“Benvenuti e buon lavoro”: così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, al primo gruppo di dieci infermieri arrivato dall’Uzbekistan, grazie al programma di formazione e cooperazione con i Paesi esteri. Gli operatori sanitari asiatici sono stati ricevuti nell’ufficio del governatore a Palazzo Lombardia.
Dieci infermieri dall’Uzbekistan in Lombardia
“L’arrivo di questi professionisti – ha spiegato Fontana – è frutto degli accordi siglati durante la missione istituzionale della Regione a Tashkent. Un progetto che prevede percorsi di formazione clinica e teorica nell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano, con l’obiettivo di rafforzare gli scambi formativi e professionali tra i due Paesi”.
Programma di formazione e lavoro
Durante il periodo di formazione, che li vedrà impegnati in diversi reparti ospedalieri, tra cui pronto soccorso, terapia intensiva, cardiologia, nefrologia, oncologia ed area pediatrica, con la supervisione di tutor, parteciperanno anche a corsi di lingua italiana.
Valorizzazione delle esperienze
“Un’azione concreta – ha concluso il governatore – per rispondere alla carenza di personale sanitario nella nostra Regione e al tempo stesso valorizzare le esperienze di crescita dei Paesi partner. Tutto ciò, mentre continuiamo comunque anche a lavorare affinché si possano incrementare gli stipendi per queste professionalità nell’obiettivo di riuscire a rendere attrattivo per chiunque lavorare all’interno del nostro sistema sanitario”.
Regione Lombardia rilancia il proprio impegno a favore delle nuove generazioni potenziando il bando ‘Giovani Smart – Supportiamo il potenziale giovanile‘: saranno 118 i progetti finanziati con un aumento dello stanziamento da 3 milioni a 5,6 milioni. L’intervento assicura una copertura capillare su tutto il territorio lombardo.
L’iniziativa, promossa da Federica Picchi, sottosegretariato alla Presidenza di Regione Lombardia con delega allo Sport e ai Giovani, è cofinanziata dal Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili. Punta a sostenere la socializzazione e il protagonismo giovanile, valorizzando luoghi e reti territoriali capaci di offrire ai ragazzi nuove opportunità di incontro, crescita e formazione.
“In questa edizione – ha detto il sottosegretario Federica Picchi – i progetti finanziati in Lombardia per il bando ‘Giovani Smart’ coinvolgono realtà pubbliche e private. Nel dettaglio, scuole, enti del terzo settore, enti formativi locali, oratori e mondo associazionistico. Realtà ‘diversificate’ attraverso percorsi che spaziano dalle attività sportive e culturali, alla prevenzione delle dipendenze, fino alla promozione dell’impegno civico e dell’inserimento lavorativo”.
Giovani Smart, contributi all’80% per i progetti in Lombardia
Il bando prevede contributi a fondo perduto fino all’80% del valore del progetto. Lo stanziamento è compreso tra 30.000 e 50.000 euro. Il progetto ha una durata programmata fino a 18 mesi.
“Con Giovani Smart – ha aggiunto Picchi – vogliamo offrire ai ragazzi e alle ragazze strumenti concreti per essere protagonisti responsabili del loro futuro. I 118 progetti finanziati raccontano una Lombardia che crede nei giovani, nei loro talenti e nella loro capacità di costruire comunità più solidali e partecipate. Iniziative che responzabilizzano chiedendo il loro impegno in prima persona. Dalla cultura allo sport, dalle arti alla formazione, promuoviamo percorsi che aiutano i giovani a ritrovare fiducia, a sviluppare competenze e a vivere esperienze di crescita. Questi interventi rappresentano un investimento nel capitale umano più prezioso che abbiamo: le nuove generazioni. Ringrazio il Governo, e in particolar modo il ministro allo Sport, Andrea Abodi, per la grande sensibilità dimostrata verso i temi giovanili”.
L’obiettivo è promuovere una cultura digitale consapevole e responsabile, rafforzando le competenze di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, nonché dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale. Le attività comprenderanno anche il rilascio del Patentino Digitale, un attestato che certificherà l’acquisizione di competenze fondamentali per l’uso sicuro, etico e informato delle tecnologie.
L’iniziativa è volta a contrastare fenomeni di odio online, disinformazione, cyberbullismo e violenza di genere, oltre a prevenire i rischi legati al gioco d’azzardo digitale. Il progetto sarà finanziato con fondi regionali residui provenienti da precedenti interventi di contrasto al bullismo e al gioco d’azzardo, per un importo complessivo di 482.465 euro.
Strumento contro i rischi della rete
“Con il Patentino Digitale – dichiara l’assessore Lucchini – vogliamo offrire ai ragazzi e alle loro famiglie strumenti concreti per navigare sul web in modo sicuro e consapevole . Il mondo digital può essere un luogo di crescita, conoscenza e socialità, ma occorre attivare competenze e senso di responsabilità. Educare al digitale significa proteggere i nostri giovani dai rischi della rete e promuovere una cittadinanza attiva, rispettosa e informata. La collaborazione con Ufficio Scolastico Regionale e Corecom, prosegue Lucchini, “ci consentirà di costruire insieme un ecosistema educativo che accompagni i ragazzi verso un utilizzo attento delle tecnologie”.
Investimento su cultura e sicurezza
“L’educazione digitale – dice l’assessore Tironi – è ormai parte integrante dei percorsi formativi. Con il Patentino Digitale, Regione Lombardia rafforza il legame tra scuola e competenze per la vita, offrendo a studenti, docenti e famiglie strumenti per un uso consapevole e responsabile della rete. Lo abbiamo e lo stiamo facendo con l’intelligenza artificiale nei nostri percorsi di istruzione formazione e lavoro, ora proseguiamo nella giusta direzione. È un investimento sulla cultura della sicurezza digitale e sull’autonomia dei nostri giovani”.
Coinvolto tutto il territorio regionale
Il Protocollo consolida la collaborazione già attiva tra Regione Lombardia, Ufficio Scolastico Regionale e Corecom in materia di educazione digitale e contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
Le attività formative prenderanno avvio nel corso dell’anno scolastico 2025-2026 e coinvolgeranno scuole e centri di formazione professionale su tutto il territorio regionale.
Avviare relazioni strategiche tra i sistemi educativi di Italia e Giappone, con la volontà condivisa di pianificare scambi culturali e formativi nel campo dell’istruzione che valorizzino il talento giovanile e promuovano la crescita di una nuova generazione di cittadini globali, anche in Lombardia.
Sono gli obiettivi della missione istituzionale a Osaka dell’assessore regionale all’istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi in Giappone per la terza edizione del progetto ‘Io Sono Futuro’, promosso da Fondazione Della Frera ETS e Regione Lombardia.
Istruzione, missione Lombardia in Giappone: cooperazione educativa che guarda al futuro
“Questa missione – ha sottolineato Tironi – rappresenta un passo concreto verso una cooperazione educativa che guarda al futuro. Lombardia e Giappone condividono una visione basata sull’innovazione, sulla formazione di competenze e sul valore del capitale umano. È significativo che, proprio qui a Osaka, si parli di intelligenza artificiale come strumento al servizio delle persone, capace di rafforzare il dialogo tra culture e di aprire nuove opportunità ai nostri giovani”.
“Con ‘Io Sono Futuro‘ – ha spiegato – vogliamo costruire ponti formativi e culturali che uniscano i nostri territori, nel segno della conoscenza e del rispetto reciproco”.
La missione a Osaka
Nell’ambito di questo progetto, l’assessore Tironi ha partecipato a una serie di appuntamenti istituzionali presso il Ministero dell’Educazione della Prefettura di Osaka, con l’obiettivo di avviare relazioni strategiche tra i sistemi educativi tra Lombardia e Giappone.
In mattinata, ha preso parte all’incontro ufficiale con il ministro all’Istruzione della Prefettura di Osaka, Tatsuro Mizuno, alla presenza di Marta Ferrari (direttore generale Fondazione Della Frera), Federica Sacenti (presidente Scuola Centrale Formazione) e Giulio Massa (presidente Istituti De Amicis).
Obiettivo pianificare scambi culturali e formativi
L’incontro ha sancito l’avvio di una collaborazione internazionale tra le istituzioni educative lombarde e giapponesi, incentrata sulla volontà condivisa di pianificare scambi culturali e formativi che valorizzino il talento giovanile e promuovano la crescita di una nuova generazione di cittadini globali. A seguire, la delegazione italiana ha preso parte a una sessione di confronto con lo staff del Dipartimento Educazione locale per approfondire modelli, metodologie e sistemi di istruzione tecnica e professionale nei due Paesi.
Il Sovrintendente Mizuno e il suo staff hanno confermato la sua partecipazione ai prossimi eventi della delegazione italiana presso Padiglione Italia a Expo 2025, manifestando il pieno sostegno alla collaborazione con Regione Lombardia e la delegazione italiana.
Nel pomeriggio, l’assessore Tironi ha visitato la Osaka Business Frontier High School, istituto superiore a indirizzo commerciale, informatico e linguistico, dove ha osservato direttamente alcune attività didattiche e ha avviato un primo dialogo volto a future collaborazioni tra corpo docente e studenti. Alla Higashi-Osaka Advanced Vocational Training School, una delle più rilevanti scuole professionali del Giappone specializzata in meccanica, lavorazione dei metalli ed elettricità, è stato approfondito il potenziale per l’attivazione di programmi di scambio formativo tra classi italiane e giapponesi.
Il progetto ‘Io Sono Futuro’ e l’intelligenza artificiale
Il progetto ‘Io Sono Futuro’ ha già coinvolto oltre 10.000 studenti e accompagnato decine di giovani talenti italiani in contesti internazionali come Expo 2020 Dubai e Cybertech New York 2023. L’iniziativa, coordinata da Fondazione Della Frera con il sostegno di Regione Lombardia, ha favorito la nascita di numerose startup: il 60% dei vincitori delle scorse edizioni ha ottenuto finanziamenti e avviato la propria impresa.
Nel 2025, la missione si arricchisce con la presenza di 65 partecipanti, tra startupper, studenti delle scuole professionali, ITS, universitari e docenti, selezionati tramite la competizione nazionale Star Cup Italia, la rete della Scuola Centrale Formazione e gli Istituti De Amicis.
Il tema al centro di questa edizione è l’Intelligenza Artificiale al servizio delle nuove emergenze globali, una sfida che i giovani stanno affrontando con creatività, impegno e visione, confermando il ruolo della Lombardia come laboratorio di innovazione educativa e promotrice del talento italiano nel mondo.
“Per noi questa giornata – ha dichiarato Guido Della Frera, presidente della Fondazione Della Frera – rappresenta una tappa fondamentale per il progetto ‘Io Sono Futuro’: le relazioni avviate con le autorità educative giapponesi aprono la strada a nuove forme di cooperazione internazionale, che mettono al centro il merito, l’innovazione e la capacità dei nostri studenti di diventare protagonisti attivi del cambiamento globale. Questo è il cuore della nostra missione”.
Sostenere le emittenti Tv, le radio e i giornali online locali con un bando di Regione Lombardia da 1 milione di euro.
È questa la ratio che, anche quest’anno, caratterizza la misura destinata all’informazione del territorio.
Regione Lombardia: bando da 1 milione di euro per Tv, radio, giornali locali, online
“Anche i dati più recenti – spiega Pierfrancesco Gallizzi, direttore della Comunicazione di Regione Lombardia – evidenziano come l’editoria locale continui a essere un punto di riferimento fondamentale per i singoli territori. Da qui la volontà del presidente Fontana e la sua Giunta di confermare l’impegno a favore delle realtà che operano in questa direzione”.
Ruolo sociale e di informazione
“Oltre a informare con notizie di cronaca quotidiana – sottolinea il governatore Attilio Fontana – le emittenti tv, le radio e le testate giornalistiche online locali rivestono un importante ruolo sociale, supportando la vita dei cittadini con ogni tipo di informazione”.
Dotazione finanziaria
La dotazione finanziaria è suddivisa su due principali linee di intervento. Alle emittenti televisive e radiofoniche sono destinati 800.000 euro (650.950 euro per le televisioni e 149.050 euro per le radio). I restanti 200.000 euro andranno a favore delle testate giornalistiche online.
Le domande per accedere a queste risorse potranno essere presentate fino alle ore 12 di mercoledì 17 ottobre. I dettagli a questo link.
Libri di testo, dotazioni tecnologiche, strumenti per la didattica, servizi culturali (mostre, spettacoli teatrali): sono solo alcuni degli utilizzi della Dote Scuola – componente Merito, un contributo concreto che Regione Lombardia mette a disposizione degli studenti più meritevoli.
Le risorse a disposizione per questa misura sono state portate a 2 milioni di euro e includono, fra l’altro, le spese di iscrizione e frequenza a percorsi accademici o di formazione superiore, in Italia o all’estero, o a corsi formativi (ECDL/ICDL, lingue straniere).
Le domande per partecipare all’Avviso pubblico possono essere presentate dalle ore 12 del 23 settembre 2025 e fino alle ore 12 del 30 ottobre 2025.
Sostegno concreto agli studenti e alle loro famiglie
“Regione Lombardia – ha spiegato l’assessore all’Istruzione Formazione e Lavoro, Simona Tironi – ha stanziato 2 milioni di euro per premiare il merito degli studenti che hanno avuto un percorso di studi eccellente. Abbiamo ulteriormente elevato le risorse perché la nostra Regione vuole premiare i sacrifici di chi si è impegnato e ha conseguito ottimi risultati nel suo percorso di studi. Offriamo un sostegno concreto, molto apprezzato sia dagli studenti che dalle loro famiglie”.
Gli studenti che possono richiedere la Dote Merito in Lombardia
Possono partecipare all’Avviso pubblico gli studenti residenti in Lombardia al momento della domanda, che nell’anno scolastico e formativo 2024/2025 abbiano frequentato:
Classi terze e quarte del Sistema di Istruzione (Scuole secondarie di secondo Grado), conseguendo una valutazione media pari o superiore a 9;
Classi quinte del Sistema di Istruzione (Scuole secondarie di secondo Grado), conseguendo una valutazione di 100 e lode all’esame di Stato del Sistema di Istruzione;
Classi quarte del Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), conseguendo una valutazione finale di 100 all’esame di Diploma professionale.
Un buono virtuale fino a 1.500 euro
Il contributo è assegnato agli studenti meritevoli, indipendentemente dal valore ISEE o da altri requisiti di reddito, e consiste in un buono virtuale del valore di:
500 euro per gli studenti delle Classi terze e quarte del Sistema di Istruzione che hanno conseguito la media finale delle votazioni pari o superiore a 9;
1.500 euro per gli studenti delle Classi quinte del Sistema di Istruzione che hanno conseguito una valutazione finale di 100 e lode all’esame di Stato;
1.500 euro per gli studenti delle Classi quarte del Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) che hanno conseguito una votazione di 100 agli esami di diploma professionale.
Sulla base dei dati riferiti alla scorsa edizione dell’Avviso pubblico, i potenziali beneficiari potrebbero essere 2700 studenti.
Cosa è possibile acquistare con il contributo
Con il contributo concesso possono esser acquistati:
libri di testo e di narrativa, dizionari (sia cartacei che digitali), in lingua italiana o in lingua straniera;
personal computer, tablet, lettori di libri digitali, stampanti, software (programmi e sistemi operativi ad uso scolastico, anche per disturbi dell’apprendimento e disabilità), strumenti per l’archiviazione di dati (chiavette USB, CD/DVD/CD-ROM, memory card, hard disk esterni), dispositivi di input (tastiere, e-pencil, lettori smart-card, mouse), di output (monitor pc, stampanti) ed ogni hardware legato al pc, con la sola eccezione del materiale di consumo (ad esempio, cartucce, toner, carta);
gli strumenti per il disegno tecnico (compassi, righe e squadre, goniometri), per il disegno artistico (pennelli, spatole, acquarelli, pennarelli, colori), mezzi di protezione individuali ad uso laboratoriale (divise, protezioni e calzature antinfortunistiche), strumenti musicali nonché altre tipologie di attrezzi, macchine, strumenti richiesti dalle scuole per attività didattica. Non è consentito, invece, l’acquisto di materiali di consumo.
Rimborso delle spese per gli studenti delle Classi quinte
Esclusivamente per gli studenti delle Classi quinte del Sistema di Istruzione e per gli studenti delle Classi quarte del Sistema di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), il contributo può essere utilizzato come rimborso delle spese per il percorso annuale per l’accesso all’esame di Stato e per iscrizione e frequenza di Istituti di Formazione Tecnica Superiore (IFTS), Istituti Tecnici Superiori (ITS), Università ed altre istituzioni di Alta Formazione.
Novità importante per il mondo dell’agricoltura: con la terza edizione dell’Avviso pubblico per la ‘Formazione continua’, Regione Lombardia destina per la prima volta un voucher specifico al settore primario. È infatti disponibile 1 milione di euro per percorsi di aggiornamento e riqualificazione professionale dedicati all’agricoltura, risorsa strategica per l’economia e l’identità del territorio.
A disposizione, per il programma, 17 milioni di euro
In totale, sono 17 i milioni di euro messi a disposizione dal programma che intende contribuire a rafforzare le competenze dei lavoratori e ad accompagnare le imprese nei processi di innovazione, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla trasformazione digitale.
Agricoltura e formazione, un voucher per crescita aziende e dipendenti
“Regione Lombardia – sottolinea l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi – vuole valorizzare il capitale umano in tutti i comparti produttivi, a partire dall’agricoltura, che rappresenta una colonna portante della nostra economia e della nostra cultura. Con questa misura offriamo nuove opportunità di crescita alle aziende e ai lavoratori, consapevoli che le transizioni digitale e green devono camminare insieme alla capacità del nostro settore agricolo di innovare, restando competitivo e sostenibile”.
Il provvedimento dà attuazione alla delibera approvata dalla Giunta regionale nelle scorse settimane, che prevede l’assegnazione di voucher aziendali a catalogo per interventi di ‘Formazione continua’ a valere sul Programma Regionale Fse+ 2021-2027.
Formazione continua generale e settore agricolo
Nel dettaglio, sono disponibili 16 milioni di euro per l’ambito ‘Formazione continua generale’ e 1 milione di euro per l’ambito ‘Formazione continua – settore agricolo’, introdotto come novità assoluta in questa edizione. La misura sarà gestita da Unioncamere Lombardia.
Il catalogo dei corsi
Il catalogo dei corsi sarà aperto dal 15 settembre 2025 sulla piattaforma Siuf, mentre le aziende potranno presentare domanda a partire dal 25 settembre 2025.
Cambia l’agricoltura, mutano le esigenze produttive e di sostenibilità e, per garantire attori pienamente in grado di affrontare tutte le sfide, Regione Lombardia ha aperto un bando per la formazione da 600.000 euro. Una misura che prosegue il virtuoso percorso dedicato alla formazione in agricoltura.
Lo ricorda l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, illustrando gli obiettivi del bando 2025 PSN/PAC 2023-2027 intervento SRH03 ‘Formazione degli imprenditori agricoli, degli addetti alle imprese operanti nei settori agricoltura, zootecnia, industrie alimentari, e degli altri soggetti privati e pubblici funzionali allo sviluppo delle aree rurali’ – Sviluppo Rurale.
Più risorse per la formazione degli addetti in agricoltura
Quattro, come per l’edizione 2024, le finestre. La prima, aperta il 15 luglio, resterà attiva fino al 15 settembre. Le ulteriori finestre andranno dal 10 novembre al 22 dicembre2025; dal 16 febbraio al 12 marzo 2026 e dal 15 maggio al 25 giugno 2026.
“Nell’edizione 2024 – ricorda l’assessore Beduschi – Regione Lombardia ha finanziato, con oltre 450.000 euro, 50 corsi di formazione, raggiungendo oltre mille operatori agricoli sull’intero territorio regionale”. “Subito dopo la chiusura del bando 2024 – continua – avevo annunciato che stavamo preparando l’edizione 2025 riproponendo il modello di successo appena concluso e incrementando le risorse a disposizione”.
“Come Regione siamo convinti – dice l’assessore – che sostenere la formazione significhi fornire strumenti concreti agli imprenditori agricoli per affrontare un mercato sempre più competitivo. Perché la conoscenza è oggi la prima leva per garantire sostenibilità, efficienza e redditività alle nostre aziende”.
Bando flessibile
Il bando 2025 ripropone lo schema del 2024 per domande e avvio corsi e garantisce flessibilità rispetto alle esigenze degli operatori. Anche per la nuova edizione, i corsi saranno progettati in coerenza con l’obiettivo trasversale della modernizzazione del settore agricolo e in linea con i target specifici della nuova Politica Agricola Comune (PAC). Beneficiari del bando sono gli enti di formazione accreditati presso Regione Lombardia, mentre i destinatari finali restano gli imprenditori agricoli, i lavoratori del comparto e tutti i soggetti, pubblici e privati, funzionali allo sviluppo delle aree rurali.
Percorsi formativi in settori chiave
I percorsi formativi riguarderanno temi chiave per il settore: benessere animale e controllo di gestione negli allevamenti bovini; lotta alla resistenza antimicrobica; marketing per le imprese agricole; valorizzazione della biodiversità; enoturismo; oleoturismo e competenze tecniche come la potatura della vite.
“In un mondo e in un settore primario che cambiano in modo decisamente rapido – conclude Beduschi – per Regione Lombardia è importante, direi fondamentale, che operino agricoltori capaci non solo di produrre, ma anche di interpretare le trasformazioni. Chi lavora la terra oggi ha bisogno di visione, oltre che di tecnica. La formazione che proponiamo serve appunto a questo: a dare strumenti ma anche consapevolezza”.
“Ci sarà un ‘Collabora & Innova’ bis“. A dare l’attesa notizia è l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, Alessandro Fermi. “Visto il successo della prima edizione e il numero di domande ammesse all’agevolazione ma non finanziabili – spiega Fermi – abbiamo deciso di dare una seconda possibilità a partenariati di imprese e organismi di ricerca pubblici e privati (comprese università, istituti di ricerca e istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). I numeri di ‘Collabora & Innova’ ci dicono che siamo andati nella giusta direzione, per cui l’investimento sarà più o meno simile al precedente: non si tratterà di un’edizione ridotta”.
Recentemente, infatti, è stata pubblicata la graduatoria del bando per il quale la Giunta regionale aveva anche deciso di aggiungere allo stanziamento iniziale di 100 milioni ulteriori 30 milioni di euro. In totale sono state presentate 138 domande, per 579 soggetti e un costo totale dei progetti presentati di oltre 687 milioni. Gli esiti del bando riportano quindi ben 59 progetti finanziabili, per 263 soggetti e con un esborso totale di 130 milioni di euro.
Già presenti 216 imprese in Lombardia
Sono 216 le imprese già presenti in Lombardia. La provincia che ospita il maggior numero di imprese destinatarie è la provincia di Milano con 93 imprese, seguita da Brescia con 34, Bergamo con 24, Pavia con 17, Como con 15, Varese con 11, Monza e Brianza con 10, Mantova con 5, Cremona con 3, Lodi con 2, Lecco e Sondrio con 1 ciascuna. Se si confrontano questi dati con il numero di imprese attive nei relativi territori provinciali, tuttavia, si può notare come sia Pavia la provincia a vedere il maggior numero di imprese coinvolte, seguita da Como e Brescia, mentre Milano è ‘solo’ al quarto posto.
Ecosistemi e progetti del bando Collabora & Innova
Degli 8 ecosistemi proposti, quello che ha avuto maggiore successo è quello dedicato a ‘Salute e Life Science’, con 27 progetti finanziabili e 67 milioni di agevolazioni erogabili, seguito da ‘Sostenibilità’ (11 progetti per 20 milioni), ‘Manifattura Avanzata’ (10 progetti per 21 milioni) e ‘Connettività e Informazione’ (5 per 10 milioni).
Interessante notare come i soggetti capofila dei progetti siano in larghissima maggioranza imprese (ben 48), con un numero di partner per progetto che nella maggior parte dei casi è di 6 o 4. Anche i dati riguardanti la dimensione delle imprese finanziabili riservano qualche sorpresa: la stragrande maggioranza (105 su 223) sono infatti micro/piccole imprese, 71 le grandi imprese e solo 47 le medie imprese. Molto variegata e distribuita nelle diverse province lombarde, invece, la presenza degli organismi di ricerca nei progetti finanziabili: in testa ci sono l’Università degli Studi di Milano e quella di Pavia, presenti in otto partenariati, seguite da Università di Bergamo con 7 e Insubria (Como-Varese) e Milano Bicocca con 6. C’è un ulteriore dato interessante, ossia quello relativo alle imprese finanziabili che hanno una componente rilevante femminile o giovanile nella compagine sociale: in questo caso parliamo di 34 aziende sulle 223 totali.
Gli obiettivi del bando Collabora e Innova bis
In particolare, ‘Collabora & Innova’ cosa andrà a finanziare? I progetti presentati sono di diversa natura. Si va dall’introduzione ‘di tecnologie di lavorazione più sostenibili di quelle tradizionalmente impiegate nel settore dei beni strumentali per la mobilità elettrica’ a una ‘piattaforma innovativa per uno screening neonatale di precisione che integra biochimica e genomica’, dall’investigazione degli ‘impatti del cambiamento climatico sul ciclo idrico integrato, con particolare riferimento all’hinterland milanese’ allo studio dello ‘xenotrapianto (trapianto di organi tra specie diverse: maiale donatore, uomo ricevente)’, che potrebbe essere una soluzione all’attuale carenza di organi offrendo potenziali vantaggi rispetto all’allotrapianto.
Investimenti strategici per favorire la crescita competitiva
“La misura – chiarisce l’assessore – è volta a sostenere investimenti strategici per lo sviluppo di innovazioni di prodotto o di processo e a favorire la crescita competitiva attraverso il potenziamento della ricerca e innovazione per la maturazione tecnologica e il trasferimento tecnologico e delle conoscenze”. “Regione Lombardia – prosegue – deve essere un punto di riferimento, non solo nazionale, nel campo della ricerca e dell’innovazione e credo che questo bando lo abbia dimostrato”.
‘Giovani in rete’ 2025/2026, che coinvolge gli oratori del territorio, è dedicato a chi ha un’età compresa tra i 15 e i 34 anni che vive, studia o lavora in Lombardia. Federica Picchi, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega a Sport e Giovani ha illustrato il progetto con monsignorMaurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano (Pavia) e responsabile pastorale giovanile lombarda e don Stefano Guidi, direttore Fom (Fondazione diocesana oratori milanesi) e coordinatore OdL (Oratori diocesi Lombarde). Presenti anche i consiglieri regionali Giorgio Bontempi, Paola Bulbarelli e Chiara Valcepina, e il sindaco di Rozzano (Milano), Mattia Ferretti.
‘Giovani in rete’, progetto con gli oratori della Lombardia
“‘Giovani in Rete’ – ha detto il sottosegretario Picchi – non è solo un progetto, ma una visione concreta di ciò che vogliamo costruire. Una Lombardia cioè in cui i giovani possano crescere, formarsi e contribuire attivamente alle proprie comunità. Vogliamo che oratori e spazi aggregativi diventino veri presidi educativi, culturali e civili, capaci di intercettare bisogni, stimolare il talento e offrire alternative sane alle fragilità che colpiscono molti ragazzi. Con Regione Ecclesiastica Lombardia abbiamo scelto di lavorare insieme, unendo risorse e competenze, per dare risposte concrete e di qualità alle nuove generazioni. Il progetto prevede percorsi di formazione per animatori ed educatori, iniziative di prevenzione delle dipendenze e attività inclusive per coinvolgere giovani in situazione di fragilità, con un’attenzione particolare alle esigenze delle comunità locali”.
Il progetto
‘Giovani in rete’ si inserisce nel quadro del Piano triennale Giovani 2024/2026 approvato in Consiglio regionale a marzo 2025. Punta a offrire spazi e opportunità ai ragazzi per vivere esperienze positive, rafforzare le competenze personali e sociali e prevenire situazioni di disagio. Per sostenere ‘Giovani in rete’ sono stati stanziati complessivamente 900.000 euro, dei quali 600.000 di provenienza regionale per il 2025 e 2026.
I numeri
Regione Lombardia e Regione Ecclesiastica Lombardia promuovono lo sviluppo delle politiche giovanili in Lombardia sostenendo 135 specifici progetti in oratori situati in Lombardi. Gli oltre 2300 oratori lombardi presenti sono riconosciuti come luoghi di incontro e punti di riferimento per i giovani e per le famiglie. Sono anche considerati importanti interlocutori a livello territoriale delle istituzioni locali, delle agenzie educative e formative e in generale della società civile. I progetti sostenuti a livello territoriale inizieranno tra ottobre e novembre e potranno essere conclusi entro il 31 dicembre 2026. Sono oltre 200.000 i volontari attivi negli oratori lombardi (di questi 57.000sotto i 18 anni), su un totale nazionale di 2. 500.000 i ragazzi ospitati negli oratori lombardi.
Obiettivo: promuovere partecipazione attiva dei giovani
L’iniziativa punta a promuovere la partecipazione attiva dei giovani, la comprensione delle necessità del territorio ed il servizio a supporto delle esigenze delle realtà locali. Obiettivo è anche accompagnare e supportare il bisogno di autonomia e il desiderio di realizzazione dei giovani, attraverso esperienze formative, testimonianze valoriali, azioni di cura dell’altro capaci di costruire identità personali solide.
Sostegno a formazione e coinvolgimento dei giovani
Tra gli scopi anche quello di favorire il protagonismo giovanile attraverso l’acquisizione di abilità e competenze volte alla crescita personale e all’inserimento nel contesto sociale e lavorativo. Negli intenti anche il mettere in atto azioni e interventi di inclusione, finalizzati all’ingaggio positivo dei giovani più fragili o emarginati, ed iniziative dedicate a prevenire e contrastare situazioni di disagio o di dipendenza in tutte le sue forme (alcol, droga, gioco d’azzardo). Infine il progetto punta a far crescere e sostenere la formazione ed il coinvolgimento di giovani educatori ed animatori, anche al fine, in una logica ‘peer to peer’, di intercettare, conoscere, coinvolgere e includere i propri coetanei nelle loro comunità.
“Il fecondo percorso di ‘Giovani Insieme’, poi ‘Giovani IN cammino’ – ha sottolineato don Stefano Guidi – prosegue e diventa ‘Giovani in Rete’. Si tratta di un’iniziativa possibile grazie al contributo di Regione Lombardia che intende sostenere l’impegno educativo degli oratori lombardi. In questa edizione daremo particolare rilievo alla formazione e alla aggregazione giovanile come condizione favorevole allo sviluppo dei numerosi talenti di cui i giovani sono portatori, con particolare attenzione al contrasto alla dispersione esistenziale, nelle sua svariate forme”.
Oratori aperti a tutti
“Un grazie innanzitutto a Regione Lombardia – ha detto il vescovo di Vigevano, Maurizio Gervasoni – che da tanti anni collabora con gli oratori dando grande credito e permettendo agli oratori lombardi una significativa crescita in tutti gli ambiti. Il mondo degli oratori è in grande cambiamento. L’evoluzione sociale ha infatti fatto sì che la loro impostazione sia ritenuta molto preziosa anche in ambito civile, e non solo ecclesiastico”.
Opportunità unica per crescere
“‘Giovani in rete’ – ha sottolineato – è quindi un’opportunità unica, per permettere ai nostri ragazzi di crescere come persone e cittadini. Un altro elemento importante che ci provoca è la dimensione inclusiva, gli oratori sono aperti a tutti, a persone di ogni fede. Una vocazione che permane e deve essere continuamente riformulata per adeguarsi alla modernità. Scuola e formazione professionale si intersecano, poi, nell’esperienza degli oratori. Sono, infatti, luoghi importanti per rielaborare progettualità centrate sul bisogno della persona, che attiva relazioni quotidiane nel territorio in cui vive”.
Coinvolgimento attivo delle famiglie
“Il nucleo famigliare – ha ribadito – resta poi la dimensione strutturale più importante della società civile. Non possiamo educare ragazzi e adolescenti senza il coinvolgimento attivo delle famiglie, che spesso hanno bisogno loro stesse un riaggiustamento, una riqualificazione per le problematiche e le difficoltà che vivono”.
Siglato a Palazzo Lombardia il nuovo protocollo d’intesa con le parti sociali per la collaborazione e la condivisione informativa nell’ambito del sistema delle conoscenze e dell’osservatorio del mercato del lavoro di Regione Lombardia. L’accordo è stato sottoscritto dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, e le parti sociali componenti della sottocommissione Lavoro.
Obiettivi di protocollo Regione-parti sociali su politiche del lavoro
L’obiettivo dell’intesa è potenziare e sistematizzare la condivisione di dati, analisi e conoscenze per rafforzare la programmazione delle politiche in materia di formazione,occupabilità e sviluppo delle competenze.
Tironi: alleanza con parti sociali per politiche su lavoro ‘data driven’
“Con questo protocollo – spiega Tironi – rafforziamo un’alleanza strategica con le parti sociali per rendere sempre più ‘data-driven’ la programmazione regionale delle politiche attive del lavoro. Un passo concreto per mettere le informazioni al centro delle decisioni, intercettare i fabbisogni emergenti da parte delle imprese e calibrare con precisione gli strumenti a disposizione di cittadini, lavoratori e aziende. Solo così possiamo garantire interventi tempestivi, personalizzati e realmente efficaci”.
Altri soggetti coinvolti nella collaborazione
L’accordo istituisce un quadro di collaborazione stabile e multilivello che coinvolge, oltre a Regione Lombardia e alle parti sociali, anche enti nazionali, università, centri di ricerca, ITS Academy, scuole, camere di commercio ed enti locali, con l’obiettivo di leggere i segnali deboli del mercato del lavoro e orientare l’offerta formativa in funzione della domanda di competenze espressa dal sistema produttivo.
Valorizzare una formazione flessibile
Il protocollo, di durata biennale, valorizza inoltre le buone pratiche avviate con i patti per le competenze, rilanciando l’importanza di una formazione flessibile, tempestiva e mirata per giovani, donne, persone con disabilità, lavoratori maturi, working poor e inattivi.
Conoscenza condivisa è primo strumento di giustizia sociale
“Questo – conclude l’assessore Tironi – è un atto di responsabilità e visione. Il lavoro di oggi ci permette di costruire politiche più intelligenti, inclusive ed efficaci. In un mercato in continua trasformazione, la conoscenza condivisa è il nostro primo strumento di giustizia sociale ed economica”.
Gli impegni assunti nel protocollo tra Regione e parti sociali su politiche del lavoro
Tra gli impegni assunti nel documento:
condivisione continua e strutturata di dati e analisi;
promozione di strumenti di interpretazione e previsione delle dinamiche occupazionali;
partecipazione attiva alla definizione di soluzioni condivise per rispondere alle esigenze dei diversi target.
Regione Lombardia e Fondazione Cariplo hanno firmato un accordo per un piano straordinario da 40 milioni di euro, finanziato al 50% da parte di ciascun ente, per contrastare il fenomeno dei Neet (acronimo di ‘Not in Education, Employment or Training’). A queste risorse si aggiungono ulteriori 10 milioni messi a disposizione da Intesa Sanpaolo. Per la prima volta in Italia un ente pubblico e uno privato uniscono le forze, le energie e le risorse per intercettare, accompagnare e rilanciare il percorso di vita e di crescita professionale di migliaia di giovani lombardi, oggi a rischio di esclusione sociale e economica.
Sono ragazzi e ragazze che non studiano, non lavorano e non sono coinvolti in percorsi formativi. In Italia sono oltre un milione, in Lombardia circa 150.000. L’intesa è stata siglata da Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia e Giovanni Azzone, presidente Fondazione Cariplo.
Piano straordinario di Regione e Fondazione Cariplo per il contrasto ai Neet
Obiettivo della collaborazione legata al piano straordinario per contrastare i Neet in Lombardia non è solo prevenire l’esclusione sociale, ma anche riattivare chi si trova già nella condizione di Neet, attraverso la realizzazione di interventi congiunti nelle scuole, per intercettare precocemente i segnali di abbandono. Previste anche iniziative nei territori, per costruire percorsi personalizzati di reinserimento nel mercato del lavoro, con azioni concrete volte ad aumentare le opportunità occupazionali.
Attivazione di percorsi personalizzati
L’iniziativa prevede l’attivazione di percorsi personalizzati di orientamento, formazione e inserimento lavorativo, con particolare attenzione ai territori più fragili e la creazione di reti territoriali di presa in carico, che coinvolgeranno scuole, enti di formazione, imprese e servizi sociali. L’accordo menziona inoltre l’introduzione di metodologie educative e formative innovative, attraverso laboratori esperienziali, attività pratiche e percorsi di mentoring individuale, per rafforzare le competenze, la motivazione e l’autonomia dei giovani coinvolti.
In campo reti multi-attore e un tavolo permanente
Inoltre Regione e Fondazione, per contrastare il fenomeno dei Neet e favorirne l’inclusione e la riattivazione, intendono inoltre promuovere nuove reti multi-attore e rafforzare quelle che già operano a fianco dei giovani, sostenendole nel tempo e aiutandole a lavorare meglio insieme. Al centro c’è l’idea che nessuno possa risolvere il problema da solo, ma che sia necessario fare sistema, mettere in comune conoscenze, competenze, strumenti e visioni. Per coordinare tutto questo nascerà un tavolo permanente. Si tratta in particolare una cabina di regia condivisa, che avrà il compito di guidare, monitorare e aggiornare le azioni, valutandone l’impatto reale.
Il bando
Il bando ‘ZeroNeet – Reti di opportunità per l’inserimento occupazionale e le competenze’ ha come obiettivo il finanziamento di progettualità rivolte al contrasto del fenomeno NEET e si rivolge ai giovani tra i 15 e i 29 anni compiuti. Un aspetto fondamentale dell’iniziativa consiste nella promozione di reti territoriali stabili, che coinvolgono diversi stakeholder attivi a livello locale, con l’obiettivo di una presa in carico personalizzata rispetto alle esigenze dei giovani NEET tramite interventi integrati e coordinati. Il contributo massimo previsto per ciascun progetto può variare da 400.000 euro a 600.000 euro, in funzione dell’estensione del territorio interessato.
Laboratori e tirocini
Oltre ad azioni di intercettazione i progetti dovranno prevedere interventi di riattivazione e inserimento lavorativo, tra cui attività laboratoriali, percorsi formativi e tirocini extracurriculari. Prima dell’avvio della progettualità alle reti territoriali sarà garantito da Fondazione Cariplo un servizio di accompagnamento e sostegno metodologico finalizzato alla definizione delle progettazioni definitive.
Tironi: chi non lavora e non studia è risorsa che rischiamo di perdere
“Questo piano straordinario – spiega l’assessore Tironi – nasce da una convinzione profonda e una mission che dal primo giorno del mio insediamento come assessore ho ben chiara. Ogni giovane che oggi non studia, non lavora e non si forma, è una risorsa che rischiamo di perdere. E questo non possiamo permettercelo. L’accordo tra Regione Lombardia e Fondazione Cariplo rappresenta una risposta concreta, coraggiosa e strutturale”.
Piano straordinario Regione Lombardia/Fondazione Cariplo sui neet a supporto dei giovani
“Non è solo un investimento – chiarisce – ma un impegno condiviso per stare accanto ai giovani che rischiano di restare ai margini. Vogliamo prevenire l’abbandono scolastico, riattivare chi è in difficoltà, rafforzare le reti territoriali e costruire insieme percorsi di crescita reali, sostenibili e su misura. L’obiettivo è restituire ai giovani lombardi non solo formazione e lavoro, ma una prospettiva di vita dignitosa, in cui possano riconoscersi e costruire il proprio futuro”.
Valorizzare il talento dei giovani
“Per questo – aggiunge – faccio un grande appello agli enti del terzo settore e ai nostri enti accreditati affinché ci sia una vera e larga condivisione per accogliere più ragazzi possibili. Il nostro obiettivo è accompagnare ogni giovane verso una strada che senta davvero sua e verso una piena realizzazione personale e professionale, facendo in modo che nessuno si senta abbandonato. Perché il futuro della Lombardia si gioca su quanto sapremo valorizzare il talento, le energie e i sogni delle nuove generazioni. Non possiamo permettere che un’intera generazione resti ai margini: dobbiamo costruire ponti e non lasciare indietro nessuno”.
Azzone (Fondazione Cariplo): tema importante, immaginiamolo in prospettiva
“L’accordo con Regione Lombardia – chiarisce Giovanni Azzone, presidente della Fondazione Cariplo – mette al centro un tema importante di cui forse ancora non abbiamo piena consapevolezza. Ci sono 1,3 milioni di giovani che non studiano e non lavorano in Italia, 150.000 nella nostra regione. La collaborazione amplia quella avviata a febbraio con Intesa Sanpaolo. Abbiamo di fronte un grave problema già oggi, immaginiamolo in prospettiva”.
Insieme per il futuro dei ragazzi
“Questi ragazzi – continua – hanno un enorme potenziale, necessario per il nostro Paese. Hanno l’energia che serve alle nostre comunità, alle nostre aziende. Hanno desideri e voglia di dare il loro contributo, ma per diversi motivi oggi si trovano in una condizione inerme. Sono i nostri figli, il nostro futuro. Dobbiamo siglare alleanze tra istituzioni e aziende per costruire il futuro di questi giovani, delle loro famiglie e del nostro Paese. E dobbiamo fare un patto coi ragazzi, prendere la responsabilità nei loro confronti e ingaggiarli”.
“Sosteniamo con convinzione questo progetto di Fondazione Cariplo – commenta Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo – a cui si aggiunge oggi Regione Lombardia. Serve restituire fiducia a chi è uscito dal mondo della formazione e del lavoro in modo che possa costruirsi un futuro e che sappia di essere una risorsa preziosa per la crescita del Paese”.
I dati sul fenomeno
In Italia, alla fine del 2024, oltre 1,3 milioni di giovani tra i 15 e i 29 anni si trovano in condizione di Neet, ovvero non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. Di questi, 150.000 vivono in Lombardia. L’Unione Europea monitora il fenomeno dal 2010, considerandolo un indicatore chiave del benessere e delle prospettive offerte ai giovani. Il tema si intreccia con un contesto demografico sempre più fragile: secondo Istat, nel 2070 in Lombardia ci saranno 800.000 persone in meno, mentre le imprese avranno bisogno di 710.000 nuovi lavoratori entro il 2028. Paradossalmente, proprio mentre cresce la domanda di competenze, un’intera generazione rischia di restare esclusa. Il costo economico dei Neet per l’Italia è stimato da Eurofound in oltre 24 miliardi di euro all’anno.
Il programma ZeroNeet
L’accordo tra Fondazione Cariplo e Regione Lombardia si inserisce all’interno della più ampia sfida ZeroNeet, un programma nato per contrastare in modo strutturale il fenomeno dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi. L’iniziativa si fonda su due pilastri essenziali. Da una parte, la costruzione di alleanze pubblico-private, capaci di mettere in campo risorse, competenze e responsabilità condivise; dall’altra, un’azione multilivello, che agisca sia laddove il problema è già evidente, sia in chiave preventiva e conoscitiva, per anticipare i rischi di esclusione.
Obiettivi
L’obiettivo è attivare 20.000 giovani NEET e contribuire al superamento del 9% di incidenza NEET entro il 2030, in linea con le indicazioni dell’Unione Europea. Fondazione Cariplo porta con sé un’esperienza significativa maturata negli ultimi anni con progetti come Neetwork, il Bando Doposcuola (QuBì), Green Jobs e numerosi programmi dedicati all’orientamento e al sostegno allo studio (Azionamenti, Tutoring Online Program). Da questi interventi è emersa con forza la necessità di azioni personalizzate, integrate e capaci di coinvolgere i giovani più fragili.
I tre filoni di ‘ZeroNeet’
ZeroNeet si articola lungo tre direzioni principali. La prima riguarda la prevenzione della dispersione scolastica, attraverso interventi mirati nelle scuole più esposte. La seconda interviene nel contrasto diretto alla condizione di NEET, promuovendo percorsi formativi professionalizzanti nei settori in cui il fabbisogno di manodopera è più forte e facilitando la costruzione di reti territoriali che sappiano intercettare e accompagnare i giovani più invisibili. Infine, il terzo asse è dedicato alla produzione e condivisione di conoscenza, per analizzare i dati, comprendere il fenomeno e orientare politiche più mirate e replicabili.
Replicare il progetto su scala nazionale
Le realizzazioni partiranno in Lombardia e nelle province piemontesi di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola con la prospettiva di essere scalata successivamente a livello nazionale. ZeroNeet rappresenta una delle tre sfide strategiche su cui Fondazione Cariplo investirà nei prossimi anni, accanto a due programmi di pari rilevanza e impegno economico: uno sul tema della disabilità e uno dedicato alla prima infanzia, ciascuno con una dotazione prevista di 20 milioni di euro.
La formazione può rivestire un ruolo fondamentale per la prevenzione degli infortuni e per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ecco perché occorre svilupparla con maggiore qualità ed efficacia, verificarne la tracciabilità e la specificità rispetto ai contesti aziendali in cui operano i lavoratori. È l’obiettivo del Protocollo d’intesa siglato a Palazzo Lombardia dal presidente della Regione, Attilio Fontana, e dall’assessore Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) insieme ai rappresentanti delle principali sigle sindacali e agli esponenti delle associazioni datoriali in materia di sicurezza sul lavoro.
Grazie alla firma del protocollo sarà istituito, con legge regionale, l’elenco dei soggetti che erogano in Lombardia corsi di formazione in tema di salute e sicurezza sul lavoro (ai sensi del DLgs 81/08) ed il repository (archivio) della formazione svolta, in attuazione dell’Accordo in Conferenza Stato Regioni e Province Autonome del 17 aprile 2025. L’intesa affronta in modo organico la sicurezza sul lavoro come nessun’altra Regione ha fatto finora.
Fontana: responsabilità condivisa su prevenzione, salute e sicurezza
“Questo Protocollo – sottolinea il presidente Fontana – sintetizza un momento di alto valore istituzionale e responsabilità condivisa. Regione Lombardia è da tempo impegnata nel promuovere e rafforzare prevenzione, salute e sicurezza sul lavoro, come elementi di una visione moderna e responsabile dello sviluppo”.
“Quindi non solo uno strumento tecnico – spiega – ma anche un esempio concreto di come la collaborazione istituzionale e il dialogo tra tutte le componenti del mondo del lavoro possano generare soluzioni efficaci e condivise. Regione Lombardia esercita il proprio ruolo di regia per mettere a sistema competenze, responsabilità e strumenti, nella consapevolezza che solo un approccio integrato può produrre risultati duraturi. L’attuazione dell’intesa non si limita a definire regole, ma punta a cambiare il modo in cui concepiamo la formazione sulla sicurezza: da obbligo a leva strategica di prevenzione e qualità”.
“La sicurezza – chiosa il governatore – non si conquista una volta per tutte. È un valore da difendere, alimentare e rinnovare con investimenti costanti, formazione continua, controlli sistematici e attraverso una solida cultura della prevenzione”.
Istituito l’elenco dei soggetti accreditati
Il protocollo impegna i sottoscrittori ad istituire l’elenco dei soggetti che erogano in Lombardia corsi di formazione su salute e sicurezza sul lavoro. Attraverso una piattaforma informatica regionale in cui dovranno registrarsi tutti i soggetti che intendono svolgere corsi di formazione sarà possibile registrare, anche attraverso modalità di inserimento automatizzate, i dati relativi ai corsi di formazione erogati in Lombardia e di chi li ha frequentati. Fermi restando gli obblighi di legge, attraverso la piattaforma informatica sarà possibile rilasciare al singolo discente l’attestato finale della formazione erogata. La piattaforma ed il repository, il cui accesso sarà garantito a chi ne ha titolo ai sensi di legge, sono funzionali a garantire efficienza alla programmazione dell’attività di controllo e agli accertamenti ispettivi da parte degli organi di vigilanza (ATS e INL) anche durante l’erogazione della formazione.
Tironi: miglioriamo la qualità dei corsi e rafforziamo monitoraggio delle attività formative
“Siamo arrivati a questo risultato di grande rilievo – specifica l’assessore Tironi – dopo un lungo lavoro preparatorio, condiviso con la Direzione Generale Welfare, che si è articolato in una serie di incontri del tavolo istituzionale in cui i rappresentanti delle parti sociali, si sono confrontati fino ad arrivare a una proposta condivisa. Abbiamo stabilito che fosse utile mappare i corsi in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro erogati in Lombardia, istituendo un elenco di tutti i soggetti formatori (al momento solo gli enti accreditati operano attraverso una piattaforma regionale se partecipano alle politiche regionali) compresi quelli non accreditati al sistema lombardo”.
“L’obiettivo che ci poniamo con la firma di questo protocollo – continua – è quello di migliorare la qualità dei corsi e rafforzare i controlli delle attività formative e la veridicità degli attestati rilasciati”.
Tavolo congiunto per sviluppare un piano regionale
“La formazione erogata e attestata – chiarisce – deve essere rispondente al rischio di mansione del lavoratore, deve essere tracciabile e mirata per essere efficace e consentire controlli altrettanto efficaci. Saranno previste anche sanzioni amministrative e gli introiti verranno destinati ad una formazione aggiuntiva non obbligatoria e verrà istituito un tavolo congiunto tra DG Welfare e DG Istruzione, Formazione e Lavoro che avrà il compito di sviluppare un piano regionale mirato e divulgare report con tutti i corsi e i controlli svolti”.
“Vogliamo garantire che in Lombardia ogni lavoratore, ogni azienda, ogni ente – conclude – possa contare su una formazione seria, trasparente, tracciata e coerente con le mansioni svolte per prevenire infortuni”.
Nel 2023, in Lombardia sono stati denunciati quasi 89.000 infortuni, in diminuzione di quasi 21% rispetto all’anno precedente, registrando comunque 171 decessi. Nei primi 4 mesi del 2025, gli infortuni risultano in lieve diminuzione (-3,1% rispetto allo stesso periodo del 2024), ma restano elevati gli episodi mortali, 45, ed è preoccupante l’incremento delle malattie professionali, pari al +18,5%
I firmatari del protocollo per la sicurezza sul lavoro in Lombardia
Il Protocollo d’intesa è stato sottoscritto da:
Valentina Cappelletti, segretaria generale CGIL Lombardia;
Un nuovo protocollo con gli avvocati per combattere la violenza di genere. La Regione Lombardia e gli avvocati lombardi rinnovano il loro impegno nella prevenzione e nel contrasto alla violenza sulle donne.
L’intesa è finalizzata alla realizzazione di interventi per offrire l’assistenza legale gratuita a sostegno delle donne vittime di violenza.
La volontà è quella di proseguire anche con l’attivazione di percorsi formativi rivolti agli avvocati lombardi.
Obiettivo strategico contro la violenza di genere
“Prevenire e contrastare la violenza di genere – ha affermato l’assessore Lucchini – è un obiettivo strategico della nostra legislatura. Per questo il Protocollo d’Intesa con i professionisti del diritto garantirà la possibilità dell’estensione del gratuito patrocinio a casistiche non previste a livello statale”.
Percorsi formativi
Le risorse stanziate sono pari a 470.000 euro. Grazie a questo intervento, ha spiegato Lucchini, “daremo continuità ai percorsi formativi professionalizzanti sul tema nel periodo settembre 2025 – dicembre 2027 e grazie alle competenze professionali degli avvocati, sempre più integrate e attente a un’adeguata presa in carico delle donne vittime di violenza, promuoveremo anche eventi di sensibilizzazione volti alla cultura del rispetto all’interno degli istituti scolastici. Ancora una volta mi appello alla imprescindibile alleanza tra istituzioni – ha concluso la responsabile alla Famiglia – per rafforzare la nostra Rete Antiviolenza, un presidio di prevenzione e contrasto a ogni violenza di genere”.
Regione Lombardia prosegue nel suo impegno per potenziare il sistema sociosanitario attraverso un investimento concreto nella formazione professionale guardando alle figure di ASA e OSS. È stato infatti approvato l’Avviso ‘Percorsi di formazione abilitanti e regolamentati per l’ottenimento della qualifica di Ausiliario Socio Assistenziale (ASA) e di Operatore Socio Sanitario (OSS)‘, nell’ambito del Programma Regionale FSE+ 2021-2027 e in attuazione di una delibera della Giunta regionale approvata a fine marzo 2025.
Da Lombardia risorse per formazione di OSS e ASA
L’iniziativa, finanziata con 6 milioni di euro, si rivolge a persone disoccupate. L’obiettivo è incrementare la disponibilità di figure qualificate in un settore strategico e a forte impatto sociale, in risposta al fabbisogno occupazionale rilevato sul territorio. Chi è interessato potrà presentare la propria domanda a partire dal 14 luglio utilizzando le informazioni presenti sul sito Bandi e servizi di Regione Lombardia.
Tironi: strumenti concreti per rispondere a carenza di queste figure
“Stiamo rispondendo con strumenti concreti – spiega l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi – a una delle urgenze più rilevanti del nostro sistema sociosanitario: la carenza di personale qualificato. Con questo Avviso favoriamo la formazione gratuita di ASA e OSS”.
“Accompagniamo i partecipanti – rimarca l’assessore lombardo – verso l’occupazione, mettendo in connessione diretta formazione e fabbisogni reali delle strutture del territorio”.
Le rilevazioni nelle RSA e nelle Unità di Offerta Sociosanitarie
“Secondo le rilevazioni che abbiamo condotto presso RSA e Unità di Offerta Sociosanitarie lombarde – chiarisce – mancano all’appello 1.422 ASA e 1.005 OSS. Una situazione che rischia di compromettere l’efficienza e la qualità dei servizi offerti, aggravata dal disallineamento tra domanda e offerta di lavoro”.
Contrastare lo skill mismatch
Con questo nuova iniziativa Regione Lombardia conferma la propria strategia volta a rafforzare l’incontro tra domanda e offerta, contrastare lo skill mismatch e valorizzare le professioni sociosanitarie, sempre più centrali in un contesto demografico in evoluzione.
Formare nuovi professionisti e garantire un servizio efficiente
L’Avviso prevede che la partecipazione ai corsi sia totalmente gratuita per gli utenti, e con un matching mirato, attraverso il quale gli enti accreditati alla formazione, in raccordo con le strutture sociosanitarie, favoriranno l’inserimento lavorativo dei partecipanti. “Formazione, occupabilità e prossimità ai territori – conclude l’assessore Tironi – sono le parole chiave di questo intervento. Il nostro obiettivo è duplice: da un lato qualificare nuove professionalità, dall’altro garantire un servizio efficiente, umano e competente a chi ha bisogno di assistenza”.
Primo incontro del tavolo di coordinamento dei servizi di Polizia locale a Palazzo Lombardia organizzato dall’assessorato regionale alla Sicurezza con gli amministratori dei Comuni capoluogo delle province lombarde.
“La riunione è stata una preziosa opportunità – ha dichiarato l’assessore Romano La Russa – per un confronto tra Regione Lombardia e gli assessori alla Sicurezza delle altre province sul tema della Polizia locale. L’obiettivo comune, in un’ottica di reciproca collaborazione e sinergia tra i diversi enti coinvolti, è il miglioramento e il rafforzamento dei servizi“.
“In particolare – ha proseguito La Russa – vogliamo continuare a valorizzare, come già fatto in questi anni, gli accordi che promuovono servizi associati di Polizia locale. Tra i vari spunti emersi dal tavolo, l’annoso problema del mancato accesso della Polizia locale al sistema informatico interforze CED-SDI, le criticità incontrate dalle amministrazioni comunali nel dotare i propri agenti degli stessi strumenti difensivi e la necessità di ampliare l’offerta dei corsi di formazione. Tutti temi importanti che saranno opportunamente approfonditi nella prossima convocazione del tavolo prevista a settembre”.
Apre martedì 17 giugno, alle ore 12, l’Avviso pubblico Dote Scuola 2025– componente Disabilità di Regione Lombardia, che assegna contributi per complessivi 8,5 milioni di euro alle Scuole paritarie dell’Infanzia non comunali, primarie, secondarie di primo e di secondo grado, a parziale copertura dei costi del personale insegnante impegnato in attività didattica di sostegno degli studenti con disabilità.
Dote Scuola 2025 per studenti con disabilità
Il contributo a fondo perduto può essere richiesto da Scuole paritarie dell’Infanzia non comunali, primarie, secondarie di primo e di secondo grado, con sede sul territorio regionale, che abbiano tra i propri alunni frequentanti studenti residenti in Lombardia con disabilità certificata.
Percorsi sempre più accessibili per tutti
“L’istruzione in Lombardia, oltre a essere di qualità – ha detto l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi – deve essere sempre più accessibile a tutti. Queste risorse consentono la personalizzazione dei percorsi, un elemento caratterizzante del nostro sistema. Grazie a queste misure, ci impegniamo a garantire condizioni di apprendimento ottimali e uguali per tutti i nostri studenti, con l’obiettivo di valorizzare il nostro capitale umano”.
Come fare domanda
L’Avviso pubblico rimarrà aperto fino alle ore 12 del 31 luglio 2025. La domanda di partecipazione dovrà essere presentata dal Legale rappresentante della Scuola paritaria solo in forma telematica, sulla piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia (www.bandi.regione.lombardia.it).
Accedere all’Avviso pubblico
Per accedere alla piattaforma e quindi all’Avviso pubblico è necessario seguire i seguenti passaggi:
autenticarsi al sistema utilizzando Spid (Sistema pubblico di identità digitale), Cie (Carta d’identità elettronica) oppure Cns (Carta nazionale dei servizi) /Crs (Carta regionale dei servizi) con Pin personale e lettore.
Compilare la domanda, seguendo le istruzioni contenute nel sistema online e nella guida.
Confermare i dati inseriti e inviarli.
Ammontare del contributo
I fondi disponibili possono essere differenziati in base all’erogazione di altri finanziamenti da parte dello Stato e, indicativamente, fino ad un massimo di:
1.000 euro per ogni studente con disabilità che frequenta la scuola dell’infanzia.
2.000 euro per ogni studente con disabilità che frequenta la scuola primaria.
3.500 euro per ogni studente con disabilità che frequenta la scuola secondaria di primo grado.
3.500 euro per ogni studente con disabilità che frequenta la scuola secondaria di secondo grado.
Contributo entro 30 giorni dal decreto di assegnazione
Le domande ammesse sono finanziate entro 30 giorni dal decreto di assegnazione, con la liquidazione del contributo alle Scuole beneficiarie in un’unica soluzione. Nessuna documentazione è richiesta ai fini dell’erogazione del contributo.
Le informazioni relative ai contenuti dell’Avviso pubblico ed agli adempimenti connessi potranno essere richieste all’Ufficio Dote Scuola, all’indirizzo di posta elettronica sostegno.disabilità@regione.lombardia.it.
Assistenza alla compilazione
Per le richieste di assistenza alla compilazione online e per i quesiti di ordine tecnico sulle procedure informatizzate, è possibile contattare bandi@regione.lombardia.it ed il numero verde 800.131.151, operativo da lunedì al sabato, esclusi i festivi, dalle ore 8.00 alle ore 20, per i quesiti di ordine tecnico; dalle ore 8.30 alle ore 17, per richieste di assistenza tecnica.
Sono 1.370 i giovani lombardi pronti a iniziare la loro esperienza di servizio civile. Andranno a operare in 664 Comuni gestiti dal Network Scanci.it. Le nuove ‘leve’ sono state salutate, all’Auditorium Testori di Milano, nel corso di un evento organizzato da Anci e Anci Lombardia in collaborazione con Regione Lombardia. Le domande totali di partecipazione pervenute sono state 4.356.
Il saluto dell’assessore ai giovani del servizio civile in Lombardia
A salutarli l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, che ha ringraziato i ragazzi e le ragazze per “l’impegno che hanno scelto di prendere”, sottolineando “il valore” che rappresenta. “Il vostro – ha detto la responsabile della Famiglia – è un esempio di cittadinanza attiva, di grande valore per le nostre comunità. Attraverso il vostro servizio, contribuirete concretamente alla costruzione di una società più solidale, inclusiva e consapevole”. “Siete protagonisti – ha aggiunto – di un’esperienza che arricchirà non solo il territorio, ma anche il vostro percorso personale e umano”.
L’opportunità sotto il profilo della formazione
Infine l’assessore Lucchini ha ricordato l’importante opportunità che il servizio civile offre anche sotto il profilo della formazione: “I percorsi previsti nei Programmi e progetti approvati anche con il concorso di Regione Lombardia – ha osservato – rappresentano un’opportunità a 360 gradi. Infatti, oltre a dare corpo ad attività rilevanti per il territorio e la società civile, contengono azioni formative che solitamente superano le 100 ore complessive e possono contenere anche percorsi di acquisizione delle competenze spendibili per la ricerca del futuro collocamento all’interno del mondo del lavoro”.
I numeri
Il Bando con cui partiranno è quello ordinario 2024 con i seguenti numeri complessivi di posti previsti sul territorio lombardo: Programmi 2024 – SCU n. 4.350 volontari. I posti di ‘operatore volontario’ in Lombardia negli ultimi anni hanno avuto numeri molto rilevanti: nel 2021 i volontari erano 4.342, nel 2022 si arrivò a 5.636 mentre lo scorso anno 5.409.
Profilo dei volontari
È di 23 anni l’età media dei candidati volontari. Di questi, il 68% sono femmine e il 32% maschi. Circa il 65% è in possesso di Diploma di Scuola Superiore. Oltre il 22% è in possesso di una Laurea. Il 10% è in possesso di Licenza media. Circa il 3% si distribuisce tra Licenza elementare e il possesso di titolo di studio conseguito all’estero e non riconosciuto in Italia.
Ambiti dei progetti
Assistenza: attività dedicate alle persone particolarmente vulnerabili e fragili (minori, persone con disabilità, anziani).
Cultura: attività all’interno delle biblioteche e nei musei e nell’organizzazione di iniziative ed eventi culturali.
Educazione: attività nelle scuole e nelle strutture ricreative per minori ed anziani.
Ambiente: attività svolte all’interno di parchi ed oasi protette e attività di educazione ambientale condotte nelle scuole e verso la cittadinanza.
Protezione civile: affiancamento agli operatori nella gestione delle attività e nell’educazione alla prevenzione.
Più facile trovare lavoro
Si sottolinea come nel corso degli anni il servizio civile abbia accentuato sempre più il suo ruolo di precursore (per i giovani) al futuro accesso nel mercato del lavoro. I giovani che partecipano al Servizio civile hanno sicuramente maggiori possibilità di trovare un posto di lavoro in tempi ragionevoli (spesso in pochi mesi).
Regione Lombardia ha finanziato, con oltre 450.000 euro, 50 corsi di formazione, raggiungendo oltre mille operatori agricoli sull’intero territorio regionale. Lo comunica l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, dopo la conclusione della quarta e ultima finestra istruttoria del bando 2024 CRS – SRH03 ‘Formazione degli imprenditori agricoli, degli addetti alle imprese operanti nei settori agricoltura, zootecnia, industrie alimentari, e degli altri soggetti privati e pubblici funzionali allo sviluppo delle aree rurali’.
Lombardia sostiene la formazione dei professionisti in agricoltura
“Sostenere la formazione – afferma l’assessore regionale Alessandro Beduschi – significa fornire strumenti concreti agli imprenditori agricoli per affrontare un mercato sempre più competitivo. La conoscenza è oggi la prima leva per garantire sostenibilità, efficienza e redditività alle nostre aziende”.
I percorsi formativi hanno trattato temi chiave per l’evoluzione del settore: dal benessere animale e controllo di gestione negli allevamenti bovini, alla lotta alla resistenza antimicrobica, passando per strumenti di marketing per le imprese agricole, valorizzazione della biodiversità, enoturismo e oleoturismo, fino a competenze tecniche come la potatura della vite.
In fase di approvazione il bando 2025
È attualmente in fase di approvazione il bando 2025, che riproporrà lo stesso modello, con quattro finestre temporali per la presentazione delle domande e l’avvio dei corsi, così da rispondere in modo flessibile alle esigenze degli operatori. Anche per la nuova edizione, i corsi saranno progettati in coerenza con l’obiettivo trasversale della modernizzazione del settore agricolo e in linea con i target specifici della nuova Politica Agricola Comune (PAC). Beneficiari del bando sono gli enti di formazione accreditati presso Regione Lombardia, mentre i destinatari finali restano gli imprenditori agricoli, i lavoratori del comparto e tutti i soggetti, pubblici e privati, funzionali allo sviluppo delle aree rurali.
Le esigenze di un’agricoltura che cambia
“A un’agricoltura che cambia rapidamente – conclude l’assessore Beduschi – servono agricoltori capaci non solo di produrre, ma anche di interpretare le trasformazioni. Chi lavora la terra oggi ha bisogno di visione, oltre che di tecnica: la formazione serve a questo, a dare strumenti ma anche consapevolezza”.