sociale regionale  – ha sottolineato –  unitamente a quelle autonome dei Comuni concorrono alla realizzazione delle azioni previste dalla programmazione sociale dei Piani di zona “.

Sostegno ai piccoli Comuni con altri 2,6 milioni

“Grazie alle risorse aggiuntive reperite in sede di assestamento di Bilancio – ha concluso –  potremo destinare anche quest’anno 2,6 milioni di euro ulteriori in favore dei piccoli Comuni. In questo modo è possibile  sostenere i costi per l’inserimento di minori in Comunità educative, Comunità familiari e alloggi per l’autonomia. Tali risorse aggiuntive saranno quindi integrate a quelle stanziate con la delibera attuale con successivo atto in una delle prime giunte di settembre”.

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A Bresso un bus attrezzato per persone disabili grazie a Regione Lombardia

Grazie a Regione Lombardia, l’ASD GS Bresso 4 ha ricevuto un nuovo bus attrezzato per il trasporto di persone con limitata mobilità.

Il mezzo è stato consegnato nei mesi scorsi e oggi l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità Elena Lucchini ha voluto far visita all’associazione.

Il finanziamento è stato reso possibile grazie al bando di Palazzo Lombardia sui parchi gioco inclusivi che, fra le linee di finanziamento, ne prevedeva una anche per l’acquisto o il noleggio di attrezzature, ausili e mezzi di trasporto necessari alle persone disabili per lo svolgimento di un’attività sportiva a sostegno dell’inclusione quotidiana e del benessere della persona.

Gli obiettivi

Gli obiettivi che si intendono perseguire sono l’avviamento allo sport delle persone con disabilità attualmente non praticanti grazie alla facilitazione dell’utilizzo del mezzo di trasporto finanziato per i loro spostamenti.

Tra le finalità anche favorire le attività sportive diffuse all’interno dell’area del Parco Nord Milano. Ad esempio, running e walking in forma integrata tra le persone con e senza disabilità al fine di favorire la socializzazione.

Migliorare la qualità della vita

“Regione Lombardia – ha dichiarato l’assessore Lucchini – vuole favorire l’inclusione e migliorare la qualità di vita e il benessere psicofisico delle persone con disabilità. Lo facciamo anche offrendo percorsi di attività ludiche e percorsi naturalistici accessibili”.

“Vogliamo migliorare – ha sottolineato Lucchini – i processi di socializzazione e di integrazione delle persone con disabilità motorie. Per questo abbiamo voluto sostenere l’acquisto di un pullmino attrezzato che permetterà l’avviamento allo sport di persone con disabilità attualmente non praticanti. Ringraziamo il Comune di Bresso, l’associazione sportiva dilettantistica GS BRESSO 4 e le associazioni del territorio ogni giorno al servizio dei più fragili”.

L’associazione

L’ASD G.S. Bresso 4, è stata fondata nel 1977 presso l’Oratorio della Parrocchia Madonna della Misericordia di Bresso. Coinvolge circa 350 persone e  ha più di 50 operatori volontari. E’ impegnata nel far vivere lo sport come strumento privilegiato per un cammino educativo e formativo, nato per ‘allenare’ e far crescere le persone. E’ una polisportiva inclusiva (calcio a 7, calcio a 11, calcio a 5 paralimpico, calcio integrato, pallavolo, pallacanestro, calcio balilla paralimpico amatoriale, bocce integrate amatoriali, karate, tennis inclusivo, running integrato, walking integrato), riconosciuta da CONI e da CIP, e coinvolge tutte le fasce d’età, dalle più giovani (5 anni) fino agli adulti.

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A Cantù un nuovo Centro diurno per persone con disabilità e 4 minialloggi

La realizzazione di un complesso edilizio socioassistenziale di proprietà del Comune di Cantù dove trasferire i due Centri diurni disabili (CDD) esistenti a Cermenate e Capiago Intimiano (CO), che ospitano rispettivamente 30 e 15 persone, e la creazione di un’area destinata al programma ‘Dopo di Noi’ costituita da 4 minialloggi che potranno accogliere 11 utenti.

Il Centro diurno disabilità di Cantù

È quanto prevede l’ipotesi dell’Accordo di Programma approvata dalla Giunta regionale su proposta del presidente, Attilio Fontana, di concerto con gli assessori Massimo Sertori (Enti locali e Programmazione negoziata), Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità) e Guido Bertolaso (Welfare).

Il complesso sorgerà in via Baracca

In via Baracca a Cantù, in un’area di circa 6.100 metri quadrati, verrà dunque realizzato un edificio di due livelli separati. Al piano inferiore verranno trasferiti i CDD di Cermenate e Capiago. Questi avranno autonomia di ingressi e di funzionamento, condividendo solo le parti di servizio, la palestra e il laboratorio di falegnameria. Il piano superiore, invece, sarà destinato ai minialloggi. I due livelli saranno collegati solo con un vano scala (con ascensore) di servizio, a cui non avrà accesso l’utenza.

Fontana: sostenere disabilità è nostra priorità

“Abbiamo condiviso subito – commenta Fontana – la proposta del Comune di Cantù. Sostenere concretamente le persone che hanno più bisogno e le famiglie è da sempre una nostra priorità e, con questo nuovo centro siamo certi di offrire loro un’opportunità in più”.

Sertori: progetto che Regione sostiene con 2,5 milioni

“La Regione – continua Sertori – sostiene il progetto con 2,5 milioni di euro (500.000 alla sottoscrizione e all’approvazione dell’intesa con decreto, 1 milione nel 2025, 750.000 euro nel 2026 al raggiungimento del 60% dei lavori previsti e un saldo di 250.000 euro post collaudo). Si tratta di una struttura che era necessaria per il territorio e attesa da tempo. Un intervento che risponde alle reali esigenze dei cittadini canturini, e non solo”.

Lucchini: potenziamo interventi rivolti all’autonomia

“La nostra priorità – ha aggiunto l’assessore Lucchini – è quella di migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità. E farlo potenziando interventi che sviluppino percorsi di vita rivolti all’autonomia e sempre più personalizzati e integrati. Resta dunque fondamentale creare le condizioni strutturali e gli adeguati contesti tecnici innovativi per una integrazione delle politiche e delle risorse del sistema sociale con quelle del sistema sociosanitario e sanitario”.

Al centro le capacità del territorio

“In quest’ ottica – ha aggiunto – è importante mettere al centro la capacità di un territorio, come quello Canturino, di integrare interventi di sostegno abitativo e sociale con specifici supporti di cura. E farlo assicurando la qualità di vita delle persone che scelgono di co-abitare. La persona diviene protagonista del proprio progetto di vita, tenuto conto delle sue risorse, dei suoi bisogni, delle sue relazioni, dei suoi desideri e obiettivi. Ciò in un’ottica di affermazione del diritto all’autodeterminazione”.

Fermi: progetto lungimirante che risponde a esigenze del Canturino

“Un progetto lungimirante – conclude l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – che risponde alle esigenze di diversi comuni del Canturino. Non posso che essere orgoglioso di questo accordo che vede anche l’adesione dell’Azienda speciale Consortile Galliano. Per me è fondamentale che una comunità possa garantire un supporto adeguato e inclusivo a coloro che vivono la disabilità, con riduzione nell’autonomia e dell’autosufficienza, promuovendo processi che permettano loro di vivere la migliore qualità di vita possibile”.

gus/dvd

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Maestro di sci, Magoni: accesso disabili a insegnamento uguale per tutti

Stiamo lavorando tutti insieme per arrivare all’esonero dalla prova attitudinale

 

Non più campioni olimpici o paralimpici, ma la possibilità per tutti di accedere all’insegnamento con le stesse opportunità. Il tema è l’esonero dalla prova attitudinale per l’abilitazione all’esercizio della professione di maestro di sci per atleti disabili. È stato affrontato in Consiglio regionale, attraverso una interpellanza, dal consigliere regionale Giacomo Zamperini.

La normativa regionale

Per l’esercizio, da parte di atleti con disabilità, della professione di maestro di sci, le norme regionali per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive, dell’impiantistica sportiva e per l’esercizio delle professioni sportive inerenti alla montagna, non prendono in considerazione le medesime modalità di esonero dalla prova attitudinale:

  • innanzitutto, per gli atleti che nei tre anni precedenti hanno fatto parte ufficialmente delle squadre nazionali della FISI per la corrispondente disciplina;
  • inoltre, per gli atleti che nei cinque anni precedenti hanno ottenuto piazzamenti nei primi tre posti in gare di coppa del mondo organizzate dalla FIS per la corrispondente disciplina. Comprese le specialità di biathlon e combinata nordica per la disciplina dello sci di fondo;
  • Lo stesso vale anche per gli atleti che hanno ottenuto piazzamenti nei primi tre posti alle olimpiadi o ai campionati mondiali FIS, con esclusione dei campionati mondiali juniores e master under 23. Inoltre,  per i vincitori della coppa del mondo FIS assoluta o di singola specialità per la corrispondente disciplina, comprese le specialità di biathlon e combinata nordica per la disciplina dello sci di fondo.

Atleti Disabili, pari opportunità per accesso a professione maestro di sci

“Sono fortemente grata al consigliere Giacomo Zamperini per aver portato in aula una richiesta importantissima – ha detto il sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Lara Magoni -. Insieme incontreremo Pierangelo Santelli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico. Obiettivo, un confronto volto a rendere sempre meno ampio il divario tra atleti paralimpici ed atleti olimpici. Un percorso che Regione Lombardia sosterrà e sul quale sono certa troverà tutte le forze politiche allineate per poter finalmente ottenere una pari dignità”.

“Non più campioni olimpici o paralimpici, dunque, ma la possibilità per tutti di poter accedere all’insegnamento con la stessa opportunità. Diamo giusto riconoscimento a chi, attraverso le sue gesta sportive, trasmette valori universali. Su tutti uno per eccellenza, l’inclusione. Regione Lombardia sarà terra olimpica e paralimpica. Dobbiamo essere pionieri di un importante cambiamento, affinché lo sport sia veramente per tutti e di tutti”.

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Oltre 10 milioni per abbattere barriere architettoniche in edifici privati

Superano i 10 milioni di euro i fondi che Regione Lombardia assegna ai Comuni lombardi che hanno segnalato bisogni legati all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati. È quanto stabilisce una delibera della Giunta approvata su proposta dell’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco.

Interventi per migliorare la qualità della vita

“Queste risorse – ha spiegato l’assessore Franco – sono destinate a necessità indicate da persone disabili residenti in alloggi privati. Parliamo di interventi che, in termini assoluti, rivestono talvolta un valore anche contenuto, ma che incidono significativamente sulla qualità della vita dei cittadini e che sono stati proprio così richiesti dai cittadini. Per noi l’attenzione ai fragili e verso chi ha necessità particolari è la priorità. Tutti, infatti, devono avere la possibilità di muoversi liberamente a casa propria”.

Barriere architettoniche edifici privati: le risorse in Lombardia

Le risorse ammontano complessivamente a 10.340.648 di euro e sono destinati ai Comuni che hanno comunicato i rispettivi fabbisogni a Regione Lombardia attraverso i canali preposti. Regione, terminata la fase istruttoria, destina alle singole amministrazioni locali le cifre indicate e l’assessorato è pronto a incrementare le risorse nel caso in cui il finanziamento previsto non fosse sufficiente a soddisfare tutto l’ammontare delle richieste.

Sono poi i Comuni a liquidare il contributo ai cittadini e a verificare i requisiti di ammissibilità delle richieste e la cumulabilità dei contributi richiesti.

Le richieste suddivise per provincia

Di seguito l’ammontare dei finanziamenti richiesti dai territori suddivisi per provincia.

Bergamo: 1.523.416 euro.

Brescia: 1.145.384 euro.

Como: 863.201 euro.

Cremona: 410.048 euro.

Lecco: 461.911 euro.

Lodi: 193.184 euro.

Mantova: 526.002 euro.

Milano: 3.133.439 euro.

Monza Brianza: 947.942.

Pavia: 581.146.

Sondrio: 464.436.

Varese: 787.435.

Nel link sottostante il dettaglio dell’elenco dei Comuni suddivisi per province che hanno fatto richiesta del contributo

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Sanità, Lombardia: Bertolaso: 90 milioni per Rsa e Rsd. Stop aumento rette

Potenziare il sistema delle residenze sanitarie assistenziali (RSA), delle residenze sanitarie per disabili (RSD) e delle comunità sociosanitarie (CSS) attraverso uno stanziamento di oltre 90 milioni di euro. È il contenuto del provvedimento approvato dalla Giunta regionale della Lombardia e presentato dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, in conferenza stampa. All’incontro è intervenuto anche il direttore generale del Welfare, Giovanni Pavesi alla presenza del presidente della Commissione Salute del Consiglio regionale, Patrizia Baffi.

Assessore Bertolaso: un tetto ai costi delle Rsa in Lombardia

“Il provvedimento – ha detto l’assessore Bertolaso – è rivolto in particolare a quelle categorie di soggetti fragili che incidono in numero sempre maggiore nelle strutture assistenziali. La componente sociale riveste per noi una fondamentale importanza. In un contesto in cui ogni struttura ha costi sempre in aumento, Regione contribuisce notevolmente ed evita alle famiglie ulteriori spese. La scelta di fissare un limite ai costi e legarlo alla tariffa media delle Ats va in questa direzione”.

Il provvedimento

Una serie di azioni contenute nel documento che prevede vari step. Intanto Regione Lombardia ha stabilito di incrementare le tariffe giornaliere alle RSA, RSD e CSS legate all’assistenza di pazienti ad elevata complessità (comportamento e alimentazione). Si tratta di una prima fase programmatoria, che ammonta a 51 milioni, e che stabilisce la destinazione di ulteriori risorse.

Obiettivo fondamentale, quello di evitare spese ulteriori alle famiglie che utilizzano le strutture. Regione ha anche fissato una soglia (2% della tariffa media delle singole Ats) oltre la quale non sono ammessi incrementi della retta sui posti a contratto con il SSR.

Fondi per acquisto farmaci

Altri 30 milioni sono destinati al concorso della spesa del 50% dei farmaci acquistati dalle strutture, 6 milioni per la presa in carico di pazienti nelle residenze per disabili (RSD) con necessità speciali.

disabilità grave gravissima

Incremento tariffa riabilitazione e trattamento dipendenze

Infine, 2,65 milioni l’incremento della tariffa definita per il trattamento terapeutico riabilitativo e 671.000 euro per il trattamento delle dipendenze a bassa intensità assistenziale.

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Con Arge Alp Ski Ability, Lombardia facilita pratica sportiva dei disabili

Via libera all’accordo di collaborazione con l’Università degli Studi di Brescia per il progetto Arge Alp Ski Ability. Lo ha approvato la Giunta regionale nella seduta di lunedì 13 novembre.

Arge Alp Ski Ability, contenuti e obiettivi

L’accordo prevede attività di ricerca scientifica, applicazioni sperimentali e attività didattica per il miglioramento dell’accessibilità alle strutture sportive. Regione Lombardia supporta questo progetto erogando 125.175 euro, su un costo totale di 280.000 euro.

“L’accordo tra Regione Lombardia e l’ateneo bresciano per la realizzazione – spiega Lara Magoni, sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e giovani – dimostra, ancora una volta, la grande attenzione da parte del governo lombardo nei confronti dell’accessibilità in ambito sportivo”.

“Una sinergia di altissimo livello – aggiunge Magoni – finalizzata ad individuare le best practices che garantiscono l’accessibilità dei comprensori sciistici e la pratica sportiva dello sci per persone con disabilità. Un tema che mi ha sempre visto impegnata in prima persona. Nel 2014 su mia iniziativa, la settima Commissione Cultura e Sport di Regione Lombardia approvò all’unanimità un parere alla modifica del regolamento sulle discipline sportive della montagna. Includendo anche le persone con abilità diverse tra i maestri di sci professionisti”.

I Giochi Olimpici e Paralimpici invernali del 2026 saranno un’occasione imperdibile per ribadire con forza quanto lo sport sia veicolo di inclusione e di riscatto. Ben vengano, dunque, studi mirati come questo. In grado di restituirci un quadro preciso della situazione delle nostre strutture affinché possano garantire la migliore esperienza possibile a tutti gli atleti e appassionati”.

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