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Fino all’ultimo indizio, le location del film nel cuore più autentico della California

Le location di Fino all’ultimo indizio raccontano una California molto diversa da quella patinata e glam che siamo abituati a vedere sullo schermo. O meglio, provano a mostrare sullo schermo il netto contrasto tra le città vivaci e ben frequentate da turisti e gente del posto che i più conoscono e una realtà più cupa, misteriosa e mossa da tensioni a volte difficili da interpetrare.

Il film del 2021 diretto da John Lee Hancocke e con un cast eccezionale di cui fanno parte, tra gli altri, Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto arriva martedì 11 agosto 2026, in prima serata su Canale 5.

Di cosa parla

Il vice sceriffo Joe “Deke” Deacon viene inviato a Los Angeles per aiutare l’ambizioso Jim Baxter, suo ex collega e ora detective capo, a indagare su un misterioso omicidio avvenuto in città. Man mano che familiarizza con la scena del crimine Deacon si accorge di numerose somiglianze nelle modalità di esecuzione con una serie di casi di cui si era occupato personalmente quando era detective senza mai riuscire a risolverli. Mentre i sospetti si concentrano su un solo nome, quello di Albert Sparma, il rapporto di fiducia tra Deacon e Baxter si fa sempre più orte, ma il primo è costretto a fare i conti con i fantasmi di un passato tormentato.

Arriva su Canale 5 "Fino all'ultimo indizio", il thriller psicologico di John Lee Hancocke con Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto
Ufficio stampa Mediaset
Una scena del film “Fino all’ultimo indizio”

Dov’è stato girato il film

Nella scelta delle location di Fino all’ultimo indizio la produzione sembra aver seguito un solo criterio: fare in modo che Los Angeles, la principale, fosse sempre perfettamente riconoscibile sullo schermo ma, allo stesso tempo, mostrata nel suo volto più inquieto e per molti tratti sinistro, come si conviene del resto a un film dalle atmosfere noir.

Downtown LA

Nella downtown di Los Angeles, il centro della città popolato da grattacieli tra i più alti dell’intera California e architetture moderne che ospitano uffici, negozi, atelier di moda e ogni altro genere di attività economiche, sono state girate la maggior parte di scene urbane di The Little Things (questo è il titolo originale del film): scene dove naturalmente non mancano i neon, la folla, il traffico a qualunque ora così tipici di LA.

Tra le principali location di "Fino all'ultimo indizio" c'è Los Angeles
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La frenetica downtown di Los Angeles

I dintorni di Los Angeles

Nei dintorni di Los Angeles la produzione ha girato a Lancaster dov’è ambientata la scena iniziale del film con una donna che scappa dal suo persecutore.

Un’altra scena iconica, quella del cabaret VIP, è stata girata a North Hollywood: zona famosa appunto per i teatri indipendenti e locali dove si svolgono quasi ogni sera spettacoli dal vivo e spesso utilizzata come set dalle produzioni cinematografiche.

I luoghi dov'è stato girato il film "Fino all'ultimo indizio" nei dintorni di Los Angeles
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È piuttosto spettacolare la zona di North Hollywood

Il sobborgo di Santa Clarita, a nord di Los Angeles, è stato scelto a rappresentare sullo schermo i tipici quartieri residenziali americani.

Le location di "Fino all'ultimo indizio": i dintorni di LA dov'è stato girato il thriller con Denzel Washington
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Il tipico panorama residenziale americano

Altre location californiane

La scena che vede Denzel Washington impegnato in un serrato inseguimento è stata girata a Ventura, lungo una strada (Shell Road) che attraversa la zona industriale e che di fatto introduce un elemento “di rottura” rispetto agli scenari che predominano nel film.

"Fino all'ultimo indizio": le location californiane del film di John Lee Hancocke
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È più industriale il paesaggio di Ventura

Un effetto simile lo fanno le scene girate nella Contea di Kern: qui le sconfinate distese desertiche (quelle del Deserto del Mojave), le grandi aree verdi (nella Contea si trovano foreste tra le più importanti del paese come quella di Los Padres e quella di Sequoia) e le numerose zone agricole contrastano con il caos del paesaggio urbano che caratterizza il film diventando simbolo del senso di solitudine e sconfitta che a tratti vivono i protagonisti durante la ricerca del serial killer.

California: le location reali del film "Fino all'ultimo indizio"
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Gli sconfinati spazi verdi della Contea di Kern

Stefano De Martino non si ferma più: la sua nuova sfida è in America

Lontano dagli studi televisivi e dai riflettori, Stefano De Martino si è concesso una pausa oltreoceano insieme al figlio Santiago. Il conduttore ha scelto gli Stati Uniti per una vacanza padre-figlio all’insegna della libertà, delle grandi strade americane e di alcuni dei paesaggi più iconici dell’Ovest.

Un viaggio on the road tra California e Arizona, con il volante di un SUV, il surf sull’Oceano Pacifico e lo spettacolo del Grand Canyon. Ma anche durante le vacanze, per De Martino, il confine tra relax e lavoro sembra essere molto sottile.

Da Los Angeles al Grand Canyon

Dopo aver archiviato le registrazioni di Affari Tuoi, Stefano De Martino ha attraversato l’oceano per trascorrere qualche giorno negli Stati Uniti insieme a Santiago, il figlio tredicenne avuto dalla relazione con Belén Rodríguez.

La meta è la West Coast, con Los Angeles come punto di partenza di un itinerario che richiama tutto l’immaginario del classico viaggio americano. Una volta atterrato nella città californiana, il conduttore ha scelto di noleggiare un SUV e partire alla scoperta dei grandi paesaggi dell’Ovest. Le immagini condivise sui social raccontano soltanto alcuni momenti dell’avventura: lunghe strade infinite, panorami spettacolari e una giornata trascorsa, a quanto sembra tra le onde e l’atmosfera tipica della California.

Il viaggio è poi proseguito verso l’Arizona, dove padre e figlio hanno raggiunto uno dei luoghi più celebri degli Stati Uniti: il Grand Canyon. Le sue immense vallate e le pareti rocciose modellate dal Colorado River fanno da sfondo alle fotografie pubblicate dal conduttore, che ha preferito però mantenere un profilo molto discreto.

De Martino non ha infatti rivelato nel dettaglio le tappe del viaggio né i luoghi in cui lui e Santiago stanno soggiornando. Una scelta legata anche alla privacy del ragazzo, che da tempo ha chiesto ai genitori di non mostrare il suo volto sui social. Nelle immagini Santiago compare quindi prevalentemente di spalle, immerso nei paesaggi americani.

Una vacanza speciale

Nemmeno dall’altra parte dell’Atlantico, però, Stefano De Martino è riuscito a passare inosservato. Durante uno spostamento sulle strade di Los Angeles, il conduttore è stato riconosciuto da alcuni connazionali che lo hanno affiancato in auto per salutarlo. De Martino, sorpreso dall’incontro, ha risposto con un grande sorriso: il momento è stato ripreso e condiviso sui social, diventando rapidamente virale.

La parentesi americana non sarebbe comunque dedicata esclusivamente al tempo libero. Secondo le indiscrezioni, durante la permanenza a Los Angeles il conduttore dovrebbe alternare momenti di vacanza ad alcuni impegni professionali legati alla preparazione del prossimo Festival di Sanremo 2027, appuntamento che lo vedrà protagonista.

Per De Martino e Santiago non si tratta, del resto, della prima esperienza di viaggio insieme. Padre e figlio hanno già visitato diverse città europee, tra cui Parigi e Londra, oltre ad aver vissuto altre avventure negli Stati Uniti. Questa volta, però, la scelta di attraversare California e Arizona in automobile aggiunge al viaggio un’atmosfera ancora più libera dalla solita vita frenetica e avventurosa: tantissimi chilometri da percorrere, immensi e infiniti panorami da ammirare e pochi programmi prestabiliti.

Il lago color cobalto che cambia volto insieme alle stagioni: Tahoe, perla della Sierra Nevada

L’acqua riflette sfumature che passano dal turchese allo zaffiro, mentre fitte foreste di pini ricoprono i versanti montuosi fino a sfiorare la riva. Intorno si alzano le cime della Sierra Nevada, una delle catene montuose più celebri degli Stati Uniti occidentali, spartiacque naturale tra California e Nevada. In questo scenario magnetico prende forma Lake Tahoe, il più grande lago alpino d’acqua dolce del Nord America e il secondo più profondo degli Stati Uniti (con oltre 500 metri di profondità).

L’altitudine di circa 1.897 metri regala un’aria limpida e una luce intensa che valorizza colori già straordinari. In molte zone, infatti, il fondale resta visibile anche a notevole distanza dalla riva. Secoli fa questa conca montana rappresentava un passaggio naturale attraversato dalle popolazioni native. In seguito arrivarono cercatori d’oro, boscaioli, imprenditori ferroviari e viaggiatori diretti verso la costa del Pacifico.

Piccoli centri abitati si distribuiscono lungo il suo perimetro, alternando edifici in legno, lodge alpini, moli, spiagge sabbiose e porticcioli. Ma il fatto più affascinante è che Lake Tahoe dona volti diversi nell’arco dell’anno: l’estate richiama appassionati di sport acquatici, spiagge e sentieri panoramici; l’autunno accende i boschi con tonalità dorate; l’inverno trasforma montagne e vallate in un grande comprensorio dedicato allo sci, mentre la primavera restituisce spazio ai prati alpini e alle cascate alimentate dallo scioglimento della neve.

Origine, formazione e leggende del Lake Tahoe

L’ampia conca in cui si trova questa perla americana iniziò a formarsi circa 2 milioni di anni fa attraverso movimenti della crosta terrestre. In epoche successive enormi ghiacciai modellarono il paesaggio, scavando vallate, levigando le pareti granitiche e contribuendo alla nascita dell’attuale bacino lacustre.

Il risultato di oggi è alquanto straordinario: le montagne lo circondano quasi interamente, dando vita a una cornice naturale che protegge acque tra le più limpide dell’intero continente. Gran parte della trasparenza deriva dall’elevata purezza dell’acqua e dal limitato apporto di sedimenti trasportati dai torrenti.

Molto prima dell’arrivo dei coloni europei, questo territorio apparteneva al popolo Washoe, presente nell’area da migliaia di anni. Per questa comunità Tahoe rappresentava una preziosa fonte di sostentamento grazie alla pesca, alla raccolta di piante spontanee e alla ricchezza della fauna presente nei boschi circostanti.

Durante il XIX secolo il bacino attirò l’interesse dell’industria del legname, fondamentale per sostenere la crescita delle città minerarie nate in seguito alla corsa all’argento del vicino giacimento di Comstock. Intere foreste alimentarono segherie e cantieri, lasciando poi spazio a un’importante opera di riforestazione che restituì progressivamente alla zona il suo aspetto attuale.

Tra i racconti popolari c’è una figura entrata ormai nell’immaginario collettivo. Si tratta di Tahoe Tessie, una misteriosa creatura descritta da vari testimoni nel corso del ‘900. Alcuni parlano di un lungo corpo serpentiforme, altri raccontano grandi ondulazioni sulla superficie prive di spiegazioni convincenti. Nessuna prova scientifica ha confermato la presenza dell’animale, eppure la leggenda continua ad alimentare curiosità.

Anche l’architettura racconta una parte significativa della storia di Lake Tahoe: sulle rive di Emerald Bay sorge Vikingsholm, una residenza completata nel 1929 che richiama le antiche dimore della Scandinavia. Poco distante, sulla piccola Fannette Island, resistono ancora i resti della Tea House voluta dalla proprietaria della villa.

Cosa fare e vedere al Lake Tahoe

Lake Tahoe è davvero grande e ricco di meraviglie, al punto che un itinerario completo richiede almeno 3 giorni. L’anello stradale misura circa 110 chilometri e permette di raggiungere gran parte delle località affacciate su di esso, con scorci sempre emozionanti e diversi. Una semplice traversata in automobile necessita di poche ore, mentre diverse soste consentono di cogliere la straordinaria varietà del territorio.

South Lake Tahoe rappresenta il centro più vivace dell’intero comprensorio. Gran parte delle strutture ricettive si concentra proprio lungo questa sponda, insieme a ristoranti, boutique, locali serali e casinò collocati appena oltre il confine statale del Nevada. Bastano pochi minuti per passare dal lungolago alle piste innevate di Heavenly Mountain Resort, uno dei comprensori sciistici più celebri degli Stati Uniti.

L’estate trasforma le rive meridionali in un susseguirsi di spiagge sabbiose: Pope Beach conquista famiglie e gruppi grazie al fondale dolce e agli ampi spazi, mentre Kiva Beach richiama visitatori in cerca di tranquillità tra pini e acqua cristallina. Zephyr Cove, sul versante del Nevada, aggiunge un’atmosfera ancora diversa con grandi arenili, imbarcazioni turistiche e battelli storici che attraversano il lago.

Tra tutte le meraviglie naturali, Emerald Bay ha un posto speciale. La baia, scavata dai ghiacciai migliaia di anni fa, racchiude colori sorprendenti che cambiano insieme alla luce della giornata. Inspiration Point mette invece a disposizione uno dei belvedere più celebri dell’Ovest americano, in grado di racchiudere in un solo sguardo l’intera insenatura, Fannette Island e le montagne riflesse nell’acqua.

Chi ama la natura trova una rete molto estesa di percorsi escursionistici. Rubicon Trail segue la costa regalando continui affacci sul lago, mentre Eagle Falls conduce verso una suggestiva cascata alimentata dalle acque alpine. L’area protetta di Desolation Wilderness custodisce laghetti montani, foreste silenziose e panorami destinati a restare impressi nella memoria.

La sponda orientale, dal canto suo, possiede un carattere più selvaggio. Logan Shoals Vista Point regala una prospettiva privilegiata sull’immenso specchio d’acqua, Cave Rock mostra una spettacolare parete granitica attraversata dalla strada principale, mentre Sand Harbor conquista con massi levigati, sabbia chiarissima e fondali trasparenti. Poco più a sud compare Bonsai Rock, uno degli angoli più fotografati grazie al piccolo albero cresciuto direttamente sulla roccia.

Verso nord l’atmosfera muta ancora con Tahoe City che mantiene il fascino di una cittadina alpina con negozi indipendenti, caffetterie e ristoranti affacciati sul lago. Truckee, sviluppatasi lungo la storica linea ferroviaria transcontinentale, conserva edifici ottocenteschi, insegne in legno e un’identità profondamente legata alla conquista dell’Ovest.

Palisades Tahoe, conosciuta per molti anni con il nome Squaw Valley, acquistò fama internazionale grazie ai Giochi Olimpici Invernali del 1960. Ancora oggi richiama sciatori provenienti da tutto il mondo grazie alla qualità delle piste e agli impianti moderni. Durante la bella stagione la stessa area propone percorsi ciclabili, telecabine panoramiche e attività dedicate alle famiglie.

L’acqua rappresenta il cuore pulsante dell’intera esperienza. Kayak, paddleboard, vela, sci nautico, wakeboard e crociere permettono di osservare il lago da prospettive sempre nuove. La limpidezza del fondale rende memorabile anche una semplice navigazione lungo costa.

Kayak sul Lake Tahoe, Stati Uniti
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Gli incredibili colori del Lake Tahoe

Quando arriva l’inverno, infine, oltre 15 stazioni sciistiche distribuite attorno al bacino offrono piste adatte sia ai principianti sia agli sportivi più esperti. Accanto allo sci alpino trovano spazio snowboard, sci di fondo, pattinaggio, ciaspolate, motoslitte e persino uscite dedicate alla pesca sul ghiaccio.

Dove si trova e come arrivare

Tahoe occupa una posizione strategica lungo il confine tra California e Nevada, nel cuore della Sierra Nevada. La quota elevata, pari a circa 1.897 metri sul livello del mare, contribuisce al clima alpino e alla straordinaria limpidezza dell’aria. Gran parte dei visitatori raggiunge il lago in automobile, scelta ideale per esplorare liberamente le diverse sponde e le numerose aree naturali.

L’aeroporto internazionale più vicino si trova a Reno, nel Nevada, distante circa 1 ora. Collegamenti stradali molto agevoli arrivano anche dagli aeroporti di Sacramento, San Francisco, San José, Los Angeles e Las Vegas.

Office Romance, le location della nuova rom-com con Jennifer Lopez tra vitalità cittadina e paradisi caraibici

Chi l’ha vista in anteprima ha definito quella in arrivo su Netflix il 5 giugno 2026 una commedia romantica scritta «su misura» per Jennifer Lopez: J-Lo torna a interpretare infatti sullo schermo una donna ambiziosa e seducente, di cui (non) è semplice innamorarsi.

L’atmosfera è inevitabilmente glam e lussuosa, ma allo stesso tempo romantica e sentimentale e lo stesso si può dire delle ambientazioni: da Manhattan alla Repubblica Dominicana passando per la California, tante – e diverse – sono infatti le location di Office Romance.

Di cosa parla

Jackie Cruz, il personaggio interpretato da Jennifer Lopez, è la CEO di una compagnia aerea. Intransigente e temuta da tutti, ha imposto una politica aziendale che vieta di intrattenere relazioni romantiche o anche solo flirtare con i colleghi. Per una sorta di contrappasso, quando un affascinante avvocato interpretato da Brett Goldstein arriva in azienda, inevitabilmente scatta il feeling. Presto la passione tra i due diventa difficile da nascondere in ufficio e si trasforma, soprattutto, in qualcosa di molto più profondo di semplice attrazione fisica.

Jennifer Lopez è la protagonista di una nuova commedia romantica targata Netflix: "Office Romance"
Ufficio stampa Netflix
Una scena di “Office Romance”, la nuova rom-com con Jennifer Lopez

Dov’è stato girato il film

La nuova rom-com Netflix con Jennifer Lopez è stata girata, come accennato, in più posti diversi. A Manhattan la produzione ha ricercato luoghi simbolo di quella corporate culture che il personaggio di J-Lo incarna alla perfezione, fatta di estrema dedizione al lavoro e di un certo mito dell’efficienza da rincorrere. Diverse località del New Jersey sono state scelte per rendere sullo schermo lo stile di vita lussuoso di Jackie e la sua cerchia e lo stesso vale per le location di Office Romance in California. La Repubblica Dominicana si rivela per i due protagonisti del film, come per tanti innamorati nella vita reale, meta perfetta per una fuga romantica.

Manhattan

Tra i luoghi dov’è stato girato Office Romance a Manhattan il più facilmente riconoscibile è The Vessel: un edificio alto 46 metri, caratterizzato da una serie di rampe che gli danno l’aspetto di un nido d’ape (o di un kebab secondo alcuni che in Rete lo hanno ribattezzato The Shawarma).

C'è Manhattan tra i luoghi dov'è stato girato "Office Romance"
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The Vessel: uno degli edifici più originali di Manhattan

Altre scene sono state girate al Bryant Park: un’oasi verde nel pieno centro di Manhattan, molto amata dai newyorkesi che lo frequentano per fare jogging, prendere il sole, leggere all’aperto o semplicemente concedersi una pausa durante la giornata.

Alcune scene della nuova rom-com con Jennifer Lopez sono state girate al Bryant Park
iStock
Il Bryant Park è un’oasi di tranquillità

La cena aziendale durante la quale scatta la scintilla tra i due protagonisti è ambientata in uno dei grattacieli panoramici del One World Trade Center: molti hanno roof top aperti al pubblico, da cui ammirare la città dall’alto.

New Jersey

Molte delle vedute panoramiche di Manhattan presenti nel film sono state riprese dal lungofiume di Hoboken, cittadina nota per aver dato i natali a Frank Sinatra e più recentemente al fenomeno televisivo de “Il Boss delle Torte”.

Molte vedute panoramiche nella rom-com "Office Romance" sono state riprese da Hoboken
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La splendida vista dal lungofiume di Hoboken

Nel New Jersey la produzione di Office Romance ha scelto località come Kenilworth e Westfield per girare soprattutto scene d’esterno, che rendessero idea dello scorrere veloce della vita nelle grandi città e nel loro hinterland. Una tenuta in stile Tudor di Montclair è stata utilizzata per girare le scene ambientate all’interno della lussuosa proprietà di Jackie/J-Lo.

California

Pasadena e Alhambra sono tra le location di Office Romance in California, sfruttate per rimarcare le atmosfere e l’estetica glam che dominano la commedia. Al Wrensmoor Castle di Alhambra, location privata e spesso utilizzata per gli eventi, è girata una delle scene più romantiche e quasi da fiaba dell’intero film.

Repubblica Dominicana

Nella Repubblica Dominicana la produzione ha cercato location che fossero metafora della trasformazione caratteriale dei personaggi, soprattutto quello di Jennifer Lopez. Tra la natura rigogliosa, le spiagge bianche e l’acqua cristallina della Penisola di Samaná la zelante amministratrice delegata che crede di non avere tempo per i sentimenti ritrova infatti finalmente se stessa, prima che l’amore.

C'è anche la Repubblica Dominicana, e in particolare la Penisola di Samaná, tra le location di "Office Romance"
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Le meravigliose spiagge della Penisola di Samaná

Tappa obbligata di qualsiasi vacanza in Repubblica Dominicana, la zona è famosa oltre che per spiagge tra le più belle dei Caraibi anche per la possibilità di fare immersioni e nuotare con le megattere.

Da non perdere sono la cascata de El Limón, l’isolotto di Cayo Levantado diventato famoso dopo che una nota azienda di alcolici lo scelse come set di una propria pubblicità, il Parco Nazionale Los Haitises.

"Office Romance": dov'è stata girata la nuova rom-com con Jennifer Lopez
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L’iconica cascata de El Limón in Repubblica Dominicana

Santa Barbara de Samaná, che figura anche tra le location di Office Romance, è una pittoresca cittadina costiera dove immergersi nella cultura del posto, provare piatti tradizionali e svagarsi con la vibrante movida locale.

C'è anche una nota cittadina costiera della Penisola di Samaná tra le location di "Office Romance"
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La pittoresca cittadina di Santa Barbara de Samaná

Michael, le location del film richiamano momenti iconici della vita di Michael Jackson

Nella scelta delle location di Michael la produzione dell’attesissimo biopic su Michael Jackson in sala dal 22 aprile 2026 sembra aver riposto una cura maniacale: anche grazie al budget considerevole – almeno 155 milioni di dollari – sono stati selezionati infatti luoghi, in California soprattutto, intimamente legati alla vita del re del pop e capaci anche da soli di raccontarne il successo ineguagliabile e l’altrettanto ineluttabile caduta.

Di cosa parla

Diretto da Antoine Fuqua, Michael è tutt’altro che un’operazione nostalgia, un’esaltazione senza contraddittorio o il tentativo di riabilitare la figura di Michael Jackson. La pellicola non ha remore a scavare nella disciplina ferrea ricevuta da bambino dalla famiglia, nel rapporto tormentato con il padre soprattutto all’epoca in cui faceva da manager ai Jackson 5 e, più tardi, nella solitudine e nelle dipendenze che spinsero la star all’autodistruzione e nelle accuse di molestie sessuali rivoltegli nei primi Anni Novanta.

In mezzo c’è naturalmente il racconto del talento di Michael Jackson, di come nacquero alcuni pezzi destinati a restare pietre miliari del pop, di incontri con personaggi altrettanto miliari nel panorama musicale di allora – Quincy Jones, per citarne uno tra tutti – e di un tour, il Bad World Tour, che segnò l’apice della carriera di Michael Jackson.

Una scena del biopic su Michael Jackson al cinema dal 22 aprile
Ufficio stampa "Michael"
Una scena di “Michael”: il biopic di Antoine Fuqua sulla vita di Michael Jackson

Ad aumentare l’hype nei confronti del film ci ha pensato Jaafar Jackson, il nipote di Michael Jackson, che ne interpreta la parte.

Dove è stato girato

I fan del re del pop non faranno fatica a riconoscere le location di Michael: i principali luoghi dov’è stato girato il biopic su Michael Jackson sono angoli della California già noti a chi ha seguito le vicende pubbliche e private del cantante.

Il Neverland Ranch

Il Neverland Ranch nella contea di Santa Barbara, per esempio, è stato restaurato dalla produzione del film per farlo tornare agli splendori degli Anni Novanta, quando fu scelto dalla pop star come residenza privata.

Nella pellicola si intravedono il parco giochi con tanto di ruota panoramica, il teatro, la stazione e il treno in miniatura, la pista di go-kart e lo zoo che oggi non esistono più – l’intero ranch è stato per anni in stato di totale abbandono prima che venisse messo in vendita -, ma che furono voluti da Michael Jackson per trasformare in qualcosa di simile a un “paese delle meraviglie”: è questo che vuol dire letteralmente il nome, il luogo in cui era solito ospitare amici e soprattutto, con l’aiuto di associazioni del settore, bambini malati o che vivevano situazioni difficili.

Oggi, come allora, il Neverland Ranch è inaccessibile al pubblico e ai fotografi.

Il Neverland Ranch è tra le location del film "Michael"
Getty Images
Una veduta dall’alto del misterioso Neverland Ranch, Santa Barbara, California

Hayvenhurst

Per le riprese di Michael ha aperto le porte anche la storica casa della famiglia Jackson a Encino (San Ferdinando Valley, Los Angeles). Qui il cantante si trasferì con genitori e fratelli agli inizi degli Anni Settanta, dopo aver lasciato l’Indiana, e compose alcuni di quelli che sarebbero diventati i suoi principali successi: “Off the Wall”, “Thriller”, “Bad”.

Hayvenhurst, com’è altrimenti nota la proprietà, è una tenuta di oltre novecento metri quadrati con almeno cinque camere da letto e sette bagni e all’esterno diverse aree come un diorama dedicato a Biancaneve e i sette nani, un negozio di gelati e uno di caramelle, un piccolo cinema, un laghetto per le carpe.

Anche la casa di Encino è di proprietà privata – fino al 2019 era occupata dalla figlia di Michael Jackson, Paris – e normalmente inaccessibile al pubblico: la sua presenza tra le location di Michael è un’altra delle imprese eccezionali in cui è riuscita la produzione (che è la stessa di Bohemian Rapsody, il film sui primi quindici anni di carriera dei Queen e Freddy Mercury).

Alcune scene del film "Michael" sono girate nella casa di famiglia a Encino (San Ferdinando Valley, Los Angeles)
Getty Images
La storica casa della famiglia Jackson a Encino

La Union Pacific Avenue

Come più di qualcuno ha fatto notare, la produzione ha fermato il traffico di auto e persone sulla Union Pacific Avenue per le riprese: è qui, nella parte occidentale di Los Angeles, a ridosso di Calzona Street, che Michael Jackson balla con gli zombie nel videoclip di “Thriller”.

Chi volesse scattare una foto nel luogo esatto in cui fu girato un video destinato a diventare un cult della musica (e non solo), luogo che ora torna sullo schermo grazie a Michael, dovrebbe spingersi fino al 3600 E di Union Pacific Avenue. Oggi è meta di pellegrinaggio per i fan dell’artista, ma una curiosità è che quando fu girato il videoclip, per evitare che la folla di giornalisti, appassionati e curiosi rendesse difficile lavorare, furono diffuse dalla produzione false informazioni, con tanto di false mappe dei luoghi in cui si girava.

L’ex Staples Center

Tra le altre location di Michael direttamente legate alla vita reale dell’artista c’è la Crypto.com Arena, situata nella downtown di Los Angeles. In quella che molti conoscono per essere la casa dei Lakers o per aver ospitato diversi incontri di wrestling, si è tenuto, il 7 luglio 2009, il funerale pubblico di Michael Jackson.

Nella pellicola di Antoine Fuqua, gli ambienti dell’ex Staples Center fanno da set anche a un altro momento chiave della vita del cantante: le prove per l’ultimo tour che, proprio in questa arena multifunzionale al centro di Los Angeles, tennero impegnato Michael Jackson fino al giorno prima di morire.

Una delle location del biopic su Michael Jackson è la Crypto.com Arena di Los Angeles
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La famosa Crypto.com Arena di Los Angeles dove, fino al giorno prima di morire, Michael Jackson provò per l’ultimo tour

L’Orpheum Theatre

Altri luoghi chiave nelle vicende personali e professionali della popstar sono stati ricostruiti per necessità logistiche e organizzative in posti diversi da quelli originari. Nel biopic su Michael Jackson, per esempio, le prime esibizioni dei Jackson 5, in cui il suo talento da star faticava ancora a venir fuori nonostante – o forse per colpa – della guida zelante del padre, sono ambientate all’Orpheum Theatre di Los Angeles.

L’edificio, uno dei più antichi e più grandi di Broadway Street, oggi ospita spettacoli di diverso genere, tra cui soprattutto musical. Non è ricordato nel film, ma il Teatro, come si vede in alcuni spezzoni video disponibili in rete, ospitò le celebrazioni per i 45 anni di Michael Jackson.

Alcune scene di "Michael" sono girate all'interno dell'Orpheum Theatre di Los Angeles
Ufficio stampa "Michael"
L’interno dell’Orpheum Theatre di Los Angeles immortalato in alcune scene del biopic su Michael Jackson

Altre location

Un’altra scena di Michael, chiave per capire la personalità del cantante, è stata girata in un ex K-Mart abbandonato di Burbank (Los Angeles): la produzione lo ha trasformato in un negozio di giocattoli in perfetto stile Anni Ottanta e lo ha usato per immortalare Jaafar Jackson durante una delle sessioni di shopping sfrenato che tanto amava lo zio.

Non mancano, va da sé, scene girate in studio a Hollywood: sono soprattutto quelle degli interni e dei live di Michael Jackson.

Euphoria 3: i luoghi reali della serie HBO tra sogno neon e California underground

Quando si parla di Euphoria non si parla solo di una serie TV, ma di un’estetica emotiva che ha ridefinito il modo in cui la Gen Z (e non solo) guarda l’adolescenza. Tra glitter, notti infinite, motel ai margini della città e centri commerciali, la storia di Rue Bennett (interpretata da Zendaya) si muove in un universo che sembra irreale, ma che in realtà esiste eccome.

La città in cui tutto accade si chiama East Highland, ma è una finzione. Nella realtà, la serie è stata girata quasi interamente in California, soprattutto nell’area di Los Angeles, tra studi cinematografici e location reali che oggi sono diventate veri e propri luoghi di pellegrinaggio per i fan. Ed è proprio qui che la magia di Euphoria stagione 3 prende forma: nel contrasto tra quotidiano e visivamente estremo.

La trama della terza stagione in breve

Dopo un salto temporale di cinque anni, la nuova stagione di Euphoria (in onda dal 13 aprile 2026) ritrova i protagonisti ormai lontani dal liceo e alle prese con la vita adulta. Rue Bennett (Zendaya) affronta il percorso verso la sobrietà, mentre anche Jules, Nate, Cassie, Maddy e Lexi devono fare i conti con le conseguenze delle scelte fatte in passato e con equilibri ormai completamente cambiati.

Zendaya, Euphoria 3
Eddy Chen-HBO
Zendaya sul set di Euphoria 3

Il primo trailer anticipa un’evoluzione ancora più estrema e caotica delle loro vite: Cassie si reinventa come cam girl, Maddy si muove in un mondo dorato e ambiguo a Hollywood, mentre Rue finisce in Messico con un debito pericoloso da saldare. La stagione introduce inoltre un ricco cast di guest star, tra cui Sharon Stone, Rosalía, Natasha Lyonne, Kadeem Hardison, Marshawn Lynch e Trisha Paytas, amplificando ulteriormente l’universo già iper-stilizzato della serie.

El Matador State Beach, Malibu

Tra le scene più famose della serie ci sono quelle ambientate sulla spiaggia, dove Jules riflette su identità e libertà in un paesaggio quasi mistico. Quelle sequenze sono state girate a El Matador State Beach, una delle spiagge più scenografiche della costa di Malibu. Le rocce scolpite dal vento, le grotte naturali e la luce dorata del tramonto più amato degli Stati Uniti creano un’atmosfera rarefatta, perfetta per il tono emotivo della serie.

Bowlium Lanes, Montclair

Le scene di bowling in slow motion della seconda stagione sono diventate immediatamente cult. Quella palette neon e quel senso di sospensione quasi teatrale prendono vita a Bowlium Lanes, una bowling alley storica fuori Los Angeles. Qui Maddy, Kat e Jules vivono uno dei momenti più iconici della loro dinamica, tra glitter, flash fotografici e tensioni sottilissime.

Pann’s Restaurant, Los Angeles

Il diner dove Rue incontra Ali, il suo sponsor, è uno dei luoghi più emotivi della serie. Si tratta del leggendario Pann’s Restaurant, un locale anni ’50 rimasto praticamente intatto nel tempo. Neon, booth rossi e atmosfera sospesa rendono questo posto perfetto per i dialoghi più intensi e vulnerabili della serie, quelli in cui la narrazione rallenta e lascia spazio alla fragilità.

Hideaway Bar & Grill, Sylmar

Le dinamiche più oscure della famiglia Jacobs trovano spazio in ambienti marginali e carichi di tensione. Il western bar visto nei flashback di Cal è stato girato al Hideaway Bar & Grill, un locale reale che nella serie diventa teatro di desideri repressi, identità spezzate e memorie che non smettono di tornare.

Grant High School, Van Nuys

La East Highland High School non esiste davvero. Le sue scene esterne sono state girate alla Grant High School, una delle scuole più utilizzate dal cinema e dalla TV americana. È qui che si concentra gran parte del dramma adolescenziale della serie, tra corridoi, parcheggi e momenti che sembrano sempre sul punto di esplodere.

Frank’s Coffee Shop, Burbank

Uno dei luoghi più intimi della serie è il diner dove Rue affronta la sua ricaduta durante lo speciale natalizio. Le scene sono state girate al Frank’s Coffee Shop, una location diventata simbolo della vulnerabilità della protagonista. Un posto semplice, quasi anonimo, che però nella serie diventa un punto di svolta emotivo fortissimo.

Moonlight Rollerway, Glendale

La leggerezza esiste anche in Euphoria e si manifesta nelle scene in cui Rue e le amiche pattinano insieme sotto luci colorate. Quelle sequenze sono state girate a Moonlight Rollerway, uno storico roller rink che conserva ancora oggi un’estetica rétro perfetta per il mood nostalgico della serie.

Del Amo Fashion Center, Torrance

Tra shopping, confronti e tensioni sociali, il centro commerciale diventa un microcosmo fondamentale nella serie. Le scene ambientate a Del Amo Fashion Center sono girate nell’omonimo mall di Del Amo Fashion Center, uno dei più grandi della California, spesso utilizzato anche nel cinema per la sua estetica a metà tra consumismo e adolescenza.

Knox Presbyterian Church, Ladera Heights

Le sequenze più visionarie e psichedeliche di Rue trovano spazio nella chiesa delle sue allucinazioni. La location reale è la Knox Presbyterian Church, dove realtà e immaginazione si fondono in una delle scene più potenti e simboliche dell’intera serie.

Sony Pictures Studios, Culver City

Molti degli interni più complessi della serie, inclusa la celebre scena della stanza rotante del pilot, sono stati girati ai Sony Pictures Studios. È qui che Euphoria prende davvero la sua forma più artificiale e cinematografica, costruendo un mondo che sembra in bilico costante tra sogno e incubo.

Eccezionale fioritura nella Death Valley: non succedeva da dieci anni

La Death Valley, in California, conosciuta come uno dei luoghi più aridi e caldi del Nord America, mostra quest’anno un lato sorprendentemente colorato. Dopo un decennio di silenzio floreale, il deserto è tornato a fiorire grazie a un 2025 insolitamente piovoso.

Le distese salate, le dune e i canyon che normalmente sembrano privi di vita si sono trasformate in un paesaggio vibrante e affascinante che ha attirato visitatori e numerosi insetti impollinatori del deserto.

L’evento, definito dal National Park Service come la migliore fioritura dal 2016, offre uno spettacolo unico che pochi si aspettano di trovare in un territorio così estremo.

Una battaglia dopo l’altra, dove è stato girato il film da 6 statuette agli Oscar

Dalle coste selvagge della California ai deserti infuocati del Texas, passando per borghi storici e città vibranti, Una Battaglia Dopo l’Altra, il film con Leonardo DiCaprio e Benicio Del Toro conquista gli Oscar 2026 con un viaggio epico nelle mani del regista Paul Thomas Anderson.

Un film incredibile uscito nelle sale il 25 settembre 2025 che Hollywood ha premiato con ben 6 statuette: i premi assegnati sono quelli di miglior film, miglior regia di Paul Thomas Anderson, miglior attore non protagonista, riconoscendo le performance di Sean Penn, e quello di miglior sceneggiatura non originale. Premiato anche il miglior montaggio e il miglior casting. Il film è disponibile alla visione su Sky Primafila.

Oscar 2026, la premiazione di Una Battaglia dopo l'Altra
Getty Images
Premiato il film Una battaglia dopo l’altra agli Oscar

Di cosa parla

Bob è un ex rivoluzionario che ha perso la bussola. Un tempo figura carismatica e militante, oggi è un uomo segnato dal passato che vive ai margini del mondo e della propria sanità mentale, consumato da un mix di rimorsi e paranoie. Al suo fianco c’è Willa (Vinessa Infiniti), la figlia adolescente, spirito libero e indipendente, cresciuta tra ideali disillusi e un padre ormai ombra di sé stesso.

La loro fragile quotidianità viene stravolta quando riemerge un fantasma del passato: il vecchio e temuto nemico di Bob (interpretato da Sean Penn), scomparso da anni, torna improvvisamente in scena. Pochi giorni dopo, Willa sparisce nel nulla.

Così comincia un viaggio disperato, ma anche necessario: per ritrovare sua figlia, Bob sarà costretto a confrontarsi con tutto ciò da cui ha sempre cercato di fuggire. Nel cuore di una nazione cambiata, padre e figlia si ritroveranno uniti — forse per la prima volta — nella resa dei conti con una storia fatta di scelte radicali, errori impossibili da cancellare e una verità che non può più essere ignorata.

Una battaglia dopo l'altra location
Ufficio stampa Warner Bros.
Le location di Una Battaglia dopo L’altra

Dove è stato girato

Ogni location del film è stata scelta con cura per rispecchiare le atmosfere della storia: le sequoie imponenti di Humboldt County, gli edifici istituzionali di Sacramento, i paesaggi desertici di El Paso, fino alla quiete sospesa di San Juan Bautista.

Humboldt County, California

Una parte significativa delle riprese del film è stata realizzata nella suggestiva Humboldt County, nel nord della California, celebre per le sue maestose foreste di sequoie e i caratteristici paesini affacciati sull’Oceano Pacifico. Tra le location principali di questa area degli Stati Uniti ci sono:

  • Eureka, capoluogo della contea, dove alcune scene sono state girate anche presso il Murphy’s Market in Walnut Drive. Questa città è rinomata per la sua architettura vittoriana e il suo fascino d’altri tempi;
  • Arcata, altra tappa importante delle riprese, con ambientazioni tra cui Carmela’s Mexican Restaurant in G Street, nel cuore della vivace cittadina universitaria;
  • Cutten, una tranquilla area residenziale a pochi minuti da Eureka, ha offerto scorci più intimi e quotidiani per alcune scene;
  • Trinidad, incantevole borgo costiero con viste mozzafiato sull’oceano e spiagge naturali, ha aggiunto un tocco pittoresco e marino all’atmosfera del film.

Situata lungo la costa settentrionale della California, Humboldt County è un vero gioiello naturale. Famosa per le sue foreste di sequoie giganti — tra gli alberi più alti del mondo — la contea è una meta ideale per gli amanti della natura, con numerosi parchi statali, sentieri escursionistici e aree campeggio. Oltre alla bellezza paesaggistica, la zona è ricca di storia: dalla presenza delle comunità native americane alle tradizioni legate alla pesca e al taglio del legname.

Humboldt County
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Le sequoie di Humboldt County

Sacramento, California

Dopo le riprese nella contea di Humboldt, la produzione si è spostata a Sacramento, la capitale della California, dove i ciak sono partiti il 3 febbraio 2024. Tra le location scelte figurano il Sacramento County Administration Building e il Sacramento County Courthouse, due edifici simbolici della città.

Sacramento si trova nella parte settentrionale dello stato, lungo il fiume omonimo, ed è profondamente legata alla storia della corsa all’oro. Durante l’Ottocento fu una delle principali vie d’accesso ai campi auriferi californiani, diventando rapidamente un crocevia economico e culturale.

Oggi la città è nota per i suoi edifici governativi, i parchi storici e un ricco patrimonio museale: tra i luoghi più visitati ci sono l’Old Sacramento Historic District, il California State Capitol e il celebre California State Railroad Museum. Inoltre Sacramento è considerata la capitale del movimento farm-to-fork, grazie alla sua posizione privilegiata nel cuore della regione agricola più produttiva degli Stati Uniti.

Sacramento, California
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Sacramento, California

Stockton, California

Le riprese si sono poi spostate a sud, nella città di Stockton, cuore pulsante della Central Valley. Qui la troupe ha girato scene presso il civico 311 East Main Street, un edificio noto per il suo valore architettonico e storico.

Fondata anch’essa durante la corsa all’oro, Stockton è cresciuta come centro nevralgico per il commercio e la distribuzione, grazie alla sua posizione strategica sul fiume San Joaquin. Questo l’ha resa uno dei pochi porti interni della California, contribuendo al suo sviluppo economico. Oggi, la città è caratterizzata da un vivace mosaico culturale, ospita importanti istituzioni come la University of the Pacific e offre punti d’interesse come l’Haggin Museum.

Stockton, California
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Stockton, California

San Juan Bautista, California

Tra le location più suggestive utilizzate per le riprese figura The Zanetta House, una storica residenza situata a San Juan Bautista, in California. Questo piccolo centro, immerso tra colline e campagne, è un autentico gioiello della storia californiana.

Fondato alla fine del XVIII secolo come missione spagnola, San Juan Bautista conserva ancora oggi l’iconica Missione da cui prende il nome, uno dei luoghi meglio conservati dell’intero percorso delle missioni in California. Il fatto che si trovi in prossimità della faglia di Sant’Andrea la rende anche un’area di interesse geologico.

Oltre a San Juan Bautista, la produzione ha fatto tappa in diverse altre località della California, come Borrego Springs, Galt, San Diego, Los Angeles e Lancaster, contribuendo a creare un mosaico visivo che spazia tra deserti, metropoli, paesaggi rurali e coste.

San Juan Bautista, California
San Juan Bautista, California

Riprese anche in Texas: El Paso

Nel mese di giugno 2024 la troupe si è trasferita a El Paso, in Texas, per girare ulteriori scene, in particolare quelle più dinamiche e cariche d’azione. La città, situata all’estremità occidentale dello stato, al confine con il Messico, è celebre per i suoi paesaggi desertici mozzafiato e il clima soleggiato quasi tutto l’anno.

El Paso è una città dal forte carattere multiculturale, in cui convivono influenze americane e messicane che si riflettono in ogni aspetto della vita quotidiana: dalla cucina alla musica, fino alle tradizioni popolari. Con una storia legata al Vecchio West, ai presidi militari e alle rotte commerciali, El Paso rappresenta un crocevia ricco di storia e vitalità. Tra le sue attrazioni principali figurano le Franklin Mountains, l’El Paso Museum of Art e lo storico Plaza Theatre.

Dal Nuovo Messico all’Inferno del Camp Fire: tutte le location di The Lost Bus

The Lost Bus, diretto da Paul Greengrass e co-scritto con Brad Ingelsby, è un film drammatico di sopravvivenza ispirato alla vera storia del devastante incendio “Camp Fire” del 2018 in California, uno degli incendi boschivi più letali nella storia dello Stato.

Dal 3 ottobre sarà in streaming su AppleTv+ e non solo racconta una storia vera e toccante, ma valorizza territori poco conosciuti, coinvolgendo attivamente le comunità locali e promuovendo la crescita dell’industria cinematografica nel sud-ovest degli Stati Uniti.

Di cosa parla il film

Ispirato a una storia vera, The Lost Bus racconta un’avvincente corsa contro il tempo ambientata durante uno degli incendi più devastanti nella storia americana.

Al centro della vicenda, un autista di scuolabus tormentato dal passato, interpretato da Matthew McConaughey, e un’insegnante determinata e compassionevole uniscono le forze per salvare 22 bambini intrappolati nel cuore di un incendio fuori controllo.

Tra strade bloccate, fiamme implacabili e decisioni disperate, il film è un’intensa testimonianza di coraggio, resilienza e umanità di fronte al disastro.

The Lost Bus
Ufficio stampa AppleTv+
The Lost Bus

Dove è stato girato

Per ricreare l’atmosfera delle montagne, della foresta in fiamme e dei percorsi di fuga dei protagonisti, la produzione ha scelto varie località nel New Mexico, tra aprile e agosto del 2024. Questi luoghi hanno saputo trasmettere l’intensità e la drammaticità degli eventi realmente accaduti nella cittadina di Paradise, California.

Ruidoso, New Mexico

Ruidoso è una città montana boscosa nel sud del New Mexico, con fitte foreste, strade tortuose e paesaggi ideali per ricreare il tragitto di un autobus immerso in un incendio boschivo. Molte scene del film sono state girate qui, sfruttando l’ambiente naturale per enfatizzare il senso di pericolo e isolamento.

Ruidoso, New Mexico
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Ruidoso, New Mexico

Santa Fe, New Mexico

La capitale dello stato ha offerto la sua struttura urbana e gli studi cinematografici di Garson Studios (parte della Santa Fe University of Art and Design) per le riprese indoor e per le scene che richiedevano set controllati. Gli studi, ben attrezzati e professionali, hanno permesso una grande flessibilità produttiva.

Española, New Mexico

Situata a nord di Santa Fe, Española è stata scelta per scene all’aperto grazie al suo paesaggio collinare e aperto. La città ha anche una forte identità culturale, che ha arricchito l’ambientazione di alcune sequenze del film.

Truchas, New Mexico

Villaggio montano dal carattere rustico, Truchas ha contribuito con il suo fascino rurale: edifici tradizionali e natura incontaminata hanno fornito lo sfondo per le sequenze che mostrano l’impatto dell’incendio e la devastazione progressiva del territorio.

Santa Fe, New Mexico
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Santa Fe, New Mexico

Glorieta, New Mexico

Nello specifico, le Glorieta Camps (o Glorieta Conference Center) sono state utilizzate per ricreare scenari di incendio, evacuazioni e momenti di grande tensione. Le zone boschive e gli ampi spazi aperti hanno reso possibile la realizzazione di scene complesse in totale sicurezza.

Il New Mexico: un set naturale e strategico

La scelta del New Mexico non è stata casuale. Le sue caratteristiche naturali, unite al supporto logistico offerto dalle autorità locali, hanno reso queste location perfette per un film di grande intensità emotiva e tecnica.

In particolare, Ruidoso ha svolto un ruolo centrale nella produzione, non solo per le riprese, ma anche per l’organizzazione di eventi locali legati al cinema, casting per comparse e iniziative con le scuole del territorio. È stato inoltre creato un hub online dedicato alle comunicazioni legate al film, a disposizione di cittadini, turisti e appassionati.

Esplora i luoghi iconici de La Febbre dell’Oro: il capolavoro di Chaplin compie 100 anni!

Il 26 giugno 2025 ha compiuto cento anni uno dei capolavori della storia del cinema: La febbre dell’oro. Uscito quel giorno d’estate del 1925 a Hollywood, questo brillante lungometraggio firmato da uno degli artisti più iconici di sempre, Charlie Chaplin, è ancora capace dopo un secolo di segnare profondamente vecchie e nuove generazioni. Si tratta del terzo film di Chaplin e l’idea alla base nacque da un evento storico drammatico.

Nel 1846, una spedizione di cercatori d’oro diretta in California si perse tra le montagne innevate della Sierra Nevada. Dei 160 pionieri partiti, ne sopravvissero solo 18. Alcuni, spinti dalla disperazione, ricorsero al cannibalismo; altri arrivarono persino a mangiare le proprie scarpe. “È paradossale che una tragedia possa ispirare il senso del comico” osservava Chaplin, sottolineando il sottile confine tra dramma e umorismo. Determinanti sono inoltre le location di questa avventura, utili a donare il sapore necessario per raccontare il diegetico ideato dal grande artista.

Di cosa parla

Ambientato durante la corsa all’oro in Alaska, La febbre dell’oro segue le avventure del Vagabondo Charlot (l’inconfondibile personaggio di Charlie Chaplin). In un territorio gelido e inospitale quest’ultimo affronta fame, solitudine e pericoli, inseguendo il sogno di trovare la fortuna tra i ghiacci. Rifugiatosi in una capanna insieme ad altri cercatori, si ritrova al centro di episodi bizzarri e memorabili, come la celebre scena in cui, spinto dalla fame, cucina e mangia una scarpa. Nel bel mezzo delle sue peripezie, si innamora di Georgia, una giovane donna che rappresenta per lui la speranza di una vita diversa. Tra risate e poesia, il film racconta con grazia la resilienza dell’essere umano, mescolando comicità e tenerezza in una storia senza tempo.

Chaplin film
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Chaplin in La Febbre dell’Oro

Dove è stato girato

La febbre dell’oro (in originale The Gold Rush) è scritto, diretto, interpretato, prodotto e musicato dallo stesso Chaplin. Ma dove è stato realmente girato? Le riprese del film sono state principalmente realizzate in studio. Alcune altre però, soprattutto quelle in esterna furono effettivamente prodotte in ambienti naturali.

Truckee, Sierra Nevada (California)

Le scene d’apertura ambientate tra i cercatori d’oro furono girate in esterni sulle nevi di questa zona montuosa. Il paesaggio innevato, infatti, rappresentava in modo autentico il duro ambiente dove si svolse la tragica spedizione Donner, che ispirò parte del film. La produzione si trascinò per quasi un anno e mezzo, fu sotto ogni aspetto l’impresa più elaborata della carriera di Chaplin. Per due settimane la troupe girò in questi scenari esterni a Truckee, nella regione innevata della Sierra Nevada. Più nello specifico, le scene furono girate sulle pendici del Monte Lincoln, a nord-ovest del Lago Tahoe, in un’area oggi occupata dal Sugar Bowl Ski Resort, a circa 16 km a ovest di Truckee, in California. È presente anche una lapide che commemora le riprese, sul lato sud di Donner Pass Road, accanto al parcheggio della funivia.

Qui Chaplin ricreò fedelmente l’immagine storica dei cercatori d’oro che faticavano a risalire il Passo Chilkoot. Seicento comparse, molte delle quali provenienti dai vagabondi e dai derelitti di Sacramento, furono portate in treno per arrampicarsi sul passo di 700 metri scavato nella neve delle montagne, simulando la lenta processione dei cercatori d’oro lungo il ripido pendio innevato.

Lago Donner California
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Il Lago Donner in California

Chaplin Studios, Hollywood (California)

La maggior parte delle scene principali invece, comprese quelle ambientate nella capanna e nel saloon, furono girate come dicevamo negli interni dei Chaplin Studios a Hollywood, dove fu creata una catena montuosa in miniatura straordinariamente realistica, realizzata con legname, rete metallica, tela di juta, gesso, sale e farina. Lo spettacolo di questo paesaggio innevato dell’Alaska, incredibilmente scintillante sotto il sole cocente dell’estate californiana, attirò folle di turisti. Inoltre, i tecnici dello studio idearono particolari modelli per produrre gli effetti speciali richiesti da Chaplin, come la capanna dei minatori che, spinta dalla tempesta, finisce sull’orlo di un precipizio, per una delle sequenze di suspense comica più prolungate del cinema.

Da quanto è realistico il risultato, spesso è impossibile individuare il passaggio dal modello al set a grandezza naturale. Lo studio è ancora visibile poco a sud di Hollywood Boulevard, al 1416 di North La Brea Avenue a Hollywood. Questo edificio divenne in seguito la sede centrale della A&M Records di Herb Alpert e ora è di proprietà della Jim Henson Company, da qui l’allegro Kermit verde in cima alla guardiola.

Viaggio in California: goditi l’estate a La Jolla a San Diego

Palme ondeggianti, casette dei bagnini tinta pastello, ragazzi sui pattini e skateboard che sfrecciano al sole. Se c’è un’immagine che racconta la California, è proprio questa. E tra le tante meraviglie di San Diego, ce n’è una che brilla più di tutte: La Jolla. Si pronuncia la Hoya e rappresenta la quintessenza dello stile di vita californiano. Un perfetto equilibrio tra eleganza urbana e natura incontaminata, affacciata su uno dei tratti più spettacolari dell’Oceano Pacifico. Il suo nome, secondo l’ipotesi più diffusa, deriva dallo spagnolo la joya, ovvero il gioiello (e non potrebbe esserci definizione più azzeccata). Tanto che, ancora oggi, gli americani la chiamano affettuosamente Jewel City. In questa guida ti portiamo a scoprire tutto quello che puoi vedere e fare a La Jolla. Metti gli occhiali da sole, la crema solare e un cappellino… si parte!

Cosa vedere a La Jolla, gioiello di San Diego

Questa zona costiera del Nord America è un caleidoscopio di scorci naturali e atmosfere rilassate. Se ami la potenza dell’oceano, sei nel poso giusto: scogliere scolpite, spiagge, riserve naturali e un entroterra che pullula di vita, ogni angolo di questa perla del Pacifico mostra un lato diverso del proprio carattere. Ecco la nostra selezione delle cose da vedere a la Jolla, nel cuore della California.

La Jolla Cove

Partiamo con il pezzo forte di tutta l’area: la Jolla Cove. Una delle baie più iconiche (e quindi fotografate) della California. Incastonata tra falesie alte e dorate e lambita da acque cristalline è un vero spettacolo naturale che toglie il fiato. Una piccola insenatura nella grandiosità dell’Oceano Pacifico capace di restituire una cartolina dal carattere sublime. La Cove è parte del San Diego-La Jolla Underwater Park, una riserva protetta di circa 2.000 acri che si estende sia sopra che sotto il livello del mare, tra le più ricche di biodiversità dell’intera costa californiana. È popolata da banchi di pesci variopinti, razze, tartarughe e leoni marini, diventando un vero e proprio paradiso per gli amanti dello snorkeling e del sub. Inoltre, nella profondità delle sue acque, si estende una rigogliosissima kelp forest, una foresta di alghe fluttuanti che sembra appena uscita da un film Disney. Per chi predilige una permanenza più asciutta, la Cove offre comunque lo spettacolo della natura a portata di lettino: leoni marini che poltriscono sugli scogli, uccelli marini in volo e albe e tramonti che dipingono il cielo di la Jolla sono uno spettacolo che mozza il fiato anche se visto dalla spiaggia. Nonostante possa sembrare una zona impervia vista la noncuranza con cui la fauna marina si mostra al pubblico, in realtà è molto frequentata e, per questo motivo, è attrezzata con sentieri, panchine, punti panoramici e con il servizio di salvataggio che garantisce la sicurezza dei bagnanti. Un consiglio: arriva nel pomeriggio e goditi un tramonto spettacolare sull’oceano.

Leoni marini a La Jolla, California
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Simpatici leoni marini riposano indisturbati sulle scogliere di La Jolla

La Jolla Shore

Dopo la Cove, è il momento di spostarci su un’altra spiaggiamolto più ampia e, per questo motivo, tra le più amate e frequentate della zona. Si trova a nord di la Jolla Cove e si presenta come una lunga distesa di sabbia dorata con un ingresso graduale nell’oceano e con acque calme e poco profonde che la rendono il luogo ideale per famiglie con i bambini, anziani o persone con mobilità limitata. Per queste sue caratteristiche è anche una delle spiagge più gettonate per chi è alla prime armi con la disciplina del surf e con chi vuole frequentare dei corsi prima di buttarsi e tentare di prendere l’onda perfetta. La spiaggia è perfettamente attrezzata con tutte le comodità e i servizi che ti aspetteresti da una delle spiagge dei nostri litorali, con docce, bagni, tavoli, aree erbose e un parcheggio ampio e comodo nelle vicinanze. Se stai viaggiando con i bambini, potresti trovare molto comodo e utile anche il Kellog Park, una grande area giochi per i più piccoli e con aree ombreggiate dove poter rilassarsi e pranzare con calma. Che tu voglia semplicemente riposarti o provare qualche sport adrenalinico, questa spiaggia saprà conquistarti.

Ellen Browning Scripps Park

Se al mare preferisci gli spazi verdi, non temere: ce n’è anche per i tuoi gusti. Appena sopra le scogliere di la Jolla Cove si estende l’Ellen Browning Scripps Park, a detta di molti il parco più bella di tutta San Diego. Complice anche la vista mozzafiato che si aprirà ai tuoi occhi e che ti regalerà tutta la potenza dell’oceano. La posizione sospesa tra cielo e mare offre, infatti, panorami spettacolari sulla costa frastagliata e sulla fauna marina che si muove indisturbata fino all’orizzonte. Questo luogo è perfetto per passeggiate contemplative, pic nic intimi e raccolti e per godersi tutto il piacere che la natura marittima ha da offrire. Il parco – che deve il suo nome a Ellen Browning Scripps, filantropa e figura chiave nella storia culturale e scientifica della California – è perfettamente accessibile e attrezzato e, sopratutto in estate, è teatro di eventi, concerti e matrimoni all’aperto.

The Cave Store e Sunny Jim Cave

Tra le cose da vedere a La Jolla, questa è una delle più particolari ma anche una delle più turistiche. Quello che alla vista sembra essere un semplice negozio di souvenir fronte oceano è, in realtà, una facciata pittoresca che nasconde uno degli angoli più incredibili di tutta la località. Con una scala, infatti, puoi scendere all’interno della Sunny Jim’s Sea Cave, una grotta naturale che – secondo la leggenda – veniva utilizzata dai contrabbandieri in epoca proibizionista. Per raggiungerla dovrai entrare in un tunnel scavato a mano nel 1902 e scendere per circa 145 gradini fino alla piattaforma che si trova nella cavità rocciosa vista oceano. Il nome, curioso tanto quanto l’esistenza di questa grotta, si deve alla forma della sua apertura sul mare che ricorda – sempre secondo le leggende – un personaggio celebre che appariva su alcune scatole di cereali a fine ottocento. Se vuoi cimentarti in questa esperienza unica ecco alcune informazioni che possono servirti:

  • Durata: l’esperienza è self-guided e dura circa 15-20 minuti contando sia la discesa che l’ascesa dei 145 gradini.
  • Orari: il negozio è aperto tutti i giorni dalle 9:00 alle 17:00, con ultimo ingresso alla grotta entro le 16.30.
  • Costo: il biglietto viene 10$ per gli adulti, 7$ per giovani e bambini.
  • Consigli pratici: la grotta è sicura ma può essere umida e scivolosa quindi indossa abiti e calzature comode e ricorda di essere prudente nei movimenti, soprattutto in discesa.

The Children’s Pool e La Jolla Tide Pools

Queste due aree sono tra le più gettonate per chi visita la Jolla in estate. The Children’s Pool – un tempo pensata come area sicura per i più piccini – oggi fa da casa a foche e leoni marini i quali trovano molto rilassanti i suoi scogli a pochi metri dalla riva. Nella stagione riproduttiva, tutta la zona viene protetta per assicurare la nascita dei cuccioli in un ambiente tranquillo e riservato. I visitatori possono comunque ammirare lo spettacolo della natura compiersi ma rispettando gli spazi di questi splendidi animali. Poco oltre The Children’s Pool si trovano le Tide Pools, delle vere piscine naturali che, con la bassa marea, mostrano un mondo marino in miniatura con anemoni colorate e le creature del mare.

Birch Aquarium

A picco su una scogliera vista oceano, il Birch Aquarium è parte della Scripps Institution of Oceanography della UC San Diego. Questo ambiente protetto è una finestra sul mondo marino della California, con oltre 60 habitat riprodotti e popolati da migliaia di creature marine. Il punto forte di questo aquarium è la vasca forestale di kelp: due piani di acquario ospitano questa magnifica foresta sottomarina dove vivono pesci locali e murene, con sessioni giornaliere di diving e feeding tenute dai biologi. Questa tappa è fondamentale per scoprire l’anima marina della California, ed è ampiamente consigliata nel caso viaggiassi con i bambini per vedere da vicino il mondo sottomarino e insegnare loro l’importanza della biodiversità e il rispetto dei nostri mari. Ecco alcune informazioni utili alla programmazione della tua visita:

  • Orari d’ingresso: il museo è aperto tutti i giorni dalle 9:00 ma gli orari di chiusura variano molto da periodo a periodo, ti consigliamo di visitare il sito e scoprire la programmazione giornaliera.
  • Costo del biglietto: il costo per gli adulti è di 34,95$, mentre i minori fino a 13 anni pagano 29,95$.

La Jolla Downtown

Dopo averti portato alla scoperta delle meraviglie naturali e marine di questa splendida località, non ti resta che esplorare l’ultima tappa dell’itinerario sulle cose da vedere a La Jolla, a San Diego: il suo piccolo centro. È tra Girard Avenue e Prospect Street che batte il cuore di questa perla californiana. Tra palme, architetture e meravigliosi scorci sul mare si snoda una promenade punteggiata da caffè sofisticati, giollerie d’alto artigianato, atlier d’arte contemporanee e boutique di design. La passeggiata che ci vuole tra un tuffo in una delle spiagge della baia e un’escursione in qualche grotta marina. Qui il tempo rallenta, puoi concederti il lusso di sfogliare i libri di un bookshop indipendente, degustare un bicchiere di vino californiano in qualche wine bar o provare tutti gli outfit che vuoi in un negozio second-hand o di moda locale. Downtown La Jolla non è solo una meta di shopping ma un’esperienza a tutto tondo: soprattutto al tramonto il quartiere si anima e potrai godere di un’atmosfera vivace, tra luci soffuse, murales colorati e il rumore delle onde in lontananza. Un angolo in cui la California mostra il suo lato più elegante e rilassato.

Cosa fare a La Jolla

Due surfisti si battono il cinque a La Jolla, California
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Il surf è una delle tante attività imperdibili da fare a La Jolla, a San Diego.

Dopo aver elencato cosa vedere a La Jolla, ecco una guida su cosa fare a La Jolla per vivere al massimo tutte le esperienze che questa zona costiera ti può regalare.

  • Snorkeling e sub: come ti abbiamo detto all’inizio, le acque protette di questa riserva naturale sono un vero paradiso per chi ama fare snorkeling e immersioni. Potrai nuotare insieme a pesci colorati e tartarughe, farti rapire il cuore dalla kelp forest e partecipare a tour guidati anche per i principianti dove verrai edotto sulle nozioni base e dove ti verrà offerta l’attrezzatura per immergerti.
  • Ammirare la fauna marina: oltre agli animali che popolano l’oceano, puoi anche osservare altre specie selvatiche come foche e leoni marini, ma anche cormorani, pellicani e gallinelle di mare. Inoltre, tra dicembre e aprile, puoi anche avvistare le balene grigie in migrazione.
  • Kayak nelle grotte marine: il vero fiore all’occhiello de La Jolla Cove sono le sue escursioni in kayak verso le celebri grotte. Con un tour guidato – e tanta voglia di pagaiare – potrai raggiungere le cavità naturali che si possono vedere solo via mare. Un’avventura che toglie il fiato!
  • Shopping: per tutti gli amanti dello shopping, il centro de La Jolla offre negozi, piccole boutique e store indipendenti dove potrai trovare pezzi incredibili di artigianato californiano, perfetti per portare a casa con te un pezzettino di questo luogo incredibile.
  • Passeggiare sul lungomare la sera: se di giorno la Jolla riempie gli occhi di meraviglia, di sera incanta il cuore con il tramonto che sfiora l’oceano. Concediti una passeggiata sul lungomare e ammira i ragazzi che fanno skate, le ragazze sui pattini e qualche artista di strada che si esibisce al ritmo delle onde e dell’estate che va.
  • Prova i piatti tipici californiani: infine, regalati l’esperienza di provare la cucina tipica californiana con una cena vista oceano. I ristoranti sono tantissimi e spesso sono dotati di terrazze sul mare. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

Ormai lo hai capito, se ti trovi a San Diego in California, non puoi assolutamente perdere l’occasione unica di scoprire questa perla del Pacifico. La Jolla è un vero e proprio dipinto vivente dove natura e tessuto urbano si mescolano in una danza dallo stile unico. Qualsiasi sia la tua attitudine di viaggio (che tu sia un esploratore, un amante della fauna marina, uno sport addicted o un adepto del relax) questa zona non solo saprà soddisfare le tue aspettative ma, addirittura, saprà superarle. Elegante e selvaggia, accogliente e maestosa, La Jolla è un gioiello da vivere in tutte le sue sfaccettature.

Il mondo del Drugo: guida ai luoghi simbolo de Il Grande Lebowski

Essere come il Drugo e vagare per la città nella totale noncuranza e pigrizia è diventato un vero stile di vita che ancora oggi viene citato da molti. Tra i tanti grandiosi titoli firmati dai fratelli Coen, Il grande Lebowski del 1998 è probabilmente il più famoso. Caratterizzato dalle loro sempre brillanti scrittura e regia, gira per vari angoli della California raggruppando una manciata di strepitosi talenti. Dal protagonista Jeff Bridges a John Goodman, da Steve Buscemi a Julianne Moore fino a John Turturro, questa pellicola divenuta a pieno diritto un vero e proprio cult della settima arte, diverte e rapisce dal primo all’ultimo minuto.

Jeff Lebowski, detto “Drugo”, è un tipo pigro e sfaticato che vive a Los Angeles e nutre una grande passione per il bowling. La sua vita tranquilla viene però sconvolta quando un giorno due scagnozzi di un magnate del porno, lo scambiano per un milionario con lo stesso nome. Per sua sfortuna dunque, finisce coinvolto in un assurdo intrigo fatto di rapimenti, riscatti e personaggi bizzarri. Con l’aiuto dei suoi eccentrici amici, Drugo cerca di venirne a capo, ovviamente a modo suo.

Dove è stato girato

Le location dove Il Grande Lebowski è stato girato ruotano tutte intorno alla California, ma vediamo più nello specifico quali sono i luoghi chiave che questo grottesco film ha scelto, per rimanere impresso nell’immaginario comune.

Il grande Lebowski
Fonte: Ufficio stampa
Una scena da Il grande Lebowski

Los Angeles, California

La pista da bowling
5227 Santa Monica Boulevard, Los Angeles, CA 90029
La famosa pista da bowling illuminata al neon che appare molte volte nel film è l’Hollywood Star Lanes, ma purtroppo non esiste più. È stata demolita nel 2002 per far posto a una scuola elementare.

La villa del Grande Lebowski (esterno)
10231 Charing Cross Road, Los Angeles, CA 90024
L’esterno della villa apparentemente di proprietà del Grande Lebowski, costretto su una sedia a rotelle, è quello di una moderna dimora vicino alla UCLA (Università della California di Los Angeles). La scena in cui Bunny fa una proposta al Drugo si svolge nel patio del secondo piano, con vista sulla piscina. Un’immagine appropriata, considerando che la Playboy Mansion si trova proprio dall’altra parte della strada.

Il Loft di Maude
630 Broadway, Los Angeles, CA 90013
L’ampio loft abitato dall’artista e aspirante mamma single Maude Lebowski, si trova sopra il Palace Theater nel centro di Los Angeles.

Il Fountain Street Theater di Crane Jackson
630 Broadway, Los Angeles, CA 90013
Nonostante il lungo nome utilizzato nel film, il Fountain Street Theater di Crane Jackson è in realtà il Palace Theater, appena sotto il loft di Maude.

Casa di Larry Seller
1824 Stearns Drive, Los Angeles, CA 90035
Si dice che si trovi “su Camrose, vicino all’In-and-Out Burger”, ma in realtà la casa dell’ostinato Larry Sellers si trova in Stearns Drive. Sì, è qui che Walter si scatena su una scintillante Corvette rossa.

Caffetteria
6101 Wilshire Boulevard, Los Angeles, CA 90048
Gli amici di Walter saranno anche “morti a faccia in giù nel fango” affinché la gente potesse godersi questo ristorante per famiglie, ma ciò non gli ha impedito di chiudere nel 2000. Il Johnie’s Coffee Shop, è stato dichiarato monumento storico nel 2013 ed è stato il centro della campagna elettorale del candidato presidenziale Bernie Sanders nel 2016.

Nihilist Pancake House
6521 South Sepulveda Boulevard, Los Angeles, CA 90045
Il ristorante dove i nichilisti, uno dei quali senza dita dei piedi, si siedono per gustare un paio di porzioni di pancake ai mirtilli rossi, è il Dinah’s Family Restaurant che vanta di aver servito circa 20 milioni di pancake dalla sua apertura nel 1959.

Fillmore
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Fillmore, California

Le altre location

Sempre localizzate in California, le altre ambientazioni del film, si spostano però un po’ dalla sede centrale di Los Angeles. Vediamo dove si trovano.

Ralph’s
1745 Garfield Road, Alhambra, CA 91801
Come dimenticare l’iconica scena in cui il Drugo entra da Ralph’s (il supermercato) in vestaglia e ciabatte. Questa sequenza è stata girata in un market che si trova a Pasadena.

Il bungalow del Drugo
609 Venezia Avenue, Venice, CA 90291
L’adorabile protagonista fannullone del film, Jeffrey “Il Drugo” Lebowski, si sistema in uno di questi bungalow di Venice, dove il suo tappeto è stato urinato senza tante cerimonie. L’appartamento con una camera da letto è uno dei sei del complesso, venduto nel 2012 per 1,59 milioni di dollari.

La villa del Grande Lebowski (interni)
905 Loma Vista Drive, Beverly Hills, CA 90210
I maestosi interni della villa del Grande Lebowski sono stati girati nella famosa Greystone Mansion. L’imponente dimora in pietra è di proprietà della città di Beverly Hills e utilizzata per numerose riprese cinematografiche, tra cui la pista da bowling de Il petroliere.

Il ponte di legno
196 Torrey Road, Fillmore, CA 93015
Luogo del fallito scambio di riscatto, “il ponte di legno” attraversa il fiume Santa Clara a nord di Simi Valley. Non è propriamente di legno ma per le riprese sono state aggiunte delle assi dalla produzione.

La festa in giardino di Jackie Treehorn
Westward Beach Road, Santa Monica Mountains National Recreation Area, Malibu, CA 90265
A chilometri di distanza dalla casa in cui sono stati girati gli interni, si trova il luogo della festa in spiaggia di Jackie Treehorn, a Point Dume a Malibu. Questa spiaggia è anche il luogo in cui è stata girata la famosa scena della Statua della Libertà per Il Pianeta delle Scimmie.

La villa di Jackie Treehorn
10104 Angelo View Drive, Beverly Hills, CA 90210
Nel mondo diegetico del film, la villa di Jackie Treehorn si trova sulle spiagge di Malibu, ma le scene sono state girate in realtà a Beverly Hills nella famosa Sheats-Goldstein House, progettata dal maestro modernista della California del Sud John Lautner.

Il funerale di Donny
962 West Paseo Del Mar, San Pedro, CA 90731
Il luogo del ventoso funerale di Donny si trova da qualche parte lungo la costa rocciosa della penisola di Palos Verdes, appena a sud di Los Angeles.

Cosa vedere in California: il meglio del Golden State

Se esistesse una “it girl” degli Stati Uniti, sarebbe sicuramente la California. Certo, New York City è il luogo “di cui sono fatti i sogni”, secondo Alicia Keys e Jay-Z, ma la California è il Golden State.

Ha un clima splendido tutto l’anno, è il cuore dell’industria cinematografica del mondo occidentale, è geograficamente variegata ed è ricca di cultura.

Potrai lasciarti ispirare e fare shopping nel paradiso degli amanti del design sulla costa della California centrale, tra cui Malibu, Ojai e Santa Barbara, o a Palm Springs.

Puoi visitare i luoghi più esotici della California, con maestose attrazioni naturali come il Redwood National Park, il Joshua Tree National Park o l’isola di Santa Catalina.

Poi ci sono i monumenti cittadini come il Griffith Park di Los Angeles e le affascinanti Painted Ladies di San Francisco, che si contenderanno il primo posto nel tuo itinerario: fidati quando diciamo che sarà difficile visitarli tutti in un solo viaggio.

Così, per aiutarti a pianificarlo, abbiamo stilato una lista dei luoghi più belli della California che non puoi assolutamente perdere. Ora rilassati, metti su un po’ di Red Hot Chili Peppers e preparati a partire!

Luoghi in città: icone urbane tra arte, shopping e storia

San Francisco: eleganza vittoriana e simboli globali

Uno dei panorami più fotografati al mondo è quello che si gode dalla Golden Gate Bridge, l’iconico ponte rosso sospeso sopra la baia di San Francisco.

Il modo migliore per esplorarlo è noleggiare una bicicletta e attraversarlo fino a Sausalito, un pittoresco villaggio sul mare dove gustare un pranzo vista oceano, prima di rientrare in città in traghetto.

Imperdibile anche Postcard Row, meglio conosciuta come le Painted Ladies: una fila di case vittoriane dai colori pastello incorniciate dallo skyline moderno della città. Una passeggiata qui è un viaggio tra presente e passato, reso famoso dalla serie Full House.

painted ladies
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Queste pittoresche abitazioni di San Francisco sono una tappa imperdibile in città

A sud della baia si trovano le San Francisco Salt Ponds, stagni salmastri che cambiano colore a seconda della salinità: uno spettacolo naturale che sembra uscito da un quadro astratto.

Los Angeles: tra stelle, cinema e vedute mozzafiato

La città degli angeli è molto più di Hollywood. Inizia l’esplorazione dal vasto Griffith Park, un polmone verde di oltre 1.700 ettari con sentieri panoramici e vedute spettacolari sul centro di Los Angeles e sulla scritta “Hollywood”.

All’interno del parco si trova anche il Griffith Observatory, tappa obbligata per gli amanti dell’astronomia e del film del 2016 La La Land, premiato dall’Academy  Awards con ben 6 Oscar.

Per chi cerca lusso e shopping esclusivo, Two Rodeo Drive a Beverly Hills è una destinazione chic ispirata alle eleganti vie di Parigi, con fontane, archi e boutique di alta moda.

Palm Springs: design, deserti e relax

Situata nel deserto della California del Sud, Palm Springs è famosa per le sue architetture anni ’50, i resort colorati e le palme ondeggianti. Da sempre rifugio per celebrità, oggi è anche meta amata dagli appassionati di design e fotografia.

L’hotel Saguaro è un’icona locale, con la sua facciata arcobaleno perfetta per Instagram.

Santa Barbara
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Trascorri qualche ora a Santa Barbara per ammirarne lo stile unico

Santa Barbara: eleganza mediterranea sulla costa

Questa città raffinata sulla costa centrale unisce architettura in stile spagnolo, boutique di charme e spiagge dorate.

Dopo una giornata di sole o trekking tra i tanti sentieri dei dintorni, concediti una passeggiata su State Street, il cuore vibrante della città, con oltre 300 negozi, caffè e ristoranti all’aperto.

Napa Valley e la magia del vino

Se ami il buon vino devi fare tappa a Napa Valley, patria di oltre 400 cantine immerse in colline pittoresche.

Un’esperienza unica è il giro in mongolfiera all’alba, che regala viste spettacolari sui vigneti. Il centro di Napa offre anche ottimi ristoranti e architetture d’epoca.

Altri borghi imperdibili

Trova il tempo per inserire nel tuo itinerario un tappa in questi piccoli tesori nascosti:

  • Solvang, la “capitale danese d’America”, incanta con i suoi mulini a vento, casette a graticcio e ristoranti nordici.
  • Ferndale, il “villaggio vittoriano”, sembra uscito da un film d’epoca, con edifici ottocenteschi intatti e una vivace scena artistica.
  • Capitola Village, colorato borgo marinaro vicino a Santa Cruz, è perfetto per una giornata di relax e shopping fronte mare.
Solvang
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Un angolo di Danimarca nel cuore della California

Parchi e meraviglie naturali: tra canyon, sequoie e paesaggi da sogno

Yosemite National Park: il regno delle sequoie e delle cascate

Nel cuore della Sierra Nevada si trova uno dei parchi più famosi al mondo: lo Yosemite National Park.

Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, è noto per le sue cascate vertiginose, le pareti di granito come El Capitan e Half Dome, e le enormi sequoie giganti.

Sia come escursionista che come semplice amante della natura, Yosemite ti conquisterà con la sua maestosità.

el capitan
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Uno dei simboli dei parchi californiani è la parete rocciosa di El Capitan

Redwood National and State Parks: una foresta preistorica

Se vuoi camminare tra gli alberi più alti del pianeta, visita i Redwood National and State Parks, dove crescono sequoie millenarie che sfiorano i 100 metri d’altezza.

All’interno del parco si trova anche il meraviglioso Fern Canyon, un canyon di 50 piedi le cui pareti sono interamente coperte di felci: un paesaggio talmente surreale da essere stato scelto come set per Jurassic Park.

Joshua Tree National Park: il fascino del deserto

Situato tra il deserto del Mojave e quello del Colorado, il Joshua Tree National Park è famoso per gli omonimi alberi dalla forma bizzarra e per i suoi paesaggi rocciosi.

Il punto panoramico Keys View offre una vista spettacolare sulla Coachella Valley, mentre se ami l’arrampicata, troverai qui uno dei migliori luoghi al mondo per esercitarti.

Death Valley National Park: il punto più basso del Nord America

Con le sue temperature estreme e i paesaggi lunari, la Death Valley è un’esperienza unica. Si estende per oltre 13.000 km² e ospita il punto più basso del continente, a 86 metri sotto il livello del mare.

La vista più celebre è quella da Zabriskie Point, dove le formazioni rocciose assumono tonalità dorate all’alba e al tramonto.

Zabriskie Point
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Lo scenario lunare della Death Valley e la vista di Zabriskie Point

Muir Woods National Monument: un santuario di pace

A pochi chilometri da San Francisco, Muir Woods è un’oasi di tranquillità dove i sentieri si snodano tra sequoie secolari.

Protetto dal 1908, questo monumento naturale permette di immergersi in un mondo silenzioso e incontaminato, perfetto per una passeggiata rigenerante.

Lake Tahoe e Emerald Bay: alpi americane

Il Lake Tahoe, al confine tra California e Nevada, è uno dei laghi alpini più grandi e limpidi del mondo.

La zona è ideale per sport acquatici in estate e sci in inverno. Da non perdere Emerald Bay, una baia incorniciata da pini verde smeraldo e considerata un monumento naturale nazionale.

June Lake: la Svizzera della California

Soprannominata la “Svizzera della California”, la zona di June Lake offre un meraviglioso scenario di montagne innevate e acque cristalline.

In primavera, i prati si coprono di fiori selvatici, mentre il June Lake Loop, un circuito panoramico in auto, permette di ammirare tutta la bellezza della regione senza faticare.

Burney Falls e Rainbow Falls: cascate da cartolina

Le Burney Falls, alte 39 metri, sono tra le più spettacolari della California. Situate nel McArthur-Burney Falls Memorial State Park, rilasciano circa 100 milioni di galloni d’acqua al giorno.

Più a sud, vicino a Mammoth Lakes, si trova Rainbow Falls, un salto d’acqua di 31 metri famoso per gli arcobaleni che si formano a mezzogiorno.

burney falls
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Le cascate più spettacolari della California sono le Burney Fall

Lava Beds National Monument: grotte di fuoco

Per un’avventura sotterranea, visita il Lava Beds National Monument, dove si possono esplorare grotte formate dalle eruzioni del vulcano Medicine Lake.

Alcuni tunnel sono completamente modellati dalla lava solidificata: un viaggio nelle viscere della terra davvero sorprendente.

Antelope Valley Poppy Reserve: il deserto in fiore

Tra febbraio e maggio, le colline dell’Antelope Valley Poppy Reserve si tingono di arancione con la fioritura del papavero della California, fiore simbolo dello Stato. Un’esperienza sensoriale tra i colori accesi del Mojave Desert.

Wild Willy’s Hot Springs: relax naturale

Se dopo tante escursioni cerchi un momento di relax, fai un salto a Wild Willy’s Hot Springs, vicino a Mammoth Lakes. Questa sorgente termale naturale, incastonata tra le montagne, è perfetta per un bagno caldo all’aperto in ogni stagione, con vista mozzafiato.

Il Morning Glory Spillway: un vortice surreale

Nel Lake Berryessa, nella Napa Valley, si trova il misterioso Morning Glory Spillway, uno scarico idraulico che crea un gigantesco vortice circolare quando l’acqua supera i 134 metri. Uno spettacolo unico e quasi alieno.

The Cypress Tree Tunnel: galleria naturale

A Point Reyes, tra l’oceano e Tomales Bay, si trova il Cypress Tree Tunnel, una strada incorniciata da cipressi i cui rami si intrecciano formando una vera e propria galleria vegetale. Ideale per foto da cartolina in un luogo quasi segreto.

Cypress Tree Tunnel
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Piantati nel 1903, questi cipressi creano un magnifico e scenografico tunnel

Mossbrae Falls: natura incantata

Vicino a Dunsmuir, le Mossbrae Falls scorrono lungo pareti ricoperte di muschio, creando un’atmosfera incantata mentre l’acqua si getta nel fiume Sacramento. Un piccolo angolo di paradiso immerso nel verde.

Spiagge da sogno: tra onde, scogliere e sabbie colorate

Santa Monica Pier: il fascino intramontabile del lungomare

Una delle immagini più celebri della California è il Santa Monica Pier, con la sua ruota panoramica illuminata che si riflette sull’oceano al tramonto.

Oltre alla spiaggia perfetta per prendere il sole o fare surf, il molo offre giochi, spettacoli dal vivo e un’atmosfera da luna park d’altri tempi, ideale per tutta la famiglia.

Venice Beach e i suoi canali: Italia sulla costa pacifica

A pochi chilometri da Santa Monica, Venice Beach è il cuore bohémien di Los Angeles.

Famosa per i suoi artisti di strada, i bodybuilder che si allenano a Muscle Beach e il vivace lungomare, questa zona nasconde anche un lato romantico: i Venice Canals, un quartiere residenziale con canali navigabili ispirati a Venezia. Perfetti per una passeggiata al tramonto.

venice beach
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Cammina per i canali di Venice per respirare un po’ di romanticismo

Big Sur: la costa più scenografica

Il tratto di costa tra Carmel e San Simeon, noto come Big Sur, è una delle strade panoramiche più spettacolari del mondo. Viaggiando lungo la Pacific Coast Highway, potrai attraversare il maestoso Bixby Bridge e ammirare scogliere a picco sull’oceano, boschi di sequoie e spiagge solitarie.

Molti viaggiatori scelgono di pernottare in yurt immersi nella natura, per vivere un’esperienza a stretto contatto con l’ambiente.

Pfeiffer Beach: la spiaggia viola

Una delle spiagge più curiose della California è Pfeiffer Beach, nella zona di Big Sur. Qui la sabbia assume una sfumatura viola, dovuta alla presenza di manganese proveniente dalle colline circostanti.

Il famoso Keyhole Arch, un arco naturale scavato nella roccia, regala fotografie spettacolari, soprattutto al tramonto.

Glass Beach: dai rifiuti alla meraviglia

Vicino a Fort Bragg, Glass Beach è un esempio di come la natura possa trasformare l’errore umano. Un tempo discarica abusiva, oggi la spiaggia è interamente ricoperta da piccoli frammenti di vetro levigati dal mare, che brillano al sole come gioielli colorati.

Non è permesso raccoglierli, ma lo spettacolo è garantito.

glass beach
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L’originale Glass beach, da discarica a luogo da ammirare

Bowling Ball Beach: geometrie naturali

A Schooner Gulch State Beach, nei pressi di Mendocino, si trova la suggestiva Bowling Ball Beach. Durante la bassa marea emergono rocce perfettamente sferiche, modellate da milioni di anni di concrezione ed erosione.

Un fenomeno geologico raro, perfetto per gli amanti della fotografia.

Dana Point Harbor: il paradiso delle balene

Conosciuto come la “Whale Capital of the World”, Dana Point Harbor offre acque trasparenti e la possibilità di avvistare balene, delfini e altri mammiferi marini. È anche il punto di partenza per numerose escursioni in barca.

La zona è ideale per chi cerca una spiaggia tranquilla ma con tutti i comfort.

Morro Rock Beach: il gigante del Pacifico

Dominata dall’imponente Morro Rock, un monolite vulcanico alto oltre 175 metri, questa spiaggia è un luogo suggestivo dove passeggiare, osservare gli uccelli marini o semplicemente rilassarsi.

Il contrasto tra la roccia e il blu dell’oceano crea una cornice naturale spettacolare.

Shell Beach: natura e avvistamenti marini

Situata nella cittadina di Pismo Beach, Shell Beach è un altro luogo ideale, oltre a Dana Point Harbor, per osservare delfini e balene, soprattutto nei periodi di migrazione.

Le sue scogliere frastagliate e le acque limpide la rendono perfetta anche per il kayak e le passeggiate panoramiche.

Santa Catalina Island: un angolo di Mediterraneo

A pochi chilometri dalla costa di Los Angeles si trova Santa Catalina Island, un’isola montuosa con spiagge, sentieri panoramici e un’atmosfera che ricorda le isole greche.

Le case dai tetti colorati e le acque cristalline creano un mix perfetto tra relax e avventura. Ottima per immersioni, snorkeling e hiking.

santa catalina island
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Una destinazione amatissima della California è Santa Catalina, con scorci panoramici incredibili

Carlsbad Ranch: tra spiaggia e fioritura

Nei pressi della costa sud, Carlsbad Ranch è famoso per i suoi campi di ranuncoli: 55 acri di fiori colorati che fioriscono tra marzo e maggio. Un connubio perfetto tra natura, fotografia e romanticismo, a pochi passi dal mare.

Come avrai capito, con i suoi paesaggi mozzafiato, le città iconiche e un mix unico di cultura, natura e stile di vita rilassato, la California è una delle destinazioni più complete e affascinanti degli Stati Uniti.

Dalle strade vivaci di Los Angeles alle maestose sequoie di Yosemite, dalle spiagge soleggiate del sud fino alle scogliere del Big Sur, ogni angolo del Golden State ha qualcosa di speciale da offrire.

Che si tratti di fare shopping a Rodeo Drive, camminare tra sequoie millenarie, rilassarsi in una sorgente termale nascosta o ammirare una spiaggia di vetro, la California ti offre un’incredibile varietà di paesaggi ed esperienze.

In questa guida abbiamo esplorato i luoghi più belli da vedere, divisi tra città affascinanti, parchi spettacolari e spiagge da sogno. Qualunque sia il tuo stile di viaggio—avventuroso, rilassato o culturale—la California saprà conquistarti, lasciandoti con la voglia di tornare ancora.

Lombardia negli Usa, tappa per l’AI all’università di Berkeley

L’intelligenza artificiale o Ai,  sta ridisegnando i confini del lavoro e Regione Lombardia si posiziona all’avanguardia nella gestione di questo cambiamento, tant’è che ha fatto tappa negli Usa all’Università di Berkeley. Lo conferma l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, alla guida di una delegazione in visita istituzionale in California. Dopo gli incontri in Silicon Valley con alti esponenti di Google, HP e Microsoft, la tappa successiva è stata infatti l’Università di Berkeley, uno dei centri mondiali della ricerca tecnologica sull’AI, conosciuta anche come UC Berkeley.

È la più antica e la principale tra le dieci sedi del sistema dell’Università della California. Fondata nel 1868 nella zona collinare di Berkeley,  è di fronte alla baia di San Francisco.

Incontro con Alberto Sangiovanni Vincentelli

L’assessore Tironi ha incontrato  Alberto Sangiovanni Vincentelli, figura di riferimento internazionale nei sistemi embedded e nella ricerca applicata, pioniere dell’ingegneria elettronica e advisor del Berkeley SkyDeck Europe. Questo progetto, che ha sede a Mind (Milan Innovation District) unica sede fuori dagli Stati Uniti per l’UC Berkeley, è promosso e sostenuto da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. Avviato nel 2022 dall’acceleratore dell’Università di Berkeley, ha accompagnato, tra l’altro,  la crescita di startup selezionate nel triennio di attività 2022-2024, garantendo anche il collegamento con operatori finanziari qualificati, in grado di supportare lo sviluppo delle iniziative imprenditoriali attraverso investimenti in equity.

Nello stesso ateneo la delegazione lombarda si è confrontata anche con Alessandra Lanzara, docente di fisica e scienziata di punta nel campo dei materiali innovativi.

Regione Lombardia e Università di Berkeley: un confronto sull’AI

“Un momento di lavoro molto utile – ha commentato Tironi – perché ci ha permesso di approfondire il ruolo dell’intelligenza artificiale nel mondo dell’education, tra sfide, opportunità e impatti sulla formazione dei giovani”.

“Abbiamo messo a confronto i nostri differenti sistemi di educazione – ha continuato – ed abbiamo condiviso un programma dedicato ai nostri studenti. La Lombardia vuole infatti essere pronta ad una vera rivoluzione che è in atto”.

Tironi: investire nella conoscenza significa prepararsi al futuro

L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Simona Tironi, in visita all'università di Berkeley.“Investire nella conoscenza – ha proseguito – significa investire nel futuro. Il dialogo con i più grandi player statunitensi dell’intelligenza artificiale e le relazioni che abbiamo stabilito rafforzano la visione di Regione Lombardia: costruire ponti tra ricerca, innovazione e politiche pubbliche per preparare le nuove generazioni alle trasformazioni del mondo del lavoro”.

In effetti, la missione di Regione Lombardia all’università di Berkeley ha fatto emergere un dato chiaro. L’AI è infatti già realtà nei processi aziendali, nella logistica, nella sanità e nella manifattura, ma la sua diffusione è verticale su alcuni lavori.

Aggiornamento continuo delle competenze

“È necessario quindi – ha chiarito Tironi – un nuovo approccio per rivedere anche le politiche attive del lavoro: la parola d’ordine è ‘riconversione’, aggiornamento continuo delle competenze e orientamento strategico delle filiere formative: per questo ho fortemente voluto anche la presenza delle Fondazioni Its più importanti d’Italia, perché anche l’istruzione deve aggiornarsi più rapidamente possibile, il rischio è di restare indietro”.

“Il nostro obiettivo – ha concluso Tironi – è duplice: prevenire l’obsolescenza professionale e guidare la crescita occupazionale nei nuovi settori ad alto contenuto tecnologico. Per farlo dobbiamo acquisire informazioni utili da chi già sta vivendo questa trasformazione ed essere pronti a mettersi in gioco anche rivalutando nuove posizioni. La Lombardia vuole essere un laboratorio europeo di intelligenza artificiale ‘al servizio dei lavoratori’”.

“Sono convinta – ha chiosato l’assessore Tironi al termine della missione istituzionale a New York e in Silicon Valley – che siamo di fronte non solo a strumenti tecnologici innovativi ma ad una vera rivoluzione. La transizione non è una minaccia, ma una straordinaria occasione di crescita, se affrontata con visione, investimenti e responsabilità pubblica”.

Chi ha partecipato agli incontri istituzionali

Agli incontri istituzionali hanno partecipato le migliori fondazioni Its d’Italia.

Roberto Sella, direttore generale Its Rizzoli e coordinatore rete Its Lombardia

Maria Rosaria Ramponi, direttrice Its Incom (Busto Arsizio/VA)

Marta Testa, responsabile amministrativa Its Incom

Alessandro Mele, segretario generale Iath (Cernobbio/CO)

Anita Longo, direttrice Iath

Paolo Rizzetti, direttore Its Machina Lonati (Brescia)

Silvia Rosangela Speroni, coordinatrice corsi Its

Luca Massone, presidente Fondazione Its Ammi (Academy of management for Made in Italy)

Pierpaolo Massone, progettista Fondazione Ammi

Alessandro Castagnoli, direttore Its Lga (Leading generation academy).

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Missione Lombardia negli Usa, tappa in Silicon Valley per l’AI

Tappa in Silicon Valley (California) per la missione istituzionale negli Stati Uniti guidata dall’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi, con l’obiettivo di esplorare le potenzialità dell’AI e il suo impatto sul futuro degli studenti. Il viaggio si è concentrato su incontri strategici in quello che è considerato uno degli hub mondiali per la tecnologia e l’innovazione.

Incontro a Google con Luca Prasso

Visita Tironi Silicon ValleyIl primo appuntamento significativo si è svolto presso la sede di Google, l’azienda fondata nel 1998 da Larry Page e Sergey Brin, a Mountain View. Tironi ha incontrato Luca Prasso che ha lavorato per Dreamworks come supervisore del rigging dei personaggi per film iconici come Shrek, Madagascar, How to Train Your Dragon  (Dragon trainer) e Kung Fu Panda. Prasso lavora nel team XR di Google, dove si occupa della creazione di dati sintetici per il machine learning, al cuore di molte tecnologie dell’intelligenza artificiale.

La Lombardia nella Silicon Valley per studiare l’AI

Durante la visita, la delegazione lombarda ha approfondito argomenti legati all’intelligenza artificiale applicata al campo educativo e alle opportunità che le nuove tecnologie possono offrire per migliorare l’apprendimento e la preparazione degli studenti. L’incontro ha messo in luce il ruolo cruciale che aziende come Google possono svolgere nell’ interagire sul futuro dell’istruzione attraverso strumenti innovativi e accessibili.

Tironi: ripensare la formazione di ragazzi e lavoratori del domani

Visita Tironi Silicon Valley, tappa in HP“Non si tratta solo di introdurre nuove tecnologie – ha spiegato l’assessore Tironi – ma di ripensare il modo in cui formiamo i ragazzi e i lavoratori del domani: l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento straordinario di inclusione e potenziamento, a patto che sia governata con intelligenza umana”.

“Per questo – ha continuato – fanno parte della nostra delegazione i responsabili della Rete delle Fondazioni Its nazionale in modo tale che, insieme, possiamo disporre di elementi utili in grado di aiutarci a interpretare questa nuova rivoluzione nel mondo education”. L’assessore ha visitato altre aziende a Mountain View e poi, a Palo Alto, è stata ricevuta nel Dipartimento AI di HP (Hewlett-Packard), società multinazionale statunitense di tecnologia dell’informazione. Qui la delegazione ha potuto incontrare un gruppo di ragazzi disabili che, grazie ad un progetto pilota integrato di intelligenza artificiale, sono riusciti ad avere un aiuto straordinario nel lavoro quotidiano in azienda.

Visita alla Stanford University con il professor Luigi Pistaferri

Visita Tironi Silicon ValleyIl confronto con i ricercatori della Stanford University ha evidenziato l’importanza di una didattica fatta di molto pensiero critico e della necessità di educare alla responsabilità digitale. Questo ateneo, che ha regalato al mondo 22 premi Nobel tutt’ora viventi, è un luogo di eccellenza accademica e ricerca avanzata. Qui l’assessore Tironi ha incontrato il professor Luigi Pistaferri, noto economista e docente. Il momento di dialogo e di confronto si è focalizzato sull’impatto dell’intelligenza artificiale nell’economia globale e sul modo in cui le università possono preparare le nuove generazioni a un mondo sempre più digitalizzato. La collaborazione tra istituzioni accademiche e governi regionali è un elemento chiave per affrontare le sfide del futuro.

 Intelligenza artificiale e futuro degli studenti

Durante questa prima giornata in California, l’intelligenza artificiale è stata, dunque, il filo conduttore delle discussioni. L’assessore Tironi in visita istituzionale nella Silicon Valley ha evidenziato che Regione Lombardia, da sempre attenta all’innovazione, si era già preparata su questi temi e, infatti, aveva lanciato le linee guida etiche sull’uso didattico dell’IA.

In Lombardia formazione gratuita per oltre 5.000 insegnanti

“Una virtuosa collaborazione tra pubblico e privato – ha proseguito – applicando anche in questo ambito un modello che da tempo contraddistingue le politiche della Regione Lombardia,  ha consentito di mettere a disposizione dei docenti che lavorano nelle nostre scuole moduli formativi gratuiti sull’AI. Oltre 5.000 insegnanti hanno potuto beneficiarne, a testimonianza del fatto che la Lombardia è già proiettata nel futuro”.

“Con questa missione – ha concluso Tironi – la Lombardia conferma il suo ruolo di leader nel panorama italiano, impegnandosi a sfruttare le potenzialità dell’intelligenza artificiale per garantire un futuro luminoso alle nuove generazioni”.

Un ponte tra Lombardia e innovazione

La visita istituzionale in California – che proseguirà con un passaggio all’università di Berkeley – rappresenta un passo significativo verso la costruzione di ponti tra la Lombardia e il mondo dell’innovazione globale. L’assessore Simona Tironi ha espresso la sua determinazione nel trasformare le idee emerse durante gli incontri in progetti attuativi per Regione Lombardia, promuovendo una visione che metta al centro gli studenti e il loro sviluppo.

 

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Old Town San Diego, un tuffo nell’anima caliente della California

Nel cuore dell’attuale metropoli di San Diego, dove storia e leggenda si intrecciano tra antichi adobe e dimore coloniali, sorge Old Town, uno dei luoghi più significativi per comprendere l’origine della California moderna. Questa storico quartiere si estende su circa 230 acri ed è strategicamente situato a sud dell’Interstate 8 e della Mission Valley, a est dell’Interstate 5 e del quartiere Midway-Pacific Highway, e a ovest del quartiere residenziale di Mission Hills. È in questa posizione privilegiata, tra la baia di San Diego e il fiume omonimo, che nel 1769 fu fondato il primo insediamento europeo permanente sulla costa occidentale degli attuali Stati Uniti, sovrapponendosi a un preesistente villaggio della tribù indigena Kumeyaay, noto come Kosaii.

Nel corso dei decenni, Old Town ha vissuto la transizione dal dominio spagnolo a quello messicano e infine all’annessione americana, conservando intatta una stratificazione culturale che oggi si riflette nell’architettura, nelle tradizioni e nei numerosi siti storici presenti. Visitare Old Town significa quindi immergersi in una narrazione viva che attraversa secoli di storia, rendendo questo luogo una tappa fondamentale per chiunque desideri scoprire le radici culturali della California.

Old Town San Diego State Historic Park, cuore dell’antica città

Il Parco Storico Statale di Old Town San Diego costituisce il fulcro dell’intero quartiere e rappresenta una delle attrazioni storiche più visitate della California. Su un’area di circa 29 acri, il parco ricrea l’atmosfera del periodo compreso tra il 1821 e il 1872, ovvero l’epoca in cui San Diego si trasformò da insediamento messicano a città americana. Al suo interno si trovano cinque edifici originali in adobe, oltre a numerose ricostruzioni fedeli di botteghe artigianali, antichi saloon, musei, fucine e panifici, molti dei quali animati da figuranti in costume d’epoca.

Il Robinson-Rose Visitor Center, situato in uno degli edifici ricostruiti, offre ai visitatori informazioni dettagliate sulla storia del parco e ospita un suggestivo modellino della città com’era nel 1872. Il parco organizza frequentemente rievocazioni storiche, concerti con strumenti d’epoca, visite guidate gratuite e attività per famiglie. Grazie alla varietà di proposte, rappresenta un’opportunità unica per comprendere le dinamiche sociali, economiche e culturali del periodo pionieristico della California.

Casa de Estudillo, icona dell’architettura coloniale

Costruita tra il 1827 e il 1829, Casa de Estudillo è uno degli edifici più rappresentativi dell’architettura coloniale messicana della California. L’edificio fu realizzato dall’influente famiglia Estudillo durante il periodo messicano, e servì come residenza, centro sociale e rifugio religioso. La casa si sviluppa attorno a un ampio cortile centrale, secondo lo stile delle haciendas spagnole, ed è composta da dodici stanze arredate con mobili d’epoca e oggetti originali.

Restaurata agli inizi del Novecento da John D. Spreckels, un imprenditore locale, la casa è oggi un museo che racconta la vita quotidiana della borghesia californiana del XIX secolo. I visitatori possono esplorare cucine, stanze da letto e ambienti di rappresentanza, acquisendo una visione concreta delle abitudini, dei ruoli sociali e dei cambiamenti intervenuti con il passaggio dall’epoca messicana a quella americana.

Mormon Battalion Historic Site, memoria di una marcia epica

Il Mormon Battalion Historic Site commemora il viaggio straordinario di un contingente di circa 500 uomini appartenenti alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che nel 1846 si unirono all’esercito americano durante la guerra messico-americana. Il battaglione percorse oltre 3.000 chilometri, dal Midwest fino a San Diego, in quella che è considerata una delle più lunghe marce militari della storia statunitense.

Il centro visitatori, gestito dalla stessa comunità mormone, offre un percorso interattivo che unisce tecnologie multimediali, ricostruzioni storiche e guide in costumi d’epoca. I visitatori possono assistere a filmati coinvolgenti, partecipare a laboratori manuali e scoprire il contributo fondamentale che questi pionieri diedero allo sviluppo delle infrastrutture civili e dell’economia locale.

Mormon Battalion, San Diego
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Il Mormon Battalion a Old Town San Diego

Heritage County Park, il villaggio in stile vittoriano

A breve distanza dall’Old Town Historic Park si trova l’Heritage County Park, un parco tematico realizzato per ospitare una serie di edifici vittoriani originali, salvati dalla demolizione nel centro di San Diego e trasferiti qui alla fine degli anni Settanta. Le case, accuratamente restaurate, rappresentano vari stili architettonici in voga tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Tra i vari edifici spiccano la Sherman-Gilbert House, caratterizzata da una suggestiva torretta e dettagli ornamentali in legno, e la Bushyhead House, un’abitazione in stile vernacolare appartenuta a un capo della polizia di origini Cherokee. All’interno del parco si trova anche il Temple Beth Israel, la prima sinagoga costruita a San Diego nel 1889. Il parco è oggi utilizzato come location per eventi privati, set fotografici e visite turistiche, offrendo uno scorcio autentico della San Diego dell’epoca vittoriana.

Whaley House, una dimora tra storia e mistero

La Whaley House, costruita nel 1857, è uno degli edifici più noti e controversi di San Diego. Residenza della famiglia Whaley, tra i primi coloni benestanti della città, l’edificio ospitò anche un tribunale, un negozio e uno dei primi teatri della città. Oltre alla sua importanza storica, è famosa per essere considerata una delle abitazioni più “infestate” d’America, tanto da essere stata oggetto di numerose indagini paranormali e programmi televisivi.

Oggi la casa è visitabile con tour diurni e serali, che ripercorrono la storia della famiglia e degli eventi misteriosi legati all’edificio, tra cui presunti avvistamenti e fenomeni inspiegabili. Accanto alla casa si trova il New Orleans Creole Café, che propone piatti della cucina cajun e offre un’esperienza gastronomica in linea con l’atmosfera suggestiva del luogo.

Church of the Immaculate Conception, simbolo di fede e continuità

La Chiesa dell’Immacolata Concezione sorge nel punto esatto in cui, nel 1769, padre Junípero Serra celebrò la prima messa in California. L’edificio attuale, iniziato nel 1868 e completato nel 1917, presenta un’elegante facciata in stile missionario spagnolo, con campanile a torre e dettagli sobri ma armoniosi. L’interno è caratterizzato da navate semplici e da un altare decorato che riflette lo stile delle missioni francescane.
La chiesa continua a essere un luogo di culto attivo e rappresenta un punto di riferimento spirituale per la comunità cattolica locale. Ospita spesso matrimoni e celebrazioni religiose, e accoglie ogni anno migliaia di visitatori interessati a conoscere il ruolo che la religione ebbe nella colonizzazione della California.

Junípero Serra Museum, alle origini della storia della città

Posto in cima alla Presidio Hill, il Junípero Serra Museum si erge come un faro visivo e simbolico sulla città di San Diego. Costruito nel 1929 in stile missionario spagnolo, segna il sito originario del primo presidio militare spagnolo della California, fondato proprio da padre Serra. Il museo è gestito dal San Diego History Center e ospita mostre permanenti e temporanee sulla storia della regione.
Il percorso espositivo approfondisce i rapporti tra i coloni spagnoli, la popolazione indigena Kumeyaay e le successive trasformazioni culturali, politiche ed economiche. Da non perdere la vista panoramica che si gode dalla torre sul fiume San Diego e sulla baia, tra le più suggestive della città.

Casa del Rey Moro African Museum, tributo alla diaspora africana

Nel cuore di Old Town si trova anche questo museo unico nel suo genere, dedicato alla storia e alla cultura africana e afroamericana. Fondato e curato dal professor Chuck Ambers, il Casa del Rey Moro African Museum offre una narrazione ampia e approfondita che parte dalle civiltà dell’Africa occidentale per arrivare alle comunità afroamericane contemporanee. Tra le collezioni spiccano manufatti, riproduzioni, testi storici, fotografie e documenti che testimoniano il contributo culturale, economico e sociale delle persone di origine africana negli Stati Uniti. Il museo è particolarmente apprezzato per il suo approccio educativo e per l’impegno nella promozione della memoria storica e dell’inclusione culturale.

Da Los Angeles a San Francisco, viaggio di lusso in California: le novità del 2024

Quale momento migliore delle vacanze per concedersi qualche lusso? Che si tratti di soggiornare nell’hotel delle star che avete sempre sognato o di cenare nel ristorante stellato che avete ammirato su Instagram, la California, con una varietà di esperienze di alta gamma pronte a soddisfare ogni vostro desiderio, è il posto giusto dove togliersi qualche sfizio. Ecco tutte le novità per vivere un viaggio da Los Angeles a San Francisco all’insegna del lusso nel Golden State.

Boutique e luxury hotel

Se il vostro concetto di lusso è un accogliente boutique hotel immerso nella Sierra Gold Country della California, l’Imperial Hotel ad Amador è ciò che fa per voi. Recentemente rinnovato, risale al 1870 e offre sei camere che uniscono i comfort moderni allo stile affascinante di un edificio in mattoni rossi.

Carmel-by-the-Sea, con le sue numerose gallerie d’arte, l’architettura ispanica e la vicinanza all’oceano, è una destinazione imperdibile per gli amanti del lusso. Tre nuovi boutique hotel arricchiscono l’offerta alberghiera locale. Nel cuore del villaggio hanno da poco aperto i battenti Le Petit Pali, con 58 eleganti camere, e il Carmel Beach Hotel, con 26 camere distribuite in sette edifici storici e un ristorante guidato dallo chef stellato Justin Cogley.

A marzo è stato inaugurato anche lo Stilwell Hotel, che combina il lusso moderno con il fascino classico, offrendo agli ospiti un soggiorno di prestigio con viste mozzafiato sull’oceano. Le 42 camere e suite sono state progettate per far sentire gli ospiti come a casa propria, mentre il premiato Foray Restaurant offre una cucina americana moderna.

La Kirkwood Collection, rinomata per il suo approccio innovativo al concetto di bed and breakfast, gestisce tre storici hotel con un tocco di lusso nel centro di Palm Springs. Tra questi, La Serena Villas, un’hacienda spagnola con 18 bungalow e un eccellente rooftop bar, il Del Marcos Hotel, riconosciuto per il suo valore architettonico e designato sito storico ufficiale, e il Three Fifty Hotel, con dieci camere dal fascino retro moderno, tipico di Palm Springs.

A Los Angeles, il Fairmont Miramar offre una nuova suite dedicata al benessere: la Serenity Suite, progettata per favorire il relax con tonalità naturali, la terapia sonora Somnify e il materasso Bryte Balance per un comfort personalizzato.

L’Hollywood Roosevelt, l’iconico boutique hotel nel cuore di Hollywood, ha fatto un restyling all’insegna del lusso contemporaneo delle sue famose Penthouse Suite: The Gable and Lombard Penthouse e The Johnny Grant Apartment. Il nuovo design si ispira all’epoca d’oro di Hollywood e incorpora ricchi marmi italiani, pannelli murali in noce scuro e quercia, murales dipinti a mano sul soffitto e decorazioni accuratamente selezionate in tutto il mondo.

L’iconico Hotel Del Coronado di San Diego ha ulteriormente elevato il suo già altissimo livello di accoglienza con il Beach Village. Una zona esclusiva fronte oceano che offre 78 cottage e ville recentemente ristrutturati, dove gli ospiti hanno a disposizione piscine private, lettini sulla spiaggia, cabanas, oltre al servizio di chef e concierge privati.

L’Estancia La Jolla Hotel & Spa ha recentemente completato una ristrutturazione da 13,9 milioni di dollari, che ha rinnovato le camere e gli spazi esterni. La struttura, già rinomata per la sua lussuosa offerta, ha aggiunto un apiario e un giardino dello chef, oltre a disporre di una spa completa, una vasta area piscina con cabanas e tre ristoranti.

Hollywood, Los Angeles
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Hollywood boulevard, Los Angeles, California

Fine dining

A Napa, dove cibo e vino formano un connubio inscindibile, Charlie’s è il nuovo ristorante di tendenza dell’anno. Lo chef Elliot Bell, ex allievo del rinomato French Laundry, vi sorprenderà con piatti stagionali preparati utilizzando i migliori prodotti locali.

Se siete curiosi di sapere come gli chef creino sapori così straordinari, l’esperienza “Garden Hour” al Silverado Resort di Napa vi rivelerà i loro segreti. Guidati dallo chef Patrick Prager o da un membro della brigata di cucina, potrete partecipare a un tour dei giardini culinari del resort, dove scoprirete il percorso degli ingredienti dalla terra al piatto, accompagnato da cocktail e piccoli assaggi ispirati ai prodotti del giardino.

Beverly Hills sta vivendo un vero e proprio rinascimento gastronomico. Alla fine di quest’anno, lo chef Daniel Boulud aprirà il suo primo ristorante sulla costa occidentale presso il Mandarin Oriental Residences. Questa novità si aggiunge ad altre aperture recenti, come il leggendario ristorante e cocktail bar Dante al Maybourne Beverly Hills, La Dolce Vita amata da Sinatra, Funke, Sushi Note Omakase e l’enoteca Sur Le Vert.

Lo chef Sujan Sarkar, candidato semifinalista alla James Beard Foundation, propone una cucina indiana di alto livello al Baar Baar, aperto di recente nel centro di Los Angeles. Il menu audace e fantasioso esplora i sapori e le consistenze dell’autentica cucina indiana con un approccio contemporaneo, da non perdere il Bollywood Brunch domenicale, con un DJ set dal vivo.

Esperienze esclusive

Anche a SLO CAL, nella San Luis Obispo County, dove la vita scorre tranquilla, non manca un tocco di lusso. La regione vanta eccellenti cantine, e un tour di degustazione in elicottero nella suggestiva area vinicola di Paso Robles è senza dubbio un’esperienza indimenticabile. Per chi preferisce l’acqua, l’alternativa altrettanto esclusiva è un’escursione sull’Oceano Pacifico a bordo di uno yacht di lusso in partenza da Morro Bay.

Per un’esperienza più avventurosa, The Georgian Hotel mette a disposizione il nuovo yacht Riva Virtus di 20 metri, prenotabile per escursioni di mezza giornata o di una giornata intera.

A Newport Beach, il Balboa Bay Resort ha recentemente aggiunto una nuova splendida imbarcazione al suo porto turistico: si tratta di un Sea Ray di 42,5 piedi, elegante e lussuoso, perfetto per tutte le avventure in acqua. Un’imbarcazione all’avanguardia progettata per offrire agli ospiti una serie di esperienze marittime indimenticabili. Dalle tranquille crociere in porto alle romantiche gite al tramonto, dalle emozionanti avventure di snorkeling alle suggestive escursioni per l’avvistamento delle balene, la “Host of the Coast” promette un mix perfetto di comfort ed emozioni.

Gli amanti della natura che non vogliono rinunciare ai comfort troveranno una nuova formula di glamping di lusso all’altCamp di Orange County. Potrete esplorare la costa californiana a bordo di un lussuoso Mercedes-Benz Sprinter, dotato di biancheria di alta qualità, pentole di marca e un Apple iPad Pro con accesso ai vostri servizi di streaming preferiti.

La spiaggia di vetro di Mendocino in California

La California è uno degli stati federali più conosciuti e spettacolari degli interi Stati Uniti. Uno di quei luoghi che può vantare una bellezza naturale unica e che offre paesaggi affascinanti agli occhi dei suoi visitatori. Uno di questi posti è sicuramente la famosa spiaggia di vetro di Mendocino, una città molto meno conosciuta rispetto alle più note San Francisco e San Diego. Mendocino è divenuta famosa per essere la Cabot Cove de La signora in giallo, nonostante nel telefilm la città fosse situata nello stato del Maine.

Questa spiaggia si trova nella zona settentrionale dello stato della California ed è caratterizzata da una serie di cristalli letteralmente levigati dall’acqua marina negli anni e che hanno fatto diventare questa spiaggia un luogo unico nel mondo. Come è stato possibile questo?

La storia della spiaggia di vetro di Mendocino

La spiaggia di vetro di Mendocino ha una storia unica, proprio come il paesaggio che crea agli occhi dei suoi visitatori. Negli anni Cinquanta e Sessanta, per gli abitanti della California questa spiaggia era considerata una vera e propria discarica. Qui, infatti, venivano scaricati rifiuti di ogni genera, dal vetro agli elettrodomestici, fino ai veicoli, tutto materiale che finiva direttamente in mare.

Per arrivare a questo risultato, c’è voluto molto lavoro anche da parte dell’uomo. Infatti, negli anni Sessanta la discarica venne ripulita e tutti i rifiuti più ingombranti e pericolosi vennero rimossi. Tuttavia, il vetro era ormai diventato parte del paesaggio e anziché essere considerato fonte di inquinamento, venne visto più come un’attrazione.

Infatti, il mare ha eroso i cristalli presenti sulla spiaggia, facendoli diventare milioni di piccoli pezzi di vetro arrotondati, colorati e lucenti, innocui per i bagnanti, e che al sole illuminano l’intera aerea come fossero piccole gemme colorate. Oggi questa spiaggia è la testimonianza della capacità della natura di trasformare il rifiuto umano in qualcosa di straordinariamente bello.

Nel 2003 lo stato della California ha deciso di comprare la spiaggia, soprattutto per scopri turistici. Oggi, infatti, migliaia di turisti, ogni anno, visitano questa spiaggia, estasiati da come uomo e natura abbiano trasformato questo pezzo di terra, pieno di scarti e rifiuti, in un piccolo angolo di paradiso. La spiaggia di vetro di Mendocino rientra sicuramente a far parte delle spiagge più famose come quella di Santa Monica in California.

Cosa aspettarsi dalla visita alla spiaggia di vetro?

La prima cosa che si nota arrivando alla spiaggia di Mendocino oltre ai colori sgargianti dei frammenti di vetro al sole, è l’Oceano Pacifico settentrionale, che bagna questo lembo di terra e crea un contrasto unico ed indimenticabile.

Nelle vicinanze della spiaggia di vetro è possibile anche ammirare la ricca vegetazione della California che cresce sulle scogliere circostanti e che aggiungono un tocco di colore ulteriore al paesaggio. Sono anche visibili numerose stelle marine e anemoni di mare come le anemone, che caratterizzano questa parte della costa.

Vista della città di Mendocino, in California, in inverno
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Vista della città di Mendocino, California

Attività all’aperto ed escursioni

Sebbene questa spiaggia sia una grande attrazione turistica per i vetri che la colorano, è il luogo ideale anche per coloro che vogliono godersi la zona circostante e vogliono svolgere attività all’aperto. Sono presenti anche numerosi tavoli e zone da pic nic ombreggiate, frequentati non solo dai turisti, ma anche dagli abitanti locali, e dove è possibile passare momenti lontano dal caos quotidiana e cittadino.

Oltre a queste zone di relax e divertimento, sono presenti numerosi sentieri che circondano la spiaggia di vetro di Mendocino, che offrono delle vedute spettacolari sull’Oceano Pacifico, che è possibile percorrere sia a piedi, che in bicicletta, e godere del paesaggio.

La spiaggia di vetro è un anche un vero e proprio paradiso per i fotografi, grazie ai colori ed i riflessi del sole sui frammenti di vetro, in grado di creare giochi di colore unici, soprattutto al tramonto.

Data la sua particolarità, la spiaggia di vetro di Mendocino è un luogo unico, che deve essere preservato. Proprio per questo è importante non raccogliere frammenti di vetro come souvenir. In questo modo si aiuta a mantenere intatto questo luogo unico e dalla storia così particolare. La spiaggia di vetro saprà sicuramente regalare ricordi unici ed indimenticabili ai visitatori dei posti più incredibili della California.

Il grande buco californiano in mezzo al lago

La California è una delle nazioni più gettonate per il turismo negli Stati Uniti: le sue iconiche città sfavillanti e le sue coste dorate sono tra i territori più belli e interessanti al mondo da visitare.

Nel Paese sono tante le attrazioni, anche talvolta insolite: nel lago artificiale di Berryessa c’è un buco, una voragine che risucchia l’acqua: a vederlo l’effetto è unico, fa una certa impressione. Si chiama Glory Hole e viene usato quando il livello della diga raggiunge il punto critico e occorre far scorrere l’acqua fuori dall’invaso. Ed è anche uno dei “buchi” più affascinanti del mondo.

Glory Hole, Lago Berryessa, California
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Il Glory Hole del Lago Berryessa in California

Cos’è il Glory Hole californiano

Il termine tecnico in inglese è spillway, in italiano sfioratore a calice. La Monticello Dam è una diga in Napa County, in California, costruita tra il 1953 e il 1957. Si tratta di una mezza diga ad arco, con un’altezza strutturale di 93 metri e una lunghezza di cresta di 312.

Per realizzarla sono stati contati oltre 326.000 metri cubi di calcestruzzo. Il serbatoio rifornisce d’acqua tutte le colture delle zone circostanti. La diga ha creato il lago di Berryessa, uno dei più grandi laghi dello Stato e secondo tra tutti quelli artificiali. A causa di questo, un villaggio ed una valle sono stati interamente sommersi dall’acqua.

La diga è stata progettata per gestire un massimo di 362.000 litri d’acqua al secondo, e l’effetto si determina quando il livello del lago sale a 15,5 metri sopra il livello dell’imbuto.

Questo “foro della gloria” è uno sfioratore non regolato che si trova a circa 200 metri dietro la diga. Il diametro esterno del foro è di 22 metri. Il foro al centro si assottiglia verso il basso per non meno di 9 metri. La distanza dalla cresta (bordo superiore), al punto di uscita che si trova nella parte sud del canyon, è di circa 700 metri. Per ovvie ragioni, il nuoto in prossimità del foro di gloria è proibito, qualora qualcuno avesse voluto provare una simile pazzia.

Ci sono boe posizionate sulla superficie del lago per scoraggiare i bagnanti ad avvicinarsi alla Glory Hole e alla sua diga.  Nel 1997, uno studente laureato UC Davis è annegato proprio qui, risucchiato dal vortice acquatico mentre nuotava nei dintorni. Quindi occhio a non avvicinarsi troppo…

Glory Hole, California
Fonte: iStock
Il Glory Hole

Cosa vedere nei dintorni

Oltre al Glory Hole, il Lago Berryessa offre molte altre opportunità per godersi la natura e le attività all’aperto. Potete noleggiare una canoa o un kayak e avventurarvi sul lago, ammirando gli scenari circostanti e godendovi la tranquillità dell’acqua. La pesca è anche popolare nel lago, con una varietà di specie ittiche presenti nelle sue acque.

Nei dintorni del Lago Berryessa, è possibile anche esplorare la rinomata regione vinicola di Napa Valley. Questa zona è famosa per i suoi vigneti, le cantine vinicole e i paesaggi mozzafiato. Potete dedicare del tempo a visitare alcune delle cantine locali, partecipare a degustazioni di vini pregiati e immergervi nell’atmosfera rilassante e raffinata della Napa Valley. Inoltre, la regione offre una vasta gamma di ristoranti, spa e boutique per soddisfare ogni desiderio.

Come raggiungere il Glory Hole

Prima di visitare il Glory Hole o il Lago Berryessa, assicuratevi di controllare le condizioni del lago e le eventuali restrizioni o indicazioni locali. La sicurezza è fondamentale quando si esplorano queste aree, quindi il consiglio è quello di rispettare tutte le norme e le indicazioni fornite.

Per raggiungere il Glory Hole al Lago Berryessa on the road, seguite queste indicazioni:

  1. Partendo da San Francisco, prendete l’autostrada I-80 East in direzione di Vallejo.
  2. Prendetel’uscita 39 per Highway 12 verso Napa/Sonoma.
  3. Proseguite sulla Highway 12 fino a raggiungere la Highway 29 North.
  4. Proseguite sulla Highway 29 North fino a raggiungere la Highway 128 East.
  5. Seguite la Highway 128 East fino a raggiungere il Lago Berryessa.

Una volta arrivati al Lago Berryessa, sarete accolti dalla vista mozzafiato del lago e delle colline circostanti. Se siete fortunati e il livello dell’acqua è particolarmente alto, potrete assistere allo spettacolo del Glory Hole in azione.

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