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Arrivati i primi infermieri dall’Uzbekistan, lavoreranno in Lombardia

“Benvenuti e buon lavoro”: così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al primo gruppo di dieci infermieri arrivato dall’Uzbekistan, grazie al programma di formazione e cooperazione con i Paesi esteri.  Gli operatori sanitari asiatici sono stati ricevuti nell’ufficio del governatore a Palazzo Lombardia.

Dieci infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia

“L’arrivo di questi professionisti – ha spiegato Fontana – è frutto degli accordi siglati durante la missione istituzionale della Regione a Tashkent. Un progetto che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi”.

Programma di formazione e lavoro

Durante il periodo di formazione, che li vedrà impegnati in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor, parteciperanno anche a corsi di lingua italiana.

Valorizzazione delle esperienze

“Un’azione concreta – ha concluso il governatore – per rispondere alla carenza di personale sanitario nella nostra Regione e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita dei Paesi partner. Tutto ciò, mentre continuiamo comunque anche a lavorare affinché si possano incrementare gli stipendi per queste professionalità nell’obiettivo di riuscire a rendere attrattivo per chiunque lavorare all’interno del nostro sistema sanitario”.

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Infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia per un progetto di formazione

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare Guido Bertolaso, ha approvato il progetto che segna l’avvio della collaborazione tra Regione Lombardia e la Repubblica dell’Uzbekistan per la formazione e l’inserimento di personale infermieristico.

Programma di cooperazione sanitaria Lombardia-Uzbekistan

A ottobre 2025 arriveranno in Lombardia i primi 10 infermieri uzbeki, accolti dal project coordinator dell’Agenzia della Migrazione del Governo uzbeko. Si tratta della fase iniziale di un programma di cooperazione sanitaria che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi, avviati nel giugno 2025 con una visita in Uzbekistan del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e di dirigenti regionali della Direzione Welfare.

I reparti ospedalieri in cui saranno coinvolti

Durante il periodo di soggiorno, della durata di circa tre mesi, gli operatori saranno impegnati in un percorso formativo che comprende attività in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor infermieristici e mediatori linguistici.

In foto il presidente Fontana al tavolo della missione di Regione Lombardia in Uzbekistan nel giugno 2025: ora si stringe un accordo di cooperazione sanitaria per infermieriL’iniziativa rappresenta il primo passo di un accordo più ampio, che prevede entro la fine del 2025 l’apertura di una unità di missione di coordinamento a Tashkent, per seguire lo sviluppo dei successivi programmi di cooperazione tra le università mediche lombarde e uzbeke.

Dal prossimo mese di novembre 2025 partiranno inoltre i corsi di lingua italiana per 150 infermieri a Tashkent e 60 a Samarcanda, in preparazione alla successiva fase di reclutamento prevista per il 2026. L’obiettivo è far arrivare nei primi mesi del 2026, i 210 infermieri.

Infermieri dall’Uzbekistan, l’obiettivo è creare scambi stabili

“Questo progetto – sottolinea l’assessore Guido Bertolaso – è un modello di cooperazione internazionale che unisce formazione, competenze e solidarietà. L’obiettivo è creare scambi stabili con l’Uzbekistan per formare professionisti capaci di rispondere ai bisogni della nostra sanità e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita nei Paesi partner.

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Frontalieri, Sertori: lavoro su professioni sanitarie in aree confine

“Abbiamo incontrato i sindacati dei frontalieri per avanzare proposte concrete per rendere attrattivo, in sanità, il lavoro di medici e infermieri nelle aree di confine. Questo è il nostro obiettivo: aumentare lo stipendio di medici e infermieri dei presìdi di confine utilizzando il contributo di solidarietà da parte dei vecchi pendolari che – è bene ricordarlo – allo stato attuale usufruiscono dei servizi del Sistema sanitario regionale senza contribuirvi”. Lo dichiara l’assessore regionale con delega ai Rapporti con la Confederazione elvetica, Massimo Sertori, che ha convocato e guidato, martedì 22 luglio 2025, a Palazzo Pirelli, l’incontro tra Regione e associazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil), sul tema del contributo economico al servizio sanitario italiano da parte dei lavoratori frontalieri.

La percentuale minima

“Abbiamo deciso di applicare – prosegue Massimo Sertori – la percentuale minima prevista per legge, ovvero il 3% della paga netta”.

Frontalieri, al lavoro per nuova sanità in aree di confine

L'assessore Massimo Sertori“Abbiamo voluto inoltre ascoltare – continua l’assessore – la parte sindacale e per questo abbiamo avanzato la proposta di studiare la modalità di un welfare territoriale per rispondere ad alcune esigenze specifiche dei frontalieri”.

L’obiettivo

“Il nostro obiettivo fondamentale – sottolinea – è quello di rafforzare la sanità pubblica e rendere attrattivo il lavoro di medici, infermieri e personale sanitario aumentando sensibilmente la loro retribuzione”.

Lavoro per tradurre in pratica il confronto

“Dopo questo incontro – conclude Massimo Sertori – avanzeremo proposte concrete per tradurre quanto abbiamo discusso e concordato”.

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Terminata missione Uzbekistan, Fontana: apprezzamento per la Lombardia

È terminata nella giornata di venerdì 13 giugno 2025 a Tashkent la missione istituzionale in Uzbekistan del presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, alla quale hanno preso parte anche l’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, e il sottosegretario alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.

Tra i momenti chiave, l’incontro con il presidente della Repubblica dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev, la partecipazione al ‘Tashkent International Investments Forum’ e la firma del memorandum con governatore della Regione di Samarcanda, Adiz Boboyev Muzafarovich.

Fontana: in Uzbekistan numerose opportunità

Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, con il presidente della Repubblica dell’Uzbekistan, Shavkat Mirziyoyev“Desidero ringraziare le autorità uzbeke per l’accoglienza e la disponibilità dimostrata nel corso di questi giorni – ha detto il presidente Fontana – nonché tutto il personale delle nostre sedi diplomatiche e i rappresentanti di aziende, enti e associazioni di settore, tra cui Assolombarda, Promos Italia, SEA Aeroporti di Milano e UCIMU-Sistemi per produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot, automazione”.

“La Lombardia – ha evidenziato il governatore – qui è molto apprezzata e numerose sono le opportunità che potremo cogliere, nel segno della concretezza, per i reciproci settori economici-produttivi”.

La missione istituzionale di Regione Lombardia in Uzkebistan

Durante la missione istituzionale di Regione Lombardia in Uzbekistan, il presidente Fontana ha inoltre siglato una lettera d’intenti con i rettori delle università di Tashkent e Samarcanda. Il documento, condiviso con il ministro della salute Asilbek Khudayarov, prevede l’impegno a definire una collaborazione con le università uzbeke per la formazione e il reclutamento di personale infermieristico.

L’obiettivo è duplice: da un lato far fronte alla richiesta di queste figure professionali nelle strutture sanitarie pubbliche lombarde, gestendo gli aspetti di tipo formativo e i percorsi di inserimento lavorativo; dall’altro offrire agli infermieri uzbeki l’opportunità di arricchire il loro bagaglio di competenze in strutture di eccellenza come quelle lombarde, dotate di tecnologie all’avanguardia e caratterizzate da una casistica di livello avanzato.

Le immagini dell’arrivo a Linate del piccolo Adam anche in Uzbekistan

“Mi piace evidenziare – ha concluso il presidente Fontana – che anche qui sono giunte le immagini dell’arrivo a Linate del piccolo Adam. La solidarietà del ‘sistema Lombardia’ è stata fortemente percepita anche lontano dal nostro Paese”.

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Papa, Fontana: Francesco grazie a Lombardia ‘colonna Paese’

“Ricordo molto bene quel giorno. Papa Francesco volle dedicare un momento alla Lombardia. Voleva ascoltarci e capire cosa avessimo vissuto in quei periodi terribili. Fu un incontro cordiale dove mi colpì la sua empatia e gentilezza. Al termine dell’udienza ci disse: ‘Siete stati una delle colonne portanti dell’intero Paese. A voi e ai vostri colleghi di tutta Italia vanno la mia stima e il mio grazie sincero’”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ripercorre l’udienza a Roma del 20 giugno 2020, a pochi mesi dalla fine della prima ondata pandemica, con Papa Francesco. Il Santo Padre ricevette, oltre al presidente della Regione, medici, infermieri, volontari, alpini, operatori della Protezione civile e rappresentanti del mondo sanitario.

Importante il grazie di Papa Francesco alla Lombardia

“Persone – spiega Fontana – che avevano dato tutto, senza risparmiarsi, nei giorni più duri”. “Il Santo Padre – conclude il governatore – fu vicino a tutta la comunità lombarda, mentre molti altri non persero occasione per attaccarci e strumentalizzare. Le sue parole furono una vera fonte di forza, che ci aiutò a proseguire il lavoro con determinazione, lasciandoci alle spalle polemiche sterili”.

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Più case Aler a canone accessibile per personale sanitario e sociosantario

Più case a canone calmierato per gli infermieri e il personale sanitario e più ambulatori e presìdi sociosanitari nei quartieri popolari. Si muove su questi due ambiti di intervento il protocollo d’intesa tra Regione Lombardia e le Aler per ‘integrare le politiche abitative e rafforzare la sanità territoriale’, approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, di concerto con l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Case Aler per il personale sanitario e sociosanitario

Per quanto riguarda le case Aler da destinare al personale sanitario e sociosanitario, il documento definisce le modalità d’azione per proseguire e potenziare la politica attuata negli ultimi anni da Regione Lombardia, grazie alla quale Aler Milano ha finora sottoscritto diverse convenzioni per mettere a disposizione oltre 200 alloggi destinati al personale delle ASST e degli IRCCS.

Il protocollo con le Aler prevede di estendere a tutta la Lombardia quanto già messo in atto con specifiche intese territoriali: di recente, infatti, sono stati siglati due accordi per offrire soluzioni abitative agli infermieri e al personale sanitario dell’ASST Nord Milano e del Policlinico di Milano. In particolare, i dipendenti di ASST Nord Milano e IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano possono usufruire rispettivamente di 32 e 20 appartamenti Aler a canone concordato.

Franco: più infermieri e personale medico in ambulatori e presidi sociosanitari

“L’obiettivo del protocollo – evidenzia l’assessore Franco – è diffondere sempre più, a Milano e in tutta la Lombardia, il modello operativo che abbiamo strutturato per aiutare concretamente chi ogni giorno, col proprio lavoro e la propria competenza, garantisce servizi essenziali al funzionamento delle comunità. Uno dei problemi principali che attiene al reclutamento sul territorio del personale sanitario riguarda proprio la difficoltà di trovare case a prezzi accessibili, questo vale in particolare per le aree delle grandi città ma non solo. Chi opera per la salute e il benessere dei cittadini deve avere il massimo sostegno da parte delle istituzioni e i provvedimenti di Regione Lombardia vanno esattamente in questa direzione”.

I quartieri coinvolti

“I due ambiti di intervento del protocollo – prosegue Franco – sono strettamente collegati perché la messa a disposizione degli alloggi è anche finalizzata ad assicurare la presenza di infermieri e personale medico negli ambulatori e nei presìdi sociosanitari che vogliamo implementare all’interno dei caseggiati Aler in tutta la Lombardia, sulla base di quanto già avviato con i progetti ‘C.A.S.A.’ (Centri Aler per i servizi abitativi) in 6 quartieri di edilizia residenziale pubblica di Milano: San Siro, Mazzini, Gratosoglio, Molise Calvairate, Lorenteggio e Salomone“.

Gli spazi ‘C.A.S.A.’ realizzati nei quartieri Aler sono presìdi istituzionali che comprendono ambulatori sociosanitari di prossimità, custodi e ‘community manager’ per l’assistenza agli inquilini, e servizi destinati alle donne vittime di violenza.

‘Missione Lombardia’: obiettivo potenziare i servizi

Attraverso l’attivazione di ambulatori sociosanitari, con le figure del medico o dell’infermiere di quartiere, si attua un potenziamento dei servizi all’interno del quartiere: prestazioni infermieristiche domiciliari, consulenze in telemedicina, presa in carico e monitoraggio di pazienti cronici e fragili, sportello di supporto psicologico e servizio di fisioterapia.

“Potenziare i servizi di accompagnamento sociale e la sanità territoriale – sottolinea Franco – significa rafforzare la presenza delle istituzioni in aree complesse, garantendo importanti punti di riferimento ai cittadini perbene che vivono nelle case popolari e che non possono essere lasciati soli. Per implementare i presìdi investiamo risorse della programmazione comunitaria nell’ambito della ‘Missione Lombardia’, il piano per il rilancio delle politiche abitative regionale che presta grande attenzione anche alla dimensione umana e sociale, accanto all’impegno messo in campo per gli interventi di manutenzione e riqualificazione degli edifici”.

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Alloggi Aler a infermieri e personale sociosanitario di ASST Nord Milano

Trentadue abitazioni a canone concordato per il personale sanitario dipendente dell’ASST Nord Milano nei comuni di Milano, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese. È quanto prevede l’accordo tra Aler Milano e ASST Nord Milano per fornire alloggi a infermieri e personale sociosanitario operativo nell’area di competenza dell’Azienda Sociosanitaria.

Siglato l’accordo per alloggi Aler a infermieri e personale sociosanitario

Alloggi Aler mediciL’intesa è stata illustrata a Palazzo Lombardia al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e all’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, dal presidente di Aler Milano, Matteo Mognaschi, e dal direttore generale di ASST Nord Milano, Tommaso Russo.

I trentadue alloggi a canone concordato (L. 431/98) saranno distribuiti nei comuni di Milano (2 abitazioni), Sesto San Giovanni (23) e Cologno Monzese (7). Le abitazioni saranno messe a disposizione di persone sole o di nuclei familiari, tramite bando pubblico in evidenza sui siti di Aler Milano e dell’ASST Nord Milano. I contratti di locazione avranno durata di 3 anni + 2.

Fontana: aiuto concreto per chi è al servizio di cittadini

“Vogliamo offrire a chi svolge un compito così delicato ed essenziale per il nostro sistema sanitario – ha detto il governatore Fontana – l’opportunità di disporre di un alloggio dignitoso con un affitto calmierato. Così vogliamo dimostrare che Regione Lombardia è sempre al fianco di chi lavora al servizio degli altri. L’obiettivo è evitare che il nostro personale, di assoluta eccellenza e altamente professionale, sia indotto, per ragioni legate alla quotidianità, come il dover sostenere il peso di un affitto elevato, a decidere di spostarsi altrove”.

Franco: garantiamo maggiore stabilità abitativa

“Regione Lombardia – ha proseguito l’assessore Franco – continua a sostenere i lavoratori che operano nei servizi essenziali con azioni concrete. Con questo accordo facilitiamo l’assegnazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica agli infermieri, figure indispensabili per la sanità e il benessere dei cittadini. Il costo degli affitti, soprattutto nelle grandi città, non deve infatti essere un ostacolo per chi ogni giorno si prende cura di noi. Con questa misura vogliamo garantire al nostro personale sanitario e sociosanitario maggiore stabilità abitativa e, al contempo, valorizzare la loro presenza nei territori, rafforzando i servizi per la cittadinanza”.

Mognaschi (presidente Aler): 32 affitti a canone concordato

“Grazie a questa convenzione – ha dichiarato Mognaschi – Aler Milano avvia quindi una nuova iniziativa, insieme all’ASST Nord Milano, e con la ‘regia’ di Regione Lombardia, per fornire alloggi al personale sanitario. Saranno 32 gli alloggi messi a disposizione da Aler a Milano, Sesto San Giovanni e Cologno Monzese, assegnati a canone concordato, tramite bando, ad altrettante famiglie di infermieri e operatori del settore. Questa collaborazione va nella direzione di rispondere alla domanda abitativa di chi ogni giorno lavora nei servizi pubblici, impegnandosi per la collettività e facendo grande Milano e la Città metropolitana”.

Russo (direttore ASST Nord Milano): azione importante per tutto il personale

“Questa iniziativa – ha commentato il direttore generale dell’ASST Nord Milano, Tommaso Russo – è un’azione importante per tutto il nostro personale. Consente infatti di supportare concretamente chi lavora per la nostra comunità e garantisce un servizio sempre più efficiente, nel trovare una soluzione abitativa a canone sostenibile. Ringrazio quindi Regione Lombardia e Aler per aver dimostrato, ancora una volta, vicinanza e supporto nei confronti di chi svolge un lavoro prezioso e fondamentale per noi tutti”.

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Inaugurato il reparto di Subintensiva Cardiologica all’Ospedale di Rho

L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha inaugurato il nuovo reparto di Subintensiva Cardiologica all’Ospedale di Rho. L’evento si è tenuto alla presenza dei vertici dell’Asst Rhodense e dell’ospedale e delle istituzioni locali e regionali.

Il reparto di Subintensiva Cardiologica del presidio sanitario di Rho

rho reparto subintensiva cardiologica

L’assessore  Bertolaso ha poi visitato il Pronto Soccorso e il reparto di Radiologia, dove è stata installata e resa operativa una nuova Risonanza Magnetica Nucleare. A seguire, l’assessore regionale ha fatto tappa presso le Strutture di Ginecologia-Ostetricia e Pediatria, occasione per entrare in contatto con i medici, gli infermieri e l’intero personale dell’ospedale di Rho.

Sanità, obiettivo miglioramento dell’assistenza ai pazienti

“L’appuntamento – ha detto l’assessore regionale al Welfare – ha rappresentato un momento importante per fare il punto sui progetti in corso e su quelli futuri per il potenziamento dei servizi sanitari offerti dal presidio ospedaliero locale, che si trovano in linea con l’obiettivo di miglioramento dell’assistenza ai pazienti della Regione Lombardia”.

 

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In Lombardia varie iniziative per ridurre aggressioni a medici e infermieri

Regione Lombardia ha avviato una serie di iniziative finalizzate a ridurre il fenomeno delle aggressioni agli operatori sanitari negli ospedali. Ne hanno parlato venerdì 17 gennaio 2025 l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso e l’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa, nell’ambito dell’evento sulla violenza agli operatori sanitari, il convegno organizzato da ONSIP, Organismo Nazionale Professionisti Sicurezza & Privacy in collaborazione con il sindacato UGL Salute alla presenza anche di Federico Romani, presidente del Consiglio Regionale, del Segretario Generale UGL Francesco Paolo Capone, consiglieri regionali e parlamentari.

Aggressioni a medici e infermieri in Lombardia, le iniziative per contrastarle

In particolare, con l’approvazione di una delibera in Giunta regionale, nel dicembre 2024 è stato definito un documento di indirizzo per la prevenzione e la gestione degli atti di violenza verso gli operatori sanitari. Questo documento include misure strutturali, tecnologiche e organizzative per garantire ambienti di lavoro più sicuri. Dal 2 gennaio, l’ASST di Pavia è la prima in Lombardia a utilizzare smartwatch antiaggressione nell’Ospedale Civile di Vigevano. In caso di emergenza, un pulsante SOS consente il contatto diretto con la centrale operativa e, se necessario, l’intervento immediato delle Forze dell’ordine.

Ed ancora, Regione Lombardia e Ministero dell’Interno stanno lavorando a un accordo per potenziare i sistemi di videosorveglianza e introdurre ulteriori strumenti innovativi per la sicurezza presso i presidi sanitari.

Infine, una recente circolare della direzione Welfare della Regione fornisce indicazioni sulla tutela dei lavoratori vittime di aggressioni. L’atto prevede che gli enti sanitari devono denunciare alla Procura della Repubblica gli episodi di aggressione o in altri casi, per le aggressioni non rientranti in queste fattispecie ma procedibili solo a querela, gli enti devono supportare il lavoratore nella denuncia e in caso di conclusione delle indagini penali gli enti devono valutare se costituirsi parte civile garantendo il massimo supporto legale e istituzionale ai professionisti aggrediti.

Bertolaso: risorse e competenze per tutelare il personale sanitario

“Regione Lombardia – ha detto l’assessore Bertolaso – sta investendo risorse e competenze per tutelare medici, infermieri e tutto il personale sanitario, che ogni giorno garantisce cure e assistenza ai cittadini. Le misure adottate, come gli smartwatch antiaggressione e i protocolli di sicurezza, rappresentano un passo importante verso la costruzione di un ambiente di lavoro sicuro e sereno. Tuttavia, è fondamentale continuare a lavorare insieme, rafforzando la collaborazione tra istituzioni e enti sanitari, per affrontare le sfide ancora aperte”.

La Russa: 3 milioni di euro per la videosorveglianza negli ospedali

“Aggredire chi sta lavorando per curare e spesso salvare vite – – ha aggiunto l’assessore La Russa – è davvero un atto meschino e vigliacco. Come assessorato, insieme al ministero degli Interni, stiamo lavorando per destinare 3 milioni di euro per la videosorveglianza negli ospedali. Un progetto importante che è un primo passo per rafforzare la sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti stessi”.

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Alloggi Aler a canone concordato agli infermieri del Policlinico di Milano

Venti abitazioni a canone concordato per gli infermieri del Policlinico di Milano. È quanto prevede l’accordo tra Regione Lombardia, Aler Milano e Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano per offrire soluzioni abitative al personale sanitario che ha la necessità di stabilirsi nell’area milanese.

Aler metterà a disposizione gli appartamenti nella città di Milano che saranno poi assegnati attraverso uno specifico bando rivolto ai dipendenti della struttura sanitaria.

La firma del protocollo d’intesa è avvenuta a Palazzo Lombardia alla presenza del governatore Attilio Fontana, dell’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, del direttore generale del Policlinico di Milano, Matteo Stocco, e del presidente di Aler Milano, Matteo Mognaschi.

Presidente Fontana: iniziativa concreta

“L’iniziativa simboleggia l’impegno della Regione – ha sottolineato Fontana – a favore delle persone che lavorano nell’ambito dei servizi essenziali ma hanno difficoltà ad accedere al mercato privato degli affitti, in particolare a Milano. L’obiettivo è consentire a infermieri e personale sanitario di vivere stabilmente nel nostro territorio, in modo da garantire la continuità dell’operato che svolgono ogni giorno con grande professionalità e dedizione”.

Assessore Franco: ampliamo i servizi abitativi

“Come Regione – ha evidenziato Franco – attraverso l’housing sociale stiamo ampliando il concetto di servizio abitativo pubblico, in modo da assicurare il diritto alla casa anche a diverse categorie di lavoratori che faticano a trovare un’abitazione, soprattutto, ma non solo, nelle grandi città. Aiutiamo chi, con il proprio impegno quotidiano, garantisce servizi ineludibili ai cittadini, a partire dalla sanità. Non possiamo permettere che il personale sanitario venga ‘espulso’ dalle città o rinunci a lavorare in Lombardia per i costi a tratti proibitivi degli affitti sul mercato privato”.

Il supporto della Regione

Regione è in campo per sostenere i lavoratori dei servizi di pubblica utilità: negli ultimi anni ha previsto l’assegnazione di alloggi Aler, tra gli altri, a Forze dell’ordine, Vigili del fuoco e personale degli uffici giudiziari.

“Progetti come questo – ha proseguito Franco – hanno una duplice utilità, perché sono importanti anche per generare il cosiddetto ‘mix abitativo’ e rendere quindi più eterogeneo il tessuto sociale dei quartieri popolari, con benefici in termini di vivibilità, sicurezza e miglioramento della qualità della vita”.

Valorizzare professioni sanitarie

“Con questo accordo – ha affermato il direttore generale del Policlinico di Milano, Stocco – si conferma l’impegno delle istituzioni nel valorizzare le professioni sanitarie, figure sempre più indispensabili per garantire l’alta qualità dei percorsi di cura. La ricetta del Policlinico di Milano per incrementare la disponibilità di personale qualificato è puntare su azioni e progettualità anche tramite mirate politiche di welfare che garantiscano stabilità e sostegno a quanti sceglieranno di lavorare da noi”.

“Con l’accordo con il Policlinico di Milano – ha detto il presidente Aler Milano, Mognaschi – la nostra azienda mette a disposizione 20 alloggi per il personale sanitario a canone concordato, un segnale concreto per rispondere alle esigenze abitative anche di chi a Milano lavora in un settore strategico come la sanità pubblica”.

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In Lombardia gli infermieri argentini. Accordo con l’Istituto di Rosario

Negli ospedali lombardi arriveranno, nei primi mesi del 2025, oltre 200 infermieri argentini. La conferma arriva dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso. Regione Lombardia e l’Istituto Universitario Italiano di Rosario (IUNIR), infatti, sono pronti per sottoscrivere un accordo di cooperazione internazionale per promuovere la formazione e la mobilità del personale sanitario.

Infermieri argentini con accordo Lombardia e Istituto Universitario Italiano di Rosario

Il documento, che sarà siglato entro metà novembre, mira a rafforzare la preparazione professionale di medici e infermieri ed è finalizzato anche a superare le attuali carenze d’organico. Avrà una durata di tre anni e Regione Lombardia faciliterà l’inserimento temporaneo negli ospedali di operatori sanitari formati da IUNIR. Ciò avverrà con un approccio integrato che comprende tirocini, corsi di aggiornamento e percorsi accademici. Questa collaborazione consentirà a IUNIR di migliorare le competenze tecniche e culturali del proprio personale sanitario attraverso esperienze dirette nelle strutture ospedaliere lombarde. Nel mentre, la Lombardia beneficerà del know-how e delle competenze internazionali dei professionisti coinvolti.

Bertolaso: accordo passo concreto e strategico

Guido Bertolaso“L’accordo – afferma l’assessore Bertolaso – rappresenta un passo concreto e strategico nella collaborazione tra la Regione Lombardia e istituzioni accademiche internazionali. Regione non solo punta a colmare le attuali carenze d’organico negli ospedali, ma desidera anche promuovere un incontro di culture, valori e competenze”. “I professionisti, formati presso l’Istituto Universitario Italiano di Rosario (IUNIR), dove oltre alle materie sanitarie approfondiscono anche lo studio della lingua italiana, porteranno con sé – spiega – un bagaglio di esperienza che contribuirà a confermare la qualità dell’assistenza ai pazienti lombardi”.

Loro appartenenza favorirà una naturale integrazione

“Oltretutto – sottolinea l’assessore – la loro appartenenza a una cultura profondamente legata all’Italia, per origini e valori, favorirà un’integrazione naturale nei nostri ospedali, facilitando la collaborazione e il dialogo”.

Solo il primo di accordi internazionali in definizione

“Questo – conclude l’assessore Bertolaso – è solo il primo degli accordi internazionali su cui stiamo lavorando. Intese che puntano a incrementare il numero di professionisti che potranno venire a lavorare in Lombardia”.

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Regione Lombardia impegnata a valorizzare il personale sanitario

La valorizzazione del personale sanitario è uno degli obiettivi prioritari di Regione Lombardia. Sono infatti numerosi i provvedimenti finalizzati alla gestione efficiente delle risorse umane nelle strutture sanitarie. Oggi in Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, è stato approvato il verbale di confronto tra la delegazione di parte pubblica e i sindacati della dirigenza dell’area sanità in materia di prestazioni aggiuntive. Atti, frutto di un costante dialogo con le organizzazioni sindacali, che mirano a fronteggiare la carenza di personale, ridurre le liste di attesa e contenere il ricorso alle esternalizzazioni. I principali interventi approvati in questi mesi riguardano le prestazioni aggiuntive, l’indennità di Pronto Soccorso, le risorse aggiuntive regionali (RAR) del 2024 e l’avvio di corsi manageriali.

Assessore Bertolaso: vogliamo garantire un sistema efficiente, equo e sostenibile

“Regione Lombardia – ha detto l’assessore al Welfare Guido Bertolaso – rimane impegnata a garantire un sistema sanitario efficiente, equo e sostenibile, valorizzando il contributo fondamentale del personale sanitario per la salute e il benessere di tutti i cittadini. Con l’aumento delle tariffe per le prestazioni aggiuntive e l’assegnazione di risorse significative, riconosciamo concretamente l’importante contributo dei nostri professionisti alla salute. Inoltre, i piani triennali dei fabbisogni di personale e i corsi manageriali previsti dal PNRR testimoniano il nostro impegno concreto nel medio e lungo termine. Frutto di una precisa volontà di investire cospicue risorse per i nostri sanitari”.

Prestazioni Aggiuntive

Per affrontare la carenza di personale sanitario nelle aziende e negli enti del Servizio Sanitario Nazionale e per valorizzare il personale del comparto e della dirigenza, sono state uniformate le tariffe delle prestazioni aggiuntive. In particolare:

 – Dirigenza Sanitaria: il 6 giugno 2024 è stato approvato il verbale di confronto con le OO.SS. della dirigenza. Le risorse disponibili per il 2024 ammontano a 64.558.176 euro. La tariffa oraria delle prestazioni aggiuntive è fissata a 100 euro.

 – Personale Sanitario del Comparto: Il 22 maggio 2024 è stato approvato il verbale di confronto con le OO.SS. del comparto sanità. Le risorse disponibili per il 2024 ammontano a 40.036.399 euro. La tariffa oraria delle prestazioni aggiuntive è uniformata a 50 euro.

Indennità di Pronto Soccorso

Il 6 giugno 2024 è stato sottoscritto il verbale di confronto per l’indennità di Pronto Soccorso. Le risorse complessive ammontano a 23.762.160 euro. L’indennità di turno è attribuita a ogni dirigente medico dipendente che effettui un turno in Pronto Soccorso. Indipendentemente dalla specializzazione o dalla struttura di assegnazione. Le modalità organizzative attuali riconoscono questa indennità anche al personale dei Punti di Primo Intervento accreditati e dei Pronto Soccorso generali e specialistici. Le indennità per ogni turno di 12 ore di effettiva presenza in servizio sono state stabilite in 50 euro.

Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) 2024

Le risorse complessivamente disponibili per il 2024 ammontano a 110.011.200 euro.

Comparto Sanità: È stato sottoscritto il verbale di confronto il 2 luglio 2024. Sono state confermate le tariffe del 2023 e introdotte regole omogenee per il calcolo delle quote pro-capite e delle quote aggiuntive.

Dirigenza Sanità e Dirigenza Professionale Tecnica e Amministrativa: È stato sottoscritto il verbale di confronto il 3 luglio 2024, con conferma delle tariffe del 2023 e introduzione di regole omogenee per il calcolo delle quote pro-capite e delle quote aggiuntive.

Piani Triennali Fabbisogni di Personale 2024-2026

Regione Lombardia completerà in tempi brevi l’approvazione dei Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale per il periodo 2024-2026, che definiranno le strategie di assunzione e gestione del personale sanitario nei prossimi anni.

Corsi Manageriali PNRR M6 C2 2.2

In linea con gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), saranno avviati corsi manageriali per il personale sanitario. Obiettivo migliorare le competenze gestionali e manageriali in ambito sanitario.

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3.000 infermieri e 500 medici sudamericani pronti a lavorare in Lombardia

L’assessore regionale al Welfare ha illustrato in conferenza stampa i risultati della missione in Argentina e Paraguay finalizzata al reclutamento di personale sanitario. Da parte delle autorità locali è stata comunicata la disponibilità di oltre 3.000 infermieri interessati e di più di 500 medici mentre direttamente in Regione sono arrivate 50 mail di professionisti che, su iniziativa personale, hanno manifestato interesse a lavorare in Lombardia.

“Missione quella conclusa – ha ribadito – che ha come obiettivo una cooperazione bilaterale, senza creare alcuna difficoltà alle strutture locali, anzi in piena sinergia con le istituzioni argentine e paraguaiane e le associazioni di categoria del territorio. Entro dicembre potrebbero essere assunti i primi infermieri”.

Le principali azioni in corso

È già in fase di programmazione l’indizione di un nuovo bando per medici e infermieri rivolto al personale italiano. Successivamente, qualora non dovessero essere coperti tutti i posti disponibili da parte degli infermieri italiani, si avvieranno i bandi per personale proveniente da specifiche università dei Paesi con cui si avvia la collaborazione. Si tratterà di avvisi a tempo determinato (quelli a tempo indeterminato continueranno a bandirli le singole Ats e Asst).

Attualmente sono in programmazione corsi di formazione di italiano e aggiornamenti professionali. Previsto il riconoscimento del titolo a livello regionale, per gli infermieri che saranno interessati a venire in Lombardia

Regione Lombardia aiuta il personale sanitario con incentivi

“Sappiamo bene che il livello retributivo è basso e non correlato al costo della vita – ha concluso l’assessore regionale al Welfare – in particolare nelle grandi città. Ma stiamo lavorando su incentivi economici e di altra natura. Allo studio agevolazioni nei trasporti e per la casa, agevolazioni rivolte a tutto il personale sanitario, non solo per i nuovi infermieri da arruolare”.

Il ministro della Salute del Paraguay, María Teresa Barán Wasilchuk

Il ministro della Salute della Città Autonoma di Buenos Aires, Fernán González Bernaldo de Quirós

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Bertolaso in Sud America: cerco infermieri ma i nostri hanno priorità

“Innanzitutto, tengo a ribadire che i nostri medici e i nostri infermieri hanno la massima priorità e lo abbiamo dimostrato con azioni concrete”. Parte da questa considerazione l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, da qualche giorno a Buenos Aires, per una missione in Argentina e Paraguay che ha l’obiettivo di avviare una cooperazione con questi Paesi e reclutare personale infermieristico. “Per primi, come Lombardia – aggiunge l’assessore – abbiamo disposto una serie di incentivi economici per chi lavora nei Pronto Soccorso, per chi si occupa di emergenza-urgenza. Abbiamo aperto alle libere professioni delle varie specialità, tra cui pediatria, psichiatria, ortopedia. Ed anche quelle specializzazioni che più ci mancano nelle strutture ospedaliere, incrementando gli incentivi orari. L’obiettivo è rilanciare, riorganizzare il nostro servizio sanitario pubblico”.

Obiettivo realizzare in Sud America programma cooperazione tra paesi e formare infermieri

“Anche noi, così come altre nazioni europee – ha detto Bertolaso, illustrando il significato dell’iniziativa in Sud America – guardiamo altrove per riuscire a colmare quelle che sono le carenze di organico, soprattutto di infermieri, negli ospedali. Abbiamo scelto quest’area geografica perché qui, da tanti punti di vista la popolazione è molto vicina a noi”.
“In Argentina, ad esempio, l’ambasciatore mi ha riferito che vivono 1.800.000 argentini che hanno anche passaporto italiano. Voglio realizzare un programma di cooperazione bilaterale, in modo che ognuno dei due Paesi possa trarre beneficio da questa nostra iniziativa. Formare quindi qui infermieri che possano essere utili al sistema sanitario argentino. E fare in modo che poi alcuni di loro possano venire a lavorare in Italia”.

A maggio missione negli Usa: incontrare i medici e favorire ritorno in Italia

L’assessore ha poi annunciato che maggio, negli Stati Uniti, è in programma un’altra missione, con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha l’obiettivo di far incontrare i medici italiani che lavorano in questo Paese.

“Ci recheremo anche a Washington – ha aggiunto l’assessore regionale al Welfare – non solo perché lì ha sede il Dipartimento della Sanità. Ma soprattutto perché è presente uno dei più importanti punti di riferimento della medicina moderna e della scienza futura. Qui, così come in tante altre strutture sparse per il mondo, lavorano, medici italiani, ricercatori, scienziati. Con il presidente Fontana abbiamo chiesto alla nostra ambasciata di riunire tutti questi per spiegare loro qual è il nostro progetto, quella che è la nostra visione della sanità pubblica in Lombardia e quelle che sono le nostre intenzioni, le nostre aspettative”.

bertolaso alparone

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Premiati i due infermieri che in metrò hanno salvato uomo colpito da malore

Premiati Francesca Taddio e Simone Oliva, coppia di infermieri, che a Milano su una banchina della linea 2 della metropolitana hanno salvato la vita ad un trentenne colto da un malore. A consegnare il riconoscimento  il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.

Francesca è calabrese, originaria di Orsomarso in provincia di Cosenza, Simone Antonio, per tutti Simone, è campano, di Castellammare di Stabia (Napoli).

 

Prontezza e professionalità

“Quotidianamente ci sono episodi che – ha evidenziato il presidente Fontana – sottolineano come chi opera nel campo della sanità lo fa certamente per lavoro, ma soprattutto per passione, perché crede nell’impegno finalizzato ad aiutare gli altri. Il caso dei due giovani infermieri che abbiamo voluto premiare dimostra l’altissima professionalità con cui sono intervenuti. La loro prontezza e tempestività hanno premesso di salvare una vita”.

Congratulazioni ai due giovani anche dall’assessore Bertolaso. “Sono – ha detto – un esempio pratico della generosità e del gran cuore di chi, con il suo lavoro, rende ogni giorno la Lombardia sempre più orgogliosa della sua assistenza sanitaria”.

L’emozione dei due infermieri premiati

Molto emozionati anche i due infermieri: “Non siamo eroi – hanno ribadito Francesca e Simone – ma questa vicenda ci induce a riflettere sull’importanza, per tutti i cittadini, a cominciare più piccoli, di riconoscere i sintomi dell’arresto cardiaco e a prestare assistenza. Per sapere come fare basta frequentare un corso di primo soccorso. Pochi minuti possono essere decisivi per evitare che un malore abbia conseguenze ben più gravi”.

Francesca e Simone rientravano dal turno di lavoro. Erano circa le 23, quando scesi alla fermata di Lambrate per tornare a casa sono stati sorpresi da un tonfo. Si sono voltati, hanno visto ed è bastato uno sguardo tra di loro per capire e intervenire. Un uomo era caduto a terra, privo di sensi. Francesca ha immediatamente chiamato i soccorsi, Simone invece ha iniziato subito il massaggio cardiaco sul giovane.

L’arrivo in tempi brevissimi dell’ambulanza e dei sanitari ha contribuito a garantire il lieto fine della storia. Il paziente è stato trasportato in ospedale per ulteriori accertamenti mentre ai due infermieri sono arrivati gli applausi e le congratulazioni per il gesto e la professionalità dimostrati da parte dei presenti.

Francesca ha colto questa occasione per lanciare un appello ai cittadini affinché tutti imparino le manovre salvavita.

 

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Lombardia aumenta compensi per medici e infermieri liberi professionisti

La Lombardia pagherà 80 euro l’ora i medici che svolgono la professione con incarichi liberi professionali e 40 euro gli infermieri. Queste le tariffe orarie massime (oltre oneri) previste nella delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.

Il provvedimento interessa medici specialisti in Anestesia e Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore e in Medicina di Emergenza, medici di Pronto Soccorso e altre professionalità mediche. Tra questi, ad esempio pediatri, psichiatri, ortopedici) oltre che gli infermieri. Le tariffe potranno essere applicate dagli enti a tutti i contratti libero professionali in essere.

Assessore Bertolaso: passo in avanti per uniformare trattamento del nostro personale

“Questa delibera – ha affermato l’assessore Bertolaso – consente un ulteriore passo in avanti nell’uniformità del trattamento dei professionisti che lavorano nel nostro sistema sanitario. Proseguiamo il percorso verso un sistema sanitario libero dalle cooperative di gettonisti utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, compreso l’aumento dei compensi per medici e infermieri liberi professionisti. Parallelamente continuiamo anche a lavorare sulle assunzioni e sulle collaborazioni tra aziende”.

“Come avevo anticipato – ha concluso Bertolaso – questo aumento tariffario varrà anche per chi ha già partecipato ai bandi regionali per il reclutamento di liberi professionisti e ha aderito fattivamente al nostro progetto di valorizzazione del servizio sanitario in Lombardia”.

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Sanità: Fontana e Bertolaso, grazie a personale per dedizione e impegno

Il 20 febbraio si celebra la Giornata nazionale del personale sanitario e sociosanitario, del personale socioassistenziale e del volontariato, istituita con la Legge 13 novembre 2020 dal Ministero della Salute per “onorare il lavoro, l’impegno e la professionalità” degli operatori che sono stati in prima linea nel corso della pandemia da Coronavirus. Per l’occasione, Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli  saranno illuminati di verde e blu.

Con questa giornata si ricorda quanto sia preziosa la scelta di chi ha deciso di mettere la cura e la salute di tutti al primo posto.

Sanità, i numeri in Lombardia

Il Servizio Sanitario Regionale nel 2023 ha assistito in Lombardia 7.654.463 pazienti.

Il personale sanitario conta 137.328 operatori. Di questi 22.431 medici (18.919 pubblici e 3.512 privati), 51.097 infermieri (40.543 pubblici e 10.554 privati), 16.851 operatori sociosanitari, 46.949 tecnici e amministrativi.

A questi si aggiungono i soccorritori dei servizi di emergenza urgenza 118: 22.125 volontari, 3.281 dipendenti delle associazioni per un totale di 25.406 persone.

Attilio FontanaPresidente Fontana: grazie a personale sanitario, nel 2023 assistiti 7.654.463 cittadini

“Grazie ai 137.328 operatori sanitari lombardi che – ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – nel corso del 2023, hanno offerto con dedizione e professionalità assistenza a un totale di 7.654.463 cittadini, garantendo cure, dignità, vicinanza e, soprattutto, salvando vite”.

“Dietro ognuno di loro – ha sottolineato il governatore – c’è una storia, fatta di passione e competenza, di sacrificio e abnegazione, di coraggio e speranza. Ogni giorno, questi eroi silenziosi si fanno carico delle sofferenze altrui, mettendo al primo posto il benessere delle persone, spesso a discapito del proprio, facendo lavori che spesso si rivelano essere vere e proprie missioni di vita al servizio del prossimo. A tutti questi professionisti dobbiamo garantire la disponibilità di risorse e strumenti adeguati per assicurare condizioni di lavoro in linea con l’importanza del compito svolto. Solo così questa giornata di ricordo e riconoscenza potrà diventare uno stimolo per un cambiamento positivo, dando concretezza alla nostra immensa gratitudine”.

Bertolaso

Bertolaso: siamo ogni giorno al fianco degli operatori sanitari

L’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato: “Non abbiamo bisogno di una giornata per celebrare gli operatori sanitari. Oggi sicuramente li ringraziamo per la competenza e la generosità con cui garantiscono la salute e il benessere dei nostri concittadini, ma ogni giorno lavoriamo insieme, con loro, per loro e per le persone che si impegnano a curare”.

Bertolaso ha concluso rivolgendosi direttamente al personale: “Siete il cuore e l’anima del nostro sistema sanitario  la forza e il coraggio di una Regione che affronta le sfide più difficili con determinazione e solidarietà. Assicuro il mio impegno costante per migliorare le condizioni di lavoro di chi come voi lavora tutti i giorni in prima linea”.

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Lombardia, stop ai ‘gettonisti’ negli ospedali. Al via piano assunzioni

In Lombardia stop ai cosiddetti ‘gettonisti’, quei medici e quegli infermieri che prestano la propria opera tramite cooperative contrattualizzate dalle strutture sanitarie pubbliche e vengono remunerati in proporzione alle singole presenze per la copertura dei servizi sanitari.

La delibera sui gettonisti approvata dalla Giunta della Lombardia

Lo ha deciso la Giunta regionale che ha approvato una delibera, immediatamente esecutiva, proposta dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, puntualizzando che i contratti in essere andranno a naturale scadenza senza alcuna possibilità di rinnovo.

bertolaso alparone

Assessore Bertolaso: Lombardia prima Regione a intraprendere questo percorso

“Mi verrebbe da dire ‘un atto dovuto’, un provvedimento che va a riequilibrare un modello iniquo. Credo che sia un doveroso segno di rispetto verso tutto il personale che lavora negli ospedali con gli stipendi che purtroppo ben conosciamo” spiega l’assessore Bertolaso che sottolinea come “la Lombardia sia la prima Regione a intraprendere questo percorso che, ne sono certo verrà adottato anche dalle altre Regioni”.

“E in tal senso – aggiunge l’assessore – sono in costante collegamento con il ministro Schillaci per condividere un percorso che porti a ulteriori interventi in materia di fiscalità ed emolumenti per medici e infermieri”.

Reclutamento personale libero professionale

Contestualmente allo stop ai ‘gettonisti’, si procederà al reclutamento di personale medico con incarico libero-professionale. Approvati, infatti, i principi generali per il conferimento di incarichi liberi professionali per i servizi sanitari. Gli Enti del Servizio Sanitario Regionale (SSR) dovranno attenersi a queste procedure di selezione.

Areu coordinerà le operazioni, la contrattualizzazione affidata ai singoli Enti del SSR

La cabina di regia è stata affidata ad Areu. La contrattualizzazione dei liberi professionisti da incaricare spetterà a singoli Enti. Il conferimento avverrà tramite procedura comparativa a evidenza pubblica. Nella determinazione del compenso, tra i vari parametri, vi sarà anche la comparazione tra il costo orario dell’incarico di lavoro autonomo e quello del corrispondente professionista dipendente pubblico.

La Giunta approva anche la proposta del piano sociosanitario lombardo 2023/2027

La Giunta regionale, nella seduta di oggi, ha anche approvato la proposta di Piano Sociosanitario lombardo 2023/2027. Atto che sarà inviato ora al Consiglio per il completamento dell’iter. “Si tratta – spiega Bertolaso – della definizione degli indirizzi di programmazione del SSR. L’obiettivo è quello di rispondere concretamente a tutti i bisogni di salute dei cittadini. E anche di superare le criticità oggi presenti attraverso la collaborazione di tutti i soggetti chiamati in causa”.

 

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Sanità, 12 infermieri sudamericani in servizio all’Asst Sette Laghi

Sono 12 gli infermieri sudamericani reclutati tramite bando dall’Asst Sette Laghi che entreranno in servizio tra metà dicembre e febbraio. Lo ha annunciato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso in conferenza stampa a Palazzo Pirelli presentando il progetto.
I lavoratori provengono dal Paraguay e dall’Argentina e hanno accolto con entusiasmo questa opportunità.
All’incontro  erano presenti anche il commissario straordinario dell’Asst Sette Laghi, Giuseppe Micale e  i presidenti del centro ‘Gulliver‘ di Varese, Emilio Curtò e dell’ordine professioni infermieristiche di Varese, Aurelio Filippini.  Con loro anche il consigliere comunale di Varese con delega alla Sanità, Guido Bonoldi.

Chiesti incentivi per chi lavora in zone di confine

“L’iniziativa avviata dall’Asst Sette Laghi – ha dichiarato l’assessore Bertolaso – è da replicare in tutte le Aziende sanitarie che hanno difficoltà a reperire il personale infermieristico. L’iniziativa è frutto di una grande collaborazione interistituzionale, tra Regione Lombardia, Asst Sette Laghi, Prefettura e Comune di Varese. Procedura che va di pari passo con le altre consuete attività di reclutamento e che ci consente di rispondere alle esigenze del territorio. Un’area particolare, quella della provincia di Varese, che si scontra con le opportunità in campo sanitario offerte dalla vicina Svizzera. Proprio per questo abbiamo chiesto al Governo incentivi e riconoscimenti per chi lavora in zona di confine”.

Infermieri sudamericani all’Asst Sette Laghi

“Questi 12 professionisti sudamericani – ha spiegato il commissario straordinario di Asst Sette Laghi, Giuseppe Micale – rappresentano un aiuto importante, frutto di un grande gioco di squadra tra istituzioni, e non solo, a cui va un sentito ringraziamento. Da Regione Lombardia alla prefettura di Varese e al Comune, dalla cooperativa Gulliver a chi si occupa della formazione e dei tanti aspetti correlati all’accoglienza dei nuovi arrivati. Questo traguardo, però, non esaurisce né attenua il nostro impegno per assumere infermieri, anche grazie alla collaborazione con l’Università dell’Insubria di Varese, dove ogni anno si laureano professionisti di ottimo livello. Non si tratta, infatti, di una soluzione al problema della carenza di infermieri per il medio e lungo periodo, che non può che fondarsi su una rinnovata valorizzazione di questa nobile professione, ma di un modo ulteriore per farvi fronte nell’immediato, evitando riduzioni della nostra capacità di offerta”.

Partner dell’iniziativa

“La cooperativa Gulliver – ha aggiunto Curtò – è un partner collaterale, ma non secondario. Noi in questo progetto ci occupiamo di logistica e facciamo dell’accoglienza una vera e propria missione”.

“Il Comune di Varese – ha evidenziato il consigliere Bonoldi – ha collaborato a questo progetto con grande entusiasmo. Fondamentale è stato, come in questo caso, offrire la possibilità di un alloggio a nuovi assunti”.

Il presidente dell’ordine provinciale degli infermieri di Varese, Aurelio Filippini, ha sottolineato la creazione di “un percorso esemplare che parte dall’accoglienza e ospitalità di Gulliver all’accompagnamento dei nuovi assunti. Da presidente dell’OPI vedo in questo progetto una possibilità per affrontare e risolvere il problema della carenza di infermieri”.

Infermieri sudamericaniConcorsi per nuovi infermieri

La difficoltà a reperire personale infermieristico, infatti, è una delle principali criticità del sistema sanitario.  È ancora più sentita per l’Asst Sette Laghi che insiste su un territorio di confine con la Svizzera. Già espletati due concorsi a tempo indeterminato. Un terzo sarà concluso entro la fine di quest’anno. Parallelamente, un avviso per assumere nuovi infermieri con i tempi più rapidi delle forme contrattuali a tempo determinato è sempre aperto.

Questo sforzo ha portato dei risultati, ma non ha soddisfatto la necessità di personale infermieristico aziendale. Per questo motivo, è stata avviata anche una procedura per acquisire professionisti dall’estero.

Il percorso per l’inserimento degli infermieri sudamericani è iniziato lo scorso 23 maggio con la pubblicazione di un bando. Al termine dell’iter ai candidati idonei è stato conferito l’incarico. E l’Azienda ha provveduto ad espletare tutte le pratiche burocratiche per l’ottenimento del ‘nulla osta’ da parte del Ministero dell’Interno al fine del rilascio del visto.

Accoglienza e formazione

Con l’arrivo degli infermieri, l’Asst ha provveduto ad organizzare anche l’accoglienza e la formazione complementare. Per questa procedura è stata selezionata la cooperativa sociale Gulliver, che sta ospitando i nuovi arrivati. L’inserimento in servizio nei reparti di destinazione potrà quindi avvenire nella seconda metà del mese di dicembre, affiancando i neoassunti con personale già in servizio.

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