Vue normale

Il y a de nouveaux articles disponibles, cliquez pour rafraîchir la page.
Aujourd’hui — 7 septembre 2026Flux principal

Coppedè, The Fantasy District in Rome

Witness a hidden world of whimsical and strange beauty in the smallest district in Rome, Quartiere Coppedè.

Forget the secret garden, this is the secret neighborhood of Rome. Tucked behind the main streets of Quartiere Trieste between piazza Buenos Aires and via Tagliamento, is the bizarre and elaborate district of Coppedè. I was shown this magical place by my Roman man, obscured from the view of daily passers-by I was unaware it existed. Ok, so Rome is full of stunningly majestic monuments anyway. But this architecture is a wholly ‘other’ and wonderfully odd thing.

Off the tourist trail, the Coppedè district is a corner of Rome with unexpected and bizarre features, a fantastic mixture of Art Nouveau or Liberty, Art Decò, with influences of Greek, Gothic, Baroque and even medieval art.

Coppedè, brainchild of Florentine architect Gino Coppedè (built 1913-1927), is a jumble of historic style all whipped together in a dramatic frenzy. Nature is the principal inspiration; daring and eccentric curved lines seek freedom from tradition, coexisting with modern sensuous ironwork. Coppedè is Rome’s answer to the Gaudì structures of Barcelona.

There are no cafes or restaurants in the area – Quartiere Coppedè is simply for exploring. There are no metro stations close by, the easiest public transport would be to catch a tram or bus to the stop Buenos Aires.

Powered by GetYourGuide

Things to See in Quartiere Coppedè

Although small, Quartiere Coppedè is packed with architectural details and unique landmarks. Here are the main spots you shouldn’t miss during your walk.

Quartiere Coppede Rome_chandelier
quartiere-coppede-rome

The Monumental Arch Entrance to Quartiere Coppedè

The dramatic arched entranceway (pictured in the photos) is the main entrance to the quarter on Via Dora. A hanging iron chandelier of floral twisted tendrils and seahorse motifs beckons the eye into a hidden world.

quartiere-coppede-rome
palazzo del ragno quartiere coppede

Piazza Mincio and The Fountain of the Frogs

The heart of Quartiere Coppedè is Piazza Mincio, where the famous Fontana delle Rane (Fountain of the Frogs) stands. Designed by architect Gino Coppedè in the 1920s, the fountain became legendary when the Beatles jumped into it after a concert at the renowned nearby club Piper. The work was intended to be a tribute to Bernini’s turtle fountain and the low level of the pond and the well-structured lively composition are features that remind us of his work.

The Spider Palace

The Palazzo del Ragno (Spider Palace), built between 1916 and 1926, is an intriguing building located at Piazza Mincio 4. It gets its name from the large spider decoration above the wooden doorway. From a distance, visitors can observe many other fascinating decorations, including a large face, lion heads, griffins, a variety of columns, and a balcony on a higher level with a loggia, along with frescoes adorning the façade.

Quartiere Coppede Rome_
Quartiere Coppede Rome

The Fairy House

The Villino delle Fate (Fairy House) actually consists of three houses located at Via Aterno 4, Piazza Mincio 3, and Via Brenta 7-11. These three buildings, with their exquisite decorations, turrets, and small loggias, pay homage to Florence, Rome, and Venice through symbols and characters reminiscent of the three cities. They feature a fusion of various materials, including marble, brick, travertine, terracotta, and glass.

Wandering through the inner streets, one can glimpse other buildings that add further charm to the area. The Quartiere Coppedè is a fairy-tale and romantic part of Rome, distinct from the more famous and crowded attractions.


Why Visit Quartiere Coppedè?

Quartiere Coppedè is one of Rome’s most unusual and fascinating neighborhoods. Designed in the early 20th century by architect Gino Coppedè, this small district blends Art Nouveau, medieval, baroque and mythological elements into a surreal architectural mix. Unlike the city’s famous landmarks, Coppedè feels almost hidden, making it a perfect stop for travelers looking to discover a lesser-known side of Rome. With whimsical buildings, intricate decorations and the iconic Fountain of the Frogs in Piazza Mincio, a walk through Quartiere Coppedè feels like stepping into a fantasy set in the heart of the Eternal City.


Quartiere Coppedè:

Between Piazza Buenos Aries and Via Tagliamento

Getting There:

Take trams 3 or 19 to Piazza Buenos Aires.

Enter under a big arch on Via Tagliamento (in front of Piper Club) on the corner with Via Dora.

coppede-rome

The post Coppedè, The Fantasy District in Rome appeared first on Romeing.

From October 23, Italy's Lazio region enforces new restrictions on nightlife, curfew and mobility in response to a spike in covid-19 cases.
Hier — 6 septembre 2026Flux principal

Sei mai stata sulla luna? Le location della commedia raccontano la Puglia più autentica

6 septembre 2026 à 17:30

Domenica 6 settembre 2026 Rai 1 ripropone in prima serata una commedia di Paolo Genovesi con un cast d’eccezione – ci sono tra gli altri Raul Bova, Neri Marcorè, Nino Frassica, Emilio Solfrizzi, Sabrina Impacciatore, Giulia Michelini, Pietro Sermonti – girata tra antiche masserie, assolati centri storici, spartani bar di provincia e lungomare meravigliosi. Scopriamo insieme le location di Sei mai stata sulla luna?.

Di cosa parla

Guia è la giovane direttrice italo-spagnola di una rivista di moda. Lavora tra Milano e Parigi, ma alla morte del padre eredita la masseria in Puglia dove fin da piccola ha trascorso le estati con la famiglia.

Torna su Rai 1 la commedia romantica di Paolo Genovesi "Sei mai stata sulla luna?"
(c) 01 Distribution
Una scena di “Sei mai stata sulla luna?”

La sua intenzione iniziale è di venderla il prima possibile, ma quando arriva in Puglia per partecipare al funerale del padre capisce che dovrà fare i conti con un cugino affetto da ritardo mentale, il giovane e affascinante vedovo che si occupa della masseria e un microcosmo di altri personaggi bizzarri.

Pian piano, contro ogni previsione, Guia si abitua alla vita di paese e cambia idea sia sulla tenuta e sia sul proprio futuro: c’entra senza dubbio l’intrigante rapporto che si viene a instaurare con Renzo, il responsabile della masseria interpretato da Raul Bova.

Raul Bova è il protagonista della commedia di Paolo Genovesi riproposta da Rai 1: "Sei mai stata sulla luna?"
(c) 01 Distribution
Un’altra scena di “Sei mai stata sulla luna”

Dov’è stato girato il film

Masseria Lupoli

Tra le location di Sei mai stata sulla luna? proprio la masseria è quella principale. Come molte fonti segnalano in Rete, si trova a Crispiano: un comune incastonato tra la Valle d’Itria e il golfo di Taranto, parte di una zona della Puglia conosciuta appunto come “la Puglia delle cento masserie”. Queste costruzioni, oggi spesso trasformate in strutture per l’ospitalità, raccontano il passato legato alla terra di questi luoghi.

Alla Masseria Lupoli, cuore pulsante di un’azienda agricola specializzata in coltivazione di olive, sono state girate le scene all’interno e all’esterno della proprietà ereditata da Guia.

La masseria di "Sei mai stata sulla luna?": dove si trova
(c) 01 Distribution
Una scena di “Sei mai stata sulla luna?” alla Masseria Lupoli

Nardò

Anche Nardò, una tappa spesso inclusa negli itinerari alla scoperta delle più belle spiagge del Salento, ha fatto da set alla commedia di Paolo Genovesi con Raul Bova. In alcune inquadrature è possibile riconoscere Piazza Salandra, Via Vittorio Emanuele, Corso Garibaldi, la Chiesa di Santa Teresa e quella di Sant’Antonio: il centro storico di Nardò, insomma, che merita senza dubbio una visita per ammirare la sontuosa bellezza del barocco salentino.

Nardò è tra le location di "Sei mai stata sulla luna?" in Puglia
iStock
L’opulento centro storico di Nardò

Galatina

In provincia di Lecce la produzione ha girato anche a Galatina: altra chicca, forse meno nota ma certamente non meno interessante del Salento, con un centro storico fatto di strade lastricate, piazze eleganti, palazzi storici tutto da scoprire.

Martina Franca

Altra location di Sei mai stata sulla luna? è Martina Franca: alcune scene chiave della commedia sono state girate nell’intricato dedalo delle vie del centro cittadino. Facile da riconoscere sullo schermo è Piazza Maria Immacolata con il suo emiciclo di portici ottocenteschi (da cui il nome di Piazza dei Portici con cui spesso la chiamano i locali).

Martina Franca è tra i luoghi in Puglia dov'è stato girato "Sei mai stata sulla luna?"
iStock
Il “salotto buono” di Martina Franca

Brindisi

A Brindisi sono state girate scene di esterni e panoramiche: il porto con il Castello Alfonsino offrono, del resto, una cartolina unica della Puglia marittima e che ha fatto da sempre da “ponte” tra culture diverse rispetto alla nostra.

C'è anche Brindisi tra le location di "Sei mai stata sulla luna?"
iStock
Una stupenda vista sul porto di Brindisi

Altre location

Fuori dalla Puglia, la commedia di Paolo Genovesi Sei mai stata sulla luna? è stata girata principalmente a Milano dove Guia vive e lavora prima di ricevere l’eredità paterna. A rappresentare sullo schermo la città della moda è soprattutto la zona di Piazza San Babila.

Voli cancellati e ritardi: come ottenere rimborsi fino a 600 euro e risarcimenti

6 septembre 2026 à 16:30

Il rientro dalle vacanze non è mai piacevole, ma per qualcuno può trasformarsi in una vero incubo. È quello che è successo ai circa 40 passeggeri italiani rimasti bloccati per giorni a Mykonos, mentre nelle stesse settimane l’attività dell’Etna ha mandato in tilt il traffico aereo siciliano, con centinaia di voli cancellati o dirottati.

Quando il ritorno a casa non va come dovrebbe, i passeggeri possono avere diritto all’assistenza, al rimborso del biglietto o, in alcuni casi, a una compensazione economica. Conoscere la differenza tra queste tutele è fondamentale per capire come muoversi e, soprattutto, a chi presentare la propria richiesta.

Voli cancellati e ritardi: quanti passeggeri sono coinvolti

Secondo i dati diffusi da AirHelp, nelle prime settimane di agosto il 49,5% dei passeggeri in Italia ha subito un ritardo prolungato o una cancellazione dell’ultimo minuto. Il dato interessante però è un altro: il 79% dei viaggiatori non conoscerebbe i propri diritti e il 60% di coloro che avrebbero diritto a un risarcimento non presenterebbe mai richiesta.

Una situazione emersa con forza durante gli ultimi disagi estivi, dai passeggeri bloccati a Mykonos fino ai voli cancellati in Sicilia a causa dell’attività dell’Etna. A quanto pare però, il problema non riguarda soltanto il periodo estivo: i disservizi aerei coinvolgono milioni di viaggiatori tutto l’anno, spesso lasciati senza indicazioni chiare su come far valere i propri diritti.

Quando si ha diritto al rimborso e al risarcimento

Secondo quanto riportato dall’ENAC, in caso di cancellazione il passeggero può ottenere il rimborso del biglietto per la parte del viaggio non effettuata oppure scegliere un volo alternativo, il prima possibile o in una data successiva. C’è poi il diritto all’assistenza: a seconda delle circostanze, la compagnia deve garantire ai passeggeri in attesa pasti e bevande, la possibilità di effettuare comunicazioni e, se necessario, il pernottamento in hotel con il relativo trasferimento. Se queste prestazioni non vengono garantite, è importante conservare le ricevute delle spese sostenute.

Ma cosa succede quando il volo non viene cancellato, ma parte o arriva in ritardo? In questo caso, i diritti dei passeggeri cambiano in base alla durata del disservizio e alla distanza della tratta.

Ritardo del volo: dopo quante ore scattano i diritti

Il primo diritto che può scattare è quello all’assistenza. La soglia dipende dalla lunghezza del volo: per le tratte fino a 1.500 km è prevista dopo almeno 2 ore di ritardo; per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per le altre tratte comprese tra 1.500 e 3.500 km, dopo almeno 3 ore; per le altre tratte, dopo almeno 4 ore. In questi casi, il Regolamento europeo prevede l’assistenza ai passeggeri in attesa. Quest’ultima comprende, in relazione alla durata dell’attesa, pasti e bevande e la possibilità di effettuare comunicazioni. Quando il ritardo rende necessario trascorrere una o più notti fuori casa, può comprendere anche sistemazione in hotel e trasferimento da e per l’aeroporto.

Se il ritardo alla partenza raggiunge almeno 5 ore, il passeggero può invece scegliere di rinunciare al volo e chiedere il rimborso della parte di viaggio non effettuata.

Diverso è il caso della compensazione economica: questa può spettare quando il passeggero raggiunge la destinazione finale con un ritardo di almeno 3 ore, purché il disservizio non sia stato causato da circostanze eccezionali. La compensazione non coincide quindi con il rimborso del biglietto, ma rappresenta un’ulteriore forma di tutela prevista dalla normativa europea.

Quanto si può ottenere di compensazione

La compensazione economica può arrivare fino a 600 euro e viene calcolata in base alla distanza della tratta. Gli importi previsti dal Regolamento CE 261/2004 sono i seguenti:

Distanza della tratta Importo a passeggero
Fino a 1.500 km 250 euro
Tra 1.500 km e 3.500 km (e intracomunitari oltre 1.500 km 400 euro
Oltre 3.500 km (tratte extra-UE) 600 euro

Esistono però le cosiddette “circostanze eccezionali”, come eventi naturali o condizioni meteorologiche particolarmente avverse, che possono escludere il diritto alla compensazione. È il caso dei disagi legati all’attività dell’Etna, che devono quindi essere valutati distinguendo le diverse forme di tutela previste per i viaggiatori.

Le tutele previste dal Regolamento europeo CE 261/2004 si applicano ai voli in partenza da un aeroporto dell’Unione europea e, in determinate condizioni, anche a quelli in arrivo nell’UE da Paesi extraeuropei.

Come chiedere concretamente il rimborso

Il primo passo è presentare un reclamo alla compagnia aerea, conservando carta d’imbarco, prenotazione, comunicazioni ricevute e scontrini delle eventuali spese sostenute durante l’attesa. Secondo quanto riportato dall’ENAC, il reclamo può essere presentato entro due anni dalla data del volo, anche se è consigliabile procedere prima.

Per verificare se si ha diritto a un risarcimento esistono anche piattaforme specializzate, come AirHelp. Il servizio infatti analizza i dati dei voli, le informazioni meteorologiche e quelle relative al traffico aereo per valutare le singole situazioni. Una volta verificata l’idoneità della richiesta, il passeggero può quindi procedere autonomamente con la compagnia aerea oppure scegliere di affidarsi a servizi specializzati per la gestione della pratica.

In sostanza, che tu scelga di gestire la richiesta in autonomia o di affidarti a una piattaforma specializzata, l’importante è conoscere i propri diritti, conservare tutta la documentazione e verificare di essere nelle condizioni per ottenere quanto previsto dalla normativa. Perché anche quando il volo va storto, sapere come muoversi può aiutarti a non lasciare sul tavolo ciò che ti spetta.

Aerei, labirinti e una torre medievale: il Castello di San Pelagio da cui partì D’Annunzio

6 septembre 2026 à 15:39

C’è una torre medievale che spunta tra fioritissimi giardini, ma basta varcare l’ingresso per ritrovarsi davanti ad aerei, mongolfiere, cimeli aeronautici e persino una storia che porta fino allo spazio. È il Castello di San Pelagio, nella campagna padovana, un luogo diverso da tanti altri dove architettura, natura e storia del volo convivono tra le antiche sale di una dimora nobiliare.

Il 9 agosto 1918, Gabriele D’Annunzio partì proprio da qui per il celebre volo su Vienna insieme agli aviatori della 87ª Squadriglia “Serenissima”. Oggi quelle stanze raccontano ancora la presenza del poeta, mentre il parco custodisce labirinti, roseti e installazioni che trasformano la visita in un suggestivo viaggio nella storia.

La storia del Castello di San Pelagio (e curiosità)

Le origini del Castello di San Pelagio affondano nel XIV secolo. La parte più antica del complesso è la torre merlata costruita intorno al 1340 dai Da Carrara, signori di Padova, inserita nel sistema difensivo del territorio contro gli Scaligeri di Verona.

Nel corso dei secoli la funzione militare del complesso lasciò progressivamente spazio a quella residenziale e nel 1544 San Pelagio passò alla famiglia Sant’Uliana, mentre dal Seicento l’antica struttura fortificata venne trasformata in una vera e propria villa.

Gli interni del Castello di San Pelagio
123RF
Le stanze visitabili del Castello di San Pelagio

Una svolta arrivò nel 1752, quando la proprietà passò ai Conti Zaborra, che ampliarono e rinnovarono il complesso, trasformandolo nella residenza signorile che in parte si può ammirare ancora oggi. Alla stessa famiglia si devono importanti interventi sul complesso agricolo e sulle barchesse, tra cui quella datata 1795.

Ma è nel Novecento che San Pelagio entrò nella storia dell’aviazione. Durante la Prima Guerra Mondiale, nell’estate del 1917, parte della villa venne messa a disposizione dell’esercito italiano e nei terreni circostanti venne realizzato un campo di volo. Un anno dopo, il castello diventò il punto di partenza di una delle imprese più celebri della storia dell’aviazione italiana: il volo su Vienna di Gabriele D’Annunzio, il 9 agosto 1918. Ben 7 aerei raggiunsero la capitale dell’Austria, dove lanciarono centinaia di migliaia di volantini sulla città, anziché bombe.

Cosa vedere durante la visita

Il legame tra D’Annunzio e San Pelagio è ancora oggi visibile all’interno del castello e in particolare nelle Stanze Dannunziane, ricostruite sulla base dei documenti e delle testimonianze dell’epoca. Sono proprio gli ambienti dove il poeta Vate soggiornò prima della partenza e visitando il castello (in circa 45 minuti) si possono scoprire dettagli sulla preparazione di questa celebre impresa aerea.

Già da questo si capisce che l’esplorazione del Castello di San Pelagio è molto più di un semplice tour di una dimora storica. Il complesso riunisce infatti tre esperienze diverse: oltre alle Stanze Dannunziane, troviamo anche il Museo del Volo, che racconta la storia dell’aviazione dalle prime intuizioni di Leonardo da Vinci fino ai fratelli Wright e alle conquiste dello spazio (con diversi aerei e mezzi d’epoca esposti nel giardino) e il parco storico dove a fare da padroni sono spazi verdi, roseti e alberi, e dove si trovano altri elementi storici come la ghiacciaia e la peschiera. La vera chicca sono infine i suoi labirinti, tra cui quello dedicato a D’Annunzio, con un gioco di specchi al centro che richiama il tema del “doppio”.

Aereo esposto al Castello di San Pelagio
iStock
Uno degli aerei esposti al Castello di San Pelagio

Info sulle visite ed eventi

Per chi visita il castello nel 2026, la stagione ordinaria dura fino al 30 novembre. Gli orari cambiano a seconda del giorno, mentre in alcune date sono previste aperture parziali: prima di partire è quindi consigliato verificare il calendario sul sito ufficiale del castello.

Da non perdere, domenica 20 settembre 2026, l’appuntamento “Volando con la Scienza”, che torna con una speciale giornata dedicata a grandi e piccoli: attività scientifiche, laboratori, percorsi interattivi, caccia al tesoro, razzi da lancio e un originale Science Show animano il castello.

Dove si trova e come raggiungerlo

Il Castello di San Pelagio si trova in via San Pelagio 50, a Due Carrare, in provincia di Padova, nel cuore della campagna veneta e circa 13 km dalla città. In auto, si impiegano circa 20 minuti, mentre da Venezia si percorrono circa 52 chilometri. È possibile raggiungere il complesso anche con gli autobus extraurbani diretti verso Mezzavia.

Valle dei Sette Laghi, il grande anfiteatro d’acqua e roccia nel cuore delle Alpi Giulie

6 septembre 2026 à 14:30

Il calcare bianco brilla sotto la luce del mattino, spezzato soltanto dalle chiazze d’erba dorata e dal blu profondo degli specchi d’acqua. La Valle dei Sette Laghi, chiamata in lingua locale Dolina Triglavskih Jezer oppure Valle dei Laghi del Triglav, incide il cuore carsico delle Alpi Giulie, in Slovenia.

Si sviluppa tra il lago di Bohinj, sul versante orientale, e la zona di Trenta, verso la valle dell’Isonzo, sotto le grandi montagne del massiccio del Triglav. Il nome, però, può trarre in inganno: i laghi permanenti sono 7, ma sono accompagnati da alcuni piccoli bacini che possono comparire o scomparire secondo le condizioni dell’acqua.

In basso ci sono boschi di abete rosso e larice, poi la roccia prende spazio fino a trasformare la valle in una successione di conche, lastre calcaree, ghiaioni e pareti. In mezzo a tutto questo, l’acqua assume tonalità diverse. Nero, verde, bruno, azzurro e acquamarina sono diventati parte della geografia stessa della valle.

Origine, formazione e leggende della Valle dei Sette Laghi

La forma attuale della valle nasce da una lunga storia geologica. Antichi ghiacciai hanno scavato le conche nelle rocce delle Alpi Giulie, lasciando depressioni successivamente occupate dall’acqua. Oggi abbiamo una sequenza di bacini distribuiti lungo un ambiente carsico d’alta montagna, con altitudini che salgono da circa 1.300 metri fino a oltre 2.000 metri.

L’acqua penetra facilmente nelle fratture del terreno e alimenta una rete sotterranea che rende particolarmente delicato l’equilibrio idrico della zona. Il paesaggio in superficie racconta quindi soltanto una parte della storia: sotto i piedi continua un sistema di circolazione tipico degli ambienti carsici.

Il lago più basso della sequenza è il Črno jezero, il Lago Nero, a circa 1.319 metri. Il colore scuro dipende dalla posizione del bacino e dall’ambiente boscoso che lo circonda. Più in alto compare il Dvojno jezero, il Lago Doppio, formato da due bacini vicini. Poi arriva il grande protagonista della valle, il Jezero v Ledvicah, conosciuto anche come Veliko jezero o Lago Grande. Ledvica significa rene in sloveno e il nome richiama la sua caratteristica forma allungata.

Jezero v Ledvicah, Slovenia
iStock
Il meraviglioso Jezero v Ledvicah

Salendo ancora si incontrano lo Zeleno jezero, il Lago Verde, chiamato così per le intense tonalità verdastre dell’acqua, e il Rjavo jezero, il Lago Bruno. A quote maggiori si trovano il Jezero pod Vršacem, noto anche come Lago sotto Vršac, e altri piccoli bacini che completano il sistema.

Una particolarità riguarda proprio il Jezero pod Vršacem. Le sue acque appartengono al bacino idrografico dell’Isonzo, mentre altri laghi della valle alimentano sistemi legati al versante della Sava. Nel Parco nazionale del Triglav passa infatti una importante linea spartiacque europea.

La storia naturale si intreccia con quella fantastica: le Alpi Giulie sono il regno di Zlatorog, il Camoscio dalle Corna d’Oro della tradizione slovena. Secondo la leggenda, l’animale possedeva corna d’oro in grado di indicare la strada verso un immenso tesoro nascosto tra le montagne. Un giovane cacciatore della valle di Trenta, accecato dalla passione e dalla brama di ricchezza, gli sparò. Dal sangue di Zlatorog nacquero i fiori del Triglav, capaci di restituire forza all’animale.

La vicenda, però, termina in modo drammatico: Zlatorog si vendica del cacciatore e distrugge il proprio regno montano. Il tesoro resta nascosto tra le cime. Ancora oggi la leggenda appartiene profondamente all’identità delle Alpi Giulie e aggiunge alla Valle dei Sette Laghi una dimensione quasi fiabesca.

La visita tra laghi, rifugi e paesaggi d’alta quota

La Valle dei Sette Laghi richiede una vera escursione alpina. Il percorso classico parte dalla zona del lago di Bohinj e affronta la parete di Komarča, un tratto ripido che porta rapidamente verso quote superiori. Superata Komarča, il terreno diventa più aperto e la roccia assume forme irregolari. Piccole cavità, lastre calcaree e depressioni raccontano la presenza antica dei ghiacci.

Il primo grande appuntamento è il Črno jezero, con il contrasto tra l’acqua scura, il verde degli abeti e le pareti calcaree che rende questo lago particolarmente suggestivo. Il Dvojno jezero offre un’atmosfera diversa. La presenza del rifugio rende la zona un punto naturale di pausa per chi affronta un itinerario di più giorni.

Il Veliko jezero, o Ledvica, merita una sosta più lunga. La forma a rene è evidente soprattutto dall’alto e le sue acque possono riflettere le montagne circostanti nelle ore più calme. Salendo verso le quote maggiori, la vegetazione lascia spazio al paesaggio carsico. Il terreno diventa quasi lunare e il colore della pietra domina la scena. Zeleno jezero aggiunge una pennellata verde intenso, mentre i bacini superiori regalano un ambiente più austero.

Per una visita completa serve preparazione fisica: i percorsi presentano dislivelli importanti, tratti rocciosi e tempi di percorrenza da giornata intera. La stagione escursionistica più favorevole va indicativamente da luglio a settembre, mentre primavera e autunno richiedono maggiore attenzione alle condizioni del terreno e della neve.

I rifugi costituiscono una parte importante dell’esperienza. La Koča pri Triglavskih jezerih si trova accanto al Dvojno jezero, mentre la Zasavska koča na Prehodavcih sorge più in alto, presso la zona dei Prehodavci. La balneazione nei laghi alpini è vietata e il campeggio libero è escluso. Il Parco nazionale protegge inoltre sorgenti, laghi, corsi l’acqua e habitat particolarmente fragili.

L’attenzione verso l’ambiente si percepisce anche nel silenzio: basta fermarsi qualche minuto presso un lago per distinguere il vento tra gli alberi, il rumore dell’acqua e i richiami degli animali.

Dove si trova e come arrivare

L’incantevole Valle dei Sette Laghi si trova nella parte centrale del Parco nazionale del Triglav, tra il lago di Bohinj e la Val Trenta. Per chi visita la Slovenia, il riferimento più pratico sul versante orientale è Bohinj, raggiungibile da Bled e collegato alla rete di trasporto pubblico.

L’accesso classico parte dalla zona di Ukanc e sale verso Komarča. È un itinerario impegnativo, adatto a escursionisti allenati, con una salita ripida nella prima parte e un successivo sviluppo attraverso la valle. Un’alternativa parte da Planina Blato o dalla zona di Vogar, tramite un percorso che attraversa antichi pascoli alpini e offre un approccio più graduale alla zona dei laghi.

Un terzo accesso arriva dalla Val Trenta, attraverso i Prehodavci. Si tratta di un itinerario più alpino, adatto soprattutto a escursionisti esperti e a chi desidera inserire la Valle dei Sette Laghi in una traversata più lunga. Per chi arriva dall’Italia, il versante occidentale delle Alpi Giulie mette a disposizione un collegamento naturale con la Slovenia attraverso il territorio dell’Isonzo.

Queste sono le mete da prendere al volo: le offerte di settembre da non perdere

6 septembre 2026 à 13:30

Settembre è il momento giusto per prenotare un viaggio approfittando delle nuove promozioni sui voli: alcune scadono tra pochi giorni, mentre altre permettono già di programmare una fuga nei prossimi mesi. Dalle mete oltreoceano alle capitali europee, passando per i voli speciali pensati per chi vuole seguire dal vivo le grandi partite di calcio europee, le occasioni tra cui scegliere sono ricche.

Ecco le offerte più interessanti da tenere d’occhio adesso.

Voli speciali verso le partite di calcio europee con Wizz Air

Per i tifosi che vogliono seguire dal vivo le grandi partite europee, Wizz Air ha aggiunto nuovi voli in corrispondenza di alcuni degli appuntamenti più importanti della stagione. L’iniziativa riguarda collegamenti tra l’Italia e diverse città europee, tra cui Madrid, Londra, Porto, Parigi, Siviglia, Dortmund, Sofia e Budapest.

L’offerta permette di organizzare più facilmente una trasferta per assistere a una partita, evitando i collegamenti più scomodi e scegliendo un volo vicino alla data dell’incontro. Ecco alcuni collegamenti imperdibili: Milano Malpensa-Madrid per seguire l’Inter, con partenza l’8 settembre alle 6:40 e ritorno il 9 settembre alle 9:55; Roma Fiumicino-Londra Luton per l’AS Roma, con voli il 3 novembre alle 5:40 e alle 18:15 e rientro il giorno successivo alle 9:10 e alle 21:45; Roma Fiumicino-Porto il 4 novembre per seguire il Napoli con ritorno il 5 novembre, mentre per la sfida dell’AS Roma a Parigi sono disponibili voli Roma Fiumicino-Parigi Orly il 25 novembre e rientri il 26 novembre.

Tra le altre opportunità ci sono Milano Malpensa-Siviglia per il Como il 9 dicembre, Milano Malpensa-Dortmund per l’Inter lo stesso giorno e, a gennaio, i collegamenti Bergamo-Sofia per il Milan e Torino-Budapest per la Juventus.

Le tariffe e la disponibilità dipendono dalla rotta e dalla data dell’evento, quindi conviene controllare il prima possibile i voli associati alla partita che si vuole vedere.

Mete al caldo e sconti per gli under 30 con Iberia

C’è tempo fino al 23 settembre 2026 per approfittare della nuova promo di Iberia, che permette di prenotare voli di andata e ritorno per viaggiare verso Spagna ed Europa dal 1° ottobre 2026 al 10 giugno 2027, o per l’America Latina dal 1° novembre 2026 al 31 maggio 2027, con alcune date escluse.

Tra le proposte più interessanti per chi parte dall’Italia ci sono Las Palmas de Gran Canaria da 160 euro, Dakar da 308 euro e Buenos Aires da 842 euro, tutte indicate da Iberia come tariffe di andata e ritorno da Milano. Tre destinazioni molto diverse tra loro, che permettono di scegliere tra una fuga al caldo nell’arcipelago delle Canarie, un viaggio alla scoperta del Senegal o un’avventura dall’altra parte dell’Atlantico.

Oltre alla promozione a tempo, segnaliamo anche Iberia Joven, il programma dedicato ai viaggiatori under 30: chi rientra nella fascia d’età può ottenere un 10% di sconto sui voli, mentre per le prenotazioni effettuate da almeno quattro persone lo sconto arriva al 15%. Un’opportunità particolarmente interessante per chi vuole organizzare un viaggio memorabile con i propri amici.

Mete low cost perfette per l’autunno con Ryanair

La promozione “È ora di volare” di Ryanair propone tariffe scontate su diverse rotte europee, da prenotare entro il 30 settembre. È un’occasione interessante per organizzare un viaggio in autunno, quando molte città sono meno affollate e il clima è ancora piacevole. Tra le mete da tenere d’occhio ci sono Porto, ideale per un weekend tra vicoli, azulejos e degustazioni di vino, Budapest, per alternare passeggiate lungo il Danubio e momenti di relax nelle terme, e infine Bruxelles, perfetta per scoprire il centro storico, i musei e le specialità della cucina belga.

L’occasione per volare oltreoceano con la promo TAP

La promo TAP di settembre è particolarmente interessante per chi sogna un viaggio a lungo raggio autunnale o invernale: tra le destinazioni raggiungibili dall’Italia compaiono infatti alcune delle grandi città americane e brasiliane: Roma-Miami da circa 479 euro, Milano-San Paolo da circa 731 euro e Milano-Fortaleza da circa 751 euro sono alcuni degli esempi più interessanti.

Il vantaggio è anche il periodo di validità: si può prenotare entro il 17 settembre per viaggiare dal 1° ottobre 2026 al 31 maggio 2027. Miami è la meta ideale per una pausa tra spiagge, Art Déco e atmosfera americana, San Paolo è invece perfetta per chi vuole scoprire una delle grandi metropoli del Brasile e magari utilizzarla come punto di partenza per un itinerario più ampio, mentre Fortaleza è la scelta giusta per chi sogna sole e mare anche nei mesi più freddi.

Praia de Iracema a Fortaleza
iStock
Praia de Iracema a Fortaleza, in Brasile

Nasce RivierAlp, il suggestivo cammino tra il Mediterraneo e le Alpi Marittime

6 septembre 2026 à 12:30

Ha aperto ufficialmente il 1° settembre 2026 RivierAlp, un nuovo cammino transfrontaliero che mette in collegamento Mentone, Sanremo e Imperia con diverse località della provincia di Cuneo. Il percorso nasce utilizzando itinerari già presenti sul territorio, si sviluppa lungo alcune delle storiche vie di collegamento tra il Mediterraneo e le Alpi Marittime e riporta al centro  un sistema di tracciati legato anche alle tradizionali vie del sale.

La rete accompagna i camminatori dalle montagne verso la costa, passando per località come Terme di Valdieri, Trinità di Entracque, Limone Piemonte, Certosa di Pesio, Roccaforte di Mondovì e Ormea. Lungo il cammino, l’itinerario permette di muoversi tra boschi e crinali e di raggiungere borghi, fortificazioni e rifugi godendosi anche escursioni su creste panoramiche.

Una rete di percorsi con un’identità comune

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la necessità di rendere riconoscibile l’intero itinerario, nonostante RivierAlp utilizzi percorsi già presenti sul territorio. Per questo il consorzio degli operatori turistici della provincia di Cuneo ha installato appositi talloncini segnavia lungo i sentieri intervenendo sulla segnaletica esistente.

A rafforzare l’identità comune sarà anche la cartografia dedicata: è stata infatti completata la stampa della cartina ufficiale del cammino RivierAlp, alla quale si affiancherà nel corso del mese la cartoguida, pensata per fornire informazioni sulle tappe, sui territori attraversati, sui punti di interesse e sui servizi disponibili.

Il passaporto del cammino accompagna il viaggio

Tra gli elementi che caratterizzano l’esperienza di RivierAlp c’è anche il passaporto del cammino, una sorta di diario personale del viaggio, che può essere ritirato gratuitamente presso gli uffici turistici individuati come punti di partenza e porte di accesso all’itinerario.

Sul versante italiano, i passaporti sono disponibili presso gli uffici dell’ATL del Cuneese di Cuneo, Limone Piemonte, Chiusa di Pesio e Ormea, oltre che presso il centro visita Terme Valdieri e l’ufficio turistico di Entracque. Sul versante francese, invece, il passaporto può essere ritirato a Tenda presso il bureau d’information touristique.

Al momento del ritiro viene apposto sul passaporto il timbro identificativo della porta di accesso scelta e, tappa dopo tappa, diventa così una testimonianza concreta del cammino compiuto, dalle montagne fino al Mediterraneo.

Il sistema dei passaporti e dei timbri consentirà inoltre di monitorare i flussi dei camminatori e di comprendere quali siano le diverse porte di ingresso più utilizzate. I dati raccolti potranno fornire informazioni utili per le future attività di sviluppo e promozione di RivierAlp.

Scorcio di Ormea, Piemonte
iStock
Rilassante scorcio di Ormea

L’arrivo al Mediterraneo e il cesto del viaggiatore

Il viaggio lungo RivierAlp prevede anche un riconoscimento per chi completa il percorso raggiungendo le località di arrivo indicate a Sanremo, Imperia e Mentone. Ai camminatori che porteranno a termine il viaggio potrà essere consegnato il cesto del viaggiatore, pensato come premio finale e come simbolo dell’esperienza. Il riconoscimento vuole celebrare il raggiungimento del Mediterraneo dopo il percorso attraverso le Alpi Marittime e, allo stesso tempo, raccontare grazie alle eccellenze locali l’identità e la ricchezza dei territori.

Le informazioni sulle tappe, sulle porte di accesso, sul passaporto del cammino e sui servizi disponibili possono essere richieste a Conitours, il consorzio degli operatori turistici della provincia di Cuneo.

I campi di zucche riaprono già a settembre in Italia: dove andare nel 2026

6 septembre 2026 à 11:30

L’estate non accenna a terminare, ma c’è già chi sta sognando l’autunno, con le temperature che diventano miti e la natura che si tinge di sfumature dorate. Simbolo indiscusso della stagione è la zucca, protagonista di feste, decorazioni e raccolti nei campi che, ispirati ai celebri pumpkin patch americani, riaprono in tutta Italia a partire da settembre.

Da Nord a Sud, distese arancioni, laboratori creativi, raccolte di zucche, decorazioni, giochi e scenografie da fotografare trasformano le fattorie (ma non solo) in piccoli mondi autunnali, perfetti per trascorrere una giornata diversa dal solito. Ecco alcuni dei campi più amati da non perdere nell’edizione 2026, tra riconferme e curiose novità.

Il Villaggio delle Zucche di PuraVida Farm (PV)

È uno dei pumpkin patch più grandi e conosciuti del Nord Italia e nel 2026 torna con la sua settima edizione: il Villaggio delle Zucche di PuraVida Farm. Dal 19 settembre all’8 novembre, ogni weekend dalle 10:30 alle 18:30, propone un grande parco di 35.000 metri quadrati con campo di zucche, fattoria didattica, laboratori in cui dipingere le zucche raccolte, installazioni, labirinto, vasca del mais (un’area piena di chicchi di mais in cui giocare e tuffarsi), pedalò, bumper boat (piccole imbarcazioni con cui scontrarsi sull’acqua) e numerose altre attrazioni. Il biglietto parte da 15 euro online (19 euro in loco), mentre i bambini nati dal 2023 al 2026 entrano gratis.

Il Villaggio delle Zucche di Nonno Andrea (TV)

Un milione di zucche, scenografie completamente rinnovate e un grande percorso immerso nella campagna veneta: il Villaggio di Nonno Andrea torna a Villorba dal 18 settembre al 2 novembre. A settembre è aperto dal venerdì al lunedì, mentre dal 1° ottobre tutti i giorni.

Tra le attrazioni ci sono il labirinto e la piscina di mais, giochi, laboratori, spettacoli, street food e un Villaggio Spaventoso per entrare nell’atmosfera di Halloween. Il biglietto costa 10 euro nei giorni feriali e 13 euro nei weekend e festivi.

Il Villaggio delle Zucche a Desenzano del Garda (BS)

La magia dell’autunno arriva sulle sponde del Lago di Garda: dal 12 settembre al 1° novembre, ogni sabato e domenica, la Collina di Matilde apre il Villaggio delle Zucche e si trasforma in un grande pumpkin patch con animali, giochi, piscina di mais, labirinto, jumping pillow, laboratori e tante scenografie. Il biglietto costa 14 euro per adulti e ragazzi dai 14 anni, 10 euro per i bambini da 1 a 13 anni; è invece gratuito per i più piccoli e per le persone con disabilità. Per chi vuole portarsi a casa una zucca da decorare è previsto un supplemento di 7 euro.

Le zucche di Tulipania a Bonate Sopra (BG)

Nel campo di Tulipania a Bonate Sopra non ci si limita a guardare le zucche: qui si scelgono, si raccolgono e si decorano. Dal 18 settembre all’8 novembre, propone un’esperienza di circa 90 minuti tra natura, creatività e nuovi allestimenti, con anche l’Accademia della Magia in alcune giornate di ottobre. Il ticket visitatore parte da 4,70 euro, quello creativo da 9,50 euro, mentre il Family Pack (4 persone) costa 25,60 euro.

Il Villaggio della Zucca a Favria (TO)

Oltre 20.000 metri quadrati di allestimenti e più di 70.000 zucche trasformano l’Azienda Agricola La Borgheisa nel più grande villaggio a tema autunnale del Piemonte. Dal 27 settembre al 1° novembre, nel Villaggio della Zucca si può visitare il campo, partecipare a laboratori creativi, accedere al market artigianale e all’area food, in un percorso pensato per tutta la famiglia. Tra le attività imperdibili anche giochi, animazione e decorazione della propria zucca.

La Fattoria della Zucca a Sacrofano (RM)

Una nuova location per il grande pumpkin patch alle porte della Capitale: nel 2026 la Fattoria della Zucca si sposta a Sacrofano, nel Parco di Veio. L’appuntamento è dal 26 settembre al 1° novembre, tutti i weekend dalle 9:30 alle 17. Il biglietto standard costa 12 euro più prevendita e comprende un adulto e fino a due bambini under 11, che entrano gratis. Tra zucche, installazioni e attività, il parco resta aperto anche in caso di pioggia!

Il Parco delle Zucche a Fregene (RM)

Per un pumpkin patch diverso dal solito basta spostarsi verso il mare: dal 19 settembre al 1° novembre, il Parco Avventura Fregene ospita un villaggio autunnale tra pineta e mare, con vere zucche Moscata di Provenza da raccogliere e portare a casa, laboratori di intaglio e pittura, cacce al tesoro e angoli fotografici. Il biglietto per i bambini dai 3 anni costa 15 euro e comprende anche la zucca e le attività; gli accompagnatori e gli under 3 pagano 5 euro.

Il Giardino delle Zucche a Pignataro Maggiore (CE)

Il Giardino delle Zucche a Pignataro Maggiore è uno dei luoghi che più di tutti ha portato in Italia l’autentica atmosfera dei pumpkin patch americani. Dal 26 settembre al 1° novembre, torna con la raccolta e decorazione delle zucche, il grande labirinto di mais, l’area giochi e nuovi allestimenti. Nel 2026 l’esperienza si arricchisce inoltre del Giardino delle Tagete, mentre l’evento resta a prenotazione e con ingressi contingentati.

La Fattoria Valle Magica a Carapelle Calvisio (AQ)

Tra le montagne dell’Abruzzo, la raccolta delle zucche diventa un’occasione per vivere una vera giornata in fattoria. La Fattoria Valle Magica, a Carapelle Calvisio, organizza anche nel 2026 il suo Pumpkin Patch, con il campo da esplorare, animali, giochi, musica e attività a tema. Un’esperienza più rurale e autentica, perfetta per assaporare un autunno realmente a contatto con la natura.

Il Castello delle Zucche a Oleggio Castello (NO)

È probabilmente uno dei più scenografici della selezione: dopo il successo della prima edizione, torna anche nel 2026 il Castello delle Zucche sul Lago Maggiore. Il Castello Dal Pozzo ospita un mondo di 60.000 zucche dal 2 ottobre all’8 novembre, dal venerdì alla domenica, diventando il palcoscenico di un festival speciale. Intaglio, regata delle zucche, concerti, laboratori e un percorso dedicato alla storia e alle varietà di questo ortaggio, ma anche tante altre attività per bambini. Ingresso adulti 16 euro, gratuito fino a 7 anni; 10 euro per i bambini da 8 a 13 anni.

Domenica al Museo, le migliori visite gratuite del 6 settembre

6 septembre 2026 à 10:00

Domenica 6 settembre torna l’atteso appuntamento con Domenica al Museo, l’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura che consente di scoprire gratis, ogni prima domenica del mese, numerosi castelli, musei, parchi archeologici, ville, giardini statali e complessi monumentali aderenti.

Si tratta di un evento di successo che coinvolge, mese dopo mese, centinaia di realtà distribuite su tutto il territorio nazionale e offre l’occasione per trascorrere una giornata dedicata alla conoscenza del patrimonio archeologico e artistico italiano, dai centri più piccoli alle grandi città.

Musei e siti visitabili gratis da Nord a Sud: una selezione

Partendo da Nord, in Lombardia sono visitabili, tra gli altri, il Museo Nazionale Archeologico e il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, le Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione, e il Santuario di Minerva di Breno (Brescia). In Piemonte, invece, sarà possibile accedere gratuitamente all‘Abbazia di Fruttaria a San Benigno Canavese, all’Area Archeologica di Libarna di Serravalle Scrivia nonché ai Musei Reali di Torino, a Palazzo Carignano e a Villa della Regina.

In Liguria, spazio al Forte San Giovanni di Finale Ligure (Savona), all’Area Archeologica di Nervia a Ventimiglia e alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola e al Palazzo Reale di Genova; il Veneto partecipa con, tra gli altri, il Museo archeologico nazionale di Verona, l’Area archeologica di Feltre (Belluno) e il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso, nelle sedi di San Gaetano e Santa Margherita.

In Friuli Venezia Giulia si accede gratis, ad esempio, all’Area archeologica Villa romana di Torre a Pordenone e alla Basilica paleocristiana di Via Madonna del Mare e il Museo Storico con il Parco del Castello di Miramare a Trieste.

Proseguendo verso il Centro Italia, in Emilia Romagna aderiscono all’iniziativa la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, il Battistero degli Ariani, il Mausoleo di Teodorico e il Museo Nazionale a Ravenna, in Toscana, oltre agli Uffizi di Firenze, il Museo di Casa Vasari ad Arezzo, il Parco Archeologico di Roselle a Grosseto e il Complesso monumentale della Certosa di Calci (Pisa), mentre in Abruzzo il Museo archeologico nazionale di Campli (Teramo) e il Museo casa natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara.

In Molise biglietto gratis per il Museo archeologico di Santa Maria delle Monache a Isernia e il Museo in Palazzo Pistilli di Campobasso mentre le Marche propongono, tra gli altri, il Museo archeologico nazionale di Ascoli Piceno, l’Antiquarium statale di Numana e la Rocca Roveresca di Senigallia. Nel Lazio, Villa Adriana, Villa d’Este, l’Area Archeologica di Villa Adriana e il Santuario di Ercole Vincitore.

Scendendo verso Sud, in Campania è possibile ammirare i parchi archeologici di Pompei, Paestum ed Ercolano, Villa Sora, il MANN, Capodimonte, Castel Sant’Elmo e la Reggia di Caserta; in Calabria, ad esempio, la Galleria nazionale di Cosenza, La Cattolica di Stilo e i Parchi Archeologici di Crotone e Sibari.

Particolare della Cattolica di Stilo, Calabria
iStock
La meravigliosa Cattolica di Stilo

La Basilicata aderisce con il Parco archeologico di Herakleia a Policoro, il Tempio delle Tavole Palatine a Bernalda (Matera) e la Sede espositiva in Palazzo Ducale di Tricarico; In Puglia aprono gratis Castel del Monte ad Andria, il Castello Svevo di Trani, il Parco archeologico di Monte Sannate a Gioia del Colle e il Museo nazionale Jatta a Riva di Puglia.

Infine, in Sardegna, da vedere il Parco Archeologico di Caprera e, a Cagliari, la Pinacoteca Nazionale, la Basilica di San Saturnino e il Museo Archeologico Nazionale.

Informazioni utili per organizzare la visita

I siti che partecipano alla Domenica al Museo del 6 settembre osserveranno i consueti orari di apertura. Prima di organizzare la giornata è quindi consigliabile controllare gli aggiornamenti sui canali ufficiali dei singoli musei, parchi archeologici e luoghi della cultura, così da verificare con precisione gli orari e le modalità di accesso.

È utile consultare anche le informazioni diffuse dal Ministero della Cultura, dal momento che le condizioni di ingresso possono variare a seconda della struttura. In particolare, per i musei e i siti più frequentati potrebbe essere richiesta la prenotazione oppure consigliata, anche se l’accesso nell’ambito dell’iniziativa rimane sempre gratuito.

A settembre occhi al cielo: stelle cadenti e spettacoli imperdibili

6 septembre 2026 à 09:00

Settembre è il mese che accompagna il cielo dal finale dell’estate verso l’autunno. Le giornate si accorciano, le ore di buio aumentano e, insieme al paesaggio terrestre, cambia anche quello sopra le nostre teste. Alle latitudini medie italiane, nel corso del mese si perderanno circa un’ora e 21 minuti di luce, lasciando sempre più spazio alle osservazioni astronomiche.

Tra stelle cadenti, incontri ravvicinati fra Luna e pianeti, l’opposizione di Nettuno e il ritorno delle costellazioni tipicamente autunnali, non mancano le occasioni per trascorrere qualche sera con il naso all’insù.

19 settembre, la Notte della Luna

Uno degli appuntamenti più attesi sarà sabato 19 settembre, quando tornerà la Notte internazionale dedicata all’osservazione della Luna, promossa dalla NASA insieme a numerosi partner e organizzazioni scientifiche.

L’iniziativa coinvolge osservatori, associazioni, musei, scuole e appassionati di tutto il mondo, invitati a osservare il nostro satellite e a prendere parte ad attività dedicate alla scienza e all’esplorazione lunare.

La scelta della data non è casuale. L’evento viene di solito organizzato in prossimità del primo quarto, una delle fasi più interessanti per osservare i dettagli della superficie lunare. In questa fase, infatti, lungo il terminatore, cioè la linea che separa la zona illuminata da quella in ombra, la luce radente contribuisce a mettere in evidenza crateri, montagne e altri rilievi.

Luna nuova e Luna piena

La Luna nuova arriverà l’11 settembre, il primo quarto sarà invece il 18 settembre, seguito dalla Luna piena del 26 settembre.

Le notti attorno all’11 settembre saranno molto interessanti per osservare stelle, meteore e oggetti poco luminosi del cielo profondo. L’assenza quasi totale della luce lunare renderà infatti il cielo più scuro. Al tramonto dell’11 settembre, appena lo 0,5% del disco lunare sarà illuminato: la sottilissima falce sarà quindi molto difficile da individuare, per poi diventare piano piano più evidente nei giorni successivi.

Luna piena nel cielo notturno
iStock
Incantevole luna piena

Stelle cadenti, le epsilon-Perseidi di settembre

Settembre non può contare su uno sciame meteorico spettacolare come quello delle Perseidi di agosto, ma nel 2026 alcune correnti meteoriche minori offriranno comunque condizioni interessanti per le osservazioni.

Le epsilon-Perseidi di settembre sono attive circa dal 5 al 21 settembre e attese al massimo intorno al 9 settembre: le meteore raggiungono una velocità geocentrica di circa 64 chilometri al secondo e, al momento del picco, il tasso teorico è di circa otto meteore all’ora.

Il massimo arriverà appena due giorni prima della Luna nuova, quando il disturbo della luce lunare sarà quindi assente. Secondo l’UAI, alcuni modelli indicano inoltre la possibilità di incontrare materiale meteorico anche nelle ore del 10 settembre.

Gli appuntamenti con la Luna e i pianeti

Poco prima dell’alba dell’8 settembre, una sottile falce lunare si troverà vicino a Giove.

Un altro appuntamento arriverà la sera del 14 settembre, quando Luna e Venere si incontreranno nel cielo occidentale, tra le luci del crepuscolo. Infine, il 27 settembre, la Luna ormai appena oltre la fase piena apparirà vicino a Saturno.

26 settembre, Nettuno all’opposizione

Il 26 settembre sarà una data importante per Nettuno, che raggiungerà l’opposizione. Dalla prospettiva terrestre, il pianeta si troverà dalla parte opposta rispetto al Sole e potrà quindi essere osservato per tutta la notte.

In prossimità dell’opposizione, Nettuno raggiungerà anche la minima distanza dalla Terra dell’anno, pari a circa 4,32 miliardi di chilometri. La grande distanza e la sua debole luminosità fanno però sì che il pianeta non sia osservabile a occhio nudo.

Saturno, Venere, Marte e Giove

Tra i pianeti visibili nel mese, Saturno sarà uno dei principali protagonisti e sarà osservabile per quasi tutta la notte: comparirà nel cielo orientale già nelle prime ore della sera e raggiungerà la massima altezza verso sud nelle ore centrali della notte.

Come accennato, sarà ancora più semplice individuarlo il 27 settembre, quando apparirà vicino alla Luna, ormai da poco oltre la fase piena.

Per Venere, invece, settembre rappresenterà la fase finale di un lungo periodo di osservabilità serale. Il pianeta apparirà man mano più basso sull’orizzonte occidentale e alla fine del mese tramonterà meno di un’ora dopo il Sole. Chi preferisce osservare il cielo nelle ore che precedono l’alba potrà invece cercare Marte e Giove verso est: Marte sorgerà nella seconda parte della notte, mentre Giove sarà visibile più vicino all’orizzonte.

Settembre è il mese per cercare Andromeda e non solo

Nelle prime ore della sera saranno ancora visibili alcune delle costellazioni che hanno caratterizzato l’estate: il Triangolo Estivo, formato dalle stelle Vega, Altair e Deneb, si sposterà piano piano verso occidente. A sud-est emergerà invece con maggiore evidenza il grande quadrilatero di Pegaso, dal quale è possibile partire per individuare la costellazione di Andromeda, anche con un semplice binocolo esotto un cielo lontano dall’inquinamento luminoso, può essere percepita persino a occhio nudo. È la galassia a spirale più vicina alla Via Lattea e la sua luce impiega circa 2,5 milioni di anni per arrivare fino a noi.

Nelle prime ore della sera, infine, sull’orizzonte sarà ancora possibile scorgere lo Scorpione, seguito dal Sagittario e, più in alto, dall’Ofiuco e da Ercole. Verso nord-ovest, invece, sarà in fase di tramonto la stella Arturo, appartenente alla costellazione del Bootes.

Castelli e borghi da fiaba, la Lombardia apre i suoi tesori nascosti

6 septembre 2026 à 07:30

Castelli, palazzi storici, rocche e antichi borghi tornano protagonisti dell’autunno lombardo con le Giornate dei Castelli, Palazzi e Borghi Medievali della media pianura lombarda. L’iniziativa, promossa dall’associazione Pianura da scoprire, propone anche nel 2026 un percorso alla scoperta di un patrimonio storico e architettonico diffuso, spesso lontano dai principali circuiti turistici.

Il primo appuntamento è fissato per domenica 6 settembre, seguito da altre due giornate in programma il 4 ottobre e il 1° novembre. Sono 23 le località coinvolte nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Milano, con un programma che unisce la possibilità di visitare luoghi storici e di solito meno accessibili con eventi culturali, iniziative per famiglie, percorsi nella natura e occasioni per conoscere le tradizioni gastronomiche del territorio.

Ventitré località tra castelli, palazzi e borghi

Il circuito percorre una zona della Lombardia profondamente segnata dalla storia dei suoi confini. Per secoli la pianura fu, infatti, una zona di passaggio e di confronto tra differenti realtà politiche, culturali e commerciali. Le testimonianze architettoniche ancora presenti raccontano proprio questa lunga storia, fatta di fortificazioni, insediamenti, famiglie nobiliari, condottieri e vicende militari.

Il territorio fu interessato dapprima dalle contese tra il comune di Bergamo e i comuni di Cremona, Brescia e Milano e, in seguito, dal confronto tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia: così, si sviluppò un articolato sistema difensivo, costituito da castelli, fortezze, torri di avvistamento, mura e fossati.

Le diverse località conservano racconti legati a battaglie e condottieri, ma anche tradizioni, antichi mestieri, leggende, aneddoti e memorie delle comunità che ancora oggi abitano questi territori.

Accanto alle aperture sono previste visite guidate e percorsi tematici, oltre a rievocazioni, laboratori, mostre, concerti e mercatini.

La provincia di Brescia partecipa al circuito con alcune realtà rappresentative della pianura tra cui spicca il borgo storico di Borgo San Giacomo, insieme al Castello di Padernello, uno dei luoghi inseriti nel percorso delle giornate dedicate alla riscoperta del patrimonio medievale.

Un’altra tappa è rappresentata dal borgo storico di Orzivecchi, dove il patrimonio visitabile comprende l’antica Chiesa dei Disciplini e la Pieve di Bigolio.

Veduta del fiume Adda, della centrale di Taccani e del Castello di Visconteo a Trezzo sull'Adda, Lombardia
iStock
Veduta del fiume Adda, della centrale di Taccani e del Castello di Visconteo a Trezzo sull’Adda

Il paesaggio del Fosso Bergamasco

La storia delle fortificazioni si lega alla conformazione geografica della zona. Al centro di tale vicenda troviamo il cosiddetto “Fosso Bergamasco”, un antico confine che collegava i fiumi Adda, Serio e Oglio e che contribuì a definire per lungo tempo gli equilibri territoriali della pianura.

Oggi gli stessi corsi d’acqua disegnano un paesaggio molto differente da quello delle epoche in cui i territori erano caratterizzati da contese e sistemi difensivi e, lungo il percorso, si incontrano campagne, aree verdi, fontanili e specchi d’acqua, in un ambiente in cui le tracce del passato convivono con gli elementi naturali.

Il Passaporto dei Castelli

A rendere ancora più riconoscibile l’iniziativa torna anche nel 2026 il Passaporto dei Castelli, Palazzi e Borghi Medievali, un libretto che accompagna i visitatori durante il percorso e sul quale è possibile raccogliere un timbro per ciascuna località visitata.

C’è anche un riconoscimento per chi sceglierà di partecipare in maniera più assidua: chi riuscirà a ottenere almeno 20 timbri potrà richiedere, alla fine dell’anno, il gioco da tavolo dedicato a Bartolomeo Colleoni.

PN Cinque Terre - Piano del Parco. Pubblicazione Avviso sul BURL

5 septembre 2026 à 19:27
Con la pubblicazione dell'Avviso sul Bollettino Ufficiale di Regione Liguria n. 35 del 02.09.2016 si è aperta la fase delle osservazioni al Piano del Parco, adottato dal Consiglio Direttivo con la deliberazione n. n. 27 del 31.07.2026.
(sede Parco Cinque Terre, 02 Sep 26) A partire dal 2 settembre 2026 e per sessanta giorni decorrono i termini previsti dalla Legge quadro sulle aree protette n. 394/1991 per la present[...]
À partir d’avant-hierFlux principal

Nightsleeper – Fuori controllo, le location aggiungono adrenalina alla nuova serie thriller di Sky

5 septembre 2026 à 16:00

C’è una corsa contro il tempo, quella per fermare un treno dirottato dagli hacker dall’impatto e dal sicuro disastro che ne seguirebbe, al centro della nuova serie thriller di Sky e anche le location di Nighslepeer – Fuori controllo, quasi tutte in Scozia e quasi tutte in snodi molto trafficati ogni giorno da viaggiatori e pendolari, contribuiscono a veicolare un certo senso di urgenza. Scopriamo insieme dov’è stata girata la serie con Alexandra Roach e Joe Cole, disponibile – anche in streaming su NOW – dal 4 settembre 2026.

Di cosa parla

Un convoglio notturno sta viaggiando da Glasgow verso Londra quando un gruppo di cybercriminali lo hackera prendendone il controllo. A bordo c’è Joe Roag, un agente di polizia interpretato da Joe Cole che si rivelerà fondamentale nella gestione degli altri passeggeri e per risolvere la crisi: si farà carico infatti di affiancare Abby Aysgarth, direttrice tecnica ad interim del National Cyber Security Centre interpretata da Alexandra Roach, a cui spetta l’onere di provare fermare il treno prima che l’incidente informatico si trasformi in tragedia. Chi è il misterioso “Driver” che ha preso il comando della vettura? È solo o ha complici sul treno? Di chi ci si può fidare? Sono questi i principali dilemmi con cui i due dovranno fare i conti.

Arriva in esclusiva su Sky e NOW "Nightsleeper", una serie thriller con Joe Cole e Alexandra Roach
Ufficio stampa Sky
Una scena di “Nightsleeper – Fuori controllo”

Dov’è stata girata la serie

La nuova serie thriller di Sky è stata girata, come accennato, principalmente in Scozia: a Glasgow, da dove parte l’avventura inaspettata del convoglio notturno, e in altri snodi ferroviari ad alta frequentazione come soprattutto quello di Dalmuir.

Glasgow

Alla stazione di Glasgow Centrale sono state girate le inquadrature iniziali della serie: sullo schermo chi ci è capitato almeno una volta riconoscerà senza dubbio il grande hub ferroviario incoronato dalle classifiche tra le prime tre stazioni più trafficate del Regno Unito al di fuori di Londra – ogni anno vi transiterebbero circa 25 milioni di passeggeri – e tra le più apprezzate dai viaggiatori per comodità e servizi.

C'è la stazione centrale di Glasgow tra i luoghi dov'è stata girata la nuova serie thriller di Sky "Nightsleeper - Fuori controllo"
iStock
La storica stazione centrale di Glasgow

Del progetto originale delle stazione centrale di Glasgow, risalente a fine Ottocento, dopo i numerosi rimaneggiamenti rimane quasi soltanto il cosiddetto “Hielanman’s Umbrella”: un grosso corridoio con vetrate che unisce due ali della stazione e che spesso fa “da ombrello” appunto nelle giornate piovose a viaggiatori in attesa del binario, passeggeri senza biglietto, accompagnatori che aspettano di salutare o rivedere i propri cari.

A Glasgow un’altra location di Nightsleeper – Fuori controllo è Riverside Campus: una delle sedi del City of Glasgow College. Affacciato sul fiume Clyde, con i suoi ampi spazi aperti anche al pubblico come il giardino con il chiostro e la grande hall, questo nuovo campus conferma la volontà del college di proporsi come istituzione pubblica.

La stazione di Dalmuir

Altro luogo dov’è stata girata la nuova serie thriller di Sky con Alexandra Roach e Joe Cole è la stazione di Dalmuir: una delle più grandi stazioni di interscambio di questa zona della Scozia, distante poco meno di sedici chilometri da Glasgow e per questo frequentata ogni giorno da un gran numero di lavoratori, studenti, pendolari. L’impianto originale, anch’esso ottocentesco, ha subito nel tempo numerosi rimaneggiamenti.

Victoria Station a Londra

Alcune delle scene finali sono state girate all’esterno della Victoria Station di Londra: inconfondibile la sua architettura dominata da ferro e vetro e che rimanda direttamente all’epoca delle Grandi Esposizioni. La stazione fu costruita, infatti, in occasione di quella del 1851 per servire il padiglione. Oggi collega la città soprattutto con l’area sud-orientale dell’Inghilterra, anche tramite numerose corse suburbane.

C'è anche Victoria Station, a Londra, tra le location di "Nightsleeper - Fuori controllo"
iStock
La trafficata Victoria Station a Londra

Silent Friend, le location del film di Ildikó Enyedi ci ricordano della magia della natura

5 septembre 2026 à 15:00

Un enorme albero di ginkgo biloba assiste, immobile, allo scorrere delle epoche e delle esistenze dei protagonisti nel nuovo film della regista ungherese Ildikó Enyedi. Nelle sale italiane dal 3 settembre 2026, la pellicola ha un cast internazionale di cui fanno parte tra gli altri Tony Leung Chiu-wai, Luna Wedler, Enzo Brumm, Sylvester Groth e Léa Seydoux e un’ambientazione che contribuisce a trasmettere anche al di là dello schermo un senso di pace, imperturbabilità e magia. Scopriamo insieme le location di Silent Friend nel cuore più antico e autentico della Germania.

Di cosa parla

Si dipana lungo oltre un secolo la vicenda raccontata nel film. È il 1908, infatti, quando la prima donna ammessa nell’università tedesca in cui è ambientato scopre attraverso la fotografia l’esistenza nelle piante di schemi universali che spiegano come si formano conoscenza e sapere. Nel 1972 un’altra studentessa compie, a partire dall’osservazione di un geranio e del modo in cui si sviluppa, una profonda trasformazione personale e professionale. Nel 2020 tocca a neuroscienziato di Hong Kong alle prese con lo studio dello sviluppo cognitivo dei neonati trovare illuminazione nel mondo vegetale.

Arriva al cinema "Silent Friend", il film della regista ungherese Ildikó Enyedi
(c) KMBO
Una scena di “Silent Friend”

Mentre i tre piani temporali si intrecciano continuamente, un enorme esemplare di ginkgo biloba resta immobile a fare compagnia ai protagonisti, ai loro dubbi e a una ricerca che prima che scientifica è interiore. Un interrogativo sembra aleggiare, infatti, per tutta la durata del film di Ildikó Enyedi: come ci si può sentire davvero in armonia col resto del creato?

Ha un cast internazionale il film "Silent Friend", ora nelle sale
(c) KMBO
Un’altra scena di “Silent Friend”

Dov’è stato girato il film

Silent Friend è stato girato in Germania, come accennato. Tra i set, dove sono state girate scene sia in esterna e sia di interni, c’è Colonia: la città affacciata sul Reno e famosa soprattutto per il suo duomo in stile tardo gotico è stata scelta per ragioni logistiche-organizzative. La location principale di Silent Friend è, però, Marburgo: è qui che si trovano, infatti, l’antica cittadella universitaria e il giardino botanico con grossi alberi secolari dov’è ambientato il film.

Marburgo

La storia di questa città dell’Assia è intimamente legata a quella della sua università. Fondata nel 1527 da Filippo I, la Philipps-Universität è la più antica università protestante al mondo e nei secoli ha attratto studenti che sarebbero diventati successivamente importanti personalità in numerosi campi: dalla filosofia alla biologia e la chimica.

Anche i fratelli Grimm avrebbero studiato qui: più in generale la fama di Marburgo è legata a quella delle loro favole, tanto che in centro non è difficile imbattersi in bizzarri monumenti dedicati ai loro personaggi.

Tornando alla cittadella universitaria dov’è stato girato il film Silent Friend, è una delle attrazioni da non perdere nella Altstadt, la città vecchia di Marburgo. Si possono liberamente visitare aula magna, corridoio, aule studio e sentirsi avvolti da quel senso di sapere che aleggia nell’aria.

La cittadella universitaria di Marburgo è una delle principali location di "Silent Friend"
iStock
L’affascinante università di Marburgo

Ufficialmente di proprietà dell’università, ma di fatto a disposizione della città e di chi la vive ogni giorno e ogni giorno ci va a camminare, leggere o studiare, è anche il giardino botanico di Marburgo (Botanischer Garten): la location di Silent Friend più chiave per la storia.

Situato sulla collina dei Lahnbergen, ha origini che risalgono alla fine del Settecento quando fu istituito soprattutto come giardino di piacere, dove poter ammirare specie botaniche provenienti da tutto il mondo. Solo più tardi divenne, di fatto, una sorta di aula studio all’aperto per studenti e ricercatori.

Diviso in sezioni, ha un Alpinum dedicato alle piante da alta quota, una serra popolata da farfalle, ma la parte più affascinante è senza dubbio l’arboreto dove crescono alberi secolari come appunto il ginkgo biloba protagonista del ilm di Ildikó Enyedi.

Tra i luoghi dov'è girato il film "Silent Friend" c'è l'orto botanico di Marburgo
(c) KMBO
L’enorme ginkgo biloba dell’orto botanico di Marburgo

Passeggiando per il giardino si può incappare in tumuli funerari dell’Età del Bronzo che aumentano la magia e il mistero del posto.

Torgiano, il borgo umbro dove vino e olio raccontano il paesaggio

5 septembre 2026 à 14:00

Colline morbide ricoperte di vigneti e uliveti, torri medievali che emergono tra i tetti e due fiumi che si incontrano poco lontano dal centro abitato: Torgiano, nel cuore dell’Umbria, è uno di quei borghi in cui il paesaggio racconta all’istante ciò che troverete una volta arrivati.

Sorge infatti alla confluenza del Tevere con il Chiascio, in una terra da secoli legata alla coltivazione della vite e dell’olivo. Non sorprende quindi che Torgiano sia diventato un centro vinicolo conosciuto ben oltre i confini regionali: nel 1968 fu il primo territorio dell’Umbria a ottenere la DOC, mentre nel 1990 arrivò anche la DOCG per il Torgiano Rosso Riserva.

Dietro le mura e lungo le strade del centro troverete chiese, musei, arte contemporanea e tracce dell’antico borgo fortificato, mentre appena fuori tornano protagonisti vigneti, ulivi e quella campagna umbra che invita a rallentare.

Torgiano tra torri medievali, vino e olio

Entrando nel centro storico, una delle testimonianze più evidenti del passato fortificato è la Torre Baglioni, ciò che rimane dell’antica cinta muraria del borgo. La sua presenza ricorda il castello costruito nel XIII secolo, quando Torgiano entrò nei domini di Perugia e ne condivise per lungo tempo le vicende politiche.

Passeggiando incontrerete anche due opere dell’artista Nino Caruso, la Fonte di Giano e la Fonte dei Cocciari, inserite nel tessuto urbano e capaci di creare un curioso dialogo tra la memoria medievale del paese e l’arte contemporanea.

Il patrimonio religioso è altrettanto ricco: tra gli edifici da vedere spicca la Chiesa di San Bartolomeo, costruita nel XVIII secolo sopra un’antica pieve medievale, insieme alla Chiesa di Santa Maria del Castello, alla Chiesa della Madonna dell’Ulivello e all’Oratorio della Misericordia. All’interno della Madonna dell’Ulivello potrete ammirare tele del XVI e XVII secolo, mentre l’Oratorio di Sant’Antonio conserva affreschi cinquecenteschi.

A raccontare però l’anima più caratteristica di Torgiano sono soprattutto due musei, entrambi legati alla Fondazione Lungarotti.

Il primo è il Museo del Vino – MUVIT, nato nel 1974 per iniziativa di Giorgio e Maria Grazia Lungarotti e ospitato nel seicentesco Palazzo Graziani-Baglioni. Considerato tra i musei enologici più importanti d’Italia, permette di avvicinarsi alla storia del vino andando ben oltre la degustazione: il racconto tocca cultura, lavoro, arte e tradizioni che nei secoli hanno accompagnato la vite e il suo prodotto più celebre.

A poca distanza ecco il Museo dell’Olivo e dell’Olio – MOO, sistemato all’interno di un piccolo nucleo di abitazioni medievali racchiuse dalle antiche mura. Documenti, incisioni, recipienti per la conservazione e oggetti storici raccontano un’altra coltura inseparabile dal paesaggio umbro: quella dell’olivo.

Ed è proprio uscendo dal centro che comprenderete quanto queste due produzioni siano ancora parte integrante del territorio. Vigneti e uliveti accompagnano le strade rurali e invitano a scoprire i dintorni anche in bicicletta o in e-bike, seguendo il filo della Strada del Vino e dell’Arte. Poco lontano, Brufa è una delle tappe più interessanti, diventata nel tempo una sorta di museo a cielo aperto grazie alle sculture lasciate dagli artisti che hanno partecipato alle iniziative del territorio.

Se arrivate in autunno, il paesaggio assume poi un fascino particolare: i filari cambiano colore, nelle campagne comincia la raccolta delle olive e nei frantoi arriva il momento dell’olio nuovo. È una stagione perfetta per fermarsi nelle aziende agricole e scoprire i sapori umbri quando vigneti e uliveti tornano al centro della vita quotidiana.

Panorama del borgo medievale di Torgiano, Umbria
iStock
Suggestivo panorama del borgo medievale di Torgiano

Dove si trova Torgiano e come arrivare

Torgiano si trova in provincia di Perugia, nella Valle del Tevere, in una posizione comoda per inserirlo in un viaggio alla scoperta dell’Umbria centrale.

Se arrivate da Firenze, percorrete l’A1 fino all’uscita Valdichiana e proseguite sulla SS75 bis del Trasimeno in direzione Perugia; quindi continuate verso Terni-Orte fino all’uscita per Torgiano.

Da Cesena potete invece seguire la E45 attraversando Sansepolcro, Città di Castello e Umbertide fino alla zona di Collestrada, per poi proseguire in direzione Terni-Orte e uscire a Torgiano.

Chi arriva da Roma può percorrere l’A1 fino a Orte, imboccare quindi la E45 verso Perugia e, dopo aver superato Todi e Deruta, seguire l’uscita per il borgo.

Anche con i mezzi pubblici è possibile raggiungerlo passando da Perugia. La linea extraurbana E006 serve attualmente Torgiano all’interno del collegamento Perugia-Bettona-Assisi; prima della partenza conviene comunque controllare gli orari aggiornati, perché le corse variano in base ai giorni e ai periodi dell’anno.

❌
❌