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Teatro lirico, presentata la stagione 2025/2026 di OperaLombardia

Presentata in Regione la stagione 2025 2026 di OperaLombardia, il circuito che unisce la programmazione del grande teatro di tradizione: il Donizetti di Bergamo, il Grande di Brescia, il Sociale di Como, il Ponchielli di Cremona e il Fraschini di Pavia. Alla conferenza stampa di presentazione, nella Biblioteca Tremaglia di Palazzo Lombardia, ha partecipato l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso.

Obiettivo promuovere lo spettacolo lirico a un pubblico sempre più ampio

In foto l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, durante la conferenza stampa di presentazione della stagione 2025 2026 di OperaLombardiaOperaLombardia è un progetto che nasce in questa Regione – ha spiegato l’assessore Caruso – e rappresenta un modello unico a livello nazionale”.

“Sosteniamo – ha aggiunto – con forza questo esperimento per la messa in rete degli spettacoli del circuito OperaLombardia, fondamentale per promuovere e diffondere lo spettacolo lirico a un pubblico sempre più ampio e diversificato”.

“Un progetto – ha concluso Caruso – che punta all’ottimizzazione delle risorse, condividendo le idee e creando produzioni di altissima qualità”.

Teatro OperaLombardia 2025/2026, i relatori alla conferenza

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Lorenza Gazzerro (vicedirettrice area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo), Massimo Boffelli (direttore generale del Teatro Donizetti di Bergamo), Umberto Angelini (sovrintendente del Teatro Grande di Brescia), Barbara Minghetti (direttore di programmazione, AsLiCo – Teatro Sociale di Como), Andrea Nocerino (sovrintendente del Teatro Ponchielli di Cremona), Francesco Nardelli (direttore generale del Teatro Fraschini di Pavia), Maurizio Salerno (direttore generale e direttore artistico della Fondazione ‘I Pomeriggi Musicali’) e Giovanni Vegeto (direttore generale AsLiCo – Teatro Sociale di Como).

Le origini di OperaLombardia

I volantini di OperaLombardia distribuiti durante la conferenza stampa di presentazione della stagione 2025 2026 Dal suo avvio nei primi anni ‘80, il Circuito Lirico Lombardo, ribattezzato nel 2015 OperaLombardia, rappresenta un punto di riferimento per la produzione e la diffusione dell’opera lirica in Lombardia. La stagione 2025-2026, grazie al sostegno di Regione, Fondazione Cariplo e Ministero della Cultura, si contraddistingue per un progetto artistico che unisce titoli del grande repertorio e opere di rara esecuzione.

Il cartellone proposto per la stagione 2025/2026, in partenza il 25 settembre 2025, premia l’ottimizzazione dei costi e la condivisione di idee, risorse, progetti e palinsesti: tutte le opere che andranno in scena, infatti, saranno nuovi allestimenti. È confermata, anche per questa stagione, la collaborazione con ‘I Pomeriggi Musicali’, diventata negli anni l’orchestra partner e un eccellente accompagnamento musicale delle diverse produzioni.

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Bando Giovani Smart, oltre 340 domande presentate

Straordinario successo per la terza edizione del bando ‘Giovani Smart‘ di Regione Lombardia: sono infatti 345 le domande presentate da enti, Comuni e realtà associative di tutte le province lombarde, in crescita rispetto alle edizioni precedenti (rispettivamente 229 e 250 domande).

“Un risultato  – ha spiegato Federica Picchi, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con deleghe allo Sport e ai Giovani – che dimostra il successo della nostra strategia comunicativa e i frutti di un tour di due mesi che ha toccato tutte le province lombarde incontrando le esigenze e i bisogni dei singoli territori”.

Oltre 340 domande presentate per il bando Giovani Smart

“Questa importante risposta – ha sottolineato –  dimostra anche la vitalità del nostro tessuto sociale e la voglia dei giovani di essere protagonisti responsabili del perseguimento di politiche del bene comune. Anche per questo abbiamo aumentato consistentemente il budget di questo Bando, portandolo dai 3 ai 5,6 milioni di euro”.

“Regione Lombardia  – ha concluso Picchi – crede nelle nuove generazioni e investe concretamente su progetti che parlano di comunità, prevenzione, creatività e talento”.

Piano regionale Generazione Lombardia

Il bando è parte del piano regionale Generazione Lombardia, con l’obiettivo di sostenere attività aggregative, culturali, sportive e sociali rivolte ai giovani tra i 15 e i 34 anni.

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Lombardia, bando impianti sportivi: boom di richieste, 474 domande

Presentate 474 domande da parte dei Comuni della Lombardia per il bando sulla riqualificazione e messa in sicurezza degli impianti sportivi pubblici comunali.  Promosso da Regione Lombardia, ha visto il sottosegretario alla Presidenza con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, direttamente impegnata in un tour di presentazione su tutte le provincie lombarde.

Lombardia, bando impianti sportivi: presentate 474 domande

Il bando, pubblicato sul Burl il 5 maggio, ha messo a disposizione un totale di 100 milioni di euro, di cui 30 milioni a fondo perduto da parte di Regione Lombardia e 70 milioni in forma di linea di credito agevolato attivata in collaborazione con l’Istituto per il credito sportivo e culturale. Le domande ricevute saranno ora oggetto di istruttoria e le graduatorie saranno approvate entro il 31 ottobre 2025.

Bando da 100 milioni di euro, sport come motore di crescita

Presentate 474 domande da parte dei Comuni della Lombardia per il bando sulla riqualificazione e messa in sicurezza degli impianti sportivi pubblici comunali. “Sono molto felice e soddisfatta  – ha commentato Federica Picchi – che il bando abbia ricevuto una risposta così straordinaria e capillare sui territori. Tutto ciò dimostra quanto i Comuni lombardi credano nello sport come motore di crescita e catalizzatore sociale. Regione Lombardia ha risposto con un bando storico da 100 milioni di euro, dando concretezza alle esigenze degli enti locali e promuovendo lo sport quale strumento di formazione giovanile e crescita sociale”.

Regione Lombardia conferma così il proprio impegno nel rafforzare l’impiantistica sportiva locale, contribuendo alla crescita culturale, sociale ed economica delle comunità.

“Questo  – ha aggiunto – è un segnale importante, soprattutto per i Comuni più piccoli, che rappresentano i principali propulsori dello sport di base. Abbiamo voluto un bando semplice, chiaro e accessibile, con criteri pensati per valorizzare anche le realtà più piccole, ma con grande voglia di investire su impianti più sicuri e moderni. Sono felice inoltre che vi sia stata una bella risposta da tutte le province”.

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Disagio giovanile, altri 4 milioni per adolescenti e preadolescenti

Nuove risorse, in Lombardia, per prevenzione e contrasto del disagio giovanile di adolescenti e preadolescenti attraverso gli interventi territoriali della misura sociale ‘#UP – Percorsi per crescere alla grande‘.

Questa la decisione della Giunta regionale che, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha approvato il rifinanziamento di 4 milioni di euro della misura portando così lo stanziamento complessivo dell’intervento a 11 milioni di euro che trovano copertura sul Programma Regionale del Fondo Sociale Europeo, FSE+.

I destinatari diretti sono preadolescenti, adolescenti e giovani, di età compresa tra gli 11 e i 25 anni, in condizioni di disagio e le loro famiglie.

“La misura ‘Up’ approvata a fine 2022 – ha spiegato l’assessore Lucchini – ha riscosso l’apprezzamento da parte delle famiglie e degli operatori. Per questo abbiamo voluto sostenere questi percorsi con un nuovo contributo aggiuntivo. L’assegnazione delle risorse integrative sarà alle ATS tenendo conto del valore dei voucher prenotati da ogni ATS alla data del 15 gennaio 2025, e delle assegnazioni già effettuate”.

Da Lombardia misura per disagio giovanile e adolescenti

“L’iniziativa ha saputo rispondere in modo flessibile e integrato alle esigenze di preadolescenti, adolescenti e giovani per supportarli nell’affrontare e superare la propria condizione di disagio, intervenendo anche a sostegno della famiglia per aiutare i genitori a sviluppare una consapevolezza tale da cogliere i bisogni dei figli e accompagnarli nella complessa fase della crescita. Queste risorse – conclude l’assessore Lucchini – sono un investimento sociale per prevenire e intercettare disagi e malesseri profondi e mettere un argine alla dispersione scolastica grazie a interventi psico-socioeducativi e favorire processi di inclusione. Il nostro intento è rafforzare il sistema dei servizi sociali e sociosanitari rivolti a tale fascia di età, promuovendo l’integrazione e accrescendone la capacità di identificare e prendere in carico precocemente le situazioni di fragilità”.

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Soroche: cause e rimedi del mal di montagna peruviano

Viaggiare ed esplorare il mondo, colmare gli occhi di meraviglia e la valigia di esperienze, ma farlo con la consapevolezza che si devono affrontare diverse situazioni e che, alcune di queste, potrebbero portare fastidi. Quindi per vivere pienamente la vacanza è bene prepararsi con anticipo.

Succede, ad esempio, visitando le meravigliose Ande in Perù o Bolivia, quando si trascorre lungo tempo a quote decisamente alte. Qui, infatti, se non ci si prepara con cura si rischia di soffrire di soroche, il mal di montagna.

La causa è l’altezza, che in alcune persone – se non si procede con un adattamento – può dare vita a diversi sintomi fastidiosi. Infatti questa serie di disturbi non colpisce solo i viaggiatori di questa zona del mondo, ma anche tutti coloro che si apprestano a salire nei punti più elevati senza la giusta preparazione.

Tutto quello che c’è da sapere sul soroche e su come combatterlo.

Soroche, il mal di montagna da combattere (ad esempio) sulle Ande

Quando si viaggia alla scoperta dell’America del Sud difficile non imbattersi nella Cordigliera delle Ande, una catena montuosa che tocca sette stati tra cui Perù e Bolivia. Qui si incontrano luoghi di una bellezza straordinaria, tesori preziosi e testimonianze uniche.

Basti pensare al Perù: sulle Ande si incontra Cusco, che è stata la storica capitale dell’impero Inca, ma anche Machu Picchu, sito archeologico di grande importanza, oppure alla Bolivia e alla sua capitale La Paz. Tutti luoghi diversi, ma accomunati dal fatto di trovarsi sulle Ande e ad altezze davvero notevoli: Cusco è circa 3400 metri sopra il livello del mare, Machu Picchu a 2430, mentre La Paz viene considerata la capitale più alta al mondo e si trova a 3500 metri.

Insomma, luoghi in cui si può provare la sensazione di sfiorare il cielo: e se è vero che sono meravigliosi e regalano emozioni uniche, è anche vero che per raggiungerli bisogna prendere delle precauzioni perché il rischio di soffrire il mal di montagna (soroche) è davvero elevato. Ma va anche ricordato che la ragione principale per cui si manifesta è la salita veloce; quindi, in genere i sintomi dovrebbero passare in maniera veloce non appena il corpo si sarà abituato alla diversa altezza.

Soroche, il mal di montagna da combattere sulle Ande
Fonte: iStock
Soroche, il mal di montagna da combattere (ad esempio) sulle Ande

Come si manifesta il soroche

Ma quali sono i campanelli d’allarme del soroche? Questo mal di montagna si manifesta con tanti disturbi diversi, a partire dal mal di testa che è senza dubbio quello più comune e anche quello che viene utilizzato per effettuare la diagnosi se combinato con altri fastidi. Va inoltre sottolineato che in genere si tratta di un disturbo che si può riscontrare sopra i 2500 metri, ma può capitare che alcune persone mostrino i sintomi anche in zone più basse.

Tra i fastidi più comuni vi sono quelli gastrointestinali come perdita d’appetito, nausea, vomito. Ma anche stanchezza e insonnia, oppure gonfiore a mani, piedi e viso.

Esistono anche sintomi più gravi che sono quelli di edema polmonare e cerebrale. Ovviamente per diagnosticare il mal di montagna è necessario farsi visitare da un medico.

Come prevenire il mal di montagna

Sapere che può accadere è la prima regola per prevenire: infatti si presterà maggiore attenzione e si metteranno in moto tutte quelle accortezze per riuscire a evitare che durante il viaggio si stia male a causa del soroche. Qualche altro buon comportamento per evitare di stare male in vacanza:

  • Darsi tempo. Tra le buone pratiche da non dimenticare c’è quella di arrivare nel punto più alto del viaggio attraverso delle tappe intermedie, lasciando che il corpo si abitui.
  • Non esagerare. Anche se si sta bene, non passare subito a un’altitudine maggiore in maniera improvvisa: la vacanza è una e va programmata a tappe, ragionando su quali sono le strategie per non rovinarsela stando male.
  • Attenzione a quanto e a cosa si beve. È fondamentale bere molta acqua (ma senza esagerare) ed evitare gli alcolici almeno per i primi due giorni.
  • Non stancarsi. Evitare attività faticose il primo giorno potrebbe aiutare a ridurre gli eventuali sintomi.
Come prevenire il mal di montagna soroche sulle Ande
Fonte: iStock
Come prevenire il soroche sulle Ande: le info utili

Farmaci e rimedi per affrontare il mal di montagna

Ci sono dei farmaci per curarsi, ma anche in questo caso è sempre bene contattare un medico o – comunque – parlarne con il proprio prima della partenza e capire cosa potrebbe essere utile portare con sé in viaggio.

Un’altra opzione invece non ha una base scientifica, invece, ma viene comunque suggerita come rimedio dai locali: si tratta dell’assunzione di coca in foglie da masticare, oppure da bere nel mate, un infuso. si tratta di prodotti legali e privi di alcun tipo di principio attivo, per cui si possono utilizzare senza problemi, inoltre si tratta di una tradizione locale che vale la pena provare. Oltre a infusi e foglie, si trova anche in formato caramelle.

Diversamente si possono utilizzare bombole di ossigeno: è facile trovarle in tante situazioni diverse e sono un valido aiuto per combattere i vari fastidi che può provocare il mal di montagna. In quasi tutte le farmacie, infine, si trovano delle pillole Sorojchi che vengono vendute con l’obiettivo di ridurre le sensazioni di malessere che provoca l’altitudine.

Il consiglio per tutti è comunque quello di parlarne con un medico prima della partenza e, in caso di sintomi, farsi visitare anche in loco. E se i disturbi sono gravi e persistenti è bene sapere che l’unica cura è quella di scendere di quota fino a che non si sta meglio.

Montagna. Proroga al 29 novembre scadenza domande del ‘Bando Rifugi 2024’

Regione Lombardia ha approvato una proroga, fino a venerdì 29 novembre, per la scadenza del termine per la presentazione delle domande per il ‘Bando Rifugi 2024’, aperto il 10 luglio con una dotazione iniziale di 5 milioni di euro. Ad annunciarlo è l’assessore della Regione Lombardia a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, commentando la firma del decreto regionale.

‘Bando Rifugi 2024’ Lombardia, c’è la proroga

Massimo SertoriLe domande potranno quindi essere presentate fino alle ore 16 del 29 novembre 2024. Il ‘Bando Rifugi 2024’ prevede la concessione di contributi ai rifugi alpinistici ed escursionistici presenti sul territorio montano lombardo. “Il ‘Bando Rifugi 2024’ – ricorda l’assessore Massimo Sertori – è una dimostrazione dell’attenzione della Regione al mondo della montagna e della sua economia. Le montagne rappresentano il 40 per cento del territorio lombardo. Si tratta di un ‘tesoro’ che valorizziamo e sosteniamo con risorse concrete che aiutano il lavoro di quanti gestiscono i rifugi. Ovvero dei veri propri presìdi della montagna”.

Interventi finanziabili

Regione Lombardia, attraverso il bando, promuove interventi di realizzazione, ampliamento, manutenzione straordinaria e ristrutturazione ai fini dell’innovazione tecnologica, e ancora di riqualificazione, di sicurezza, di accessibilità, di efficientamento energetico e di mitigazione dei fenomeni naturali, per i rifugi alpinistici ed escursionistici.

Chi può fare domanda

Possono presentare domanda i gestori o i proprietari di queste strutture, ubicate in Comuni montani o parzialmente montani, regolarmente iscritti nell’Elenco regionale dei Rifugi Alpinistici e Rifugi Escursionistici. I beneficiari possono essere associazioni, soggetti pubblici e privati.

Le domande devono essere presentata esclusivamente mediante la piattaforma Bandi e Servizi, all’indirizzo bandi.regione.lombardia.it.

Nuova e importante opportunità

“Il ‘Bando Rifugi 2024’ – conclude l’assessore Sertori – è una nuova e importante opportunità per tutto il comparto della montagna, soprattutto per quanti gestiscono i rifugi, ma anche per i Comuni nei quali sono allocati, e per tutti i fruitori che hanno, proprio in queste strutture beneficiarie del bando, un punto di riferimento importante. La proroga decisa consentirà di raccogliere più domande e istanze dal territorio”.

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Tour di Santiago del Cile: cosa fare e vedere nella capitale e nei dintorni

Santiago del Cile, capitale vibrante e cuore pulsante del Paese, è una destinazione che sorprende per la sua varietà di attrazioni culturali, paesaggistiche e storiche. Circondata dalle maestose Ande, la città è un perfetto mix tra modernità e tradizione, con un panorama urbano in continua evoluzione e angoli che raccontano secoli di storia. Un tour di Santiago permette di esplorare non solo i monumenti e i quartieri più iconici della città, ma anche i suoi dintorni, altrettanto meritevoli di una sosta.

Cosa vedere a Santiago del Cile

La capitale del Cile, Santiago, viene fondata da Pedro De Valdivia, militare e conquistatore spagnolo, il 12 febbraio 1541. Oggi è una città moderna, ma capace di custodire il proprio cuore antico. Noi vi proponiamo un breve tour alla scoperta della città che sconfina al mare e ai monti, per raggiungere due località amatissime dai cileni della capitale: Valparaiso e il Parque Cordillera Yerba Loca.

Santiago ha un cuore pulsante in Plaza de Armas, il punto di partenza ideale per comprendere le radici storiche della città: sulla piazza si affacciano l’antica cattedrale dedicata a San Giacomo (Santiago), il museo storico nazionale, il palazzo del municipio, il palazzo arcivescovile. In piazza, ammirate la scultura di Enrique Villalobos dedicata “Al Pueblo Indígena”.

Santiago del Cile, funivia
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Santiago del Cile e la funicolare del Cerro San Cristóbal

Passeggiando per le vie limitrofe, ci si immerge invece rapidamente nell’atmosfera di quartieri come Lastarria e Bellavista, noti per le loro gallerie d’arte, i ristoranti alla moda e la vivace vita notturna. Lastarria, in particolare, colpisce per le sue stradine acciottolate e le architetture in stile europeo, che lo rendono uno dei quartieri più pittoreschi della città.

Per chi è appassionato di musei, vi consigliamo di visitare il Museo Nazionale di Belle Arti e il Centro Culturale La Moneda, entrambi tappe imperdibili per chi desidera esplorare il patrimonio artistico cileno e latinoamericano. Inoltre, il Museo della Memoria e dei Diritti Umani offre un’importante testimonianza della recente storia politica del Cile, con un’esposizione emozionante sulla dittatura di Pinochet.

Il Cerro San Cristóbal, domina la città e vi aspetta per permettervi di guardare il panorama da un punto di vista incredibile: salendo sulla cima, sia a piedi che in funicolare, si ammira l’intera metropoli e, nelle giornate limpide, si possono scorgere le vette innevate delle Ande sullo sfondo. Si tratta comunque di un luogo storico, dove Pedro de Valdivia fondò la città nel lontano 1541.

Cerro San Cristóbal
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Il Cerro San Cristóbal visto dall’alto

Se siete fra quei turisti che amano immergersi in pieno nel folclore dei luoghi che visitano, il 18 settembre è una data da ricordare in quanto i cileni festeggiano l’indipendenza dalla Spagna avvenuta nel 1810. In questa occasione Santiago del Cile e le città grandi e piccole organizzano diverse manifestazioni patriottiche, si potranno vedere esibizioni del ballo popolare la cueca ammirando i costumi tradizionali e ascoltando musica popolare degustare le prelibatezze del territorio.

Visitare centro storico è il modo migliore per scoprire la vera essenza, la più autentica, di Santiago del Cile. Adesso però il vostro viaggio non è giunto al termine, perché a poca distanza dalla giungla urbana vi aspettano due meraviglie che non potete assolutamente perdere. A breve distanza dalla città, infatti, si trovano alcune delle attrazioni più suggestive del Cile centrale. A circa un’ora di macchina, si può raggiungere la valle vinicola del Maipo, famosa per la produzione di alcuni dei migliori vini del paese, in particolare il Cabernet Sauvignon. Le cantine offrono tour guidati con degustazioni, che permettono di scoprire la tradizione vitivinicola cilena a 360°.

Valparaiso, Patrimonio Unesco

Valparaiso, che tradotto significa Valle del Paradiso, onora pienamente il nome che porta grazie all’incantevole meraviglia dei suoi luoghi. La città dista da Santiago del Cile poco più di 100 km e può essere raggiunta con gli autobus della compagnia Autobus. Fondata nel 1536 è il capoluogo dell’omonima regione cilena. Sorge a sud di un’ampia baia a forma semicircolare che è compresa tra la Punta Angeles e la Punta Gruesa. A breve distanza dalla costa, le 42 colline (dette Cerros) con altezze che variano dai 30 ai 40 metri di altitudine consentono un buon riparo del territorio.

Il centro di Valparaiso – che si estende dalle pendici delle colline fino alla fascia costiera del Cile – è stato danneggiato più volte dai terremoti: quello avvenuto nel 1906, distrusse gran parte della città e fu avvertito anche dagli abitanti di Santiago del Cile. Oggi dopo la ricostruzione offre ai visitatori un aspetto moderno dando spazio, specie in prossimità del porto, a quartieri commerciali come Almedral e Baron e ad ampie vie quali Avenida Brasil, Prat, dove si collocano importanti edifici pubblici.

Valparaiso
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Le strade colorate di Valparaiso

Valparaiso è dotata di ascensori e funivie che collegano la parte alta della città (parte vecchia) a quella nuova dove sono situate la maggior parte delle abitazioni private. La città è conosciuta per i dipinti e i graffiti dai colori vivaci e brillanti che decorano buona parte dei palazzi, regalando così all’intero centro urbano un’atmosfera frizzante e allegra, così diversa dall’austera Santiago del Cile. È possibile ammirare il museo a cielo aperto, una sorta di tour tra le strade del Cerro Bellavista dove murales coloratissimi vi lasceranno a bocca aperta.

Sicuramente Valparaiso deve la sua importanza al porto, il maggiore scalo navale dell’America meridionale sul Pacifico, oltre ad essere il fulcro nonché linfa di tutto il traffico cileno. Sviluppatosi nel 1863 dopo la realizzazione della ferrovia che riuscì ad unire Valparaiso a Santiago del Cile, divenne uno sbocco di grande importanza per tutta la zona centrale e in particolare per le province.

Sempre nel quartiere del porto è possibile visitare l’iglesia de la Matriz diventata nel 1971 monumento nazionale. Costruita nel 1559, questa chiesa – ricostruita più volte in seguito ad incendi e terremoti – era considerata luogo di preghiera dove la comunità era solita riunirsi per la celebrazione di messe per chiedere la protezione dei pescatori.

Per chi ama fare shopping è d’obbligo una passeggiata nella zona per acquistare souvenir e prodotti tessili in particolare articoli realizzati con lana di alpaca (tosata a nord del Paese) e raggiungere dopo pochi minuti Plaza Sotomayor di fronte al Molo Prat, che ospita boutique e numerosi negozi di abbigliamento, che fanno concorrenza a quelli della capitale Santiago del Cile.

Percorrendo i vicoli di questa pittoresca città si può far tappa in uno dei numerosi locali per degustare la chorillana piatto tipico a base di patate fritte, uova in camicia, cipolla fritta e bocconcini di carne, un piatto unico della tradizione cilena che soddisferà anche i più affamati turisti.

La regione di Valparaiso, oltre alle bellezze del suo capoluogo vanta ben 36 spiagge: e per questo è considerata la destinazione balneare d’elezione dei cittadini di Santiago del Cile; ma solo alcune sono adatte alla balneazione. Se non sapete resistere al richiamo e volete trascorrere comunque qualche ora al mare, sicuramente Playa Las Torpederas, nonostante non sia molto estesa, è fra quelle maggiormente frequentate. Si trova alla base del Cerro Ancha sulla parte superiore della Avenida Altamirano.

Trekking e natura nei pressi di Santiago

Chi invece alle spiagge preferisce la vista di imponenti cime, non potrà fare a meno di organizzare un’escursione e dirigersi alla Cordigliera Yerba Loca Park. Il parco si trova a circa un’ora e mezzo d’auto dal centro di Santiago del Cile. Il Nature Sanctuary Yerba Loca è una riserva che si estende dalla cima de Cerro La Paloma alla vetta Cerro El Plomo.

La vista del ghiacciaio La Paloma è imperdibile, così come la bellezza della vegetazione composta da boschi di conifere e arbusti che ne caratterizzano il territorio: se la fortuna è dalla vostra parte, inoltre, potrebbe capitarvi di scorgere un’aquila o un condor mentre passeggiate vicino ai torrenti d’acqua dal colore blu intenso. Il momento ideale per visitare quest’area protetta è dalla fine di ottobre fino a maggio, poiché la neve in inverno copre buona parte dei sentieri.

Quando visitare Santiago del Cile: temperatura e clima

Tra le mete che stanno acquisendo sempre più popolarità tra i viaggiatori c’è il Cile e in modo particolare è proprio Santiago del Cile a diventare un must. Con un’altitudine che di poco supera i 500 metri, ai piedi delle Ande e attorniata da montagne, la località ha molto da offrire ma per godersela al 100% bisogna trovare il periodo migliore. Se ti stai chiedendo quando andare a Santiago del Cile, continua a leggere ciò che sto per raccontarti riguardo la temperatura e il clima. 

Quando andare a Santiago del Cile

Partiamo subito dicendo che non c’è un periodo in cui è sconsigliato andare a Santiago del Cile, possiamo però evidenziare come i nostri mesi estivi corrispondano a quelli meno favorevoli (ma allo stesso tempo i più economici!). Visitabile tutto l’anno poiché gode di un clima mediamente mite, è particolarmente consigliata nelle mezze stagioni. Nella finestra di marzo e aprile o quella di ottobre e novembre le temperature non sono eccessivamente elevate e nemmeno la pioggia risulta estremamente debilitante. I periodi di pioggia più intensi sono quelli tra giugno ed agosto, per questo motivo molti sconsigliano un viaggio quid durante l’estate. 

Le temperature di Santiago del Cile

Se stai pensando di visitare le colorate strade di Santiago del Cile e le Ande probabilmente vorrai sapere qual è il periodo migliore e di conseguenza le temperature che incontrerai. Partiamo con il dire che le stagioni sono invertire rispetto a noi: durante i nostri mesi estivi là troverai freddo e al contrario, nei nostri mesi invernali incrocerai le temperature più alte. L’estate a Santiago del Cile va da dicembre a febbraio: in questo periodo le temperature superano i 30 gradi durante il giorno, per scendere in modo vertiginoso durante la notte. Durante le mezze stagioni le temperature oscillano tra i 10 e i 20 gradi, sia per quanto riguarda la primavera, sia in autunno. L’inverno, invece, va da giugno ad agosto: durante questi mesi le temperature scendono fino a 5 gradi e talvolta persino a sfiorare lo zero. Basti pensare che non lontane si trovano le stazioni sciistiche. 

Com’è il clima di Santiago del Cile

Il clima di Santiago del Cile conquista l’attenzione per la sua varietà che rispecchia in tutto e per tutto le caratteristiche della località incastonata tra la Cordigliera delle Ande e la Cordigliera della Costa. Grazie alla posizione privilegiata, la città ha un clima mediterraneo con estati secche e inverni miti, avendo però i periodi invertiti rispetto a quelli italiani. Ma cosa rende questo clima così speciale? Le escursioni termiche notevoli, soprattutto nei mesi più caldi, danno modo di respirare durante i periodi notturni spaziando dagli oltre 30 gradi diurni ad almeno 10 in meno durante la notte. 

Le stagioni intermedie, la primavera (settembre-novembre) e l’autunno (marzo-maggio), sono considerate i periodi migliori per visitare Santiago del Cile. Le temperature miti e medie, senza eccessivi sbalzi termici rendono l’esperienza particolarmente piacevole. A seconda di ciò che desideri fare e cosa vuoi vedere in loco, con questa guida completa saprai esattamente come muoverti: ora sei pronto per prenotare il tuo viaggio, consapevole dei periodi migliori a livello climatico e di quelli più convenienti dal punto di vista economico.

A piedi tra le Ande: è questo il trekking più bello del mondo

Camminare nella natura e ammirare splendidi paesaggi è sempre un’avventura meravigliosa, un’esperienza che ci riavvicina alle radici della terra e ci permette di connetterci con la bellezza selvaggia del nostro pianeta.

Ma c’è un viaggio che va fatto almeno una volta nella vita, un percorso che tocca il cuore e l’anima con la sua grandiosità e la sua purezza. È il circuito della Cordillera Huayhuash, un gioiello nascosto nelle imponenti Ande del Perù.

In questo paradiso terrestre, ci troviamo immersi in scenari andini di straordinaria bellezza, in cui le vette delle montagne si ergono maestose, vigilando silenziose sulle meraviglie che si svelano ad ogni passo. Le cime, coperte di neve e ghiaccio, risplendono sotto la luce del sole, mentre i laghi di montagna riflettono la loro limpida e cristallina bellezza. Ciò che conferisce a questo trekking un carattere veramente unico è la sensazione di essere completamente immersi in uno scenario eccezionale, in cui il passare del tempo sembra essersi fermato e la modernità è solo un lontano ricordo.

Un’avventura epica tra le vette delle Ande peruviane

Cordillera Huayhuash
Fonte: iStock
Cordillera Huayhuash, Ande Peruviane

Nella zona centro-occidentale del Perù, poco a sud della più famosa Cordillera Blanca, si estende un regno di meraviglia e mistero: la Cordillera Huayhuash. Questa catena montuosa, spesso trascurata dal turismo di massa, è un gioiello nascosto che attende di essere scoperto da coloro che vogliono vivere un’avventura unica e indimenticabile.

Una zona selvaggia e remota, priva di punti di appoggio lungo il percorso. Le tappe all’interno di questa catena montuosa possono risultare lunghe e impegnative ma, lo assicuriamo, la ricompensa è straordinaria. Mentre ci si avventura in queste terre incontaminate, ci si trova circondati da paesaggi spettacolari, caratterizzati da dislivelli moderati che permettono di apprezzare appieno la bellezza naturale di questa regione.

A oltre 6000 metri sul livello del mare, ci si sente veramente in cima al mondo. Le sei vette principali della Cordillera Huayhuash sembrano letteralmente toccare le nuvole, e camminare tra di esse è un’esperienza che rimane impressa nell’anima. In particolare, la montagna Yerupajá rappresenta la sfida più ardua, e al contempo avvincente, per ogni scalatore. Un’autentica epopea che mette alla prova la determinazione e la forza di chi si avventura sulle sue spettacolari pendici. Con la sua mole imponente e le condizioni climatiche imprevedibili, questa montagna sfida i limiti umani, trasformando ogni salita in una vera e propria battaglia contro la natura stessa. Ma non è l’unico gioiello di questa regione.

La Siula Grande e il Rondoy, con le loro pareti maestose e il loro magnetismo selvaggio, non sono da meno. Queste vette, infatti, sfidano letteralmente il cielo, un richiamo irresistibile per gli animi più impavidi e avventurosi.

Cordillera Huayhuash: alla scoperta delle meraviglie andine

Questo percorso ad anello, che dura circa 10 giorni, ti porterà in un viaggio attraverso panorami mozzafiato, mettendo alla prova la tua resistenza e il tuo coraggio. L’itinerario si snoda per circa 115/120 chilometri attraverso montagne imponenti, valli remote e laghi cristallini. Ogni giorno ti attende una camminata di 6-8 ore, un impegno fisico notevole ma incredibilmente gratificante.

Le temperature, in questo angolo remoto delle Ande, possono raggiungere persino i -15 gradi durante le notti più fredde. Questo significa che dovrai prepararti bene, indossare un abbigliamento adatto e procurarti un sacco a pelo che ti protegga dal gelo. Eppure, la sensazione di dover affrontare la natura selvaggia e indomabile delle Ande ti farà sentire bene come mai prima d’ora. Ogni passo ti condurrà alla scoperta di valli remote, dove potrai fare incontri unici con la fauna selvatica locale. Sarai testimone di tramonti che dipingono il cielo con colori indescrivibili e di notti stellate così luminose da lasciarti senza parole.

Cordillera Huayhuash
Fonte: iStock
Cordillera Huayhuash, Ande Peruviane

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