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Regione in prima linea contro le aggressioni agli operatori sanitari

Procedibilità d’ufficio per reati di violenza contro gli operatori sanitari, installazione di pulsanti anti-aggressione nei Pronto Soccorso, sperimentazione di appositi smartwatch, body cam in dotazione agli operatori di Areu e potenziamento della videosorveglianza. Queste alcune tra le misure adottate da Regione Lombardia per contrastare le aggressioni agli operatori sanitari, illustrate questa mattina, in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari, dagli assessori regionali Guido Bertolaso (Welfare) e Romano La Russa (Sicurezza e Protezione civile) nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Lombardia. All’incontro con i giornalisti presenti anche Jessica Calegari, infermiera, Dirigente delle Professioni Sociosanitarie all’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, Riccardo Stucchi ed Eleonora Gallinaro, rispettivamente medico e soccorritrice di AREU 118.

Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli illuminati di blu

Durante l’incontro, inoltre, sono stati diffusi i dati aggiornati sulle aggressioni subite dal personale sanitario nel 2024. Ed è stato annunciato che, per sensibilizzare ulteriormente la popolazione sul tema, Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli nella serata odierna saranno illuminati di blu.

Assessore Bertolaso: necessario scudo penale

“Le aggressioni a medici, infermieri, operatori sociosanitari e volontari – ha affermato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – sono intollerabili. Regione Lombardia, oggi come in qualsiasi altro giorno, ribadisce totale vicinanza a chi dedica la propria vita a curare il prossimo e salvare vite umane su tutto il territorio. Voglio ringraziare anche il personale di Areu e chi lavora nell’ambito dell’emergenza urgenza degli ospedali. Questo perché, dopo i tanti anni trascorsi alla Protezione civile, so bene cosa significhi lavorare in questo settore. Abbiamo predisposto un pacchetto di interventi che implementeremo sia per chi lavora in ospedale, che per chi è impegnato sul territorio, al fine di contrastare con fermezza questo fenomeno. Ritengo poi necessario – ha concluso – applicare lo scudo penale anche agli operatori sanitari. Ciò al fine di tutelarli e garantirli ulteriormente”.

Assessore La Russa: lavoriamo per migliorare la situazione

“Siamo quotidianamente in prima linea – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa – impegnati a supportare gli operatori sanitari, a cui ribadiamo il nostro sincera ringraziamento per il loro impegno quotidiano. È inconcepibile e impensabile che ci sia chi aggredisce le persone impegnate a curare e assistere i cittadini. Sappiamo che spesso sono costretti a lavorare in condizioni estreme e continueremo ad adoperarci con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per migliorare la situazione. Con il collega Guido Bertolaso siamo in perfetta sintonia e vogliamo lavorare anche su un cambiamento culturale, la violenza è da condannare in qualsiasi ambito e, ancor di più, in ambito sanitario. Anche per questo i nostri assessorati, tra le altre cose, hanno approvato un documento di indirizzo per la prevenzione e la gestione degli episodi di violenza”.

Distribuzione bodycam

A oggi sono già state distribuite circa 400 bodycam per gli operatori dei mezzi di soccorso sanitario a cominciare dai mezzi avanzati di Areu e altre saranno distribuite nei prossimi mesi. C’è ancora molto da fare – ha concluso – e ci saranno anche altre misure molto importanti su cui stiamo lavorando insieme al Ministero dell’Interno, per cui andiamo avanti con grande convinzione per tutelare i nostri operatori”.

Le testimonianze degli operatori sanitari

Particolarmente significative le testimonianze portate da chi è impegnato in prima linea. “Non sempre è possibile prevenire gli episodi violenti – ha detto Jessica Calegari – che hanno ripercussioni molto forti sugli operatori sanitari. In certi casi possiamo solo prendere adeguate contromisure, ma le aggressioni verbali sono ancora troppo frequenti”. Sulla stessa lunghezza d’onda Eleonora Gallinaro.  “A chi aggredisce – ha affermato – non importa se di fronte si trova una donna o un uomo, sicuramente le bodycam in dotazione sono utili quanto meno come deterrente”. Alla luce del crescente numero di violenza ai danni di operatori sanitari, AREU ha istituito momenti di formazione per istruire il personale su come comportarsi in questi casi. “Siamo consapevoli di essere ospiti – ha spiegato Riccardo Stucchi – quando entriamo nelle case dei pazienti per curarli o nelle loro auto per soccorrerli dopo gli incidenti e, anche per questo, ci riteniamo dei ‘privilegiati’ “.

Aggressioni a operatori sanitari in Lombardia nel 2024, i dati

Secondo i dati elaborati dall’Agenzia di Controllo del Sistema Sociosanitario Lombardo (ACSS), si registra un incremento del 17,7% nel numero di aggressioni segnalate rispetto al 2023, con un totale di 5.690 episodi denunciati solo negli enti pubblici. Tale aumento è influenzato anche dalla maggiore sensibilità sul tema e dalla maggiore tendenza a segnalare gli episodi.

Gli infermieri continuano a essere la categoria più colpita dalle aggressioni, con oltre il 60% degli episodi, seguiti dai medici e da altre qualifiche professionali. L’aumento dei casi è in parte attribuibile a una maggiore sensibilizzazione sul tema e a un incremento delle segnalazioni.

La violenza fisica rappresenta il 25,3% delle aggressioni, mentre la forma più comune rimane quella verbale (74,7%). Gli aggressori sono prevalentemente utenti (67,8%) e parenti dei pazienti (25,6%). Le aggressioni si verificano principalmente nei giorni feriali e nella fascia oraria pomeridiana, quando il numero di accessi è più elevato.

A livello di contesto, le aree di degenza risultano essere i luoghi più a rischio (+1,4 punti percentuali rispetto al 2023), seguite dai pronto soccorso, dalle aree comuni e dagli ambulatori. Un dato significativo riguarda anche il servizio di emergenza-urgenza territoriale (AREU), dove le aggressioni fisiche e verbali risultano quasi equivalenti.

Le azioni di Regione Lombardia per contrastare le aggressioni al personale sanitario

Regione Lombardia ha adottato diverse misure per migliorare la sicurezza del personale sanitario:

Normativa e protocolli di sicurezza

  • La Regione si avvale della legge regionale 15/2020 e della DGR XI/6902/2022 per organizzare l’attesa nei pronto soccorso e prevenire atti di violenza. Inoltre, la legge 113/2020 prevede la procedibilità d’ufficio per reati di violenza contro gli operatori sanitari, con inasprimento delle pene e protocolli operativi con le Forze dell’ordine per garantire interventi rapidi in caso di aggressione: le aggressioni fisiche e verbali risultano infatti quasi equivalenti.

Denuncia e supporto agli operatori sanitari

  • Con la circolare del 18 ottobre 2024, Regione Lombardia ha indicato che le strutture sanitarie devono presentare denuncia alla Procura della Repubblica per episodi di violenza e supportare i professionisti aggrediti nella fase legale.

Potenziamento della sicurezza nei Pronto soccorso

  • Nel corso del 2024 è stata completata l’installazione di pulsanti anti-aggressione nei pronto soccorso di 22 ospedali nelle province di Milano, Lecco e Monza Brianza. Questi dispositivi hanno permesso di attivare rapidamente le Forze dell’ordine in 424 episodi, con 182 interventi della Polizia di Stato e 242 dei Carabinieri.

Videosorveglianza e formazione

  • La DGR 3672 del 16 dicembre 2024 ha approvato un documento di indirizzo per la prevenzione e gestione della violenza verso gli operatori sanitari, con indicazioni su classificazione della violenza, monitoraggio degli eventi, gestione del rischio e azioni preventive strutturali, tecnologiche e organizzative oltre che misure specifiche per i Pronto Soccorso e per la formazione del personale.

Bodycam

  • A oggi sono già state distribuite circa 400 bodycam per gli operatori dei mezzi di soccorso sanitario a cominciare dai mezzi avanzati di Areu e altre saranno distribuite nei prossimi mesi. Si tratta di strumenti fondamentali che vengono utilizzati su base volontaria e nel totale rispetto della privacy, attivabili soltanto in caso di aggressione.

Sperimentazione di smartwatch anti-aggressione

  • Dal 2 gennaio 2025, ASST Pavia ha avviato la sperimentazione degli smartwatch anti-aggressione per il personale di pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Vigevano. Il dispositivo, dotato di un pulsante SOS e GPS, permette il contatto immediato con la centrale operativa attiva 24/7, che allerta le Forze dell’ordine in caso di emergenza. La sperimentazione è stata poi estesa all’ASST Papa Giovanni XXIII per infermieri di famiglia, personale di cure domiciliari, operatori psichiatrici e medici di continuità assistenziale.

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Intelligenza Artificiale, valore aggiunto per la PA da usare ma non abusare

“Un valore aggiunto anche per il funzionamento della Pubblica amministrazione”. Parte da questa considerazione l’avvocato Guido Camera, confermato nei giorni scorsi presidente di ‘Italiastatodidiritto’ (associazione che raggruppa numerosi professionisti e docenti universitari su tutto il territorio italiano) presentando la pubblicazione degli atti del convegno ‘Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione: opportunità e rischi’.

All’appuntamento, svoltosi a Palazzo Pirelli, hanno preso parte, fra gli altri, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore regionale all’Innovazione Alessandro Fermi, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alessandro Morelli, il primo presidente emerito della Corte di cassazione Giovanni Canzio e il presidente emerito del Consiglio di Stato Alessandro Pajno.

L’intervento dell’avvocato Guido Camera sull’Intelligenza Artificiale nella PA

“Negli atti del convegno, scaricabili gratuitamente sul sito di ‘Italiastatodidiritto’ – spiega Guido Camera – sono contenuti interventi qualificati che hanno il pregio di non fermarsi al lato teorico, ma anzi di mettere al centro proprio le ricadute pratiche”.

“Il requisito essenziale, per evitare che uno strumento positivo, per la compiuta tutela dei diritti, individuali e collettivi – aggiunge l’avvocato – si trasformi in un mezzo per la realizzazione di abusi è la conoscenza e il confronto tra le varie esperienze. L’obiettivo è governare l’intelligenza artificiale secondo gli input che provengono dai nostri valori costituzionali”.

Presidente Fontana: per l’intelligenza artificiale nella Pubblica amministrazione necessarie regole chiare

Nel suo intervento il presidente Attilio Fontana sottolinea come “l’intelligenza artificiale ci proietti verso il futuro ma, di fatto, è un tema che già riguarda il nostro presente”.

“Spesso – chiosa il governatore Fontana – si parla delle implicazioni ‘amministrative’ che riguardano questo argomento, per le quali però non sono ancora state scritte regole chiare e certe”.

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Violenza donne, adesivo con numero di telefono 1522 nei ristoranti per sos

Un adesivo con il numero di telefono 1522 da chiamare in caso di emergenza contro la violenza sulle donne nei ristoranti che aderiscono all progetto. ‘Non sei sola, lasciati aiutare’ è l’iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Pari opportunità.  È  realizzata con la collaborazione dell’associazione Differenza Donna che da luglio 2020 è partner del numero nazionale.  Sull’adesivo è evidenziato il numero di telefono, sempre attivo, da chiamare in caso di emergenza.

Lo scopo è infatti quello di promuovere consapevolezza e rivolgere l’attenzione alle donne coinvolte in situazioni di violenza, offrendo loro il sostegno di cui hanno bisogno. Tra i primi locali ad aderire, il McDonald’s di Cinisello Balsamo (Milano) dove la proposta è stata illustrata all’assessore al Territorio e Sistemi verdi della Regione Lombardia Gianluca Comazzi.

Violenza donne, adesivo con numero 1522 per lanciare sos

“Questa iniziativa – ha detto – è un passo significativo verso la creazione di una comunità più consapevole e solidale, pronta ad affrontare e sostenere coloro che si trovano in contesti di violenza. Regione Lombardia lavora da anni, instancabilmente, per contrastare questo fenomeno con iniziative, campagne di sensibilizzazione e stanziamenti di fondi mirati. Sono molto orgoglioso di quello che abbiamo fatto in questi anni. Continueremo quindi a lavorare con determinazione per proteggere i diritti e la sicurezza di tutte le donne”.

Regione Lombardia è da tempo attiva sul tema. Tra le azioni, la firma del Protocollo d’intesa con l’Ordine degli Avvocati di Milano e l’Unione Lombarda degli Ordini Forensi.  Nell’occasione messi a disposizione quasi 10 milioni di euro per i  54 Centri anti violenza (Cav) e le 141 case rifugio e di accoglienza. L’intesa è finalizzata alla realizzazione di interventi di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne volti e anche a favorirne l’assistenza legale gratuita. E’ inoltre prevista l’attivazione di percorsi formativi rivolti agli avvocati lombardi nel periodo tra gennaio 2024 e gennaio 2025 con uno stanziamento di 300 mila euro. Un’altra misura importante è l’avvio di un programma sperimentale per l’individuazione di alloggi Aler in favore delle donne vittime di violenza. Tutto ciò per favorire l’autonomia abitativa grazie ad una dotazione complessiva pari ad 1,5 milioni di euro.

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Tutela salute, Comandante Nas Carabinieri Pignatelli: bene in Lombardia

Svolgono un’attività preziosa, al servizio dei cittadini, per tutelare la nostra salute e sanzionare chi non rispetta le regole vigenti su queste materie. Quelle più spesso trasgredite sono le norme igieniche. Questo nel caso di controlli sulle materie prime usate nei ristoranti o negli esercizi pubblici che vendono cibi ai loro clienti.

I Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità) dei Carabinieri, che dipendono dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute in Roma, intervengono anche su segnalazione dei cittadini. In Lombardia, ad esempio, recentemente, chiuso uno studio dentistico in quanto gestito da due odontotecnici. Persone che non erano quindi abilitate a svolgere la professione.

Tutela salute, parla Pignatelli, comandante Nas

A loro è dedicata la ‘Pillola di salute’ pubblicata sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie Online in cui è stato intervistato il Tenente Colonnello Salvatore Pignatelli, comandante dei NAS dei Carabinieri per il nord-Italia.

Quadro estremamente positivo in Lombardia

“Voglio rassicurare i consumatori – ha affermato – perché i controlli periodici in Lombardia ci mostrano un quadro estremamente positivo. C’è una qualità elevata della ristorazione, capita che qualcuno non rispetti le normative del settore ma cerchiamo di prevenire queste situazioni. E forniamo indicazioni affinché ciò non avvenga”.

Consigli per essere sicuri a tavola

Riguardo ai consigli su come essere sicuri se quel che viene portato a tavola si può consumare tranquillamente, il Comandante ci ha detto: “Ai consumatori ricordiamo che le prime sensazioni sono sempre le più importanti. Consigliamo loro, infatti, di dare un’occhiata alla situazione generale dei locali e, così, possono rendersi conto se ci sono ambienti che rispettano, quantomeno a prima vista, le normative igieniche”.

Il Tenente Colonnello Pignatelli ha anche spiegato come si svolge il lavoro del Nas, come è organizzato in Lombardia e come inviare eventuali segnalazioni.

Controlli dei Nas di Milano, Brescia e Cremona

“I Nas di Milano, Brescia e Cremona – ha spiegato – effettuano controlli, verifiche e ispezioni su propria iniziativa, su segnalazione dei cittadini o su delega del Ministero o dell’Autorità giudiziaria. I consumatori possono inviare anche mail o telefonare per segnalare eventuali episodi negativi: partirà l’iter che ci consentirà di effettuare tutte le verifiche del caso”.

Pignatelli: Nas a tutela della salute

“Il Nas dei Carabinieri – ha proseguito riferendosi ai casi di contraffazione alimentare – controlla tutta la produzione italiana regolare ma anche quella che non rispetta i canoni previsti dai disciplinari: produzione, stoccaggio e distribuzione degli alimenti. Il prodotto italiano è molto ammirato in tutto il mondo e quindi anche contraffatto. Le nostre verifiche avvengono su tutta la filiera, seguiamo la tracciabilità di ogni prodotto. I formaggi, ad esempio, rappresentano a volte anche il 66% del totale delle contraffazioni e i nostri controlli partono dall’approvvigionamento del latte alla trasformazione e creazione del formaggio, al fine di verificare il rispetto delle normative e dei disciplinari”.

E cosa consigliare a chi volesse entrare nel Nas dei Carabinieri? “Innanzitutto – ha concluso il Tenente Colonnello Salvatore Pignatelli – occorre arruolarsi nell’Arma e, quindi, vincere il concorso. Dopo vari periodi con prove di selezione, corsi formativi e tirocini potranno aspirare a entrare in uno dei 38 Nas presenti sul territorio italiano”.

med/ben

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