“Bene le dichiarazioni del Cancelliere tedesco Friedrich Merz in tema di automotive e, nello specifico, a tutela dell’industria del settore. Concetti chiari come ‘neutralità tecnologica’ e netta contrarierà allo ‘stop delle vendite di auto a motore endotermico dopo il 2035’. Le posizioni che la Lombardia sostiene da anni, condivise anche dall’Automotive Regions Alliance, stanno trovando sempre più consenso”. Lo dichiara l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.
“Ora è arrivato il momento – prosegue Guidesi – che tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’industria automobilistica chiedano alla Commissione Europea di mettere finalmente in campo azioni forti e concrete per scongiurare il più grande suicidio economico della storia. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen adesso decida se tentare di salvare 13 milioni di posti di lavoro o, al contrario, distruggere definitamente la più grande industria europea”.
Si sono ritrovate a Monaco di Baviera le 40 Regioni appartenenti all’Automotive Regions Alliance (ARA), la realtà europea che raggruppa i territori manifatturieri più importanti del continente con una presenza significativa di aziende del settore Automotive. A presiedere l’ARA è la Lombardia con l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi.
Le Regioni si sono incontrate a Monaco per l’assemblea annuale in occasione del Salone dell’Auto (IAA Mobility): all’ordine del giorno la firma di un nuovo Manifesto e, soprattutto, un momento di confronto alla vigilia del grande appuntamento del 12 settembre 2025 a Bruxelles, quando il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, riunirà tutti i più importanti protagonisti dell’industria dell’Automotive. Tutti ad esclusione di uno: l’Automotive Regions Alliance; una scelta molto criticata dalla Lombardia e da tutta l’associazione, considerando che le Regioni aderenti all’Ara rappresentano il 40% del Pil europeo.
Il bilancio del primo anno di presidenza
Per Guidesi l’evento bavarese è stata l’occasione per tracciare un primo bilancio del suo anno di presidenza e per ribadire le priorità di azione, sempre con l’obiettivo di difendere l’industria Automotive messa in grave difficoltà dalle decisioni “ideologiche”, come le ha definite lo stesso Guidesi, messe in atto della precedente Commissione e non corrette dall’attuale.
“Innanzitutto – ha spiegato Guidesi durante il suo intervento – è importante sottolineare il fatto che la squadra si sia allargata arrivando a quota 40 Regioni, che nel loro complesso rappresentano l’Europa dal punto di vista geografico ma anche economico, dato che sostanzialmente i 40 territori insieme incidono praticamente per la metà del Pil europeo. All’interno dell’alleanza abbiamo creato sinergia e sintesi: allo stesso tempo siamo riusciti a proporre alla Commissione europea documenti con idee e suggerimenti per raggiungere l’obiettivo di una mobilità sostenibile senza distruggere la competitività. Al momento, però, la Commissione non è passata dall’ascolto alla concretizzazione; infatti, per ora quasi nulla delle nostre proposte è stata messa in campo”.
Il nuovo manifesto dell’Automotive Regions Alliance
Sul versante invece delle priorità, molte delle quali inserite nel nuovo Manifesto dell’Ara, il presidente dell’alleanza Guidesi ha sottolineato quanto ormai sia doveroso e non più rimandabile l’attuazione del principio di ‘neutralità tecnologica’. A tal proposito una novità significativa introdotta nel nuovo Manifesto dell’Automotive Regions Alliance, sottoscritto da tutte le 40 Regioni, consiste nella richiesta indirizzata alla Commissione Ue di considerare anche i carburanti alternativi (ad esempio i biocarburanti) nel raggiungimento di una mobilità sostenibile. Una battaglia ‘lombarda’ che oggi trova ampia condivisione in Europa.
Altro elemento significativo inserito nel Manifesto, e condiviso da tutti i partecipanti, riguarda la dura presa di posizione rispetto all’esclusione di Ara dalla riunione strategica del 12 settembre a Bruxelles.
“Grave – si legge nel documento – che l’alleanza non sia stata pienamente inclusa nel dialogo strategico sul settore automobilistico, nonostante il suo ruolo essenziale nella rappresentanza degli interessi regionali, e si ritiene che ciò costituisca un’occasione mancata per garantire adeguata rappresentazione alle istanze territoriali”. Anche in questo caso la Lombardia è stata tra le prime a denunciare la decisione definendola “un pessimo segnale”.
Il ruolo delle auto d’epoca e il calcolo delle emissioni
Un ulteriore passaggio significativo sottolineato da Guidesi e ripreso nel documento riguarda le ‘auto storiche’. “Si rimarca – si legge – che il quadro giuridico dell’Ue che fissa gli obiettivi climatici nel settore del trasporto su strada non si applica alle auto d’epoca, che svolgono un ruolo fondamentale nella conservazione del patrimonio storico e culturale delle regioni automobilistiche d’Europa”.
Altro elemento chiave della ‘tesi lombarda’ inserito nel Manifesto riguarda il metodo di calcolo delle emissioni: “importante considerare – si legge nel paragrafo specifico – il ruolo strategico della valutazione del ciclo di vita (LCA) nell’orientare lo sviluppo tecnologico; allo stesso tempo si ritiene fondamentale che l’UE investa ulteriormente nell’innovazione relativa ai biomateriali, alla progettazione circolare e ai metodi di produzione a basso impatto per sostenere gli obiettivi climatici e il rinnovamento industriale regionale, sia per i componenti automobilistici e l’assemblaggio di veicoli sia per i componenti delle batterie e il loro assemblaggio”.
L’appello alla Commissione Ue per l’Automotive
“La Commissione europea – ha dichiarato il presidente di Ara, Guidesi – ora deve decidere se salvare l’industria automotive europea oppure far morire l’intero comparto. O si cambiano le regole e l’impostazione attuale oppure lasceremo ai costruttori cinesi il monopolio. L’Europa invece si troverà a gestire tanti disoccupati visto che questo settore, tra diretti e indiretti, vale 13 milioni di posti di lavoro. Con il ‘solo elettrico’ gli obiettivi ambientali si raggiungeranno unicamente attraverso la desertificazione industriale. La Commissione decida, tempo non ce n’è più”.
Prosegue il lavoro dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, per rafforzare il protagonismo della Lombardia in Europa. Per l’esponente della Giunta una due giorni di incontri istituzionali a Strasburgo, nella sede del Parlamento europeo, con focus sui temi dell’automotive e della siderurgia: in particolare l’assessore ha partecipato a una riunione con tutte le 40 regioni aderenti all’Automotive Regions Alliance (Ara), di cui è presidente europeo, e a bilaterali con il presidente della regione francese Grand Est ed esponenti del governo della Baviera.
Evitare un disastro economico
In merito alla plenaria dell’Automotive Regions Alliance a Strasburgo, Guidesi ha ribadito alle Regioni europee la “necessità di apportare correttivi rispetto alle attuali direttive della Commissione europea così da evitare quello che potrebbe essere ricordato come il suicidio economico più importante della storia”. Già oggi il 75% della produzione potenziale in Europa è di fatto fermo: nel continente sono a rischio 500.000 posti di lavoro. In Italia il numero delle vetture prodotte nel 2024 è stato inferiore del 20%, con punte del 30% per i componentisti, rispetto al 2019. Parliamo di un settore che solo in Lombardia vale oltre 30.000 aziende e 100.000 lavoratori, con un fatturato complessivo di 40 miliardi di euro.
Assessore Guidesi: lottiamo per salvare aziende e posti di lavoro
“Come ‘Sistema Lombardo‘ – ha spiegato Guidesi a margine degli incontri – in questi quattro anni crediamo di aver messo in campo tutto quello che potevamo. Siamo stati i primi a lanciare un grido di allarme nel silenzio più assordante, abbiamo predisposto documenti scientifici grazie al supporto del Cluster della Mobilità Lombarda e delle Università, abbiamo creato alleanze con le Regioni europee. Adesso tocca all’Europa dare risposte concrete e apportare cambiamenti radicali per salvare un settore strategico per la manifattura europea. Noi continueremo a lottare per salvare aziende e posti di lavoro. Per noi i principi della neutralità tecnologica e della pluralità di trazione non cambiano e ci aspettiamo che anche la Commissione li faccia propri”.
Dichiarazione di Monza e Manifesto dei Carburanti Rinnovabili
La Lombardia da tempo è in campo per salvaguardare il comparto e in questi mesi ha promosso due documenti sottoposti al commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas: il primo è la ‘Dichiarazione di Monza’ sottoscritta da tutte le 40 regioni appartenenti all’alleanza dell’Automotive per promuovere la neutralità tecnologica, il secondo è il ‘Manifesto dei Carburanti Rinnovabili’ sottoscritto dai principali stakeholder e associazioni di categoria a livello nazionale a per valorizzare una pluralità di trazioni a basse emissioni, oltre all’elettrico.
Unità sul principio della neutralità tecnologica
La plenaria a Strasburgo con le 40 Regioni appartenenti all’Automotive Regions Alliance è stata l’occasione per ribadire preoccupazioni comuni, fare il punto su strategie condivise e consegnare l’aggiornamento del ‘Manifesto dei Carburanti Rinnovabili’ lombardo con l’obiettivo di rinsaldare le alleanze e proseguire nel lavoro di ‘lobby istituzionale’, affinché la voce dei territori possa trovare ascolto in Europa andando ad incidere sulle decisioni della Commissione e del Parlamento europeo. “Oggi – ha detto ancora Guidesi – registriamo positivamente l’unità delle Regioni sul principio della neutralità tecnologica. Abbiamo inoltre chiesto congiuntamente il massimo coinvolgimento delle regioni per il nuovo piano d’azione europeo per l’automotive, ribandendo altresì una forte preoccupazione per la situazione del settore a livello europeo; una situazione che richiede cambiamenti immediati“.
Strategie comuni anche per la siderurgia
Guidesi ha poi incontrato, nell’ambito di alcuni bilaterali, il presidente della regione francese Grand-Est, Franck Leroy: un momento di confronto utile per accordarsi su strategie comuni da attuare in tema di sostegno alla siderurgia, un comparto fondamentale sia per la Lombardia sia per il territorio transalpino. “É stato definito un programma congiunto da mettere in campo nei prossimi mesi”, ha commentato Guidesi.
Proprio in tema di tutela del settore siderurgico a fine aprile l’assessore e una delegazione del settore di Confindustria Brescia hanno incontrato a Bruxelles la Commissione Europea, in particolare i rappresentanti della direzione generale dell’EU per il Mercato Interno, l’Industria, l’Imprenditoria e le Pmi (DG GROW), con l’obiettivo di portare le proprie istanze a sostegno di un comparto strategico in sofferenza proprio a causa dell’iper-regolamentazione europea.
“L’iniziativa ‘Tour d’Europe‘ rappresenta l’ultimo tassello del puzzle che abbiamo costruito in tre anni di lavoro tecnico-scientifico coinvolgendo tutti i soggetti interessati: territori, aziende e università. Il lavoro di Regione Lombardia è da tempo nelle mani della Commissione Europea a cui chiediamo di salvare l’industria dell’automotive cambiando le stupide regole imposte”.
Lo ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico e presidente dell’Automotive Regions Alliance, Guido Guidesi, a Palazzo Lombardia nel corso della presentazione del ‘Tour d’Europe’. L’evento itinerante, promosso da aziende di settore, segue il viaggio di diversi veicoli alimentati da carburanti prodotti con materie prime rinnovabili attraverso 20 Paesi europei.
Automotive a rischio se la Commissione Europea non cambia le regole
“Adesso si tratta solo ed esclusivamente di volontà politica – ha proseguito l’assessore – perché agli elementi tecnico-scientifici ci abbiamo pensato noi. Se l’UE non procede con soluzioni rapide sono a rischio 500.000 posti di lavoro nel settore in Europa. Occorre evitare il più grande suicidio industriale della storia”.
I carburanti rinnovabili come strada da percorrere per coniugare transizione ambientale e salvaguardia del settore automotive. Regione Lombardia prosegue nella battaglia a tutela del comparto automobilistico e della filiera della componentistica, delle imprese e dei posti di lavoro, spingendo sulle alternative ambientalmente sostenibili oltre al motore elettrico. Lo fa promuovendo l’aggiornamento del ‘Manifesto Carburanti Rinnovabili per le filiere produttive della mobilità in Lombardia’ sottoscritto dai principali stakeholder e associazioni di categoria e presentato oggi a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e presidente dell’Automotive Regions Alliance (ARA), Guido Guidesi.
Un documento politico e scientifico
Si tratta di un forte documento politico e scientifico a sostegno della ‘neutralità tecnologica‘, ovvero della necessità di esplorare tutte le possibilità offerte dalla scienza per sviluppare e diffondere una pluralità di trazioni a basse emissioni, oltre all’elettrico, affinché l’industria lombarda ed europea in generale, basata sul motore endotermico, possa restare competitiva sullo scenario mondiale. Solo in Lombardia il comparto automotive vale oltre 30.000 aziende e 100.000 lavoratori, con un fatturato complessivo di 40 miliardi di euro. Numeri che testimoniano la leadership lombarda e legittimano la conseguente azione della Regione, da anni in campo per tessere alleanze e dare vigore a una vera e propria ‘lobby istituzionale’ che sia in grado di interloquire con Bruxelles e dunque orientare le decisioni della Commissione e del Parlamento europeo.
Guidesi: l’Europa corregga i suoi errori
“L’Ue – ha evidenziato Guidesi – deve correggere i gravi errori che hanno avvantaggiato soprattutto i competitori cinesi; una situazione paradossale che, senza correttivi, causerebbe il ‘più grande suicidio economico della storia’; basta considerare che attualmente il 75% della produzione potenziale in Europa è di fatto fermo. Le aperture annunciate da Ursula Von der Leyen nelle scorse settimane deve subito trasformarsi in correttivi concreti”.
Regione Lombardia guida l’Alleanza Europea Regioni dell’Automotive
La crisi dell’automotive continentale sta portando al rischio chiusura per diversi stabilimenti della filiera della componentistica: in Italia il numero delle vetture prodotte nel 2024 è stato inferiore del 20%, con punte del 30% per i componentisti, rispetto al 2019, e le prospettive per il 2025 si mantengono negative.
“Occorre che l’Ue lasci libertà di azione rispetto alle modalità con cui raggiungere gli obiettivi ambientali: puntare sui carburanti rinnovabili significa perseguire una transizione ecologica di buonsenso e in grado di coniugare il raggiungimento degli obiettivi ambientali con la tutela del comparto”, spiega Guidesi, regista di un’operazione, quella a tutela del settore, iniziata tre anni fa e culminata con la nomina a capo dell’Automotive Regions Alliance (ARA) e soprattutto con la firma, lo scorso novembre, della Dichiarazione di Monza, il documento dell’ARA a favore della neutralità tecnologica contenente passaggi fondamentali voluti dalla Lombardia e sottoscritti da tutte le 36 Regioni europee appartenenti all’alleanza. A questo si aggiunge l’azione portata avanti da Guidesi a livello interregionale nell’ambito della Cabina Economica del Nord Ovest, con cui ha rinsaldato l’intesa tra Lombardia, Piemonte e Liguria per rafforzare il peso specifico di queste regioni sui tavoli di interlocuzione nazionali e continentali.
La valenza scientifica del Manifesto
L’assessore insieme agli stakeholder ha presentato a Bruxelles un’evoluzione del documento formulato nel 2022, aggiornandolo e arricchendolo anche dal punto di vista scientifico, grazie al supporto di accademici e tecnici esperti internazionali. Il Cluster Lombardo della Mobilità ha infatti sottoscritto nello scorso mese di novembre, con FKFS-Forschungsinstitut für Kraftfahrwesen und Fahrzeugmotoren Stuttgart, Institute for Automotive Engineering (IFS) of the University of Stuttgart e Politecnico di Milano – Dipartimento di Energia, una lettera di intenti nella quale vengono indicate possibili linee di ricerca e innovazione per l’aumento delle quantità e la riduzione dei costi dei carburanti alternativi, e valorizzato il loro utilizzo in motori termici ad alta efficienza di nuova generazione, ipotizzando anche l’apertura di un centro di ricerca e di trasferimento tecnologico in Lombardia. Un documento, dunque, dalla valenza scientifica importante, grazie appunto ai contributi accademici di rilievo, che arricchisce ulteriormente il percorso lombardo di sostegno al comparto automotive.
Le proposte
Tra le proposte contenute nel Manifesto, quella di riconoscere il contributo dei biocarburanti nel processo di decarbonizzazione dei trasporti, dare pari dignità e sostegno a tutte le trazioni, rivedere l’applicazione delle sanzioni ai produttori di veicoli rispetto ai target di emissioni, introdurre un ‘fattore di correzione del carbonio’ che consenta di contabilizzare i risparmi emissivi dei veicoli che utilizzano carburanti rinnovabili, implementare una strategia energetica europea che riduca i costi e incrementi la disponibilità di energia rinnovabile, valutare con oggettività le ricadute economico-sociali sulle imprese, sulle persone e sui territori dell’attuale quadro regolatorio affinchè si considerino con realismo le tempistiche di adattamento dell’intera industria.
I firmatari del Manifesto Carburanti Rinnovabili
Il Manifesto è stato firmato dai componenti del ‘Tavolo Carburanti lombardo’ che per la prima volta Guidesi ha voluto convocare a Bruxelles, ovvero: Cluster Lombardo Mobilità, Cluster Aerospazio Lombardia, Cluster nazionale Trasporti, ANFIA – Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, Confindustria Lombardia, Confindustria Energia, ENI, UNEM – Unione Energie per la Mobilità, Assopetroli-Assoenergia, Federchimica-Assogasliquidi, Federmetano, Assogasmetano, Federmotorizzazione, Federazione italiana gestione impianti stradali carburanti. “Dobbiamo scongiurare un suicidio economico – ha concluso Guidesi – e far sì che l’Ue riveda certe scelte con l’obiettivo di tutelare competitività e occupazione in Europa. Prima che sia troppo tardi”. Alla presentazione del Manifesto hanno partecipato anche gli europarlamentari Silvia Sardone, Massimiliano Salini e Paolo Inselvini.
A questo link il nuovo ‘Manifesto Carburanti Rinnovabili per le filiere produttive della mobilità in Lombardia’.
La battaglia di Regione Lombardia a difesa dell’automotive, delle sue imprese e dei suoi posti di lavoro, approda nuovamente a Bruxelles dove l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, è intervenuto giovedì 3 aprile 2025 durante la plenaria del Comitato delle Regioni in qualità di presidente dell’Automotive Regions Alliance per sferzare la Commissione Europea e il Parlamento Europeo reiterando l’allarme sul destino di un settore in profonda crisi, che vede attualmente fermo il 75% della capacità produttiva dei costruttori europei e della loro filiera di fornitura, con la drammatica prospettiva, a livello continentale, di perdere mezzo milione di lavoratori da qui ai prossimi anni.
Guidesi: Unione Europea responsabile per la crisi del settore automotive
Guidesi, da gennaio a capo dell’Automotive Regions Alliance (ARA) ovvero l’alleanza tra le più importanti 36 regioni europee del comparto, ha sottolineato le responsabilità dell’Unione Europea rispetto alle politiche che hanno individuato nel motore elettrico l’unica via per attuare la transizione ecologica. Una scelta, ha ribadito l’assessore, che ha rappresentato un assist per i competitori extraeuropei e l’industria cinese in particolare: “L’automotive é ciò che di meglio dal punto di vista industriale rappresenta l’integrazione europea e le basi su cui si è fondata l’Unione Europea. Non c’è regione in Europa che non ci abbia mai avuto a che fare. Paradossalmente è la stessa Unione Europea, attraverso la Commissione, ad averne determinato la messa in crisi. Da anni i cinesi sviluppano le batterie elettriche e grazie al clamoroso assist europeo hanno trasformato la loro peculiarità in opportunità commerciali, in un settore che fin lì mai avevano affrontato”.
Il cambio di passo proposto
Da qui la richiesta di un cambio di passo alla Commissione Europea. Per Guidesi il correttivo annunciato nelle scorse settimane dal capo dell’esecutivo Ue, Ursula Von der Leyen, non è sufficiente: “Serve una modifica radicale del regolamento e della strada intrapresa rispetto al calcolo delle emissioni, serve ridare alla nostra industria la possibilità e l’economicità di poter riprendere a fare le auto più belle al mondo”.
La neutralità tecnologica
La tesi lombarda, condivisa dai principali stakeholder del comparto e dalle regioni aderenti all’ARA, consiste nel puntare sulla ‘neutralità tecnologica’, ovvero sulla necessità di raggiungere gli obiettivi ambientali attraverso tutte le opportunità offerte dalla tecnologia, dall’idrogeno ai biocarburanti, dal biometano ai carburanti sintetici, senza limitare le scelte all’elettrico. “La trasformazione di raffinerie in bioraffinerie per produrre il biocarburante che alimenta un’auto o un veicolo commerciale a motore endotermico – ha detto Guidesi – è un’ottima operazione ambientale che abbassa notevolmente le emissioni. Non si può limitare la ricerca e l’innovazione tecnologica imponendo un’unica strada, così si ferma l’innovazione, così non si raggiungono gli obiettivi ambientali, così l’indotto va ad altri e la nostra industria viene cancellata. A tutto questo si aggiungono i dazi appena confermati dall’amministrazione Usa e i costi energetici, ulteriori fattori che ci danneggiano dal punto di vista della competitività”.
Guidesi chiede all’UE di cancellare le scadenze nel settore automotive
Guidesi ha lanciato un accorato appello alla Commissione e al Parlamento Ue: “E’ più che mai necessario e urgente cancellare scadenze insensate e restituire libertà d’azione all’industria rispetto a cosa poter offrire al mercato in piena ‘neutralità tecnologica’. Dobbiamo dire semplicemente ai cittadini che possono muoversi come ritengono purchè non inquinino. E dobbiamo ridare a tutti i cittadini europei la possibilità di potersi permettere un’auto europea”.
Le regioni dell’ARA pronte a collaborare
L’assessore ha ribadito la disponibilità da parte delle regioni dell’ARA a collaborare con la Commissione per attuare soluzioni pragmatiche finalizzate a salvare il settore automobilistico: “Bisogna correggere gli errori e guardare al futuro, scongiurando quello che si configura come il più grande suicidio economico della storia industriale”, ha chiosato l’assessore, da anni fautore di un’azione di ‘lobby istituzionale’ che ha visto la Lombardia tessere alleanze a livello italiano ed europeo, culminate con la nomina alla guida di ARA e soprattutto la redazione di un Manifesto firmato sostanzialmente da tutti i principali stakeholder del settore e diventato il documento ufficiale delle regioni dell’automotive.
Invertire la rotta
Nel testo si ribadisce la necessità di intraprendere la strada della ‘neutralità tecnologica’ per invertire la rotta e preservare quella che per decenni è stata la più grande industria del continente e la prima a disporre di una filiera complementare diffusa nei vari Stati europei. La Lombardia ha iniziato in solitaria, tre anni fa, il percorso a difesa del comparto, scontrandosi con lo scetticismo del ‘mainstream’ e i dogmi ideologici del ‘pensiero unico’: col tempo, le condizioni di contesto sono cambiate e oggi la gran parte degli addetti ai lavori concorda con la ‘tesi lombarda’ e dunque con la necessità di lasciare ai territori la libertà di scegliere le soluzioni tecnologiche più adeguate per la transizione ecologica, unico modo per consentire all’Europa di non disperdere un patrimonio di competenze, tecnologie e posizionamenti sul mercato acquisiti in tanti anni di ricerca, innovazione e successi imprenditoriali.
La Lombardia assume la guida dell’Automotive Regions Alliance (Ara), l’alleanza tra 36 regioni europee impegnate ad agevolare la transizione dell’industria automobilistica e dell’indotto tutelando, nel contempo, imprese e posti di lavoro.
Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, è stato eletto presidente dell’Ara nel corso della Conferenza annuale che si è svolta all’Autodromo di Monza . Entrerà in carica dal 1° gennaio 2025.
Fontana: il ruolo di leadership della Lombardia
Il governatore lombardo Attilio Fontana è intervenuto per aprire la plenaria della Conferenza. “La presidenza per la Lombardia – ha affermato Fontana – arriva al culmine di un lavoro politico che abbiamo portato avanti in questi anni per tessere alleanze con i territori, in modo da portare l’Unione europea ad assumere posizioni di maggiore buonsenso rispetto alla transizione del settore automotive. Abbiamo promosso un forte accordo tra 36 Regioni europee di diverso colore politico che condividono con noi proposte pragmatiche rispetto alla tutela e al rilancio di questo comparto strategico.
“L’Alleanza – ha proseguito Fontana – è la dimostrazione di come le Regioni abbiano un loro protagonismo anche all’interno dell’Europa. Come Lombardia rappresentiamo una filiera molto rilevante che farà sentire con autorevolezza la propria voce a livello continentale. Per una transizione ecologica razionale, occorre sviluppare tutte le opportunità che la scienza ci offre, senza limitare le scelte all’elettrico come sta facendo l’Unione Europea in maniera superficiale. Abbiamo un consistente numero di aziende, lavoratori e di piccole e medie imprese dell’indotto che operano con grande professionalità, alta tecnologia e innovazione: vogliamo tutelare questo patrimonio lombardo in tutte le sedi utili”.
La posizione lungimirante della Lombardia
La presidenza lombarda è il ‘riconoscimento’ di un percorso iniziato oltre due anni quando, in un contesto caratterizzato da una scarsa attenzione alle criticità del comparto, l’assessore Guidesi, insieme a tutto il ‘sistema lombardo’, decideva di intraprendere una battaglia di salvaguardia di un settore strategico per la competitività dell’Europa. In quel periodo pochi avrebbero scommesso sulla posizione coraggiosa espressa dalla Lombardia. Due anni dopo, purtroppo, il mercato ha confermato la fondatezza dell’allarme lanciato dalla prima Regione manifatturiera del continente.
Le assemblee annuali dell’Ara
In questi oltre due anni le precedenti assemblee annuali dell’Ara, prima a Lipsia (Germania) poi a Pamplona (Spagna), hanno visto la Lombardia protagonista ai tavoli delle trattative per sostenere la neutralità tecnologica e la necessità di tutelare il settore a cominciare dalla salvaguardia dei posti di lavoro, il tutto rimarcando l’importanza di raggiungere gli obiettivi ambientali imposti dalla precedente Commissione Europea.
Lo studio sui carburanti rinnovabili
Il secondo importante passaggio è stato quello dell’elaborazione di un apposito studio che conferma la forza e le grandi potenzialità dei carburanti rinnovabili, in grado da subito di abbattere le emissioni; un’analisi scientifica predisposta dal Cluster Lombardo della Mobilità che comprende la filiera del settore, dalle università, dai centri di ricerca e dalle associazioni di categoria che è stata sottoposta ai governi italiani che si sono succeduti. Un ulteriore risultato di grande importanza politica è stato ottenuto a Pamplona, in occasione della seconda assemblea annuale dell’Ara: qui la Lombardia è riuscita a portare sulle proprie posizioni tutte le 8 Regioni italiane che fanno parte dell’Alleanza, mostrando una unitarietà che prescinde dai diversi colori politici.
La Dichiarazione di Monza
A Monza è stata firmata la nuova dichiarazione dell’Ara che contiene passaggi fondamentali voluti dalla Lombardia e sottoscritti da tutte le 36 Regioni appartenenti all’Alleanza. Tra i capitoli più significativi il richiamo chiaro alla “neutralità tecnologica riguardo ai modi di conseguire l’obiettivo della mobilità stradale a zero emissioni e, ancora, la “vitale importanza dell’industria automobilistica per la prosperità e la competitività – nonché per la coesione economica, sociale e territoriale – dell’Unione europea”.
Sempre in tema di neutralità tecnologica, si afferma al punto 22 del documento la “necessità di rispettare l’ampia varietà di situazioni di mobilità e di integrare l’elettrico con le tecnologie alternative, climaticamente neutre dalla produzione all’impiego in linea con la dichiarazione adottata in esito al vertice del G7 Trasporti svoltosi a Milano nel 2024”.
Di matrice lombarda anche il capitolo sull’esigenza di escludere le auto storiche dai vincoli sugli obiettivi climatici e quello, centrale, che invita l’Ue a riaffermare la metodologia di valutazione del ciclo di vita (LCA) per determinare il reale impatto sull’ambiente di un automezzo, dato che il parametro non può essere limitato al fattore emissioni ma occorre considerare tutti gli aspetti, a partire dalle fonti per la produzione dell’energia.
Neutralità tecnologica
Secondo la visione promossa dalla Lombardia e condivisa dalle Regioni dell’Alleanza, l’Unione Europea non dovrebbe imporre ai cittadini la tipologia di automobile e di propulsione da utilizzare, ma concentrarsi sulla definizione degli obiettivi ambientali da raggiungere, lasciando ai territori la libertà di scegliere le soluzioni tecnologiche più adeguate: elettrificazione, idrogeno o combustibili alternativi.
Guidesi: alleanza fondamentale per interloquire con UE
“L’Alleanza delle 36 Regioni ed il lavoro tra le Regioni stesse – ha affermato Guidesi – saranno fondamentali per cercare di portare proposte concrete alla prossima Commissione Europea. Idee che permettano all’Automotive di restare anche in futuro un settore strategico. Ora il primo passo è quello di farsi ascoltare dalla nuova Commissione affinchè i dovuti correttivi possano salvare un settore estremamente importante per la nostra economia. La prima cosa che farò è chiedere un incontro al nuovo Commissario affinchè la voce dei territori, di coloro che vivono le difficoltà del settore e le conseguenze negative delle scelte fatte dalla UE in precedenza, possa essere ascoltata. C’è poco tempo, il settore chiede certezze”.
I dati dell’Automotive in Lombardia
Si tratta di difendere una filiera dell’Automotive lombardo di circa 100.000 lavoratori, oltre 30.000 imprese con un fatturato totale di oltre 40 miliardi di euro. Fermare la produzione del motore endotermico avrebbe effetti irreparabili con l’interruzione di molte attività e l’inevitabile perdita di competitività del settore produttivo lombardo, italiano ed europeo a vantaggio di altri competitori sullo scenario globale.
Patrimonio di competenze
Secondo i promotori del documento, una transizione graduale ed equilibrata, contraddistinta dalla neutralità tecnologica, consentirebbe all’Europa di non disperdere un patrimonio di competenze, tecnologie, know how e posizionamenti sul mercato acquisiti in cento anni di ricerca, innovazione e scelte imprenditoriali.
Gli sforzi diplomatici
La sottoscrizione all’unanimità della ‘Dichiarazione di Monza’ è il frutto di uno sforzo diplomatico messo in campo da Regione Lombardia per raggiungere un accordo tra soggetti istituzionali eterogenei dal punto di vista politico. L’alleanza ha un ‘peso specifico’ rilevantissimo all’interno del contesto europeo, includendo i principali motori economici del continente. Le Regioni italiane che ne fanno parte sono 9: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Basilicata, Veneto e Umbria; e a queste si aggiungono altre 27 regioni europee dei più importanti Paesi del continente, fra cui Germania, Spagna e Francia. Insieme questi territori alimentano un Prodotto Interno Lordo pari a 5.000 miliardi di euro, il 34% del Pil europeo, oltre a rappresentare complessivamente 134 milioni di cittadini europei, corrispondenti al 31% della popolazione di tutti i Paesi dell’Unione europea. Il Pil totale delle regioni dell’alleanza è superiore dell’8,7% rispetto alla media europea.
Gli ospiti internazionali
Al vertice monzese, oltre al presidente Fontana, all’assessore Guidesi e ai rappresentati delle 36 Regioni, hanno partecipato anche il presidente del governo della Navarra e presidente uscente dell’Ara, María Victoria Chivite Navascués; e il commissario europeo uscente al Lavoro, Nicolas Schmit.
Cattaneo: Bruxelles ascolti i territori
All’evento era presente anche il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo: “Un’occasione che ribadisce il protagonismo della Lombardia affinchè Bruxelles accolga le istanze delle Regioni, perché si ha la sensazione che spesso l’UE elabori politiche più nel chiuso dei palazzi che ascoltando i territori”.
La parata di auto storiche
La scelta dell’Autodromo di Monza come sede dell’evento non è casuale: la Lombardia si pone alla guida delle Regioni motoristiche più avanzate d’Europa partendo idealmente dal tempio mondiale della velocità, a sottolineare una storia centenaria che lega la terra lombarda all’industria automobilistica. In quest’ottica va letta anche la parata di circa 40 auto storiche che hanno sfilato grazie al contributo di Aci Brescia: un modo per rimarcare l’importanza del motorismo storico per la Lombardia, simbolo di valori e tradizioni economiche da preservare.