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In Lombardia al via il patentino digitale per studenti e docenti

La Giunta regionale della Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità Elena Lucchini, di concerto con gli assessori Guido Bertolaso (Welfare) e Simona Tironi (Educazione, Formazione, Lavoro) ha approvato lo schema di protocollo d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia e con Corecom Lombardia per la realizzazione di percorsi di alfabetizzazione e cittadinanza digitale rivolti a studenti, docenti e famiglie.

Promuovere cultura digitale

L’obiettivo è promuovere una cultura digitale consapevole e responsabile, rafforzando le competenze di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, nonché dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale. Le attività comprenderanno anche il rilascio del Patentino Digitale, un attestato che certificherà l’acquisizione di competenze fondamentali per l’uso sicuro, etico e informato delle tecnologie.

L’iniziativa è volta a contrastare fenomeni di odio online, disinformazione, cyberbullismo e violenza di genere, oltre a prevenire i rischi legati al gioco d’azzardo digitale. Il progetto sarà finanziato con fondi regionali residui provenienti da precedenti interventi di contrasto al bullismo e al gioco d’azzardo, per un importo complessivo di 482.465 euro.

Strumento contro i rischi della rete

L'assessore regionale Elena Lucchini

“Con il Patentino Digitale – dichiara l’assessore Lucchini – vogliamo offrire ai ragazzi e alle loro famiglie strumenti concreti per navigare sul web in modo sicuro e consapevole . Il mondo digital può essere un luogo di crescita, conoscenza e socialità, ma occorre attivare competenze e senso di responsabilità. Educare al digitale significa proteggere i nostri giovani dai rischi della rete e promuovere una cittadinanza attiva, rispettosa e informata. La collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale e Corecom, prosegue Lucchini, “ci consentirà di costruire insieme un ecosistema educativo che accompagni i ragazzi verso un utilizzo attento delle tecnologie”.

Investimento su cultura e sicurezza

“L’educazione digitale – dice l’assessore Tironi – è ormai parte integrante dei percorsi formativi. Con il Patentino Digitale, Regione Lombardia rafforza il legame tra scuola e competenze per la vita, offrendo a studenti, docenti e famiglie strumenti per un uso consapevole e responsabile della rete. Lo abbiamo e lo stiamo facendo con l’intelligenza artificiale nei nostri percorsi di istruzione formazione e lavoro, ora proseguiamo nella giusta direzione. È un investimento sulla cultura della sicurezza digitale e sull’autonomia dei nostri giovani”.

Coinvolto tutto il territorio regionale

L'assessore regionale Simona Tironi

Il Protocollo consolida la collaborazione già attiva tra Regione Lombardia, Ufficio Scolastico Regionale e Corecom in materia di educazione digitale e contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo.

Le attività formative prenderanno avvio nel corso dell’anno scolastico 2025-2026 e coinvolgeranno scuole e centri di formazione professionale su tutto il territorio regionale.

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In Lombardia strutture specializzate per contrasto disturbi alimentari

In Lombardia saranno realizzati centri residenziali specializzati, sia per adulti che per minori, che soffrono di anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari. Lo comunica l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, relativamente ai contenuti di una delibera approvata dalla Giunta e finalizzata ad aiutare le persone con Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA).

Ridisegnare la rete di assistenza dei disturbi alimentari in Lombardia

L’obiettivo è ridisegnare la rete di assistenza sul territorio creando strutture capaci di offrire un percorso di cura completo. Non solo il corpo, ma anche la mente, con un approccio che unisce medici, psicologi e terapisti.

Si parte da gennaio 2026

Per sostenere il progetto, la Regione ha stabilito una tariffa giornaliera di 300 euro per ogni paziente ospitato. Si prevede un investimento annuale di circa 5,72 milioni di euro, a partire da gennaio 2026, per garantire che chiunque ne abbia bisogno possa ricevere un’assistenza di qualità.

Al massimo 20 posti in struttura

Le strutture, con un massimo di 20 posti, permetteranno ai pazienti di seguire un percorso personalizzato, con un tetto massimo di permanenza di 24 mesi. L’intento è quello di fornire un aiuto concreto per superare la malattia e tornare a vivere in autonomia.

L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parla durante un evento. Ribadito l'impegno della Giunta per promuovere tecniche di primo soccorso nelle scuole della regione

Assessore Bertolaso: strategia per affrontare più efficacemente i disturbi alimentari in Lombardia

“L’iniziativa – evidenzia l’assessore Bertolaso – si inserisce nella strategia più ampia della Regione per rispondere in modo più efficace a una problematica che, purtroppo, è in costante aumento. Con questa delibera, la Lombardia si dota di un sistema di cura all’avanguardia, che pone al centro la persona e le sue fragilità. Stanziamo risorse importanti per creare una rete di strutture specializzate, che offriranno un percorso terapeutico multidisciplinare e l’opportunità di un reale reinserimento sociale per i pazienti e le loro famiglie”.

 

 

 

 

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Sertori: nasce ‘leAcque’, rete imprese dei gestori dell’Est Lombardia

Avviata, martedì 29 luglio 2025 a Palazzo Lombardia, alla presenza di Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, leAcque, la partnership con Acque Bresciane, Padania Acque e AqA. L’accordo, sancito da un contratto di rete con durata fino al 2030, unisce infatti sotto il nome di ‘leAcque’ le tre società pubbliche del Servizio Idrico Integrato delle province di Brescia, Cremona e Mantova.

La finalità della joint venture è di creare una convergenza strategica per affrontare insieme le sfide del settore, attraverso una cooperazione che rafforzi la capacità operativa mantenendo l’autonomia giuridica delle singole aziende.

Sertori: ‘leAcque’ unisce Brescia, Cremona e Mantova

Assessore Sertori a presentazione 'leAcque', società che unisce i gestori idrici di Brescia, Cremona e Mantova“Questo nuovo contratto di rete tra i gestori del servizio idrico – ha sottolineato l’assessore Massimo Sertori – si inserisce perfettamente in un momento in cui Regione Lombardia ha avviato con gli operatori del settore un percorso volto all’ottimizzazione del servizio. In tale percorso le varie forme di aggregazione e collaborazione tra i gestori, anche per stralci settoriali, stanno emergendo come elementi chiave per garantire un miglioramento in termini di efficienza, qualità, resilienza e sostenibilità”.

Un segnale forte

Assessore Sertori a presentazione 'leAcque', società che unisce i gestori idrici di Brescia, Cremona e Mantova“Stiamo dando – ha proseguito l’assessore – un segnale forte di come l’unione delle forze e delle risorse possa non solo andare a beneficio dei territori direttamente interessati, ma anche di tutto il territorio lombardo, perché rappresenta un modello virtuoso che potrà essere replicato e preso a esempio di come si possa lavorare insieme per il bene della comunità, affrontando con determinazione le sfide legate ai cambiamenti climatici, alla crescita demografica e alle nuove esigenze del territorio”.

Progetto coerente con gli obiettivi della Regione Lombardia

“Vediamo la nascita ufficiale di un progetto – ha concluso Sertori – che è coerente con quanto stiamo portando avanti come Regione e volto allo sviluppo e a rendere il servizio sempre più efficiente contenendo le tariffe. Un percorso che, per la Lombardia, non è mai mutato”.

Ghizzi (Tea): concretizziamo lavoro di mesi

“Abbiamo dato ufficialmente il via a un progetto cui lavoravamo da tempo – ha detto il presidente di Tea spa e dell’Assemblea retiste, Massimiliano Ghizzi – e che valorizza i singoli territori e gestori, perché ‘leAcque’ intende far crescere e consolidare una collaborazione di respiro extra provinciale”.

Ottolini (Padania Acque): percorso di sinergia industriale

“Questa di ‘leAcque’ – ha sottolineato Stefano Ottolini, direttore generale Padania Acque spa e consigliere delegato ‘leAcque’ – è un percorso di sinergia industriale volto a ottimizzare la condivisione delle best practices e a centralizzare specifiche attività aziendali, migliorando la qualità del servizio e riducendo i costi a vantaggio dei Comuni e dei cittadini”.

Toscani (Acque Bresciane): uniamo competenze, risorse e strategia

“Noi mettiamo a fattor comune – ha affermato Pierluigi Toscani, presidente di Acque Bresciane srl SB – competenze, risorse e strategia, con lo stesso approccio messo in campo con la rete di Water alliance-Acque di Lombardia, per affrontare le delicate sfide del servizio idrico integrato”.

Gli obiettivi de ‘leAcque’

L'assessore Massimo Sertori alla presentazione de 'leAcque' con i rappresentanti delle società di Brescia, Cremona e MantovaGrazie alla contiguità territoriale e alle infrastrutture idriche interconnesse, questa rete offre l’opportunità di sviluppare sinergie industriali, realizzare economie di scala e incrementare la capacità di investimento.
I principali obiettivi di ‘leAcque’ sono il consolidamento territoriale delle tre società partecipate dagli enti locali e l’offerta di un servizio unificato per tutti gli utenti delle province, attraverso la condivisione delle seguenti aree di intervento: laboratori e analisi delle acque, ingegneria e pianificazione infrastrutturale integrata, sistemi IT, digital transformation e cybersecurity, efficienza energetica e impianti da fonti rinnovabili (FER), amministrazione del personale e supporto ordinario. Al centro delle attività ci sono le competenze, nell’ottica che l’accentramento non significhi centralizzazione, ma intelligenza operativa condivisa.

La governance

La governance della Rete, progettata per essere snella ma rappresentativa, comprende l’Assemblea delle retiste (composta dai presidenti o amministratori delegati), il Consiglio di Gestione (direttori generali) e il Delegato del Consiglio.
Massimiliano Ghizzi, presidente di Gruppo Tea e AqA, presiederà l’Assemblea delle retiste, mentre Stefano Ottolini, direttore generale di Padania Acque spa, assumerà il ruolo di Delegato del Consiglio.

I numeri

‘leAcque’ serve complessivamente 276 Comuni, per un totale di circa 1,2 milioni di abitanti e 470.000 utenti dell’acquedotto, gestendo circa 9.000 chilometri di rete di distribuzione e 7.000 chilometri di rete fognaria. La nuova Rete è già proiettata verso il futuro, impegnandosi a creare una leadership sostenibile nel settore idrico lombardo.

I presenti

Hanno partecipato alla conferenza stampa, tra gli altri, Massimiliano Ghizzi, presidente Gruppo Tea e AqA; Cristian Chizzoli, presidente di Padania Acque spa; Alessandro Lanfranchi, amministratore delegato di Padania Acque spa; Stefano Ottolini, direttore generale di Padania Acque spa e Paolo Saurgnani, direttore generale di Acque Bresciane srl SB.

LA SCHEDA

Acque Bresciane srl

La presentazione de 'leAcque'È una società benefit totalmente pubblica, nata nel 2017 per gestire il Servizio Idrico Integrato come società in house della provincia di Brescia, a servizio di 113 Comuni, 606.277 abitanti e circa 200.000 utenti. La collegata di Acque Bresciane è Depurazioni Benacensi scrl, una società di gestione consortile a responsabilità limitata, che gestisce il depuratore situato a Peschiera del Garda, al quale confluiscono i collettori fognari provenienti dai vari Comuni delle sponde bresciana e veronese del lago di Garda e del loro entroterra, nonché altri depuratori comunali, situati nelle province di Verona e Brescia.

Padania Acque spa

Gestore unico del Servizio Idrico Integrato con affidamento in house fino al 2043 per l’Ambito Territoriale Ottimale della provincia di Cremona, serve 113 Comuni, per un totale di quasi 160.000 utenze e oltre 350.000 abitanti, e gestisce 2.242 km di rete di acquedotto e 2.129 km di fognatura.
La società, con sede legale a Cremona, gestisce tutta la ‘filiera dell’acqua’ di interesse per i settori civile, agricolo e industriale, che comprende le diverse fasi del ciclo idrico integrato: dalla captazione delle acque dalle falde sotterranee, potabilizzazione e distribuzione dell’acqua, alla gestione della rete fognaria di raccolta delle acque reflue, fino alla conduzione degli impianti e delle reti e alla restituzione all’ambiente delle acque depurate.

AqA srl

'leAcque'È una società benefit che ha sede legale a Mantova, nata nel 2021 a seguito della fusione di Tea Acque srl e AqA Mantova. La società si occupa di tutte le fasi del ciclo idrico integrato incluso il prelievo, la potabilizzazione, distribuzione, fatturazione e vendita, raccolta acque reflue, depurazione biologica, controllo di sicurezza e pronto intervento nell’area della provincia di Mantova, territorio sul quale è stata individuata quale Gestore Unico del Servizio Idrico Integrato. AqA fa parte del Gruppo TEA Territorio Energia Ambiente spa, il cui capitale è interamente sottoscritto da 57 Comuni della Provincia di Mantova. TEA fornisce servizi energetici (energia elettrica, gas, illuminazione pubblica), ambientali (raccolta e smaltimento rifiuti), idrici (ciclo idrico integrato), funerari (servizi cimiteriali e onoranze funebri).

 

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‘Giovani in rete’ 2025/2026, in Lombardia oratori presìdi educativi

‘Giovani in rete’ 2025/2026, che coinvolge gli oratori del territorio, è dedicato a chi ha un’età compresa tra i 15 e i 34 anni che vive, studia o lavora in Lombardia. Federica Picchi, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani ha illustrato il progetto con monsignor Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano (Pavia) e responsabile pastorale giovanile lombarda e  don Stefano Guidi, direttore Fom (Fondazione diocesana oratori milanesi) e coordinatore OdL (Oratori diocesi Lombarde). Presenti anche i consiglieri regionali Giorgio Bontempi, Paola Bulbarelli  e Chiara Valcepina, e il sindaco di Rozzano (Milano),  Mattia Ferretti.

‘Giovani in rete’, progetto con gli oratori della Lombardia

“‘Giovani in Rete’ – ha detto il sottosegretario Picchi – non è solo un progetto, ma una visione concreta di ciò che vogliamo costruire. Una Lombardia cioè in cui i giovani possano crescere, formarsi e contribuire attivamente alle proprie comunità. Vogliamo che oratori e spazi aggregativi diventino veri presidi educativi, culturali e civili, capaci di intercettare bisogni, stimolare il talento e offrire alternative sane alle fragilità che colpiscono molti ragazzi. Con Regione Ecclesiastica Lombardia abbiamo scelto di lavorare insieme, unendo risorse e competenze, per dare risposte concrete e di qualità alle nuove generazioni. Il progetto prevede percorsi di formazione per animatori ed educatori, iniziative di prevenzione delle dipendenze e attività inclusive per coinvolgere giovani in situazione di fragilità, con un’attenzione particolare alle esigenze delle comunità locali”.

Il progetto

'Giovani in rete' 2025/ 2026 coinvolge gli oratori della Lombardia ed è destinato a chi ha un'età compresa tra i 15 e i 34 anni.‘Giovani in rete’ si inserisce nel quadro del Piano triennale Giovani 2024/2026 approvato in Consiglio regionale a marzo 2025. Punta a offrire spazi e opportunità ai ragazzi per vivere esperienze positive, rafforzare le competenze personali e sociali e prevenire situazioni di disagio. Per sostenere ‘Giovani in rete’ sono stati stanziati complessivamente 900.000 euro, dei quali 600.000 di provenienza regionale per il 2025 e 2026.

I numeri

Regione Lombardia e Regione Ecclesiastica Lombardia promuovono lo sviluppo delle politiche giovanili in Lombardia sostenendo 135 specifici progetti in oratori situati in Lombardi. Gli oltre 2300 oratori  lombardi presenti sono riconosciuti come luoghi di incontro e punti di riferimento per i giovani e per le famiglie. Sono anche considerati  importanti interlocutori a livello territoriale delle istituzioni locali, delle agenzie educative e formative e in generale della società civile.  I progetti sostenuti a livello territoriale inizieranno tra ottobre e novembre e potranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2026. Sono oltre 200.000 i volontari attivi negli oratori lombardi (di questi 57.000 sotto i 18 anni), su un totale nazionale di 2. 500.000 i ragazzi ospitati negli oratori lombardi.

Obiettivo: promuovere partecipazione attiva dei giovani

L’iniziativa punta a promuovere la partecipazione attiva dei giovani, la comprensione delle necessità del territorio ed il servizio a supporto delle esigenze delle realtà locali. Obiettivo è anche accompagnare e supportare il bisogno di autonomia e il desiderio di realizzazione dei giovani, attraverso esperienze formative, testimonianze valoriali, azioni di cura dell’altro capaci di costruire identità personali solide.

Sostegno a formazione e coinvolgimento dei giovani

Tra gli scopi anche quello di  favorire il protagonismo giovanile attraverso l’acquisizione di abilità e competenze volte alla crescita personale e all’inserimento nel contesto sociale e lavorativo.  Negli intenti anche il  mettere in atto azioni e interventi di inclusione, finalizzati all’ingaggio positivo dei giovani più fragili o emarginati, ed iniziative dedicate a prevenire e contrastare situazioni di disagio o di dipendenza in tutte le sue forme (alcol, droga, gioco d’azzardo).  Infine il progetto punta a far crescere e sostenere la formazione ed il coinvolgimento di giovani educatori ed animatori, anche al fine, in una logica ‘peer to peer’, di intercettare, conoscere, coinvolgere e includere i propri coetanei nelle loro comunità.

“Il fecondo percorso di ‘Giovani Insieme’, poi ‘Giovani IN cammino’ – ha sottolineato don Stefano Guidi – prosegue e diventa ‘Giovani in Rete’. Si tratta di un’iniziativa possibile grazie al contributo di Regione Lombardia che intende sostenere l’impegno educativo degli oratori lombardi. In questa edizione daremo particolare rilievo alla formazione e alla aggregazione giovanile come condizione favorevole allo sviluppo dei numerosi talenti di cui i giovani sono portatori, con particolare attenzione al contrasto alla dispersione esistenziale, nelle sua svariate forme”.

Oratori aperti a tutti

“Un grazie innanzitutto a Regione Lombardia – ha detto il vescovo di Vigevano, Maurizio Gervasoni –  che da tanti anni collabora con gli oratori dando grande credito e permettendo agli oratori lombardi una significativa crescita in tutti gli ambiti. Il mondo degli oratori è in grande cambiamento.  L’evoluzione sociale ha infatti fatto sì che la loro impostazione sia ritenuta molto preziosa anche in ambito civile, e non solo ecclesiastico”.

Opportunità unica per crescere

“‘Giovani in rete’  – ha sottolineato – è quindi un’opportunità unica, per permettere ai nostri ragazzi di crescere come persone e cittadini. Un altro elemento importante che ci provoca è la dimensione inclusiva, gli oratori sono aperti a tutti, a persone di ogni fede. Una vocazione che permane e deve essere continuamente riformulata per adeguarsi alla modernità. Scuola e formazione professionale si intersecano, poi, nell’esperienza degli oratori. Sono, infatti,  luoghi importanti per rielaborare progettualità centrate sul bisogno della persona, che attiva relazioni quotidiane nel territorio in cui vive”.

Coinvolgimento attivo delle famiglie

“Il nucleo famigliare  – ha ribadito – resta poi la dimensione strutturale più importante della società civile. Non possiamo educare ragazzi e adolescenti senza il coinvolgimento attivo delle famiglie, che spesso hanno bisogno loro stesse un riaggiustamento, una riqualificazione per le problematiche e le difficoltà che vivono”.

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In Lombardia la nuova rete epato-gastroenterologica

Regione Lombardia ha approvato la nuova rete epato-gastroenterologica individuando i Centri di riferimento per il trattamento delle emorragie digestive e i Centri delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI). La delibera, proposta dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, rientra nel piano di rafforzamento delle reti cliniche regionali e si fonda su una mappatura approfondita delle strutture pubbliche e private accreditate, valutate per livello di complessità assistenziale.

I due gruppi di Centri

Le strutture coinvolte nella rete per le emorragie digestive sono suddivise in 4 livelli assistenziali. I Centri di 4° livello, dotati di massima specializzazione e capacità di gestione delle emergenze, si concentrano nei poli di riferimento come Niguarda, San Raffaele, Policlinico Ca’ Granda, Papa Giovanni XXIII e Humanitas.

Per le malattie infiammatorie croniche

Parallelamente, per le malattie infiammatorie croniche intestinali, sono stati identificati numerosi Centri distribuiti su tutte le ATS lombarde. Questi garantiranno diagnosi, presa in carico e continuità terapeutica dei pazienti affetti da MICI come il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. E lo fa favorendo la creazione di percorsi HUB e SPOKE.

Gli elenchi ufficiali dei centri sono stati stilati grazie a una ricognizione condotta attraverso questionari rivolti alle strutture sanitarie e con il coinvolgimento delle Commissioni Tecniche della Rete Epato-gastroenterologica.

Bertolaso: un passo fondamentale verso una sanità sempre più specializzata

L’assessore regionale Guido Bertolaso in foto: sarà presente all’aeroporto di Milano Linate dall’alto dove atterreranno i bambini di Gaza

“Con questa delibera – dichiara l’assessore Guido Bertolaso – Regione Lombardia compie un passo fondamentale verso una sanità sempre più specializzata, efficiente e vicina ai bisogni reali dei cittadini. La definizione dei Centri di riferimento per le emorragie digestive e i Centri MICI, infatti, permette di rafforzare la presa in carico dei pazienti. E consente, altresì, di garantire percorsi di cura appropriati, sicuri e tempestivi su tutto il territorio regionale. Continueremo a investire sulla qualità e sull’innovazione della nostra rete sanitaria, mettendo sempre al centro la salute dei lombardi”.

I riferimenti utili

A questo link i Centri di riferimento per il trattamento delle emorragie digestive e i Centri delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI)

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Valli Prealpine, Sertori: Accordo Regione-Comune Rovetta

Regione Lombardia e il Comune di Rovetta hanno firmato l’Accordo di collaborazione per l’attuazione della Strategia di sviluppo locale ‘Altopiano delle famiglie’ per le Valli Prealpine. L’iniziativa, a fronte di un investimento complessivo di 3.299.000 euro, prevede un finanziamento regionale pari a 2.663.180 euro.

Firmato Accordo tra Regione e Comune Rovetta su Strategia Valli Prealpine

La Strategia, proposta dal Comune di Rovetta quale soggetto capofila, vede la partecipazione dei Comuni di Cerete, Fino del Monte, Onore e Songavazzo e si articola in dieci interventi che mirano a potenziare i servizi per la prima infanzia attraverso la realizzazione di un nuovo asilo nido, a promuovere la mobilità dolce e sostenibile mediante la creazione di percorsi ciclopedonali intercomunali e il ripristino di mulattiere storiche, a valorizzare il patrimonio ambientale e culturale con progetti inclusivi e accessibili, a migliorare la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici e naturalistici, e a rafforzare l’attrattività turistica e la rete del mercato diffuso con aree attrezzate e infrastrutture a sostegno della filiera corta.

Gli obiettivi

L'assessore Massimo Sertori illustra l'Accordo tra Regione e Comune di Rovetta per la Strategia di sviluppo locale delle Valli Prealpine 'Altopiano delle famiglie'“L’obiettivo principale che si intende promuovere – dichiara l’assessore regionale a Enti locali e Montagna, Massimo Sertori – è la rigenerazione del patrimonio edilizio e degli spazi aperti in condizioni di degrado e abbandono, sostenendo la loro riqualificazione per accogliere attività sociali, educative, culturali e sportive, mirando a rafforzare l’inclusione sociale, valorizzare il patrimonio culturale anche a fini turistici, incentivare la mobilità sostenibile con focus su cicloturismo e spostamenti quotidiani, e sostenere l’economia locale”.

Riconoscimento del valore dell’altopiano della Presolana

“Con questa Strategia – continua – Regione Lombardia riconosce e valorizza la qualità paesaggistica, ambientale e culturale dell’altopiano della Presolana, promuovendo uno sviluppo integrato e sostenibile che mette al centro la rigenerazione del patrimonio edilizio e degli spazi aperti, il potenziamento della mobilità dolce e l’inclusione sociale”.

Rafforzamenti dei servizi alla comunità

“Gli interventi previsti e che coinvolgono i comuni dell’altopiano della Presolana – sottolinea l’assessore – sono volti a rafforzare i servizi per la comunità, dagli asili nido ai percorsi inclusivi, e a recuperare percorsi storici e camminamenti in chiave turistica e ambientale. I nuovi percorsi ciclopedonali, il sostegno alla filiera corta e la creazione di aree ricreative contribuiranno a generare nuova vitalità in questi borghi, rendendoli sempre più attrattivi per residenti e visitatori”. “Si tratta di un investimento concreto – conclude l’assessore Massimo Sertori – per contrastare lo spopolamento e favorire il benessere di chi vive e lavora nei territori montani”.

Verso altri Accordi sulle Strategie di sviluppo locali

Dopo la sottoscrizione dell’Accordo di collaborazione con la Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio e ora con il Comune di Rovetta, Regione Lombardia continua questa nuova fase di perfezionamento degli Accordi di collaborazione relativi alla manifestazione d’interesse per la presentazione di Strategie di sviluppo delle Valli Prealpine, a seguito del nuovo scorrimento della graduatoria approvato l’11 novembre 2024.

L’elenco dei progetti

Di seguito l’elenco dei progetti:

  • realizzazione nuovo asilo nido a Cerete;
  • collegamento Cerete Basso – Songovazzo;
  • collegamento Cerete Basso – Sovere;
  • recupero del percorso di collegamento località Somas, Comune di Rovetta e Monte Blum del Comune di Fino del Monte;
  • percorso inclusivo Parco Res a Fino del Monte;
  • completamento itinerario ciclopedonale via degli Alpini – via SS. Trinità a Onore;
  • ripristino camminamenti e messa in sicurezza del percorso da piazza Papa Giovanni XXIII al primo tornante di Falecchio a Songavazzo;
  • interventi di riqualificazione area naturalistica Biellone a Rovetta;
  • realizzazione nuove opere viarie e percorsi ciclopedonali nell’agro di Rovetta;
  • realizzazione nuove opere viarie e percorsi ciclopedonali nella zona nord dell’abitato di Rovetta.

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Regione Lombardia consegna i primi ‘patentini’ per il web

Palazzo Lombardia ha ospitato lunedì 12 maggio 2025 il primo ‘Patentino Day’ destinato ai giovani che navigano sul web. L’iniziativa è stata promossa dal Corecom Lombardia per sensibilizzare gli studenti all’utilizzo responsabile della rete e dei social network.

All’auditorium Testori la consegna del particolare ‘documento’  a ragazze e ragazzi delle scuole medie e superiori lombarde che hanno completato il percorso educativo sulla cittadinanza digitale. Nello specifico presenti in Regione gli studenti degli Istituti:  Romani di Casalmaggiore (CR), Rinaldini di Ghedi (BS), Clerici di Lodi, Luther King di Muggiò (MB) e del Comprensivo di Tavernerio (CO).

L’evento rappresenta la tappa conclusiva del primo anno del programma ‘Online Onlife – Guida all’uso consapevole del digitale’, partito a febbraio 2025 e già adottato da oltre 2.500 giovani. Il corso prevede un modulo formativo suddiviso in 10 lezioni per un totale variabile tra 10 e 20 ore, in base agli approfondimenti scelti dagli insegnanti.

All’auditorium Testori, oltre a un videomessaggio del governatore Attilio Fontana, il saluto dell’assessore regionale alla Famiglia, Elena Lucchini, dei presidenti del Consiglio regionale, Federico Romani, e del Corecom Lombardia, Cesare Gariboldi.

Fra i relatori del dibattito anche: Marco Mazzoni Nicoletti, vicecoordinatore nazionale presidenti Corecom; Fulvio Scarpino, vicecoordinatore nazionale presidenti Corecom; Marco Meacci, presidente Corecom Toscana; Mario Cabasino, presidente Corecom Sardegna; Marco Cervellini, Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Al focus ‘Adolescenti e internet: imparare a usare i social media con responsabilità e sicurezza’ hanno partecipato: Marianna Sala, vicepresidente Corecom Lombardia; Veronica Cella, avvocato e componente Corecom Lombardia; Costanza Andreini, public policy Manager Meta Italia; Andrea Poli, presidente della fondazione Articolo 49; Giuseppe Bonelli, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia.

Fontana: un Patentino per i giovani per muoversi nel web con responsabilità

In foto i relatori del ‘1° Patentino Day’, un evento per l’uso consapevole del digitale organizzato da Corecom Lombardia presso l'Auditorium Testori di Palazzo Lombardia. Sul palco Cesare Gariboldi, Marco Mazzoni Nicoletti, Fulvio Scarpino, Marco Meacci e Mario Cabasino.

“Il Patentino digitale che vi viene consegnato – ha dichiarato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – rappresenta molto più di un semplice attestato, è il segno concreto del vostro impegno per diventare cittadini digitali consapevoli, capaci di muovervi nel mondo della rete con responsabilità, spirito critico e rispetto verso gli altri. Viviamo in un’epoca in cui i social e le tecnologie digitali sono strumenti straordinari, ma anche potenzialmente pericolosi se usati in modo superficiale e distorto”.

È proprio tra le maglie del web, ha osservato il Governatore, “che troppo spesso si insinuano disinformazione, odio, bullismo, modelli tossici. Sta a noi, istituzioni, famiglie e scuola, accompagnarvi nel comprendere e distinguere ciò che è utile da ciò che non lo è. Viviamo in un’epoca in cui i modelli comportamentali viaggiano velocemente, soprattutto attraverso i social, e troppo spesso ciò che viene rappresentato come coraggioso o trasgressivo è in realtà soltanto pericoloso o irresponsabile”.

Lucchini: importante saper riconoscere le insidie presenti in rete e agire

“Il Patentino digitale – ha commentato l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini – è un bellissimo strumento finalizzato a fare in modo che fra i giovani si diffonda una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza di usare in maniera attenta gli strumenti digitali, il web e i social”. “È importante – ha osservato – riconoscere le insidie che possono celarsi nel mondo della rete e quindi agire su più fronti. Regione Lombardia lo sta facendo da tempo, con una legge regionale varata nel 2017, ma anche con tante iniziative studiate e realizzate in collaborazione con le scuole e gli Enti del terzo settore”.

“Vogliamo – ha ribadito Lucchini – fare il possibile per prevenire i fattori di rischio e al contempo prendere in carico le situazioni di maggiore disagio per favorire l’empowerment, l’autonomia, l’inclusione sociale”. “Lavorando insieme – ha concluso – possiamo non solo preparare i giovani a un uso consapevole del web, ma anche costruire una società attenta e responsabile”.

Romani: Patentino aiuta giovani Lombardia a diventare cittadini digitali responsabili

Ancora una volta, ha osservato il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, “Regione Lombardia dimostra di saper guardare avanti e realizzare iniziative capaci di parlare al mondo che cambia”. “Al giorno d’oggi – ha fatto notare – tutti i ragazzi hanno uno smartphone in tasca. Non si tratta di esaltare o demonizzare il cellulare ma offrire loro gli strumenti affinché lo usino nel modo più virtuoso possibile. Ci stiamo muovendo in questa direzione e continueremo a farlo per fare dei giovani lombardi dei cittadini digitali pienamente responsabili”.

Gariboldi (Corecom): Patentino educa a un uso consapevole, etico e sicuro della rete

“Il successo di questa prima edizione dimostra quanto sia sentita, da parte dei ragazzi, la necessità di acquisire strumenti concreti per navigare in sicurezza”, ha dichiarato il presidente del Corecom Lombardia Cesare Gariboldi, aggiungendo che: “Il Patentino digitale risponde a una richiesta condivisa da famiglie e istituzioni: educare i giovani a un uso consapevole, etico e sicuro della rete”.

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Lombardia 2030, Terzi: Bergamo centrale per infrastrutture

Regione Lombardia come istituzione in grado di agevolare la realizzazione delle infrastrutture con vista al 2030, agendo su due direttrici: da un lato lo stanziamento delle risorse, anche a Bergamo, dall’altro l’interlocuzione con gli enti e i soggetti attuatori delle opere. L’obiettivo è sbloccare i cantieri, realizzare gli interventi, agevolare le manutenzioni e raggiungere i risultati chiesti da cittadini e imprese.

È quanto emerso nel corso del convegno ‘Bergamo 2030: il futuro delle infrastrutture e lo sviluppo economico della regione e del territorio bergamasco guardano anche all’Europa’, svolto nel capoluogo orobico nell’ambito della Fiera Edil.

Al tavolo dei lavori, promossi e coordinati dall’assessore di Regione Lombardia alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Maria Terzi, si sono alternati le principali istituzioni e realtà socio-economiche locali per un dialogo finalizzato a tracciare un quadro della situazione e a rinsaldare le fila rispetto alle sfide infrastrutturali ed economiche che riguardano il territorio bergamasco.

Terzi: ruolo centrale del territorio bergamasco

“Bergamo e il suo territorio – ha detto l’assessore regionale Claudia Maria Terzi – sono centrali dal punto di vista economico, basti pensare che la manifattura bergamasca è una delle più importanti d’Europa. Scontiamo però un gap infrastrutturale che affonda le radici nei decenni passati ma che, con un lavoro costante e sinergico, stiamo progressivamente colmando. Le infrastrutture sono la leva decisiva per la crescita e per restare competitivi nel contesto europeo e internazionale”.

Lombardia è punto di riferimento in Europa

Una foto dell'intervento al convegno 'Lombardia 2030' dell'assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi“Bergamo – ha proseguito l’assessore al convegno ‘Lombardia 2030’ – è il cuore di una Lombardia che ha i numeri di uno Stato europeo di medie dimensioni con 10 milioni di abitanti e, se fosse un’economia nazionale, il decimo Pil dell’Unione europea, oltre a essere uno dei quattro motori d’Europa: servono dunque infrastrutture digitali e materiali adeguate per connettere i territori, potenziare le reti di mobilità e garantire un miglior equilibrio tra aree urbane e aree interne e rurali, oltre all’integrazione con le altre realtà italiane ed europee. In particolare, la Lombardia deve perseguire una politica di sviluppo policentrico che guardi all’accessibilità e all’attrattività di tutti i territori”.

Risorse aspetto cruciale

Decisivo il tema delle risorse: “A livello lombardo – ha sottolineato Terzi – siamo riusciti in questi anni a convogliare sui territori fondi per oltre 18,9 miliardi tra Piano Lombardia, PNRR e PNC (Piano Nazionale per gli investimenti complementari). Il 71% di questi finanziamenti, quindi circa 13,3 miliardi, sono destinati alla realizzazione di infrastrutture e all’acquisto di beni durevoli, con le infrastrutture di trasporto che incidono per oltre la metà del totale di questi investimenti. Per quanto riguarda la bergamasca solo i 4.887 interventi finanziati col PNRR ammontano a 1,6 miliardi di euro”.

Un volano di sviluppo è rappresentato anche dalle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 che hanno consentito di attrarre 4,5 miliardi di euro in Lombardia, di cui 374 milioni di fondi regionali, destinati agli interventi sulla rete stradale (2,1 miliardi) e ferroviaria (2,4 miliardi).

Focus su Bergamo al centro del convegno ‘Lombardia 2030’

Tra le opere legate all’eredità olimpica, sul territorio bergamasco si segnalano il nuovo collegamento ferroviario Bergamo – Orio al Serio i cui lavori sono in corso, la Variante di Trescore Entratico per la quale l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico economica (PFTE) è attesa entro la fine dell’anno, e la Variante di Cisano Bergamasco cofinanziata dalla Regione con 5 milioni di euro e per la quale è stato avviato il cantiere.

Restando in ambito bergamasco, Regione Lombardia ha svolto un ruolo determinante per finanziare o agevolare la realizzazione di opere come il Rondò dell’autostrada A4 finanziato con 29,5 milioni di euro dal Piano Lombardia e concluso con sei mesi di anticipo sul cronoprogramma e la riqualificazione dello svincolo autostradale di Dalmine anch’essa recentemente terminata.

Per quanto concerne la Bergamo-Treviglio, le procedure approvative che riguardano la Conferenza dei Servizi e la VIA (valutazione di impatto ambientale) saranno svolte nel corso di quest’anno. Senza dimenticare l’impegno anche per altre infrastrutture viabilistiche come la Variante di Boltiere, la Variante di Cerete e il collegamento Terno – Calusco.

Rilevanti anche i circa 40 milioni che la Regione ha stanziato per cofinanziare la realizzazione metrotranvia T2 Bergamo-Villa d’Almè e l’azione di interlocuzione col Governo centrale per finanziare a sbloccare opere attualmente in corso di realizzazione come la riqualificazione della stazione e del nodo ferroviario di Bergamo e il potenziamento della ferrovia Ponte San Pietro – Bergamo.

Metodo lombardo e bergamasco

Una foto dell'intervento al convegno 'Lombardia 2030' dell'assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi“Sono interventi che guardano al futuro – ha evidenziato Terzi – e determinano miglioramenti sensibili sul tema della mobilità, restando nel contempo focalizzati anche sulla manutenzione e la messa in sicurezza della rete esistente. Andiamo avanti con metodo lombardo e bergamasco per raggiungere traguardi concreti con l’ascolto e il supporto di tutti gli attori territoriali in campo”.

All’evento ‘Lombardia 2030’, il primo di una ‘due giorni’ in Fiera incentrata sul tema infrastrutturale, hanno partecipato anche il sindaco di Bergamo, Elena Carnevali; il presidente della Provincia, Pasquale Gandolfi; il vicepresidente Camera di Commercio Bergamo, Giovanni Zambonelli; il segretario generale Cisl Bergamo, Francesco Corna; il presidente Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati; il delegato Imprese & Territorio, Paolo Doneda; il presidente Ance Bergamo, Vanessa Pesenti; il presidente Sacbo, Giovanni Sanga; il presidente Coldiretti Bergamo, Gabriele Borella; il presidente Confartigianato Bergamo, Giacinto Giambellini; il vicepresidente Confcommercio Bergamo, Luciano Patelli.

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La Lombardia dice stop a bullismo e cyberbullismo

Stop! In occasione della Giornata mondiale contro il bullismo e cyberbullismo Regione Lombardia trasmette sui suoi canali social un video per dire ‘stop!’ a questo odioso fenomeno. I testimonial sono la campionessa paralimpica di danza sportiva, Giada Canino, e la medaglia d’argento di canottaggio alle ultime Olimpiadi di Parigi, Andrea Panizza.

Il video sta girando sulle pagine istituzionali di Regione Lombardia su Facebook, Instagram e TikTok e sugli account social di Lombardia Notizie.

“Vogliamo ricordare e sottolineare – afferma il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – che questa piaga della nostra società, non va sottovalutata. Lo sport con i suoi valori, la famiglia, la scuola, le comunità locali devono allearsi per combatterla e debellarla”.

Attilio FontanaLegge specifica e azioni mirate

Regione Lombardia, prosegue il governatore, “fin dal 2017 si è dotata di una legge specifica in materia (‘Disciplina degli interventi regionali in materia di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo’) per contrastare questo fenomeno in tutte le sue manifestazioni. Un impegno che è proseguito con azioni mirate e risorse dedicate. Abbiamo stanziato oltre 3,6 milioni di euro in interventi per contrastare il disagio dei minori, attraverso l’individuazione di strumenti operativi flessibili e sinergici finalizzati a costruire dispositivi integrati sul territorio. In Lombardia – conclude Fontana – non c’è spazio per chi vuole fare del male, fisicamente o moralmente, ai nostri ragazzi”.

Fenomeno da contrastare in ogni modo

In totale sintonia con il presidente Fontana anche l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini.

“Regione Lombardia – conferma – è quotidianamente impegnata nella prevenzione e nel contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. Vogliamo tutelare e valorizzare la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori e anche delle loro famiglie. Per questo valorizziamo buone prassi e per questo abbiamo sottoscritto un protocollo con le Prefetture lombarde che ha messo a terra 8 Piani di Azione con capofila le Ats territorialmente competenti, le Asst, le scuole e i soggetti del Terzo settore che ci consente di operare in rete e intercettare, fragilità, disagio psico-sociale e comportamenti spesso disadattivi o devianti”.

Partenariato istituzionaleElena Lucchini

“Siamo ora al lavoro – fa sapere l’assessore – per la definizione di un partenariato istituzionale finalizzato allo sviluppo di iniziative di promozione dell’alfabetizzazione e della cultura digitale e alla realizzazione di specifici percorsi formativi per i cittadini in modo possano utilizzare al meglio le opportunità presenti in rete”.

“Grazie a Giada e Andrea – conclude Lucchini – per il loro contributo, per il loro esempio, per la bellezza e l’autenticità che sanno trasmettere. Insieme saremo più forti di ogni cyberbullo”.

 

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