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Isole di Thymena, Šipan e Martana: i luoghi che hanno fatto sognare questo mese

L’estate è ormai alle porte e la voglia di partire cresce di giorno in giorno: il mese di maggio ci ha già trasportato verso mete da sogno e luoghi carichi di fascino ancora lontani dai riflettori. Dalle spiagge appena incoronate tra le più belle del continente (dove spiccano ben 9 italiane) alle isole segrete del Mediterraneo, passando per castelli che hanno ispirato Versailles e angoli d’Italia avvolti da leggende di fantasmi, abbiamo raccolto le mete che più hanno catturato l’attenzione dei nostri lettori nell’ultimo mese.

Ciò che emerge è un forte interesse per luoghi autentici, capaci di sorprendere e ispirare nuovi viaggi tra mare cristallino, natura e piccoli tesori da segnare sulla mappa delle mete da provare quest’anno.

In cielo arriva la Mini Luna Blu, lo spettacolo della Blue Moon del 31 maggio

Maggio sta per concludersi e il 31 di questo mese è atteso uno degli eventi astronomici più particolari: la Luna Blu. Classificata mini-luna blu è un fenomeno che si verifica solo in un’occasione particolare… quando nello stesso mese si verificano 2 lune piene.

Perché si chiama Luna Blu

Non facciamoci ingannare dal nome: nonostante sia estremamente suggestivo nessun cielo sarà tinto di blu. L’espressione nasce da un modo di dire inglese “once in a blue moon” che viene impiegato per spiegare qualcosa di raro e in questo caso viene utilizzato proprio per identificare la rarità di una seconda luna piena nello stesso mese. Il 1 maggio, infatti, c’è stata la Luna dei Fiori e ora il mese si chiude con questo appuntamento.

Parte il treno storico del Giro d’Italia, la tappa più spettacolare dal fascino vintage

C’è un modo davvero speciale per vivere il Giro d’Italia 2026 ed è salendo a bordo del treno storico a vapore che attraversa il Friuli-Venezia Giulia con carrozze d’epoca, toccando una delle tappe più simboliche dell’edizione di quest’anno. Il 30 maggio 2026, infatti, in occasione della ventesima tappa “Gemona 1976-2026”, si potrà raggiungere Gemona del Friuli partendo da Gorizia a bordo delle storiche carrozze italiane “Centoporte” degli Anni ’30, in una giornata che unisce sport e memoria storica organizzata dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e da FS Treni Turistici Italiani.

La tappa del Giro, infatti, avrà anche un forte valore commemorativo, perché celebra il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976: la partenza della corsa sarà preceduta da un momento dedicato alle vittime del sisma, trasformando l’evento in un’occasione di ricordo collettivo oltre che di festa.

L’itinerario del treno storico del Giro d’Italia

Il treno storico speciale partirà da Gorizia Centrale alle ore 7:00 del mattino, con fermata intermedia a Udine prevista alle 8:04 e arrivo a Gemona del Friuli alle 8:45. Il ritorno è invece previsto nel tardo pomeriggio, con partenza da Gemona alle 17:07, tappa a Udine alle 18:31 e termine del viaggio a Gorizia alle 19:07.

Il viaggio è molto suggestivo: ci si siede a bordo delle locomotive a vapore con carrozze storiche Anni ’30 e bagagliaio attrezzato che hanno fatto la storia del trasporto ferroviario italiano. Ma non è tutto, perché chi vuole esplorare il territorio all’arrivo in totale libertà, può portare con sé le proprie biciclette gratuitamente, fino a esaurimento posti.

Una volta arrivati a Gemona del Friuli, ci si immerge completamente nell’atmosfera del Giro d’Italia. La tappa maschile “Gemona 1976-2026” parte proprio dalla Caserma Goi Pantanali di Gemona e si conclude a Piancavallo, lungo uno dei percorsi più impegnativi e selettivi dell’intera edizione del Giro d’Italia 2026. I corridori dovranno infatti affrontare circa 200 chilometri con oltre 3.000 metri di dislivello, fino alla doppia ascesa finale verso Piancavallo. Prima della partenza ufficiale, inoltre, è prevista una commemorazione delle vittime del terremoto del 1976 davanti al cimitero monumentale di Gemona, in un momento particolarmente simbolico per tutto il Friuli-Venezia Giulia.

Ma oltre alla corsa, tutto il cuore storico di Gemona del Friuli sarà un caleidoscopio di esperienze coinvolgenti: tra Piazza Garibaldi, via Bini e via XX Settembre, saranno organizzate proiezioni in diretta della tappa Gemona-Piancavallo, concerti rock pomeridiani, stand gastronomici, attività per bambini e laboratori creativi dedicati al mondo del ciclismo. I più piccoli potranno partecipare a giochi a tema, ping-pong e attività come “Costruisci la tua bici” o “Colora la Maglia Rosa”, con la possibilità di ricevere anche un “Passaporto del piccolo ciclista” come ricordo della giornata.

Chi si recherà a Gemona, però, dovrà tenere presente che, a causa della viabilità ridotta per il passaggio del Giro, il centro storico sarà raggiungibile esclusivamente a piedi. Partendo dalla stazione ferroviaria per recarsi al centro storico, ci sono circa 30 minuti di cammino, con un tratto finale in salita abbastanza impegnativo: meglio quindi indossare scarpe comode.

Per ottenere ulteriori informazioni sulla località e sul programma della giornata, si può contattare “Visit.Gemona”.

Prezzi e come prenotare il viaggio

Il viaggio a bordo del suggestivo treno storico del Giro d’Italia prevede tariffe fisse che non dipendono dalla distanza percorsa. In particolare, l’andata e ritorno per adulti costa 15 euro a testa, mentre solo una delle due tratte è fissata a 7,50 euro. Per i bambini da 0 a 4 anni il viaggio è gratuito, mentre per bambini dai 4 ai 12 anni è di 7,50 euro andata e ritorno.

I biglietti possono essere acquistati attraverso tutti i canali Trenitalia, comprese le biglietterie di stazione, le self-service, le agenzie di viaggio abilitate e il sito ufficiale di Trenitalia.

Giornata Europea dei Parchi, quali visitare in Italia per emozionarsi

Il 24 maggio si celebra la Giornata Europea dei Parchi, ricorrenza promossa dalla Federazione Europea dei Parchi, EUROPARC, per ricordare una data simbolica nella storia della tutela ambientale del continente: il giorno in cui, nel 1909, venne istituito in Svezia il primo parco europeo.

In Italia, la ricorrenza si trasforma ogni anno in un calendario diffuso di appuntamenti: escursioni guidate, incontri divulgativi, mostre, attività ambientali e iniziative dedicate alle famiglie coinvolgono parchi nazionali, riserve naturali e aree protette lungo tutta la Penisola.

Riserva Naturale Val di Mello

Nel cuore delle Alpi Retiche, all’estremità orientale della Val Masino in Valtellina, la Riserva Naturale Val di Mello si sviluppa dai 1.000 metri di quota fino ai 3.400 del Monte Pioda e alterna un fondovalle pianeggiante attraversato da torrenti limpidi, enormi pareti granitiche e massi erratici trasportati a valle dall’antica attività glaciale. Un mix che le è valso il soprannome di “Piccola Yosemite”.

I boschi di faggio e larice convivono con rododendri, ontani bianchi e orchidee selvatiche, mentre nei prati e nelle torbiere alpine trovano spazio specie rare come la drosera rotundifolia, piccola pianta carnivora tipica degli ambienti umidi montani.

Tra gli animali più rappresentativi spiccano il camoscio alpino e lo stambecco europeo, simboli della montagna, insieme a marmotte, volpi e martore. L’avifauna comprende rapaci come astori e poiane, oltre a specie di alta quota come la coturnice alpina. Nei torrenti vivono invece la trota fario e insetti protetti di particolare interesse naturalistico, come la rosalia alpina.

Il Parco Nazionale dello Stelvio

Panorama del Lago di San Giacomo al Parco Nazionale dello Stelvio
Ph Bianca Lombardi - Ufficio Stampa DAG Communication
Veduta panoramica del Lago di San Giacomo al Parco Nazionale dello Stelvio

Il Parco Nazionale dello Stelvio si estende tra Lombardia e Trentino-Alto Adige con gran parte dell’area protetta che supera i 2.000 metri di quota e include il massiccio Ortles-Cevedale, sovrastato dalla vetta dell’Ortles che raggiunge i 3.905 metri.

Alle quote più elevate sopravvive una vegetazione resistente al gelo e alle forti escursioni termiche, mentre le vallate ospitano prati alpini e fitte foreste di conifere che cambiano colore con il passare delle stagioni. Dal versante lombardo, uno degli accessi principali al parco è rappresentato dal centro visitatori di Sant’Antonio Valfurva, nei pressi di Bormio.

Il simbolo delle attività di conservazione del Parco è il gipeto, grande rapace conosciuto anche come “avvoltoio barbuto”: estinto dalle Alpi all’inizio del Novecento, è tornato a nidificare grazie a un progetto internazionale di reintroduzione tuttora attivo.

L’area umida della Riserva Naturale Pian di Spagna – Lago di Mezzola

A nord del Lago di Como, nel punto in cui si incontrano Valtellina e Valchiavenna, si estende la Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola, una delle aree umide più importanti del nord Italia, dall’alto valore ornitologico: numerose specie di uccelli la scelgono per nidificare oppure come luogo di sosta durante le migrazioni stagionali.

Nelle acque si sviluppano estesi tappeti di vegetazione acquatica e ninfee, mentre lungo le rive crescono canneti e praterie umide caratterizzate da erbe palustri. Le particolari condizioni ambientali favoriscono la presenza di specie rare e protette, tra cui la felce quadrifoglio e alcune piccole piante acquatiche molto sensibili alle variazioni dell’ecosistema.

Tra i mammiferi più interessanti compare il pipistrello ferro di cavallo, specie protetta legata agli ambienti umidi e boschivi.

Parco Nazionale del Gran Paradiso

Lago Agnel, paesaggio innevato, Gran Paradiso
iStock
Lago Agnel nel paesaggio innevato al Gran Paradiso

Tra Valle d’Aosta e Piemonte ecco il più antico parco nazionale italiano, istituito nel 1922: il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il cui simbolo storico è lo stambecco, che proprio grazie all’istituzione dell’area protetta è riuscito a sopravvivere al rischio di estinzione. Oggi si possono osservare anche camosci, marmotte, lepri bianche, pernici bianche e l’aquila reale, immersi in boschi di larici e abeti che lasciano spazio, salendo di quota, a pascoli e ghiacciai.

Per l’estate 2026 il Parco dedica un’intera rassegna alla biodiversità con il progetto “Natura in Evoluzione”, per celebrare i vent’anni del Monitoraggio della Biodiversità Animale in Ambiente Alpino.

Incontri divulgativi, attività sul campo, laboratori per famiglie e spettacoli accompagneranno alla scoperta del lavoro svolto dai ricercatori: tra i temi affrontati figurano i monitoraggi sugli stambecchi, lo studio delle farfalle e degli insetti considerati “sentinella” dei cambiamenti climatici, oltre all’utilizzo di sensori e tecnologie capaci di rilevare trasformazioni ambientali spesso invisibili a occhio nudo.

Riserva naturale Tirone Alto Vesuvio

In Campania, la Giornata Europea dei Parchi diventa occasione per apprezzare il Parco Nazionale del Vesuvio, insieme a Vesuvio Natura da Esplorare, un’iniziativa dedicata alla scoperta della Riserva di Protezione Statale Tirone – Alto Vesuvio.

L’evento propone un’esperienza immersiva lungo i sentieri del vulcano, accompagnati dalle guide ufficiali del parco, tra paesaggi modellati dall’attività eruttiva e ambienti in continua trasformazione, dove la vegetazione ha riconquistato nel tempo terreni vulcanici apparentemente ostili.

Non mancano escursioni al tramonto, momento particolarmente suggestivo per ammirare il paesaggio tra il golfo di Napoli e i boschi che abbracciano il cono vulcanico.

Parco dei Monti Aurunci

Tra il Lazio meridionale e la Campania spicca il Parco Naturale dei Monti Aurunci, territorio montuoso che occupa parte delle province di Latina e Frosinone e si affaccia verso il Mar Tirreno, meta ideale per escursioni e attività all’aria aperta, grazie a una rete di sentieri che toccano ambienti ricchi di biodiversità.

In occasione della Settimana Europea dei Parchi, le iniziative comprendono laboratori didattici e creativi, incontri istituzionali, mostre, spettacoli ed escursioni guidate insieme ai Guardiaparco. Accanto alle attività ambientali trovano spazio anche momenti dedicati alle tradizioni gastronomiche e artigianali del territorio, con degustazioni e mercatini dei prodotti legati al marchio “Natura in campo”.

Tra gli appuntamenti più attesi i voli in mongolfiera, pensati per offrire una prospettiva inedita sul paesaggio degli Aurunci e sulla varietà degli ecosistemi che li caratterizzano.

Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane, luoghi da sogno

Domenica 24 maggio 2026 la XVI edizione della Giornata Nazionale delle Dimore Storiche Italiane, promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane, aprirà gratuitamente al pubblico oltre 450 proprietà storiche distribuite lungo tutta la Penisola.

Il tema scelto per l’edizione 2026, “Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso”, mette al centro il ruolo delle dimore storiche private nella conservazione della memoria collettiva e nella valorizzazione culturale dei territori.

Le nuove aperture in Piemonte

Saranno cinque le nuove dimore piemontesi protagoniste dell’edizione 2026: nel territorio alessandrino debutta Palazzo Tornielli di Crestvolant, a Molare. La residenza sorse nel 1834 sulle rovine di un antico maniero appartenuto ai Malaspina e venne costruita per volontà del conte Celestino Tornielli: nel tempo, il palazzo fu ampliato con l’aggiunta di due torrette e arricchito dalle decorazioni interne realizzate dal pittore ovadese Ignazio Tosi. Ancora oggi abitato dai discendenti della famiglia, il complesso consentirà ai visitatori di accedere alle cantine storiche e ad alcune sale del piano nobile.

Nel Biellese sarà invece possibile scoprire il Castello di Castellengo, immerso nel paesaggio collinare che introduce alla Riserva Naturale Orientata delle Baragge: le origini del castello risalgono all’anno Mille, anche se nel corso dei secoli l’impianto medievale subì profonde trasformazioni fino al Settecento. Oggi, continua a essere abitato e ospita anche attività ricettive e una cantina che valorizza la tradizione vitivinicola locale legata al Nebbiolo e all’Erbaluce.

Veduta aerea del Castello di Castellengo, Biella
Ufficio Stampa A.D.S.I. Piemonte e Valle d'Aosta
Veduta panoramica del Castello di Castellengo

Nel Cuneese apre per la prima volta anche il Castello Porporato di Piasco, elegante dimora seicentesca situata nel territorio del Marchesato di Saluzzo: costruito dalla famiglia Porporato a metà del XVII secolo, si sviluppa attorno a una corte-giardino porticata racchiusa da tre ali a “C”. Le ventiquattro colonne doriche che caratterizzano il porticato sono divenute nel tempo il simbolo della residenza, tuttora abitata dai discendenti della famiglia.

Nel Torinese l’attenzione si concentra sul Castello di Castellamonte, fondato intorno all’anno Mille dai discendenti di Arduino d’Ivrea come fortezza strategica dell’Alto Canavese: più volte distrutto e ricostruito, presenta oggi una stratificazione di elementi medievali, barocchi e neogotici. Nel Seicento parte del complesso venne ricostruita da Amedeo di Castellamonte, architetto noto anche per il suo intervento alla Reggia di Venaria Reale, mentre nell’Ottocento Luigi Formento restaurò la caratteristica Torre Rossa merlata. Dal Novecento appartiene ai Conti Ricardi di Netro, che vi abitano.

Sempre nel Torinese, Villa Bona aprirà alcune sale di solito non accessibili. Nata come struttura medievale, fu trasformata in epoca barocca dalla famiglia Provana del Sabbione e acquistato, alla fine dell’Ottocento, dai fratelli Bona, industriali del settore tessile. Negli anni Trenta, Lorenzo Valerio Bona commissionò al pittore Adalberto Migliorati la decorazione di alcuni ambienti interni, tuttora conservati.

Nel Novarese, sulle sponde del Lago d’Orta, riaprirà invece Casa Bettoja dopo un lungo restauro: appartenente alla famiglia Bettoja fin dal XIV secolo, sorge su un’area abitata già in epoca romana. In origine cascina seicentesca, nel tempo fu trasformata in una residenza signorile progettata per sfruttare al meglio l’esposizione solare. Conserva un giardino all’italiana, un lungo viale settecentesco e l’aquila araldica della famiglia.

Le mete da non perdere da Nord a Sud

La XVI Giornata Nazionale ADSI offrirà l’occasione di attraversare idealmente l’Italia da Nord a Sud entrando in residenze storiche, cortili monumentali, abbazie e palazzi nobiliari normalmente chiusi al pubblico, un patrimonio diffuso che racconta la straordinaria varietà architettonica e culturale del Belpaese.

In Lombardia, tra le aperture più attese figurano Villa dei Tasso – La Celadina a Bergamo e il raffinato Palazzo d’Arco a Mantova, dove sarà possibile visitare il parco romantico, il giardino d’inverno e l’orto botanico della storica residenza. A Milano l’iniziativa coinvolgerà anche il cortile di Palazzo Cusani e la Casa del Bono, con l’apertura straordinaria del suo storico cortile interno.

In Liguria, tra gli altri, aprirà le porte la suggestiva Abbazia della Cervara, affacciata sul mare tra Santa Margherita Ligure e Portofino, insieme a Palazzo Negrone – De Ferrari, antica dimora genovese già appartenuta alla famiglia Fieschi.

In Veneto saranno, ad esempio, protagonisti il Castello di Roncade, una delle rare ville venete cinte da mura medievali ancora perfettamente conservate, il Palazzetto Pisani a Venezia e Palazzo Liorsi nel cuore di Verona.

Anche la Toscana proporrà itinerari di grande fascino: a Firenze parteciperanno all’iniziativa storiche residenze cittadine come Palazzo Frescobaldi, Palazzo Pucci e Palazzo Gondi, testimonianze del potere e del prestigio delle grandi famiglie fiorentine.

A Roma la Giornata ADSI si unirà anche all’iniziativa “Cortili Aperti” del 24 maggio: tra le aperture annunciate figurano Casale Sant’Eusebio, Palazzo Attolico, Palazzo Lante e Palazzo Odescalchi, luoghi che custodiscono secoli di storia aristocratica e diplomatica nel cuore della Capitale.

Scendendo verso il Sud, in Abruzzo sarà possibile visitare il Convento Michetti di Francavilla al Mare, legato alla figura del pittore Francesco Paolo Michetti, e la Grancia dei Celestini a Sulmona, complesso storico connesso alla tradizione monastica del territorio.

In Sicilia apriranno invece Villa Vittoria a Menfi e Palazzo Antoci a Ragusa, mentre in Sardegna saranno visitabili Villa Carboni e Palazzo Amat di San Filippo, due testimonianze storiche di grande rilievo nel patrimonio architettonico cagliaritano.

Notte Europea dei Musei: aperture speciali in Italia il 23 maggio 2026

Sabato 23 maggio 2026 torna la Notte Europea dei Musei, l’iniziativa internazionale promossa dal Ministero della Cultura francese e patrocinata dall’UNESCO, dal Consiglio d’Europa e dall’ICOM, che coinvolgerà centinaia di città europee con aperture straordinarie serali di musei, siti archeologici e luoghi della cultura.

Anche quest’anno il Ministero della Cultura aderisce con un programma diffuso di aperture speciali al costo simbolico di un euro, salvo le gratuità previste dalla normativa vigente: l’edizione 2026 si conferma ricca, con iniziative in tutta Italia che coinvolgono istituzioni museali statali, fondazioni, università e spazi culturali di diversa natura.

Dalle grandi capitali dell’arte ai complessi archeologici meno conosciuti, una selezione da non perdere.

Torino: GAM, MAO e Palazzo Madama

Tra gli appuntamenti più attesi figura il programma speciale della Fondazione Torino Musei, che per la Notte Europea dei Musei propone l’apertura straordinaria di tre importanti istituzioni cittadine: GAM Torino, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama, accessibili dalle 18 alle 22, con ultimo ingresso alle 21.

Alla GAM il pubblico potrà visitare numerosi percorsi espositivi dedicati al Novecento e all’arte contemporanea tra cui “Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni della GAM”, la mostra “Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo” e il progetto “L’INTRUSO. Pesce Khete”. Saranno inoltre incluse le esposizioni dedicate a Lisetta Carmi e Giorgio Griffa, quest’ultimo celebrato con un omaggio per i suoi novant’anni.

Il MAO partecipa con “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, dedicata all’artista giapponese Chiharu Shiota, insieme al progetto “Declinazioni Temporanee #3”. A Palazzo Madama, invece, il percorso serale comprenderà la mostra “MonumenTO, Torino Capitale”, l’esposizione “Vermeer. Donna in blu che legge una lettera”, “Il castello ritrovato” e “Monumenta Italia”.

Il Museo Ferroviario di Pietrarsa

In Campania aderisce alla manifestazione anche il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, che per la serata di sabato 23 maggio propone un’apertura straordinaria notturna organizzata dalla Fondazione FS Italiane. Il museo sarà visitabile fino alle 19 con le consuete modalità di accesso, mentre dalle 19.30 all’1.00 il pubblico potrà entrare con il biglietto simbolico di un euro.(ultimo ingresso entro le 23.30).

La serata permetterà di esplorare la storica collezione dei rotabili ferroviari custoditi nello scenografico complesso borbonico affacciato sul Golfo di Napoli. L’esperienza sarà accompagnata da momenti musicali distribuiti in varie aree dell’esposizione, con installazioni sonore e performance, e resteranno attivi i servizi di ristorazione, compresi il bistrot, la pizzeria delle Terrazze Pietrarsa e il Caffè Bayard, operativi fino a mezzanotte.

La notte diffusa della Capitale

Roma si conferma una delle protagoniste assolute della Notte Europea dei Musei 2026: dalle 20 di sabato 23 maggio fino alle 2 di domenica 24 maggio saranno circa 70 i luoghi della cultura aperti, con oltre 150 eventi tra concerti, visite guidate, performance, proiezioni e attività laboratoriali.

Alle Terme di Caracalla sarà possibile visitare non solo il complesso monumentale ma anche i sotterranei, di solito non accessibili nella loro interezza, con un percorso che attraversa le antiche gallerie di servizio delle terme imperiali. Nel quartiere Trastevere sarà eccezionalmente aperto il Santuario Siriaco insieme al nuovo antiquarium realizzato grazie ai fondi del PNRR.

Da vedere anche il Mausoleo di Sant’Elena e il suo Antiquarium, il Drugstore Museum, che ospita la mostra “Gianpistone. Arte come partecipazione sociale”, l’Arco di Malborghetto con la mostra dedicata ai pellegrini e ai giubilei lungo la via Flaminia, e la Fonte di Anna Perenna.

I Musei Civici di Roma Capitale (tra cui i Musei Capitolini, la Centrale Montemartini, i Mercati di Traiano, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo di Roma in Trastevere e i Musei di Villa Torlonia) saranno aperti dalle 20 alle 2 con ultimo ingresso all’una.

Tra le adesioni speciali spicca anche quella del Senato della Repubblica, che aprirà Palazzo Madama dalle 20 alle 24 con visite guidate gratuite e accesso alla mostra “Il volto delle donne”.

Sapienza Cultura: musei universitari aperti

Sempre a Roma, il Polo Museale – Sapienza Cultura partecipa con il programma “Maggio Museale”, che prenderà il via alle 15 all’interno della città universitaria della Sapienza.

La nona edizione coincide con la presentazione al pubblico del nuovo centro Polo Museale – Sapienza Cultura, struttura che unisce musei, orto botanico, teatro, musica e cinema in un unico sistema culturale integrato.

Dalle 20 l’apertura serale sarà inaugurata dal concerto dell’Ensemble MuSa Blues diretto dal maestro Stefano Ciuffi nella Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica. Per tutta la giornata saranno organizzate mostre, seminari, visite guidate e laboratori rivolti a famiglie, bambini e studenti, con attività gratuite fino a mezzanotte.

L’edizione 2026 coinvolgerà 17 musei universitari, insieme al Laboratorio Eurotales – Museo delle Lingue d’Europa.

Musei Nazionali della Campania

La Direzione regionale Musei nazionali Campania partecipa alla ventiduesima edizione della Notte Europea dei Musei con un ampio programma di aperture straordinarie distribuite sull’intero territorio regionale, tutte al costo simbolico di un euro.

A Napoli sarà visitabile il Parco delle Tombe di Virgilio e Leopardi, mentre in provincia di Caserta aderiranno l’Anfiteatro Campano, il Museo Archeologico Nazionale dell’Antica Allifae, il Museo Archeologico Nazionale di Teanum Sidicinum e il Museo Archeologico Nazionale di Sessa Aurunca.

Nel Salernitano saranno aperti il Museo archeologico nazionale di Eboli, il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano, il Museo archeologico nazionale della Valle del Sarno e la Certosa di San Lorenzo.

Veduta aerea della Certosa di San Lorenzo a Padula, Campania
iStock
Veduta panoramica della Certosa di San Lorenzo a Padula

Il programma coinvolgerà inoltre il Parco Archeologico di Aeclanum, il Palazzo della Dogana dei Grani e l’Area archeologica dell’Antica Abellinum in Irpinia, oltre al Teatro Romano di Benevento.

Le aperture serali di Palermo e Monreale

A Palermo il Museo archeologico regionale Antonino Salinas aprirà dalle 19 alle 22, il Palazzo Chiaramonte Steri dalle 20 alle 24 con possibilità di visitare il “Percorso Scarpa” e “La Vucciria” di Renato Guttuso, presentata in un allestimento immersivo.

Il Museo Riso prolungherà l’apertura fino a mezzanotte con un percorso dedicato a oltre sessant’anni di arte contemporanea e particolare attenzione sarà riservata al ciclo “Percorsi di Memoria”, nucleo identitario della collezione.

Partecipa infine anche il Chiostro dei Benedettini di Monreale, aperto dalle 19 alle 22 con visite didattiche dedicate alla storia del complesso monastico benedettino voluto da Guglielmo II di Sicilia.

Dagli asparagi al pane, dal Parmigiano alle bollicine, le sagre e gli eventi del weekend del 23 e 24 maggio 2026 in Italia

Un weekend ricco di eventi quello che sta per arrivare. A partire da venerdì 22 maggio 2026, prendono il via diversi appuntamenti con il gusto, tra sagre e kermesse enogastronomiche.

Alcuni eventi legati alla tradizione sono confinati in piccoli borghi o cittadine storiche d’Italia, mentre altri sono diffusi su un intero territorio, consentendo a tutti di trovare il proprio evento, anche vicino a casa. Ecco la nostra selezione e i nostri consigli per il fine settimana.

Caseifici Aperti

Il 23 e 24 maggio 2026, l’appuntamento è con l’iniziativa Caseifici Aperti che prevede visite guidate ai caseifici del Parmigiano Reggiano, alle stalle e ai magazzini di stagionatura, spacci aperti, eventi per bambini e degustazioni in tutte le province tra Parma, Bologna, Reggio Emilia, Modena e Mantova. Un viaggio nel gusto che è riassunto nell’evento bolognese che si tiene ai Giardini Margherita dove ci saranno degustazioni, ma anche show cooking organizzati dalle singole province e vari workshop.

Valtellina in Tour a Biassono (MB)

Dal 22 al 24 maggio 2026, a Biassono, in Brianza, si svolge il festival della Valtellina. Piazza Don Ghioni ospita per tre giorni tavole imbandite di pizzoccheri, sciatt appena fritti, vino valtellinese, il tutto accompagnato da musica dal vivo. Ad accompagnare l’evento, anche mercatini con i prodotti artigianali e area bimbi con i gonfiabili. Venerdì22 la festa prende il via dalle ore 18:00, mentre sabato e domenica è aperta per pranzo e cena.

Narrar Castelli e Vini a Barolo (CN)

Prende il via domenica 24 maggio la Spring Edition di Narrar Castelli e Vini, una storica rassegna piemontese che si svolge sulle colline Patrimonio Unesco nelle ultime due domenica del mese (l’altro appuntamento è per il 31). Il format di grande successo trasforma la classica visita guidata in un’esperienza viva e immersiva con attori in costume ad accompagnare i visitatori, interpretando personaggi illustri o figure minori del passato. E qui la cultura incontra l’enologia: al termine di ogni percorso teatrale è prevista una degustazione di vini locali in compagnia dei produttori del territorio.

Forni & Fornai-e a Monghidoro (BO)

Il 23 e 24 maggio 2026, Monghidoro ospita la quinta edizione di Forni & Fornai-e, festival biennale del grano e del pane che riunisce agricoltori, fornai e comunità rurali. Il programma si articola in due giornate: il sabato è dedicato ai tavoli di lavoro tematici dal futuro delle varietà locali alle rotazioni colturali e, la sera, alla cena, con musica e narrazione che riprende un’antica pratica rurale. La domenica si apre con la colazione nei campi, una passeggiata guidata per il riconoscimento varietale, il mercato contadino con i produttori del Biodistretto dell’Appennino Bolognese, i laboratori aperti al pubblico, fino al brindisi finale accompagnato dall’orchestra.

Palio del Tributo a Priverno (LT)

Il Palio del Tributo, uno dei più importanti appuntamenti con la tradizione, l’arte e i sapori, torna ad accogliere il grande pubblico nella sua XXX edizione, a partire da sabato 23 maggio. Nel periodo del palio, la città di Priverno viene avvolta in una scenografica rievocazione storica, dove rivivono, come nel Rinascimento, cavalieri, armigeri, centurioni, ufficiali e nobildonne, culminando nella storica giostra equestre della corsa all’anello, come narrato negli antichi Statuti. Il calendario prevede per sabato l’apertura dell’edizione 2026, con la scoperta del drappo, l’assegnazione dei cavalieri alle porte e l’inaugurazione della mostra creativa del progetto Palio 2026. Le feste delle porte avranno inizio poi sabato 30 maggio con Festa Porta Paolina, seguiranno sabato 6 giugno con Festa Porta Posterula, sabato 20 giugno con Festa Campanina e sabato 27 giugno con Festa Porta Romana.

Cerevisia, festival delle birre trentine a Fondo (TN)

Al Palanaunia di Fondo, in Trentino, è in programma il 22 e 23 maggio 2026 il festival delle birre trentine. Non una semplice rassegna, ma un laboratorio a cielo aperto dove i micro birrifici locali svelano la propria filosofia tra degustazioni guidate, workshop e ricercati abbinamenti gastronomici. Tra luppolo e orzo, l’evento firma l’anima più contemporanea della Val di Non, capace di innovare la tradizione brassicola in un’atmosfera di festa e scoperta.

Festa del prosciutto veneto dop di Montagnana (PD)

Un weekend tra gusto, tradizione e turismo quello si svolge in provincia di Padova con la Festa del prosciutto veneto dop di Montagnana, uno degli appuntamenti più attesi dedicati alle eccellenze enogastronomiche del territorio. La manifestazione ha preso il via lo scorso fine settimana e proseguirà fino a domenica, con degustazioni, eventi, spettacoli e iniziative dedicate al celebre Prosciutto Veneto DOP.

Sagra dell’asparago selvatico a Poggio Moiano (RI)

Il 24 maggio a Poggio Moiano, immerso tra le colline della Sabina, a pochi chilometri da Roma, si tiene la 19^ edizione della Sagra dell’asparago selvatico. Protagonista assoluto della festa è l’asparago, celebrato in un menu che profuma di tradizione sabina: fettuccine agli asparagi, formaggio con asparagi, spezzatino e gli immancabili asparagi selvatici preparati secondo le ricette locali. A rendere ancora più vivace l’atmosfera ci penserà la musica dal vivo.

Porchettiamo a Todi (PG)

Dal 22 al 24 maggio si svolge la 16ª edizione del festival Porchettiamo 2026, il Festival delle Porchette d’Italia, che approda per la prima volta nel cuore di Todi, trasformandone il centro storico in un grande palcoscenico del gusto, tra degustazioni, spettacoli, incontri e appuntamenti diffusi che si intrecciano con la pietra, le piazze e la storia millenaria della città. Tre giorni di degustazioni, spettacoli, vini, street food, show cooking e cultura urbana per celebrare uno dei simboli più autentici della tradizione italiana.

Quattro passi tra i vigneti a Ziano Piacentino (PC)

Domenica 24 maggio, sulle colline di Ziano Piacentino, si terrà la nuova edizione di “4 passi tra i vigneti”, una camminata enogastronomica sui colli piacentini organizzata dalla Pro Loco di Ziano e dall’Associazione Sette Colli, con la collaborazione della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini e consorzio Colli Piacentini DOC. Durante la manifestazione sarà aperto il circolo Unpli Wine Experience presso il comune di Ziano. Sarà il primo di una serie di eventi che si svolgono in tutta la Val Tidone fino a ottobre 2026.

Camminate nella biodiversità 2026, itinerari ed esperienze tra i paesaggi più belli d’Italia

La natura italiana torna protagonista con un appuntamento dedicato a chi ama il turismo lento, le esperienze all’aria aperta e la scoperta dei paesaggi più autentici del Paese. In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità del 22 maggio, il FAI propone anche nel 2026 l’evento diffuso Camminate nella biodiversità.

Per due giornate, sabato 23 e domenica 24 maggio 2026, parchi, giardini storici, boschi, saline e aree protette si trasformeranno in scenari perfetti per passeggiate guidate, laboratori e attività pensate per adulti e bambini.

L’iniziativa rappresenta un’occasione speciale per vivere il territorio in modo consapevole, rallentando il ritmo e osservando da vicino ecosistemi, specie vegetali e animali, paesaggi agricoli e ambienti naturali spesso poco conosciuti. Da Nord a Sud Italia, le esperienze proposte permetteranno di entrare in contatto con la straordinaria ricchezza ambientale italiana grazie alla presenza di botanici, zoologi, guide naturalistiche, ornitologi, apicoltori e altri esperti del settore.

Cortili Aperti 2026, i tesori più segreti d’Italia da scoprire solo per un giorno

Quante volte siete stati incuriositi da uno scorcio di verde che si intravede appena dietro un portone socchiuso, in quell’Italia fatta di scaloni silenziosi, giardini nascosti, cortili rinascimentali e dimore private che custodiscono secoli di storia? Ecco, lontano dagli itinerari più battuti, domenica 24 maggio 2026 quella parte più riservata del Paese tornerà eccezionalmente accessibile grazie a “Cortili Aperti”, l’iniziativa promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane in occasione della XVI Giornata Nazionale ADSI.

Per un solo giorno infatti centinaia di residenze storiche apriranno gratuitamente al pubblico in diverse città italiane, trasformando quartieri storici e centri antichi in un grande museo diffuso a cielo aperto. Non solo visite guidate, ma un vero e proprio viaggio dentro luoghi normalmente invisibili, da palazzi nobiliari ancora abitati a chiostri privati, da giardini interni a dimore che raccontano il vero volto delle città italiane.

Il tema scelto per il 2026, “Custodi di futuro. Un patrimonio vivo per un valore condiviso”, mette al centro proprio il ruolo delle dimore storiche nella tutela dell’identità culturale italiana. Un patrimonio fragile e prezioso che continua a vivere grazie al lavoro di conservazione portato avanti da famiglie, associazioni e istituzioni.

Cortili Aperti a Roma e Milano

A Roma, “Cortili Aperti” è ormai uno degli eventi più attesi della primavera. Passeggiando tra piazze monumentali e vie storiche, sarà possibile entrare gratuitamente nei cortili e nei giardini privati di alcuni dei palazzi più affascinanti del centro storico.

Tra le aperture più interessanti figurano Palazzo Odescalchi in Piazza Santi Apostoli, Palazzo Taverna vicino a Via di Monte Giordano, Palazzo Torlonia in Via Bocca di Leone e Palazzo Sforza Cesarini su Corso Vittorio Emanuele II.

A questi si aggiungono dimore storiche come Palazzo Santacroce, Palazzo Montoro e Palazzo Massimo Lancellotti de’ Torres. L’edizione 2026 porterà inoltre una novità speciale: in alcune dimore saranno presenti i volontari del Touring Club Italiano, pronti ad accompagnare i visitatori con racconti e approfondimenti storici.

Palazzo Torlonia, Roma
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Il cortile di Palazzo Torlonia a Roma

Anche Milano celebrerà la giornata con un percorso nel cuore di Brera, tra cortili storici, atri nascosti e giardini privati normalmente inaccessibili. Dalle 10 alle 18 il pubblico potrà esplorare alcuni dei luoghi più eleganti del quartiere, tra architetture settecentesche e atmosfere sospese nel tempo.

Tra le tappe più affascinanti ci saranno Palazzo Moriggia, oggi sede del Museo del Risorgimento, Casa del Bono, Palazzo Pisani Dossi e Casa Maveri – Spazio Cernaia, con il suo particolare stile neoromanico. Le visite guidate milanesi saranno su prenotazione e avranno una durata di circa 90 minuti, accompagnate da guide specializzate in storia dell’arte.

La Puglia (e i suoi cortili) in primo piano

Tra le regioni protagoniste dell’edizione 2026 spicca la Puglia, dove ADSI aprirà oltre 40 dimore storiche tra palazzi, ville, castelli e residenze private. Il cuore dell’iniziativa sarà soprattutto Lecce, città simbolo del barocco pugliese, dove si potranno visitare luoghi straordinari come Palazzo Tamborino Cezzi, Palazzo Bernardini, Palazzo Rollo e Palazzo Sambiasi.

Non mancheranno aperture suggestive anche fuori città, come Villa La Meridiana, Castello Dentice di Frasso e Palazzo Ducale Venturi. Il fascino di “Cortili Aperti” sta proprio in questo: offrire accesso a luoghi normalmente invisibili e trasformare la visita in un’esperienza straordinaria.

Prezzi folli di metà settimana, si vola verso mete di mare da sogno con l’offerta Ryanair

Quando si arriva a metà settimana la voglia di weekend si fa sempre più forte e il desiderio di un viaggetto conquista proprio tutti: Ryanair lo sa bene e propone una nuova super promozione. Avete tempo fino al 21 maggio per prenotare voli dal 21 maggio al 30 giugno per tantissime mete.

I prezzi folli di metà settimana fanno decollare con biglietti a partire da 16,99 euro a tratta… ma abbiamo trovato persino destinazioni più economiche. Ecco 3 proposte top da prenotare subito, ma attenzione perché i posti possono esaurirsi.

Sila: la fioritura unica nella Terra dei Laghi della Calabria

Tra maggio e giugno, nel pieno della primavera, l’altopiano della Sila, nel cuore della Calabria, esplode di colore: narcisi, primule, asfodeli, orchidee selvatiche punteggiano i prati e i boschi del vasto Parco Nazionale, il più vecchio della Calabria.

Qui si trova la Terra dei Laghi: il versante cosentino della Sila è caratterizzato dalla presenza di un gran numero di specchi d’acqua, come il Lago Arvo, il Lago Cecita, il Lago Ariamacina e il Lago di Tarsia; sul versante catanzarese ecco il Lago Ampollino, località turistica nota e caratteristica.

Montagna, acqua e la ricchezza della natura in primavera sono gli ingredienti di un viaggio nel Parco Nazionale della Sila, che resta una destinazione lontana dai grandi circuiti del turismo di massa, anche nei mesi di punta. La primavera, però, è un periodo speciale, con il non ultimo motivo di poter andare a caccia di un fiore raro e unico, che cresce soltanto qui: la soldanella calabrese, assurta a simbolo di questa sottovalutata quanto splendida regione d’Italia.

Il Parco Nazionale della Sila in primavera

Istituito nella sua forma attuale nel 2002, ma esistente dal lontano 1968, il Parco Nazionale della Sila si estende per oltre 73mila ettari sulle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone, abbracciando tutte e tre le grandi aree dell’altopiano: la Sila Greca, la Sila Grande e la Sila Piccola.

È uno dei parchi nazionali più vasti dell’Italia meridionale, e vanta una ricchissima flora, che conta oltre 900 specie, alcune delle quali non esistono da nessun’altra parte al mondo.

In primavera il parco si trasforma: le fitte foreste di pino laricio, albero simbolo della Calabria, tornano a pulsare di un verde intenso, mentre le chiome dei faggi mettono le prime foglie di un verde brillante; i vasti pianori d’alta quota si ricoprono di fiori a perdita d’occhio, in una vera e propria esplosione di colori.

Parco Nazionale Sila Calabria Primavera fioritura Laghi
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Pini larici secolari sulla Sila

I numerosi laghi che caratterizzano il territorio sono, parimenti, protagonisti silenziosi di questo scenario naturale. L’Arvo, il Cecita, l’Ampollino e l’Ariamacina sono tutti bacini artificiali costruiti tra gli anni Venti e Cinquanta del Novecento per la produzione idroelettrica, ma nel tempo si sono trasformati in luoghi totalmente integrati nel paesaggio naturale da esserne diventati elementi simbiotici e armonici con il contesto.

Dopo il lungo inverno, che sulla Sila può essere assai rigido, non solo i boschi tornano a vivere: i piccoli borghi come Camigliatello Silano e Lorica si animano giorno dopo giorno, in attesa che arrivi la più vivace stagione estiva.

La soldanella calabrese, un fiore unico

Se c’è un simbolo botanico della Sila, specie in primavera, è senza dubbio la Soldanella calabrella Kress, nome scientifico della più comunemente nota soldanella calabrese.

Erba endemica che produce uno splendido fiore dai toni azzurri e violetti, è presente allo stato spontaneo soltanto in Calabria, tra le montagne della Sila e dell’Aspromonte. Non la si trova da nessun’altra parte al mondo.

Vive ad altitudini comprese tra i 900 e i 1500 metri di quota, in particolare lungo pareti ombreggiate e umide, specie vicino ai corsi d’acqua o alle sponde dei laghi. Assieme ai narcisi, alle orchidee selvatiche e agli altri fiori dell’altopiano è una delle piccole meraviglie della primavera silana, da cercare, trovare, ammirare e rispettare: la fioritura avviene tra maggio e giugno.

Il suo valore simbolico è riconosciuto a livello istituzionale. Nel 2018 la Società Botanica Italiana, attraverso un sondaggio che ha coinvolto oltre 500 esperti e appassionati da tutta Italia, ha infatti eletto la soldanella calabrese effettivamente pianta simbolo della Calabria.

La soldanella non è l’unica rarità della flora silana. L’altopiano ospita anche la Luzula calabra, un’altra specie esclusiva dei rilievi calabresi, oltre a una straordinaria varietà di orchidee selvatiche del genere Dactylorhiza, asfodeli, narcisi e crochi che a primavera colorano i prati con un’abbondanza spettacolare.

Parco Nazionale Sila Calabria Primavera fioritura Laghi
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Una fioritura di narcisi selvatici in una prateria della Sila

Tre escursioni sulla Sila per ammirare splendide fioriture

Con oltre 600 chilometri di sentieri e diverse decine di percorsi catalogati, il Parco Nazionale della Sila offre molte opzioni per chi vuole esplorare la Terra dei Laghi e il resto del territorio dell’altopiano calabrese nella stagione delle fioriture.

Tre itinerari in particolare valgono una visita appositamente organizzata.

Il Sentiero Italia da Lorica a Monte Botte Donato

Questo percorso parte dal borgo lacustre di Lorica, affacciato sulle sponde del Lago Arvo, a oltre 1300 metri di quota, e sale fino alla vetta del Monte Botte Donato, a 1928 metri, la cima più alta dell’intera Sila.

Parco Nazionale Sila Calabria Primavera fioritura Laghi
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Fioritura primaverile sulle sponde del Lago Arvo

È forse il percorso più spettacolare del Parco Nazionale in questa stagione: man mano che si sale attraverso boschi di faggi e pini larici, gli occasionali prati che si aprono lungo l’itinerario si scoprono ricoperti di fiori dai mille colori. Dalla vetta del Botte Donato, nelle giornate più limpide, la vista spazia sull’intera Sila fino a scorgere il mare. Nei pressi della cima si trova anche l’omonimo, piccolo rifugio in legno.

Il percorso è di media difficoltà, adatto ad escursionisti con un minimo di esperienza e preparazione. Fa parte del Sentiero Italia, il tracciato di lunga percorrenza che attraversa tutto il Paese. La tappa, per come è disegnata, è lunga circa 15 chilometri, ma ha un dislivello leggero, inferiore ai 500 metri in salita. Il ritorno a Lorica può avvenire raggiungendo il rifugio e percorrendo la Strada delle Vette, lingua d’asfalto che scende tra i faggi fino a Lorica (circa 13 chilometri), oppure sfruttando, dopo averne controllato debitamente gli orari, la Funivia Lorica, che accorcia il percorso di rientro della metà.

I sentieri di Fallistro e i pianori di Macchia Sacra

Itinerario particolarmente indicato per chi ama andare alla scoperta di meravigliose fioriture, parte da Croce di Magara, piccola frazione di Spezzano della Sila, a 1420 metri di quota. Ci si trova a pochi passi dal bosco monumentale dei Giganti della Sila, ovvero grandi pini larici secolari, che qui raggiungono dimensioni straordinarie.

I cosiddetti sentieri di Fallistro attraversano il sottobosco, aprendosi poi su grandi radure: sono i pianori di Macchia Sacra e Macchione, dove in maggio e giugno narcisi, violette, asfodeli e orchidee selvatiche colorano i prati in modo spettacolare, e chissà che non ci si possa imbattere nella tanto decantata soldanella calabrese.

L’itinerario tocca la vetta di Monte Curcio, sopra i 1700 metri sul livello del mare. È una piacevole e lunga passeggiata dalle difficoltà escursionistiche minime: circa 12 chilometri con un dislivello positivo di 400 metri e un tempo di percorrenza intorno alle quattro ore.

L’Anello di Monte Gariglione in Sila Piccola

Boschi di faggi e pini larici nascondono un corso d’acqua impetuoso e cristallino, il fiume Tacina. Questo sentiero si trova nella Sila Piccola, sul versante catanzarese del massiccio.

Le gorgoglianti acque del rio accompagnano il cammino, le praterie che si aprono lungo il percorso sono costellate di fiori selvatici dai mille colori e le rive umide dei ruscelli sono tra i luoghi più accessibili e indicati per avvistare la soldanella calabrese, dato il suo habitat naturale.

Il percorso parte dallo chalet in stile alpino che è la Caserma Forestale del Gariglione, poco sotto alla cima del monte. Si raggiungono quindi subito i 1765 della vetta, per poi scendere nella valle del Tacina e seguirne il corso fino a una bella cascata, che in maggio e in giugno beneficia dei momenti di massima portata durante la primavera e l’estate. Si affronta quindi una tosta risalita fino al punto di partenza, con un bel dislivello da affrontare al termine di questa lunga escursione.

Settimana della Natura, il viaggio più prezioso è quello nei paesaggi italiani che resistono al tempo

Ci troviamo indubbiamente nell’epoca delle mete virali, delle fughe mordi e fuggi e dei borghi trasformati in scenografie da social network. Eppure esiste ancora un Belpaese che continua a sorprendere, l’Italia delle riserve naturali, dei sentieri che attraversano foreste antiche, dei piccoli parchi costieri dove il silenzio ha ancora il suono del vento e del mare. Mai come adesso, quindi, la Settimana della Natura, in programma dal 18 al 24 maggio, arriva proprio per ricordare quanto questo patrimonio sia oggi più centrale che mai.

Promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’iniziativa riunisce giornate dedicate alla biodiversità, ai parchi, agli impollinatori e alla tutela degli ecosistemi. Un calendario simbolico, ma anche estremamente attuale. Perché mentre il turismo italiano continua a crescere (secondo Isnart per Unioncamere ed ENIT il 2025 ha sfiorato gli 891 milioni di presenze e il 2026 è partito con oltre 100 milioni di presenze attese già nel primo quadrimestre) aumenta anche la necessità di ripensare il rapporto tra viaggiatori e territori.

Non basta più però limitare i danni del turismo di massa, perché oggi la sfida è lasciare qualcosa di positivo ai luoghi visitati: economia diffusa, attenzione ambientale, valorizzazione delle comunità locali. Siamo di fronte a quello che potremmo definire come il concetto di turismo rigenerativo, sempre più discusso nel settore travel internazionale, che invita a vivere le destinazioni con lentezza e consapevolezza.

Dai parchi delle Dolomiti alle coste della Sardegna

La Settimana della Natura può diventare anche l’occasione perfetta per tornare a visitare alcuni dei paesaggi più straordinari del patrimonio naturalistico italiano, spesso osservati troppo velocemente. Nel cuore del Veneto, le Dolomiti Bellunesi custodiscono alcuni dei sentieri più suggestivi d’Europa. A maggio inoltrato i rifugi iniziano lentamente a riaprire, i boschi ritrovano colori intensi e il turismo non ha ancora raggiunto i picchi estivi. È il momento ideale per esplorare vallate meno battute, tra torrenti glaciali, piccoli paesi alpini e panorami che sembrano addirittura usciti da un film di Hayao Miyazaki.

Tre Cime di Lavaredo, Dolomiti
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Il panorama magnifico delle Tre Cime di Lavaredo

Più a sud, il Parco Nazionale del Pollino continua a essere uno dei grandi segreti naturalistici italiani. Qui il tempo sembra rallentare per davvero, tra foreste immense, canyon, fiumi e i celebri pini loricati creano uno scenario quasi primordiale. Un luogo perfetto per chi cerca un’Italia autentica e ancora lontana dalle rotte più prevedibili.

Il suggestivo borgo di Civita
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Il suggestivo borgo di Civita, nel Parco Nazionale del Pollino

Ma non dimentichiamoci, assolutamente, delle coste. Nell’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo il Mediterraneo mostra uno dei suoi volti più spettacolari: acqua trasparente, biodiversità marina e spiagge che fuori stagione tornano ad essere vivibili.

Il futuro del turismo passa dalla natura

Negli ultimi anni il viaggio naturalistico è cambiato profondamente. Non è più soltanto evasione o ricerca del paesaggio perfetto, ma un modo diverso di abitare temporaneamente i luoghi. I dati lo confermano: cresce l’interesse verso esperienze legate ai cammini, ai parchi, alle aree protette e alle realtà locali.

Ed è forse questa la parte più interessante della Settimana della Natura, ovvero la capacità e l’occasione di ricordare che il vero lusso contemporaneo non è l’accesso esclusivo a una destinazione, ma la possibilità di viverla senza consumarla. In un Paese tanto fragile quanto straordinario come l’Italia, la natura non rappresenta soltanto un patrimonio da fotografare. È una responsabilità collettiva, ma anche una delle forme di viaggio più emozionanti rimaste.

Basta con la solita routine: 3 mete contro la noia da raggiungere con l’offerta Ryanair

“I due nemici della felicità umana sono il dolore e la noia” scrisse Alexander Graham Bell. Se volete sconfiggere almeno la noia quotidiana, la soluzione potrebbe essere a portata di click: basta acquistare un biglietto aereo per il viaggio dell’estate tanto sognato durante i mesi invernali.

Questo è il momento perfetto per farlo grazie alla nuova promozione flash di Ryanair. Acquistando il biglietto entro il 31 maggio 2026, potrete volare nel periodo compreso tra il 1 maggio e il 31 agosto 2026 approfittando di tariffe a partire da 24,99 euro (o meno).

Dove andare? Se siete in cerca di ispirazione, questi sono i nostri consigli!

Da Cagliari a Palma

Affacciata sul mare e baciata da 300 giorni di sole, Palma di Mallorca incanta al primo sguardo con il suo perfetto mix di storia moresca, spiagge dorate e vivacità culturale. Il cuore pulsante della città è la maestosa cattedrale gotica, la cui imponente architettura in pietra color miele si riflette sull’acqua. Accanto sorge il Palau de l’Almudaina, antica fortezza islamica e oggi residenza reale.

Perdersi a piedi tra i vicoli medievali del quartiere Sa Calatrava, tra cortili nascosti e giardini profumati come il Jardí del Bisbe, è il modo migliore per assaporare il ritmo rilassato dell’isola. Gli amanti dell’arte resteranno affascinati dalle opere di Miró e Picasso esposte al museo Es Baluard, mentre i buongustai troveranno il loro paradiso tra i banchi di tapas del Mercat de l’Olivar o gustando una tradizionale ensaïmada in un caffè storico, prima di godersi il tramonto sui bastioni rinascimentali. Una meta dove non c’è spazio per la noia e che può essere raggiunta con voli da 14,99 euro.

Da Roma Fiumicino a Tolosa

Preferite scoprire una nuova città? Raggiungete Tolosa con voli da 16,99 euro. Adagiata lungo le sponde della Garonna, Tolosa, la celebre Ville Rose, incanta con il fascino dei suoi edifici in mattoni rosati che si accendono di sfumature calde al tramonto. Essendo una dinamica città studentesca, offre un’atmosfera frizzante e accessibile, ideale da esplorare a piedi o in bicicletta.

Il vostro viaggio può partire dalla monumentale Place du Capitole, per poi addentrarsi tra i vicoli storici fino all’oasi di pace del Couvent des Jacobins. Dopo una sosta rilassante nel giardino giapponese Pierre-Baudis o tra i caffè all’aperto del pittoresco quartiere Carmes, i lungofiume diventano il palcoscenico perfetto per godersi concerti improvvisati e tramonti spettacolari, magari ammirando l’iconica cupola dell’Hôpital de La Grave. Infine, l’anima innovativa della città si rivela dentro l’Halle de la Machine, dove gigantesche creature biomeccaniche regalano uno spettacolo unico, sospeso tra arte e ingegneria.

Da Trieste a Stoccolma

Chi è fan della coolcation, invece, può raggiungere Stoccolma con voli da 14,99 euro. Distribuita su un incantevole arcipelago di isole e canali, Stoccolma affascina con la sua perfetta armonia tra acqua, maestose architetture ed eleganti spazi verdi. Il viaggio non può che iniziare da Gamla Stan, la città vecchia, un labirinto di vicoli acciottolati ed edifici color ocra che custodisce il sontuoso Palazzo Reale e cortili segreti.

Per comprendere lo spirito della città, è essenziale vederla dall’acqua, magari salpando per un tour dei canali o passeggiando lungo Strandvägen, il grandioso viale sul lungomare animato da caffè e battelli. Tra i simboli imperdibili spicca il municipio in mattoni rossi, celebre per ospitare il banchetto dei Premi Nobel e per la sua torre panoramica. Infine, l’anima culturale si svela tra il fascino pop dell’irresistibile Museo degli ABBA e la poesia di Millesgården, un suggestivo giardino d’arte dove sculture sospese giocano con la luce e con il paesaggio marino.

Open House a Roma: le case e le ville più belle da scoprire nel 2026

Anche per questa edizione la Città Eterna è pronta a trasformarsi e far battere il cuore: dal 16 al 24 maggio torna Open House Roma, e questa quattordicesima edizione ha tutta l’aria di essere quella da non perdere. Quasi 300 eventi gratuiti, oltre 220 luoghi aperti, 60 tour guidati e 50 eventi speciali distribuiti in una città che, per una volta, decide di mostrarsi senza filtri. Non la Roma delle cartoline, non quella dei tour operator. Quella delle corti interne, dei piani nobili, delle sale riunioni che erano anticamente cappelle private.

Open House Roma 2026: come partecipare

Il tema di quest’anno è “City in Flux“, la città come organismo vivo, in continuo movimento tra memoria e trasformazione. Un’idea che non è solo uno slogan: il programma è costruito attorno alla tensione tra patrimonio storico e città contemporanea, tra spazio pubblico e identità collettiva. Architettura come strumento di lettura, non solo di costruzione.

L’evento è gratuito, ma alcune visite richiedono prenotazione obbligatoria.

Il festival è nato a Londra nel 1992 ed è arrivato a Roma nel 2012 grazie a Open City Roma: oggi è presente in 49 città nel mondo, ma la versione romana ha qualcosa di particolarmente irripetibile. Sarà per la stratificazione storica, sarà perché qui ogni edificio nasconde almeno tre ere diverse.

Ministero dell’Economia e delle Finanze a Roma
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Visitare il Ministero dell’Economia e delle Finanze durante l’evento

Il programma

Il programma è diviso in quattro grandi aree tematiche, ognuna con una sua logica e un suo pubblico ideale. Ve ne segnaliamo alcune che meritano attenzione particolare:

  • Architetture dello spazio pubblico porta l’attenzione su piazze e luoghi condivisi spesso dati per scontati. In programma ci sono Piazza Pia, Piazza Augusto Imperatore (finalmente restituita alla città dopo anni di lavori) e la nuovissima Stazione Metro C Colosseo Fori Imperiali;
  • Ingegneria Eroica è forse il percorso più inaspettato. Realizzato in collaborazione con il progetto di ricerca SIXXI dell’Università di Roma Tor Vergata, vi porterà a scoprire i capolavori di Nervi, Morandi e Musmeci. È il filone del “Made in Italy” tecnico, quello che ha costruito ponti, palazzetti e strutture che ancora reggono il confronto con qualsiasi architettura contemporanea;
  • Progettare Roma al Femminile è un percorso che ricostruisce il contributo di architette, urbaniste e designer alla città, storie spesso rimaste ai margini della narrazione ufficiale. Realizzato in collaborazione con AIDIA Roma, Architette Romane e la Casa Internazionale delle Donne;
  • Città Inclusiva è il percorso che trasforma l’accessibilità in punto di partenza, non in aggiunta. Visite in LIS, percorsi multisensoriali, attività pensate per persone nello spettro autistico. L’architettura come patrimonio di tutti e non solo come formula;
  • INSULAE, lo spin-off dedicato al design curato dall’architetto Davide Paterna: cinque eventi in cui flagship store e spazi creativi diventano luoghi di produzione culturale, con talk e installazioni che mettono in dialogo aziende, professionisti e scuole. Un modo per capire dove sta andando il design italiano, con i piedi per terra;
  • E per chi viene con bambini o semplicemente non ha ancora perso il gusto per le cacce al tesoro OHRkids offre dieci appuntamenti tra laboratori, esplorazioni nei rioni storici e sessioni di disegno dal vivo.

Il programma completo è disponibile su openhouseroma.org.

Giornate Nazionali dei Castelli 2026, 24 meraviglie aprono per un’occasione speciale

Se questo fine settimana non avete ancora programmi, eccone uno che vale davvero: sabato 16 e domenica 17 maggio torna la XXVII edizione delle Giornate Nazionali dei Castelli, promossa dall’Istituto Italiano dei Castelli con il patrocinio del ministero della Cultura: 24 siti in 19 regioni, molti dei quali normalmente chiusi al pubblico, aprono le porte con un programma che va dalle conferenze accademiche alle cene con delitto, passando per falconerie e visite a lume di candela.

L’iniziativa ha lo scopo, come ogni anno, di sensibilizzare su un patrimonio che spesso non finisce nei circuiti turistici ordinari: torri, rocche, manieri che raccontano secoli di storia politica, militare e artistica del Paese. Molte visite sono gratuite, alcune a pagamento. Vediamo nel dettaglio cosa c’è da sapere.

Dagli aperitivi ai fritti, le sagre e gli eventi del weekend del 16-18 maggio 2026 in Italia

Un weekend, quello del 16 e 17 maggio 2026, che si prospetta non bellissimo causa meteo. Il maltempo non ferma, comunque, la voglia di andare in cerca di sagre, eventi, manifestazioni e kermesse, anche al chiuso, nel caso, che si svolgono in molte località turistiche d’Italia, ma anche in diversi Capoluoghi di provincia.

Abbiamo selezionato gli appuntamenti più interessanti tra vini, specialità tipiche regionali e proposte per tutti, anche gluten free. Ecco dove andare questo fine settimana.

Franciacorta in Fiore 2026, il borgo di Bornato si trasforma ancora una volta in un giardino diffuso

Nel cuore della primavera lombarda, tra vigneti ordinati, castelli antichi e profumo di rose appena sbocciate, torna uno degli appuntamenti più affascinanti della stagione: Franciacorta in Fiore 2026. Dal 15 al 17 maggio 2026, il Borgo Antico di Bornato accoglierà la 27esima edizione della storica rassegna florovivaistica dedicata a fiori, natura, cultura e bellezza del territorio.

Il tema scelto per quest’anno, “Sole che splende, fiore che sorprende”, racconta perfettamente l’atmosfera della manifestazione: luminosa, poetica e immersiva. Passeggiare tra le corti storiche di Bornato durante Franciacorta in Fiore vorrà dire per i visitatori entrare in un piccolo mondo sospeso, dove ogni angolo viene trasformato da installazioni botaniche, profumi di erbe aromatiche, artigianato creativo e degustazioni che celebrano il meglio della Franciacorta.

Cosa vedere a Franciacorta in Fiore 2026

Il cuore della manifestazione sarà ancora una volta il suggestivo Castello Orlando, antica dimora immersa tra i vigneti della Franciacorta che, durante la fiera, si trasformerà in una scenografia floreale aperta al pubblico. Qui sarà possibile partecipare a visite guidate e degustazioni di Franciacorta, in un’esperienza che unisce storia, paesaggio ed eccellenze enogastronomiche del territorio. L’ingresso alla mostra potrà infatti essere abbinato proprio alla visita del castello con degustazione inclusa.

Attorno al castello, l’intero Borgo Antico di Bornato diventerà un percorso espositivo diffuso tra cortili, cascine storiche e palazzi d’epoca come Palazzo Ambrosini, Cascina Orlando e l’Antica Pieve San Bartolomeo. Una formula che rende Franciacorta in Fiore diversa dalle classiche fiere florovivaistiche, tanto che qui non si visita semplicemente un’esposizione, ma si attraversa un borgo vivo, trasformato in un giardino che “parla”.

Tra gli appuntamenti più attesi dell’edizione 2026 ci saranno gli incontri con gli influencer green Le Grassocce di Osky e Le Georgiche, protagonisti di laboratori, passeggiate e momenti dedicati agli appassionati di botanica e giardinaggio.

Venerdì sera spazio anche alla “Silent Flower Party 4.0”, evento diventato ormai simbolo della manifestazione: una silent disco tra i vigneti del ristorante La Dama Bianca, tra cuffie wireless, musica e atmosfera notturna immersa nella campagna franciacortina. Molto scenografico anche il ritorno del “Palio della Rosa di Franciacorta”, con il mercato medievale di arti e mestieri ospitato nel fossato del castello. Arcieri, antiche lavorazioni artigianali e dimostrazioni dal vivo trasformeranno Bornato in un piccolo borgo fuori dal tempo.

Il programma sarà arricchito anche da laboratori dedicati alle api, all’uncinetto floreale, ai profumi botanici e ai bambini, oltre a degustazioni tematiche su miele, agrumi, rose e oli extravergine. Non mancheranno concerti, spettacoli teatrali, incontri culturali e l’area food truck in Piazza Don Piero Verzeletti, aperta fino a tarda sera.

Date, info utili e biglietti

Franciacorta in Fiore 2026 si svolgerà dal 15 al 17 maggio 2026 nel Borgo Antico di Bornato, frazione di Cazzago San Martino, in provincia di Brescia. Durante i tre giorni sarà possibile visitare la mostra-mercato florovivaistica, partecipare agli eventi in calendario e prenotare esperienze speciali come la visita guidata al castello con degustazione di Franciacorta.

Alcune attività saranno gratuite, mentre per altre sarà richiesta prenotazione o biglietto dedicato. Gli organizzatori consigliano di acquistare online l’ingresso in anticipo, soprattutto per gli eventi più richiesti come la Silent Flower Party e le visite guidate con degustazione. La manifestazione sarà aperta indicativamente dalle 9 o 11 del mattino fino alla sera, con l’area food attiva fino alle 22:30.

Torna l’Infiorata di Noto, 400 mila petali nel cuore barocco della Sicilia

Nel cuore barocco siciliano sboccia la primavera con l’evento più scenografico e spettacolare dell’anno: l’Infiorata di Noto. Il centro storico del borgo, di una bellezza quasi cinematografica, si trasforma ancora una volta in un tappeto effimero di petali, colori e suggestioni nel corso del weekend che va dal 15 al 19 maggio 2026.

Arrivata alla 47° edizione, questa coreografia collettiva, dove ogni petalo trova il suo posto con precisione quasi maniacale, quest’anno omaggerà i linguaggi e le avanguardie che hanno segnato il Novecento in un dialogo continuo tra arte, cultura e identità. Dalla musica al cinema, fino al fumetto e alla moda, la tradizione barocca incontra la creatività dell’arte contemporanea in un’esplosione di colori.

Non a caso, il manifesto ufficiale dell’evento ha come protagonista Freddie Mercury con un fiore al posto del microfono, simbolo dell’incontro tra arte floreale e cultura pop.

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Ufficio stampa
Un tappeto di quadri di petali nel centro di Noto per la tradizionale Infiorata

La 47° edizione dell’Infiorata di Noto

Il rito dell’Infiorata affonda le sue radici nel 1980, quando la maestosa architettura barocca fatta di monasteri, piazze e fontane divenne per la prima volta lo scenario di un omaggio floreale alla primavera. Da oltre quarant’anni, durante la terza settimana di maggio, il rigore della pietra si scioglie nella morbidezza dei petali, trasformando il tessuto urbano in una pinacoteca a cielo aperto.

Quest’anno, l’Infiorata di Via Nicolaci si trasforma in un caleidoscopio dove il Settecento siciliano incontra l’energia vibrante della cultura pop. Lungo la scenografica salita che caratterizza il cuore di Noto, il rigore del barocco viene travolto da un’esplosione cromatica senza precedenti: i maestri infioratori tessono un tappeto di oltre 700 metri quadrati, dove i petali sostituiscono i pennelli per celebrare le icone del Novecento.

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Ufficio stampa
Vista dall’alto dell’Infiorata di Noto tra gli antichi edifici barocchi

Dalle visioni seriali di Andy Warhol ai ritmi che hanno segnato la storia della musica, passando per l’estetica dei fumetti e del cinema, l’immaginario contemporaneo si deposita con grazia tra i balconi scolpiti e le architetture in pietra calcarea. È un dialogo audace tra mondi distanti: la staticità monumentale del “giardino di pietra” diventa il palcoscenico per una narrazione collettiva effimera e profumata.

Il programma 2026

Il programma ufficiale dell’Infiorata 2026 comincia il 15 maggio alle 15:00 con l’inaugurazione dove, tra Porta Reale, Piazza Municipio e Via Nicolaci ci sarà l’esibizione dei Musici e degli Sbandieratori di Noto. La sera, invece, si terrà il concerto in Piazza Municipio a cura di Francesca Franchini Band.

Nelle giornate successive è possibile ammirare le opere realizzate dai maestri infioratori, mentre domenica 17 maggio ci saranno alcuni degli eventi più attesi. Dalle 15:00 partirà il corteo barocco, durante il quale sfileranno gli abiti d’epoca del Settecento, mentre alle 21:00 ci sarà il concerto con le suite sinfoniche Pop Symphony Icons.

Tra le novità di quest’anno compaiono anche delle opere d’arte a cielo aperto che contribuiscono a trasformare la città di Noto in un laboratorio permanente di arte contemporanea e identità culturale. In linea con il tema dell’Infiorata, sulla scalinata in Via Fratelli Bandiera è stata realizzata l’opera “Pop Saves the World” firmata dall’artista Carlo Coniglio, mentre in Via Mariannina Coffa è stata realizzata, da Emilio Ruggeri, un’opera ispirata all’artista pop Roy Lichtenstein.

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