Ottobre è un mese che regala opportunità di viaggio uniche: da una parte i paesaggi autunnali, con le città americane e le foreste del New England che si tingono di rosso e oro, dall’altra la possibilità di scoprire luoghi meno affollati e più convenienti grazie alla cosiddetta bassa stagione intermedia. È quel momento dell’anno in cui il flusso turistico estivo si è ormai placato, ma le grandi ondate di vacanzieri invernali devono ancora iniziare.
Inoltre, per chi desidera cambiare prospettiva, basta guardare all’emisfero australe, dove ottobre coincide con la primavera: un invito a godersi il risveglio della natura in destinazioni come il Sudafrica o l’Argentina. Insomma, tra colori, clima favorevole e prezzi più accessibili, questo mese si rivela un’occasione ideale per partire e queste sono le migliori destinazionidove andare a ottobre.
Tra fiumi che si specchiano nel cielo, ponti sospesi e basiliche che profumano di storia, Santa Fe è la sorpresa che non ti aspetti nel cuore dell’Argentina rurale. Meno conosciuta rispetto a Buenos Aires o Córdoba, questa città affacciata sul Paraná è un concentrato di architettura coloniale, tradizioni vive e tramonti che restano impressi nella memoria.
Fondata nel 1573 da Juan de Garay come base commerciale, fu costretta a spostarsi nel 1653 a causa delle frequenti alluvioni. Nel Novecento conobbe un forte sviluppo grazie alla nascita dell’Università della Tecnologia, diventando un polo industriale strategico tra Córdoba e Rosario.
Se sei in cerca di momenti autentici di spiritualità e tranquillità, ma anche di pulsazioni culturali, di passeggiate lungo il fiume o di angoli di bellezza fuori dalle classiche rotte turistiche, Santa Fe è la meta perfetta da raggiungere.
Dove si trova Santa Fe
Santa Fe de la Vera Cruz (questo è il suo nome completo) è la capitale della provincia di Santa Fe, situata nella regione centro‑orientale dell’Argentina. Sorge nella pianura della Pampa, sulla riva dei fiumi Paraná e Salado, circa 475 km a nord‑ovest di Buenos Aires, 147 km a nord di Rosario e 350 km da Córdoba. La sua è una posizione strategica per coloro che programmano di raggiungere anche il vicino Uruguay.
Per arrivare a Santa Fe è necessario prendere l’aereo (con uno o più scali poiché dall’Italia non ci sono voli diretti), atterrando all’aeroporto di Sauce Viejo, a 15 km dalla città. La connessione più comoda è quella con Buenos Aires (volo di circa 50 minuti).
Se ci si trova a Buenos Aires, si può raggiungere Santa Fe anche con una delle numerose linee di autobus che le collegano (con viaggi dalle 4 alle 9 ore ed economici). Se invece si noleggia l’auto si può percorrere l’Autopista Rosario–Santa Fe e le Rutas Nacionales 9/11/168 da Buenos Aires e da Rosario. L’alternativa è il treno regionale messo a disposizione di Trenes Argentinos.
Cosa vedere a Santa Fe
Santa Fe è un caleidoscopio di siti storici e culturali, di parchi verdeggianti, di chiese imponenti e musei che ne raccontano la lunga storia coloniale. Il suo centro è un grande reticolo di strade ortogonali, retaggio diretto della ricostruzione completa della città nel sito attuale dopo l’abbandono di quella originaria a causa delle devastanti alluvioni a cui era soggetta.
Ecco 8 cose imperdibili da vedere a Santa Fe de la Vera Cruz.
Il cuore di Santa Fe è l’elegante Plaza de 25 de Mayo, circondata da suggestivi edifici in stile coloniale spagnolo, come il Palazzo del Governo, attuale sede del Comune di Santa Fe, l’austero Santuario di Nostra Signora dei Miracoli (in spagnolo Nuestra Señora de los Milagros), che al suo interno nasconde meravigliose decorazioni barocche, e l’imponente facciata del Collegio Inmaculada Concepción.
La chiesa, in particolare, è una chicca da visitare: dichiarata monumento nazionale, ha una facciata completamente bianca arricchita da un unico portale, mentre le due navate laterali sono sormontate da tre cupolini ciascuna.
A pochi passi da Plaza de 25 de Mayo, si apre la splendida cornice di Plaza de las tres Culturas: un giardino pubblico elegante, con alberi sentieri e fontane, in cui fare piacevoli camminate e visitare anche il Museo Storico Provinciale e il Museo Etnografico e Coloniale di Juan de Garay.
Il Museo Storico Provinciale è un’interessante istituzione museale che raccoglie una ricchissima collezione di oggetti, documenti e fotografie che ripercorrono la storia di Santa Fe, dell’indipendenza dell’Argentina e di come sia diventata uno dei centri industriali più importanti del Paese.
Il Museo Etnograficoe Coloniale di Juan de Garay è, invece, il luogo perfetto dove scoprire la storia più antica di Santa Fe, a partire dalla misteriosa civiltà Guaranì, che abitò per millenni questa regione, per poi essere soggetta ai lunghi secoli della dominazione spagnola. Alcuni dei pezzi più interessanti della collezione sono i giochi da tavolo in pietra risalenti al Cinquecento, come le Tabulas, una sorta di backgammon importato dai conquistadores spagnoli.
Affacciato anch’esso alla Plaza de las tres Culturas, anche il Convento di San Francesco merita una visita. Un complesso religioso del XVII secolo che accoglie un chiostro e che abbonda di arte sacra.
Un’altra meta da non perdere a Santa Fe è quella che si affaccia alla splendida Plaza San Martin: il Museo Provincial de Ciencias Naturales Florentino Ameghino. Si tratta di una realtà museale legata all’università, che conserva una ricchissima collezione di animali, curiosità geologiche e fossili trovati sul territorio di Santa Fe. Il museo offre anche diverse attività didattiche che lo rendono una tappa perfetta da visitare con bambini e ragazzi.
Parco Archeologico de las Ruinas de Santa Fe
Santa Fe svela tesori preziosi anche fuori dal suo centro cittadino. Spostandovi per circa 60 km verso nord, lungo il fiume, potrete raggiungere una delle mete più interessanti: il Parque Arqueológico de las Ruinas de Santa Fe, nel villaggio di Cayasta. Chiamato anche “La Vieja”, che conserva i resti dell’antico centro storico di Santa Fe.
A tal proposito, è bene sapere che nel 1653, a causa delle continue esondazioni del fiume e i danni che ne derivavano, la città “vecchia” venne fatta evacuare e ricostruita più lontana dalle rive, nel luogo in cui sorge oggi.
Passeggiando per il parco archeologico si possono osservare le fondamenta degli edifici costruiti dagli spagnoli e visitare la Chiesa di San Francisco, l’unica struttura rimasta ancora in piedi dopo l’abbandono dell’antica città. Non mancano anche interessanti mostre che ripercorrono la storia del sito archeologico.
Cattedrale Metropolitana Todos los Santos
La Cattedrale di Ognissanti (in spagnolo Catedral Metropolitana Todos los Santos) è la principale chiesa cittadina edificata fra il XVII e XIX secolo. Proclamata monumento nazionale nel 1942, si tratta di un bellissimo esempio di architettura neoclassica, al cui interno si possono ammirare vetrate e altari ornamentali, e respirare un’atmosfera raccolta. Al suo interno custodisce anche una Vera Croce d’epoca coloniale (proprio da questa sembra che abbia preso il nome la città).
Basilica Nuestra Señora de Guadalupe
Spostandovi nella parte settentrionale della città di Santa Fe, potrete raggiungere un altro luogo di culto altamente suggestivo: la Basilica Nuestra Señora de Guadalupe, un punto di riferimento spirituale e architettonico per la comunità locale, con la sua facciata neogotica, gli interni neoclassici e le imponenti vetrate decorate. Venne costruita tra il 1904 e il 1910, su progetto dell’architetto italiano Juan Bautista Arnaldi, ed è stata elevata a basilica minore nel 1953.
Simbolo della città e importante testimonianza di ingegneria storica è il Puente Colgante: un ponte sospeso lungo circa 300 metri e composto da torri alte 30 metri, che attraversa la laguna Setúbal collegando la Costanera Ovest e la Costanera Est di Santa Fe. Progettato da Marcial Rafael Candioti e costruito tra il 1924 e il 1928, originariamente veniva utilizzato anche come acquedotto, mentre nel 2014 è stato dichiarato Monumento Storico Nazionale.
Vi consigliamo di raggiungerlo al tramonto, per realizzare scatti memorabili e decisamente romantici. Con l’avanzare del buio della sera poi, si trasforma in un meraviglioso spettacolo di tantissime luci.
Per fare un tuffo nella produzione agricola del passato, un luogo da visitare è l’antico Mulino Franchino, un ex complesso di mulini per la realizzazione della farina oggi riconvertito in polo culturale. Si trova nel cuore della città e organizza attività didattiche ed espositive, oltre a mostrare i processi di produzione e finitura di ogni prodotto creato. Qui potrete fare anche una pausa stimolante nel suo caffè letterario.
Cosa fare a Santa Fe
Oltre alla visita dei luoghi storici, culturali e religiosi di Santa Fe, si possono vivere tante altre esperienze autentiche e arricchenti in questa terra ancora poco conosciuta internazionalmente dal punto di vista turistico.
Una volta nel centro di Santa Fe, per esempio, non ci si può far sfuggire una visita alla Cervecería Santa Fe: uno stabilimento di produzione di birra tra i più famosi di tutta l’Argentina. Potrete prenotare tour guidati che permettono di scoprire tutte le fasi di produzione della birra e realizzare in prima persona le basi della fermentazione dei cereali.
Mentre si è in città non ci si può lasciar sfuggire anche l’occasione di assaggiare le prelibatezze della tradizione culinaria argentina e locale, come il delizioso asado preparato dai maestri della carne alla griglia, o le empanadas, uno dei piatti più celebri di tutta l’Argentina, sorseggiando l’immancabile mate (la celebre bevanda tradizionale preparata con le foglie essiccate e tritate della pianta di yerba mate). Da non perdere anche il sábalo a la parrilla (un pesce di lago tipico della zona cotto alla griglia) e il pato al escabeche (una ricetta a base di carne d’anatra, cotta lentamente in un brodo delizioso).
Ma le esperienze che regala Santa Fe non terminano qui. I più avventurosi, oltre a fare piacevoli passeggiate lungo il fiume, possono viaggiare sull’acqua a bordo dei kayak nella laguna di Setúbal, mentre chi cerca momenti romantici da condividere con la persona amata può attraversare il Puente Colgante (Ingeniero Marcial Candioti Bridge) accompagnati dalle luci infuocate del tramonto.
Situato nel cuore della Patagonia meridionale, il Monte Fitz Roy, noto anche con il nome originale di Cerro Chaltén, si erge come una delle vette più affascinanti e iconiche del Sud America. Questa montagna, famosa per il suo profilo inconfondibile e le variazioni cromatiche che assume nel corso della giornata, rappresenta una tappa irrinunciabile per chiunque desideri esplorare le meraviglie naturali della regione andina. Incastonata tra i parchi nazionali Los Glaciares in Argentina – dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981 – e Bernardo O’Higgins in Cile, questa cima leggendaria – che si dice abbia ispirato Antoine de Saint-Exupéry per illustrare Il Piccolo Principe – unisce spettacolarità geologica, significati culturali profondi e sfide alpinistiche di alto livello.
Geografia e posizione strategica
Il Fitz Roy si trova lungo il confine tra Argentina e Cile, raggiungendo un’altitudine di 3.405 metri. La montagna domina il massiccio che porta il suo nome, condividendo l’area con altre cime spettacolari come il Cerro Torre. Da un lato, si affaccia sul Campo de Hielo Sur – Ghiacciaio Patagonico Meridionale con i suoi 47 ghiacciai e tanti laghi color smeraldo punteggiati di iceberg – dall’altro si apre sulle pampas argentine, spoglie e battute dal vento.
Il punto di partenza: El Chaltén
La base ideale per chi desidera avvicinarsi al Fitz Roy è il villaggio di El Chaltén. Questo piccolo centro abitato, situato all’interno del Parco Nazionale Los Glaciares, è facilmente raggiungibile percorrendo la Ruta 40 e poi la Strada Provinciale 23. Già lungo il tragitto è possibile scorgere la silhouette inconfondibile della montagna, che si staglia all’orizzonte tra le vette delle Ande.
Fonte: iStockLe montagne Fitz Roy e Cerro Torre
Un nome, molteplici significati
Il Fitz Roy non è solo una meraviglia naturale, ma anche un simbolo culturale. Il nome originario “Chaltén” deriva dalla lingua degli Aonikenk, o Tehuelche, le popolazioni indigene della regione. Secondo alcune interpretazioni, il termine indica “montagna blu“; secondo altre, si traduce in “montagna che fuma“, in riferimento alle nuvole che spesso avvolgono la cima e che indussero in passato a credere si trattasse di un vulcano.
Un’identità contesa
Nel 1877, il geografo argentino Francisco Moreno ribattezzò la montagna in onore di Robert Fitz Roy, il capitano britannico che l’aveva avvistata durante una spedizione nel 1834. Recentemente, sono emerse proposte di legge per ripristinare il nome originale, in linea con il riconoscimento dei diritti culturali delle popolazioni native previsto dalla Costituzione argentina.
Significato spirituale e mitologico
Per gli Aonikenk, il Chaltén aveva un valore sacro. Secondo la mitologia locale, il semidio Elal fu trasportato sulla cima della montagna da un cigno prima di discendere tra gli uomini per insegnare loro l’arte della sopravvivenza. Questo racconto riflette la profonda connessione spirituale tra la montagna e le popolazioni indigene. Oltre al mito di Elal, la cima era considerata una sorta di portale simbolico tra il mondo terreno e quello degli spiriti. Molti rituali venivano eseguiti nelle sue vicinanze e la montagna veniva osservata per trarne presagi legati al clima, alla caccia o alla prosperità del villaggio.
L’esplorazione occidentale e l’importanza geopolitica
La prima documentazione europea risale al XVIII secolo, grazie alla spedizione spagnola di Francisco de Biedma y Narváez. In seguito, esploratori britannici e argentini contribuirono alla mappatura e alla definizione del confine tra Argentina e Cile. Solo negli anni ’30 del Novecento, con le spedizioni del missionario italiano Alberto Maria De Agostini, si iniziarono a esplorare sistematicamente le valli del massiccio.
L’alpinismo internazionale e i sentieri per tutti
L’ascesa al Fitz Roy è considerata una delle più difficili al mondo. Le pareti verticali in granito, l’imprevedibilità del meteo e i forti venti rendono la scalata una vera e propria impresa. La prima ascensione fu compiuta nel 1952 dai francesi Lionel Terray e Guido Magnone. Da allora, diverse vie sono state aperte, attirando scalatori esperti da tutto il mondo.
Fonte: iStockMontagna del Fitz Roy nel Parco Nazionale della Patagonia in Argentina
Percorsi escursionistici per tutti i livelli
Non solo per alpinisti esperti: il Parco Nazionale Los Glaciares offre numerose escursioni accessibili anche a escursionisti non professionisti. I sentieri sono ben segnalati e attraversano paesaggi di straordinaria bellezza, offrendo viste sul Fitz Roy e sul ghiacciaio Viedma. Anche chi non ha esperienza può immergersi nell’ambiente naturale, osservare la fauna locale e provare l’emozione di camminare ai piedi di una delle montagne più iconiche del mondo.
Sentieri brevi e panoramici: Chorrillo del Salto a soli 4 km da El Chaltén, questa cascata è raggiungibile in meno di un’ora a piedi o in bicicletta; Laguna Capri un itinerario di mezza giornata che offre spettacolari vedute del Fitz Roy. Escursioni giornaliere impegnative: Laguna Torre circa 8 ore tra andata e ritorno, con la possibilità di campeggio presso il campo De Agostini; Lago de los Tres uno dei percorsi più iconici che richiede circa 9 ore e regala viste mozzafiato sul Fitz Roy e sulle cime circostanti. Percorso con guida obbligatoria: Ghiacciaio Torre, questo percorso prevede l’uso di ramponi e imbracature per l’esplorazione del ghiaccio.
Condizioni climatiche e consigli pratici
Chiunque si avventuri nella regione del Fitz Roy deve essere pronto ad affrontare condizioni meteorologiche estremamente mutevoli. In un solo giorno è possibile passare dal sole intenso alla neve, con forti raffiche di vento che possono rendere pericolosi anche i tratti più semplici. È importante pianificare attentamente ogni escursione, controllare costantemente le previsioni meteorologiche e lasciare detto a qualcuno l’itinerario previsto. I mesi da ottobre ad aprile offrono le condizioni migliori per il trekking, ma anche in questo periodo non bisogna mai sottovalutare la forza della natura.
Il periodo ideale va quindi da ottobre ad aprile, con l’estate australe (dicembre-febbraio) che offre giornate più lunghe e temperature più miti. Marzo e aprile sono perfetti per chi desidera godere dei colori autunnali. Si raccomandano scarponi da trekking, abbigliamento tecnico a strati, impermeabili, guanti, protezione solare e occhiali da sole. L’acqua potabile è disponibile in diversi punti lungo i sentieri.
Un’esperienza unica nel cuore della Patagonia
Il Monte Fitz Roy, in Patagonia, è più di una semplice cima da ammirare: è un simbolo di avventura, spiritualità e resistenza. Ogni sua sfumatura, ogni nuvola che lo accarezza, ogni luce che lo tinge di rosa o oro al tramonto, contribuisce a renderlo uno dei luoghi più magici e indimenticabili dell’intero emisfero australe. Vivere il Fitz Roy significa entrare in contatto diretto con una natura incontaminata e potente, che impone rispetto e regala emozioni autentiche. È un’esperienza trasformativa, che lascia un segno indelebile in chi ha il privilegio di camminare ai suoi piedi.
Dall’arrivo a El Chaltén, all’alba che colora la cima del Fitz Roy di sfumature infuocate, ogni momento vissuto in questa parte di mondo è un invito alla riflessione, alla meraviglia e alla riconnessione con sé stessi e con la terra. Non è solo un viaggio geografico, ma un percorso interiore che arricchisce e ispira.
In un angolo remoto della Patagonia argentina, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, congelato a millenni fa. Non è solo una meta per amanti dell’archeologia o dei paesaggi estremi, ma un autentico portale verso la preistoria. La Cueva de las Manos – ovvero la “Grotta delle Mani” – è un sito rupestre incredibile, in cui oltre 800 pitture raccontano storie, rituali, visioni e sogni di popolazioni antichissime.
Le pareti del canyon si colorano di rosso, nero, ocra e bianco: un’esplosione di impronte di mani, animali selvatici e simboli geometrici. Alcune figure risalgono a più di 9.000 anni fa, motivo per cui questo sito è ad oggi uno dei più antichi e meglio conservati esempi di arte rupestre al mondo. Camminare lungo il sentiero che conduce alla Cueva significa immergersi in un’atmosfera magica, quasi irreale. Il vento sferza la valle del Río de las Pinturas, i condor volano in alto e ogni roccia sembra sussurrare storie millenarie.
Cueva de las Manos, dove si trova e come raggiungerla
La Cueva de las Manos si trova nella provincia di Santa Cruz, tra la cittadina di Perito Moreno e il villaggio semi-abbandonato di Bajo Caracoles. È inserita in una zona selvaggia e scarsamente popolata ed è proprio questo isolamento ad aver protetto nei secoli la straordinaria bellezza delle sue pitture.
Ci sono due vie principali per raggiungere la grotta, la più utilizzata è una strada sterrata lunga circa 46 km che si imbocca dalla famosa Ruta 40, nei pressi di Bajo Caracoles. In alternativa, è possibile arrivare tramite l’Hostería Cueva de las Manos, anche se questa strada non è sempre accessibile durante tutto l’anno.
Per chi non dispone di un mezzo proprio, è possibile anche rivolgersi a escursioni organizzate che partono dalle vicine località di Perito Moreno, Los Antiguos o Lago Posadas. Tutte le visite alla grotta, in questo angolo remoto dell’Argentina, avvengono con guida obbligatoria: un’ottima occasione per conoscere curiosità e dettagli sulle pitture rupestri e sulla cultura dei popoli originari.
Fonte: iStockIl paesaggio dei canyon in cui è immersa la Grotta delle Mani
Una volta lasciato il veicolo, si percorre un sentiero panoramico che costeggia la parete del canyon, a circa 80 metri d’altezza. Lungo il tragitto, lo spettacolo naturale del paesaggio si intreccia alla suggestione dell’arrivo imminente.
Cosa vedere alla Cueva de las Manos?
La visita inizia da un piccolo centro accoglienza con museo incluso nel biglietto (circa 400 pesos argentini). Da lì, si scende verso il sito principale, dove le pareti si trasformano in tele verticali. La maggior parte delle impronte – circa il 90% – è della mano sinistra, probabilmente realizzate soffiando pigmenti naturali attraverso tubi rudimentali. Una curiosità? Tra le tante figure spicca anche una mano con sei dita!
Oltre alle mani, si possono ammirare scene di caccia con guanachi, figure astratte e simboli misteriosi che ancora oggi gli studiosi faticano a interpretare. Ogni colore aveva probabilmente un significato rituale, ogni forma una funzione cerimoniale.
Nei dintorni della grotta non ci sono grandi centri abitati, ma la natura qui si prende tutto lo spazio. Ecco qualche tappa imperdibile:
Canyon del Río de las Pinturas: subito sotto il sentiero della grotta, è un luogo affascinante dove il rosso delle rocce si mescola al bianco dei depositi salini. Se si alloggia in una delle estancias vicine, è possibile organizzare escursioni a piedi o a cavallo.
Bajo Caracoles: minuscolo villaggio sulla pampa, non offre molto, ma possiede l’unica pompa di benzina della zona. Fermarsi qui è d’obbligo, anche solo per fare rifornimento e non rischiare di rimanere bloccati nel nulla.
Perito Moreno e Los Antiguos: situate a circa due ore di macchina, rappresentano buone basi per l’esplorazione della zona. Los Antiguos, in particolare, è ideale per chi vuole raggiungere la splendida Capilla de Mármol, sul lago General Carrera.
Ruta 41 e Monte Zeballos: per i più avventurosi, questo itinerario panoramico attraversa paesaggi spettacolari. Ideale da percorrere in due giorni con tappa a Lago Posadas.
Nel corso degli anni tutti i viaggiatori incalliti, almeno una volta nella vita, hanno sognato di poter prenotare il proprio viaggio in Patagonia. Questo territorio è uno dei più amati per chi desidera osservare dal vivo panorami mozzafiato e paesaggi che sembrano quasi dipinti, senza considerare che parliamo di una vacanza che mette alla prova perché rimane pur sempre una destinazione introspettiva in cui viaggiare, una terra incantata e selvaggia, dove il silenzio regna sovrano e in cui l’attrazione principale è la natura. Approfondiamo dunque cosa vedere in Patagonia, territorio tra il Cile e l’Argentina nell’America del Sud.
Parco Nazionale Torres del Paine in Patagonia
Fonte: iStockParco Nazionale Torres del Paine
Come anticipato, la Patagonia è un territorio che interessa l’Argentina e il Cile. Se abbiamo prenotato una vacanza in Cile per vedere il famoso Parco Nazionale Torres del Paine in Patagonia, magari alloggiando a Puerto Natales, il parco è stato istituito nel 1959 ed è tra i parchi nazionali più importanti della Patagonia cilena. In virtù della fauna e della flora del posto e del fatto che è un territorio da preservare e proteggere, nel 1978 è stato dichiarato riserva della biosfera dall’UNESCO. Il periodo migliore per fare trekking è l’estate, e questo luogo si trova precisamente nella zona meridionale del Cile, ovvero tra Magallanes e l’Antartide cilena, quindi molto vicino all’Argentina. Fare trekking qui è un’esperienza unica e ci sono, tra l’altro, molti sentieri mozzafiato oltre alla possibilità di arrivare fino alla cima del Mirador Torres del Paine.
Penisola di Valdés
Tra i luoghi da non perdere in Patagonia non possiamo non menzionare la Penisola di Valdés, un vero e proprio paradiso naturalistico che si estende per più di 400.000 ettari. Inoltre, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Qui vivono in libertà molte specie di animali, tra cui i famosi lama della Patagonia o gli struzzi.
Terra del Fuoco
Non solo la terra del ghiaccio, ma anche la terra del fuoco. Ecco, la Patagonia è un territorio che si lascia scoprire pian piano, un viaggio intimo e profondo ai confini del mondo dove scoprire la cosiddetta Terra del Fuoco. La parte a sud è nota con questo nome: la zona di Ushuaia e il centro cittadino, la capitale, centro culturale dove è possibile scoprire le tradizioni e la cultura del luogo. Segnaliamo inoltre la presenza di un Museo Marittimo e del Presidio di Ushuaia, e consigliamo di prenotare diverse esperienze, tra cui un’escursione sul Canale di Beagle. O magari prenotare un’escursione al Parco Nazionale Terra del Fuoco che includa una visita al Treno della Fine del Mondo. Sarà davvero una giornata memorabile.
I ghiacciai della Patagonia
Fonte: iStockPerito Moreno
Se invece stiamo pianificando un viaggio in Argentina, allora non possiamo perderci i ghiacciai della Patagonia come il Perito Moreno, che ne è una vera e propria stella, il più famoso al mondo. Un ghiacciaio a dir poco imponente, perché si estende per ben 60 metri in altezza, per 15 km di lunghezza e 5 di larghezza. Praticamente le sue misure corrispondono all’estensione di Buenos Aires. Ci si può anche avvicinare in barca, ma il Perito Moreno non è l’unico ghiacciaio della Patagonia da vedere. Ne troviamo infatti anche altri come nel Parco Nazionale di Los Alerces, ovvero il ghiacciaio Torrecillas, o magari i ghiacciai Upsala, Spegazzini o Onelli.
Il Distretto dei Laghi
Ci troviamo al confine del mondo, in un luogo magnifico dove i ghiacciai sono millenari e le steppe infinite e dove appunto è il silenzio a regnare incontrastato. Ma tra le cose da vedere in Patagonia possiamo forse dimenticare di parlare del Distretto dei Laghi, che si trova precisamente nella zona dell’Argentina? Qui è impossibile non innamorarsi del posto, considerando che è la natura a vincere su tutto. Possiamo trovare diversi laghi come il Lago Nahuel Huapi, ben 500 chilometri quadrati di acqua cristallina, o il Lago Correntoso, che è piccolo ma di una bellezza unica, un vero e proprio paradiso. E per chi non può fare a meno di leggende e misteri, allora segnaliamo il Lago Traful.
Ruta 40
Per visitare la Patagonia al meglio molti scelgono di percorrere parte della famosa Ruta 40, che va da Sarmiento a El Calafate, in modo tale da percorrere la strada e fermarsi lungo i paesaggi spettacolari che naturalmente consentono di vivere un’esperienza più unica che rara. Chiaramente parliamo di una strada lunghissima, composta da 3.000 chilometri, e di solito per questo motivo si sceglie di partire in tour, così da non perdere alcuna attrazione come la Penisola di Valdés o magari la pinguineria di Cabo Dos Bahias.
Cascate di Iguazù
Tra le Sette Meraviglie del Mondo della Natura, le Cascate di Iguazù sono Patrimonio Naturale dell’Umanità e si trovano precisamente nel Parco Nazionale Iguazù, al confine con ben tre Stati, ovvero l’Argentina, il Brasile e il Paraguay. Le cascate raggiungono gli 80 metri di altezza e vengono alimentate dal fiume Iguazú. Una nube di vapore avvolge la cascata, ed è veramente difficile descrivere la perfezione di questo posto a parole, poiché sembra quasi di ritrovarci in un luogo primordiale dove la natura è stata ancora una volta maestra.
Le pinguinerie
Questa terra che a noi appare tanto lontana, ed effettivamente lo è, non è così solitaria o almeno: in alcuni punti possiamo osservare le cosiddette pinguinerie. Dove vedere i pinguini in Patagonia? Consigliamo di andare a Punta Tombo, la località che è famosa in effetti per essere luogo di riproduzione dei pinguini di Magellano nelle Americhe: qui trovano rifugio un milione di pinguini da settembre fino ad aprile.
Ovviamente parliamo di una zona estremamente popolare tra i turisti, quindi aspettiamoci un flusso abbastanza intenso, ma in ogni caso ricordiamo che il turismo deve sempre essere rispettoso dei luoghi che vediamo. Tra le altre località dove vedere i pinguini in Argentina citiamo anche la Isla Martillo, un’escursione che possiamo fare con partenza da Ushuaia. Anche in questo caso troviamo 1.000 nidi di pinguini di Magellano. Completiamo infine i nostri consigli con la Isla Magdalena, nella Patagonia del Cile; sempre nella Terra del Fuoco cilena, è possibile osservare il Pinguino Rei Park, ovvero i Pinguini Reali (circa 50) che vivono proprio qui, protetti. Un piccolo consiglio: prepariamoci per il clima e le temperature della Patagonia prima di partire, così da portare con noi tutto il necessario.
La Patagonia è il confine del mondo, la linea prima del nulla; è l’eco del passato che corre tra maestose montagne, sopra i laghi di un blu disarmante e che viene spinto dal vento che soffia su terre sconfinate. È l’incipit di una storia primordiale fatta di ghiacciai millenari che riposano come giganti dormienti, steppe infinitamente silenziose e colline plasmate come plastilina dalle mani del tempo. Qui, ogni cosa, ogni elemento racconta una storia molto più antica di noi. Dicono che un viaggio in Patagonia ti cambia per sempre e noi non possiamo che essere d’accordo. Per descrivere tutte le meraviglie di questo luogo servirebbe un libro intero, oggi ti portiamo con noi in un viaggio alla scoperta di una delle tantissime gemme preziose che questa zone dell’Argentina ha da offrire: il Distretto dei Laghi.
Cos’è il distretto dei laghi in Patagonia
Fonte: iStockGiochi di riflessi nel Distretto dei Laghi in Argentina
Di luoghi “da cartolina” o “instagrammabili”, se vogliamo usare un gergo più vicino alle nuove generazioni, ne è pieno il mondo. Ma i luoghi che sembrano appena usciti da un libro di fiabe illustrate sono molto più rari. Il Distretto dei Laghi in Patagonia è esattamente uno di questi: un angolo di mondo dove la natura è maestra di vita e dove il tempo lascia spazio allo stupore. Il distretto è situato al confine tra Cile e Argentina, nella parte meridionale del Sud America e, più precisamente, si estende dalle regioni cilene di Los Rios e Los Lagos, alla provincia di Neuquen in Argentina. Si tratta di una zona di bellezza sconfinata, dove la natura si riflette sulle superfici dei laghi come in antichi specchi d’argento, i boschi secolari sono custodi di storie millenarie e le cime delle montagne si stagliano come schegge su cieli infiniti. Ma i veri protagonisti, come avrai intuito dal nome, sono i laghi; se ne contano tantissimi in tutta la regione ma alcuni sono più celebri di altri e oggi te li vogliamo raccontare.
Lago Nahuel Huapi
Il cuore pulsante della Patagonia del Sud. Oltre 500 chilometri quadrati di acqua cristallina che varia dal blu profondo al turchese brillante. Ad abbracciare il lago ci sono le Ande con le cime innevate che si riflettono sull’acqua dal cui centro emergono isole iconiche e intrise di storie come Isla Victoria e la Foresta di Arrayanes – proprio qui leggenda narra che Walt Disney trovò ispirazione per la storia di Bambi. Ma questa non è l’unica leggenda di questo lago, anzi. Il Nahuel Huapi è ricco di misteri, come quel del Nahuelito, una creatura mitologica che popola le sue acque e che potrebbe essere considerata cugina del mostro di Lochness.
Lago Correntoso
Piccolo ma di una bellezza incredibile, con acque cristalline sulle quali si riflettono i boschi circostanti creando dei giochi di luce e colore degni un quadro impressionista. Questo lago è un vero e proprio paradiso per i pescatori poiché le sue acque sono popolate da moltissime trote. Fun Fact: il Rio Correntoso che collega questo lago con il Nahuel Huapi è considerato uno dei fiumi più corti al mondo, con una lunghezza di appena 200 metri.
Lago Lácar
Se questo lago potesse parlare, scopriresti un’anima malinconica e poetica. Acque placide e un silenzio sorprendente interrotto solo da qualche suono della natura circostante. Se stai cercando il relax più totale, questo lago fa per te, perfetto per godere appieno della natura incontaminata che lenisce qualsiasi tipo di dolore, stanchezza o malumore. Il luogo ideale per lasciarsi cullare dalla Patagonia più autentica. Inoltre, se sei un amante del kayak qui troverai pane per i tuoi denti.
Lago Espejo
Il nome è già abbastanza esplicativo, questo lago è, a tutti gli effetti, un enorme specchio adagiato sulla terra pronto a riflettere i cieli della Patagonia. Soprattutto nelle giornate senza vento, le montagne e i boschi circostanti si sporgono su di esso cercando il proprio riflesso. Possiamo dire che il Lago Espejo sia uno dei più suggestivi di tutto il distretto. Inoltre, è una sosta obbligata per chiunque voglia intraprendere la Ruta de los siete lagos!
Lago Traful
Se ti piacciono i misteri, le leggende e le storie intriganti, il Lago Traful è ciò che fa per te, esattamente come il Nahuel Huapi di cui ti abbiamo parlato poco fa. La sua anima enigmatica e l’allure che lo circonda sono dovute sia alla sua posizione sia ad alcuni fenomeni che lo caratterizzano. Innanzitutto, per raggiungerlo dovrai avventurarti in strade sterrate e superare foreste fitte e silenziose. Una volta superate, lo scenario che si aprirà ai tuoi occhi ti toglierà il fiato. Ma il vero tratto affascinante è il Bosque Sumergido, una foresta di boschi pietrificati che riposa nelle profondità del lago e che dona a questo luogo un’atmosfera incredibilmente surreale. Se sei una persona che ama uscire dai sentieri battuti e cerca sempre quell’alternativa più di nicchia, questo è il posto giusto per scoprire una Patagonia autentica e perfettamente intatta.
Lago Villarino e Lago Falkner
Questi due laghi vengono spesso citati insieme proprio perché è come se fossero due fratelli separati soltanto da istmo di terra. Il Villarino è il più timido tra i due, con una vegetazione fitta che lo circonda trasformandolo nel rifugio perfetto per gli animali selvatici che popolano l’area. Il Falkner, invece, è il più scenico tra i due, aprendosi con una lunga spiaggia di sabbia chiara, baciata dal sole caldo che invita tutti a godersi una sosta rilassante. Due laghi che, oltre alla loro bellezza con pochi eguali al mondo, sono capaci di ispirare, raccontare storie e aiutare chi li visita a ritrovare il proprio benessere psicofisico.
Cose da sapere sul Distretto dei Laghi in Patagonia
Dopo averti raccontato i protagonisti indiscussi del Distretto dei Laghi in Patagonia, è il momento di fornirti una serie di informazioni utili alla programmazione del tuo viaggio. Dalle esperienze da provare assolutamente a come raggiungere il distretto, qui troverai tutto ciò che ti serve per pianificare l’esperienza nei minimi dettagli
Esperienze da provare
Fonte: iStockL’esperienza unica di pagaiare in Kayak nel Distretto dei Laghi in Patagonia
Il Lake District argentino ha davvero tanto da offrire a chiunque voglia immergersi nella sua bellezza ed è capace di soddisfare desideri e attitudini di qualsiasi tipo di viaggiatore passando da un estremo all’altro: da chi cerca una vacanza all’insegna del relax totale a chi invece vuole tenere sempre alto il livello di adrenalina. Questo meraviglioso angolo di mondo riesce davvero a mettere d’accordo tutti. Ecco alcune esperienze che puoi fare nel distretto dei laghi in Patagonia:
Affrontare la Rute de los siete lagos: ci sono percorsi che si affrontano con l’obiettivo di raggiungere la meta finale e percorsi che si percorrono per lasciarsi stupire passo dopo passo. La Ruta de los siete lagos fa parte di questa seconda categoria. Un percorso che si snoda per 110 chilometri tra San Martín de los Andes e Villa La Angostura, nel cuore della Patagonia e che attraversa boschi, valli e montagne toccando sette dei laghi più belli del distretto.
Fare attività outdoor: questo scenario naturale si presta ovviamente a moltissime attività sportive outdoor come trekking tra foreste e laghi. Sono tanti i sentieri che puoi calcare se sei un amante delle camminate in mezzo alla natura come, ad esempio, il Circuito Cerro Catedral – nella provincia di Bariloche – che ti regala panorami spettacolari e viste mozzafiato sullo spettacolare Nahuel Huapi; il Sendero Bosque de Arrayanes, per un’escursione incredibile tra gli alberi di questa bellissima foresta che ispirò Walt Disney; Cascada Ñivinco, un sentiero facile e breve che porta a una cascata nascosta in mezzo a un bosco; Ascensione al Volcán Lanín, per i più temerari e avventurosi che non vogliono perdere l’occasione di arrivare alla vetta innevata di un vulcano. Se alle camminate preferisci gli sport acquatici, puoi provare l’esperienza del Kayak! Tra le esperienze più suggestive in questo senso ci sono pagaiare sul Lago Espejo all’alba, oppure esplorare le baie nascoste del Lago Nahuel Huapi.
Provare la pesca sportiva: i laghi del distretto sono ricchi di trote fario e pesci lacustri, pertanto diventano un vero e proprio paradiso per tutti gli amanti della pesca. Tra i luoghi da non perdere troviamo il Río Correntoso, che nonostante la sua breve lunghezza è pieno di pesci; il Lago Traful, perfetto per la pesca nelle sue acque trasparenti; il Río Limay, per chi vuole provare il brivido di catturare una trota gigante.
Esplorare le cittadine della Patagonia: in quest’area non ci sono solo laghi ma anche piccoli villaggi e cittadine da esplorare per entrare nel vivo della cultura di questo luogo. Da non perdere assolutamente San Martín de los Andes, un piccolo villaggio di montagna che si affaccia sul Lago Lácar, e Villa La Angostura: una piccola cittadina elegante che si distingue per i suoi chalet in legno e le vista mozzafiato sul Nahuel Huapi.
Come raggiungere il Distretto dei Laghi
Decidere di intraprendere un viaggio nel Distretto dei Laghi in Argentina significa regalarsi un’esperienza difficile da dimenticare e che saprà darti tantissime emozioni. Come hai visto, questa regione si trova a metà tra due stati: il Cile e l’Argentina, pertanto sono molti i punti di accesso per raggiungerla. Per chi arriva dall’Europa o dal Nord America, le porte d’ingresso sono Buenos Aires in Argentina o Santiago del Cile. Una volta arrivati in una di queste due località si può proseguire con un volo interno della durata di due o tre ore verso gli aeroporti locali:
Aeropuerto de Bariloche (BRC), il punto di arrivo migliore per chi vuole esplorare la Patagonia o intraprendere la Ruta de los siete lagos.
Aeropuerto Aviador Carlos Campos (CPC), perfetto per chi vuole iniziare il viaggio partendo da San Martín de los Andes.
Aeropuerto El Tepual (PMC), il punto ideale per chi invece vuole visitare l’area cilena del distretto.
Una volta raggiunti gli aeroporti locali, dovrai proseguire il tuo viaggio su strada. Consigliamo dinoleggiare un’auto in modo da goderti appieno la regione esplorandola in lungo e in largo e dettando tu i tempi. Volendo ci sono anche bus che collegano le città principali.
Quando andare nel Distretto dei Laghi
Fonte: iStockLa magia dell’inverno abbraccia il Distretto dei Laghi in Patagonia
Puoi visitare il Distretto dei Laghi quando vuoi, proprio perché ogni stagione regala qualcosa di diverso e offre esperienze variegate, il paesaggio cambia continuamente proprio come un dipinto cambia colore nel tempo. In generale, l’estate australe (che va da dicembre a febbraio) è il periodo migliore per chi vuole provare esperienze all’aperto come trekking tra foreste e vulcani, kayak sulle acque dei laghi o affrontare la Ruta de los Siete Lagos. In questo periodo, le giornate sono lunghe e soleggiate, il clima è piacevole e la natura è al massimo del suo splendore, verde e rigogliosa. In autunno (che va da marzo a maggio) la regione esplode di colore, i cieli si incendiano di rosso e oro e l’atmosfera è davvero magica. Inoltre è un periodo di bassa stagione, quindi puoi godere di luoghi meno affollati e potrai entrare in contatto con una natura realmente incontaminata. Se ami gli scenari da fiaba, allora la tua stagione ideale per visitare il Distretto dei Laghi argentino è l’inverno (che va da giugno ad agosto) quando tutto si tinge di bianco, Bariloche diventa capitale dello sci sudamericano, e i laghi e le montagne restituiscono uno scenario d’incanto. Infine, la primavera. Il periodo che va da settembre a novembre è il momento ideale per vedere la natura che si risveglia, i fiori che sbocciano e il verde rigoglioso riempire le fronde degli alberi. Anche in questo caso sei in bassa stagione quindi puoi godere di quiete e pace, lontano dai periodi più affollati come l’estate o l’inverno.
In sintesi, il Distretto dei Laghi non è una semplice destinazione. È un’esperienza da vivere e che coinvolge tutti i sensi. La vista viene appagata da scenari incredibili, l’olfatto viene solleticato dall’aria frizzante e dal profumo di legno e resina dei boschi, il tatto è coinvolto dalle texture naturali che potrai toccare con mano, l’udito è coccolato dai suoni della natura, come il vento che muove gli alberi e increspa le superfici dei suoi laghi, e il gusto viene avvolto dai sapori forti e decisi della cucina tradizionale. Tutto questo è la Patagonia che si specchia nei suoi laghi e si racconta a coloro che decidono di mettersi comodi e ascoltarla.
Promuovere scambi di best practices e creare nuove sinergie virtuose per la realizzazione di progetti comuni in ambito accademico, economico e della ricerca. È quanto prevede l’intesa siglata dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dal governatore dello Stato di San Paolo, Tarcisio de Freitas, in chiusura della missione istituzionale che ha toccato anche Cile e Argentina.
Intesa con lo Stato di San Paolo: la delegazione lombarda
La sottoscrizione dell’intesa si inserisce in una serie di azioni di rafforzamento delle relazioni già in atto tra Lombardia e Brasile, in particolare con lo Stato di San Paolo. Erano presenti anche il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo e una delegazione del governo paulista e associazioni di settore. Tra queste, Assolombarda, Anie (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) e Anima Confindustria (Federazione delle associazioni nazionali dell’Industria Meccanica).
Regione Lombardia in Brasile: 2,1 miliardi di euro di interscambio commerciale
Partita il 15 marzo, la missione in America Latina si conclude a San Paolo con l’intento di esplorare e consolidare un rapporto economico in continua crescita. Nel 2024, infatti, l’interscambio commerciale tra Regione Lombardia e Brasile ha superato i 2,1 miliardi di euro.
“Ogni momento di confronto attivato durante questa settimana – ha dichiarato il presidente Fontana – rappresenta un’importante opportunità per le imprese lombarde di entrare in un mercato strategico e di creare alleanze e partnership nel lungo periodo. L’attenzione ai settori chiave dell’economia brasiliana e le radici storiche che uniscono i nostri territori garantiranno, ad esempio, un contesto favorevole per sviluppare relazioni produttive e proficue”.
“Il Brasile – ha continuato il sottosegretario Cattaneo – è senza dubbio il fulcro del Sudamerica. La Lombardia è orgogliosa di essere un partner forte di questa nazione, grazie a una lunga storia di presenza imprenditoriale, scambi commerciali, investimenti e relazioni culturali”.
Accordo Promos-Federazione delle Associazioni commerciali e imprenditoriali in Brasile
Tra gli appuntamenti che hanno scandito l’agenda della missione in Brasile, anche la firma dell’accordo tra la Federazione delle Associazioni commerciali e imprenditoriali in Brasile, presieduta da Alfredo Cotait Neto, e l’Agenzia italiana per l’Internazionalizzazione – Promos, rappresentata dal direttore generale Giovanni Rossi.
“Il testo – ha sottolineato Fontana – prevede l’ulteriore rafforzamento delle relazioni commerciali già in atto tra Lombardia e Brasile in settori chiave come quello della meccanica e dell’automazione”.
“Regione Lombardia – ha aggiunto Cattaneo – continua a essere un attore centrale nella promozione dell’internazionalizzazione del sistema produttivo lombardo, contribuendo alla crescita delle imprese locali in un contesto globale sempre più competitivo”.
Collaborazioni in ambito universitario
Altro tema emerso nel corso della tappa brasiliana lo sviluppo di sinergie tra le università lombarde e brasiliane per programmi di ricerca e scambi accademici. In particolare, la delegazione universitaria lombarda ha partecipato ad una riunione con le università e gli enti per la ricerca dello Stato di San Paolo. Erano presenti: Usp, Università di São Carlos, Fondazione Getulio Vargas, Fapesp (Agenzia statale per il finanziamento della ricerca scientifica e tecnologica).
Incontro al consolato generale
La delegazione lombarda guidata dal presidente Attilio Fontana ha quindi incontrato il console generale d’Italia a San Paolo, Domenico Fornara. La visita è stata l’occasione per un momento di networking tra imprese italiane, la comunità italiana di San Paolo e ulteriori partner locali.
“Nel 2024 – ha detto ancora il presidente Fontana – l’interscambio commerciale tra Lombardia e Brasile ha superato i 2,1 miliardi di euro. Una cifra che testimonia la solidità e la continuità di un rapporto economico che cresce di anno in anno. Inoltre, la comunità italiana, così radicata nel territorio, e la presenza di tanti discendenti di emigrati lombardi, rappresentano un ulteriore fattore di connessione e cooperazione”.
Visita allo stabilimento Pirelli di Campinas
A concludere la missione, la visita istituzionale della fabbrica e dei laboratori di ricerca Pirelli. Gli stabilimenti sono presenti a Campinas, un comune brasiliano dello Stato di San Paolo. Attivo dagli anni ’70, l’immobile di Campinas è il più grande del Sudamerica. Lo stabilimento rappresenta una delle tre fabbriche di Pirelli che si concentra sulla produzione di pneumatici da gara.
“Un appuntamento che – ha concluso Fontana – potrebbe essere sintetizzato con un ‘la Lombardia protagonista e apprezzata nel mondo’. Motivo d’orgoglio per chi rappresenta la nostra regione”.
“Tra Argentina e Italia, e in particolare con la Lombardia, c’è un legame fortissimo. Sancito e declinato ogni giorno grazie alla nutrita presenza di nostri connazionali in questo territorio”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, arrivato a Buenos Aires per la seconda tappa della missione istituzionale in Sud America, Paese in cui in vivono 67.000 cittadini originari della Lombardia, 28.000 dei quali nella capitale.
Il governatore lombardo, con il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, è stato ricevuto dal Segretario di Stato al Turismo, all’Ambiente e allo Sport, Daniel Scioli.
Missione in Argentina, ‘Modello Lombardia’ al centro dell’incontro
L’efficienza del ‘modello Lombardia’ in ambito imprenditoriale e di formazione, anche nel settore della sostenibilità e dell’ospitalità, è stata al centro dell’incontro. “Per quanto riguarda l’ambiente – ha spiegato Fontana – una particolare attenzione è stata rivolta a come la Lombardia sia un esempio virtuoso nella gestione dei rifiuti. E, in tal senso, l’interlocuzione più forte, con la promessa di approfondire dettagliatamente la materia, è stata rivolta ai termovalorizzatori”.
Missione Sud America, Fontana: sinergie Lombardia-Argentina
“Quello del turismo – ha proseguito il presidente rivolgendosi al Segretario di Stato Scioli – è per noi un settore prioritario. Il modello lombardo, incentrato su una visione concreta e di efficienza, punta sulla capacità di fornire competenze in linea con le reali richieste di un mercato in continua evoluzione e sempre più proiettato in una dimensione internazionale. L’auspicio è porre le basi per favorire collaborazioni in grado di replicare questo modus operandi vincente anche in Argentina. Il tutto, ovviamente, basandosi su principi di reciprocità”.
Cattaneo: rilancio del patrimonio culturale e storico lombardo nel mondo
“Per quanto riguarda, poi, il turismo delle origini – ha aggiunto il sottosegretario Cattaneo – il focus è invece il rilancio del patrimonio culturale e storico lombardo nel mondo, nonché la creazione di opportunità di sviluppo per il territorio e per i suoi partner internazionali”.
Ricerca, innovazione e occupazione
Le opportunità di collaborazione nei comparti energetico, minerario e agricolo attraverso la realizzazione di un partenariato che dia vantaggi nel lungo termine; le sinergie tra atenei lombardi e argentini per progetti di ricerca nei settori dell’intelligenza artificiale, dell’aerospazio e dell’automotive; e la condivisione di buone pratiche per l’applicazione del ‘modello lombardo’ nella promozione dell’occupazione giovanile e femminile, sono stati gli altri temi al centro della seconda tappa della missione in Argentina.
L’incontro con il sindaco e il presidente della borsa di Buenos Aires
Tra gli appuntamenti salienti anche l’incontro con il sindaco della capitale, Jorge Macrì, e con il presidente della Borsa di Buenos Aires, Adelmo Gabbi, con i quali Fontana ha approfondito i punti di contatto tra l’economia lombarda e quella argentina e le opportunità di sviluppo comuni.
“Lombardia e Argentina – ha sottolineato il presidente Fontana, evidenziando come all’incontro della Borsa fossero presenti una quarantina di imprenditori in rappresentanza delle più importanti aziende del Paese – condividono profondi legami storici, economici e culturali. La nostra regione è il motore economico dell’Italia e uno degli hub industriali più avanzati d’Europa. L’Argentina, con la sua forza agricola, mineraria ed energetica, rappresenta un partner strategico fondamentale per una collaborazione che possa rafforzare entrambe le economie”.
“Questo territorio – ha aggiunto il sottosegretario Cattaneo – rappresenta un polo strategico in questi ambiti. Credo, dunque, che sia fondamentale investire nel rafforzamento dell’asse tra Europa e America Latina. La Lombardia è pronta a collaborare, a investire e a costruire un partenariato che porti benefici a lungo termine”.
Accordo tra agenzia Promos e Camera di Commercio Italiana a Buenos Aires
Nel corso della tappa a Buenos Aires è stato inoltre firmato un accordo tra la Camera di Commercio Italiana in Argentina e l’Agenzia Italiana per l’Internazionalizzazione – Promos, rappresentata dal direttore generale Giovanni Rossi e dal direttore marketing, Andrea Bonalumi.
Il testo prevede l’ulteriore rafforzamento delle relazioni già in atto tra Lombardia e Argentina in settori chiave come quello energetico e tecnologico, ambiti in cui le imprese lombarde possono offrire le loro elevate competenze. Uno dei focus è in particolare la collaborazione nel settore della formazione attraverso la realizzazione di iniziative che favoriscano lo scambio di manodopera qualificata.
Collaborazioni in ambito universitario
Altro tema emerso nel corso della tappa argentina la creazione di progetti comuni in ambito accademico nei comparti dell’automotive, dell’intelligenza artificiale, dell’aerospazio e delle tecnologie legate alla transizione ecologica. Due in particolare i convegni dedicati al confronto tra rappresentanti del mondo accademico lombardo e argentino presenti in agenda: il dibattito coordinato dal Centro Italo-Argentino de Alto Estudios (CIAAE) e la lectio magistralis tenuta dal presidente Fontana alla ‘Cattedra Italia’ dell’Università di Belgrano.
“È fondamentale – ha sottolineato il governatore Fontana – collaborare in progetti di ricerca applicata che possano non solo arricchire il nostro panorama accademico, ma anche rispondere concretamente alle esigenze del mercato e della società. In particolare, tra le iniziative a maggior potenziale, ci sono sicuramente quelle incentrate su soluzioni per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico e sulle tecnologie di ingegneria avanzata, automazione industriale, efficienza energetica e intelligenza artificiale”.
“Sono convinto – ha concluso il presidente della Regione Lombardia – che questa missione rappresenti un primo passo fondamentale verso una collaborazione solida e duratura tra Regione Lombardia e le università e i centri di ricerca argentini. La nostra regione, con la sua forte vocazione internazionale e un modello operativo incentrato sull’ascolto del territorio, è pronta a contribuire con il proprio know-how, e mi auguro che insieme possiamo costruire un futuro ricco di opportunità per le nostre future generazioni”.
La legge sui lombardi all’estero
Tra i filoni tematici emersi anche quello della valorizzazione delle radici culturali lombarde in America Latina, declinata sia attraverso la legge sui lombardi all’estero sia attraverso il cosiddetto ‘turismo delle radici’.
“Regione Lombardia – ha spiegato il sottosegretario Cattaneo – ha approvato una nuova legge, accompagnata da risorse economiche dedicate, per sostenere progetti che promuovano i legami tra il territorio e le comunità di origine lombarda all’estero, con un focus particolare sui giovani e sulla mobilità dei talenti. L’obiettivo è favorire lo scambio di competenze, esperienze e opportunità, per sostenere una rete di collaborazione sempre più forte e interconnessa”.
Missione Lombardia in Sud America, ultima tappa il Brasile
Dopo l’Argentina, la missione guidata dal governatore Fontana in Sudamerica toccherà infine il Brasile, e in particolare San Paolo, tappa conclusiva del viaggio.
Cordoba è una graziosa e vivace città dell’Argentina in America Latina.
Seconda per importanza all’interno del Paese. Città a misura d’uomo e sede della più antica Università.
Fondata nel 1573 da Jerónimo Luis de Cabrera, Cordoba divenne un prestigioso centro religioso e educativo grazie all’arrivo dei gesuiti nel XVII secolo.
Se stai per partire per l’Argentina devi assolutamente inserire Cordoba nel tuo itinerario. Ti basteranno un paio di giorni per scoprirla. Qui, a differenza della grande e caotica metropoli di Buenos Aires, respirerai un’aria più rilassata e godrai di un clima mite e piacevole.
Dove si trova Cordoba
Situata nell’Argentina Centrale, Cordoba si trova ai piedi della catena montuosa Sierras Chicas sulle rive del fiume Primero.
La città, capitale dell’omonima provincia argentina, è ben collegata sia con l’estero che con il resto dell’Argentina grazie all’Aeropuerto Internacional Ingeniero Ambrosio Taravella, che si trova a 11 km dal centro.
Ogni settimana tanti sono i voli diretti da Buenos Aires, Salta, Mendoza e anche svariati collegamenti internazionali con altri paesi come il Cile, la Bolivia e il Brasile.
In alternativa, se ti trovi già all’interno del Paese e preferisci non prendere voli interni, potrai anche viaggiare via terra utilizzando i bus che collegano Cordoba con le altre città dell’Argentina.
Buenos Aires, ad esempio, si trova a circa 9 ore di bus. Potrebbe essere un’alternativa perfetta per scoprire chilometro dopo chilometro le meraviglie naturali che compongono questo Paese.
Vista la sua geolocalizzazione, il periodo migliore per visitare Cordoba è durante la Primavera (settembre-novembre) o l’Autunno (marzo-maggio). Il clima piacevole e mite ti farà innamorare di questa frizzante città.
Se viaggi in Argentina in estate, viste le temperature più elevate, ti consigliamo di esplorare anche le montagne e optare per attimi indimenticabili a contatto con la natura sui laghi. L’inverno, ovviamente più freddo, resta il periodo però più adatto per godere di Cordoba e dei suoi dintorni senza confusione e troppa gente.
Cordoba: cose da vedere in città
Città ricca di cultura e di fascino, Cordoba saprà farti respirare il vero spirito argentino. Se hai poco tempo a disposizione, ti farà piacere sapere che per visitarla ti basteranno un paio di giorni!
Qui il vecchio si mescola con il nuovo, le rovine gesuite del 1600 si alternano con le gallerie d’arte moderna, gli studenti universitari rendono la città vivace e sempre al passo con i tempi.
Cultura, storia, vita notturna ma anche meravigliosi paesaggi naturali tutt’intorno che offrono tante attività all’aria aperta da fare a Cordoba e regalano adrenalina pura.
Scopriamo insieme cosa vedere nella città di Cordoba!
Fonte: iStockIniziando la visita dal centro storico in Plaza De San Martin si trovano la Cattedrale e il Cabildo.
Plaza De San Martin
Partiamo dal centro storico, cuore pulsante della città e incontriamo
Plaza De San Martin, piazza dedicata a José de San Martin, generale argentino che portò il Paese, e non solo, all’indipendenza. A lui è dedicata una statua nel mezzo della piazza.
Qui potrai rilassarti concedendoti una pausa in uno dei bar e ammirare lo scorrere tranquillo della vita quotidiana.
In Plaza De San Martin si trovano la Cattedrale e il Cabildo, ex sede del governo coloniale oggi diventato museo che custodisce reperti storici e documenti che raccontano la storia di Cordoba e dell’Argentina. Questo ospita anche mostre temporanee.
Cattedrale di Nostra Signora Assunta
L’imponente Cattedrale di Cordoba si trova in Plaza De San Martin. Edificio di architettura sincretica costruito nel XVII secolo che, per via di modifiche e ristrutturazioni successive, presenta un mix di stili: barocco, neoclassico e rinascimentale con interni decorati e soffitti affrescati.
Sede dell’arcidiocesi cattolica romana della provincia, la Cattedrale è anche la chiesa più antica dell’Argentina ancora attiva.
Passando dalla piazza durante il cambio dell’ora potrai assistere a uno spettacolo musicale: le torri della cattedrale sono infatti dotate di carillon.
Se vuoi approfondire la conoscenza della storia religiosa della regione ti consigliamo una visita guidata a pagamento al suo interno.
Orario di visita della Cattedrale: 10|18.
Ingresso gratuito.
Cordoba cose da vedere: Manzana Jesuítica
Questo quartiere di Cordoba è Patrimonio Mondiale UNESCO ed è un complesso architettonico in stile spagnolo che comprende:
la Chiesa della Compañía de Jesús,
l’Università Nazionale di Córdoba dove ha sede anche il Museo Storico dell’Università di Cordoba,
il Colegio Nacional de Monserrat,
edifici residenziali costruiti dai gesuiti nel 1600 con scopi religiosi e educativi.
La Manzana Jesuítica è un esempio di complesso costruito durante il periodo gesuita e ne simboleggia anche la sua influenza religiosa e educativa.
Università Nazionale di Cordoba
Riconoscibile per la sua magnifica architettura coloniale, l’Università Nazionale di Cordoba, fondata nel 1613 ad opera dei gesuiti, è la più antica dell’Argentina.
Diventata laica nel 1918, questa università è la seconda più importante del Paese dopo quella di Buenos Aires. Sicuramente tra le cose da vedere a Cordoba.
Qui vengono anche tanti studenti stranieri in Erasmus.
Parque Sarmiento
La vena verde di Cordoba progettata dall’architetto paesaggista Carlos Thays ha un design che ricorda la belle époque viste le origini francesi del suo ideatore.
Concediti una passeggiata tra roseti e specchi d’acqua, ammira un anfiteatro greco e rilassati alla vista del laghetto scattando una foto ricordo dal ponticello bianco.
Questo parco ospita vari musei e anche lo zoo della città.
Cordoba cose da vedere: Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
Nel quartiere di Nueva Cordoba si può ammirare la Iglesia del Sagrado Corazón, un esempio di architettura neogotica europea progettata dall’architetto italiano Augusto Ferrara per i frati cappuccini.
Questa chiesa ha due torri asimmetriche all’ingresso che simboleggiano due cose distinte:
l’ascesa dell’anima verso il cielo, la più alta
l’imperfezione della vita materiale, la più bassa.
All’interno della chiesa è presente l’iconografia del culto di San Francesco d’Assisi, sono custoditi tesori di gran valore e, se alzerai gli occhi verso il soffitto, potrai ammirare un dipinto di un cielo stellato.
Orario e giorni di visita della Chiesa: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 19:30; il sabato solo di mattina.
Ingresso gratuito.
Cosa fare a Cordoba
Questa città dell’Argentina, detta anche la “docta” per via dell’università, è culla di cultura e storia. Visitandola ti sembrerà di tornare indietro nel tempo e conoscere più da vicino questo magnifico popolo.
Tante sono le cose da fare a Cordoba e dintorni: visitare musei, partecipare a visite guidate, perderti tra i paesaggi mozzafiato delle Sierra de Cordoba.
Visitare il Museo de la Memoria
Tra le cose da fare a Cordova c’è sicuramente la visita al Museo de la Memoria. Questo è dedicato al periodo della dittatura che ha sconvolto l’Argentina negli anni ’70. L’edificio fu usato in passato come luogo segreto di tortura e prigionia.
Un tuffo nel passato grazie alle famiglie di coloro che ai tempi della “guerra sporca” sparirono, i desaparecidos. Queste hanno donato al museo le foto e fornito informazioni e testimonianze su quell’epoca di terrore.
Il museo è gratuito e si trova a circa 2,5 km a nord dall’Università.
Orari e giorni di visita del Museo: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 16.
Ingresso gratuito.
Cosa fare a Cordoba: il Museo Superior de Bellas Artes Evita Peron
Se ti piace dedicare tempo ai musei mentre visiti una città, ti consigliamo di non perderti il Museo di Belle Arti Evita Peron inaugurato nel 2007. Situato nel Palazzo Ferreyra, antica residenza privata di Martin Ferreyra, nel Parque Sarmiento, questo museo con oltre 500 opere di artisti argentini e spagnoli famosi come Picasso e Goya, è diviso in 12 sale espositive, una biblioteca e un auditorium.
Anche qui, come nel Museo de la Memoria, potrai conoscere un pezzo di storia dell’Argentina. Nella collezione permanente viene, infatti, messa anche in mostra la violenza che veniva esercitata sulle donne durante la dittatura.
Oltre a visitare il museo e ad ammirare la lussuosa residenza storica, potrai fare un giro nel giardino di sculture e bere un caffè in terrazza.
Orari e giorni di visita del Museo: dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19.
Ingresso €10
Un giro al Paseo de las artes
Situato nel quartiere bohémien Guemes, un barrio molto grande a circa dieci isolati dal centro storico, il Paseo de Las Artes è il luogo perfetto per fare una passeggiata, dedicarsi allo shopping, assistere a esibizioni musicali di artisti di strada e mangiare street food argentino.
Se sei appassionato di oggetti d’artigianato, accessori e abiti vintage e souvenir particolari, questo è il luogo che fa per te.
Fonte: iStockIl quartiere bohémien Guemes è il posto ideale per gli appassionati di oggetti d’artigianato, accessori e abiti vintage
Tra le cose da fare a Cordoba c’è sicuramente una visita a questo quartiere durante la sera o nei weekend quando le strade diventano pedonali e potrai respirare un’atmosfera di festa.
Ritrovarsi al Paseo del Buen Pastor
Per gli amanti dello cultura consigliamo un giro al complesso culturale e commerciale situato nella zona di Nueva Cordoba: il Paseo del Buen Pastor.
Costruito nel 1901, fungeva da cappella, monastero e sede di un carcere femminile. Questo complesso è stato poi riportato in vita nei primi anni 2000 ed è oggi un centro culturale e spazio espositivo che propone mostre e concerti.
Inoltre è anche luogo di ritrovo e condivisione grazie a numerosi bar all’aperto situati nel patio centrale attorno a cui si sviluppa il complesso.
Orari e giorni di visita: tutti i giorni dalle 9 alle 20.
Cosa fare a Cordoba: partecipare a eventi e festival
L’offerta culturale di Cordoba è vastissima. La città vibra anche al ritmo di musica, letteratura, arte e tanti sono gli eventi in calendario!
Uno di questi è il Festival Internacional de Jazz de Cordoba che si tiene solitamente a Novembre. Artisti del calibro nazionale e internazionale raggiungono Cordoba che per una settimana diventa il punto di riferimento per gli amanti del Jazz. Gli spettacoli si tengono in varie parti della città: teatri, piazze e locali.
L’evento unisce la tradizione dei concerti classici alla sperimentazione di esibizioni di altri generi musicali come il funk e la world music.
Un altro evento di grande rilievo è la Feria del Libro de Cordoba dedicato alla lettura e alla valorizzazione della letteratura mondiale.
In calendario tra settembre e ottobre per due settimane in diverse location, come il Cabildo e altre zone del centro.
Oltre a questi due eventi, Cordoba ospita anche eventi minori dedicati al teatro e ad altre arti.
Riserva Naturale Urbana San Martin
Per una giornata a contatto con la natura argentina ti consigliamo di andare alla Riserva Naturale Urbana San Martin. Situata a nord-ovest della città di Cordoba a circa 15 km, è l’unica area protetta della città.
Qui potrai ammirare una vasta diversità di specie animali e vegetali.
Raggiungibile in auto o con bus locali.
Avventura e meraviglie naturali nelle Sierras
I dintorni della città sono patria di una bellezza incontaminata: le Sierras de Cordoba.
Fonte: iStockPaesaggio naturale che circonda Cordova. Un percorso tra le Sierras argentine.
Queste montagne offrono tante attività all’aria aperta assolutamente da inserire tra cosa fare a Cordoba.
Escursioni,
sport acquatici nei laghi alpini nella Valle de Calamuchita,
campeggio in mezzo alla natura,
borghi da visitare come Villa General Belgrano, famoso per l’Oktoberfest
Visitare la Cumbrecita: borgo da cartolina
Hai affittato una macchina e vuoi scoprire i dintorni di Cordoba?
Allora ti consigliamo questo borgo a circa 2 ore di auto dalla città. La Cumbrecita è un villaggio abbracciato dalle Sierras Grandes. Completamente pedonale e caratterizzato da un’architettura alpina essendo stato fondato da coloni tedeschi.
Qui potrai respirare una tranquillità unica e dedicarti al trekking, visti i numerosi sentieri che passano tra i boschi, e alla fotografia naturalistica collezionando scatti di fiumi e cascate, come la Cascata Grande.
Parco Nazionale Quebrada del Condorito
A 80 km da Cordoba si trova una riserva naturale: il Parco Nazionale Quebrada del Condorito. Se ami la natura e vuoi immergerti in una meravigliosa area naturale inserisci questa tappa nel tuo percorso.
Questa riserva è famosa per la Quebrada del Condorito, una gola dove potrai ammirare i condor andini in volo.
Fonte: iStockIn questo parco, presso la Quebrada del Condorito, potrai ammirare i condor andini in volo.
Anche qui potrai dedicarti a passeggiate e trekking godendo di paesaggi mozzafiato.
Non ti resta che preparare lo zaino e stampare il tuo itinerario Cordoba cosa vedere e fare durante un viaggio in Argentina!
Missione istituzionale in Sudamerica, fino a sabato 22 marzo, per il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e per il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.
Le tappe della missione in Sudamerica
Santiago del Cile, Buenos Aires e San Paolo le tappe del viaggio che, tra Cile, Argentina e Brasile, ha l’obiettivo di rafforzare le relazioni economiche, commerciali e accademiche con importanti partner locali. Al centro dei diversi incontri i comparti della meccanica, della manifattura, dell’energia e dell’aerospazio.
A scandire l’agenda di questa prima giornata in Cile gli appuntamenti con Nicolás Grau, ministro dell’Economia e con il ministro delle Finanze, Mario Marcel Cullell. Obiettivo: sviluppare possibili sinergie tra le imprese lombarde e quelle cilene.
Missione Sudamerica, Fontana: creare alleanze strategiche in Cile
“Le sfide globali che ci troviamo ad affrontare, tra cui la transizione energetica, l’innovazione tecnologica e l’evoluzione delle relazioni internazionali – ha sottolineato il presidente Fontana – ci impongono di cercare nuove alleanze strategiche. Questo scenario ci porta a guardare sempre al Cile e all’America Latina, un’area geografica che rappresenta un’opportunità di crescita reciproca“.
“Partendo dal Cile – ha precisato il governatore – desideriamo consolidare ulteriormente i legami esistenti tra i nostri due territori, aprendo nuovi canali di cooperazione nei settori che più ci caratterizzano e in cui possiamo essere competitivi: l’industria manifatturiera, le tecnologie avanzate, l’aerospazio, le energie rinnovabili, la sanità e la ricerca accademica. Nello specifico, puntiamo a promuovere nuove opportunità per le imprese e per le istituzioni lombarde, creando uno scenario propizio per fornire expertise e tecnologie all’avanguardia da impiegare in progetti di sviluppo in questo territorio”.
In quest’ottica il presidente Fontana si è soffermato in particolare sull’alto potenziale per le imprese lombarde dell’economia cilena, che pone in un ruolo di primo piano innovazione e tutela ambientale, due ambiti in cui il tessuto produttivo lombardo eccelle.
Sottosegretario Cattaneo: sinergie sulla transizione verde
“Il Cile – ha spiegato il sottosegretario Cattaneo – è uno dei Paesi più avanzati del territorio sudamericano sotto il profilo economico e tecnologico, con una solida stabilità macroeconomica e una crescente apertura agli investimenti internazionali. La sua economia è caratterizzata da un rinnovata spinta verso l’innovazione tecnologica e una crescente attenzione alla sostenibilità, in particolare nelle energie rinnovabili e nella transizione verde”.
“Tutti settori – ha concluso Cattaneo – nei quali la Lombardia è all’avanguardia e può contribuire significativamente con la propria esperienza e competenza“.
Gli altri incontri in agenda
Tra gli incontri in agenda nella prima giornata della missione di Regione Lombardia in Sudamerica, anche quelli con il sindaco di Santiago del Cile, Mario Desbordes e con il governatore della regione metropolitana di Santiago, Claudio Orrego.
Importanti momenti di confronto anche in ambito accademico. Tra i focus programmi di scambio e progetti di ricerca congiunti tra atenei lombardi e cileni.
Un viaggio in Argentina? Per chi mangia carne, è probabilmente tra i paesi migliori al mondo dove provare la grigliata, che qui si chiama asado, un particolare tipo di carne alla griglia che viene servito in modo conviviale e invitando a divertirsi in famiglia o con gli amici. Se dovessimo usare un termine per descrivere la cucina Argentina, del resto useremmo proprio questo: convivialità. Qui il cibo viene condiviso, con grandi tavolate con piatti di empanadas, grigliate dicarne e salse. Scopriamo tutto sui piatti tipici argentini ma soprattutto approfondiamo una cultura gastronomica che non è affatto così distante dalla nostra ma di cui, anzi, ne ha tratto varie influenze insieme a quella spagnola.
Cucina argentina: caratteristiche e influenze
Prima di parlare dei piatti tipici argentini, vogliamo dare una piccola panoramica della cultura gastronomica del paese: tra gli ingredienti maggiormente usati troviamo il grano, il mais, il latte, la soia, gli immancabili fagioli e soprattutto la carne, con una predilezione verso quella bovina e ovina. La cucina argentina è intensa, e vengono usate molte spezie come il coriandolo, la noce moscata, il pepe e la cannella. Proprio come in Italia, anche per gli argentini il pranzo della domenica è praticamente sacro e viene chiamato con il termine di “pranzo della famiglia unita”.
Come anticipato, la cucina Argentina attinge da due influenze importanti ovvero quella della cucina italiana e della cucina spagnola. A colazione, conosciuta come desayuno fino agli anni ’80, si mangia principalmente dolce, come il cosiddetto dulce de leche, ma anche i dolci fritti, le paste, le tostadas oppure in alternativa le medialunas, simili ai croissant francesi. Un’altra cosa da sapere è che la cucina Argentina cambia in base alle regioni come accade in Italia: nel Nord-Ovest le influenze sono principalmente andine e precolombiane, nel Nord-Est la cultura di riferimento è quella guaranì, mentre nella regione centrale vincono le influenze italiane e spagnole. E nel Sud dell’Argentina? La Patagonia è uno dei paesi più famosi in cui mangiare pesce e frutti di mare, tra cui principalmente crostacei.
Asado
Fonte: iStockAsado: la grigliata in Argentina è un must
L’asado è tra i piatti che non possiamo farci sfuggire quando siamo in vacanza in Argentina: fa parte della tradizione del territorio, perché è il simbolo dello stile di vita nomade del passato, tra pascoli e pampas, quando poi ci si riuniva intorno al fuoco per tagliare e cuocere la carne lentamente, una tecnica di cottura che la rende morbidissima e da accompagnare insieme a varie salse. Del resto il termine asado vuol dire cotto alla brace, e sono diversi i tagli da mangiare, come le costine di manzo (un grande classico). In ogni caso, anche i metodi di cottura sono molteplici (A la Cruz, Al palo o A la parrilla sono i più famosi). E il chorizo? Immancabile nell’asado!
Choripan
Probabilmente non è la prima volta che sentirete parlare del choripan, tra i piatti tipici argentini più famosi al mondo: questo panino viene condito con chorizo e salsa chimichurri, la salsa verde che in Argentina è un vero e proprio must. Il choripan è lo street food perfetto per chi desidera visitare i luoghi e mangiare giusto un panino al volo (che assicura un bel carico di energia, però). E che panino: può essere comunque condito a nostro piacimento e possiamo anche arricchirlo con pomodorini freschi o in alternativa scegliere la salsiccia piccante o normale. Il suo corrispettivo nel mondo? Un po’ come l’hot dog a New York: non possiamo non provarlo.
Bife de lomo
Nella lista dei piatti argentini da provare non può mancare di certo il bife de lomo, ovvero un taglio particolarmente pregiato, tra le migliori razze nel mondo da provare. Del resto, stiamo parlando della parte più tenera della carne ed è inoltre un taglio magro che viene servito con salse e condimenti. Questi, tuttavia, non vanno a coprire il sapore della carne, ma servono per valorizzarlo. Da mangiare rigorosamente a cottura media, magari insieme alla salsa chimichurri.
Churrasco
Sempre per chi è un fan delle grigliate, non possiamo di certo non menzionare in questa lista il churrasco, che è una grigliata mista composta da diversi tipi di carne di pollo, di manzo, di pecora e di maiale. La carne viene servita in un tagliere a pezzettoni, che vengono prima marinati e successivamente cotti alla griglia. Dal punto di vista della preparazione, così come per i tagli di carne serviti, è molto simile alla grigliata italiana.
Chorizo
Questo tipo di salsiccia spagnola è diffusissimo in Argentina e più in generale nel Sud America e rientra nella preparazione dell’asado, ovvero del barbecue: viene preparato con carne di maiale e spezie, e naturalmente non mancano delle varianti con vino bianco o aceto per insaporire.
Empanadas
Fonte: iStockEmpanadas, fagottini di carne
Questi fagottini di carne ripieni, noti con il nome di empanadas, sono originari della Spagna ma sono tra i piatti tipici argentini da mangiare come spuntino o in compagnia durante una cena. In ogni regione dell’Argentina possiamo provarne di vari tipi come con il pollo, con la carne, con le verdure o magari con il formaggio. Non mancano dunque proposte vegetariane, anche se la cultura gastronomica argentina è composta prevalentemente dalla carne.
Fugazzeta
Come abbiamo anticipato la cucina argentina attinge anche dalla cucina italiana da cui ha preso leggere ma importanti influenze: uno dei piatti tipici da mangiare in Argentina, e in particolare a Buenos Aires, è la fugazzeta, che è una sorta di omaggio alla cucina ligure e napoletana, quindi un incontro, se così possiamo dire, tra la pizza e la focaccia genovese, e viene condita con cipolla affettata e tantissimo formaggio.
La milanesa a la napolitana
Qui troviamo un piatto che si mangia perlopiù a Buenos Aires e le cui influenze sono ancora una volta italiane come lascia presagire il nome. Un piatto di carne a base di fesa di manzo o vitello che prende ispirazione dalla cotoletta alla milanese ma con una differenza sostanziale. Dopo la frittura, la milanese a la napolitana viene condita con pomodoro, prosciutto cotto e mozzarella. Sembra quindi una rivisitazione della cotoletta alla bolognese.
Una marea rossa ha investito l’Argentina: il mare e le spiagge si sono tinti di un rossointenso. La proliferazione di alghe ha sicuramente influito sul fenomeno che ha investito il mar del Plata fino a Necochea. Ma perché è successo? Scopriamolo insieme.
Marea rossa in Argentina: cosa succede
Sono diverse spiagge dell’Atlantico in Argentina ad essere coinvolte dal fenomeno misterioso che si è abbattuto sulla zona balneare a circa 400 chilometri a sud di Buenos Aires. A sorpresa il mare in Argentina ha cambiato colore: da mar del Plata a Necochea una marea rossa ha investito le acque e le spiagge per un fenomeno noto come arribazón. Il mutamento cromatico è causato da un mix tra potenti correnti sottomarine e mareggiate che hanno sollevato una quantità molto grande di alghe conducendole a riva.
Nelle ultime settimane la frequenza è stata più alta del previsto tanto da impattare sul turismo; ad essere state colpite sono maggiormente alcune zone quali playa Varese a mar del Plata dove un vero e proprio tappeto di alghe alimentato dalle onde ha reso impossibile il bagno. Non meno impattate le località vicine come playa Popular.
Perché il mare e le spiagge sono diventate rosse in Argentina
Le alghe hanno invaso le spiagge dell’Argentina a causa del fenomeno arribazón che ha unito correnti e maree portando un tappeto di alghe rosse fino a riva. Secondo gli esperti dell’Istituto Nazionale di Ricerca e Sviluppo Peschereccio, il motivo è da ricercare nelle alghe appartenenti ai gruppi Anotrichium furcellatum e Callithamnion sp. e all’alga verde Bryopsis plumosa. In grande quantità si sono spostate distaccandosi dal fondale per raggiungere la riva.
Nonostante l’estetica mutata del luogo le voci degli esperti sono rassicuranti; le alghe non sono pericolose per la salute umana e nemmeno impattano sull’ambiente. Insomma, non si tratta di nessun tipo di rischio sanitario o tossico. A svelarlo è l’esperto Ricardo Silva che comunque sottolinea come l’impatto sulle spiagge non mancherà: decomponendosi a causa del caldo, infatti, emettono un odore davvero sgradevole. Ecco quindi che le località balneari si sono già attivate per poter rimuovere la maggior parte dei depositi attraverso operazioni di pulizia, smaltendo il tutto tramite impianti di rifiuti organici.
Fonte: Getty ImagesUna marea rossa ha investito l’Argentina
Le alghe, solitamente attaccate ai materiali rocciosi immersi, sono state staccate dal forte moto ondoso giungendo a riva. Le voci più autorevoli spiegano che non si può dire con certezza se ci possa essere o meno un’influenza diretta del cambio climatico. Probabilmente l’aumento dei venti atipici provenienti da nord-est potrebbe essere collegato ma serviranno altri studi per dirlo con maggiore sicurezza.
Non è la prima volta che i fondali dell’Argentina cambiano colore: solo pochi giorni prima un lago nel nord-est è diventato verde e i roditori Cabiaï che abitano la zona ne sono stati ricoperti. Non sono solo le spiagge a tingersi di rosso, anche il corso d’acqua Sarandi ha avuto la stessa sorte ma in questo caso la tintura è dovuta ad un problema di inquinamento causato dall’utilizzo del pigmento rosso da parte dei settori industriali.
Buenos Aires, capitale dell’Argentina (uno degli Stati più importanti del continente sudamericano), è una città unica e intrigante che fonde cultura europea e tradizioni sudamericane. In particolare, è molto vicina alla cultura italiana e mediterranea: si stima, infatti, che più del 60% della popolazione abbia discendenti di origine italiana e circa il 30% abbia discendenti di origine spagnola. Prima di pianificare un viaggio nella capitale argentina, è importante conoscere il clima della città e scegliere il periodo migliore per visitarla in base alle tue preferenze e attitudini di viaggio. In questa guida, andremo a esplorare le caratteristiche del clima di Buenos Aires e le attività che si possono svolgere stagione dopo stagione.
Clima a Buenos Aires: una panoramica completa
Buenos Aires si presenta con un clima di tipo subtropicale e tendenzialmente umido, caratterizzato da estati calde e inverni miti. La capitale dell’Argentina offre condizioni piacevoli per la maggior parte dell’anno, ma va prestata attenzione alle variazioni stagionali che possono influenzare significativamente l’esperienza di viaggio. Inoltre, se è vero che le temperature sono paragonabili a quelle del clima mediterraneo, è anche vero che la piovosità è diversa: mentre gli inverni non sono accompagnati da frequenti precipitazioni, in estate si manifestano spesso forti temporali. Infine, è importante ricordare che l’Argentina si trova nell’emisfero australe, di conseguenza estate e inverno sono invertite rispetto a quanto siamo abituati in Italia e, in generale, nell’emisfero boreale. Ma vediamo nel dettaglio il clima tipico stagione per stagione:
estate (dicembre-febbraio): le estati sono calde e umide, con temperature che oscillano tra i 25°C e i 35°C. Le precipitazioni sono abbastanza comuni e, spesso, si presentano sotto forma di temporali. Si tratta del periodo ideale per scappare dall’inverno boreale e concedersi una bella vacanza in questa perla del Sud America. Tuttavia, ricordati di mettere un valigia un ombrello!
Autunno (marzo-maggio): l’autunno è caratterizzato da temperature miti, comprese tra i 15°C e i 25°C, e da un clima stabile. Le giornate sono prevalentemente soleggiate e piacevoli. Anche in questo caso possiamo affermare che questa stagione rappresenta un’ottima scelta per visitare la capitale dell’Argentina.
Inverno (giugno-agosto): gli inverni a Buenos Aires sono miti, con temperature che raramente scendono sotto i 5°C. Le giornate sono spesso fresche e con cieli tersi e le piogge in questa stagione non sono molto frequenti.
Primavera (settembre-novembre): è una stagione splendida per visitare la città, con temperature che variano tra i 18°C e i 28°C. Il clima è, in generale, asciutto e meno umido rispetto alla stagione estiva.
L’estate a Buenos Aires: grandi eventi e tanta natura
Fonte: iStockDue ballerini volteggiano a passi di Tango a Buenos Aires
L’estate a Buenos Aires – che ricordiamo essere tra dicembre e febbraio – è sinonimo di vivacità e movimento. Anche se la città può essere colpita da un caldo intenso, le attività da fare per vivere appieno la sua atmosfera vibrante sono molteplici. In questo periodo, ad esempio, godersi il verde rigoglioso dei suoi parchi è una delle migliori scelte che potresti fare. Il Parque Tre di Febrero, conosciuto anche come Bosques de Palermo, è un’enorme area verde con laghetti e piste ciclabili e, proprio in estate, offre numerose attività adatte a tutti i gusti: puoi passeggiare o fare jogging lungo i tanti percorsi pedonali, noleggiare una barca a remi per un’esperienza romantica e divertente o, ancora, noleggiare una bicicletta per muoverti più velocemente al suo interno. In questa stagione puoi godere dello spettacolo mozzafiato del Rosedal, uno splendido giardino di rose ricco di colori e profumi. Non lontano da qui si trova il Giardino Giapponese, un luogo tranquillo con laghetti, ponti e una ricca flora orientale. Se preferisci un momento di relax, questo parco è l’ideale per un picnic o per sdraiarti all’ombra di un albero e goderti il suono delle fronde mosse dal vento. Se hai fame, puoi assaggiare lo street food locale, come le empanadas o il famoso choripán, offerto dai diversi venditori ambulanti presenti nella zona. Nel periodo estivo, la città organizza numerosi eventi culturali all’aperto , tra cui festival e concerti. Uno tra i più famosi è, senza ombra di dubbio, il Festival Ciudad Emergente; dedicato alla musica e con focus sull’arte e la cultura giovanile ed è pensato per gli artisti emergenti provenienti da tutto il paese e che arrivano nella capitale per mostrare il loro talento. Un’altra imperdibile attività estiva è una crociera sul Río de la Plata, estuario formato dalla confluenza dei fiumi Paranà e Uruguay, un’esperienza imperdibile per ammirare Buenos Aires da una prospettiva diversa. Puoi scegliere tra escursioni brevi, semplicemente per ammirare lo skyline cittadino e ascoltare storie sul fiume, o dedicare una giornata intera per raggiungere, ad esempio, la pittoresca cittadina di Tigre, famosa per i suoi canali e situata nel delta del Paraná. Le crociere spesso includono spuntini o il pranzo, rendendo l’esperienza ancor più rilassante mentre ammiri il paesaggio. Come avrai intuito, le attività che la stagione estiva offre sono così tante che è difficile raccontarle tutte. Oltre a quelle che ti abbiamo raccontato fino a qui, meritano una menzione:
Scoprire il tango argentino all’aperto: durante le sere d’estate, molte piazze della città si animano e si trasformano in vere e proprie piste da ballo dove è possibile partecipare a una milonga (evento di tango argentino). Una delle più famose è Plaza Dorrego, nel quartiere di San Telmo, dove la piazza diventa una balera a cielo aperto con esibizioni di tango gratuite, dove sia i turisti che i locali si riuniscono per assaporare questa danza tipica della cultura argentina.
Esplorare Puerto Madero: si tratta di uno dei quartieri più moderni della città e, con i suoi grattacieli e ristoranti sul lungofiume, è un luogo ideale per una passeggiata serale. Il Puente de la Mujer, un ponte pedonale progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava, è particolarmente suggestivo al tramonto.
Vita notturna e rooftop bar: quale periodo migliore per godersi la vivace vita notturna della città se non quello estivo? I quartieri di Palermo Soho e Palermo Hollywood offrono una vasta scelta di bar e club adatti a tutti i gusti. Sono presenti anche molti rooftop bar, come il famoso Sky Bar nel centro che, oltre a offrire degli ottimi cocktail, permettono di ammirare viste spettacolari della città illuminata.
L’autunno a Buenos Aires: foliage e passeggiate
I colori vivaci del quartiere La Boca a Buenos Aires
È vero, l’estate è la stagione che ha più da offrire in termini di esperienze e cose da fare. Tuttavia, l’autunno è forse il periodo migliore per visitare Buenos Aires. Temperature miti, foglie che cambiano colore rendendo la città particolarmente affascinante e un panorama mozzafiato; questo è il momento migliore per esplorarla a piedi. Passeggiare per San Telmo, ad esempio, è un’esperienza unica da fare in autunno, quando il quartiere storico si trasforma in un luogo ancora più suggestivo grazie ai suoi colori caldi. La Feria de San Telmo, che si tiene ogni domenica in questo periodo, è un appuntamento imperdibile. Qui puoi passare ore esplorando le bancarelle, tra oggetti vintage, artigianato locale e curiosità della cultura argentina. Un altro bellissimo quartiere da visitare in questa stagione è Recoleta, dove ad accoglierti troverai strade acciottolate e caffè storici. Non perderti il Cimitero della Rocoleta, il più famoso cimitero storico argentino da cui – appunto – prende nome il quartiere. L’autunno è anche un’ottima stagione per visitare musei e gallerie d’arte come il Museo Nacional de Bellas Artes, il Malba (Museo di Arte Latinoamericana) e il Museo de Arte Moderno e conoscere meglio il panorama artistico argentino. Inoltre in autunno, la città ospita spesso eventi letterari e festival cinematografici. Il clima più fresco invita all’assaggio di piatti tipici come l’asado (tipica carne argentina) o le empanadas, oltre che gustare i numerosi vini locali.
L’inverno di Buenos Aires, compreso tra giugno e agosto, è mite rispetto agli standard europei o nordamericani, caratterizzato da un clima fresco e secco. Rimane quindi possibile godersi diverse attività all’aperto, nonostante vi sia una numerosa offerta di attività al chiuso o che comunque permettono di trovare riparo dalle più basse temperature invernali. Oltre a visitare i numerosi musei della città, come il Museo Nacional de Bellas Artes o il MALBA (Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires), puoi goderti la versione invernale delle milongas al chiuso; tra i locali più famosi la Catedral del Tango ed El Beso, luoghi perfetti per tutte le persone che vogliono immergersi nelle melodie calienti del tango; dai neofiti ai più esperti. Un’altra esperienza immancabile per affrontare il clima di Buenos Aires freddo e invernale, è visitare i suoi numerosi mercati al coperto: il Mercado de San Telmo e il Mercado de la Boca offrono cibi freschi e oggetti d’artigianato locale. Anche il Mercado de la Plata è un ottimo posto per esplorare prodotti del luogo. Qui, oltre che alle prelibatezze e bellezze locali, è possibile acquistare dei souvenir. Puoi coccolarti con un caffè o una cioccolata calda nelle famose caffetterie storiche di Buenos Aires come il famoso Café Tortoni o il Café de los Angelitos. Entrambi offrono un’esperienza autentica della cultura locale, oltre che la possibilità di scaldarsi nelle giornate più fredde. La stagione invernale è anche la migliore per assaporare l’ampia offerta teatrale, la quale concentra i suoi spettacoli più importanti proprio in inverno. Tra i tanti teatri, ti conisgliamo il Teatro Colón, uno dei più rinomati al mondo, che offre spettacoli di balletto, opera e concerti e il Teatro Nacional Cervantes, il quale rappresenta un’ottima scelta per assistere a rappresentazioni teatrali locali.
La primavera a Buenos Aires: fioriture e zone costiere
La primavera è un’altra stagione incantevole per visitare Buenos Aires. Il clima diventa mite e piacevole con un generale aumento delle temperature. La città si riempie di fiori e l’atmosfera è piena di energia. Ecco cosa fare a Buenos Aires in primavera, dagli eventi più importanti all’immersione nella natura più totale.
Il festival di Primavera: è uno degli appuntamenti annuali più attesi e bramati della capitale argentina. Questo evento si svolge nel mese di settembre, in coincidenza con l’inizio della primavera nell’emisfero australe, e celebra l’arrivo della stagione calda con concerti ed eventi artistici e culturali. Se il tuo viaggio cade in questo periodo, allora preparati a vivere un’esperienza immersiva nella cultura di questa splendida città con pochi eguali al mondo.
Passeggiate lungo il Rosedal: il giardino delle rose nei Bosques de Palermo – già descritto nella stagione estiva – è in piena fioritura ed è uno spettacolo unico. Si tratta di una di quelle attrazioni che non puoi assolutamente permetterti di perdere.
Esplorare la Costanera Sur: il clima a Buenos Aires in primavera ti permette di visitare alcune delle zone naturali più suggestive del paese; tra queste la Costanera Sur, una zona costiera ideale per le passeggiate panoramiche e le attività all’aria aperta. Puoi camminare lungo il fiume o fare un giro in bicicletta per immergerti completamente nella sua bellezza. La zona offre anche ottimi ristoranti con vista sul fiume e attività green all’Ecoparque, parco ecologico che si dedica alla conservazione ambientale e alla sensibilizzazione sulla biodiversità.
Visita La Feria de Mataderos: uno dei mercati all’aperto più emblematici di Buenos Aires, situato nel quartiere di Mataderos, a sud-ovest della capitale. Anche a causa della sua distanza dal centro della città, è una fiera poco conosciuta dal turismo internazionale diventando quindi un vero e proprio punto di riferimento per scoprire la cultura e le tradizioni argentine, specialmente quelle legate alla vita rurale e al folclore più autentico.
Buenos Aires, gemma del Sud America, è una città capace di conquistare i cuori di tutti, grazie alla vastità di luoghi da esplorare ed esperienze da provare. Ogni suo angolo ha un’anima: dai colori briosi delle strade di La Boca all’eleganza di Recoleta, dalla vitalità di Palermo alla storia del Microcentro. Il clima di Buenos Aires è il suo punto di forza: mite e temperato permette di visitarla in ogni stagione, rendendo ogni singolo viaggio un’esperienza senza eguali. Preparati, perché Buenos Aires non è solo una meta turistica, ma un luogo che ti entrerà nel cuore lasciando un segno letteralmente indelebile.
Una delegazione guidata dal presidente dell’Agenzia di Promozione e Investimenti Argentina è stata ricevuta a Palazzo Lombardia dal sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.
Rapporti Regione Lombardia-Argentina
L’incontro, al quale hanno partecipato anche Assolombarda e i rappresentanti di Marca País Argentina, rappresenta un importante seguito della visita della Ministra degli Esteri argentina Diana Mondino, venuta in Italia nel giugno 2024.
Rafforzare collaborazioni economiche
Durante il colloquio, si è ribadita la volontà dell’Argentina di rafforzare le relazioni economiche con l’Europa. E di farlo, in particolare, con la Lombardia. Nonostante la complessa situazione interna, il Paese sudamericano punta a promuovere l’attrazione di investimenti in settori strategici. Tra questi l’oil & gas, l’energia e l’agroalimentare. Il tutto con l’obiettivo di stimolare l’innovazione tecnologica e il rinnovamento economico. In particolare, si è discusso di possibili collaborazioni con aziende lombarde specializzate nei settori energetico, minerario e agroalimentare.
L’assessore regionale al Welfare ha illustrato in conferenza stampa i risultati della missione in Argentina e Paraguay finalizzata al reclutamento di personale sanitario. Da parte delle autorità locali è stata comunicata la disponibilità di oltre 3.000 infermieri interessati e di più di 500 medici mentre direttamente in Regione sono arrivate 50 mail di professionisti che, su iniziativa personale, hanno manifestato interesse a lavorare in Lombardia.
“Missione quella conclusa – ha ribadito – che ha come obiettivo una cooperazione bilaterale, senza creare alcuna difficoltà alle strutture locali, anzi in piena sinergia con le istituzioni argentine e paraguaiane e le associazioni di categoria del territorio. Entro dicembre potrebbero essere assunti i primi infermieri”.
Le principali azioni in corso
È già in fase di programmazione l’indizione di un nuovo bando per medici e infermieri rivolto al personale italiano. Successivamente, qualora non dovessero essere coperti tutti i posti disponibili da parte degli infermieri italiani, si avvieranno i bandi per personale proveniente da specifiche università dei Paesi con cui si avvia la collaborazione. Si tratterà di avvisi a tempo determinato (quelli a tempo indeterminato continueranno a bandirli le singole Ats e Asst).
Attualmente sono in programmazione corsi di formazione di italiano e aggiornamenti professionali. Previsto il riconoscimento del titolo a livello regionale, per gli infermieri che saranno interessati a venire in Lombardia
Regione Lombardia aiuta il personale sanitario con incentivi
“Sappiamo bene che il livello retributivo è basso e non correlato al costo della vita – ha concluso l’assessore regionale al Welfare – in particolare nelle grandi città. Ma stiamo lavorando su incentivi economici e di altra natura. Allo studio agevolazioni nei trasporti e per la casa, agevolazioni rivolte a tutto il personale sanitario, non solo per i nuovi infermieri da arruolare”.
Il ministro della Salute del Paraguay, María Teresa Barán Wasilchuk
Il ministro della Salute della Città Autonoma di Buenos Aires, Fernán González Bernaldo de Quirós
“Innanzitutto, tengo a ribadire che i nostri medici e i nostri infermieri hanno la massima priorità e lo abbiamo dimostrato con azioni concrete”. Parte da questa considerazione l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, da qualche giorno a Buenos Aires, per una missione in Argentina e Paraguay che ha l’obiettivo di avviare una cooperazione con questi Paesi e reclutare personale infermieristico. “Per primi, come Lombardia – aggiunge l’assessore – abbiamo disposto una serie di incentivi economici per chi lavora nei Pronto Soccorso, per chi si occupa di emergenza-urgenza. Abbiamo aperto alle libere professioni delle varie specialità, tra cui pediatria, psichiatria, ortopedia. Ed anche quelle specializzazioni che più ci mancano nelle strutture ospedaliere, incrementando gli incentivi orari. L’obiettivo è rilanciare, riorganizzare il nostro servizio sanitario pubblico”.
Obiettivo realizzare in Sud America programma cooperazione tra paesi e formare infermieri
“Anche noi, così come altre nazioni europee – ha detto Bertolaso, illustrando il significato dell’iniziativa in Sud America – guardiamo altrove per riuscire a colmare quelle che sono le carenze di organico, soprattutto di infermieri, negli ospedali. Abbiamo scelto quest’area geografica perché qui, da tanti punti di vista la popolazione è molto vicina a noi”.
“In Argentina, ad esempio, l’ambasciatore mi ha riferito che vivono 1.800.000 argentini che hanno anche passaporto italiano. Voglio realizzare un programma di cooperazione bilaterale, in modo che ognuno dei due Paesi possa trarre beneficio da questa nostra iniziativa. Formare quindi qui infermieri che possano essere utili al sistema sanitario argentino. E fare in modo che poi alcuni di loro possano venire a lavorare in Italia”.
A maggio missione negli Usa: incontrare i medici e favorire ritorno in Italia
L’assessore ha poi annunciato che maggio, negli Stati Uniti, è in programma un’altra missione, con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha l’obiettivo di far incontrare i medici italiani che lavorano in questo Paese.
“Ci recheremo anche a Washington – ha aggiunto l’assessore regionale al Welfare – non solo perché lì ha sede il Dipartimento della Sanità. Ma soprattutto perché è presente uno dei più importanti punti di riferimento della medicina moderna e della scienza futura. Qui, così come in tante altre strutture sparse per il mondo, lavorano, medici italiani, ricercatori, scienziati. Con il presidente Fontana abbiamo chiesto alla nostra ambasciata di riunire tutti questi per spiegare loro qual è il nostro progetto, quella che è la nostra visione della sanità pubblica in Lombardia e quelle che sono le nostre intenzioni, le nostre aspettative”.
Misteri, avvistamenti strani, leggende che si tramandano di bocca in bocca: ci sono luoghi del mondo ammantati da un fascino sinistro, perché celano segreti, perché si raccontano storie, perché trasmettono sin dal principio la sensazione di essere in un posto in cui la fantasia e la leggenda si incontrano.
Tra i più celebri c’è Loch Ness, in Scozia, nel cui lago si racconta viva un mostro. Ma non è l’unico, infatti anche l’Argentina ha il suo che si nasconde tra le acque. Lì sarebbe stato avvistato un animale imponente, chi lo ha notato lo avrebbe descritto come simile a un plesiosauro. La leggenda ha un’origine antica e, come tutte le migliori storie, è affascinante e lascia moltissime domande aperte, che spingono a voler verificare con i propri occhi. Per farlo bisogna andare in Argentina e visitare il lago Nahuel Huapi.
Il mostro del lago Nahuel Huapi: dove si trova Nahuelito
Le testimonianze raccontano di un animale le cui dimensioni potrebbero aggirarsi tra i 10 e i 15 metri, con un lungo collo, una testa piccola e alcune gobbe. A immaginarlo ricorda molto Nessie, il celebre mostro che si racconti viva nelle acque di Loch Ness. Proprio come Nahuelito, che si racconta si aggiri nel lago Nahuel Huapi.
Questo è un luogo dal grande fascino, non solo per le leggende ma perché immerso in una natura che toglie il fiato. Si trova in Argentina nella regione della Patagonia, diviso tra due province: quella di Neuquén e quella di Rio Negro.
Una destinazione davvero amata, perché immersa in un contesto bellissimo: il lago si estende su una superficie molto vasta di 550 chilometri quadrati e si suddivide in sette rami, si trova – inoltre – a circa 700 metri sopra il livello del mare.
Un posto che regala agli occhi un’immersione nella bellezza e nelle tante sfumature che offre la natura, ma anche un posto che accoglie i turisti con i suoi tanti servizi. Tra le location che vale la pena visitare vi è la città di San Carlos de Bariloche, alle pendici delle Ande e affacciata sulle sponde del lago, è una meta imperdibile con le sue offerte per tutti: da quelle per gli amanti dello sci, a chi apprezza tour e gite immersi in uno scenario meraviglioso.
E con la sua leggenda, come quella di Nahuelito, il mostro del lago Nahuel Huapi.
Tutto sulla leggenda di Nahuelito
Si pensa che la leggenda di Nahuelito abbia radici antichissime e che sia stata tramandata nelle storie degli abitanti nel posto che raccontavano del mostro senza gambe e braccia, che sembra abiti nelle acque di questo lago bellissimo. La prima volta che l’avvistamento del mostro è stato reso noto era il 1922 e la risonanza mediatica fu tale da spingere a dare il via a una prima spedizione per trovarlo.
Diverse le testimonianze, ma non mancano neppure delle foto datate 1988 che si presume ritraggano il mostro. E altre, più recenti, del 2006. E, come la leggenda della sua esistenza, non mancano le teorie che cercano di spiegarla. Ma che non hanno ricevuto riscontro, si pensa che si tratti di un animale preistorico, che sia il risultato di una mutazione o che sia un sottomarino.
Resta il fascino di una storia, di un mistero, di un animale che potrebbe nascondersi nello specchio acquatico del lago Nahuel Huapi. E le leggende, con il loro fascino e le loro domande irrisolte, spesso, sono più appassionanti della verità.