Via libera dalla Giunta regionale ai ‘Progetti Esemplari‘, interventi innovativi e replicabili nel campo della transizione energetica, dell’efficienza e della decarbonizzazione, in coerenza con gli obiettivi del PNIEC, del PNRR e della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile.
È stato approvato, su proposta dall’assessore a Enti locali e Risorse energetiche, Massimo Sertori, lo schema di accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase).
Lombardia, accordo con Mase per ‘Progetti Esemplari’
“Si tratta del recepimento – dice l’assessore Sertori – dello stanziamento del Mase di 3.500.000 di euro a favore di Regione Lombardia. Questo rappresenta un passo importante per mettere a disposizione dei territori lombardi strumenti e risorse in grado di valorizzare buone pratiche energetiche e ambientali, sperimentando modelli virtuosi replicabili su scala regionale e nazionale”.
Beneficiari dei fondi
I beneficiari dei fondi, la cui selezione farà seguito all’accordo Lombardia-Mase, potranno essere enti pubblici, istituti pubblici di assistenza e beneficenza (Ipab), consorzi di bonifica, enti e organismi di ricerca e formazione, enti religiosi, realtà del terzo settore e associazioni di protezione ambientale nonché le amministrazioni locali contenute nell’elenco delle amministrazioni pubbliche che intendono realizzare i ‘Progetti Esemplari’ così come definiti dal Decreto del Mase 16 del 9 giugno 2025.
Saranno quindi finanziati progetti finalizzati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, eventualmente integrati con sistemi di accumulo, nonché interventi volti a favorire l’elettrificazione dei consumi e a promuovere la mobilità elettrica.
Contenuti dell’accordo
L’accordo disciplina la collaborazione tra Regione e Ministero per realizzare ‘Progetti Esemplari’ attraverso la definizione di obiettivi e impegni reciproci, modalità di erogazione e gestione dei fondi. Questo rappresenta dunque lo strumento operativo con cui Regione Lombardia attua interventi per la transizione energetica con fondi nazionali gestiti dal Mase.
Sertori: Regione sceglie i progetti da finanziare
“Il Ministero – ricorda l’assessore regionale – trasferisce i fondi e noi, come Regione, ci impegniamo a selezionare i beneficiari che realizzeranno progetti nell’ambito dei percorsi per la decarbonizzazione e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Alla Regione spetterà inoltre il ruolo di monitorare e rendicontare le azioni, assicurando trasparenza e corretto uso delle risorse”.
Regione Lombardia ha approvato, sul fronte energia, la convenzione con la Fondazione Politecnico di Milano per la realizzazione del progetto di ricerca ‘Scenari energetici per la Lombardia’, finalizzato a sviluppare strumenti conoscitivi e analitici a supporto della pianificazione energetica regionale, in coerenza con gli obiettivi europei e nazionali di decarbonizzazione al 2030 e al 2050.
Una collaborazione scientifica
È quanto annuncia l’assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, sottolineando come “la collaborazione con una realtà di eccellenza scientifica come la Fondazione Politecnico di Milano permetterà di definire, su basi tecnico-scientifiche solide, i futuri scenari di sviluppo energetico della Lombardia. Rafforzando così la capacità competitiva del sistema produttivo e garantendo sicurezza, sostenibilità e una sempre maggiore autonomia”.
L’iniziativa si inserisce nel quadro degli strumenti di programmazione energetico-ambientale già avviati dalla Regione. E mira a fornire un aggiornamento continuo delle dinamiche di domanda e offerta energetica, nonché a individuare percorsi di ottimizzazione e decarbonizzazione del territorio lombardo.
Cosa prevede
La convenzione, che prevede un contributo regionale di 50.000 euro per l’attuazione delle attività di ricerca, consentirà di:
analizzare i fabbisogni energetici regionali e le dinamiche di domanda e offerta;
elaborare scenari energetici al 2030 e al 2050, sia tendenziali che di piano;
individuare strategie di ottimizzazione e soluzioni energetiche territoriali;
favorire momenti di confronto e consultazione con gli stakeholder locali.
Sertori: avremo una base conoscitiva
“Questo progetto – prosegue l’assessore Sertori – fornirà una base conoscitiva aggiornata e condivisa per orientare le scelte di programmazione e di investimento, in linea con gli obiettivi regionali, nazionali e sovranazionali. La Lombardia conferma così il proprio ruolo di regione guida nella transizione energetica, con lo sguardo sempre rivolto alla solidità e alla competitività del proprio sistema economico-produttivo”.
Verso l’efficienza energetica
“La convenzione approvata – conclude Sertori – rappresenta un ulteriore passo nel percorso avviato da Regione Lombardia per promuovere l’efficienza energetica, la diversificazione delle fonti e lo sviluppo delle energie rinnovabili, mantenendo una prospettiva di resilienza e autonomia energetica e consolidando la leadership della Lombardia nel processo di transizione energetica, in coerenza con il Programma Regionale di Sviluppo Sostenibile della XII legislatura e con il suo pilastro ‘Lombardia Green’.
La Lombardia si conferma protagonista della transizione ecologica con il ‘Forum Regionale per lo Sviluppo Sostenibile‘. Solo nel periodo 2019 – 2023 sono state oltre 102.000 le imprese che hanno investito in tecnologie green (pari al 18% del totale delle aziende italiane), dato che ha fatto salire il territorio lombardo sul gradino più alto del podio a livello nazionale. Altro primato è inoltre quello relativo alle energie rinnovabili, con 6.660 PMI attive nel 2023 in questo comparto, pari al 16,2% del totale del nostro Paese.
Si tratta di risultati frutto di un percorso virtuoso, ormai consolidato, che Regione Lombardia promuove fortemente attraverso politiche mirate e importanti risorse economiche. Basti pensare che, solo tra il 2020 e il 2023, sono stati stanziati 1,5 milioni di euro per incentivare le certificazioni ISO 5001 e le diagnosi energetiche, strumenti chiave per favorire una gestione smart dei consumi. Altri 8 milioni invece sono stati erogati, nello stesso periodo, per favorire l’efficientamento dei processi produttivi e l’installazione di impianti fotovoltaici e di altre fonti rinnovabili.
Questi sono solo alcuni dei numeri che raccontano l’eccellenza, in tema di sostenibilità, delle imprese lombarde, protagoniste a Bergamo della prima tappa del ‘Forum Regionale per lo Sviluppo Sostenibile’, importante evento organizzato da Regione Lombardia per fare il punto con i diversi stakeholder sulle politiche messe in atto, sui risultati raggiunti e sulle sfide future da affrontare.
La tappa bergamasca del Forum per lo Sviluppo Sostenibile
Nello specifico, quella orobica è solo la prima tappa di un percorso itinerante più ampio che toccherà successivamente Lodi (19 settembre), Lecco (26 settembre) e Monza (17 ottobre) per poi concludersi a Milano il 30 ottobre con un convegno dedicato alle città intelligenti. Tema portante dell’edizione 2025 del Forum è la transizione climatica, declinata di volta in volta in sottotemi più specifici.
L’appuntamento di Bergamo, focalizzato in particolare sul percorso di decarbonizzazione delle imprese, è stato introdotto dall’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Giorgio Maione, che ha ribadito la centralità dell’iniziativa come momento di confronto e dibattito con gli stakeholder. Presenti anche l’assessore alla Casa e all’Housing Sociale, Paolo Franco, e il vicepresidente del Consiglio Regionale, Giacomo Cosentino. Tra i relatori della giornata Elena Carnevali, sindaco di Bergamo, Carlo De Grandis, policy officer della direzione generale per l’Azione per il Clima della Commissione Europea.
Una visione pragmatica della sostenibilità
Fil rouge dei diversi dibattiti della mattinata la visione di Regione Lombardia in tema di Sviluppo Sostenibile, riassunta nei saluti istituzionali contenuti nel messaggio inviato dal presidente Attilio Fontana. Il governatore ha ribadito, nello specifico, come, quando si parla di sostenibilità, sia fondamentale adottare una visione “pragmatica e non ideologica, capace di coniugare in modo sinergico la dimensione ambientale, sociale ed economica e di favorire sinergie virtuose tra pubblico e privato”. “Solo così – ha precisato Fontana – sarà possibile ottenere risultati concreti che si traducano in un aumento di competitività, soprattutto sugli scenari internazionali”.
La prima regione italiana ad approvare una legge sul clima
La portata innovativa della scelta di Regione di mettere al centro delle sue politiche il tema della sostenibilità attraverso il Piano Regionale di Sviluppo Sostenibile è stata la cornice tematica all’interno della quale si è inserito l’intervento dell’assessore Maione, che ha sottolineato come la Lombardia sia stata la prima regione italiana ad approvare una legge sul clima (legge regionale n. 11 del 18 luglio 2025).
“La Lombardia – ha sottolineato Maione – è la prima regione italiana ad aver adottato una legge sul clima, ciò è motivo di grande orgoglio. Questo provvedimento rappresenta uno strumento concreto per affrontare le sfide poste dal riscaldamento globale, rendendo la decarbonizzazione un obiettivo compenetrato a tutte le politiche di questa Giunta. La legge riflette il nostro profondo impegno per promuovere la tutela ambientale e garantire la qualità della vita dei cittadini lombardi, ma rappresenta anche un mezzo a servizio dello sviluppo e della competitività del territorio lombardo. Regione Lombardia conferma ancora una volta la sua capacità di affrontare in modo efficace le sfide legate all’ambiente, adottando una visione lungimirante volta a garantire un futuro più sostenibile alle prossime generazioni”.
Il ruolo della sostenibilità nell’edilizia sociale
Tra i temi emersi nel corso dell’evento anche il binomio sostenibilità-edilizia sociale, al centro dell’intervento dell’assessore alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco: “Attraverso la Missione Lombardia, il piano per il rilancio delle politiche abitative regionali dal valore complessivo di 1,5 miliardi di euro – ha spiegato – finanziamo anche interventi che riqualificano gli immobili di edilizia popolare dal punto di vista dell’efficienza e della sostenibilità energetica andando a incidere sulla qualità di vita di interi quartieri, con ricadute positive a livello ambientale e sociale: il taglio delle emissioni inquinanti si accompagna infatti ai risparmi sulle bollette per le famiglie bisognose. La sostenibilità in Lombardia non è un concetto astratto o uno slogan privo di contenuti, ma un insieme di azioni e investimenti che attiviamo nel segno del pragmatismo lombardo che ci contraddistingue”.
Grandi vantaggi per le Pmi che investono nel Green
Il ruolo chiave dell’adesione ai paradigmi della sostenibilità come strumento per promuovere la competitività delle imprese è stato invece al centro dell’intervento di Carlo De Grandis, policy officer della direzione generale per l’Azione per il Clima della Commissione Europea, che, in un collegamento video, ha sottolineato come le Pmi abbiano ormai compreso i vantaggi legati all’adesione a questi principi, modalità operative che ormai rappresentano un requisito ineludibile per non essere penalizzate sui mercati, soprattutto quelli internazionali.
Il progetto ‘Next Generations Budgets’
Tante le questioni approfondite dal Forum nel corso dei diversi panel tematici, che hanno declinato a 360 gradi il tema dello sviluppo sostenibile: dalla decarbonizzazione dei processi industriali, al ruolo delle biomasse nell’approvvigionamento energetico, fino all’adozione di strumenti ‘ad hoc’ per rendere la sostenibilità ancora più compenetrata al bilancio verde. Per quanto riguarda, nello specifico, quest’ultimo punto il riferimento è a due iniziative distinte: il progetto ‘Developing Green Budgeting Practices in Lombardy’, finanziato dalla Commissione Europea, e il progetto ‘Next Generation Budgets’, promosso dalla rete internazionale Under2Coalition, di cui Regione Lombardia è membro. Tra gli obiettivi di questi due progetti c’è la realizzazione di una metodologia di classificazione delle voci di bilancio sulla base della tassonomia europea, in un contesto che punta a rafforzare sempre di più l’integrazione degli obiettivi climatici e di sostenibilità nelle decisioni di bilancio.
Da Regione Lombardia20.000.000 euro, ripartiti nelle annualità 2025, 2026 e 2027, per finanziare interventi per la realizzazione di impianti e di reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento che utilizzino al 100% da fonti rinnovabili e/o recuperino calore di scarto ‘Green Heat 100%’ sul territorio regionale.
A dare notizia di questa nuova misura regionale è l’assessore lombardo a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche, Massimo Sertori, dopo l’approvazione in Giunta della delibera da lui proposta.
I destinatari delle risorse
Destinatari delle risorse messe a disposizione a valere sul fondo PR FESR 2021-2027 gli operatori dei servizi di teleriscaldamento (Micro, piccole, medie e grandi imprese) di tutto l’intero territorio regionale. Con esclusione dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi.
Lombardia per teleriscaldamento e teleraffrescamento da fonti rinnovabili
“L’iniziativa – spiega Massimo Sertori – consente una progressiva transizione verso un nuovo sistema energetico regionale. Ovvero un quadro che minimizzi il ricorso alle fonti fossili, contribuisca a ridurre le emissioni di gas climalteranti e inquinanti e diversifichi l’approvvigionamento energetico. Riducendo quindi la dipendenza energetica”. “L’azione – continua – sarà realizzata in coerenza con le indicazioni del Programma Regionale Energia Ambiente e Clima relative alla territorializzazione dello sviluppo delle fonti rinnovabili”.
Opportunità per i territori
“Si tratta di una opportunità per i territori – conclude Sertori – per rilanciare aree urbane e industriali attraverso l’uso di calore di scarto e fonti rinnovabili locali. Con potenziali benefici, quindi, in termini di decarbonizzazione, innovazione e occupazione“.
Entro estate 2025 bando, in autunno sportello
Entro l’estate il bando regionale verrà approvato dall’assessorato Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorse idriche, mentre l’apertura dello sportello è programmata in autunno.
Aumentare la produzione e l’autonomia energetica attraverso l’incremento delle fonti rinnovabili, salvaguardando territorio, agricoltura e contenendo i costi. Questi gli obiettivi del Progetto di Legge (PdL) approvato martedì 15 aprile 2025 dalla Giunta regionale che individua le aree idonee per l’istallazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici in Lombardia e che ora andrà in aula per la definitiva approvazione. Nell’ambito del processo di decarbonizzazione le direttive europee, e quindi la normativa italiana, prevedono un forte incremento della produzione da fonte rinnovabile con obiettivi da raggiungere entro il 2030. Tale incremento in Lombardia sarà difatti raggiunto sviluppando soprattutto gli impianti fotovoltaici e agrivoltaici.
Il PdL ‘Aree idonee’ della Lombardia
Il PdL sulle ‘Aree idonee’ è stato presentato in conferenza stampa dagli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste).
La norma italiana, è stato ricordato, prevede delle fasce in cui insistono procedure semplificate per la loro installazione, a queste zone con la norma regionale si applicano il disciplinare italiano con qualche comma definito a livello lombardo.
Sertori: i nuovi scenari per lo sviluppo
“Regione Lombardia – annuncia l’assessore a Enti locali e Risorse energetiche della Regione Lombardia, Massimo Sertori – ha definito nuovi scenari di sviluppo per le aree idonee destinate all’installazione di impianti a fonti rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, con l’obiettivo di raggiungere 12 GW di potenza installata entro il 2030”.
L’assessore ha quindi ricordato il passaggio dal prezzo unico nazionale (PUN) al prezzo zonale, avvenuto il 1° gennaio 2025, fatto che ha reso ancora più urgente l’incremento di produzione di energia da fonti rinnovabili.
Regione Lombardia, in attuazione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), ha mappato il territorio e individuato le zone ove è possibile installare impianti a fonte rinnovabile, contemperando la necessità di raggiungere gli obiettivi di nuova potenza installata minimizzando gli impatti sull’ambiente, sul territorio, sul patrimonio culturale, sul paesaggio e soprattutto sul suolo agricolo, quest’ultimo fortemente impattato dallo scenario che vede il fotovoltaico come la tecnologia più facilmente percorribile per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.
La mappatura ha permesso di operare una ripartizione provinciale dell’obiettivo regionale prevedendo una distribuzione equilibrata dell’obiettivo di potenza in suddette aree, tenendo conto di fattori di natura economica, sociale e territoriale.
“Il raggiungimento dell’obiettivo di 12 GW di nuovi impianti FER che abbiamo inserito in legge – dichiara l’assessore Massimo Sertori – mira a incrementare l’autonomia di produzione in modo sostenibile garantendo sicurezza e competitività, favorendo la stabilità del prezzo zonale dell’energia”.
Beduschi: punto di equilibrio che tutela il mondo agricolo
“Come Regione più produttiva d’Italia – afferma l’assessore Beduschi – siamo chiamati a coniugare la necessità di accelerare sulla transizione energetica con la responsabilità di tutelare un’agricoltura che è motore economico, presidio del paesaggio e fondamento della nostra qualità agroalimentare. Abbiamo scelto un approccio equilibrato, individuando obiettivi ambiziosi sulle rinnovabili, ma tracciando limiti chiari a tutela delle superfici agricole che alimentano le nostre filiere e sostengono la Dop economy lombarda. È un lavoro di mediazione complesso, ma necessario per garantire uno sviluppo davvero sostenibile, che non metta in competizione l’energia con il cibo, ma valorizzi entrambe le vocazioni del nostro territorio”. “Era inevitabile – conclude – chiedere un contributo a tutti i settori, ma grazie al lavoro svolto siamo riusciti a contenere l’impatto e a proteggere in modo sostanziale il cuore agricolo della Lombardia”.
La mappatura ha consentito di definire, per ogni tipologia di area, il potenziale di sviluppo FER applicando una percentuale di effettiva realizzabilità degli impianti nelle diverse categorie di superfici.
Il riparto dei 12 GW per provincia
Di seguito la distribuzione della potenza in GW da installare entro il 31 dicembre 2030 per ciascuna provincia:
Bergamo 1,24;
Brescia 1,89;
Como 0,55;
Cremona 1,44;
Lecco 0,34;
Lodi 0,47;
Mantova 1,13;
Monza e Brianza 0,62;
Milano 1,63;
Pavia 1,70;
Sondrio 0,16;
Varese 0,81.
TOTALE 12
Il limite massimo
“Tale ripartizione – sottolinea Sertori -, oltre a rappresentare l’obiettivo di realizzazione di nuovi impianti, fissa un limite massimo oltre il quale non sarà più possibile realizzare nuovi impianti”.
A fronte del raggiungimento dell’obiettivo di 12 GW si stimano investimenti sul territorio lombardo di circa 11-12 miliardi di euro e compensazioni territoriali che Regione Lombardia definirà a breve in attuazione delle modifiche normative che si stanno finalizzando in recepimento del Testo unico FER.
Proficuo lavoro interassessorile
L’assessore Sertori conclude affermando che il testo di legge oggi approvato dalla Giunta è frutto di un lungo e proficuo lavoro fatto di confronti e approfondimenti condotti dagli uffici dei vari Assessorati coinvolti (Enti locali, Agricoltura, Territorio, Ambiente e Sviluppo economico) che ha permesso di trovare un equilibrio al fine di favorire una transizione energetica sostenibile, tutelando al contempo il suolo agricolo e rispondendo alle crescenti esigenze energetiche del nostro territorio.
L’importanza di abbandonare un approccio ideologico alla transizione ecologica e digitale e la necessità di valorizzare al massimo il ruolo delle Regioni in Ue come centri propulsori di innovazione e sviluppo sostenibile. Questi i punti chiave dell’intervento del presidente di Regione Lombardia,Attilio Fontana, che a Milano ha partecipato al convegno ‘Milano Smart’, dedicato alle sfide della smart city e della rigenerazione urbana.
All’appuntamento era presente anche l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Giorgio Maione, tra i relatori del panel dedicato alla digitalizzazione dei processi urbani. Nel corso dell’evento, durante il quale è stato trasmesso un videomessaggio del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, hanno partecipato, tra gli altri, anche il presidente esecutivo di FNM, Andrea Gibelli, e la rettrice dell’Università Bicocca,Giovanna Iannantuoni.
Fontana: no a ideologia su transizione ecologica e digitale
“Su certe scelte, sulle grandi riforme – ha detto Attilio Fontana – non ci si dovrebbe spaccare politicamente. Se qualcuno cerca infatti di speculare su qualche voto sulla sanità o sul Green Deal, quel qualcuno, consentitemi il termine, è un imbecille, perché magari riesce a ottenere qualche piccolo consenso per il suo partito, ma poi, quando andrà a governare, dovrà gestire le macerie che derivano da queste situazioni, e non pensa in modo serio al futuro del nostro Paese”.
“Credo che l’equilibrio debba essere sempre alla base di tutto – ha aggiunto – sparando sempre nel mucchio e cercando di creare sconcerto nella gente si fa solo una cattiva informazione e si ottengono dei risultati pessimi per la nostra Regione, per il Paese e per il continente”.
Coniugare aspetti ambientali, economici e sociali
“La decarbonizzazione, la qualità dell’aria, la digitalizzazione e la rigenerazione urbana – ha sottolineato inoltre il governatore lombardo a margine dell’evento – sono temi prioritari per Regione Lombardia. Fino a oggi, a livello europeo, c’è stata troppa demagogia, ci sono state troppe proposte che andavano nella direzione di distruggere l’economia per salvaguardare l’ambiente. Bisogna trovare un equilibrio che sappia coniugare al meglio gli aspetti green con quelli economici e sociali. In generale, credo sia fondamentale evitare ogni approccio ideologico e demagogico”.
Territori come centri propulsori della transizione
Il governatore lombardo si è, inoltre, soffermato sul ruolo dei territori come centri propulsori della transizione ecologica e digitale. “Sono assolutamente convinto – ha proseguito Fontana – che sia necessario declinare il concetto di smart city in un’accezione più ampia, portandolo a comprendere tutto il territorio lombardo. Le politiche che stiamo mettendo in atto stanno andando proprio in questa direzione. Vogliamo dare la possibilità a tutti territori di affrontare al meglio queste sfide. In quest’ottica stiamo lavorando per decentrare i servizi, migliorare i collegamenti, offrire una connettività sempre più efficiente”.
“Il ruolo delle regioni a livello europeo – ha sottolineato – sta decisamente cambiando, assumendo una valenza maggiore. L’alleanza delle regioni sull’automotive, di cui Regione Lombardia ha assunto la guida, è la dimostrazione di questa evoluzione. Quando si mettono insieme i territori che hanno gli stessi problemi, che conoscono le bene diverse questioni da affrontare e si fa sentire la loro voce in modo compatto, questo approccio viene preso in considerazione a livello europeo”.
“Una volta a Bruxelles venivo trattato con una certa sufficienza – ha concluso Fontana –, adesso vedo che alle regioni viene data grande attenzione, c’è grande impegno a dare risposte. Credo che i territori debbano riappropriarsi del loro ruolo, perché le risposte alle diverse problematiche possono essere meglio organizzate se affrontate su base locale”.
Maione: case e strade intelligenti per ridurre le emissioni
Le sinergie virtuose tra la transizione ecologica e quella digitale sono state al centro dell’intervento dell’assessore Maione. “Case intelligenti e strade intelligenti – ha sottolineato – sono ambiti di primaria importanza per abbattere le emissioni inquinanti. Nel mese di aprile 2025 apriremo un bando da 33 milioni di euro per ridurre efficientare e ridurre i consumi degli edifici pubblici”.
“Nel frattempo – ha aggiunto l’assessore – abbiamo investito 35 milioni di euro in due anni. Risorse da utilizzare per sostituire gli impianti di riscaldamento a biomassa obsoleti con quelli di ultima generazione, che hanno un bassissimo impatto ambientale”.
“Inoltre, per quanto riguarda il traffico veicolare – ha concluso – abbiamo aperto un bando da 10 milioni di euro dedicato alle aree urbane. L’obiettivo è combattere le isole di calore con infrastrutture verdi e rendere più scorrevole il traffico grazie a sensori e semafori intelligenti. La completa decarbonizzazione della Lombardia entro il 2050 e la sostenibilità delle città passano, necessariamente, da progetti di innovazione”.
Ministro Pichetto Fratin: fare rete su transizione ecologica e digitale
Tra i messaggi emersi con forza nel corso dell’evento l’importanza di adottare una ‘visione pragmatica’ alla twin transition, evidenziata anche nel videomessagio del ministro Pichetto Fratin. La rettrice della Bicocca Iannantuoni ha invece sottolineato la necessità di “fare rete” promuovendo collaborazioni proficue tra università, istituzioni e imprese.
Regione Lombardia ha approvato la graduatoria del bando‘Ricircolo’rivolto alle aziende delle filiere plastiche e tessili, per la promozione di un’economia circolare nelle PMI e lo sviluppo di di progetti legati alla prevenzione di produzione rifiuti, all’ecodesign, alla simbiosi industriale e alla raccolta e il riciclo dei rifiuti.
Un supporto alle PMI per i progetti di economia circolare
Arriva l’aiuto concreto di Regione Lombardia per rendere possibile un’economia circolare nelle aziende plastiche e tessili. “Uno stanziamento di 7 milioni di euro – ha dichiarato l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione – per aiutare le piccole e medie imprese a concretizzare azioni di economia circolare. La Regione e le aziende lombarde stanno andando di pari passo per far diventare realtà il concetto di transizione ecologica”. “Rendere più moderni e innovativi i processi produttivi – ha aggiunto – significa aumentare la capacità delle imprese riducendo le risorse utilizzate. La sostenibilità ambientale è legata alla sostenibilità economica delle aziende”.
Fino a 300.000 euro per le aziende
Il contributo, derivante da fondi Fesr, è erogato fino al 50% delle spese ammissibili e fino ad un importo massimo di 300.000 euro per ogni singola impresa. Sono finanziati progetti legati alla valorizzazione come materia dei residui di produzione, azioni di riutilizzo di imballaggi a fine vita, modifiche alle linee produttive per realizzare prodotti e imballaggi con un minor uso di materie prime e percorsi virtuosi legati al fine vita del prodotto.
Incrementato fondo per le aziende tessili e plastiche
“Il bando – ha proseguito l’assessore – ha avuto un ottimo successo. Abbiamo ricevuto richieste di finanziamento ben superiori all’importo a disposizione e abbiamo deciso di incrementare il fondo con una delibera di giunta per esaurire la graduatoria” .
L’obiettivo è ridurre plastiche e microplastiche
“Gli investimenti in innovazione delle imprese – ha spiegato – sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione della Lombardia che ha consolidato il suo ruolo di modello europeo nella gestione dei rifiuti. Questi interventi permetteranno di ridurre ulteriormenteplastiche e microplastiche in questi due settori strategici”.
Le province delle aziende beneficiarie di ‘Ricircolo’
Qui di seguito il dettaglio dei progetti delle aziende beneficiarie per singola provincia:
Con una delibera proposta dall’assessore a Enti locali, Montagna e Risorse energetiche, la Giunta regionale ha approvato lo schema di Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia e Terna spaper la sicurezza del sistema elettrico e lo sviluppo del territorio lombardo.
Protocollo Lombardia-Terna per il sistema elettrico
“L’obiettivo di questo Protocollo che avrà la durata di 5 anni – spiega l’assessore regionale alle Risorse energetiche – è incentivare l’efficientamento energetico. Promuovendo altresì lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Ciò al fine di garantire la programmazione efficiente delle infrastrutture della rete elettrica. E di fare questo in coordinamento con lo sviluppo degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, dei sistemi di accumulo e degli impianti di consumo. Obiettivi strategici coerenti quindi con le politiche messe in campo dall’assessorato”.
Decarbonizzazione
“Diventa di fondamentale importanza – continua l’assessore alle Risorse energetiche – l’accordo tra Regione e Terna rispetto all’epoca storica che stiamo vivendo. Il processo di decarbonizzazione che inevitabilmente porta a una maggiore produzione attraverso le fonti rinnovabili, non può prescindere da un potenziamento della rete di connessione che deve marciare di pari passo all’aumento degli impianti da fonte rinnovabile su tutto il territorio”. “Questo il motivo principale per il quale garantire un forte coordinamento tra Terna e Regione Lombardia – conclude l’assessore – è funzionale al processo in atto”.
Gli obiettivi del Protocollo
Il Protocollo nello specifico mira al raggiungimento delle seguenti finalità:
l’attuazione delle politiche energetiche regionali e nazionali (PNIEC) dando impulso alle attività di collaborazione relative alla definizione degli scenari;
l’armonizzazione tra pianificazione energetica, elettrica, territoriale e ambientale. E questo con particolare riguardo ai piani di TERNA e agli strumenti di programmazione territoriale e urbanistica e in materia di mobilità e trasporti. Naturalmente in linea con il sistema dei vincoli paesaggistici, naturalistici e ambientali in essere nei territori della Regione;
la promozione della più ampia collaborazione con le Amministrazioni locali, con gli stakeholder territoriali e con la popolazione nella promozione ed attuazione di approcci concertativi e volontari. Ciò al fine di ottimizzare i processi di programmazione, progettazione, autorizzazione e realizzazione degli interventi elettrici sul territorio;
la prevenzione e risoluzione delle criticità territoriali durante la fase concertativa, autorizzativa e realizzativa degli interventi di sviluppo della RTN;
lo scambio di dati e informazioni inerenti la RTN, le richieste di connessione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, la pianificazione territoriale, locale e della mobilità ed il sistema dei vincoli paesistico-ambientali, culturali e naturalistici nel rispetto dei rispettivi fini istituzionali;
la promozione di azioni comuni per l’analisi e la semplificazione normativa di ambito nazionale e regionale.
La Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima, ha incrementato di 1,4 milioni di euro lo stanziamento destinato alla realizzazione di impianti integrati per favorire la copertura del fabbisogno energetico degli edifici pubblici mediante fonti rinnovabili. Le risorse serviranno a finanziare i progetti presentati dai Comuni di Comun Nuovo (BG), Ambivere (BG) e Quistello (MN).
“Scuole, municipi, palestre, impianti sportivi. Abbiamo investito 11 milioni di euro in questi due anni – ha dichiarato l’assessore – per finanziare 12 progetti presentati dai Comuni in tutta la Lombardia. Con questo stanziamento riusciamo a scorrere la graduatoria e fare un ulteriore passo verso la decarbonizzazione, l’efficienza energetica, lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e l’innovazione nel settore energetico”.
Il bando
Il bando, destinato agli enti locali e territoriali della Lombardia, ha permesso ai Comuni destinatari di soddisfare il proprio fabbisogno energetico mediante la produzione e la distribuzione di energia da fonti rinnovabili, in modo da valorizzare le risorse locali e ridurre le emissioni dannose per la qualità dell’aria e per il clima.
A fianco dei sindaci
“Le ricadute positive sono molteplici, vista la situazione contingente relativa all’approvvigionamento e ai costi dell’energia derivante da fonti fossili. La Regione è ancora una volta – ha aggiunto l’assessore – al fianco dei sindaci e delle comunità locali”.
Il bando era aperto a tutte le tipologie di fonti di energia rinnovabile, senza particolari vincoli di efficienza o prestazioni ambientali, ma di fatto sono stati finanziati impianti fotovoltaici abbinati o meno a sistemi di riscaldamento ibridi o in pompa di calore.
Tre nuovi progetti
Con l’integrazione di risorse approvata oggi dalla giunta regionale verranno finanziati questi tre progetti.
Comun Nuovo (BG) 420.000 euro – Installazione di un impianto fotovoltaico da 274 kW presso la Scuola primaria ‘Padre B. Pilenga’.
Ambivere (BG) 568.000 euro – Potenziamento degli impianti fotovoltaici già presenti sopra i seguenti edifici:
Centro socioculturale 72 kW;
Centro sportivo 23,2 kW con sistema di accumulo;
Scuola elementare 116 kW.
Quistello (MN) 462.000 euro – installazione di un nuovo impianto fotovoltaico di potenza pari a circa 131,1 kW da installarsi sulla copertura a falda del Palazzetto dello sport e di batterie di accumulo dell’energia da 54 kWh.