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Pasjača Beach, la spiaggia segreta nata dall’incontro tra uomo e natura

C’è una spiaggia in Croazia che sembra quasi scomparire sotto le imponenti pareti di roccia della costa dalmata. È Pasjača Beach, una piccola caletta affacciata sull’Adriatico, dove il mare turchese incontra una stretta lingua di sabbia e ciottoli ai piedi delle scogliere. Un luogo spettacolare e non semplicissimo da raggiungere, tanto da essere entrato tra le 50 spiagge più belle d’Europa nel 2026, secondo la classifica Europe’s 50 Best Beaches, votata da oltre mille professionisti del mondo travel.

Pasjača Beach, la caletta segreta tra mare e scogliere

Vista dall’alto, Pasjača Beach sembra quasi una breccia nella costa: una sottile striscia di sabbia e ciottoli racchiusa tra le alte scogliere di Konavle e il blu intenso dell’Adriatico formando un quadro molto intimo e selvaggio. È proprio questo contrasto tra la roccia e il colore dell’acqua a renderla una delle spiagge più scenografiche della Croazia.

In questo angolo incontaminato è proprio la natura a dominare completamente il panorama: niente grandi strutture turistiche, niente stabilimenti che occupano la costa e nessun lungomare affollato e chiassoso. La caletta si trova infatti ai piedi delle scogliere, in una posizione che per secoli è rimasta difficile da raggiungere. Ed è proprio la sua posizione a fare la differenza: per raggiungerla bisogna scendere lungo un percorso ripido, in alcuni tratti scavato direttamente nella roccia. Una volta arrivati sulla spiaggia, però, il panorama ripaga ogni fatica. Non è un caso se nel 2026 è entrata nella classifica delle 50 migliori spiagge d’Europa, insieme ad altre quattro spiagge croate: Podrače, Zlatni Rat, Punta Rata e Sakarun.

Il sentiero per raggiungere Pasjača Beach
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Il percorso spettacolare per raggiungere Pasjača Beach

C’è poi una particolarità che rende Pasjača ancora più interessante: la spiaggia è stata modellata anche dall’intervento dell’uomo. Negli Anni ’60, infatti, durante la realizzazione di un tunnel per convogliare l’acqua in eccesso proveniente dalla piana di Konavle, il materiale roccioso raggiunse il mare. Le onde, nel tempo, lo hanno progressivamente frantumato, fino a formare l’attuale arenile.

Il risultato è un luogo dall’aspetto quasi irreale, dove la roccia scende verso il mare e lascia spazio a una piccola mezzaluna di ciottoli e sabbia. Le acque sono particolarmente limpide, ma diventano profonde rapidamente (c’è quindi da prestare molta attenzione). Priva dei principali servizi turistici, è inoltre importante arrivare preparati con acqua, cibo, protezione solare e tutto ciò che può servire per trascorrere qualche ora al mare.

Dove si trova e come raggiungerla

Pasjača si trova nel villaggio di Popovići, nella regione di Konavle, nell’estremo sud della Croazia, a circa 30-40 chilometri da Dubrovnik e a circa 12 chilometri da Cavtat.

Raggiungerla fa parte dell’esperienza: in auto si percorre la strada costiera in direzione sud da Dubrovnik, passando per Cavtat e proseguendo verso la zona di Konavle, fino alla deviazione per Popovići. Nei pressi dell’inizio del sentiero è disponibile un’area di parcheggio; da qui la spiaggia si raggiunge soltanto a piedi.

La discesa segue un sentiero ripido tra la vegetazione e la roccia, con scalini e tratti scavati nella parete, fino a raggiungere la caletta. In circa 20-25 minuti di discesa si raggiunge questo luogo incontaminato. Il sentiero può essere impegnativo e la risalita, soprattutto nelle ore più calde, richiede un po’ di allenamento. È quindi consigliato indossare scarpe con una buona presa e portare con sé acqua, cibo e tutto ciò che serve per la giornata in questo paradiso segreto.

Herm, l’isola senza auto tra spiagge bianche e silenzio

Sessanta abitanti, niente automobili e il suono del mare a interrompere il silenzio: Herm, nelle Isole del Canale, sembra fatta apposta per chi sogna di allontanarsi per qualche giorno da traffico, folla e ritmi frenetici.

Nel 2026 ha conquistato il 14° posto nella classifica delle isole più tranquille del mondo stilata dall’Unspoilt Index di BookRetreats, che ha analizzato cento destinazioni valutandone densità abitativa, natura, strade, traffico aereo, oscurità notturna e caratteristiche della costa. Herm è piccolissima, appena 1,3 chilometri quadrati, e appena sbarcati, vi ritroverete su un’isola senza auto, abbracciata da spiagge, baie e sentieri costieri, dove potete dimenticarvi per qualche ora degli spostamenti veloci e tornare a camminare.

Il turismo che rigenera: lo yoga tourism traina la crescita dei viaggi benessere

Viaggiare per ritrovare equilibrio, ridurre lo stress e dedicare tempo alla propria crescita personale: è una tendenza sempre più forte nel turismo internazionale. Il turismo yoga si inserisce proprio in questo scenario e si prepara a vivere una nuova fase di espansione, sostenuto dalla crescente domanda di esperienze legate al benessere fisico e mentale.

Secondo una nuova analisi di settore di ResearchAndMarkets, il mercato globale del turismo yoga passerà dai 177,1 miliardi di dollari del 2024 ai 222,5 miliardi previsti entro il 2030, con una crescita media annua del 3,9%.

Il fenomeno riflette un cambiamento nelle abitudini dei viaggiatori, sempre più interessati a vacanze capaci di andare oltre la semplice scoperta di una destinazione. I ritiri yoga, infatti, uniscono attività fisica, rilassamento, spiritualità e immersione culturale, trasformando il viaggio in un’occasione di rigenerazione.

Ritiri yoga e benessere conquistano i viaggiatori

La crescita del turismo yoga è strettamente legata all’espansione del più ampio settore dei viaggi dedicati al benessere e alla spiritualità. Sempre più persone scelgono soggiorni organizzati intorno alla ricerca dell’equilibrio e alla necessità di staccare dalla quotidianità. I ritiri diventano così esperienze strutturate, nelle quali lezioni di yoga e pratiche dedicate alla consapevolezza possono affiancarsi alla scoperta del territorio e alla dimensione spirituale.

A sostenere il mercato contribuisce anche il wellness aziendale. Le imprese investono infatti in ritiri dedicati al benessere dei dipendenti, considerandoli strumenti utili per favorire produttività, coinvolgimento e fidelizzazione. Una domanda che apre nuove opportunità per operatori specializzati e destinazioni già note per la loro offerta wellness.

Anche i social media hanno accelerato la diffusione del fenomeno. Influencer e personaggi pubblici hanno contribuito a rendere i ritiri yoga esperienze desiderabili, mentre le piattaforme digitali permettono agli operatori di intercettare viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo.

Il mercato cresce tra viaggi al femminile e nuove destinazioni

Un ruolo importante è quello dei viaggi in solitaria, soprattutto tra le donne, che trovano nei ritiri strutturati occasioni di socialità, sicurezza e crescita personale. Il segmento femminile resta infatti dominante e dovrebbe raggiungere i 145,7 miliardi di dollari entro il 2030, con un CAGR (tasso di crescita annuo composto) del 3,2%. Il mercato maschile, pur partendo da dimensioni inferiori, è invece destinato a crescere più rapidamente, con un tasso annuo previsto del 5,3%.

Sul fronte geografico, gli Stati Uniti rappresentano il principale mercato, con un valore di 48,2 miliardi di dollari nel 2024. Tra le realtà in maggiore crescita spicca invece la Cina, che potrebbe raggiungere i 44,7 miliardi di dollari entro il 2030, sostenuta da un CAGR del 7%. Anche Giappone, Canada, Germania e diverse aree dell’Asia-Pacifico, dell’America Latina, del Medio Oriente e dell’Africa mostrano prospettive positive.

Nei prossimi anni, l’accesso digitale, le piattaforme di prenotazione e una progettazione sempre più diversificata dei ritiri potrebbero rafforzare ulteriormente il settore. Il turismo yoga si prepara così a diventare uno dei protagonisti della trasformazione dei viaggi benessere fino alla fine del decennio, dove partire significa sempre più anche ritrovare sé stessi e rallentare.

Vacanze senza fretta, le 15 migliori destinazioni europee (sorprendenti) dove staccare davvero

Dimenticare la sveglia presto al mattino per sfruttare più ore possibili, lasciare a casa gli itinerari pieni di mete e concedersi qualche ora senza guardare l’orologio e lo smartphone. È questa la filosofia della stillcation, una nuova tendenza di viaggio che mette al centro il riposo, il contatto con la natura e la possibilità di rallentare davvero il ritmo, lasciando spazio a un’esperienza di viaggio meno programmata e più contemplativa.

A individuare le destinazioni europee più adatte a questo tipo di vacanza è stata Inghams Walking, che ha analizzato quasi 100 località sulla base di sei parametri: quantità di sentieri escursionistici, qualità dell’aria, ricchezza del canto degli uccelli, possibilità di osservare il cielo stellato, densità della popolazione e copertura forestale. Il risultato dell’analisi è una classifica che premia 15 mete composte da luoghi principalmente poco urbanizzati e dove il silenzio, i paesaggi naturali e le attività all’aria aperta diventano parte integrante dell’esperienza di viaggio. Tra le prime posizioni della graduatoria c’è anche una destinazione italiana apprezzata in tutto il mondo.

Wester Ross è la meta perfetta per rallentare

A conquistare il primo posto della classifica è Wester Ross, regione delle Highlands nord-occidentali della Scozia, dove la natura domina incontrastata. Qui gli scenari sono composti da montagne, laghi marini e coste selvagge: il luogo ideale per chi cerca di allontanarsi dal turismo più frenetico ritrovando finalmente un ritmo più lento.

Qui la densità abitativa è bassissima: solo 1,6 persone per chilometro quadrato. Proprio per questo è facile, in questa parte della Scozia, lasciarsi alle spalle il rumore e la folla delle località più abitate.

Anche il cielo contribuisce a percepire una certa sensazione di isolamento: i bassi livelli di inquinamento luminoso rendono infatti Wester Ross particolarmente interessante per chi ama osservare le stelle, mentre la natura offre numerose occasioni per entrare in contatto con la fauna locale. A rendere l’esperienza ancora più particolare è poi la cultura locale, con la tradizione del crofting, l’agricoltura tipica delle Highlands, e la musica gaelica.

Le Dolomiti tra le mete top per una stillcation

Nella classifica delle migliori 15 destinazioni per una vacanza lenta alla ricerca della pace c’è anche una perla italiana amata in tutto il mondo: le Dolomiti, che si aggiudicano il quinto posto, dimostrando il loro valore per un viaggio lontano dalla frenesia. Qui il paesaggio invita a camminare, fermarsi e osservare, con una rete di sentieri che permette di esplorare vallate, boschi e panorami splendidi senza necessariamente seguire un programma serrato.

La classifica premia proprio questo tipo di esperienza: non una destinazione dove accumulare attrazioni da vedere, ma un luogo in cui la natura diventa l’attività principale della vacanza.

Lago di Carezza, nelle Dolomiti in Trentino-Alto Adige
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Lago di Carezza, nelle Dolomiti in Trentino-Alto Adige

La classifica completa

Dopo Wester Ross, al secondo posto troviamo i Pirenei francesi, parte della grande catena montuosa che si estende per oltre 430 chilometri tra Francia e Spagna. Il loro punto di forza è caratterizzato dai paesaggi sonori naturali, per i quali hanno ottenuto ottimi risultati in graduatoria. Il canto delle sue 319 specie di uccelli (è infatti un’ottima meta per il birdwatching) e i rumori della natura contribuiscono una generale sensazione di quiete che accompagna il viaggio.

Sul terzo gradino del podio sale invece Abisko, un piccolo villaggio della Svezia settentrionale celebre soprattutto per le aurore boreali che offre: da qui si ammirano spettacoli luminosi da settembre ad aprile. È anche un’ottima destinazione per il trekking: ha il punteggio maggiore per la disponibilità di sentieri escursionistici, che permettono di esplorare il territorio in tranquillità senza un programma predefinito da seguire. In fondo, è proprio questa l’anima della stillcation: non avere nulla da spuntare da una lista, ma soltanto un sentiero, un paesaggio e tutto il tempo necessario per goderseli.

Tra le altre destinazioni in classifica troviamo inoltre la Valle dell’Engadina (Svizzera), con i suoi paesaggi alpini e i laghi cristallini, ma anche i Picos de Europa (Spagna), che offrono gole, montagne e percorsi selvaggi. Non mancano le Ebridi Esterne (Scozia), dove a dominare sono coste e spiagge incontaminate, la Corsica (Francia), un mix di montagne e mare lontano dalla folla, Gotland (Svezia), dalle atmosfere tranquille sulla costa e Kitzbühel (Austria) immerso tra natura alpina e villaggi eleganti.

Kranjska Gora (Slovenia), inoltre, è ideale per chi cerca boschi, montagne e aria pura, mentre St Anton (Austria) conquista per i suoi scenari alpini, Scania (Svezia) per le campagne e le coste tranquille, Bled (Slovenia) per il celebre lago circondato dalle montagne. Infine, Neustift im Stubaital (Austria) conquista con bellissimi paesaggi della valle alpina.

Ecco le 15 destinazioni europee migliori per una vacanza lenta, con il punteggio ottenuto da ciascuna località (su 100 punti totali):

  1. Wester Ross (Scozia): 44,74 punti;
  2. Pirenei francesi (Francia): 41,20 punti;
  3. Abisko (Svezia): 40,86 punti;
  4. Valle dell’Engadina (Svizzera): 39,44 punti;
  5. Dolomiti (Italia): 39,20 punti;
  6. Picos de Europa (Spagna): 39,05 punti;
  7. Ebridi Esterne (Scozia): 38,96 punti;
  8. Corsica (Francia): 38,18 punti;
  9. Gotland (Svezia): 37,95 punti;
  10. Kitzbühel (Austria): 36,86 punti;
  11. Kranjska Gora (Slovenia): 36,38 punti;
  12. St Anton (Austria): 36,32 punti;
  13. Scania (Svezia) – 35,05 punti;
  14. Bled (Slovenia): 33,80 punti;
  15. Neustift im Stubaital (Austria): 33,65 punti.

Stewart Island, l’isola più tranquilla del mondo dove vivono solo 500 persone

Immaginate un’isola grande tre volte Phuket dove vivono appena 500 persone, mentre circa 20 mila kiwi si aggirano tra foreste, spiagge e sentieri; aggiungete pochissime strade, cieli quasi privi di luce artificiale e un territorio in gran parte protetto: siete a Stewart Island, in Nuova Zelanda, incoronata nel 2026 “isola più tranquilla del mondo” dall’Unspoilt Index di BookRetreats, con un punteggio di 94,6 su 100.

Conosciuta in māori come Rakiura ovvero “terra dei cieli splendenti”, è la terza isola più grande della Nuova Zelanda e uno di quei luoghi in cui la presenza dell’uomo sembra quasi farsi da parte per lasciare spazio alla natura. Il protagonista più celebre è il kiwi bruno di Stewart Island, o Rakiura tokoeka, che qui trova uno dei suoi habitat privilegiati e può essere avvistato anche durante il giorno.

Ma basta aspettare che cali il buio perché lo spettacolo si sposti sopra le vostre teste. Dal 2019 Stewart Island/Rakiura è infatti un International Dark Sky Sanctuary e, ancora oggi, detiene il primato di santuario internazionale del cielo buio più meridionale del pianeta. L’inquinamento luminoso è quasi inesistente e, quando cielo e attività solare collaborano, potreste persino vedere l’aurora australe accendersi sopra l’oceano.

Cosa vedere e fare a Stewart Island tra kiwi, foreste e cieli stellati

Se arrivate fin qui in cerca di silenzio, Stewart Island difficilmente vi deluderà: circa l’85% dell’isola è protetto dal Rakiura National Park, un territorio di foreste native, baie remote, zone umide, coste selvagge e lunghi sentieri dove è ancora possibile intuire l’aspetto che doveva avere gran parte della Nuova Zelanda prima delle profonde trasformazioni provocate dalla presenza umana.

Oban, affacciata su Halfmoon Bay, è l’unico vero centro abitato: da qui bastano pochi spostamenti per lasciarsi alle spalle le case e ritrovarvi tra felci, spiagge quasi vuote e insenature in cui il rumore dominante torna a essere quello dell’acqua e degli uccelli. Proprio il birdwatching è una delle grandi esperienze dell’isola: i kiwi sono le star, ma Rakiura ospita un’eccezionale varietà di uccelli marini e forestali.

Stewart Island, l'isola dei kiwi e dei cieli spettacolari
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Stewart Island, l’isola dei kiwi e dei cieli spettacolari

Se amate camminare, il modo più emozionante per entrare nel paesaggio è seguire il Rakiura Track, una delle Great Walks neozelandesi, che richiede generalmente tre giorni e attraversa costa aperta, foreste, spiagge e le rive riparate del Paterson Inlet. Lungo il cammino potrete pernottare nei rifugi o nei campeggi e, con un po’ di fortuna, trovare sulla terra persino le impronte dei kiwi. Non aspettatevi però una passeggiata sempre comoda: la pioggia può trasformare alcuni tratti in veri corridoi di fango, parte integrante dell’esperienza di trekking sull’isola.

Per escursionisti esperti esistono percorsi ancora più impegnativi: il Southern Circuit percorre valli coperte di foresta e zone remote come Mason Bay e richiede preparazione, esperienza nel backcountry e capacità di affrontare condizioni meteorologiche mutevoli. Ancora più lungo e selvaggio è il North West Circuit, che segue gran parte della costa settentrionale tra spiagge delimitate dalle dune, promontori rocciosi, foreste e rifugi isolati.

Cima del Monte Anglem, Stewart Island, Nuova Zelanda
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Spettacolare cima del Monte Anglem a Stewart Island

Se preferite l’acqua ai lunghi trekking, da Oban potete invece esplorare il Paterson Inlet in kayak, alternando piccole baie, coste coperte di vegetazione e quella particolare sensazione di isolamento che accompagna gran parte del viaggio.

Poi arriva la notte. Alzate lo sguardo: le stelle diventano improvvisamente numerosissime e il cielo assume una profondità che nelle città abbiamo quasi dimenticato: tra marzo e settembre aumentano inoltre le opportunità di osservare l’aurora australe, anche se, trattandosi di un fenomeno naturale, l’avvistamento non può mai essere garantito.

Aurora australe a Stewart Island
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Spettacolare aurora australe a Stewart Island (Nuova Zelanda)

Dove si trova Stewart Island e come raggiungerla

Stewart Island/Rakiura si trova circa 30 chilometri a sud della South Island della Nuova Zelanda, oltre il Foveaux Strait, in quelle latitudini australi influenzate dai celebri Roaring Forties, i forti venti occidentali che aspazzano l’emisfero meridionale.

Da Invercargill potete raggiungere Oban con un piccolo aereo in circa 20 minuti; se invece preferite il mare, dal porto di Bluff parte il traghetto che percorre il Foveaux Strait in circa un’ora: lo stretto è noto per le condizioni del mare che possono diventare vivaci, mentre il volo offre un arrivo oltremodo scenografico sopra coste, baie e foreste.

Playa Alzada, la spiaggia selvaggia tra le dune di Fuerteventura

Una distesa di sabbia chiara, le dune alle spalle e dinanzi soltanto le sfumature turchesi dell’Atlantico: Playa Alzada, a Fuerteventura, è uno di quei luoghi in cui il paesaggio sembra essersi preso tutto lo spazio, lasciando pochissimo all’intervento dell’uomo.

Immersa nel Parco Naturale delle Dune di Corralejo, nel nord-est dell’isola, è una delle spiagge più tranquille di questo spettacolare tratto di costa e nel 2026 ha conquistato anche un importante riconoscimento internazionale: si è classificata al 48° posto nella graduatoria Europe’s 50 Best Beaches, che riunisce le 50 spiagge più belle d’Europa secondo oltre mille professionisti ed esperti di viaggio.

Il premio non stupisce davanti a uno scenario in cui sabbia dorata e fine, acqua limpida, rocce vulcaniche e dune si incontrano senza hotel o grandi costruzioni a interrompere l’orizzonte: Playa Alzada conserva, infatti, un carattere essenziale e selvaggio, perfetto per chi a Fuerteventura cerca il mare ma anche quella sensazione di libertà che soltanto le spiagge rimaste vicine alla loro natura originaria riescono a regalare.

Playa Alzada, tra sabbia dorata, oceano e dune di Corralejo

Playa Alzada si sviluppa davanti al grande sistema dunale di Corralejo e vanta un arenile di sabbia dorata e fine lungo circa 840 metri e largo in media 30 metri.

Il contrasto tra terra e acqua è ciò che cattura subito lo sguardo. Alle spalle, il paesaggio assume quasi l’aspetto di un piccolo deserto, con le dune che fanno parte di un’area naturale protetta estesa per oltre dieci chilometri lungo la costa; davanti, l’Atlantico sfoggia tonalità che passano dall’azzurro al turchese.

Potete stendere l’asciugamano sulla sabbia e godervi l’atmosfera tranquilla oppure camminare lungo la costa, osservando da vicino il continuo alternarsi di dune, rocce vulcaniche e oceano. Anche gli appassionati di fotografia trovano qui uno scenario particolarmente suggestivo, soprattutto quando la luce fa risaltare il già citato contrasto tra i colori caldi della terra e quelli intensi dell’acqua.

Non vi sono bar, ristoranti, docce o servizi igienici sulla spiaggia: se decidete di trascorrervi qualche ora dovete arrivare preparati, portando con voi soprattutto acqua, protezione solare e tutto ciò che può servire durante la giornata. Sono presenti servizi essenziali come pulizia e cestini e anche il servizio di salvataggio.

Vi potete fermare ad ascoltare il vento, leggere guardando l’oceano oppure passeggiare ai margini delle dune, sempre facendo attenzione a rispettare un ecosistema fragile e protetto: nel Parco Naturale è infatti fondamentale non asportare pietre, sabbia o elementi naturali e non alterare il paesaggio.

Vista aerea della spiaggia di Alzada nel parco di Corralejo, Fuerteventura, Isole Canarie
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Veduta panoramica della spettacolare Playa Alzada

Dove si trova e come arrivare

Playa Alzada si trova nel nord-est di Fuerteventura, nel territorio comunale di La Oliva, nel cuore del Parco Naturale di Corralejo e a pochi chilometri a sud-est della cittadina di Corralejo.

Raggiungerla è piuttosto semplice perché la strada che percorre il paesaggio delle dune corre molto vicina alla costa. L’accesso alla spiaggia avviene poi facilmente a piedi e lungo la strada sono presenti spazi in cui lasciare l’auto prima di proseguire verso l’arenile.

È possibile arrivare nella zona anche con il trasporto pubblico, con collegamenti indicati dalle linee 6 e 7. Se viaggiate in autonomia controllate in anticipo fermate e orari aggiornati, soprattutto perché la spiaggia non è inserita all’interno di un centro abitato.

Tornano i treni storici in Campania: viaggi affascinanti tra regge, borghi e paesaggi suggestivi

Dal 6 settembre al 27 dicembre 2026 la Campania torna a viaggiare sui binari del passato con una nuova stagione di treni storici. Sono oltre 30 le corse previste nei fine settimana, pensate per trasformare il viaggio in un’esperienza capace di unire turismo lento, cultura, storia e mobilità sostenibile. L’iniziativa è promossa dalla Regione Campania attraverso ACaMIR (Agenzia Campana per la Mobilità, le Infrastrutture e le Reti), in collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane e gli enti locali.

Il programma attraversa alcuni dei luoghi più interessanti della regione, dalle grandi città d’arte ai siti archeologici, fino ai piccoli borghi dell’entroterra. Per le informazioni definitive su date, orari, tariffe e modalità di prenotazione delle singole corse, arriveranno presto i dettagli ufficiali.

Pietrarsa Express, un viaggio nella storia delle ferrovie

Ad aprire la stagione sarà il Pietrarsa Express, con la prima corsa in programma domenica 6 settembre. Il convoglio storico partirà da Napoli Centrale per raggiungere il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, una delle destinazioni più significative per conoscere la storia delle ferrovie italiane.

Il fascino dell’itinerario sta anche nella possibilità di raggiungere il museo a bordo di un treno d’epoca, rendendo il percorso parte integrante della visita. Un modo suggestivo per riscoprire un luogo legato all’evoluzione del trasporto ferroviario italiano.

Ripartono i treni storici in Campania
Ferrovie dello Stato
A bordo del Pietrarsa Express

Reggia Express, da Napoli alla Reggia di Caserta

La seconda proposta è il Reggia Express, che collegherà Napoli Centrale alla stazione di Caserta a bordo di un convoglio storico. La prima partenza è prevista per domenica 13 settembre.

La particolarità dell’itinerario è la posizione della stazione ferroviaria casertana, situata a breve distanza dal Complesso Vanvitelliano della Reggia di Caserta. Una volta scesi dal treno, sarà quindi possibile raggiungere facilmente uno dei più importanti monumenti della Campania, senza lunghi trasferimenti.

Archeotreno, sulle tracce di Pompei e Paestum

Il patrimonio archeologico sarà protagonista dell’Archeotreno, con partenze da Napoli verso due destinazioni di grande rilevanza: Pompei e Paestum. La prima corsa è fissata per domenica 18 ottobre.

L’idea è quella di facilitare l’accesso a importanti aree archeologiche attraverso un collegamento ferroviario dal forte valore turistico e culturale. Il viaggio diventa così parte dell’esperienza, accompagnando i visitatori verso luoghi che raccontano alcune delle pagine più importanti della storia antica della Campania.

Tornano i treni storici in Campania da settembre
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L’Archeotreno della Campania

Ferrovia dell’Irpinia, tra borghi e paesaggi dell’entroterra

Dal 13 settembre il programma si estenderà anche all’Irpinia, con partenze da Avellino lungo la storica Ferrovia dell’Irpinia. Le automotrici d’epoca raggiungeranno borghi come Montella, Lioni, Montemarano, Paternopoli, Taurasi, Cassano Irpino e Sant’Angelo dei Lombardi.

Per rendere più semplice la visita, il viaggio sarà accompagnato da un servizio integrato di bus navetta dalle stazioni verso i centri abitati. Un sistema pensato per valorizzare anche le aree interne e favorire la scoperta di borghi, paesaggi e patrimoni locali.

I biglietti saranno disponibili attraverso i canali Trenitalia (sito, app, biglietteria, distributori automatici) e presso le agenzie di viaggio, ma per conoscere calendario completo e le informazioni delle singole iniziative bisognerà consultare i canali della Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane.

Le riserve marine italiane migliori per lo snorkeling: il mare qui nasconde un mondo paradisiaco

Maschera, boccaglio, pinne per i più hardcore. Poi un tuffo nel blu e si va alla scoperta del magico mondo subacqueo, tra praterie di posidonia che ospitano banchi di occhiate e saraghi e secche dove nuotano robuste cernie. E, con un po’ di fortuna, si possono anche incontrare animali acquatici diversi dai pesci, come qualche tartaruga caretta caretta di passaggio.

Lo snorkeling è una attività amatissima lungo le spiagge italiane, specie quelle più rocciose e selvagge, dove attorno agli scogli si trova una fauna ittica bellissima da incontrare. Naturalmente, ci sono zone marine protette dove questo tipo di esperienza naturalistica sale di livello, come ad esempio in alcune Aree Marine Protette, ovvero tratti di costa e di fondale sottoposti a tutela e regolamentati con diversi gradi di protezione, dove la pesca è limitata o vietata. Qui ci si può immergere in un vero e proprio universo parallelo alla superficie e scoprire il mondo sotto il pelo dell’acqua, sempre ricordando alcune norme basilari di comportamento per un’esperienza non invasiva: non toccare gli animali, non nutrirli, mantenere la distanza, non alterare il fondale.

Isole Tremiti, Puglia

San Domino, San Nicola, Capraia, Pianosa e il piccolo scoglio del Cretaccio compongono un mosaico di appena 3 chilometri quadrati di terra emersa: sono le Isole Tremiti, in Puglia, circondate da un’area protetta di quasi 1500 ettari e circa 20 chilometri di sviluppo costiero, istituita oltre 35 anni fa.

Le acque delle Tremiti sono tra le più trasparenti dell’Adriatico e custodiscono fondali di grande valore biologico, visto l’ambiente marino sorprendentemente vario per le dimensioni ridotte dell’arcipelago. In più è ideale per i principianti, grazie ad acque limitatamente profonde.

Snorkeling alle Isole Tremiti, tra i più belli in Italia
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Snorkeling alle Isole Tremiti

Alle Tremiti è possibile sia partire da alcune spiagge, come Cala Matano a San Domino, per esplorare le zone limitrofe e godersi la fauna subacquea, sia recarsi in alcuni luoghi speciali via mare, con un’imbarcazione, come allo Scoglio dell’Elefante o alla Grotta del Bue Marino, anch’essi a San Domino. Anche il tratto di mare intorno al Cretaccio, l’isolotto argilloso tra San Domino e San Nicola, è tra i più adatti allo snorkeling, con affascinanti distese di posidonia e rocce popolate da banchi di salpe e occhiate.

Isola di Bergeggi, Liguria

Nel 2007 l’Isola di Bergeggi, una roccia che si eleva per circa 50 metri sopra il livello del mare tra Spotorno e, appunto, Bergeggi, ha visto l’istituzione di un’Area Marina Protetta.

Oggi sull’isola non si può sbarcare, ma rimane comunque una delle mete più amate della Liguria per chi ama immersioni e snorkeling. Nuotando lungo il perimetro dell’isola, nelle zone consentite alla balneazione, si incrocia una grande varietà di fauna ittica, grazie a un fondale sia roccioso che sabbioso, vista la vicinanza con le spiagge del litorale ligure (l’Isola è appena a 260 metri dalla costa, di fronte a Punta del Maiolo).

l'isola di bergeggi è uno dei paradisi dello snorkeling in Italia
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Veduta dell’Isola di Bergeggi

Pesci, alghe dalle svariate forme e colori, crostacei e spugne, stelle marine, molluschi e pure qualche polpo sono i protagonisti dell’esplorazione ai piedi di questo roccioso angolo di Mar Ligure. Sull’Isola di Bergeggi, che ha una lunga storia, con resti antichissimi sulla sua superficie non è possibile mettere piedi, come detto, ma vengono organizzate escursioni guidate che, dal mare, raccontano tutti i segreti dell’affascinante scoglio.

Capo Rizzuto, Calabria

L’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, sulla costa della Calabria bagnata dal Mar Ionio, è la più grande d’Italia, e anche una delle maggiori in Europa. Conta, infatti, circa 15mila ettari di mare lungo un litorale di quaranta chilometri.

Nella zona di riserva parziale è consentita l’attività di snorkeling e qui i fondali custodiscono estese praterie di posidonia e specie rare, come il coloratissimo pesce pappagallo. È una delle poche aree in Italia dove questa specie così particolare, e per la verità quasi buffa, può essere avvistata.

La splendida Fortezza di Le Castella, che si trova proprio nel territorio di Isola di Capo Rizzuto, si staglia imponente su un piccolo isolotto all’estremità orientale del Golfo di Squillace. È collegata alla terra ferma solo da un sottile lembo di terra, e proprio nel tratto vicino si trova la zona più bella per esplorare il mare. Per chi vuole conoscere meglio l’ecosistema prima di tuffarsi, il Centro di Educazione Ambiente Marino di Capo Rizzuto ospita un piccolo acquario con le specie tipiche della riserva.

Riserva dello Zingaro, Sicilia

Meta amata e gettonata delle estati siciliane, la Riserva dello Zingaro sorge tra Scopello e San Vito Lo Capo, sulla costa nord-occidentale della Sicilia. Figlia di una gloriosa storia di battaglia popolare ambientalista capace di bloccare la costruzione di una strada litoranea che avrebbe trasfigurato l’aspetto di un vero e proprio paradiso naturale marittimo, oggi quest’area protetta racchiude quasi 1700 ettari di territorio accessibile solo a piedi, lungo sette chilometri di costa. Tale territorio è percorso da spettacolari sentieri che si affacciano su calette bianche e ciottolose, incastonate tra pareti rocciose a strapiombo e bagnate da un mare cristallino.

Snorkeling alla Riserva dello Zingaro, in Sicilia
Lorenzo Calamai
Snorkeling alla Riserva dello Zingaro, in Sicilia

Tra una spiaggia e l’altra la costa è interamente rocciosa, cosa che rende la Riserva dello Zingaro un piccolo paradiso per lo snorkeling. Sia le persone che raggiungono la Tonnarella dell’Uzzo, Cala Capreria, o Cala Marinella, tra le più belle dell’area protetta, sia coloro che ne raggiungono la zona costiera con le imbarcazioni, possono esplorare le insenature, le grotte e gli scogli che sono popolati da pesci di tutte le fogge, forme e dimensioni.

Capo Carbonara, Sardegna

L’Area Marina Protetta di Capo Carbonara si estende su oltre 86 chilometri quadrati di mare, dal promontorio di Capo Boi fino all’Isola di Serpentara, comprendendo anche la celebre Isola dei Cavoli. Istituita nel 1998 a tutela di un ambiente rimasto per lo più selvaggio, è oggi una delle mete più amate della Sardegna da chi pratica snorkeling.

Porto Giunco, Cala Caterina, Cala Pira, Punta Molentis: tutte zone ideali per immergersi con maschera e boccaglio e scoprire un ambiente più unico che raro, con saraghi, orate, cernie e barracuda che nuotano guizzanti tra splendidi fondali rocciosi e ampie distese di posidonia. Gli scenari subacquei sono qui notevoli in particolare per la caratteristica, candida roccia granitica, che si sviluppa anche sotto il pelo dell’acqua in vuoti e pieni come un’architettura naturale, tempestati di flora sottomarina. Da non perdere, in questo senso, la Secca di Cala Caterina.

Non guasta il fatto che, una volta riemersi in superficie e tolta la maschera, l’ambiente circostante sia davvero spettacolare: un mare cristallino bacia il granito bianco, mentre una ostinata vegetazione resiste al vento e alle particolari condizioni del terreno, dando ulteriore contrasto con il suo verde intenso.

Dal riso alla polenta, dal miele alle nocciole, le sagre e gli eventi folkloristici del weekend del 21-23 agosto 2026 in Italia

Il calendario di agosto continua a essere ricco di appuntamenti enogastronomici in tutta Italia. Dalla Liguria alla Sicilia, sono tantissime le sagre e le feste tradizionali che si svolgono da Nord a Sud d’Italia.

Dal riso alla polenta, dal miele alle nocciole, dalla festa del fieno a quelle patronali, abbiamo selezionato dieci eventi imperdibili che faranno felici tutta la famiglia.

Festival del Riso 2026 a Castel d’Ario (MN)

Dal 22 al 25 agosto 2026, il paese di Castel d’Ario ospita la 14ª edizione del Festival del Riso, nell’ambito della tradizionale Fiera d’agosto: quattro serate dedicate ai sapori del territorio di Mantova, alla convivialità e alla cultura gastronomica locale. Piazza Garibaldi e piazza Castello tornano a riempirsi di tavolate, profumi e visitatori pronti a lasciarsi conquistare da uno dei simboli della cucina mantovana. Il protagonista assoluto è il Concorso di Risotti “Spiga d’Oro”, la sfida culinaria che ogni sera mette a confronto interpretazioni diverse di uno dei piatti più iconici della tradizione. Un’occasione per degustare ricette originali, confrontare sapori e, perché no, eleggere il proprio risotto preferito. Si potranno assaggiare il risotto con zafferano, prosecco e gamberetti, il risotto ai funghi porcini, il tradizionale risotto con Pèssin, il celebre risotto con le rane, autentica specialità della cucina di pianura, il riso con i Saltarei, il classico risotto all’Isolana, il risotto con cacio, pepe e pancetta croccante, il risotto Oro di Sicilia, impreziosito dai sapori mediterranei, e il risotto con radicchio, speck e Monte Veronese.

Sagra della Strazzatella a Guardia Perticara (PZ)

A Guardia Perticara il 20 e 21 agosto si festeggia la Strazzatella, la focaccia che profuma di forno e di tradizione, croccante fuori, morbida dentro, appena sfornata e ancora fumante, nasce dallo stesso impasto del pane e, da secoli, accompagna la vita delle famiglie di uno dei borghi più affascinanti della Basilicata, conosciuto come il paese delle case in pietra. Il 21 agosto la Strazzatella esce dai forni e diventa la regina della tavola. Guardia Perticara le dedica una giornata speciale, invitando visitatori e appassionati a scoprire un prodotto che racchiude tutta la semplicità e la genuinità della cucina lucana.

Sagra delle Sagne Scandrigliesi a Scandriglia (RI)

Venerdì 21 e sabato 22 agosto 2026, appuntamento con la 41^ Sagra delle Sagne Scandrigliesi, una tradizionale sagra storica, la cui prima edizione risale all’86. Attesa e sentita festa popolare, con degustazione di specialità locali, prodotti tipici e serate musicali danzanti, la festa è dedicata alle “Sagne” (fettuccine), una specialità di pasta all’uovo, confezionate a mano dalle donne del posto, condite con sugo cucinato secondo l’antica ricetta. Con le “Sagne”, saranno serviti anche bruschette con l’olio extra vergine d’oliva di Scandriglia e vino. Ad animare l’evento, anche mercatini artigianali, animazione, folklore.

Le vie del Miele a Melendugno (LE)

Il weekend del 21-22 agosto, il centro storico di Melendugno, tra i più belli del Salento, diventa il cuore del miele grazie a Le vie del Miele, un evento giunto alla quinta edizione con degustazioni di miele del territorio accompagnate dai sapori tipici della gastronomia locale. Il programma prevede due serate destinate a valorizzare e promuovere questo prodotto caratteristico del posto, anche attività per bambini, street food, musica dal vivo e le caratteristiche luminarie della tradizione pugliese. Il miele di fieno greco prodotto a Melendugno si è aggiudicato il premio Il Miele del Sindaco nel 2019. Il legame tra il territorio di Melendugno e il miele è molto antico: il simbolo della città, infatti, raffigura un albero di pino con un alveare sul tronco, circondato da tre api in volo. I vari appuntamenti avranno inizio alle 16.30 e continueranno fino a tarda serata.

Festa di San Vito a Omegna (VB)

La Festa di San Vito è una delle feste patronali più antiche e frequentate del Piemonte e quest’anno giunge alla 123^ edizione. Si svolge a Omegna, sul Lago d’Orta, è quest’anno in programma dal 21 al 31 agosto su uno degli specchi lacustri italiani più amati dai turisti provenienti da ogni angolo del mondo. Agli eventi legati al culto, tra cui la suggestiva processione religiosa con l’urna di San Vito (la comunità custodisce da secoli la memoria del Santo, martire giunto sulle sponde del Lago d’Orta dalle Catacombe romane il “giorno delle calende”, il 27 agosto 1611), si aggiungono le molte occasioni di musica e divertimento con i fuochi d’artificio.

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@Giancarlo Parazzoli
La Festa di San Vito Omegna sul Lago d’Orta

Sagra della polenta a Orvinio (RI)

Polenta fumante, un castello (Malvezzi-Campeggi) che domina il borgo e un paese che un tempo si chiamava Canemorto. Questo è il motivo per cui il 22 e 23 agosto vale la pena organizzare un fuoriporta a Orvinio, uno dei Borghi più belli d’Italia, nel cuore dei Monti Lucretili. La protagonista assoluta del weekend sarà la 43ª Sagra della Polenta, l’appuntamento che da oltre quarant’anni richiama appassionati della cucina tradizionale e visitatori alla ricerca dei sapori più autentici della Sabina. Qui la polenta non è soltanto un piatto, è un rito collettivo, un’occasione per ritrovarsi in piazza, mangiare insieme e vivere l’atmosfera genuina di un borgo dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Lo stand gastronomico aprirà entrambe le giornate alle 19.00, pronto a servire fumanti porzioni di polenta. Già dal pomeriggio, i bambini potranno partecipare al laboratorio “La Polenta” e divertirsi nell’area gonfiabili. Alle 18.00 spazio ai vini del territorio.

Festa dal Fen a Livigno

Il 23 agosto 2026, in Valtellina è il momento della Festa dal Fen, un appuntamento che celebra il rapporto profondo tra la comunità e la terra attraverso la rievocazione delle antiche tecniche di lavorazione del fieno. Una giornata dedicata ai gesti della tradizione contadina, alla cura del territorio e al valore di quei saperi che ancora oggi raccontano il legame tra uomo e montagna. La festa si trascorre in compagnia di un gruppo folkloristico e di costumi caratteristici di Livigno per rivivere le tradizioni locali. Alle ore 10.00 si svolge la sfilata con partenza dalla Chiesa di Santa Maria Nascente. Durante la giornata, esibizioni, pranzo, giochi, rappresentazione della fienagione, della vita d’un tempo e ballo liscio con orchestra. A seguire, cena e serata danzante.

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Ufficio stampa
La Festa dal fen a Livigno

Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia (CN)

Prende il via il 22 agosto 2026 la 72ª Fiera Nazionale della Nocciola di Cortemilia, l’appuntamento di riferimento per la promozione della Nocciola Piemonte IGP e dell’intero territorio dell’Alta Langa e, allo stesso tempo, un’importante occasione per raccontare un territorio fatto di paesaggi, cultura, tradizioni, turismo e qualità della vita. Cortemilia appartiene al circuito dei Borghi Sostenibili della Regione Piemonte ed è considerata la capitale della Nocciola Piemonte IGP. La Nocciola Tonda Gentile delle Langhe trova proprio in quest’area le condizioni ambientali ideali per sviluppare caratteristiche uniche di qualità, aroma e versatilità, diventando negli anni un prodotto apprezzato in Italia e nel mondo. La fiera offre un ricco calendario di iniziative dedicate all’enogastronomia, alla cultura, agli spettacoli, alle attività per famiglie e alla scoperta dell’Alta Langa. La novità dell’edizione 2026 sarà il gemellaggio con il Trentino-Alto Adige, che porterà a Cortemilia il racconto di una nuova eccellenza: il Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo, espressione di una tradizione agricola antica e di un patrimonio culturale che continua a essere custodito e valorizzato. Sabato e domenica saranno presenti gli stand istituzionali della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Presidio Slow Food del Grano Saraceno di Terragnolo.

Regata de Is Fassonis a Santa Giusta (OR)

Il 22 e 23 agosto nella laguna di Santa Giusta si svolge la 45ª edizione della Regata de Is Fassonis, due giornate dedicate a una delle tradizioni più sentita della comunità, un evento capace di unire storia, cultura, ambiente, abilità dei regatanti, musica e gastronomia. Is Fassonis sono le antiche imbarcazioni nate dalle erbe della laguna. Sabato 22 agosto la regata dei cius a remi apre la manifestazione, per poi lasciare spazio alla degustazione dei prodotti della gastronomia locale e alla musica. Domenica 23 agosto, a partire dalle 17, i regatanti sfileranno accompagnati dai gruppi folk in abito tradizionale sardo, mentre la regata vera e propria inizia alle 17.30. La festa proseguirà alle 20.30 con la Sagra del pesce arrosto e poi con il concerto dei Tazenda.

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Ufficio stampa
Un momento della Regata Is Fassonis in Sardegna

DiVino Etrusco a Tarquinia (VT)

Dal 20 al 23 e dal 27 al 29 agosto 2026, il centro storico di Tarquinia ospita la 20ª edizione di DiVino Etrusco, con 53 cantine della Dodecapoli etrusca, di Calabria, Sicilia e Sardegna. Si tratta di uno degli appuntamenti enogastronomici più attesi dell’estate nella Tuscia, capace di valorizzare le realtà vitivinicole e di aprirsi al confronto con altre regioni, in un percorso di degustazioni curato dai sommelier.

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Ufficio stampa
Un momento di DiVino Etrusco a Tarquinia

A caccia del sole, anche in inverno: 3 mete scontate per partire durante la stagione fredda con Ryanair

Non siete riusciti ad andare in vacanza al mare durante l’estate? Via quei musi tristi, perché l’inverno 2026 può essere l’occasione perfetta per concedersi una pausa al caldo e a tal proposito ci pensa Ryanair a lanciare una nuova promozione pensata proprio per chi vuole inseguire il sole anche nei mesi più freddi. La compagnia aerea low cost propone infatti tariffe scontate del 10% per viaggiare tra novembre 2026 e marzo 2027, con diverse destinazioni europee disponibili a prezzi particolarmente convenienti.

La promozione “Insegui il sole d’inverno” permette di prenotare entro il 24 agosto 2026 per volare nel periodo compreso tra l’1 novembre 2026 e il 31 marzo 2027. Tra le proposte spiccano alcune rotte dall’Italia verso destinazioni ideali per una fuga invernale, dalla Spagna alla Grecia fino al Mediterraneo.

Piscine naturali scavate nella roccia sul mare: dal Cilento alla Liguria

Quando si parla di piscine naturali si fa riferimento a polle di acqua dolce o salata che caratterizzano un determinato angolo di territorio: qui la corrente è poca, l’acqua pulita, il contesto circostante regala un bel colpo d’occhio. Sono luoghi ideali per l’estate, dove godere di momenti di infinito relax tra un tuffo e l’altro, quando si cerca refrigerio dal caldo nelle conche trasparenti.

La costa d’Italia bagnata dal Tirreno e dal Mar Ligure nasconde un patrimonio di queste piccole vasche, dove l’acqua marina rimane intrappolata tra gli scogli. Sono il prodotto di un’azione di cesello delle onde che è durata millenni. Sono luoghi che raramente si incontrano per caso: quasi sempre bisogna guadagnarseli con un sentiero, scendendo una scalinata scavata nella roccia o magari affrontando una discesa non sempre agevole, ma che ripagano abbondantemente lo sforzo con la bellezza delle loro acque fresche e cristalline e con meravigliosi panorami.

Piscine di Iscolelli

Nel Parco Nazionale del Cilento, lungo il celebre Sentiero degli Infreschi che si snoda da Marina di Camerota, si incontrano le piscine naturali di Iscolelli. Si tratta di vasche incastonate in una scogliera scura e frastagliata, che bagnano la riva di una piccola spiaggia di ciottoli bianchi, protetta e collegata al mare aperto solo da uno stretto passaggio che tiene alla larga le imbarcazioni.

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Le piscine naturali di Iscolelli

Per arrivarci conviene raggiungere in auto l’Oasi degli Infreschi, una struttura ricettiva da cui prende le mosse un breve sentiero che, nella bassa e profumata macchia mediterranea, conduce verso le piscine, non lontano dai resti dell’antica torre di avvistamento. Il sentiero non è segnalato con precisione, e proprio per questo le piscine di Iscolelli restano frequentate da pochi, ma il percorso di avvicinamento è una delle grandi bellezze del luogo.

Nelle piccole piscinette l’acqua è bassa, ma fresca e cristallina, un vero e proprio sogno di mezz’estate.

Batterie di Punta Rossa

Punta Rossa, capo marittimo all’ombra del Monte Circeo, nel cuore del Parco nazionale omonimo, è un luogo estremamente scenografico sulla costa del Mar Tirreno, nel suo tratto laziale.

Qui, infatti, la scogliera si apre in due calette naturali dalle acque smeraldine, perfette per lo snorkeling tra anfratti popolati da pesci e molluschi: sono le cosiddette Batterie di Punta Rossa, un tratto di costa frastagliata che deve il nome ai resti di un fortino di epoca napoleonica ancora visibile sulla sommità del promontorio.

Per raggiungerle si parcheggia in via del Faro, e si prosegue a piedi superando un cancello sempre aperto che introduce a una strada privata: da qui parte una discesa asfaltata, seguita da un breve sentiero tra la macchia mediterranea che conduce infine al mare. Il percorso complessivo richiede una decina di minuti di cammino, non impegnativo ma da affrontare con calzature adeguate.

Le Batterie sono meta storica dei laziali, che amano tuffarsi dagli scogli più alti della zona, ma offrono spazio anche a chi cerca semplicemente un bagno tranquillo lontano dagli stabilimenti balneari della costa.

Bagni della Regina Giovanna

Dicono che la sovrana angioina Giovanna II, regina di Napoli nella prima metà del Quattrocento, amasse ritirarsi in gran segreto in una determinata zona della costa sorrentina per fare il bagno insieme ai suoi giovani amanti. Oggi quei luoghi sono rimasti noti come Bagni della Regina Giovanna, una piccola laguna naturale, collegata al mare aperto attraverso un suggestivo arco di roccia scavato dall’erosione, che dà origine a una delle piscine naturali più belle e scenografiche della Campania.

Per raggiungere i Bagni della Regina Giovanna si parte da Capo di Sorrento, frazione raggiungibile in autobus o in auto da Sorrento, e si percorre un sentiero lungo poco più di mezzo chilometro, immerso nella vegetazione mediterranea, chiuso da una scalinata piuttosto ripida, che scende infine alla piccola baia.

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Lo straordinario mare dei Bagni della Regina Giovanna

Al di là del mito della sovrana, ciò che resta visibile sulla scogliera sono le vestigia di Villa Pollio Felice, residenza marittima romana risalente al I secolo a.C., di cui parlarono già autori antichi come Stazio e Plinio il Giovane.

Piscine naturali di Sant’Andrea

Sul versante occidentale dell’Isola d’Elba, la più grande dell’Arcipelago toscano, si trova il comune di Marciana. Qui, la spiaggia di Sant’Andrea rappresenta il punto di partenza per raggiungere alcune delle piscine naturali più belle di tutto il Mar Tirreno. Superando le cosiddette Cote Piane, enormi lastre di granito levigate dal mare, e attraversando una fenditura nella roccia, si arriva infatti a incontrare le piscine naturali di Sant’Andrea, ideali per chi ama tuffarsi ed esplorare i fondali in maschera e pinne.

Il percorso costiero che collega la spiaggia principale a queste conche fa il giro di Capo Sant’Andrea, portando ad ammirare belle conformazioni rocciose erose da mare e venti. Si snoda in parte su passerelle di legno, in parte su tratti scavati a mano nella roccia.

Poco distante, verso est, si trova anche la spiaggia del Cotoncello, dove la coniugazione di rocce lisce e piccole insenature con l’acqua bassa creano una situazione da piscina naturale.

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Le particolari rocce levigate della spiaggia del Cotoncello

Bozi di Punta Pineda

Le pozze, o bozi, come vuole il dialetto spezzino, di Punta Pineda sono vasconi scavati nell’arenaria, protetti da una barriera di scogli che li ripara dal mare aperto e crea un autentico effetto piscina, ma tutto al naturale.

Punta Pineda si trova nelle Cinque Terre, nei pressi di Riomaggiore. Campi è l’abitato più vicino al capo, uno storico villaggio rurale aggrappato alla costa a picco sul mare. Da qui bisogna affrontare una scalinata, ripida ed esposta, che scende verso il mare. È una discesa scoscesa, lunga circa 30 minuti di cammino, ma che permette di raggiungere un tratto di costa selvaggio e praticamente intatto.

Le vasche, un tempo utilizzate dai contadini locali come piccole saline artigianali per ricavare sale dall’acqua marina fatta evaporare al sole, oggi accolgono chi cerca un bagno fuori dal comune, lontano dalla folla estiva che affolla le spiagge più celebri del Parco delle Cinque Terre.

Alla scoperta dell’Ungheria tra Budapest e luoghi da sogno con la promo Wizz Air

Una nuova promo flash di Wizz Air permette di guardare all’autunno con una prospettiva interessante. Voli scontati fino al 20% esclusivamente su voli selezionati da e per l’Ungheria disponibili sul sito ufficiale della compagnia aerea e sull’app mobile WIZZ. Il periodo di validità è il 20 agosto 2026, fino alle 23.59. Dalla promozione restano esclusi tasse e costi amministrativi. Il viaggio deve essere effettuato tra il 1° settembre e l’11 dicembre 2026.

Tra le possibilità dall’Italia c’è Budapest, perfetta per un weekend tra terme, palazzi e quartieri storici, ma anche come base per esplorare altri angoli dell’Ungheria.

Il fiabesco borgo che è il regno delle fate e dei mulini: Rastoke, il villaggio sull’acqua della Croazia

A pochi chilometri da Slunj, nell’entroterra della Croazia, si sviluppa una strada che attraversa colline verdi e piccoli abitati, fino a che il suono dell’acqua prende il posto del rumore traffico. Sotto le case scorre, infatti, la Slunjčica, un fiume lungo appena 6,5 chilometri che però ha prodotto uno dei paesaggi fluviali più sorprendenti del Paese.

Rastoke nasce infatti nel punto in cui la Slunjčica incontra la Korana. Prima di raggiungerla, l’acqua deve attraversare una barriera naturale di tufo calcareo, una roccia porosa formata nel corso dei millenni dalla deposizione del carbonato di calcio. Il risultato è una trama di cascate, rapide, piccoli laghi, isolotti e canali naturali. Le acque turchesi passano sotto ponti, accanto alle abitazioni e attraverso antichi mulini, dando vita a una scena nella quale la presenza umana sembra essere stata progettata insieme al corso del fiume.

Per questo Rastoke viene chiamata “Plitvice in miniatura“, parco che condivide con Rastoke la stessa matrice carsica, le formazioni tufacee e la particolare vegetazione legata all’abbondanza d’acqua. La differenza fondamentale, però, sta nella presenza del villaggio.

Cosa vedere a Rastoke

La visita a questo borgo della Croazia acquista fascino proprio nella successione di dettagli: una ruota di mulino appare tra gli alberi, una cascata passa sotto una casa e un balcone di legno guarda la corrente. Il paesaggio cambia continuamente a seconda della portata della Slunjčica, trasformando il villaggio in un piccolo mosaico di acqua, pietra e legno.

Le cascate della Slunjčica

Sono il cuore di Rastoke: la Slunjčica produce circa 23 cascate, accompagnate da rapide e piccoli laghi disseminati tra le formazioni di travertino. Buk è una delle più note e offre una delle immagini più rappresentative del villaggio. L’acqua precipita con forza tra rocce ricoperte di vegetazione, creando una schiuma bianca che contrasta con le tonalità verde-azzurre del fiume.

Vilina Kosa, “Capelli della ninfa”, possiede invece un carattere più fiabesco e iil nome richiama il velo d’acqua argentato associato alle creature leggendarie di Rastoke.

Cascate di Rastoke, Croazia
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Le immense Cascate di Rastoke

I mulini ad acqua

La vera particolarità di Rastoke sta nei suoi mulini. L’insediamento iniziò a svilupparsi almeno nel XVII secolo, sfruttando la forza della Slunjčica per azionare le ruote idrauliche. Le ruote trasferivano il movimento agli ingranaggi interni e permettevano di trasformare i cereali in farina.

Gran parte dei mulini storici è stata preservata: alcuni edifici sono diventati abitazioni o attività ricettive, mentre altri conservano la loro funzione originaria. Il mulino della famiglia Jareb è un caso particolarmente interessante, poiché continua a produrre farine locali secondo un sistema basato sul principio utilizzato circa 300 anni fa.

Le case tradizionali di Rastoke

Le abitazioni appartengono a una tradizione architettonica rurale legata alle regioni dinariche e alla Posavina. Il legno ha un ruolo importante, affiancato dalla pietra utilizzata per le parti più esposte all’acqua e per le fondamenta.

Alcune abitazioni, inoltre, sorgono su piccole porzioni di terreno circondate dall’acqua, rendendo ancora più particolare la struttura dell’abitato.

La confluenza tra Slunjčica e Korana

Il punto d’incontro dei due fiumi aiuta a comprendere la ragione della fama di Rastoke. La Slunjčica arriva con acque fredde e limpide, attraversa il sistema di cascate e poi confluisce nella Korana.

Quest’ultima appartiene al sistema fluviale carsico della Croazia centrale e attraversa un territorio ricco di boschi, sorgenti e corsi d’acqua. Il suo passaggio offre anche aree per la balneazione estiva, kayak, canoa e pesca.

Le tracce storiche di Slunj

Una visita più ampia può proseguire verso Slunj, cittadina alla quale Rastoke appartiene. Il territorio ha avuto per secoli una funzione strategica come area di frontiera e qui il Castello dei Frankopan ricorda la presenza della potente famiglia nobiliare croata, mentre altre fortificazioni testimoniano il ruolo militare assunto dalla zona durante i conflitti con l’Impero ottomano.

Cosa fare a Rastoke

Rastoke merita una visita lenta, soprattutto per apprezzare il rapporto tra abitato e ambiente. La sensazione più piacevole arriva nei momenti di pausa, seduti accanto all’acqua oppure davanti a un piatto locale.

  • Assaggiare la cucina dell’entroterra croato: per incontrare sapori legati alla tradizione rurale, con trota di fiume, formaggi locali, carni e preparazioni a base di cereali.
  • Acquistare farina locale presso il mulino Jareb: ricordo concreto della cultura molitoria di Rastoke.
  • Fare il bagno nella Korana: pausa rinfrescante durante l’estate. Nova Škrila dispone di una piattaforma per i tuffi, spazi per il beach volley, cabine e un piccolo parco giochi, mentre Stara Škrila presenta acque più basse e rive ombreggiate.
  • Raggiungere Kotlac: zona amata dagli abitanti di Slunj, caratterizzata da piccole piscine naturali e cascatelle con acqua relativamente bassa.
  • Seguire i percorsi lungo la Slunjčica: portano verso angoli più tranquilli del territorio, con possibilità di proseguire verso la vecchia centrale idroelettrica costruita all’inizio del XX secolo.
  • Partecipare agli eventi locali: può aggiungere una dimensione più autentica alla visita. Nel mese di agosto, durante i Giorni della città di Slunj, il centro ospita concerti e manifestazioni legate alla vita della comunità.
  • Cercare i prodotti del bosco: attività interessante nelle stagioni adatte. Castagne, funghi e rosa canina compaiono soprattutto in autunno, mentre fragoline selvatiche e more caratterizzano rispettivamente primavera ed estate.

Dove si trova e come arrivare

Il villaggio di Rastoke si trova presso Slunj, nella contea di Karlovac, nella Croazia centrale. La località occupa una posizione strategica lungo la strada statale D1, una delle principali direttrici che collegano Zagabria con la Dalmazia. Da Karlovac il viaggio in automobile richiede circa 40 minuti, mentre da Zagabria occorre prevedere quasi 1 ora e 30 minuti, in base al traffico e al percorso scelto.

I laghi di Plitvice distano circa 33 chilometri, rendendo Rastoke una tappa particolarmente comoda per chi sta attraversando la Croazia verso il parco nazionale. L’automobile rappresenta la soluzione più semplice per raggiungere il villaggio e proseguire verso le altre attrazioni della zona. Slunj offre inoltre servizi, ristoranti e negozi utili per una permanenza più lunga.

Il rifugio del leggendario marinaio nel cuore della roccia e del mare: la Grotta di Haxhi Ali in Albania

È inutile girarci intorno: la costa albanese dà il meglio di sé quando la strada finisce e davanti resta soltanto il mare. Sul versante della penisola di Karaburun, una delle aree costiere più selvagge del Paese, le montagne arrivano fino all’Adriatico con pareti rocciose, piccole insenature e promontori battuti dal vento. Tra queste rocce si apre la Grotta di Haxhi Ali, la più grande grotta costiera dell’Albania, una cavità marina raggiungibile esclusivamente via acqua.

Avvicinandosi in barca, l’ingresso appare poco a poco sulla parete calcarea. Prima si vede una grande apertura scura, poi il colore del mare cambia e il blu intenso dell’esterno lascia spazio alle sfumature turchesi dell’acqua interna. La volta della grotta raggiunge circa 30 metri di altezza e la cavità si inoltra per oltre 60 metri nella montagna. Poi c’è la luce che penetra dall’apertura principale, rimbalza sulla superficie marina e illumina la roccia con riflessi mutevoli.

Il fascino, però, va oltre la geologia: Haxhi Ali porta il nome di un marinaio e comandante albanese del XVII secolo, figura entrata nella tradizione della costa per le sue imprese sul mare. La grotta conserva così una doppia identità, naturale e leggendaria.

Origine, formazione e leggende della Grotta di Haxhi Ali

La penisola di Karaburun appartiene a un ambiente carsico, caratterizzato dalla presenza di rocce calcaree modellate nel corso di tempi geologici molto lunghi. Pioggia e acqua marina hanno agito sulle fratture della pietra, allargandole gradualmente fino a creare cavità, anfratti e grotte lungo la costa.

Haxhi Ali rappresenta uno degli esempi più spettacolari di questo processo. La cavità possiede una grande camera interna dominata da una volta arcuata e pareti irregolari, con concrezioni naturali e stalattiti. Il mare occupa la parte inferiore dello spazio, dando vita a una sorta di bacino naturale racchiuso dalla roccia. La conformazione amplifica inoltre i rumori: una voce, un colpo di remo o lo sciabordio dell’acqua rimbalzano sulla volta e ritornano più volte, trasformando il silenzio in un’eco profonda.

Il nome appartiene a Haxhi Ali Ulqinaku, marinaio e comandante albanese ricordato dalla tradizione locale per la sua attività sul Mare Adriatico. La sua figura è legata alla difesa delle imbarcazioni e delle comunità costiere dalle incursioni dei pirati e delle flotte nemiche. Secondo la leggenda più conosciuta, Haxhi Ali avrebbe utilizzato la grotta insieme al figlio come rifugio durante un inseguimento navale.

La grande cavità, del resto, offriva un riparo naturale alla barca e permetteva di sottrarsi alla vista dal largo. Ed entrando nella grotta, tra l’acqua scura e la roccia, viene spontaneo immaginare una piccola imbarcazione nascosta nella penombra e uomini intenti ad aspettare che il pericolo passasse.

La storia e la leggenda vanno però tenute distinte: il personaggio di Haxhi Ali appartiene alla memoria marittima albanese, mentre il racconto del rifugio nella cavità fa parte soprattutto della tradizione tramandata nel territorio. Proprio questa sovrapposizione ha contribuito alla fama della grotta.

La sua importanza attuale riguarda pure la tutela ambientale. La grotta si trova all’interno del Parco Marino Karaburun-Sazan, area protetta istituita per conservare uno dei tratti più preziosi della costa albanese, con fondali, habitat marini e una fascia costiera ancora fortemente naturale.

La visita alla grotta, tra acqua turchese, roccia e silenzio

La barca lascia il porto di Valona e prende la direzione della penisola. Il paesaggio urbano arretra, poi sparisce. Restano pendii brulli, falesie calcaree e il profilo della costa, spesso privo di costruzioni. Arriva poi l’ingresso della Grotta di Haxhi Ali, ovvero il momento più spettacolare.

Le imbarcazioni possono avvicinarsi all’apertura e, con condizioni marine favorevoli, entrare nella grande camera. Una volta spento il motore, muta completamente la percezione dello spazio. Il rumore del mare prende il posto del rombo del natante e la volta amplifica persino una frase pronunciata a bassa voce.

In una giornata serena la superficie assume tonalità che passano dal blu intenso al verde-azzurro, mentre il calcare crea zone di ombra e improvvisi bagliori. La fotografia viene quasi da sé, soprattutto vicino all’ingresso, con la sagoma scura della grotta incorniciata dal mare aperto.

La parte più suggestiva della visita consiste nell’avanzare con la barca verso l’interno e osservare la struttura della cavità dalla superficie dell’acqua. Con mare calmo, alcuni tour prevedono una sosta per il bagno. L’acqua limpida consente di osservare il fondale roccioso e piccoli organismi marini.

Maschera e boccaglio aiutano a guardare sotto la superficie, soprattutto nelle zone illuminate dalla luce esterna. Il fondale roccioso favorisce infatti una buona visibilità. Vale la pena fermarsi qualche istante senza musica né conversazioni, in quanto la conformazione della cavità restituisce i suoni con una profondità sorprendente.

Serve attenzione sulle rocce bagnate, soprattutto durante l’accesso alla barca o una sosta vicino alla parete. Scarpe da scoglio, costume, asciugamano, acqua, protezione solare e una custodia impermeabile per telefono e macchina fotografica sono sufficienti per affrontare la giornata. La prudenza assume particolare importanza con il mare mosso: le condizioni dell’Adriatico possono cambiare e l’ingresso nella cavità dipende dalla sicurezza della navigazione.

Dove si trova e come arrivare

La Grotta di Haxhi Ali si trova sulla penisola di Karaburun, circa 15 chilometri in linea d’aria da Valona, sul versante rivolto verso il mare aperto. L’area appartiene al Parco Marino Karaburun-Sazan, uno dei principali territori protetti dell’Albania. Alla grotta si arriva soltanto via mare: strade, sentieri e accessi terrestri conducono alla penisola, ma nessun percorso permette di raggiungere l’ingresso della cavità a piedi.

Valona rappresenta il punto di partenza più pratico. La città si trova circa 2 ore e 30 minuti in automobile da Tirana, con tempi variabili in base al traffico e alla stagione. Chi arriva dall’estero può atterrare all’aeroporto internazionale di Tirana e proseguire verso Valona in automobile, taxi, trasferimento privato oppure autobus.

Da Valona partono escursioni organizzate verso Karaburun con diverse formule. Alcune durano mezza giornata, altre occupano gran parte della giornata e aggiungono soste per il bagno, snorkeling e visite ad altre baie della costa.

Il Times svela l’alternativa a Milano: è la “Leonessa”, una città tutta da scoprire

A soli 40 minuti di treno da Milano si trova una città che custodisce un patrimonio storico sorprendente, ma che continua a rimanere lontana dai grandi flussi turistici. È Brescia, “La Leonessa” d’Italia (all’interno del castello della città si può visitare il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia), protagonista di un recente racconto del The Times che la indica come una splendida alternativa alla seconda città più grande d’Italia. Un luogo dove archeologia, arte, tradizioni e vita quotidiana si incontrano in un centro storico ricco di piazze, chiese e musei.

Brescia, tra archeologia romana, chiese e piazze

Per molto tempo Brescia è stata associata soprattutto alla sua anima industriale. In realtà, come sottolinea Cinzia Pasini, fondatrice dell’agenzia di guide turistiche locali Arte Con Noi, la città conserva un patrimonio storico di grande valore. Il Castello arroccato sul colle Cidneo ne è un esempio.
Nel 2023 Brescia è stata Capitale Italiana della Cultura e oggi rappresenta una meta ideale per un city break alla scoperta di un’Italia meno conosciuta.

Il cuore della città è Piazza della Loggia, dominata dal celebre orologio astronomico del XVI secolo, con le figure meccaniche in rame conosciute come “i pazzi delle ore”. Poco distante si apre Piazza Paolo VI, dove sorgono le due cattedrali cittadine (Duomo Nuovo e Duomo Vecchio). Brescia sorprende anche per il numero delle sue chiese: sono almeno 60 quelle comprese entro le antiche mura.

Tra le numerose chiese del centro storico, San Faustino è un ottimo punto di partenza. Dedicata a uno dei santi patroni della città, conserva gli affreschi dell’altare di Tiepolo e un’elegante facciata in marmo Botticino realizzata dallo scultore Giuseppe Cantone. Merita una visita anche Santa Maria del Carmine, dove si possono ammirare l’Annunciazione di Pieter de Witte e una suggestiva Lamentazione per Cristo morto, composta da figure in terracotta a grandezza naturale. Un dettaglio curioso si trova nel pavimento: un disco di legno segnala la presenza dell’“Antico Fiume” e, sollevando una corda, è possibile ascoltare il rumore delle acque del fiume Bova che scorrono proprio sotto la chiesa.

Tra le tappe più importanti c’è Brixia, il sito archeologico romano meglio conservato del Nord Italia e patrimonio UNESCO, dove si trova il Capitolium e la celebre Vittoria Alata, statua bronzea del I secolo. Scoperta nel 1826 e sottoposta a un importante intervento di restauro terminato nel 2020, è oggi nuovamente esposta nella sua sede originaria. Quest’anno ricorre il 200° anniversario della sua scoperta.

Da non perdere anche il Museo di Santa Giulia, ospitato nell’antico monastero benedettino femminile costruito nel 753 d.C. dal re longobardo Desiderio. I suoi oltre 14.000 metri quadrati raccontano la storia della città attraverso edifici romani, la Basilica di San Salvatore e l’Oratorio di Santa Maria in Solario del XII secolo, dove veniva custodito il tesoro del monastero.

La città di Bescia è stata elogiata dal The Times
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Il Dom all’alba, Brescia

Una città da vivere

Brescia non è soltanto una destinazione culturale. Il quartiere Carmine, un tempo considerato problematico, oggi è in piena rinascita grazie alle botteghe e ai laboratori artigiani e al progetto Make in Brescia, che permette di partecipare a vari laboratori e conoscere da vicino il lavoro di ceramisti e restauratori.

Il sabato mattina il mercato che si sviluppa intorno a Piazza della Loggia restituisce invece un’immagine autentica della città, tra formaggi, salumi, frutta, verdura, pasta e prodotti della tradizione. A tavola si possono assaggiare specialità bresciane legate al territorio, mentre per l’aperitivo c’è il pirlo, preparato con vino bianco e Campari.

Tra monumenti, musei, botteghe e sapori locali, Brescia conserva così un carattere autentico e sorprendentemente discreto: proprio quella combinazione che il The Times considera la sua forza e che la rende una delle alternative più interessanti a Milano.

Brescia valida alternativa a Milano secondo il The Times
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Piazza della Loggia, Brescia

Bandite di Scarlino: tre spiagge uniche in Toscana da raggiungere solo a piedi

Le Bandite di Scarlino sono una ampia riserva naturale che dalle alture dell’entroterra della zona settentrionale della Maremma, in Toscana, scende fino al Tirreno. Il territorio coinvolto, che tocca i comuni di Scarlino, Castiglione della Pescaia, Follonica e Gavorrano, custodisce una delle porzioni di costa più selvagge e integre di tutta la regione, un luogo fantastico per chi ama vivere il mare in modo vero e diretto.

Il nome un po’ curioso della riserva, che potrebbe far pensare a qualcosa di proibito, deriva a dire il vero dai bandi che, nei secoli passati, venivano indetti per la vendita di lotti di bosco. Le tracce della presenza umana in questo angolo di Maremma, in realtà, sono molto più antiche: la zona conserva testimonianze di insediamenti risalenti alla preistoria e all’epoca etrusca, come dimostrano i resti di una necropoli che si trova non lontano dai sentieri oggi percorsi da chi vuole raggiungere le dorate spiagge che adornano la costa. E in effetti proprio l’assenza di strade che conducano direttamente in riva al mare è ciò che ha permesso a questo tratto di litorale di conservare un aspetto autentico e incontaminato.

Le spiagge delle Bandite di Scarlino, infatti, si raggiungono solamente a piedi, in bicicletta o a cavallo, attraversando una fitta rete di sentieri che si snodano tra pinete e profumata macchia mediterranea. Tre sono le calette che meritano una visita, ognuna con un carattere diverso: Cala Violina, Cala Martina e Cala Civette.

Cala Violina

La spiaggia più celebre del trittico delle Bandite di Scarlino è senza dubbio Cala Violina, una piccola baia sabbiosa racchiusa tra due promontori che nel corso degli anni è diventata una delle destinazioni marittime simbolo di questo tratto di costa.

Cala Violina, una delle spiagge raggiungibili solo a piedi delle Bandite di Scarlino
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Veduta di Cala Violina

Il suo pittoresco nome nasce da una particolarità: la sua sabbia bianca e finissima è composta da minuscoli granelli di quarzo e, quando il silenzio sulla spiaggia è massimo, il rumore prodotto dai passi camminandoci sopra a piedi nudi produce un fruscio che ricorda vagamente il dolce vibrare delle corde di un violino.

Piccolo paradiso che abbina litorale chiaro e dorato a acque particolarmente limpide, più volte premiata da Legambiente come una delle undici spiagge più belle d’Italia, e perfetta per chi ama lo snorkeling, Cala Violina è oggi tutelata da un sistema ad accesso limitato per contingentare il numero dei visitatori in estate e preservarne l’ecosistema. Dall’inizio di giugno e fino a metà settembre è necessario prenotare il proprio ingresso, versando un piccolo contributo.

Cala Violina, nelle Bandite di Scarlino
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Panoramica su Cala Violina, la più celebre delle spiagge delle Bandite di Scarlino

Cala Violina si raggiunge percorrendo un breve sentiero, poco più corto di due chilometri a partire dal parcheggio a pagamento più vicino, a Val Martina. La camminata in questo angolo di Maremma è piacevole: si supera una breve salita per oltrepassare una bassa collina passeggiando all’ombra di una folta pineta, che occlude la vista sul mare anche per tutta la discesa, fino a quando non si sfocia sulla sabbia e la spiaggia non appare come una visione abbagliante, da sogno. Cala Violina è raggiungibile anche in bicicletta, con bici gravelmountain bikes.

Cala Martina

Poco più a nord di Cala Violina si incontra Cala Martina, una spiaggia di sassi rotondi e levigati dal mare, stretta e lunga, racchiusa tra Punta Francese a settentrione e l’omonima Punta Martina a meridione. Le sue acque sono limpide quanto quelle della spiaggia vicina, ma l’atmosfera che si respira qui è ancor più selvaggia e appartata, complice una minore notorietà e la particolare conformazione della caletta. In più l’acqua cristallina e il fondale sassoso la rendono ideale per utilizzare maschera e boccaglio ed esplorarne i dintorni.

Oltre alla sua bellezza naturale, fu proprio su questa spiaggia che, nel 1849, Giuseppe Garibaldi si imbarcò per fuggire verso Genova, braccato dalle truppe austriache e con il cuore ancora colmo di dolore per la perdita della compagna Anita, morta pochi giorni prima. Dopo aver attraversato l’Appennino e la Toscana, scortato da un gruppo di patrioti che di tappa in tappa lo accompagnarono da Firenze fino a Scarlino, l’eroe dei due mondi trovò proprio nei boschi della Bandita l’ultimo rifugio prima di lasciare la penisola insieme al fedele comandante Leggero. Ancora oggi, poco prima di arrivare alla cala, un piccolo monumento ricorda quell’episodio e i patrioti che aiutarono Garibaldi in quei giorni concitati.

Cala Martina si può raggiungere solo a piedi e in bicicletta. Il modo migliore per farlo è percorrere il sentiero che parte dal porto del Puntone di Scarlino, raggiunge Punta Francese, scende al monumento a Garibaldi e quindi conduce alla bella spiaggia sassosa. L’intero percorso misura circa tre chilometri di continui saliscendi in una zona costiera che alterna tratti immersi nel bosco a magnifici panorami sulla costa e verso occidente, peraltro con la possibilità di scorgere la sagoma dell’isola d’Elba all’orizzonte.

Cala Civette

Più a sud di Cala Violina, invece, sorge Cala Civette. È separata dalla spiaggia vicina dal promontorio di Punta Le Canne e delimitata a sud dalla foce del fiume Alma, poco prima che la costa lasci il posto alla lunga distesa sabbiosa che caratterizza Punta Ala. Su un tornito promontorio sopra la foce del fiume sorge Torre Civette, antico edificio a scopo di avvistamento oggi trasformato in dimora privata, ma che con la sua sagoma bianca domina la spiaggia in maniera scenografica.

Come Cala Martina, anche questa spiaggia è ad accesso libero, raggiungibile a piedi seguendo la rete sentieristica che collega le tre cale delle Costiere di Scarlino, la sotto-area protetta delle Bandite che si cura della conservazione del litorale. Per arrivare a Cala Civette si percorre in auto la strada vicinale di Pian d’Alma, la si lascia in un apposito, piccolo parcheggio a pagamento e si imbocca il sentiero che la raggiunge. Il percorso misura circa due chilometri e mezzo, con una buona dose di salita. La fatica viene ricompensata subito prima del breve, ripido tratto di discesa in spiaggia, quando ci si affaccia dal promontorio settentrionale che chiude la cala e la si può ammirare dall’alto in tutta la sua bellezza.

Cala Civette, la più meridionale delle spiagge delle Bandite di Scarlino
Lorenzo Calamai
Cala Civette, la più meridionale delle spiagge delle Bandite di Scarlino

Cala Civette è probabilmente la meno frequentata delle spiagge delle Bandite di Scarlino: una grande lingua di sabbia dorata alle cui spalle sorge una fitta pineta, chiusa da due promontori rocciosi. Il mare qui è spesso calmo, la risacca coccola con il suo rumore bianco chi vi si avventura, lo sguardo si perde verso l’orizzonte azzurro in cui mare e cielo si fondono in una cosa sola.

Dove andare in Italia a settembre, 5 mete da vivere senza la folla di agosto ed eventi imperdibili

Per chi si può permettere una vacanza al di fuori del calendario classico delle ferie estive, settembre è un mese ideale per viaggiare in Italia. A settembre il picco dell’estate è ormai alle spalle, le temperature diventano più sopportabili, le località turistiche iniziano a respirare e le giornate regalano ancora abbastanza luce per vivere mare, borghi, passeggiate e pranzi all’aperto. Anche la presenza dei turisti tende a diminuire e, in molte destinazioni, si possono trovare condizioni di prezzo più interessanti rispetto alle settimane centrali di agosto.

Da nord a sud, il mese di settembre offre così un’Italia diversa, fatta di vendemmie, festival gastronomici, natura che cambia colore e grandi eventi sul lago. Ecco 5 destinazioni da segnare in agenda per le vacanze di settembre.

Trapani e le Egadi, Sicilia

La Sicilia è una delle destinazioni che meglio interpretano il fascino del mese di settembre. Nel territorio di Trapani e dell’arcipelago delle Egadi, il mare conserva ancora il suo carattere estivo mentre il caldo più intenso lascia spazio a giornate più piacevoli per esplorare borghi, saline, riserve naturali e località costiere. E, soprattutto, ci si lascia alle spalle la calca di agosto che affolla anche le calette più silenziose delle Egadi.

San Vito lo Capo, Sicilia
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Veduta di San Vito Lo Capo, Trapani

Il grande appuntamento del mese è il Cous Cous Fest, in programma nella vicina San Vito Lo Capo dal 18 al 27 settembre 2026. Per dieci giorni il celebre borgo siciliano diventa un vero e proprio crocevia internazionale dedicato al cous cous e all’integrazione culturale. Le Case del Cous Cous e l’Expo Village saranno aperti ogni giorno dalle 12 a mezzanotte sul lungomare e nelle vie centrali del paese, con degustazioni, prodotti del territorio, cooking show e competizioni tra chef provenienti da diversi Paesi.

Langhe, Piemonte

Tra colline, vigneti e borghi, le Langhe sono una delle destinazioni italiane che acquistano ancora più fascino con l’arrivo dell’autunno. Settembre coincide infatti con uno dei momenti più importanti dell’anno per questo territorio: la vendemmia.

Vigne, Barolo, Langhe
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Le vigne del Barolo in autunno

Alla Cascina Fontanette, a Santo Stefano Belbo, la Festa della Vendemmia propone dal 12 settembre al 4 ottobre 2026 un’esperienza dedicata anche alle famiglie: si può partecipare alla raccolta dell’uva e alla pigiatura manuale, visitare i vigneti e la cantina e accompagnare l’esperienza con degustazioni di prodotti della tradizione locale. Un altro appuntamento da segnare è in programma sabato 5 e domenica 6 settembre 2026 al Villaggio Narrante di Fontanafredda, a Serralunga d’Alba. Due giornate con musica, spettacoli, street food, attività per grandi e bambini e, naturalmente, la tradizionale pigiatura dell’uva a piedi nudi.

Valle del Casentino, Toscana

Per una vacanza lontana dal turismo balneare, la Valle del Casentino, in Toscana, è un’alternativa completamente diversa. Qui settembre segna il passaggio dall’estate all’autunno e il paesaggio del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna comincia lentamente a cambiare volto.

Casentino, Toscana
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Sguardo sulla Valle del Casentino

I boschi regalano temperature più gradevoli per le escursioni e le prime sfumature autunnali, mentre la fauna selvatica diventa protagonista di uno degli spettacoli naturali più suggestivi della stagione: il bramito dei cervi. Ma il Casentino non è solo natura, è anche un territorio dove inserire nel viaggio luoghi di grande valore storico e spirituale come la Fraternità di Romena, la Pieve di Romena e il Castello di Romena, immersi in un paesaggio che invita naturalmente alla lentezza.

Lago di Garda

Il Lago di Garda è una di quelle destinazioni che continuano a funzionare benissimo anche quando l’estate entra nella sua fase finale. Anche il calendario degli eventi rende il Garda particolarmente interessante in questo periodo. Tra gli appuntamenti più importanti c’è la 76ª CentoMiglia Internazionale del Garda, in programma il 5 e 6 settembre 2026, storica regata organizzata dal Circolo Vela Gargnano e capace di coinvolgere diverse località del lago.

Riva del Garda, sulla sponda settentrionale del lago
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Riva del Garda, sulla sponda settentrionale del lago

A Salò, dal 17 al 20 settembre, torna inoltre Salò Botanica, mostra-mercato dedicata a piante e fiori che anima il lungolago e il centro storico. Dall’altra parte del lago, Castelnuovo del Garda celebra invece la 60ª Festa dell’Uva, appuntamento che lega tradizione, territorio ed enogastronomia e che nel 2026 sarà accompagnato anche da iniziative culturali ed esperienziali.

I borghi dell’Umbria

L’Umbria a settembre è una destinazione perfetta per chi vuole staccare davvero, magari con un itinerario tra Assisi, Spello, Bevagna, Spoleto e Montefalco, che sappia alternare arte, natura ed enogastronomia.

Veduta aerea della Basilica di San Francesco d'Assisi e del centro storico, Umbria
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Veduta aerea della Basilica di San Francesco d’Assisi, Patrimonio UNESCO

A settembre non mancano nemmeno gli appuntamenti. Ad Assisi, il 5 settembre è in programma la Marcia delle Otto Porte, mentre a Scheggino, il 6 settembre, si svolge la SpoletoNorcia Gravel, occasione interessante per scoprire il territorio su due ruote. Sempre durante il mese proseguono inoltre eventi culturali e iniziative nei borghi umbri, mentre il Festival Internazionale Green Music arriva fino al 20 settembre 2026 tra Montefalco e Assisi.

Le Dune di Piscinas sono state incoronate tra le meraviglie d’Europa dal Telegraph

Non tutte le spiagge sarde conquistano per il loro fascino da cartolina, tra yacht, mondanità e un numero di turisti in continuo aumento. Al contrario, alcune fanno innamorare proprio perché lontane da tutto questo.

Una delle più suggestive in questo senso si trova sulla Costa Verde: stiamo parlando delle Dune di Piscinas, che hanno conquistato il Telegraph con un magnetismo completamente diverso, fatto di natura e un passato minerario ancora visibile nel paesaggio circostante.

Non stupisce che il quotidiano britannico l’abbia inserita tra le meraviglie d’Europa, elogiandone la bellezza incontaminata e l’atmosfera fuori dal tempo.

Le Dune di Piscinas, dove il mare incontra il deserto

Piscinas, situata nella zona sud-occidentale della Sardegna, spicca come angolo selvaggio in una delle aree costiere meno battute dal turismo di massa. Anche arrivarci non è semplicissimo perché per raggiungerla è necessario percorrere strade sterrate e avere un po’ di pazienza: d’altronde è proprio questo isolamento a preservarne il carattere autentico, mantenendo la spiaggia al riparo dall’affollamento che caratterizza altre località della costa sarda.

Il tratto di arenile, ampio e dorato, è incorniciato da un sistema di dune che possono innalzarsi fino a 60 metri, tra le più alte d’Europa, modellate dal maestrale che qui soffia ridisegnando il profilo delle sabbie giorno dopo giorno. Sono le dune a fungere da barriera naturale contro le mareggiate e ospitano un ecosistema fragile, dove nidificano le tartarughe marine Caretta Caretta e dove si muove il cervo sardo, sottospecie endemica dell’isola.

Poco distante si trova Ingurtosu, un tempo centro nevralgico di una delle miniere più produttive della Sardegna e oggi parte del Parco Geominerario, i cui ruderi raccontano ancora l’epopea mineraria che ha segnato l’intera valle fino alle dune. Case abbandonate, vecchi impianti e carrelli arrugginiti compongono un paesaggio quasi sospeso nel tempo, che affianca la bellezza naturale di Piscinas con un patrimonio industriale altrettanto affascinante.

Cosa vedere e fare a Piscinas

Oltre alla già citata miniera di Ingurtosu situata nelle vicinanze, Piscinas è anche una delle tappe più suggestive del Cammino Minerario di Santa Barbara: la quinta, che collega Portixeddu alla spiaggia in circa 16 chilometri di percorso impegnativo, attraversando la costa selvaggia e i resti dell’archeologia mineraria della zona. Per chi ama il trekking, arrivare a piedi fin qui, dopo ore immersi in paesaggi incontaminati, rende l’incontro con le dune ancora più suggestivo.

I servizi sulla spiaggia restano volutamente essenziali, in linea con lo spirito selvaggio del posto: in estate sono attivi un hotel e due stabilimenti balneari, dove si trovano docce, ombrelloni e lettini per chi cerca comunque un minimo di comfort. Per il resto, l’esperienza di Piscinas è tutta nel contatto diretto con la natura.

Ricordiamo che, proprio per la loro fragilità, le dune non si possono attraversare a piedi: il calpestio danneggerebbe un ecosistema delicato, già messo alla prova dal vento e dall’erosione. La loro bellezza si ammira e si rispetta, restando sui percorsi consentiti.

La Dolce Vita non finisce con l’estate: 3 mete italiane da raggiungere con l’offerta Wizz Air

C’è un motivo se l’Italia viene chiamata da sempre il Bel Paese: la luce che cambia colore da nord a sud, i borghi che sembrano fermi nel tempo, il mare che in ogni regione ha una sfumatura diversa. È un’idea di bellezza che non ha stagione e che, se avete voglia di viaggiare senza andare troppo lontano, potete scoprire sfruttando la nuova offerta flash di Wizz Air.

Acquistando i biglietti entro la mezzanotte di oggi, 17 agosto 2026, potrete usufruire del 15% di sconto su voli selezionati in partenza tra il 24 agosto e il 10 dicembre 2026. Che si tratti di un weekend last minute o di una fuga pianificata per l’autunno, ecco tre mete italiane da scoprire (o riscoprire) per allungare la Dolce Vita ben oltre l’estate partendo da Milano Malpensa.

Palermo

Con voli a partire da 14,99 euro, potrete raggiungere la splendida Palermo. Tremila anni di storia si sovrappongono nei suoi vicoli: mosaici bizantini dorati nella Cappella Palatina, cupole arabeggianti, facciate barocche e il caos quotidiano dei mercati storici come Ballarò, dove il profumo dello street food si mescola alle grida dei venditori.

Settembre e ottobre sono i mesi giusti per scoprirla senza il caldo soffocante dell’estate: le temperature si aggirano tra i 20 e i 25 gradi, ideali per perdersi tra le vie del centro storico, salire sui campanili delle chiese o ammirare il panorama dai tetti dei monasteri. Palermo racconta un incrocio di civiltà (arabi, normanni, bizantini) che ha lasciato un patrimonio artistico unico in Europa, capace di sorprendere a ogni angolo.

Napoli

Da dicembre, partiranno i voli per Napoli con biglietti da 14,99 euro. Con il Vesuvio che veglia all’orizzonte e un centro storico dichiarato Patrimonio UNESCO, Napoli è una città che non smette mai di sorprendere. Spaccanapoli, la stretta via che taglia in due il centro antico, è il cuore pulsante della città: qui si affacciano chiese barocche come la Cappella Sansevero, custode del celebre Cristo Velato, botteghe artigiane e il via vai instancabile della vita quotidiana.

Napoli è anche la patria della cucina più amata e non c’è angolo del centro dove non si trovi una sfogliatella, una pizza o un babà da assaggiare. Da non perdere il Museo Archeologico Nazionale, con i reperti sopravvissuti all’eruzione del 79 d.C., e una passeggiata serale sul lungomare. Un’atmosfera unica, tra arte, storia e vita di strada, anche in bassa stagione.

Olbia

Fino al 5 settembre partiranno i voli per Olbia e potrete sfruttare l’offerta acquistando biglietti a partire da 24,99 euro per un viaggio last minute in Sardegna.

Olbia è la porta d’accesso alla costa nord-orientale dell’isola. Da qui basta noleggiare un’auto per raggiungere in poco più di mezz’ora alcune delle spiagge più belle dell’isola. La zona di San Teodoro è la meta ideale: qui si trova Cala Brandinchi, soprannominata “la piccola Tahiti” per la sabbia bianchissima e il mare turchese poco profondo, incorniciata da un pineta.

Proseguendo lungo la costa, vale la pena spingersi fino a Golfo Aranci, con le sue calette più raccolte e panorami che si aprono sull’arcipelago della Maddalena. Tra fine estate e autunno, questa zona regala il meglio di sé: temperature ancora piacevoli, mare limpido e molta meno folla rispetto ai mesi centrali dell’estate.

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