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Sabbioneta. Beduschi: nasce Distretto legno alta formazione

È stato firmato lunedì 9 giugno 2025, tra Regione Lombardia e il Comune di Sabbioneta (Mantova), il protocollo d’intesa per la nascita del Distretto del legno per l’alta formazione e l’accoglienza nella città patrimonio Unesco. L’accordo è stato sottoscritto dall’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, e dal sindaco di Sabbioneta, Marco Pasquali, alla presenza del professor Davide Del Curto, Prorettore del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano.

Sabbioneta, nasce Distretto del legno per l’alta formazione

L'assessore Beduschi con il sindaco di Sabbioneta Pasquali firma protocollo per la nascita del Distretto del legno per l'alta formazione L’intesa segna l’avvio formale di un progetto che punta a promuovere un nuovo polo formativo e produttivo, capace di generare sviluppo locale attraverso la valorizzazione della filiera del legno e la creazione di sinergie tra ricerca, impresa e istituzioni.

“Con questo accordo – ha dichiarato l’assessore Beduschi – Regione Lombardia compie un passo deciso a favore dello sviluppo locale, mettendo in rete saperi artigianali, percorsi formativi e valorizzazione delle risorse naturali. L’obiettivo è costruire un modello di crescita che tenga insieme identità e innovazione, promuovendo un’economia sostenibile e legata al territorio”.

Protocollo di durata triennale

L'assessore Beduschi con il sindaco di Sabbioneta Pasquali firma protocollo per la nascita del Distretto del legno per l'alta formazione Il protocollo, della durata triennale, prevede la costituzione di un gruppo tecnico di lavoro incaricato di definire finalità operative e obiettivi strategici del Distretto. Questo gruppo accompagnerà lo sviluppo del progetto anche sul piano della progettazione e dell’accesso alle risorse, con particolare attenzione ai bandi regionali, nazionali ed europei.
Fondamentale sarà la collaborazione con il mondo universitario – a partire dal Politecnico di Milano – per costruire percorsi di alta formazione post-laurea, rivolti in particolare ad architetti e ingegneri, favorendo l’incontro tra giovani professionisti e imprese del settore. L’iniziativa vuole anche promuovere una cultura del legno basata su criteri etici e qualitativi, capace di restituire valore a una filiera tradizionale attraverso l’innovazione.

Inizio di un percorso strutturato

I partecipanti alla firma del protocollo d'intesa tra Regione e Comune di SabbionetaLa firma dell’accordo rappresenta l’inizio di un percorso strutturato. Un ‘cammino’ che mira a fare di Sabbioneta un punto di riferimento nazionale per la formazione avanzata nel settore del legno e per l’incontro tra mondo accademico e produttivo. Sabbioneta è, infatti, uno dei patrimoni Unesco della Lombardia. Quindi un caso davvero particolare. Tanto che, oltre che per le caratteristiche che la portano a essere definita la ‘piccola Atene’, Sabbioneta diversifica le proprie attività sul territorio presidiando il settore del legno.

Puntare sul legno scelta che guarda lontano

Momento di confronto tra i partecipanti alla firma del protocollo d'intesa tra Regione e Comune di Sabbioneta“Sabbioneta è il luogo ideale per dare forma a questa visione – ha detto ancora l’assessore Beduschi – perché racchiude in sé un patrimonio culturale straordinario che può dialogare con le nuove sfide ambientali e formative”.

“Puntare su una filiera d’eccellenza come quella del legno, in un contesto di così alto valore storico, è – ha concluso Beduschi dopo la firma del protocollo – una scelta che guarda lontano”.

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Raja Ampat, l’ultimo paradiso delle immersioni

Raja Ampat in indonesiano significa I quattro re. Quattro sono, infatti, le isole principali che formano l’arcipelago (se ne contano 1500 in tutto tra scogli e isolotti). Questo spot, nel cuore dell’Indonesia, è famoso per essere uno dei migliori al mondo per gli amanti delle immersioni subacquee.

Le isole di Raja Ampat sono Waigeo, Misool, Salawati Batanta e, insieme, formano un enorme parco marino, Cenderawasih Bay, di oltre 40mila chilometri quadrati. Lo scenario è spettacolare sia sopra che sotto il mare. Ed è soprattutto per la sua barriera corallina che le isole sono conosciute dagli appassionati di diving, che le considerano l’ultimo paradiso sommerso del pianeta nonché lo spot perfetto in cui osservare mante, squali, dugonghi e cavallucci marini che vivono solo in queste acque. In totale si contano ben 1397 specie marine. Se non sapete fare sub, sarà sufficiente fare un po’ di snorkeling per osservare tanti pesci colorati.

Raja Ampat
Fonte: iStock
Raja Ampat dall’alto

Cosa fare a Raja Ampat

Il panorama naturale di Raja Ampat è spettacolare. C’è chi lo paragona a un filo di perle legate tra loro. Nelle sue acque si contano all’incirca 600 specie diverse di coralli ovvero il 75% delle barriere coralline mondiali. Ecco perché molti definiscono questo incantevole luogo in Indonesia “il triangolo del corallo“.

Waisai è la capitale dell’arcipelago di Raja Ampat, nella provincia di Papua Occidentale. Waisai è situata sull’isola di Waigeo, una delle quattro isole principali di Raja Ampat. Questa affascinante cittadina costiera è spesso il punto di ingresso principale per i visitatori che desiderano esplorare l’arcipelago e godersi le meraviglie della sua natura incontaminata.

Waisai è una destinazione popolare per gli amanti delle immersioni e degli sport acquatici, grazie alla sua posizione strategica e alle sue acque cristalline. Il suo porto funge da punto di partenza per numerose escursioni in barca verso i siti di immersione più famosi di Raja Ampat, come Misool, Wayag e Dampier Strait.

Fare immersioni a Raja Ampat

Che siate un subacqueo esperto o un principiante, Raja Ampat offre una vasta gamma di punti di immersione adatti a tutti i livelli. I siti più famosi come Misool, Wayag e Dampier Strait offrono emozioni incredibili per i subacquei più esperti, con correnti forti e pareti verticali. Tuttavia, ci sono anche siti più tranquilli e poco profondi dove i principianti possono praticare immersioni guidate e godersi la bellezza dei fondali senza difficoltà. Gli istruttori di immersione locali sono altamente qualificati e vi sapranno guidare attraverso le meraviglie sommerse di Raja Ampat in tutta sicurezza.

Godersi le spiagge

Solitarie e selvagge, se cercate il classico stabilimento con tanto di lettini e ombrelloni di certo non lo troverete su queste spiagge. Tra le più belle e famose dell’arcipelago c’è la Wayag Lagoon Beach, ma sono tutte molto belle: lunghe e strette, di sabbia fine e bianca, la maggior parte delle quali non ha neppure un nome.

Pulau Wayag, invece, è un angolo di mare in cui sembra davvero di trovarsi in paradiso: lo scenario è assolutamente da cartolina.

Esplorare i dintorni

Oltre alle immersioni, Raja Ampat offre molte altre esperienze che vi lasceranno senza fiato. Ad esempio, qui potrete esplorare le isole a bordo di una barca tradizionale indonesiana chiamata phinisi, scoprire le tradizioni locali e visitare i villaggi delle comunità (incontrando i nativi, come quelli che abitano l’isola di Misool) che vivono in armonia con la natura. Potrete anche fare snorkeling nelle lagune (imperdibile lo spot di Cape Kri), fare escursioni nei sentieri della giungla e ammirare il tramonto sulle spiagge deserte. Raja Ampat è un luogo dove la bellezza naturale e la cultura si fondono per creare un’esperienza unica e c’è spazio anche per gli amanti del trekking, ad esempio lungo i sentieri che conducono alla cima di Harfat Peak.

Snorkeling a Raja Ampat, Indonesia
Fonte: iStock
Snorkeling a Raja Ampat

Come arrivare a Raja Ampat

Raggiungere l’arcipelago non è semplice, bisogna ammetterlo. Naturalmente non esistono voli diretti dall’Italia, quindi se decidete di affrontare questa avventura dovete armarvi di tanta pazienza. Un modo per raggiungere le isole è fare scalo a Giacarta con destinazione finale Sorong, a sei ore di volo. Da Sorong a Waisai bisogna poi prendere il ferry che impiega circa due ore. Ma il modo più veloce è partire da Bali e aggregarsi a un tour organizzato.

Dove dormire

Sulle isole ci sono un paio di resort, il Sorido Bay Resort e il Kri Eco Resort, con case costruite sull’acqua. C’è anche un campeggio oppure si può alloggiare sulle tipiche houseboat o nei bungalow overwater.

Quando andare a Raja Ampat

Il periodo migliore per partire per l’Indonesia e trascorrere una vacanza all’insegna delle immersioni a Raja Ampat è tra ottobre e novembre. In questi mesi, infatti, il mare è calmo e ottimo per scattare meravigliose fotografie subacquee. Inoltre, prima di fare un’immersione a Raja Ampat è necessario procurarsi un permesso dalla polizia locale, cosa che con un tour organizzato non dovrete preoccuparvi di fare.

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