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Il canyon d’acqua che scolpisce la montagna tra pareti vertiginose e cascate fragorose: Partnach, in Baviera

I passi rimbombano sulle passerelle di legno bagnate, mentre l’umidità della roccia sfiora le guance. Intorno, le pareti di calcare grigio salgono diritte verso una striscia sottile di cielo azzurro, quasi soffocata dagli alberi abbarbicati lassù. Il torrente Partnach scorre pochi metri più in basso, una massa impetuosa di acqua colore verde smeraldo che ruggisce, schiuma e infrange il silenzio dei boschi bavaresi. Questa spaccatura naturale prende il nome di Gola della Partnach, o Partnachklamm in lingua originale, e si trova nell’estremo sud della Germania, ai piedi della cima più alta del paese, il Zugspitze, nei pressi della cittadina alpina di Garmisch-Partenkirchen.

I Caraibi d’Europa sono tra le montagne: allo scoperta del Lago Eibsee, gioiello della Baviera

Il primo sguardo cade su una distesa d’acqua dalle sfumature verde smeraldo e turchese, talmente limpida da lasciare intravedere sassi, tronchi e riflessi del fondale. Alle spalle si alza la parete imponente della Zugspitze, la montagna più alta della Germania con i suoi 2.962 metri, protagonista assoluta dell’orizzonte. Sì, siamo di fronte a uno scenario spettacolare, che ha trasformato il Lago Eibsee in uno dei simboli paesaggistici più celebri della Baviera.

Il bacino si trova a circa 1.000 metri di altitudine, circondato da foreste di conifere, pareti rocciose e piccole baie che cambiano volto durante l’arco dell’anno. La luce del mattino rende l’acqua quasi trasparente, il pomeriggio accende tonalità più intense, mentre il tramonto colora la superficie di riflessi dorati. Pur rappresentando una delle mete naturalistiche più famose della Germania meridionale, il lago appartiene ancora oggi a una proprietà privata legata allo storico Hotel Eibsee, aperto alla fine del XIX secolo. L’accesso alle rive, però, resta libero, scelta che permette di vivere il posto senza particolari limitazioni.

Poi ci sono 8 isole. Alcune appaiono ricoperte da pini e abeti, altre mostrano semplici affioramenti rocciosi. Dalla riva sembrano galleggiare davanti alla grande parete della Zugspitze, regalando prospettive sempre diverse lungo tutto il percorso che abbraccia il lago. Un posto eccezionale che viene spesso soprannominato i Caraibi della Baviera a causa di quei colori tropicali che destabilizzano la mente, abituata a tutt’altre tonalità quando pensa a un lago di montagna.

Origine, formazione e leggende del Lago Eibsee

La storia del Lago Eibsee comincia circa 3.600 anni fa, quando un enorme crollo interessò parte della parete settentrionale della Zugspitze. Migliaia di metri cubi di rocce precipitarono verso valle, modellando profondamente il territorio. I detriti bloccarono alcune depressioni già presenti, favorendo la nascita del bacino lacustre visibile ancora oggi.

Quell’antico evento geologico spiega anche la presenza delle 8 isole: molti rilievi rocciosi rimasti sopra il livello dell’acqua divennero piccoli isolotti ricoperti gradualmente dalla vegetazione alpina. Osservando il paesaggio risulta facile riconoscere la forza che plasmò questa parte del massiccio del Wetterstein.

Il lago occupa una superficie di circa 177 ettari, raggiunge una profondità massima vicina ai 34 metri, misura più o meno 2,45 chilometri nel punto più lungo e presenta uno sviluppo costiero di quasi 8,8 chilometri. Sì, sono numeri decisamente importanti. Poi c’è la straordinaria qualità dell’acqua, la quale rappresenta uno degli aspetti più apprezzati: filtrata naturalmente dalle rocce calcaree circostanti, mantiene una trasparenza straordinaria che permette di distinguere il fondale anche a diversi metri dalla riva.

Durante l’estate la temperatura diventa piacevole, caratteristica che lo rende una delle località balneari più amate della regione. Attorno al bacino prospera una fauna particolarmente interessante. Fra gli alberi trovano rifugio il picchio nero, la nocciolaia, il crociere comune, la civetta nana, varie specie di cince e persino rari picchi tridattili e picchi dorsobianco. Sulla superficie di questo lago della Germania compaiono regolarmente svassi maggiori e smerghi maggiori, tanto da essere una destinazione apprezzata anche dagli appassionati di birdwatching.

Fra racconti popolari tramandati nelle vallate alpine, qualcuno attribuisce alle acque dell’Eibsee un’aura quasi magica. Nebbie leggere, riflessi cangianti e il profilo severo della Zugspitze hanno alimentato nel tempo storie legate agli spiriti della montagna, pur senza una leggenda dominante conosciuta in tutta la Baviera.

Visita, attività e luoghi da scoprire

Il modo migliore per conoscere il Lago Eibsee passa dal sentiero ad anello che segue gran parte del perimetro. L’itinerario misura circa 7 chilometri e richiede mediamente 2 ore e mezza, alternando tratti nel bosco, punti panoramici, piccole spiagge di ciottoli e scorci sulle isole. Lungo il percorso cambia continuamente la prospettiva sulla Zugspitze: talvolta la montagna occupa l’intero sfondo, in altre circostanze compare fra gli alberi oppure si riflette perfettamente sull’acqua.

Lago Eibsee, Baviera
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Zugspitze che si riflette nel Lago Eibsee

Nella stagione più mite Eibsee invita a trascorrere molte ore all’aria aperta. Le baie più tranquille regalano angoli ideali per una pausa, mentre le rive ghiaiose permettono un bagno rinfrescante in un’acqua sorprendentemente limpida. Grande successo accompagna anche il noleggio di stand up paddle, kayak, barche a remi e pedalò. Navigare lentamente fra le isole, infatti, consente di osservare dettagli invisibili dalla terraferma, fra tronchi sommersi, pareti rocciose e piccoli promontori ricoperti di vegetazione.

Un’esperienza dal sapore storico arriva con il battello “Reserl“, imbarcazione utilizzata per brevi escursioni panoramiche. La navigazione aiuta ad ammirare una prospettiva privilegiata sul profilo della Zugspitze e fa sì che si possa apprezzare pienamente l’armonia fra lago e montagne. Accanto alle attività sportive trovano spazio diversi servizi pensati per una giornata rilassante. Durante la bella stagione aprono infatti il ristorante, la birreria, un piccolo chiosco, il punto dedicato ai souvenir e le strutture collegate al noleggio delle imbarcazioni.

Pochi passi separano il lago dalla moderna funivia della Zugspitze. In circa 10 minuti la cabina supera quasi 2.000 metri di dislivello, regalando una vista straordinaria sulle Alpi bavaresi. L’impianto attraversa uno dei piloni in acciaio più alti al mondo, alto 127 metri, particolare tecnico che rende la salita ancora più affascinante.

Chi desidera prolungare la permanenza trova numerose opportunità nei dintorni. Garmisch-Partenkirchen dista appena 12 chilometri e conserva eleganti edifici decorati secondo la tradizione bavarese. Poco oltre attendono la spettacolare Gola della Partnach, i sentieri del massiccio del Wetterstein, il Castello di Linderhof voluto da Ludovico II e il caratteristico borgo di Mittenwald.

Dove si trova e come arrivare

Il Lago Eibsee appartiene al territorio comunale di Grainau, nell’Alta Baviera, a breve distanza da Garmisch-Partenkirchen. La posizione, proprio ai piedi della Zugspitze, lo rende una delle porte d’accesso principali verso la vetta più alta della Germania. Chi parte da Monaco di Baviera raggiunge Garmisch-Partenkirchen in circa 90 minuti di treno. Dalla stazione prosegue il collegamento garantito dalla Bayerische Zugspitzbahn, ferrovia a cremagliera che arriva fino alla fermata Eibsee, situata a brevissima distanza dalla riva. Un’alternativa arriva dalla linea autobus 9840.

In automobile l’accesso avviene attraverso la A95, con un tempo medio di percorrenza vicino a 1 ora e 30 minuti da Monaco. Nei pressi del lago sono disponibili parcheggi pubblici a pagamento. Durante l’alta stagione conviene raggiungere la destinazione nelle prime ore della giornata, scelta che facilita la ricerca di un posto auto e permette di apprezzare un’atmosfera decisamente più tranquilla.

L’isola del Re delle Fiabe nel cuore del Chiemsee: è la splendida Herrenchiemsee

Per raggiungere Herrenchiemsee è necessario lasciare la terraferma alle spalle e affidarsi alle acque del Chiemsee, il lago più grande della Baviera, chiamato spesso “Mare Bavarese” per i suoi circa 80 chilometri quadrati di superficie.  Con i suoi 238 ettari, Herrenchiemsee rappresenta l’isola maggiore del lago.

Il nome significa “Isola degli uomini” e richiama la lunga presenza dei Canonici Agostiniani insediati in questo luogo per secoli. Poco distante si trova Fraueninsel, l'”Isola delle donne”, ancora oggi sede di un monastero benedettino. Due terre separate da pochi minuti di navigazione, unite da una storia religiosa che affonda le radici nell’Alto Medioevo.

L’aspetto attuale, però, porta soprattutto la firma di re Ludwig II di Baviera, ricordato anche con il soprannome di Re delle Fiabe. Nel 1873 acquistò l’intera Herrenchiemsee per 350.000 fiorini, salvando il patrimonio forestale da un progetto di disboscamento. Pochi anni più tardi prese forma il suo sogno più ambizioso: un palazzo destinato a celebrare Luigi XIV, il celebre Re Sole francese, figura che Ludwig ammirava profondamente anche per i legami dinastici fra le due famiglie reali.

La morte del sovrano, avvenuta nel 1886 nelle acque del lago di Starnberg in circostanze rimaste avvolte dal mistero, interruppe definitivamente il progetto. Del gigantesco complesso previsto venne completata soltanto la parte centrale, trasformando Herrenchiemsee in uno dei più affascinanti sogni incompiuti d’Europa.

Cosa vedere sull’Isola di Herrenchiemsee

Oltre al celebre palazzo reale, quest’isola della Germania custodisce testimonianze che attraversano oltre 1.300 anni di storia. Monasteri, giardini monumentali, sale riccamente decorate e scorci naturali regalano una visita sorprendentemente varia.

Castello di Herrenchiemsee

Fin dal primo sguardo appare evidente il richiamo alla Reggia di Versailles: la facciata riproduce fedelmente quella del capolavoro francese, mentre l’intero progetto celebra il prestigio della monarchia assoluta di Luigi XIV. Varcato l’ingresso, lo Scalone d’Onore introduce un susseguirsi di ambienti spettacolari.

Ludwig II volle reinterpretare la storica Scala degli Ambasciatori di Versailles attraverso una copertura vetrata ottocentesca in grado di amplificare la luce naturale e valorizzare stucchi, marmi policromi e decorazioni dorate. La Sala della Guardia apre il percorso cerimoniale con alabarde appartenute alla guardia reale, pareti impreziosite da raffinati rivestimenti e soffitti decorati con scene dedicate a Bacco e Cerere.

Seguono le anticamere ricche di dipinti raffiguranti Luigi XIV e membri della corte francese, insieme a statue equestri e arredi realizzati secondo la sofisticata tecnica Boulle, caratterizzata da intarsi in ottone, tartaruga e bronzo dorato. Fra tutti gli ambienti merita una menzione la Camera da Letto di Parata, autentico simbolo del potere monarchico. Tessuti, ricami, dorature e intagli raggiungono livelli straordinari, trasformando questa sala nel fulcro dell’intero edificio.

Il capolavoro assoluto resta però la Galleria degli Specchi: lunga ben 98 metri, supera perfino quella di Versailles, ferma a 73 metri. Ben 33 lampadari e 52 candelabri moltiplicano riflessi e bagliori lungo l’intera prospettiva, creando un effetto scenografico che lascia senza parole. Curiosa anche la Sala da Pranzo, impreziosita da un enorme lampadario in porcellana di Meissen. Qui trova posto il celebre tavolo meccanico “Tischlein-deck-dich”, collegato alle cucine attraverso un ingegnoso sistema utile a far salire e scendere la tavola apparecchiata.

Castello di Herrenchiemsee, Germania
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Il bellissimo Castello di Herrenchiemsee

Museo di Ludwig II

All’interno del palazzo trova spazio un museo inaugurato nel 1926 e ampliato nel corso dei decenni. Dodici sale raccontano la vita del sovrano attraverso fotografie, lettere, ritratti, oggetti personali, arredi originali e documenti legati alla famiglia reale bavarese. Il percorso permette di comprendere meglio la personalità di Ludwig II, divisa fra passione artistica, ricerca della bellezza e crescente isolamento negli ultimi anni di vita.

Antico monastero agostiniano

Molto prima dell’arrivo del re, Herrenchiemsee rappresentava un importante centro religioso. Un primo monastero sorse già nel VII secolo, mentre nel 1130 l’arcivescovo Corrado I di Salisburgo rifondò il complesso affidandolo ai Canonici Agostiniani. Nei secoli successivi l’abbazia acquisì prestigio politico, economico e culturale. La basilica romanica venne completata nel 1158, seguita nel XVII secolo da importanti ampliamenti barocchi.

Oggi il complesso conserva eleganti saloni storici, appartamenti utilizzati da Ludwig II durante i soggiorni sull’isola e alcune gallerie dedicate ai pittori del Chiemsee.

Giardini monumentali

Davanti al palazzo si apre un parco geometrico ispirato ai grandi giardini francesi. Fontane scenografiche, statue mitologiche, aiuole perfettamente simmetriche e lunghi canali prospettici accompagnano lo sguardo fino alle acque del lago. Fra maggio e inizio ottobre entrano in funzione anche i giochi d’acqua, ricostruiti fedelmente durante il XX secolo sulla base dei progetti originali.

Sentieri panoramici

Gran parte dell’isola rientra in un’area naturale protetta ricoperta da boschi misti molto antichi. Un itinerario ad anello di circa 7 chilometri attraversa radure, faggi secolari, antiche fortificazioni medievali e punti panoramici affacciati sul lago. Ottos Ruh regala una spettacolare visuale sulle montagne circostanti, mentre Pauls Ruh offre una tranquilla baia circondata dalla vegetazione.

Cosa fare all’Isola di Herrenchiemsee

L’isola alterna grandi opere architettoniche, natura rigogliosa e testimonianze storiche che riescono a trasformare una semplice visita in una giornata ricca di sfumature.

  • Salire sul traghetto da Prien: e godersi la traversata attraverso il Chiemsee con vista sulle Alpi del Chiemgau.
  • Scegliere la carrozza trainata da cavalli: durante la bella stagione, per raggiungere il palazzo lungo il viale alberato.
  • Partecipare alla visita guidata degli appartamenti reali: indispensabile per accedere agli ambienti principali.
  • Percorrere l’anello naturalistico: fra boschi, rive tranquille e belvedere affacciati sul lago.
  • Proseguire la giornata raggiungendo anche Fraueninsel: celebre per il monastero benedettino, le case dei pescatori e l’atmosfera raccolta.

Dove si trova e come arrivare

Herrenchiemsee appartiene al lago Chiemsee, nell’Alta Baviera, fra Monaco di Baviera e Salisburgo. Il principale punto di partenza coincide con Prien am Chiemsee, collegata sia alla rete ferroviaria sia alle principali arterie stradali della Germania meridionale. Dal porto di Prien partono traghetti durante tutto l’anno, con una navigazione che richiede circa 20 minuti.

Una volta sbarcati, il palazzo si raggiunge attraverso un piacevole percorso nel verde della durata di circa 45 minuti oppure tramite carrozza trainata da cavalli durante la stagione estiva. Una visita completa dell’isola richiede almeno mezza giornata, mentre un’intera giornata permette di apprezzare palazzo, museo, abbazia, giardini e itinerari naturalistici con la giusta calma.

Il fascino eterno di Fraueninsel, l’Isola delle Donne che galleggia sul Lago Chiemsee

Nel cuore della Baviera, a circa un’ora da Monaco, il Lago Chiemsee si apre ampio e luminoso, tanto da meritare il soprannome di “mare bavarese”. E proprio qui, tra acque placide e pulite, “galleggiano” alcune isole particolari. Una di queste è Fraueninsel che, pur misurando appena 15,5 ettari, è la seconda per estensione del bacino. Su questa terra emersa vivono più o meno 300 persone in modo stabile, tanto che a prima vista può sembrare un villaggio lacustre qualunque. Poi, con pazienza e attenzione, lo sguardo intercetta un campanile isolato con cupola a cipolla e si intuisce che la storia, anche da queste parti, ha lasciato tracce profonde.

Il nome Fraueninsel (Isola delle Donne) nasce nell’VIII secolo per la presenza dell’Abbazia di Frauenwörth, un monastero benedettino femminile che domina il territorio da oltre 1.200 anni. Si chiama in questo modo per contrapposizione alla vicina Herreninsel (Isola degli Uomini), dove in passato risiedeva una comunità di monaci.

Oggi per scoprire questo grazioso luogo della Germania sono necessari un viaggio in battello e poche ore a disposizione, ma il fatto interessante è che si avverte un’energia diversa appena si sbarca.

A Ratisbona si passa dal cantiere alla storia: scoperto il santuario più antico di tutta la Baviera

Uno straordinario ritrovamento archeologico è avvenuto nel centro storico di Ratisbona, in Baviera. Sotto le strade acciottolate del centro storico cittadino, patrimonio UNESCO affacciato sul Danubio, è riemerso un capitolo dimenticato della storia romana.

Da uno scavo per lavori di routine sono riemersi reperti la cui unicità è diventata evidente solo a un esame più attento: in epoca romana, questo sito ospitava un santuario del dio Mitra, chiamato Mitreo, il più antico mai rinvenuto in tutta la Baviera. Una scoperta straordinaria che cambia la mappa della presenza romana nella Germania sud-orientale e apre nuove prospettive su uno dei culti più enigmatici dell’antichità.

Cosa è stato scoperto

Il ritrovamento è avvenuto in Stahlzwingerweg 6, nel pieno centro storico di Ratisbona, dove era previsto un progetto residenziale promosso da SDI GmbH & Co. KG. Come previsto in un’area archeologicamente sensibile, prima dell’inizio dei lavori sono state avviate indagini preventive dall’ArchaeoTeam GmbH, sotto la direzione dell’archeologa Sabine Watzlawik.

All’inizio, nulla ha fatto immaginare l’eccezionalità della scoperta: sono emerse tracce di frequentazioni preistoriche, romane e medievali, perfettamente in linea con la storia stratificata della città. Tuttavia, alcuni reperti più complessi hanno iniziato a sollevare interrogativi e solo dopo un’analisi attenta da parte degli esperti, guidati dall’archeologo Dr. Stefan Reuter, si è finalmente ricomposto il puzzle: in epoca romana, in questo punto sorgeva un Mitreo, ovvero un tempio dedicato al dio orientale Mitra.

Cosa è stato trovato, nello specifico, per risalire all’identità di questo luogo? Innanzitutto, l’edificio era originariamente in legno, infatti solo una piccola parte di esso è sopravvissuta, ma tanti altri indizi confermano questa ipotesi. Tra i reperti rinvenuti, una pietra votiva, frammenti di placche votive, simili a quelle trovate in altri templi, elementi tipici di un santuario e monete. Sono state proprio queste ultime a rivelarsi fondamentali per risalire alla datazione: il Mitreo risale a un lasso temporale compreso tra l’80 e il 171 d.C., durante il periodo del forte di coorti romane di Kumpfmühl e del relativo insediamento sul Danubio.

Tra gli altri reperti frammenti ceramici decorati con serpenti, incensieri, brocche e recipienti per bere. Dettagli fondamentali, perché il culto di Mitra prevedeva banchetti rituali e cerimonie iniziatiche riservate a comunità ristrette, spesso legate all’ambiente militare.

Le monete rinvenute nel santuario romano a Ratisbona
Musei della Città di Ratisbona
Le monete rinvenute nel santuario riemerso a Ratisbona

Perché questa scoperta è unica

Secondo Maximilian Ontrup, esperto di archeologia romana provinciale presso i Musei Civici di Ratisbona, il ritrovamento è eccezionale per due motivi fondamentali: si tratta del primo santuario romano mai identificato nel centro storico della città e, su scala regionale, rappresenta il più antico Mitreo tra i nove finora noti in Baviera.

La maggior parte dei santuari dedicati a Mitra risale infatti a un periodo più tardo, tra la fine del II e il III secolo d.C., quando il culto raggiunse il suo apice nell’Impero Romano, prima di essere progressivamente soppiantato dal Cristianesimo tra IV e V secolo. Il sito di Ratisbona testimonia invece una diffusione precoce del culto, offrendo una rara finestra su una fase ancora poco documentata.

La scoperta è considerata una delle più importanti per la Ratisbona romana degli ultimi dieci anni e il suo valore va ben oltre i confini cittadini: i reperti forniscono nuove informazioni sui rituali, sulle pratiche religiose e sulla vita sociale di un culto ancora oggi avvolto dal mistero, sia in Germania che al di fuori.

Per questo motivo, la città di Ratisbona e l’Ufficio statale bavarese per la conservazione dei monumenti hanno avviato un progetto di studio congiunto, attualmente in corso. I reperti saranno esposti nei Musei Civici di Ratisbona, entrando a far parte di un nuovo percorso museale che promette di rendere “visibile” una storia rimasta sepolta per quasi duemila anni.

Ramsau bei Berchtesgaden, il cuore alpino della Baviera tra rocce primordiali e bellezze senza tempo

Ramsau bei Berchtesgaden rappresenta una delle realtà alpine più singolari dell’Europa centrale. Il villaggio, situato all’estremo sud-orientale della Baviera, sorge a breve distanza dal confine austriaco e dalla città di Salisburgo, ma soprattutto vanta un territorio vasto e verticalmente articolato che supera di molto le dimensioni demografiche del centro abitato. Poco meno di 2.000 residenti, infatti, vivono in un’area che si estende dalle vallate verdi fino alle creste più elevate delle Alpi di Berchtesgaden, raggiungendo quota 2.713 metri sulla Mittelspitze del Watzmann, una delle montagne più emblematiche dell’immaginario alpino tedesco.

Il borgo si sviluppa a circa 670 metri sul livello del mare all’interno di una conca modellata da ghiacciai antichi, corsi d’acqua montani e frane preistoriche. Gran parte del territorio comunale rientra nel Parco Nazionale di Berchtesgaden, unica area protetta alpina della Germania istituita nel 1978 per tutelare ecosistemi di alta montagna rimasti in larga parte intatti. Ramsau possiede inoltre lo status di stazione climatica curativa, riconoscimento legato alla qualità dell’aria, alla presenza di boschi estesi e alla particolare combinazione di altitudini, esposizioni e correnti.

Ma non è di certo tutto, perché la storia del luogo risulta profondamente intrecciata con la montagna: nel 2015 ha ottenuto il titolo di primo “villaggio dell’alpinismo” della Baviera, riconoscimento che premia una visione di turismo dolce basata su sostenibilità, agricoltura tradizionale e salvaguardia delle tradizioni alpine.

Cosa vedere a Ramsau

Il centro di Ramsau presenta un impianto raccolto, privo di grandi assi urbani e dominato da edifici rurali, masi storici e strutture religiose di forte valore simbolico. Ne è un esempio la Chiesa parrocchiale di San Sebastiano (1512) che costituisce uno dei soggetti più rappresentati della pittura romantica europea. Artisti del XIX secolo, infatti, rimasero colpiti dalla sua poetica posizione accanto al torrente Ramsauer Ache e incorniciata da prati ondulati e dalla massa rocciosa del Watzmann. L’architettura tardo gotica dell’edificio, con campanile slanciato e interni sobri, dialoga con il cimitero adiacente, celebre per lapidi dipinte, croci lignee e decorazioni floreali che restituiscono una visione serena del rapporto tra comunità e memoria.

Poco sopra l’abitato si trova il Santuario di Maria Himmelfahrt, noto anche come Maria Kunterweg, costruito nel XVIII secolo in stile rococò bavarese. La facciata chiara, gli interni riccamente decorati e la posizione tra i boschi ne fanno uno degli esempi più raffinati di architettura sacra regionale.

Tra gli elementi naturali spicca l’Hintersee, lago alpino dalle acque limpide che si è formato a seguito di una frana preistorica. Le sue rive ospitarono pittori paesaggisti dell’Ottocento attratti dai riflessi delle pareti rocciose e dalle variazioni cromatiche stagionali. Nelle vicinanze, invece, si estende lo Zauberwald, una foresta geologica nata dal crollo di enormi masse calcaree circa 3.500 anni fa e riconosciuto tra i 100 geotopi più significativi della Baviera.

Merita attenzione anche la storica condotta salina, realizzata nel XIX secolo per trasportare salamoia dalle miniere di Berchtesgaden verso le saline di Bad Reichenhall. Il tracciato attraversa pendii panoramici con viste aperte sulle catene del Hochkalter e del Watzmann.

Cosa fare in inverno

Durante la stagione fredda Ramsau assume un carattere raccolto e silenzioso, valorizzato da un’offerta di attività legate alla neve e al paesaggio. A disposizione dei visitatori ci sono piste di sci di fondo che si sviluppano lungo il fondovalle e sui pendii dolci, ma anche il comprensorio familiare di Hochschwarzeck che propone discese adatte a sciatori di livello intermedio, oltre a percorsi per slittino e aree dedicate ai più giovani.

Ramsau, Germania
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Ramsau in inverno

Le superfici ghiacciate dell’Hintersee permettono pratiche tradizionali quali il pattinaggio e il curling, disciplina profondamente radicata nella cultura alpina bavarese. Poi ancora escursioni con racchette da neve che attraversano boschi innevati per andare verso malghe isolate e punti panoramici, mentre le pareti calcaree delle Alpi di Berchtesgaden attirano specialisti dell’arrampicata su ghiaccio e delle vie ferrate invernali.

La stagione del gelo risulta ideale persino per attività di benessere, anche perché il Bergkurgarten ospita un impianto di graduazione salina che diffonde aerosol naturali utili per le vie respiratorie.

Cosa fare in estate

Con l’arrivo dell’estate Ramsau muta quasi completamente rivelando una profonda vocazione escursionistica. In zona, infatti, si sviluppa una rete di sentieri che supera i 250 chilometri, attraversando vallate glaciali, pascoli d’alta quota e ambienti rocciosi. Il Wimbachtal rappresenta uno degli esempi più straordinari di valle detritica alpina, modellata dal continuo movimento di materiali calcarei trasportati dalle precipitazioni. Qui la vegetazione appare selettiva e rara, adattata a un suolo instabile.

Le malghe attive durante il periodo di alpeggio mettono a disposizione prodotti caseari, piatti tradizionali e testimonianze di un’agricoltura di montagna ancora viva. Le salite verso il massiccio del Watzmann e del Hochkalter richiedono preparazione tecnica e conoscenza dell’ambiente, mentre percorsi meno impegnativi conducono al Taubensee, piccolo lago carsico alimentato da sorgenti subacquee e noto per le ninfee e per l’elevata biodiversità.

Nei mesi estivi, tra le altre cose, la seggiovia dell’Hirscheck consente l’accesso a punti panoramici adatti anche a famiglie, con viste estese sulle creste circostanti. A completare questa ricca offerta ci sono poi ciclismo alpino ed escursioni naturalistiche.

Come arrivare a Ramsau bei Berchtesgaden

Il pittoresco borgo di Ramsau bei Berchtesgaden si raggiunge facilmente attraverso una rete viaria ben integrata con il sistema bavarese e austriaco. Monaco di Baviera dista circa 150 chilometri, mentre Salisburgo si trova a una trentina di chilometri verso nord. Il collegamento ferroviario più vicino conduce a Berchtesgaden, da cui partono autobus locali diretti al centro del comune e alle principali località del parco nazionale.

Per chi viaggia in automobile, le strade panoramiche seguono vallate e pendii con tratti spettacolari, mantenendo standard di sicurezza elevati anche durante la stagione invernale. La posizione di Ramsau, ai margini di una delle aree naturali più tutelate della Germania, rende l’arrivo parte integrante dell’esperienza, introducendo gradualmente a un paesaggio modellato da milioni di anni di storia geologica e da secoli di presenza umana consapevole.

Da Roma a Monaco in 6 ore: entro il 2040, il piano UE rivoluzionerà i viaggi in treno

Viaggiare da Roma a Monaco di Baviera in appena sei ore non sarà più un sogno, ma una prospettiva concreta entro il 2040. La Commissione Europea ha presentato un ambizioso pacchetto di misure per realizzare una rete ferroviaria ad alta velocità, capace di collegare le principali città in tempi mai visti prima.

L’obiettivo è duplice: rendere il treno competitivo con l’aereo su molte tratte e ridurre drasticamente le emissioni di CO₂, contribuendo alla transizione verde e alla coesione economica tra gli Stati membri.

L’Europa si connette: Roma e Monaco più vicine

Il progetto rientra nel quadro del piano TEN-T (Trans-European Transport Network) e del nuovo Piano d’Azione per l’Alta Velocità Ferroviaria, che puntano a creare una rete moderna e più efficiente in tutta Europa.

Secondo la Commissione, la futura “TAV europea” sarà realizzata combinando nuove linee e tratte già esistenti ma potenziate, così da unire le capitali e i principali centri urbani da nord a sud e da est a ovest, includendo anche i Paesi candidati all’ingresso nell’UE.

Tra le tratte simbolo del progetto figura proprio quella Roma–Monaco, che vedrà i tempi di percorrenza ridursi a circa sei ore. Ma non sarà l’unica: si potrà viaggiare da Berlino a Vienna in 4 ore e mezza (oggi oltre 8), da Sofia ad Atene in 6 ore invece di 13, e da Madrid a Lisbona in circa 3 ore al posto di 9.

Si tratta di un cambiamento radicale che farà del treno l’alternativa preferita ai voli a corto raggio, grazie alla comodità di collegamenti centro-centro e a prezzi più accessibili.

Il vicepresidente della Commissione, Raffaele Fitto, ha definito il piano “un passo decisivo verso un’Europa più unita ed efficiente”, sottolineando il suo valore economico e sociale.

Anche il commissario europeo ai Trasporti sostenibili e al Turismo, Apostolos Tzitzikostas, ha ricordato che oggi solo in pochi Paesi – tra cui Italia, Francia, Germania e Spagna – si concentrano la maggior parte dei 12.000 km di linee ad alta velocità esistenti, mentre l’Europa centrale e orientale resta ancora poco connessa.

Il nuovo piano cambierà questa situazione, con investimenti stimati fino a 550 miliardi di euro, generando però benefici sociali aggiuntivi per circa 200 miliardi.

Roma-Monaco in 6 ore con il treno entro il 2040
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La bellissima Marienplatz a Monaco

Il biglietto unico europeo

Un’altra grande novità verrà presentata già entro il 2026: l’introduzione del biglietto unico europeo, un sistema digitale che consentirà di prenotare viaggi transfrontalieri con un solo clic, anche combinando treni, autobus e aerei. Questo strumento, definito “multimodale”, rappresenterà un passo avanti nella semplificazione dell’esperienza di viaggio per milioni di cittadini europei.

Il biglietto unico permetterà di acquistare in modo semplice e trasparente un intero itinerario indipendentemente dalle compagnie ferroviarie coinvolte. Secondo Tzitzikostas, la priorità è “garantire che i cittadini possano prenotare un viaggio completo attraverso più operatori come se fosse un unico biglietto”, rendendo l’intermodalità una realtà quotidiana.

Oltre a migliorare la competitività del trasporto ferroviario, la misura mira a promuovere il turismo sostenibile e ad aumentare l’accessibilità per tutti i viaggiatori europei.

L’iniziativa sarà accompagnata dal Sustainable Transport Investment Plan (STIP), destinato a mobilitare risorse pubbliche e private per favorire investimenti in carburanti rinnovabili e in tecnologie a basse emissioni, sostenendo così una mobilità più verde e integrata.

Non solo Neuschwanstein: i castelli più belli della Baviera

Quando si pensa ai castelli della Baviera il primo che viene in mente è sicuramente quello di Neuschwanstein, così iconico da essere considerato quello delle favole. Non è un caso che proprio lui abbia ispirato Walt Disney. Il territorio, però, custodisce tantissime residenze reali e dimore storiche da scoprire e noi di Siviaggia vogliamo svelarvene alcune imperdibili.

Castello di Linderhof

Il Castello di Linderhof è tra i più piccoli da scoprire in Baviera, ma non per questo meno importante. È stato l’unico a essere completato durante la vita del re, tra il 1874 e il 1878, e anche quello in cui trascorse più tempo…ben otto anni. Ludwig II, soprannominato il “re delle fiabe”, cercava un rifugio lontano dalla corte, un luogo dove potersi isolare e sognare in pace. E Linderhof, ispirato al Petit Trianon di Versailles, era perfetto per questo scopo. Nonostante le dimensioni ridotte, è un tripudio di oro, stucchi, specchi e velluti blu: ogni stanza racconta l’ossessione del sovrano per il lusso e il mito della monarchia francese.

Tra le curiosità più affascinanti, c’è il “Tischlein-deck-dich”, un tavolo magico che si apparecchia da solo: Ludwig non voleva essere disturbato nemmeno dai servitori durante i pasti. E poi i giardini, un capolavoro di simmetrie perfette, fontane danzanti e statue allegoriche. Passeggiando tra i sentieri, si scoprono anche il chiosco moresco con il celebre trono dei pavoni, la casa marocchina e persino una grotta di Venere, un set teatrale sotterraneo ispirato alla Grotta Azzurra di Capri, con tanto di barca e giochi di luce.

Castello di Herrenchiemsee

Spostiamoci ora verso un’isola magica della Germania: la Herreninsel, nel cuore del Chiemsee, uno dei laghi più belli della Baviera. Cominciato nel 1878, il Castello di Herrenchiemsee non venne mai completato, ma bastano le parti terminate per lasciare a bocca aperta chiunque metta piede su quest’isola.

Appena si arriva, si capisce subito che l’ispirazione è Versailles: Ludwig voleva creare un monumento al potere e alla bellezza assoluta, omaggiando il suo idolo, Luigi XIV, il Re Sole. Il risultato? Una reggia spettacolare che unisce grandiosità francese e romanticismo tedesco.

Entrando, ci si trova di fronte alla Sala degli Specchi, una copia perfetta di quella parigina, illuminata da oltre 2.000 candele ogni sera. L’effetto deve essere stato mozzafiato. Poi c’è la camera da letto di parata, dove tutto è rosso e oro, e ogni dettaglio racconta la passione di Ludwig per la teatralità e la simbologia del potere.

Castello di Hohenschwangau

A pochi passi dal celeberrimo Neuschwanstein, sorge un castello che spesso viene ingiustamente messo in secondo piano: il castello di Hohenschwangau. Visitandolo, si entra davvero in una fiaba: ogni stanza conserva ancora gli arredi originali, e grazie alle audioguide, si può rivivere la quotidianità della famiglia reale.

C’è la sala del Cavaliere del Cigno, simbolo di purezza e leggenda medievale (un tema carissimo a Ludwig), la camera della regina, con affreschi delicati e vedute sul lago, e la suggestiva sala degli eroi, dove tutto parla di coraggio e nobiltà. Un piccolo consiglio se potete, visitate Hohenschwangau al tramonto: quando la luce cala e il lago si tinge d’oro, il castello sembra fluttuare nel tempo, sospeso tra storia e leggenda.

Riemerge un insolito cerchio perfetto di origine romana: la scoperta rara in Baviera

Nel cuore dell’Alta Baviera, una monumentale struttura circolare in pietra è riemersa dal passato. Una scoperta fatta quasi per caso, durante i lavori di costruzione di un bacino di raccolta delle acque piovane, che ha lasciato senza parole gli archeologi dell’Ufficio Statale Bavarese per la Conservazione dei Monumenti Storici (BLfD).

Davanti ai loro occhi, un cerchio perfetto di pietre sapientemente posate: un’opera che riscrive la storia della presenza romana nell’antica provincia della Rezia, nel sud della Germania.

Automotive, Guidesi a vertice ‘Ara’: la Commissione Ue cambi rotta

Si sono ritrovate a Monaco di Baviera le 40 Regioni appartenenti all’Automotive Regions Alliance (ARA), la realtà europea che raggruppa i territori manifatturieri più importanti del continente con una presenza significativa di aziende del settore Automotive. A presiedere l’ARA è la Lombardia con l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi.

Le Regioni si sono incontrate a Monaco per l’assemblea annuale in occasione del Salone dell’Auto (IAA Mobility): all’ordine del giorno la firma di un nuovo Manifesto e, soprattutto, un momento di confronto alla vigilia del grande appuntamento del 12 settembre 2025 a Bruxelles, quando il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, riunirà tutti i più importanti protagonisti dell’industria dell’Automotive. Tutti ad esclusione di uno: l’Automotive Regions Alliance; una scelta molto criticata dalla Lombardia e da tutta l’associazione, considerando che le Regioni aderenti all’Ara rappresentano il 40% del Pil europeo.

Il bilancio del primo anno di presidenza

L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, interviene a Monaco di Baviera all’assemblea annuale dell’Automotive Regions Alliance (ARA) in qualità di presidente chiedendo un cambio di passo alla Commissione UePer Guidesi l’evento bavarese è stata l’occasione per tracciare un primo bilancio del suo anno di presidenza e per ribadire le priorità di azione, sempre con l’obiettivo di difendere l’industria Automotive messa in grave difficoltà dalle decisioni “ideologiche”, come le ha definite lo stesso Guidesi, messe in atto della precedente Commissione e non corrette dall’attuale.

“Innanzitutto – ha spiegato Guidesi durante il suo intervento – è importante sottolineare il fatto che la squadra si sia allargata arrivando a quota 40 Regioni, che nel loro complesso rappresentano l’Europa dal punto di vista geografico ma anche economico, dato che sostanzialmente i 40 territori insieme incidono praticamente per la metà del Pil europeo. All’interno dell’alleanza abbiamo creato sinergia e sintesi: allo stesso tempo siamo riusciti a proporre alla Commissione europea documenti con idee e suggerimenti per raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile senza distruggere la competitività. Al momento, però, la Commissione non è passata dall’ascolto alla concretizzazione; infatti, per ora quasi nulla delle nostre proposte è stata messa in campo”.

Il nuovo manifesto dell’Automotive Regions Alliance

Sul versante invece delle priorità, molte delle quali inserite nel nuovo Manifesto dell’Ara, il presidente dell’alleanza Guidesi ha sottolineato quanto ormai sia doveroso e non più rimandabile l’attuazione del principio di ‘neutralità tecnologica’. A tal proposito una novità significativa introdotta nel nuovo Manifesto dell’Automotive Regions Alliance, sottoscritto da tutte le 40 Regioni, consiste nella richiesta indirizzata alla Commissione Ue di considerare anche i carburanti alternativi (ad esempio i biocarburanti) nel raggiungimento di una mobilità sostenibile. Una battaglia ‘lombarda’ che oggi trova ampia condivisione in Europa.

Altro elemento significativo inserito nel Manifesto, e condiviso da tutti i partecipanti, riguarda la dura presa di posizione rispetto all’esclusione di Ara dalla riunione strategica del 12 settembre a Bruxelles.

“Grave – si legge nel documento – che l’alleanza non sia stata pienamente inclusa nel dialogo strategico sul settore automobilistico, nonostante il suo ruolo essenziale nella rappresentanza degli interessi regionali, e si ritiene che ciò costituisca un’occasione mancata per garantire adeguata rappresentazione alle istanze territoriali”. Anche in questo caso la Lombardia è stata tra le prime a denunciare la decisione definendola “un pessimo segnale”.

Il ruolo delle auto d’epoca e il calcolo delle emissioni

L’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, interviene a Monaco di Baviera all’assemblea annuale dell’Automotive Regions Alliance (ARA) in qualità di presidenteUn ulteriore passaggio significativo sottolineato da Guidesi e ripreso nel documento riguarda le ‘auto storiche’. “Si rimarca – si legge – che il quadro giuridico dell’Ue che fissa gli obiettivi climatici nel settore del trasporto su strada non si applica alle auto d’epoca, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione del patrimonio storico e culturale delle regioni automobilistiche d’Europa”.

Altro elemento chiave della ‘tesi lombarda’ inserito nel Manifesto riguarda il metodo di calcolo delle emissioni: “importante considerare – si legge nel paragrafo specifico – il ruolo strategico della valutazione del ciclo di vita (LCA) nell’orientare lo sviluppo tecnologico; allo stesso tempo si ritiene fondamentale che l’UE investa ulteriormente nell’innovazione relativa ai biomateriali, alla progettazione circolare e ai metodi di produzione a basso impatto per sostenere gli obiettivi climatici e il rinnovamento industriale regionale, sia per i componenti automobilistici e l’assemblaggio di veicoli sia per i componenti delle batterie e il loro assemblaggio”.

L’appello alla Commissione Ue per l’Automotive

“La Commissione europea – ha dichiarato il presidente di Ara, Guidesi – ora deve decidere se salvare l’industria automotive europea oppure far morire l’intero comparto. O si cambiano le regole e l’impostazione attuale oppure lasceremo ai costruttori cinesi il monopolio. L’Europa invece si troverà a gestire tanti disoccupati visto che questo settore, tra diretti e indiretti, vale 13 milioni di posti di lavoro. Con il ‘solo elettrico’ gli obiettivi ambientali si raggiungeranno unicamente attraverso la desertificazione industriale. La Commissione decida, tempo non ce n’è più”.

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SiViaggia regala il magazine sfogliabile GATE numero 54

Ogni mese vi regaliamo il magazine di lifestyle GATE da scaricare e sfogliare. La rivista in versione digitale, scritta in italiano e in inglese, contiene articoli di viaggi, ma anche di moda, costume e attualità. A pagina 30 del numero 54 vi portiamo sull’isola di Pangkor in Malesia. Diceva Luciano Pavarotti di quest’isola: “Questo posto è incantevole, è un paradiso… Sono rimasto davvero commosso nel vedere quante
cose belle sono state fatte da Dio”. E a ottobre 2025, Pangkor ospiterà un evento musicale imperdibile intitolato Opera in Paradise. Sullo sfondo mozzafiato di una foresta pluviale vecchia di due milioni di anni, sarà allestito un palcoscenico senza pari sul quale si esibiscono musicisti di fama mondiale. Se cercate una meta mare paradisiaca e un evento unico, ecco dove andare in autunno.

E poi nella rivista vi diamo anche qualche consiglio per gite fuoriporta da fare in Italia o partendo dall’Italia, come il nuovo treno dell’Oktoberfest che partirà da Roma in direzione Monaco di Baviera, per la festa della birra più famosa del mondo, ma anche escursioni in montagna tra cultura e foliage, dal nuovo sentiero della Val Zebrù, inaugurato all’interno del Parco nazionale dello Stelvio, al più piccolo museo delle Alpi in Val Pusteria.

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Overtourism in Germania: l’incredibile caso del lago Eib, i “Caraibi di Baviera”

L’overtourism è il tema caldo dell’estate e ad esserne colpite non sono solo spiagge e località balneari ma anche di montagna e di lago. Ultimo caso saltato all’occhio è quello del lago Eib in Germania soprannominati “i Caraibi di Baviera”. Il gioiello naturale situato ai piedi dello Zugspitze, la montagna più alta della nazione, sono tra gli esempi più eclatanti di overtourism.

Il problema? La sua bellezza è stata amplificata dai social network, trasformando questo lago in un’attrazione di massa. Le foto che mostrano le acque cristalline e gli isolotti immersi nel verde hanno raggiunto milioni di persone, attirando turisti da tutta Europa. E ora, il piccolo comune di Grainau, che lo ospita, fatica a gestire il flusso crescente di visitatori.

L’overtourism colpisce Grainau in Germania

Durante l’ultimo anno, Grainau ha registrato circa 620.000 pernottamenti, pari a una media di 1.700 ospiti al giorno. E questo senza contare i turisti giornalieri che si fermano solo qualche ora. Per un comune così piccolo, si tratta di cifre sproporzionate, che mettono a dura prova la viabilità, la gestione dei rifiuti e persino la vivibilità per i residenti.

I racconti mostrano autobus delle località già pieni e code interminabili di auto che conducono a parcheggi esauriti. L’amministrazione comunale del territorio che conta 3600 abitanti è in difficoltà e il vicesindaco ha dichiarato in un’intervista riportata da La Repubblica che la situazione somiglia ad una giornata di Oktoberfest o ad una partita di calcio a Monaco.

Le conseguenze sono oggettive e si riflettono in modo impattante sul lago: più rifiuti, sentieri sovraccariche ed è richiesta una costante manutenzione tanto che gli amministratori stanno riportando il problema, assorbendo la tensione che si crea tra residenti e turisti.

La qualità di vita di chi abita nel luogo non è certo da trascurare: spostarsi nei mesi di alta stagione crea un grave disguido e per questo la popolazione local chiede che si rispettino i cartelli, di non sporcare con rifiuti e provare a programmare la visita non puntando solo sull’alta stagione.

Germania, la spiaggia del lago Eib
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Il lago Eib, conosciuto come Caraibi della Baviera, è vittima di overtourism

L’impatto dei social

I social sono un valido strumento di promozione turistica ma è importante considerare la viralità dei contenuti condivisi su Instagram e TikTok che, a quanto pare, hanno anche un risvolto negativo.

È il caso dell’assalto all’Eibsee che sui portali è ormai riconosciuto come i “Caraibi di Baviera”. Se video di pochi minuti creano curiosità, chi cerca paesaggi tropicali senza allontanarsi dall’Europa non può che pensare di programmarci una vacanza.

Il boom mediatico ha però un effetto notevole su Eibsee che ha generato un fenomeno simile a quello che abbiamo già conosciuto per località alpine quali Hallstatt in Austria o il lago di Braies in Italia. Ancora una volta, l’aumento massiccio e improvviso delle presenze ha generato una difficoltà di gestione del flusso con oggettive problematiche sulla comunità.

Il caso dell’Eibsee non è isolato: rappresenta un modello di ciò che accade quando un luogo autentico e fragile diventa virale online. L’overtourism non riguarda solo la Germania, ma tutte quelle località che, improvvisamente, passano dall’essere tesori nascosti a mete globali.

Parte il treno dell’Oktoberfest: da Roma a Monaco, tra paesaggi e tradizioni bavaresi

L’Oktoberfest è una delle feste popolari più amate e conosciute d’Europa, capace di richiamare ogni anno milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo. Per l’edizione 2025 della kermesse, raggiungere Monaco di Baviera sarà ancora più semplice, veloce e comodo grazie a un collegamento ferroviario diretto dalla città di Roma, pensato per chi vuole vivere la festa senza stress e con un tocco di comfort in più.

FS Treni Turistici Italiani, parte del Gruppo FS Italiane, ha introdotto l’Espresso Monaco, un treno notturno che combina la praticità, i paesaggi mozzafiato e i momenti di intrattenimento già durante il viaggio. Non si tratta solo di un mezzo di trasporto, ma di una vera e propria avventura che accompagna i passeggeri e i curiosi verso il cuore pulsante della Baviera, dove birra, musica e tradizione li attendono a braccia aperte.

Con l’Espresso Monaco, FS Treni Turistici Italiani trasforma il viaggio per l’Oktoberfest in un’esperienza completa. Che si parta per una fuga tra amici o per una vacanza culturale, questo treno rappresenta il modo più comodo e festoso per raggiungere Monaco di Baviera nel periodo più vivace dell’anno.

Un viaggio diretto e confortevole verso l’Oktoberfest

L’Espresso Monaco partirà da Roma Termini alle ore 19:57 (venerdì 26 settembre e venerdì 3 ottobre) e arriverà a Monaco di Baviera al mattino successivo, dopo essersi fermato anche a Verona e aver attraversato alcune delle città e località più affascinanti lungo tutta la tratta: Trento, Bolzano, Bressanone, Fortezza, Vipiteno, Colle Isarco, Brennero, Innsbruck e Garmisch-Partenkirchen.

Il ritorno da Monaco è previsto la domenica successiva a ogni partenza, ovvero il 28 settembre e il 5 ottobre, con partenza alle 15:30. In questo modo, i viaggiatori avranno tutto il tempo per godersi la festa senza preoccuparsi del rientro immediato.

A bordo, FS Treni Turistici Italiani ha pensato a diverse soluzioni di viaggio tra cui scegliere: cuccette da 4 o 6 posti, prenotabili anche a uso esclusivo, vagoni letto uso singolo o doppio e carrozze a scompartimento. Non manca la carrozza ristorante, dove sarà possibile gustare piatti caldi e specialità, e un servizio di intrattenimento dedicato per rendere il tragitto ancora più piacevole.

Festa e tradizione già durante il viaggio

Uno degli elementi che rendono unico questo collegamento è la meravigliosa atmosfera di festa che si respira già in treno. Durante il viaggio, infatti, i passeggeri potranno partecipare a degustazioni di birre artigianali e godersi un programma di intrattenimento pensato per entrare subito nel vero spirito dell’Oktoberfest.

Il prezzo dei biglietti parte da 99 euro, con una promozione early bird per chi prenota entro il 7 settembre 2025. I biglietti sono disponibili tramite la piattaforma Railbook, mentre sul sito ufficiale “FS Treni Turistici” si possono consultare tutti i dettagli sui livelli di servizio disponibili.

Questa iniziativa rappresenta un’opportunità ideale non solo per gli amanti della birra, ma anche per chi vuole vivere un viaggio culturale e panoramico. Il percorso attraversa città d’arte, valli alpine e scenari naturali che offrono spettacoli unici, soprattutto in autunno, quando i colori caldi della stagione rendono ancora più suggestivo il tragitto verso la capitale bavarese.

Via al ‘bike test’ per promuovere la Ciclovia Milano-Monaco di Baviera

“La Ciclovia Milano-Monaco di Baviera, con i suoi quasi 200 chilometri in Lombardia, favorirà la mobilità ciclistica rappresentando un elemento di richiamo importante, con la prospettiva di generare un indotto economico significativo per i territori coinvolti. Regione Lombardia ha sostenuto la Milano-Monaco sin dall’inizio ed è parte attiva nella concretizzazione di questa progettualità”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, partecipando, a Bolzano, all’evento ‘Bike Track Test’ ideato per promuovere la Ciclovia: una trentina di persone trascorreranno tre giorni in bicicletta, dal 6 all’8 giugno, per testare il percorso nel tratto da Bolzano a Milano.

Ciclovia Milano-Monaco di Baviera, 300 chilometri di bellezze

Assessore Claudia Maria Terzi durante un convegno. Foto utilizzata in occasione dell'articolo per la ciclovia Milano-Monaco di Baviera

Il tracciato tra il capoluogo altoatesino e quello lombardo, in gran parte già percorribile, si snoda per oltre 300 chilometri tra paesaggi alpini, pianure, siti storici e luoghi naturalistici. “La Ciclovia – ha proseguito Terzi – utilizza nel tratto lombardo itinerari che negli anni come Regione abbiamo contribuito a realizzare nell’ambito del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica. A questo si sono aggiunti ulteriori sforzi messi in campo più recentemente, insieme alla Provincia di Bergamo, per ricucire alcuni tratti in modo da garantire la continuità dei percorsi. Andiamo avanti per completare il lavoro e offrire ai territori nuove opportunità di sviluppo”.

Il tratto bergamasco sostenuto da Regione Lombardia

Nel 2023 la Provincia di Bergamo ha concluso la progettazione definitiva del tratto bergamasco nel suo complesso con il contributo di Regione: un investimento previsto di circa 30 milioni di euro. Alcuni tratti sono già stati realizzati (Costa Volpino, Lovere e Lago di Gaiano), altri sono in fase di progettazione.

La sinergia tra enti locali e associazioni

Assessore Claudia Maria Terzi durante la conferenza, in una foto di gruppo. Ha le mani giunte e guarda in camera. Foto utilizzata in occasione dell'articolo per la ciclovia Milano-Monaco di Baviera

La Ciclovia può assumere un ruolo rilevante anche in vista delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 ed è frutto di una collaborazione proficua tra enti locali, territori, associazioni culturali e sportive.

Una ‘rete di reti’ ciclabili

“Progetti sovracomunali come questo – ha aggiunto Terzi – consentono di ragionare su larga scala nell’ottica di implementare sempre più una ‘rete di reti’ ciclabili, fondamentale per promuovere davvero una cultura della connessione attraverso la mobilità lenta e la multimodalità. La Milano-Monaco inoltre può rappresentare l’occasione per un collegamento ciclistico tra il bacino padano e i paesi d’Oltralpe, nei quali il cicloturismo sta conoscendo un vero e proprio boom”.

Siti archeologici, storici e paesaggisti

Assessore Claudia Maria Terzi in bicicletta con altri ciclisti. Foto utilizzata in occasione dell'articolo per la ciclovia Milano-Monaco di Baviera

Il tratto lombardo della Milano-Monaco interessa la pista ciclabile camuna e segue il fiume Oglio sino al Lago di Iseo, attraversando l’intera Riserva della Biosfera (MaB – Unesco) e incontrando lungo il percorso numerosi siti archeologici, castelli, ville e parchi naturali. Il tratto tra il Sebino e Milano, realizzato al 60%, prevede il passaggio tra Gaiano ed Endine, quindi Trescore Balneario per proseguire sulla direttrice bergamasca e incontrare, nel territorio milanese, il Naviglio Martesana, fino a raggiungere il capoluogo lombardo attraverso reti ciclabili ormai consolidate.

Il ‘bike test’

Il percorso del ‘bike test’ si articolerà in tre tappe: Bolzano–Vermiglio (94 km), Vermiglio–Darfo Boario Terme (93 km) e Darfo Boario Terme–Milano (125 km), per un totale di 312 chilometri e oltre 2.400 metri di dislivello.

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Monaco, sottosegretario Cattaneo incontra ministro Baviera Beißwenger

Il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, ha incontrato, nell’ambito di una visita istituzionale a Monaco di Baviera, il ministro bavarese per gli Affari Europei e Internazionali, Eric Beißwenger.

Verso un memorandum of understanding

baviera-ministro-beiswengerIl colloquio, che si è tenuto presso la Cancelleria di Stato, ha rappresentato un’importante occasione per rilanciare il dialogo avviato con la dichiarazione d’intenti firmata nell’ottobre 2024 dall’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

Durante l’incontro è emersa la volontà comune di rafforzare la cooperazione strategica tra Lombardia e Baviera, avviando il confronto per la definizione di un Memorandum of Understanding (MoU) volto a consolidare e rafforzare ulteriormente le relazioni istituzionali e operative in più ambiti.

Coesione UE al centro di incontro tra Cattaneo e ministro di Baviera Beißwenger

Ampio spazio è stato dedicato al tema delle politiche di coesione europea, con particolare attenzione al mantenimento della programmazione e gestione di questi ambiti in capo alle regioni e ai territori, avversando le ipotesi di spostamento al livello nazionale. A tal fine è stato condiviso un rafforzamento del coordinamento tra le ‘Power Regions of Europe‘, che già lo scorso anno si erano riunite a Bruxelles per iniziativa della Baviera, nonché la ripresa di iniziative mirate.

In questo quadro, si è ribadito l’interesse a intensificare il dialogo tra gli Uffici di Bruxelles delle due Regioni, soprattutto in materia di politica di coesione, politiche industriali e politica agricola comune, settori centrali per il futuro dell’Unione Europea.

Cooperazione internazionale e Piano Mattei

Altro tema al centro dell’incontro è stato la cooperazione internazionale allo sviluppo, con focus sulle iniziative comuni in Africa e sul processo di ricostruzione in Ucraina, ambiti nei quali potranno attivarsi sinergie concrete. In particolare, si è parlato della possibilità di sviluppare progetti comuni con Paesi africani, riconoscendo la centralità di una cooperazione paritetica, in linea con il Piano Mattei.

Un forum bilaterale Lombardia-Baviera

Tra i temi discussi l’organizzazione di un Forum bilaterale Lombardia–Baviera, da tenersi alternatamente a Milano e a Monaco. L’evento dovrà rappresentare una piattaforma stabile di confronto e promozione delle opportunità di collaborazione  nell’innovazione e nelle eccellenze produttive, tecnologiche e imprenditoriali dei due territori. In questo contesto proseguirà il lavoro comune in diversi settori chiave. Tra questi l’automotive, il sostegno alle start-up e l’intelligenza artificiale, anche coinvolgendo altri territori come Trento e Bolzano e le università lombarde e bavaresi.

Cattaneo: accordo per promuovere innovazione e competitività

“Il confronto di oggi  – ha affermato Cattaneo – conferma quanto sia fondamentale consolidare le relazioni tra regioni che condividono sfide e opportunità comuni. In un’Europa sempre più chiamata a trovare soluzioni concrete, la diplomazia subnazionale può rappresentare un modello efficace di collaborazione territoriale, capace di generare impatto reale su innovazione, sviluppo e competitività”.

La vocazione internazionale della Lombardia

La visita si inserisce nel percorso strategico di Regione Lombardia per consolidare le relazioni internazionali con le regioni europee più dinamiche. L’obiettivo  è promuovere una cooperazione basata su obiettivi condivisi, pragmatismo e risultati concreti a beneficio dei cittadini e dei territori.

Nel pomeriggio, il Sottosegretario ha preso parte a un incontro nell’ambito di Air Cargo Europe, presso la Fiera di Monaco di Baviera.

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Dall’Italia si viaggia in treni velocissimi verso Germania e Austria: nuove rotte collegano le capitali

Non solo aerei, per poter girare l’Europa si può usare il treno. Le grandi capitali si fanno più vicine grazie alla preziosa alleanza stretta tra Trenitalia, Deutsche Bahn e ÖBB. I nuovi collegamenti faranno in modo che si possa viaggiare in poche ore da Roma fino a Monaco di Baviera e successivamente Berlino.

Le nuove tratte in treno verso le capitali europee

Non si tratta solo di un passo avanti nell’ingegneria ferroviaria ma di offrire ai viaggiatori un’opportunità concreta di per poter raggiungere, partendo da Milano e Roma altre capitali europee entro il 2026. Le nuove rotte condurranno verso Monaco di Baviera, per poi proseguire verso Berlino e partendo da Napoli dal 2028. Basteranno sei ore e mezza da Milano e otto ore e mezza dalla capitale. Tra le tappe più suggestive? Il Brennero. Con il suo tunnel farà da porta riducendo i tempi di circa 1 ora. Trento, Bolzano e Innsbruck saranno delle fermate ma anche delle opportunità per poter viaggiare con maggiore frequenza.

Non solo un modo per viaggiare con comodità e velocità ma anche di fare bene all’ambiente. il treno, rispetto all’aereo, è molto più ecologico. In più addio a file in aeroporto, regole stressanti per il bagaglio a mano o difficoltà a trovare posti vicini. L’iniziativa con il sostegno della Commissione Europea è stata scelta come Progetto Pilota riconoscendone la sua importanza.

Treno da Milano a Monaco di Baviera
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Monaco di Baviera si raggiungerà in treno dall’Italia in poco più di 6 ore

Il progetto di metropolitana europea

Viene chiamata metropolitana europea e altro non è che un progetto di collegamento che dà modo di raggiungere grandi capitali e città con treni ad alta velocità. Il progetto nasce mettendo in collaborazione prima i binari francesi e spagnoli e ora quelli della Germania. L’obiettivo è dar vita ad un sistema ferroviario integrato, veloce e affidabile con cui viaggiare da Napoli a Berlino con poche fermate intermedie.

Il treno scelto per l’avventura è il Frecciarossa 1000 dove ogni dettaglio viene curato: sedili ergonomici, wi-fi ultra-veloce per il business, ambienti silenziosi e spazi dove lavorare o rilassarsi.

Treni alta velocità per Berlino
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Dal 2028 ci saranno collegamenti con treni alta velocità da Napoli a Berlino

Quali sono le capitali raggiungibili in treno  grazie a FS Italia

Accanto alle nuove mete di Berlino e Monaco di Baviera ci sono collegamenti già attivi da parte del gruppo FS Italia e Trenitalia. È stato inaugurato di recente il collegamento da Milano a Parigi e durante l’estate riprendono i treni verso Nizza e Marsiglia rafforzando la presenza italiana in territorio transalpino.

In Spagna Trenitalia opera con il marchio iryo collegando Madrid a varie mete tra cui Barcellona. Mentre in Grecia si opera sull’asse Atene-Salonicco. Verso il Nord Europa il primo collegamento è quello con Londra ma la vera novità sarà il collegamento su rotaie da Londra a Parigi previsto per il 2009. A tutto ciò si aggiunge il prestigioso piano comunicato che permetterà dal 2026 di raggiungere Monaco di Baviera e dal 2028 collegare Napoli con Berlino.

Insomma, grazie all’annuncio ufficiale possiamo iniziare a programmare dal 2026 i nostri viaggi verso Monaco di Baviera in poche ore di treno e attendere il 2028 per raggiungere Berlino partendo da Napoli. L’Europa viaggia insieme e non è mai stata così vicina.

Cosa conviene comprare a Monaco di Baviera

Viaggiare significa fare il pieno di esperienze, colmare lo sguardo di location stupende e conoscere culture più o meno distanti dalla nostra. Quando si torna da una vacanza si desidera sempre portare con sé un po’ dell’atmosfera di quei giorni e di quei luoghi, non solo con immagini speciali, o video, non solo con ciò che si è  collezionato imprimendolo nella nostra memoria, ma anche con oggetti e sapori.

Ecco che, quando si va a Monaco di Baviera, in Germania, sono diversi i souvenir che possiamo riportare a casa con noi: abbigliamento, oggetti per la casa, ma anche qualcosa che stuzzichi il palato e che ci faccia sentire ancora per un po’ di tempo in vacanza.

Le cose più originali che conviene comprare a Monaco di Baviera durante un viaggio.

Cibo e bevande: cosa comprare a Monaco di Baviera

La birra è senza alcun dubbio una delle bevande più celebri e rinomate della Germania e, in particolare, di Monaco di Baviera dove ogni anno si svolge un appuntamento amatissimo che diventa un viaggio sensoriale nel cibo e nei sapori di questo Paese cuore dell’Europa, ovvero l’Oktoberfest.

Quindi non si può dire di aver visitato la città senza portare a casa con sé la birra, per consumo personale ma anche da utilizzare come cadeau per amici e parenti. Ce ne sono di tante tipologie differenti, per accontentare tutti i palati.

E poi il celebre bretzel, una tipologia di pane annodato, molto gustoso e che è tipico proprio della Germania e rientra tra gli acquisti golosi e speciali da fare. Così come vale la pena, se il tempo e il bagaglio lo consentono, acquistare dei weisswurst, ovvero wurstel bianchi che sono proprio specifici della Baviera.

Per chi ama i dolci, infine, ce ne sono due in particolare che possono fare la felicità di tutti i palati. Uno è il apfelstrudel, ovvero lo strudel di mele che si prepara con uvetta e cannella, oppure la prinzregententorte, una torta composta da dischi di pasta biscotto che si alternano con crema al burro al cioccolato ed è poi rifinita con una copertura di glassa al cioccolato.

Cosa comprare a Monaco di Baviera: cibo e bevande
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Cibo e bevande: cosa comprare a Monaco di Baviera cibo

Oggetti per la casa: i più tipici da acquistare a Monaco di Baviera

Se il sogno, invece, è quello di comprare dei souvenir preziosi e per la casa allora a Monaco di Baviera ci sono alcuni oggetti che sono imperdibili.

Per chi ama la birra, come abbiamo già detto, questa è una tappa fondamentale, basti pensare che in città ci siano diverse fabbriche che producono la celebre bevanda oltre a locali in cui poterla gustare. Con che cosa? Con un boccale, naturalmente, che poi è la tipologia di bicchiere da acquistare e da portare a casa dopo la vacanza, per poter essere utilizzato. Ce ne sono davvero di tantissime tipologie e materiali differenti, basta scegliere quello che piace di più.

Un’altra cosa speciale da comprare in questa città della Germania è la porcellana, infatti questa città è molto celebre per quanto riguarda la realizzazione di oggetti di questo materiale. Quando ci pensa, del resto, la mente non può che correre subito a quella nota come porcellana di Nymphenburg, che si chiama così perché veniva prodotta nell’omonimo castello. Fine ed elegante, è davvero un dono prezioso da farsi e un ricordo indimenticabile da trattare con cura.

Monaco di Baviera, poi, è una città ricca di musei e di luoghi bellissimi da visitare: acquistare un ricordo in questi posti significa fare incetta di libri, oppure cartoleria, ma anche piccoli pensieri più tradizionali come cartoline e stampe.

Vestiti, perché comprarli a Monaco di Baviera

Tra negozi di marchi celebri, centri commerciali o boutique, a Moanco c’è davvero l’imbarazzo della scelta in ogni senso, compreso il settore dell’abbigliamento. Qua si può unire l’utile al dilettevole e si possono comprare capi da indossare tutti i giorni, oppure più particolari, si possono intercettare nuove mode e fare shopping come più piace.

Ma ci sono degli abiti che, per chi ama le tradizioni, sono irrinunciabili. Si tratta di quelli bavaresi, per lei e per lui, da portare a casa come ricordo di una vacanza, si tratta di una scelta adatta a tutti coloro che viaggiano alla ricerca dello spirito autentico di un luogo.

Monaco di Baviera: i vestiti
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Monaco di Baviera i vestiti tradizionali

Senza dubbio non si tratta di un acquisto utile, ma non si sa mai: e allora un Trachten si può trasformare in un souvenir speciale e originale. Quindi via libera a pantaloni al ginocchio, giacca e cappello per lui, oppure agli abiti per lei con camicia e grembiule.

Mercatini di Natale (ma non solo)

Se si viaggia in direzione Monaco durante il periodo dei mercatini di Natale, si ha la certezza di immergersi nella perfetta atmosfera delle feste: ce ne sono diversi, ma tra i più celebri vale la pena segnalare il Christkindlmarkt a Marienplatz che si dice affondi le sue radici nel XIV secolo.

A parte questi, che si tengono intorno alle festività natalizie, Monaco di Baviera offre mercatini di prodotti alimentari da visitare e dove fare compere, o una sosta golosa, durante il resto dell’anno: si tratta di una tappa molto interessante se si vuole conoscere bene il luogo in cui si è andati in vacanza, perché è un’esperienza autentica e che permette di fare un viaggio nei sapori. Ed è anche l’occasione per acquistare qualche specialità da portare a casa. Tra i più celebri vi è il Viktualienmarkt, che si trova nel centro storico cittadino e che è accessibile tutti i giorni dal lunedì al sabato, con alcune attività aperte anche la domenica. Qui si trovano prodotti alimentari, fiori, pane e anche locali.

Viktualienmarkt: dove fare shopping a Monaco di Baviera
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Viktualienmarkt, il mercato dove fare shopping a Monaco di Baviera

L’anno prossimo nuovi treni collegheranno la Riviera Romagnola con la Germania

Viaggiare con sostenibilità diventa sempre più importante e il treno, in questo senso, è il nostro miglior alleato. E, se di alleanze vogliamo parlare, condividiamo una notizia che a noi di SiViaggia piace tantissimo: i nuovi treni che collegheranno la Riviera Romagnola con la Germania. Quest’ultimo è un Paese che negli ultimi anni si sta impegnando parecchio per convincere sempre più persone a lasciare a casa l’auto per scoprire il territorio usufruendo di un mezzo a basso impatto ambientale come il treno.

Tra i vari progetti spicca il collegamento ferroviario giornaliero tra Monaco di Baviera e la Riviera con l’aggiunta di nuove fermate a Riccione e Cattolica, oltre alle già esistenti Bologna, Cesena e Rimini. La novità, in arrivo da aprile 2025 e che prevede l’estensione delle corse giornaliere fino al 6 ottobre, sarà attiva grazie alla collaborazione tra le ferrovie tedesche DB e quelle austriache ÖBB con Apt Servizi Emilia-Romagna.

Il nuovo collegamento ferroviario tra la Germania e l’Emilia-Romagna

La stagione primavera/estate 2025 si prospetta come il periodo ideale per godersi un viaggio tra mare e montagna in modo sostenibile e a basso impatto ambientale. La Germania e l’Emilia-Romagna, infatti, saranno ancora più vicine e facilmente raggiungibili grazie al nuovo collegamento ferroviario tra Monaco di Baviera e diverse fermate emiliane e romagnole. Dal 17 aprile al 6 ottobre, sarà operativo il collegamento giornaliero ferroviario che permetterà ai viaggiatori tedeschi e a quelli italiani di raggiungere i due Paesi in tutta comodità su treni ad alta velocità dotati di ogni servizio necessario.

I treni sui quali saliranno i passeggeri sono quelli RailJet di ultima generazione realizzati da Siemens, con connessione wifi a bordo, una capacità di 532 posti e una velocità massima di 230 chilometri all’ora. Ogni treno, inoltre, dispone di 430 posti in classe economica, 86 in prima classe e 16 in classe business. Nella carrozza multifunzionale sono disponibili tre posti per carozzine per disabili con ingressi a pianale ribassato, sei portabiciclette e spazio per sci e snowboard per chi, dalla costa romagnola, desidera avventurarsi in una vacanza invernale tra le montagne tedesche e austriache. Infine, sono disponibili a bordo un ristorante e tre zone snack con distributori.

Date e orari dei treni

Che ai tedeschi piaccia l’Italia e, soprattutto, l’Emilia-Romagna è un dato abbastanza evidente. Come ha dichiarato anche Marco Kampp, Amministratore Delegato-CEO Deutsche Bahn Italia Srl, la domanda è talmente alta che da un treno al giorno andata e ritorno solo nei fine settimana, i treni sono aumentati a uno tutti i giorni per i 3 mesi estivi. Ora, con questa novità, i collegamenti saranno disponibili per 6 mesi creando un filo turistico unico tra Germania, Austria e la costa Adriatica.

Ma quali sono le date e gli orari dei treni? A partire dal 17 aprile, il primo treno RailJet 83 parte alle ore 9:34 da Monaco di Baviera con arrivo previsto a Cesena per le 17:02, seguito da Rimini alle 17:30, Riccione e infine Cattolica alle ore 18:16. Il primo rientro dalla Romagna con il RailJet 82, operativo dal 18 aprile, parte da Cattolica alle 12:16. I biglietti saranno disponibili a breve sui siti ufficiali delle compagnie ferroviarie.

Tour di Füssen e dintorni, tra castelli e meraviglie della Baviera

Füssen è una fiabesca cittadina tedesca che sorge tra le imponenti cime delle Alpi che impreziosiscono la Baviera, e che riesce a fondere una visita romantica alla scoperta di un po’ di “brivido”. Tale località, sospesa tra picchi innevati ed abbracciata da laghi cristallini, è infatti situata all’estremo lembo meridionale della Strada Romantica, rivelandosi quindi la base perfetta anche per andare alla scoperta dei leggendari castelli di Ludovico II, ancora oggi ricchi di bellezza e di misteri.

Cosa vedere a Füssen

La cittadina di Füssen si presenta al visitatore con un grazioso (e prezioso) centro storico di origine medievale che è perfetto per fare un’indimenticabile passeggiata ammirando attrazioni antiche circondate da una natura raggiante. La città, quindi, evoca romanticismo allo stato puro, ma anche vera autenticità: qui le tradizioni bavaresi sono ancora parte della vita di tutti i giorni.

Hohes Schloss, il Castello di Füssen

I castelli nei dintorni di Füssen sono uno più bello dell’altro, ma anche quello che svetta in città non ha di certo nulla da invidiare agli altri. Chiamato Hohes Schloss, è stata l’antica residenza estiva dei principi-vescovi di Augsburg, mentre oggi è la sede staccata della famosa pinacoteca bavarese Bayerische Staatsgemäldesammlungen, con opere d’arte tardogotiche e del Rinascimento.

Si tratta di uno dei complessi architettonici tardogotici più significativi dell’intera Germania ed è lì, in tutta la sua bellezza, a dominare il prezioso centro cittadino.

Hohes Schloss, Germania
Fonte: iStock
Tutta la bellezza dell’Hohes Schloss

Monastero e Basilica di S. Mang

Il fascino dell’ex Monastero benedettino del IX secolo è irresistibile, perché si presenta in stile barocco e con delle straordinarie sale storiche che ospitano il Municipio ed il Museo Civico.

La Basilica di S. Mang è invece l’antica chiesa del monastero, e anche l’edificio religioso barocco più grande e suggestivo di tutta la città. Assolutamente affascinante è la Cappella di Sant’Anna, dove vi è dipinta la famosa e monumentale Danza macabra di Füssen, una delle più importanti rappresentazioni di questo tipo nei Paesi di lingua tedesca.

La fontana Stadtbrunnen

Stadtbrunnen è la pittoresca fontana cittadina e rappresenta S. Magnus, patrono di Füssen. Il visitatore, quando si trova al suo cospetto, non può non notare una sottile striscia metallica nella pavimentazione, messa proprio lì a ricordare il tracciato dell’antica strada romana Via Claudia Augusta.

La Reichenstraße

La Reichenstraße è la pittoresca via principale del centro storico, la strada dello shopping in cui ai negozi caratteristici si affiancano i ristoranti tipici, bar e gelaterie. Essa ricalca il tracciato dell’antica strada romana Via Claudia Augusta, su cui oggi si affacciano bei palazzi signorili che non lasciano di certo indifferenti.

Reichenstraße, Germania
Fonte: iStock
Tutta la bellezza del centro della cittadina

Al fondo della Reichenstraße inizia un reticolo di vie tortuose su cui si innalzano vecchie ed autorevoli case delle famiglie dei mercanti locali, e anche la chiesa dedicata allo Spirito Santo, con un’inconfondibile facciata animata da affreschi in stile rococò il cui colore per eccellenza è il rosso.

La funivia di Füssen

Salire a bordo della funivia di Füssen, chiamata Tegelbergbahn in onore della cima su cui porta, il monte Tegelberg, è un’esperienza che non bisogna assolutamente perdere. La funivia, infatti, conduce a oltre 1700 metri di altezza regalando una vista mozzafiato sulle Alpi Bavaresi e sul Lago Forggensee.

Da qui, inoltre, si possono raggiungere i castelli di Ludovico II con una bellissima escursione a piedi di circa due o tre ore, altrimenti si può optare per l’automobile o per i mezzi pubblici.

Cosa vedere nei dintorni di Füssen

Füssen vanta dei dintorni che sono un vero sogno a occhi aperti, un susseguirsi di meraviglie naturali (e non) a davvero pochissima distanza dal centro centro cittadino.

Lago Forggensee

Il Lago Forggensee sfoggia ben dodici chilometri di lunghezza e tre chilometri di larghezza, tanto da essere il quinto più grande di tutta la Baviera. Si è formato negli anni ’50 come lago artificiale dal letto del fiume Lech e, in base alle stagioni, regala uno spettacolo diverso: da giugno a metà ottobre è pieno, mentre d’inverno è vuoto e permette di ammirare i resti della Via Claudia Augusta.

Castello di Neuschwanstein

Tutti abbiamo visto almeno una foto del fiabesco Castello di Neuschwanstein, fatto edificare dal “re delle favole”: Ludovico II di Baviera. Sorge ad un’altezza di ben 965 metri e offre un panorama incantato su Füssen e Schwangau, sul Castello di Hohenschwangau e sulla preziosa natura circostante.

Castello di Neuschwanstein, Germania
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Neuschwanstein, il castello delle fiabe

Non vi sorprenderà sapere che per il suo stile e la sua innegabile bellezza è stato scelto da Walt Disney in persona come modello per il castello del suo celebre film d’animazione “La bella addormentata nel bosco”, e che è presente in tutti i parchi Disney del mondo. Meravigliose sono anche le sale interne, riccamente arredate e un vero e proprio inno al romanticismo e alle antiche leggende germaniche.

Castello di Hohenschwangau

Altrettanto emozionante è il Castello di Hohenschwangau, nato come fortezza medievale, per poi arrivare persino all’abbandono e alla rovina. Oggi, invece, è un magnifico palazzo molto frequentato da turisti, che si trovano al cospetto (e all’interno) di un affascinante maniero in stile neogotico.

Bellissimi sono anche gli affreschi che ornano tutte le sue pareti, e che raccontano le battaglie e la storia di questo antico castello, a sua volta immerso in un ambiente naturale in grado di emozionare chiunque lo visiti.

Schwangau, tra terme e meraviglia

A poca distanza da Füssen vale la pena fare un salto anche a Schwangau, cittadina in cui regalarsi un vera e propria pausa dedicata al relax: qui prende vita un centro termale che colpisce sin da subito per la sua struttura, poiché decorato con cristalli veri.

Anche questo è stato un luogo voluto da Ludovico II e, come è possibile immaginare, permette di ammirare una panorama impagabile sulle tante bellezze delle zona.

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