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Le isole del Veneto: angoli segreti dove l’estate è magia

Il Veneto è una delle regioni italiane più visitate e apprezzate soprattutto per la straordinaria varietà dei suoi paesaggi: dalle Dolomiti alle colline del Prosecco, dalle città d’arte come Verona, Padova e Venezia, fino al litorale adriatico. Ma c’è un altro lato affascinante del Veneto che è spesso poco conosciuto: quella delle sue isole. Incastonate nella Laguna di Venezia o affacciate sull’Adriatico, le isole venete sono spesso piccole oasi dove il tempo sembra essersi fermato. Visitare le isole del Veneto, soprattutto in estate, significa scoprire un altro lato di questa regione che più si addice a chi cerca tranquillità abbinata a piccoli borghi e paesaggi naturali meravigliosi.

Ecco una guida completa alle migliori isole del Veneto da visitare soprattutto durante la bella stagione.

1. Murano

Tra le isole più conosciute della Laguna di Venezia, Murano è famosa in tutto il mondo per la sua secolare tradizione vetraria. L’isola si raggiunge in dieci minuti da Venezia con una scenografica corsa in vaporetto. Passeggiare per Murano significa ammirare botteghe artigiane, fornaci e luoghi dedicati all’arte del vetro. Tra le vetrerie più antiche e famose c’è Vetreria Artistica Colleoni, dove si possono ammirare artigiani e maestri vetrai all’opera.

Imperdibile una visita al Museo del Vetro, ospitato nel Palazzo Giustinian, dove si può scoprire di più sulla nascita e lo sviluppo di quest’arte ma si possono anche ammirare numerose opere. Non mancano le chiese antiche, come la splendida Basilica dei Santi Maria e Donato che risale al periodo medioevale e conserva al suo interno bellissimi mosaici in marmo e le reliquie di San Donato di Arezzo. Da non perdere anche una visita a Palazzo Da Mula, un complesso in stile gotico veneziano che è stato a lungo proprietà di nobili famiglie veneziane mentre ora è sede di eventi e mostre.

Murano, tra le più belle isole venete
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Murano, l’isola del vetro soffiato

2.Torcello

Torcello non è solo una delle più suggestive isole della laguna, ma anche una delle più antiche dato che proprio qui si dice siano avvenuti i primi insediamenti veneziani. A Torcello si respira un’atmosfera davvero tranquilla e rilassata e qui il tempo sembra essersi fermato. Per scoprire di più sulla storia e le tradizioni dell’isola è consigliata una visita al Museo provinciale di Torcello che è ricco di reperti archeologici. Tra i monumenti principali, invece, non bisogna perdere la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che conserva all’interno opere di grande pregio mentre dal suo campanile si può ammirare una vista mozzafiato sull’isola.

3. Burano

Se cerchi un luogo davvero pittoresco, che in molti ora definirebbero “instagrammabile”, Burano è la scelta giusta. L’isola, infatti, è un vero e proprio tripudio di colori e i suoi paesaggi caratterizzati da abitazioni colorate sono diventati celebri in tutto il mondo. I colori delle case avevano in passato una funzione pratica dato che aiutavano i pescatori, in rientro con le loro barche, a riconoscere le case anche quando c’era una fitta nebbia. Tra le case più famose ora c’è sicuramente la Casa di Bepi che è un’esplosione di colori e fantasie. A renderla così speciale è stato Giuseppe Toselli, detto appunto Bepi, che ha trasformato la facciata in un’opera d’arte dipingendola con forme astratte dai colori accesi.

Burano, però, è anche celebre per il suo merletto artigianale, lavorato a mano dalle donne del posto dette “merlettaie di Burano”. Da visitare il Museo del Merletto, ospitato in un antico palazzo gotico, che racconta la storia  di quest’arte e del suo legame con il territorio. Dal Museo è facile raggiungere con una piacevole camminata la Chiesa di San Martino Vescovo nota per il suo campanile storto. Burano conquista anche per il palato: una volta qui bisogna assaggiare i biscotti tipici chiamati “bussolà” o “buranelli”.

Burano, tra le più belle isole venete
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Burano è l’isola del merletto

4. Pellestrina

Poco conosciuta rispetto alle altre isole venete più famose, Pellestrina è una lunga e sottile striscia situata a sud del Lido di Venezia e a nord di Chioggia. È una delle poche isole della laguna ancora autentica e poco turistica, ideale per chi cerca una vacanza lenta e immersa nella natura. Il suo territorio si può esplorare facilmente in bici lungo la pista ciclabile panoramica che conduce ai principali centri abitati: Pellestrina, Portosecco, San Pietro in Volta, Santa Maria del Mare. Tra le cose da vedere ci sono sicuramente i murazzi, massicci sbarramenti in pietra costruiti nel Settecento per proteggere l’isola dalle mareggiate. Si possono visitare anche diverse chiese storiche come la Chiesa di Ognissanti e il Santuario della Madonna dell’Apparizione, costruito nel XVIII secolo per custodire un’immagine mariana e ancora oggi meta di pellegrinaggi.

5. Lido di Venezia

Il Lido di Venezia è l’isola balneare più famosa del Veneto, nota per ospitare ogni anno la Mostra del Cinema di Venezia. Si tratta di una lingua di terra lunga circa 12 km, situata tra la laguna veneziana e il mare Adriatico, che ospita spiagge attrezzate e stabilimenti storici come il Des Bains o l’Excelsior. È l’unica isola della laguna veneziana dotata di strade che possono essere percorse da auto ma la zona è molto piacevole anche da esplorare in bicicletta o a piedi.

Si parte da Gran Viale Santa Maria Elisabetta, l’arteria principale che collega la laguna alla spiaggia, dove sorgono numerosi caffè, negozi, hotel in stile liberty. Da non perdere il famoso Grand Hotel Lido Venezia, Villa Pannonia e altre residenze che sono ottime testimonianze di quando Venezia era considerata una meta balneare ambita dall’élite a inizio Novecento. Accanto alla presenza di ville liberty ci sono ancora piccoli borghi dall’atmosfera tranquilla e autentica. Meritano una visita San Nicolò al Lido, antico complesso religioso, e Malamocco, un suggestivo borgo nella zona meridionale del Lido con calli e ponticelli.

6. Isola di San Giorgio

Situata di fronte a Piazza San Marco, non lontano dalla Giudecca, l’Isola di San Giorgio Maggiore è una delle località più affascinanti di Venezia. Anche per questo, lo scorso giugno Jeff Bezos avrebbe scelto proprio San Giorgio per celebrare le nozze con Lauren Sánchez! Piccola ma ricca di storia, l’isola ospita l’imponente Basilica di San Giorgio Maggiore, capolavoro progettato da Andrea Palladio che conserva all’interno opere di grande valore. È possibile salire in cima al campanile per ammirare una delle più belle viste panoramiche sulla città e sulla laguna. Presso l’ex convento benedettino, invece, ora ha sede la prestigiosa Fondazione Cini che ospita eventi culturali, mostre e convegni.

San Giorgio
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San Giorgio, l’isola scelta da Bezos per le nozze

7. Sant’Erasmo

Chiamata “l’isola verde”, Sant’Erasmo è la più grande delle isole veneziane ma anche una delle meno turistiche. È un’altra meta ideale per chi ama la natura e i ritmi lenti, lontano dalle folle di Venezia. Qui non ci sono molti siti di interesse ma l’isola è più che altro famosa per le sue coltivazioni agricole, in particolare i carciofi violetti che sono anche presidio Slow Food. Sant’Erasmo è perfetta da esplorare in bicicletta tra vigneti e coltivazioni fino a raggiungere la spiaggia libera di Bacàn, molto frequentata d’estate dai locali. Tra le cose da vedere c’è la Torre Massimiliana, una struttura ottocentesca che aveva funzione di difesa mentre oggi ospita mostre ed eventi, e la piccola Chiesa del Cristo Re.

8. Isola di Albarella

L’Isola di Albarella è una meta esclusiva situata nel Parco Regionale del Delta del Po, collegata alla terraferma da un ponte e da una strada arginale. È ricoperta dalla fitta vegetazione della macchia mediterranea e ospita oltre 2 milioni di alberi, tra cui pini marittimi, lecci e soprattutto il pioppo bianco (Populus Alba), che dà il nome all’isola. Questo paradiso naturalistico è perfetto per chi ama le vacanze attive ma in totale tranquillità: Albarella è infatti accessibile solo agli ospiti registrati. Sono presenti spiagge attrezzate e numerose strutture ricettive, inoltre, qui si possono praticare sport come vela, equitazione, golf, ciclismo e tennis, il tutto immersi in un ambiente incontaminato.

Albarella, tra le più belle isole venete
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Isola di Albarella, natura e relax nel Delta del Po

Scegliere una o più isole venete per una vacanza o una semplice gita giornaliera significa vivere un’esperienza diversa, in modo spesso più autentico e lontano dalle rotte più battute. In estate, queste isole rappresentano una valida alternativa alle mete balneari più affollate e sono perfette per chi vuole combinare un viaggio all’insegna di natura, cultura e relax.

Isola di Vulcano in Sicilia, natura selvaggia e mare incantevole

La Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo, custodisce al largo della sua costa nord-orientale un vero tesoro: le Isole Eolie. Questo affascinante arcipelago di origine vulcanica, riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è composto da sette isole che offrono paesaggi spettacolari, e mare cristallino. Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi: pur diverse tra loro per estensione, atmosfera e caratteristiche, condividono un fascino profondo che conquista ogni visitatore.

In particolare, l’isola di Vulcano è celebre non solo per essere legata a miti e leggende antiche ma anche per i suoi fanghi termali e le spiagge nere di origine lavica. Nella mitologia greca, l’isola era ritenuta la dimora di Efesto, dio del fuoco e della metallurgia. I Romani, poi, lo hanno rinominato dio Vulcano e proprio da questo è derivato il nome dell’isola. Si credeva che Efesto lavorasse i metalli nei sotterranei dell’isola con i suoi aiutanti, i Ciclopi. Le fumarole, le eruzioni e l’odore di zolfo che ancora oggi si percepiscono sull’isola venivano interpretate migliaia di anni fa come i segni della sua presenza e della sua attività.

Per questo, l’isola di Vulcano è un luogo unico dove natura, leggenda e avventura si fondono, offrendo un’esperienza indimenticabile a chi cerca mare, benessere e un contatto autentico con la natura. Soprattutto in estate, l’isola diventa una destinazione perfetta per chi vuole esplorare scenari spettacolari, rilassarsi alle terme naturali o scoprire fondali ricchi di vita.

Dove si trova Vulcano e come si raggiunge

L’isola di Vulcano si trova nel Mar Tirreno, all’estremità nord-orientale della Sicilia ed è la più meridionale delle Isole Eolie. Dal punto di vista amministrativo è parte del comune di Lipari, la più grande dell’arcipelago. Vulcano dista circa 20 km dalla costa nord della Sicilia e si raggiunge con un viaggio in traghetto o aliscafo da diversi porti del Sud Italia. In Sicilia, il porto più vicino da dove partire è quello di Milazzo che in estate vanta diversi collegamenti giornalieri tramite aliscafi che impiegano circa 50 minuti o traghetti che ne impiegano circa 90. Partenze, però, sono presenti anche da altre località, come Messina, Reggio Calabria e Napoli.

Isola di Vulcano, Sicilia
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Il fascino selvaggio dell’Isola di Vulcano

Cosa vedere e fare sull’isola di Vulcano

Vulcano è una destinazione che affascina per i suoi paesaggi selvaggi e per le esperienze particolari che rendono un soggiorno qui davvero unico. In estate, l’isola si risveglia: spiagge frequentate ma mai caotiche, escursioni panoramiche, fanghi terapeutici e bagni termali all’aperto. L’isola, insomma, è perfetta per chi ricerca un soggiorno all’insegna di natura, mare e relax lontano dalla frenesia.

Salita al Gran Cratere della Fossa

L’attrazione principale di Vulcano è senza dubbio la salita al Gran Cratere de La Fossa, uno dei luoghi più suggestivi dell’arcipelago. Il Gran Cratere sorge a 400 metri di altitudine e si raggiunge con un sentiero che parte vicino all’ approdo di Levante (il porto principale dell’isola) e conduce in vetta in circa 45-60 minuti. La camminata è accessibile con un minimo di allenamento e regala panorami mozzafiato sulle Eolie.

Una volta in cima ci si trova circondati da un panorama lunare, tra fumarole attive e zolfo. Inoltre, nelle giornate più terse è possibile ammirare non solo una bellissima vista su tutto l’arcipelago delle Eolie ma anche sull’Etna. Durante i mesi estivi è meglio partire la mattina presto o nel tardo pomeriggio per evitare di camminare durante le ore più calde della giornata.

Gran Cratere della Fossa, Isola di Vulcano
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L’Escursione al Gran Cratere della Fossa regala panorami spettacolari

Fanghi termali e vasche sulfuree

Dopo la passeggiata al cratere ci si può concedere un po’ di relax. Una delle esperienze da fare assolutamente nell’isola di Vulcano è il bagno nei fanghi termali naturali e nel mare caldo. La Pozza dei Fanghi è una vasca naturale alimentata da fonti sulfuree calde che si trova vicino al Porto di Levante. Qui è possibile immergersi nei fanghi, noti da secoli per le loro proprietà terapeutiche e benefiche per la pelle, i dolori articolari e i problemi respiratori. Dopo il trattamento, ci si può sciacquare nelle acque marine riscaldate naturalmente. Il “mare caldo”, infatti, è un tratto di costa dove l’attività vulcanica rende l’acqua tiepida e perfetta per un lungo bagno riposante. Da non perdere anche la spiaggia delle fumarole, che sorge nella Baia di Ponente, con acqua riscaldata da emissioni di gas sulfureo che sprigionano all’aria aperta.

Pozza dei Fanghi, Isola di Vulcano
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La Pozza dei Fanghi, nota per le proprietà benefiche

Alla scoperta di Vulcanello

Vulcanello è una piccola penisola collegata all’isola madre di Vulcano da un istmo di sabbia. Originariamente questo era un isolotto autonomo separato da Vulcano ma poi nel XVI secolo l’attività vulcanica ha creato un istmo sabbioso collegandola all’isola principale di Vulcano. È da non perdere non solo per lo splendido paesaggio naturale ma perché si può fare una facile passeggiata nella cosiddetta Valle dei Mostri. Qui si cammina tra formazioni rocciose laviche e pietre nere modellate nei secoli dal vento e dalla pioggia che hanno assunto forme bizzarre e spesso mostruose. Il paesaggio è davvero unico!

Passeggiata a Vulcanello
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Passeggiata alla scoperta di Vulcanello

Gite in barca intorno all’isola

Una delle attività più belle da fare in estate è un giro in barca intorno all’isola, con soste per nuotare nelle calette nascoste e ammirare le grotte marine. Lungo la costa di Vulcano si trovano diverse baie e grotte raggiungibili solo via mare, perfette per chi vuole vivere l’isola lontano dalla folla. Tra le più famose ci sono sicuramente la Grotta degli Angeli, la Grotta del Cavallo, Punta Bandiera e le baie vicino a Vulcanello, immerse in una natura incontaminata. Molto suggestiva è anche la visita alla Piscina di Venere che è una spettacolare conca naturale incastonata tra rocce di tufo bagnata da acque color turchese. Questo luogo, inoltre, è da sempre avvolto nella leggenda. La tradizione racconta che proprio qui la dea Venere si immergeva ogni sera prima di incontrare il marito, il dio Vulcano, per recuperare la “purezza perduta”. Un racconto mitologico che ha reso questo luogo noto anche come Bagno delle Vergini e che contribuisce ancora di più al suo fascino.

Isola di Vulcano Eolie
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Tour in barca alla scoperta dell’Isola di Vulcano

Spiagge di Vulcano

Le spiagge dell’isola di Vulcano sono da alcuni considerate tra le più belle della regione Sicilia. Sono molto diverse tra loro ma tutte caratterizzate da sabbia scura di origine vulcanica e acque cristalline. Alcune sono facilmente raggiungibili a piedi dal centro abitato mentre altre, più selvagge e isolate, si trovano nella parte meridionale o sono accessibili solo via mare.

La Spiaggia delle Sabbie Nere è senza dubbio la più famosa e la più frequentata dell’isola. Situata a breve distanza dal porto, è caratterizzata da sabbia vulcanica finissima e scura e da fondali che degradano lentamente, ideali anche per i bambini. Il contrasto tra il nero della sabbia, l’azzurro del mare e il verde della vegetazione crea qui un paesaggio davvero spettacolare. È una spiaggia attrezzata con stabilimenti balneari, ma offre anche tratti liberi. Non lontano da questa si trova la spiaggia di ciottoli di Cala del Formaggio, tratto di costa frastagliata e a picco sul mare.

A sud dell’isola, si trova la spiaggia del Gelso, una delle spiagge più tranquille e naturali di Vulcano. Qui la sabbia è sempre nera ma il paesaggio incontaminato e selvaggio vanta scogliere a picco sul mare. È ideale per chi vuole trascorrere momenti di puro relax lontano dal centro. Non lontano da questa si trova anche la spiaggia dell’Asino, un altro angolo immerso nella natura con un mare cristallino e una spiaggia di sabbia mista a sassi. È presente uno stabilimento con i servizi, un ristorante e la possibilità di noleggiare lettini e ombrelloni.

Spiagge del Salento Adriatico: tra baie da sogno e mare blu

Il Salento è una delle zone più famose e ambite dove trascorrere le vacanze estive che richiama visitatori non solo dall’Italia ma anche dall’estero. Ospitalità, ottimo cibo e splendide spiagge sono solo alcuni degli ingredienti che rendono questa zona della Puglia davvero spettacolare. In particolare, il versante adriatico del Salento si distingue per la straordinaria varietà dei paesaggi che comprendono spiagge di sabbia fine e morbida, baie nascoste e falesie ricoperte dal verde della vegetazione della macchia mediterranea. Quello che accomuna tutta quest’area, però, è senza dubbio la limpidezza delle acque e la bellezza dei fondali che attirano anche molti amanti delle immersioni. In questo articolo vogliamo esplorare la costa del Salento Adriatico alla scoperta non solo degli arenili più famosi ma anche delle calette meno frequentate e delle baie più selvagge.

Torre Guaceto

Spiaggia da non perdere in Salento è senza dubbio Torre Guaceto, situata nel territorio di Carovigno tra Brindisi e Ostuni, la famosa “città bianca”. Inserita all’interno della Riserva naturale marina e terrestre di Torre Guaceto, è un paradiso per chi cerca mare limpido, natura incontaminata ma anche atmosfere autentiche e tranquille. La Riserva, infatti, è un vero scrigno di biodiversità, dove trovano rifugio numerose specie animali e vegetali. Il nome della località deriva dalla presenza della Torre che era parte del sistema difensivo del Regno di Napoli. La costa si estende per chilometri e attraversa diversi ambienti come dune sabbiose, alte falesie e tratti di costa rocciosa. Le spiagge qui sono per la maggior parte di sabbia fine e dorata, le acque turchesi, pulite e con fondali ricchi di prateria di Posidonia oceanica.

Torre Guaceto, tra le più belle spiagge del Salento Adriatico
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Torre Guaceto, un angolo selvaggio del Salento da scoprire

Spiaggia di San Cataldo

San Cataldo è nota anche come Marina di Lecce ed è una baia tranquilla e semi-chiusa protetta dai forti venti del nord. La sabbia è fine e morbida mentre le acque del mare tranquille e cristalline vantano fondali che degradano lentamente. Lungo la spiaggia si trovano sia stabilimenti balneari attrezzati ma anche ampi tratti liberi.

Oltre a questo, la Spiaggia di San Cataldo è molto apprezzata da chi ama fare snorkeling e immersioni. I suoi bellissimi fondali, infatti, sono ricchi non solo di flora e fauna ma anche di resti archeologici antichi, tra i quali spicca la cosiddetta “chiesa sommersa”.

Spiaggia di Torre dell’Orso

Altra spiaggia da sogno del Salento adriatico è, senza dubbio, quella di Torre dell’Orso che si estende nel territorio comunale di Melendugno, in provincia di Lecce. Considerato uno degli arenili più iconici della zona, è caratterizzato da una sabbia fine, morbida e di colore chiaro mentre le acque del mare sono limpide e cristalline. Al largo sono presenti le “Due Sorelle”, due faraglioni bianchi che sono considerati un po’ il simbolo di questa spiaggia e rendono davvero suggestivo questo tratto di litorale. Torre dell’Orso vanta sia zone di spiaggia libera sia aree attrezzate con tutti gli stabilimenti balneari e i servizi.

Torre Sant’Andrea

Non molto distante da Torre dell’Orso, al confine con la città di Otranto, si trova la spiaggia di Torre Sant’Andrea. Questa è in realtà una caletta incastonata tra alti faraglioni, noti come Faraglioni di Sant’Andrea, dove non ci sono stabilimenti balneari ma solo una zona libera e selvaggia immersa nella natura. L’acqua, molto limpida, è bassa vicino alla riva ma i fondali degradano abbastanza velocemente. Consigliatissimo avere maschera e boccaglio per fare snorkeling. Anche in questo tratto di litorale alle spalle della spiaggia si estende una bellissima pineta con aree pic-nic.

Torre Sant'Andrea
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Torre Sant’Andrea, famosa per le sue acque limpide e i faraglioni

San Foca

Rimanendo in provincia di Lecce si trova anche San Foca che un tempo era un piccolo villaggio di pescatori mentre ora è una vivace località balneare con un importante porto turistico. Questo, infatti, è un punto di partenza per escursioni in barca lungo la costa che permettono di raggiungere grotte marine (come la Grotta degli Amanti) e punti perfetti per lo snorkeling. Rinomata per la bellezza dei suoi paesaggi e per la qualità delle acque, San Foca è stata premiata più volte con la Bandiera Blu.

San Foca vanta spiagge libere, alternate a tratti attrezzati considerati perfetti per chi cerca relax e servizi. Tra le aree di litorale più amate si segnalano quella nei pressi della Torre di San Foca, un’antica torre costiera di avvistamento cinquecentesca realizzata a scopo difensivo, e Torre Specchia Ruggeri, perfetta per chi vuole godersi il mare in una zona meno affollata.

Baia dei Turchi

Inserita nell’Oasi protetta dei Laghi Alimini, la Baia dei Turchi si trova pochi chilometri a nord di Otranto ed è una delle spiagge più celebri del Salento. Il nome della Baia ricorda che proprio qui è avvenuto nel 1483 lo sbarco delle truppe ottomane alla conquista di Otranto. Ha sabbia finissima e chiara mentre le acque del mare sono cristalline e dai riflessi color turchese.

A chiudere questa immagine da cartolina c’è una rigogliosa pineta che si trova alle spalle della spiaggia e garantisce ombra e frescura. Il litorale è in parte attrezzato con ombrelloni, lettini e servizi mentre un’altra parte è totalmente libera. Questa baia è molto amata sia dalle famiglie, per i fondali bassi e le acque calme, sia da chi ama fare snorkeling.

Baia dei Turchi
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La Baia dei Turchi è tra le spiagge più belle e famose del Salento Adriatico

Baia dell’Orte

La Baia dell’Orte è uno dei luoghi più affascinanti e selvaggi della costa salentina che si trova a pochi chilometri a sud di Otranto. Questa zona è perfetta per chi ama stare lontano dal turismo di massa dato che offre natura incontaminata, itinerari per escursioni a piedi e un mare limpido per ottime nuotate. È una piccola insenatura racchiusa tra vegetazione della macchia mediterranea e scogliere che offrono panorami spettacolari sull’Adriatico.

Specialmente al tramonto, infatti, qui lo spettacolo è davvero indimenticabile dato che si gode di una vista spettacolare sul mare e sul promontorio che ospita Capo d’Otranto, il punto più orientale d’Italia. La Baia, selvaggia e isolata, non ospita stabilimenti balneari ed è caratterizzata dalla presenza di scogli e rocce; inoltre, è perfetta per chi ama snorkeling, grazie all’acqua trasparente e ai fondali ricchi di fauna marina.

Baia delle Orte
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Baia delle Orte, è una spiaggia tranquilla e selvaggia

Cala di Porto Badisco

Sempre a Otranto non si può perdere la bellissima cala di Porto Badisco, una piccola insenatura circondata da scogliere bianche a picco e famosa per le acque color turchese. La storia di questa località è legata a quella dell’eroe Enea che fuggendo da Troia, con il figlio Ascanio e il padre Anchise, sarebbe approdato proprio qui.

La spiaggia è mista composta sia da sabbia dorata che da ciottoli, le acque del mare invece sono limpide e cristalline. Essendo protetta da scogliere, la baia è il posto perfetto per fare il bagno in tranquillità andando a esplorare i suoi fondali meravigliosi e ricchi o le grotte circostanti. Da segnalare che Porto Badisco è particolarmente famosa per gli ottimi ricci di mare.

Cala dell’Acquaviva

Un’altra piccola ma suggestiva baia da non perdere è Cala dell’Acquaviva che sorge a due passi dal centro di Castro Marina. Incastonata tra l’azzurro del mare e il verde di rigogliosa vegetazione, questa caletta d’acqua è un vero angolo di paradiso. Il nome “Acquaviva” deriva dalla sua caratteristica unica, ovvero la presenza di sorgenti di acqua dolce che sgorgano sul fondo marino. In questo modo non solo la temperatura dell’acqua è sempre fresca ma è anche sempre limpida.  La spiaggia è libera e non molto estesa ed è composta da ciottoli bianchi e rocce levigate.

Ponte Ciolo

Il Ponte del Ciolo è un tratto di costa rocciosa a picco sul mare nella zona di Gagliano del Capo non lontano dalla famosa Santa Maria di Leuca. La località prende il nome dal termine dialettale “Ciole” con il quale si identifica un uccello che nidifica nelle grotte della zona. In realtà, Ponte di Ciolo ospita un bellissimo fiordo naturale dove negli anni Sessanta è stata costruito un ponte per collegare le due pareti rocciose dell’insenatura.

Qui non c’è vera spiaggia di sabbia: l’arenile è una piccola cala di ciottoli bianchi ai piedi di alte scogliere, collegata alla strada da una lunga scalinata. L’area è totalmente libera, senza alcun stabilimento. L’acqua è fredda e limpidissima, dai riflessi verdi intensi e gli amanti dello snorkeling possono esplorare tutte le insenature nascoste.

Ponte Ciolo
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Il fiordo naturale di Ponte Ciolo

Dopo questa carrellata di splendide spiagge salentine non può che esserci l’imbarazzo della scelta su quale scegliere. Il litorale del Salento Adriatico, infatti, è una località di grande fascino che offre paesaggi diversi ma anche splendide cittadine dalla lunga storia. Filo conduttore di tutto è il mare con sfumature che vanno dal celeste allo smeraldo e con fondali ricchi di flora e fauna.

Cosa vedere in Turchia in 7 giorni per un viaggio da sogno

La Turchia è un paese diviso tra due continenti, l’Europa da una parte e l’Asia dall’altra. Per la sua posizione geografica, la lunga storia e la cultura millenaria questo è un paese che affascina e conquista moltissimi visitatori. Quando si pensa ad un viaggio in Turchia bisogna, quindi, sapere che le città e le cose da vedere sono moltre ma un viaggio di sette giorni permette di avere un buon assaggio delle città. In una settimana, quindi, è possibile visitare alcune delle sue meraviglie più iconiche, esplorando non solo le città principali ma anche siti archeologici, dalle tranquille e i paesaggi lunari della Cappadocia.

Giorno 1: Istanbul, il cuore storico

Nonostante non sia la capitale del paese, per molti la scoperta della Turchia comincia proprio da Istanbul, una città dalla storia millenaria con un territorio che si estende tra Europa e Asia. Esplorare tutta la città in pochi giorni è davvero difficile dati i numerosi siti di interesse e anche il traffico di Istanbul che può essere davvero terribile. Ci sono alcune tappe, però, che non bisogna assolutamente mancare.

Sultanahmet, la zona da non perdere

La prima giornata può essere dedicata alla scoperta del quartiere di Sultanahmet, il cuore più antico della città. Qui si trovano la maestosa Basilica di Santa Sofia, un tempo chiesa bizantina e poi moschea, e la Moschea Blu, celebre per le sue 20.00o piastrelle di ceramica blu di İznik. Nella zona sorge anche l’Ippodromo, che al tempo dei romani ha ospitato spettacoli e corse con i cavalli ma poi è diventato anche luogo significativo per rivolte e sommosse che hanno fatto la storia della città. Non lontano, il Palazzo Topkapi è stato per secoli la residenza dei sultani ottomani e conserva ancora moltissime testimonianze di quel periodo. Da non perdere anche una sosta alla Basilica Cisterna, luogo che nonostante il nome non è un edificio religioso ma un museo. Questo spazio, infatti, è stato usato dai romani come sito dove immagazzinare l’acqua che poi veniva usata dai regnanti che vivevano nel Grande Palazzo.

Istanbul, Sultanahmet
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Il quartiere Sultanahmet è il cuore storico di Istanbul

Gran Bazar di Istanbul

Da Sultanahmet è possibile raggiungere a piedi il Gran Bazar, uno dei mercati coperti più grandi al mondo dove è impossibile non perdersi tra numerose bancarelle e negozi. Costruito per la prima volta a metà del XV secolo e poi più volte ampliato, il Grande Bazar ospita oggi non solo commercianti ma anche bar, ristoranti e due moschee. Con un’altra breve camminata dal Grande Bazar si può raggiungere la Moschea di Suleymaniye costruita a metà Cinquecento per uno trai i più famosi sovrani dell’Impero Ottomano, Solimano il Magnifico.

Giorno 2: Istanbul europea e crociera sul Bosforo

Il secondo giorno può essere dedicato a scoprire anche la zona europea di Istanbul in particolare il quartiere di Beyoğlu, che nei secoli è stato territorio sia della Repubblica di Genova sia di quella di Venezia. La giornata, poi, non può dirsi conclusa senza aver fatto una crociera sul Bosforo, ammirando gli splendidi palazzi e le moschee che si affacciano sullo stretto.

Beyoğlu e Corso Indipendenza

La zona di Beyoğlu durante il dominio ottomano è stata a lungo sede di ambasciate europee, uffici diplomatici e importanti aziende straniere. Anche per questo l’influenza europea si nota molto in quest’area della città. Il suo cuore è İstiklal Caddesi (ovvero Corso Indipendenza), una via pedonale lunga quasi 1,5 km che collega Piazza Taksim con Piazza Tünel. È una delle strade più famose della città, ricca di negozi, caffè e gallerie d’arte ed è percorsa anche da un tipico tram rosso.

Torre di Galata

Costruita nel 1348 dai Genovesi come torre di guardia, la Torre di Galata domina ancora oggi il quartiere con i suoi 67 metri di altezza. Nel corso dei secoli ha avuto diverse funzioni: prigione, osservatorio astronomico e torre di segnalazione. Il momento migliore per salire sino alla cima è sicuramente quello del tramonto dato che dalla sua terrazza panoramica si gode una vista spettacolare sulla città, sul Bosforo e sul Corno d’Oro. Dalla Torre di Galata è possibile camminare fino al famoso Ponte di Galata, un’opera di ingegneria straordinaria che collega la zona europea di Istanbul con quella ottomana.

Torre Galata
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La Torre Galata, costruita dai genovesi, domina il profilo della città

Giorno 3: Ankara, la capitale

Il terzo giorno può essere dedicato ad Ankara, capitale della Turchia, che si è da poco candidata nella Lista Propositiva dell’Unesco. Da Istanbul il modo più semplice per raggiungere la città è l’aereo.

Mausoleo di Atatürk e Museo delle Civiltà Anatoliche

Qui la prima tappa della giornata è il Mausoleo di Atatürk (o Anıtkabir), dedicato a Mustafa Kemal Atatürk (1881-1938) primo Presidente e fondatore della Repubblica Turca. Situato su una collina panoramica, l’Anıtkabir colpisce per la sua architettura monumentale e l’importanza che ricopre per i cittadini turchi.

Poco distante si trova il Museo delle Civiltà Anatoliche, che ospita una vasta collezione di reperti dell’Età del Bronzo, ma anche dei periodi romano, bizantino e di altre epoche che raccontano molto sulla storia del paese.

 Cittadella di Ankara
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L’antica Cittadella (Ankara Kalesi), domina la città di Ankara dall’alto

L’antica Ankara

Proseguendo verso il centro storico si incontrano la suggestiva Moschea di Hacı Bayram, costruita tra il XVI e il XVII secolo, e il Tempio di Augusto, un antico tempio romano edificato tra il 25 ed il 20 a.C. in seguito alla conquista romana dell’Anatolia. Parti del famoso testo “Res gestae divi Augusti” ovvero “Le imprese del divino Augusto” sono state incise nelle sue pareti e si possono ancora oggi leggere. A pochi passi si possono ammirare anche i resti delle Terme di Caracalla risalenti al IV secolo.

Infine, vale assolutamente una visita la Cittadella di Ankara (Ankara Kalesi), una fortezza edificata nel periodo romano ma poi ricostruita diverse volte. Innalzata sulla cima di una collina da lassù è possibile ammirare una splendida vista sulla città.

Giorno 4: Cappadocia e i paesaggi lunari

Raggiungi la Cappadocia, una regione unica al mondo per le sue formazioni rocciose scolpite nel corso del tempo dal vento e dall’acqua che sono noti come “Camini delle Fate” per la loro forma conica. I paesaggi naturali di questa zona sono davvero surreali tanto che qui vengono anche organizzati voli in mongolfiera all’alba per ammirare tutto il loro fascino.

Museo all’aperto di Göreme

La Cappadocia è particolarmente celebre per il suo Museo all’aperto di Göreme, un complesso di chiese rupestri, monasteri e edifici scavati nella roccia che conservano ancora affreschi e decorazioni realizzati tra il X e il XII secolo. Per il suo fascino e l’importanza storica il Parco di Göreme è stato dichiarato Patrimonio UNESCO. Qui molte delle formazioni rocciose, di origine vulcanica, sono state per secoli nascondiglio per eremiti o per martiri cristiani. Le chiese più famose sono la Chiesa Oscura (Karanlık Kilise), nota per gli splendidi affreschi, la Chiesa della Mela, la Chiesa di Santa Barbara e la cappella funeraria di San Basilio.

Città sotterranee

Un’esperienza immancabile è la visita a una delle città sotterranee, come Derinkuyu o Kaymakli: veri e propri labirinti di tunnel, stanze e cunicoli scavati fino a 80 metri di profondità durante le invasioni. La popolazione cristiana della zona, infatti, è stata a più riprese (tra il V e il X) oggetto di persecuzioni e proprio per sfuggire alle vessazioni sono state costruite delle vere e proprie città sotterranee. La più famosa di queste è Kaymakli che si dice sia la più grande di tutta la Cappadocia dato che si sviluppa su otto livelli, ma solo quattro di questi sono aperti alle visite. Passeggiare al suo interno è come entrare in un vero labirinto sotterraneo: strette gallerie conducono a stanze comuni, cucine, magazzini, chiese e persino stalle per gli animali.

Museo di Zelve

Il Museo all’aperto di Zelve è uno dei siti più suggestivi e meno affollati della Cappadocia. Situato a circa 10 chilometri da Göreme, Zelve è stato un villaggio abitato fino alla metà degli anni Cinquanta. Nato come centro monastico e luogo di rifugio, Zelve ospita speciali formazioni rocciose che rendono il paesaggio davvero surreale. Il complesso ospita chiese scavate nella roccia risalenti al IX-XIII secolo, ma anche una splendida moschea a testimonianza di come nel tempo questa zona fosse abitata sia da cristiani sia da musulmani.

Giorno 5: Volo in mongolfiera e il castello di Uçhisar

Una volta in Cappadocia una delle attività più emozionanti da fare è sicuramente il volo in mongolfiera all’alba, per ammirare dall’alto i paesaggi della zona. È un’esperienza che rimane davvero impressa. Successivamente, prima di partire alla volta della prossima tappa, si può visitare il castello di Uçhisar, una fortezza scavata nella roccia.

volo mongolfiera Cappadocia
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Il volo in mongolfiera all’alba in Cappadocia

Volo in mongolfiera sui cieli della Cappadocia

Nonostante non sia un’attività particolarmente economica, il volo in mongolfiera sui cieli della Cappadocia è un’attività assolutamente da mettere in programma. Dall’alto, infatti, il paesaggio della Cappadocia si svela in tutta la sua bellezza. Le valli scolpite dal vento, i villaggi antichi e le numerose formazioni in pietra cambiano colore con le prime luci del sole, creando un panorama che toglie il fiato. Guardare il sole sorgere da lassù con questo territorio fantastico ai piedi è davvero un’esperienza unica.

Castello di Uçhisar

Situato nel villaggio di Uçhisar, questo imponente castello di roccia vulcanica sorge nel punto più alto della Cappadocia e da lassù domina le valli circostanti con la sua forma maestosa. In realtà è un grande pinnacolo di tufo scavato su più livelli, che nel corso dei secoli ha svolto sia il ruolo di fortezza che di rifugio.

Giorno 6: Pamukkale e le terrazze di travertino

Pamukkale e Hierapolis formano uno dei siti più affascinanti della Turchia, dove natura e storia si intrecciano in un paesaggio unico.

Pamukkale
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Pamukkale e le sue splendide terrazze di travertino

Pamukkale

Il nome Pamukkale significa “castello di cotone” perché è questo che sembra vedere quando si ammira questo luogo unico al mondo, celebre per le sue spettacolari terrazze bianche di travertino. Qui l’acqua termale, ricca di calcio, scorre da millenni creando vasche naturali che assumono il colore bianco assomigliando a del cotone. L’acqua che sgorga ad alta temperatura viene sfruttata da tempo per le sue proprietà curative.

Hierapolis

Hierapolis sorge proprio sopra le terrazze di Pamukkale ed è una delle città antiche più affascinanti della Turchia. Fondata nel II secolo a.C. dai re di Pergamo, durante la dominazione romana è diventata un importante centro termale. Oggi si può passeggiare lungo la via dell’antica città e ammirare i resti ben conservati di diversi siti di epoca romana. Tra le prime testimonianze si incontra il teatro che poteva ospitare fino a 15.000 spettatori, poi le terme, i templi e soprattutto la necropoli che è una delle più vaste dell’Asia Minore, con moltissimi sarcofagi e monumenti funerari.

Giorno 7: Efeso, l’antica città romana

Per un bel viaggio indietro nel tempo, si può concludere il tour con una visita a Efeso, una delle città romane meglio conservate di tutto il Mediterraneo.

Biblioteca di Celso
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La Biblioteca di Celso, tra le testimonianze più belle ad Efeso

Sito di Efeso

Considerato uno dei siti archeologici più imponenti e meglio conservati del Mediterraneo, Efeso ha come simbolo la Biblioteca di Celso, costruita nel II secolo d.C. in onore del governatore romano Celso Polemeano. Accanto si trova il Grande Teatro, che poteva ospitare fino a 25.000 persone e oggi è ancora usato per concerti ed eventi. Non lontano si possono visitare i resti del Tempio di Artemide, una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico.

Visitare la Turchia: tutti i consigli utili

Per i cittadini italiani non è richiesto il visto per soggiorni turistici fino a 90 giorni. È sufficiente il passaporto ma si può viaggiare anche con la carta d’identità valida per l’espatrio. I periodi migliori per un viaggio sono Primavera (aprile-giugno) e autunno (settembre-ottobre).

La Turchia è un Paese laico ma la maggioranza della popolazione è musulmana. Nelle grandi città non ci sono particolari restrizioni all’abbigliamento, mentre nei villaggi o aree rurali è preferibile vestirsi in modo più sobrio. Per entrare nelle moschee uomini e donne devono coprire gambe e spalle, inoltre, le donne devono indossare un foulard per coprire il capo.

Cosa vedere in Francia, tra città d’arte, borghi e castelli storici

La Francia è una delle destinazioni più conosciute e amate al mondo, una terra che affascina per il suo immenso patrimonio artistico, la lunga storia, i paesaggi variegati e la sua cucina raffinata. Dalla romantica Parigi ai piccoli borghi provenzali, dalle spiagge della Costa Azzurra ai castelli della Loira, il Paese offre esperienze uniche e sorprendenti in ogni angolo. Le cose da vedere e da fare sono molte e non si possono concentrare tutte in un unico viaggio, per questo la Francia è anche il posto dove in molti tornano più volte per esplorare tutte le sue bellezze. In questo articolo scoprirai le migliori cose da vedere in Francia, con un mix di mete famose e luoghi meno conosciuti ma altrettanto affascinanti, oltre a consigli pratici per organizzare al meglio il tuo viaggio.

Le 7 cose da vedere in Francia

Perfetta per un on the road o un weekend fuori porta, la Francia spicca per il numero di attrazioni culturali (vanta più di 50 siti inseriti nella lista dei Patrimoni UNESCO) ma è anche famosa per il suo ricco patrimonio enogastronomico. Inoltre, le infrastrutture turistiche sono eccellenti e la Francia si raggiunge facilmente in aereo, treno o auto. Selezionare le cose da vedere qui non è semplice, soprattutto per chi è al primo viaggio, e per questo abbiamo deciso di condividere una serie di informazioni utili per chi vuole andare alla scoperta di questo Paese.

1. Parigi, la Ville Lumière

Parigi non è solo la capitale, ma anche il simbolo stesso della Francia. Romantica ed elegante, questa città è per molti una meta molto ambita e sognata. Impossibile perdersi la Torre Eiffel, il Louvre con la celebre Monna Lisa e la Cattedrale di Notre-Dame da poco restaurata. Passeggia lungo gli Champs-Élysées fino a raggiungere l’Arco di Trionfo che permette di ammirare dall’alto la città. Un quartiere da non perdere è quello di Montmartre, l’area degli artisti che ha ospitato pittori come Picasso e Renoir. Cuore della zona è la Place du Tertre ma non bisogna perdere una visita alla Basilica del Sacro Cuore e al Moulin de la Galette. Ai piedi di Montmartre, inoltre, sorge il quartiere di Pigalle celebre per ospitare il Moulin Rouge. Infine, i più romantici possono ritagliarsi del tempo per una passeggiata lungo la Senna al tramonto o per partecipare ad una delle numerose crociere serali.

Parigi, cuore pulsante della Francia, tutta da esplorare
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La Tour Eiffel di Parigi con le luci del tramonto

2. Mont Saint-Michel: il gioiello della Normandia

Situato su un isolotto roccioso, Mont Saint-Michel è uno dei luoghi più suggestivi di tutta Europa. Qui, infatti, si trova un borgo medievale sorto intorno all’abbazia benedettina dell’XI secolo che era stata costruita in onore di San Michele Arcangelo, in francese Saint-Michel. L’abbazia è stata per secoli un centro culturale e religioso oltre che una meta di pellegrinaggio. La fama di questa località, però, non risiede solo nel ruolo storico che ha avuto in passato ma anche nel fenomeno naturale meraviglioso che la caratterizza: quello delle maree sigiziali. Durante le Grandi Maree, infatti, Mont Saint-Michel diventa una vera e propria isola in mezzo al mare come lo era secoli fa.

3. Gole del Verdon, il Grand Canyon d’Europa

Nel cuore della Provenza, precisamente nel comune di Moustiers-Sainte-Marie, si trovano le Gorges du Verdon, un canyon con pareti scavate dal fiume Verdon che arrivano ad essere alte anche 700 metri. Qui si possono fare diverse attività come trekking, canoa o kayak nelle acque limpide ma anche escursioni in bici nei sentieri delle creste. Inoltre, questo è un paradiso per gli amanti delle scalate grazie alla presenza di moltissime vie. Le Gole fanno parte del Parco Naturale Regionale del Verdon che ospita il lago artificiale di Sainte-Croix e il celebre sentiero Blanc-Martel, un percorso di 15 km che attraversa paesaggi meravigliosi e punti panoramici mozzafiato. Il villaggio di Moustiers-Sainte-Marie, situato nelle vicinanze, è considerato uno dei più belli e merita davvero una visita.

4. Colmar, la cittadina dal fascino fiabesco

Il centro storico di Colmar conserva l’antica struttura a piccoli quartieri, eredità delle corporazioni artigiane che un tempo animavano la vita cittadina. Passeggiando tra le strette vie si possono ammirare splendidi edifici in pietra e legno, come la celebre Maison Pfister, costruita nel XVI secolo in tipico stile alsaziano, e la collegiata di San Martino, una delle più importanti chiese gotiche della regione. Un altro edificio emblematico è la Vecchia Dogana, antica sede commerciale della città e testimonianza della vita economica di Colmar nei secoli passati. Infine, gli appassionati d’arte non possono perdere il Musée d’Unterlinden, ospitato in un ex monastero del XIII secolo.

Villaggio di Colmar, dove storia e fascino si uniscono
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L’affascinante villaggio di Colmar

5. Provenza, campi di lavanda e borghi autentici

La Provenza è senza dubbio una delle regioni più affascinanti di tutta la Francia dato che questa terra sa incantare i visitatori con atmosfere autentiche e paesaggi che sembrano usciti da un dipinto. Posta lungo la costa mediterranea, tra l’Italia e la Spagna, la Provenza custodisce borghi pittoreschi, colline ricoperte di lavanda, spiagge dorate e paesaggi che hanno ispirato generazioni di artisti. Per ammirare i campi di lavanda in fiore il periodo migliore è tra fine giugno e metà luglio, ma la zona è meta ideale tutto l’anno grazie alla presenza di località piene di storia e di fascino. Accanto a grandi città come Marsiglia e Avignone si trovano piccoli borghi come Arles, Luberon e Orange.

6. Bordeaux e la Dune du Pilat

Elegante, vivace e ricca di storia, Bordeaux è una delle città più affascinanti della Francia sud-occidentale. Capitale della regione Nouvelle-Aquitaine, è famosa in tutto il mondo per i suoi vini pregiati e il centro storico dichiarato Patrimonio UNESCO. Situata lungo le sponde del fiume Garonna, Bordeaux ha il suo cuore pulsante in Place de la Bourse, la piazza settecentesca affacciata sul fiume, che ospita il celebre Miroir d’eau. A pochi passi da qui, si trovano la maestosa Cattedrale di Saint-André e la Torre Pey-Berland, dalla cui sommità si gode una vista mozzafiato sui tetti di Bordeaux. Passeggiando per il centro storico, è impossibile non percorrere Rue Sainte-Catherine, la via pedonale più lunga d’Europa con negozi, caffè e ristoranti. Infine, è imperdibile una visita alla Cité du Vin, un museo interattivo che celebra la cultura del vino. A circa 60 km da Bordeaux sorge la Duna di Pilat che con i suoi 110 metri è la duna di sabbia più alta d’Europa.

7. Annecy, la Perla delle Alpi

È nota come la “Perla delle Alpi” e non a caso: Annecy è un autentico gioiello incastonato tra le montagne della regione Alvernia-Rodano-Alpi. Situata non lontano dal confine con la Valle d’Aosta, la città è una destinazione da sogno che è spesso considerata perfetta per una fuga romantica. Chiamata anche la “Venezia francese”, Annecy è attraversata da canali pittoreschi che riflettono le facciate colorate delle case. Qui si viene per passeggiare tra le viette del centro storico e navigare il suo lago, considerato tra i più puliti d’Europa. Da non mancare anche una visita al Castello d’Annecy che regala viste mozzafiato sul territorio circostante.

Annecy, perla della Francia da scoprire
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Scorcio sulla cittadina di Annecy, in Francia

Le 5 cose da fare in Francia

Oltre alle località menzionate, la Francia è una nazione vasta e dalla lunga storia dove si possono fare moltissime attività ed esperienze. Per completare la scoperta del Paese e viverlo in maniera più profonda ecco cinque esperienze imperdibili da fare.

1. Scoprire i Castelli della Loira con lentezza

La Valle della Loira, dichiarata Patrimonio UNESCO, custodisce oltre 300 castelli che raccontano una parte importante della storia della nazione. Con un road trip in bicicletta o in auto lungo la Loira è possibile attraversare con lentezza paesaggi verdeggianti e vigneti, magari fermandosi nelle cittadine di Tours e Orléans, e poi esplorare i castelli più belli. Dal maestoso Château de Chambord al romantico Château de Chenonceau, passando per il Reale di Blois o il maniero di Amboise, ogni castello salvaguarda una storia tutta da scoprire. Queste residenze storiche raccontano storie di re, regine e artisti che hanno segnato per secoli la storia francese.

Chateau de Chenonceau, Valle della Loira
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Chateau de Chenonceau, nella Valle della Loira

2. Road trip tra le spiagge dello sbarco in Normandia

Visita in Normandia le famose spiagge del D-Day (Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword), dove nel giugno 1944 sono sbarcate le forze alleate per liberare l’Europa dal nazismo. Un itinerario in auto può partire da Pointe du Hoc e arrivare ad Arromanches includendo tappe in musei e cimiteri commemorativi. In particolare, non è da perdere il monumentale Memoriale di Colleville-sur-Mer. Percorrendo la costa, inoltre, è possibile immergersi non solo nella storia della Seconda Guerra mondiale ma anche negli affascinanti paesaggi delle scogliere della Normandia.

3. Scopri la storia dello Champagne

La regione dello Champagne, nel nord-est della Francia, è una delle zone vinicole più affascinanti del Paese tanto che dal 2015 è stata dichiarata Patrimonio UNESCO. In auto è possibile percorrere la famosa Avenue de Champagne dove si trovano moltissime delle aziende storiche che da secoli producono il famoso vino. Lungo la strada è possibile fermarsi in cittadine come Reims, che è il centro più grande della regione e un vero gioiello gotico, ed Épernay considerata la capitale dello champagne. Non mancano villaggi collinari come Hautvillers, noto per essere il luogo dove visse Dom Pérignon, il monaco che contribuì allo sviluppo dello Champagne.

Hautvillers, regione vitivinicola
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Hautvillers nella regione dello Champagne

4. Relax in Costa Azzurra

In estate la Costa Azzurra, in particolare Saint Tropez, è una destinazione chic e ambita, famosa per le sue spiagge dorate e le acque cristalline. Se visitata in bassa stagione, però, questa regione rivela la sua autenticità, lontana dalla frenesia del turismo di massa. Uno dei primi gioielli da visitare è Mentone, la cosiddetta perla della Riviera Francese, poi proseguendo verso ovest si incontra Antibes, amata da artisti come Picasso. Nizza è una tappa imperdibile, non solo per la sua iconica Promenade des Anglais, ma anche per la bellezza della collina del Castello, da cui si domina l’intero golfo. Chi cerca atmosfere fiabesche può fermarsi a Èze, un villaggio medievale arroccato, mentre gli amanti delle fragranze troveranno il loro paradiso a Grasse, capitale mondiale del profumo.

5. Provare le specialità tipiche

Non si può lasciare la Francia senza essersi fatti conquistare dalla sua cucina che è famosa in tutto il mondo ed è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale. Croissant, baguette, formaggi d’eccellenza (Brie, Camembert, Roquefort, Comté), foie gras, vini pregiati e dolci come macaron e crème brûlée, sono solo alcuni dei prodotti tipici. Frequenta i mercati locali (ad esempio in Provenza o Bretagna) per assaggiare prodotti del territorio ma anche a degustazioni guidate nelle cave di champagne o recati nelle fattorie di formaggi per un’immersione nei sapori autentici.

Visitare la Francia: tutti i consigli utili

Il periodo migliore per visitare la Francia varia a seconda della destinazione e del tipo di esperienza desiderata, ma in generale si può dire che le cosiddette “mezze stagioni” sono l’ideale. La primavera è un buon periodo dato che offre un clima mite e fioriture spettacolari, perfette per le città d’arte e le campagne. L’estate, tra luglio e agosto, è ideale per il mare e la montagna, anche se le principali località turistiche in questi mesi possono essere davvero affollate. L’autunno regala i colori dei vigneti, un clima mite e una minore presenza di turisti. L’inverno è perfetto per scoprire Parigi, i mercatini di Natale dell’Alsazia o per sciare sulle Alpi.

La Francia è anche abbastanza facile da raggiungere. Gli aeroporti principali sono Parigi Charles de Gaulle, Orly, Nizza, Lione e Marsiglia, tutti ben collegati con voli diretti dalle principali città italiane. In alternativa, si può viaggiare in treno grazie ai collegamenti TGV da Milano o Torino. Anche l’auto o il camper sono una buona scelta, soprattutto per chi desidera esplorare le zone meno servite dai trasporti pubblici, come la Loira, la Provenza o l’Alsazia.

Cosa vedere Padova in un giorno, itinerario tra arte e storia

Famosa per la sua Università, Padova è una delle città più affascinanti del Veneto, capace di incantare i visitatori con il suo mix unico di storia, arte e ottimo cibo. Situata a breve distanza da Venezia e facilmente raggiungibile da tutta Italia, Padova è una meta ideale per un city break o può essere la tappa giornaliera di un itinerario più ampio. Anche se un giorno non basta per scoprire tutte le sue meraviglie, in giornata è comunque possibile visitare alcune delle sue attrazioni più significative.

Città dalla lunga storia, tanto che ha dato i natali anche allo storico romano Tito Livio, Padova è una meta ideale da esplorare a piedi. Il centro storico è ricco di monumenti, piazzette animate e angoli suggestivi. Non mancano ristoranti dove assaggiare cucina locale o bar dove fermarsi per un ottimo spritz. In questa guida su cosa vedere a Padova in un giorno ci sono le principali tappe da non perdere, ma anche molte informazioni su cosa fare in città. Inoltre, si può trovare qualche suggerimento per chi ha più tempo e vuole spendere più giorni alla scoperta della città patavina o dei suoi dintorni.

Cappella degli Scrovegni

Una visita alla città di Padova non può che cominciare con uno dei massimi capolavori dell’arte italiana: la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto all’inizio del Trecento. La cappella è stata commissionata da Enrico Scrovegni, ricco banchiere padovano, come oratorio privato e cappella funeraria per la sua famiglia. L’edificio è stato poi consacrato nel 1305 e dedicato alla Vergine Annunciata.

All’interno della Cappella, Giotto ha realizzato un ciclo pittorico che copre completamente le pareti e la volta, rappresentando episodi della vita di Gesù e il Giudizio Universale sulla controfacciata. Questo capolavoro ha segnato una svolta epocale nella storia dell’arte, perché ha introdotto una nuova concezione dello spazio e della prospettiva, tanto che la Cappella è considerata Patrimonio Mondiale UNESCO.

Proprio vicino alla Cappella degli Scrovegni si trovano i Musei Eremitani che espongono testimonianze, reperti e opere d’arte di archeologia, arte medievale e moderna. Sono una tappa perfetta per gli amanti dell’arte o per chi si ferma a Padova per due giorni e ha del tempo in più che vuole spendere alla scoperta del patrimonio artistico.

Cappella Scrovegni
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Cappella Scrovegni

Caffè Pedrocchi, il caffè “senza porte”

Dalla Cappella degli Scrovegni in qualche minuto a piedi si può raggiungere il famoso Caffè Pedrocchi, dove ci si può fermare per una pausa. Il Caffè Pedrocchi è stato fondato nel 1831 dall’imprenditore Antonio Pedrocchi che si era affidato per il progetto all’architetto veneziano Giuseppe Jappelli. Il palazzo, a pochi passi dal Palazzo del Bo (sede storica dell’università) e dal Municipio, è un elegante edificio bianco in stile neoclassico con colonne e logge.

Il Pedrocchi è stato un punto di riferimento per intellettuali, patrioti e studenti ma è stato anche teatro di un evento simbolico del Risorgimento italiano. L’8 febbraio 1848, uno studente è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco sparato dai soldati austriaci all’interno del locale e questo ha dato il via ai moti rivoluzionari padovani. All’interno del Caffè si può ora visitare il museo del Risorgimento, dedicato proprio a quelle giornate. Il locale è noto anche come “il caffè senza porte” perché durante la Prima Guerra Mondiale è rimasto a lungo aperto e attivo giorno e notte.

Palazzo del Bo e Teatro Anatomico

Poco distante dal Pedrocchi si trova il Palazzo del Bo, sede storica dell’Università di Padova che essendo stata fondata nel 1222 è una delle più antiche d’Europa. Il nome “Bo” deriva dall’antica locanda “Hospitium Bovis” (Ospizio del Bue) che era qui aperta nel Cinquecento. Poi l’amministrazione ha deciso di ampliare gli spazi universitari dato il sempre maggior numero di studenti e così la locanda è stata riconvertita. Appena entrati nel complesso si accede al Cortile antico ornato da oltre 300 stemmi araldici dei rettori e degli studenti illustri che hanno frequentato l’università.

Una volta qui è d’obbligo visitare l’Aula Magna Galileo Galilei dove lo scienziato insegnò matematica tra il 1592 e il 1610 e dove si trova ancora una sua cattedra originale. Affacciato sul Cortile Antico di Palazzo del Bo si trova anche un altro vero gioiello della scienza: il Teatro Anatomico, voluto da Girolamo Fabrici d’Acquapendente nel 1594. Costruito per lo studio dei corpi durante le lezioni di anatomia, questo è il più antico teatro anatomico stabile del mondo. Da menzionare anche la statua di Elena Lucrezia Corner Piscopia che nel 1678 è stata la prima donna a laurearsi al mondo e l’ha fatto proprio all’Università di Padova.

Palazzo Bo a Padova
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Palazzo Bo a Padova

Basilica di Sant’Antonio da Padova

La Basilica di Sant’Antonio è uno dei luoghi più iconici della città e una delle principali mete di pellegrinaggio in Italia. Ogni anno milioni di fedeli e visitatori la raggiungono per pregare sulla tomba di Sant’Antonio (1195-1231), frate francescano di origine portoghese che visse a Padova e fu canonizzato nel 1232. La Basilica di Sant’Antonio, chiamata dai padovani “Il Santo”, è un complesso architettonico straordinario che fonde stile romanico, gotico, bizantino e moresco.

All’esterno la facciata a salienti è dominata da un grande rosone, da due campanili laterali e da otto cupole in stile bizantino che ricordano quelle della Basilica di San Marco a Venezia. L’interno della Basilica è un vero scrigno di opere d’arte realizzate anche da autori importanti come Donatello e Altichiero, allievo di Giotto. Qui si trovano anche la Cappella del Santo, che custodisce importanti reliquie di Sant’Antonio (tra cui la lingua incorrotta), e la sua Tomba decorata con rilievi scultorei di Tullio Lombardo e Sansovino.

Nella Piazza proprio davanti all’edificio religioso è possibile ammirare una statua equestre bronzea realizzata da Donatello a metà Quattrocento. Questa è stata eretta in onore di Erasmo da Narni, valoroso condottiero padovano meglio conosciuto come “Gattamelata”.

Basilica del Santo Padova
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Basilica del Santo Padova

Prato della Valle

Prosegui la tua visita verso Prato della Valle che con i suoi 90.000 metri quadrati è una delle piazze più grandi d’Europa e uno dei luoghi più “instagrammabili” di Padova. In epoca romana era un’area paludosa adibita a mercato e anfiteatro. Durante il Medioevo rimase una zona incolta e umida finché, nel Settecento l’area è stata bonificata e poi è stata realizzata la piazza che ospita 78 statue di personaggi illustri legati a Padova e alla cultura veneta.

Diversamente da quanto potrebbe descrivere il nome, Prato della Valle non è un parco ma questo grande spazio di forma ellittica vanta un’isola verde al centro, chiamata isola Memmia, che è circondata da un canale. La Piazza ospita ogni sabato un grande mercato cittadino. Affacciata su Prato della Valle c’è una delle chiese più grandi d’Italia: la Basilica di Santa Giustina che al suo interno custodisce le reliquie di Giustina da Padova, martire vissuta tra la fine del III e gli inizi del IV secolo.

Prato della Valle Padova
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Prato della Valle Padova

Orto Botanico di Padova

A pochi passi da Prato della Valle si trova l’Orto Botanico, il più antico orto universitario del mondo ancora nella sua collocazione originaria. Fondato nel 1545 era stato pensato come luogo dove coltivare piante officinali utilizzate a scopo medico per permettere agli studenti di medicina e farmacia di riconoscerle e studiarne le proprietà.

Nel corso dei secoli, l’Orto è stato arricchito con specie rare ed esotiche provenienti da ogni parte del mondo, diventando un punto di riferimento per studiosi, botanici e naturalisti. Nel 1997 l’Orto Botanico di Padova è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, proprio per il suo valore universale in ambito scientifico e culturale.

Duomo di Padova e il Battistero

Il Duomo di Padova, noto anche come Cattedrale di Santa Maria Assunta, e il vicino Battistero di San Giovanni Battista si trovano nel cuore del centro storico, a pochi passi dal Caffè Pedrocchi e dalla sede dell’Università. La struttura del Duomo è frutto di un progetto rinascimentale attribuito a Michelangelo Buonarroti, anche se poi è certo abbiano sviluppato il progetto altri architetti.

L’interno a tre navate vanta decorazioni in stile tardo rinascimentale e barocco e diverse tele di artisti veneti, tra cui Alessandro Varotari, detto il Padovanino. Di grande pregio anche l’icona della Madonna col Bambino appartenuta al Petrarca e attribuita a Giotto. Adiacente al Duomo, il Battistero di San Giovanni Battista risale al XII secolo ma deve la sua fama ai grandiosi affreschi che lo decorano. Qui, infatti, è possibile ammirare un ciclo pittorico che ricopre le pareti e la cupola realizzato da Giusto de’ Menabuoi tra il 1375 e il 1378.

Cosa vedere nei dintorni di Padova

Nei dintorni di Padova c’è davvero tanto da scoprire, soprattutto per chi ama la natura, la storia e le passeggiate all’aria aperta. A pochi chilometri dalla città si trovano le famose Terme di Abano e Montegrotto, tra le più antiche d’Europa, dove è possibile rilassarsi in acque termali immerse nel verde dei Colli Euganei. Qui ci sono anche tanti sentieri per camminate e attività all’aperto, perfetti per rigenerarsi.
Per un’esperienza più culturale si possono visitare alcuni dei borghi medievali della provincia di Padova. Arquà Petrarca, ad esempio, è un piccolo gioiello famoso per essere stato la dimora del poeta Francesco Petrarca dove si respira ancora un’atmosfera senza tempo. Altre mete interessanti sono Cittadella, con le sue mura medievali tra le meglio conservate in Europa, ma anche Montagnana e Este, due località che combinano storia, arte e natura.

Palazzo della Ragione
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Palazzo della Ragione, Padova

Cosa vedere a Padova con un giorno in più

Oltre ai monumenti, Padova è una città viva, culturale e molto accogliente. Ci sono molte cose da vedere e diverse esperienze che si possono fare per immergersi appieno nell’atmosfera della città se visita Padova per due giorni o più. Piazza della Frutta, Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori sono le piazze centrali di Padova. Di giorno luogo di mercato mentre nel pomeriggio i tavolini dei bar prendono il posto delle bancarelle e sono la location perfetta per un aperitivo o uno spuntino. La maggior parte dei locali offre vini veneti, spritz e cicchetti ma ci sono anche ristoranti che offrono piatti della cucina locale. Con del tempo in più è possibile visitare il Palazzo della Ragione, un grande edificio medievale che separa Piazza delle Erbe da Piazza della Frutta. Al piano superiore si trova il celebre “Salone”, un tempo sede del tribunale cittadino. All’interno è conservato un ciclo di affreschi tardo medievali davvero affascinante.

Non lontano da Piazza della Frutta si trova il Ghetto Ebraico che è un quartiere ricco di storia e fascino dove sorgono anche la Sinagoga e il Museo della Padova Ebraica. Passeggiando qui si possono ammirare anche numerose Pietre d’inciampo realizzate dall’artista Gunter Demnig per ricordare le vittime del Nazi-Fascismo. Chi si ferma più giorni o rimane  a Padova sino alla sera può pensare di scoprire altri angoli della città in bicicletta. Padova, infatti, a fine 2024 si è aggiudicata l’ottava edizione di Urban Award ed è stata riconosciuta come una destinazione d’eccellenza per la mobilità sostenibile. Altri siti di interesse che si possono inserire nell’itinerario sono l’oratorio di San Michele, interamente affrescato da Jacopo da Verona nel 1397, e l’Oratorio di San Giorgio. Per chi ama storia e arte c’è anche la Basilica e la Scoletta del Carmine dove sono conservati affreschi di grande pregio.

Cosa vedere a Vicenza, tra ville palladiane e piazze eleganti

Nel cuore del Veneto, a metà strada tra Verona e Venezia, si trova Vicenza, una città elegante e ricca di fascino, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Conosciuta in tutto il mondo per essere la “città del Palladio”, Vicenza vanta un patrimonio artistico e architettonico unico che attira ogni anno migliaia di visitatori. Passeggiando per le sue vie, si respira un’atmosfera vivace che incanta e sorprende. Ma Vicenza è anche una città viva, moderna, con eccellenze nel settore orafo, ottima cucina locale e un territorio circostante tutto da scoprire.

In questa guida vi accompagniamo alla scoperta di cosa vedere a Vicenza, con un itinerario tra i suoi monumenti principali, i palazzi palladiani, le piazze storiche e i luoghi più suggestivi.

Cosa vedere a Vicenza

Vicenza è una città a misura d’uomo, ideale da visitare anche in un solo giorno, ma capace di offrire molto di più a chi desidera approfondire la sua storia e il suo patrimonio artistico. Il centro storico si esplora comodamente a piedi ed è un susseguirsi di palazzi nobiliari, chiese, teatri e scorci pittoreschi. Punto di partenza è per molti Corso Palladio, l’arteria principale del centro storico. Questa via pedonale elegante, fiancheggiata da negozi, caffè e palazzi storici, permette di ammirare l’evoluzione dell’architettura vicentina e di raggiungere i principali siti di interesse in città.

Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico di Vicenza è una delle attrazioni imperdibili della città e rappresenta un capolavoro assoluto dell’architettura rinascimentale. Progettato da Andrea Palladio nel 1580, è il primo teatro stabile coperto dell’epoca moderna e uno dei più antichi teatri al mondo. Il complesso è stato terminato dopo la morte di Palladio dal suo allievo Vincenzo Scamozzi, che aggiunse la straordinaria scenografia fissa sullo sfondo del palco.

Questo scenario, con effetto prospettico, riproduce le vie di Tebe e crea l’illusione di profondità grazie a un raffinato gioco ottico di luci e dimensioni. È stato pensato secondo i principi dell’architettura classica, ispirandosi ai teatri dell’antica Roma, ma con canoni innovativi per l’epoca che lo rendono ancora oggi un capolavoro a livello mondiale; per questi motivi è stato incluso nella lista dei siti UNESCO legati al grande architetto vicentino. Il teatro è tuttora utilizzato per eventi culturali e spettacoli teatrali.

Teatro Olimpico Vicenza
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Teatro Olimpico Vicenza

Piazza dei Signori

Il cuore pulsante della città di Vicenza è senza dubbio Piazza dei Signori che rappresenta il fulcro della vita cittadina fin dall’epoca medievale. Circondata da alcuni dei più importanti edifici storici di Vicenza, la piazza offre una panoramica eccezionale sull’eredità rinascimentale della città. Qui si affacciano la celebre Basilica Palladiana, la Loggia del Capitaniato, la Torre Bissara e il Palazzo del Monte di Pietà.

Durante l’anno, Piazza dei Signori ospita mercati, concerti, rievocazioni storiche ed eventi culturali che la rendono sempre viva e vibrante. È anche il luogo ideale per sedersi in uno dei tanti bar e ristoranti con tavolini all’aperto e godersi l’atmosfera unica del centro storico di Vicenza. Negli ultimi anni è diventata per molti italiani un luogo noto e riconoscibile perché la Piazza, ma più in generale Vicenza, sono state il set per la celebre serie tv “Luce dei tuoi occhi” con Anna Valle.

Basilica Palladiana

La protagonista indiscussa di Piazza dei Signori è la Basilica Palladiana, uno dei capolavori più noti dell’architetto Andrea Palladio. Costruita originariamente come Palazzo della Ragione nel Medioevo, fu trasformata nel Cinquecento in un capolavoro architettonico da Palladio. La scelta di rivestire l’antico palazzo comunale con un colonnato in marmo bianco fu innovativa e rivoluzionaria per l’epoca, e contribuì a consacrare la fama di Palladio in tutta Europa. Nonostante il nome “Basilica”, però, questo non è un edificio religioso ma è stato ripreso il termine romano per indicare il luogo dove avvenivano assemblee e discussioni.

All’interno della Basilica si trovano ampi spazi espositivi che ospitano mostre d’arte di livello internazionale, eventi culturali e manifestazioni. La terrazza panoramica dell’ultimo piano, invece, regala una vista meravigliosa sulla città e su tutto il territorio circostante. La Basilica Palladiana, insieme a molte altre opere di Palladio presenti in città, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Basilica di Vicenza
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Basilica di Vicenza

Duomo di Vicenza

Il Duomo di Santa Maria Annunziata, comunemente chiamato Duomo di Vicenza, è la principale chiesa della città. Sorge a pochi passi da Piazza dei Signori e vanta una lunga storia che risale all’epoca paleocristiana. L’edificio che si può visitare ora, però, ha una struttura prevalentemente gotica risalente al XIV secolo che è stata più volte rimaneggiata. Una delle ricostruzioni più importanti è avvenuta dopo la Seconda Guerra Mondiale dato che il Duomo era stato pesantemente bombardato.

Uno degli elementi più noti dell’edificio religioso è senza dubbio la sua cupola, progettata da Andrea Palladio nel 1558. L’interno della cattedrale è sobrio ed elegante, a croce latina con tre navate, arricchito da opere d’arte e sculture realizzate da diversi artisti veneti. Il Duomo è anche un interessante sito archeologico, oltre che religioso, dato che nella cripta si possono vedere i resti paleocristiani, tra cui mosaici, colonne e pavimentazioni antiche.

Palazzo Chiericati

Palazzo Chiericati è un altro dei capolavori dell’architettura palladiana. L’edificio venne commissionato nel 1550 ad Andrea Palladio da Girolamo Chiericati, esponente di una delle famiglie più importanti della città. Dopo la morte del committente e di Palladio stesso, l’edificio venne completato da Vincenzo Scamozzi, allievo del grande architetto. Oggi il palazzo custodisce ancora decorazioni, affreschi e arredi d’epoca ed è diventato sede della Pinacoteca Civica di Vicenza. Al suo interno espone una collezione d’arte che spazia dal medioevo al XVIII secolo, con opere di artisti come Veronese, Tintoretto e Tiepolo.

Palazzo Chiericati Vicenza
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Palazzo Chiericati Vicenza

Museo Palladio

All’interno del maestoso Palazzo Barbarano, uno degli ultimi progetti completati di Andrea Palladio, si trova il Museo a lui interamente dedicato. Sicuramente un punto di riferimento per conoscere meglio le opere e l’attività dell’architetto vicentino. Il museo ospita modelli lignei delle ville e dei palazzi progettati da Palladio, disegni originali e trattati di architettura. Inoltre, attraverso ricostruzioni e video interattivi si può meglio comprendere la visione innovativa di Palladio e la sua influenza sull’architettura.

Santuario di Monte Berico

Situato su un colle che domina la città, il Santuario della Madonna di Monte Berico è uno dei luoghi più amati dai vicentini e meta di pellegrinaggio fin dal Quattrocento. Secondo la tradizione, una prima chiesa qui fu costruita dopo che la Vergine apparve a una donna del posto promettendo la fine della peste. L’edificio attuale è il risultato di ampliamenti successivi e al suo interno, il santuario custodisce importanti opere d’arte, tra cui la celebre “Cena di San Gregorio Magno” di Paolo Veronese.

Chi vuole può raggiungere il Santuario a piedi grazie al lungo portico di 700 metri che collega la città alla cima del colle, altrimenti si può salire in auto o con i mezzi pubblici. È una tappa da non perdere anche per chi non è fedele cattolico, non solo per il suo valore architettonico, ma anche perché dal piazzale antistante si gode una magnifica vista panoramica su Vicenza e sulle montagne circostanti.

Villa La Rotonda

Appena fuori dal centro, in una posizione panoramica tra la città e i Colli Berici, si trova Villa Almerico Capra, meglio conosciuta come Villa La Rotonda. Progettata da Andrea Palladio nel 1566 per il nobile Paolo Almerico, è considerata uno dei capolavori assoluti dell’architettura rinascimentale e una delle più famose tra le ville palladiane che si trovano tra Vicenza e i suoi dintorni. Come esempio di progetto palladiano questa villa ha influenzato l’architettura di stampo neoclassico in tutta Europa e persino negli Stati Uniti. Per questo Villa La Rotonda è divenuta un sito patrimonio dell’UNESCO insieme alla città di Vicenza e le altre ville palladiane sul territorio veneto.

Villa La Rotonda Vicenza
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Villa La Rotonda Vicenza

Villa Valmarana ai Nani

A pochi passi dalla Rotonda, Villa Valmarana ai Nani è una delle residenze più suggestive di Vicenza. Il nome deriva dalle statue in pietra di nani che adornano il muro di cinta e sono legate a una leggenda popolare sulla figlia di uno dei proprietari che era affetta da nanismo. La villa venne costruita nel 1669 per la famiglia Valmarana, che ancora oggi ne è proprietaria. Il complesso è composto da tre edifici principali: la Palazzina, la Foresteria e la Scuderia. Dal punto di vista architettonico, la villa è un esempio perfetto di dimora nobiliare veneta del XVII secolo, con interni eleganti e giardini ben curati. Ma ciò che rende la villa unica sono gli splendidi affreschi interni realizzati da Giambattista Tiepolo e dal figlio Giandomenico nella Palazzina e nella Foresteria.

Cosa fare a Vicenza

Ma cosa fare a Vicenza oltre a visitare i monumenti che abbiamo appena segnalato? Ecco 3 esperienze originali per immergersi nell’anima della città palladiana, scoprendone le tradizioni e l’anima più profonda.

Parco Querini

Per chi cerca un momento di relax, Parco Querini è un’oasi verde nel cuore della città, situata vicino a Palazzo Chiericati e al fiume Bacchiglione. Si tratta di un grande giardino all’inglese del Settecento, appartenuto all’antica famiglia Querini. Al suo interno si trovano prati curati, viali alberati, statue neoclassiche, un romantico laghetto con un ponticello in legno e un tempietto neoclassico. Il parco è molto amato dai vicentini per passeggiate, jogging e momenti di relax all’aperto.

Museo del Gioiello

Vicenza è anche capitale dell’arte orafa. Nel cuore di Piazza dei Signori proprio sotto la Basilica si trova il Museo del Gioiello. Questo è il primo in Europa interamente dedicato all’arte della gioielleria. Il percorso espositivo è suddiviso in nove sale tematiche e propone un viaggio affascinante tra storia, design e creatività.

Il Museo del Gioiello espone oggetti antichi o religiosi, ma anche gioielli contemporanei ed etnici e creazioni di design. Una visita al museo permette di scoprire di più sull’artigianato vicentino dato che la città è da secoli uno dei poli più importanti della produzione orafa italiana.

Giardini Salvi e Loggetta Valmarana

A pochi passi dal centro storico di Vicenza, proprio accanto a Porta Castello, si trova uno dei luoghi più suggestivi e rilassanti della città: i Giardini Salvi, uno spazio verde elegante e curato, ideale per una pausa tra una visita e l’altra. All’interno del parco si trova anche un piccolo gioiello architettonico: la Loggetta Valmarana, realizzata nel XVI secolo su progetto di Andrea Palladio, o almeno ispirata al suo stile inconfondibile.

La cucina vicentina

La cucina vicentina è un autentico viaggio nei sapori della tradizione veneta, dove ingredienti semplici e genuini danno vita a piatti ricchi di gusto. Il protagonista della tavola vicentina è senza dubbio il baccalà, ma sono da provare anche la sopressa vicentina, il formaggio di Asiago e le ciliegie di Marostica.

Baccalà alla vicentina
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Baccalà alla vicentina

Come raggiungere Vicenza

Vicenza è ben collegata e facilmente raggiungibile con tutti i principali mezzi di trasporto. Il capoluogo veneto, infatti, è servito dall’autostrada A4 Milano-Venezia, una delle principali arterie del Nord Italia. Le uscite da utilizzare sono Vicenza Ovest e Vicenza Est, a seconda della provenienza. Dal casello si raggiunge il centro in pochi minuti. Chi arriva da sud può utilizzare anche l’autostrada A31 Valdastico, collegata direttamente all’A4.

Vicenza è situata lungo la linea ferroviaria Milano-Venezia, servita da treni regionali, Intercity e treni ad alta velocità. La stazione si trova a pochi minuti a piedi dal centro storico ed è un ottimo punto di partenza per visitare la città. Gli aeroporti più vicini a Vicenza sono l’Aeroporto di Verona Villafranca e l’Aeroporto di Venezia Marco Polo.

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