La 47ª edizione del ‘Trofeo Angelo Dossena’, di Crema (Cremona), il torneo internazionale di calcio categoria ‘Primavera’ che prenderà il via il prossimo 1° giugno è stato presentato a Palazzo Lombardia. La competizione si svolgerà dall’ 1 al 7 giugno.
All’incontro erano presenti il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani Federica Picchi e i consiglieri regionali del territorio Matteo Piloni e Riccardo Vitari. Con loro anche il presidente del comitato organizzatore Angelo Sacchi accompagnato dal suo vice, Antonio Bellandi e lo storico presentatore ufficiale della manifestazione, il giornalista Marco Civoli.
A Crema 47°edizione del Trofeo Dossena, il torneo di calcio Primavera
“Il Trofeo Dossena – ha affermato Picchi – è molto più di una competizione calcistica è un laboratorio di crescita, un’occasione per i giovani di mettersi alla prova, di conoscere e di confrontarsi. È un orgoglio per Regione Lombardia sostenere questa manifestazione che ha visto passare, tra gli altri, due vincitori del Pallone d’Oro, Fabio Cannavaro e Luis Figo e un Pallone d’Oro d’Africa, Pierre-Emerik Aubameyang”.
Il torneo è noto anche per aver ospitato negli anni centinaia di giovani atleti, molti dei quali hanno poi intrapreso carriere di altissimo livello.
“Una tradizione – ha sottolineato – che continua a rinnovarsi grazie anche al lavoro del Comitato organizzatore, alla collaborazione con le società sportive locali e all’impegno delle Istituzioni”.
“La forza del Dossena – ha continuato – è il suo radicamento nel territorio e la capacità di promuovere lo sport giovanile in modo sano e partecipato. Ringrazio tutti coloro che contribuiscono a rendere possibile questo appuntamento, dalle amministrazioni ai volontari, dai dirigenti sportivi alle famiglie”.
Fischio d’inizio
Il fischio d’inizio della 47ª edizione è previsto per il 1° giugno 2025. In campo, squadre italiane e internazionali che daranno vita a una settimana di sport, talento e passione. Tuttociò, come sempre, sotto lo sguardo attento degli addetti ai lavori e degli appassionati. In calendario anche numerosi eventi collaterali allo sport, in tutte le sue sfaccettature, come denominatore comune.
Uno sguardo profondo e coinvolgente sulla vita quotidiana di mamme, bambini, medici e operatori sanitari che, insieme, trovano significato nella reciproca solidarietà e nell’impegno a servire i più vulnerabili. La comunità di Kalongo, nel nord dell’Uganda, ha con tenacia difeso e curato l’ospedale e la sua scuola, da sempre un punto di riferimento per centinaia di migliaia di persone.
Il senso della vita per Padre Ambrosoli in mostra a Palazzo Lombardia
Nei volti e nei sorrisi di queste persone risiede il senso della vita ricercato da Padre Giuseppe Ambrosoli, che dà il titolo alla mostra fotografica e video documentaristica ‘Il Senso della Vita’ inaugurata a Palazzo Lombardia nello Spazio IsolaSET dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana insieme all’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso e al Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.
Presenti anche Giuliano Rizzardini, direttore Dipartimento Malattie Infettive Ospedale Sacco di Milano e Giovanna Ambrosoli, presidente Fondazione Ambrosoli.
Fino al 27 marzo a Palazzo Lombardia la mostra ‘Il senso della vita’
L’esposizione della Fondazione Ambrosoli, aperta al pubblico fino al 27 marzo, ricorda il missionario Beato. Gli scatti e i video ci restituiscono la conoscenza dell’eredità che ha lasciato: il dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo (Nord Uganda) e la scuola di ostetricia St. Mary.
Il dr. Ambrosoli Memorial Hospital Kalongo è l’unico ospedale del Distretto di Agago, con un bacino di utenza di circa 500.000 persone, provenienti anche dai 6 distretti confinanti, in cui non sono presenti strutture ospedaliere. Ogni anno sono in media 50.000 le persone assistite. In oltre 60 anni di attività oltre 3 milioni di pazienti hanno ricevuto assistenza sanitaria. Di questi il 70% donne e bambini sotto i 5 anni. Dalla sua nascita nel 1959 la St Mary Midwifery School ha trasformato più di 1.650 giovani donne in ostetriche altamente qualificate e fortemente motivate. Oggi la struttura è riconosciuta come una delle migliori del Paese.
Fontana: motivo di orgoglio ricordare Giuseppe Ambrosoli
“Era un uomo coraggioso e un visionario. Giuseppe Ambrosoli avrebbe potuto lavorare nell’azienda di famiglia, a Ronago, in provincia di Como, notissima in Italia e nel mondo per la produzione del miele e delle caramelle che tutti abbiamo assaggiato – commenta il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – ma scelse di diventare medico e missionario. Per noi è certamente motivo di orgoglio ricordarlo a Palazzo Lombardia. Alla nostra terra lo legano, oltre ai natali e agli affetti familiari, anche l’esperienza acquisita all’Ospedale di Tradate. Qui Ambrosoli ha completato il suo praticantato di Chirurgia durante gli anni in cui studiava teologia a Venegono Superiore per la sua formazione missionaria (1951-1955). Un luogo che è stato importante nella sua vita in quanto fu ricoverato e curato proprio in questo ospedale quando è tornato in Italia a causa di alcuni problemi di salute”.
“Le sue opere – ha concluso – sono esposte nella mostra video fotografica che raccontano l’ospedale di Kalongo, la scuola e la comunità che lo circonda”.
Mons. Delpini: la sua vita è testimonianza della carità di Cristo
“La gente di Kalongo (nord Uganda) – ha ricordato l’Arcivescovo Delpini – lo aveva chiamato ‘Doctor Ladit’, ‘grande medico’, termine affettuoso che non ha tanto a che fare con la sua competenza medica, seppur grande anche quella, ma con la sua grandezza di umanità. Il suo modo di trattare i pazienti con competenza e umiltà, la sua disponibilità verso tutti i malati e soprattutto i più bisognosi, la sua profonda spiritualità e la vita di preghiera lo rendevano grande agli occhi della gente per cui ha speso la propria vita in testimonianza alla Carità di Cristo”.
Bertolaso: esempio da seguire per coraggio e dedizione verso i malati
“Esiste una malattia – ha sottolineato l’assessore al Welfare Bertolaso, che è anche medico – che si chiama malaria e accompagna l’uomo sin dalla sua comparsa sulla Terra. Purtroppo anche oggi, muoiono milioni di donne, uomini e bambini, per la malaria. Una malattia dei poveri, degli ultimi, molto presente in Africa e a tutt’oggi non esiste un vaccino per curarla: non è un parassita, non è un virus ma è intollerabile che ancor oggi se hai un attacco di malaria cerebrale si curi con il chinino. Padre Giuseppe e gli altri missionari che hanno lavorato in Africa molto più di me sono un esempio da seguire, per il coraggio e la dedizione verso i malati“.
L’importanza del diritto alla salute
“L’importanza del diritto alla salute, soprattutto in Africa – afferma Giovanna Ambrosoli, presidente della Fondazione Ambrosoli – è un tema cruciale che richiede attenzione e azione a livello globale. In Africa, come in molte altre parti del mondo, l’accesso a cure mediche di qualità è spesso limitato dalla mancanza di risorse e infrastrutture sanitarie adeguate, dall’estrema povertà delle fasce più vulnerabili di popolazione e da enormi disuguaglianze socio-economiche. Il diritto alla salute è un pilastro fondamentale per il benessere e lo sviluppo di ogni individuo e della sua comunità, e deve essere garantito in modo equo e universale, soprattutto in contesti come l’Africa, dove le sfide sanitarie sono enormi e urgenti”.
Orari di apertura della mostra ‘Il senso della vita’ a Palazzo Lombardia
Dal 21 al 27 marzo 2024 – Ingresso libero
Dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 18.00
Sabato e domenica dalle 11.00 alle 18.00
Spazio IsolaSET
Palazzo Lombardia – via Galvani, 27 Milano.
È nata a Spino d’Adda (Cremona) con l’obiettivo di affinare, per poi ri-utilizzare, i metalli preziosi presenti nei vari sottoprodotti, negli scarti e nei rifiuti orafi, odontoiatrici ed industriali.
A Spino d’Adda esempio virtuoso di economia circolare
“Ho voluto venire toccare con mano – ha detto Fontana – un esempio molto virtuoso di quell’economia circolare di cui la Lombardia è sicuramente protagonista. Questo è un settore nel quale stiamo investendo molto per facilitare il recupero di quei prodotti che non solo sono molto inquinanti, ma anche brutti da vedere se abbandonati per strada. È sicuramente una realtà importante perché riesce cui guardare con interesse per incentivare il settore”.
Economia e ambiente sono sinonimi
“La Lombardia – ha continuato l’assessore Maione – in termini di economia circolare e recupero dei rifiuti, è un punto di riferimento europeo. Abbiamo aziende di altissimo livello come la Refimet e il recupero di materia ed energia tocca l’85%. Per noi economia e ambiente sono sinonimi. La sostenibilità ambientale va di pari passo con quella economica delle imprese e con quella sociale. Meno vincoli e più investimenti in innovazione. È questo il modello lombardo apprezzato nel mondo”.
Lombardia campione del riciclo
“In questa attività – ha aggiunto Cattaneo – c’è anche una dimensione internazionale. Quello che abbiamo visto qui è infatti alimentato in buona parte da un progetto nato nei Paesi Bassi e a noi segnalato dal consolato olandese. L’obiettivo è recuperare i cellulari usati in Africa che poi vengono lavorati qui per compensare i cellulari nuovi. Ogni telefonino nuovo che viene venduto con un piccolo rincaro dell’1% serve a finanziare questa attività.Per ogni esemplare venduto ne viene recuperato un altro usato in Africa. È una catena virtuosa che conferma come la Lombardia sia campione del mondo del riciclo. Gli olandesi che vogliono recuperare i cellulari in Africa hanno quindi bisogno della tecnologia lombarda”.
Il processo di recupero
Il processo di recupero e purificazione – alla continua ricerca di lavorazioni ecologiche ed economicamente sostenibili – può durare da pochi giorni a qualche settimana in base alla tipologia di materiale. Permette di recuperare e affinare tonnellate di metalli (oro, argento, palladio, platino, rodio, rutenio, iridio, rame, zinco), dagli scarti delle industrie elettroniche, fotografiche, galvaniche, farmaceutiche, chimiche, petrolchimiche, orafe e della moda.
I metalli puri ottenuti dagli scarti rientrano nel ciclo produttivo delle aziende in tutto il mondo. Refimet realizza prodotti per il settore industriale, bancario e dell’investimento, dai lingotti di oro da investimento 99,99% e grani di Argento 99,90%, fino alla spugna di Rodio 99,95%. Ogni prodotto è accompagnato da un certificato di garanzia che ne attesta purezza e impurità.