Le Olimpiadi come occasione per promuovere la pace tra i popoli e il ruolo chiave dei territori nelle politiche di coesione sono stati i temi al centro di due dichiarazioni congiunte approvate, a Trento, nel corso della 56ª Conferenza dei Capi di Governo Arge Alp, la Comunità di lavoro che riunisce le regioni dell’arco alpino di Germania, Austria, Italia e Svizzera. All’incontro ha partecipato il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.
Olimpiadi e politiche di coesione al centro di riunione Arge Alp: Giochi come occasione di pace
Nello specifico, in merito al testo sulle Olimpiadi, Cattaneo ha sottolineato l’importanza di sfruttare questo evento come un momento di confronto per favorire il dialogo e promuovere solidarietà e rispetto. “Con questa dichiarazione congiunta – ha spiegato – la Conferenza dei Capi di Governo Arge Alp ha manifestato il proprio sostegno unanime alle Olimpiadi. I membri della Comunità hanno voluto lanciare un segnale forte promuovendo la tregua olimpica, nella consapevolezza che le Olimpiadi rappresentano da sempre un’occasione di dialogo e di costruzione della pace.
“Il messaggio – ha aggiunto – sostiene inoltre la cooperazione transfrontaliera, di cui l’arco alpino è un esempio virtuoso, e promuove i valori olimpici di rispetto, unità e amicizia tra le comunità. Auspichiamo così che Olimpiadi e Paralimpiadi siano non solo una vetrina per lo sport, ma anche una manifestazione di solidarietà e pace”.
Cattaneo: politiche di coesione diano voce ai territori
Per quanto riguarda, invece, la dichiarazione congiunta sul futuro delle politiche di coesione, il sottosegretario si è detto contrario alla riduzione delle risorse e alla centralizzazione della loro gestione. “Come Regione Lombardia – ha affermato – chiediamo che la voce dei territori alpini venga pienamente ascoltata. E’ inoltre fondamentale che la proposta relativa al prossimo bilancio europeo 2028-2034 sia rivista secondo un’autentica prospettiva sussidiaria. Il tutto con l’obiettivo di destinare risorse adeguate alle politiche di coesione e di mantenere la gestione a livello territoriale”.
Riunione Arge Alp: da olimpiadi e politiche di coesione a gestione dei grandi carnivori
Nel corso della conferenza, Cattaneo ha espresso, inoltre, a nome della Regione Lombardia, parere favorevole anche su altre due risoluzioni. La prima è relativa al monitoraggio e alla gestione coordinata dei grandi carnivori nelle aree alpine. La seconda è invece dedicata ai giovani residenti nei Comuni di montagna. “La collaborazione tra le regioni alpine nel monitoraggio e nella gestione dei grandi carnivori – ha detto Cattaneo – è fondamentale. In questo modo si garantisce la sicurezza delle persone e tutelare l’agricoltura e la zootecnia di montagna in un equilibrio tra uomo e natura. Per contrastare lo spopolamento delle aree alpine, inoltre, servono politiche abitative mirate. A queste misure deve aggiungersi un rafforzamento dei servizi essenziali, a partire dai trasporti, sempre con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale”.
Progetto su valorizzazione lane alpine
La Lombardia ha infine presentato il progetto ‘Sapere e lane transumanti. Reti e buone pratiche per la salvaguardia del living heritage delle regioni alpine’. L’iniziativa ha come obiettivo mettere in connessione giovani pastori, allevatori e innovatori della filiera delle lane alpine. L’iniziativa punta a preservare e trasmettere un patrimonio di conoscenze e tradizioni artigianali, anche attraverso una ‘textile summer school’, un percorso formativo dedicato alla condivisione delle pratiche custodite dagli artigiani delle comunità Arge Alp in tema di tessitura e filatura.
La Lombardia protagonista a Bruxelles, al Comitato Europeo delle Regioni, per riaffermare la necessità che l’Ue ascolti la voce dei territori virtuosi. Nella capitale belga il ‘sistema lombardo’ nel suo complesso, in sintonia con la rappresentanza diplomatica italiana a Bruxelles, si è riunito per ribadire alle istituzioni europee l’esigenza che le comunità locali mantengano il proprio ruolo chiave nella programmazione e gestione dei fondi di coesione e agricoli.
Al centro il futuro delle politiche comunitarie con focus su transizione ecologica e digitale
Una giornata di incontri e tavole rotonde dal titolo ‘Lombardia, Europa: vincere la sfida della competitività‘, dedicata al futuro delle politiche comunitarie rispetto al profilarsi del nuovo ‘Quadro finanziario pluriennale 2028-2034′, con focus su transizione ecologica e digitale, ricerca e competenze professionali, il diritto a rimanere nei territori, l’agricoltura e la sicurezza alimentare.
La delegazione di Regione Lombardia a Bruxelles
Ai lavori hanno partecipato i principali attori lombardi dell’economia e delle imprese insieme al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, al vicepresidente e assessore al Bilancio, Marco Alparone, e agli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Paolo Franco (Casa e Housing sociale), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro), Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi – in videocollegamento), oltre al sottosegretario alla presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.
Alparone: Lombardia affidabile nella gestione del bilancio
“Il nuovo ‘Quadro finanziario pluriennale’ – ha puntualizzato il vicepresidente Alparone – rappresenta un passaggio decisivo sui cui Regione mantiene alta l’attenzione. La Lombardia negli anni si è dimostrata pienamente affidabile dal punto di vista della gestione del bilancio e della capacità di mettere a terra progetti finanziati con fondi europei. Un’affidabilità certificata a più riprese dai rating delle agenzie internazionali. In Lombardia la sinergia tra pubblico e privato consente di moltiplicare l’impatto degli investimenti generando sviluppo, lavoro e innovazione. Un modello che possiamo offrire alle altre realtà dell’Unione europea”.
Guidesi: Lombardia prima regione manifatturiera d’Europa
“La Lombardia – ha dichiarato l’assessore Guidesi – è la prima regione manifatturiera d’Europa e, in quanto tale, sente la responsabilità di portare la voce del proprio ecosistema produttivo dentro il dibattito europeo. Ritengo che l’Europa non possa permettersi un modello centralizzato che rischi di depotenziare i territori. Ci siamo posti l’obiettivo di mantenere il nostro primato industriale in maniera sostenibile“.
“Siamo qui – ha aggiunto Guidesi – a chiedere all’Ue di essere messi nelle condizioni di farlo, perché le regole europee non ci consentono di tenere insieme gli obiettivi di decarbonizzazione con la competitività delle nostre aziende. Bruxelles ascolti la voce delle Regioni virtuose”.
Sertori: serve contrastare lo spopolamento delle aree interne e della montagna
“Contrastare lo spopolamento delle aree interne e della montagna – ha sottolineato l’assessore Sertori – significa prima di tutto garantire servizi essenziali: sanità, scuola, mobilità, ma anche politiche abitative calibrate sulle esigenze dei territori. La montagna lombarda non è un luogo da preservare solo per il suo valore ambientale o turistico, è una comunità viva che chiede opportunità di lavoro, accesso ai servizi e infrastrutture moderne. Per questo Regione Lombardia, attraverso la ‘Strategia delle Aree Interne’, punta su un approccio integrato, che tenga insieme sviluppo locale, confronto con i territori ed equilibrio nell’uso delle risorse. Solo così potremo trasformare la sfida dello spopolamento in un’occasione concreta di crescita sostenibile e duratura”.
Franco: housing sociale leva fondamentale per lo sviluppo dei territori
“Il tema dell’housing sociale – ha affermato l’assessore Franco – rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo equilibrato dei territori. Lo vediamo soprattutto nelle grandi aree metropolitane, ma anche nelle zone montane e in quelle a vocazione turistica, dove i prezzi e i canoni di locazione mettono in difficoltà non solo le fasce più fragili, ma anche le famiglie dei lavoratori che garantiscono servizi essenziali”.
“Con la ‘Missione Lombardia’ – ha proseguito Franco –, Regione mette in campo importanti risorse per ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili, favorendo la rigenerazione urbana sostenibile e valorizzando il patrimonio edilizio esistente. Le politiche abitative sono uno strumento essenziale per rendere i nostri territori più attrattivi, coesi e competitivi”.
Tironi: mettiamo al centro la connessione tra scuola, formazione, università e lavoro
“Le grandi transizioni che interessano l’Europa – ha osservato l’assessore Tironi – richiedono competenze nuove e strumenti di formazione capaci di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della propria vita. In Regione Lombardia abbiamo scelto di mettere al centro la connessione tra scuola, formazione, università e lavoro, costruendo filiere integrate che vanno dall’istruzione professionale agli ITS Academy fino al mondo delle imprese. Quando i percorsi formativi sono coerenti con i fabbisogni produttivi, i giovani trovano più rapidamente un’occupazione qualificata e le imprese dispongono di professionalità adeguate”.
Maione: in Lombardia la prima legge regionale per il clima in Italia
“Regione Lombardia – ha ribadito l’assessore Maione – ha approvato la prima legge regionale per il clima in Italia, integrando mitigazione e adattamento in un’unica strategia anche mediante il ripristino degli ecosistemi. È fondamentale che l’Unione Europea sostenga in modo concreto le Regioni puntando sul pragmatismo e archiviando la stagione delle ideologie in materia ambientale. Gli obiettivi della sostenibilità si possono raggiungere con gradualità e con strumenti concreti in grado di accompagnare i territori verso la transizione ecologica”.
Beduschi: la voce dell’agricoltura lombarda a Bruxelles
“A Bruxelles – ha aggiunto l’assessore Beduschi – abbiamo portato la voce dell’agricoltura lombarda, che chiede una PAC 2028–2034 capace di riconoscere il ruolo delle imprese come garanti di sicurezza alimentare e qualità. Serve un sistema che garantisca risorse adeguate anche alle regioni sviluppate come la nostra, valorizzando la zootecnia anche con le nuove regole. Occorre inoltre sbloccare definitivamente la possibilità di trasferire l’innovazione in campo, ad esempio attraverso le TEA di cui siamo pionieri. Infine, chiediamo una strategia europea che integri biogas, digestato, biometano e agrivoltaico in un modello di bioeconomia circolare che tuteli i suoli e promuova la multifunzionalltà agricola nel rispetto dell’ambiente”.
Comazzi: tutela della biodiversità e rigenerazione dei suoli priorità strategica
“La tutela della biodiversità e la rigenerazione dei suoli – ha concluso l’assessore Comazzi – sono priorità strategiche per la Lombardia. Con la legge sul consumo di suolo e con progetti europei come LIFE NatConnect2030, Regione promuove un modello di sviluppo territoriale sostenibile e coerente con gli obiettivi dell’Unione Europea. Le Nature-Based Solutions (NBS) devono diventare parte integrante delle politiche europee, perché rappresentano strumenti efficaci per rafforzare la resilienza dei territori e migliorare la qualità della vita delle comunità”.
Presente anche Arpa Lombardia
All’evento ha partecipato anche il direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Cambielli, che ha ricordato il ruolo fondamentale dell’Agenzia “per il raggiungimento degli obiettivi del PRSS (Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile) proprio per la capacità di produrre dati e mettere in gioco competenze tecniche che vengono assorbite nei processi decisionali regionali”.
Un tavolo tecnico con rappresentanti di tutte le Regioni per rivedere la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale.
È la proposta avanzata mercoledì 30 luglio 2025 dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la riunione della Conferenza delle Regioni.
Servizio Sanitario Nazionale, un tavolo per rivedere legge istitutiva
“Ringrazio – ha dichiarato Fontana intervenendo alla seduta della mattina – il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, per aver accolto la richiesta di inserire il tema all’ordine del giorno”. “Lo scenario attuale – ha continuato – è profondamente mutato rispetto al 1978, anno in cui fu istituito il Servizio Sanitario Nazionale. Siamo consapevoli che quel modello, da solo, non è più in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni sanitari di oggi e del futuro”.
Fontana: Conferenza delle Regioni contesto ideale per elaborare proposta
“Sono convinto – ha aggiunto – che la Conferenza delle Regioni rappresenti il contesto ideale per elaborare una proposta condivisa di riforma, capace di rispondere alle nuove esigenze della popolazione, come l’aumento delle cronicità e le sfide epidemiologiche e demografiche sempre più complesse, al di fuori dalle logiche di contrapposizione politica”.
Il lavoro comune per uscire dalla pandemia
“Durante la pandemia – ha ricordato Fontana – le Regioni hanno già dimostrato di saper collaborare con efficacia: in sole 24 ore siamo riusciti, grazie al lavoro dei nostri tecnici, a definire le linee guida per la riapertura delle attività. In questo caso servirà certamente più tempo, ma l’urgenza è evidente. Occorre agire al più presto per restituire fiducia ai cittadini e garantire un futuro solido al nostro sistema sanitario”.
No a strumentalizzazione politica della sanità
“Purtroppo – ha osservato – la sanità viene spesso strumentalizzata politicamente, quando invece dovrebbe essere al riparo da logiche ideologiche e di partito. Il rischio concreto è quello di accompagnare il sistema verso un lento declino. Assistiamo ormai a un costante incremento della domanda sanitaria, che cresce più velocemente dell’offerta: in Lombardia, nel 2024, le prestazioni sono aumentate del 2%, ma la domanda è cresciuta del 36%, senza cause epidemiche a giustificarla. Questo evidenzia l’urgenza di un intervento deciso sull’appropriatezza delle cure”.
Dalla Lombardia scienziati, medici e studiosi pronti a collaborare a riforma
Fontana ha concluso informando che scienziati, medici e studiosi lombardi si sono già messi a disposizione per contribuire alla definizione di una proposta di riforma da condividere con le altre Regioni. La Conferenza si è riservata di valutare la proposta avanzata e di istituire un tavolo di lavoro dedicato, con l’obiettivo di elaborare un documento da sottoporre al Governo.
Nel decreto università approvato un emendamento che tutela gli educatori dei servizi per l’infanzia.
“Esprimo il mio plauso ai relatori del Decreto Università in Commissione Cultura al Senato e al Governo per l’attenzione dimostrata nell’accogliere l’emendamento che segna un sensibile passo in avanti nella tutela delle numerose professionalità che operano negli asili nido lombardi”.
Così in una nota l’assessore alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione LombardiaElena Lucchini.
“Regione Lombardia – ha evidenziato – attraverso il mio Assessorato, accogliendo le istanze espresse da Assonidi e dal mondo degli operatori, si è attivata sin da subito, per il tramite della Conferenza delle Regioni e prendendo contatti direttamente con i ministri competenti, al fine di garantire un intervento normativo a tutela dei servizi per l’infanzia della Lombardia”.
Decreto università, passo avanti per educatori d’infanzia
“L’approvazione di questo emendamento – ha aggiunto – rappresenta un primo e fondamentale passo verso maggiori certezze nel mondo dei servizi per l’infanzia. Riconosciuto dunque l’impegno della Giunta che ha operato nell’interesse degli educatori e delle famiglie lombarde al fine di continuare a garantire servizi di qualità e senza compromettere l’accessibilità dei nidi lombardi”.
“La Regione – ha concluso – li ha sempre ritenuti fondamentali nel loro ruolo di supporto alla genitorialità, come dimostrato anche da una misura storicamente consolidata come Nidi gratis”.
Perplessità sulla bozza di Bilancio Pluriennale Ue 2028-2034 è stata espressa da Raffaele Cattaneo, Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee. Il testo accorpa infatti i fondi della Coesione e dell’agricoltura in un unico piano nazionale-regionale e comporta, nei fatti, una perdita del ruolo propositivo delle Regioni.
Bilancio UE 2028-2034, Cattaneo: si va nella direzione sbagliata
“La proposta della Commissione Europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 – sostiene – va nella direzione sbagliata. Il testo ricentralizza le risorse e indebolisce il ruolo delle Regioni e degli enti locali. Un’Europa che si chiude a Bruxelles, invece di dialogare con i territori, non è l’Europa di cui abbiamo bisogno”.
“Nonostante molti aspetti della proposta siano ancora poco chiari – prosegue Cattaneo – emergono già elementi preoccupanti. I fondi per le politiche di coesione passerebbero da oltre il 30% al 22% (circa 450 miliardi), mentre quelli per la PAC scenderebbero anch’essi da circa il 30% al 15% (circa 300 miliardi), su un bilancio complessivo di circa 2.000 miliardi”.
Riduzione dei fondi europei
“Per la Lombardia – sottolinea – questo potrebbe tradursi in una riduzione significativa dei fondi europei. Rispetto agli attuali 3,5 miliardi di euro, potremmo infatti perdere fino a un miliardo nel prossimo ciclo 2028-2034. Un colpo duro agli investimenti per lo sviluppo, la competitività e la coesione sociale sul nostro territorio.”
Accorpamento fondi di coesione e dell’agricoltura
Particolarmente critica anche la decisione di accorpare i fondi della coesione e dell’agricoltura in un unico piano nazionale-regionale. “Questo significa – ha detto – accentrare le decisioni a livello statale. È una scelta che contrasta apertamente con le battaglie che le Regioni hanno condotto in questi anni e che, purtroppo, questa proposta dimostra di ignorare”.
Richiesta di modifiche al Bilancio UE 2028-2034
“Il documento presentato sembra aver scontentato tutti. Il negoziato che si apre ora durerà circa due anni. Come Regione Lombardia, insieme alle altre Regioni, ci faremo sentire per chiedere modifiche sostanziali. Questa proposta, così com’è, non può essere accettata”.
“Il Governo promuova presso le Istituzioni europee una posizione sulla futura Politica di Coesione che ribadisca la centralità delle Regioni e del sistema delle Autonomie locali quali soggetti primari nella sua programmazione ed attuazione, congiuntamente al ruolo sussidiario degli attori del mondo imprenditoriale, del lavoro e dell’economia sociale”.
‘Patto per lo Sviluppo’, dalla Lombardia un documento al Governo
“Anche attraverso importanti azioni come queste – commenta il presidente Attilio Fontana – la Lombardia conferma compattezza e unità di intenti. L’obiettivo è continuare ad affermare il valore e la forza di una regione che con determinazione vuole mantenere il proprio ruolo strategico non solo a livello nazionale, ma anche su scala internazionale”.
Tornare a un’Europa delle Regioni
“Senza territori – si legge nel documento – non c’è coesione. È necessario tornare all’idea originaria di una Europa delle Regioni, dei territori e delle sue comunità, in una logica sussidiaria”. Il testo individua inoltre nelle “politiche e nei programmi di finanziamento dell’Unione Europea un supporto indispensabile per lo sviluppo presente e futuro del territorio lombardo”.
Puntare su governance multilivello
Nel documento, indirizzato alla presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e le Politiche di Coesione, tutte le parti interessate evidenziano quanto “sia fondamentale che, in una logica di governance multilivello, le politiche e i programmi dell’Unione Europea, ‘in primis’ la Politica di Coesione, che da sola vale un terzo del budget europeo – le Regioni e il sistema delle Autonomie locali continuino ad avere un ruolo di interlocutori primari, in quanto più vicini ai territori e alle comunità”.
Promuovere azioni coordinate
Tutto ciò con l’impegno comune dei sottoscriventi di “promuovere e svolgere azioni coordinate e unitarie con le altre regioni italiane ed europee. Nello specifico, l’obiettivo è dare più voce ai propri territori, cittadini e operatori economici e sociali presso le Istituzioni europee. Il tutto promuovendone istanze e interessi e per accrescere il peso delle Regioni”.
I firmatari del documento inviato dal Patto per lo Sviluppo al Governo
Questi i firmatari del documento: Regione Lombardia, Anci Lombardia, Unione Province Lombarde, Cal, Cgil Lombardia, Cisl Lombardia, Uil Lombardia, Ugl Lombardia, Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia, Confcommercio Lombardia, Confesercenti Lombardia. E ancora Confimi Industria Lombardia, Confprofessioni Lombardia, Confartigianato Lombardia, Cna Lombardia, Casartigiani Lombardia, Claai Lombardia, Federdistribuzione Lombardia. A questi soggetti si aggiungono Assolavoro Lombardia, Cida Lombardia, Forum Terzo Settore Lombardia, Cdo, Alleanza delle Cooperative Lombarde. Completano la lista Confapi Lombardia, Acai, Coldiretti Lombardia, Confagricoltura Lombardia, Copagri Lombardia.
Ue, se cambieranno le regole, la funzionalità delle Regioni è a rischio. È l’allarme lanciato dall’assessore allo Sviluppo economico di Regione LombardiaGuido Guidesi, in merito alla riforma dei finanziamenti europei, attualmente destinati direttamente alle Regioni.
“Se i fondi europei di coesione oggi, destinati direttamente alle Regioni, dovessero realmente passare da una gestione regionale ad una centralizzata da parte dello stato, verrebbe decretata la fine delle Regioni. Ci sarebbe soprattutto un freno alla crescita economica nazionale. Basti pensare sull’incidenza della Lombardia sul pil nazionale”.
Il nodo Ue e il rischio per la funzionalità delle Regioni
Il nodo del contendere sta nella prossima programmazione del bilancio pluriennale europeo 2028-2034, che la Commissione dovrebbe presentare ufficialmente a metà luglio e su cui sono cominciate le prime discussioni. Un terzo del bilancio comunitario è ad oggi rappresentato dai fondi di coesione, che Bruxelles assegna alle Regioni. Una cifra già destinata a ridursi per effetto dell’allargamento e che potrebbe essere ulteriormente tagliata per finanziare la difesa europea. Ma il vero tema che preoccupa la Lombardia, e con lei la gran parte delle regioni europee piú produttive, è la gestione di quei fondi: vale a dire che si passi da una gestione regionale ad un Piano nazionale per ogni Stato membro che provvederebbe poi alla ripartizione sul modello del Pnrr.
Freno alle economie
“Una governance diversa, quindi nazionale – aggiunge l’assessore lombardo – provocherebbe il freno alle economie delle Regioni più produttive ed ai servizi rivolti ai cittadini. Per la sola Lombardia, ad esempio, significa il venir meno di specifici supporti a oltre 900mila partite iva”.
“Se il Paese non vuole fare a meno delle influenze positive economiche delle Regioni più produttive, come la Lombardia – conclude Guidesi – deve permettere a queste stesse regioni di continuare ad incidere sulla crescita e sull’innovazione. E questo oggi accade grazie alle risorse europee gestite delle Regioni. Se questo non dovesse più accadere è chiaro che si frenerebbe la Lombardia e quindi si frenerebbe tutta l’Italia”.
Sviluppare un progetto condiviso con i territori per la valorizzazione della Via Francigena che in Lombardia coinvolge le province di Pavia e Lodi. Con questo obiettivo Regione Lombardia ha sottoscritto il protocollo d’intesa per la candidatura della Via Francigena italiana alla lista dei siti culturali e naturali patrimonio dell’Unesco. L’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, ha firmato il documento nell’ambito del ‘Festival delle Regioni’ in corso a Venezia.
Caruso: itinerario millenario che merita riconoscimento
“Il protocollo – ha commentato l’assessore Caruso – firmato dalla Lombardia rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento della Via Francigena come patrimonio dell’Unesco. Un’occasione per rendere più attrattivo un itinerario millenario dal grande valore storico, culturale, turistico e paesaggistico, su cui Regione Lombardia crede fortemente”.
“La Via Francigena – ha concluso Caruso – attraversa i nostri territori di Pavia e Lodi portando con sé un’eredità unica fatta di spiritualità, identità e dialogo tra culture”.
Via Francigena, le Regioni coinvolte nel protocollo
Il protocollo d’intesa per la candidatura della Via Francigena nella ‘World Heritage List’ rientra nell’elenco dei luoghi considerati dall’Unesco patrimoni mondiali dell’umanità. È stato sottoscritto, oltre che da Regione Lombardia, anche dal Ministero della Cultura e dalle Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio.
Il documento rappresenta un importante tassello per proseguire e rafforzare il lavoro in sinergia con i territori per la promozione della Via Francigena e degli itinerari di interesse collegati. L’accordo ha durata triennale ed è elaborato dall’Associazione europee Vie Francigene (Aevf).
La Via Francigena in Lombardia
In Lombardia, la Via si snoda per oltre 120 chilometri, dalla provincia di Pavia (Palestro, Robbio, Mortara, Tromello, Garlasco, Gropello Cairoli, Pavia, Belgioioso, Santa Cristina e Bissone, Chignolo Po, Lambrinia) fino a quella di Lodi (Orio Litta e Corte Sant’Andrea), dove si trova l’imbarco dei pellegrini che vogliono proseguire il cammino oltre il Po.
Anche la Lombardia a Venezia per il ‘Festival delle Regioni‘ dove, tra i temi, si è discusso anche di federalismo e autonomia.
“Le Regioni devono acquisire sempre maggiore rilevanza, anche a livello europeo. Perché ciò avvenga è necessario ‘far squadra’ e occasioni come queste, impreziosite dalla presenza del Presidente Mattarella, sono utili e necessarie, oltre che per un confronto diretto su tematiche di vario genere, soprattutto per alimentare ulteriormente i nostri rapporti rendendoci ancor più forti”.
Così il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Venezia per il ‘Festival delle Regioni’ al quale ha presenziato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Festival delle Regioni, la Lombardia: ruolo Regioni deve essere centrale
“Abbiamo dimostrato in tanti modi, con battaglie comuni e anche in sede Europea – ha proseguito Fontana – che il ruolo delle Regioni può e deve essere centrale su decisioni che, alla fine, ci riguardano da vicino e che diventano sostanziali nelle nostre politiche”.
“Il ‘Festival delle Regioni’ – ha evidenziato – è particolarmente importante per fare il punto della situazione su temi fondamentali quali il federalismo fiscale e l’autonomia”.
Individuare punti di vista comuni
“Confrontandoci – ha aggiunto – dobbiamo cercare di individuare quelle che riteniamo soluzioni positive. Allo stesso tempo dobbiamo ragionare su eventuali criticità per cercare di far sintesi individuando punti di vista comuni”.
Dalla Lombardia un appello al Festival delle Regioni: non rinviare riforma su autonomia e federalismo
Al Festival delle Regioni di Venezia il presidente Fontana ha poi ribadito l’importanza di federalismo e autonomia.
“In merito al federalismo fiscale – ha sottolineato – non c’è ragione per rinviare una riforma orientata verso la direzione che abbiamo auspicato”.
Più autonomia per gestire in maniera diretta le risorse
“La Lombardia ha concluso Fontana – vuole una maggiore delega, una maggiore autonomia territoriale, una possibilità di gestire in maniera più diretta le risorse, sapendo quali sono quelle che possono essere programmate e quelle che non lo sono” .
“È caduta la speranza che i dazi annunciati a suo tempo dall’amministrazione Usa, che coinvolgono naturalmente anche le imprese lombarde, non diventassero realtà anche grazie ai tavoli di negoziazione che erano in corso. Le nuove tasse sui prodotti Ue ufficializzate nella serata di lunedì 2 aprile 2025 avranno pesantissime ricadute negative dal punto di vista economico per le nostre imprese e per le nostre filiere”. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, a Bruxelles, al Parlamento europeo, a margine di un intervento sul tema automotive nell’ambito del Comitato delle Regioni.
Dazi per le imprese, coinvolte anche le lombarde
“Ora – ha proseguito Guidesi – prima che la bilancia commerciale sia stravolta con pesanti conseguenze geopolitiche, auspico che i negoziati con gli Usa da parte della Commissione europea e del Governo italiano possano ripartire con maggiore concretezza, dopo un’immediata e doverosa risposta da parte europea. Sono convinto che le guerre commerciali non convengano a nessuno e sono convinto che solo un patto atlantico per un mercato atlantico regolato possano aiutare gli interessi sia europei sia statunitensi. Speriamo che la ragione prevalga”.
“Le Regioni devono essere più ascoltate e più forti nel dibattito UE”. Un concetto pienamente condiviso dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dal professor Enrico Letta oggi a Palazzo Lombardia in veste di presidente dell’Istituto Jacques Delors per illustrare i contenuti dell’ ‘High-Level Report‘ sul Mercato Unico europeo.
UE, Fontana e Letta: le Regioni devono essere più ascoltate
Il documento, intitolato ‘Much more than a Market – Speed, Security, Solidarity‘, analizza lo stato attuale del Mercato Unico europeo e propone una serie di riforme per adattarlo alle sfide contemporanee.
All’appuntamento erano presenti i rappresentanti dei Quattro Motori d’Europa con i vertici dei governi regionali del Baden-Württemberg, della Catalogna e dell’Auvergne-Rhône-Alpes, oltre che della Lombardia. Al tavolo anche il vicepresidente di Regione Lombardia Marco Alparone e il sottosegretario alle Relazioni internazionali Raffaele Cattaneo.
Rendere il mercato unico più rapido, sicuro e solidale
“Il report presentato del professor Letta – ha detto il presidente Fontana – rappresenta un punto di riflessione importante con una visione chiara e propositiva. Il documento analizza le sfide che l’Europa deve affrontare per rendere il mercato unico più rapido, sicuro e solidale. Una proposta che tocca da vicino le Regioni dei Quattro Motori, territori che già eccellono in ogni settore e che possono trarre enorme beneficio da un mercato unico più integrato e dinamico”.
Fontana: Regioni sempre più protagoniste in UE
“Dalla digitalizzazione alla transizione ecologica, dalla sicurezza economica alla competitività internazionale, i temi affrontati in questo report – ha concluso il governatore della Lombardia – sono cruciali per il futuro delle nostre Regioni. Siamo quindi pronti ad ascoltare e discutere insieme le proposte avanzate, con la volontà di contribuire attivamente alla costruzione di un’Europa più forte e coesa, di cui le quattro Regioni vogliono essere sempre più protagoniste“.
Letta: le Regioni devono essere più ascoltate in EU
“Abbiamo avuto una discussione molto interessante – ha affermato Letta – perché il futuro della competitività europea e l’integrazione del mercato unico passa attraverso un protagonismo delle regioni diverso rispetto a come è avvenuto fino ad oggi. Questo vale per il futuro dei fondi di coesione, vale per il tema della ‘quinta libertà’, quindi la questione dell’innovazione e di come portare l’innovazione su tutti i territori. Questo passa attraverso la questione dei servizi di interesse generale che non possono essere concentrati solo nei centri. C’è una discussione in corso e c’è bisogno di far sì che questa discussione sia positiva. Però il vero problema è che le regioni devono essere più ascoltate nel dibattito europeo”.
“Anche grazie alla collaborazione tra il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, e le Regioni, siamo certi che l’ipotesi, ventilata a Bruxelles, secondo cui i Fondi di Coesione dell’Unione europea vengano gestiti a livello nazionale e non più delegati alle Regioni, resterà tale e non si concretizzerà. Tutto ciò con la consapevolezza della difficoltà di dover gestire da parte del vicepresidente Fitto la complessità di un quadro politico ed economico generale da affrontare su più fronti”. È l’auspicio ribadito dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
“Con il vicepresidente Fitto – aggiunge il governatore della Lombardia – c’è piena sintonia nel ritenere che il ruolo delle Regioni sia fondamentale e imprescindibile per la crescita e lo sviluppo dei territori”.
La necessità di preservare il ruolo chiave delle Regioni nella Politica di Coesione Europea e la valorizzazione di un approccio che ponga al centro i territori attraverso un orientamento basato sul raggiungimento di risultati misurabili e tangibili. Questi alcuni dei punti chiave evidenziati dal presidente di Regione Lombardia,Attilio Fontana, in occasione dell’incontro con il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, avvenuto nell’ambito della missione istituzionale a Bruxelles.
Della delegazione fanno parte Marco Alparone (vicepresidente e assessore regionale al Bilancio e Finanza) e gli assessori Giorgio Maione (Ambiente e Clima), Guido Guidesi (Sviluppo economico), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste), Massimo Sertori (Enti Locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) oltre a Raffaele Cattaneo (sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee).
Fontana: Regioni continuino a essere centrali in Politica di Coesione Europea
“Siamo contrari – ha detto il presidente Fontana – a un ‘Quadro Finanziario Pluriennale’ che annulli le risorse per la Politica di coesione in un macro-contenitore con altri fondi e a un modello per Piani nazionali che riduca le Regioni da autorità di gestione a organismi intermedi o semplicemente a beneficiari”.
“Siamo qui – ha aggiunto – per chiedere che le Regioni continuino a essere attori primari della Politica di coesione secondo il principio di sussidiarietà e che le altre politiche europee siano più integrate con la Politica di coesione”.
Valorizzare il principio di sussidiarietà
Il governatore della Lombardia, infatti, ha condiviso la posizione di molte regioni in base alla quale la Politica di Coesione promossa dall’Unione Europea rappresenti l’intervento istituzionale di carattere orizzontale più riconoscibile agli occhi dei cittadini, incarnando i principi della sussidiarietà e della solidarietà tra i diversi popoli e territori.
Entro luglio 2025, la Commissione europea dovrà formulare la proposta per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE.
Promuovere la governance multilivello
“Dai documenti informali della direzione generale Budget della Commissione circolati nei mesi scorsi – ha specificato il governatore – si andrebbe verso un bilancio pluriennale post 2027 basato sulle politiche, con meno programmi e un piano unico per ciascuno Stato membro che colleghi le riforme chiave agli investimenti e si concentri su priorità comuni. Abbiamo spiegato al vicepresidente Fitto come tutto ciò significherebbe che non vi sarebbero più contatti diretti o negoziazioni tra la Commissione Europea e le regioni mettendo così in discussione l’elemento chiave della governance multilivello. La nazionalizzazione della Politica di coesione ridurrebbe le regioni da autorità di gestione a organismi intermedi o addirittura semplicemente beneficiari”.
“Un modello centralizzato come quello che viene prefigurato – ha concluso il presidente lombardo – non darebbe garanzie del mantenimento di tale impegno finanziario per la Lombardia e toglierebbe alla Regione la gestione di questi fondi”.
Il confronto con i funzionari e gli stakeholders
Dopo l’incontro tra il presidente Fontana e il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, Raffaele Fitto, la delegazione lombarda ha partecipato a un momento di lavoro nella sede della Regione Lombardia a Bruxelles al quale hanno preso parte, oltre agli assessori che accompagnano il governatore, anche l’ambasciatore d’Italia Federica Favi e funzionari apicali della Commissione Europea. Presenti i responsabili dei Gabinetti dei Commissari e gli stakeholders del mondo associativo, economico ed imprenditoriale. Tra questi, il capo di gabinetto aggiunto del Commissario ai Trasporti e Turismo, Apostolos Tzitzikostas, interlocutore principale per il dialogo strategico sull’automotive, settore chiave che vede Regione Lombardia alla guida dell’Automotive Regions Alliance (Ara).
L’assessore regionale all’Istruzione Formazione e Lavoro Simona Tironi è indicata da tutte le Regioni italiane come componente del consiglio di amministrazione di ‘Sviluppo Lavoro Italia’. La società eredita la storia, l’esperienza e la rete territoriale dell’Agenzia nazionale politiche attive del lavoro (Anpal) servizi.
La nomina è stata ratificata dalla recente Conferenza Stato-Regioni.
Sviluppo Lavoro Italia, raccordo tra Istituzioni
‘Sviluppo Lavoro Italia’ opera come punto di raccordo tra Ministero del Lavoro, Regioni e Province Autonome e interagisce con tutti gli attori di questo ecosistema. È inoltre ente strategico dedicato alla promozione e coordinamento di iniziative finalizzate a: sviluppo occupazionale, formazione professionale e integrazione tra domanda e offerta di lavoro.
La nomina di un rappresentante di Regione Lombardia nel cda di ‘Sviluppo Lavoro Italia’ ha due risvolti strategici. Da un lato, consente infatti all’assessore Tironi di garantire che le eccellenze, le esperienze e le peculiarità lombarde siano adeguatamente rappresentate e valorizzate. Dall’altro, invece permette di portare a livello nazionale la visione e le best practice sviluppate con successo in questi ultimi anni.
“La Lombardia – commenta l’assessore Tironi – è la regione trainante dell’economia italiana, caratterizzata da un tessuto produttivo dinamico e innovativo. Negli ultimi mesi stiamo registrando sul nostro territorio una fase critica sul fronte occupazionale. È caratterizzata da un aumento delle vertenze lavorative e anche dalle minacce di tagli di posti da parte di multinazionali”.
La situazione generale presenta comunque elementi positivi, come attestano le stime Istat relative al secondo trimestre 2024. Il numero di occupati in Lombardia è infatti di 4.526.000 , con un incremento di 51.000 unità rispetto all’anno precedente (+1,1%). Le sfide da affrontare nei prossimi mesi saranno quindi molto complesse.
Formazione qualificata per soddisfare richieste imprese
“Voglio lavorare per la Lombardia e per le altre Regioni – aggiunge – con l’obiettivo di favorire la crescita di un’occupazione di qualità. Intendo investire sullo sviluppo delle competenze con una formazione specifica in grado di soddisfare i fabbisogni delle imprese e le aspirazioni professionali delle persone. Questi sono temi pienamente condivisi da ‘Sviluppo Lavoro Italia’ . Sono quindi certa che, insieme al cda e al ministro del lavoro, sapremo dare risposte concrete e contribuendo ad aumentare la competitività del nostro Paese”.
“Ringrazio – conclude Tironi –gli assessori al Lavoro delle altre Regioni per la fiducia che mi hanno accordato. Per lo svolgimento di questo importante incarico avrò certamente bisogno del sostegno e dei consigli di tutti”.
“L’istituzione di un ‘Fondo per l’assistenza ai minori’ previsto dalla Manovra garantirà un aiuto concreto a tanti Comuni. Questi Enti locali, devono infatti far fronte alle spese per i minori che, dopo l’allontanamento dal nucleo famigliare, arrivano nelle strutture residenziali. Le rette delle comunità educative, comunità familiari e alloggi per l’autonomia hanno un impatto notevole sui bilanci. La creazione di un Fondo consentirà loro di affrontare i costi crescenti dell’accoglienza”.
La richiesta di un fondo assistenza ad hoc
“La nostra Regione, rispondendo proprio alle richieste dei territori, nello scorso mese di settembre ha rinnovato uno stanziamento straordinario per le spese dei comuni più piccoli. Ammonta a circa 2,9 milioni e si è aggiunto ai 2,6 milioni dell’anno precedente. Su richiesta proprio della Lombardia, nel dicembre scorso, la Conferenza delle Regioni aveva approvato un ordine del giorno per proporre al Governo di istituire un Fondo di assistenza ad hoc. Una richiesta che ora è stata accolta con la Manovra economica”.
L’attenzione del Governo con la Manovra
Ringrazio dunque il Governo e in particolar modo il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Hanno dimostrato attenzione e sensibilità nei confronti delle richieste degli amministratori locali”.
Così in una Nota, Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia.
“Il ‘modello-Lombardia’, basato su una solida collaborazione tra pubblico e privato, ha prodotto e continua a produrre risultati importanti. Siamo la prima, tra le Regioni italiane, per export di prodotti Made in Italy e la nostra attenzione è sempre più rivolta all’innovazione tecnologica e alla ricerca”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo a Bari, nell’ambito del Festival delle Regioni, all’evento ‘Azzeriamo le distanze: strategie e politiche pubbliche per attrarre i mestieri del futuro’.
“I progetti milanesi di MIND e del Parco dei gasometri della Bovisa, luoghi in cui l’innovazione è assoluta protagonista ha aggiunto il governatore lombardo -, sono esempi concreti di come la Lombardia sia sempre più attrattiva per le nuove generazioni di ogni parte del mondo”.
Al Festival Regioni il ‘modello-Lombardia’
Il governatore ha anche evidenziato al Festival delle Regioni che la Lombardia, con il suo ‘modello’, a confronto con i 27 Paesi UE, occupa la decima posizione per PIL pro-capite (48.175), “ciò significa – ha spiegato – che, se fossimo uno Stato sovrano, il PIL pro-capite lombardo sarebbe leggermente inferiore a quello di Germania (49.520) e Finlandia (49.000) e ampiamente sopra a quello francese (41.330)”.
Forte crescita post pandemia
“Nel nostro territorio – ha aggiunto Fontana – si è registrata la più forte crescita economica rispetto al pre-pandemia, con +6,7% di PIL tra il 2019 e il 2023. Affiancata dalla più consistente riduzione della disoccupazione, con -23,3% di disoccupati. Sempre tra il 2019 e il 2023”.
Lombardia ha ruolo centrale
“Una Lombardia, dunque – ha concluso il presidente – che riveste un ruolo centrale a livello nazionale e internazionale. Questo proprio grazie a strategie e politiche che riescono a cogliere le opportunità offerte dal mercato. Il tutto senza mai perdere di vista quelli che sono i punti fermi consolidati del territorio”.
Lombardia e Baviera, regioni affini dal punto di vista economico e sociale, siglano un’alleanza per intensificare le relazioni reciproche e unire le forze rispetto ai rapporti con l’Unione europea. L’accordo è stato ratificato mercoledì 9 ottobre a Milano dall’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia, Guido Guidesi, e dal ministro di Stato bavarese per gli Affari Europei e Internazionali, Eric Beißwenger.
La strategia di respiro europeo
La dichiarazione d’intenti fa seguito a una serie di vertici istituzionali, svoltisi negli ultimi mesi tra Monaco e Milano, e promossi dall’assessore Guidesi all’interno di una precisa strategia finalizzata a tessere intese in chiave europea, così da consolidare il ruolo della Lombardia come attore politico ed economico in grado di incidere sui tavoli di Bruxelles e agevolare il ‘Sistema lombardo’ (imprese, associazioni, università, centri di ricerca) rispetto alla possibilità di cogliere nuove opportunità di attraverso la collaborazione con soggetti di altre regioni d’Europa.
Posizioni comuni a Bruxelles
Per quanto riguarda l’accordo odierno, l’assessore lombardo e il ministro bavarese hanno sottolineato l’importanza di rinsaldare le relazioni tra due regioni economicamente forti e geograficamente vicine, che si distinguono in Europa per una straordinaria forza del tessuto imprenditoriale e per la capacità di innovazione. In passato, la Baviera e la Lombardia avevano già collaborato a livello europeo per difendere i loro interessi. Il ministro e l’assessore intendono proseguire e approfondire questa collaborazione anche in futuro. In particolare, vogliono rafforzare il loro impegno a livello comunitario, ad esempio attraverso eventi congiunti a Bruxelles e posizioni comuni su atti legislativi di carattere europeo.
Imprese, start up e centri di ricerca
Nello specifico si è concordato che Lombardia e Baviera approfondiranno scambi e rapporti nel campo dell’intelligenza artificiale, delle start-up e delle piccole e medie imprese. Le due regioni, inoltre, sono centri scientifici di livello mondiale e negli ultimi anni hanno investito specificamente nell’espansione delle infrastrutture di ricerca e scientifiche: una maggiore collaborazione tra i centri di ricerca lombardi e bavaresi potrà generare un valore aggiunto per le rispettive economie. Anche una richiesta congiunta di fondi all’Unione europea è una strada da percorrere per concretizzare una collaborazione ancora più stretta nell’ambito della ricerca e della scienza.
Un’intesa, quella tra Lombardia e Baviera, che guarda al rafforzamento di una ‘Europa delle Regioni’, in cui soggetti regionali di ‘spessore’ economico e demografico possano tutelare i loro interessi e attribuire una dimensione politica ‘europea’ alle proprie proposte e azioni.
Alleanza Lombardia Baviera: tavoli di lavoro
Il ministro e l’assessore hanno inoltre confermato la volontà di proseguire nell’impegno per lo sviluppo delle collaborazioni tra Lombardia e Baviera; nello specifico hanno concordato di predisporre, nelle prossime settimane, tavoli di lavoro su materie di interesse comune coinvolgendo le Camere di Commercio lombarde e bavaresi e i rappresentanti del tessuto economico dei due territori.
Prima della firma del memorandum d’Intesa, il ministro e la delegazione bavarese hanno incontrato il sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo: tra i temi affrontati, la necessità di cooperare per contrastare politiche ambientali di stampo ideologico che potrebbero mettere in difficoltà i rispettivi settori produttivi regionali.
In occasione della Settimana europea delle Regioni e delle Città 2024, la Regione Lombardia, attualmente alla presidenza dei ‘4 Motori per l’Europa’, ha organizzato un evento intitolato ‘Shaping the physical and virtual connections of the future: the challenge of the 4 Motors for Europe’. L’incontro, moderato dal sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo, ha esplorato l’interconnessione tra le infrastrutture di mobilità, le comunicazioni digitali e i percorsi virtuali in Europa, evidenziando il ruolo sempre più significativo dell’intelligenza artificiale nelle tecnologie di mobilità e la necessità di nuove competenze e pianificazioni strategiche.
Nuove tecnologie e reti comunicative
Il tema dell’evento, ‘La creazione delle connessioni fisiche e virtuali del futuro’, si allinea con il programma 2024-2025 dei quattro Motori per l’Europa. La questione è inoltre tra le priorità stabilite dalla Regione Lombardia per il suo mandato presidenziale. Tra i punti chiave, l’importanza delle nuove tecnologie, in particolare dell’intelligenza artificiale, nel migliorare le reti comunicative, integrando infrastrutture fisiche e digitali. Durante l’evento, i rappresentanti dei 4 Motori (Catalogna, Rhône-Alpes, Lombardia e Baden-Württemberg) hanno messo in evidenza come ciascuna regione stia sviluppando una strategia dedicata all’IA. Il tutto rispettando la conformità alla normativa europea più recente e alle peculiarità locali.
Lombardia protagonista di un convegno sull’Intelligenza artificiale
Secondo il sottosegretario Cattaneo le politiche di coesione a livello europeo hanno un ruolo centrale per il rafforzamento delle infrastrutture digitali e fisiche e per il ruolo di primo piano delle Regioni nella guida di questa trasformazione. Si tratta infatti dell’unica iniziativa orizzontale dell’Unione Europea che coinvolge tutti i territori. Sono inoltre strumenti utili a valorizzare la centralità delle Regioni nel processo decisionale e nella crescita economica.
Big data e competitività del territorio
“Il confronto – ha sottolineato Cattaneo – ci ha permesso di analizzare temi globali da una prospettiva locale e territoriale. Abbiamo scoperto e condiviso come le nostre amministrazioni locali stiano già utilizzando i big data e l’intelligenza artificiale. Nello specifico ci si sta muovendo per migliorare la competitività nei settori dei trasporti, della mobilità e delle comunicazioni, oltre a sviluppare nuovi servizi a beneficio dei cittadini.”
Rafforzare il ruolo delle Regioni
“Vorrei concludere – ha aggiunto – sottolineando un fatto importante. Noi come Regioni a 4 Motori abbiamo l’autorità e l’esperienza giuste per affermare che il ruolo dei governi subnazionali dovrebbe essere rafforzato nella fase ascendente della formazione della legislazione europea. Dovremmo avere maggiore peso. Dovremmo inoltre poter utilizzare strumenti che ci aiutino a far sentire la nostra voce in modo più incisivo. Questo contribuirebbe a migliorare le direttive e le politiche europee. Si terrebbe infatti conto in modo più rilevante delle specificità, dei punti di forza e delle esigenze dei territori. Spesso infatti su base locale emergono caratteristiche economiche, produttive, sociali e geografiche peculiari. Proprio per questo la Lombardia, come presidente dei 4 Motori, continuerà a impegnarsi attivamente affinché le Regioni possano avere un ruolo decisivo nel processo legislativo europeo. Il tutto garantendo che le nostre realtà siano adeguatamente rappresentate e ascoltate”.
“Il negoziato inizia benissimo, sono molto soddisfatto. Finalmente stiamo realizzando concretamente una riforma fondamentale per il futuro della Lombardia”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha commentato l’avvio dei negoziati tra il Governo e le Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni di autonomia previste dalla legge 86/2024.
Alla riunione, su delega del presidente regionale, ha partecipato il sottosegretario regionale all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza. “Nell’incontro di giovedì 3 ottobre 2024 – ha fatto sapere – abbiamo stabilito un metodo e deciso che le quattro Regioni che hanno chiesto l’avvio dei negoziati con il Governo per l’attuazione dell’Autonomia continueranno a lavorare congiuntamente per ottenere il prima possibile questo obiettivo”.
Una giornata storica
Questa, ha sottolineato l’esponente della Giunta lombarda “è una giornata storica, fortemente simbolica. Finalmente prende il via un processo che la nostra Regione attende da decenni”. Abbiamo concordato sulla proposta del ministro, proseguito Piazza, “di affrontare congiuntamente con Piemonte, Liguria e Veneto le materie sulle quali abbiamo avanzato richieste. In larga parte sono coincidenti ed è quindi utile che vangano trattate in parallelo”.
Più efficienza e migliori servizi
Nel corso dell’incontro, ha proseguito il sottosegretario, “è stato dato particolare rilievo alle funzioni sottostanti certe materie. Questo anche per comprendere meglio ciò di cui stiamo parlando. Cioè, non stiamo cercando di creare dei ‘nuovi ministeri’ paralleli a quelli già esistenti. Vogliamo ottenere il decentramento di funzioni amministrative che hanno risvolti rilevanti sulla vita quotidiana dei cittadini e dei territori. L’obiettivo è garantire maggiore efficienza e migliori servizi”.
La Lombardia è pronta
Piazza infine ha ringraziato il ministro Calderoli “per il lavoro svolto e per l’attenzione che continua a dimostrare nel confronto con le Regioni” e ha assicurato che “Regione Lombardia è pronta a declinare tutte le funzioni di carattere amministrativo delle materie oggetto di trattativa così da poter dimostrare in maniera concreta i risvolti positivi di questo percorso”.