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Sabbia d’oro e scogliere selvagge: sono queste le spiagge più belle dell’Alentejo, il Portogallo dai tramonti infuocati

19 juillet 2026 à 12:00

A sud di Lisbona, e allungata lungo l’Atlantico per centinaia di chilometri, tra la foce del fiume Sado e Zambujeira do Mar, c’è una costa così suggestiva che è in grado di entrare sotto pelle. Parliamo dell’Alentejo, che si presenta senza grandi alberghi affacciati sulla sabbia e nemmeno file di stabilimenti. Qui la strada attraversa campi, pinete, risaie e villaggi dalle case bianche. Poi, all’improvviso, l’Atlantico appare oltre le dune. A volte è calmo e quasi trasparente, altre volte ruggisce contro le falesie con una forza che fa sembrare minuscola la presenza umana.

La costa, tra le altre cose, cambia continuamente. La penisola di Tróia è una lunga lingua di sabbia nata negli ultimi 5.000 anni tra l’oceano e l’estuario del Sado. Più a sud arrivano le scogliere, le baie e le formazioni rocciose. Tra Sines e Zambujeira do Mar si entra nel territorio della Rota Vicentina, una rete di itinerari che segue la costa e attraversa luoghi legati alla vita dei pescatori. Più a sud ancora, invece, prende forma la Costa Vicentina, protetta dal Parque Natural do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina, una delle aree naturali più preziose del Portogallo.

Scegliere la spiaggia più bella diventa quasi ingiusto. Però alcune hanno qualcosa in più.

Praia da Ilha do Pessegueiro, la spiaggia con un’isola davanti agli occhi

Si scende lungo una scalinata e il paesaggio si apre in un colpo solo. Sabbia dorata, pareti rocciose e l’Ilha do Pessegueiro davanti all’orizzonte. L’isola dà il nome alla spiaggia, anche se la distesa sabbiosa si trova sulla terraferma, proprio di fronte al piccolo lembo di roccia nell’Atlantico.

Sull’isola sono state trovate tracce di occupazioni antiche e, in estate, alcune imbarcazioni portano i visitatori a esplorare i fondali circostanti. La costa qui ha un aspetto ruvido e il vento che arriva dalla distesa oceanica porta con sé quell’odore salmastro che fa capire subito di essere lontani dalle spiagge più costruite del Portogallo.

I surfisti trovano diversi settori, dal beach break di fronte all’isola fino a reef più impegnativi. Per un bagno tranquillo, invece, basta aspettare il momento giusto e lasciarsi conquistare dalla luce.

Praia do Malhão, la sabbia bianca che sembra non finire mai

A Malhão l’energia muta completamente: la si raggiunge e la prima cosa che colpisce è la vastità. È un’enorme distesa chiara, interrotta da piccole insenature che sembrano stanze private affacciate sull’oceano. Il paesaggio conserva una dimensione selvaggia, anche grazie alle passerelle in legno che conducono ai punti panoramici senza alterare l’aspetto delle dune.

In lontananza si vedono le onde e, nelle giornate più generose, qualche surfista che prova a domare l’Atlantico. Malhão è anche uno dei luoghi preferiti da chi frequenta la zona di Vila Nova de Milfontes, ma la sua ampiezza aiuta a disperdere le presenze. La sabbia chiara, il vento e il rumore costante dell’acqua costruiscono una specie di bolla: è una di quelle spiagge in cui si arriva per un’ora e poi si resta fino al tramonto, magari con un libro lasciato a metà.

Praia do Malhão, Alentejo
iStock
Tutta la bellezza di Praia do Malhão

Praia das Furnas, il punto in cui il fiume incontra l’oceano

A Vila Nova de Milfontes il fiume Mira raggiunge l’Atlantico. Ed è proprio questo incontro a rendere Furnas decisamente particolare: da una parte c’è il mare aperto, dall’altra l’acqua del fiume e, oltre l’estuario, la silhouette bianca del paese. La spiaggia si può raggiungere anche con il piccolo traghetto che parte dalla marina di Vila Nova de Milfontes.

Il tragitto dura pochi minuti, ma cambia completamente la prospettiva. Dal fiume il villaggio appare come una scenografia di case candide, mentre sulla riva opposta la sabbia si allarga verso le scogliere della costa occidentale.. L’acqua resta bassa per un lungo tratto e la zona si presta a sport acquatici più tranquilli, soprattutto per chi è alle prime armi. Poi arriva il momento del tramonto, e lì le parole servono davvero a poco.

Praia da Amália, la baia che porta il nome di una leggenda

Per arrivare a Praia da Amália occorre un piccolo sforzo, perché l’accesso passa da una strada poco evidente e poi da un sentiero che richiede circa 10 minuti. Prima si attraversa la vegetazione, poi arriva il rumore delle onde e, quando la spiaggia compare, il percorso acquista subito un senso.

Il nome è un omaggio ad Amália Rodrigues, la più celebre interprete del fado portoghese. La cantante trascorreva lunghi periodi in questa zona per allontanarsi dal mondo e la sua presenza ha lasciato un’impronta particolare. La casa legata alla fadista, oggi parte della Herdade Amália, conserva un accesso privato alla spiaggia.

Con la bassa marea la distesa sabbiosa sembra enorme. La falesia, la vegetazione e l’oceano danno vita a una scenografia che qualsiasi regista faticherebbe a ricreare, pure perché priva di qualsiasi artificio.

Praia da Carriagem, la bellezza geologica dell’Alentejo

A Carriagem la vera protagonista è la costa: la si raggiunge attraverso una scalinata in legno e, scendendo, le formazioni geologiche prendono forma una dopo l’altra. La bassa marea fa comparire piccole pozze naturali tra le rocce in cui si possono osservare granchi, anemoni, pesci e, con un po’ di fortuna, persino polpi.

È una spiaggia che richiede attenzione e curiosità. La sabbia c’è, certo, ma il suo fascino nasce dal rapporto diretto con l’oceano e dalla sensazione di trovarsi davanti a un paesaggio ancora in costruzione. Il silenzio, però, è ciò che forse si fa amare più di qualsiasi altra cosa: il telefono perde segnale e la costa torna a essere soltanto costa.

Praia da Murração, la valle verde affacciata sull’Atlantico

La strada sterrata per Murração mette alla prova sia auto che la pazienza. Conviene procedere piano, tra buche e tratti sconnessi, tanto la ricompensa arriva alla fine. La spiaggia è dentro una piccola valle, circondata da falesie ricoperte di vegetazione. Il verde è il dettaglio che la rende speciale. Lungo questo tratto di costa prevalgono spesso rocce, sabbia e vento, mentre qui la natura sembra aver deciso di occupare tutto lo spazio possibile.

Murração ha un’atmosfera quasi segreta. La spiaggia è priva di servizi e la presenza di altre persone può ridursi a pochissime figure sulla sabbia. Ci si siede, si ascolta il mare e la giornata prende una direzione che in vacanza è spesso una fortuna.

I laghi alpini più belli d’Italia da raggiungere a piedi in estate: 5 specchi d’acqua oltre i 2000 metri

19 juillet 2026 à 10:00

Le Alpi italiane, nella loro fascia più alta, custodiscono una costellazione di laghi glaciali, figli delle nevi e dei ghiacci che ancora resistono al cambiamento climatico. Sono piccole meraviglie d’acqua dolce, bacini dai mille colori: il verde, il turchese, lo smeraldo, ma qualche volta anche un blu scuro e misterioso, che non lascia intravedere niente sotto la superficie.

Nessuna strada asfaltata li sfiora: sono un tesoro da scoprire soltanto a piedi, d’estate, spingendosi oltre le quote normali a cui siamo abituati, zaino in spalla e tanta voglia di scoprire la montagna. Mete perfette per coloro che amano il trekking, ma che al tempo stesso vogliono che la loro fatica sia ripagata da qualcosa di meraviglioso, per ammirare panorami che restano impressi nella memoria.

Lago di Antermoia

Val di Fassa, massiccio del Catinaccio. Ai piedi della vetta più alta del gruppo, il Catinaccio d’Antermoia, sorge l’omonimo lago. Altitudine: 2.495 metri sul livello del mare, uno dei laghi più alti delle dolomiti. È alimentato dalle sorgenti sotterranee del Rio Antermoia, e pertanto mantiene l’acqua anche nei mesi più caldi, a differenza di molti altri laghi glaciali che tendono a prosciugarsi in estate.

Legato a un’antica leggenda ladina, secondo la quale sarebbe nato dalle lacrime di una ninfa, lo splendido Lago di Antermoia è raggiungibile esclusivamente a piedi. Ci sono diversi percorsi che permettono di raggiungerlo, partendo da diverse località della Val di Fassa: Pera, Mazzin, Campitello, Fontanazzo. Convergono tutti, dopo tre o quattro ore di salita, nella conca che ospita il lago e il vicino Rifugio Antermoia.

laghi 2000 metri escursioni estate italia
iStock
Arrivo al Lago di Antermoia

Il tragitto più panoramico sale da Pera di Fassa. Da qui ci si avvicina all’attacco del sentiero con due tratti di seggiovia fino a Pian dei Pecei. Attraverso la Val di Vajolet, l’itinerario tocca il Rifugio Passo Principe e supera il Passo Antermoia prima di scendere al lago.  È una escursione splendida, senza difficoltà tecniche ma resa complessa dalla lunghezza, che si avvicina ai 20 chilometri, e dal dislivello in salita di circa 1000 metri.

Una leggenda ladina racconta che il lago sia nato dal pianto di una ninfa, Antermoia appunto, trasformata in acqua dopo che il suo amore la chiamò per nome, infrangendo un incantesimo che lo vietava. Una storia un po’ sinistra come tante di quelle delle terre fredde, ma non si fatica a credere a una qualche forma di magia quando ci si trova davanti allo spettacolo unico di questo lago spettacolare.

Laghi della Val Viola

Tra Bormio e Livigno, in Alta Valtellina, si trova la Val Viola, una vallata montana particolarmente soleggiata, dettaglio che la rende percorribile con soddisfazione anche a inizio e fine stagione, oltre che in piena estate.

Praticamente al confine con la Svizzera sorge il Lago di Val Viola, un bel bacino dai colori intensi nel bel mezzo di una conca verde circondata da cime pietrose. Vi giunge una escursione semplice che parte da Altumeira, poco oltre i duemila metri di altitudine, località il cui accesso è regolamentato con un pedaggio durante la stagione estiva. Da qui si raggiunge in circa tre chilometri di percorso il lago di origine glaciale, a 2267 metri.

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Panorama sul Lago di Val Viola

Poco più avanti, attorno al Rifugio Viola, ci sono altri due laghetti, nelle cui acque si specchiano le cime circostanti, come il Corno Dosdè, con i suoi 3232 metri di altitudine. Dal rifugio si può raggiungere il Passo di Val Viola, a 2460 metri, che segna il confine con la vicina Svizzera.

Laghi del Nivolet

Il Colle del Nivolet è uno dei valichi alpini più celebri d’Italia: un passo posto oltre i 2600 metri nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta.

Salendo da Ceresole Reale lungo la strada che, nei weekend estivi, viene chiusa al traffico privato a favore di una navetta, si incontrano per primi il Lago Serrù e il Lago Agnel, due bacini di origine glaciale ampliati poi dall’uomo. Si tratta di due scenografici specchi d’acqua dalle tinte azzurre intense.

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Vista sui laghi del Pian del Nivolet

Per chi non si accontenta di arrivarci in auto, un bel sentiero è quello che parte dalla fermata dell’autobus di Chiapili di Sopra, attraversa il torrente Orco e si impenna per quattro chilometri di intensa salita fino al Lago Serrù.

Inoltre, dal Colle del Nivolet, un sentiero in salita di circa tre chilometri porta gli escursionisti a inoltrarsi tra altri piccoli laghetti dell’altopiano, come il Lago Rosset, riconoscibile per il suo isolotto a forma di cappello, e il vicino Lago Leità. I più intrepidi possono proseguire fino a raggiungere il vicino Col Rosset, percorrendo altri due chilometri. Da qui la vista sui piccoli bacini sottostanti è impagabile.

Giro dei Cinque Laghi

Nei pressi di Madonna di Campiglio, in Trentino, si trova un celebre percorso escursionistico, il Giro dei Cinque Laghi. È un percorso impegnativo, lungo quasi 15 chilometri per circa sei ore totali di percorrenza tra le cime del Gruppo della Presanella.

Si parte dai 2064 metri di Baita Natalia, destinazione di un impianto di risalita che parte da Madonna di Campiglio. Si imbocca quindi il sentiero 232 del CAI e ci si avventura alla scoperta di cinque specchi d’acqua alpini: il Lago Ritorto, il Lago Lambin, il Lago Serodoli, il Lago Gelato e il Lago Nero. Tutti si trovano oltre i duemila metri di altitudine.

Il Lago Serodoli è forse il più scenografico del quintetto. Sul versante meridionale del lago sorge un piccolo bivacco in muratura, punto d’appoggio per chi vuole spingersi oltre, fino, magari, alla cima Serodoli, a 2708 metri, che domina l’intera conca. Vicino, con un costone di roccia in mezzo, si apre il Lago Gelato, in uno scenario d’altura con creste rocciose e una splendida vista su tutte le vette vicine.

Dopo aver visitato questi due bacini l’escursione torna sui propri passi, ma si procede a scendere da un altro versante per raggiungere il piccolo Lago Nero.

Lago di Crespeina

Adagiato a 2374 metri, in una conca di roccia dall’aspetto brullo e selvaggio, sorge il Lago di Crespeina, spettacolare specchio smeraldino nel Parco Naturale Puez-Odle.

Il sentiero per raggiungere questo luogo parte dal Passo Gardena, poco oltre la soglia dei 2100 metri. È contrassegnato dal numero 2, lungo l’Alta Via delle Dolomiti. Si parte salendo per trecento metri di dislivello in salita fino a raggiungere il Passo Crespeina, una forcella dal panorama spettacolare dopo una salita altrettanto suggestiva tra guglie e capitelli. Da qui la discesa al Lago, lungo un sentiero con numerosi saliscendi, è breve.

laghi 2000 metri escursioni estate italia
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Il piccolo e meraviglioso Lago di Crespeina

Si devia quindi dal sentiero quando si vede lo specchio d’acqua cristallino poche decine di metri più in basso: distesi sui prati lungo le sue sponde si ammira un panorama di cime dolomitiche davvero sensazionale, in particolare sul vicino Col Turond.

Travelmaxxing, il nuovo modo di viaggiare di più sfruttando ogni momento

19 juillet 2026 à 09:00

Non è più sufficiente partire per la tanto attesa vacanza di una o più settimane: oggi sempre più viaggiatori vogliono spremere ogni minuto disponibile, incastrando più destinazioni, sfruttando ogni weekend e trasformando anche poche ore lontano da casa in un’esperienza memorabile. Si chiama travelmaxxing ed è il nuovo fenomeno diventato virale sui social, soprattutto tra la Generazione Z, ma in realtà riprende una filosofia di viaggio conosciuta da tempo dagli esploratori più esperti.

Il termine nasce dall’unione di travel (viaggio) e maxxing (massimizzare): significa ottenere il massimo da ogni occasione di viaggio, ottimizzando ferie, ponti, voli e tempi di permanenza in una meta per vivere più esperienze possibili. Ma come farlo senza snaturare l’essenza stessa di un viaggio? Ecco come il travelmaxxing sta cambiando il modo di esplorare il mondo.

Cos’è il travelmaxxing?

Per coloro che praticano il travelmaxxing, il viaggio non inizia quando arrivano a destinazione, ma già nel momento in cui organizzano la partenza. L’obiettivo è sfruttare ogni possibilità per massimizzare le esperienze: partire dopo il lavoro il venerdì sera, rientrare all’alba del lunedì mattina, visitare una città nelle prime ore del giorno quando è ancora deserta o inserire una seconda destinazione durante uno scalo. La logica del travelmaxxing è quindi semplice: non avere necessariamente più ferie, ma utilizzare meglio quelle che si hanno a disposizione.

Il caso estremo dei day trip internazionali

Il caso più estremo del travelmaxxing sono i cosiddetti day trip internazionali: quei viaggi in cui si vola in un altro Paese e si torna a casa nello stesso giorno. Un esempio? Partire all’alba per una capitale europea, visitare un museo, pranzare in un ristorante tipico, passeggiare tra i luoghi simbolo della città e infine rientrare a casa la sera.

Secondo dati diffusi da Booking.com, come riporta il Times, le ricerche di voli internazionali con partenza e ritorno nella stessa giornata sono aumentate significativamente rispetto allo scorso anno, segnale della crescita delle cosiddette “micro-avventure”: vere e proprie fughe lampo che condensano un’esperienza all’estero in poche ore.

Naturalmente, non è un approccio adatto a tutti: richiede energia, organizzazione e la capacità di accettare ritmi più intensi. Ma il successo sui social dimostra che sempre più persone sono alla ricerca di modi alternativi per vivere il viaggio.

Come fare travelmaxxing: 5 trucchi

Come vivere l’esperienza del travelmaxxing? Ecco 5 consigli provenienti dagli esperti di viaggio.

  1. Trasformare gli scali in nuove destinazioni: uno dei trucchi più utilizzati dai travelmaxxer è sfruttare gli scali aerei per aggiungere una tappa in più al viaggio. Invece di scegliere sempre un volo diretto, si può valutare una sosta di uno o più giorni in una città di collegamento. Alcune compagnie aeree incentivano questa soluzione offrendo anche programmi di stopover con soggiorni agevolati negli aeroporti. Un viaggio verso l’Asia, per esempio, può diventare l’occasione per visitare anche una metropoli come Istanbul senza acquistare un secondo biglietto (una delle compagnie che li rende disponibili è Turkish Airlines);
  2. Svegliarsi presto per vivere le città senza folla: uno dei principi del travelmaxxing è anticipare gli altri viaggiatori. Visitare una piazza famosa all’alba, entrare in un mercato prima dell’arrivo dei gruppi turistici o passeggiare nei quartieri più fotografati nelle prime ore del mattino permette di scoprire una destinazione con un’atmosfera completamente diversa. A Venezia, ad esempio, una passeggiata mattutina in Piazza San Marco prima della colazione può regalare un’esperienza molto lontana dal caos delle ore centrali;
  3. Scegliere con attenzione gli aeroporti: non sempre risparmiare sul biglietto significa ottimizzare il viaggio. Molti aeroporti low cost si trovano infatti molto lontani dal centro città: basti pensare allo scalo di Parigi-Beauvais (BVA), in Francia: si trova a 85 km a nord di Parigi, con un tempo di trasferimento in bus navetta di circa 1 ora e 15 minuti. Il tempo necessario per raggiungere la meta può ridurre drasticamente quello disponibile per visitarla. Per questo, per massimizzare il proprio tempo, è importante tenere in considerazione diversi fattori (non solo il prezzo del biglietto), come la distanza dell’aeroporto dalla città, quali collegamenti sono disponibili e gli orari di partenza e arrivo;
  4. Prenotare con largo anticipo: per sfruttare al meglio ponti e festività è fondamentale programmare in anticipo. Per esempio, prenotare i voli quando le compagnie pubblicano le nuove tratte stagionali (anche se sembra sia esageratamente presto) permette spesso di trovare tariffe più convenienti;
  5. Sfruttare ogni ora del weekend: uno dei segreti dei viaggiatori più organizzati è utilizzare gli orari “estremi”. Le partenze del venerdì sera e i rientri della domenica notte consentono di avere quasi due giorni pieni di vacanza senza consumare ulteriori ferie. Chi può svolgere il proprio lavoro anche da remoto, può lavorare qualche ora dalla lounge dell’aeroporto prima della partenza, in modo tale da guadagnare tempo e iniziare prima il viaggio.

Solo per due giorni si potrà vedere l’alba alla Reggia di Caserta

19 juillet 2026 à 07:30

La Reggia di Caserta si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più suggestivi dell’estate con il ritorno di “Alba alla Reggia“, l’iniziativa che consente di vivere il Complesso vanvitelliano in un momento della giornata di solito non accessibile al pubblico.

L’edizione di agosto prevede un doppio appuntamento per assistere al sorgere del sole all’interno del Parco reale e del Giardino Inglese in due sole date, per trasformare una semplice visita in un’esperienza immersiva tra arte e musica.

Un’esperienza tra natura, musica e momenti di narrazione

Anche quest’anno il programma è stato pensato per accompagnare il sorgere del sole con una serie di appuntamenti artistici che renderanno ancora più coinvolgente l’esperienza.

Durante la permanenza nel Parco reale e nel Giardino Inglese, il pubblico potrà assistere a momenti di narrazione e a varie esibizioni musicali, pensate per valorizzare la visita tramite un percorso culturale che unisce musica, natura e patrimonio architettonico.

Per completare la giornata visitando anche gli ambienti interni della Reggia, gli Appartamenti reali saranno accessibili secondo il consueto orario di apertura, a partire dalle 8:30.

Il concerto del 1° agosto nel Giardino Inglese

Uno dei momenti centrali sarà il concerto in programma il 1° agosto presso Le Serre di Graefer, nella cornice del Giardino Inglese: l’esibizione inizierà alle 5:30 e vedrà protagonista l’Orchestra Filarmonica Campana, diretta dal maestro francese Jean François Verdier, con la partecipazione della pianista Stefania Argentieri come solista.

Il programma musicale accompagnerà il sorgere del sole con un repertorio che tocca alcuni tra i più importanti compositori europei: l’apertura sarà affidata a “Siegfrieds Rheinfahrt“, tratto dal Götterdämmerung, quarto e ultimo dramma del ciclo dell’Anello del Nibelungo di Richard Wagner.

Seguiranno “Clair de lune” di Claude Debussy e il Concerto per pianoforte e orchestra di Francis Poulenc, prima della conclusione affidata alla Suite n. 1 da Peer Gynt di Edvard Grieg. Proprio il celebre brano “Mattino“, che fa parte della suite, rappresenta il naturale punto d’arrivo del concerto, creando un dialogo diretto tra la musica e l’alba che nel frattempo illumina il paesaggio della Reggia.

Il programma del 29 agosto

Anche il secondo appuntamento di “Alba alla Reggia”, previsto per il 29 agosto, sarà caratterizzato da performance artistiche pensate per accompagnare il pubblico durante le prime ore del mattino.

In questa occasione gli spettacoli saranno affidati a Progetto Sonora e alla Arabesque Dance Company, che animeranno gli spazi del Complesso vanvitelliano con esibizioni capaci di dialogare con l’atmosfera dell’alba e con il contesto storico e paesaggistico della Reggia.

Colazione con vista dopo l’alba

Per prolungare la permanenza alla Reggia di Caserta anche dopo il concerto e la visita mattutina, sarà possibile fermarsi per la colazione: urante l’evento saranno infatti aperti sia la caffetteria del Museo, nel Cannocchiale, sia la terrazza panoramica nei pressi della Fontana di Diana e Atteone.

La colazione è un servizio aggiuntivo rispetto al biglietto d’ingresso e consente di vivere con maggiore calma le prime ore della giornata all’interno della Reggia.

Informazioni per vedere l’alba alla Reggia di Caserta

“Alba alla Reggia”va in scena il 1° agosto e il 29 agosto, rispettivamente il primo e l’ultimo sabato del mese, con apertura straordinaria fissata a partire dalle 4:30 del mattino.

Per partecipare è possibile acquistare il biglietto sia online tramite la piattaforma TicketOne, sia presso la biglietteria fisica in Piazza Carlo di Borbone, a Caserta.

Sono disponibili due tipologie di ingresso: il biglietto dedicato alla visita del Parco reale e del Giardino Inglese ha un costo di 10 euro, mentre quello che comprende anche gli Appartamenti reali, oltre al Parco reale e al Giardino Inglese, è disponibile al prezzo di 18 euro. Entrambe le soluzioni non includono la colazione.

L’iniziativa rientra inoltre nel programma dell’abbonamento ReggiaCard 2026 e consente ai possessori della card di partecipare all’evento secondo le modalità previste dall’abbonamento.

Rome in August 2026: Things to Do, Events, Weather & Tips

Is August a good time to visit Rome?

August in Rome is hotter than you could ever imagine, and it’s the month of Ferragosto, the national holiday on August 15th introduced by Emperor Augustus in 18 BC, when Italians flock to the seaside. Some shops and bars in residential areas close as Romans take their well-deserved holidays, and for a couple of weeks the city belongs to visitors.

That’s exactly why August has its own charm. The streets are quieter, the lines for major attractions shrink, restaurants in the center stay open, and the city fills up with open-air festivals, concerts and night openings you won’t find any other time of the year. If you don’t mind the heat and plan your days around it, August can be one of the most enjoyable months to experience Rome.

Here’s everything you need to know: the weather, what to wear, what’s open on Ferragosto, and the best things to do. And to avoid long queues under the sun, remember to book your tickets and tours in advance.


The weather in Rome in August

Summer in Rome is hot and humid, and August is its peak. During the day, average temperatures range from 30°C to 38°C (86°F to 100°F), cooling down to around 24-26°C in the evening. Rain is rare, the sun is relentless.

The trick is to plan your days like the Romans do: visit outdoor sites like the Colosseum, Roman Forum and ancient ruins early in the morning, keep air-conditioned museums and churches for the afternoon, and take a proper break after lunch. Evenings are when the city comes alive, so save your energy for aperitivo hour onwards.


What to wear in Rome in August

Pack light, but pack smart:

  1. Comfortable shoes are non-negotiable: Rome is paved with cobblestones. Breathable trainers or sandals with thick soles work best.
  2. Shorts are fine for walking around, but you won’t be allowed into religious sites with knees uncovered.
  3. T-shirts are ideal: light, and they cover your shoulders, so you can enter any church or the Vatican.
  4. A scarf or light shawl is the smartest item in your bag: it lets you cover shoulders on the spot when entering churches, without wearing sleeves all day.
  5. Sunglasses, sunscreen and a hat: the sun is on full blast, and getting burnt on day one is not the souvenir you want.
  6. A handheld fan for the lines at attractions.
  7. A bathing suit, in case you head to a swimming pool or one of the beaches near Rome.
  8. Long pants or a dress for the evening: Romans dress smart-casual for dinner, and some clubs require a shirt, dark pants and proper shoes for men.

One more local tip: fresh drinking water is free and everywhere in Rome. The public fountains, known as ‘nasoni‘ for resembling big noses, are scattered across the city. Bring an empty bottle and refill as you go.


Events in Rome in August 2026

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August in Rome is anything but empty. The Estate Romana program fills the city with open-air concerts, film screenings and festivals: outdoor cinema under the stars, music and nightlife on the river banks at Lungo il Tevere, opera and ballet at the Baths of Caracalla, jazz at Village Celimontana, and night tours of the Colosseum by moonlight. And on the night of August 10th, the feast of San Lorenzo, Romans head to Gianicolo hill, the Pincio terrace or the Appia Antica to watch the shooting stars.

Discover all the best events in Rome this August


Ferragosto in Rome: what to expect on August 15th

Ferragosto is the heart of the Italian summer: families gather for long lunches, picnics and days at the beach, and many businesses close for the day or the surrounding week.

The good news for visitors: most of Rome’s museums and archaeological sites remain open on August 15th, including the Colosseum, the Roman Forum and the Borghese Gallery. The main exceptions are the Vatican Museums, which close for the holiday, along with many family-run restaurants and shops. Book your Ferragosto dinner table in advance, and double-check opening hours for anything on your list that day.

INSPIRATION
What’s on in Rome in August


The best things to do in Rome in August

rome cavalieri outdoor pool

Escape to the beach

If the heat gets too much, do as the Romans do and head to the coast. Ostia is the closest, and pairs the seaside with a remarkable archaeological site: the Ostia Antica Archaeological Park. About an hour away by train you’ll find Santa Marinella and Santa Severa, with its castle right on the sea, while Anzio, Fregene, Sabaudia and Sperlonga offer some of the region’s best beaches and seafood. Check out our guides to the best beaches near Rome and the best restaurants on the Roman coast.

Our favorite escape of all? A day trip to the island of Ponza.

Cool off in a swimming pool

If leaving the city is not an option, Rome has plenty of swimming pools open in August: from the athletic Piscina Belle Arti near Villa Borghese to the Olympic-sized Piscina delle Rose in EUR, up to luxury hotel pools where you can spend a full day between loungers and cocktails.

Get on (and along) the water

August is the perfect month to see Rome from its river. Go rafting along the Tiber, or head to the Castelli Romani for a kayak tour on the lake.

Explore the city in the cooler hours

Early mornings and evenings are made for exploring. Ride a bike or a golf cart along the Ancient Appian Way, zip through the city on a Vespa tour, discover Rome’s best murals on a street art Vespa tour, or join a small group walking tour of the city center, including a guided visit to the Pantheon.

For the classics, a guided tour of the Vatican Museums or the Colosseum with skip-the-line access will save you hours of queueing under the sun.

Take it indoors: food and wine experiences

The hottest hours of the day are ideal for hands-on experiences: learn to make pizza and tiramisù, churn your own gelato in an authentic gelateria, or roll fresh fettuccine and ravioli like a true Roman nonna. Or indulge in a wine tasting in a cozy wine bar near Campo de’ Fiori.

Traveling with kids? Turn sightseeing into a game with a treasure hunt in Trastevere or Villa Borghese, and check out our full guide to visiting Rome with kids.

Slow down in the parks

The August heat is the perfect excuse to make a real holiday of it. Relax in the shade of Villa Borghese or Villa Pamphilj, lose yourself in the Caffarella Park, or explore the Park of the Aqueducts at sunset.
Discover all the best parks and gardens in Rome: the city rewards those who move slowly.


Restaurants open in Rome in August

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Eating out is one of Rome’s greatest pleasures, but August requires a little planning: some restaurants close for a week or two as owners take their holidays, especially around Ferragosto. Most places in the center stay open throughout the month.

Our advice: pick a few spots from our guide to the best restaurants in Rome or our dining al fresco guide, and book a table in advance, so you’ll know whether they’re open during your stay. For something more casual, check out the best summer hangout spots in Rome.


NEED HELP PLANNING YOUR TRIP TO ROME?

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Dal 20 al 31 dicembre 2025, l'Auditorium Parco della Musica di Roma ospita una nuova edizione del Roma Gospel Festival.
Hier — 18 juillet 2026Flux principal

Dove andare a Capodanno 2027 per iniziare l’anno in modo speciale

18 juillet 2026 à 17:00

Organizzare il Capodanno durante l’estate è una delle strategie migliori per partire senza spendere una fortuna: le mete più richieste registrano infatti il tutto esaurito con mesi di anticipo e prenotare per tempo permette di trovare tariffe più competitive per voli e alloggi, e di assicurarsi le strutture migliori e una maggiore possibilità di scelta.

Abbiamo selezionato alcune località meno inflazionate, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, perfette per salutare il 2026 e dare il benvenuto al 2027. Dalle atmosfere innevate delle Dolomiti ai borghi della Toscana, passando per un’isola croata fuori dai circuiti del turismo di massa fino ad arrivare ai safari africani e ai paesaggi desertici dell’Oman, ecco alcune idee per chi vivere un Capodanno originale.

Sappada, Dolomiti: il fascino delle tradizioni alpine

Se immaginate un Capodanno tra i fiocchi di neve, una delle destinazioni più suggestive delle Dolomiti è Sappada, piccolo centro montano che durante le festività si arricchisce di eventi e tradizioni.

Il momento più atteso della serata del 31 dicembre è la tradizionale fiaccolata dei maestri di sci, che di solito prende il via intorno alle 18. A seguire, lo spettacolo pirotecnico illumina la zona della Pista Nera, uno scenario spettacolare tra le montagne innevate.

Gli appassionati di sport invernali possono dedicarsi allo sci e allo snowboard sulle piste, mentre chi preferisce un ritmo più rilassato può scegliere escursioni con le ciaspole, pattinaggio sul ghiaccio oppure trascorrere qualche ora a Nevelandia, il parco dedicato alle famiglie e ai bambini.

La serata può proseguire con un cenone in baita o in uno dei rifugi in quota, raggiungibili anche con motoslitte o gatti delle nevi, oppure nei ristoranti e negli hotel del centro, dove vengono organizzate cene accompagnate da musica e intrattenimento fino a tarda notte.

Urbino, Marche: arte, storia e atmosfera romantica

Veduta del centro di Urbino, Marche
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Tutto il fascino del centro storico di Urbino

Tra le mete meno considerate per la notte di San Silvestro c’è anche Urbino, città natale di Raffaello che sorprende per il patrimonio storico e culturale e che durante le festività assume un fascino speciale. Il centro storico, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO, invita a passeggiare tra vicoli acciottolati, scorci panoramici e palazzi rinascimentali ancora più suggestivi grazie alle decorazioni natalizie.

Le famiglie possono contare su un ambiente tranquillo e accogliente, con iniziative dedicate ai bambini, tra laboratori creativi e spettacoli organizzati nelle piazze durante il periodo natalizio.

Le coppie trovano invece il contesto ideale per trascorrere una serata romantica, con una passeggiata tra le vie del centro e poi il Cenone di San Silvestro a lume di candela.

Anche i gruppi di amici hanno diverse occasioni per alternare cultura e divertimento. Dopo aver visitato il centro storico durante il giorno, la serata può continuare nei locali oppure partecipando agli eventi musicali e culturali organizzati in piazza.

Maremma Toscana: borghi, natura e sapori del territorio

La Maremma è ideale per accogliere il nuovo anno lontano dal caos delle grandi città, al cospetto di paesaggi dove la natura, la storia e le tradizioni convivono in piena armonia.

Hotel, agriturismi, dimore storiche e strutture ricettive propongono soggiorni dedicati al relax, spesso accompagnati da percorsi benessere e da esperienze gastronomiche che valorizzano i prodotti tipici della cucina maremmana.

La sera del 31 dicembre i borghi organizzano feste in piazza con musica dal vivo e spettacoli pirotecnici; è inoltre possibile passeggiare tra i mercatini di Natale oppure assistere ai concerti di fine anno ospitati nelle località più caratteristiche della zona.

Sentieri escursionistici, percorsi in bicicletta o a cavallo permettono di esplorare le Vie Cave etrusche, le oasi WWF, i parchi naturali, antiche fortezze, eremi e borghi marinari, dove il mare d’inverno regala panorami dal fascino particolare.

Isola di Vis, Croazia: Capodanno lontano dal turismo di massa

Komiza sull'Isola di Vis, Croazia
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L’incantevole villaggio di pescatori di Komiza sull’Isola di Vis

Nel cuore dell’Adriatico, Vis, ancora poco interessata dal turismo di massa, durante il periodo di Capodanno vanta un’atmosfera intima e rilassata, la scelta migliore per iniziare il nuovo anno lontano dalla folla.

Le calette silenziose, i piccoli villaggi di pescatori come Komiža e le grotte che punteggiano la costa creano scenari di rara suggestione in cui lunghe passeggiate affacciate sul mare.

L’esperienza passa anche per la buona tavola: presso le taverne dell’isola è possibile assaporare specialità tradizionali come la Viška pogača, la caratteristica focaccia farcita con acciughe, pomodori e cipolle, oppure il goulash di polpo, piatto tipico della cucina dell’isola.

Aarhus, Danimarca: creatività, cultura e qualità della vita

Giovane, dinamica e ricca di iniziative culturali, Aarhus riesce a trasmettere una sensazione di benessere senza rinunciare alla vivacità urbana. Non a caso è stata nominata “The Happiest City of 2026“, un riconoscimento che ben descrive il clima che si respira tra le sue strade.

Trascorrervi il Capodanno significa vivere una festa più autentica: caffè, quartieri illuminati, musei e spazi culturali diventano il punto di incontro per residenti e turisti.

Tra le esperienze da non perdere una visita a Den Gamle By, il museo a cielo aperto che racconta l’evoluzione storica della città grazie a quartieri e edifici ricostruiti, accanto ai numerosi esempi di architettura e design contemporaneo che caratterizzano Aarhus.

Sofia, Bulgaria: concerti, tradizioni e vita notturna

Sofia è una valida alternativa per godersi il Capodanno in una capitale europea ancora poco battuta dal turismo internazionale: ai piedi del Monte Vitosha, durante le festività si anima con concerti, mercatini natalizi e spettacoli pirotecnici.

Il cuore dei festeggiamenti è Piazza Knyaz Alexander I, dove viene organizzato il grande concerto di fine anno con artisti bulgari e musica dal vivo. Allo scoccare della mezzanotte il cielo si illumina con i fuochi d’artificio mentre tutti brindano con vino e rakia, il tradizionale distillato bulgaro.

Prima della festa vale la pena concedersi una cena in uno dei ristoranti tradizionali del centro per assaggiare specialità come la banitsa, la shopska salata e le carni alla griglia accompagnate da salse speziate. Per un’atmosfera più romantica, potete scegliere un locale con vista sul Monte Vitosha, che durante l’inverno è spesso ammantato di neve.

La serata può poi proseguire nei bar e nei club del quartiere Studentski Grad, mentre per un Capodanno più tranquillo potete trascorrere la notte in montagna, in un rifugio affacciato sulle luci della città.

Nepal: un viaggio tra spiritualità e Himalaya

Trekking sulle montagne dell'Himalaya
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Trekking sulle montagne dell’Himalaya

Sognante un Capodanno davvero differente? Pensate al Nepal per un itinerario capace di unire spiritualità, cultura e grandi paesaggi naturali.

Kathmandu custodisce alcuni dei luoghi simbolo del Paese, come il Boudhanath Stupa, tra i più importanti siti sacri buddhisti, e il Tempio di Pashupati, spesso considerato la piccola Varanasi del Nepal.

L’itinerario può proseguire a Patan, celebre per la lavorazione delle campane tibetane, mentre il Parco Nazionale di Chitwan offre la possibilità di partecipare a un safari alla scoperta della fauna autoctona e di visitare un tradizionale villaggio Tharu.

Pokhara, affacciata sul Lago Phewa e abbracciata dalle vette himalayane, è invece una delle località più suggestive del Paese, mentre il villaggio di Bandipur è ideale per concedersi una pausa rilassante.

Tanzania: safari e spiagge tropicali per iniziare l’anno

Tra le destinazioni di lungo raggio più interessanti per il periodo di Capodanno non manca la Tanzania. In questo periodo dell’anno, molte aree del Paese coincidono con la stagione secca, condizione favorevole per esplorare i grandi parchi nazionali.

Il Serengeti e il cratere di Ngorongoro offrono l’occasione di osservare da vicino leoni, elefanti, giraffe e rinoceronti, nel loro ambiente naturale.

Il viaggio può essere arricchito dalla scoperta della cultura swahili con la visita ai villaggi tradizionali, ai mercati locali e ai piatti tipici, spesso accompagnati da eventi e celebrazioni per l’arrivo del nuovo anno.

Per alternare l’avventura al relax potete infine raggiungere Zanzibar o l’isola di Pemba, dove spiagge di sabbia chiara e mare cristallino disegnano la cornice perfetta per iniziare il nuovo anno sotto il sole.

Oman: dal deserto alle coste dell’Oceano Indiano

L’Oman è una delle destinazioni più indicate per godersi il Capodanno al caldo senza affrontare temperature eccessive. Durante l’inverno, infatti, lungo la costa il clima è piacevole, con valori compresi tra i 20 e i 30 °C.

I festeggiamenti comprendono cene di gala organizzate nei resort internazionali, spettacoli di fuochi d’artificio e suggestive serate nei campi tendati del deserto di Wahiba Sands, dove il nuovo anno viene accolto attorno ai falò sotto un cielo ricco di stelle.

Le temperature rendono infatti semplici gli spostamenti sia lungo la costa sia nelle aree interne, per visitare città storiche, paesaggi naturali e persino il deserto senza il caldo intenso che caratterizza altri periodi dell’anno.

Favignana è il regno di Ulisse: i luoghi del film Odissea di Christopher Nolan

18 juillet 2026 à 15:00

C’è un modo nuovo di scegliere la prossima meta per le vacanze: lasciarsi guidare dalle immagini viste sullo schermo. Un panorama intravisto in una scena, una spiaggia che sembra appartenere a un altro tempo, una strada percorsa da un personaggio amato, un castello trasformato in simbolo.

Con l’arrivo nelle sale di The Odyssey, il nuovo kolossal di Christopher Nolan ispirato al poema di Omero, l’attenzione torna a posarsi sul Mediterraneo e sui paesaggi che, da secoli, custodiscono l’eco del viaggio di Ulisse. Il film, interpretato da Matt Damon nei panni di Odisseo, ha portato la produzione in svariate località del mondo, dalla Grecia al Marocco, dall’Islanda alla Scozia, fino all’Italia, dove la Sicilia ha avuto un ruolo di primo piano. E tra i luoghi più suggestivi scelti per dare corpo all’immaginario omerico spicca Favignana, la maggiore delle Isole Egadi.

Favignana, l’isola delle Egadi che guarda al mito

A Favignana, le coste di roccia chiara, le cave di tufo, le calette trasparenti e il mare che cambia colore a ogni ora del giorno sembrano appartenere a un racconto antico e non stupisce che sia stata scelta da Christopher Nolan per alcune delle sequenze italiane di The Odyssey, in un progetto che ha puntato su paesaggi reali e attraversabili, più che su mondi costruiti soltanto in via digitale.

La maggiore delle Egadi spicca al largo della costa occidentale della Sicilia, dinanzi a Trapani, ed è da tempo legata all’immaginario dell’Odissea: secondo alcune interpretazioni, infatti, potrebbe corrispondere alla leggendaria isola delle capre citata nel poema omerico, il luogo in cui Ulisse e i suoi uomini avrebbero fatto sosta prima di proseguire il loro viaggio e affrontare nuove prove.

Inoltre, il suo antico nome greco, Aegusa, rimanderebbe proprio alle capre.

Cala Rossa, il mare cristallino delle coste selvagge

Cala Rossa, Favignana, Sicilia
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La meraviglia di Cala Rossa

Tra i luoghi più rappresentativi di Favignana c’è Cala Rossa, uno degli scenari che meglio raccontano la forza visiva dell’isola, dove il mare assume sfumature abbaglianti, dal turchese al blu più intenso, mentre le pareti di tufo e le rocce chiare creano un paesaggio scolpito, luminoso e severo allo stesso tempo.

Cala Rossa ha il fascino di una costa selvaggia, di un approdo naturale, di uno spazio in cui il mare è protagonista. Non ha l’aspetto “addomesticato” delle spiagge più comode e lineari: è fatta di roccia, tagli, riflessi, discese verso l’acqua, prospettive che mutano passo dopo passo.

Proprio una simile natura aspra e cristallina la rende perfetta per evocare le rotte di Ulisse, i suoi sbarchi, l’incontro con un Mediterraneo bellissimo e imprevedibile. Arrivando da queste parti, troverete un paesaggio che sembra già cinema: il mare trasparente sotto le cave, il bianco della pietra, l’atmosfera di un’isola antica dove ogni angolo può diventare racconto.

Cala Azzurra, l’approdo più luminoso dell’isola

Se Cala Rossa conquista con la potenza rocciosa, a Cala Azzurra le acque turchesi e i fondali luminosi creano uno scenario ideale per immaginare i momenti di approdo durante il lungo viaggio di Odisseo. Non ha bisogno di grandi effetti per restare impressa: èsufficiente il contrasto tra l’acqua trasparente, la costa chiara e quella luce mediterranea che avvolge tutto.

Nel racconto turistico legato al film, Cala Azzurra diviene una delle tappe più evocative per seguire l’atmosfera dell’Odissea a Favignana. Non tanto perché il viaggiatore debba cercare una corrispondenza esatta tra ogni inquadratura e ogni metro di costa, quanto perché qui si percepisce bene l’anima dell’isola scelta da Nolan: un luogo luminoso ed essenziale dove il mare sembra indicare una direzione.

Cala del Bue Marino, il volto più avventuroso di Favignana

A Cala del Bue Marino il paesaggio si fa più drammatico, modellato da pareti di tufo, grotte marine, piattaforme rocciose e acque profonde.

Proprio per questo si inserisce alla perfezione nell’immaginario dell’Odissea. Il viaggio di Ulisse non è mai un percorso lineare ma è contraddistinto da approdi incerti, prove, incontri, pericoli e meraviglie. Cala del Bue Marino, con le rocce scavate e l’atmosfera più aspra, restituisce una tale dimensione in modo naturale.

Le altre coste rocciose, tra faraglioni e baie nascoste

Calette a Favignana, Sicilia
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Il suggestivo panorama delle calette di Favignana

Oltre alle cale più note, Favignana è impreziosita da un susseguirsi di tratti rocciosi, piccole baie, insenature meno accessibili e punti di costa che contribuiscono a costruire l’immaginario dell’isola. È proprio questa varietà a renderla così adatta a un film come The Odyssey: in pochi chilometri, il paesaggio cambia volto più volte, passando da acque placide e luminose a scogliere più severe, da punti panoramici aperti a calette raccolte che sembrano nascondere storie.

Le coste rocciose dell’isola permettono di ricreare un Mediterraneo arcaico, fatto di approdi e partenze, di luoghi raggiunti dal mare più che dalla terra, di confini naturali che sembrano separare il mondo conosciuto da quello dell’avventura. In questo senso, Favignana è una vera interprete del mito.

Basta osservare le cave di tufo, i faraglioni, le baie scavate nella pietra e le acque limpide per intuire perché l’isola possa diventare, nell’immaginazione, un territorio percorso da Ulisse e dai suoi uomini.

Il Castello di Santa Caterina, lo sguardo dall’alto

Castello di Santa Caterina a Favignana, Sicilia
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Veduta del possente Castello di Santa Caterina

Uno dei luoghi più scenografici dell’isola è il Castello di Santa Caterina, che domina dall’alto il territorio e il mare tutt’intorno. La sua posizione lo rende un punto di osservazione straordinario, capace di offrire una visione ampia sull’isola, sul porto, sulle Egadi e sull’orizzonte.

Proprio il castello è tra i luoghi associati alle riprese di The Odyssey, e Matt Damon ha raccontato anche la fatica delle salite e delle giornate di lavoro in quota.

Nel viaggio sulle tracce del film, il Castello di Santa Caterina aggiunge una dimensione diversa rispetto alle cale: è il luogo dello sguardo da cui Favignana si contempla dall’alto, come una mappa di pietra e mare.

L’Ex Stabilimento Florio, la memoria e la macchina del cinema

Un altro luogo centrale nel racconto di Favignana è l’Ex Stabilimento Florio, l’antica tonnara che testimonia una parte fondamentale della storia dell’isola. Grande complesso di archeologia industriale, legato alla lavorazione del tonno e alla stagione dei Florio, è una delle tappe simbolo di Favignana, perché racconta il rapporto profondo tra la comunità, il mare e il lavoro.

Durante la produzione di The Odyssey, l’Ex Stabilimento Florio è stato indicato da varie fonti come base logistica del set, uno spazio operativo temporaneo per costumi, attrezzature, uffici e organizzazione delle riprese.

Il suo ruolo è interessante perché unisce due anime dell’isola: quella storica e quella cinematografica. Da un lato, l’ex tonnara conserva la memoria di Favignana, il suo passato produttivo, la sua identità marinara. Dall’altro, con l’arrivo della troupe di Nolan, è diventata parte della grande macchina del cinema internazionale, a dimostrazione di come un luogo possa continuare a cambiare funzione senza perdere la propria forza simbolica.

Montefioralle, il piccolo borgo della Toscana che è uno scrigno medievale di pietra e vigne

18 juillet 2026 à 14:00

Arrampicandosi sulle colline della Toscana centrale, a breve distanza da Greve in Chianti, si palesa una visione d’altri tempi: Montefioralle, piccolo borgo della provincia di Firenze che sorge fiero su un colle argilloso, circondato da filari geometrici di vitigni e argentei ulivi. A guardarlo da fuori sembra un piccolo nucleo di case in pietra. Entrando, però, ci si rende conto che la forma racconta la sua storia prima ancora dei cartelli.

Montefioralle, infatti, è un antico castello fortificato del Chianti fiorentino, inserito nella rete dei Borghi più belli d’’talia. Il paese conta circa 100 abitanti e conserva una dimensione raccolta. La sua origine risale al 931 circa, quando il monaco tedesco Tanchelmo fondò sulla collina un monastero fortificato ispirato all’architettura militare germanica. E oggi il borgo si sviluppa proprio attorno al cassero feudale con una pianta ellittica: una strada centrale segue la forma dell’antico abitato e i vicoli si aprono verso il cuore fortificato. Poi c’è il Chianti, quello delle vigne disposte sui terrazzamenti e dei grandi rossi.

Cosa vedere a Montefioralle

La parte più bella del paese si lascia scoprire seguendo la forma dell’antico castello e, soprattutto, con la dovuta calma. Da queste parti, infatti, non serve una lista infinita di monumenti, perché sono sono la struttura medievale, i dettagli sulle facciate e le storie nascoste dietro le porte a fare la differenza.

Le mura e il disegno ellittico del borgo

Appena si entre nel centro storico bisogna assolutamente osservare la disposizione delle case. Montefioralle è costruito attorno all’antico cassero feudale e la sua pianta ellittica rende leggibile la funzione difensiva dell’abitato.

Le mura in pietra sono tra gli elementi più riconoscibili del paese. La cinta fu rafforzata nel 1325 da Castruccio Castracani, che conquistò l’abbazia fortificata e aggiunse un secondo ordine di mura, aumentando anche il numero delle torri. Oggi alcuni tratti e i resti delle torri raccontano tale fase militare.

La casa legata alla famiglia Vespucci

Su uno dei portoni del borgo compare lo stemma dei Vespucci. La celebre famiglia fiorentina possedeva una casa proprio a Montefioralle e questa presenza ha alimentato una storia affascinante legata ad Amerigo Vespucci, navigatore, cartografo ed esploratore del Nuovo Mondo.

Seppur la tradizione ha indicato una casa del paese quale possibile luogo di nascita di Amerigo, infatti, manca una documentazione che possa confermare il legame diretto tra quell’edificio e il navigatore alla fine del 1400. La vicenda resta una delle curiosità più intriganti di Montefioralle, soprattutto davanti a quello stemma che sembra invitare a fare domande.

La chiesa di Santo Stefano

Nel cuore del borgo si trova la chiesa di Santo Stefano, una piccola presenza religiosa che merita attenzione. L’interno custodisce opere d’arte di grande pregio e aggiunge una dimensione raccolta alla visita.

Dopo la pietra delle mura e la struttura del castello, entrando qui l’atmosfera si fa più intima e il paese mostra un volto diverso, legato alla devozione e alla storia della comunità locale.

I vicoli e le case in pietra

Il vero piacere di Montefioralle sta anche nei suoi dettagli minimi. Le stradine lastricate salgono e si piegano tra facciate in pietra, portoni antichi e scorci che si aprono all’improvviso sulla campagna.

Vicoli di Montefioralle, Toscana
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Passeggiando tra i vicoli di Montefioralle

Una casa accostata a un muro, una terrazza affacciata sui vigneti e il verde intenso dei boschetti oltre la cerchia fortificata lasciano emozioni indelebili. Il paesino, del resto, ha una scala umana e proprio questa proporzione rende facile sentirsi dentro la sua storia anziché davanti a un semplice monumento.

Cosa fare a Montefioralle

Questo grazioso villaggio della Toscana mette a disposizione esperienze legate al gusto e alla tradizione, con il vino (ovviamente) al centro. Le colline attorno aiutano a capire il territorio, mentre le feste locali mostrano il lato più genuino della comunità.

  • Assaggiare il Chianti Classico tra le vigne: le cantine locali organizzano visite e degustazioni, spesso con vini prodotti nei vigneti ai piedi del borgo. È il modo più diretto per collegare il paesaggio al bicchiere, osservando terrazzamenti, esposizione e caratteristiche del suolo.
  • Partecipare alla Festa delle Frittelle: generalmente il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, la piazzetta davanti all’accesso al centro storico si riempie del profumo delle tradizionali frittelle di riso. Un grande padellone e una ricetta popolare trasformano la festa in un appuntamento semplice e molto locale.
  • Scoprire I Vini del Castello: a maggio una manifestazione nata nel 2003 porta nel borgo produttori del Chianti Classico, artigiani e proposte gastronomiche. Una quindicina di aziende vitivinicole presenta le proprie etichette lungo il circuito interno delle mura.
  • Scegliere gli appuntamenti del Chianti: giugno è il mese de I Profumi di Lamole, mentre settembre richiama l’Expo del Chianti Classico a Greve in Chianti. Per chi ama il vino, il calendario del territorio regala occasioni per conoscere produttori e tradizioni oltre la singola visita al borgo.
  • Raggiungere Montefioralle a piedi da Greve in Chianti: dal centro di Greve parte un percorso in salita tra uliveti. L’erta richiede un po’ di fiato, però ripaga con un arrivo particolarmente scenografico. La collina si apre gradualmente e il borgo appare in alto, raccolto nella sua forma fortificata.

Dove si trova e come arrivare

Montefioralle si trova nel comune di Greve in Chianti, nel cuore del Chianti fiorentino, poco sopra il centro abitato di Greve. La posizione collinare lo rende immediatamente riconoscibile e, come è possibile intuire, è un susseguirsi di scorci sulle vigne, sugli uliveti e sui boschi della campagna circostante.

In auto si raggiunge facilmente seguendo la viabilità locale da Greve in Chianti. Chi preferisce un approccio più lento può partire dal centro di Greve e affrontare la salita attraverso gli uliveti. La strada è in pendenza e il dislivello si sente, ma l’arrivo fa dimenticare lo sforzo con un ingresso scenografico nel borgo medievale.

Montefioralle va visitato con una certa disponibilità alla sorpresa: prima arriva la pietra, poi la geometria delle mura e infine il paesaggio. Nel mezzo compaiono uno stemma Vespucci, una chiesa, un vino rosso e il profumo delle frittelle di riso. E, in fondo, è proprio questa somma di particolari a renderlo più che speciale.

Le migliori gite sul Lago Maggiore per l’estate 2026 senza usare l’auto

18 juillet 2026 à 13:00

Con l’arrivo dell’estate cresce il desiderio di trascorrere una giornata all’aria aperta, lontano dal caldo delle città e senza lo stress legato al traffico: il Lago Maggiore è una delle mete più apprezzate del Nord Italia grazie ai borghi gioiello che si specchiano in acqua e alle innumerevoli attrazioni che si possono visitare in giornata o durante un weekend.

Per l’estate 2026, inoltre, sono sempre di più le opportunità per raggiungere il lago utilizzando i mezzi pubblici, una scelta che permette di viaggiare in modo più sostenibile e di evitare il problema del parcheggio e le code tipiche dei fine settimana estivi.

Ecco alcune delle principali soluzioni disponibili per scoprire le località più affascinanti del lago.

La Linea Lago da Novara

Da venerdì 17 luglio prende il via la Linea Lago, il nuovo collegamento attivato da STN che consente di raggiungere alcune delle destinazioni più conosciute del Lago Maggiore partendo da Novara: il l servizio sarà operativo ogni venerdì, sabato e domenica fino al 13 settembre.

L’itinerario collega Novara con svariate località distribuite lungo la sponda piemontese: tra le fermate principali spicca Stresa, da sempre considerata uno dei centri turistici più eleganti del Lago Maggiore e punto di partenza privilegiato per visitare le celebri Isole Borromee.

Il collegamento prosegue poi verso Cannero Riviera, dove ammirare i Castelli di Cannero, restaurati di recente dopo un lungo periodo di abbandono: emergono dalle acque del lago e sono uno dei simboli più caratteristici dell’Alto Verbano.

Il capolinea della Linea Lago è Cannobio, rinomata per il lungolago e per il tradizionale mercato domenicale, in programma dalle 8 alle 15, uno dei mercati più grandi e caratteristici del Piemonte.

Il bus effettua fermate anche ad Arona, Baveno, Pallanza e Verbania e la linea è integrata con i collegamenti ferroviari delle stazioni di Novara, Oleggio e Arona, mentre in prossimità di alcune fermate, come quella di Trecate, sono presenti aree di parcheggio che facilitano l’interscambio tra auto e trasporto pubblico.

Per  visitare le Isole Borromee, anche le fermate di Baveno e Intra, oltre a quella di Stresa, permettono un comodo accesso agli imbarcaderi. I biglietti sono acquistabili a bordo, tramite l’App STN e sulle principali piattaforme online dedicate ai servizi turistici, con tariffe a partire da 20 euro per il viaggio di andata e ritorno.

Arona sul Lago Maggiore
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Tutto il fascino di Arona sul Lago Maggiore

Lago Maggiore Express, il viaggio che unisce battello e ferrovia

Tra le esperienze più complete per visitare il territorio ecco il Lago Maggiore Express, un itinerario che unisce la navigazione sul lago con il viaggio ferroviario nella la Valle Vigezzo e le Centovalli, con un percorso ad anello che può essere affrontato in entrambe le direzioni e con partenza da una qualsiasi delle località servite.

L’escursione permette di vivere in un’unica giornata due modalità di viaggio differenti, attraversando sia il territorio italiano sia il Canton Ticino, nella parte meridionale della Svizzera. Durante la navigazione sul Lago Maggiore si possono ammirare alcuni dei luoghi più rappresentativi dell’area, come le Isole Borromee, i Castelli di Cannero Riviera, le Isole di Brissago e la città di Ascona, fino a raggiungere Locarno, all’estremità settentrionale del lago.

Il percorso prosegue poi a bordo del caratteristico treno a scartamento ridotto della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, una linea panoramica che tocca uno dei paesaggi più suggestivi dell’arco alpino, tra boschi, vallate, ponti e piccoli centri abitati. Durante l’escursione è possibile scegliere se pranzare a bordo oppure organizzarsi con un pranzo al sacco.

I collegamenti ferroviari di Trenitalia e Trenord assicurano inoltre il collegamento tra Domodossola e il Lago Maggiore in entrambe le direzioni.

Dal centro di Milano al Lago Maggiore in poco più di un’ora

Anche partendo da Milano si può raggiungere il Lago Maggiore in treno, evitando di utilizzare l’automobile.

Arona è una delle mete più facilmente raggiungibili: i treni regionali di Trenord e Trenitalia in partenza da Milano Centrale e diretti a Domodossola impiegano in media tra i 56 e i 60 minuti. La frequenza è elevata, con quasi venti collegamenti distribuiti nell’arco della giornata, circa uno ogni ora.

Anche Stresa è collegata con Milano Centrale con i treni regionali diretti a Domodossola. Il viaggio dura tra i 57 e i 60 minuti ed è una delle soluzioni più comode per visitare le Isole Borromee o trascorrere una giornata sul lungolago senza preoccuparsi del traffico.

Per raggiungere invece la sponda lombarda del Lago Maggiore è possibile scegliere Laveno-Mombello. I collegamenti regolari partono da Milano Centrale e richiedono circa un’ora e quaranta minuti, mentre in alcune date specifiche è disponibile anche il treno storico “Laveno Express“, con partenza da Milano Cadorna e un tempo di percorrenza di circa un’ora e quarantacinque minuti.

Segreti, castelli e abissi blu del Traunsee, il lago più profondo d’Austria

18 juillet 2026 à 12:30

Una distesa d’acqua lunga 12 chilometri, stretta tra le montagne del Salzkammergut, si apre davanti ai propri occhi. Il tutto mentre il Traunstein si alza sul lato orientale con una presenza così massiccia da sembrare il guardiano naturale del bacino. L’Austria dei laghi alpini spesso viene associata a paesaggi ordinati, prati perfetti e villaggi da cartolina. Qui c’è tutto questo, certo, ma il Traunsee possiede una personalità più ruvida, più profonda in senso letterale e figurato.

Con i suoi 191 metri di profondità massima è il lago più profondo del Paese. La superficie misura circa 25,6 chilometri quadrati e si trova a 422 metri sul livello del mare. Viene chiamato anche Lacus Felix, espressione latina traducibile con “Lago Fortunato”, un soprannome insolito, quasi beneaugurante, che contrasta con la sua natura severa.

Migliaia di guglie spuntano dal deserto: il mistero del luogo più surreale, il Parco Nazionale di Nambung

18 juillet 2026 à 11:00

L’Australia è famosa per i suoi animali unici e spesso considerati tra i più pericolosi del pianeta, per gli immensi deserti rossi, le spiagge da sogno e i paesaggi che sembrano appartenere a un altro mondo. Di recente, tra l’altro, è diventata una delle mete più gettonate persino dai giovani in cerca di esperienze lavorative all’estero proprio per il suo fascino remoto e la sua ricchezza paesaggistica ed esperienziale. Ma non tutti sanno che, nel cuore dell’Australia Occidentale, esiste un luogo talmente surreale da lasciare senza parole anche i viaggiatori più esperti e che in pochi conoscono, anche dai social.

Si tratta del Parco Nazionale di Nambung, nell’Australia Occidentale, famoso per il celebre Deserto dei Pinnacoli (noto anche come Pinnacles Desert). Qui migliaia di guglie di pietra emergono dalla sabbia dorata come se fossero comparse dal nulla, costruendo uno scenario che ricorda un set cinematografico di fantascienza. Un luogo dunque dove geologia, natura e mistero si incontrano dando vita a uno scenario dietro cui però si nasconde una storia lunga migliaia di anni.

Il Parco Nazionale di Nambung

Il cuore del parco è il Deserto dei Pinnacoli, una vasta distesa sabbiosa punteggiata da migliaia di colonne di pietra calcarea, alcune alte oltre 3,5 metri. Queste spettacolari formazioni si sono sviluppate nel corso di migliaia di anni grazie a complessi processi geologici: secondo le teorie più accreditate, derivano da antichi depositi di conchiglie marine lasciati quando il mare ricopriva quest’area dell’Australia Occidentale. Con il passare del tempo, vento ed erosione hanno modellato il terreno fino a far emergere le cosiddette guglie che oggi caratterizzano il paesaggio.

Deserto dei Pinnacoli, Australia
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Sguardo sulle guglie del Deserto dei Pinnacoli

Oltre ai Pinnacoli, il parco custodisce un ricco patrimonio naturale e nei suoi oltre 17.000 ettari vivono canguri, emù e numerose specie di uccelli australiani, mentre poco distante si trova persino Hangover Bay che, al contrario di come possa suggerire il nome, non è un ritrovo post-serata per i più giovani, ma una baia dalle acque cristalline ideale per nuotare, fare snorkeling e osservare la fauna marina, tra cui delfini e leoni marini.

L’escursione qui è completa, anche perché chi desidera approfondire la storia del luogo, può visitare il Pinnacles Desert Discovery Centre per conoscere l’origine geologica del deserto attraverso esposizioni interattive, video e installazioni dedicate anche alla cultura delle popolazioni aborigene legate a questo territorio.

Dove si trova il Parco Nazionale di Nambung e come raggiungerlo

Il Parco Nazionale di Nambung si trova nell’Australia Occidentale, a circa 200 chilometri a nord di Perth, facilmente raggiungibile in automobile in poco più di due ore seguendo la Indian Ocean Drive, una delle strade panoramiche più suggestive del Paese. Il punto di accesso principale è nei pressi della cittadina di Cervantes, da cui si raggiunge in pochi minuti il Deserto dei Pinnacoli. All’interno del parco è presente un percorso panoramico percorribile in auto, oltre a sentieri che consentono di passeggiare tra le spettacolari guglie di pietra.

Parco Nazionale di Nambung
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Un canguro nel Parco Nazionale di Nambung

Il periodo migliore per visitarlo va da aprile a ottobre, quando le temperature sono più miti e le condizioni climatiche rendono più piacevole l’esplorazione. Tuttavia, è all’alba e al tramonto che il deserto regala il suo spettacolo più affascinante: le ombre si allungano sulla sabbia e i Pinnacoli regalano uno dei panorami più esemplari e fotografati dell’intera Australia.

L’Acropoli tutta per te all’alba: nuova esperienza di lusso in Grecia

18 juillet 2026 à 09:00

Visitare uno dei monumenti più celebri del mondo senza la folla, nel silenzio dell’alba o nelle suggestive ore del tramonto, non è più soltanto un sogno: nasce “The Acropolis Experience” ed è una delle proposte culturali più esclusive disponibili al momento in Europa, pensata per offrire un accesso privilegiato all’Acropoli di Atene al di fuori dei canonici orari di apertura.

L’iniziativa permette, infatti, di prenotare una visita guidata privata riservata a gruppi composti da un minimo di una persona fino a un massimo di cinque partecipanti, per garantire un’esperienza differente rispetto a quella tradizionale, con la possibilità di ammirare il sito archeologico quasi in solitudine, quando le luci del giorno iniziano a illuminare la città oppure durante le ore serali, quando il sole lascia spazio ai colori del tramonto.

Tutela del patrimonio culturale greco

“The Acropolis Experience” è stato sviluppata dal Ministero della Cultura greco in collaborazione con l’Organizzazione Ellenica per lo Sviluppo delle Risorse Culturali per raccogliere fondi destinati alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale della Grecia.

L’intero ricavato contribuisce al sostegno dei siti storici e alla salvaguardia di monumenti che rappresentano un’eredità di valore universale.

L’esperienza viene proposta al costo fisso di 5.000 euro per gruppo. Secondo le stime degli organizzatori, tale formula dovrebbe generare un fatturato annuo superiore ai 400.000 euro, destinato proprio ai progetti di conservazione.

La crescente domanda nel turismo di lusso

Dopo una fase sperimentale avviata nel 2024, l’iniziativa ha ottenuto un riscontro molto positivo. Per il 2026 risultano già programmate 80 visite esclusive, segno di un interesse crescente verso questo tipo di proposta.

A sorprendere è anche il profilo dei partecipanti: sempre più spesso, infatti, sono coppie oppure viaggiatori singoli a scegliere di prenotare l’intera esperienza in esclusiva. Si tratta di una tendenza che riflette l’evoluzione del turismo di alta gamma, nel quale i viaggiatori con un elevato patrimonio privilegiano esperienze personalizzate e riservate rispetto ai tradizionali itinerari di gruppo.

Nonostante la forte richiesta, gli organizzatori non intendono modificare la formula originaria. La partecipazione continuerà a essere limitata a un massimo di cinque persone proprio per preservare il carattere esclusivo dell’iniziativa.

Come ha spiegato Angeliki Maragkaki, direttrice del progetto, soltanto mantenendo gruppi ridotti è possibile conservare la qualità della visita e quel senso di unicità che rappresenta il valore principale dell’esperienza.

Viaggio nella storia dell’Acropoli e del Partenone

Acropoli di Atene con il Partenone al tramonto, Grecia
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Tutto il fascino dell’Acropoli di Atene con il Partenone al tramonto

L’Acropoli è uno dei simboli più importanti della cultura classica che secoli si staglia sulla città di Atene e affascina milioni di visitatori grazie alla sua straordinaria importanza artistica e archeologica.

La sua storia è legata alla figura della dea Atena, protagonista della mitologia greca. Secondo la tradizione, la divinità avrebbe conquistato il patrocinio della città sfidando Poseidone e offrendo agli abitanti un ulivo, considerato il dono più prezioso. L’albero garantiva infatti nutrimentograzie ai suoi frutti, forniva l’olio necessario per alimentare le lampade e produceva un legno resistente, utilizzato nella costruzione di abitazioni e imbarcazioni.

È anche per questo motivo che il Partenone, il monumento più rappresentativo dell’Acropoli, è stato dedicato proprio ad Atena, così da diventare una delle più grandi testimonianze del ruolo che la dea occupava nella religione e nella società dell’antica Grecia.

Come funziona The Acropolis Experience

I partecipanti possono accedere all’Acropoli alle 6 del mattino, poco prima dell’alba, oppure nella fascia serale compresa tra le 20 e le 22, quando il sito è ormai chiuso al pubblico.

In ogni fascia oraria possono essere accolti soltanto quattro gruppi in contemporeanea, ciascuno formato da un massimo di cinque persone. Durante la visita è sempre presente una guida personale che accompagna gli ospiti alla scoperta della storia del complesso monumentale.

A rendere ancora più speciale l’esperienza, un ricordo esclusivo consegnato ai partecipanti: una riproduzione autorizzata di un antico manufatto greco, pensata come testimonianza della visita e come omaggio al patrimonio dell’antichità classica.

Viaggi di nozze 2026: le mete più amate dagli italiani tra USA, Giappone e safari

18 juillet 2026 à 07:30

Le location scelte dalle star per celebrare l’amore conquistano da sempre l’immaginario collettivo. Negli ultimi mesi l’Italia è tornata protagonista sulla scena internazionale: Venezia ha fatto da sfondo al matrimonio di Jeff Bezos e Lauren Sánchez, mentre la Sicilia che continua a esercitare un forte fascino tra celebrity e viaggiatori di tutto il mondo, è stata sotto i riflettori per il matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner a Palermo. Le grandi celebrità insomma continuano a trasformare alcune destinazioni in vere e proprie destinazioni romantiche, alimentando il sogno di viaggi da favola, con un occhio di riguardo al Belpaese.

Ma quali sono invece le mete che scelgono gli italiani quando arriva il momento della luna di miele? La risposta arriva dall’analisi del Centro Studi Veratour sulle prenotazioni confermate dei viaggi di nozze 2026, elaborate tra gennaio e giugno. Il quadro racconta una nuova idea di honeymoon: sempre meno una semplice fuga in un paradiso tropicale e sempre più un’esperienza costruita su misura, fatta di itinerari, cultura, natura, città da esplorare e momenti indimenticabili da condividere in coppia.

Le mete più scelte per il viaggio di nozze 2026

Non ci sorprende che gli Stati Uniti restano a oggi la destinazione più desiderata dagli sposi italiani nel 2026, con il 56% delle preferenze complessive. Il fascino americano continua a essere fortissimo, anche se il dato registra una lieve flessione rispetto al 2025, quando rappresentava il 62,6% delle scelte. A conquistare le coppie però non è soltanto il classico coast to coast o il tour delle grandi città americane, sono piuttosto i viaggi combinati, capaci di unire scoperta e relax, a registrare un vero e proprio incremento.

Los Angeles, California
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Vista sulle strade nel centro di Los Angeles

Il tour degli Stati Uniti in versione classica rappresenta il 20,4% dei viaggi di nozze, mentre crescono le formule che aggiungono una seconda esperienza, come USA abbinati a Santo Domingo o Giamaica (14,2%), USA con crociera ai Caraibi (6,9%) e USA e Messico con il 5,9%. La formula vincente sembra quindi essere quella del “doppio viaggio”: prima vivere l’energia di metropoli, parchi naturali e grandi itinerari, poi concedersi qualche giorno di mare.

Nave da crociera ai Caraibi
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Nave da crociera sulle acque splendide dei Caraibi

Giappone, Asia e Africa

La vera sorpresa del 2026 è però il Giappone, che continua la sua crescita come una delle destinazioni simbolo delle nuove lune di miele. Da solo raggiunge il 18% delle preferenze, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Il Paese del Sol Levante risponde perfettamente ai desideri delle coppie moderne: permette di unire tradizioni millenarie e tecnologia, templi e quartieri futuristici, natura, gastronomia e città simbolo come Tokyo e Kyoto. Non cresce soltanto il Giappone, bensì l’intera area dell’Estremo Oriente che passa dal 18,3% del 2025 al 22,7% del 2026. Tra le mete emergenti troviamo anche Indonesia, scelta dal 3,7% degli sposi e Thailandia, con il 3,2%.

Tokyo a marzo
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Il parco Chidorigafuchi a Tokyo durante la stagione della fioritura

Un altro trend in forte crescita riguarda l’Africa Australe e subsahariana, che passa dal 6,1% al 9,5%. Sempre più coppie scelgono una luna di miele all’insegna dell’avventura, combinando safari, paesaggi naturali e soggiorni balneari. Destinazioni come Tanzania, Kenya, Sudafrica, Seychelles e Zanzibar rappresentano una nuova idea di romanticismo, fatta di esperienze da vivere insieme, tra animali selvatici, tramonti nella savana e oceani cristallini.

Sudafrica
123RF
Panorama di Cape Town di sera

Le destinazioni che perdono interesse

Se per anni Maldive e paradisi dell’Oceano Indiano hanno rappresentato il sogno per eccellenza della luna di miele, oggi il modello sta cambiando ed è qui la vera sorpresa. L’Oceano Indiano resta una scelta importante, ma registra un leggero calo passando dal 7,8% del 2025 al 6,5% del 2026. Le Maldive rappresentano il 3,3% delle preferenze, mentre Mauritius raggiunge il 2,3%.

Vista aerea panoramica di una barriera corallina turchese e laguna con un'isola paradisiaca alle Maldive
iStock
Veduta aerea paradisiaca delle Maldive

Il dato non indica una totale perdita di fascino delle destinazioni tropicali, ma racconta un’evoluzione: il mare non è più necessariamente l’intero viaggio, ma diventa una parte di un’esperienza più ampia. Anche i Caraibi mantengono una posizione stabile, con il 5,3% delle preferenze, soprattutto grazie alle combinazioni con gli Stati Uniti. Il viaggio di nozze del 2026 sembra quindi avere una nuova parola chiave, esperienza. Gli italiani continuano a sognare mete lontane e spettacolari, ma desiderano viverle in modo più autentico, attraverso itinerari capaci di raccontare una storia.

Everything You Need to Know Before Visiting Rome This Summer

Is summer a good time to visit Rome?

The idea sounds dreamy: a Vespa ride at sunset, gelato in your hand, a kiss in front of the Colosseum… simply living la dolce vita. But, unfortunately, the dream melts just as quickly as your gelato, under the Roman sun.

Summer in Rome means beauty, yes, but also fighting heat, humidity and sticky air. But don’t worry: we’re giving you our best tips to make your Roman dream still magical.

What’s the weather like in summer?

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Let’s start with the obvious: Rome gets very hot in summer, and it’s getting hotter every year. 2025 was the city’s third-hottest year since 1991, with more than 40 days above 35°C (95°F) and over 110 “tropical nights”, when the temperature never drops below 20°C (68°F). From late June to early September, expect daytime temperatures regularly between 32°C and 38°C (90-100°F), with humidity making it feel even hotter.

When planning your days, build your schedule around the heat: avoid outdoor sightseeing during the hottest hours (roughly 12:00 PM to 5:00 PM), and explore in the early morning or after sunset, when the city is at its most beautiful anyway. Use the afternoon to cool off in a museum, enjoy a long lunch indoors, or take a well-deserved gelato break in the shade. Keep in mind that air conditioning is still not guaranteed everywhere, especially in older buildings, apartments and public transportation.

What to pack?

First of all: don’t overpack. Keep it simple and minimal: with temperatures this high, you won’t need layers, just light, loose-fitting clothes. Here’s what to bring to stay comfortable and avoid unnecessary sweating and fatigue:

  • Light and breathable clothing (cotton or linen is best)
  • Comfortable walking shoes or sandals, Rome’s cobblestones are unforgiving
  • A hat, sunglasses, and sunscreen
  • A light scarf or shawl to cover shoulders when visiting churches (knees and shoulders must be covered in St. Peter’s and most basilicas)
  • A refillable water bottle: fill it up for free at the nasoni, Rome’s iconic public drinking fountains, the water is clean, cold and running 24/7
  • A fan if you’re sensitive to heat

Why you should book everything in advance

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Rome is one of the most visited cities in the world, and summer is peak tourist season. Major attractions like the Colosseum, Vatican Museums, and the Pantheon can sell out days (or even weeks) in advance. Not sure whether a simple ticket or a guided tour is the better choice? Here’s our full breakdown of Colosseum tickets vs guided tours to help you decide.

Heads up for Pantheon visitors: as of July 1, 2026, the entry ticket has gone up from €5 to €7, while the reduced €2 ticket for visitors aged 18-25 and all existing free-entry categories remain unchanged. Read all the details in our article on the Pantheon ticket price increase.

Pro tip: if you’re here in June/July or September, don’t wait until the last minute to book museum tickets, tours, or even popular restaurants. Planning ahead will save you time, money, and a lot of stress.

The Roman Summer Experience changes in August: many locals leave the city to escape the heat, making the streets quieter, but also leaving some shops and restaurants closed. We always recommend checking opening hours in advance to avoid surprises.

Museums, Churches and Catacombs: Culture in the Coolest Places

Rome hides some of its greatest treasures behind thick stone walls, and often below ground. Churches like San Clemente, with its fascinating underground layers, or Santa Maria in Trastevere, a peaceful gem with golden mosaics, offer the perfect mix of beauty, history… and blessed shade. Prefer to stay indoors? Choose from Rome’s countless museums, where you can soak up centuries of art and culture while staying cool.

Need a true cool-down? Head underground into one of the catacombs of Rome, such as San Sebastiano or San Callisto: ancient, mysterious, and a solid 16°C all year round. A cultural escape and heat relief in one smart move.

And once the sun sets, ancient Rome has one more trick up its sleeve: on Tuesday and Thursday evenings you can explore the Colosseum by night, wandering the arena and underground chambers in the cool evening air, without the daytime crowds.

Beyond the Heat: Cool Escapes Outside the City

lago di bracciano

After you’ve done it all – museums, churches, early morning walks at 5am – you might just want to escape for a day and stop thinking about heat, sweat, and crowded streets.

Our top suggestion? Head to the beach, a pool, or even a lake. These are the perfect places to cool off, unwind, and remember what it feels like not to be melting.

Rome isn’t a beach city, but the coast is just a short train or car ride away. You’ll find sandy shores, beach clubs with loungers and umbrellas, and charming seafood spots by the water.

Check out our full guide to the best beaches near Rome

Not a fan of sand? Try one of Rome’s many outdoor pools, some even have bars and DJs, giving you a mini-holiday vibe without leaving the city.

Discover our favorite summer pools in Rome

Prefer a lake day? These lakes near Rome are perfect for a cool and relaxing escape:

  • Bracciano – Clean, swimmable, and easy to reach. Cute towns like Bracciano and Anguillara make it great for a chill day trip.
  • Nemi – Small, scenic, and famous for wild strawberries. Not ideal for swimming, but perfect for a peaceful walk and dessert stop.
  • Castel Gandolfo (Lake Albano) – The closest to Rome. Swim, rent a boat, or enjoy lunch by the lake with a view of the Pope’s summer residence.
  • Bolsena – Europe’s largest volcanic lake. Swimmable and surrounded by charming medieval towns—perfect for a weekend getaway.
  • Martignano – A hidden gem. Quiet, wild, and uncrowded. Ideal for relaxing in nature. Best reached by car.

Discover the best day trips from Rome

Looking for something truly unforgettable?

Take a day trip to Ponza Island, a Mediterranean dream that rivals Capri, but without the crowds. Ponza’s dramatic white cliffs, crystal waters, ancient grottoes, and pastel-hued port are best experienced by boat. Join a full-day excursion including transportation from Rome, a 5-hour boat tour with swim stops, and lunch on board.

And if you’re not in the mood to hop on a train, drive around, or get wet at all, we’ve got you covered too. Rome’s parks can be a lifesaver in the summer, especially early in the morning or late in the afternoon, when the air is cooler and the vibe is calm.

Check out our guide to the best parks in Rome

Dining Al Fresco: from Secret Gardens in Rome to Sunset Dinners by the Sea

La Posta Vecchia

When the Roman heat hits hard, sometimes the best way to cool off is… with dinner. Dining al fresco isn’t just a charming Italian tradition, it’s also a much-needed escape from stuffy indoor spaces and overheated streets.

In Rome, you’ll find garden restaurants tucked away in courtyards, shaded terraces hidden behind historic facades, and leafy spots where you can enjoy a cool breeze along with a plate of pasta. It’s the perfect way to relax after a long, hot day of sightseeing, no AC needed.

Discover our favorite al fresco dining spots in Rome

And if you’re heading to the coast, things get even better. Seaside dining means enjoying the sea breeze, fresh seafood, and a view that makes everything taste better. Whether you choose a casual beachfront trattoria or a fancier place with sunset views, the Roman coastline offers the ultimate cool-down dinner experience.

Check our guide to the best restaurants on the Roman coast

Summer Nights in Rome: Rooftops, Summer Bars and Outdoor cinema

rooftop-bulgari-roma

When the sun starts to go down, head to one of Rome’s stunning rooftop bars. Whether you’re looking for a romantic sunset over the city or a cool place to sip a cocktail with friends, rooftops are where Roman summer nights truly come alive.

Some of the best rooftop spots can get busy, so remember to always book in advance.

Here’s a selection of our favorite rooftops in the city

After your aperitivo, instead of wandering endlessly around the city, you can sit back and enjoy an outdoor movie screening in a piazza, a park, or even in Villa Borghese. Most of these screenings are free and don’t require a reservation.

Check out our guide to the outdoor cinema events in Rome

Summer brings a desire for fun, meeting new people, and staying out late. So what could be better than heading to one of Rome’s many open-air venues? Perfect for a sunset drink or dancing under the stars late into the night.

Here is a selection of the best summer bars in Rome

What Not to Do in Rome This Summer?

Remember: visiting Rome in summer should not be taken as a marathon. The best way to enjoy the city even with impossible temperatures is to slow down and accept that you won’t be physically capable of seeing everything you included on your to do list.

Sometimes, it’s better to just relax a bit and have an aperitivo instead of trying to squeeze all the piazzas and attractions in one day while surviving the heat.

So, in order to make the most without sacrificing both your physical and mental health, here are some don’ts you might want to consider:

  • Don’t skip reservations: Whether it’s restaurants, attractions, or workshops, Rome in summer is not the time to wing it.
  • Don’t underestimate the heat: Plan indoor activities during midday, and save walking for the morning or late afternoon.
  • Don’t expect A/C everywhere: Many cafés, shops, and buses don’t have air conditioning. Dress smart and stay hydrated.
  • Don’t try to do everything in one day: The heat will slow you down. Prioritize and enjoy at a slower pace, la vita lenta style!

Cool Cultural Experiences (Away from the Midday Sun)

Rome’s Spanish Steps

Looking for something cultural but refreshing? Here are some indoor-friendly activities that combine creativity, food, and fun:

  • Pasta & Gelato Class: Make fresh pasta and creamy gelato from scratch with expert chefs in a cozy Roman kitchen.
  • Pottery Workshop: Shape and decorate your own clay bowl in a Monteverde studio, guided by local artisans.
  • Mosaic Workshop in Trastevere: Learn mosaic-making techniques and craft your own piece to take home, all in a charming studio.
  • Gelato Lab: Perfect for adults and kids alike: discover the secrets of Roman gelato and fruity sorbets.
  • Vespa Street Art Tour: Hop on the back of a Vespa to explore Rome’s colorful murals in spots like Tormarancia and Garbatella.
  • Golf Cart Tour: Discover Ancient Rome in comfort, with a private guide and zero walking, ideal for hot days.
  • Sunrise Tour of Rome. Explore Rome in all its splendour while the city is still asleep, and jump-start your day with a 3-hour private sunrise tour led by a driver-guide.

These experiences are air-conditioned, small-group, and a great way to dive into Italian culture away from the crowds.

We know summer in Rome can be very intense, but let’s be honest: we also know how to make it unforgettable. After reading this article, all that’s left to do is book your flight and pack your bags, because you’ll most certainly be able to enjoy la dolce vita (yes, even at 35 degrees!). Buone Vacanze Romane!

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The East Palace, le location del k-drama tra le zone più affascinanti della Corea del Sud

17 juillet 2026 à 18:00

La nuova serie k-drama in arrivo su Netflix dal 17 luglio 2026 unisce mistero, azione, storia, leggende e tradizioni della Corea del Sud: dai parchi naturali agli edifici dallo stile inconfondibile, scopriamo insieme le location di “The East Palace” (“Donggung”, nella versione originale).

Di cosa parla

Una presenza sinistra aleggia nel palazzo del principe ereditario: per capirne di più il re si rivolge a Gu-cheon (Nam Joo-hyuk) e Saeng-gang (Roh Yoon-seo), i protagonisti della serie scritta da Kwon So-ra e Seo Jae-won e diretta Choi Jung-kyu.

Lui è un acchiappa fantasmi famoso perché capace di trasformarsi in uno spirito ma mantenere al contempo il controllo sulla spada con cui può ucciderli. Lei è una dama di corte che riesce a comunicare con l’aldilà sentendone le voci e parlando con i morti. Insieme riescono a svelare l’oscuro segreto che avvolge il Palazzo Reale.

Il 17 luglio arriva su Netflix il k-drama "The East Palace"
Ufficio stampa Netflix
Una scena da “The East Palace”

Dov’è stata girata la serie

Per questo dark fantasy in stile coreano la produzione ha optato per un mix di ambientazioni reali – ed effettivamente visitabili se si è appassionati di set-jetting, ossia di viaggi alla scoperta dei luoghi di film e serie Tv – e scene girate in studio, con l’ausilio di effetti speciali e CGI. Le location di The East Palace realmente esistenti si trovano tutte in Corea del Sud.

Il Seoraksan National Park

Prima di essere convocato dal re per la missione speciale della serie, Gu-cheon viveva in isolamento nella natura: le scene riguardanti questa parte della sua vita sono state girate all’interno del Seoraksan National Park. Si tratta di un parco nazionale nella zona centro-occidentale della Corea del Sud che il governo ha più volte candidato come patrimonio UNESCO: nei suoi oltre 160 chilometri quadrati di estensione custodisce infatti una serie di attrazioni naturalistiche, paesaggistiche, storiche, artistiche e culturali dal valore inestimabile.

Tra le location di "The East Palace" c'è il Seoraksan National Park
iStock
L’incantevole Seoraksan National Park

Il parco ha innanzitutto una forte biodiversità. Al suo interno si possono osservare una grande quantità di specie vegetali: dalle querce al pino siberiano, passando per specie rare come la Hanabusaya asiatica (una pianta da fiore della famiglia delle campanulacee). Anche la fauna abbonda: scoiattoli volanti, sparvieri cinesi popolano il parco insieme a specie in via di estinzione come il picchio di Tristram e il goral coreano. Il Seoraksan National Park è ben frequentato insomma, in tutti i periodi dell’anno, da amati delle osservazioni e più in generale da chi vuole ritrovare un certo contatto con la natura. Numerosi sentieri, di diversi livelli di difficoltà e adatti quindi a molte tipologie di camminatori: dai principianti ai più esperti, lo rendono una meta ideale anche per il trekking.

Nei luoghi dov'è stata girata la serie "The East Palace": il Seoraksan National Park
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La natura è spettacolare al Seoraksan National Park

Da non perdere è un’escursione in prossimità della Roccia di Ulsanbawi: una delle cime grantiche più iconiche del parco facile da riconoscere, anche nelle inquadrature di The East Palace, grazie alle cinque vette. Con i suoi oltre 870 metri di altezza sul livello del mare, anche se non è la più alta del Seoraksan National Park, offre una vista senza pari sul Mar dell’Est dove all’alba si può assistere al sorgere del sole

"The East Palace": le location all'interno del Seoraksan National Park (Sud Corea)
iStock
La magnificente Roccia di Ulsanbawi

Le Cascate di Biryong e più ancora quelle di Towangseong, uno spettacolare sistema a tre livelli alto oltre 300 metri, sono tra le altre attrazioni da non perdere all’interno del Seoraksan.

Lo stesso vale per il tempio di Sinheungsa: un’oasi di pace e tranquillità dove avere un assaggio di quelli che sono i principi del buddismo coreano. Fondato nel 652, il tempio ha avuto nei secoli una fortuna alterna con la pagoda e gli altri edifici principali che sono andati distrutti almeno una volta per via di un incendio. Oggi è famoso soprattutto per la più grande statua bronzea di un Buddha esistente al mondo alta oltre 14 metri: il “Grande Buddha dell’Unificazione”, così è chiamata, cogliendo lo spirito del luogo.

"The East Palace": le location reali del nuovo k-drama Netflix
iStock
L’imponente statua del Grande Buddha dell’Unificazione

Altre location

Il titolo originale e le numerose scene ambientate in edifici che ricordano quelli tipici dell’era della dinastia Joseon hanno alimentato il dubbio che tra le location di The East Palace ci fosse anche il Donggung Palace and Wolji Pond. Lo storico sito della città di Gyeongju non è, però, tra i luoghi dov’è stata girata la nuova serie k-drama Netflix.

Dov'è stata girata "The East Palace": le scene in studio
Ufficio stampa Netflix
Il palazzo infestato della nuova serie k-drama Netflix

Le scene in questione, che vedono i protagonisti all’interno del palazzo reale infestato, sono state girate all’interno del Mungyeong Saejae Open Set: uno degli studios – visitabile – più utilizzati per girare i drama coreani, specie quelli di ambientazione storica.

Su quali set è stata girata la nuova serie k-drama Netflix "The East Palace"?
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L’iconico Mungyeong Saejae Open Set

À partir d’avant-hierFlux principal

Borghi d’arte, quali visitare quest’estate in Italia tra installazioni e opere

17 juillet 2026 à 17:00

L’estate italiana si veste di contemporaneo: nei borghi storici, tra piazze medievali, boschi, castelli e paesaggi rurali, l’arte esce dai musei e incontra il territorio. Installazioni monumentali, mostre diffuse e percorsi di arte pubblica trasformano alcuni dei luoghi più suggestivi del Paese in veri e propri musei a cielo aperto.

Valle d’Aosta, arte e scienza (AO)

Sotto il cielo di stelle. Costellazione di arte, scienze e culture” porta in Valle d’Aosta un grande progetto diffuso tra Châtillon, Aosta e Courmayeur. Dal 18 luglio al 18 ottobre 2026 musei, castelli e spazi storici ospitano opere dedicate al rapporto tra arte, tecnologia, intelligenza artificiale e futuro.

Al Castello Gamba di Châtillon il percorso affronta luce, spazio e traiettorie cosmiche con opere di artisti come Mimmo Paladino, Grazia Toderi e Gilberto Zorio. Ad Aosta il MegaMuseo mette in relazione archeologia e universo, mentre Courmayeur esplora il rapporto tra cielo, tecnologia e ambiente attraverso installazioni di Michelangelo Pistoletto e Franco Perrotti.

Alta Langa, gallerie d’arte diffuse (CN)

Fino al 20 settembre 2026 l’Alta Langa ospita Buona Fortuna Ribelli, mostra d’arte contemporanea diffusa curata dalla Galleria Lunetta11. Il progetto di quest’anno, “Back to mine”, coinvolge cinque borghi del Piemonte – Dogliani, Serralunga d’Alba, Mombarcaro, Paroldo e San Benedetto Belbo – trasformando chiese, cappelle, giardini e spazi storici in luoghi di incontro tra opere, paesaggio e comunità.

A Dogliani la Cappella del Ritiro della Sacra Famiglia ospita fino al 26 luglio il ciclo “Ombre atomiche” di Sergio Ragalzi, mentre a Serralunga d’Alba il Boscareto Resort accoglie, fino al 17 luglio, una collettiva con opere di grandi protagonisti dell’arte italiana come Carla Accardi, Alberto Burri e Alighiero Boetti.

A Mombarcaro, Borgata Lunetta propone, fino al 20 settembre, un percorso tra le opere di Ragalzi, le fotografie di Sara Scanderebech, le sculture ambientali di Stefano Caimi e il progetto immersivo thebackstudio. A Paroldo, fino al 26 luglio, il dialogo tra storia e contemporaneità nasce nella Cappella di San Sebastiano con l’opera “L’Abri” di Matisse Mesnil, mentre San Benedetto Belbo, sempre fino al 26 luglio, ospita un’installazione video immersiva di Nicole Oike.

I borghi di arte contemporanea in Italia
Luca Peruzzi
Installazione per “Back to Mine”

Teolo, un museo naturale (PD)

Tra Teolo Alto, il Museo di Arte Contemporanea Dino Formaggio e il Passo delle Fiorine nasce Teolo Arte Natura, percorso permanente di arte ambientale nei Colli Euganei. Il progetto propone sette opere site specific e un intervento realizzato dagli studenti della scuola primaria Villa nel Bosco di San Biagio.

Installazioni, sculture e opere sonore trasformano il cammino in un’esperienza immersiva dove la natura non è solo sfondo, ma elemento centrale dell’opera. Tra gli interventi presenti figurano lavori di Inoghi Studio, Rob Van den Berg, Mauro Diciocia, Ground Action, Arianna Pace, Aurora Destro, Ida Harm e Ambra Grassi, in un dialogo continuo tra paesaggio, memoria e biodiversità.

Pietrasanta, tra marmo e opere monumentali (LU)

Pietrasanta si conferma una delle capitali italiane della scultura contemporanea con “Le dimensioni dell’equilibrio”, mostra diffusa a opera di Gustavo Vélez fino al 20 settembre 2026. L’esposizione attraversa piazze e luoghi simbolo della città, da Piazza del Duomo al Complesso di Sant’Agostino fino al Pontile di Marina, creando un percorso tra arte e spazio urbano.

Lo scultore colombiano, che ha scelto Pietrasanta come patria artistica, lavora con marmo di Carrara, bronzo e acciaio trasformando materiali pesanti in forme apparentemente leggere, sospese tra equilibrio e movimento.

Arte contemporanea in Italia nel 2026
Jhonatan Garcia
Le dimensioni dell’equilibrio di Gustavo Velez

Montespertoli, la Toscana e la street art (FI)

Fino a novembre 2026 Montespertoli ospita la prima edizione di FORME, festival di arte pubblica dedicato alla trasformazione contemporanea del borgo attraverso interventi murali diffusi. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune, associazione A Testa Alta A.P.S. e Street Levels Gallery.

Sette artisti internazionali realizzeranno opere ispirate alla storia e al paesaggio locale. Thiago Mazza racconterà il rapporto tra natura, vite e olivo; Luca Zamoc la memoria rurale; Ufo Cinque le radici medievali; Manolo Mesa la tradizione ceramica; Skan la figura di Cino Cinelli; Nelio il paesaggio toscano e Nespoon il valore comunitario del ricamo.

Todi, dialogo con l’arte contemporanea (PG)

Tra le colline della Media Valle del Tevere, Todi rappresenta una delle destinazioni più affascinanti dell’Umbria, capace di unire tantissimi anni di storia a una forte vocazione contemporanea. Il borgo conserva il fascino dell’antica città umbra ed etrusca, del municipio romano e del prestigioso Comune medievale, con un patrimonio architettonico che trova il suo cuore nella splendida Piazza del Popolo.

Qui si affacciano il Palazzo del Popolo, il Palazzo del Capitano, il Palazzo dei Priori e la Concattedrale della Santissima Annunziata. Tra i simboli della città spiccano anche la Chiesa di San Fortunato, legata alla figura di Jacopone da Todi, e il Tempio di Santa Maria della Consolazione, capolavoro rinascimentale dominato dalla grande cupola visibile dalla valle.

A rendere Todi una meta ideale per gli amanti dell’arte è però anche il rapporto costruito negli anni con la contemporaneità. Dagli anni Settanta del Novecento il borgo ha attratto artisti e creativi internazionali, diventando sede di importanti progetti come il Parco Beverly Pepper, primo parco monotematico di scultura contemporanea dell’Umbria, e la Casa Dipinta dell’artista Brian O’Doherty.

Opere d'arte contemporanea da vedere nel 2026 in Italia
Ufficio Stampa
La Casa Dipinta di Todi

Pereto, la collezione d’arte permanente (AQ)

La decima edizione di straperetana segna una nuova fase per Pereto, borgo medievale abruzzese che dal 2026 avvia un progetto di arte pubblica permanente. Dopo nove edizioni come mostra diffusa temporanea, la manifestazione punta alla creazione di una collezione contemporanea a cielo aperto.

Le prime opere sono firmate da Elisa Montessori e Flavio Favelli. Favelli realizza “Regimentale”, intervento pittorico su un muro di 36 metri ispirato alle storiche etichette dei liquori abruzzesi, mentre Montessori porta nel borgo “La mano sinistra”, opera dedicata alla memoria e al rapporto tra esperienza e conoscenza.

A Palazzo Maccafani una doppia personale approfondisce il lavoro dei due artisti, confermando la vocazione di Pereto come luogo dove arte contemporanea, architettura e paesaggio costruiscono nuove forme di valorizzazione culturale.

Arte contemporanea in Italia
Margherita Villani
Installazione di Elisa Montessori a Pereto

Carrara, il museo a cielo aperto (MS)

Infine, il progetto C.O.M. (City Open Museum), nato dall’Accademia di Belle Arti di Carrara, propone una nuova idea di museo diffuso, dove città, piazze e paesaggi diventano spazi aperti alla sperimentazione artistica. L’iniziativa interpreta il patrimonio italiano come un grande ambiente condiviso in cui installazioni, ricerca, tecnologia e partecipazione si incontrano.

C.O.M. punta a creare una comunità contemporanea delle arti, collegando territori e istituzioni attraverso progetti che coinvolgono artisti, studiosi e pubblico. Un percorso che guarda anche al digitale e alle nuove forme ibride tra esperienza fisica e virtuale.

Il castello che sembra uscito da un racconto antico e dove vive un (vero) fantasma: Veliki Tabor, in Croazia

17 juillet 2026 à 16:00

Sul colle di Košnički Hum, tra prati fioriti, colline morbide e l’orizzonte che arriva fino alle montagne della Slovenia, si staglia il particolarissimo profilo di Veliki Tabor. La sua sagoma bianca, i tetti rossi e le torri semicircolari fanno pensare a un castello uscito da una storia antica, anche se qui la storia ha avuto il volto concreto della difesa, delle famiglie nobili e di una ragazza diventata leggenda. A 333 metri sul livello del mare, domina il paesaggio sud-occidentale della regione Hrvatsko Zagorje, e conserva uno dei complessi fortificati tardo medievali e rinascimentali meglio preservati della Croazia continentale.

Il suo nome richiama l’idea di un campo militare o di guerra, dettaglio che chiarisce subito la vocazione originaria del complesso: qui l’architettura doveva proteggere, resistere e controllare il territorio. Poi, nei secoli, le mura hanno accolto abitazioni, sale, una cappella, cantine e storie in grado di attraversare il tempo.

La forma attuale, infatti, è il risultato di interventi diversi. Il nucleo più antico è il palazzo centrale, circondato da 4 torri semicircolari e da possenti mura difensive. Le basi inclinate e le soluzioni adottate rispondevano alle esigenze della guerra con le armi da fuoco. Il complesso occupa circa 3340 m² e presenta ben 12 coperture differenti, una caratteristica che dà vita a un profilo movimentato.

Breve storia e leggende del Castello di Veliki Tabor

La verità va svelata subito: la storia di Veliki Tabor conserva ancora qualche zona d’ombra. Alcuni studiosi hanno collocato la costruzione delle parti più antiche verso la metà del XV secolo, altri hanno indicato l’inizio del XVI. I dati più recenti sostengono la prima ipotesi, ma di certezze ce ne sono davvero poche.

Le torri semicircolari furono aggiunte tra XV e XVI secolo, mentre il nucleo fortificato centrale resta il cuore del complesso. La torre pentagonale viene attribuita al XII secolo secondo una delle ricostruzioni storiche riportate dalle fonti del castello. Intorno al 1820 arrivarono l’attuale porta d’ingresso e l’area di accesso.

Per lungo tempo Veliki Tabor appartenne alla nobile famiglia Rattkay, che lo mantenne fino al 1793. Tra i suoi proprietari figura anche Oton Iveković, celebre pittore croato. Il castello ha poi continuato a raccogliere testimonianze di epoche diverse, trasformandosi in un luogo culturale che racconta la regione attraverso mostre, reperti e vicende personali.

La storia più famosa, però, ha il nome di Veronika di Desinić. La tradizione orale parla dell’amore tra la giovane ragazza e Fridrik Celjski, figlio del conte Herman II di Celje. La loro relazione suscitò la furia del padre, contrario all’unione. I due innamorati fuggirono segretamente verso la Slovenia e si sposarono, ma fu una fuga che, però, ebbe vita breve: Fridrik fu rinchiuso nella Torre di Celje per 4 anni, mentre Veronika venne catturata e imprigionata a Veliki Tabor.

Accusata di stregoneria, fu sottoposta a un processo. I giudici la dichiararono innocente, ma la tradizione racconta che Herman II, accecato dalla rabbia, ordinò comunque la sua morte. Veronika sarebbe stata annegata in un contenitore di legno riempito d’acqua nel cortile del castello. Il suo corpo, secondo la leggenda, venne murato nella parte che collega la torre pentagonale all’ingresso.

Da allora Veronika è diventata la presenza più inquietante di Veliki Tabor. La sua storia appartiene al patrimonio culturale immateriale della Croazia e nel 2015 la tradizione orale legata a Veronika Desinićka è stata iscritta nel Registro dei beni culturali della Repubblica di Croazia.

Il castello dedica alla leggenda una mostra che ricostruisce il contesto storico e raccoglie opere artistiche ispirate alla vicenda dal XV al XXI secolo. Nei lunghi mesi invernali, dicono le voci locali, il vento tra le mura può assumere un suono quasi umano. A Veliki Tabor, quindi, la leggenda ha ancora una voce.

Come visitare e cosa vedere a Castello di Veliki Tabor

La visita parte dal complesso fortificato e conduce dentro un’architettura che cambia atmosfera a seconda degli spazi. Le gallerie interne, decorate con colonnati, hanno un fascino particolare nelle ore serali, quando le colonne proiettano ombre allungate sotto la luce lunare. Il grande pozzo merita attenzione per la struttura e per i suoi 31 metri di profondità. È uno di quei dettagli che fanno percepire la vita quotidiana della fortezza, lontano dall’immagine romantica del castello da cartolina.

Dentro Veliki Tabor, Croazia
iStock@Sergey Strelkov
Dentro il Castello di Veliki Tabor

La vecchia cantina del vino conserva un grande torchio. D’estate offre una freschezza quasi sorprendente, mentre nella stagione fredda restituisce un senso di raccolta intimità. La Rustical Hall è considerata la sala più bella del complesso, dove le alabarde contribuiscono all’atmosfera e riportano subito l’immaginazione verso l’epoca delle guarnigioni e dei signori feudali.

Al primo piano si trova la cappella del castello, legata anche alla memoria di Veronika. Qui viene protetto il suo teschio secondo la tradizione museale del luogo. La visita può proseguire attraverso le esposizioni temporanee, spesso dedicate alla storia naturale, all’arte e alla cultura croata.

Tra le proposte più curiose c’è la mostra sui mammut lanosi, giganti dell’era glaciale. Il percorso apre una finestra sul passato geologico della Terra e racconta adattamenti, ecosistemi e cambiamenti climatici attraverso la paleontologia. Un’altra esposizione è dedicata a Gjuro Prejac, artista nato a Desinić nel 1870 e autentico talento multiforme.

La visita guidata richiede prenotazione anticipata per gruppi e laboratori educativi. Il castello rientra anche in itinerari più ampi nel nord-ovest della Croazia, con tour di mezza giornata, percorsi in bicicletta e programmi che collegano Veliki Tabor a Krapina, al Museo dei Neanderthal e al villaggio etnografico di Kumrovec. Qui, però, conviene lasciarsi un po’ di tempo per il panorama: il castello è la meta, il paesaggio intorno è parte della visita.

Dove si trova e come arrivare

Veliki Tabor si trova nei pressi di Desinić, nello Hrvatsko Zagorje, a circa un’ora di auto dal centro di Zagabria. Il tragitto attraversa le colline ondulate della Croazia settentrionale e accompagna verso un paesaggio sempre più verde, fatto di prati e rilievi dolci. La fortezza sorge sulla sommità di Košnički Hum e la sua posizione elevata rende facile riconoscerla una volta arrivati nei dintorni.

L’auto resta la soluzione più pratica per raggiungere il castello da Zagabria e per inserire la visita in un itinerario regionale. La strada verso Desinić conduce gradualmente fuori dal ritmo della Capitale e prepara all’arrivo. Poi compare Veliki Tabor, bianco e rosso contro il verde dello Zagorje.

È proprio questa la sua unicità: se Trakošćan può contendersi il titolo di castello più bello della regione, Veliki Tabor ha mura nate per la guerra, sale trasformate dal tempo, una vista che attraversa il confine e una leggenda d’amore tanto famosa da essere entrata nel patrimonio culturale immateriale croato.

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