Vue lecture

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.

I migliori viaggi da fare nel 2026 secondo SiViaggia

Non c’è dubbio, i Paesi da visitare nel 2026 finiscono quasi tutti con “an”: Uzbekistan, Azerbaigian (o Azerbaijan, che dir si voglia), Kazakistan. Sono queste tre le mete da scoprire assolutamente nel 2026, la triade a cavallo tra Oriente e Occidente ricca di fascino. Ma non solo: il 2026 è sicuramente l’anno migliore per visitare gli Stati Uniti d’America, tra eventi e anniversari storici.

E poi, Vietnam re indiscussa dell’Asia per il 2026, Egitto (quello classico), Arabia Saudita e Oman che stanno spopolando più di altri Paesi del Medioriente e, tra le mete esotiche, è sicuramente l’anno di Mauritius, da scoprire o riscoprire con il nuovo volo diretto dall’Italia. E, infine, una meta su tutte sarà la top dell’anno: Singapore, non più solo uno stop-over ma una vera e propria destinazione. Vi spieghiamo il perché delle nostre scelte.

SiViaggia regala il magazine sfogliabile GATE numero 58

Ogni mese vi regaliamo il magazine di lifestyle GATE da scaricare e sfogliare. La rivista, in versione digitale, scritta in italiano e in inglese, contiene articoli di viaggi, ma anche di moda, costume e attualità.

A pagina 36 del numero 58 del mese di gennaio 2026 trovate il nostro nuovo articolo dedicato all’isola più esotica dell’Oceano Indiano: Mauritius. Questa è l’isola più indicata per chi sogna la luce, la quiete e panorami che restano impressi a lungo nella mente. Ogni spiaggia racconta una storia diversa. E un nuovo volo diretto dall’Italia rende questo sogno realtà.

Ma vi diamo anche alcune idee fuori rotta per trascorrere una giornata o un weekend in giro per l’Italia, dormendo in un faro, sciando sulle piste olimpiche o visitando l’ultima novità nella Valle dei Templi.

Vuoi scaricare l'ebook?

Iscriviti e avrai accesso completo a tutti i nostri contenuti.

Hai già un profilo su SiViaggia?

Mauritius, tra acque cristalline e coste segrete: le spiagge da non perdere

Mauritius è sicuramente un’isola da sogno, ma soprattutto è un mondo a parte. Da quest’anno, raggiungerla è ancor più semplice grazie al nuovo volo diretto ITA Airways da Roma Fiumicino. Una novità che apre le porte a chi cerca un inverno al caldo, tra mare turchese, spiagge bianchissime e un paesaggio che mescola natura incontaminata e cultura locale.

Questo, infatti, è il posto più indicato per chi sogna luce, quiete e panorami che restano impressi a lungo. Ogni spiaggia racconta una storia diversa. Alcune si aprono con larghe distese di sabbia, altre svelano insenature raccolte e calme.

Le acque cambiano colore ad ogni passo: azzurro intenso, turchese trasparente e blu profondo si alternano come un dipinto in continua evoluzione. La flora accompagna la costa, con palme, casuarine e vegetazione spontanea che creano ombra e profumo.

Belle Mare

La prima spiaggia di cui vi vogliamo parlare si trova sulla costa orientale di Mauritius e si chiama Belle Mare. Un nome che, come si suol dire, svela già tutto: si stende per circa 10 chilometri di sabbia fine e bianca. Le acque sono calme e accolgono piccole barche da pesca e colori intensi, dal verde chiaro dei fondali bassi al blu profondo della barriera corallina.

Camminando sulla sabbia si avverte una sensazione di morbidezza che si mescola al calore del sole. I coralli vicini mostrano pesci dalle tinte vivaci, invisibili finché non ci si avvicina lentamente. Belle Mare invita a scegliere il proprio angolo di paradiso, a fermarsi a osservare il mare o a sedersi sotto le casuarine (alberi sempreverdi molto diffusi in zona) per sentire il vento tra le foglie.

Palmar Beach

Poco più a sud, Palmar Beach si distingue per il ritmo tranquillo. La spiaggia è raccolta, il top per chi vuole spazio e pace. Il mare si muove con lentezza, riflettendo ogni raggio di sole. Le ombre delle palme e la sabbia finissima invitano a sostare senza fretta. I fondali ospitano una varietà di pesci che emergono all’improvviso tra le rocce e le alghe. Un luogo eccezionale, dove il tempo segue il movimento naturale dell’acqua, con giornate che scorrono tra immersioni leggere e il suono delle onde che si infrangono dolcemente sulla riva.

Mont Choisy

Mont Choisy cattura lo sguardo con la sua mezzaluna di sabbia bianca abbracciata dalla vegetazione. La costa mette a disposizione acque poco profonde e limpide, ideali per osservare ogni dettaglio dei fondali. Il tramonto dipinge la scena con sfumature di arancio e rosa, mentre gli alberi disegnano ombre sinuose sulla sabbia. Passeggiare qui significa percepire qualsiasi rumore dell’acqua salata, il fruscio delle foglie e l’eco delle barche dei pescatori.

Trou aux Biches

A nord, Trou aux Biches si presenta come una lunga striscia di sabbia bianca contornata da palme alte. Le acque turchesi accolgono tartarughe e pesci variopinti, e le barche per snorkeling partono regolarmente lungo la costa. Il mare si accende di colori durante il calar del sole, trasformando ogni onda in un riflesso di viola, arancio e oro. La spiaggia resta vivace ma ordinata: il movimento dei turisti si integra con la vita locale, creando una sensazione di armonia tra natura e cultura isolana.

Grand Baie

C’è poi la bellissima Grand Baie che combina sabbia soffice, acqua limpida e vivacità. La baia protegge le acque, rendendole ideali per piccole imbarcazioni e attività acquatiche. I locali, ristoranti e negozi danno vita a un’atmosfera vivace, mentre il mare esorta chi desidera osservare la fauna marina a fermarsi, oppure a sperimentare sport acquatici. La sera, luci e musica trasformano il lungomare in un punto di incontro tra turisti e abitanti, con tramonti che accendono il cielo di rosso e oro.

Grand Baie, Mauritius
iStock
Veduta di Grand Baie

Flic en Flac

La spiaggia di Flic en Flac si estende per otto chilometri. Il fondale è protetto da una barriera corallina e le piante verdissime realizzano ombra naturale lungo la costa. La sabbia, dal canto suo, pare chiedere gentilmente di sostare e osservare le onde che scorrono con un ritmo delicato. Il lungomare mostra chioschi di street food, bar e ristoranti, mentre il tramonto dona uno spettacolo di colori intensi. Piccole escursioni portano a vedere delfini o fondali ricchi di vita marina, un’esperienza concreta e affascinante.

Le Morne

Poi ancora spiaggia di Le Morne (probabilmente una delle più famose) che si apre sotto il massiccio di roccia basaltica Le Morne Brabant, che domina il paesaggio. La sabbia bianca e il mare cristallino sono custodi di ampi spazi, mentre le correnti creano condizioni ottimali per kitesurf e parasailing. Escursioni lungo i sentieri del Morne mostrano piante endemiche e panorami spettacolari sull’oceano. Le barche che partono dalla costa conducono, invece, a osservare delfini e la fauna locale.

Blue Bay

Blue Bay protegge un parco marino con fondali pieni di coralli e pesci tropicali. Le acque calme fanno scorgere i colori intensi direttamente dalla riva o attraverso barche con fondo trasparente. Il paesaggio circostante mantiene una quiete preziosa, con poca affluenza turistica rispetto ad altre zone, e offre un’esperienza immersiva tra natura e acqua che pare vetro.

Gris Gris

Qui si cambia quasi completamente volto, perché Gris Gris mostra un lato selvaggio dell’isola. Da queste parti le onde si infrangono sulle scogliere scure, generando scenari spettacolari e intensi. Il suono dell’oceano domina, mentre la vista abbraccia tutta la costa. La forza dell’acqua e il paesaggio roccioso mettono in scena uno spettacolo da osservare con calma e attenzione, ideale per chi cerca immagini potenti e ricordi memorabili.

Pointe aux Piments

Infine Pointe aux Piments, spiaggia che mescola sabbia bianca e barche tradizionali dei pescatori locali. L’orizzonte si apre tra acqua e cielo, mentre la vita quotidiana dei residenti aggiunge autenticità alla scena. La vegetazione circostante crea punti d’ombra che sono fantastici per sostare e osservare la costa, ma la vera forza è il contatto con la vita isolana in cui comprendere dettagli concreti, dalla pesca alle piccole imbarcazioni ormeggiate lungo la riva.

Come arrivare dall’Italia: nuovo volo ITA e non solo

Il nuovo volo diretto ITA Airways da Roma Fiumicino rende Mauritius accessibile senza scali. L’Airbus A330neo parte venerdì e domenica alle 22:00 e arriva alle 11:20 del giorno successivo. Il ritorno parte sabato e lunedì alle 22:10, con arrivo a Roma alle 06:40. Milano collega l’isola attraverso hub internazionali e in più sono disponibili alcuni pacchetti che combinano voli e crociere.

Una volta sull’isola, il noleggio auto facilita l’esplorazione: la costa orientale e le spiagge del sud risultano immediatamente accessibili, così come gli angoli nascosti a nord o a ovest. L’itinerario resta flessibile, con possibilità di muoversi in autonomia e fermarsi dove il mare e la luce catturano lo sguardo.

Viaggio a Mauritius: tre motivi per andare quest’anno

Scegliere dove andare in vacanza non è mai semplice, ma per chi cerca una destinazione che unisca mare, natura, autenticità e una crescente attenzione alla sostenibilità, Mauritius è una scelta perfetta per quest’anno.

L’isola, nell’arcipelago delle Mascarene nell’Oceano Indiano, è già famosa per le sue spiagge da sogno e il clima tropicale, ma ora sta vivendo una fase di profondo rinnovamento nel turismo. Nuove iniziative green, progetti di tutela marina e un collegamento aereo diretto dall’Italia: ecco gli ottimi motivi per partire alla scoperta di questa meta straordinaria.

Turismo sostenibile e iniziative green

Mauritius sta puntando sempre più su un turismo rispettoso dell’ambiente. Nel 2025 l’isola ha rafforzato il proprio impegno green promuovendo un modello di vacanza più sostenibile con tanti progetti dedicati a:

  • riduzione dei rifiuti,
  • alloggi certificati ecologici,
  • preservazione dei siti naturali,
  • tutela della biodiversità,
  • sensibilizzazione delle comunità locali e dei visitatori.

Molte spiagge e riserve naturali sono oggi gestite con precisi criteri ecologici e le autorità locali incoraggiano attività a basso impatto, come l’escursionismo nei parchi e nelle riserve naturali o la visita dei giardini botanici che regalano un’esperienza immersiva nella natura incontaminata. Anche la popolazione è coinvolta in iniziative di riforestazione e protezione del territorio.

Scegliere Mauritius oggi significa quindi contribuire a uno sviluppo turistico consapevole, dove la bellezza dei luoghi va allo stesso ritmo della tutela della natura. Un viaggio qui è un’occasione per vivere un’esperienza autentica e responsabile, che unisce il piacere della scoperta di un Paese straordinario con il rispetto dell’ambiente.

Tre motivi per raggiungere Mauritius quest'anno
iStock
Sette terre colorate a Chamarel, Mauritius

Progetto di conservazione marina

Oltre alla terraferma, Mauritius si distingue per il suo straordinario ecosistema marino. Tra il 2024 e il 2025 i ricercatori mauriziani, insieme a partner internazionali, hanno avviato un grandissimo progetto di conservazione delle barriere coralline e della fauna marina dell’Oceano Indiano occidentale.

Questa iniziativa punta a sfruttare la riproduzione sessuata dei coralli per radunare tantissime larve da usare poi per ripopolare in modo preciso i siti più degradati anche in seguito dell’ondata di calore marino da record registrata mesi fa nel Paese. Sforzi, ricerche e studi che hanno portato a un graduale miglioramento della salute dei fondali, con un ritorno della biodiversità e un’esperienza subacquea ancora più affascinante per chi ama fare snorkeling o immersioni.

Dai giardini di corallo ai delfini che nuotano al largo delle coste occidentali, il mare di Mauritius è un patrimonio che oggi si può ammirare con maggiore consapevolezza.

Partecipare ad attività guidate e rispettose dell’ambiente consente di scoprire un mondo sommerso di rara bellezza, contribuendo allo stesso tempo alla sua salvaguardia.

3 motivi per andare a Mauritius
iStock
Snorkeling subacqueo, spiaggia di palme di Le Morne

Nuovo volo diretto dall’Italia

Un altro motivo per visitare Mauritius quest’anno è la maggiore comodità nel raggiungerla. ITA Airways ha infatti annunciato l’apertura del volo diretto da Roma Fiumicino verso Mauritius, operativo dal 7 novembre 2025 con due frequenze settimanali.

La rotta, servita con moderni Airbus A330neo, permetterà di volare senza scali, riducendo tempi e stress del viaggio. Questo rende l’isola ancora più accessibile, perfetta sia per chi sogna una fuga invernale al caldo, sia per chi desidera una vacanza lunga e rigenerante. Con questa novità, il sogno di scoprire Mauritius diventa più vicino e semplice da realizzare.

Dove sono le Isole Chagos, un paradiso inedito in mezzo all’oceano

Incantevole luogo a metà strada tra Africa e Asia, le Isole Chagos rappresentano una meraviglia della natura sulla bocca di tutti: dopo una diatriba internazionale durata decenni, Londra le restituisce a Mauritius.

L’arcipelago di Chagos è composto da 65 isole coralline immerse nell’Oceano Indiano e si trova a 500 chilometri a sud delle Maldive. L’intera area territoriale è di soli 56,1 chilometri, con l’isola più grande, Diego Garcia, che ha una superficie di 32,5 chilometri quadrati.

Le isole furono scoperte all’inizio del XVI secolo dai portoghesi. La prima colonia fu fondata proprio su Diego Garcia nel 1793, sotto la dominazione francese. Nel 1814, con la fine delle guerre napoleoniche, le Chagos, insieme a Mauritius e alle Seychelles, furono cedute alla Gran Bretagna con il Trattato di Parigi.

Un paradiso incontaminato

Nel 1960, è stato raggiunto un accordo per costruire una base militare americana sull’isola di Diego Garcia, una scelta che ha allontanato tutta la popolazione presente nell’isola. Nel 2010, il governo britannico ha dichiarato la zona area marina protetta e, paradossalmente, l’assenza di civiltà, a prescindere dalla scelta forzata, ha permesso, negli anni, una forte crescita della fauna locale.

Pesci, squali e uccelli popolano una scogliera che è considerata la più incontaminata del mondo, dove ormai vivono specie di uccelli marini in via d’estinzione.

Visitando l’entroterra si possono trovare le rovine fatiscenti di una chiesa, di una prigione, di un ospedale e di un cimitero, dove il passare del tempo ha cancellato quasi tutte le iscrizioni.

L’isola è formata da innumerevoli spiagge ed è caratterizzata da un mare cristallino. All’interno ci sono zone verdi, una vera e propria giungla dove un tempo la popolazione coltivava il cocco. L’arcipelago di Chagos è un importante rifugio per gli uccelli marini nel mezzo dell’Oceano Indiano. Un paradiso che, dopo essere stato per anni di proprietà britannica, torna nelle mani di Mauritius.

Dopo anni di diatribe, arriva l’accordo

Le Chagos sono state scorporate nel 1965 per poi attivare una concessione cinquantennale sulle isole e prorogata fino al 2036 agli Stati Uniti. Attraverso questa pratica, lo stato americano ha potuto costruire la sua base militare permanente sull’atollo più grande: quello di Diego Garcia.

Oggi, dopo una diatriba durata decenni, Londra restituisce le Chagos a Mauritius, ma con un accordo: il controllo della base militare di Diego Garcia, condivisa da tempo con il grande alleato USA, resta sotto il controllo inglese/americano. Come ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer, questo è l’unico modo per mantenere l’accesso di Londra e Washington alle piste sull’atollo da cui partono bombardieri e altri velivoli. Con questo accordo arrivano anche delle entrate economiche, in quanto il Regno Unito pagherà alla sua ex colonia 101 milioni di sterline all’anno.

La restituzione delle isole, controllate da Londra per oltre 50 anni, era da tempo caldeggiata a livello internazionale dalle risoluzioni dell’ONU. Negli ultimi mesi, l’accordo è stato più volte messo in discussione a causa dei cambi di amministrazione sia negli Stati Uniti che a Mauritius.

Londra, inoltre, era stata precedentemente criticata per aver espulso gli abitanti delle Chagos quando ne mantenne il possesso dopo l’indipendenza di Mauritius nel 1968.

A farne le spese sono sempre stati gli abitanti delle Chagos. Oggi molti di loro vivono sparsi fra Mauritius, le Seychelles e il Regno Unito, ma non hanno mai smesso di reclamare il diritto a tornare nella terra dei loro avi: un sogno che sembra non potersi ancora avverare.

Il nuovo volo Roma-Mauritius per fuggire al caldo su un’isola da sogno

Mark Twain scrisse che l’isola di Mauritius fu creata prima del paradiso e che quest’ultimo è semplicemente una sua copia. Sarà vero? Per scoprirlo è necessario andare a vedere di persona e, dal prossimo inverno, non sarà troppo difficile. Alla BIT 2025 (Borsa Internazionale del Turismo), la compagnia aerea ITA Airways ha annunciato una grande novità: il volo da Roma Fiumicino a Mauritius.

Una dichiarazione che fa sognare a occhi aperti: Mauritius è famosa per le acque color zaffiro, per le spiagge di sabbia bianca e per i resort, che offrono un’esperienza di lusso memorabile. Oltre al mare, i viaggiatori più avventurosi possono fare escursioni nell’entroterra o dedicarsi allo snorkeling per esplorare i fondali marini.

Le novità non finiscono qui, anche la stagione estiva 2025 sarà ricca di nuove destinazioni raggiungibili sia da Roma Fiumicino che da Milano Linate.

La nuova tratta Roma-Mauritius per un inverno al caldo

La compagnia ITA Airways, durante una conferenza stampa alla BIT 2025, ha annunciato un’importante novità per la stagione invernale 2025-2026: il collegamento da Roma Fiumicino a Mauritius. Il nuovo volo, operato con Airbus A330neo, sarà inaugurato il 7 novembre e avrà due frequenze settimanali: partirà da Fiumicino il venerdì e la domenica alle 22:00 con arrivo a Mauritius alle 11:20 del giorno successivo; partirà invece da Mauritius il sabato e il lunedì alle 22:10 con arrivo a Roma alle 06:40 del giorno dopo.

Mauritius è il luogo perfetto per un viaggio all’insegna del sole e del mare e, grazie a questo volo, per noi italiani sarà più facile superare i freddi inverni sapendo che c’è una possibilità di fuga verso una vera e propria isola da sogno.

Le destinazioni di ITA Airways per la stagione estiva 2025

Per quanto riguarda la stagione estiva, invece, ITA Airways servirà 59 destinazioni, di cui 16 nazionali, 27 internazionali e 16 intercontinentali. Tra queste, il Mediterraneo resta al centro dell’offerta: da Roma Fiumicino e da Milano Linate potrete raggiungere la Grecia e atterrare sull’isola di Rodi, a Heraklion, la capitale di Creta o a Corfù, oltre che la Spagna, con voli diretti a Ibiza e Palma di Maiorca. Da Roma Fiumicino, invece, potrete raggiungere anche Zante e Cefalonia.

Dal 26 luglio al 6 settembre, invece, saranno attivi i collegamenti settimanali Olbia-Torino, ai quali si aggiungerà anche la rotta Milano Linate-Rostock Laage, nel nord della Germania, uno degli scali più grandi di tutto il nord Europa.

Un’altra novità è rappresentata dall’apertura della nuova rotta internazionale Milano Linate-Monaco, operativa dal prossimo 30 marzo con due frequenze giornaliere dal lunedì al venerdì, con partenza da Milano Linate alle 07:30 e alle 17:30 e da Monaco di Baviera alle 9:35 e alle 19:35 (il sabato sarà attiva soltanto la frequenza della mattina e la domenica solo quella pomeridiana).

A partire dal 16 febbraio, infine, ritorneranno anche i collegamenti notturni tra Roma Fiumicino e Tel Aviv Ben Gurion che avranno frequenza giornaliera (quelli diurni sono già operativi dal 1 febbraio).

Vi ricordiamo che ITA Airways fa ufficialmente parte del Gruppo Lufthansa: ciò significa che, raggiungendo tutte queste destinazioni sia con i voli ITA che con quelli appartenenti al gruppo, potrete usufruire di tanti vantaggi soprattutto per quanto riguarda il programma fedeltà delle compagnie coinvolte.

Overtourism, ecco l’indice che lo misura

L’estate 2024 è stata segnata, nel settore del travel, dal termine “overtourism“. Così, parlandone e riparlandone, abbiamo appreso che questo si riferisce proprio al cosiddetto – e finora conosciuto come tale – fenomeno del turismo di massa.

Infatti, destinazioni come Grecia, Croazia, Cipro e persino Mauritius, sono Paesi in cui è vero che il 25% del Pil gode del turismo, ma che oggi più che mai sono quasi vessati dallo stesso flusso di visitatori che da una parte è anche la loro fortuna. L’overtourism, infatti, minaccia l’equilibrio delle grandi città in termini di rapporto tra turisti e residenti, la qualità dell’aria per via di un maggiore inquinamento, nonché la godibilità stessa della vacanza per i viaggiatori che possono trovarsi di fronte a un ingente massa di turisti al punto da non riuscire nemmeno a visitare tutte le attrazioni che si erano dapprima promessi di non perdere.

L’Overtourism Index, cos’è

L’estate appena trascorsa è stata dunque contraddistinta da spiagge affollate e destinazioni dove i viaggiatori erano così tanti da non riuscire per niente a respirare la bellezza e l’atmosfera del luogo: è accaduto a Venezia, a Barcellona e in altre località, come anche a Santorini.

Sviluppato dalla piattaforma Evaneos, che si occupa di viaggi tailor-made, in collaborazione con la società di consulenza Roland Berger, l’Overtourism Index arriva per prendere in esame le varie tipologie di overtourism, analizzando un campione di 70 mete, classificate entro le prime 100 per numero di turisti.

In questa analisi per il tasso di overtourism, ciascuna di queste destinazioni riceve un posto da 1 a 5 in classifica, seguendo quattro criteri: densità la turistica per abitante, la densità turistica per chilometro quadrato, la stagionalità e la sostenibilità. Infatti, anche la sostenibilità come criterio di valutazione è rilevante soprattutto per considerare l’impatto che il turismo ha sulla comunità e sulle infrastrutture quali i trasporti, ad esempio.

Folla, La Rambla
Fonte: iStock
La Rambla piena di turisti a Barcellona

Tra le mete prese in esame, comunque, le conseguenze dell’overtourism sono di 3 tipi: troppi turisti nelle destinazioni di mare, troppa folla nelle capitali europee ed eccesso di viaggiatori nei centri urbani.

Le località di mare presentano infatti un indice medio di 4 su una scala di 5, con circa 3,2 fino a 9,9 turisti per 1 abitante, anche in aree piccole che arrivano a contare però fino a 8.000 turisti per km². Non sono da meno e non destano minore allarmismo anche le primarie capitali europee che vedono arrivare in estate circa il 43% di tutti i turisti dell’anno. Spagna (3,6), Italia (3,6) e Portogallo (3,6) hanno gli indici medi più alti, insieme alla Francia (3,3) durante il solo periodo che va da giugno ad agosto.

Nella top 3 degli indici medi più alti per i centri urbani ci sono invece la Danimarca con Copenaghen (3,8), seguita da Amsterdam (3,7) e Dublino (3,4). Ciò significa che qui i turisti tendono a visitare questi Paesi concentrandosi esclusivamente su una determinata città, tralasciando le altre della regione e i dintorni.

Quali sono le destinazioni in pericolo e quelle ancora “salve”

Le “destinazioni da tenere d’occhio” secondo l’Overtourism Index sono quelle che devono affrontare la sfida di prevedere e adottare misure preventive per gestire il turismo in eccesso. Queste mete mantengono un flusso turistico relativamente bilanciato durante l’anno (24-28%) con una media di 3/5 nell’indice di Evaneos. Tuttavia, poiché crescono in popolarità, è necessario gestire la densità turistica, sia per chilometro quadrato (54-240 turisti/km²) che per abitante (0,8 turisti per abitante). Questi Paesi, con un contributo medio al Pil del 9%, stanno raggiungendo una soglia critica: Marocco, Vietnam, Egitto e Islanda, quest’ultima particolarmente vulnerabile con 5,2 turisti per abitante.

Queste mete vantano anche una vasta estensione territoriale che aiuta a distribuire equamente i visitatori, con densità di 16-80 turisti/km² e 0,3-1 abitante per turista. La stagionalità, compresa tra il 24 e il 28%, contribuisce a evitare il sovraffollamento. Canada, Stati Uniti, Australia e Tanzania rientrano in questo gruppo con punteggi medi tra 1,5 e 2,3.

Con un punteggio di 4,2/5, la Grecia è tra le destinazioni più colpite dall’overtourism, specialmente durante l’estate. A Mykonos e Santorini, l’afflusso eccessivo ha causato disagi per la popolazione locale, con conseguenze come l’aumento dei prezzi, traffico intenso e problemi nelle risorse idriche. Per questo motivo, la piattaforma Evaneos ha deciso di non promuovere più queste isole nei mesi estivi, in collaborazione con le agenzie locali. L’obiettivo è ridurre la pressione turistica, spostando i flussi verso giugno e settembre.

❌