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A pagina 36 del numero 59 del mese di febbraio 2026 trovate il nostro nuovo articolo dedicato al Mar Rosso saudita, la nuova meta lusso con la più veloce crescita turistica al mondo degli ultimi anni. In questo momento viene considerata la destinazione mare più esclusiva in assoluto. Vi trascorrono le vacanze i calciatori che si sono trasferiti a giocare in Arabia Saudita, ci vanno celebrity e vip, ma, soprattutto, i più grandi archistar mondiali e i più grandi gruppi dell’hôtellerie hanno aperto il
resort più belli, di design ed esclusivi che esistano.
Inoltre, vi diamo anche alcune idee fuori rotta per trascorrere una giornata o un weekend: sul Trenino Verde delle Alpi, in una spa di ghiaccio – perfetta per San Valentino – oppure alla scoperta dele Città del Miele.
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El Gouna è un’affascinante località che si estende lungo la costa orientale dell’Egitto. Affacciata sul Mar Rosso, un tratto di mare noto per le acque cristalline e la barriera corallina straordinaria, è stata progettata alla fine degli anni Ottanta da un visionario imprenditore che desiderava costruire un complesso residenziale integrato con lagune e canali, concepito per armonizzare architettura e paesaggio.
L’obiettivo fu raggiunto, al punto che nel corso del tempo la città divenne una raffinata destinazione turistica di lusso. Oggi la struttura urbana di El Gouna si sviluppa su un insieme di isolotti collegati da ponti eleganti e canali d’acqua turchese, caratteristica che le ha valso il soprannome di “Venezia del Mar Rosso“.
La rete di vie d’acqua, infatti, consente di percepire il rapporto diretto tra architettura e paesaggio, con edifici bianchi, tetti piatti e dettagli geometrici che richiamano elementi della tradizione egiziana combinati a linee contemporanee. E a render il tutto ancor più speciale c’è il fatto che, alle spalle della città, si ergono montagne rosse e distese desertiche che donano contrasti cromatici intensi e scenari spettacolari.
Cosa fare e vedere a El Gouna
Nel centro urbano si concentrano i principali servizi e attrazioni. La Marina di Abu Tig rappresenta il cuore sociale, con attracchi per imbarcazioni di varie dimensioni, ristoranti, bar, gallerie d’arte e negozi di prodotti locali e internazionali. Più a sud a colpire è Abydos Marina che mette a disposizione strutture per manutenzione di grandi natanti e consente di pianificare escursioni verso isolotti vicini.
iStockTutta la bellezza di El Gouna
Passeggiando lungo i portici si incontrano edifici religiosi come moschee e chiese copte, testimonianze della coesistenza di fedi e tradizioni diverse. Non mancano festival cinematografici e mostre artistiche che, anzi, arricchiscono l’esperienza culturale e regalano l’opportunità di conoscere creatività locale e internazionale. La città propone persino workshop di ceramica e arte tradizionale, con laboratori che aiutano ad apprendere tecniche antiche attraverso strumenti e materiali locali. Per chi ama lo sport e il benessere, sono disponibili campi da golf progettati da architetti americani, centri fitness e spa con massaggi tradizionali e moderni, saune e piscine panoramiche.
Il relax a El Gouna è quindi assicurato, ma altrettanto possibili sono le attività più adrenaliniche per vivere qualche emozione in più: grazie alle escursioni nel deserto si possono osservare le dune modellate dal vento e persino trascorrere notti in campi beduini con cene a base di piatti tipici sotto un cielo stellato.
Poi ancora percorsi in jeep e quad rendono accessibili zone più remote, mostrando la fauna locale e le variazioni cromatiche del paesaggio durante il tramonto. Attività sportive includono vela, windsurf e kitesurf, mentre le barriere coralline del Mar Rosso sono l’habitat per pesci dai colori vivaci, coralli spettacolari e tartarughe marine da osservare con maschera e boccaglio. Ma niente paura, non c’è bisogno di mettere tutto nella propria valigia perché resort e centri specializzati forniscono attrezzature per principianti e professionisti, lezioni guidate e spedizioni per conoscere i fondali dalle mille sfumature.
C’è l’imbarazzo della scelta, ma senza ombra di dubbio vale la pena menzionare Zeytuna Beach. Situata su un isolotto collegato al centro cittadino tramite un molo lungo 400 metri, offre accesso diretto al mare e alla barriera corallina, con servizi di ristorazione, teli da bagno e docce disponibili per i visitatori. Le attività sportive comprendono pallavolo, calcio e corsi di danza, mentre piccoli battelli collegano la spiaggia ad altre zone della città.
Altrettanto degna di nota è Mangroovy Beach che invece sorge nella parte settentrionale della Marina di Abu Tig. È famosa per il kitesurf e sfoggia strutture per windsurf, pallavolo e altre discipline sportive. Durante l’estate si organizzano cene all’aperto e barbeque con musica dal vivo.
I resort, dal canto loro, hanno spiagge private che assicurano relax e comfort, mentre le isolette vicine permettono brevi escursioni e pic-nic immersi nella natura. Sabbia fine, acque limpide e la presenza di mangrovie completano un quadro naturale unico, in cui ogni tratto di costa presenta un ambiente differente adatto a chi cerca sport, tranquillità o scenari fotografici.
Oltre alle spiagge principali e a Zeytuna Beach, nei pressi di El Gouna si possono organizzare escursioni in barca verso banchi di sabbia e isolotti naturali che rendono speciale una giornata in mare. Una meta che molti tour operator propongono è Tawila Island, un isolotto di sabbia bianca situato a circa 24 chilometri al largo della costa di El Gouna, molto apprezzato per la bellezza delle sue spiagge e per l’acqua limpida che lo circonda.
Un’altra esperienza che vi consigliamo di considerare riguarda le escursioni alle Isole Giftun, un piccolo arcipelago protetto non lontano da Hurghada e raggiungibile in barca con tour di un’intera giornata. Una delle spiagge più note è quella di Mahmya Beach in cui la sabbia bianca e le acque trasparenti fanno sì che ci siano spazi ideali per nuotare e fare snorkeling tra coralli e pesci tropicali.
Le Giftun Islands comprendono due isole principali, Giftun El Kebir e Giftun Soraya, e costituiscono un parco naturale in cui è possibile trascorrere buona parte della giornata in spiaggia, passeggiare lungo la battigia o esplorare i fondali marini.
Un’altra formazione naturale che i locali e i visitatori amano raggiungere è Bayoud, un banco di sabbia poco profondo vicino alla costa di El Gouna. Anche se non è un’isola vera e propria, Bayoud funge da tappa perfetta per fermarsi in acqua bassa e limpida, nuotare o rilassarsi attorno alle imbarcazioni ormeggiate in uno scenario tranquillo.
Per giungere a El Gouna è necessario volare sull’aeroporto internazionale di Hurghada che dista circa 40 chilometri dalla località e che è servito da collegamenti giornalieri da molte città europee. Una volta atterrati, trasporti privati, navette e taxi consentono di arrivare in città in breve tempo.
Chi parte dal Cairo può optare per un viaggio su strada di circa 5 ore, ammirando però villaggi rurali, deserti e oasi lungo il percorso. La posizione strategica, infatti, consente di includere El Gouna in itinerari più ampi verso Luxor, le Piramidi di Giza e il Nilo.
iStockVeduta dall’alto di El Gouna
Il clima rende la destinazione adatta a soggiorni durante tutto l’anno, ma quel che è sicuro è che tra ottobre e aprile le temperature medie variano tra i 20 e i 30 gradi con giornate soleggiate e brezze costanti. Durante i mesi estivi le escursioni termiche arrivano a oltre 30 gradi, ma per fortuna le acque del Mar Rosso mantengono un tepore stabile e invitante.
Ci sono viaggi che, quando, li racconti, ti fanno sentire una sorta di privilegiato. E quello sul Red Sea dell’Arabia Saudita è uno di questi. Sì, perché, in questo momento, non c’è viaggio più cool se non quello sul Mar Rosso saudita. E vi spiego perché.
Il Mar Rosso saudita
Da qualche anno, l’Arabia Saudita è una delle mete più in vista. Infatti, è la destinazione con la più veloce crescita turistica del mondo degli ultimi anni. In particolare, la costa sul Mar Rosso è quella che, in questo momento, viene considerata la più esclusiva in assoluto. Vi trascorrono le vacanze i calciatori che si sono trasferiti nel Paese arabo, ci vanno celebrity e vip, ma, soprattutto, i più grandi archistar mondiali e i più grandi gruppi dell’hôtellerie hanno aperto il resort più belli, di design ed esclusivi che esistano.
Con 1.800 chilometri di costa incontaminata, isole vergini e un’infinità di nuovi resort che fanno a gara a qual è il più incredibile, questa destinazione è ideale per i viaggiatori più esigenti del mondo. Oltre all’architettura da Oscar e a un’ospitalità senza pari, il Mar Rosso saudita offre resort mai visti prima e sevizi da mille e una notta, che trasformano quest’area in un parco giochi di lusso. Sospeso sopra una laguna sull’isola di Shebara, lo Shebara Resort è unico al mondo. Le sue 38 ville a forma di globo in acciaio inox, alcune galleggianti sull’acqua e altre lungo la riva, brillano come perle su un mare turchese.
Avrà solo 63 ville ispirate alla forma delle conchiglie il Ritz-Carlton Reserve Nujuma, primo della catena nel Medioriente. Ogni villa ha la sua piscina privata e il maggiordomo. Ma la cosa più esclusiva è la Conservation House del resort, dove i biologi marini di Galaxea guidano progetti di restauro dei coralli ed esplorazioni della barriera. Le serate si trasformano in sessioni private di osservazione delle stelle, rendendo il resort un vero santuario naturale.
Ufficio stampaIl resort Nujuma sul Mar Rosso saudita
Completamente alimentato a energia solare, il resort incarna l’impegno dell’Arabia Saudita verso un tipo di turismo rigenerativo. Gli ospiti hanno accesso diretto ad uno degli ecosistemi corallini più incontaminati della regione, con immersioni e snorkeling. Di giorno, la barriera corallina si anima di una straordinaria vita marina multicolore, mentre la spa del resort offre trattamenti mai visti prima, come il Moonlight Massage fatto con oli arricchiti da polvere di meteorite.
Sulle isole Ummahat, il St. Regis Red Sea Resort è uno degli indirizzi top di questa meta di lusso. Le sue 90 ville, sia sull’acqua sia lungo la spiaggia, sono affiancate dal leggendario servizio di maggiordomo St. Regis. Gli ospiti possono immergersi direttamente nelle barriere coralline, lasciarsi coccolare da percorsi benessere ispirati alle tradizioni arabe, o esplorare la costa con esperienze di paddleboarding e vela.
Ufficio stampaIl nuovo St. Regis nel mare dell’Arabia Saudita
Il cuore pulsante di The Red Sea è Shura Island, un’isola molto rappresentativa di questa pionieristica meta turistica. Chi trascorre le vacanze qui sicuramente godrà di un’ospitalità di altissimo livello. Il progetto ideato dal noto studio di architettura Foster + Partners, che si è occupato anche del progetto del nuovo aeroporto saudita, ed è noto in tutto il mondo per aver disegnato, tra i tanti, anche i cubi di vetro della Apple.
Sull’isola sono nati i primi tre resort (ne sorgeranno undici): The Red Sea Edition, SLS The Red Sea e InterContinental The Red Sea Resort. Hotel di lusso estremo. L’Edition è ubicato lungo un chilometro di spiaggia privata con vista sul Mar Rosso. Le camere e suite sono realizzate in pietra di corallo, rovere e tonalità del colore della sabbia che richiamano i colori dell’isola.
L’SLS The Red Sea, che apre a dicembre 2025, occupa una posizione centrale nel cuore dell’isola. Solo 150 camere, suite e ville, tra cui 15 villas esclusive con piscina privata, progettate per garantire la massima privacy. Cinque ristoranti, dal giapponese all’italiano, piscina e cinema all’aperto.
L’InterContinental è un classico di un brand che esiste da oltre 75 anni. Le 210 camere e suite spaziano da tranquille oasi fronte mare ad ambienti per famiglie con due camere da letto. Entro l’inizio del 2026, l’isola si arricchirà con le aperture del Four Seasons, del Fairmont, del Grand Hyatt, Raffles, Rosewood, Jumeirah, Faena e del Miraval.
Divertimenti di lusso
Nel frattempo, ha aperto anche il primo campo da golf da campionato del Regno saudita, il Shura Links, tra le dune di sabbia e la costa. Inoltre, oltre agli alberghi cinque stelle lusso sta per essere ultimata una marina. Shura Marina avrà 118 ormeggi per altrettanti superyacht ma anche per l’esplorazione del Mar Rosso, dove saranno offerte escursioni in barca a vela, immersioni – il Mar Rosso saudita ospita oltre 500 siti di immersione, molti dei quali incontaminati da secoli – e crociere attraverso l’arcipelago.
E, come in ogni meta di lusso che si rispetti, non manca la via dello shopping con i migliori brand della moda internazionale. The Village è un lungo viale dedicato alle boutique esclusive e al tempo libero, con ristoranti e temporary store. Non mancano location per matrimonio da sogno e ambienti per convention aziendali.
Shura Island è anche una meta family friendly (premesso che spesso e volentieri i bambini saranno affidati alle tate). Le famiglie possono usufruire dell’Athletic Kids e del Beach Club e di un centro immersioni dedicato ai più piccoli.
Nuovo aeroporto e nuovi voli
Red Sea International Airport (RSI) accoglie voli diretti da Milano Malpensa oltre che dalle altre città saudite come Riyad e Gedda o del Medioriente, come Dubai e Doha. Da poco, infatti, è decollato dall’Italia il primo volo della compagnia all business beOnd, un vettore che, a bordo, ha solo posti di Business Class e che ha appena avuto l’approvazione per operare anche voli interni al Paese, in vista degli obiettivi della Vision 2023 che l’Arabia Saudita si è imposta e che prevede l’arrivo di 150 milioni di visitatori. La compagnia aerea opera il mercoledì e il sabato e in cinque ore porta i passeggeri da Milano al Mar Rosso saudita.
Gli italiani impazziscono per l’Egitto: le spiagge del Mar Rosso sono piene in qualunque stagione dell’anno, le crociere sono tornate di gran moda e, a parte qualche momento di bassa stagione, registrano il tutto esaurito, e Il Cairo con il nuovo Grand Egyptian Museum (GEM) aperto da un anno sta attirando sempre più visitatori. “Da inizio 2025, abbiamo assistito a un aumento di arrivi del 22%.
Il mercato italiano, poi, è in forte crescita perché è salito del 50% e sono convinto che in futuro saremo in grado di soddisfare ancora i visitatori italiani”, ha annunciato Mr. Ahmed Youssef, CEO di Egyptian Tourism Authority che abbiamo incontrato a Rimini durante la fiera TTG Travel Experience.
Nuove esperienze
Ma l’Egitto è grande e ha davvero molto di più da offrire. “Negli ultimi anni, l’Egitto si è concentrato nel valorizzare le antichità, con il nuovo Grand Egyptian Museum, il Museo Nazionale della Civiltà Egizia aperto qualche anno fa al Cairo, quello che ospita le mummie, per intenderci, e il Museo Egizio.
Ora che stiamo per inaugurare l’ultima galleria del GEM, con l’apertura ufficiale, vogliamo dedicarci allo sviluppo di alte forme di turismo”, ha spiegato Youssef, che ha svolto un ruolo determinante nella definizione delle strategie turistiche dell’Egitto, ricoprendo posizioni di vertice all’interno del Ministero del Turismo e delle Antichità, fino alla sua nomina a Chief Executive Officer a marzo 2025.
@SiViaggia - Ilaria SantiLa colossale statua di Ramsete II nella Grand Hall del GEM
“Prima di tutto quello legato al wellness, poi all’ecoturismo e allo sport. Vogliamo sviluppare la zona del deserto, ripercorrere itinerari religiosi – ricordiamoci della Fuga in Egitto descritta nel Vangelo – e gastronomici e poi ci interessa il turismo MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions). Abbiamo molto più da offrire, quindi, e non soltanto antichità”.
Itinerari fuori rotta
E, in effetti, l’Egitto classico è molto gettonato, tanto che alcuni siti archeologici rasentano l’overtourism. Ci ha spiegato che. oltre alle mete già ben note, ci sono itinerari molto meno frequentati e che rivelano un Egitto un po’ diverso.
Getty ImagesA Sud di Assuan
“Tra le nuove esperienze che si possono fare in Egitto”, spiega Youssef “c’è sicuramente la scoperta approfondita del Cairo, perché non bastano due o tre giorni per visitare la Capitale. Per scoprire tutti i musei, che molta gente ancora non conosce, ci vorrebbero almeno sette giorni. Ci sono crociere sul Nilo che partono direttamente dal Cairo: si resta due o tre notti in città e poi ci si imbarca fino ad Assuan, il viaggio dura circa 10-11 giorni. Oppure si può andare verso Alessandria d’Egitto, El Alamein e Marsa Matruh, sul Mediterraneo, e poi all’Oasi di Siwa, combinando cultura, vacanza mare ed esperienze nel deserto”.
Obiettivo: sostenibilità
“L’obiettivo dell’Egitto, quindi, è di fare scoprire un lato insolito del Paese. Ma un altro nostro obiettivo è quello legato alla sostenibilità”, racconta ancora il CEO. “Oggi, il 50% degli hotel di Sharm el-Sheikh adottano già pratiche green: hanno installato pannelli solari e riciclano la spazzatura. In città ci sono solo autobus sono elettrici. Stiamo diventando sempre più paperless, già alcuni musei hanno adottato i ticket d’ingresso digitali e sono molti altri i progetti ai quali stiamo lavorando.
Getty ImagesLa spiaggia di un resort a Sharm el-Sheikh
Ma per noi sostenibilità significa anche inclusione della popolazione locale. Incoraggiamo quindi i tour operator a coinvolgere la comunità locale. Per esempio, se si va ad Assuan ora la gente apre la propria abitazione ai turisti, si possono visitare le case e prendere il tè assaggiando cibo tipico con i proprietari della casa. È quello che chiamiamo turismo rurale. E questa esperienza si può fare anche se si viaggia soli”.
Ufficio stampaMr Ahmed Youssef, CEO di Egyptian Tourism Authority
Abu Simbel è uno dei siti archeologici più belli, interessanti e maestosi dell’Antico Egitto, capolavoro assoluto dell’architettura faraonica. La sua storia, anche recente, è a dir poco affascinante. Una visita a questo luogo merita assolutamente, tanto che viene proposto come escursione, anche extra e da fare in giornata, durante le crociere sul Nilo e a chi trascorre una vacanza sulle spiagge del Mar Rosso. Se siete in procinto di partire per uno di questi viaggi, mettete Abu Simbel tra le vostre priorità. La prima volta che ho fatto la crociera non l’avevo incluso per via dei costi aggiuntivi e neppure tutte le volte che sono stata sulle spiagge egiziane. Ma me ne sono sempre pentita. Alla fine, ci sono andata. Ed ecco perché non dovete fare il mio stesso sbaglio.
L’escursione ad Abu Simbel
Come ho detto, Abu Simbel viene abbinato alle crociere sul Nilo o ai soggiorni mare in Egitto, in entrambi i casi il viaggio è molto lungo. Solitamente è un’escursione fuori programma, anche se qualche tour operator la inserisce già in partenza e quindi è compresa nel pacchetto. Come tappa della crociera, solitamente si parte da Assuan dove la nave fa sosta lungo il Nilo. Da qui, i passeggeri sbarcano e il tempo di percorrenza in pullman è di circa tre ore e mezza. Mentre per chi si muove in aereo, ad Abu Simbel c’è un piccolo aeroporto dove volano compagnie di linea; il volo dura 45 minuti. Dalle spiagge del Mar Rosso invece la distanza è di circa 650-750 km a seconda di dove si parte ed è una vera mazzata. Ma già che ci siete fatelo ugualmente.
Il consiglio migliore è prevedere un pernottamento invece di fare la visita in giornata: si ammortizza il viaggio rendendolo meno stancante e si gode appieno dell’esperienza. Quello che probabilmente è il sito più bello lasciato da questa civiltà evoluta e misteriosa merita tempo – anche perché in realtà sono due templi distinti.
Pernottando si possono visitare con calma i templi di Ramses II e della regina Nefertari, per poi tornare la sera allo spettacolo di suoni e luci che rende questi maestosi monumenti scavati nella roccia ancora più suggestivi. Sì, perché restand a dormire non soltanto si potranno visitare i tempi di Ramses II e della regina sua sposa Nefertari in tutta calma, ma si potrà anche tornare la sera per lo spettacolo di suoni e luci che rende questi maestosi templi scavati nella roccia incredibilmente maestosi.
@SiViaggia - Ilaria SantiL’immagine che si ha davanti quando si arrriva ad Abu Simbel-egitto
Cosa vedere ad Abu Simbel
Il complesso monumentale di Abu Simbel che si staglia nel bel mezzo del deserto (ricordate di portare con voi acqua, cappello, crema solare e vi consiglio anche un ventaglio e una bomboletta spray di acqua vaporizzata) rappresenta l’apoteosi del regno di Ramses II, con la realizzazione di due templi in onore di AmonRa, Ptah, Harmakhis e di se stesso, oltre al tempio minore realizzato in onore di Nefertari, sua sposa.
Abu Simbel si trova sulle sponde del Lago Nasser, l’immenso bacino artificiale formatosi dopo la costruzione della Diga di Assuan. Se vi capita di essere lì al tramonto, potrete godere dello spettacolo dei templi che si specchiano nelle acque del lago.
La visita di Abu Simbel richiede dalle due alle tre ore, ma se decidete di restare fino al tramonto o per lo spettacolo serale di suoni e luci, ci passerete l’intera giornata. In caso di escursione giornaliera, la partenza per Assuan è prevista nel primo pomeriggio.
@SiViaggia - Ilaria SantiIl Tempio di Ramses II con le colossali statue
Il Tempio di Ramses II
Il tempio fu scavato in una montagna della sponda occidentale del Nilo tra il 1290 e il 1224 a.C.. Rimase sommerso dalla sabbia per secoli, fino alla sua scoperta, del tutto accidentale, avvenuta nel 1813. La facciata è monumentale. Una breve rampa di scale porta dal cortile anteriore alla terrazza di fronte alla facciata scavata nella roccia, dove quattro colossali statue di Ramses II – alte 20 metri e seduto sul trono – fanno la guardia all’ingresso rivolte verso il fiume. Sopra la porta si trova la figura del Dio sole dalla testa di falco. La grande sala è sostenuta da otto colonne affiancate da altre statue del faraone, la cui immagine appare anche nei rilievi alle pareti. Il soffitto è ornato di avvoltoi, simbolo di Osiride.
@SiViaggia - Ilaria SantiL’interno del Tempio grande di Ramses II ad Abu Simbel
La camera più interna del tempio è il Sacro santuario che contiene le rappresentazioni delle quattro divinità sedute nei loro troni scavati nella parete. All’interno sono rappresentate scene di guerra, in particolare la battaglia di Qadesh, combattuta da Ramses II (1279-1213 a.C.) contro il re ittita Muwatalli nella valle dell’Oronte. Il tempio è stato costruito in modo che ogni 22 febbraio e 22 ottobre, anniversario dell’incoronazione e della nascita di Ramses, all’alba il sole attraversi tutte le stanze e giunga a illuminare Hamon e il Faraone, lasciando però Ptah (dio dell’oscurità) nell’ombra.
Il Tempio di Nefertari
Il tempio dedicato alla dea Hathor e alla regina Nefertari, moglie prediletta di Ramses II, è anch’esso scavato nella roccia. Davanti alla soglia si stagliano sei statue: quattro di Ramses e due di Nefertari, tutte della stessa altezza – cosa rarissima, dato che solitamente le regine venivano rappresentate più piccole – a simboleggiare l’amore straordinario del faraone per la sua sposa. Le affiancano statue più piccole che rappresentano principi e principesse. Le colonne della sala interna hanno capitelli raffiguranti Hathor e i rilievi alle pareti rappresentano il faraone vittorioso e la sua sposa al cospetto degli dèi, ma ci sono anche scene religiose e familiari. Il tempio conserva anche la statua di una mucca, simbolo della dea Hathor, che fuoriesce per metà dalla parete. Il biglietto d’ingresso per visitare Abu Simbel costa 14,50 euro.
@SiViaggia - Ilaria SantiIl Tempio di Nefertari ad Abu Simbel
Lo spettacolo serale Suoni & Luci
Tutte le sere, al calar del sole, viene organizzato il suggestivo spettacolo di Suoni e Luci che racconta la storia dei templi, proiettando effetti luminosi sulle due colossali facciate. Lo show di Sound & Light inizia alle 20 e alle 21 (ce ne sono due), dura circa 40 minuti e costa 17 euro. L’audio è disponibile in tutte le lingue e viene scelto di volta in volta in base alla lingua parlata dalla maggioranza degli spettatori di quello spettacolo. Quindi, se ci sono tanti italiani, viene rappresentato nella nostra lingua ed decisamente meglio.
@SiViaggia - Ilaria SantiLo spettacolo di Suoni & Luci sulla facciata dei tempio di Ramses II ad Abu Simbel
L’incredibile storia di Abu Simbel
Non è solo l’imponente complesso di Abu Simbel ad affascinare i visitatori, ma anche la sua incredibile storia. Come ho accennato, i templi furono costruiti nel XIII secolo a.C., durante il regno di Ramses II, per celebrare la potenza del sovrano e il suo culto divino, onorare gli dèi e – aspetto cruciale – intimidire i vicini nubiani, mostrando la forza militare e religiosa dell’Egitto. Abu Simbel sorse infatti proprio al confine con la Nubia, sulle rive del Nilo. Oggi non è più così: il complesso si affaccia sul Lago Nasser. Ed è qui che la storia più recente lascia di stucco. Ve la riassumo.
Dopo il declino dell’Antico Egitto, avvenuto fondamentalmente con l’arrivo dei romani, i templi furono in gran parte dimenticati e, nei secoli, coperti dalla sabbia del deserto. Fu solo nel 1813 che l’esploratore svizzero Johann Ludwig Burckhardt segnalò il sito e, pochi anni dopo, l’italiano Giovanni Belzoni riuscì a entrare nel tempio principale. Circa 150 anni dopo la scoperta, il governo egiziano decise di costruire una grande diga per risolvere il problema della siccità e regolare le piene del Nilo che, anziché salvare le coltivazioni, spesso le distruggevano. La Diga di Assuan fu realizzata negli anni Sessanta come opera grandiosa. Peccato che a farne le spese fu proprio il sito di Abu Simbel perché, con la formazione del Lago Nasser (dal nome del leader egiziano Gamal Abdel Nasser che volle l’opera), i templi rischiavano di essere sommersi.
@SiViaggia - Ilaria SantiIl Lago Nasser su cui s’affaccia il complesso di Abu Simbel
Fu grazie all’intervento dell’Unesco che i due templi furono salvati, con un’opera altrettanto colossale, grazie alla quale oggi Abu Simbel è il sito che tutto il mondo può vedere. In pratica, tra il 1964 e il 1968 si avviò una delle più grandi imprese ingegneristiche della storia: entrambi i templi furono completamente smontati, numerati e ricostruiti in posizione più elevata. Furono tagliati in migliaia di blocchi di pietra del peso fino a 30 tonnellate ciascuno. Tutto questo immane lavoro servì “solo” a spostare il Tempio di Ramses II e quello di Nefertari 65 metri più in alto e 200 metri più indietro. Un’opera straordinaria che li ha salvati e portati fino a noi.
Naturalmente, oggi, Abu Simbel è un patrimonio dell’Unesco e, oltre a essere un luogo di culto dell’Antico Egitto, è anche un simbolo della genialità del popolo egizio che già allora aveva grandi nozioni di astronomia. Ma rappresenta anche la perfetta fusione tra archeologia e ingegneria moderna. Insomma, il sito di Abu Simbel è una delle attrazioni più visitate di tutto l’Egitto, insieme alle Piramidi e alla Valle dei Re.
Abu Simbel si trova nel profondo Sud dell’Egitto ed è raggiungibile con il pullman o in aereo. In entrambi i casi, di solito si parte la mattina presto, con il bus perché il viaggio per raggiugere il sito è lungo, con l’aereo perché si vola andata e ritorno quasi sempre in giornata. Con il bus si deve attraversare il deserto, oltrepassando il tropico del Cancro. Da Assuan dista 280 km. In aereo il volo dura circa 45 minuti e l’aeroporto si trova nei pressi dei templi. La compagnia di bandiera EgyptAir e AirCairo di solito operano un paio di voli al giorno tra Assuan e Abu Simbel. Se si arriva dal Cairo o da Luxor è necessario fare uno scalo perché non ci sono voli diretti.
Per dovere di cronaca, ad Abu Simbel si può arrivare anche in nave e, secondo chi l’ha fatto, l’esperienza è spettacolare. Infatti, ci sono crociere che proseguono da Assuan ad Abu Simbel lungo il Lago Nasser che durano 3-4 giorni. Durante il viaggio si visitano anche altri templi nubiani (Kalabsha, Amada, Wadi es-Sebua). Il viaggio è consigliato a chi può permetterselo, sia dal punto di vista del tempo sia del costo, ma è ancora più spettacolare.
Una volta giunti nei pressi del sito, un sentiero ad anello in mezzo alla sabbia del deserto conduce ai templi e permette di fare tutto il giro a 360 gradi. C’è anche la possibilità di spostarsi a bordo dei golf cart (a pagamento, ma costano poco).
@SiViaggia - Ilaria SantiIl tempio di Nefertari illuminato di notte è pura magia
Attraversare la Giordania da Nord a Sud, a piedi, per scoprire deserti, canyon, montagne e città millenarie: è questa l’essenza del Jordan Trail, un cammino di oltre 650 chilometri che si snoda tra i paesaggi più suggestivi del Medio Oriente. Paragonato spesso al Cammino di Santiago per la sua capacità di unire territori, spiritualità e comunità, o al Cammino Inca per i suoi scenari spettacolari, il Jordan Trail è un’esperienza che va oltre il semplice trekking: è un vero viaggio nella storia e nella cultura di un popolo ospitale e ricco di tradizioni.
Dai resti romani di Um Qais, nel verde Nord giordano, alle dune infuocate del Wadi Rum e alle acque turchesi del Mar Rosso, il percorso attraversa villaggi antichi, riserve naturali, castelli crociati, oltre a toccare anche la leggendaria Petra.
Un trekking lungo e impegnativo, che richiede gambe allenate e tanto spirito di avventura… ma che vale davvero la pena ad ogni passo!
Cos’è il Jordan Trail
Il Jordan Trail è un itinerario escursionistico pensato per essere percorso integralmente a piedi: 40 giorni di cammino per coprire circa 675 chilometri, da Um Qais a Nord fino ad Aqaba, sulle rive del Mar Rosso. L’associazione Jordan Trail Association ha strutturato e promuove il tracciato, fornendo mappe, tracce GPS e informazioni aggiornate.
Non si tratta di un pellegrinaggio religioso, ma di un cammino che permette di scoprire l’anima più autentica della Giordania: un mosaico di paesaggi e culture che cambiano continuamente sotto i piedi dei viandanti. Si passa da dolci colline coltivate a uliveti a canyon rossi scolpiti dall’acqua, da deserti rocciosi a foreste di querce e ginepri, fino alle maestose sabbie rosse del Wadi Rum, più simile a Marte che a un paesaggio terrestre.
Lungo il cammino si attraversano oltre 75 tra villaggi e città e ben quattro Riserve della Biosfera, aree protette che tutelano la straordinaria biodiversità di questo Paese meraviglioso.
Molte sezioni del trail seguono antichi percorsi di carovanieri e piste beduine, su terreni a volte tecnici, spesso solitari e immersi nella natura incontaminata. Esiste persino l’opzione di percorrerlo in bicicletta, in modo altrettanto avventuroso.
Il Jordan Trail viene generalmente suddiviso in otto grandi settori geografici, ognuno con un proprio carattere e paesaggi distintivi; essendo estremamente lungo e faticoso nella sua interezza, molte persone scelgono di esplorarne solo alcune sezioni.
Ecco una possibile suddivisione degli 8 segmenti principali:
Tappa 1 – da Um Qais ad Ajloun
(80 km, 2.200 m D+, 5-6 giorni)
Il cammino prende il via tra le rovine romane di Um Qais, con viste mozzafiato sul Mar di Galilea e sulle alture del Golan. Nei primi chilometri si attraversano colline verdeggianti punteggiate di ulivi, piccoli villaggi e antichi monasteri bizantini. Il paesaggio è sorprendentemente verde e rigoglioso, soprattutto in primavera, e si arriva infine al possente castello di Ajloun, un baluardo crociato in cima a una collina boscosa.
Tappa 2 – da Ajloun ad As-Salt
(62 km, 1.800 m D+, 3-4 giorni)
Si scende dolcemente verso la storica città ottomana di As-Salt, attraverso vallate agricole, boschi di querce e piccoli wadi. Lungo la via si incontra la diga di King Talal e si esplorano antichi percorsi romani. As-Salt accoglie il viaggiatore con la sua architettura giallo-miele e una vivace atmosfera cittadina.
Tappa 3 – da As-Salt a Zarqa Ma’in
(84 km, 2.000 m D+, 4-5 giorni)
Questa sezione conduce verso il Mar Morto. Si cammina attraverso aree poco turistiche ma ricche di fascino, tra colline solitarie e canyon nascosti. Tra i luoghi più suggestivi spiccano le cascate termali di Zarqa Ma’in e i resti del colombario rupestre di Iraq Al-Ameer. Gli ultimi chilometri regalano panorami vertiginosi sulle acque salate del Mar Morto.
Tappa 4 – dai tre Wadi a Karak
(75 km, 2.400 m D+, 4-5 giorni)
Un tratto molto scenografico, che attraversa i profondi canyon (wadi) del cuore della Giordania. Il Wadi Mujib, il “Grand Canyon” giordano, è il protagonista assoluto, con le sue spettacolari pareti di arenaria. Al termine della sezione si raggiunge Karak e il suo celebre castello crociato, imponente e suggestivo.
Tappa 5 – da Karak a Dana
(83 km, 2.200 m D+, 5-6 giorni)
Qui le alture calcaree lasciano spazio ai panorami più aspri della riserva naturale di Dana. Questa sezione è un paradiso per gli amanti della natura: qui vivono rare specie animali e piante endemiche. Il piccolo villaggio di Dana, arroccato sul ciglio di un canyon, è un perfetto rifugio per il viandante.
Tappa 6 – da Dana a Petra
(84 km, 2.800 m D+, 5-6 giorni)
Forse la sezione più famosa e frequentata: si parte dal silenzioso altopiano di Dana per scendere nella valle desertica di Feynan e poi risalire tra montagne selvagge. Ogni giorno il paesaggio cambia: rocce rosse, gole profonde e antichi sentieri carovanieri conducono infine a Petra, la meravigliosa città scavata nella pietra rosa. La visita a Petra richiede almeno un giorno intero per godere a pieno dei suoi capolavori, dal Tesoro ai templi, fino al Monastero (El Deir).
Tappa 7 – da Petra al Wadi Rum
(90 km, 2.400 m D+, 5-6 giorni)
Si lascia alle spalle Petra per attraversare altopiani aridi e spettacolari deserti di pietra. Dopo giorni di cammino solitario, le montagne rosse del Wadi Rum appaiono all’orizzonte. Qui ci si immerge in un paesaggio lunare, fatto di canyon, archi naturali e gigantesche formazioni rocciose, esplorando a piedi uno dei deserti più affascinanti del mondo.
Tappa 8 – dal Wadi Rum ad Aqaba
(112 km, 1.800 m D+, 7-8 giorni)
L’ultimo tratto segue le tracce della storica spedizione di Lawrence d’Arabia. Si cammina tra sabbia e roccia, passando per accampamenti beduini e antichi siti rupestri. La fatica del lungo viaggio, in un ambiente rovente e poco ospitale, viene infine premiata: all’arrivo ad Aqaba, il Mar Rosso accoglie i camminatori con le sue acque turchesi, perfette per un tuffo rigenerante!
Per entrare in Giordania è necessario il passaporto con almeno sei mesi di validità residua. È richiesto anche un visto di ingresso, che può essere facilmente ottenuto all’arrivo presso l’aeroporto di Amman oppure online con procedura e-visa. Una soluzione vantaggiosa per i pellegrini è il Jordan Pass, che include il costo del visto e l’accesso a molti siti archeologici (tra cui la stessa Petra).
Quando partire
La scelta del periodo è fondamentale per godersi al meglio l’esperienza del Jordan Trail.
Le stagioni migliori sono la primavera, da marzo a maggio, e l’autunno, soprattutto nei mesi di ottobre e novembre, quando le temperature sono miti sia nei tratti montani che in quelli desertici. Durante l’inverno, le zone più elevate possono essere fredde e umide, mentre l’estate porta temperature torride, soprattutto a Sud, rendendo sconsigliabile affrontare il cammino completo.
Va ricordato che lungo il trail si attraversano ambienti molto diversi: da climi mediterranei a Nord fino ai deserti aridi del Sud, con escursioni termiche importanti tra giorno e notte. Bisogna informarsi al meglio e prestare sempre la massima attenzione all’equipaggiamento e a come il corpo si adatta al clima.
Segnaletica e orientamento
Va specificato che il Jordan Trail non è segnalato in modo continuo e preciso come i grandi cammini europei: in alcuni tratti ci sono indicatori o segni di vernice, ma spesso l’orientamento richiede l’uso di mappe e soprattutto delle tracce GPS fornite dall’associazione ufficiale.
Molte sezioni passano per aree remote, dove è facile perdere la traccia se non si è attenti. È quindi fondamentale avere con sé dispositivi affidabili per la navigazione e una buona preparazione tecnica. In alternativa, ci si può appoggiare a guide locali, molto esperte e disponibili, che arricchiscono l’esperienza con il racconto della cultura beduina e delle storie dei luoghi attraversati.
Difficoltà e impegno fisico
Stiamo parlando di un percorso di difficoltà medio-alta. La lunghezza totale e il dislivello complessivo (intorno ai 20.000 metri di dislivello positivo distribuiti su tutte le tappe) richiedono una eccellente preparazione fisica e l’abitudine a camminare a lungo, anche in contesti complicati per fondo roccioso e temperature elevate.
Molte tappe prevedono 6-7 ore di cammino al giorno, con dislivelli medi quotidiani di circa 500-700 metri positivi. Alcuni tratti, in particolare quelli nei canyon e nelle aree desertiche, possono essere tecnici e faticosi, con temperature che aumentano la fatica.
È essenziale pianificare con cura rifornimenti idrici, scorte alimentari e soste! Non è un trekking adatto ai principianti assoluti, ma con un buon allenamento e la giusta attrezzatura diventa accessibile a molti escursionisti motivati.
Organizzazione e pernottamenti
Il Jordan Trail può essere percorso in autonomia o appoggiandosi a tour operator locali. In entrambi i casi è importante studiare bene la logistica:
I villaggi attraversati non sempre offrono servizi strutturati. Spesso bisogna prevedere tappe in tenda o accampamenti beduini, soprattutto nelle aree remote come il Wadi Rum o Dana;
Nelle città maggiori (Ajloun, Karak, Petra, Aqaba) si trovano alberghi e B&B, ma è bene prenotare con anticipo;
Per l’acqua, è indispensabile portare sempre con sé una buona scorta, soprattutto nelle tappe desertiche. Le fonti naturali scarseggiano, quindi è fondamentale informarsi in anticipo sui punti di rifornimento.
Infine, per chi non può affrontare l’intero cammino, è possibile scegliere singole sezioni (tra le più celebri quella da Dana a Petra o da Petra al Wadi Rum), organizzando viaggi di 8-10 giorni che consentono di vivere comunque, ma in modo più accessibile, l’atmosfera unica del Jordan Trail.
A chi è consigliato il Jordan Trail
Il Jordan Trail non è un cammino adatto a tutti ma può essere l’avventura perfetta per chi ama l’escursionismo autentico, per chi sa adattarsi a vivere in modo spartano e ama le altre culture, per chi non ha il timore di affrontare qualche imprevisto in luoghi molto lontani da casa, sia fisicamente che culturalmente.
È perfetto per chi sogna di immergersi nella storia e nella natura, lontano dalle folle, e per chi apprezza il contatto con lo stile di vita mediorientale: lungo il percorso si attraversano decine di villaggi, si incontrano comunità beduine, si gusta il tè locale – un vero rito – e si dorme sotto le stelle.
Regione Lombardia mette in campo nuovi servizi di ‘accompagnamento sociale’ nelle case popolari di Bergamo. Lo fa attraverso un finanziamento regionale di oltre 380.000 euro che consente ad Aler Bergamo, Lecco e Sondrio di attivare un presidio territoriale costante nei quartieri Erp (Edilizia residenziale pubblica) di Monterosso, Malpensata, Carnovali e Campagnola. Un’iniziativa che riguarda oltre mille residenti.
Due nuove figure professionali a Bergamo
Il progetto di gestione sociale ‘K.1-L.1’, promosso da Aler Bergamo, Lecco e Sondrio nell’ambito del ‘Programma Regionale Lombardia FSE+ 2021-2027’, prevede l’inserimento di due figure professionali in spazi di prossimità pensati per favorire l’ascolto degli inquilini e l’intervento diretto: la sala portierato sociale di via Luzzatti, di proprietà Aler, e lo spazio quartiere di Monterosso (Scaletta Charles Darwin, 2), messo a disposizione dal Comune di Bergamo e gestito in collaborazione con l’azienda.
A illustrare gli obiettivi e le modalità di attuazione del progetto, nel corso della conferenza stampa che si è svolta a Bergamo, l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco, il presidente di Aler Bergamo, Lecco e Sondrio Corrado Zambelli, e l’assessore comunale alle Politiche della casa Claudia Lenzini.
Assessore Franco: avanti con la ‘Missione Lombardia’
“Regione Lombardia finanzia e mette in campo misure concrete – ha evidenziato l’assessore Franco – che contribuiscono a migliorare la qualità della vita delle persone nei quartieri a maggiore vulnerabilità economico-sociale. I presidi territoriali, gestiti da personale qualificato come i ‘community manager’ detti anche ‘operatori di quartiere‘, rafforzeranno la presenza delle istituzioni in contesti complessi rappresentando un punto di riferimento importante per i cittadini perbene che vivono nelle case popolari e che non devono in alcun modo essere lasciati soli. Regione Lombardia è dalla loro parte”.
“Abbiamo convogliato fondi europei su questi progetti – ha concluso Franco – che hanno già prodotto risultati positivi nell’area milanese. E’ la dimostrazione di come la ‘Missione Lombardia’, ovvero il piano di rilancio delle politiche abitative regionali, presti grande attenzione alla dimensione sociale, accanto agli investimenti per le riqualificazioni e le manutenzioni che proseguono convintamente”.
Risultati tangibili con il sostegno di Regione Lombardia
“Sviluppare una strategia integrata di gestione dei Servizi Abitativi Pubblici (Sap) – ha dichiarato il presidente di Aler Bergamo, Lecco e Sondrio, Corrado Zambelli – che non si limiti alla sola amministrazione del patrimonio abitativo: è questo l’obiettivo del progetto K.1-L.1 che, grazie a un approccio innovativo, combina la gestione tecnica degli alloggi con il supporto sociale agli inquilini più fragili, prestando attenzione alle loro esigenze attraverso la raccolta in loco di richieste e segnalazioni”.
“Grazie al fondamentale sostegno di Regione Lombardia – ha sottolineato Zambelli –, questo progetto ci consente di ottenere risultati tangibili su più fronti, accompagnando gli inquilini a un abitare più consapevole e rafforzando al contempo il presidio sul territorio”.
Aler Bergamo, il progetto per le case popolari
Il progetto, della durata di 24 mesi e al via da settembre 2025, si articola lungo due linee di intervento. La prima riguarda l’azione K.1, orientata allo sviluppo di servizi abitativi attraverso la loro integrazione con politiche sociali. La seconda è l’azione L.1, finalizzata a implementare le misure di sostegno e di accompagnamento all’abitare destinate a persone in condizione di vulnerabilità sociale e/o economica.
Una nuova opportunità per raggiungere Sharm el-Sheikh: una rotta appena inaugurata da Milano Bergamo presso lo scalo di Orio al Serio. La cadenza? Bisettimanale e collega con voli coperti da Air Cairo il mar Rosso alla Lombardia. Il servizio, attivo dal 5 aprile, ha ottimi prezzi e dà modo di portare i viaggiatori nella celebre città turistica egiziana. Tra le mete più amate sul Mar Rosso spicca proprio Sharm el-Sheikh che mixa avventura, relax e mare da sogno. Non solo fondali ricchi di biodiversità e snorkeling, oltre alle spiagge ci sono escursioni e tante attività da scoprire perfette da programmare in primavera.
Non c’è overtourism
In primavera, Sharm el-Sheikh ha tutto il tempo del mondo per te. I grandi flussi turistici sono lontani, e questo regala un lusso prezioso: spazio. Spazio per camminare sulla sabbia lasciando solo le tue orme. Spazio per nuotare tra le meraviglie del Mar Rosso senza fretta, senza rumore, solo tu e il silenzio incantato del mondo sommerso. Nei souk colorati puoi perderti tra stoffe leggere e profumi speziati, scambiando sorrisi veri con chi, lì, il tempo lo misura ancora in racconti e ospitalità.
Le temperature sono ottimali
C’è un momento dell’anno in cui il sole non brucia ma abbraccia, e la brezza accarezza invece di inseguire: questo periodo è la primavera a Sharm el-Sheikh. Le giornate si stendono luminose tra i 22 e i 35 gradi, calde abbastanza da vivere il mare in tutte le sue meraviglie, ma gentili con chi sogna anche solo di oziare sotto una palma, con un cocktail in mano e i pensieri sospesi tra cielo e acqua. Qui, il clima non è solo una condizione: è un invito al benessere. Camminare scalzi sulla sabbia, cenare sotto le stelle senza bisogno di giacche o sciarpe, tuffarsi al tramonto senza tremare di freddo. La primavera a Sharm non ti chiede di resistere al caldo o di proteggerti dal freddo. Ti chiede solo di vivere.
Vivere a pieno Sharm el-Sheikh
La primavera accende il Mar Rosso di mille sfumature: dall’azzurro cristallino al turchese profondo, fino a esplosioni di corallo acceso. Come sempre tra le cose migliori da fare c’è proprio lo snrokeling ma non solo. In primavera, anche il deserto intorno a Sharm si anima di vita. Piccoli fiori selvatici punteggiano le dune dorate, trasformando il paesaggio in una tela emozionante e silenziosa. Di notte, il cielo limpido si veste di stelle così luminose che sembrano caderti addosso, mentre la sabbia ancora tiepida racconta storie antiche.
La tratta comoda offerta da Air Cairo
Air Cairo mette a disposizione un nuovo collegamento da Milano Bergamo con Sharm el-Sheikh attraverso voli bisettimanali inaugurati ufficialmente il 5 aprile 2025. Milano Bergamo è, ad oggi, la porta d’accesso all’Egitto e la primavera è sicuramente un’ottima stagione per programmare qui una vacanza spaziando tra mete come Sharm el-Sheikh ma anche le altrettanto attrattive Alessandria, Il Cairo, Marsa Alam e Marsa Matruh. I collegamenti partiranno ufficialmente di giovedì e di sabato e hanno un costo competitivo che oscilla; prenotando con un po’ di anticipo e preferendo le partenze settimanali si può risparmiare. In primavera spesso si trovano offerte più vantaggiose su voli e pacchetti turistici rispetto all’alta stagione estiva o alle vacanze invernali. È un ottimo momento per risparmiare senza rinunciare alla qualità del viaggio.
Se pensate che tutte le località turistiche del Mar Rosso siano affollate come Sharm el-Sheikh o che siano caratterizzate da casermoni di cemento come Hurghada vi sbagliate di grosso. Sul Mar Rosso esistono località tranquillissime, dove il paesaggio è rimasto allo stato naturale, dove tra un ombrellone e l’altro ci sono almeno due metri di distanza, dove lo spazio a disposizione del villeggiante è enorme: in poche parole, la spiaggia e il mare sono tutti per voi.
Soma Bay, un’oasi nel deserto
Soma Bay, a Sud di Hurghada, a una ventina di chilometri da Safaga, è una di queste località, quella che viene chiamata dagli agenti di viaggio un destination resort ovvero una località talmente completa da formare, da sola, una destinazione vera e propria. Cinque hotel, una marina con yacht attraccati e barche che portano ogni giorno i turisti alla barriera corallina, negozi e locali, due campi da golf (nove e 18 buche), un centro benessere con talassoterapia, un centro velico per fare kite surf e un immancabile centro diving. Questa meta ha già vinto numerosi premi, tra cui il Travellers’ Choice Award di TripAdvisor.
Spiaggia e relax sul Mar Rosso
La spiaggia a Soma Bay è lunghissima e costeggia quattro dei cinque resort: il Breakers, il Kempinski, lo Sheraton e il Robinson. Si affaccia su una bellissima baia da cui si può ammirare il profilo della catena montuosa del complesso di Shaiyb al-Banat che ha picchi che toccano anche i 2.000 metri (Gebel Shaiyb al-Banat). La baia è soggetta alle maree e la mattina i fondali sono molto bassi, tanto da consentire lunghissime passeggiate fin mezzo al mare. Gli ombrelloni sono ben distanziati tra loro consentendo la massima privacy. Per proteggersi dal vento ci sono degli speciali paravento che ciascuno sistema a proprio piacimento. Molti stranieri preferiscono restare in piscina – ogni hotel ne ha almeno una – pertanto sulla spiaggia non c’è mai molta folla.
La barriera corallina
Secondo gli esperti diver, quella del Mar Rosso è la più bella barriera corallina del mondo. Al contrario di quanto è accaduto nell’Oceano Indiano, infatti, qui non c’è stato l’effetto del niño, la corrente calda che ha bruciato quasi tutti i coralli. I coralli del Mar Rosso sono quindi colorati. E splendidi. Al reef di Soma Bay si accede da un jetty lungo meno di 500 metri. Chiunque può scendere dalla scaletta e nuotare lungo la barriera corallina. Il fronte interno ha fondali bassissimi e trasparentissimi per via della sabbia chiara. Di pesci colorati se ne vedono un’infinità: pesci pagliaccio, pesci pappagallo, pesci balestra, pesci pipistrello. Un vero acquario naturale. I più temerari possono scendere sul lato esterno della barriera dove si ammirano gli abissi più profondi. Qui i coralli la fanno da padrona e i pesci sono molto più grandi.
Fonte: 123RFLa barriera corallina che si può ammirare a Soma Bay
Non solo spiaggia: le altre attività
Come in un vecchio spot, qui si può fare tutto o anche niente. Oltre a restare sdraiati sulla spiaggia a prendere il sole e a immergersi nelle acque cristalline, si possono fare tutti gli sport acquatici oltre allo snorkeling e alle immersioni. A partire dal kite, surf e vela che si possono praticare alla Kite House. L’unico hotel a non essere affacciato sulla spiaggia, il Cascades, nasconde una delle più grandi spa e talasso dell’intera regione con ben 65 cabine per ogni tipo di trattamento, molti dei quali a base di acqua termale. Non mancano i campi da golf per gli appassionati. Uno da nove e uno da 18 buche immersi nel verde (artificiale, ma bellissimo). Molti vengono qui apposta per i green.
Non solo resort: le escursioni
Per chi ama il mare e le attività legate allo snorkeling, imperdibile è una gita in barca verso l’isola di Tobia, una lingua di sabbia bianca in mezzo al mare. Vi sentirete come Robinson Crusoe. Per chi vuole conoscere lo stile di vita del popolo locale, l’escursione migliore è quella al villaggio beduino della tribù di Mazaa. Per raggiungerlo, si attraversa il deserto e si conclude con un tè nel deserto con tanto di tramonto. Impedibile. Vengono anche organizzate serate a tema stargazing, per ammirare la stelle in compagnia di un astronomo esperto. I cieli del deserto sono i più belli in assoluto e qui l’esperienza non è da meno.
Come arrivare a Soma Bay
Per raggiungere Soma Bay l’aeroporto più vicino è quello di Hurghada che dista meno di un’ora di strada. Dall’Italia ci sono voli diretti con la compagnia di bandiera Air Cairo e con easyJet che partono entrambi da Milano Malpensa e da Napoli.
La Lombardia ha conquistato New York con un evento di prestigio dedicato, organizzata con Gambero Rosso, ai suoi vini d’eccellenza. Presso il Metropolitan Pavilion si è svolta, infatti, una masterclass esclusiva che ha visto la Regione protagonista di un viaggio sensoriale tra le sue migliori etichette. Presente anche il Console generale d’Italia a New York, Fabrizio Di Michele.
Masterclass dei vini di Lombardia a New York con Gambero Rosso
L’iniziativa ha riunito esperti del settore, sommelier e operatori internazionali per approfondire la tradizione vinicola lombarda e scoprire le peculiarità dei suoi territori. Dalle colline dell’Oltrepò Pavese alle sponde del Lago di Garda, passando per la Valtellina e la Franciacorta, il Lambrusco Mantovano e il Moscato di Scanzo, la selezione di vini ha messo in risalto la varietà e la qualità delle produzioni regionali.
Beduschi: emozioni olimpiche per un grande e qualificato pubblico
“Grande soddisfazione e successo – ha detto l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi – nella masterclass del Gambero Rosso. Siamo stati a New York a emozionare un pubblico qualificato, buyer, tante persone del mondo del vino che hanno potuto apprezzare i nostri vini e le particolarità delle nostre produzioni. Davvero tanto l’entusiasmo e, soprattutto, tante persone che hanno promesso di venire, in qualche caso di tornare, nell’occasione olimpica di Milano-Cortina 2026, a cercare un’emozione lombarda”.
Le cantine con i Tre Bicchieri Gambero Rosso
Un momento clou della giornata è stata la presentazione delle cantine premiate con i prestigiosi Tre Bicchieri del Gambero Rosso, che hanno avuto l’opportunità di raccontare le loro storie e le caratteristiche uniche dei loro vini. Alcune aziende hanno presentato le proprie etichette attraverso postazioni dedicate, Altre sono state, invece, protagoniste di un banco d’assaggio esclusivo interamente dedicato alla Lombardia.
Riccardo Binda (Oltrepò Pavese): trampolino per conquistare il mercato USA
“Questa – ha affermato Riccardo Binda, direttore del Consorzio Vini Oltrepò Pavese – è una grandissima opportunità per due motivi. Il primo perché i territori vanno sempre contestualizzati all’interno della loro regione di appartenenza. Il secondo perché è un viatico verso un momento importante per tutti noi lombardi che sono le Olimpiadi invernali 2026 di Milano-Cortina. Come Oltrepò siamo felicissimi della degustazione con le eccellenze del nostro territorio. Sono realtà attraverso le quali speriamo di riportare l’Oltrepò dove merita. Negli Stati Uniti e nel mondo”.
Juri Pagani (Valtènesi): grazie Regione Lombardia, New York ideale per vini del Garda
“Grazie a Regione Lombardia – ha sottolineato Juri Pagani, direttore del Consorzio Valtènesi – abbiamo portato la leggerezza del Garda in questa città magnifica, New York, che è frutto di contaminazioni e di sperimentazioni. E i nostri vini portano la contaminazione che ha da sempre avuto il Lago di Garda e, quindi, per noi è una grandissima opportunità perché i nostri vini sono gastronomici. New York è la città dove più si può mangiare, dove più ci si può divertire, dove più si può condividere. Perché il bello dei vini gardesani, della Valtènesi ma anche di tutti quelli lombardi, è la condivisione, è l’utilizzo, anche, delle nostre DOP e IGP come Grana Padano, Provolone Valpadana DOP e Gorgonzola e, perciò, qui è stato fantastico”.
Giuseppe Carrus (Gambero Rosso): un successo biodiversità della Lombardia
“Masterclass ne facciamo tante – ha ricordato Giuseppe Carrus, giornalista di Gambero Rosso – ogni volta che veniamo a New York. Questa è stata la mia prima conduzione di una masterclass dedicata ai soli vini della Lombardia ed è stato incredibile anche per me, che assaggio ogni anno centinaia di vini, capire come in una regione vi è un concentrato di vitigni autoctoni, di soli e climi diversi e, quindi, evidentemente, anche di ‘nasi’, ‘palati’ e ‘colori’ diversi”. “Questa – ha aggiunto – è la grande biodiversità, che vale per tutta l’Italia sicuramente, ma che qui è propria di una regione come la Lombardia che, magari, nell’immaginario collettivo è accostata ad altre cose e aspetti, ma abbiamo visto come il vino, e quindi l’agricoltura, siano importanti”.
Una vetrina importante per i vini di Lombardia
L’evento ha quindi rappresentato un’importante vetrina per il vino lombardo, consolidando la sua presenza sui mercati internazionali e rafforzando i legami con il settore enologico statunitense. La partecipazione entusiasta del pubblico e degli addetti ai lavori ha confermato il crescente interesse per la produzione vinicola della regione, che continua a distinguersi per qualità.
Le cantine lombarde premiate con i ‘Tre bicchieri’ presenti a New York
Pasini San Giovanni, Fratelli Turina, Ferghettina, Nino Negri, Mamete Prevostini, Calatroni, Castello Bonomi, Giovanni Avanzi, Costaripa, Guido Berlucchi, Perla del Garda, Barone Pizzini, Fiamberti, Tenuta Travaglino.
I vini lombardi alla masterclass Gambero Rosso
Avanzi (Valtènesi RGC DOC ‘Antitesi’ 2023), Marangona (Lugana Doc Cemento 2022), Perla del Garda (Garda Doc Merlot ‘Leonatus’ 2017), Conte Vistarino (OP Pinot Nero Pernice 2021), Mamete Prevostini (Valtellina Sforzato Corte di Cama 2021), Cantine Virgili Luigi (Inciostar – Lambrusco), Podere Selva Capuzza (San Martino della Battaglia DOC ‘Campo del Soglio’ 2023), Lazzari (Capriano del Colle Fausto 2023), De Toma (Moscato di Scanzo 2019), Calatroni (Poggio del Duca Met. Cl. Pas Dosé 2019), Fiamberti (Vigna Solenga 2020 – Buttafuoco Storico).
L’eccellenza agroalimentare della Lombardia sbarca a New York. Due gli eventi di alto profilo, il 3 e 4 marzo, per promuovere l’enogastronomia regionale e il legame con le Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026. Un’occasione strategica per far conoscere i prodotti tipici lombardi a stampa e operatori del settore, rafforzando la presenza sui mercati internazionali.
“Portiamo a New York il meglio della nostra enogastronomia – dichiara l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – soprattutto perché il mercato americano è strategico per le nostre produzioni di qualità. Questi eventi sono un’opportunità unica per consolidare relazioni e aprire nuove prospettive per le nostre imprese”.
Il 3 marzo cena ‘olimpica’ con Ice e Consolato generale
Il primo appuntamento sarà con ‘Host Region, home of excellence’, una cena esclusiva per 50 ospiti selezionati, tra operatori del settore e stampa specializzata, organizzata presso Eataly – Bar Milano Flatiron in collaborazione con l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) e alla presenza del Consolato Generale d’Italia. Il menù, firmato dallo chef Roberto Valbuzzi, proporrà un viaggio sensoriale tra le specialità lombarde: dall’apertura di una forma di Grana Padano e un aperitivo a base di bollicine, allo show-cooking dedicato ai pizzoccheri, fino alla degustazione di piatti e dolci della tradizione come mondeghili, tortelli al gorgonzola, casoncelli, costoletta alla milanese, ossobuco e sbrisolona. Il tutto accompagnato da un racconto che lega la tradizione gastronomica lombarda ai prossimi Giochi Olimpici Invernali, che vedranno protagoniste Milano e le montagne della regione.
Il 4 marzo – Masterclass e ‘Tre Bicchieri’ con Gambero Rosso
Il secondo evento sarà una masterclass esclusiva, organizzata da Gambero Rosso presso il Metropolitan Pavillon, che vedrà la Regione Lombardia al centro dell’attenzione. Esperti del settore guideranno i partecipanti alla scoperta della tradizione vinicola lombarda, illustrando le peculiarità dei territori e offrendo degustazioni di vini selezionati. L’evento ospiterà le cantine premiate con i prestigiosi Tre Bicchieri del Gambero Rosso, alcune con le proprie postazioni e altre all’interno di un banco d’assaggio dedicato alla Lombardia.
Il tema dei dazi
L’assessore Beduschi ha inoltre in programma incontri con corpo diplomatico e associazioni di rappresentanza. Obiettivo, affrontare prospettive e sfide che riguardano l’export dell’agroalimentare lombardo, anche alla luce delle possibili novità sui dazi. “Il tema – conclude Beduschi – è ancora incerto e oggetto di discussione. Siamo certi che, indipendentemente dagli sviluppi politici e dalle ripercussioni commerciali, il dialogo con l’amministrazione statunitense continuerà. La Lombardia saprà farsi trovare pronta a tutelare i propri prodotti di qualità”.
Le cantine lombarde premiate con i ‘Tre Bicchieri’ presenti a New York
Pasini San Giovanni, Fratelli Turina, Ferghettina, Nino Negri, Mamete Prevostini, Calatroni, Castello Bonomi, Giovanni Avanzi, Costaripa, Guido Berlucchi, Perla del Garda, Barone Pizzini, Fiamberti, Tenuta Travaglino.
I vini lombardi alla masterclass Gambero Rosso
Avanzi (Valtènesi RGC DOC ‘Antitesi’ 2023), Marangona (Lugana Doc Cemento 2022), Perla del Garda (Garda Doc Merlot ‘Leonatus’ 2017), Conte Vistarino (OP Pinot Nero Pernice 2021), Mamete Prevostini (Valtellina Sforzato Corte di Cama 2021), Cantine Virgili Luigi (Inciostar – Lambrusco), Podere Selva Capuzza (San Martino della Battaglia DOC ‘Campo del Soglio’ 2023), Lazzari (Capriano del Colle Fausto 2023), De Toma (Moscato di Scanzo 2019), Calatroni (Poggio del Duca Met. Cl. Pas Dosé 2019), Fiamberti (Vigna Solenga 2020 – Buttafuoco Storico).
Cantine lombarde al banco assaggio ‘Lombardia’
Valtènesi: Avanzi, Costaripa, Turina, Pasini San Giovanni, Cantrina, Podere Selva Capuzza, Cantina Bottenago, Cà Maiol. Lugana: Citari, Perla Del Garda, Zeni, Feliciana, Selva Capuzza. Garda: Perla del Garda, Tenute del Garda, Borgo la Caccia, Cantina Bottenago, Lebovitz. Oltrepò Pavese: Giorgi, Scuropasso – Roccapietra, Tenuta Mazzolino, Bruno Verdi, Travaglino. Valtellina: Mamete Prevostini, Aldo Rainoldi, Tenuta Scerscé, Nino Negri, AR.PE.PE. San Colombano: Panizzari, Faverzani, I Germogli, Giuseppe Guglielmini, Poderi di San Pietro. Vini Mantovani: Bertagna, Cantina Sociale di Viadana, Cantine Virgili Luigi, Ricchi, Cobelli. Montenetto: Tenuta La Vigna, Beccalossi, Lazzari, San Michele.
La Valtènesi ha scelto il giorno di San Valentino per presentare la nuova annata dei suoi vini, frutto della vendemmia 2024. Una data simbolica per il lancio dei rosati che nascono sulle dolci colline della riviera occidentale del Lago di Garda, sempre più protagonisti nel panorama internazionale. Lo annuncia l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste della Regione Lombardia, Alessandro Beduschi.
Valtènesi, nuova annata per San Valentino
“Il Valtènesi – dichiara l’assessore Beduschi – incarna l’identità e la bellezza di un territorio unico, capace di esprimere vini raffinati, eleganti e profondamente legati alla loro origine. Il San Valentino del Valtènesi non è solo un omaggio all’amore, ma un tributo alla passione e alla dedizione dei nostri viticoltori, che con sapienza sanno valorizzare anno dopo anno”.
La vendemmia 2024
La vendemmia 2024 è stata caratterizzata da un inizio di stagione piovoso seguito da un’estate soleggiata, che ha permesso ai vignaioli di ottenere una maturazione equilibrata delle uve. Le basse rese per ettaro, previste dal disciplinare e dalla delicatezza delle uve rosse della Valtènesi, hanno dato origine a vini dalla leggerezza raffinata e dalle tipiche note succose che evocano la mediterraneità del Benaco. La produzione della Valtènesi Riviera del Garda Classico DOC si attesta intorno a 2 milioni di bottiglie, con un lieve calo rispetto all’annata precedente, dovuto a una contrazione delle rese e del mercato tedesco.
L’anteprima a Wine Paris
Prima del lancio ufficiale, la nuova annata è stata presentata in anteprima a Wine Paris, la prima grande fiera internazionale dell’anno, nel contesto del progetto Lake Garda Wines, uno stand condiviso con i consorzi Lugana, Custoza, Bardolino e Garda. Qui, i rosati della Valtènesi hanno conquistato gli operatori internazionali, confermando la loro vocazione a un pubblico sempre più globale.
“Siamo un’enclave mediterranea a latitudini settentrionali, un cortocircuito climatico che si traduce in un equilibrio irripetibile. La nostra inclinazione alla raffinatezza è spontanea, una cifra espressiva e stilistica che la Valtènesi ci indica con estrema chiarezza”, afferma Paolo Pasini, presidente del Consorzio Valtènesi. “La naturale predisposizione della Valtènesi ai vini leggeri ma ricchi di gusto trova la sua massima espressione nel rosé, che ci accomuna agli amici della Provenza con cui da tempo collaboriamo per valorizzare questa tipologia”.
Si guarda a New York
Guardando oltre i confini europei, il Valtènesi sarà a New York. Il 3 marzo 2025 i vignaioli saranno ospiti di Slow Wine ed Eataly, mentre il 4 marzo parteciperanno alla prestigiosa Tre Bicchieri Gambero Rosso, evento che vedrà la presenza della Regione Lombardia e degli altri consorzi lombardi.
In occasione della Borsa internazionale del turismo che si è appena conclusa a Milano, abbiamo incontrato Amr Elkady, CEO di Egyptian Tourism Authority, per chiedere spiegazioni sul successo che l’Egitto riscuote sempre con i turisti italiani e per farci raccontare le novità che si aspettano. Tra queste, alcune davvero inedite.
Ci può dire quanti italiani sono venuti in Egitto lo scorso anno?
All’incirca 800mila ovvero più o meno gli stessi del 2023, ma sicuramente meno rispetto al 2019. Il conflitto in Medioriente preoccupa ancora molto gli italiani. Il bello degli italiani è che voglioso sperimentare tutto, non solo il mare e la spiaggia. Vanno ad Alessandria, a Marsa Matruh, Luxor, Aswan, sul Mar Rosso a Sharm el-Sheikh, a Marsa Alam e anche nel deserto, insomma dappertutto e questa è la grande differenza che c’è tra i turisti italiani e, per esempio, i tedeschi che vogliono andare solo a Hurghada o agli americani che vogliono visitare solo l’Egitto classico e quindi Il Cairo, Luxor e Aswan, gli arabi vogliono solo andare in spiaggia.
Quali sono le novità che dobbiamo aspettarci per quest’anno?
Innanzitutto, ci sarà il grand opening del GEM, il Grand Egyptian Museum, che è già aperto al cento per cento da qualche mese ma a luglio ci sarà l’apertura eccezionale di altre due nuove gallerie che saranno inaugurate proprio per il grande evento a cui prenderanno parte tante personalità, Capi di Stato, famiglie reali. Questo è solo uno dei motivi per venire al Cairo.
Fonte: @Egyptian Tourism AuthorityIl GEM, Grand Egyptian Museum del Cairo
Il Cairo è una meta consigliata anche per un city break, quindi?
Assolutamente, Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo iniziato a promuovere Il Cairo proprio come meta ideale per un city break. Questa città di 5000 anni ha davvero tantissimo da offrire: le antichità egizie, ma anche rovine romane, resti delle civiltà ebraica, araba, turca e anche moderna e non ha nulla da invidiare a Roma. È un concentrato di tutto l’Egitto, noi stessi chiamiamo Il Cairo “Egitto”, è una destinazione perfetta per un viaggio di quattro-cinque giorni. A un’ora dal Cairo poi c’è l’Oasi di Fayyum che da sola merita un viaggio. Un luogo naturale e storico dove ci sono laghi, wadi, antichi villaggi e siti archeologici, tra cui piramidi e necropoli e che negli Anni ’80 ha attirato molti artisti della terracotta che vi si sono trasferiti a vivere. Ci si può anche fermare a dormire almeno una notte perché è una meta turistica con tanto di hotel.
Si parla molto di sostenibilità, come si pone l’Egitto a tale proposito?
Dal 2022 abbiamo iniziato a ospitare la COP (i.e., la Conference of Parties, la riunione annuale dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici) e ora stiamo organizzando la COP 2027. Per poterlo fare abbiamo dovuto portare degli esempi di sostenibilità. Abbiamo iniziato dagli hotel che devono essere completamente green, a partire dal minor utilizzo di plastica per incoraggiare il riciclo del materiale, dall’energia rinnovabile, per cu abbiamo realizzato degli enormi impianti solari vicino ad Aswan e stiamo erigendo delle pale eoliche grazie all’aiuto di alcune aziende italiane nei pressi di Hurghada perché è una zona molto ventilata, ma tra i progetti futuri c’è anche la costruzione di un impianto nucleare.
Fonte: @Egyptian Tourism AuthorityImmersioni nei fondali del Mar Rosso
A oggi, circa il 40% delle camere d’hotel sono alimentate da energia pulita. Inoltre, stiamo incoraggiando i proprietari di strutture alberghiere a costruirsi la propria fonte energetica rinnovabile grazie ad aiuti statali. I tour operator internazionali stanno chiedendo ai propri partner di sensibilizzarsi da questo punto di vista. Abbiamo un marchio che certifica le strutture alberghiere, i diving center e le attività turistiche sostenibili.
Anche le crociere sul Nilo sono ripartite alla grande.
Le crociere sul Nilo sono strapiene nonostante siamo molto costose. C’è una fortissima richiesta ed è un tipo di viaggio che non è mai cambiato nel corso degli anni perché si naviga attraverso la storia. Ma ora stiamo crescendo anche nelle crociere marittime, in particolar modo sul Mar Rosso. Si tratta di un tipo di viaggio che non avevamo mai avuto finora ma, poiché l’Arabia Saudita sta sviluppando fortemente il proprio turismo, ora stiamo operando con loro nell’organizzazione di crociere attraverso il Mar Rosso.
Fonte: iStockLa crociera sul Nilo tra i viaggi più amati
Le navi partono da Jeddah e fanno tappa ad Aqaba in Giordania, a Sharm el-Sheikh e Hurghada per poi tornare in Arabia Saudita. Sono crociere di quattro giorni che sono partite circa un mese fa. Il settore delle crociere per noi in questo momento è molto importante. In tutto il Paese stiamo sviluppando delle marine per ospitare i superyacht e le navi da crociera. Ne stiamo costruendo una sul Mediterraneo, una a Sharm el-Sheikh e una a Hurghada. L’idea è che i superyacht che arrivano dal Mar Mediterraneo attraversino il Canale di Suez per raggiungere il Mar Rosso. Stiamo anche studiando delle procedure più snelle per accogliere questo tipo di turismo crocieristico. Questa è una delle grandi novità.
Ogni anno, durante la Cyber Week, Voyage Privé lancia delle offerte imperdibili su destinazioni da sogno in tutto il mondo. Quest’anno, uno dei focus principali riguarda i viaggi in Egitto, una meta che richiama da sempre l’interesse di viaggiatori alla ricerca di cultura, storia millenaria e paesaggi mozzafiato. Se desideri vivere un’esperienza unica e scoprire le meraviglie dell’Egitto, la Cyber Week è il momento perfetto per prenotare un viaggio con Voyage Privé. Sul sito, è possibile trovare diverse proposte, che spaziano dai resort sul Mar Rosso fino ai soggiorni nelle famose località turistiche come Sharm El Sheikh e Hurghada, tutte caratterizzate da prezzi vantaggiosi.
Le offerte per vacanze in Egitto
Non soltanto sole e mare: l’Egitto è una destinazione perfetta anche per gli appassionati di storia e archeologia, grazie ai suoi antichi templi, piramidi e musei. Una delle offerte più allettanti durante la Cyber Week riguarda un pacchetto soggiorno a Sharm El Sheikh, una delle località più apprezzate dell’Egitto per le sue spiagge incontaminate e la bellezza dei fondali marini, ideale per chi ama lo snorkeling e le immersioni.
Fonte: Getty ImagesAl mare a Sharm El Sheikh
Il pacchetto offerto da Voyage Privé include 5 giorni all-inclusive, con partenza da Milano il 12 dicembre. Il soggiorno prevede l’inclusione di transfer privati, per un massimo di 2 persone, al prezzo di soli 844€ (ovvero 422€ a persona). Questa offerta vantaggiosa rappresenta una scelta perfetta per una fuga invernale sotto il sole, senza rinunciare alla qualità dei servizi e all’esperienza esclusiva che Voyage Privé sa garantire.
Perché scegliere l’Egitto con Voyage Privé? L’Egitto è una destinazione che sa come incantare i suoi visitatori, non solo per le sue meraviglie storiche come le piramidi di Giza, la Sfinge e la Valle dei Re, ma anche per la bellezza delle sue spiagge e dei suoi resort. Durante il soggiorno a Sharm El Sheikh, si può godere di acque cristalline, temperature miti anche in inverno e servizi pensati per ogni tipo di viaggiatore, dalle famiglie ai giovani in cerca di avventura.
I resort proposti da Voyage Privé
Voyage Privé offre una selezione accurata di resort e strutture con un servizio impeccabile, dove il comfort e il relax sono sempre al primo posto. Che tu sia un amante del mare, un appassionato di storia o semplicemente alla ricerca di una pausa dal freddo inverno europeo, l’Egitto è una destinazione ideale. Inoltre, con le offerte Cyber Week, prenotare ora ti permette di risparmiare notevolmente, senza rinunciare alla qualità e alla sicurezza di un viaggio organizzato da esperti. La Cyber Week di Voyage Privé è una possibilità imperdibile per prenotare un viaggio da sogno in Egitto a tariffe straordinarie. Se stai cercando una vacanza che combini relax, avventura e cultura, l’Egitto rappresenta la scelta ideale. Con offerte come quella per Sharm El Sheikh, dove potrai godere di un soggiorno all-inclusive a un prezzo scontato, non c’è momento migliore per approfittare di questa opportunità. Non perdere tempo e iscriviti a Voyage Privé per scoprire tutte le offerte disponibili, incluse quelle per l’Egitto, e pianifica il tuo prossimo viaggio da sogno a prezzi esclusivi.
Fonte: Getty ImagesEl Mustafa Mosque tra le bellezza da scoprire a Sharm El Sheikh
Dire che una spiaggia è la più bella del mondo è forse un’iperbole considerato il fatto che, nel mondo, di spiagge paradisiache ce ne sono davvero tante. Ciò non esclude il fatto che ce ne siano alcune di spettacolari che meritano un posto nelle classifiche di viaggio e nel cuore di chi le visita. Una di queste è sicuramente Naama Bay, a Sharm el-Sheikh. Con la sua barriera corallina mozzafiato, la sua lunga distesa di sabbia dorata e l’energia vivace che la contraddistingue, non solo è il luogo perfetto per rilassarsi e vivere un’esperienza di viaggio unica, ma è anche la spiaggia più apprezzata del Mar Rosso. In questo articolo scopriamo insieme il perché!
Una spiaggia dalla bellezza indescrivibile
La spiaggia di Naama Bay, a Sharm el-Sheikh sul Mar Rosso, è un gioiello naturaleincastonato in una splendida baia protetta, caratterizzata da acque cristalline e da una straordinaria biodiversità marina. Qui, una spettacolare barriera corallina si estende lungo la costa, offrendo uno scenario mozzafiato fatto di coralli dai colori vivaci e una varietà incredibile di specie marine tropicali. Un angolo di paradiso che ammalia tutti gli amanti del mare, i quali possono immergersi nelle sua acque e fare incontri ravvicinati con pesci dai colori sgargianti, tartarughe marine e persino, con un po’ di fortuna, qualche razza che nuota maestosa e indisturbata. Tra le tante cose che si possono fare in questa spiaggia incredibile, ecco la nostra top 3:
snorkeling e immersioni: come abbiamo detto, esplorare la barriera corallina di Naama Bay è un’esperienza davvero unica che ti consentirà di scoprire un mondo sottomarino ricco di vita. Che tu faccia immersioni subacquee o anche semplicemente snorkeling potrai nuotare accanto a pesci curiosi, ammirare la ricchezza della barriera e scoprire scorci nascosti che ti lasceranno senza fiato.
sport acquatici: per i più avventurosi, Naama Bay offre un’ampia gamma di attività e sport acquatici. Puoi svegliarti la mattina e fare windsurf tra le onde del Mar Rosso, oppure puoi cimentarti in una seduta emozionante di sci nautico per fare il pieno di adrenalina e affrontare la giornata con la giusta energia! Se, invece, ami l’avventura ma prediligi le esperienze più rilassanti e tranquille, allora puoi optare per un’escursione in barca che ti permetterà di esplorare la costa, magari avvistando delfini e godendoti panorami spettacolari.
total relax: stendersi sulla spiaggia morbida facendosi accarezzare dai raggi caldi del sole e cullare dal rumore placido delle onde che abbracciano la riva, magari mentre si sorseggia qualche drink tipico – come un tè alla menta o un succo di frutta fresca – è un’esperienza impareggiabile per chi desidera abbandonarsi al relax più totale. Se è questo ciò che cerchi, Naama Bay saprà come soddisfarti.
Fonte: iStockIl meraviglioso mondo sottomarino del Mar Rosso
Naama Bay: la Las Vegas d’Egitto
Naama Bay non è solo mare e relax, anzi! Questa destinazione, tra le più gettonate in Africa, viene spesso chiamata la “Las Vegas d’Egitto”, grazie alla sua ampia gamma di attività per gli amanti della movida e del divertimento. Oltre al suo iconico lungomare, il distretto di Naama Bay vanta anche un piccolo centro vivace e ricco di tantissimi comfort per chi cerca svago e comodità. Qui, infatti, puoi trovare centri commerciali moderni dove fare shopping, supermercati ben forniti e boutique tradizionali che vendono prodotti di artigianato locale e souvenir unici. Una chicca? Il vivace bazar, perfetto per immergersi nell’atmosfera magica dei suq egiziani e lasciarsi condurre alla scoperta di spezie profumate, tessuti colorati e gioielli artigianali. La sera, tutta la baia si illumina di luci, suoni e colori: tantissimi locali offrono la possibilità di gustare deliziosi piatti della cucina egiziana e internazionale, fare aperitivi accompagnati dai vapori dei narghilè e ballare fino a tarda notte al ritmo di musica coinvolgente. Possiamo dirlo: Naama Bay è il luogo ideale per chi vuole alternare il relax della spiaggia a serate indimenticabili all’insegna del divertimento.
Alloggi per tutti i gusti
Uno degli aspetti più interessanti di Naama Bay è l’ampia offerta di alloggi, capace di soddisfare le esigenze di ogni tipo di viaggiatore. Dai celebri hotel all-inclusive di lusso con servizi di altissimo livello come spa, piscine panoramiche e ristoranti gourmet, fino a soluzioni più accessibili come gli hotel a quattro e tre stelle che rappresentano un’ottima opzione per chi desidera comfort e convenienza.
Alcuni consigli per godersi appieno le meraviglie di Naama Bay
Il periodo migliore per visitare Naama Bay a Sharm el-Sheikh è quello che va da ottobre a maggio, quando le temperature sono piacevoli e le giornate lunghe e soleggiate. Durante la tua permanenza ricordati di portare tutto ciò che ti serve per proteggerti dal sole come creme con SPF alto e occhiali; inoltre, non dimenticarti le scarpette per i fondali scogliosi, la maschera e il boccaglio. Raggiungere Naama Bay è facile poiché, grazie alla sua celebrità che la rende una meta gettonatissima, è perfettamente collegata sia dal centro di Sharm el-Sheikh che dall’aeroporto internazionale.
Se hai in mente un viaggio in Egitto e, più precisamente, a Sharm el-Sheikh, allora un passaggio a Naama Bay è davvero da non perdere. Questa baia non è una semplice spiaggia, è un luogo dove poter vivere un’esperienza completa che va dal relax più estremo al puro divertimento. Solo un avvertimento: se sei un amante delle location autentiche e poco turistiche allora Naama Bay potrebbe non rispettare appieno le tue aspettative poiché è un luogo che attira molti turisti e che cerca di strizzare l’occhio alla cultura occidentale offrendo comfort e strutture che si possono trovare anche in città europee o americane. A parte questa doverosa precisazione, il nostro consiglio è quello di visitare questo luogo e di lasciarsi abbracciare dalle sue meraviglie naturali e dalla sua offerta di attività ed esperienze da provare per un viaggio che mixa perfettamente benessere e divertimento.
Il Parco Nazionale Ras Mohammed è uno di quei tesori da visitare almeno una volta nella vita. Ci troviamo, per l’esattezza, in un territorio sconfinato, dalla bellezza selvaggia e autentica: nell’estremo sud della Penisola del Sinai, in Egitto. Istituto nel 1983, è una delle attrazioni più amate dai turisti vicino a Sharm el-Sheikh, tra le destinazioni maggiormente frequentate in Egitto. Ma il Parco Nazionale Ras Mohammed è molto di più: un’area protetta del Mar Rosso dove lasciare un pezzo del proprio cuore.
Parco Nazionale Ras Mohammed, cosa sapere prima di visitarlo
In Egitto, questo paradiso naturale attende i turisti con la sua bellezza: un parco marino inaugurato nel 1983 e che oggi è un enorme punto di riferimento per il Paese. La possibilità di visitare il parco ci consente di osservare la natura incontaminata e selvaggia, le acque cristalline, la barriera corallina. Impossibile non innamorarsi della sua biodiversità.
Per entrare al Parco Nazionale Ras Mohammed si deve pagare un biglietto d’ingresso: non costa molto, ed è una tappa irrinunciabile per tutti gli amanti dello snorkeling. Le dune di sabbia sono finissime, dorate: una distesa che incanta gli occhi. La barriera corallina di Ras Mohammed è una delle più belle e grandi al mondo, del resto: in questa riserva, ci si può immergere tra natura selvaggia, un lago “magico” e un itinerario ricco di cose da vedere.
Cosa vedere al Parco Nazionale Ras Mohammed
L’ingresso principale del Parco Nazionale Ras Mohammed è la Porta di Allah: possiamo descriverla come solenne e, in effetti, è proprio così. Blocchi di pietra, una costruzione in cemento, che si trovano a 12 km da Sharm el-Sheikh (è possibile raggiungere il parco in auto o in bus, o via mare). La parola Allah è riportata sia in lingua araba quanto ebraica: è decisamente unica e particolare, considerando che si legge sia da destra verso sinistra in arabo, mentre in ebraico da sinistra verso destra.
Dopo che avremo oltrepassato la porta, ci troveremo in uno scenario magico e rarefatto: le dune di sabbia, l’infinita distesa dorata, e poi il mare, con centinaia di sfumature azzurrine e cristalline, dove ovviamente poter fare snorkeling per ammirare la barriera corallina. Un’esperienza da non lasciarsi sfuggire quando ci si trova qui. Ricordiamo che qui vivono più di 1000 specie di pescitropicali, oltre a 220 specie di coralli.
Tra i motivi per cui visitare il Parco Nazionale Ras Mohammed non possiamo non citare il lago salato: come tutti i luoghi unici al mondo, anche questo lago è legato a leggende e miti, e nel corso del tempo tanti turisti ne sono rimasti affascinati. Oltra alla straordinaria bellezza – il lago sembra splendere alla luce del sole – è la tappa per tutti coloro che hanno un sogno in tasca, un desiderio da realizzare: pare, infatti, che abbia la capacità di esaudire i nostri sogni. Per chi ama le immersioni, invece, la tappa imperdibile è Shark Reef e Yolanda Reef, addirittura tra le prime dieci immersioni al mondo: le barriere coralline evocano uno scenario unico quanto profondamente toccante, una discesa fino a 800 metri per vedere pesci pipistrello e barracuda.
Immersa tra le acque cristalline del Mar Rosso e le maestose montagne del Sinai, Sharm el-Sheikh è una delle destinazioni turistiche più affascinanti al mondo. Questo paradiso egiziano sa offrire un mix avventura, relax e bellezze naturali che incanta ogni visitatore e difficilmente, vista una volta non si ritorna ancora. Sharm el-Sheikh è la location ideale per quanti sono alla ricerca sia delle emozioni che della serenità e se resterete con noi, vi sveleremo alcune delle attrazioni più incredibili che Sharm el-Sheikh ha da offrire, sia sulla terraferma che via mare: gite sulle dune, in moto o a dorso di cammello ed escursioni in barca con fondo di vetro, ma anche moschee, fontane danzanti e molto altro.
La barriera corallina del Mar Rosso
Sharm el-Sheikh è famosa per le sue spettacolari barriere coralline, non a caso considerate tra le più belle al mondo. Immersioni e snorkeling sono alcune delle esperienze assolutamente imperdibili: le acque così trasparenti rivelano agli occhi dei visitatori una vita marina incredibile tra coralli, pesci tropicali e tartarughe marine. Tra i siti più noti citiamo il Parco Nazionale Ras Mohammed e l’isola di Tiran, entrambi perfetti per esplorazioni subacquee incredibili.
Naama Bay
Cuore pulsante di Sharm el-Sheikh, Naama Bay è una baia naturale situata a pochi km dalla OldSharm el-Sheikh, è una zona molto vivace e alla moda con ristoranti e resort luxury ma anche locali e negozi in cui praticare uno degli sport più apprezzati: lo shopping. La baia però, è ideale anche per rilassarsi sia che si scelga di stendersi sulla sabbia dorata che regalarsi una passeggiata lungo La Corniche regalandosi, ad esempio, un tramonto indimenticabile.
Il mercato della città vecchia di Sharm el-Sheikh
Tra le attrazioni imperdibili a Sharm el-Sheikh, c’è l’old market, il mercato vecchio situato proprio nella old town; qui potrete immergervi nella cultura locale e acquistare prodotti tipici, come spezie, artigianato locale e anche gioielli, ma ricordatevi sempre di contrattare i prezzi, è un’usanza oltre che un modo per conoscere pienamente il carattere dei venditori. Se Naama Bay vi accoglie con tutta la modernità dei tempi, la Old Town vi ricorda la semplicità della vita, con piccole boutique caratteristiche e bar pittoreschi.
La moschea di Al-Sahaba
Sempre nella zona del mercato vecchio e tra le attrazioni imperdibili di Sharm el-Sheikh, c’è la moschea di Al-Sahaba, maestosa e iconica. Questa meraviglia architettonica combina stili tradizionali e moderni con i suoi minareti imponenti e gli intricati dettagli decorativi. Vi consigliamo vivamente di scoprirla nelle ore che precedono la notte, illuminata questa moschea offre un’atmosfera che vi farà palpitare il cuore.
Fonte: iStockVisitare la moschea di Al-Sahaba a Sharm el-Sheikh
La Heavenly Cathedral, la chiesta Copta ortodossa
Sicuramente tra le attrazioni imperdibili di Sharm el-Sheikh, la Cattedrale Celeste riuscirà a stupirvi fin dalla facciata; meravigliosamente semplice eppure emozionante, una volta all’interno sarà impossibile non restare a bocca aperta per lo stupore. Questo tempio è stato eretto nel 2010 ed è importante per la comunità Copta di Sharm el-Sheikh; perdetevi tra affreschi coloratissimi vetrate a mosaico e dipinti, ricordatevi di indossare l’abbigliamento adeguato.
El Fanar, il faro di Sharm el-Sheikh
Situato nei pressi della costa meridionale di Sharm el-Sheikh è un punto di riferimento sia storico che scenografico, El Fanar è il faro di Sharm el-Sheikh, domina la spiaggia diRas Um El Sid e sebbene non sia più operativo è sicuramente tra le attrazioni imperdibili per gli amanti degli scatti fotografici evocativi e d’impatto, soprattutto al tramonto con vista mozzafiato sul Mar Rosso e sul Golfo di Aqaba.
Musei imperdibili di Sharm el-Sheikh
Sharm el-Sheikh non è solo una meta famosa per le sue spiagge mozzafiato e paesaggi desertici, ma tra le diverse attrazioni imperdibili che meritano una visita ci sono quelle culturali. Il Museo di Re Tut si trova nel cuore di Sharm el-Sheikh e offre la possibilità di scoprire la vita e i misteri del celebre faraone Tutankhamon; il Museo Internazionale delle Antichità, è perfetto per gli appassionati di archeologia, ospita una vasta collezione di reperti storici che vanno dalle civiltà più antiche fino all’epoca islamica. Il Museo del Papiro è il secondo dell’Egitto dopo il museo del Cairo, espone una collezione di antichi papiri egiziani e offre anche la possibilità di acquistare opere d’arte create con questo materiale.
Soho Square, la Las Vegas dell’Oriente
Soho Square non è solo un punto di riferimento per lo shopping e l’intrattenimento, è una delle attrazioni turistiche più apprezzate e conosciute di Sharm el-Sheikh. Conosciuta anche come la Las Vegas dell’Oriente, offre tantissimi modi per regalarsi avventura, shopping ed emozioni visive a partire dall’altrettanto famosa fontana danzante, la più grande ed illuminata in Egitto che al calar della sera si aziona e offre quadri di luci scintillanti che si riflettono nell’acqua.
Questa zona si estende per 5 km e troverete negozi, ristoranti, club notturni e un teatro ma anche pattinaggio sul ghiaccio e un cinema; Soho Square è anche e soprattutto un grande museo a cielo aperto con statue di pietra interamente ricoperte di bronzo che rappresentano faraoni, animali e personaggi particolari, situata in White Knight Bay e nelle vicinanze di Shark’s Bay Beach è un complesso di intrattenimenti per famiglie, coppie e gruppi di amici.
Fonte: iStockSoho Square, la Las Vegas di Sharm el-Sheikh
Tour in moto e cammello con cena beduina
Non possiamo non segnalarvi, tra le attrazioni imperdibili di Sharm el-Sheikh, la possibilità di regalarvi l’emozione di un tour in moto o in cammello con una cena beduina a termine della gita! Che scegliate l’adrenalina di un giro in moto attraverso le spettacolari dune del deserto o un tranquillo giro in cammello, mezzo di trasporto per eccellenza della cultura beduina, il termine del tour sarà segnato da una tipica cena in stile beduino degustando piatti autentici e immergendovi totalmente nell’atmosfera unica di questa affascinante cultura.
Escursione in barca con fondo di vetro
Se cercate le attrazioni imperdibili da fare e vedere a Sharm el-Sheikh, l’escursione in barca con fondo di vetro non dovete proprio perderla! Un modo per ammirare lo splendore del Mar Rosso attraverso il fondo in vetro e scoprire la barriera corallina, pesci tropicali e tartarughe marine in cui tutti, bambini e adulti saranno affascinati.
Eccellenze dell’agroalimentare lombardo protagoniste mercoledì 20 novembre 2024 a Dubai, per la nona edizione della Settimana della Cucina italiana nel mondo nella ‘Notte Italiana’ organizzata a Palazzo Versace da Gambero Rosso, con l’alto patrocinio dell’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti, Lorenzo Fanara, e del Consolato Generale d’Italia, con il console Edoardo Napoli.
‘Made in Lombardia’ conquista Dubai
“A Dubai, Regione Lombardia, Gambero Rosso e le eccellenze agroalimentari lombarde e italiane unite in una serata magnifica – ha dichiarato l’assessore della Regione Lombardia ad Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – in cui abbiamo fatto assaggiare i nostri prodotti e vini a gourmet, sommelier, influencer, blogger, importatori, distributori e professionisti della ristorazione. Molto apprezzate sia la varietà dei vini che l’offerta di grande qualità che Regione Lombardia riesce a garantire grazie ai produttori dei differenti territori sempre più attenti alla sostenibilità. Cui si uniscono ricerca e innovazione guardando al passato e alla tradizione con un’ottica di rivisitazione. Ovvero quello che porta i nostri vini a essere davvero all’avanguardia in tutto il mondo”.
La masterclass di Gambero Rosso
L’evento ha visto anche una masterclass condotta dagli esperti di Gambero Rosso, dedicata alle storie e alle ricchezze vinicole lombarde e riservata a un pubblico selezionato di professionisti. Erano presenti, con Ascovilo (Associazione dei Consorzi vinicoli lombardi) guidata da Giovanna Prandini, 7 Consorzi di Tutela dei Vini Lombardi. Nello specifico c’erano: Consorzio Franciacorta, Consorzio Vini Valtellina, Consorzio Valtenesi, Consorzio Vini Garda, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Lugana e Consorzio Vini Mantovani.
Lo show-cooking di Roberto Valbuzzi
Interessante e molto partecipato anche lo show-cooking dello chef Roberto Valbuzzi, figlio d’arte e patron del ristorante Crotto Valtellina di Malnate (Varese), che ha visto la realizzazione di un piatto della tradizione lombarda e valtellinese nonché di un buffet a tema.
Il ‘patrimonio’ agroalimentare lombardo
Durante la serata-evento, l’assessore Beduschi ha ricordato che la Lombardia si distingue come una delle regioni più attive nel panorama europeo dell’agroalimentare di qualità. Questo grazie a un ‘patrimonio’ di 20 Denominazioni di origine protetta (Dop) e 14 Indicazioni geografiche protette (Igp). Sono inoltre 41 le Indicazioni geografiche nel settore vinicolo, con 9 bottiglie su 10 prodotte in Lombardia che sono Docg, Doc o Igt. Il valore economico complessivo delle Indicazioni geografiche lombarde supera i 2,5 miliardi di euro l’anno, coinvolgendo 53.000 aziende e oltre 200.000 lavoratori.
Cucina lombarda e italiana apprezzate nel mondo
“La cucina italiana, con quella lombarda – ha concluso l’assessore Beduschi –, è sempre più un pilastro per la diffusione dell’immagine del nostro Paese nel mondo. Per questo è sempre più apprezzata a ogni latitudine e longitudine. Con le sue eccellenze, la Lombardia, anche in questa occasione, ha contribuito ancora una volta a rafforzarne il prestigio. E lo ha fatto offrendo concrete opportunità di crescita e business per i nostri produttori attraverso nuovi sbocchi internazionali”.
Le eccellenze dell’agroalimentare ‘Made in Lombardia’ saranno protagoniste, mercoledì 20 novembre, a Dubai, in occasione della nona edizione della Settimana della Cucina italiana nel mondo, durante la ‘Notte Italiana’ organizzata a Palazzo Versace da Gambero Rosso, con l’alto patrocinio dell’Ambasciatore italiano negli Emirati Arabi Uniti e del Consolato Generale d’Italia.
Agroalimentare ‘Made in Lombardia’ in vetrina a Dubai
“I cibi e vini lombardi – afferma l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – verranno presentati a un pubblico internazionale composto da operatori ed esperti del settore food&wine. L’evento a Dubai, riconosciuto come un crocevia mondiale di turismo e di business, rappresenta un’occasione unica per aprire collaborazioni che possano proiettare le nostre eccellenze su nuovi mercati e consolidare la loro reputazione su scala globale”.
Prodotti lombardi e Consorzi Tutela Vini
Durante la serata, i prodotti lombardi saranno degustati da gourmet, sommelier, influencer, blogger, importatori, distributori e professionisti della ristorazione. Il punto centrale dell’evento sarà una masterclass condotta dagli esperti di Gambero Rosso, dedicata alle storie e alle ricchezze vinicole lombarde e riservata a un pubblico selezionato di professionisti. All’iniziativa hanno aderito 7 Consorzi di Tutela dei Vini Lombardi. In campo: Consorzio Franciacorta, Consorzio Vini Valtellina, Consorzio Valtenesi, Consorzio Vini Garda, Consorzio Oltrepò Pavese, Consorzio Lugana e Consorzio Vini Mantovani.
Show-cooking dello chef Roberto Valbuzzi
Nel corso dell’evento, inoltre, il celebre chef Roberto Valbuzzi, figlio d’arte e patron del ristorante Crotto Valtellina, terrà uno show-cooking con la realizzazione di un piatto della tradizione lombarda/valtellinese e di un buffet a tema.
In Lombardia agroalimentare di qualità assoluta
Come ha evidenziato l’assessore Beduschi, la Lombardia si distingue come una delle regioni più attive nel panorama europeo dell’agroalimentare di qualità. Ciò grazie a 20 Denominazioni di origine protetta (Dop) e 14 Indicazioni geografiche protette (Igp). Sono inoltre 41 le Indicazioni geografiche nel settore vinicolo. Con 9 bottiglie su 10 prodotte in Lombardia che sono Docg, Doc o Igt. Il valore economico complessivo delle Indicazioni geografiche lombarde supera i 2,5 miliardi di euro l’anno, coinvolgendo 53.000 aziende e oltre 200.000 lavoratori.
Cucina italiana apprezzata nel mondo
“La cucina italiana – conclude Alessandro Beduschi – è un pilastro per l’immagine del nostro Paese. Ed è sempre più apprezzata in tutto il mondo. Con le sue eccellenze, la Lombardia contribuirà ancora una volta a rafforzarne il prestigio. Lo farà offrendo concrete opportunità di crescita e business per i nostri produttori attraverso nuovi sbocchi internazionali”.