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Mont Blanc Express in inverno: un viaggio panoramico tra Svizzera e Francia

L’inverno sulle Alpi arriva in modo quasi cinematografico: fiocchi che scendono lenti, boschi che improvvisamente si fanno silenziosi, montagne che sembrano accendersi di blu e rosa sotto ai timidi raggi del sole. Nel mezzo di questo spettacolo c’è un piccolo protagonista che unisce due mondi, il Mont Blanc Express, il trenino che da oltre cent’anni collega Martigny a Chamonix-Mont-Blanc, attraversando gole, ghiacciai e villaggi che sembrano usciti da un videogioco open-world ambientato in montagna.

È un viaggio breve (circa 90 minuti), però vibrante ed emozionante come un’avventura epica in miniatura. Perfetto quando si vuole vivere l’inverno da protagonisti, ma senza la fatica di una maratona alpina.

Il viaggio sul Mont Blanc Express: storia e percorso

La linea nasce nel 1906, in piena epoca pionieristica, pensata proprio per il turismo alpino. La sua tecnologia era quasi fantascienza per l’epoca: scartamento ridotto (ovvero binari più stretti per muoversi tra rocce e boschi), tratti a cremagliera per arrampicarsi sulle pendenze più toste e una serie di gallerie e viadotti che oggi sembrano fatti apposta per le foto dal finestrino.

Da Martigny (471 m) il trenino inizia a risalire la Valle del Trient, una specie di canyon naturale incastonato tra foreste, pareti verticali e torrenti che nascono direttamente dai ghiacciai. La salita è rapida: un attimo prima si è tra vigneti e castelli, un attimo dopo ci si ritrova sospesi in un paesaggio super invernale con i primi tetti imbiancati. Il percorso in Svizzera è un continuo alternarsi di ponti, curve strette, pareti di roccia rosa e grigia, tunnel brevi e aperture improvvise verso vallate gigantesche. È come vedere il paesaggio “respirare”, allargarsi e restringersi fino al confine.

Dopo Le Châtelard-Frontière, il trenino entra in Francia e continua verso Vallorcine, Argentière e poi Chamonix (1.042 m), capitale mondiale dell’alpinismo. La vista migliore cambia lato durante il viaggio: nel tratto iniziale conviene guardare a destra, dopo il confine, la parte più scenografica si sposta a sinistra.

Le tappe da conoscere del Mont Blanc Express 

Il bello del Mont Blanc Express è che si può scendere e risalire quando si vuole: le tappe lungo la linea sembrano capitoli di un racconto di montagna, ognuna con la sua atmosfera e il suo carattere. Les Marécottes è il primo colpo di scena: un villaggio di legno immerso nella neve, famoso per lo zoo alpino e per quella piscina scavata nella roccia che d’estate è un’altra cosa, certo, ma d’inverno, ghiacciata e silenziosa, sembra un set di un film fantasy. Poco più avanti c’è Finhaut, punto di accesso privilegiato alla diga di Emosson, un luogo quasi alieno dove le montagne virano al rosso e gli strapiombi ricordano quanto l’alta quota sappia essere evocativa. Arrivando a Trient, il paesaggio e il mood cambiano ancora: il borgo rosa, con la sua chiesa color confetto, qui si respira un’atmosfera davvero nordica. Poi ci sono Le Trétien e Les Granges, paesini minuscoli, quasi sospesi tra boschi e pendii.

Intorno alla linea ferroviaria si apre anche una delle zone più versatili delle Alpi svizzere, un’area dove l’inverno non è solo sci ma un vero stato mentale. Champex-Lac, per esempio, è un luogo poetico d’inverno: il lago ghiacciato diventa un grande specchio e la Fondazione Barry organizza passeggiate sulla neve insieme ai San Bernardo, un’esperienza tenera e potentissima allo stesso tempo.

Champex-Lac, Svizzera
Switzerland Tourism / André Meier
Passeggiate con i cani San Bernardo a Champex-Lac

Da Vernayaz, invece, si raggiungono le Gorges du Trient, gole profonde scolpite dall’acqua in migliaia di anni, mentre poco distante la Cascade de Pissevache è una di quelle visioni che restano incise nei ricordi per mesi. Tutta quest’area rientra nel Pays du Saint-Bernard, una regione che riunisce Champex-Lac, La Fouly, Les Marécottes e Vichères-Liddes, un quadrante alpino con 75 chilometri di piste, sentieri infiniti per ciaspole, percorsi di sci alpinismo e villaggi dove la raclette fumante sembra parte del paesaggio. È una montagna autentica, meno glamour rispetto ai grandi resort, ma con un fascino che rimane addosso come il profumo di legna bagnata e neve fresca, perfetto per chi vuole vivere l’inverno in modo genuino e non per forza mainstream.

Dove andare a sciare adesso, piste aperte tra Italia ed Europa

L’aria frizzante di fine novembre (soprattutto negli ultimi giorni in Lombardia, ad esempio) porta quell’energia da “sta per iniziare la stagione”, ma senza la folla del pieno inverno – e sì, stiamo parlando della stagione sciistica! Non tutti gli impianti sono operativi, certo, ma proprio per questo il momento è perfetto per chi vuole rimettere gli sci ai piedi prima degli altri. Le temperature si stanno abbassando, i cannoni sparano nei resort già attivi e i ghiacciai stanno tornando nella loro veste invernale.

Se l’idea è partire subito, ci sono diverse località, tra Italia, Francia, Svizzera e Austria che hanno già inaugurato la stagione o lo faranno proprio questo weekend. Ecco una guida aggiornata a oggi su dove sciare adesso senza aspettare il grande boom natalizio.

Dove sciare adesso in Italia

Tre Cime Dolomiti

In attesa che anche le altre località in Italia si risveglino dal letargo estivo (al contrario di quello canonico), un classico che apre la stagione con qualche settimana d’anticipo rispetto ad altre zone delle Dolomiti. Dal 22 novembre 2025 gli impianti iniziano a girare e il comprensorio di Tre Cime Dolomiti torna a regalare panorami verticali sulle cime di Lavaredo. Perfetto insomma per chi vuole entrare nel mood invernale con piste ampie, scenografiche e poco affollate, soprattutto tra San Candido e Sesto.

Dove sciare adesso all’estero

Francia

La Francia è sempre tra le prime a far partire la stagione grazie all’alta quota: qui si scia già in pieno stile invernale, sia sulle piste dei grandi domini sia sui ghiacciai.

Di seguito i comprensori già aperti:

  • Tignes / Val d’Isère
  • Les 3 Vallées (Val Thorens / Les Menuires / Méribel / Courchevel)

Queste località aprono presto perché si trovano oltre i 2.000 metri di quota: qui il freddo arriva prima, la neve “quella vera” resiste più a lungo e l’innevamento programmato funziona al massimo.

Les Menuires, Francia
iStock
Il comprensorio sciistico di Les Menuires

Svizzera

La Svizzera anticipa sempre tutti grazie ai suoi giganti alpini: altissima quota, ghiacciai presenti e microclimi freddi anche a novembre, lo sa bene chi ha anche solo preso l’autostrada in collina di recente.

Comprensori già operativi:

  • Breuil-Cervinia / Valtournenche / Zermatt – Cervino
  • Saas-Fee
  • Gemsstock – Andermatt
  • Parsenn (Davos Klosters)
  • Pizol – Bad Ragaz / Wangs
  • TschentenAlp – Adelboden

Il motivo dell’apertura anticipata è semplice: qui si scia spesso sopra i 2.500/3.000 metri, perfetti per mantenere innevamento e temperature invernali anche quando il resto delle Alpi è ancora in modalità autunnale.

Austria

L’Austria è di un altro mondo, è proprio la regina delle aperture anticipate perché ospita la più alta concentrazione di ghiacciai sciabili dell’intero arco alpino: già, naturalmente, significa piste aperte anche quando il resto d’Europa è ancora fermo.

Comprensori aperti ora:

  • Sölden
  • Gurgl – Obergurgl-Hochgurgl
  • Hintertuxer Gletscher
  • Stubaier Gletscher
  • Pitztaler Gletscher
  • Kaunertaler Gletscher
  • Kitzsteinhorn / Maiskogel – Kaprun
  • Silvretta Montafon
  • Obertauern
  • Mölltaler Gletscher
  • Schladming – 4-Berge-Skischaukel
  • KitzSki – Kitzbühel / Kirchberg (in parte solo nel weekend)

Qui il segreto è tutto nell’orografia (nonostante il tecnicismo lessicale, non parliamo di metalli preziosi ma di territorio in sé e per sé): tanti ghiacciai, esposizione perfetta e temperature al ribasso già da fine ottobre sono gli ingredienti perfetti per ottenere neve assicurata.

Urnäsch, uno dei borghi più belli e autentici della Svizzera

Urnäsch, l’autentico borgo appenzellese, ha recentemente ricevuto un prestigioso riconoscimento entrando a far parte dei Borghi più belli della Svizzera insieme alla splendida località di Champéry. Questa inclusione non è una sorpresa per chi conosce la sua anima profonda. Adagiato tra dolci colline e pascoli verdi dell’Appenzello Interno, Urnäsch è infatti uno dei borghi più autentici della Svizzera orientale, capace di conservare intatta la sua identità rurale e culturale.

Nonostante le dimensioni ridotte, offre un’immersione totale in tradizioni secolari, un’architettura tipica e un paesaggio alpino di rara bellezza, rendendolo una tappa imperdibile per ogni viaggiatore in cerca di autenticità.

Centro storico ricco di architetture tipiche

Passeggiando per il suo centro, lo sguardo viene subito catturato dalle tipiche case appenzellesi in legno, che riflettono un’architettura tramandata nei secoli. Le facciate in legno scuro, spesso ornate da pitture decorative e finestre allineate con cura, conferiscono al villaggio un aspetto armonico e pittoresco. Questo stile non è solo estetico, ma funzionale, testimoniando un legame indissolubile con il clima e i materiali locali.

La chiesa riformata, con il suo campanile elegante che si erge al di sopra del borgo, rappresenta un punto di riferimento visivo e spirituale per la comunità fin dal XVI secolo, ancorando il villaggio a una storia religiosa e civile profonda.

Anche l’economia tradizionale ha avuto un ruolo importante: accanto all’allevamento, qui prosperava l’artigianato tessile, soprattutto la lavorazione della tela di lino. Nel Settecento, questa attività rese il borgo partecipe della fiorente industria casalinga appenzellese.

Il borgo è circondato da un panorama mozzafiato: l’ambiente prealpino, caratterizzato da alpeggi curati dove pascolano le mucche che producono il celebre formaggio Appenzeller, è l’essenza stessa della Svizzera rurale.

L'architettura tipica di Urnäsch in Svizzera
@Christian Guerra-Swissvillages
L’architettura tipica di Urnäsch

Festa popolare famosa in tutta la Svizzera

Il borgo di Urnäsch è famoso anche per una festa popolare nota in tutta la Svizzera: il Silvesterklausen, il rito con cui gli abitanti salutano l’arrivo del nuovo anno per ben due volte, il 31 dicembre e il 13 gennaio.

In queste date, gruppi di uomini, noti come Chläuse (Klauss), si travestono con costumi elaboratissimi e maschere fantastiche, percorrendo le strade e le fattorie per augurare un buon anno nuovo. Questo rito arcaico è un’esplosione di creatività, suoni e mistero, capace di catapultare il visitatore in una dimensione fuori dal tempo.

Immersione nella natura alpina

Urnäsch è uno dei borghi più belli della Svizzera anche grazie ai suoi panorami naturali. Nei dintorni del borgo troverete una vasta rete di sentieri escursionistici che si snodano attraverso boschi lussureggianti, prati fioriti e rigogliosi alpeggi.

L’esperienza cambia con le stagioni: in estate le passeggiate conducono fino alle alture imponenti del Säntis, la vetta più famosa della regione Appenzellese, offrendo panorami indimenticabili. In inverno, invece, il paesaggio innevato si trasforma in un paradiso candido che invita a rilassanti ciaspolate e a sport dolci all’aria aperta, lontano dal clamore delle grandi stazioni sciistiche.

Centro storico di Urnäsch
@Christian Guerra-Swissvillages
Il centro storico di Urnäsch

Dove si trova e come raggiungerlo

Urnäsch è situato nel Canton Appenzello, nella Svizzera orientale. Per raggiungerlo dall’Italia, il modo più comodo è sicuramente con l’auto attraversando i diversi valichi alpini.

In alternativa, anche il viaggio in treno potrebbe essere una soluzione semplice e sostenibile: vi basterà raggiungere una delle principali città svizzere come Zurigo (o St. Gallen) e poi proseguire con i servizi regionali fino a Urnäsch, servita dalla ferrovia Appenzeller Bahnen.

L’aeroporto internazionale più comodo per volare e poi procedere via terra è quello di Zurigo.

Mercatini di Natale nel Canton Friburgo, dove vivere la magia delle feste lontano dalla folla

Se siete alla ricerca di una destinazione meno conosciuta dove immergervi nelle atmosfere natalizie, abbiamo la meta perfetta per voi: Friburgo. Qui, a partire dalla fine di novembre, i borghi e le cittadine più belle di questa splendida zona della Svizzera si riempiono di mercatini e luminarie, avvolgendo tutti con i profumi più inebrianti e tipici, dalla cannella al famoso formaggio Gruyère e al cioccolato.

Siete pronti a indossare i vostri indumenti più caldi? Le atmosfere medievali, gotiche e bucoliche della regione Friburgo vi aspettano per farvi sognare a occhi aperti. Questi gli eventi e i mercatini di Natale da non perdere!

Mercatini di Natale a Gruyères

Sono oltre quaranta gli artigiani che espongono le loro creazioni uniche nei mercatini di Natale a Gruyères, considerato uno dei borghi più suggestivi di tutta la Svizzera Francese. Ogni weekend dal 28 novembre al 21 dicembre 2025, questo borgo medievale si trasforma immergendo i visitatori in atmosfere festive tra melodie, luminarie e magiche decorazioni.

Oltre alle bancarelle, sono diverse le attività che animeranno questi tre weekend: il Giorno della Famiglia e la visita di San Nicolao (o San Nicola), spettacoli, concerti e laboratori per bambini.

La celebrazione di San Nicola a Friburgo

Oltre a proporre splendidi mercatini, la città di Friburgo festeggia in grande con una celebrazione davvero imperdibile: quella dedicata a San Nicola. Ogni anno, durante il primo fine settimana di dicembre, la città rende omaggio al suo santo patrono con diverse iniziative.

Si comincia dalla processione di San Nicola, che attraversa le strade a cavallo di un asino salutando la folla, mentre i suoi accompagnatori distribuiscono dolci ai bambini. Al termine del suo percorso, il santo tiene un discorso dalla terrazza della cattedrale in cui sottolinea gli eventi salienti e critici dell’anno appena trascorso. Un momento talmente tanto atteso da essere ripreso dalle televisioni locali e trasmesso live.

@Pascal Gugler/UFT/FTV
Il discorso di San Nicola dalla terrazza della cattedrale

Mercatini natalizi a Murten

Per tre giorni, dal 12 al 14 dicembre 2025, potrete immergervi nella magia del Natale nella suggestiva città medievale di Murten. Oltre 90 bancarelle vi attendono con specialità, degustazioni e una ricca varietà di articoli e prodotti artigianali natalizi. Chalet splendidamente decorati, lunghe luminarie e candele vi condurranno in un viaggio nel magico mondo dell’Avvento.

Inoltre, dal 21 gennaio al 1 febbraio 2026, il centro storico di Murten si trasformerà in uno spettacolo di luci di altissimo livello grazie al Light Festival. Le produzioni artistiche che animeranno gli edifici, le strade e le torri della città vi trasporteranno in un mondo misterioso e magico.

Il Sentiero dei Presepi a Estavayer-le-Lac

Infine, dal 5 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, a Estavayer-le-Lac ci sarà il Sentiero dei Presepi, una passeggiata magica tra le vie medievali della cittadina. Quasi 70 presepi, realizzati con cura da residenti e commercianti locali, mettono in risalto il tema di quest’anno: “I Presepi del Mondo“.

Un percorso ricco di poesia che permette al pubblico di ammirare, all’aperto, la creatività e l’unicità delle installazioni e di mettere in connessione ogni singola Natività. Finestre e vetrine illuminate fungono da splendida cornice per i personaggi che compongono la tradizionale rappresentazione della Natività.

Tra i migliori mercatini di Natale elogiati da CNN c’è anche un italiano

Non c’è niente di meglio di un mercatino di Natale per accendere lo spirito festivo nelle persone. Questa tradizione, che affonda le sue radici a Vienna, dove il primo mercato di dicembre documentato risale al 1298, si è diffusa nel corso dei secoli in tutto il mondo.

Dalla Germania e dalla Svizzera fino a Singapore e New York, è difficile trovare una destinazione rinomata che non ospiti un mercatino natalizio di grande fascino. Alcuni, anzi, sono diventati così popolari da trasformarsi essi stessi in vere attrazioni turistiche. Ecco la selezione di CNN Travel dei mercatini di Natale più imperdibili in programma nel 2025 in tutto il mondo, tra cui c’è anche un italiano.

Addio voli, benvenuto treno: la Svizzera apre la rotta per la Svezia

Nel cuore dell’Europa, la rete ferroviaria continua a espandersi in nome della sostenibilità e del comfort. Le Ferrovie Federali Svizzere (FFS) hanno annunciato l’apertura di una nuova rotta notturna che unirà la Svizzera con la Scandinavia, e offrirà un’alternativa concreta ai voli a corto e medio raggio. A partire dal 15 aprile 2026, entrerà infatti in servizio l’EuroNight Basilea-Copenaghen-Malmö, un collegamento che unirà il centro dell’Europa al Nord, attraversando Svizzera, Germania e Danimarca fino a raggiungere la Svezia.

La novità rappresenta un passo importante verso una mobilità più rispettosa del clima, in linea con la crescente domanda di viaggi internazionali sostenibili. L’idea alla base del progetto è semplice ma ambiziosa: dare la possibilità di addormentarsi in Svizzera e svegliarsi in Scandinavia, e ridurre al contempo l’impatto ambientale rispetto al trasporto aereo.

Un viaggio notturno tra tre Paesi e oltre 1.400 chilometri

Il nuovo treno notturno percorrerà più di 1.400 chilometri, e toccherà alcune delle regioni ferroviarie più efficienti d’Europa. Le partenze da Basilea FFS sono previste il mercoledì, il venerdì e la domenica alle 17:35, con arrivo a Malmö alle 9:35 del mattino successivo. In senso opposto, i convogli partiranno da Malmö il giovedì, il sabato e il lunedì alle 18:57, con arrivo a Basilea alle 11:30.

Durante il viaggio, l’EuroNight effettuerà fermate strategiche in città tedesche come Friburgo, Karlsruhe, Mannheim, Francoforte (Sud) e Amburgo, per poi proseguire verso la Danimarca con soste a Padborg, Kolding, Odense, Høje Taastrup e Copenaghen Aeroporto. Nonostante non sia prevista una fermata alla stazione centrale della capitale danese per ragioni di orario, la città sarà facilmente raggiungibile in circa quindici minuti grazie ai collegamenti regionali diretti.

Comfort a bordo e accessibilità garantita

Il treno, capace di ospitare circa 350 passeggeri, proporrà diverse soluzioni di viaggio: carrozze letto, cuccette e posti a sedere. Sarà inoltre presente uno scompartimento accessibile alle persone con mobilità ridotta, a conferma dell’attenzione delle FFS all’inclusività e al comfort per tutti i viaggiatori.

Non mancherà un piccolo bistrò per chi desidera cenare o fare colazione a bordo, disponibile nel tratto tra Basilea e Padborg. L’esperienza a bordo punterà a combinare l’efficienza tipica del trasporto ferroviario svizzero con la piacevolezza di un viaggio rilassante, durante il quale il tempo diventa parte dell’esperienza stessa.

Un ponte diretto verso la Scandinavia

Paesaggio urbano a Malmo, Svezia
iStock
Panorama di Malmo, Svezia

Per i viaggiatori che sognano di esplorare il Nord Europa, il nuovo EuroNight rappresenta una vera e propria porta d’accesso alla Scandinavia. Da Malmö, in particolare, sarà possibile proseguire facilmente verso Stoccolma, Göteborg o altre destinazioni svedesi grazie alle connessioni interne.

Si tratta dell’unico collegamento diretto tra la Svizzera e la Svezia, un progetto nato dalla collaborazione tra le FFS e l’impresa ferroviaria privata RDC Deutschland, già esperta nei servizi notturni internazionali. In un momento in cui i viaggi sostenibili stanno tornando al centro delle politiche di mobilità europee, l’iniziativa svizzera si inserisce alla perfezione nel quadro di una nuova era dei treni notturni, sempre più richiesti e valorizzati dai passeggeri.

Biglietti e disponibilità

La vendita dei biglietti per il nuovo collegamento è attiva dal 4 novembre 2025, sia tramite l’app Mobile FFS sia sul sito ufficiale FFS.ch e presso i Centri viaggiatori FFS. I prezzi saranno in linea con quelli degli altri treni notturni europei, variando in base al livello di comfort e alle condizioni di rimborso.

Le FFS assicurano che le tariffe resteranno competitive, in modo da rendere il viaggio accessibile a un pubblico ampio, non solo ai turisti ma anche a chi si sposta per motivi professionali o familiari. L’obiettivo è incoraggiare una nuova cultura del viaggio lento, in cui la distanza non rappresenti più un ostacolo ma un’occasione per riscoprire il piacere dello spostamento.

Un futuro su rotaia per l’Europa

Il nuovo EuroNight tra Basilea, Copenaghen e Malmö segna un’evoluzione significativa per la rete ferroviaria europea. In un’epoca di crisi climatica e di crescente sensibilità ambientale, la possibilità di scegliere il treno al posto dell’aereo diventa sempre più concreta e appetibile.

Dormire cullati dal ritmo delle rotaie e svegliarsi oltre il Baltico non sarà soltanto un’esperienza romantica, ma anche un gesto consapevole verso un modo di viaggiare più sostenibile. Con questo progetto, la Svizzera conferma ancora una volta il proprio ruolo di laboratorio della mobilità europea, capace di coniugare innovazione, ecologia e qualità del servizio.

Mercatini di Natale in Svizzera in treno: la magia delle feste con la nuova offerta

Avete già sentito il profumo di vin brulé nell’aria? Le prime lucine che brillano tra le vetrine? È quel momento dell’anno in cui l’inverno smette di essere grigio e si accende di magia. E quest’anno, Trenitalia e Ferrovie Federali Svizzere ci danno un motivo in più per partire e lasciarci avvolgere dal fascino dei mercatini di Natale: torna la super promo “2×1 Mercatini”.

Si viaggia in coppia, ma si paga un solo biglietto dal 17 novembre al 17 dicembre acquistando i viaggi dal 10 al 30 novembre. Si parte da Milano, Venezia, Bologna e Genova e si raggiungono destinazioni come Zurigo, Basilea, Berna, Losanna, Montreux e Ginevra. Le località principali sono lo snodo perfetto per poi esplorare gli oltre 130 mercatini e gli appuntamenti festivi organizzati in tutta la Svizzera tra città e borghi innevati in montagna.

Weekend d’autunno nella regione di Friburgo, la Svizzera che (non) ti aspetti

Da sempre, la regione di Friburgo, nel cuore della Svizzera francese, è nota soprattutto per il cioccolato, il formaggio Gruyère e le sue tradizioni di montagna. Chi organizza un weekend d’autunno in questa zona non può esimersi dall’inserire questi tre ingredienti nel proprio itinerario.

Eppure, a uno sguardo più attento, emerge un gioco di contrasti sorprendente: al di là dei cliché familiari sulla Svizzera, chi visita oggi questo cantone scoprirà un delizioso intreccio di tutti e tre gli elementi, e qualcosa di più.

Immaginate cosa accadrebbe se Mary Shelley (o, perché no, Shirley Jackson) incontrasse Willy Wonka e un pittore di scene Poya in una stanza. Da quell’alchimia improbabile, fidatevi, nascerebbe il Canton Friburgo: un luogo dove il gotico incontra il cioccolato, dove le strade profumano di fonduta e mistero e ogni villaggio custodisce un segreto che solo i viaggiatori più curiosi sapranno scoprire.

Gruyères: anima medievale, spirito alieno

Se vi state chiedendo cosa vedere a Friburgo in Svizzera, iniziate da Gruyères, una cittadina piccola e pittoresca la cui origine, come spesso accade nei luoghi più antichi, si intreccia a una leggenda.

Secondo il racconto, la città fu fondata nel 400 a.C. dal re vandalo Gruerius, che un giorno vide una gru (grue in francese) attraversare il cielo tinto di cremisi e decise di costruire la sua città proprio in quel punto. Da allora, la gru campeggia sullo stemma di Gruyères, elegante e fiera, su sfondo rosso.

Appena si arriva, l’aria è densa di profumi: formaggio fuso, erbe alpine, rosmarino. Ma con grande sorpresa e piacere ho scoperto che le attrattive di Gruyères non si limitano alla sua immagine da cartolina. In mezzo a questo scenario fiabesco si cela un museo che sembra provenire da un’altra galassia: il Museo di H.R. Giger.

Il borgo svizzero di Gruyères
@SiViaggia-Elena Usai
Gruyères ha ricevuto il premio ‘Migliori villaggi turistici’ della Svizzera da UN Tourism

Vincitore di un Oscar per aver ideato gli xenomorfi della saga Alien, Giger acquistò nel 1997 il castello di Saint-Germain per trasformarlo nel suo universo personale. All’interno, le sale gotiche ospitano le sue opere biomeccaniche, inquietanti e affascinanti, in un contrasto quasi surreale con il borgo medievale che si intravede dalle finestre.

Il bar adiacente, con le sue arcate scheletriche e l’atmosfera futuristica, completa l’esperienza: seduti davanti a un caffè, si ha l’impressione di essere sospesi tra due mondi, quello antico delle leggende e quello oscuro della fantascienza.

Il museo H.R. Giger a Gruyères
@SiViaggia-Elena Usai
Una delle sale del museo H.R. Giger

La Désalpe, l’evento più atteso dell’autunno

Chiunque organizzi un weekend d’autunno in questa zona della Svizzera, avrà la fortuna di vivere in prima persona le tradizioni alpine della regione Friburgo che mostrano i segni di una radiosa vitalità. 

La si percepisce durante la désalpe ad Albeuve. In attesa della discesa delle mucche dall’alpeggio, ci ritroviamo tutti sulla via principale di questo paesino di 570 abitanti: anche per dei visitatori di passaggio come noi, è praticamente impossibile non notare la passione e l’entusiasmo che la comunità prova nei confronti di questo evento. E, soprattutto, la si avverte nell’identità friborghese che pervade le persone che incontriamo, fieri abitanti di questa regione rurale che ha radici ben ancorate alla tradizione, ma con lo sguardo ben rivolto al futuro. 

Arriviamo qui dopo aver impostato la sveglia alle 6 del mattino ed essere andati ad assistere alla vestizione delle mucche da parte di una famiglia locale. Tutti i membri famigliari sono coinvolti, anche i più piccoli. Lavano con cura gli animali e le decorano con apposite corone floreali, in un tripudio di fiori coloratissimi. 

Désalpe a Friburgo
© UFT/FTV
La preparazione delle mucche per la Désalpe

Lo spirito alpino svizzero, racchiuso nella tradizione della Désalpe e trasmesso attraverso un patrimonio culturale ancora vivo, continua a essere una fonte di ispirazione e una forza vitale in molti ambiti, anche in quello sportivo. A dimostrarlo è Mathilde Gremaud, atleta olimpica di sci freestyle, “Fille d’Alpage” e Ambasciatrice della Désalpe di Albeuve.

“Pur non provenendo da una famiglia agricola, il mondo dell’alpeggio mi ha sempre affascinata. Appena ne ho avuto l’occasione, ho iniziato a trascorrere le estati in montagna“, racconta Mathilde, indossando il dzaquillons, il tradizionale abito bianco e viola ornato da una stella alpina in legno. “Ci sono voluti diversi anni prima che la famiglia che mi ospitava mi chiedesse di scendere con loro durante la Désalpe. Ora, nonostante gli impegni sportivi, cerco di non dimenticare le mie origini, che continuano a ispirarmi e a trasmettermi i valori alla base della mia disciplina.”

Mathilde Gremaud incarna così una doppia identità: atleta di punta e custode di un’eredità culturale, un esempio concreto dello spirito alpino.

Friburgo, tra architetture gotiche e sostenibilità

Impossibile fare un viaggio nella regione Friburgo e non visitare il suo capoluogo omonimo. 

Il cuore antico di Friburgo sembra nascere dall’acqua: la città si adagia tra i meandri del fiume Sarine, abbracciata dai suoi ponti come da un intreccio di fili sospesi tra epoche diverse. I tetti gotici e le torri medievali emergono come punte di un sogno architettonico e, camminando lungo le sue vie in salita, si ha l’impressione di attraversare il tempo.

Non è un caso che George Sand, viaggiando qui nell’Ottocento, descrisse Friburgo come “una città che sembra sospesa tra cielo e abisso”. Il suo sguardo si posò in particolare sul Ponte di Berna, da cui contemplò il fiume che serpeggia tra le gole e le case di pietra, un paesaggio che le appariva “così strano da sembrare immaginato da un poeta o da un architetto sognatore”.

Oggi, tra i quattordici ponti che collegano le due anime linguistiche e culturali della città, quella francese e quella tedesca, continua a scorrere lo stesso spirito romantico e alpino: un equilibrio fragile e bellissimo tra il peso della storia e l’importanza dell’innovazione. Nota curiosa: a Friburgo esiste una funicolare del 1899 famosa per essere la prima al mondo a essere alimentata con le acque reflue. 

Friburgo in autunno
@SiViaggia-Elena Usai
Uno degli scorci più belli di Friburgo

La fabbrica di cioccolato più antica della Svizzera

Appena arrivati a Friburgo ci è stato detto chiaramente che l’anima universale della regione si suddivide in due ingredienti principali: formaggio e cioccolato. È dovere di tutti i viaggiatori, quindi, fare una tappa a Maison Cailler, la più antica fabbrica di cioccolato della Svizzera. 

Da oltre 150 anni unisce artigianalità, innovazione e spirito alpino. Qui, tra le montagne di Gruyères e l’odore di latte fresco, si scopre come l’ingegno svizzero abbia trasformato un prodotto venuto da lontano in un simbolo nazionale. Oggi, Cailler continua a raccontare questa storia con la stessa passione di un tempo: i visitatori possono percorrere un itinerario interattivo che intreccia storia, paesaggio e creatività, e cimentarsi nei laboratori dove il cioccolato prende forma sotto la guida di esperti maestri cioccolatieri.

Così, tra una fonduta condivisa e uno sguardo al mondo fantascientifico di Giger, si scopre che la Svizzera, e Friburgo in particolare, non è solo un luogo da visitare, ma un sentimento da assaporare in tutti i suoi contrasti.

Maison Cailler a Friburgo
© UFT/FTV
La fabbrica di cioccolato Maison Cailler

San Gallo in Svizzera: viaggio tra cultura, tessuti e panorami mozzafiato

C’è un angolo di Svizzera che profuma di storia e di lana bagnata dalla pioggia, dove facciate color pastello si specchiano su vicoli lastricati e il silenzio delle colline si mescola al rintocco delle campane. Benvenuti a San Gallo, o St. Gallen per i locali: una città incastonata tra il Lago di Costanza e le prime pieghe delle Prealpi Appenzellesi.

Qui il tempo scorre con la calma precisa di un orologio svizzero, ma non manca di sorprendere chi cerca autenticità. Famosa per la sua tradizione tessile e per un’eleganza discreta, San Gallo svela il meglio di sé tra un caffè sotto i portici e una passeggiata nei suoi quartieri storici.

E se si capita a ottobre, durante la Festa di San Gallo (OLMA), tutto si accende: musica, bancarelle e profumi di strada riempiono le vie in un’atmosfera calda e contagiosa.

La tradizione tessile di San Gallo

A San Gallo, il filo non è solo materia: è memoria. Da secoli intreccia storie di maestria, eleganza e pazienza svizzera. Da queste parti, tra telai e ricami finissimi, è nata una delle industrie tessili più raffinate d’Europa, capace di vestire regine, stilisti e collezioni d’alta moda.

Passeggiando per la città, è facile percepire quanto il tessile sia ancora parte dell’identità locale. Lo si capisce nei dettagli delle vetrine, nei musei dedicati e nel modo in cui i residenti parlano del loro passato con un orgoglio silenzioso ma vivo.

Cosa vedere a San Gallo

San Gallo si scopre lentamente, passo dopo passo, anche perché ogni angolo riesce a far immergere in un frammento della sua storia: quella di una città colta, artigiana e sorprendentemente vivace. Ecco cosa non perdere per conoscerla davvero.

L’Abbazia di San Gallo: il cuore spirituale della città

Nel centro storico si erge la maestosa Abbazia di San Gallo, Patrimonio dell’Umanità Unesco. Fondata nel VIII secolo, è il simbolo della località e il suo punto d’equilibrio. Le sue torri gemelle dominano i tetti e ricordano che, qui, il tempo ha radici profonde.

La Stiftsbibliothek: il gioiello barocco che ha ispirato Umberto Eco

Accanto all’abbazia, la Stiftsbibliothek custodisce secoli di sapere e uno dei patrimoni librari più preziosi del mondo. Entrarvi dà la sensazione di attraversare la soglia di un’altra epoca: scaffali intagliati, pavimenti scricchiolanti e l’odore inconfondibile del legno antico. Non a caso, Umberto Eco trovò proprio qui ispirazione per “Il nome della rosa”. Un posto che incanta chiunque creda ancora nel potere silenzioso dei libri.

Il centro storico: tra vicoli, facciate e dettagli nascosti

Il cuore di San Gallo è un dedalo di case a graticcio, balconi intagliati e piazze raccolte. Ogni scorcio sembra dipinto, ma sempre conservando un’autenticità rara, fatta di negozietti, atelier e caffè in cui scorre la vita di tutti i giorni.

Il Museo del Tessile: l’eleganza in mostra

Nel Textilmuseum, il filo diventa racconto. Pizzi finissimi, ricami storici e collezioni di haute couture testimoniano il legame profondo tra San Gallo e la sua tradizione tessile. È un luogo che unisce arte e industria, bellezza e lavoro, memoria e innovazione.

Drei Weieren: l’anima verde di San Gallo

Sopra la città si nascondono i Drei Weieren, tre stagni circondati da boschi e prati curatissimi. È il rifugio dei sangallesi, il top per camminare, nuotare o semplicemente godersi la vista sulla città e sulle montagne. Al tramonto, i riflessi sull’acqua fanno sembrare tutto sospeso.

La Mühleggbahn e il quartiere di St. Georgen

Una piccola funicolare in legno porta dal centro al quartiere di St. Georgen, tra casette ordinate e sentieri immersi nel verde. Il viaggio dura circa 90 secondi e attraversa un tunnel con una vista spettacolare sulla città e sulle colline che la impreziosiscono. È un salto indietro nel tempo, un modo lento e poetico di scoprire il lato più intimo di questa zona del mondo.

Kunstmuseum St. Gallen: arte e quiete

Un museo elegante e luminoso, dove la calma invita a guardare davvero. Il Kunstmuseum ospita opere che vanno dal romanticismo al contemporaneo, in un percorso curato con la tipica sobrietà locale e anche gusto internazionale.

Lokremise: il volto moderno della città

Un ex deposito ferroviario riconvertito in spazio culturale, con teatro, cinema e ristorante. La Lokremise è la San Gallo che guarda avanti: industriale, giovane e creativa. Un contrasto affascinante con il centro storico, ma perfettamente armonioso.

Il Lago di Costanza: una fuga tra acqua e cielo

A pochi chilometri dal centro, il Bodensee (Lago di Costanza) regala panorami aperti e un’atmosfera quasi marina. Perfetto per una gita in giornata, tra piste ciclabili, battelli e piccoli borghi affacciati sull’acqua.

L’OLMA di San Gallo e altri eventi: cosa fare in città

Ogni ottobre la città si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto: dal 9 al 19 di quest’anno va in scena l’OLMA, la grande fiera popolare che mescola tradizione, musica, sapori e allegria in un unico flusso continuo. Si passeggia tra stand che profumano di formaggi d’alpeggio, prodotti freschi e dolci tipici, ci si ferma a osservare spettacoli di strada o a gustare un bicchiere di sidro locale. In questo modo, pare di essere parte di un rito collettivo che unisce residenti e visitatori.

E se si desidera respirare la vita quotidiana di San Gallo senza il ritmo frenetico della fiera, basta fare un salto al mercato del sabato in Marktplatz: colori, profumi e chiacchiere genuine raccontano la località svizzera nel suo lato più vero. Tra mostre, concerti e spettacoli teatrali sparsi lungo tutto l’anno, la città dimostra che venirci non significa solo visitarla, ma partecipare alle sue storie, al suo ritmo e al suo spirito.

Abbazia di San Gallo, Svizzera
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La maestosa Abbazia di San Gallo

Dove si trova e come arrivare

La pittoresca San Gallo si trova nella Svizzera orientale, incastonata tra le prime pendici delle Alpi Appenzellesi e le sponde del Lago di Costanza. Gode di una posizione strategica, in quanto sorge a meno di un’ora da Zurigo e a breve distanza dai confini con Germania, Austria e Italia. Per questo motivo, è facilmente raggiungibile sia in treno che in auto.

La stazione centrale, collegata con convogli regionali e internazionali, permette di arrivare senza fretta, godendo già del paesaggio che cambia mentre ci si avvicina. Per chi preferisce guidare, le autostrade locali collegano San Gallo alle principali città e ai valichi di frontiera, rendendo comodi anche brevi itinerari tra Svizzera, Germania, Austria e Nord Italia. Chi arriva dall’aeroporto può combinare voli low-cost e treni diretti.

Dove andare a sciare adesso: le piste già aperte tra Italia, Svizzera e Austria

Chi pratica questo sport lo sa bene: sciare può diventare facilmente un’ossessione! E come dargli torto? Pochi altri sport sanno unire movimento, adrenalina e natura in un equilibrio così perfetto. Le giornate sulla neve hanno qualcosa di magico.

Per molti, l’attesa dell’apertura degli impianti è un vero e proprio conto alla rovescia, ma la buona notizia è che non serve più aspettare. Alcune località sciistiche hanno già inaugurato la stagione, offrendo piste perfettamente innevate e panorami da cartolina. Che siate sciatori esperti o semplicemente desiderosi di respirare un po’ d’aria d’alta quota, ecco dove indossare casco e scarponi e andare a sciare adesso!

Gli impianti sciistici aperti adesso in Italia

In Italia, sono stati aperti 4 dei 6 impianti del comprensorio sciistico Passo dello Stelvio, situato tra Lombardia e Alto Adige, nel cuore del parco nazionale omonimo. Questo valico spettacolare, che collega la Valtellina alla Val Venosta, ospita una funivia panoramica, uno storico cable car e quattro skilift a piattello che portano alle piste glaciali.

Qui si può dire ad alta voce: si scia letteralmente “tra le nuvole”, su neve garantita dal ghiacciaio, attivo da giugno a novembre. Le famiglie trovano scuole di sci e aree facili accanto ai lift di base, mentre i più esperti possono cimentarsi su tracciati tecnici e silenziosi, spesso usati per gli allenamenti delle nazionali.

Gli impianti sciistici aperti adesso in Svizzera

Vicino all’Italia ci sono gli impianti sciistici della Svizzera, considerati sempre una garanzia per chi non vuole aspettare la piena stagione invernale. Zermatt, collegata al comprensorio di Breuil-Cervinia e Valtournenche, offre piste che si sviluppano ai piedi del Cervino, con panorami spettacolari e neve di qualità quasi perenne. Si può sciare oltre i 3.800 metri di quota sul ghiacciaio del Theodul, dove anche in autunno l’atmosfera è quella di pieno inverno.

Poco distante, il ghiacciaio di Saas-Fee, incastonato tra quattromila maestosi, è un’altra meta famosa per lo sci precoce: piste tecniche, ottimi impianti e un villaggio senza auto che sembra uscito da una cartolina alpina.

Gli impianti sciistici aperti adesso in Austria

Anche l’Austria è un paradiso per chi non sa resistere al richiamo degli sci! Qui, i ghiacciai garantiscono neve praticamente tutto l’anno e, per adesso, sono aperte 47 chilometri di piste su 6896 chilometri totali. In particolare, il Ghiacciaio dell’Hintertux è considerato il più celebre e uno dei pochi in Europa aperti 365 giorni su 365, con piste ampie e panorami mozzafiato sulle Zillertal Alps.

Il Ghiacciaio dello Stubai invece, vicino a Innsbruck, è perfetto per le famiglie e per chi vuole alternare sci e relax in quota. Nel Pitztaler Gletscher, il più alto dell’Austria, si scia fino a oltre 3.400 metri, mentre il Kaunertaler Gletscher conquista per la tranquillità e l’atmosfera autentica. Infine, Sölden accende la stagione con i suoi due ghiacciai e un mix di adrenalina, après-ski e tradizione tirolese: il luogo ideale per chi vuole vivere la neve in tutte le sue sfumature.

Bönigen è il borgo più bello della Svizzera: una perla sul lago di Brienz

Adagiato sulla sponda del lago di Brienz e abbracciato da catene montuose e prati verdeggianti, Bönigen è il pittoresco villaggio dalle suggestive case il legno del XVI secolo che merita di essere esplorato e vissuto. Non a caso è stato inserito nell’ottobre 2025 nella rete dei Borghi più belli della Svizzera: un prezioso riconoscimento che colloca questo paese sospeso tra acqua e montagne accanto a nomi iconici come Ascona, Bergün e Gruyères.

Bönigen ha un’anima autentica e custodisce identità, storia e paesaggio: ecco cosa non perdere esplorando questa perla dell’Oberland bernese.

Cosa fare e vedere a Bönigen

L’affascinante località sul lago di Brienz è la prima dell’Oberland bernese e della regione della Jungfrau ad entrare nella rete dei Borghi più belli della Svizzera. Non si tratta soltanto di un premio estetico, ma di un impegno verso la sostenibilità accolto anche dal sindaco Ueli Michel: “Con questa adesione il consiglio comunale si impegna a preservare e sviluppare l’immagine del luogo, con progetti di protezione delle rive e un turismo sostenibile orientato al futuro”.

Bönigen è a due passi da Interlaken, cuore pulsante del turismo alpino, ma ha saputo preservare la propria identità e autenticità, invitando tutti coloro che hanno la fortuna di raggiungerlo a riscoprire il piacere di camminare a passo lento, ammirando case secolari e scorci sul lago e ascoltando solo i suoni della natura.

Il centro storico

A caratterizzare il centro di Bönigen, appartenente ai siti protetti a livello nazionale in Svizzera (ISOS), sono le sue storiche case in legno: costruzioni risalenti al XVI-XIX secolo, ben conservate e finemente decorate con intagli e motivi tradizionali.

Case in legno tipiche di Bönigen
Christian Guerra
Case in legno tipiche di Bönigen

Testimone di tale eredità è il museo “Alte Pinte” (Dorfmuseum), uno chalet tipico dell’Oberland bernese del 1772, che permette di fare un viaggio nella storia del villaggio e dei suoi abitanti. Si può ammirare una cucina tipica contadina e una stanza con arredi e oggetti di uso quotidiano dal 1730 al 1900 circa, oltre a diverse mostre speciali nella galleria e nel KulturRaum nel corso dell’anno.

Dal cuore di Bönigen ci si può muovere per vivere emozionanti avventure nell’Oberland bernese. Alcuni esempi? Potrete raggiungere lo Jungfraujoch “Top of Europe”, la stazione ferroviaria più alta d’Europa a 3.454 metri sopra il livello del mare e simbolo di ingegneria e innovazione Svizzera.

Raggiungendo la vicina Interlaken, invece, potrete prendere la funicolare panoramica che attraversa 735 metri di bosco e accompagna i passeggeri fino al monte Harder Kulm a 1.322 metri. Qui si trova una delle attrazioni più adrenaliniche: la piattaforma panoramica a strapiombo che regala scorci meravigliosi su tutto il paesaggio circostante.

Lago di Brienz

Se il legno è l’elemento predominante del centro storico di Bönigen, è l’acqua la componente vitale del paesaggio in cui è immerso.

Il lago di Brienz, sul quale si affaccia, offre scenari di rara bellezza che cambiano aspetto insieme alle stagioni, ma anche tante opportunità di svago: potrete fare passeggiate lungo le rive fino al vicino comune di Interlaken, meta amata da chi vuole cimentarsi negli sport d’avventura sulle Alpi bernesi, oppure fare soste per contemplare il tranquillo specchio d’acqua sedendosi sulle numerose panchine panoramiche lungo le sponde.

In estate le spiagge di ghiaia accolgono coloro che vogliono fare un tuffo rigenerante e rilassarsi al sole, mentre lo stabilimento balneare pubblico offre una piscina riscaldata con vista.

Durante tutto l’anno, si può vivere il paesaggio tra sport acquatici, trekking ed escursioni in bici nei boschi che circondano il borgo e lungo i percorsi naturalistici che seguono le sponde del lago.

E per chi cerca un’esperienza raffinata e speciale, ci sono anche i battelli Lake Cruise BLS Schifffahrt AG, che accompagnano lentamente i passeggeri attraverso il lago, con tanto di aperitivo con champagne e stuzzichini e uno squisito menu di tre portate.

Dove si trova e come raggiungerlo

Bönigen è un villaggio che si trova nel distretto amministrativo Interlaken-Oberhasli, nel Cantone di Berna, in Svizzera. Sorge a pochi minuti da Interlaken, sulla sponda meridionale del lago di Brienz, vicino al punto in cui il fiume Lütschine sfocia nello specchio d’acqua.

Da Berna si può arrivare in circa 1 ora e 15 minuti con un treno per Interlaken Ost, da cui partono autobus locali per raggiungere Bönigen (in alternativa si può arrivare anche in bici o a piedi lungo la riva del lago). In auto, la distanza da Berna è di circa 70 km, percorribili in meno di un’ora.

Da Zurigo, invece, il viaggio dura circa due ore, sia in treno (con cambio a Berna) che in auto.

Fiori di châlet tipici di Bönigen
Christian Guerra
Fiori negli châlet tipici di Bönigen

Agricoltura, le specialità della Lombardia protagoniste a Ginevra

L’agricoltura della Lombardia protagonista a Ginevra (Svizzera).  All’edizione 2025 della Gala Night, che si tiene nella città elvetica, i prodotti agroalimentari saranno sotto i riflettori. Nella serata saranno riuniti manager, imprenditori, istituzioni e personalità dalla Svizzera e dall’Italia. L’evento è organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera.

All’evento parteciperanno, tra gli altri, il presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò, la firma sportiva del Corriere della Sera Paolo Condò e il campione del Milan e della nazionale Alessandro Costacurta.

agricoltura lombardia protagonista ginevra

Eccellenze agroalimentari incontrano innovazione e sport

“È un onore – commenta l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi – vedere i prodotti lombardi protagonisti in una manifestazione in cui metteremo in mostra il nostro modello di qualità e tradizione, dove le eccellenze agroalimentari incontrano l’innovazione e lo sport. Con le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 all’orizzonte, questi prodotti raccontano al mondo la forza della Lombardia e la sua capacità di unire cultura, territorio e impresa“.

I prodotti tipici della Lombardia al galà di Ginevra

I prodotti selezionati per la degustazione sono forniti dai Consorzi lombardi. Bresaola della Valtellina Igp, Cacciatore italiano Dop, Gorgonzola Dop, Grana Padano Dop, Olio Garda Dop, Quartirolo lombardo Dop, Provolone Valpadana Dop, Salame di Varzi Dop, Salva cremasco Dop, Taleggio Dop, Bitto Dop, Valtellina casera Dop. Saranno inoltre degustati i vini dei consorzi Franciacorta, Lugana, Vini di Valtellina, Vini Mantovani, Valtenesi.

Eccellenze enogastronomiche, vetrina per il gusto italiano

“La presenza dei nostri vini e formaggi di alta qualità – conclude l’assessore Beduschi- non è solo una vetrina per il gusto italiano. E’ anche un messaggio di eccellenza e affidabilità che accompagna la Lombardia nei grandi eventi internazionali. Un’occasione, inoltre, per far conoscere la nostra terra, i nostri produttori e il legame stretto tra agricoltura, turismo e sport. Guardando al traguardo mondiale che ci aspetta ormai fra pochi mesi”.

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GoldenPass, il treno panoramico svizzero da provare quest’autunno

Dopo i primi temporali estivi è inevitabile iniziare a pianificare vacanze che profumano d’autunno. Una buona idea? Un viaggio in treno. Una soluzione come il GoldenPass dà modo di scoprire il panorama svizzero da Lucerna a Montreaux godendosi non solo la destinazione, ma anche il percorso (e la vista che offre). Un paesaggio da cartolina tra boschi che si tingono di giallo e rosso, laghi che riflettono cieli dalle sfumature pastello e montagne che si preparano ad essere ricoperte di neve. Per gli autumn lover (ma non solo) il GoldenPass svizzero è il modo migliore per un momento di relax a ritmo slow per visitare le Alpi.

L’itinerario del treno panoramico GoldenPass

Il GoldenPass è un treno panoramico svizzero che ci porta alla scoperta delle Alpi attraverso un itinerario autunnale sinonimo di slow tourism. Si parte dalla pittoresca Lucerna, che incanta con ponti coperti e un imperdibile lago dove si specchiano le montagne. Si supera dunque il valico del Brünig, attraversando vallate dai colori caldi e dolci villaggi in legno; la corsa procede poi verso la città di Interlaken, incastonata tra due laghi. Se ci si ferma qui si potrà percorrere la passeggiata vista Jungfrau.

Il viaggio continua tra chalet alpini, pascoli e boschi che durante il periodo autunnale diventano incredibilmente fotogenici per gli amanti del foliage. Si arriva dunque a Gstaad, la località glamour amata dalle star di Hollywood, dove boutique eleganti e chalet di lusso convivono con sentieri di montagna e malghe produttrici di deliziosi formaggi.

Il treno raggiunge quindi la tappa finale: Montreaux, che offre uno dei panorami più scenografici che si possa immaginare, con i vigneti che degradano verso il lago di Ginevra e le sue acque turchesi. L’atmosfera è notevolmente diversa, sembra quasi strizzare l’occhio al Mediterraneo con terrazze e un lungolago dove passeggiare.

Il GoldenPass è affascinante tutto l’anno, ma l’autunno gli regala un tocco in più. I boschi sembrano incendiarsi di colori caldi, i vigneti attorno a Montreux si tingono d’oro, e le montagne mostrano il primo velo bianco della neve; insomma, è la stagione perfetta per vivere il contrasto tra le giornate limpide e i tramonti dorati delle Alpi Svizzere.

vigneti attorno a Montreux in autunno
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Scoprire i vigneti attorno a Montreux con il treno GoldenPass

Info utili

C’è la possibilità di viaggiare in posti VIP, che si trovano proprio in testa alla locomotiva e offrono una maggiore visibilità sui luoghi che il treno attraversa. In alternativa, si può vivere e respirare un’atmosfera d’altri tempi optando per il ticket Classic, che permette di trascorrere il viaggio a bordo di carrozze vintage dall’anima retrò.

L’itinerario dura circa 5 ore ma si può scegliere di percorrerne solo una parte, scendere in una delle tappe intermedie e scoprire le meraviglie del territorio a piedi. Il GoldenPass è incluso negli abbonamenti ferroviari svizzeri come lo Swiss Travel Pass o l’Interrail, tuttavia – per vivere al meglio l’esperienza – conviene prenotare il posto in anticipo, soprattutto se si viaggia nei weekend autunnali, quando il richiamo del foliage attira molti viaggiatori.

Se stai pensando di goderti il foliage autunnale al massimo senza allontanarti troppo dall’Italia, magari per un weekend, il GoldenPass svizzero è un’occasione da non perdere per esplorare panorami mozzafiato.

Il lago di Brienz visto dal finestrino del GoldenPass
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Lago di Brienz in Svizzera

Foliage, in Svizzera si segue la mappa dei colori autunnali

Il foliage è il simbolo dell’autunno. Quando le foglie degli alberi cambiano colore e dal verde passano al rosso, giallo, marrone, creano tavolozze che sembrano uscite dall’atelier di un pittore. È uno dei momenti più affascinanti dell’anno per ammirare la natura, per passeggiare nei boschi o intorno a un lago, per fare il pieno di calore da portare con sé nei mesi invernali.

Ma dove andare per essere certi di trovare i più bei paesaggi dove godere del momento del foliage? A volte si va a tentativi, nella speranza che non sia troppo presto e le fronde degli alberi siano ancora troppo “estive”, ma nemmeno troppo tardi e che tutte le foglie siano già cadute.

La mappa del foliage

In Svizzera sono così precisi che, oltre agli orologi che non sbagliano un rintocco, hanno studiato una mappa del foliage autunnale aggiornata in tempo reale. La mappa è online e indica tutti i punti della Svizzera dove è in atto il foliage e la previsione della colorazione delle foglie nelle aree boschive di tutta la Svizzera. A ogni puntino rosso corrisponde una webcam in modo da poter guardare come se si fosse lì davanti la situazione e decidere se vale la pena mettersi in pista per raggiungere il posto o se cambiare direzione.

La “Mappa dei colori” è stata lanciata già nel 2020. La cartina viene aggiornata due volte alla settimana, a partire dai primi di settembre e fino alla metà di novembre. Le informazioni che vengono fornite si basano su dati scientifici che vengono costantemente aggiornati relativi all’aridità, al calore e alla quantità di precipitazioni nel Paese e sulle analisi effettuate dal servizio meteorologico di SRF Meteo.

Le novità sono le webcam, che consentono di vedere in diretta cosa accade sul posto e che tempo fa e diversi utili contenuti che suggeriscono anche escursioni e che danno informazioni sulle stesse foglie.

La mappa fornisce tante altre informazioni turistiche come l’ubicazione dei parchi o delle funivie per salire in quota, i luoghi ideali per facili escursioni o quelli per chi preferisce esperienze avventurose e adrenaliniche e persino dove incontrare gli animali. Non mancano ovviamente le indicazioni per raggiungere rifugi, ristoranti panoramici e anche hotel.

Dove ammirare il foliage in Svizzera

Se l’idea vi attira, vi possiamo consigliare alcuni posti bellissimi all’aperto dove vale la pena andare per ammirare i colori dell’autunno in Svizzera. Ci sono per esempio alcuni laghetti di montagna, come il Lago di Sils, nell’Alta Engadina, sul quale naviga il battello più alto d’Europa oppure l’idilliaco Lago di Bannalp che si può raggiungere a 1.587 metri di altitudine, con la funivia che parte da Oberrickenbach, nel Cantone Nidvaldo, il Cantone delle funivie per eccellenza. Pensate che una volta giunti quassù, per rifocillarsi ci sono dei focolari con scorte di legna che si possono usare liberamente, ma anche comode e calde baite di montagna, alcune con una splendida vista sul lago.

Nella Val Piora, una delle più belle regioni del vicino Canton Ticino, si contano oltre 20 laghi di montagna. Qui si trova anche un’incredibile biodiversità, ricca di flora e fauna. E un lago, il Lago di Cadagno, che è così misterioso da attirare i ricercatori di tutto il mondo. Da cartolina è poi il piccolo Lago Tremorgio a 1.830 metri, perfetto per una gita con la famiglia perché si può facilmente camminare intorno al laghetto e trascorrere addirittura la notte in quota, soggiornando alla Capanna Tremorgio, oppure piantare una tenda canadese sulle rive del lago e addormentarsi con il suono della natura e delle foglie che cadono.

Prima che arrivi il gelido inverno, è anche bello poter ammirare le cascate di montagna, in Svizzera ce ne sono di impressionanti. Come la Cascata di Staubbach, nel Canton Berna, che vanta un salto di quasi 300 metri ed è la terza più alta del Paese, oppure le Cascate di Giessbach, dove 14 salti compongono il tuffo di 500 metri con il quale il flusso d’acqua precipita dalle alte valli fin giù nel Lago di Brienz. Proprio ai piedi di questo spettacolo naturale si trova lo storico Grandhotel Giessbach, che sembra uscito da un libro di fiabe, collegato dalla più antica funicolare d’Europa.

Infine, se desiderate solo ammirare il paesaggio e scsattare tante foto, appena oltre confine, nel Canton Ticino, abbiamo scoperto che esistono tantissime altalene panoramiche in punti incredibili sulle montagne o sui lungolaghi svizzeri. Gli “swing spots” sono particolari punti individuati per offrire una vista impareggiabile sul territorio ticinese: ce n’è per tutti i gusti. Una cosa hanno in comune tutte le altalene: lo scenario.

Sedrun, il borgo più bello della Svizzera da visitare quest’estate

Tra le montagne del Canton Grigioni, si cela un piccolo gioiello alpino che è appena entrato – giustamente – a far parte dell’associazione dei Borghi più belli della Svizzera, il corrispondente oltreconfine dei nostri Borghi più beli d’Italia.

Piccola frazione del Comune di Tujetsch, a due passi dal valico del Lucomagno, il borgo di Sedrun fa parte di una serie di villaggi e frazioni che caratterizzano il Comune svizzero e la valle: c’è il borgo di Tschamut, Selva, Dieni, Rueras, Surrein, Cavorgia e Bugnei. Ognuno di questi borghi ha il proprio carattere, la propria storia e una bellezza che si riconosce passeggiando per i vicoli o lasciando vagare lo sguardo sui tetti. Le vecchie case, le stalle e le chiese non sono solo costruzioni di pietra e legno, ma fanno parte della loro identità. E Sedrun ne ha una tutta sua. Scopriamola.

Sedrun, tra i borghi più belli della Svizzera

A vederlo, sembra uscito da un libro di fiabe. Un piccolo agglomerato di case in pietra e legno, il campanile della chiesa che spunta dai tetti, vicoli stretti che attraversano il piccolo abitato. Nessuno immaginerebbe mai che un luogo così minuscolo nasconda delle potenzialità incredibili.

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©Christian Guerra -Swiss Villages
Le case di pietra e legno tipiche di Sedrun

Sedrun si trova nella parte superiore della Surselva, al di sotto del Passo dell’Oberalp, nel punto d’incontro tra il Cantone dei Grigioni e il Cantone di Uri. Questo luogo corrisponde nientemeno che alla culla del Reno. È qui, dal Lago di Toma, a 2345 metri di altitudine, nei pressi del Passo dell’Oberalp, , infatti, che nasce il fiume più importante d’Europa. E proprio in corrispondenza della sorgente del Reno si erge un inaspettato faro. Il faro di Sedrun non è solo un’opportunità fotografica impressionante, ma anche un punto di partenza per numerose escursioni nella regione.

Alla sorgente del Reno, i turisti amano venire per trascorrere vacanze all’insegna del movimento e del relax sia in estate sia in inverno. Questa località di villeggiatura è famosa fin dal XVIII secolo, quando si veniva a camminare sui sentieri nella stagione estiva. Nel 1929, però, furono installati anche i primi impianti sciistici e divenne subito anche una stazione invernale molto frequentata.

A rendere popolare questa località è stata anche la facilità di accesso. Non soltanto la strada principale che la attraversa è quella che collega Briga, nel Vallese, con Reichenau, nei Grigioni, ma il piccolo villaggio è servito dalla stazione ferroviaria dalla quale passa il treno della linea Matterhorn-Gotthard-Bahn (quella del Furka-Oberalp).

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©Christian Guerra -Swiss Villages
Il treno che attraversa il borgo di Sedrun

Sedrun è anche un’importante stazione sciistica oltre che una rinomata località di villeggiatura estiva. Inoltre, il borgo è una base perfetta per esplorare l’alta Surselva sia in estate, con i suoi innumerevoli sentieri, sia in inverno con le piste da sci. Grazie alla sua posizione, questa località è il complemento perfetto agli altri due borghi di Hospental, nel Canton Uri, e Giornico, nel Ticino, unendo i tre passi Lucomagno, Oberalp e San Gottardo.

Questo incantevole villaggio alpino, circondato da maestose montagne e torrenti cristallini, è noto anche per le sue ricche tradizioni che si fondano sulla cultura romancia, una delle quattro lingue nazionali della Svizzera insieme a tedesco, francese e italiano, parlata soprattutto nel Canton Grigioni, un patrimonio unico che mantiene viva l’eredità latina nelle Alpi attraverso la musica, la letteratura e le tradizioni religiose.

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©Christian Guerra -Swiss Villages
Tra i vicoli del borgo di Sedrun nel Canton Grigioni

Cosa sono i Borghi più belli della Svizzera

L’associazione I borghi più belli della Svizzera, fondata nel 2015 a Lugano, ha l’obiettivo di presentare i piccoli tesori della Svizzera e del Liechtenstein e di farli conoscere a livello nazionale e internazionale. L’associazione è parte della federazione internazionale The most beautiful Villages of the World, che riunisce e rappresenta Francia, Italia, Belgio, Spagna, Germania, Bosnia-Erzegovina, Libano, Canada, Giappone, Cina e Svizzera, appunto.

Sedrun
Per le strade di Sedrun, borgo della Svizzera

Quali sono i Borghi più belli della Svizzera

L’associazione svizzera conta un totale di 52 Comuni in 18 Cantoni: 47 villaggi e 5 cittadine storiche, incluso Sedrun. I 52 borghi che fanno parte della rete dei Borghi più belli della Svizzera sono: Aarburg (AG), Albinen (VS), Arlesheim (BL), Ascona (TI), Avenches (VD), Bergün (GR), Bosco Gurin (TI), Breil/Brigels (GR), Bremgarten (AG), Büren an der Aare (BE), Bursins (VD), Dardagny (GE), Diessenhofen (TG), Erlach (BE), Ernen (VS), Evolène (VS), Gersau (SZ), Giornico (TI), Grandson (VD), Grandvillard (FR), Grimentz (VS) Grüningen (ZH) Gruyères (FR) Hospental (UR) La Neuveville (BE), Le Landeron (NE), Lichtensteig (SG), Luthern (LU), Madulain (GR), Morcote (TI), Moudon (VD), Muggio (TI), Niedergesteln (VS), Planken (FL), Porrentruy (JU), Poschiavo (GR), Romainmôtier (VD), Rougemont (VD), Saillon (VS), Saint Saphorin (VD), Saint Ursanne (JU), Schwellbrunn (AR), Sedrun (GR), Simplon Dorf (VS), Splügen (GR), Soglio (GR), Triesenberg (FL), Trogen (AR), Tschlin (GR), Valangin (NE), Yvorne (VD) e Zofingen (AG).

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©Christian Guerra -Swiss Villages
Cartolina del deizioso villagigo svizzero di Sedrun

Il Castello di Chillon sorge su un’isola che domina il lago e custodisce mille storie medievali

I castelli sono tra i monumenti più visitati al mondo grazie alle leggende, alla storia e alla magica vista che molti offrono. Tra i più belli d’Europa c’è sicuramente il Castello di Chillon, una meraviglia custodita in Svizzera che vanta il riflesso argenteo delle Alpi proprio nel lago su cui si affaccia. Tra il cielo azzurro e il blu del lago Lemano, lo Chateau de Chillon fa da ponte tra epoche con un mosaico di torri, cortili e sale da visitare.

Il Castello di Chillon che domina il lago svizzero

Un intreccio di mura, torri e tetti appuntiti che si riflettono sull’acqua: questo è il primo assaggio che il Castello di Chillon regala a chi si avvicina per la visita. La struttura, che sembra quasi galleggiare sull’acqua in alcune giornate, è ben ancorata alla piccola isola rocciosa e fa da guardiano al Lago Lemano.

La sua architettura è un puzzle affascinante, frutto di secoli di ampliamenti e restauri. Camminando tra i suoi 25 edifici e i tre cortili interni, scoprirai un’anima duplice: quella nobile, con sale di rappresentanza, camere decorate e affreschi trecenteschi; e quella più oscura, fatta di sotterranei, prigioni e passaggi segreti che odorano ancora di mistero.

La storia racconta del passaggio dei Conti di Savoia, che usarono il castello come residenza estiva e stazione doganale ma anche l’eco delle catene nelle celle dove fu imprigionato François Bonivard, il personaggio che ispirò a Lord Byron il celebre poema Il prigioniero di Chillon.

Potrai salire fino al mastio, la torre più antica, per guardare dall’alto il lago e le montagne: una vista che vale ogni passo. Oppure fermarti un istante sulla loggia, lasciando che il vento ti racconti i segreti delle guardie che un tempo sorvegliavano queste mura.

Passeggerai tra cortili che un tempo ospitavano tornei e mercati, entrerai in cucine dove il profumo del pane si mescolava al fumo dei camini, e ti sorprenderai davanti alla cappella privata dei Savoia, con le sue volte gotiche e decorazioni medievali.

Dove si trova il castello di Chillon
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Il magnifico castello di Chillon al tramonto

Cosa vedere nel Castello di Chillon

Appena ti avvicini, ti rendi conto che non stai entrando in un semplice monumento: stai per fare un salto dentro un set cinematografico, con torri appuntite, cortili segreti e un lago che sembra messo lì apposta per far da specchio alle sue mura.

L’ingresso e i sotterranei

Superato il ponte, entri nella torre del Quattrocento, la sentinella che vegliava sull’accesso al castello. Le pareti conservano ancora decorazioni dell’Ottocento, ma l’atmosfera è puramente medievale. Il primo cortile ti accoglie ampio e luminoso, e subito vieni catturato da un senso di movimento: un tempo qui c’erano scuderie e stalle, con l’odore del fieno e il rumore degli zoccoli.

Poi scendi; le cantine dell’XI secolo hanno volte gotiche e lasciano a bocca aperta grazie alla luce che filtra. Una parte era per vino e viveri, un’altra per le prigioni. È qui che Bonivard passò anni della sua vita, senza sapere che un giorno la sua storia avrebbe fatto il giro del mondo grazie a Lord Byron. Da un passaggio segreto si arrivava al lago: fuga o contrabbando? A te immaginare.

Gli spazi del castellano

Risalendo, ti sposti verso il secondo cortile, collegato al primo da un passaggio ampliato nell’Ottocento. Era il regno del castellano, colui che gestiva tutto. Entri nella sala da pranzo e ti senti dentro una scena di banchetto medievale: colonne in quercia, soffitto a cassettoni, camino che sembra ancora caldo. Poi, l’aula nova: ricostruita nel Novecento, ma capace di farti credere che fuori dalla porta stia aspettando un ambasciatore in velluto e piume.

La residenza dei Savoia

Adesso viene la parte più chic: la residenza privata dei Savoia. Apri una porta e sei nell’anticamera e nella camera bernese, con decorazioni seicentesche che ti fanno pensare a notti silenziose e conversazioni a lume di candela. Poi la sala Pietro II di Savoia, dove gli ospiti restavano a bocca aperta davanti a decori raffinati, e la sala degli Stemmi, dove ogni parete grida potere con simboli e blasoni. La camera Domini è un colpo di scena: pareti ornate di animali e gigli, e una scala a chiocciola.

E non è finita: il salone piccolo, la sala lignea con vista da cartolina su Montreux, il Pelium trasformato da stanza calda a cortile, e la cappella di San Giorgio, che ha cambiato ruolo più volte nella sua vita: da luogo sacro a deposito di polvere da sparo e ritorno.

Le sale pubbliche e le torri di difesa

Il terzo cortile, chiamato d’Onore, è quello delle grandi occasioni. Qui l’Aula Magna ha ospitato banchetti, giustizia e perfino un mulino. Immagina le luci delle candele che si riflettono sul marmo nero delle colonne e il rumore di voci che si mescola al tintinnio delle coppe.

Poi c’è la camera dei Signori di Allinges, la cupa camera della Tortura, le latrine medievali (di nuovo: la storia passa anche da lì), la Camera Nova con il comitato per il restauro, e la Sala dei Plastici, dove puoi vedere il castello crescere pezzo dopo pezzo, come in un time-lapse d’altri tempi.

Il quarto cortile ha mura così spesse che sembrano fatte per respingere il tempo stesso. La seconda torre di difesa ospita una mostra di armature, la terza ti porta sui camminamenti di ronda: vento in faccia, lago sotto, Alpi davanti.

La Logia Parlamenti, che passò da sala della giustizia a cucina, ti ricorda che in un castello tutto può cambiare. La torre dell’orologio e il cammino di ronda chiudono questa parentesi guerriera con panorami da urlo.

Il tesoro e il mastio

Ora le due chicche finali. L’edificio del tesoro, un tempo cassaforte di gioielli e documenti, oggi ti porta verso l’ultima tappa: il mastio. Alto, severo, 25 metri di pura potenza. Salendo, ti senti osservatore privilegiato di secoli di storia. Arrivato in cima, ti prende un “wow” spontaneo: lago, montagne, cielo… e tu, lì in mezzo.

Come visitare il castello di Chillon
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Visitare il castello di Chillon in Svizzera

Dove si trova il Castello di Chillon e come raggiungerlo

Il Castello di Chillon è incastonato sulla sponda orientale del Lago Lemano, a pochi minuti da Montreux, con le Alpi a fare da cornice e l’acqua a lambirne le mura. È un punto in cui natura e storia si intrecciano, e forse è proprio questa combinazione a renderlo irresistibile.

Appartiene al comune di Veytaux, nel Canton Vaud, nella Svizzera francese. Da qui, il confine con la Francia è a un passo, e puoi quasi immaginare i mercanti medievali che percorrevano questa via per raggiungere il passo del Gran San Bernardo.

Arrivarci è semplice, e ogni opzione ha il suo fascino. In auto, potrai parcheggiare vicino al castello e goderti la vista già dal finestrino. Se ami i viaggi lenti, c’è la possibilità di raggiungerlo in battello, navigando sul lago fino a vedere la sagoma di Chillon avvicinarsi, come se emergesse dalle onde per darti il benvenuto.

C’è anche un autobus della linea 201 che ti lascerà proprio davanti al ponte d’ingresso, o un treno che ferma alla stazione di Veytaux-Chillon, a pochi passi dalle sue mura. E se ti piace camminare, puoi percorrere il sentiero panoramico da Montreux: una passeggiata che regala scorci da cartolina a ogni curva.

Un tuffo dove l’acqua è più blu: la classifica dei Paesi con la qualità del mare migliore

Arriva una buona notizia per chi, quest’estate, sogna di trascorrere vacanze all’insegna del relax e di nuotate rinfrescanti tra mare, laghi e fiumi. Secondo i dati appena pubblicati dall’European Environment Agency (EEA), in collaborazione con la Commissione Europea, la stragrande maggioranza delle aree balneabili dell’Unione Europea rispetta pienamente gli standard di qualità previsti dalla normativa comunitaria.

La valutazione, che ha tenuto conto di oltre 22.000 siti di balneazione in tutti i 27 Stati membri dell’UE, oltre che in Albania e in Svizzera, indica dove i bagnanti possono trovare aree balneabili ben gestite in Europa. L’analisi ha verificato l’idoneità delle acque alla balneazione, concentrandosi sul monitoraggio di batteri potenzialmente responsabili di malattie anche gravi.

Un segnale positivo per tutti i viaggiatori alla ricerca di destinazioni sicure e naturali dove immergersi senza pensieri. Ma quali sono i Paesi che hanno ottenuto i punteggi più alti? Scopriamo insieme la classifica.

La classifica dei Paesi con la migliore qualità delle acque

Dopo aver scoperto quali sono le migliori regioni italiane dove le acque balneabili sono eccellenti, ampliamo il nostro raggio ai Paesi dell’Europa. Qui, in generale, i dati raccolti dall’EEA sono risultati estremamente positivi: nel 2024, oltre l’85% delle acque balneabili dell’UE, distribuite in quasi 22.000 località, è stato classificato come “eccellente”, mentre il 96% ha raggiunto almeno la qualità minima richiesta dalla direttiva sulle acque di balneazione.

Nel dettaglio, la qualità delle acque costiere supera quella di fiumi e laghi: nel 2024, circa l’89% delle acque marine dell’UE è stato valutato eccellente, contro il 78% delle acque interne. Dall’Atlantico al Mediterraneo, la maggior parte delle acque balneabili europee è di qualità eccellente per la balneazione soprattutto secondo i parametri (Escherichia coli ed enterococchi intestinali) previsti.

La qualità delle acque balneabili in Europa è notevolmente migliorata negli ultimi decenni grazie a una drastica riduzione degli inquinanti organici e dei patogeni che un tempo venivano scaricati con le acque reflue urbane non trattate o parzialmente trattate.

Nel dettaglio, la top 10 dei migliori Paesi con la più alta qualità del mare sono:

  1. Cipro
  2. Bulgaria
  3. Grecia
  4. Austria
  5. Croazia
  6. Danimarca
  7. Malta
  8. Germania
  9. Italia
  10. Spagna

I Paesi europei dove la qualità delle acque è peggiore

Non tutti i Paesi d’Europa hanno ottenuto buoni risultati: 332 aree di balneazione, pari all’1,5% del totale, sono state classificate come di scarsa qualità. Ciò è dovuto ad alcune criticità riscontrate nei luoghi soggetti a inquinamento di breve durata, una tipologia che può verificarsi, per esempio, in seguito a forti piogge, quando gli impianti di depurazione non riescono a gestire il carico d’acqua.

Nel 2024, queste criticità e non solo sono state riscontrate in quattro Paesi dell’UE, dove la qualità delle acque è risultata scarsa nel 3% o più dei siti di balneazione. Stiamo parlando di Estonia (4,6% del totale nazionale), Svezia (4,0%), Paesi Bassi (3,9%) e Francia (3,4%).

Quando le aree di balneazione vengono classificate come “scarse” in un determinato anno, devono essere chiuse durante l’intera stagione successiva, fino a quando non vengono adottate misure efficaci per ridurre l’inquinamento e garantire la sicurezza dei bagnanti.

A Palazzo Lombardia presentata la mostra dedicata a Giovanni Segantini

Presentata al Belvedere Berlusconi di Palazzo Lombardia la mostra dedicata a Giovanni Segantini. L’esposizione, visitabile dal 25 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026 ai Musei Civici di Bassano del Grappa (Vicenza), si inserisce nel programma ufficiale delle Olimpiadi della Cultura di Milano Cortina 2026 ed è organizzata in collaborazione con Regione Lombardia. Alla presentazione hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso. Sono intervenuti anche Nicola Ignazio Finco e Giada Pontarollo, sindaco e assessore alla Cultura di Bassano del Grappa.

Fontana: orgoglio di Regione Lombardia

In foto il presidente della Regione, Attilio Fontana, durante la conferenza stampa di presentazione della mostra di Giovanni Segantini“Con grande orgoglio Regione Lombardia – ha spiegato il presidente Fontana – collabora in questa importante mostra dedicata a Giovanni Segantini, artista simbolo del nostro patrimonio culturale: si è formato a Milano e in Brianza ha realizzato opere che gli sono valse riconoscimenti nazionali e internazionali”.

“La sua arte – ha concluso Fontana –, capace di coniugare profondità spirituale e bellezza paesaggistica, si inserisce nel prestigioso contesto delle Olimpiadi della Cultura di Milano Cortina 2026. Un’occasione per promuovere l’eccellenza lombarda in ambito artistico e per rafforzare il legame tra cultura, territorio e identità”.

Mostra Giovanni Segantini: 100 opere tra dipinti e foto

Promossa e organizzata dal Comune e dai Musei Civici di Bassano del Grappa, con il patrocinio della Regione Veneto e la collaborazione di Regione Lombardia, l’esposizione ricostruisce la figura di Giovanni Segantini (1858-1899) attraverso una rilettura delle opere di uno dei massimi esponenti del Divisionismo italiano.

La mostra, attraverso circa 100 opere tra dipinti, disegni, incisioni, ma anche fotografie e documenti archivistici, accompagnerà i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 con un ricco calendario di eventi culturali.

Caruso: Segantini parte integrante della nostra identità culturale

In foto l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, durante la conferenza stampa di presentazione della mostra di Giovanni Segantini“Con questa mostra – ha sottolineato l’assessore regionale Caruso –celebriamo non solo un grande artista  ma una visione. La visione di due Regioni che scelgono di fare sistema, mettendo la cultura al centro della preparazione verso un appuntamento storico: le Olimpiadi di Milano Cortina 2026″.

“Segantini – ha aggiunto Caruso – è parte integrante della nostra identità culturale: si è formato all’Accademia di Brera, ha vissuto a Milano e in Brianza, e molte delle sue opere risiedono stabilmente nelle collezioni della nostra Regione. Segantini è, a tutti gli effetti, anche un figlio della Lombardia“.

Nicola Ignazio Finco (sindaco Bassano del Grappa): essere nel programma delle Olimpiadi della Cultura è motivo d’orgoglio

In foto Nicola Finco, sindaco di Bassano del Grappa, durante la conferenza stampa di presentazione della mostra di Giovanni Segantini“La cultura è uno strumento straordinario. La mostra dedicata a Giovanni Segantini, – ha precisato Nicola Ignazio Finco, sindaco di Bassano del Grappa – artista che nelle sue opere celebra la natura e la montagna, si inserisce in questa visione ed essere presenti nel programma delle Olimpiadi della Cultura di Milano Cortina 2026 è per noi motivo di grande orgoglio. La cultura è condivisione e riteniamo sia anche il miglior biglietto da visita per una città e un territorio che vogliano continuare ad aprirsi e farsi conoscere al mondo, a partire dalle proprie eccellenze e dal proprio patrimonio in campo artistico”.

“Prendercene cura – ha concluso Finco – investire in progetti innovativi, usare con intelligenza le nuove tecnologie per valorizzare il patrimonio ereditato dal passato e allo stesso tempo farlo crescere, sono alcune delle sfide più importati per una Amministrazione che voglia raggiungere importanti risultati a partire dalle proprie caratteristiche e dalle nuove opportunità offerte dal nostro tempo”.

Giada Pontarollo (assessore Cultura Bassano del Grappa): occasione per coinvolgere nuove generazioni

“La grande mostra dedicata a Giovanni Segantini – dichiara Giada Pontarollo, assessore alla Cultura di Bassano del Grappa – si inserisce in una stagione museale e culturale particolarmente importante per la nostra città. Siamo convinti che sia importante valorizzare il nostro patrimonio e in particolare gli artisti di ieri e di oggi che, legati a Bassano e ispirati dal nostro territorio, hanno conquistato successo e gloria nel mondo. Rimane altrettanto importante dare spazio e disponibilità alle proposte create e condivise con altre realtà, coinvolgendo soprattutto le giovani generazioni con idee dal sapore contemporaneo”.

Segantini tra Milano e la Brianza

Nato ad Arco (Trento) nel 1858 e trasferitosi a Milano nel 1865, Segantini frequentò l’Accademia di Belle Arti di Brera. Con Luigia Bugatti, sua compagna per la vita, si trasferì in Brianza, a Pusiano (Como). Al periodo brianteo corrispondono i primi grandi riconoscimenti in Italia e all’estero: come l’opera ‘Alla stanga’, realizzata a Caglio (CO), dove visse. Nel 1886 lasciò l’Italia per trasferirsi in Svizzera, nel Cantone dei Grigioni. Nel 1894 si trasferì in Engadina (Svizzera), a Maloja.

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Interreg Italia-Svizzera, Sertori: in seconda finestra 74 proposte

Nella giornata di martedì 10 giugno 2025 si è chiusa la seconda finestra utile alla presentazione di nuove proposte progettuali a valere sul Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Svizzera e che interessano le province lungo il confine tra i due Paesi lungo quasi 750 chilometri. A darne notizia è l’assessore regionale a Enti locali, Montagna e Rapporti con la Confederazione Elvetica, Massimo Sertori.

I progetti

I progetti che concorrono al finanziamento a valere sulle risorse residue dell’Unione Europea, dello Stato italiano, della Confederazione e dei Cantoni svizzeri messe a disposizione del Programma sono stati presentati da enti e organizzazioni con sede legale o operativa nell’area di cooperazione o, con alcuni limiti, con sede esterna, in Italia o Svizzera.

Interreg Italia-Svizzera, in seconda finestra 74 proposte presentate

“Tra i 74 progetti presentati – spiega Massimo Sertori – ben 64 sono giunti dalle province del territorio lombardo. La provincia di Varese è interessata da 28 proposte, seguita da Como con 18, Lecco con 16 e Sondrio con 12”.

Sertori: attenzione a tutti gli ambiti del Programma

L'assessore Massimo Sertori commenta i risultati della seconda finestra del Programma Interreg Italia-Svizzera con 74 proposte pervenute“Allargando lo sguardo a tutte le proposte presentate, per i diversi territori del Programma, che per parte italiana comprende, oltre alla Lombardia, anche le Regioni Piemonte e Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano e, per parte svizzera, comprende i Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese, con grande piacere – sottolinea Sertori – si nota l’attenzione per tutti gli ambiti e obiettivi del Programma. Ciò a conferma che le linee di finanziamento scelte dalle amministrazioni del Programma possono offrire concrete risposte ai problemi del territorio nei diversi settori individuati. Vi è così l’ambiente, di cui sono giunte 12 proposte, relative ai temi della biodiversità (8) e del cambiamento climatico (4). Quindi la mobilità sostenibile (3), l’inclusione sociale (10), l’ambito culturale e turistico (21) e il rafforzamento della governance transfrontaliera (4). Notevole interesse si registra anche per la ricerca e innovazione delle imprese, per cui sono stati candidati 24 progetti”.

La leva della cooperazione transfrontaliera

“La cooperazione transfrontaliera – continua – è uno strumento importante per lo sviluppo regionale, facilita la collaborazione tra regioni limitrofe, rimuove gli ostacoli e promuove lo sviluppo economico, sociale e territoriale. Nella prima finestra erano pervenute 99 proposte, delle quali 60 finanziate. Le 74 proposte pervenute sulla seconda finestra, aperta a un solo anno di distanza, confermano l’interesse dei territori italiani e svizzeri a dialogare, superando le difficoltà legate al confine e lavorando insieme sulle opportunità comuni”.

“Percepire un così vivo interesse a collaborare e cooperare proficuamente – conclude l’assessore Sertori – è senza dubbio un motivo di grande soddisfazione”.

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