Immaginare di fare colazione in una foresta della Germania, pranzare in una valle dell’Austria e concludere la giornata davanti al mare di Trieste dopo aver ammirato alcuni dei paesaggi più spettacolari d’Europa potrebbe sembrare il racconto di un lungo viaggio in automobile.
Il Wolf Trail, invece, nasce proprio con l’obiettivo di trasformare una simile esperienza in un’avventura a piedi: si tratta, infatti, di un nuovo itinerario escursionistico di lunga percorrenza che si sviluppa per circa 3.494 chilometri e propone un viaggio spettacolare che unisce coste, foreste, città storiche e grandi catene montuose in un unico percorso continuo.
Pensato per gli appassionati del trekking di lunga distanza, è un modo diverso di vivere il territorio europeo, percorrendolo lentamente e facendo tappa in borghi, rifugi e campeggi distribuiti lungo il tragitto.
Quasi 3.500 chilometri con oltre 78.000 metri di dislivello
Le dimensioni del Wolf Trail raccontano già da sole quanto sia impegnativo: l’itinerario si estende infatti per 3.494 chilometri, suddivisi in sette sezioni consecutive che permettono agli escursionisti di affrontare il viaggio in maniera organizzata.
A rendere ancora più sfidante il cammino è il dislivello complessivo. Il percorso supera infatti i 78.400 metri di salita, un valore che equivale a raggiungere la vetta del Monte Everest circa nove volte: ciò evidenzia come il Wolf Trail sia destinato soprattutto a chi possiede una buona preparazione fisica e una certa esperienza nelle escursioni di lunga durata.
Per completare l’intero itinerario è necessario mettere in conto un periodo compreso tra quattro e sei mesi. Il periodo consigliato per la partenza va da aprile a settembre, così da evitare le prime nevicate che interessano le aree alpine e rendono alcuni tratti difficili da affrontare.
Dalle spiagge del Baltico fino alle Alpi e al mare Adriatico
iStockFavoloso skyline di Innsbruck
Il Wolf Trail prende il via dalla costa della Polonia con un primo tratto di 428 chilometri che segue il litorale del Mar Baltico. Il percorso collega Hel a Świnoujście e si sviluppa lungo una fascia costiera caratterizzata da paesaggi pianeggianti, con un inizio accessibile prima delle tappe più impegnative.
Lasciata la costa, il cammino si dirige verso l’interno attraversando la Germania, dove si snoda la parte più lunga dell’intero itinerario: questo tratto misura circa 1.930 chilometri e conduce alla scoperta di città storiche medievali come Rostock, per proseguire poi lungo sentieri sempre più impegnativi fino a raggiungere il confine con l’Austria.
Il successivo tratto alpino si sviluppa per circa 392 chilometri nelle Alpi dell’Allgäu e tocca Innsbruck, con l’opportunità di dedicare una visita del Castello di Ambras e del celebre trampolino olimpico per il salto con gli sci.
L’ultima parte del viaggio è la sezione più impegnativa dell’intero Wolf Trail: il percorso segue, infatti, alcuni tratti della Via Alpina lungo le Dolomiti e il Parco Nazionale del Triglav, per concludersi infine sul lungomare di Trieste, dove il mare Adriatico diviene il simbolico traguardo di un’avventura che dura diversi mesi.
Un cammino pensato anche dal punto di vista logistico
Un itinerario di una simile lunghezza richiede un’attenta organizzazione: per questo motivo, gli escursionisti fanno affidamento su file GPX scaricabili, utilizzabili tramite applicazioni dedicate alla navigazione, che consentono di pianificare ogni tappa, individuare i punti di rifornimento e trovare le aree dove è consentito pernottare.
La sicurezza è stata uno degli aspetti considerati durante la realizzazione del progetto: il percorso è stato verificato dalla backpacker canadese Lauren Roerick, specializzata nelle escursioni di lunga distanza. Nell’aprile 2026 ha dedicato vari mesi al controllo dell’itinerario, valutando sicurezza, infrastrutture e criticità logistiche così da rendere il percorso più affidabile e ridurre il rischio che gli escursionisti possano trovarsi in difficoltà, soprattutto nei tratti alpini.
Far conoscere il “thru-hiking” in Europa
Alla base del Wolf Trail vi è anche un progetto più ampio. L’iniziativa è stata ideata dal marchio di attrezzatura outdoor Jack Wolfskin con l’intenzione di promuovere il cosiddetto thru-hiking, una disciplina che consiste nel percorrere un itinerario molto lungo senza significative interruzioni, trasportando tutto il necessario nello zaino e rifornendosi lungo il cammino nei Paesi visitati.
Si tratta di una filosofia di viaggio già molto diffusa in altre parti del mondo, ma in Europa incontra spesso alcuni ostacoli legati alla normativa sul campeggio. In molti Paesi europei, infatti, il campeggio libero è soggetto a restrizioni o vietato, e rende più complessa l’organizzazione di itinerari di lunga percorrenza.
Proprio tale aspetto ha rappresentato una delle principali sfide nella progettazione del Wolf Trail. Come ha spiegato la fotografa e content creator tedesca Anna Heupel in un’intervista alla rivista AFAR, pur essendo l’escursionismo radicato nella cultura tedesca, la rete dei sentieri non è pensata per chi pratica il backpacking con campeggio libero, dal momento che non è possibile piantare una tenda ovunque. In alcuni casi, infatti, il campeggio non autorizzato può comportare anche pesanti sanzioni.
Per superare le limitazioni senza rinunciare allo spirito d’avventura, il Wolf Trail è stato realizzato collegando circa 3.500 chilometri di percorsi storici già esistenti e l’intero viaggio è stato studiato per transitare in campeggi autorizzati, rifugi di montagna e centri abitati dove gli escursionisti possono trovare ospitalità e servizi.
Dopo mesi di stop forzato per un guasto tecnico, torna finalmente a percorrere le sue storiche rotaie uno dei tram più amati e fotografati d’Italia: il tram-funicolare Trieste-Opicina. Una notizia attesa da residenti e viaggiatori, che potranno tornare a salire a bordo di questo autentico gioiello di ingegneria e vivere l’esperienza di un viaggio panoramico che da oltre un secolo regala scorci mozzafiato sul capoluogo giuliano e sul suo golfo.
Tutte le novità sulla riapertura della linea Trieste-Opicina
Ad annunciare la ripresa del servizio è stata Trieste Trasporti, la società che gestisce la linea per conto del Comune di Trieste. Dopo il completamento della fase di pre-esercizio lungo il tragitto, è arrivato anche il via libera della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, che ha dato il nulla osta definitivo alla riattivazione delle corse. Da lunedì 27 luglio 2026, dunque, il tram tornerà a collegare il centro città con l’altopiano carsico.
Per una fase iniziale, il tram di Opicina riprenderà con alcune limitazioni pensate per garantire sicurezza e gradualità nel ritorno all’operatività. Non sarà infatti possibile superare l’80% della capienza massima consentita: sarà possibile occupare tutti i posti a sedere disponibili, ma non si potrà sostare in piedi lungo il corridoio interno del vano passeggeri. Uno spazio in piedi resterà comunque disponibile sulla piattaforma lato Opicina, quella posizionata dietro la postazione di guida del conducente.
Un’altra novità riguarda il capolinea cittadino: fino alla conclusione dei lavori di riqualificazione, le corse partiranno da piazza Dalmazia e non dallo storico capolinea di piazza Oberdan. L’intervento di riqualificazione riguarderà sia la piazza sia il tratto di percorso collegato e i lavori dovrebbero prendere il via verso la fine del 2026, con conclusione prevista per giugno 2027.
Il tram di Opicina, un pezzo di storia triestina
Chiamato affettuosamente “El tram de Opcina” dai triestini, questo mezzo storico è in funzione ininterrottamente dal 1902, a parte le pause per manutenzione straordinaria come quella appena conclusa. Il percorso collega piazza Oberdan, nel cuore di Trieste, con il quartiere di Villa Opicina, situato sull’altopiano del Carso: un vero e proprio balcone naturale che si affaccia su tutta la città.
Il tragitto, lungo circa 5 chilometri, supera un dislivello di 329 metri interamente in salita, grazie a un sistema misto tranviario e funicolare. A bordo, il finestrino diventa una vera cornice panoramica: mentre il tram si arrampica lungo il pendio, il paesaggio alle spalle si allarga sempre di più, regalando uno spettacolo diverso a ogni curva.
Arrivati a destinazione, la ricompensa è la celebre terrazza panoramica in corrispondenza dell’obelisco di Opicina, uno dei punti più suggestivi da cui ammirare Trieste, il suo golfo e la costa che si perde all’orizzonte. È il luogo ideale per una fotografia romantica o semplicemente per lasciarsi conquistare da una vista che racconta, in un solo sguardo, tutta la bellezza di questo angolo di confine tra Italia e Slovenia.
Con la riapertura della linea, questo viaggio nel tempo e nel paesaggio torna finalmente accessibile a tutti: un’esperienza da provare almeno una volta nella vita.
Domenica 5 luglio 2026 torna il Treno Folkest, il treno storico che collega Trieste con il Friuli centrale in un’esperienza di viaggio che unisce mobilità lenta, cultura e musica. A bordo delle storiche carrozze “Centoporte” anni ’30 i passeggeri potranno raggiungere Gemona del Friuli e San Daniele del Friuli, in occasione di uno degli appuntamenti più attesi dell’estate regionale: il Folkest – International Folk Music Festival. Il viaggio diventa così parte integrante dell’evento, trasformando lo spostamento in un percorso tra storia, paesaggi e tradizioni.
Il viaggio in treno storico: l’itinerario
Il Treno Folkest partirà da TriesteCentrale alle 08:22, con fermate intermedie a Monfalcone (08:54), Gorizia Centrale (09:18), Udine (10:23) e arriverà a Gemona del Friuli alle 11:20. Da qui, grazie a navette TPL FVG incluse nel biglietto, i viaggiatori raggiungeranno San Daniele del Friuli, cuore della manifestazione.
A bordo si viaggerà su carrozze d’epoca che richiamano il fascino del Novecento ferroviario, in un contesto pensato per valorizzare il turismo slow. Un elemento distintivo del servizio è la possibilità di trasportare gratuitamente la bicicletta nel bagagliaio attrezzato, fino a esaurimento posti, rendendo il viaggio ancora più flessibile per esplorare il territorio.
Una volta a destinazione, il programma della giornata prevede la scoperta di San Daniele del Friuli, celebre per il Prosciutto di San Daniele e per il suo patrimonio storico-artistico. La visita guidata inclusa nel viaggio condurrà tra le vie del centro storico, il Duomo di San Michele Arcangelo e la Chiesa di Sant’Antonio Abate, arricchendo l’esperienza culturale.
Per i possessori del biglietto è prevista anche l’apertura straordinaria della Biblioteca Guarneriana (ingresso 4 euro a persona su prenotazione), uno dei tesori più preziosi del Friuli Venezia Giulia, fondata nel 1466 e custode di manoscritti storici, tra cui una delle più antiche copie dell’Inferno di Dante Alighieri.
Il ritorno è previsto da Gemona del Friuli alle 18:05, con arrivo a Trieste Centrale alle 20:30.
iStockSan Daniele del Friuli
Folkest: International Folk Music Festival
Il Treno Folkest si inserisce nel contesto del Folkest – International Folk Music Festival, una delle rassegne musicali più longeve d’Italia, nata nel 1978 e simbolo di rinascita culturale del Friuli dopo il terremoto del 1976. Oggi il festival è conosciuto come il “festival curioso del mondo”, grazie alla sua capacità di mettere in dialogo musiche e culture provenienti da ogni parte del pianeta.
L’edizione 2026, dedicata al tema “La forza della parola in musica”, animerà il territorio dall’11 giugno al 21 luglio e porterà in Friuli Venezia Giulia artisti italiani e internazionali. Il clou del programma si svolgerà proprio a San Daniele del Friuli (3-5 luglio).
Durante la giornata del treno storico sono previsti eventi musicali e culturali, tra cui concerti internazionali, incontri dedicati alla memoria storica e attività per tutte le età, rendendo l’esperienza immersiva e adatta a un pubblico eterogeneo.
Per maggiori informazioni, consultare il sito ufficiale del Folkest.
Come prenotare il viaggio sul Treno Folkest
La partecipazione al Treno Folkest è possibile tramite biglietto andata e ritorno con tariffe dedicate: adulti 10 euro, ragazzi (4-12 anni) 5 euro, bambini sotto i 4 anni gratuiti senza posto riservato. I biglietti sono disponibili attraverso i canali Trenitalia, biglietterie di stazione, self-service, agenzie abilitate e tramite apposito form di prenotazione sul sito Fondazione FS.
Le prenotazioni vengono gestite in ordine di arrivo e sono soggette a verifica dei posti disponibili. Il prezzo del biglietto include anche le navette TPL FVG da Gemona a San Daniele e ritorno, senza costi aggiuntivi.
Per informazioni sul treno storico è disponibile l’Infopoint di Tolmezzo, mentre per dettagli sulla località e sulle attività del festival è attivo l’Ufficio Turistico Pro San Daniele, punto di riferimento anche per le prenotazioni alla Biblioteca Guarneriana.
Sarà aperto a Trieste il primo museo-stazione d’Italia. Ad annunciarlo è stato l’Ing. Luigi Cantamessa, Direttore Generale della Fondazione FS Italiane, che abbiamo avuto occasione di incontrare. E sarà un progetto unico in Italia e rivoluzionario.
Il museo nascerà dove oggi sorge l’area di Campo Marzio, la storica stazione ferroviaria triestina divenuta negli Anni ’80 un museo ferroviario, e, al suo interno, ospiterà non soltanto un nuovo museo con veri e propri convogli ferroviari di diverse epoche storiche, ma anche un ristorante, uno shop e persino un hotel.
La stazione
La stazione in stile Liberty, che all’epoca si chiamava Trieste Sant’Andrea, fu costruita nel 1906 dalle Ferrovie dell’Impero Austro‐Ungarico. Realizzata mediante l’interramento di un tratto di mare ai piedi del colle dal quale prende il suo nome, inizialmente aveva solo 6 binari che presto divennero 24. Quando nel 1923 andò sotto la gestione delle FS, la stazione fu denominata “Trieste Campo Marzio”.
Ufficio stampa TrenitaliaCome sarà la nuova Stazione di Trieste Campo Marzio
Nel corpo centrale si trovavano le sale riservate ai passeggeri vip, gli appartamenti dei ferrovieri e la zona ristoro. L’ala destra della stazione era destinata all’ingresso, all’attesa dei passeggeri in partenza di I, II e III classe, agli uffici e agli spazi postali. I restanti ambienti dell’ala sinistra erano sfruttati come spazi deposito/magazzino.
Pur essendo uno scalo di notevole capacità e, per quei tempi, modernamente attrezzato, con il primo dopoguerra l’importanza di Trieste Sant’Andrea diminuì. I servizi viaggiatori a lungo percorso diminuirono fino a cessare del tutto con la Seconda guerra mondiale. Il 31 dicembre 1958, la stazione perse anche il suo ultimo servizio viaggiatori. Così fu abbandonato anche fabbricato principale della stazione. Solo con l’apertura del Museo ferroviario nel 1984 le FS disposero il restauro parziale delle opere murarie esterne. Attualmente, il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio è in fase di restauro da parte della Fondazione FS Italiane e non è accessibile al pubblico.
Ufficio stampa TrenitaliaL’attuale Museo ferroviario della Stazione Campo Marzio a Trieste
Dalla stazione, che sarà inaugurata nella primavera del 2027, partiranno treni diretti in Slovenia attraverso l’antico valico di Monrupino che collega Italia e Slovenia, sarà potenziato il collegamento tra Trieste Campo Marzio e Villa Opicina via Rozzol, con proseguimento su linea in esercizio fino a Trieste Centrale e sarà valorizzata l’antica fermata di Miramare, strategica per la possibilità di accesso diretto al celebre Castello.
Come ci ha spiegato Cantamessa, “avrà una quadruplice funzione”. Sarà innanzitutto una stazione da dove partiranno i treni per la Slovenia, e non solo. Oltre al museo dedicato interamente al mondo ferroviario, con un focus particolare sulla storia delle ferrovie del Friuli, della Venezia‐Giulia e delle terre, un tempo italiane, dell’Istria e della Dalmazia, avrà anche un ristorante, uno shop e persino un hotel a tema treno che sarà l’ultimo a essere aperto.
Ufficio stampa TrenitaliaLe locomotive storiche in mostra nel Museo Stazione Trieste Campo Marzio
Il Museo ferroviario
Il nuovo Museo ferroviario sarà ospitato in un braccio di questo affascinante edificio praticamente inutilizzato dagli Anni ’80 del Novecento. Infatti, nel 1984, grazie all’azione del gruppo del Dopolavoro Ferroviario, animato da volontari locali, era già stato aperto un museo che però è chiuso dal 2017 per un importante intervento di restauro: la Fondazione creerà un percorso espositivo unico e innovativo dove storia e futuro s’incontrano, divenendo un nuovo polo della cultura ferroviaria italiana ed europea, replicando il successo del celebre Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, in Campania che, ogni anno, attira oltre 260mila visitatori. Del museo fanno parte numerosi cimeli storici, dai plastici alle divise alle strumentazioni, che raccontano ogni aspetto della vita della ferrovia. All’esterno, lungo i quattro binari tronchi, si trovano anche dei rotabili storici unici nel loro genere, tra cui locomotive e carrozze austroungariche e tedesche ottenute come conto riparazione danni di guerra.
Ufficio stampa TrenitaliaL’interno del Museo Stazione Trieste Campo Marzio (rendering)
Il ristorante
Sopra i binari del treno, dove c’è una grande volta, aprirà un ristorante panoramico dove si potrà degustare un buon caffè (Trieste è famosa per il suo caffè) guardando il mare.
Ufficio stampa TrenitaliaCome sarà il ristorante con vista sui binari nella nuova Stazione Trieste Campo Marzio
Lo shop
Sotto ci sarà anche un’area dedicata alle attività culturali con un bookshop ferroviario, pezzi di modellismo e giocattoli.
L’hotel
L’ultima ala di Campo Marzio, “quella che era veramente distrutta, mai ricostruita dopo la guerra”, ha spiegato Cantamessa, sarà destinata a un hotel, ma non uno qualunque perché “dovrà rispondere a delle direttive ben precise cioè mantenere ogni dettaglio e caratterizzarlo “ferroviariamente”, un po’ come l’hotel di Gardaland. Quindi, ogni stanza avrà il tema del vagone letto, della carrozza Centoporte ecc (purtroppo non abbiamo ancora rendering da mostrare). L’albergo sarà l’ultima fase di questo grande progetto e sarà realtà entro due anni. “Sarà una meravigliosa esperienza immersiva nel mondo dei treni storici”, ha spiegato.
Le aperture delle diverse attività, quindi, saranno scaglionate: si partirà dal museo per poi passare al ristorante e allo shop fino all’inaugurazione del primo hotel ferroviario che dovrà essere ultimato entro il 2028 (una condizione resa necessaria dalla richiesta di fondi del PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, italiano).
Ufficio stampa TrenitaliaRendering della volta di cristallo della Stazione Trieste Campo Marzio
Nell’estate 2026 il Friuli-Venezia Giulia punta sul mare come infrastruttura di mobilità e come esperienza turistica: per la prima volta, tutte le principali località balneari e lagunari della regione risultano collegate con servizi di navigazione di linea che permettono di spostarsi lungo la costa senza utilizzare l’automobile.
Il sistema dei collegamenti marittimi coinvolge Trieste, Grado, Lignano Sabbiadoro, Duino-Aurisina, Sistiana, Monfalcone, Marano Lagunare e Aquileia, un progetto che valorizza i circa 130 chilometri di costa della regione, caratterizzati da paesaggi molto diversi tra loro: falesie rocciose, spiagge sabbiose, lagune, riserve naturali, borghi marinari e località termali.
Da Trieste alle baie del Carso
Partendo da Trieste, la rete marittima permette di raggiungere alcune delle località più rappresentative della costa giuliana. Le imbarcazioni collegano, infatti, il capoluogo alle baie della costiera, a Sistiana, a Duino e fino a Marina Julia, la spiaggia di Monfalcone diventata negli anni un riferimento per gli sport del vento, in particolare il kitesurf.
Dal mare si possono ammirare il Castello di Miramare, affacciato sul golfo, e il Castello di Duino, costruito sulla scogliera carsica. Sul versante opposto del golfo si raggiunge invece Muggia, il borgo marinaro di impronta veneziana che mantiene un forte legame con la tradizione adriatica.
I “bagni” storici di Trieste e la linea verso Sistiana
Tra i collegamenti più suggestivi dell’estate 2026 c’è la linea servita da Delfino Verde, attiva fino al 4 ottobre, che tocca Porto Vivo, Barcola, i “Topolini”, Grignano e Sistiana.
Barcola rappresenta da sempre il rapporto più autentico tra la città e il mare, dove si trovano gli storici stabilimenti balneari e soprattutto i celebri “Topolini”, piattaforme pavimentate sul mare diventate nel tempo un elemento identitario della vita cittadina triestina.
La fermata di Grignano consente invece di raggiungere il Castello di Miramare con una passeggiata panoramica sul mare: il castello ospita fino al 1° novembre la mostra “Una sfinge l’attrae. Massimiliano d’Asburgo e le collezioni egizie tra Trieste e Vienna”.
La linea offre inoltre la possibilità di scoprire Porto Vecchio-Porto Vivo, il grande progetto di rigenerazione urbana che sta ridisegnando una parte storica del waterfront triestino.
A questi collegamenti stagionali si aggiunge il servizio annuale verso Muggia.
La nuova linea Trieste–Duino-Aurisina–Monfalcone
Tra le principali novità dell’estate 2026 figura poi la nuova tratta attiva dal 31 maggio al 20 settembre che collega Trieste con Sistiana, Duino-Aurisina e Monfalcone.
La fermata di Duino-Aurisina permette di raggiungere il Castello di Duino, storica residenza della famiglia della Torre e Tasso, proprietaria del maniero da oltre quattro secoli. Il castello ospita attualmente un percorso espositivo composto da sette installazioni realizzate con mattoncini LEGO, che raccontano vicende e personaggi legati alla lunga storia della dimora.
Sistiana è invece una delle località più frequentate della costiera triestina grazie alla baia e all’offerta turistica e la zona è collegata anche dal Sentiero Rilke, il percorso panoramico che si sviluppa lungo le falesie del Carso ed è parte dell’Alpe Adria Trail.
La linea prosegue infine verso Monfalcone e Marina Julia, capitali delle discipline sportive acquatiche.
Da Trieste a Grado e Lignano
Credit Tassotto Max - Ufficio StampaLa suggestiva laguna di Grado in barca
Fino al 4 ottobre la linea diretta Trieste–Grado–Lignano collega le principali destinazioni balneari della regione.
A Grado sono visitabili due nuovi musei: il Museo civico del Tesoro del Duomo, legato alla storia religiosa della città, e il Museo nazionale di archeologia subacquea dell’Alto Adriatico, dedicato al patrimonio sommerso dell’area adriatica. Inoltre, si conferma località wellness grazie alla riqualificazione delle Terme che includono aree fitness, SPA, beauty center, piscine, solarium e zone relax, oltre alla crioterapia, servizio presentato come unico in regione.
Proseguendo lungo la costa si arriva a Lignano Sabbiadoro: oltre agli otto chilometri di spiaggia, vanta una grande pineta con oltre 1,2 milioni di alberi e, negli ultimi anni, si è orientata verso attività legate al benessere e al contatto con la natura quali yoga sup, camminate metaboliche, forest bathing e water nordic walking.
Le linee lagunari tra natura, casoni e archeologia
Tornano operative le motonavi Saturno e Santa Maria: le tratte collegano Lignano Sabbiadoro e Grado in ambienti lagunari caratterizzati dai casoni dei pescatori e da paesaggi sospesi tra acqua e terra.
Uno dei collegamenti più suggestivi è quello verso Marano Lagunare, borgo dalla forte identità marinara e tradizione legata alla pesca.
Significativo anche il servizio tra Grado eAquileia, che consente di raggiungere via acqua il sito archeologico riconosciuto Patrimonio UNESCO.
Boat&Bike, tra ciclovie e laguna
Uno degli elementi centrali dell’offerta turistica regionale è l’integrazione tra navigazione e cicloturismo: i servizi marittimi consentono di viaggiare con la propria bicicletta, favorendo una mobilità intermodale che permette di alternare tratti via acqua e percorsi ciclabili.
A Grado la bicicletta diventa uno strumento ideale per esplorare il territorio tra centro storico, campagne, vigneti e paesaggi lagunari. Da qui si può imboccare la Ciclovia Alpe Adria, che attraversa l’intera regione fino a Tarvisio, oppure percorrere la Ciclovia del Mar Adriatico FVG2, itinerario che conduce verso la Valle Cavanata e la Foce dell’Isonzo-Isola della Cona, aree naturalistiche di particolare interesse.
Anche Lignano Sabbiadoro investe sulla mobilità lenta con una rete di circa 75 chilometri di percorsi ciclabili che si sviluppano tra canali lagunari, canneti e valli da pesca. Tra le tappe più suggestive, la Riserva delle Foci dello Stella, uno degli ambienti naturalistici più caratteristici della laguna friulana.
Torna inoltre il servizio fluviale X River – Across the river Tagliamento, attivo fino al 1° novembre, che collega Lignano Sabbiadoro e Bibione solcando il fiume Tagliamento in pochi minuti.
Il 17 maggio 2026 il Friuli-Venezia Giulia torna a celebrare il fascino del viaggio lento con il “Treno dei Giardini”, un itinerario ferroviario storico che unirà Trieste e Sacile al cospetto di paesaggi ricchi di storia, natura e tradizioni enogastronomiche. L’iniziativa, organizzata dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia insieme a FS Treni Turistici Italiani, propone un’immersione nel patrimonio culturale e paesaggistico del territorio, a bordo di un autentico treno storico a vapore.
Il convoglio sarà composto da una locomotiva a vapore, dalle celebri carrozze anni Trenta “Centoporte”, simbolo dell’età d’oro della ferrovia italiana, e dal tradizionale bagagliaio d’epoca, che contribuisce a ricreare l’atmosfera dei viaggi ferroviari del Novecento. Fin dalla partenza, il viaggio si trasforma in un’esperienza evocativa, capace di riportare i passeggeri indietro nel tempo grazie al ritmo lento del treno, al suono della locomotiva e al fascino senza tempo delle carrozze storiche.
Un itinerario nel cuore del “Giardino della Serenissima”
Il Treno dei Giardini percorre un’area del Friuli-Venezia Giulia spesso definita “Giardino della Serenissima”, un territorio che nei secoli ha unito la propria identità con quella della Repubblica di Venezia, dove il paesaggio alterna vigneti, corsi d’acqua, borghi storici e dimore nobiliari, per un colpo d’occhio davvero suggestivo durante la primavera.
L’iniziativa nasce proprio con l’obiettivo di valorizzare tali ricchezze naturali ed enologiche grazie a una forma di turismo sostenibile e culturale: il viaggio ferroviario diventa, così, un modo per riscoprire il territorio con tempi più lenti, lasciandosi guidare dai colori della campagna friulana e dai profumi dei fiori e del vino che caratterizzano questa zona della regione.
Il percorso tra Trieste e Sacile permette inoltre di osservare scorci diversi del Friuli-Venezia Giulia, passando da aree urbane a paesaggi rurali che raccontano tradizioni agricole ancora radicate.
La visita a Sacile e l’esperienza enologica
iStockScorcio panoramico di Sacile
Uno degli aspetti più apprezzati dell’esperienza è il programma di visite incluso nel biglietto ferroviario. I possessori del titolo di viaggio potranno infatti partecipare senza costi aggiuntivi alla visita guidata di Sacile, cittadina elegante e raffinata spesso soprannominata “Giardino della Serenissima” per i suoi canali, i palazzi storici e le atmosfere veneziane che ancora oggi caratterizzano il centro urbano.
Sacile conserva un forte legame con la propria storia mercantile e con l’influenza veneziana, evidente nelle architetture e nella struttura urbana attraversata dal fiume Livenza dove portici, piazze e antiche dimore raccontano secoli di storia.
L’esperienza proseguirà poi con la visita e degustazione presso la Tenuta Vistorta, una delle realtà vitivinicole più note del territorio: il legame tra vino, paesaggio e tradizione è infatti uno degli elementi centrali dell’intero progetto turistico.
La visita permette di entrare in contatto con un patrimonio agricolo che nel corso degli anni ha contribuito a definire l’identità del Friuli-Venezia Giulia, regione sempre più apprezzata anche a livello internazionale per la qualità della sua produzione vinicola.
Biglietti e tariffe del Treno dei Giardini 2026
Le tariffe previste per il Treno dei Giardini 2026 sono promozionali e fisse, indipendenti dalla distanza percorsa. Il biglietto andata e ritorno per gli adulti ha un costo di 15 euro, mentre la tariffa per una sola tratta è di 7,50 euro. Per i bambini dai 4 ai 12 anni il prezzo dell’andata e ritorno è di 7,50 euro, invece i bambini da 0 a 4 anni viaggiano gratis.
Nel prezzo del biglietto sono incluse anche le attività organizzate durante la giornata, come la visita guidata di Sacile e la degustazione presso la Tenuta Vistorta. C’è la possibilità di portare gratuitamente a bordo la propria bici inserendola nell’apposito bagagliaio attrezzato.
Trieste, raffinatamente e scenograficamente asburgica, è una città elegante dove presenza invisibile è la bora che ostacola e rafforza la vita dei suoi cittadini. Lo dice anche Lucio Corsi nella sua canzone Trieste “Per le strade di Trieste vive gente convinta che il vento no, non era un freno, ma una spinta“.
È sicuramente l’energia di questo vento, ma non solo, che ha portato di recente il quotidiano britannico The Guardian a dedicare un omaggio al capoluogo del Friuli-Venezia Giulia, descrivendolo come un organismo vivente, una terra sospesa tra il mare Adriatico e l’altopiano del Carso.
La testata britannica è rimasta affascinata da questa enclave geografica che, sulla mappa, citando l’articolo, ricorda la forma di uno stomaco: un’immagine che ben descrive la capacità di Trieste di assimilare secoli di dominazioni, lingue e culture diverse, trasformandole in un’identità unica e vibrante attraverso il caffè e le sue specialità gastronomiche.
Dal 14 dicembre è ufficialmente attivo un collegamento ferroviario speciale tra Trieste e Vienna. L’inverno 2025 porta una ventata di magia, profumo di cannella da vin brûlé e… Binari scintillanti. Non sarà il Polar Express e non troverete un baffuto Tom Hanks come capotreno, ma l’Austria sta per aprire un capitolo totalmente nuovo – e altrettanto magico! – nel trasporto ferroviario europeo grazie alla Koralmbahn, la linea operata da ÖBB che dal 14 dicembre 2025 rivoluziona gli spostamenti tra Italia e Austria.
Dopo 27 anni di lavori titanici (130 km di nuovi binari, 50 km in galleria, oltre 100 ponti e 23 stazioni) il cuore pulsante del progetto, il tunnel di Koralm, inizierà a battere veloce sotto le Alpi. Si tratta di una notizia ottima per i viaggiatori perché il tunnel porterà a collegamenti più rapidi, comodi e sostenibili, perfetti per chi sogna un viaggio da Trieste a Vienna per vivere i mercatini di Natale senza stress, traffico in autostrada e freddo al volante. Il nuovo collegamento giornaliero Railljet ÖBB attraversa Villach, Klagenfurt e Graz e porta a destinazione in poco più di sei ore di tragitto.
Treno Trieste-Vienna per raggiungere i mercatini di Natale
Tra luci calde, bretzel e chalet di legno, i mercatini di Natale di Vienna sono un’istituzione europea e, nonostante gli eventi a tema siano molti nelle capitali e nelle cittadine, questi restano un evergreen.
Sembravano distanti, eppure con il nuovo orario ferroviario europeo 2025, raggiungerli da Trieste diventa finalmente un’esperienza scorrevole e davvero piacevole. Il potenziamento della linea a lunga percorrenza austriaca prevede un aumento massiccio delle frequenze giornaliere, collegando meglio Graz, Klagenfurt e Vienna e aprendo la porta a viaggi più fluidi dall’Italia.
Il nuovo tunnel ridurrà drasticamente i tempi di percorrenza: tra Graz e Klagenfurt si passerà da 3 ore a soli 41 minuti – sì, impressionante! – mentre il collegamento internazionale più atteso sarà il Trieste-Vienna, che scenderà a 6 ore e 38 minuti (invece delle attuali 9:18). Il tutto avvolto nell’atmosfera da fiaba che solo l’inverno austriaco sa regalare.
Anche la sostenibilità fa festa: ogni tonnellata trasportata su rotaia produce fino a 30 volte meno CO₂ rispetto al traffico su gomma. Viaggiare più veloci, comodi e green non è mai stato così semplice.
La riduzione dei tempi del Trieste–Vienna a 6 ore e 38 minuti permette di fare ciò che finora era complicato: partire la mattina dal mare Adriatico e arrivare nel pomeriggio nella capitale austriaca, giusto in tempo per tuffarsi nelle piazze illuminate. Rathausplatz, Schönbrunn, Maria-Theresien-Platz: ogni mercatino ha una personalità diversa e grazie al treno si possono visitare senza pensare al parcheggio, alla neve o alle code in frontiera.
Il corridoio ferroviario tra Italia e Austria
La Koralmbahn non è soltanto un’opera ingegneristica colossale: è un ponte veloce e moderno tra Italia, Austria e il resto dell’Europa centrale. Graz, patrimonio Unesco e “City of Design”, sarà raggiungibile in meno di 5 ore da Trieste, aprendo nuove combinazioni di viaggio per chi sogna un itinerario natalizio alternativo: Trieste-Graz-Vienna, il tutto senza auto e con un comfort che profuma già di futuro.
Con 26 collegamenti al giorno tra Vienna e Klagenfurt, 33 tra Vienna e Graz e 29 tra Graz e Klagenfurt, la rete sarà molto più flessibile e intuitiva, dando vita a spostamenti fluidi anche per chi viaggia con bambini, bagagli o idee last minute. Il tutto finanziato anche dalla UE e progettato per durare decenni, alleggerendo il traffico stradale e migliorando la qualità dell’aria sulle due sponde delle Alpi.
Come prenotare
La partenza è prevista ogni giorno dalle 14:22 in settimana e alle 14:37 nei weekend, si arriva a Vienna alle 21:07. A bordo, ci si gode ogni comfort: dal wi-fi al portale digitale con intrattenimento, fino alla carrozza ristorante. Basta visitare il sito ufficiale obb-italia.com per prenotare il proprio posto a bordo e partire subito alla scoperta di Vienna che nel periodo di Natale è vera magia.
Esiste un villaggio innevato sospeso nel tempo dove la tradizione è la regina incontrastata della giornata più speciale dell’anno. Il 5 dicembre, Tarvisio (in provincia di Udine) torna a vivere la sua notte più identitaria, tra creature animalesche, fuochi e suggestioni che lasciano a bocca aperta: è quella dedicata a San Nicolò.
E se per raggiungere questo mix travolgente di folklore e spiritualità si percorrono i binari su una locomotiva elettrica degli Anni ’30, la magia diventa totale: benvenuti a bordo del treno storico dei Krampus, dove ogni dettaglio profuma di un passato lontano e prepara al rito ancestrale più atteso della Val Canale.
Viaggio unico sul treno storico dei Krampus
Un’antica locomotiva elettrica con carrozze Centoporte degli Anni ’30 con partenza da Trieste, il 5 dicembre 2025, accoglie i viaggiatori per un itinerario alla scoperta della sfilata tradizionale dei Krampus a Tarvisio (a soli 12 km dal confine con la Slovenia, in Friuli-Venezia Giulia) in occasione della festa di San Nicolò. Nato dalla collaborazione tra Fondazione FS e PromoTurismo FVG, il viaggio a ritmo lento permette di vivere un’esperienza d’altri tempi a bordo di uno dei treni più belli per il Natale 2025.
Ma non è tutto. Per tutti i passeggeri è prevista anche la consegna alla stazione di Boscoverde di una cena al sacco composta da un assaggio di prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia. Il viaggio in treno verso Tarvisio effettua anche alcune fermate intermedie a Monfalcone, Gorizia e Udine.
iStockI tradizionali Krampus di Tarvisio
Festa di San Nicolò 2025 a Tarvisio
Come ogni anno, il 5 dicembre, quando il sole scivola dietro le montagne, il centro di Tarvisio prende vita tra suoni, luci e figure ancestrali per la festa di San Nicolò: i tradizionali Krampus, esseri demoniaci e animaleschi che vanno alla ricerca di bambini “cattivi”, fanno il loro ingresso per accompagnare San Nicolò in una suggestiva sfilata tra le vie principali del paese (Via Dante, Via Vittorio Veneto, Via Roma e Piazza Unità), trasformandolo in un palcoscenico a cielo aperto fatto di fuoco, campanacci e antiche leggende, fino a raggiungere Rutte Piccolo, dove i boschi sono lo scenario davanti a cui stupirsi ad ogni passo.
Durante la serata, San Nicolò distribuisce doni e dolci ai bambini, mentre i Krampus mantengono viva la parte più misteriosa e selvaggia di una tradizione che affonda le radici nelle culture germanica, slava e latina. Non è un caso che ogni anno arrivi qui un pubblico sempre più numeroso, attratto da un’esperienza che parla direttamente all’immaginazione.
L’intera Val Canale partecipa alla festa con iniziative diffuse anche nelle frazioni di Coccau, Fusine, Centrale, Camporosso e Cave del Predil, rendendo l’evento un racconto corale, autentico e profondamente identitario.
Un’altra particolarità della festa di San Nicolò? Come da tradizione, la mattina successiva, i bambini trovano sul davanzale un Krampus di pane dolce, con in mano una verga, più o meno lunga, a seconda del loro comportamento durante l’anno! Un rituale antico, che continua a emozionare e regalare sorrisi ancora oggi.
iStockMonte Santo di Lussari, località di Tarvisio
Come prenotare il treno storico
Le prenotazioni per il treno storico dei Krampus risultano attualmente chiuse, ma il consiglio è quello di monitorare il sitoufficiale Fondazionefs.it o di contattare info.tarvisio@promoturismo.fvg.it, in caso vengano organizzate corse aggiuntive, e per ottenere ulteriori informazioni.
La quarta edizione della ‘Corsa del Ricordo2025‘, l’evento sportivo che unisce memoria e solidarietà, è stata presentata a Palazzo Lombardia dal sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi. Promossa da Asi (Associazioni sportive e sociali italiane) Lombardia in collaborazione con Anvgd (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e Top Training ha l’obiettivo di mantenere viva, attraverso il linguaggio dello sport, la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Sport e memoria
L’idea di associare un evento sportivo alla Giornata del Ricordo, il 10 febbraio, (istituita con la Legge 92 del 30 marzo 2004) nasce proprio per conservare la memoria delle vittime delle foibe e della tragedia vissuta dagli esuli e condividere insieme un momento di unione. La ‘Corsa del Ricordo‘ è così composta da 11 tappe italiane, che vanno da Roma a Milano, passando per Catania, Grosseto, Aversa, Terni, Novara, San Felice del Circeo, Trieste e Latina.
La tappa di Milano
La tappa di Milano è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave e prevede due percorsi: una gara competitiva di 10 chilometri su u percorso certificato Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) e una non competitiva di 5 km, aperta a tutti, con partenza alle ore 9.30.
Corsa del Ricordo 2025 unisce sport, memoria, partecipazione e comunità
“La ‘Corsa del Ricordo’ – ha sottolineato Federica Picchi – è una manifestazione che sicuramente va oltre il significato sportivo. È infatti un gesto collettivo che unisce memoria, partecipazione e comunità. Ricordare attraverso lo sport significa cioè dare alle nuove generazioni un modo concreto per avvicinarsi alla storia, comprenderla e trasformarla in un impegno civile. Regione Lombardia è quindi orgogliosa di ospitare nel proprio territorio eventi come questo, che promuovono valori di solidarietà, rispetto e condivisione, rafforzando il ruolo dello sport come ponte tra memoria e futuro”.
‘Navigare insieme – L’Italia senza barriere‘, il progetto promosso dalla Federazione italiana vela (Fiv) con il sostegno di UniCredit, è stato illustrato a Palazzo Lombardia dal sottosegretario alla Presidenza della Regione con delega a Sport e Giovani Federica Picchi. Presenti, tra gli altri, anche il presidente della Federazione italiana vela Francesco Ettorre e Davide Di Maria, atleta Fiv.
“Progetti come ‘Navigare insieme’ – ha detto – danno pieno significato al valore educativo e sociale dello sport. Rendere accessibile la vela anche a persone con diverse abilità significa offrire un’opportunità concreta di autonomia, benessere e partecipazione attiva alla vita comunitaria”.
L’obiettivo è quello di avvicinare minori e adulti con disabilità alla pratica della vela, favorendo la diffusione di uno sport inclusivo che promuova l’autonomia, lo sviluppo di abilità trasversali e l’acquisizione di competenze tecnico – sportive.
“Iniziative di questo genere – ha sottolineato – ci ricordano che lo sport non è solo competizione, ma anche libertà e dignità. La possibilità di salire a bordo, di affrontare il vento e il mare in prima persona, è un’esperienza che arricchisce profondamente”.
“Regione Lombardia – ha concluso – è da sempre attenta a sostenere percorsi che rendano lo sport accessibile a più cittadini possibili. Accogliere una tappa del progetto sul nostro territorio, a Milano, è motivo di grande soddisfazione e una conferma dell’impegno per un futuro più accessibile, più equo e più sportivo”.
Navigare insieme per una vela senza barriere
‘Navigare insieme – L’Italia senza barriere’ prevede dieci tappe. Quella di Milano, sulla Darsena dal 4 al 6 luglio, è la quinta. Il progetto coinvolge altre città italiane, tra cui Palermo, Genova, Ravenna, Roma, Trieste e Cagliari, con eventi inclusivi promossi dai circoli affiliati Fiv e supportati da tecnici specializzati.
Sport come strumento di crescita, formazione, inclusione
“La Federazione italiana vela – ha spiegato il presidente Francesco Ettorre – ha sempre creduto nello sport come strumento di crescita, formazione e inclusione sociale. Il percorso che abbiamo intrapreso negli ultimi anni ha portato a una presenza sempre più significativa della vela inclusiva all’interno delle nostre attività, e oggi possiamo affermare con orgoglio che il nostro impegno si traduce in progetti concreti come questo”.
“La vela – ha ribadito – è uno sport straordinario perché offre un senso di libertà e autonomia unico, e la nostra missione è renderlo accessibile a un numero sempre maggiore di persone. Questo progetto rappresenta un ulteriore passo in avanti nel percorso che ci vede protagonisti di un cambiamento culturale, dove lo sport diventa sempre più inclusivo e senza barriere”.
The Old Guard 2 è un film d’azione dalle radici internazionali, capace di unire set spettacolari a una narrazione che viaggia attraverso continenti. Un percorso visivo che non solo arricchisce la pellicola con Charlize Theron, ma rende anche omaggio alla bellezza e alla diversità dei luoghi scelti. La scelta di ambientare scene cruciali tra i laghi e le città storiche italiane offre al film un’estetica forte: una fusione tra bellezza naturale e tensione drammatica.
Così, gli inseguimenti sul lago d’Iseo suscitano una sensazione di vulnerabilità e ritmo, mentre gli ambienti di Cinecittà e Trieste aggiungono un tono epico ed elegante al racconto immortale. Le riprese in UK e Vancouver estendono la varietà visiva, dando supporto a sequenze interne o aggiuntive.
Di cosa parla The Old Guard 2
Nel sequel The Old Guard 2, diretto da Victoria Mahoney, ritroviamo Andy (Charlize Theron) e la sua leggendaria squadra di guerrieri immortali pronti a tornare in azione, determinati più che mai a difendere l’umanità. Ma gli equilibri sono cambiati: Booker (Matthias Schoenaerts) sconta ancora l’esilio dopo il suo tradimento, mentre Quynh (Veronica Ngô), scampata alla sua prigionia nelle profondità oceaniche, è spinta da un desiderio di vendetta.
Andy, ora confrontata con la sua ritrovata mortalità, si trova ad affrontare una nuova e oscura minaccia, capace di mettere in discussione secoli di sacrifici. Per far fronte al pericolo, il gruppo – composto da Nile, Joe, Nicky e James Copley – si rivolge a Tuah, un enigmatico alleato del passato che potrebbe detenere le risposte sul segreto dell’immortalità stessa.
NetflixUna scena dal film The Old Guard 2
Dove è stato girato
Il sequel del film d’azione con Charlize Theron, The Old Guard 2, ha portato la produzione cinematografica in alcune delle location più affascinanti d’Europa, con un tocco finale in Nord America. Tra set urbani e paesaggi naturali mozzafiato, il film ha saputo unire l’azione intensa a un’estetica visiva ricercata.
Roma
La capitale italiana è stata uno dei cuori pulsanti della produzione di The Old Guard 2. Le riprese sono iniziate a giugno 2022 negli storici Cinecittà Studios, dove sono stati allestiti numerosi set interni per le sequenze più complesse. La scelta di Roma ha permesso alla regista Victoria Mahoney di sfruttare l’infrastruttura tecnica e artistica di uno dei centri cinematografici più importanti d’Europa. Tuttavia la produzione ha vissuto un imprevisto significativo: un incendio ha colpito i set nel mese di agosto, fortunatamente dopo la conclusione delle riprese principali.
iStockLago d’Iseo
Lago d’Iseo
Una delle location più spettacolari è senza dubbio il Lago d’Iseo, dove sono state girate numerose scene tra azione e inseguimenti. I comuni di Predore, Lovere, Castro, Riva di Solto, Pisogne e Tavernola Bergamasca hanno accolto la troupe durante l’estate del 2022. Alcuni inseguimenti in auto sono stati filmati lungo la litoranea, regalando al pubblico suggestive immagini del lago incorniciato da strade strette e curve panoramiche. La presenza di Charlize Theron e degli altri attori ha attirato l’attenzione di abitanti e turisti, trasformando per alcuni giorni la tranquillità lacustre in un set hollywoodiano a cielo aperto.
Cernobbio
Spostandosi di qualche decina di chilometri verso ovest, un’altra perla lacustre ha fatto da sfondo ad alcune scene del film. A Cernobbio, sul Lago di Como, la produzione ha trovato lo scenario perfetto per ambientare sequenze più intime e visivamente raffinate. Location come Villa Erba, con i suoi interni eleganti e i giardini affacciati sull’acqua, hanno contribuito a costruire l’atmosfera sofisticata di alcune parti della narrazione. La luce naturale del lago e le architetture d’epoca hanno aggiunto profondità visiva alle riprese.
Trieste
Anche la città di Trieste ha ospitato parte delle riprese, in particolare nella zona del Molo Audace e in via Foschiatti. Per ricreare un’atmosfera dal sapore francese, le insegne delle attività locali sono state temporaneamente modificate. Trieste ha offerto un contesto urbano perfetto per scene di tensione e movimento, con la sua miscela unica di architettura mitteleuropea, scorci sul mare e vicoli storici. La città si è prestata bene a rappresentare ambientazioni europee alternative, sfruttando il suo fascino fuori dai circuiti più battuti.
Regno Unito
Una parte importante delle riprese si è svolta anche nel Regno Unito, anche se le location esatte non sono state rese pubbliche. Si presume che la produzione abbia utilizzato studi cinematografici o aree urbane per realizzare gli interni e alcune sequenze ambientate in contesti internazionali. Questa riservatezza ha mantenuto un’aura di mistero attorno a una parte significativa del film, forse per preservare colpi di scena o ambientazioni inedite.
iStockHoly Rosary Cathedral
Vancouver
Le riprese aggiuntive, o “reshoot”, si sono tenute a Vancouver nell’ottobre 2024. In particolare, alcune scene sono state girate nella zona del centro città, tra cui la Holy Rosary Cathedral, dove si intravede Charlize Theron in abiti sacerdotali. Queste riprese hanno completato la narrazione con scene supplementari, probabilmente inserite in fase di montaggio per migliorare il ritmo o aggiungere elementi alla trama. Vancouver si conferma così una delle città preferite per i reshoot hollywoodiani, grazie alla sua versatilità e al supporto della locale industria cinematografica.
Parigi
Nel trailer ufficiale del film appaiono alcune vedute di Parigi, tra cui l’iconico Arc de Triomphe. Non è però chiaro se tali immagini siano state girate direttamente in loco o se si tratti di stock footage o effetti visivi. In ogni caso l’inserimento della capitale francese conferma l’ambizione internazionale del progetto, che attraversa diversi paesi e culture per dare profondità e varietà all’ambientazione.
Il fascino dei velieri non passa mai di moda: e se l’Amerigo Vespucci ha fatto sognare migliaia di visitatori, non è certo da meno la sua “sorella minore”, la Nave Palinuro, il magnifico tre alberi della Marina Militare italiana. Un veliero d’altri tempi, elegante e maestoso, capace di far girare la testa a chiunque si trovi sul suo cammino o, meglio, sulla sua rotta.
Dopo aver toccato Trieste in questi giorni, dove si è ormeggiata nel cuore della città, proprio davanti alla suggestiva Piazza Unità d’Italia, la Palinuro è pronta a salpare per un tour estivo che la porterà lungo lo Stivale.
Scopriamo insieme le prossime tappe della nave scuola della Marina Militare italiana e perché vale assolutamente la pena inserirla nel vostro itinerario estivo.
Da Trieste a Catanzaro, i mari più belli d’Italia: le tappe della Nave Palinuro nel 2025
La Nave Palinuro ha già fatto il suo debutto a Trieste, dove resterà ancorata fino al concerto-evento “Tramonti a Nord Est” in programma venerdì 28 giugno, che vedrà esibirsi sullo stesso sfondo spettacolare artisti come Elisa, Tananai, Gemitaiz e Mace.
E no, la Palinuro non farà solo da scenografia: sarà parte integrante dello show, rendendo l’atmosfera ancora più epica. Ma non finisce qui: l’estate 2025 sarà lunga e ricca di emozioni a bordo.
Ecco le tappe confermate della Nave Palinuro per i prossimi mesi:
Trieste, dal 25 al 30 giugno 2025 con eventi e visite guidate a bordo nelle giornate aperte al pubblico
Catanzaro Lido, dall’1 al 4 agosto 2025, un’occasione perfetta per unire mare, cultura e una visita a uno dei velieri più affascinanti d’Europa
Altri porti in via di definizione, tra cui si vocifera possano rientrare Trapani, Napoli, Bari e Civitavecchia, tutti luoghi con una storica vocazione marinara
In ogni porto, la Palinuro apre le sue passerelle al pubblico (così come è stato per l’Amerigo Vespucci) per raccontare la propria storia fatta di onde, vento e tradizione. A bordo, giovani allievi della Marina Militare imparano a navigare secondo antiche tecniche di vela latina, in un mix unico tra scuola e avventura.
La Palinuro è un simbolo della marineria italiana
Con i suoi 69 metri di lunghezza, tre alberi maestosi e vele bianchissime che si stagliano contro l’azzurro del cielo, la Nave Palinuro è una delle più famose golettes del Mediterraneo. Ma non è solo un gioiello da ammirare: è una nave scuola a tutti gli effetti, parte integrante del percorso formativo degli allievi sottufficiali della Marina Militare.
Il pubblico, turisti e residenti, può visitare l’interno della nave durante gli open day, con tour guidati dagli stessi allievi che, tra una manovra e l’altra, raccontano aneddoti, storia e curiosità di bordo. È il modo perfetto per scoprire da vicino cosa significa la vita sul mare, lontana anni luce dal frastuono della città.
E poi, diciamocelo: non capita tutti i giorni di poter toccare con mano una nave che rappresenta l’eccellenza italiana sul mare, impegnata in missioni internazionali, gemellaggi culturali e progetti educativi.
Ogni scalo della Palinuro è anche un’occasione per valorizzare i porti italiani, spesso trasformati in veri e propri palcoscenici di eventi: festival, concerti, street food, artigianato locale e villaggi tematici che accompagnano l’arrivo della nave e ne amplificano l’impatto culturale e turistico.
Trieste, ad esempio, si sta trasformando in queste ore in una vera capitale della musica e del mare: il veliero, ormeggiato in Riva del Mandracchio, si prepara a fare da quinta scenica al concerto “Tramonti a Nord Est”, mentre nelle stesse ore piazza Unità ospita il Villaggio delle Eccellenze, con showcooking, stand gastronomici e spazi dedicati alla promozione del Made in Italy.
E a Catanzaro Lido, tappa confermata per il mese di agosto, si annunciano iniziative simili: spettacoli, mercatini e aperture straordinarie per celebrare l’arrivo della goletta in Calabria. Un’occasione perfetta anche per chi sta programmando una vacanza al sud: mare cristallino, gastronomia da leccarsi i baffi e la possibilità di visitare un veliero storico? Combo vincente!
Dopo le affollatissime tappe di Trieste e Venezia e le ultime a Napoli e Cagliari, con l’attesa sosta a Gaeta di questo weekend, la nave scuola Amerigo Vespucci, la “più bella del mondo” secondo la Marina Militare Italiana, si prepara a far tappa anche nel porto di Civitavecchia, dove resterà ormeggiata dal 28 maggio al 2 giugno.
Anche in questa occasione, le visite gratuite a bordo hanno registrato un tutto esaurito in poche ore dalla pubblicazione online delle disponibilità sul sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025.
In ogni porto toccato dalla nave, inoltre, viene allestito il Villaggio IN Italia, uno spazio espositivo e interattivo che accompagna l’esperienza di visita con laboratori, mostre, eventi per bambini e famiglie, incentrati su sostenibilità, tecnologia e tradizione navale.
L’Amerigo Vespucci a Civitavecchia
Dopo un tour mondiale durato 20 mesi, in cui ha solcato oltre 46mila miglia, toccato 35 porti in 5 continenti, e dopo essere stata nominata Chiesa Giubilare per il Giubileo 2025, l’Amerigo Vespucci è tornata in Italia e nel suo tour Mediterraneo sta attraversando l’Italia. Anche Civitavecchia si prepara ad accoglierla a braccia aperte, anche se, purtroppo, solo chi è riuscito a prenotare in tempo potrà salire a bordo.
Proveniente dalla tappa di Cagliari, l’Amerigo Vespucci approderà a Civitavecchia il 28 maggio e potrà essere visitata, su prenotazione gratuita, fino al 2 giugno 2024. La nave sarà ormeggiata nel porto laziale per sei giorni, in occasione della Festa della Repubblica, offrendo un’opportunità unica di salire a bordo di un vero e proprio simbolo del mare italiano.
Le prenotazioni per visitare la nave a Civitavecchia sono state aperte lo scorso 17 maggio e sono andate rapidamente esaurite, come già accaduto nelle tappe precedenti del tour. I posti disponibili erano limitati e la richiesta altissima, complice anche il fascino della nave e la ricorrenza del 2 giugno.
Cosa aspettarsi durante le visite a bordo
Durante la visita, non guidata, ma supportata dalla presenza dell’equipaggio, sarà possibile:
esplorare l’interno dell’Amerigo Vespucci, dai ponti in legno pregiato alle cabine degli ufficiali, fino alla scoperta degli strumenti di navigazione;
conoscere la storia della nave e le sue missioni, grazie al racconto diretto dei marinai della Marina Militare;
ammirare l’incredibile artigianalità della nave, costruita nel 1931 e considerata un capolavoro del patrimonio navale italiano.
A tutti i visitatori, inoltre, si raccomanda di indossare scarpe chiuse e comode e si ricorda che non sono ammessi animali, ad eccezione dei cani di piccola taglia trasportati in braccio. L’accesso con passeggini o carrozzine non è consentito per motivi di sicurezza.
Come prenotare e visitare gratis l’Amerigo Vespucci?
Le visite all’Amerigo Vespucci sono completamente gratuite, ma consentite solo tramite prenotazione online, disponibile esclusivamente attraverso il sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025 o i profili social della Marina Militare Italiana.
Ogni tappa prevede un numero limitato di ingressi e la possibilità di prenotare per un massimo di quattro persone per ciascun nucleo familiare. Per chi non è riuscito ad accedere ai biglietti gratuiti per Civitavecchia, si consiglia di monitorare costantemente i canali ufficiali in vista delle prossime soste italiane della nave.
Le prossime tappe, infatti, saranno le ultime due: Livorno (4-8 giugno) e Genova (10 giugno).
“Il Vespucci incontra la cultura” visite speciali ai musei nelle tappe della nave
Altra novità riguardante il Tour Mediterraneo dell’Amerigo Vespucci è che durante le prossime tappe, grazie al progetto “Il Vespucci incontra la cultura”, i visitatori potranno accedere a musei e luoghi culturali delle città ospitanti con biglietti a prezzo ridotto, nei giorni di permanenza della nave scuola Amerigo Vespucci.
L’iniziativa nasce da un accordo tra il Ministero della Cultura, la Marina Militare e altri ministeri, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e culturale italiano. La prenotazione sarà obbligatoria sul sito ufficiale e lo sconto verrà applicato in biglietteria mostrando la ricevuta. Le prossime città coinvolte includono Civitavecchia e Genova, con una selezione di musei e siti archeologici aperti in convenzione, come il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia.
Trieste non si lascia definire in una sola frase, dove convivono storie e identità diverse, come le onde che si infrangono sul suo lungomare: italiane, slave, austro-ungariche.
Affacciata sul golfo che ne porta il nome, è anche una città marinara, con un porto che da sempre ne segna il destino: visitarla è come “attraversare un romanzo di confine”, in cui ogni strada ha qualcosa da raccontare. Ecco cosa non perdere.
10 cose da vedere a Trieste tra mare, storia e vento
L’affascinante capoluogo del Friuli Venezia Giulia va incontro a chi cerca una vacanza rilassante ricca di tramonti e passeggiate, ma anche a chi ama le città d’arte, le scoperte storiche e le esperienze culturali.
1. Canal Grande
È uno degli scorci più rappresentativi di Trieste, laddove l’acqua riflette il cielo e i palazzi sembrano specchiarsi nei ricordi. Il Canal Grande nasce dalla trasformazione del Borgo Teresiano, un tempo occupato da saline, oggi un’oasi urbana sospesa tra poesia e quotidianità.
Attraversato da ponti che un tempo erano mobili, oggi conserva solo il Ponte Rosso, il più celebre, da cui si può ammirare in tutta la sua eleganza la Chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo. Ma c’è anche un altro dettaglio che rende lo speciale: la statua di James Joyce, lo scrittore irlandese che visse qui e che, da questa passerella, pare ancora osservare il fluire lento del canale.
2. Piazza Unità d’Italia
Maestosa, teatrale, abbracciata dal mare. Piazza Unità d’Italia non è solo la piazza più grande d’Europa affacciata sull’acqua: è un palcoscenico naturale dove storia e presente “si danno la mano”. Ogni dettaglio architettonico racconta il passato austro-ungarico di Trieste, con edifici che sembrano appartenere a una corte imperiale.
Il Municipio, il Palazzo del Governo, la Fontana dei Quattro Continenti: tutto qui ha il sapore della grandezza. E se ci si ferma al Caffè degli Specchi (una delle caffetterie storiche più amate) si può gustare un caffè come se si fosse tra le pagine di un romanzo mitteleuropeo. Del resto, qui le varietà in menù sono più di settanta: impossibile non trovare quella che racconta meglio la vostra giornata.
3. Molo Audace
Un lembo di pietra proteso sul mare: il Molo Audace è una delle immagini più potenti di Trieste, una passerella lunga duecento metri che sembra toccare l’orizzonte. È il luogo dell’attesa e dell’abbandono, dove i pensieri trovano spazio per allungarsi oltre le onde.
Triestini e viaggiatori lo amano soprattutto al tramonto: quando il sole si tuffa nel golfo e la luce si fa dorata, il Molo diventa un teatro a cielo aperto.
4. Cattedrale di San Giusto
Sull’omonimo colle, la Cattedrale di San Giusto, nata dall’unione di due antiche chiese, quella di Santa Maria e quella dedicata a San Giusto, conserva tracce di epoche differenti, dal Medioevo alla Roma imperiale.
La facciata semplice è arricchita da un imponente rosone gotico e da un portale incorniciato da resti romani. E proprio sopra l’ingresso, una lapide ricorda il bombardamento del 1813: una pagina dimenticata della storia che ha lasciato i segni anche nel campanile, dove sono incastonate vere palle di cannone.
5. Castello di Miramare
Fonte: iStockIl meraviglioso Castello di Miramare
Un sogno romantico affacciato sul mare: il fiabesco Castello di Miramare, poco fuori dal centro, voluto da Ferdinando Massimiliano d’Asburgo, conserva ancora oggi gli arredi originali che raccontano la vita dell’arciduca e di sua moglie Carlotta.
Passeggiare tra le sale, dal piano terra agli appartamenti per gli ospiti, è come entrare in un mondo parallelo. Ma è all’esterno, nel parco che abbraccia la villa, che si coglie l’anima del castello: una natura curata ma selvaggia, dove correre, leggere, respirare il profumo del mare. È qui che i triestini vengono a rilassarsi, a ritrovare il proprio tempo.
6. Teatro Romano
Basta girare l’angolo di una strada del centro, ed eccolo lì: il Teatro Romano, le cui gradinate in pietra affiorano all’improvviso tra i palazzi. Costruito in epoca imperiale e rimasto nascosto per secoli, dona uno scorcio affascinante su un’epoca lontana.
Guardarlo da vicino fa nascere il desiderio di sedersi e immaginare le voci degli attori, il fruscio delle toghe, il mormorio del pubblico.
7. Castello di San Giusto
Poco distante dalla cattedrale, il Castello di San Giusto svetta come una sentinella silenziosa. Qui, sull’altura dove tutto ebbe inizio, sorgeva il primo nucleo abitato della città, già in epoca preistorica. Poi vennero i romani, le battaglie medievali, i secoli di dominazioni.
L’aspetto attuale del castello risale alla lunga dominazione austriaca, tra il Quattrocento e il Seicento. All’interno si aprono sale che meritano attenzione: la Cappella di San Giorgio, la Sala Veneta, il Lapidario Tergestino, collezioni di armi e mostre temporanee.
8. Barcola
Fonte: iStockLa vrdeggiante spiaggia di Barcola a Trieste
Trieste è anche estate, relax, bagni al sole. E non c’è posto migliore di Barcola per viverla in questo modo: il quartiere marinaro, con il lungomare animato, è il rifugio estivo di triestini e turisti.
Attrezzatevi con scarpette da scoglio, scegliete un angolo di pietra piatta, e lasciatevi cullare dal suono delle onde. Al tramonto, quando il cielo si colora di rosso e arancio, capirete perché Barcola è una vera e propria esperienza.
9. Museo Revoltella
In pieno centro, il Museo Revoltella è una dimora-museo che racconta la storia di Pasquale Revoltella, barone, mecenate e visionario. La sua casa è oggi un percorso espositivo che attraversa secoli e stili, dal Neoclassicismo all’arte contemporanea.
Dalle stanze private del barone alle sale di rappresentanza, si incontrano opere di Hayez, De Chirico, Casorati, Fontana, Pomodoro. Ogni ambiente è una scoperta, ogni piano una nuova emozione. L’architettura firmata da Carlo Scarpa accompagna i visitatori con eleganza, in un viaggio raffinato tra bellezza e memoria.
10. Museo della Bora
Infine, c’è lui: il vento. La Bora qui è protagonista della città, così potente da costringere i triestini a camminare aggrappati ai corrimano, così presente da meritarsi un museo tutto suo.
Il Museo della Bora è piccolo ma geniale. Racconta il vento con ironia e intelligenza, grazie a oggetti, documenti, installazioni e testimonianze.
Cosa fare a Trieste: tre esperienze che rimangono nel cuore
Trieste è anche una città da vivere. E per viverla davvero, serve farsi guidare dalla sua anima. Ecco, allora, tre esperienze che sanno trasformare un soggiorno in qualcosa di indimenticabile.
Esplorare la Grotta Gigante
A pochi chilometri dal centro, il sottosuolo del Carso triestino nasconde una delle meraviglie naturali più spettacolari d’Europa. La Grotta Gigante non ha un nome scelto a caso: la sua vastità toglie il fiato e rende minuscoli. Serve immaginazione per abbracciare con lo sguardo la grandezza della sua cavità centrale, che raggiunge quasi cento metri di altezza e oltre centosessanta di lunghezza.
Scoperta casualmente nel 1890 e aperta al pubblico nel 1908, è stata creata in milioni di anni da gocce d’acqua, pazienti e instancabili, che hanno modellato colonne, stalattiti e concrezioni che assomigliano ad architetture oniriche. Una delle più maestose è la Colonna Ruggero, una stalagmite alta dodici metri che si erge al centro come un pilastro sacro.
Inoltre, nel cuore della galleria non manca una stazione geofisica che studia i movimenti della crosta terrestre. Dopo l’esplorazione, il ritorno verso l’alto è un lento risalire lungo il Sentiero Carlo Finocchiaro, che conduce a un belvedere spettacolare, sospeso a 95 metri di altezza. Un consiglio? Non dimenticate una felpa e scarpe comode.
Fare una pausa nei caffè storici
A Trieste il caffè è un’istituzione e un rito. I caffè storici sono piccoli templi della letteratura, della conversazione, della memoria collettiva. È tra quei tavolini che hanno trovato ispirazione scrittori come James Joyce, Italo Svevo, Umberto Saba. Persino Stendhal vi si fermò, in cerca di quiete e idee.
Sedersi al Caffè degli Specchi, con gli arredi d’epoca e lo sguardo rivolto a Piazza Unità, è come aprire una pagina del passato senza rinunciare al presente. Al Caffè Tommaseo, del 1830, si respira ancora l’atmosfera austro-ungarica che permeava la Trieste ottocentesca. E poi c’è il Caffè San Marco, punto di ritrovo per intellettuali e artisti, che conserva intatti i decori in legno, le lampade in ferro battuto, le librerie che sfiorano il soffitto.
Dedicarsi alle attività all’aria aperta in Val Rosandra
Fonte: iStockSuggestivo panorama serale della Val Rosandra
Quando la città lascia spazio alla natura più autentica, si apre davanti agli occhi uno dei paesaggi più sorprendenti del Friuli Venezia Giulia: la Val Rosandra, riserva naturale che abbraccia il territorio tra Trieste e il confine sloveno, e rivela una meravigliosa realtà plasmata da sentieri scoscesi, pareti di roccia, grotte e silenzi profondi che invita al movimento, al respiro, alla contemplazione.
Si può camminare tra i pendii rocciosi ascoltando il rumore dell’acqua che scorre tra le pietre, o percorrere in bicicletta i tracciati che si snodano tra le gole, i boschi e le cime. I più esperti si cimentano nell’arrampicata sportiva, mentre gli amanti dell’esplorazione trovano nei percorsi speleologici un mondo da scoprire a passo lento, con torce e meraviglia.
Lungo la Val Rosandra si avverte il battito profondo della terra carsica, si respira il vento che scende dalle alture, si osservano aquile e caprioli con la stessa sorpresa dei primi viaggiatori. È un invito a lasciare alle spalle ogni distrazione e ritrovare il contatto con qualcosa di più grande.
Come raggiungere Trieste
Per chi arriva in auto, l’ingresso principale è la barriera del Lisert, l’ultimo casello dell’autostrada A4 Venezia–Trieste. Da qui, in circa mezz’ora si arriva in centro città. Il tratto successivo si trasforma in un raccordo autostradale sopraelevato che sfiora la città senza immergersi nel traffico urbano. Ma la vera bellezza del viaggio comincia scegliendo una delle tre uscite panoramiche: Sistiana, Sgonico o Prosecco. Scegliendo Sistiana, si imbocca la leggendaria Strada Costiera: un nastro d’asfalto che scorre a mezz’aria tra la roccia e il mare, tanto ammaliante da essere stata scelta più volte per spot pubblicitari. La vista sul Golfo di Trieste accompagna ogni curva, fino ad arrivare al quartiere marinaro di Barcola e da lì direttamente alla Stazione Centrale.
Se si esce a Sgonico, si percorre la Strada del Friuli, attraversando il borgo di Prosecco e costeggiando il monumentale Faro della Vittoria: un tragitto che regala scorci unici sulla città e sul mare sottostante.
Infine, chi imbocca l’uscita di Prosecco e svolta subito a destra, scende lungo la suggestiva Strada Nuova per Opicina. Questo tratto, che attraversa il quartiere omonimo, vanta una vista a dir poco incredibile soprattutto al calar del sole, quando le luci della città iniziano a riflettersi sull’acqua e Trieste sembra accendersi di magia.
Per chi arriva per la prima volta e desidera un accesso comodo e diretto al centro, la scelta più semplice rimane l’uscita di Sistiana. Dopo aver costeggiato il mare, ci si trova esattamente nel cuore della città, tra Piazza Unità d’Italia, il Molo Audace e il Teatro Verdi.
Viaggiare in treno verso Trieste è pratico, comodo e scenografico. La Stazione Centrale è terminale: impossibile sbagliarsi. Ma ciò che colpisce ancora prima di uscire è la sua struttura architettonica: un edificio neorinascimentale elegante e solenne, inaugurato nel 1878. Vale la pena fermarsi qualche minuto ad ammirarlo, dentro e fuori, prima di esplorare la città.
La posizione della stazione è perfetta: si trova proprio nel centro di Trieste. Ciòsignifica che una volta scesi dal treno è possibile proseguire a piedi verso le principali attrazioni, oppure utilizzare i servizi di bike sharing. Proprio davanti all’uscita non mancano le biciclette a noleggio, facilmente prenotabili tramite app e a prezzi molto contenuti.
I collegamenti ferroviari principali sono due: la linea Venezia–Portogruaro–Trieste e quella Udine–Gorizia–Trieste. Da Venezia, il viaggio dura circa due ore, con treni in partenza ogni ora. Un’alternativa comoda per chi desidera raggiungere la città senza stress e con la possibilità di ammirare il paesaggio friulano scorrere oltre il finestrino.
Per chi arriva da più lontano, l’aeroporto di riferimento è il Trieste Airport, situato a Ronchi dei Legionari, a soli 30 chilometri dal capoluogo. Non è uno scalo affollato, ma è efficiente e ben collegato, con voli nazionali e alcune tratte internazionali.
Una volta atterrati, raggiungere il centro di Trieste è semplice. Si può optare per un comodo autobus oppure approfittare della moderna fermata ferroviaria collegata direttamente all’aeroporto.
‘Abbracciamoli tour 2025’ è il progetto itinerante che unisce sport, solidarietà, e ricerca scientifica per il sostegno ai giovani guariti dalla leucemia. A sottolineare l’importanza dell’iniziativa il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi.
“Abbracciamoli tour – ha detto – è un esempio concreto di come lo sport possa diventare veicolo di rinascita personale e di coesione sociale. Attraverso ogni gara, ogni chilometro nuotato, si costruisce infatti una rete di sostegno e speranza per tanti giovani e le loro famiglie.”
‘Abbracciamoli tour 2025’, è sport, solidarietà e ricerca
Il progetto a cui sono attesi circa 2.000 partecipanti prevede tappe di nuoto in acque libere e in vasca in alcune delle località più suggestive d’Italia. Tra queste: Carloforte (Sardegna), Trieste, lo Stretto di Messina, l’Isola d’Elba e Dynamo Camp di Milano. L’obiettivo è ambizioso: raccogliere almeno 40.000 euro per finanziare la creazione della prima task force interdisciplinare dedicata alla cura delle fragilità psicologiche dei sopravvissuti a malattie oncologiche pediatriche.
“Lo sport – ha ribadito il sottosegretario – è un linguaggio universale che educa, unisce e trasmette valori. Progetti come questo dimostrano infatti che investire nello sport significa anche investire nella salute, nella ricerca e in una società più giusta e solidale”.
‘Progetto Italia’ e Giochi ‘Milano-Cortina 2026’
Durante l’incontro è intervenuto anche il presidente di ‘Abbracciamoli onlus‘, promotore dell’iniziativa, Alberto Cervi.
“Vedere riconosciuto il nostro lavoro all’interno del ‘Progetto Italia‘ dei Giochi di Milano-Cortina 2026 – ha sottolineato – è per noi motivo di grande orgoglio. È il segno che dieci anni di impegno volontario a fianco dei più fragili hanno lasciato un segno positivo”.
I numeri
Con 48 eventi organizzati dal 2013, oltre 20.000 chilometri nuotati, 6.400 atleti coinvolti e più di 35.000 euro già devoluti alla ricerca, l’’Abbracciamoli tour’ si conferma una delle iniziative più virtuose nel panorama sportivo solidale italiano.
L’Amerigo Vespucci, la “nave più bella del mondo”, fa tappa a Crotone, dove arriverà il 23 e il 24 aprile 2025. C’è grande attesa per il veliero a motore e nave scuola più antica della Marina Militare Italiana attualmente in tour nelle diverse città nostrane: è già approdata a Trieste, Venezia, Ancona, Ortona, Brindisi e Taranto. Dopo Crotone, salperà per i porti di Porto Empedocle, Reggio Calabria, Palermo, Napoli, Cagliari, Gaeta, Civitavecchia e Livorno, terminando il suo viaggio a Genova.
È una nave maestosa che, in occasione del tour, può essere visitata gratuitamente dai fortunati che riescono a prenotarsi in tempo. I biglietti per a tappa di Crotone, infatti, stanno andando a ruba.
L’Amerigo Vespucci a Crotone
La Nave Scuola Amerigo Vespucci è il più antico veliero in servizio della Marina Militare Italiana, inaugurata il 22 febbraio 1931. Dopo la tappa di Taranto, arriverà nel porto di Crotone il 23 e il 24 aprile 2025 e, chi è riuscito a prenotarsi, potrà salire a bordo gratuitamente, scattare delle foto e visitarla in autonomia. Le visite al pubblico sono previste in data 23 aprile, dalle 15:00 alle 20:00, per le quali è consigliato indossare scarpe comode, mentre non sono ammesse scarpe aperte o con il tacco.
Non sono consentiti passeggini o carrozzine, anche gli animali non sono permessi, mentre i cani di piccola taglia possono essere portati solo in braccio. Crotone non è l’unica tappa calabrese, in quanto la nave approderà il 5, 6 e 7 maggio anche a Reggio Calabria, mentre a Scilla sosterà al largo e potrà essere ammirata solamente in mare.
Cosa aspettarsi durante le visite dell’Amerigo Vespucci
Non è la prima volta che l’Amerigo Vespucci arriva a Crotone: in passato, approdò in questo porto nel 1996. Durante le visite del Tour Mediterraneo, avrete l’opportunità unica di scoprire da vicino il veliero che si occupa dell’addestramento e della formazione degli allievi dell’Accademia Navale e altre scuole della Marina, oltre che della salvaguardia e tutela del patrimonio naturale e dell’ambiente marino. Non a caso collabora con l’UNICEF e con il WWF.
Una volta saliti a bordo, esplorerete l’interno della nave, scoprendo le cabine degli ufficiali, i ponti e gli strumenti di navigazione storici. Potrete approfondire la storia e le missioni dell’Amerigo Vespucci e ammirare l’artigianato navale che rende questo veliero un simbolo di eccellenza italiana nel mondo. La visita della Vespucci non è guidata, ma i membri dell’equipaggio saranno felici di rispondere a tutte le domande lungo il percorso.
Come prenotare e visitare gratis l’Amerigo Vespucci
Come scritto anche in precedenza, le visite a bordo dell’Amerigo Vespucci sono gratuite, ma è necessario prenotare con anticipo e velocemente perché vanno subito sold out. L’unico sito dal quale prenotare il proprio posto, per un massimo di quattro persone, è quello ufficiale della nave. Se siete interessati alle prossime tappe, consigliamo di seguire i canali social per conoscere l’apertura delle prenotazioni e le altre novità, ma intanto ecco dove saranno:
Oltre a poter accedere alla nave, il biglietto vi permetterà di entrare nel Villaggio IN Italia allestito in ogni tappa, che completa l’offerta culturale con esposizioni tematiche e laboratori interattivi.
Trieste è una città unica nel suo genere, un crocevia di culture e influenze che nei secoli hanno plasmato la sua identità e l’hanno resa una delle città più affascinanti e raffinate nel Nord Italia, portavoce di una cultura secolare.
Porta d’accesso tra Oriente e Occidente, la città conserva un patrimonio storico e culturale straordinario, testimoniato dai numerosi musei che ne raccontano il passato e le tradizioni. Dal centro storico alle zone limitrofe, ecco una selezione dei musei da non perdere a Trieste.
Il Castello di Miramare
Simbolo della città e tra i monumenti più visitati della regione, il Castello di Miramare affascina ogni anno centinaia di migliaia di visitatori. Costruito nel 1860 per volontà dell’Arciduca d’Austria Massimiliano, il castello si affaccia sul mare con la sua elegante architettura e i suoi interni sontuosi e pregiati. Al suo interno, inoltre, si possono ammirare gli arredi originali dell’epoca e gli oggetti appartenuti all’Arciduca. Da non perdere anche i giardini circostanti, un vero gioiello botanico, e il Castelletto, residenza temporanea della famiglia reale durante la costruzione del castello.
Il Museo della Risiera di San Sabba
Luogo della memoria e simbolo della resistenza, il Museo della Risiera di San Sabba sorge nell’ex lager nazista attivo tra il 1943 e il 1945. Unico campo di concentramento con forno crematorio in Italia, oggi la Risiera ospita un toccante museo che racconta le tragiche vicende delle vittime attraverso testimonianze, documenti e oggetti originali. Un luogo di riflessione che ricorda uno dei periodi più bui della storia europea.
Il Museo Revoltella
Il Museo Revoltella è il punto di riferimento per l’arte moderna a Trieste. Fondato dal barone Pasquale Revoltella, il museo conserva una vasta collezione di opere di artisti italiani e internazionali, tra cui Giovanni Fattori, Giuseppe De Nittis, Giorgio De Chirico e Lucio Fontana. Ospitato nell’opulento Palazzo Brunner, il museo è stato rinnovato negli anni Sessanta dall’architetto Carlo Scarpa, che ne ha esaltato la struttura con un elegante allestimento espositivo.
Il Museo Ferroviario di Campo Marzio
Un paradiso per gli appassionati di treni e archeologia industriale, il Museo Ferroviario di Campo Marzio ospita una collezione di locomotive storiche, modellini, fotografie e documenti che raccontano la lunga tradizione ferroviaria di Trieste. Il museo, gestito da volontari, permette di ammirare locomotive a vapore e carrozze d’epoca, offrendo al visitatore un affascinante viaggio nel tempo alla scoperta dell’evoluzione del trasporto su rotaia.
Fonte: Getty ImagesUna locomotiva d’epoca al Museo Ferroviario di Campo Marzio
Il Museo di Storia Naturale
Il Museo di Storia Naturale di Trieste vanta una delle collezioni più ricche d’Italia nei campi della zoologia, botanica, mineralogia e paleontologia. Infatti, il pezzo forte del museo è “Antonio”, il più grande dinosauro completo mai ritrovato in Europa. Un luogo perfetto per gli amanti della natura e per le famiglie con bambini, grazie ai numerosi percorsi didattici e interattivi pensati per avvicinare i più piccoli al mondo della scienza.
Il Museo Sartorio
Ospitato in una splendida villa ottocentesca, il Museo Sartorio conserva una preziosa collezione di mobili, ceramiche, dipinti e manoscritti, tra cui gli straordinari disegni di Giambattista Tiepolo. L’atmosfera intima e raffinata della residenza storica permette a chi lo visita di immergersi nell’eleganza della Trieste d’altri tempi, rendendo il tour di questo piccolo ma interessante museo un’esperienza suggestiva e coinvolgente.
Il Museo d’Arte Orientale
Il Museo d’Arte Orientale è una perla nascosta nel cuore di Trieste, soprattutto per gli appassionati di Asia. La sua collezione comprende opere provenienti da Giappone, Cina e India, tra cui armature e armi samurai, preziose porcellane e una straordinaria raccolta di stampe giapponesi, tra cui la celebre “Onda” di Hokusai. Un viaggio nell’estetica e nella spiritualità dell’Estremo Oriente, dove viaggiare verso l’Asia senza passaporto.
Il Museo del Mare
Trieste e il mare hanno un legame indissolubile, non a caso perfettamente celebrato nel Museo del Mare. Situato in un edificio storico, il museo racconta la tradizione marittima della città attraverso modellini di imbarcazioni, strumenti di navigazione e documenti storici. Tra le curiosità esposte, spiccano i cimeli legati alla nave “Elettra” di Guglielmo Marconi, utilizzata dal celebre inventore per i suoi esperimenti sulla radio.
Fonte: Getty ImagesIl Museo del Mare a Trieste
Il Museo della Bora
Trieste è famosa per la sua bora, il vento impetuoso che soffia sulla città e ne caratterizza il clima, così tanto che in città gli è stato persino dedicato un museo ad hoc. Il Museo della Bora è un’esperienza unica che esplora il fenomeno atmosferico attraverso installazioni interattive, testimonianze e curiosità scientifiche. Un museo insolito e affascinante, che racconta la città da una prospettiva inedita.
Il Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez
Dedicato alla memoria della guerra con un messaggio di pace, il Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez raccoglie armi, divise, documenti e reperti legati ai conflitti mondiali. Grazie a postazioni multimediali e interattive, il museo offre un percorso coinvolgente che permette di comprendere meglio la realtà della guerra e l’importanza della pace, condizione da preservare senza dimenticare il passato.
Dal 10 al 25 febbraio 2025, un treno storico attraverserà l’Italia portando con sé una mostra multimediale dedicata alla memoria dell’esodo giuliano-dalmata e delle vittime delle foibe. L’iniziativa, denominata “Il Treno del Ricordo”, rappresenta un’occasione importante per ripercorrere una delle pagine più dolorose della storia italiana, troppo spesso dimenticata.
Organizzato nell’ambito delle commemorazioni ufficiali per il Giorno del Ricordo, il convoglio storico partirà da Trieste e farà tappa in sette città italiane, tra cui Padova, Roma e Napoli, accogliendo a bordo studenti, cittadini e istituzioni per un’esperienza immersiva e toccante.
Un viaggio nella storia: il percorso del Treno del Ricordo
L’itinerario del Treno del Ricordo segue simbolicamente quello degli esuli istriani, fiumani e dalmati, costretti a lasciare la propria terra nel secondo dopoguerra. Con partenza da Trieste, il convoglio sosterà in diverse città italiane secondo il seguente calendario:
Trieste Centrale: 10-11 febbraio 2025, binario 1
Padova: 12-13 febbraio 2025, binario 10
Bologna Centrale: 14-15 febbraio 2025, binario 6 ovest
Roma Ostiense: 16-17 febbraio 2025, binario 1
Napoli Centrale: 18-19 febbraio 2025, binario 14
Lecce: 20-21 febbraio 2025, binario 1
Sassari: 24-25 febbraio 2025, binario 2
In ogni città, il convoglio rimarrà per due giorni, così da permettere a un vasto pubblico di visitare la mostra a bordo e partecipare agli eventi commemorativi. L’accesso sarà gratuito e regolamentato per gruppi, con orari di apertura dalle 9:00 alle 18:00.
Una mostra immersiva tra documenti, immagini e testimonianze
All’interno del treno storico è allestita una mostra multimediale suddivisa in quattro sezioni, ognuna delle quali racconta un aspetto della tragedia vissuta dagli esuli giuliano-dalmati:
Italianità: un approfondimento sulle radici culturali e storiche delle terre istriane, fiumane e dalmate, appartenenti all’identità italiana per secoli;
Esodo: la narrazione delle persecuzioni e delle violenze che costrinsero centinaia di migliaia di italiani ad abbandonare le loro case, lasciandosi ogni cosa alle spalle;
Viaggio del dolore: il tragitto dei fuggiaschi verso l’Italia, spesso affrontato in condizioni drammatiche, e l’accoglienza nei campi profughi;
Ricordi di una vita: oggetti, fotografie e testimonianze dirette che raccontano le storie personali di chi ha vissuto l’esilio.
Grazie alla collaborazione con l’Archivio dell’Istituto Luce e Rai Teche, lungo il percorso espositivo sarà possibile visionare filmati di repertorio, interviste e documenti dell’epoca. Inoltre, l’Istituto Regionale per la Cultura Istriana-Fiumana-Dalmata (IRCI) ha fornito fotografie e masserizie appartenute agli esuli, contribuendo a rendere la mostra ancora più toccante e autentica.
Un momento istituzionale per ricordare
Oltre alla mostra, ogni tappa del Treno del Ricordo prevede un momento istituzionale, con la partecipazione di autorità locali, rappresentanti delle associazioni degli esuli e delegazioni scolastiche. A Padova, ad esempio, l’evento ufficiale si terrà mercoledì 12 febbraio alle ore 11:00, con la presenza di studenti delle scuole locali, invitati a prendere parte alla commemorazione.
L’iniziativa, curata dal Gruppo FS e dalla Fondazione FS Italiane, è stata co-finanziata dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, tramite la Struttura di missione che si occupa degli Anniversari Nazionali.
Il Giorno del Ricordo e l’importanza della memoria
Il Giorno del Ricordo, istituito con la legge n.92 del 30 marzo 2004, ha lo scopo di conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Si tratta di un capitolo della storia italiana spesso trascurato, che ha segnato la vita di oltre 300.000 italiani costretti a lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Il successo dell’edizione 2024 del Treno del Ricordo, che ha visto 20.000 visitatori nonostante una limitata copertura mediatica, dimostra quanto sia forte il desiderio di conoscere e ricordare i drammatici eventi. Anche nel 2025, l’iniziativa si propone di sensibilizzare il pubblico e di coinvolgere in particolare le nuove generazioni affinché la memoria della tragedia non vada perduta.
Mediante un viaggio simbolico e un percorso espositivo coinvolgente, il Treno del Ricordo rappresenta un’opportunità per riflettere sulla storia, sull’identità e sulla sofferenza di migliaia di famiglie italiane, nel rispetto della verità storica e del valore della memoria.