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Milano Cortina 2026, 100 giorni alla cerimonia di apertura

A meno 100 giorni dai Giochi, Regione Lombardia si prepara al grande evento olimpico che la porterà al centro del mondo. “Milano Cortina 2026 non è soltanto un grande evento sportivo, il più grande mai ospitato in Lombardia. È anche una sfida che abbiamo fortemente voluto per mostrare al mondo la nostra capacità di unire competenze, territori e valori nel perfetto stile della concretezza lombarda”. Lo ha detto il presidente della Regione, Attilio Fontana, intervenuto all’evento ‘100 giorni a Milano Cortina 2026 organizzato all’auditorium ‘Testori’ di Palazzo Lombardia per celebrare il conto alla rovescia verso l’accensione del braciere olimpico.

Presenti, tra gli altri, il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, l’amministratore delegato Andrea Varnier e, in videocollegamento, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

I numeri

Al via il 6 febbraio, i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 prevedono 195 eventi da medaglia e 116 competizioni (54 maschili, 50 femminili e 12 misti) in 17 giorni di gare. Oltre 2.900 atleti di 85 nazioni si sfideranno per conquistare le medaglie realizzate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato svelate il 16 luglio 2025 a Palazzo Balbi, a Venezia. Per supportare la manifestazione, che conta già 800.000 biglietti venduti, saranno impiegati 18.000 volontari tra Milano e Cortina d’Ampezzo.

“Queste Olimpiadi – ha sottolineato Fontana – hanno una caratteristica unica: il loro assetto diffuso. Coinvolgono montagne e metropoli, comunità diverse e complementari, in un mosaico che rappresenta al meglio la nostra identità regionale. È un’Olimpiade estesa geograficamente, ma anche simbolicamente, perché abbraccia più luoghi, più persone, più esperienze”.

I preparativi a 100 giorni da Milano Cortina

I preparativi per Milano Cortina 2026 hanno coinvolto in modo capillare l’intero tessuto socioeconomico regionale. L’obiettivo è lasciare una legacy duratura per cittadini, imprese e territori. Grazie a un investimento complessivo di oltre 5 miliardi di euro articolato in circa 80 interventi, di cui l’80% dedicato alle infrastrutture, sono stati realizzati i villaggi olimpici e non solo. Risorse impegnate, infatti, anche per costruire e creare impianti sportivi, piste da sci e collegamenti ferroviari e stradali. Cui si aggiungono progetti di riqualificazione urbana e turistica che miglioreranno la qualità della vita e l’attrattività delle località lombarde.

“Alla base di questo progetto – ha proseguito il governatore Fontana – c’è la sinergia tra i territori. La collaborazione tra Regione Lombardia, istituzioni e realtà locali, che parte da lontano, da Losanna 2019, e che rappresenta la nostra eredità immateriale più preziosa. È la dimostrazione che, quando si lavora insieme con una visione comune, si possono unire realtà diverse in un unico percorso condiviso. Capace di generare benefici per cittadini, imprese e territori”.

“Cogliamo l’occasione di questa giornata – ha concluso Fontana – per trasmettere a tutti i cittadini l’entusiasmo e la passione che ci accompagneranno verso Milano Cortina 2026, un’esperienza che vivremo insieme e che resterà nel cuore di ciascuno”.

Le date

Dopo le Olimpiadi che si concluderanno il 22 febbraio 2026, dal 6 marzo inizieranno quindi le Paralimpiadi che si concluderanno il 15 marzo.

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‘Corsa del Ricordo’ 2025: anche Milano ‘in campo’ per la memoria

La quarta edizione della ‘Corsa del Ricordo 2025‘, l’evento sportivo che unisce memoria e solidarietà,  è stata presentata a Palazzo Lombardia dal sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi. Promossa da Asi (Associazioni sportive e sociali italiane) Lombardia in collaborazione con Anvgd (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e Top Training ha l’obiettivo di mantenere viva, attraverso il linguaggio dello sport, la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.

Presentata a Palazzo Lombardia la tappa di Milano della quarta edizione della 'Corsa del Ricordo 2025' è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave con 2 percorsi: 10 (gara competitiva) e 5 km (aperta a tutti).Sport e memoria

L’idea di associare un evento sportivo alla Giornata del Ricordo, il 10 febbraio, (istituita con la  Legge 92 del 30 marzo 2004) nasce proprio per conservare la memoria delle vittime delle foibe e della tragedia vissuta dagli esuli e condividere insieme un momento di unione. La ‘Corsa del Ricordo‘ è così composta da 11 tappe italiane, che vanno da Roma a Milano, passando per Catania, Grosseto, Aversa, Terni, Novara, San Felice del Circeo, Trieste e Latina.

La tappa di Milano

La tappa di Milano è in programma domenica 9 novembre al Parco delle Cave e prevede due percorsi: una gara competitiva di 10 chilometri su u percorso certificato Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) e una non competitiva di 5 km, aperta a tutti, con partenza alle ore 9.30.

Corsa del Ricordo 2025 unisce sport, memoria, partecipazione e comunità

“La ‘Corsa del Ricordo’ – ha sottolineato Federica Picchi –  è una manifestazione che sicuramente va oltre il significato sportivo. È infatti un gesto collettivo che unisce memoria, partecipazione e comunità. Ricordare attraverso lo sport significa cioè dare alle nuove generazioni un modo concreto per avvicinarsi alla storia, comprenderla e trasformarla in un impegno civile. Regione Lombardia è quindi orgogliosa di ospitare nel proprio territorio eventi come questo, che promuovono valori di solidarietà, rispetto e condivisione, rafforzando il ruolo dello sport come ponte tra memoria e futuro”.

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Festa del Torrone a Cremona, Fontana: evento che sa affascinare

Torna a Cremona la tradizionale Festa del Torrone, un appuntamento di richiamo nazionale che celebra l’eccellenza enogastronomica e le radici culturali di un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni.

Festa del Torrone di Cremona 2025 presentata a Palazzo Lombardia

L’edizione 2025 presentata a Palazzo Lombardia, è interamente dedicata alla musica, un omaggio vibrante alla rinomata tradizione liutaia cremonese, riconosciuta in tutto il mondo, ma anche un tributo a Mina, interprete di levatura internazionale, originaria di Cremona e protagonista di un originale jingle dedicato al torrone che si potrà ascoltare con apposite cuffie in distribuzione ai visitatori.

Le sette note faranno da filo conduttore a un ricco programma che spazierà dalle degustazioni ai grandi spettacoli, dalle installazioni artistiche a momenti culturali di alto profilo.

Alla presentazione è intervenuto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

Tra i presenti, l’assessore al Turismo del Comune di Cremona, Luca Burgazzi e Stefano Pelliciardi, responsabile SGP Grandi Eventi e organizzatore della Festa del Torrone.

Fontana: chi non ha vissuto questa Festa la deve provare

“Mi fa molto piacere presentare questa manifestazione, che unisce tradizione e storia con una grande partecipazione popolare – ha esordito il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana -. A Cremona si respira l’aria autentica della città e si percepisce quanto la gente si lasci coinvolgere da questo evento. Chi non c’è mai stato, deve assolutamente provare ad immergersi in questa Festa e lasciarsi affascinare dalla bellezza di una città che, soprattutto la sera, quando le vie e le piazze del centro si illuminano di mille colori sa farsi apprezzare ed amare. A fare da contorno, poi, anche una ricca serie di manifestazioni di carattere culturale di alto profilo”.

Burgazzi (Comune): torna BookCity Cremona

Luca Burgazzi, assessore al Turismo del Comune di Cremona, ha evidenziato l’offerta culturale complementare: “In occasione del secondo fine settimana, tornerà BookCity Cremona, un’iniziativa culturale di rilievo affiancherà la storica manifestazione cremonese con un’offerta editoriale di qualità, capace di attrarre pubblici nuovi e diversificati”.

Pelliciardi: celebriamo le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026

“La Festa del Torrone – ha sottolineato Pelliciardi – celebra quest’anno anche le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, uno degli eventi più attesi non solo in Italia ma in tutto il mondo. Per questo un’azienda del territorio realizzerà e reinterpreterà i cinque cerchi olimpici intrecciati in un’istallazione molto particolare realizzata interamente di torrone”.

“Presentiamo un programma oversize – ha continuato – in cui si consolida ulteriormente il legame tra Cremona, il gusto e la musica. Tra i momenti più attesi, c’è sicuramente il Torrone d’Oro: per l’Eccellenza Artistica e Musicale sarà consegnato a Mina, vera icona cremonese. Per la cucina, invece, il premio andrà a Daniele Persegani, che rappresenta l’eccellenza del gusto. Non mancheranno la rievocazione storica e il treno del Torrone che parte da Milano, portando il flusso dei visitatori regionali direttamente nel cuore dell’evento”.

Promotori e sostenitori

La manifestazione è promossa e sostenuta dal Comune di Cremona e dalla Camera di Commercio di Cremona, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Cremona e Fondazione Cariplo.

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BookCity Milano, Lombardia protagonista con le Olimpiadi della Cultura

Dal 10 al 16 novembre 2025 torna ‘BookCity Milano‘, la grande festa dei libri e della lettura che ogni anno trasforma Milano e la Lombardia in un palcoscenico diffuso di incontri, dialoghi e storie. La 14esima edizione è stata presentata nel corso di una conferenza stampa al Piccolo Teatro Grassi con la partecipazione dell’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso. La rassegna, promossa dal Comune di Milano, dall’associazione Italiana Editori e dall’associazione BookCity Milano, vede Regione Lombardia tra i protagonisti con il progettoTedofori – Ventuno parole per un Abbecedario Olimpico‘, finanziato nell’ambito del bandoOlimpiadi della Cultura‘.

Il sostegno della Regione a BookCity Milano 2025

In foto l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, durante la conferenza stampa di BookCity Milano 2025 al Teatro Piccolo Grassi“L’iniziativa – ha spiegato Caruso – prevede ventuno incontri e oltre seicento minuti di podcast che accompagneranno il percorso verso i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026“.

“‘BookCity’ è un progetto che funziona perché mette insieme persone, luoghi e idee. È nata a Milano ma coinvolge tutta la Lombardia, dalle città ai piccoli centri, generando legami e sinergie che restano anche dopo gli eventi. Regione sostiene questo lavoro di rete perché porta valore, partecipazione e orgoglio ai territori“.

Il tema scelto per l’edizione 2025 di ‘BookCity’, che quest’anno vede nascere la Fondazione, è ‘Il potere delle idee / le idee del potere‘. Sono previsti 1.200 eventi, oltre 3.000 protagonisti, 70 librerie coinvolte, più di 50 biblioteche, 339 sedi che ospitano gli incontri e oltre 400 volontari. Ampio spazio è inoltre dedicato alla spiritualità, con un trittico di incontri su San Francesco, di cui nel 2026 ricorreranno gli 800 anni dalla morte.

L’evento nelle province della Lombardia

La manifestazione si estende ancora una volta oltre i confini del capoluogo lombardo, coinvolgendo le province di Como, Cremona, Lodi, Monza, Pavia e Sondrio.

A Como gli incontri saranno dedicati a Stefano Benni e Andrea Camilleri; a Cremona alla figura di Ugo Tognazzi; a Lodi al rapporto tra intelligenza artificiale, arte e scienza; a Monza eventi a tema storico nella Villa Reale e all’Arengario; a Pavia appuntamenti con Gianrico Carofiglio ed Edoardo Albinati; a Sondrio con Monica Pareschi, finalista del Premio Campiello.

A questo link è disponibile il programma integrale di ‘BookCity’ 2025 nelle province lombarde di Como, Cremona, Lodi, Monza, Pavia e Sondrio.

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Cerimonia apertura Milano Cortina 2026. Vetrina globale per l’Italia

Intervenendo alla presentazione della Cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026, allo Stadio S. Siro di Milano, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha sottolineato che sarà “un evento che ci renderà orgogliosi di essere italiani, di essere lombardi, di essere il Paese delle Olimpiadi. Olimpiadi che per la prima volta si ‘adeguano’  al territorio e non, come avvenuto in passato, al contrario”.

Alla conferenza stampa erano presenti Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione, Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali, Montagna e Risorse energetiche, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Cerimona apertura Milano Cortina 2026, appuntamento il 6 febbraio 2026

Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale Massimo Sertori alla presentazione della cerimonia di inaugurazione di Milano Cortina 2026Il 6 febbraio 2026, a San Siro, per la cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026 saranno presenti capi di stato, giornalisti, turisti da tutto il mondo e, soprattutto, gli atleti e i team dei circa 93 Paesi partecipanti alle Olimpiadi invernali. Oltre 3.500 le gare in cui saranno contese 195 medaglie in 16 discipline olimpiche.

“Un momento che ci proietta avanti di 113 giorni, al 6 febbraio 2026 – ha aggiunto il presidente -. A quello che, per spettacolo e cerimonia, sarà il momento più grande e più visto di tutte le Olimpiadi. Lo spettacolo in cui il Paese ospitante si racconta e si mostra davanti a un pubblico globale: cultura, arte, storia, valori, eccellenze”. “È il momento che culmina con l’ingresso degli atleti e con l’accensione del braciere olimpico, a dire con una sola immagine: le Olimpiadi sono iniziate!”.

Quell’evento, e l’accensione di quel fuoco, che accenderà negli italiani e nei lombardi la consapevolezza che “stiamo davvero facendo le Olimpiadi – ha ribadito Fontana – e gli occhi del mondo sono sulle nostre città e sulle nostre montagne”.

“La forza della Lombardia è far sembrare naturale e semplice ciò che naturale e semplice non è – ha concluso il presidente – . Organizzare le Olimpiadi e farlo in un modo nuovo e innovativo. Parliamo, infatti, di un’Olimpiade diffusa, che si adatta ai luoghi e non chiede ai luoghi di adattarsi a lei. Parliamo di Milano, della Valtellina con Bormio e Livigno, di Cortina e del Trentino-Alto Adige. L’evento di lancio è il nostro biglietto da visita: con esso l’Italia si presenta al mondo e dice ‘siamo ciò che vedete’. A Milano e, alla Lombardia, il compito di raccontare tutta l’eccellenza italiana”.

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Dove andare a ottobre: destinazioni autunnali tra natura, città e mare

Ottobre è un mese che regala opportunità di viaggio uniche: da una parte i paesaggi autunnali, con le città americane e le foreste del New England che si tingono di rosso e oro, dall’altra la possibilità di scoprire luoghi meno affollati e più convenienti grazie alla cosiddetta bassa stagione intermedia. È quel momento dell’anno in cui il flusso turistico estivo si è ormai placato, ma le grandi ondate di vacanzieri invernali devono ancora iniziare.

Inoltre, per chi desidera cambiare prospettiva, basta guardare all’emisfero australe, dove ottobre coincide con la primavera: un invito a godersi il risveglio della natura in destinazioni come il Sudafrica o l’Argentina. Insomma, tra colori, clima favorevole e prezzi più accessibili, questo mese si rivela un’occasione ideale per partire e queste sono le migliori destinazioni dove andare a ottobre.

Olimpiadi della Cultura, a Malpensa la mostra ‘Emozioni dei Giochi’

Inaugurata all’aeroporto di Milano Malpensa la mostra video fotografica ‘Emozioni dei Giochi – Culture through sport‘, il progetto culturale promosso da Regione Lombardia – Direzione Cultura, in collaborazione con Ficts – Fédération Internationale cinéma télévision sportifs, nell’ambito delle Olimpiadi della Cultura di Milano Cortina 2026. Alla cerimonia ha partecipato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso.

Olimpiadi evento culturale e sociale, anche per il territorio varesino

In foto l’assessore regionale Francesca Caruso durante l’inaugurazione della mostra fotografica ‘Emozioni dei Giochi’ all’interno delle Olimpiadi della Cultura“Con ‘Emozioni dei Giochi‘ – ha spiegato l’assessore Caruso – vogliamo accompagnare i cittadini lombardi, i viaggiatori e i visitatori internazionali in un percorso che unisce sport, arte e cultura, nella prospettiva dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. La mostra inaugurata all’aeroporto varesino non è solo un racconto per immagini delle emozioni olimpiche, ma anche un modo per ricordare che lo sport parla un linguaggio universale fatto di rispetto, passione e lealtà”.

“Regione Lombardia – ha concluso Caruso – crede in un’Olimpiade che non sia soltanto un evento sportivo, ma anche un’eredità culturale e sociale, capace di valorizzare i nostri territori e di trasmettere valori condivisi alle nuove generazioni”.

I partecipanti all’inaugurazione

Hanno partecipato anche Monica Piccirillo, direttore aeroporto Milano Malpensa di Enac e Franco Ascani, presidente di Ficts. Con loro anche Alessandro Fidato, chief operating officer di Sea Aeroporti di Milano. L’iniziativa si inserisce nel percorso di avvicinamento ai Giochi olimpici e paralimpici invernali, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze culturali lombarde e diffondere i valori universali dello sport.

Olimpiadi della Cultura, a Malpensa la mostra ‘Emozioni dei Giochi’

La mostra, disponibile in aeroporto fino al 30 novembre 2025, è a ingresso libero.  Propone una selezione delle immagini più iconiche dei Giochi Olimpici estivi e invernali, raccontando attraverso lo sport storie di rispetto, fratellanza, solidarietà e lealtà.

Un itinerario fotografico, fatto di 240 scatti su 20 totem autoportanti, che celebra gli atleti di tutte le nazioni in transito dallo scalo milanese. È così  sottolineato la dimensione globale e inclusiva dell’Olimpismo.

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‘Protezione civile e tecnologie’, un convegno per gestione emergenze

Confrontarsi su come tecnologie innovative e intelligenza artificiale possono essere integrate nella gestione delle emergenze, promuovendo un modello di Protezione civile predittiva e interconnessa. Attorno a questi temi, a Palazzo Lombardia, si è tenuto il convegno ‘Protezione civile e tecnologie’, con la partecipazione dell’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa.

Convegno ‘Protezione civile e tecnologie’, gli interventi di Fontana e Musumeci

Hanno aperto i lavori i videomessaggi del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha ringraziato i volontari e posto l’attenzione sulla richiesta, in chiave autonomista, di più competenze sulla Protezione civile, e del Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci. Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, ha portato i saluti istituzionali dell’Aula.

Gli obiettivi del convegno a Palazzo Lombardia

Il convegno, organizzato in collaborazione con Net.Pro, associazione di volontariato attiva nel campo delle metodiche di ingegnerizzazione delle attività di emergenza, mira a fare sistema e valorizzare le competenze, portando possibili soluzioni innovative per una risposta multidisciplinare alla gestione delle emergenze, una delle maggiori sfide della Protezione civile, e dei grandi eventi, come le prossime Olimpiadi e Paraolimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.

Particolare rilevanza è stata dedicata al tema dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, strumenti sempre più efficaci per aumentare la prontezza operativa e ridurre l’impatto degli eventi critici.

Innovare non significa sostituire le persone con le macchine

A Palazzo Lombardia il convegno ‘Protezione civile e tecnologie’ per confrontarsi sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale nel campo delle emergenze: in foto l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione civile, Romano La Russa“Le tecnologie avanzate e l’intelligenza artificiale – ha dichiarato l’assessore La Russa – rappresentano sempre di più uno strumento efficace per la Protezione civile, offrendo modalità innovative di risposta e condivisione delle informazioni tra istituzioni, volontari, enti locali e cittadini. Innovare non significa sostituire le persone con le macchine, ma dare agli operatori strumenti migliori per proteggere vite umane”.

“È in questa direzione – ha concluso La Russa – che lavora Regione Lombardia, convinti che la sinergia tra competenze, tecnologie e capacità organizzativa sia la chiave per affrontare le sfide che ci attendono“.

 

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Olimpiadi 2026, sei mesi all’inaugurazione. Fontana: orgoglio lombardo

Meno di sei mesi a un appuntamento eccezionale, che accenderà le Alpi e il cuore di milioni di persone”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ricorda che il 6 febbraio 2026 è in programma l’inaugurazione ufficiale dei Giochi invernali Milano Cortina.

“Sarà molto più di un evento sportivo – spiega Fontana – sarà un viaggio tra territori straordinari, capaci di conquistare il mondo con panorami mozzafiato, eccellenze agroalimentari e comunità ospitali”.

Olimpiadi 2026, Lombardia al lavoro per accogliere atleti e tifosi

“Sono orgoglioso – prosegue il governatore – di aver lavorato fin dal primo istante del mio mandato per portare questo grande evento in Lombardia e non lasciarci sfuggire un’occasione storica. La Lombardia è al lavoro per accogliere atleti olimpici e paralimpici, delegazioni e tifosi da ogni angolo del pianeta. Un evento che porterà benefici concreti e duraturi ben oltre il 2026″.

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Milano Cortina 2026, Fontana: villaggio olimpico eredità per tutti

“Un’ottima notizia che va esattamente nella direzione che, da sempre, ha caratterizzato il percorso di Regione Lombardia verso Milano Cortina 2026. Da una parte, essere preparati ed efficienti in vista dei Giochi e, dall’altra, lasciare una eredità importante a tutta la nostra regione in termini di infrastrutture e di ogni altro tipo di intervento”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta la notizia dell’accordo per la consegna del villaggio olimpico dopo Milano Cortina 2026.

Milano Cortina 2026, Fontana commenta l’accordo per la consegna del villaggio olimpico

“Il nostro lavoro prosegue spedito – conclude Fontana – per farci trovare pronti a quello che, senza dubbio, sarà un evento storico per la Lombardia. Con la certezza che le Olimpiadi saranno anche un volàno eccezionale per i nostri territori, che potranno godere di progetti concreti di legacy davvero importante”.

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A Santa Fe, in viaggio nel cuore dell’Argentina più autentica

Tra fiumi che si specchiano nel cielo, ponti sospesi e basiliche che profumano di storia, Santa Fe è la sorpresa che non ti aspetti nel cuore dell’Argentina rurale. Meno conosciuta rispetto a Buenos Aires o Córdoba, questa città affacciata sul Paraná è un concentrato di architettura coloniale, tradizioni vive e tramonti che restano impressi nella memoria.

Fondata nel 1573 da Juan de Garay come base commerciale, fu costretta a spostarsi nel 1653 a causa delle frequenti alluvioni. Nel Novecento conobbe un forte sviluppo grazie alla nascita dell’Università della Tecnologia, diventando un polo industriale strategico tra Córdoba e Rosario.

Se sei in cerca di momenti autentici di spiritualità e tranquillità, ma anche di pulsazioni culturali, di passeggiate lungo il fiume o di angoli di bellezza fuori dalle classiche rotte turistiche, Santa Fe è la meta perfetta da raggiungere.

Dove si trova Santa Fe

Santa Fe de la Vera Cruz (questo è il suo nome completo) è la capitale della provincia di Santa Fe, situata nella regione centro‑orientale dell’Argentina. Sorge nella pianura della Pampa, sulla riva dei fiumi Paraná e Salado, circa 475  km a nord‑ovest di Buenos Aires, 147 km a nord di Rosario e 350 km da Córdoba. La sua è una posizione strategica per coloro che programmano di raggiungere anche il vicino Uruguay.

Per arrivare a Santa Fe è necessario prendere l’aereo (con uno o più scali poiché dall’Italia non ci sono voli diretti), atterrando all’aeroporto di Sauce Viejo, a 15 km dalla città. La connessione più comoda è quella con Buenos Aires (volo di circa 50 minuti).

Se ci si trova a Buenos Aires, si può raggiungere Santa Fe anche con una delle numerose linee di autobus che le collegano (con viaggi dalle 4 alle 9 ore ed economici). Se invece si noleggia l’auto si può percorrere l’Autopista Rosario–Santa Fe e le Rutas Nacionales 9/11/168 da Buenos Aires e da Rosario. L’alternativa è il treno regionale messo a disposizione di Trenes Argentinos.

Cosa vedere a Santa Fe

Santa Fe è un caleidoscopio di siti storici e culturali, di parchi verdeggianti, di chiese imponenti e musei che ne raccontano la lunga storia coloniale. Il suo centro è un grande reticolo di strade ortogonali, retaggio diretto della ricostruzione completa della città nel sito attuale dopo l’abbandono di quella originaria a causa delle devastanti alluvioni a cui era soggetta.

Ecco 8 cose imperdibili da vedere a Santa Fe de la Vera Cruz.

Plaza de 25 de Mayo e Basilica

Il cuore di Santa Fe è l’elegante Plaza de 25 de Mayo, circondata da suggestivi edifici in stile coloniale spagnolo, come il Palazzo del Governo, attuale sede del Comune di Santa Fe, l’austero Santuario di Nostra Signora dei Miracoli (in spagnolo Nuestra Señora de los Milagros), che al suo interno nasconde meravigliose decorazioni barocche, e l’imponente facciata del Collegio Inmaculada Concepción.

La chiesa, in particolare, è una chicca da visitare: dichiarata monumento nazionale, ha una facciata completamente bianca arricchita da un unico portale, mentre le due navate laterali sono sormontate da tre cupolini ciascuna.

Plaza de las tres Culturas e i suoi musei

A pochi passi da Plaza de 25 de Mayo, si apre la splendida cornice di Plaza de las tres Culturas: un giardino pubblico elegante, con alberi sentieri e fontane, in cui fare piacevoli camminate e visitare anche il Museo Storico Provinciale e il Museo Etnografico e Coloniale di Juan de Garay.

Il Museo Storico Provinciale è un’interessante istituzione museale che raccoglie una ricchissima collezione di oggetti, documenti e fotografie che ripercorrono la storia di Santa Fe, dell’indipendenza dell’Argentina e di come sia diventata uno dei centri industriali più importanti del Paese.

Il Museo Etnografico e Coloniale di Juan de Garay è, invece, il luogo perfetto dove scoprire la storia più antica di Santa Fe, a partire dalla misteriosa civiltà Guaranì, che abitò per millenni questa regione, per poi essere soggetta ai lunghi secoli della dominazione spagnola. Alcuni dei pezzi più interessanti della collezione sono i giochi da tavolo in pietra risalenti al Cinquecento, come le Tabulas, una sorta di backgammon importato dai conquistadores spagnoli.

Convento di San Francesco

Affacciato anch’esso alla Plaza de las tres Culturas, anche il Convento di San Francesco merita una visita. Un complesso religioso del XVII secolo che accoglie un chiostro e che abbonda di arte sacra.

Museo Provincial de Ciencias Naturales

Un’altra meta da non perdere a Santa Fe è quella che si affaccia alla splendida Plaza San Martin: il Museo Provincial de Ciencias Naturales Florentino Ameghino. Si tratta di una realtà museale legata all’università, che conserva una ricchissima collezione di animali, curiosità geologiche e fossili trovati sul territorio di Santa Fe. Il museo offre anche diverse attività didattiche che lo rendono una tappa perfetta da visitare con bambini e ragazzi.

Parco Archeologico de las Ruinas de Santa Fe

Santa Fe svela tesori preziosi anche fuori dal suo centro cittadino. Spostandovi per circa 60 km verso nord, lungo il fiume, potrete raggiungere una delle mete più interessanti: il Parque Arqueológico de las Ruinas de Santa Fe, nel villaggio di Cayasta. Chiamato anche “La Vieja”, che conserva i resti dell’antico centro storico di Santa Fe.

A tal proposito, è bene sapere che nel 1653, a causa delle continue esondazioni del fiume e i danni che ne derivavano, la città “vecchia” venne fatta evacuare e ricostruita più lontana dalle rive, nel luogo in cui sorge oggi.

Passeggiando per il parco archeologico si possono osservare le fondamenta degli edifici costruiti dagli spagnoli e visitare la Chiesa di San Francisco, l’unica struttura rimasta ancora in piedi dopo l’abbandono dell’antica città. Non mancano anche interessanti mostre che ripercorrono la storia del sito archeologico.

Cattedrale Metropolitana Todos los Santos

La Cattedrale di Ognissanti (in spagnolo Catedral Metropolitana Todos los Santos) è la principale chiesa cittadina edificata fra il XVII e XIX secolo. Proclamata monumento nazionale nel 1942, si tratta di un bellissimo esempio di architettura neoclassica, al cui interno si possono ammirare vetrate e altari ornamentali, e respirare un’atmosfera raccolta. Al suo interno custodisce anche una Vera Croce d’epoca coloniale (proprio da questa sembra che abbia preso il nome la città).

Basilica Nuestra Señora de Guadalupe

Spostandovi nella parte settentrionale della città di Santa Fe, potrete raggiungere un altro luogo di culto altamente suggestivo: la Basilica Nuestra Señora de Guadalupe, un punto di riferimento spirituale e architettonico per la comunità locale, con la sua facciata neogotica, gli interni neoclassici e le imponenti vetrate decorate. Venne costruita tra il 1904 e il 1910, su progetto dell’architetto italiano Juan Bautista Arnaldi, ed è stata elevata a basilica minore nel 1953.

Puente Colgante

Simbolo della città e importante testimonianza di ingegneria storica è il Puente Colgante: un ponte sospeso lungo circa 300 metri e composto da torri alte 30 metri, che attraversa la laguna Setúbal collegando la Costanera Ovest e la Costanera Est di Santa Fe. Progettato da Marcial Rafael Candioti e costruito tra il 1924 e il 1928, originariamente veniva utilizzato anche come acquedotto, mentre nel 2014 è stato dichiarato Monumento Storico Nazionale.

Vi consigliamo di raggiungerlo al tramonto, per realizzare scatti memorabili e decisamente romantici. Con l’avanzare del buio della sera poi, si trasforma in un meraviglioso spettacolo di tantissime luci.

Il Mulino Franchino

Per fare un tuffo nella produzione agricola del passato, un luogo da visitare è l’antico Mulino Franchino, un ex complesso di mulini per la realizzazione della farina oggi riconvertito in polo culturale. Si trova nel cuore della città e organizza attività didattiche ed espositive, oltre a mostrare i processi di produzione e finitura di ogni prodotto creato. Qui potrete fare anche una pausa stimolante nel suo caffè letterario.

Cosa fare a Santa Fe

Oltre alla visita dei luoghi storici, culturali e religiosi di Santa Fe, si possono vivere tante altre esperienze autentiche e arricchenti in questa terra ancora poco conosciuta internazionalmente dal punto di vista turistico.

Una volta nel centro di Santa Fe, per esempio, non ci si può far sfuggire una visita alla Cervecería Santa Fe: uno stabilimento di produzione di birra tra i più famosi di tutta l’Argentina. Potrete prenotare tour guidati che permettono di scoprire tutte le fasi di produzione della birra e realizzare in prima persona le basi della fermentazione dei cereali.

Mentre si è in città non ci si può lasciar sfuggire anche l’occasione di assaggiare le prelibatezze della tradizione culinaria argentina e locale, come il delizioso asado preparato dai maestri della carne alla griglia, o le empanadas, uno dei piatti più celebri di tutta l’Argentina, sorseggiando l’immancabile mate (la celebre bevanda tradizionale preparata con le foglie essiccate e tritate della pianta di yerba mate). Da non perdere anche il sábalo a la parrilla (un pesce di lago tipico della zona cotto alla griglia) e il pato al escabeche (una ricetta a base di carne d’anatra, cotta lentamente in un brodo delizioso).

Ma le esperienze che regala Santa Fe non terminano qui. I più avventurosi, oltre a fare piacevoli passeggiate lungo il fiume, possono viaggiare sull’acqua a bordo dei kayak nella laguna di Setúbal, mentre chi cerca momenti romantici da condividere con la persona amata può attraversare il Puente Colgante (Ingeniero Marcial Candioti Bridge) accompagnati dalle luci infuocate del tramonto.

Anche a Sperlonga occorre prenotare la spiaggia libera: come fare

La splendida Sperlonga, una delle mete più amate del litorale laziale, introduce un nuovo sistema per accedere alla spiaggia libera davanti alla Grotta di Tiberio: ora è necessario infatti prenotare tramite un’app gratuita. Si tratta di una scelta strategica per limitare il sovraffollamento turistico e promuovere un uso più consapevole e sostenibile del territorio.

Il ritorno delle app per l’accesso alle spiagge libere

Durante la pandemia, tra il 2020 e il 2021, molte spiagge italiane adottarono un sistema di prenotazione digitale per regolamentare gli accessi. Con il graduale ritorno alla normalità, molte di queste misure furono abbandonate. Tuttavia, in alcune località come Posillipo vicino a Napoli, il sistema è rimasto attivo. Ora anche Sperlonga, in Lazio, sceglie di riprendere questa pratica, non per motivi sanitari, ma per contrastare il turismo di massa e tutelare il patrimonio ambientale e culturale.

Perché la Grotta di Tiberio richiede una prenotazione

La spiaggia libera davanti alla suggestiva Grotta di Tiberio – una cavità naturale di interesse archeologico – è una delle più iconiche di Sperlonga, ma anche tra le più piccole e fragili. Per questo il Comune ha stabilito che non possono essere ospitati più di 56 ombrelloni, mantenendo una distanza minima di 3 x 4 metri tra l’uno e l’altro. Una misura necessaria per garantire la fruizione sostenibile dell’area, che è parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse e presenta appunto un notevole valore naturalistico e anche archeologico.

La spiaggia libera davanti alla Grotta di Tiberio diventa a prenotazione obbligatoria
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La Grotta di Tiberio a Sperlonga

Come funziona il sistema di prenotazione

Dal 14 giugno, è attiva sull’app “Sperlonga turismo”, disponibile per dispositivi iOS e Android e utilizzata sia dai turisti che dai local, una sezione dedicata: “Prenota spiaggia libera Grotta di Tiberio”. Il servizio è gratuito, ma prevede alcune regole:

  • la prenotazione è obbligatoria e deve essere fatta con un giorno di anticipo,
  • la conferma sul posto deve avvenire entro le ore 11:30 del giorno stesso in cui si vuole usufruire della spiaggia, tramite QR code,
  • la scansione del codice va fatta nei parcheggi convenzionati per attivare e poi disattivare il proprio posto quando si va via,
  • il sistema di prenotazione rilascia il posto automaticamente quando l’utente se ne va, rendendolo disponibile per altri viaggiatori.

Inoltre, sulla spiaggia è presente un punto informativo fisico, gestito da Energie Comuni, dove è possibile ricevere assistenza e spiegazioni sul funzionamento dell’app e delle prenotazioni.

Una tendenza condivisa anche da altre località italiane

Sperlonga non è un caso isolato. Anche in Sardegna alcuni comuni hanno adottato soluzioni simili per limitare il turismo di massa e preservare spiagge di grande bellezza ma a capienza limitata. È il caso di La Pelosa a Stintino, Cala Goloritzé a Baunei e Tuerredda a Teulada. In tutte queste destinazioni si punta alla conservazione del paesaggio e a un turismo più rispettoso dell’ambiente.

Turismo sostenibile e rispetto del territorio

L’iniziativa del Comune di Sperlonga rientra in una visione più ampia di gestione del turismo sostenibile, formalizzata attraverso un protocollo d’intesa con il Parco Regionale Riviera di Ulisse e la sezione locale de la Lega Navale Italiana. L’obiettivo è chiaro: salvaguardare le risorse naturali e offrire un’esperienza di qualità, sia ai residenti che ai numerosi visitatori.

Olimpiadi, presidente Fontana: buon lavoro a Kirsty Coventry

“Complimenti e buon lavoro, la attendiamo presto in Lombardia per stringerle la mano e confrontarci sull’imminente appuntamento delle Olimpiadi invernali 2026″. Così il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, saluta l’ufficialità della nomina di Kirsty Coventry a presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio).

Fontana: ringraziamo Thomas Bach per l’ottimo lavoro

“Ringraziamo Thomas Bach – ha aggiunto il presidente Fontana – per l’ottimo lavoro posto in essere durante il suo mandato e siamo certi che Kirsty Coventry, prima donna a rivestire questo incarico, saprà cogliere nuovi e importanti successi, proprio come accadeva quanto gareggiava nelle vasche olimpiche come atleta”.

Regione Lombardia verso le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026

“Insieme – ha concluso – condivideremo gli ultimi e decisivi passi per fare in modo che Milano-Cortina 2026 siano un grande successo sportivo e di pubblico”.

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Presentata la stagione 2025-2026 del Piccolo Teatro di Milano

“La nuova stagione del Piccolo Teatro conferma ancora una volta l’eccellenza e il respiro internazionale di una delle istituzioni culturali più rappresentative della Lombardia”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, partecipando alla conferenza stampa di presentazione della stagione 2025-2026 del Piccolo Teatro di Milano. Sono 21 in totale le rappresentazioni in programma della stagione teatrale, di cui 13 produzioni, 8 coproduzioni (di cui due con partner anche internazionali) e 4 prime assolute; 36 invece gli spettacoli ospiti.

Piccolo Teatro di Milano è luogo di confronto

L’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, in foto, alla conferenza stampa di presentazione della stagione 2025-26 del Piccolo Teatro di Milano“Il teatro è uno spazio vivo, dove la società si interroga e si rinnova. In questo senso, il Piccolo Teatro di Milano – ha affermato l’assessore regionale Caruso – continua a svolgere un ruolo centrale nel panorama culturale lombardo e nazionale, confermandosi come luogo di confronto aperto”.

“Le produzioni e coproduzioni proposte per il 2025-2026  – ha sottolineato – dimostrano una visione artistica capace di dialogare con il pubblico attraverso linguaggi contemporanei“.

Regione Lombardia  – ha continuato – guarda con orgoglio a questa proposta, che unisce memoria e contemporaneità, portando avanti un’idea di cultura accessibile e condivisa”.

L’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, in foto, alla conferenza stampa di presentazione della stagione 2025-26 del Piccolo Teatro di MilanoAppuntamenti che uniscono arte, sport e territori

“In particolare – ha aggiunto l’assessore Caruso – siamo orgogliosi della presenza di due spettacoli inseriti all’interno del palinsesto delle Olimpiadi della Cultura di Milano Cortina 2026, un’occasione straordinaria per promuovere la cultura come parte integrante del percorso olimpico”.

“Questi appuntamenti, che uniscono arte, sport e territori – ha ribadito – rappresentano un ponte simbolico tra identità locali e visione globale.

“Questi – ha concluso l’assessore Francesca Caruso – sono valori che Regione Lombardia intende valorizzare in vista di questo grande evento internazionale”.

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Teatro alla Scala e Regione portano la grande musica nei territori

Tre date, tre luoghi, un’unica idea: portare la grande musica sui territori. Torna ‘Musica nell’aria’, il progetto promosso dall’Accademia Teatro alla Scala con il sostegno di Regione Lombardia, in collaborazione con Aler Varese, Como, Monza Brianza e Busto Arsizio, il Consorzio Turistico Media Valtellina e Italia Nostra (sezione di Sondrio).

Dalle piazze urbane ai borghi di montagna, la rassegna si inserisce nel cartellone dell’Olimpiadi della Cultura di Milano Cortina 2026, portando la grande musica fuori dai teatri per offrirla ai cittadini come esperienza condivisa, viva e gratuita.

Caruso: iniziativa diffusa per Milano Cortina 2026

L’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, in foto, protagonista dell’accordo fra Teatro alla Scala e Regione Lombardia“La musica – ha dichiarato l’assessore regionale a Cultura Francesca Caruso – quando esce dai teatri, non perde forza: al contrario, diventa ancora più necessaria, più umana, più vicina. Con questo progetto non solo sosteniamo i giovani talenti dell’Accademia Teatro alla Scala, ma promuoviamo un’idea di cultura diffusa, capace di parlare ai territori. In vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina, iniziative come questa raccontano al meglio la Lombardia: una terra che investe nella bellezza, nell’educazione all’ascolto e nella valorizzazione delle proprie eccellenze”.

“Credo fortemente – ha proseguito l’assessore Caruso – sin dall’inizio del mio mandato, nella necessità di portare la cultura fuori dai luoghi tradizionali e di costruire un dialogo autentico con i territori. È proprio questo legame diretto con le comunità a rappresentare uno dei tratti distintivi dell’azione di Regione Lombardia. L’iniziativa ha anche un importante valore sociale: porta la musica classica nelle periferie e in contesti inusuali, contribuendo a contrastare il disagio e a generare nuove occasioni di incontro, ascolto e crescita”.

Teatro alla Scala e Regione Lombardia insieme: il programma degli eventi

Il Teatro alla Scala, protagonista dell’iniziativa con Regione Lombardia: con ‘Musica all’aperto’ il meglio della classica torna nelle periferieIl primo appuntamento, previsto inizialmente per mercoledì 4 giugno alle ore 17.30 a Busto Arsizio (Varese) è stato annullato per questioni organizzative e sarà riprogrammato.

Venerdì 4 luglio alle ore 18.30 sarà la piazza del Centro Storico di Sernio (Sondrio) a ospitare l’Orchestra dell’Accademia, diretta da Pietro Mianiti. Il programma sinfonico proporrà la Suite n. 1 op. 46 di Grieg, la Moldava di Smetana, Una notte sul Monte Calvo di Mussorgskij (nella versione di Rimskij-Korsakov) e la celebre ouverture dal Guglielmo Tell di Rossini.

Sabato 5 luglio, a partire dalle ore 9, la rassegna si chiuderà con una passeggiata musicale lungo il Sentiero dei Castelli, tra Sernio, Lovero e Tovo di Sant’Agata. Lungo l’itinerario – tra meleti, castagneti, vigneti e antiche fortificazioni – si alterneranno interventi musicali dal vivo a cura dei giovani orchestrali dell’Accademia. Un percorso pensato per unire paesaggio, memoria e suono, trasformando il cammino in un’esperienza culturale.

“‘Musica nell’Aria’ – ha concluso l’assessore – porta le note nelle periferie, nei luoghi meno battuti, dove troppo spesso la cultura arriva per ultima. E invece qui arriva per prima. E quando arriva per prima, cambia tutto”.

Tutti gli eventi sono a ingresso libero. La partecipazione alla passeggiata del 5 luglio è soggetta a prenotazione obbligatoria.

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Fitz Roy, la montagna leggendaria che cambia colore durante la giornata

Situato nel cuore della Patagonia meridionale, il Monte Fitz Roy, noto anche con il nome originale di Cerro Chaltén, si erge come una delle vette più affascinanti e iconiche del Sud America. Questa montagna, famosa per il suo profilo inconfondibile e le variazioni cromatiche che assume nel corso della giornata, rappresenta una tappa irrinunciabile per chiunque desideri esplorare le meraviglie naturali della regione andina. Incastonata tra i parchi nazionali Los Glaciares in Argentina – dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981 – e Bernardo O’Higgins in Cile, questa cima leggendaria  – che si dice abbia ispirato Antoine de Saint-Exupéry per illustrare Il Piccolo Principe – unisce spettacolarità geologica, significati culturali profondi e sfide alpinistiche di alto livello.

Geografia e posizione strategica

Il Fitz Roy si trova lungo il confine tra Argentina e Cile, raggiungendo un’altitudine di 3.405 metri. La montagna domina il massiccio che porta il suo nome, condividendo l’area con altre cime spettacolari come il Cerro Torre. Da un lato, si affaccia sul Campo de Hielo Sur – Ghiacciaio Patagonico Meridionale con i suoi 47 ghiacciai e tanti laghi color smeraldo punteggiati di iceberg – dall’altro si apre sulle pampas argentine, spoglie e battute dal vento.

Il punto di partenza: El Chaltén

La base ideale per chi desidera avvicinarsi al Fitz Roy è il villaggio di El Chaltén. Questo piccolo centro abitato, situato all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares, è facilmente raggiungibile percorrendo la Ruta 40 e poi la Strada Provinciale 23. Già lungo il tragitto è possibile scorgere la silhouette inconfondibile della montagna, che si staglia all’orizzonte tra le vette delle Ande.

come arrivare al Fitz Roy
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Le montagne Fitz Roy e Cerro Torre

Un nome, molteplici significati

Il Fitz Roy non è solo una meraviglia naturale, ma anche un simbolo culturale. Il nome originario “Chaltén” deriva dalla lingua degli Aonikenk, o Tehuelche, le popolazioni indigene della regione. Secondo alcune interpretazioni, il termine indica “montagna blu“; secondo altre, si traduce in “montagna che fuma“, in riferimento alle nuvole che spesso avvolgono la cima e che indussero in passato a credere si trattasse di un vulcano.

Un’identità contesa

Nel 1877, il geografo argentino Francisco Moreno ribattezzò la montagna in onore di Robert Fitz Roy, il capitano britannico che l’aveva avvistata durante una spedizione nel 1834. Recentemente, sono emerse proposte di legge per ripristinare il nome originale, in linea con il riconoscimento dei diritti culturali delle popolazioni native previsto dalla Costituzione argentina.

Significato spirituale e mitologico

Per gli Aonikenk, il Chaltén aveva un valore sacro. Secondo la mitologia locale, il semidio Elal fu trasportato sulla cima della montagna da un cigno prima di discendere tra gli uomini per insegnare loro l’arte della sopravvivenza. Questo racconto riflette la profonda connessione spirituale tra la montagna e le popolazioni indigene. Oltre al mito di Elal, la cima era considerata una sorta di portale simbolico tra il mondo terreno e quello degli spiriti. Molti rituali venivano eseguiti nelle sue vicinanze e la montagna veniva osservata per trarne presagi legati al clima, alla caccia o alla prosperità del villaggio.

L’esplorazione occidentale e l’importanza geopolitica

La prima documentazione europea risale al XVIII secolo, grazie alla spedizione spagnola di Francisco de Biedma y Narváez. In seguito, esploratori britannici e argentini contribuirono alla mappatura e alla definizione del confine tra Argentina e Cile. Solo negli anni ’30 del Novecento, con le spedizioni del missionario italiano Alberto Maria De Agostini, si iniziarono a esplorare sistematicamente le valli del massiccio.

L’alpinismo internazionale e i sentieri per tutti

L’ascesa al Fitz Roy è considerata una delle più difficili al mondo. Le pareti verticali in granito, l’imprevedibilità del meteo e i forti venti rendono la scalata una vera e propria impresa. La prima ascensione fu compiuta nel 1952 dai francesi Lionel Terray e Guido Magnone. Da allora, diverse vie sono state aperte, attirando scalatori esperti da tutto il mondo.

escursioni al Monte Fitz Roy
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Montagna del Fitz Roy nel Parco Nazionale della Patagonia in Argentina

Percorsi escursionistici per tutti i livelli

Non solo per alpinisti esperti: il Parco Nazionale Los Glaciares offre numerose escursioni accessibili anche a escursionisti non professionisti. I sentieri sono ben segnalati e attraversano paesaggi di straordinaria bellezza, offrendo viste sul Fitz Roy e sul ghiacciaio Viedma. Anche chi non ha esperienza può immergersi nell’ambiente naturale, osservare la fauna locale e provare l’emozione di camminare ai piedi di una delle montagne più iconiche del mondo.

Sentieri brevi e panoramiciChorrillo del Salto a soli 4 km da El Chaltén, questa cascata è raggiungibile in meno di un’ora a piedi o in bicicletta; Laguna Capri un itinerario di mezza giornata che offre spettacolari vedute del Fitz Roy. Escursioni giornaliere impegnative: Laguna Torre circa 8 ore tra andata e ritorno, con la possibilità di campeggio presso il campo De Agostini; Lago de los Tres uno dei percorsi più iconici che richiede circa 9 ore e regala viste mozzafiato sul Fitz Roy e sulle cime circostanti. Percorso con guida obbligatoria: Ghiacciaio Torre, questo percorso prevede l’uso di ramponi e imbracature per l’esplorazione del ghiaccio.

Condizioni climatiche e consigli pratici

Chiunque si avventuri nella regione del Fitz Roy deve essere pronto ad affrontare condizioni meteorologiche estremamente mutevoli. In un solo giorno è possibile passare dal sole intenso alla neve, con forti raffiche di vento che possono rendere pericolosi anche i tratti più semplici. È importante pianificare attentamente ogni escursione, controllare costantemente le previsioni meteorologiche e lasciare detto a qualcuno l’itinerario previsto. I mesi da ottobre ad aprile offrono le condizioni migliori per il trekking, ma anche in questo periodo non bisogna mai sottovalutare la forza della natura.

Il periodo ideale va quindi da ottobre ad aprile, con l’estate australe (dicembre-febbraio) che offre giornate più lunghe e temperature più miti. Marzo e aprile sono perfetti per chi desidera godere dei colori autunnali. Si raccomandano scarponi da trekking, abbigliamento tecnico a strati, impermeabili, guanti, protezione solare e occhiali da sole. L’acqua potabile è disponibile in diversi punti lungo i sentieri.

Un’esperienza unica nel cuore della Patagonia

Il Monte Fitz Roy, in Patagonia, è più di una semplice cima da ammirare: è un simbolo di avventura, spiritualità e resistenza. Ogni sua sfumatura, ogni nuvola che lo accarezza, ogni luce che lo tinge di rosa o oro al tramonto, contribuisce a renderlo uno dei luoghi più magici e indimenticabili dell’intero emisfero australe. Vivere il Fitz Roy significa entrare in contatto diretto con una natura incontaminata e potente, che impone rispetto e regala emozioni autentiche. È un’esperienza trasformativa, che lascia un segno indelebile in chi ha il privilegio di camminare ai suoi piedi.

Dall’arrivo a El Chaltén, all’alba che colora la cima del Fitz Roy di sfumature infuocate, ogni momento vissuto in questa parte di mondo è un invito alla riflessione, alla meraviglia e alla riconnessione con sé stessi e con la terra. Non è solo un viaggio geografico, ma un percorso interiore che arricchisce e ispira.

Presentata la stagione 2025-2026 dell’Orchestra Sinfonica di Milano

L’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, ha partecipato alla presentazione della stagione 2025-2026 dell’Orchestra Sinfonica all’Auditorium di Milano. Il programma, esposto dal direttore musicale Emmanuel Tjeknavorian, prevede un concerto inaugurale il 14 settembre al Teatro alla Scala di Milano e si concluderà il 23 maggio 2026 con una esibizione del pianista e compositore austriaco Kiron Atom Tellian. In totale, sono 26 gli appuntamenti sinfonici, 9 quelli da camera e 2 i corali.

Caruso: Orchestra Sinfonica di Milano eccellenza culturale

L’assessore regionale Francesca Caruso, intervenuta alla conferenza stampa di presentazione della stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano, in foto con Emmanuel Tjeknavorian, direttore musicale“La presentazione della nuova stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano – ha affermato l’assessore regionale Francesca Caruso – non è soltanto un momento culturale, ma un segnale forte di quanto la musica sappia essere motore di comunità, educazione e sviluppo”.

“La Sinfonica di Milano – ha proseguito Caruso – rappresenta da oltre trent’anni un’eccellenza culturale riconosciuta non solo in Lombardia, ma anche a livello nazionale e internazionale. La Regione continua a credere profondamente in questa istituzione, non solo sostenendola, ma accompagnandone con convinzione la crescita”.

L’esempio di Olimpiadi Milano Cortina 2026

“La nuova stagione – ha concluso Caruso – si distingue per un cartellone ricco e ispirato, capace di tenere insieme la grande tradizione sinfonica e le espressioni più attuali del nostro tempo. Il concerto ‘Gioco di squadra’ di Campogrande, legato alle Olimpiadi di Milano Cortina, ne è un esempio emblematico: un’opera che unisce cultura e sport, talento individuale e spirito collettivo. Per questo, come Regione Lombardia, continueremo ad essere al fianco di questa realtà straordinaria, con responsabilità e visione”.

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Amerigo Vespucci a Civitavecchia: sold out le visite a bordo dal 28 maggio al 2 giugno

Dopo le affollatissime tappe di Trieste e Venezia e le ultime a Napoli e Cagliari, con l’attesa sosta a Gaeta di questo weekend, la nave scuola Amerigo Vespucci, la “più bella del mondo” secondo la Marina Militare Italiana, si prepara a far tappa anche nel porto di Civitavecchia, dove resterà ormeggiata dal 28 maggio al 2 giugno.

Anche in questa occasione, le visite gratuite a bordo hanno registrato un tutto esaurito in poche ore dalla pubblicazione online delle disponibilità sul sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025.

In ogni porto toccato dalla nave, inoltre, viene allestito il Villaggio IN Italia, uno spazio espositivo e interattivo che accompagna l’esperienza di visita con laboratori, mostre, eventi per bambini e famiglie, incentrati su sostenibilità, tecnologia e tradizione navale.

L’Amerigo Vespucci a Civitavecchia

Dopo un tour mondiale durato 20 mesi, in cui ha solcato oltre 46mila miglia, toccato 35 porti in 5 continenti, e dopo essere stata nominata Chiesa Giubilare per il Giubileo 2025, l’Amerigo Vespucci è tornata in Italia e nel suo tour Mediterraneo sta attraversando l’Italia. Anche Civitavecchia si prepara ad accoglierla a braccia aperte, anche se, purtroppo, solo chi è riuscito a prenotare in tempo potrà salire a bordo.

Proveniente dalla tappa di Cagliari, l’Amerigo Vespucci approderà a Civitavecchia il 28 maggio e potrà essere visitata, su prenotazione gratuita, fino al 2 giugno 2024. La nave sarà ormeggiata nel porto laziale per sei giorni, in occasione della Festa della Repubblica, offrendo un’opportunità unica di salire a bordo di un vero e proprio simbolo del mare italiano.

Le prenotazioni per visitare la nave a Civitavecchia sono state aperte lo scorso 17 maggio e sono andate rapidamente esaurite, come già accaduto nelle tappe precedenti del tour. I posti disponibili erano limitati e la richiesta altissima, complice anche il fascino della nave e la ricorrenza del 2 giugno.

Cosa aspettarsi durante le visite a bordo

Durante la visita, non guidata, ma supportata dalla presenza dell’equipaggio, sarà possibile:

  • esplorare l’interno dell’Amerigo Vespucci, dai ponti in legno pregiato alle cabine degli ufficiali, fino alla scoperta degli strumenti di navigazione;
  • conoscere la storia della nave e le sue missioni, grazie al racconto diretto dei marinai della Marina Militare;
  • ammirare l’incredibile artigianalità della nave, costruita nel 1931 e considerata un capolavoro del patrimonio navale italiano.

A tutti i visitatori, inoltre, si raccomanda di indossare scarpe chiuse e comode e si ricorda che non sono ammessi animali, ad eccezione dei cani di piccola taglia trasportati in braccio. L’accesso con passeggini o carrozzine non è consentito per motivi di sicurezza.

Come prenotare e visitare gratis l’Amerigo Vespucci?

Le visite all’Amerigo Vespucci sono completamente gratuite, ma consentite solo tramite prenotazione online, disponibile esclusivamente attraverso il sito ufficiale del Tour Mediterraneo 2025 o i profili social della Marina Militare Italiana.

Ogni tappa prevede un numero limitato di ingressi e la possibilità di prenotare per un massimo di quattro persone per ciascun nucleo familiare. Per chi non è riuscito ad accedere ai biglietti gratuiti per Civitavecchia, si consiglia di monitorare costantemente i canali ufficiali in vista delle prossime soste italiane della nave.

Le prossime tappe, infatti, saranno le ultime due: Livorno (4-8 giugno) e Genova (10 giugno).

“Il Vespucci incontra la cultura” visite speciali ai musei nelle tappe della nave

Altra novità riguardante il Tour Mediterraneo dell’Amerigo Vespucci è che durante le prossime tappe, grazie al progetto “Il Vespucci incontra la cultura”, i visitatori potranno accedere a musei e luoghi culturali delle città ospitanti con biglietti a prezzo ridotto, nei giorni di permanenza della nave scuola Amerigo Vespucci.

L’iniziativa nasce da un accordo tra il Ministero della Cultura, la Marina Militare e altri ministeri, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e culturale italiano. La prenotazione sarà obbligatoria sul sito ufficiale e lo sconto verrà applicato in biglietteria mostrando la ricevuta. Le prossime città coinvolte includono Civitavecchia e Genova, con una selezione di musei e siti archeologici aperti in convenzione, come il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia.

A Palazzo Lombardia la giornata conclusiva di NECSTouR 2025

Il ruolo centrale della comunicazione nel turismo, l’intelligenza artificiale, il lascito in termini di ritorno di immagine di grandi eventi internazionali, come le Olimpiadi Milano Cortina 2026. Di questo e molto altro, si è parlato a Palazzo Lombardia, in occasione della giornata conclusiva dell’Assemblea Generale 2025 di Necstour, la Rete delle Regioni europee per un turismo competitivo e sostenibile.

I protagonisti

Alla conferenza tematica ‘Rethinking tourism communication. Storytelling and conscious marketing’, hanno preso parte il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore regionale a Turismo, Marketing territoriale e Moda Barbara Mazzali. Tra i relatori, Elena Baena, presidente di Necstour e direttore generale del turismo della Regione Andalusia, Alessandra Priante, presidente Enit e Andrea Varnier, amministratore delegato Fondazione Milano Cortina 2026.

Turismo, volano fondamentale per nostra economia

“Il turismo – ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – mai come negli ultimi anni, ha avuto un ruolo importante nell’economia della nostra regione. Il 2024 è stato un anno eccellente, con risultati mai raggiunti prima, grazie alle politiche che abbiamo portato avanti per rilanciare questo settore strategico, ma anche grazie alla pluralità delle diverse offerte che regione riesce a proporre”.

Direzione Olimpiadi Milano Cortina 2026

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenuto in occasione della giornata conclusiva dell'Assemblea Generale 2025 di NECSTouR, in foto con la torcia olimpica presentata nelle settimane scorse“Ci avviciniamo al 2026 – ha ricordato il presidente Fontana – e quindi ai Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina 2026 che porterà grande visibilità alla nostra regione e attirerà molte persone da tutto il mondo. Questo evento rappresenta un’opportunità unica per mostrare le eccellenze del nostro territorio dal punto di vista culturale e turistico.

“In più, per far conoscere le nostre bellezze sia a chi sarà fisicamente presente, sia ai milioni di telespettatori che seguiranno l’evento attraverso i media. Per questo motivo – ha sottolineato Fontana – è fondamentale impegnarci ancora di più, lavorando in rete e collaborando con tutti gli attori coinvolti. Solo così potremo valorizzare al meglio questo importante momento, che rappresenta un grande impulso per l’economia e il turismo della nostra regione e dell’intero Paese”.

‘Lombardia Style’ un brand vincente

L’intervento dell’assessore Mazzali si è incentrato sulla comunicazione, il racconto e la promozione delle destinazioni turistiche attraverso il case history ‘Lombardia Style‘, brand regionale di marketing territoriale pensato per mettere a sistema tutte le eccellenze lombarde.

“Da quando sono diventata assessore al Turismo, Moda e Marketing territoriale – ha spiegato Mazzali – ho voluto concentrarmi su una strategia narrativa innovativa, con una declinazione multicanale, che valorizzasse le destinazioni meno conosciute. Da queste premesse è nato il progetto ed il brand ‘Lombardia Style’, di cui abbiamo proiettato il video ed il magazine”.

Necstour in Regione Lombardia, Mazzali: impatto emozionale

L’assessore alla Moda di Regione Lombardia, Barbara Mazzali, intervenuto nel corso della giornata conclusiva dell'Assemblea Generale 2025 di NECSTouR“Ritengo che tutti i materiali di promozione territoriale – ha aggiunto Mazzali – debbano essere caratterizzati da un forte impatto emozionale, suscitare interesse ed essere in grado di catturare l’attenzione di target diversi di visitatori. Oggi credo che non si tratti solo di comunicare cosa vedere, ma di raccontare perché andare e cosa sentire, visitando una destinazione”.

“In Lombardia – ha proseguito Mazzali – quest’approccio ha portato alla riscoperta di borghi minori, percorsi naturalistici e tradizioni locali con un valore esperienziale. Storytelling, strategie narrative innovative e marketing consapevole, diventano sempre più strumenti necessari per attrarre turisti e costituiscono una vera e propria trasformazione delle modalità di promozione territoriale”.

“In tal senso – ha quindi fatto presente Mazzali – promuovere un territorio assume un aspetto quasi più profondo perché lo si racconta entrando in contatto con la realtà specifica, usando creatività per mostrarlo nella sua unicità. Ogni destinazione sarà sempre più meta turistica se saprà raccontarsi intercettando nuovi bisogni dei viaggiatori che ormai cercano connessione con le realtà locali ed esperienze autentiche”.

Identità e racconto

Dello stesso avviso anche Alessandra Priante, presidente Enit Spa. “Ripensare la comunicazione turistica – ha spiegato – significa riscoprire il potere delle storie autentiche, capaci di connettere territori e persone in modo profondo e consapevole. Il marketing turistico oggi non può più prescindere dalla responsabilità: raccontare l’Italia – e l’Europa – vuol dire promuovere valori, identità e un modo nuovo di viaggiare, più sostenibile e umano. In questo la Lombardia è sicuramente un laboratorio d’eccellenza“.

L’importanza di fare rete e parlare una sola voce in Europa

L’assessore alla Moda di Regione Lombardia, Barbara Mazzali, intervenuto nel corso della giornata conclusiva dell'Assemblea Generale 2025 di NECSTouRDell’importanza di fare rete per creare massa critica e orientare le politiche europee in materia di turismo sostenibile, innovativo e responsabile, ha parlato Elena Baena, presidente di Necstour e direttore generale del Turismo della Regione Andalusia, che ha aperto il suo intervento ringraziando Regione Lombardia per aver ospitato l’evento e creato questa opportunità di confronto e condivisione.

“Necstour – ha ricordato Baena – è un network costituito da molti Paesi europei, uniti insieme per parlare con una sola voce in Europa. Essere qui in Regione Lombardia è per noi un grande onore e vogliamo ringraziamo il governo di Regione Lombardia nella persona del presidente Fontana e dell’assessore Mazzali, che ci hanno supportato nel condividere le nostre proposte”.

“Il nostro obiettivo primario – ha concluso Baena – è diventare un unico grande gruppo coeso, che parla in Europa con una sola voce per avere un certo peso nelle politiche dell’Unione Europea, ottenere visibilità e supportarsi a vicenda condividendo le migliori strategie sul turismo”.

L’eredità delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 durante Necstour in Regione Lombardia

Dell’eredità delle Olimpiadi in termine di immagine e dell’importanza dei grandi eventi nella promozione dei territori a livello mondiale, ha parlato Andrea Varnier, amministratore delegato Fondazione Milano Cortina 2026.

“Questo – ha dichiarato Varnier – è stato un incontro importante, dove si è parlato della legacy delle Olimpiadi in termini di lascito comunicativo, quindi di ritorno d’immagine per i territori. Questo è uno degli obiettivi per cui si organizza un grande evento come le Olimpiadi e le Paralimpiadi”.

“I territori devono costruire su questo evento. Come comitato organizzatore – ha ammesso Varnier – il nostro compito principale è garantire la qualità dei Giochi. La collaborazione con Regione Lombardia è finalizzata a sfruttare la visibilità planetaria che avranno i territori per costruire un racconto che attrattivo per gli anni successivi”.

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